Category: 4.00/4.09


Risultati immagini per Mildred PierceUn film di Todd Haynes. Con Kate Winslet, Brian F. O’Byrne, Mare Winningham, James LeGros, Melissa Leo. Formato Serie TV, Titolo originale Mildred Pierce. Drammatico, – USA 2011. MYMONETRO Mildred Pierce * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Mildred Pierce è mamma, moglie e casalinga nell’America della Grande Depressione. Tradita e abbandonata dal marito, tra una torta e l’altra cerca lavoro a Los Angeles per garantire futuro e privilegi alle sue bambine, Ray e Veda. Assunta come cameriera in una tavola calda, Mildred rivela presto il suo talento di cuoca e pasticcera, che mette in pratica aprendo un ristorante. Rialzata la testa ma segnata da un lutto profondo, Mildred prende letteralmente in mano il suo futuro e quello di Veda, musicalmente dotata e in evidente conflitto con lei. Tra una mamma indefessa e una figlia insidiosa si insinua Monty Beragorn, giocatore di polo ricco e viziato che pratica il dolce far niente.
Ambientato negli anni Trenta e nell’America in crisi del repubblicano Herbert Hoover, Mildred Pierce è un (melo)dramma in cinque atti prodotto dalla HBO e magnificamente diretto da Todd Haynes. Mildred Pierce, come Lontano dal paradiso nove anni prima, mostra un’ossessiva fedeltà formale nei confronti di un genere che viene nondimeno attualizzato e modificato. Haynes di fatto trasforma l’infiammabilità inesplosa e trattenuta dei mélo americani in un film (a puntate) che divampa sotto i nostri occhi. Un violento e viscerale congegno narrativo che non si limita a riesumare spoglie di un genere che fu per giocare col cuore e la memoria colta dei cinefili ma che affronta, sotto la compostezza della messa in scena, il sogno americano declinato al femminile. Al centro del dramma e alla periferia di Los Angeles abita una donna che sceglie di affermare la propria fermezza e il conseguente bagaglio di sofferenza. Adattamento fedele e puntuale dell’omonimo romanzo di James M. Cain, Mildred Pierce riprende un discorso cinematografico che non sembra soltanto citato e rivisitato nelle musiche, nelle scene, nei costumi e nella grafica dei titoli di testa ma pure splendidamente proseguito e aggiornato. Scegliendo il mélo come territorio della sua autopsia dell’America di quegli (e questi) anni, la mini-serie diventa una messa in discussione del presente compiuta attraverso uno sguardo predatato. Il vero dramma è che quella società è quasi uguale a questa, soltanto un po’ meno consapevole della propria stritolante violenza. Meno ‘nero’ e più ‘osservante’ della trasposizione del ’45 di Michael Curtiz (Il romanzo di Mildred) interpretata da Joan Crawford, la versione di Todd Haynes è un’esperienza emotiva purificatrice che mette in schermo il bene e il male, la luce e il buio, schierando davanti allo ‘specchio della vita’ una madre intraprendente che lotta e ‘impone’ la sua gentilezza e una figlia inappagata la cui cruda concupiscenza per la celebrità ignora tutti tranne se stessa. Black melodrama familiare, Mildred Pierce trova in Kate Winslet un’interprete mirabile nel restituire una donna che, emancipata dalla subalternità del ruolo, fa carriera nell’America ‘riformata’ e recuperata di Franklin Delano Roosevelt. Caparbia e ostinata, la sua Mildred è ‘al volante’ della vita e di quell’auto in cui trova riparo dalla pioggia e dalle afflizioni e da cui ‘riparte’ per ricominciare. Condotta via da un amante o ‘trasportata’ da un taxi è invece la Veda civettuola e crudele di Evan Rachel Wood decisa ad affrancarsi dalla provincia e dalla sua condizione a colpi di voce e di note. Insieme le due attrici daranno vita a un dramma di assordante tristezza, che non ha più i connotati fiabeschi del sogno ma quelli asfissianti di una sopportazione che diventa abitudine. Ma l’insurrezione è dietro la porta. Continua a leggere

Risultati immagini per AerogradUn film di Aleksandr Dovzhenko. Con Semyon Shagaida, Sergei Stolyarov, Stepan Shkurat, Yevgeniya Melnikova Fantascienzab/n durata 82 min. – URSS 1935MYMONETROAerograd * * * * - valutazione media: 4,00 su 1 recensione.

Nella Taiga siberiana le guardie di frontiera sono impegnate a difendere la costruzione di un aereoporto dalle spie giapponesi. Incombe sulla storia la presenza selvaggia della foresta paludosa, dove avverrà la fucilazione di un traditore da parte di un anziano cacciatore, suo caro amico.
Dovgenko portò a termine il film, girato a Mosca e in Siberia, con grande entusiasmo, e, in effetti, Aerograd ha al suo attivo scene dense di lirismo, come quella straordinaria della fucilazione del traditore Khudjakov, e l’altra bellissima del figlio neonato dell’aviatore. Continua a leggere

Regia di Albert Serra. Un film Da vedere 2013 con Vincenç AltaióClara VisaNoelia RodenasMonte TriolaEliseu HuertasCast completo Titolo originale: Historia de la Meva Mort. Genere Drammatico – Spagna2013, Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Casanova si trasferisce dalla sua villa in Svizzera, dove una corte di amici, artisti e concubine è solita accompagnarlo, a una dimora sperduta nei Carpazi, in compagnia del solo Pompeo, fedele servitore. Qui conosce le tre figlie del fattore, che in breve diventano altrettante amanti. Ma una presenza sovrannaturale è destinata a disturbare la quiete del nobile e a infrangere le sue certezze.
Ha inizio nella soave e rilassante giocosità di un banchetto all’aperto – girato ancora una volta in presa diretta e, kubrickianamente, a lume di candela – il più cupo e ambizioso film del geniale Albert Serra. Un’opera dalla gestazione complessa, in cui il regista catalano ha elevato al massimo la propria poetica del caos: 400 ore di girato che hanno richiesto due anni di montaggio per arrivare a una versione di 160 minuti. All’interno di questi, Serra prova a condensare il suo cinema e insieme a mutarlo, accogliendo elementi spuri, fin qui assenti nella sua parabola artistica. A cominciare da una sceneggiatura vera e propria e da una parvenza di trama, benché intrisa di elementi allegorici.

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Regia di Akira Kurosawa. Un film Da vedere 1990 con Martin ScorseseAkira TeraoMitsuko BaishoHisashi IgawaToshie NegishiCast completo Titolo originale: Konna yume wo mita. Genere Fantastico – GiapponeUSA1990durata 120 minuti. – MYmonetro 3,95 su 18 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

8 racconti (“Questi sogni che ho visto” dice il titolo giapponese), legati dalla presenza di un personaggio che parla in prima persona. I primi 2 rimandano all’infanzia dell’autore; i 3 successivi agli anni ’30 e ’40; didattici il 6° e il 7° sull’apocalisse nucleare. Le nostre preferenze personali vanno al 2° (“Il pescheto”) e all’8° (“Il villaggio dei mulini”), ma ammiriamo anche il 1° (“Sole attraverso la pioggia”), il 3° (“La tempesta”), il 5° (“Corvi” su Van Gogh con M. Scorsese); non ci dispiace il 4° (“Il tunnel”). Realizzato con la consulenza di I. Honda ( Godzilla ), l’apporto finanziario di Steven Spielberg e George Lucas, gli effetti speciali dell’Industrial Light & Magic. Ora visionario, ora tenerissimo, sempre di alto livello figurativo.

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Un film di Alain Cavalier. Con Catherine Mouchet, Helene Alexandridis, Aurore Prieto Biografico, Ratings: Kids+16, durata 90′ min. – Francia 1986. MYMONETRO Thérèse * * * * - valutazione media: 4,00 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È la storia di Thérèse Martin, nata nel 1873 ad Alençon, che, entrata sedicenne nel convento di Lisieux seguendo l’esempio delle due sorelle, vi morì di tubercolosi nel 1897. Fu elevata agli altari nel 1925 col nome di Santa Teresa di Lisieux. È il caso raro di un film laico, appoggiato più all’antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell’amore. Premio speciale della giuria a Cannes e 6 premi César. Continua a leggere

Regia di Abbas Kiarostami. Un film Da vedere 2016 Titolo originale: 24 Frames. Genere Sperimentale – IranFrancia2016durata 120 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

“Mi sono sempre chiesto a quale grado l’artista punti per rappresentare la realtà di una scena. I pittori catturano solo un frame della realtà e nulla prima o dopo di esso. Per questo film ho deciso di usare foto che ho scattato nel corso degli anni. Ci ho aggiunto 4 minuti e 30 secondi di ciò che immaginavo avrebbe potuto essere accaduto o accadere prima o dopo l’immagine che avevo catturato”. Si potrebbe definirlo un testamento ma è di fatto qualcosa di diverso e di più significativo.

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Locandina L'uomo ombraUn film di Woody Van Dyke. Con William Powell, Nat Pendleton, Cesar Romero, Myrna Loy. Titolo originale The Thin Man. Giallo, b/n durata 93 min. – USA 1934. MYMONETRO L’uomo ombra * * * * - valutazione media: 4,00 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

L’ “uomo ombra” del titolo è uno scienziato che scompare misteriosamente. Gli vengono attribuiti alcuni delitti, e Charles viene incaricato delle indagini dalla preoccupatissima figlia del professore. Soluzione a sorpresa. Continua a leggere

Locandina I giorni del vino e delle roseUn film di Blake Edwards. Con Jack LemmonCharles BickfordLee Remick Titolo originale Days of Wine and RosesDrammaticob/n durata 117 min. – USA 1962MYMONETRO I giorni del vino e delle rose * * * 1/2 - valutazione media: 3,93 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Film contro l’alcolismo. Una coppia di coniugi ubriaconi lotta per guarire. Lui ce la fa, lei no. Continua a leggere

Locandina italiana L'altro uomoUn film di Alfred Hitchcock. Con Robert Walker, Ruth Roman, Farley Granger, Laure Elliott. Titolo originale Strangers on a Train. Giallo, Ratings: Kids+16, b/n durata 101 min. – USA 1951.MYMONETRO L’altro uomo * * * * - valutazione media: 4,06 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Per la sceneggiatura di questo film, basato sul romanzo di Patricia Highsmith, Hitchcock ingaggiò un giallista di fama come Raymond Chandler. La vicenda riguarda uno strano incontro tra Guy, che vuol divorziare dalla moglie per risposarsi, e Bruno, che odia suo padre. Bruno si offre come killer a Guy, perché costui gli ricambi la cortesia. Memorabile la scena finale sulla giostra. Continua a leggere

Regia di Ha Yoo. Un film Da vedere 2006 Genere Azione – Corea del sud2006durata 141 minuti. Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Padre assente, madre malata e bisognosa di cure, famiglia numerosa. Per Kim Byung-doo non ci sono molti modi di sbarcare il lunario in tempi rapidi, per sé e per i suoi cari, che non passino dalla criminalità organizzata; e così Byung-doo cresce nelle gerarchie mafiose, accettando ogni missione. Quando nella sua vita si ripresentano l’amico fraterno Min-ho, aspirante regista cinematografico, e il suo amore adolescenziale Hyeon-ju, commessa di una libreria, per Byung-doo crolleranno molte certezze.
Ignorando le ragioni precise che hanno portato a un simile titolo internazionale, A Dirty Carnival, si lavora di intuito. L’ambizione di ritrarre in un affresco il più possibile ampio e diversificato l’universo mafioso e i suoi molteplici corollari ha forse condotto il talentuoso Yoo Ha verso la visione di un grande circo, di uno spettacolo iterativo, un loop tragicomico senza via d’uscita; fatto di tradimenti, avidità, colpi bassi, violenza e servilismo. Uno sporco carnevale con mazze da baseball vere, per una maschera quasi clownesca, spesso triste e tumefatta, come quella di Byung-doo, tragico exemplum di manovalanza mafiosa. C’è qualcosa di neorealista nell’analisi compiuta da Haa, nell’annullamento dei valori nel nome del denaro, come nella fatica percepibile di tirare avanti e dare un senso a una vita che di senso non ne ha alcuno. L’uscita, un possibile piano B, sono banditi già dall’incipit, che rende evidente tanto la gabbia in cui vive Byung-doo che l’unica possibile via di fuga da essa. E se non è nuovo il fatto di mettere in scena il rapporto ambiguo tra cinema e gangster, finzione e verità (ripreso in seguito fin troppo abbondantemente in quel Rough Cut scritto da Kim Ki-duk e all’origine della crisi spirituale di Arirang), è al contrario originale la dinamica dei rapporti umani che ruotano attorno ad esso e il ruolo negativo del regista Min-ho, totalmente contiguo ai gangster per ambizione e mancanza di scrupoli. 
L’evidente cinefilia che Ha infonde in questo amaro racconto di formazione sembra richiamare il Doinel di Truffaut o il milieu zavattiniano, confermando la vocazione, già ammirata in Once Upon a Time in High School, di saper cogliere il lato più doloroso dell’adolescenza senza fermarsi alla superficie. In A Dirty Carnival Yoo Ha gioca la sua carta più ambiziosa e nichilista, consegnando un manifesto del cinema di genere destinato a resistere nel tempo, ben oltre la semplice variazione di un canone.

Un film di Howard Hawks. Con Walter Connolly, Carole Lombard, John Barrymore, Roscoe Kerns, Etienne Girardot Titolo originale Twentieth Century. Commedia, b/n durata 91 min. – USA 1934. MYMONETRO Ventesimo secolo * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sul Ventesimo secolo, un treno di lusso che collega la costa pacifica a quella atlantica, viaggia un gigantesco attore-regista-produttore di Broadway, che ora si trova in cattive acque. L’uomo scopre tra i passeggeri la sua ex moglie che lui ha lanciato sul palcoscenico e che ora è diventata una famosissima stella del cinema, e tenta disperatamente di proporle un contratto per ritornare sulla cresta dell’onda. Ci riuscirà, alla fine, fingendosi moribondo e riprenderà a schiavizzare la donna come faceva quando lei era un’attricetta sconosciuta. Ottima interpretazione di Barrymore e della Lombard per un classico della commedia sofisticata, tratto da un lavoro teatrale di Charles McArthur e Ben Hecht, destinato quest’ultimo a diventare uno dei migliori sceneggiatori americani. Continua a leggere

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Un film di Cary Fukunaga. Con Heather Ashley Boyd, Bruce Elliott, Tory Kittles, David Stephen Mitchell, Michael Potts. Formato Serie TV, Thriller, durata 60 min. – USA 2014.

True Detective è una serie televisiva statunitense, ideata da Nic Pizzolatto per HBO. La serie, con protagonisti Matthew McConaughey e Woody Harrelson, è composta da otto episodi diretti da Cary Fukunaga, che sono andati in onda su HBO dal 12 gennaio 2014.[1]  True Detective è concepita come una serie antologica, che avrà per ogni stagione interpreti e storie differenti.[2]

Le vite dei detective Rust Cohle e Martin Hart si intrecciano inesorabilmente nella lunga caccia a un serial killer in Louisiana, durata diciassette anni. Attraverso archi temporali diversi, vengono raccontate le vite e le indagini dei due detective, dal 1995 al 2012, anno in cui il caso viene riaperto. Continua a leggere

Risultati immagini per La Guerra dei Bottoni - 1961Un film di Yves Robert. Con Michel Galabru, Paul Granchet, Claude Confortes, Jacques Dufilho, Antoine Lartigue Titolo originale La guerre des boutons. Avventura, Ratings: Kids, b/n durata 95 min. – Francia 1961. MYMONETRO La guerra dei bottoni * * * * - valutazione media: 4,03 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Bella storia di due gruppi di ragazzi che si fanno guerra. Agli sconfitti verranno tolti i bottoni, di modo che perderanno i calzoni. Continua a leggere

Poster MasqueradeUn film di Chang-min Choo. Con Han Hyo-joo, Byung-hun Lee, Seung-Ryong Ryu, In-kwon Kim, Gwang Jang. Drammatico, durata 131 min. – Corea del sud 2012. MYMONETRO Masquerade * * * * - valutazione media: 4,00 su 1 recensione.

A Joseon il re è ormai paranoico: vede congiure ovunque e diffida di chiunque, specie della moglie, che trascura in favore di varie concubine. Dopo essere stato drogato in seguito a un attentato, il Capo Consigliere e il Capo Eunuco decidono di sostituirlo temporaneamente con un sosia, perpetuando l’illusione di un re sul trono di Corea. Il sostituto è un guitto, di umili origini e dal greve umorismo, ma, superati gli imbarazzi iniziali, finisce per assumere una confidenza sempre maggiore con i meccanismi della politica di corte, forte di una coscienza limpida e di uno sguardo disinteressato.
Masquerade è operazione oltremodo astuta, un crocevia di aspirazioni e contributi tecnici che accontenta il pubblico ma osa il giusto anche in direzione dei meno smaliziati. Se si fosse a Hollywood a produrre sarebbe Miramax e potrebbe scapparci anche un Oscar o più; ma la Corea del Sud è sempre meno lontana da simili standard produttivi e i dieci milioni di dollari di incasso abbondantemente superati dicono più di mille parole sullo stato di grazia di una cinematografia in costante ascesa. A livello di mera tecnica si rasenta l’eccellenza e l’ambientazione storica in costume non fa che esaltare la cura per il particolare, ma è tutto il meccanismo narrativo, specie l’alternanza dei registri, a testimoniare di una padronanza mirabile tanto dei tempi comici che della virata verso il dramma dell’epilogo. Si ride, si piange e infine si riflette, appagati, senza arzigogoli, come se Selznick fosse ancora tra noi e avesse scelto di dimorare a Seoul. Continua a leggere

Locandina Il figlioUn film di Luc Dardenne, Jean-Pierre Dardenne. Con Olivier Gourmet, Morgan Marinne, Isabella Soupart Titolo originale Le fils. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 103 min. – Belgio, Francia 2002. MYMONETRO Il figlio * * * * - valutazione media: 4,06 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Olivier è un falegname che insegna in una scuola di avviamento alle professioni. Da quando suo figlio è stato ucciso da un undicenne e sua moglie lo ha lasciato l’uomo si dedica totalmente al lavoro. Un giorno arriva nella scuola Francis, l’assassino del figlio, scarcerato dopo alcuni anni di detenzione e ora immesso in un percorso di recupero. Olivier, dopo qualche incertezza, chiede di averlo nella sua classe. Lui sa bene chi è mentre il ragazzo ignora di essere di fronte al padre della propria vittima.
Ancora una volta i Dardenne decidono di utilizzare la tecnica del pedinamento che in questa occasione assume il valore simbolico di una ricerca. Olivier, anche se ancora lacerato da un desiderio di vendetta, di fatto sta cercando quel figlio che non ha più proprio in chi glielo ha sottratto e Francis in fondo ha bisogno di un padre. Potrebbe sembrare innaturale e troppo ‘cinematografica’ la decisione di Olivier di rinunciare a vendicarsi di chi gli ha devastato la vita. Ma i Dardenne ne sono consapevoli e costruiscono (e seguono) il tormento dell’uomo senza forzature. Non è un caso che ci sia un dialogo con la ex moglie (ora incinta di un altro) che gli chiede che senso abbia comportarsi così nei confronti dell’omicida del figlio. La risposta di Olivier non è immediata proprio perché si sta ancora sviluppando un percorso.
La forza del cinema dei due registi belgi sta proprio in questo: nel non offrire mai soluzioni facili e che non provengano dallo sviluppo di un pensiero che finisce col farsi azione. Si osservi con attenzione la sequenza in cui Olivier entra nell’abitazione di Francis di nascosto e si sdraia sul suo letto e ci si chieda quale intenzione nasconda. Si vedrà che quell’intenzione sta al centro di tutto il cinema dei Dardenne: cercare di comprendere (che non significa affatto semplicisticamente ‘giustificare’) l’altro. La confidenza tra i due si sviluppa per quasi impercettibili passi in avanti dove non c’è qualcuno che vuole educare anche perché l’altro non vuole essere educato. Continua a leggere

The Apu Trilogy comprises three Bengali films directed by Satyajit Ray: Pather Panchali (1955), Aparajito (1956) and Apur Sansar (1959). They are based on two Bengali novels written by Bibhutibhushan Bandopadhyay: Pather Panchali (1929) and Aparajito (1932). The original music for the films was composed by Ravi Shankar.

Produced on a shoestring budget[1] of Rs. 150,000 ($3000 — about $30,000 in 2014 dollars)[2] using an amateur cast and crew,[3] the trilogy is a milestone in Indian cinema and remains one of the finest examples of the Parallel Cinema movement. The three films went on to win many national and international awards, including three National Film Awards and seven awards from the Cannes, Berlin and Venice Film Festivals. They are today frequently listed among the greatest films of all time and are often cited as the greatest movies in the history of Indian cinema.[4] Continua a leggere

Un film di Andrei Tarkovskij. Con Margarita Terekhova, Anatolij Solonitsyn, Alla Demidova, Yuri Nazarov, Nikolaj Grinko Titolo originale Zerkalo. Drammatico, durata 105 min. – URSS 1974. MYMONETRO Lo specchio * * * * - valutazione media: 4,00 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dice il regista: “Il protagonista è un uomo sui quarant’anni che si sforza di fare un bilancio della vita precedente… Sullo schermo vanno avanti di pari passo tre storie: la prima è costituita dai ricordi dell’infanzia; la seconda è composta delle cronache di avvenimenti storici vissuti e compresi sotto un’angolazione prettamente individuale; la terza è formata da ragionamenti psicologici che sono un po’ la sintesi di tutto il discorso”. Un film affascinante, anche se di non facile lettura. Continua a leggere

Il castello maledetto è una pellicola americana horror del 1932, diretta da James Whale e interpretata da Boris Karloff, Charles Laughton e Gloria Stuart.

La pellicola venne prodotta un anno dopo la celebre interpretazione di Karloff di Frankenstein, ma a dispetto della presenza di Karloff la pellicola venne ignorata al botteghino, rivelandosi un grosso insuccesso negli Stati Uniti, mentre fu accolto con grosso favore nel Regno Unito dove il distintivo humour nero del regista Whale venne meglio compreso. Per diversi anni la pellicola venne annoverata tra i film perduti fino a quando alla fine degli anni ’60 non ne riemersero i negativi grazie alle ricerche di Curtis Harrington che li recuperò negli archivi della Universal Studios e ne curò il restauro.

Mentre cercano riparo da un tremendo acquazzone in una remota regione del Galles, alcuni viaggiatori vengono accolti in una tenebrosa e sperduta magione appartenente alla oscura casata dei Femm. Cercando di essere gentili con i loro ospiti, i malcapitati dovranno scontrarsi con i modi bruschi e foschi del padrone di casa, il tenebroso Horace Femm e con l’ossessiva e malevola sorella Rebecca. Le cose volgeranno al peggio quando il brutale maggiordomo della casa Morgan, dopo essersi ubriacato, libererà suo fratello Saul, uno psicotico piromane che cercherà di dare fuoco alla magione con tutti i suoi occupanti. Continua a leggere

Locandina L'ultimo dei mohicaniUn film di Michael Mann. Con Daniel Day-Lewis, Madeleine Stowe, Russell Means, Eric Schweig, Jodhi May. Titolo originale The Last of the Mohicans. Western, durata 130 min. – USA 1992. MYMONETRO L’ultimo dei mohicani * * * * - valutazione media: 4,02 su 51 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La Guerra dei sette anni è sbarcata oltre oceano. È il 1757. Le colonie americane sono terreno fertile per sangue e morti. Inglesi e francesi si contendono le terre, mentre le tribù autoctone decidono da quale parte schierarsi e a chi giurare una presunta fedeltà. Tra loro anche Nathan, nato inglese e adottato dai Mohicani, corre tra foreste e fiumi in cerca di una pacifica convivenza tra coloni e invasori. Gli equilibri verranno presto spezzati dalla crescente tensione tra le forze europee e dai labili patti che legano gli indigeni ai due schieramenti.
Tratto dal romanzo omonimo di J.F. Cooper e remake de I re dei pellerossa (1936), L’ultimo dei Mohicani è un kolossal in grande stile, epico racconto in cui l’interesse per la narrazione cede il passo all’azione. Micheal Mann procede di corsa, parte in medias res e avanza senza soste in un continuo susseguirsi di fughe e assedi. Tanto affanno e poche parentesi per il pensiero in un film dove lo spazio per l’animo dei personaggi è minimo e le azioni parlano per loro.
Questo registro espressivo pragmatico e poco dedito all’approfondimento psicologico dei caratteri è però funzionale a quel mondo selvaggio, dominato dalle armi, in cui la diplomazia si scopre arte faticosa e sterile, mentre la violenza divide facilmente il mondo in morti e vivi, vincitori e vinti. Con l’amore a fungere da unico antidoto. L’interesse principale ricade sullo scontro tra culture in cui solo l’habitat si distingue per purezza. I colonizzatori sono ingordi e non c’è più ingenuità nel popolo ospitante perché la contaminazione è già parte del Nuovo Mondo. Eppure la divisione è ancora netta, con gli invasori dediti al rispetto dei propri doveri e gli indigeni impegnati nella salvaguardia dei propri diritti. Continua a leggere

Locandina Stasera ho vinto anch'ioUn film di Robert Wise. Con Robert Ryan, Audrey Totter, George Tobias, Wallace Ford. Titolo originale The Set-Up. Drammatico, Ratings: Kids+13, b/n durata 72 min. – USA 1949. MYMONETRO Stasera ho vinto anch’io * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Raggirato dal suo stesso manager che speculava con le scommesse sulle sue sconfitte, un pugile ormai al termine della carriera decide di far di testa sua e riesce a vincere per KO il suo ultimo match. Il disonesto manager perde una grossa somma e, al termine del combattimento, lo fa punire in modo tale da non consentirgli più di boxare. Continua a leggere