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Locandina italiana Rapunzel - L'Intreccio della Torre
 
Un film di Nathan Greno, Byron Howard. Con Mandy Moore, Zachary Levi, Donna Murphy, Ron Perlman, Jeffrey Tambor.Titolo originale Tangled. Animazione, Ratings: Kids, durata 94 min. – USA 2010. – Walt Disney uscita venerdì 26 novembre 2010. MYMONETRO Rapunzel – L’Intreccio della Torre ****- valutazione media: 4,03 su 89 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
 
Rapunzel, non doveva nascere, troppo male stava la madre (Regina) durante le doglie. Fortunatamente però i soldati sguinzagliati dal padre (il Re) in tutto il regno avevano trovato il fiore dai poteri taumaturgici sbocciato da una goccia di sole caduta sulla Terra, e l’infuso con esso realizzato la curò. Nacque così una bambina dalla folta chioma che ereditò i poteri della pianta che l’aveva aiutata a nascere. Quello che i regnanti non sapevano era che il fiore era stato fino a quel momento usato da una donna malvagia, la quale da centinaia d’anni se ne serviva per tornare giovane ad ogni segno d’invecchiamento. Proprio lei, non rassegnata ad invecchiare senza il potere del fiore, rapisce Rapunzel e la chiude in un torre nascosta nel bosco, luogo conosciuto solo a lei, in cui poter evocare indisturbata e ad ogni esigenza, il potere ringiovanente dei capelli della bimba. 

Regia di Mario Martone. Un film Da vedere 1995 con Licia MagliettaAnna BonaiutoAngela LuceGianni CajafaPeppe LanzettaAnna CalatoCast completo Genere Drammatico, – Italia1995durata 104 minuti. Uscita cinema lunedì 19 novembre 2018 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,34 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal romanzo (1992) di Elena Ferrante. La 40enne Delia ritorna a Napoli per i funerali della madre annegata e indaga sugli ultimi mesi della sua vita per capirne la morte. Straordinario ritratto di donna e storia del suo tormentato rapporto con la madre, esposta a ritroso sul filo di un’indagine che diventa una dolorosa ricognizione di sé. È anche la rappresentazione di un mondo, una Napoli brulicante e viva (fotografia di Luca Bigazzi) che ha una forte anima femminile. 2° film del napoletano Martone sotto il segno della concretezza e di una fisicità quasi tattile, arricchito da una creativa colonna musicale e sonora (in dialetto), un’ottima Bonaiuto (Grolla d’oro, 3 David di Donatello, Nastro d’Argento), circondata dalla crema della scena teatrale partenopea. Targa d’argento per Martone.

Un film di Milos Forman. Con Beverly D’Angelo, John Savage, Treat Williams, Annie Golden, Nicholas RayCommedia musicale, durata 121 min. – USA 1979. MYMONETRO Hair * * * * -valutazione media: 4,06 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Claude va a New York per arruolarsi nei Marines che vanno in Vietnam. Nel Central Park fa amicizia con una combriccola di ragazzi e trascorre con loro i due giorni che lo separano dalla partenza. Tra di essi c’è Sheila, della quale Claude s’innamora. Per consentire a Claude di rivederla, George organizza un’incursione a casa di certa gente, dove appunto si trova la ragazza. Finiscono tutti in gattabuia, ma per poco. Poi Claude parte per il campo-addestramento. George lo raggiunge al campo con la ragazza e si sostituisce all’amico per permettergli di stare con la fanciulla. Andrà a finire che sarà George a partire per il Vietnam. Trasposizione cinematografica della nota commedia musicale messa in scena per la prima volta nel 1967.

Regia di Kinji Fukasaku. Un film Da vedere 2000 con Tatsuya FujiwaraAki MaedaTaro YamamotoKou ShibasakiMasanobu AndoChiaki KuriyamaCast completo Titolo originale: Batoru rowaiaru. Genere Grottesco – Giappone2000durata 114 minuti. – MYmonetro 3,97 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

I giovani giapponesi sono troppo esagitati. Per disciplinarli viene emanato il Battle Royale Act: ogni anno una scolaresca viene estratta a sorte e catapultata su un’isola deserta. Sorvegliati dal prof. Takeshi e da un nucleo militare, gli studenti si giocano la “battaglia reale”: ognuno riceve un’arma diversa, che sia un bazooka o una pinza per le ciglia, e si dà alla macchia. Scopo del gioco: eliminare tutti gli altri entro tre giorni. Regole: nessuna.
Un soggetto assurdo dà il via ad uno tra i film più agghiaccianti mai realizzati, in cui timidi secchioni diventano spietati assassini (morendo peraltro in gran velocità), ragazzine risolvono piccole gelosie amorose a colpi di mitra, insegnanti si rivelano essere le bestie che i loro alunni li credono. Un incubo. Splatter sublime, acuto psico-thriller, farsa tanto sofisticata da strozzare le risate in gola, BR ci regala tra l’altro un Beat Takeshi nell’apoteosi della sua cattiveria – autore anche del raccapricciante quadro che appare nel film. Un capolavoro del male, che sta degnamente accanto ad Arancia meccanica. E che i benpensanti del belpaese non potevano che censurare.

Regia di Kim Ki-Duk. Un film Da vedere 2003 con Oh Yeong-su, Kim Ki-DukYoung-min Kim (II), Seo Jae-kyeong, Ha Yeo-jin, Kim Jong-ho. Titolo originale: Bom, yeoreum, gaeul, gyeoul, geurigo, bom. Genere Drammatico – Corea del sudGermania2003durata 103 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 4,01 su 11 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Cinque stagioni (tempo circolare), due personaggi principali, una casetta ancorata in un laghetto tra i monti, un’azione scandita ogni dieci anni, mezzo secolo di ascesi per diventare un vero uomo. È la storia di un bambino educato con rispetto affettuoso da un anziano monaco, dall’infanzia innocente e crudele (primavera), all’adolescenza appassionata che scopre l’amore carnale (estate), poi ossessione che sfocia nella gelosia omicida (autunno) e infine la quieta saggezza dell’ingresso nell’alta età (inverno). E il ciclo ricomincia con un bimbetto abbandonato. Opus n. 8 di un regista coreano abituato a raccontare drammi contemporanei, ribollenti di violenza e crudeltà, è un film straordinario per bellezza paesaggistica. Nei primi due capitoli può dare il sospetto di un estetismo pittorico fin troppo raffinato, come un calligrafico esercizio idilliaco di stile. Nella 2ª parte, però, quando dal mondo esterno irrompono le passioni, le invenzioni narrative e registiche si susseguono. In inverno, sul lago ghiacciato anche la natura si fa minacciosa, non più incontaminata nel suo splendore. Così infantilmente scherzosa nel 1° capitolo dov’è applicata a rane e pesci, la grossa pietra che faticosamente l’adulto e atletico monaco trascina sino alla vetta più alta diventa la metafora della pena del vivere, ma anche di un’ascesa alla conquista di una pace autentica. Premio del pubblico a Locarno 2003. Fotografia (Dong-hyeong Baek) e musica (Ji-woong Bark) di prim’ordine.

3 Gennaio 2022 : Ripropongo perchè sono convinto pochi di voi abbiano visto questo film. Ne vale la pena, fidatevi.

Regia di Marco Ferreri. Un film Da vedere 1971 con Claudia CardinaleVittorio GassmanUgo TognazziMichel PiccoliAlain CunyEnzo JannacciCast completo Genere Commedia – Italia1971durata 112 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,10 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Amedeo (Jannacci), mite ufficiale in congedo, va da una città del Nord a Roma per parlare col Papa, a quattr’occhi, “anche nel suo interesse”. Ci prova inutilmente per mesi… Kafka ( Il castello ) c’è, ma è lontano. Tutto è realistico e diretto, legato a una precisa realtà, nulla è metaforico in questo film, scritto da Ferreri con Rafael Azcona e Dante Matelli, che pure è una sola grande metafora, leggibile a 3 livelli: 1) politico: sul potere; 2) religioso: lo “scandalo” è raddoppiato perché, per un credente, il Papa non è il rappresentante del Cristo in Terra; 3) psicanalitico: un’affannosa e tormentata ricerca del padre. Tenero e atroce, allegramente beffardo nei toni e amaro nel fondo, tutt’altro che pessimista, ha la traiettoria di una sassata. Non mancano le scorie e i momenti incerti, ma poco intaccano la sostanza di un film importante e sottovalutato.

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Regia di Marco Ferreri. Un film Da vedere 1978 con James CocoMarcello MastroianniGérard DepardieuGeraldine FitzgeraldWilliam BergerCast completo Genere Commedia – Italia1978durata 113 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

In una New York metastorica l’elettrotecnico Lafayette è in rapporto con il megalomane direttore di un museo delle cere di Roma antica, un solitario anarchico italiano, un gruppo di femministe teatranti (fra cui Angelica che s’innamora di lui) e soprattutto con un piccolo scimpanzé di cui diventa padre putativo. Scritto con G. Brach e R. Azcona, questo film catastrofico, non disperato, anzi quietamente ottimista, è ricco di situazioni e invenzioni, svariante nel registro narrativo. Una favola angosciosa e ilare che s’avvale, come spazio drammatico, di una New York magica e allucinante, come vista dall’oblò di un’astronave.

Fight Club: Amazon.it: Norton, Pitt, Norton, Pitt: Film e TV

Un film di David Fincher. Con Brad Pitt, Helena Bonham Carter, Edward Norton, Meat Loaf, Jared LetoDrammatico, durata 139 min. – USA 1999. MYMONETRO Fight Club * * * * -valutazione media: 4,02 su 191 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Picchiarsi per stare meglio: questo l’assunto del film. Dopo il successo, in parte inaspettato, di Seven, Fincher ripercorre e perfeziona la violenza. Pitt è semplicemente il diavolo: forte, astuto, bello e violento. Norton ne rimane sedotto. Nota di costume sulla pratica di scaricamento delle tensioni con scarico di pugni. Machismo imperante. Suggestioni da palestra di pugilato. Ideologia atta a suscitare polemiche. Ben diretto e ben interpretato.

Le avventure di Lupin III (Serie TV 1971 - 1972) - Movieplayer.it

Le avventure di Lupin III (ルパン三世 Rupan Sansei?) è la prima serie televisiva anime basata sul manga Lupin III di Monkey Punch, nella quale il protagonista indossa una giacca verde. Andò in onda per la prima volta in Giappone dal 24 ottobre 1971 al 26 marzo 1972 suYomiuri TV,[1] mentre in Italia fu trasmessa nel 1979 su diverse reti locali e replicata successivamente su Italia 1 e altre reti Mediaset. Dal1987 fu trasmessa con il titolo Lupin, l’incorreggibile Lupin, mentre nel 2004 è stato ripristinato il titolo italiano storico.

Arsenio Lupin III, nipote del ladro gentiluomo Arsène Lupin, è un ladro ricercato a livello internazionale. Il suo braccio destro è Daisuke Jigen, un tiratore esperto che può sparare a un obiettivo in 0,3 secondi. A loro si unisce la bella Fujiko Mine, interesse amoroso di Lupin che spesso manipola le situazioni a suo vantaggio. Dopo diversi scontri con il samurai Goemon Ishikawa XIII, quest’ultimo entra a far parte del gruppo. Lupin e i suoi soci sono costantemente inseguiti dall’ispettore Koichi Zenigata dell’Interpol, il cui obiettivo è arrestarli una volta per tutte.

Film | CRISTALDIFILM | Nel nome del padre

Regia di Marco Bellocchio. Un film con Laura BettiLou CastelYves BeneytonPiero VidaVittorio FanfoniEdoardo TorricellaCast completo Genere Commedia – ItaliaFrancia1972durata 109 minuti. Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

1958, anno della morte di Pio XII, il più clericale e autoritario dei papi moderni. In un collegio religioso entra Angelo (Beneyton), bello, ricco, anticonformista, convinto che ogni società sia basata sulla repressione, e mette in atto un piano di “derisione” distruttiva dell’istituzione contro il vicerettore Corazza (Scarpa) che provoca prima un’agitazione degli inservienti (emarginati, sfruttati, derisi) e poi una rivolta dei convittori, entrambe inutili, speculari. 3° film di Bellocchio e il più carico di simbolismi e di metafore, a cominciare dai nomi caricaturali dei sacerdoti e dei collegiali. Notevole la capacità di passare dal registro naturalistico a quello espressionista nel rendere i conflitti tra razionalità e follia e le concordanze tra due modelli di potere (di repressione), il religioso (Corazza) e il tecnologico (Angelo). Severamente ridotto nel 2011 dall’autore a un’ora e mezzo. Importanti i contributi dello scenografo Amedeo Fago e della fotografia di Franco Di Giacomo.

Sorelle - Studio PUNTOeVIRGOLA

Regia di Marco Bellocchio. Un film Da vedere 2006 con Pier Giorgio Bellocchio. Genere Drammatico – Italia2006durata 70 minuti. Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Dilatata nel tempo, l’azione si svolge a Bobbio (PC) nella vecchia casa della famiglia Bellocchio, ancora abitata dalle due anziane sorelle di Marco. C’è la piccola Elena che cresce e di cui si occupano lo zio Giorgio (nella realtà suo fratello) – che legge Cechov e, tra lì e Roma, viene e va indeciso – e le zie. C’è Sara (Finocchiaro), madre di Elena, fisicamente presente soltanto nella 3ª parte. Poi ci sono il passare del tempo, la leggerezza affettuosa con cui l’invisibile regista muove i suoi personaggi/parenti, l’affabile disinvoltura con cui mescola realtà e fantasia. Realizzato in digitale nel 1999, 2004 e 2005, servendosi degli allievi del corso estivo “Fare cinema”, questo film-caleidoscopio da camera è girato in molta parte nella casa avìta. S’intravedono agganci con l’attuale omologazione della società italiana, fulcro di L’ora di religione e di Il regista di matrimoni , ma anche riferimenti agli spettri di I pugni in tasca . Trasmesso il 10-1-2007 dalla rete satellitare Cult, che l’ha cofinanziato con Rai Cinema, Provincia di Piacenza, Comune di Bobbio.

La leggenda del pianista sull'oceano - Film (1998)

Un film di Giuseppe Tornatore. Con Tim Roth, Pruitt Taylor Vince, Bill Nunn, Clarence Williams III, Peter Vaughan.Fantastico, Ratings: Kids+16, durata 165 min. – Italia 1998. MYMONETRO La leggenda del pianista sull’oceano * * * * - valutazione media: 4,00 su 95 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Liberamente tratto dal racconto di Alessandro Baricco Novecento. Novecento è il nome che viene dato ad un trovatello abbandonato su una nave il primo mese del primo anno del secolo. Il bambino cresce sulla nave, non conosce altro. Finché scopre di avere un inverosimile talento per il piano. Cresce suonando e senza mai scendere a terra. La sua storia si propaga, diventa leggenda. Quando la nave – siamo nel dopoguerra – deve essere distrutta, Novecento decide di rimanere a bordo. È nato e cresciuto lì, non conosce altro, è giusto che finisca con la nave. Tornatore si è innamorato del linguaggio: sale e scende, si allontana, si diverte con la macchina da presa, con rimandi a Spielberg, Leone, e persino a Fellini. Ma non ci sarebbe niente di male. Le cadute sono soprattutto di sceneggiatura: visibilissima la differenza di scrittura fra Baricco e Tornatore, che è regista, non scrittore, e non “sente” quando è il momento di togliere o di chiudere: c’è una mezz’ora di troppo. Certo, con il “cinema” Tornatore ci sa fare. Non lo abbiamo un altro come lui.

Risultati immagini per Thelma & Louise locandina

Un film di Ridley Scott. Con Susan Sarandon, Geena Davis, Harvey Keitel, Michael Madsen, Brad Pitt.Titolo originale Thelma & Louise. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 128 min. – USA, Francia 1991. MYMONETRO Thelma & Louise * * * * - valutazione media: 4,02 su 35 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Chi ha voluto leggere nella vicenda umana di queste due ragazze di provincia una mera fiaba didascalica sul femminismo si perde il microcosmo racchiuso nei…continui giochi di rimando di significati creato dall’armonia del compenso tra la spigolosità del volto della Sarandon e quello da bambola della Davis.E così nei loro nomi, spesso ipostatizzati nella forza fagocitatrice di un titolo che suggerisce la smania di un brand o di un marchio di sigarette, vi è la fragilità disperata con cui le due ragazze abdicano allo stillicidio quotidiano per risorgere in un anomico non luogo dei ruoli sociali, che le accompagnerà per tutta la loro corsa fino al Gran Canyon. In realtà, la tensione dell’intera pellicola, è una spinta continua sul pedale dell’emancipazione delle due protagoniste. 
La risata degli ultimi fotogrammi, immortalata nell’immaginario collettivo delle generazioni cinematografiche a venire, non è follia, né un cedimento momentaneo e irreversibile all’emotività, ma la più alta affermazione di dignità e libertà. Scelgono di non esserci più per esserci per sempre: il fotogramma finale dell’auto sospesa nel dirupo è metafora dell’ellisse di una fine che coincide con un inizio. Gli sguardi complici non indicano nulla di improvvisato, anche se lo spettatore viene colto di sorpresa a perpetrare la sua incredulità: perché l’auto di Thelma & Louise, se anche fosse in nostro potere proiettare degli ideali fotogrammi successivi, sul fondo del dirupo del Gran Canyon, non ci arriverà mai. Pellicola di un eccellente Ridley Scott che trascende qualsiasi genere, pur possedendo uno scheletro western, con la scenografia di uno sterminato Arkansas a fare da sfondo, e più che mai attuale e paradigmatico in una generazione in cui la violenza e l’eccidio femminile appare tutt’altro che sopito dai resoconti della cronaca nera. Il viaggio tutto interiore che le trasporta dall’Arkansas all’Oklaoma, fino al Colorado, con la scelta irreversibile dell’omicidio dell’uomo, ne rivela la fragilità ma anche l’incapacità di rapportarsi a un universo maschile assolutista e prepotente, palesandone la mancata educazione alla necessità di una complementarietà dei ruoli sessuali (ti elimino perché sei un ostacolo, perché ti reputo distruttivo ma anche insormontabile all’impellente e disperante necessità di affermazione del mio Io; ti ammazzo poiché la stessa dimensione collettiva del momento storico non contempla una tale chance di scambio dialettico ed edificante; ti uccido perché è tutto ciò che mi resta per dimostrarti e dimostrarmi che non sei il più forte).

Le chagrin et la pitié - 3 DVD: Amazon.it: Marcel Ophüls: Film e TV

Regia di Marcel Ophüls. Un film Da vedere 1969 Genere Documentario – FranciaSvizzeraGermania1969durata 250 minuti. Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Interviste di M. Ophüls, André Harris e Alain Sedouy con canzoni di Maurice Chevalier. Cronaca del periodo 1940-44 nella città di Clermont-Ferrand, non lontana da Vichy, sede del governo di Pétain, ma anche uno dei centri della resistenza antitedesca. È un’inchiesta di 4 ore sul comportamento del francese medio durante la guerra e l’occupazione. A poco a poco il quadro si allarga alla Francia intera. Uomini politici, capi militari, modesti cittadini, ex combattenti, partigiani e collaborazionisti si succedono, rievocando gli avvenimenti cui parteciparono o di cui furono testimoni. Con obiettività smantella più di un mito, a cominciare da quello di una Francia unanime nel suo martirio di nazione antinazista travolta dalla potenza tecnico-militare germanica. Pone sul tappeto diversi temi: la contestazione dell’eredità culturale e storica proposta dalla classe dirigente; il rifiuto della dicotomia tra resistenti e collaborazionisti; il ruolo dei mezzi di comunicazione e propaganda. “È una vera opera cinematografica che s’impone per la struttura, la progressione drammatica, il ritmo e la potenza delle immagini. Gli autori hanno letteralmente ‘messo in scena’ il materiale storico di cui disponevano e l’hanno reso caldo e vivo. Questo film rigoroso che smuove tanta cenere diventa tra le loro mani una fosca epopea” (J. de Baroncelli). Realizzato per la TV di stato francese (ORTE), che si rifiutò di metterlo in onda, fu proiettato nell’aprile 1971 nel cinema d’essai parigino Studio Saint-Severin (200 posti) e poi al Paramount-Elysées e rimase in cartellone per diversi mesi. Finanziato dalla TV tedesca e dall’editrice Rencontre di Losanna, in Italia fu messo in onda alla fine degli anni ’70. In Francia fu trasmesso soltanto nel 1981. Nel 1988 Marcel Ophüls, figlio del celebre Max, realizzò un programma analogo: Hôtel Terminus – Klaus Barbie, sa vie et son temps , su un criminale di guerra delle SS.

www.desordre.it/.a/6a00d8341ca4f953ef01a3fd2fbb...

Regia di Marcel L’Herbier. Un film con Brigitte HelmPierre AlcoverAlfred Abel. Genere Drammatico – Francia1928durata 100 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Sull’orlo della bancarotta per le manovre del suo concorrente Gundermann (Abel), il banchiere Saccard (Alcover) punta tutto su Hamelin (Victor), aviatore che, messo a punto un nuovo carburante, vuole organizzare una trasvolata oceanica di 7000 km fino alla Guyana dove esistono ricchi terreni petroliferi da sfruttare. La falsa notizia della morte di Hamelin in volo provoca il panico in Borsa e una serie di manovre, speculazioni, intrighi e drammatici avvenimenti. Saccard e, al suo rientro, Hamelin vanno sotto processo, mentre Gundermann risolve la situazione, facendo, nello stesso tempo, un’ottima figura e i propri interessi. Ultimo film muto di M. L’Herbier che lo produsse e liberamente adattò, aggiornandolo, il romanzo (1891) di Émile Zola, uscì alla vigilia del crollo di Wall Street, mentre già erano in distribuzione i primi film sonori: il che spiega in parte il suo insuccesso commerciale, causato anche dall’incomprensione della critica, incapace di apprezzarne le qualità stilistiche, frutto di una geniale rielaborazione dell’avanguardia filmica degli anni ’20. Soltanto negli anni ’60 se ne compresero l’importanza, la novità, l’attualità: l’audace commistione di un montaggio corto (1952 inquadrature per 130′, ossia in media 6 secondi e mezzo per inquadratura) con i frenetici movimenti della cinepresa, commistione che esprime l’onnipotenza del denaro sui luoghi, la società, gli individui. Il punto più alto o almeno più spettacolare di questa frenesia è raggiunto nella famosa sequenza della Borsa (2000 comparse, 15 cineprese, un marchingegno meccanico che permette a una delle 15 di piombare da un’altezza di 22 metri). A questo virtuosismo tecnico si aggiunge la sobrietà nella direzione degli attori, dominati dal dinamismo delle cineprese mobili che li braccano. La denuncia polemica dello strapotere del denaro e della speculazione finanziaria “ha tolto al racconto ogni sentimentalismo, ogni magniloquenza per lasciare il posto a un’allegoria ardente e gelida, a un grande affresco astratto e intemporale…” (J. Lourcelles). Sulla lavorazione del film Jean Dreville girò il documentario Autour de “L’argent” che fece epoca. Il romanzo di Zola fu riportato sullo schermo nel 1936 da Pierre Billon.

Aria Di Parigi: Amazon.it: Gabin,Arietty, Gabin,Arietty: Film e TV

Regia di Marcel Carné. Un film Da vedere 1954 con Jean GabinArlettyFolco LulliMaria Pia CasilioRoland LesaffreMarie DaemsCast completo Titolo originale: L’air de Paris. Genere Commedia – FranciaItalia1954durata 110 minuti. Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Ex pugile fallito sogna di trasformare un giovanotto in un campione, ma una donna “di lusso” gli guasta i piani. L’aria di Parigi non c’è. Opera minore di Carné, logora e stanca, che sostituisce un sentimentalismo rosa al pessimismo nero. I duetti tra Gabin e Arletty sono, comunque, deliziosi.

Ritorno a casa (2001) di Manoel de Oliveira - Recensione | Quinlan.it

Regia di Manoel de Oliveira. Un film Da vedere 2000 con Catherine DeneuveMichel PiccoliJohn MalkovichLeonor SilveiraAntoine ChappeyCast completo Titolo originale: Je rentre à la maison. Genere Drammatico – Francia2000durata 90 minuti. – MYmonetro 4,00 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Finita una replica di Il re muore (1962) di E. Ionesco in un teatro parigino, un vecchio e famoso attore apprende che in un incidente d’auto ha perduto la moglie, la figlia, il genero. Gli restano un nipotino che ha altri nonni, un vuoto incolmabile, le abitudini di vita e di lavoro. Sul set di un film da Ulisse di Joyce, dove ha una piccola parte, avviene la svolta. La rinuncia. A 92 anni M. de Oliveira fa il suo 1° film sulla vecchiaia e se lo scrive da sé senza fonti letterarie alle spalle. La sua arte del togliere è inconfondibile, ma qui toglie troppo: invece di suggerire bisbiglia e invece di narrare dice. La leggerezza si ferma sulla soglia dell’ineffabile. Qua e là struggente, ma anche divertente nella sua pudica ironia, e un bel crescendo nell’ultima mezz’ora. M. Piccoli (1925) – in Italia con la voce di Walter Maestosi – è perfetto.

BMF (Black Mafia Family)

Ispirata alla storia vera dei due fratelli Flenory, Demetrius “Big Meech” (Demetrius ‘Lil Meech’ Flenory) e Terry “Southwest T” (Da’Vinchi), che alla fine degli Anni Ottanta diedero vita a un vero e proprio  impero criminale, BMF – Black Mafia Family ha inizio sulle strade di Detroit, dove le capacità  imprenditoriali dei due saranno messe alla prova. Di episodio in episodio il rapporto fraterno fungerà da fulcro per raccontare il complesso intreccio tra criminalità organizzata, spaccio di stupefacenti, Hip Hop e cultura afro-americana. Dalle prime attività di Big Meech, all’allontanamento dal nucleo familiare del padre, Demetrius e Terry ritroveranno, o forse imporranno, un ancor più forte legame, ridefinendo i principi di amore fraterno, famiglia, relazione e, soprattutto, di capitalismo.

Simon del deserto | Film Completo | SerieTv | Streaming Gratis Legale

Regia di Luis Buñuel. Un film Da vedere 1965 con Claudio BrookEnrique Alvarez FelixHortensia SantavenaSilvia PinalLuis Aceves CastañedaCast completo Titolo originale: Simón del desierto. Genere Fantastico – Messico1965durata 45 minuti. – MYmonetro 4,00 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dopo sei anni passati in cima a una colonna alta venti metri, nei pressi di Aleppo (Siria), il monaco Simone è trasportato dal Maligno, in jet, dal V al XX secolo e lasciato in una discoteca di New York. Film breve, perché incompiuto, ma non minore, compendia le qualità di Buñuel. Trasparenza della forma, limpidità dell’aneddoto, densità dei temi. È il suo film più settecentesco. Grande ricchezza fantastica e grottesca. Le metamorfosi del Diavolo (meglio: i travestimenti di Silvia Pinal), personaggio di esplicita carica blasfema, sono la vera novità del film che non fu terminato per colpa del suo produttore Gustavo Alatriste che, pentito, poi cercò di finirlo, proponendolo a Kawalerowicz, Rocha, Truffaut, Bellocchio, Kubrick. Tutti rifiutarono. Pur così incompiuto, ebbe un Leone d’argento e il premio Fipresci a Venezia.

Regia di Luis Buñuel. Un film Da vedere 1930 con Gaston ModotLya LysMax Ernst. Genere Fantastico – Francia1930durata 65 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 4,07 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

2° film surrealista di Buñuel, ideato con Salvador Dalí come Un chien andalou (1929), non ha una continuità narrativa anche se vi si possono individuare un prologo, un epilogo e un filo conduttore, l’amore folle che butta l’uno nelle braccia dell’altra un uomo (G. Modot) e una donna (L. Lys) che non potranno unirsi mai. Disponibile scena per scena alle più varie interpretazioni e in linea con l’ideologia surrealista, è un pamphlet visionario contro i pilastri della borghesia capitalista (la Chiesa, lo Stato, l’esercito) e sostiene che soltanto la forza sovversiva del desiderio e dell’amore è accettabile. Lo fa con invenzioni visive fondate sull’esasperazione, l’indegnità, l’assurdo, pur rifiutando, in nome di un realismo “oggettivo”, i procedimenti formali dell’avanguardia del tempo. “… è un’opera fortemente tesa alla creazione di un nuovo linguaggio, un linguaggio articolato secondo i dettami del Secondo Manifesto del Surrealismo di cui Buñuel e Dalí furono tra i firmatari e che è contemporaneo al film.” (Auro Bernardi). Finanziato dal visconte Charles de Noailles che rischiò la scomunica, fu proiettato per 6 giorni allo Studio 28 di Parigi, bersaglio di un’incursione di squadristi di destra che lo devastarono. Pochi giorni dopo il prefetto Chiappe lo vietò. Uscì in pubblico soltanto nel 1950 a New York e nel 1951 a Parigi.