Category: 4.00/4.09


Un film di Andrzej Zulawski. Con Fabio Testi, Jacques Dutronc, Romy Schneider, Nicoletta Machiavelli Titolo originale L’important c’est d’aimer. Drammatico, durata 110 min. – Francia 1975. MYMONETRO L’importante è amare * * * * - valutazione media: 4,08 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un fotografo in cerca di immagini piccanti incontra per caso un’attrice non più giovane ma ormai dimenticata. L’uomo se ne invaghisce e si mette finanziariamente nei guai per lei. Continua a leggere

Risultati immagini per L'Orribile VeritàUn film di Leo McCarey. Con Alexander D’Arcy, Irene Dunne, Ralph Bellamy, Cary Grant. Titolo originale The Awful Truth. Commedia, b/n durata 92 min. – USA 1937. MYMONETRO L’orribile verità * * * * - valutazione media: 4,00 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una delle migliori commedie americane su una coppia che si appresta a divorziare ma che, nei novanta giorni tra la sentenza e il momento in cui questa deve diventare esecutiva, scopre nuovamente d’amarsi. Continua a leggere

Risultati immagini per Lunghi AddiiUn film di Kira Muratova. Con Zinaida Sharko, Oleg Vladimirsky, Tatyana Mychko, Yuri Kayurov, Svetlana Kabanova, Lidiva Dranovskaya, Lidiya Brazilskaya Titolo originale Dolgie provody. Drammatico, durata 97 min. – URSS 1971. MYMONETRO Lunghi addii * * * * - valutazione media: 4,00 su 1 recensione.

È davvero un lungo addio quello fra una madre tormentosa e opprimente, divorziata dal marito archeologo, e suo figlio Ustinov, silenzioso e solitario come uno spettro, in sua presenza. Lei vorrebbe penetrare nel complicato mondo del figlio, lui dal canto suo, vorrebbe che non invadesse anche quello, tanto da costruire un muro di parole ripetute mille volte e di mutismi assordanti che si frappone nel loro rapporto, già parecchio alienante e tortuoso. Fino a quando non riemergerà la figura del padre, portando nella mente di Ustinov il pensiero di una nuova vita, lontano da gelosie, rimproveri e consigli materni inopportuni.
Censurata fino alla Glasnost del 1987 (quell’ampia riforma politica atta a rimuovere corruzioni e privilegi dell’apparato governativo sovietico), la Muratova – una delle più celebri registe russe del XX secolo, parecchio influenzata dalla Nouvelle Vague -, dimostra tutto il suo anticonvenzionale talento nel dirigere (in una Russia che deve fare ancora i conti con le revisioni dello stalinismo) una pellicola moderna e d’avanguardia come questa, ben attenta a non compiere giri di boa, attorno a randagismi sentimentali banali, che potrebbero far cadere la trama (peraltro perfetta) nei più ovvi cliché. Ottima la sceneggiatura che scava alla ricerca dello straordinario nell’ordinario di tutti i giorni; tanto appassionante che è impossibile non riuscire a comprendere le inadeguatezze, i masochismi, le depressioni e le monotonie dei personaggi, veri motivi dei comuni lunghi addii.
Un particolare plauso va all’attrice teatrale e cinematografica Zinaida Sharko (una sorta di Claudia Cardinale russa), perfettamente calata nel ruolo di una madre che alterna la civetteria con gli altri uomini alla debole gelosia per le ragazze che il figlio bacia, ma che fondamentalmente cerca, con una notevole punta di disperazione, di non farsi abbandonare per la seconda volta. Bravo anche Oleg Vladimirsky nel ruolo dello sfuggevole Ustinov, che oggi è un affermato fotografo artistico. Continua a leggere

Risultati immagini per Interstella 5555

Un film di Kazuhisa Takenouchi. Titolo originale Interstella 5555: The 5tory of the 5ecret 5tar 5ystemAnimazionedurata 67 min. – Giappone, Francia 2003MYMONETRO Interstella 5555 – The 5tory of The 5ecret 5tar 5ystem valutazione media: 4,00 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Chiariamolo subito: Interstella 5555 è “sine ulla dubitatione” uno dei migliori film di animazione degli ultimi 20 anni, un’opera di puro genio che riesce a fondere in maniera sublime musica e animazione, patos ed emozioni, in un caleidoscopico cocktail di note e colori. L’idea del gruppo dance francese Daft Punk di arruolare il regista culto nipponico, autore di serie storiche, rimaste nell’immaginario di molti appassionati di cinema giapponese, come Galaxy Express 999 e Capitan Harlock, si dimostra felice, feconda e potenzialmente foriera di ottimi risultati anche nel lungo periodo.
Interstella 5555 riesce a essere contemporaneamente un musical, un film di fantascienza, un dramma romantico e appassionante ed una fiaba a lieto fine. La follia creativa di Matsumoto si esplica nella trama (quattro musicisti provenienti da un’altra galassia vengono rapiti da un malvagio impresario, il cui scopo è quello di manipolarli e trasformarli nel gruppo pop più noto sulla Terra, per arricchirsi alle loro spalle) e nella realizzazione tecnica che lascia sbigottiti per l’uso accecante della luce e gli onnipresenti effetti policromatici che il regista utilizza per dipingere fondali iridescenti e cascate di tinte pastello che piovono sullo spettatore attonito e stupefatto.

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Risultati immagini per Il Silenzio è D'OroUn film di René Clair. Con Maurice Chevalier, François Périer, Marcelle Derrien Titolo originale Le silence est d’or. Commedia, Ratings: Kids+13, b/n durata 90′ min. – Francia 1946. MYMONETRO Il silenzio è d’oro * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Regista del cinema muto, gran dongiovanni impenitente al tramonto, dà spregiudicate lezioni di seduzione a un giovane allievo che s’innamora di una coetanea che il maestro _ in contraddizione con sé stesso _ vorrebbe sposare. In chiave autobiografica non priva di amarezza, è una dichiarazione d’amore al cinema muto delle origini e una divertita, ma anche commossa, ricostruzione della Belle Époque. L’intrigo sentimentale _ paragonato dall’autore, un po’ abusivamente, a quello della Scuola delle mogli di Molière _ non è originale, ma serve da tramite per il resto. Tenero, divertente, qua e là caustico. È il 1° film che R. Clair girò in Francia dopo il suo soggiorno americano, e il migliore tra quelli fatti dopo la guerra. Nella parte di Chevalier doveva esserci Raimu che morì poco prima delle riprese. Continua a leggere

Locandina Lo scoiattoloUn film di Ernst Lubitsch. Con Pola Negri, Victor Janson, Paul Heidemann, Wilhelm Diegelmann, Hermann Thimig, Edith Meller, Marga Köhler, Paul Graetz, Max Gronert, Erwin Kopp, Paul Biensfeldt Titolo originale Die Bergkatze. Commedia, durata 81 min. – Germania 1921. MYMONETRO Lo scoiattolo * * * * - valutazione media: 4,00 su 1 recensione.

Lo Scoiattolo” (“Die Bergkatze”, letteralmente ‘il gatto delle montagne’) è stato il primo grande flop commerciale di Ernst Lubitsch, che invece amava moltissimo il film. Il primo conflitto mondiale è finito da poco, e il regista realizza un’opera modernissima e grottesca, una spassosa farsa sulla guerra dove si susseguono a gran ritmo battaglie (a palle di neve), inseguimenti e seduzioni, mentre tutto il paesaggio concorre a creare l’atmosfera surreale e fantastica in cui il film è immerso – per la messinscena Lubitsch incaricò il pittore e scenografo Ernst Stern, che aveva lavorato per lunghi anni con Max Reinhardt. Continua a leggere

Un film di Abel Gance. Con Gina Manés, Albert Dieudonné, Vladimir Roudenko, Gina Manés Titolo originale Napoléon. Storico, durata 317′ min. – Francia 1927. MYMONETRO Napoleone * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il film narra la prima parte della vita di Napoleone Bonaparte, dal 1781 quando dodicenne frequenta il collegio militare, passando per il 1789 quando partecipa, da ragazzo, alla presa della bastiglia, il 1792 quando era quasi diventato colonnello dell’esercito, fino al 1796 quando diventò generale, e fece la Campagna d’Italia.

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Un film di Kenji Mizoguchi. Con Kinuyo Tanaka, Sanae Takasugi Titolo originale Yoru no onnatachi. Drammatico, durata 75 min. – Giappone 1948. MYMONETRO Le donne della notte * * * * - valutazione media: 4,00 su 1 recensione.

Fusako Owada è una donna della notte del Giappone del dopoguerra. Prostituta e amante di un pericoloso trafficante di droga, vive la sua quotidianità fra le viuzze di una città in rovina, devastata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, e il sollievo di alcuni piccoli vezzi che il suo uomo le offre. Ma a risvegliarla da questo torpore esistenziale, facendole perdere tutta la solidità e riscoprendola fragile e labile, è la scoperta che un’altra donna è nel cuore del suo amante… E questa altri non è che la sorella Kumiko.
Terribilmente contemporaneo, con una precisione antropologica e una feroce poetica, Kenji Mizoguchi firma questo piccolo gioiellino cinematografico, lontano dai suoi territori prediletti. Si parla di gagnster, violenza, donne e uomini sanguinosi, riti barocchi e miti torbidi e spietati… ma dove aleggia sempiternamente la speranza di cambiar vita. I personaggi di questa storia sembrano portare dentro di loro un inferno personale: «Donne come me», dice Fusako alla sorella «non devono più esistere». Dannati e dannate da un’esistenza vissuta nel Male. Bravissima (e meritatamente premiata in patria) l’attrice Kinuyo Tanaka, nel ruolo della protagonista, che ben disegna le iperboliche emozioni che la scuotono, facendo sciogliere quel gelo e quella metallicità che facevano parte del suo ruolo nella prima parte della pellicola. Altrettanto valente anche Tomie Tsunoda nel ruolo della sorella nervosa, pericolosa e fragile. Ottime la scenografia e la fotografia che rendono veramente mefistofelico il microcosmo in cui si sviluppa la trama (che evoca un po’ la tragedia greca), direttamente creata da un romanzo di Eijiro Hisaita e sceneggiata da Yoshikata Yoda. Lontano da preoccupazioni politiche e formali, Mizoguchi fa un film che non è dei migliori, ma senza alcun dubbio, è uno dei più fluidi della sua filmografia. Continua a leggere

Risultati immagini per Idolo infrantoUn film di Carol Reed. Con Michèle Morgan, Ralph Richardson, Bobby Henrey, Sonia Dresdel, Denis O’Dea. Titolo originale The Fallen Idol. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 94′ min. – Gran Bretagna 1948. MYMONETRO Idolo infranto * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il piccolo Felipe _ o Philip _ figlio di un ambasciatore, a Londra idealizza il maggiordomo di casa, ma poi, scoperta una sua relazione extraconiugale, rischia di metterlo nei guai, denunciandolo di aver ucciso la moglie, morta accidentalmente. Tratto dal racconto The Basement Room (Lo scantinato, 1935) di Graham Greene, da lui stesso sceneggiato e poi riscritto come romanzo, pubblicato nel 1950, è un piccolo capolavoro di psicologia infantile, ricco di annotazioni sottili e sostenuto da una regia inventiva, un tour de force visivo (1040 inquadrature), dal punto di vista del bambino, per il quale il mondo degli adulti è contorto, labirintico, incomprensibile. Come in tutti i film di Reed di quel periodo, la scelta e la direzione degli interpreti è eccellente. Esiste anche in edizione colorizzata con il computer. Fotografia Georges Périnal Continua a leggere

Un film di Peter Bogdanovich. Con Jeff Bridges, Ellen Burstyn, Cloris Leachman, Timothy Bottoms, Ben Johnson. Titolo originale The Last Picture Show. Drammatico, durata 118′ min. – USA 1971. MYMONETRO L’ultimo spettacolo * * * * - valutazione media: 4,00 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1951 il vecchio proprietario del cinema muore e lascia il locale al giovane Sonny che si trascina annoiato tra un’amante quarantenne e l’amicizia protettiva con un ritardato mentale. È una metafora intrisa di tristezza sulla fine di un cinema e di una generazione. Brillante e toccante tranche de vie nel Texas. Johnson e Leachman vinsero un Oscar. Ottimo bianconero di Robert Surtees. Sceneggiato dal regista con Larry McMurtry, autore del romanzo (1966) omonimo. 1° film di C. Shepherd. Seguito da Texasville. Nel 1990 il regista ha curato un’edizione speciale in DVD più lunga di 7 minuti. Continua a leggere

Risultati immagini per La Regina d'AfricaUn film di John Huston. Con Humphrey Bogart, Katharine Hepburn, Robert Morley, Theodore Bikel, Peter Bull. Titolo originale The African Queen. Avventura, Ratings: Kids+16, durata 105 min. – USA 1951. MYMONETRO La regina d’Africa * * * * - valutazione media: 4,00 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Africa all’inizio della prima guerra mondiale. In una piccola missione metodista condotta dal pastore Samuel Sayer e da sua sorella Rose la notizia dello scoppio delle ostilità viene portata da Charlie, un canadese semialcolizzato che trasporta merci su un’imbarcazione denominata African Queen. Di lì a poco i tedeschi, che presidiano la zona, incendieranno il villaggio e feriranno a morte il pastore. Charlie propone a Rose di allontanarsi con lui ma la donna ha un progetto ben più ambizioso. Venuta a conoscenza della presenza della “Luisa” (una nave della Marina tedesca) in un lago raggiungibile percorrendo il fiume su cui la Regina d’Africa sta navigando, vuole farla affondare utilizzando l’esplosivo che Charlie trasporta. La missione non sarà facile ma cementerà l’inizialmente difficile rapporto tra i due trasformandolo in amore.
“Una storia in cui due persone vanno su e giù su un fiume africano… A chi può interessare? Farete fallimento”. (Il produttore inglese Alexander Korda a Sam Spiegel nel momento in cui quest’ultimo decide di produrre La Regina d’Africa).
Non sono pochi i film entrati nella leggenda del cinema per il loro valore e per le vicende produttive che li accompagnarono ma questa opera di John Huston è sicuramente uno dei più esemplari. Perché sin dall’inizio si trattava di un progetto a rischio a causa del soggetto (finì invece per costare 1,3 milioni di dollari incassandone subito 4,3 e offrendo ad Humphrey Bogart l’Oscar quale migliore attore). Il rischio ulteriore era poi costituito dalle riprese in esterno realizzate nel continente africano (tra Uganda e Zaire) con un protagonista (Bogart) troppo abituato agli studios per apprezzare la stravaganza. Che invece interessava molto a Huston, all’epoca maniaco della caccia grossa all’elefante. Peter Viertel (chiamato a sostituire nella stesura della sceneggiatura Patrick Agee che la stava completando direttamente in loco) documenta questa passione nel romanzo che diventerà nel 1990 un film con lo stesso titolo Cacciatore bianco, cuore nero, diretto e interpretato da Clint Eastwood. Se a questo si aggiunge il piacere leggermente sadico che il regista provava nel mettere in difficoltà gli attori il quadro è completo. Basti citare la scena in cui Charlie/Bogart è assalito dalle sanguisughe per capire come “il Mostro” (come lo chiamavano sul set) si divertisse. In studio fece portare un secchio pieno di veri anellidi salvo poi usarne di finti. Solo per mettere in tensione fino all’ultimo l’attore. Continua a leggere

Regia di Xavier Dolan. Un film Da vedere 2012 con Melvil PoupaudSuzanne ClémentNathalie BayeMonia ChokriYves JacquesCast completoTitolo originale: Laurence Anyways. Genere Drammatico – CanadaFrancia2012durata 159 minuti. Uscita cinema giovedì 16 giugno 2016distribuito da Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 4,04 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Montréal, Canada, 1989. Laurence è uno stimato professore di letteratura in un liceo e un apprezzato romanziere esordiente. Nel giorno del suo 35esimo compleanno, confessa alla propria fidanzata – la grintosa regista Frédérique – che la sua vita è una totale menzogna. Laurence ha sempre sentito di essere nato nel corpo sbagliato. Donna costretta in abiti e attributi maschili, Laurence ha finalmente preso consapevolezza del bisogno di non mentire più, agli altri e soprattutto a se stesso. Fred, che sta con lui da due anni, è sconvolta. Ma la loro è una relazione di passione, affinità, complicità, stima, sostegno e un affetto profondissimo. Dopo un iniziale allontanamento, la coppia si ricompone: Laurence ama Fred comunque, a prescindere dal suo desiderio di diventare donna; Fred non può fare a meno di lui e desidera sostenerlo nel difficile percorso di transizione. Inizia, così, una nuova vita. Ma le ostilità e i pregiudizi che i due innamorati dovranno affrontare, nei dieci anni seguenti, metteranno più volte in discussione il loro rapporto straordinario. Continua a leggere

Locandina Il navigatoreUn film di Buster KeatonDonald Crisp. Con Buster Keaton, Frederic Vroom, Kathryn McGuire Titolo originale The NavigatorComicob/n durata 60 min. – USA 1924MYMONETRO Il navigatore * * * * - valutazione media: 4,00 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un multimilionario, stanco della vita dello scapolo, decide di sposarsi e di fare il viaggio di nozze a bordo di una nave che porterà lui e la moglie a fare un giro intorno al mondo. Ma per una serie di equivoci il nostro finisce su di un natante privo di equipaggio che lo conduce in pieno oceano alla deriva. Sempre grande Buster Keaton. Continua a leggere

Un film di Dennis Hopper. Con Peter Fonda, Jack Nicholson, Karen Black, Dennis Hopper, Luana Anders.Titolo originale . Drammatico, durata 94 min. – USA 1969. – VM 14 – MYMONETRO Easy Rider * * * * - valutazione media: 4,00 su 40 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Billy e Wyatt, con i serbatoi delle moto imbottiti di droga, attraversano il sud dell’America in cerca di fortuna. Arrestati per aver sfilato insieme a una banda senza l’apposito permesso, vengono aiutati da un avvocato che decide di unirsi alla loro avventura.
Road movie sceneggiato dai due interpreti principali, Peter Fonda e Dennis Hopper, e diretto da quest’ultimo, Easy Rider è un racconto sulla libertà, un viaggio che ha per meta il Carnevale di New Orleans, la festa della città sul grande Delta.
E stavolta è necessario un racconto amarissimo e crudele, che alla fine indigna senza parole, per denunciare lo squallore e la paura della provincia bianca e borghese del sud nel 1969. Una paura che si manifesta rozzamente nei confronti di qualsiasi minima e pericolosa traccia di diversità. Se a questo aggiungiamo l’evidenza di un grande cinema, in cui i paesaggi che cambiano, gli interpreti e la musica sembrano danzare all’unisono una ballata disperata senza scampo, allora, forse, diventa facile per lo spettatore riconoscere la presenza di una visione unica e irrepetibile nell’immaginario cinematografico. E nella quale la mano dell’autore, (con quegli scatti di montaggio che anticipano spesso le inquadrature successive) si rivela in tutta al sua destabilizzante natura.
E quando il desiderio di libertà si cristallizza in fuga e assume sembianze allucinatorie e lesionanti, come nella sequenza dell’acido, le voci e le immagini si fondono, delirano, e trascinano chi guarda lentamente alla deriva. Continua a leggere

Un film di David Lean. Con William Holden, Jack Hawkins, Alec Guinness, Sessue Hayakawa, James Donald. Titolo originale The Bridge on the River Kwai. Guerra, Ratings: Kids+13, durata 161′ min. – USA 1957. MYMONETRO Il ponte sul fiume Kwai * * * * - valutazione media: 4,02 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In Birmania durante la 2ª Guerra Mondiale prigionieri di guerra britannici sono impiegati dai giapponesi nella costruzione di un ponte d’importanza strategica, mentre una squadra di guastatori loro compatrioti si prepara a distruggerlo. Da un romanzo (1952) del francese Pierre Boulle, prodotto da Sam Spiegel/Columbia. Si prese 7 Oscar: film, regia, sceneggiatura (dato a Boulle, ma scritta da Carl Formen e Michael Wilson, entrambi nella lista nera come comunisti), A. Guinness, fotografia (Jack Hildyard, Scope), musica (Malcolm Arnold), montaggio (Peter Taylor). Megafilm che è insieme tragedia (nel finale) e commedia, denuncia contro la guerra e omaggio a quelli che la fanno, concilia l’avventura con l’ironia, le ambizioni artistiche con lo spettacolo: un’ambivalenza che si presta a diverse interpretazioni sulla sua coerenza tematica. È l’ultimo film di Lean come regista-autore, il 1° degli importanti film britannici finanziati da Hollywood. Memorabile Guinness, ma anche il motivo fischiettato di “The Colonel Bogey March”. Continua a leggere

Risultati immagini per Thelma & Louise locandinaUn film di Ridley Scott. Con Susan Sarandon, Geena Davis, Harvey Keitel, Michael Madsen, Brad Pitt.Titolo originale Thelma & Louise. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 128 min. – USA, Francia 1991. MYMONETRO Thelma & Louise * * * * - valutazione media: 4,02 su 35 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Chi ha voluto leggere nella vicenda umana di queste due ragazze di provincia una mera fiaba didascalica sul femminismo si perde il microcosmo racchiuso nei…continui giochi di rimando di significati creato dall’armonia del compenso tra la spigolosità del volto della Sarandon e quello da bambola della Davis.E così nei loro nomi, spesso ipostatizzati nella forza fagocitatrice di un titolo che suggerisce la smania di un brand o di un marchio di sigarette, vi è la fragilità disperata con cui le due ragazze abdicano allo stillicidio quotidiano per risorgere in un anomico non luogo dei ruoli sociali, che le accompagnerà per tutta la loro corsa fino al Gran Canyon. In realtà, la tensione dell’intera pellicola, è una spinta continua sul pedale dell’emancipazione delle due protagoniste.  Continua a leggere

Locandina Partitura incompiuta per pianola meccanicaUn film di Nikita Michalkov. Con Elena Solovej, Aleksander Kaljagin, Eugenia Glucjenko Titolo originale Neokoncënnaja p’esa dlja mekkaniceskovo pianino. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 106′ min. – URSS 1976. MYMONETRO Partitura incompiuta per pianola meccanica * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Libera trasposizione (scritta dal regista trentenne con Aleksandr Adabas’jan) di un dramma senza titolo del ventenne Anton Čechov (1860-1904), pubblicato postumo nel 1923. Eroe del disgusto e dell’indeterminatezza, Michail Platonov è il personaggio principale di un’azione corale che “scorre placida come un fiume russo”. N. Michalkov ne ha smorzato il dongiovannismo e sottolineato l’abulia dell’intellettuale fallito che porta il lutto di sé stesso. Anche il finale è mutilato: invece della revolverata con cui Sofia (E. Solovej) lo uccide, c’è il ridicolo e patetico tentativo di suicidio di Platonov, ultimo segno di quell’altalena tra melodramma e grottesco, dolore e beffa, sospiri e scherzi su cui Michalkov ha tenuto la sua riscrittura cechoviana. C’è una compagnia di attori di raro affiatamento tra cui lo stesso regista nella parte del medico Trileeski. Distribuito in Italia nel 1985. Continua a leggere

Risultati immagini per Preferisco l'AscensoreUn film di Fred C. Newmeyer, Sam Taylor. Con Harold Lloyd, Mildred Davis, Bill Strothers Titolo originale Safety Last. Commedia, b/n durata 70 min. – USA 1923. MYMONETRO Preferisco l’ascensore! * * * * - valutazione media: 4,08 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Le disavventure all’insegna della comicità di Harold Lloyd, il comico con gli occhiali e il cappello di paglia, che questa volta veste i panni di un giovane provinciale deciso a farsi strada. Il poveretto non conosce ancora le insidie della grande città. Si tratta del film più famoso del comico con la scalata dell’edificio e l’episodio delle lancette del grande orologio

Ho messo gli screen dei menu perchè contenevano informazioni interessanti
A titolo informativo: alcuni hanno 3 audio, originale, rinnovato e commentato; ho lasciato tutto selezionabile.

All’interno del file .rar troverete molto materiale interessante.

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Un film di Erich von Stroheim. Con Zasu Pitts, Gibson Gowland, Cesare Gravina Titolo originale . Drammatico, durata 135′ min. – USA 1924. MYMONETRO Greed * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo McTeague (1899) di Frank Norris: nel 1908 McTeague (Rowland), ex minatore diventato abusivo a San Francisco, uccide la moglie (Pitts), patologicamente avara, fugge con 5000 dollari, da lei vinti a una lotteria nel deserto della Death Valley; il suo ex amico Marcus (Hersholt) lo raggiunge, ma ne è ucciso dopo averlo ammanettato; McTeague muore accanto al suo cadavere e alla borsa dell’oro. Massimo esempio di film “maledetto” e uno dei capolavori mutilati del muto. Spinto dal suo impeto visionario (sei mesi di riprese, quasi tutte in esterni), von Stroheim fece di questo suo primo film di ambiente americano una prima edizione di 3 ore e 40 (da proiettare in 2 parti) che, attraverso successivi montaggi, ridusse a 3. Affidato alla sceneggiatrice June Mathis il film fu compresso, con la supervisione di I. Thalberg, a 135 minuti e poi a 108′. “Credo di aver fatto un solo film nella mia vita e nessuno l’ha visto. I suoi poveri resti, mutilati, furono proiettati col titolo di Greed”. Il regista vi portò alle estreme conseguenze la sua esigenza di verità totale: visionario della realtà, arriva a trasfigurarla attraverso il suo accanimento naturalistico. Personaggi dominati da una triplice fatalità (ereditaria, sociale ed esistenziale) che li trascina alla distruzione. Nessuno sullo schermo ha mai espresso l’avarizia come ZaSu Pitts. Si sono fatti i nomi di Zola e Dickens; bisogna aggiungere quello di Sade di cui Stroheim traduce in immagini l’imperativo etico di vedere chiaro e sino in fondo in sé e negli altri, scoprendovi le più segrete pulsioni di vita e di morte. Nel 1999 entrò in comercio una ricostruzione di Greed della durata di 4 ore e 3 miuti (presentata alla 56ª Mostra di Venezia e poi alle Giornate del Cinema Muto in versione video) con l’aggiunta di 589 foto di scena delle sequenze tagliate, circa 600 didascalie originali e citazioni del romanzo di Norris, effetti di colore che Stroheim aveva previsto, facendo ricorso al Processo Handshiel. Musiche di Robert Israel. Frutto di un’operazione discutibile ha il merito di avvicinarci a quella che rimane una delle vette del muto e dell’itinerario registico di Stroheim. Continua a leggere

Un film di Michelangelo Antonioni. Con David Hemmings, Sarah Miles, Vanessa Redgrave, Jane Birkin, Peter Bowles. Commedia, Ratings: Kids+16, durata 110′ min. – Gran Bretagna, Italia 1966. MYMONETRO Blow-up * * * * - valutazione media: 4,00 su 39 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un fotografo londinese di moda crede di scoprire, ingrandendo una foto scattata per caso, i segni di un delitto, ma presto l’evidenza scompare. Fin dove mostra il protagonista in azione, incanta e convince con leggerezza, limpidità e straordinaria organizzazione dello spazio. I guai cominciano quando Antonioni cerca di spiegare quel che mostra e, prendendosi per Borges, vuol “essere profondo”, cioè simbolico, metaforico, metafisico. Conclusione: la vita è sogno, tanto vale rilanciare la palla che non c’è. Leggere il bellissimo racconto di J. Cortázar (La bava del diavolo), a cui è ispirato, e fare i confronti. Scritto da T. Guerra con il regista. Fotografia: Carlo Di Palma. Musiche: Herb Continua a leggere