Category: 4.00/4.09


Locandina Viaggio a Tokyo

Un film di Yasujiro Ozu. Con So Yamamura, Chishu Ryu, Chiyeko Higashiyama, Kuniko Miyake Titolo originale Tokyo Monogatari. Drammatico, Ratings: Kids+13, b/n durata 136′ min. – Giappone 1953. MYMONETRO Viaggio a Tokyo * * * * - valutazione media: 4,00 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una coppia di anziani (Ryu, Higashiyama) partono dalla cittadina costiera di Onomichi per Tokyo a far una rara visita ai due figli sposati, un medico (Yamamura) e una parrucchiera (Sugimura), che li trattano come estranei e non hanno tempo di stare con loro. Soltanto una nuora vedova (Hara) si dimostra contenta della loro compagnia. I temi cari a Ozu _ l’instabilità della famiglia giapponese dopo la guerra, l’incomunicabilità tra generazioni, l’influenza negativa della vita urbana sui rapporti umani _ sono raccontati con un doloroso pudore, una estrema lucidità, un linguaggio di depurata semplicità che ne fanno uno dei suoi capolavori insieme con Tarda primavera e Il gusto del sakè. Importante è il personaggio della nuora che impersona la morale specifica del film, “mostrando che chi ha meno ricevuto è anche chi darà di più” (J. Lourcelles). Da vedere con i figli, specialmente se sono cresciuti.

4/5
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Locandina The Nude Restaurant

Un film di Andy WarholSperimentaledurata 100 min. – USA 1967.

In un ristorante di poche pretese e pochi clienti tutte le regole e le convenzioni borghesi vengono capovolte o abbattute. Niente abiti per i clienti, niente divise per i camerieri, tutti sembrano essere piuttosto a proprio agio e questa libertà anche di costumi (o abiti!) permette ai vari personaggi di lasciarsi andare alle proprie memorie, angosce, confessioni.

4/5

Risultati immagini per La terza Parte della Notte

Un film di Andrzej Zulawski. Con Jan NowickiMalgorzata Brauneck, Jerzy Golinski Titolo originale Trzecia czesc nocyDrammaticodurata 106 min. – Polonia 1972.

Un polacco vede la sua famiglia massacrata dai tedeschi durante la guerra. Fugge e al suo posto i tedeschi catturano un uomo che gli somiglia. Il fuggiasco conosce la famiglia del suo sosia. La donna è la copia esatta di sua moglie. Inizia una nuova vita per il fuggitivo.

8/10

Risultati immagini per La Passeggera

Un film di Andrzej Munk. Con Aleksandra Slaska, Anna Ciepielewska, Jan Krezmar Titolo originale Pasazerska. Drammatico, b/n durata 42′ min. – Polonia 1961. MYMONETRO La passeggera * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Su una nave in rotta da Amburgo verso un porto canadese nei primi anni ’60, Liza (Slaska), già sorvegliante nel lager di Auschwitz, incontra un’ebrea polacca (Ciepielewska) che fu tra le sue vittime e con la quale cercò inutilmente di avere un rapporto “umano”. Ne parla col marito (Kreczmar) in due confessioni, la prima in modi di autogiustificazione e la seconda con un vero scavo di sé stessa. Tratto dal romanzo di Zofia Posmysz-Piasecka che collaborò alla sceneggiatura col regista, è un’opera

 

 

4/5

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Regia di Andrei Zvyagintsev. Un film Da vedere 2003 con Vladimir GarinIvan DobronravovKonstantin LavronenkoNataliya VdovinaGalina PopovaCast completo Titolo originale: Vozvraschenye. Genere Drammatico – Russia2003durata 105 minuti. – MYmoro 3,47 su 24 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Da una domenica all’altra. La vita di due fratelli è sconvolta dall’arrivo inatteso di un padre che aveva lasciato la famiglia undici anni prima e che li porta in gita in auto sul lago Ladoga, non lontano da San Pietroburgo. Ne nasce un rapporto conflittuale di conoscenza reciproca. 1° lungometraggio di un regista siberiano che, oltre al Premio Opera Prima, vinse il Leone d’oro a Venezia 2003, 41 anni dopo L’infanzia di Ivan di Andrej Tarkovskij. Il più piccolo dei due fratelli si chiama Vanja, diminutivo di Ivan: è lui al centro dell’azione di cui il padre è il motore. “Non ci sono né simboli né metafore. Due ragazzini vanno sull’isola col padre: non è una metafora, è una storia che appartiene alla vita” (A. Zvyagintsev). È un invito a rinunciare alla smania dell’interpretazione davanti a un film che non dà risposte alle domande che pone. Un invito a guardare, a lasciarsi avvolgere dall’atmosfera fuori dal tempo e rarefatta dei luoghi, delle azioni, delle parole, ad attendere la conclusione tragica, preannunciata all’inizio dall’immagine del padre addormentato, ricalcata sul Cristo morto di Andrea Mantegna. Non è una metafora? Forse, però c’è un approccio mitico come se “intendesse costituire una sorta di racconto originario: la storia che riassume tutte le altre. Che dà una ‘forma’ poetica a tutte le altre” (U. Mosca). Questo viaggio col padre è un corso di formazione alla vita, un incontro con la vita adulta, raccontato in una dimensione quasi religiosa. Fotografia: Mikhail Krichman. Musiche: Andrej Dergachev.

8/10
Risultati immagini per giorno per giorno 1998

Un film di Amos Gitai. Con Moshe Ivgy, Hanna Maron, Juliano Mer-Khamis, Dalit Kahan, Nataly Attiya Titolo originale Yom YomDrammaticodurata 97 min. – Israele, Francia 1998.

Moshe, quarantenne ipocondriaco di Haifa nato da madre ebrea e padre arabo-israeliano, lavora nel panificio di famiglia. È sposato con una donna che non ama, condivide inconsapevolmente una giovane amante con il migliore amico, si sente confuso dalla vita che conduce e disorientato dalle sue origini.

8/10
Locandina Il sospetto

Un film di Alfred Hitchcock. Con Joan FontaineCary GrantNigel BruceCedric HardwickeMay Whitty. continua» Titolo originale SuspicionDrammaticob/n durata 99 min. – USA 1941

Una ragazza fugge di casa per sposare l’amato. Quasi subito si accorge che lui, per procurarsi i soldi necessari alla loro sopravvivenza, non va troppo per il sottile. Sospetta addirittura che abbia ucciso un loro facoltoso amico e stia per eliminare anche lei. Sconvolta, decide di partire. Finale, naturalmente, a sorpresa

4/5

Risultati immagini per Mildred PierceUn film di Todd Haynes. Con Kate Winslet, Brian F. O’Byrne, Mare Winningham, James LeGros, Melissa Leo. Formato Serie TV, Titolo originale Mildred Pierce. Drammatico, – USA 2011. MYMONETRO Mildred Pierce * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Mildred Pierce è mamma, moglie e casalinga nell’America della Grande Depressione. Tradita e abbandonata dal marito, tra una torta e l’altra cerca lavoro a Los Angeles per garantire futuro e privilegi alle sue bambine, Ray e Veda. Assunta come cameriera in una tavola calda, Mildred rivela presto il suo talento di cuoca e pasticcera, che mette in pratica aprendo un ristorante. Rialzata la testa ma segnata da un lutto profondo, Mildred prende letteralmente in mano il suo futuro e quello di Veda, musicalmente dotata e in evidente conflitto con lei. Tra una mamma indefessa e una figlia insidiosa si insinua Monty Beragorn, giocatore di polo ricco e viziato che pratica il dolce far niente.
Ambientato negli anni Trenta e nell’America in crisi del repubblicano Herbert Hoover, Mildred Pierce è un (melo)dramma in cinque atti prodotto dalla HBO e magnificamente diretto da Todd Haynes. Mildred Pierce, come Lontano dal paradiso nove anni prima, mostra un’ossessiva fedeltà formale nei confronti di un genere che viene nondimeno attualizzato e modificato. Haynes di fatto trasforma l’infiammabilità inesplosa e trattenuta dei mélo americani in un film (a puntate) che divampa sotto i nostri occhi. Un violento e viscerale congegno narrativo che non si limita a riesumare spoglie di un genere che fu per giocare col cuore e la memoria colta dei cinefili ma che affronta, sotto la compostezza della messa in scena, il sogno americano declinato al femminile. Al centro del dramma e alla periferia di Los Angeles abita una donna che sceglie di affermare la propria fermezza e il conseguente bagaglio di sofferenza. Adattamento fedele e puntuale dell’omonimo romanzo di James M. Cain, Mildred Pierce riprende un discorso cinematografico che non sembra soltanto citato e rivisitato nelle musiche, nelle scene, nei costumi e nella grafica dei titoli di testa ma pure splendidamente proseguito e aggiornato. Scegliendo il mélo come territorio della sua autopsia dell’America di quegli (e questi) anni, la mini-serie diventa una messa in discussione del presente compiuta attraverso uno sguardo predatato. Il vero dramma è che quella società è quasi uguale a questa, soltanto un po’ meno consapevole della propria stritolante violenza. Meno ‘nero’ e più ‘osservante’ della trasposizione del ’45 di Michael Curtiz (Il romanzo di Mildred) interpretata da Joan Crawford, la versione di Todd Haynes è un’esperienza emotiva purificatrice che mette in schermo il bene e il male, la luce e il buio, schierando davanti allo ‘specchio della vita’ una madre intraprendente che lotta e ‘impone’ la sua gentilezza e una figlia inappagata la cui cruda concupiscenza per la celebrità ignora tutti tranne se stessa. Black melodrama familiare, Mildred Pierce trova in Kate Winslet un’interprete mirabile nel restituire una donna che, emancipata dalla subalternità del ruolo, fa carriera nell’America ‘riformata’ e recuperata di Franklin Delano Roosevelt. Caparbia e ostinata, la sua Mildred è ‘al volante’ della vita e di quell’auto in cui trova riparo dalla pioggia e dalle afflizioni e da cui ‘riparte’ per ricominciare. Condotta via da un amante o ‘trasportata’ da un taxi è invece la Veda civettuola e crudele di Evan Rachel Wood decisa ad affrancarsi dalla provincia e dalla sua condizione a colpi di voce e di note. Insieme le due attrici daranno vita a un dramma di assordante tristezza, che non ha più i connotati fiabeschi del sogno ma quelli asfissianti di una sopportazione che diventa abitudine. Ma l’insurrezione è dietro la porta. Continua a leggere

Risultati immagini per AerogradUn film di Aleksandr Dovzhenko. Con Semyon Shagaida, Sergei Stolyarov, Stepan Shkurat, Yevgeniya Melnikova Fantascienzab/n durata 82 min. – URSS 1935MYMONETROAerograd * * * * - valutazione media: 4,00 su 1 recensione.

Nella Taiga siberiana le guardie di frontiera sono impegnate a difendere la costruzione di un aereoporto dalle spie giapponesi. Incombe sulla storia la presenza selvaggia della foresta paludosa, dove avverrà la fucilazione di un traditore da parte di un anziano cacciatore, suo caro amico.
Dovgenko portò a termine il film, girato a Mosca e in Siberia, con grande entusiasmo, e, in effetti, Aerograd ha al suo attivo scene dense di lirismo, come quella straordinaria della fucilazione del traditore Khudjakov, e l’altra bellissima del figlio neonato dell’aviatore. Continua a leggere

Regia di Albert Serra. Un film Da vedere 2013 con Vincenç AltaióClara VisaNoelia RodenasMonte TriolaEliseu HuertasCast completo Titolo originale: Historia de la Meva Mort. Genere Drammatico – Spagna2013, Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Casanova si trasferisce dalla sua villa in Svizzera, dove una corte di amici, artisti e concubine è solita accompagnarlo, a una dimora sperduta nei Carpazi, in compagnia del solo Pompeo, fedele servitore. Qui conosce le tre figlie del fattore, che in breve diventano altrettante amanti. Ma una presenza sovrannaturale è destinata a disturbare la quiete del nobile e a infrangere le sue certezze.
Ha inizio nella soave e rilassante giocosità di un banchetto all’aperto – girato ancora una volta in presa diretta e, kubrickianamente, a lume di candela – il più cupo e ambizioso film del geniale Albert Serra. Un’opera dalla gestazione complessa, in cui il regista catalano ha elevato al massimo la propria poetica del caos: 400 ore di girato che hanno richiesto due anni di montaggio per arrivare a una versione di 160 minuti. All’interno di questi, Serra prova a condensare il suo cinema e insieme a mutarlo, accogliendo elementi spuri, fin qui assenti nella sua parabola artistica. A cominciare da una sceneggiatura vera e propria e da una parvenza di trama, benché intrisa di elementi allegorici.

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Regia di Akira Kurosawa. Un film Da vedere 1990 con Martin ScorseseAkira TeraoMitsuko BaishoHisashi IgawaToshie NegishiCast completo Titolo originale: Konna yume wo mita. Genere Fantastico – GiapponeUSA1990durata 120 minuti. – MYmonetro 3,95 su 18 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

8 racconti (“Questi sogni che ho visto” dice il titolo giapponese), legati dalla presenza di un personaggio che parla in prima persona. I primi 2 rimandano all’infanzia dell’autore; i 3 successivi agli anni ’30 e ’40; didattici il 6° e il 7° sull’apocalisse nucleare. Le nostre preferenze personali vanno al 2° (“Il pescheto”) e all’8° (“Il villaggio dei mulini”), ma ammiriamo anche il 1° (“Sole attraverso la pioggia”), il 3° (“La tempesta”), il 5° (“Corvi” su Van Gogh con M. Scorsese); non ci dispiace il 4° (“Il tunnel”). Realizzato con la consulenza di I. Honda ( Godzilla ), l’apporto finanziario di Steven Spielberg e George Lucas, gli effetti speciali dell’Industrial Light & Magic. Ora visionario, ora tenerissimo, sempre di alto livello figurativo.

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Un film di Alain Cavalier. Con Catherine Mouchet, Helene Alexandridis, Aurore Prieto Biografico, Ratings: Kids+16, durata 90′ min. – Francia 1986. MYMONETRO Thérèse * * * * - valutazione media: 4,00 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È la storia di Thérèse Martin, nata nel 1873 ad Alençon, che, entrata sedicenne nel convento di Lisieux seguendo l’esempio delle due sorelle, vi morì di tubercolosi nel 1897. Fu elevata agli altari nel 1925 col nome di Santa Teresa di Lisieux. È il caso raro di un film laico, appoggiato più all’antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell’amore. Premio speciale della giuria a Cannes e 6 premi César. Continua a leggere

Regia di Abbas Kiarostami. Un film Da vedere 2016 Titolo originale: 24 Frames. Genere Sperimentale – IranFrancia2016durata 120 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

“Mi sono sempre chiesto a quale grado l’artista punti per rappresentare la realtà di una scena. I pittori catturano solo un frame della realtà e nulla prima o dopo di esso. Per questo film ho deciso di usare foto che ho scattato nel corso degli anni. Ci ho aggiunto 4 minuti e 30 secondi di ciò che immaginavo avrebbe potuto essere accaduto o accadere prima o dopo l’immagine che avevo catturato”. Si potrebbe definirlo un testamento ma è di fatto qualcosa di diverso e di più significativo.

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Locandina L'uomo ombraUn film di Woody Van Dyke. Con William Powell, Nat Pendleton, Cesar Romero, Myrna Loy. Titolo originale The Thin Man. Giallo, b/n durata 93 min. – USA 1934. MYMONETRO L’uomo ombra * * * * - valutazione media: 4,00 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

L’ “uomo ombra” del titolo è uno scienziato che scompare misteriosamente. Gli vengono attribuiti alcuni delitti, e Charles viene incaricato delle indagini dalla preoccupatissima figlia del professore. Soluzione a sorpresa. Continua a leggere

Locandina I giorni del vino e delle roseUn film di Blake Edwards. Con Jack LemmonCharles BickfordLee Remick Titolo originale Days of Wine and RosesDrammaticob/n durata 117 min. – USA 1962MYMONETRO I giorni del vino e delle rose * * * 1/2 - valutazione media: 3,93 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Film contro l’alcolismo. Una coppia di coniugi ubriaconi lotta per guarire. Lui ce la fa, lei no. Continua a leggere

Locandina italiana L'altro uomoUn film di Alfred Hitchcock. Con Robert Walker, Ruth Roman, Farley Granger, Laure Elliott. Titolo originale Strangers on a Train. Giallo, Ratings: Kids+16, b/n durata 101 min. – USA 1951.MYMONETRO L’altro uomo * * * * - valutazione media: 4,06 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Per la sceneggiatura di questo film, basato sul romanzo di Patricia Highsmith, Hitchcock ingaggiò un giallista di fama come Raymond Chandler. La vicenda riguarda uno strano incontro tra Guy, che vuol divorziare dalla moglie per risposarsi, e Bruno, che odia suo padre. Bruno si offre come killer a Guy, perché costui gli ricambi la cortesia. Memorabile la scena finale sulla giostra. Continua a leggere

Regia di Ha Yoo. Un film Da vedere 2006 Genere Azione – Corea del sud2006durata 141 minuti. Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Padre assente, madre malata e bisognosa di cure, famiglia numerosa. Per Kim Byung-doo non ci sono molti modi di sbarcare il lunario in tempi rapidi, per sé e per i suoi cari, che non passino dalla criminalità organizzata; e così Byung-doo cresce nelle gerarchie mafiose, accettando ogni missione. Quando nella sua vita si ripresentano l’amico fraterno Min-ho, aspirante regista cinematografico, e il suo amore adolescenziale Hyeon-ju, commessa di una libreria, per Byung-doo crolleranno molte certezze.
Ignorando le ragioni precise che hanno portato a un simile titolo internazionale, A Dirty Carnival, si lavora di intuito. L’ambizione di ritrarre in un affresco il più possibile ampio e diversificato l’universo mafioso e i suoi molteplici corollari ha forse condotto il talentuoso Yoo Ha verso la visione di un grande circo, di uno spettacolo iterativo, un loop tragicomico senza via d’uscita; fatto di tradimenti, avidità, colpi bassi, violenza e servilismo. Uno sporco carnevale con mazze da baseball vere, per una maschera quasi clownesca, spesso triste e tumefatta, come quella di Byung-doo, tragico exemplum di manovalanza mafiosa. C’è qualcosa di neorealista nell’analisi compiuta da Haa, nell’annullamento dei valori nel nome del denaro, come nella fatica percepibile di tirare avanti e dare un senso a una vita che di senso non ne ha alcuno. L’uscita, un possibile piano B, sono banditi già dall’incipit, che rende evidente tanto la gabbia in cui vive Byung-doo che l’unica possibile via di fuga da essa. E se non è nuovo il fatto di mettere in scena il rapporto ambiguo tra cinema e gangster, finzione e verità (ripreso in seguito fin troppo abbondantemente in quel Rough Cut scritto da Kim Ki-duk e all’origine della crisi spirituale di Arirang), è al contrario originale la dinamica dei rapporti umani che ruotano attorno ad esso e il ruolo negativo del regista Min-ho, totalmente contiguo ai gangster per ambizione e mancanza di scrupoli. 
L’evidente cinefilia che Ha infonde in questo amaro racconto di formazione sembra richiamare il Doinel di Truffaut o il milieu zavattiniano, confermando la vocazione, già ammirata in Once Upon a Time in High School, di saper cogliere il lato più doloroso dell’adolescenza senza fermarsi alla superficie. In A Dirty Carnival Yoo Ha gioca la sua carta più ambiziosa e nichilista, consegnando un manifesto del cinema di genere destinato a resistere nel tempo, ben oltre la semplice variazione di un canone.

Un film di Howard Hawks. Con Walter Connolly, Carole Lombard, John Barrymore, Roscoe Kerns, Etienne Girardot Titolo originale Twentieth Century. Commedia, b/n durata 91 min. – USA 1934. MYMONETRO Ventesimo secolo * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sul Ventesimo secolo, un treno di lusso che collega la costa pacifica a quella atlantica, viaggia un gigantesco attore-regista-produttore di Broadway, che ora si trova in cattive acque. L’uomo scopre tra i passeggeri la sua ex moglie che lui ha lanciato sul palcoscenico e che ora è diventata una famosissima stella del cinema, e tenta disperatamente di proporle un contratto per ritornare sulla cresta dell’onda. Ci riuscirà, alla fine, fingendosi moribondo e riprenderà a schiavizzare la donna come faceva quando lei era un’attricetta sconosciuta. Ottima interpretazione di Barrymore e della Lombard per un classico della commedia sofisticata, tratto da un lavoro teatrale di Charles McArthur e Ben Hecht, destinato quest’ultimo a diventare uno dei migliori sceneggiatori americani. Continua a leggere

Risultati immagini per True Detective

Un film di Cary Fukunaga. Con Heather Ashley Boyd, Bruce Elliott, Tory Kittles, David Stephen Mitchell, Michael Potts. Formato Serie TV, Thriller, durata 60 min. – USA 2014.

True Detective è una serie televisiva statunitense, ideata da Nic Pizzolatto per HBO. La serie, con protagonisti Matthew McConaughey e Woody Harrelson, è composta da otto episodi diretti da Cary Fukunaga, che sono andati in onda su HBO dal 12 gennaio 2014.[1]  True Detective è concepita come una serie antologica, che avrà per ogni stagione interpreti e storie differenti.[2]

Le vite dei detective Rust Cohle e Martin Hart si intrecciano inesorabilmente nella lunga caccia a un serial killer in Louisiana, durata diciassette anni. Attraverso archi temporali diversi, vengono raccontate le vite e le indagini dei due detective, dal 1995 al 2012, anno in cui il caso viene riaperto. Continua a leggere

Risultati immagini per La Guerra dei Bottoni - 1961Un film di Yves Robert. Con Michel Galabru, Paul Granchet, Claude Confortes, Jacques Dufilho, Antoine Lartigue Titolo originale La guerre des boutons. Avventura, Ratings: Kids, b/n durata 95 min. – Francia 1961. MYMONETRO La guerra dei bottoni * * * * - valutazione media: 4,03 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Bella storia di due gruppi di ragazzi che si fanno guerra. Agli sconfitti verranno tolti i bottoni, di modo che perderanno i calzoni. Continua a leggere