Category: 3.80/3.89


Regia di Massimo Troisi. Un film Da vedere 1981 con Massimo TroisiFiorenza MarchegianiLello ArenaMarco MesseriDeddi Savagnone.Cast completo Genere Commedia – Italia1981durata 109 minuti. Uscita cinema lunedì 23novembre 2015 distribuito da Microcinema. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,50 su 31 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Gaetano, napoletano timido, arriva a Firenze con un candidato al suicidio, si fa sedurre da una disinibita infermiera, scappa, ritorna. Si ritrova con un figlio che potrebbe essere non suo. Raro esempio di un film che ha messo d’accordo critica e pubblico. Quello di Troisi è uno degli esordi più folgoranti nel campo della nuova commedia italiana degli anni ’80. Vicino, come attore, a Eduardo più che a Peppino De Filippo o a Totò, Troisi combina felicemente nel suo agro umorismo ironia e tenerezza, condendolo con una fantasia nevronapoletana e invenzioni seicentesche. Il Seicento è un secolo partenopeo.

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Un film di John Milius. Con Sean Connery, Brian Keith, Candice Bergen Titolo originale The Wind and the Lion. Avventura, Ratings: Kids+13, durata 119 min. – USA 1975. MYMONETRO Il vento e il leone * * * 1/2 - valutazione media: 3,83 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nello scrivere la sceneggiatura il regista John Milius si basa su fatti veramente accaduti – il rapimento da parte del bandito marocchino Raizuli di Ion Perdicaris, un americano espatriato a Tangeri – ma tramuta il soggetto in una donna vedova e madre di due figlie arricchisce la storia con un attacco degli Americani al palazzo del pascià di Tangeri. Sean Connery – che ottiene la parte per la quale sono in lizza anche Omar Sharif e Anthony Quinn – interpreta un capo ribelle berbero che all’inizio del ventesimo secolo rapisce Eden Pedecaris (Candice Bergen) e prole per ottenere la morte del sultano. La pellicola si aggiudica due nomination all’Oscar come Migliore colonna sonora originale (di Jerry Goldsmith) e Miglior suono.

Poster Il massacro di Fort Apache  n. 0

Regia di John Ford. Un film Da vedere 1948 con Anna LeeHenry FondaJohn WayneWard BondJohn AgarShirley TempleCast completo Titolo originale: Fort Apache. Genere Western – USA1948durata 127 minuti. – MYmonetro 3,83 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il colonnello Thursday prende il comando di un forte in territorio Apache e si porta con sé la figlia. La sua concezione della disciplina e i pregiudizi lo mettono in conflitto con il capitano York; la sua testardaggine lo porta a uno scontro con i pellerossa di Cochise e alla sconfitta. Primo western fordiano a occuparsi della Cavalleria, fa parte della trilogia militare con I cavalieri del Nordovest (1949) e Rio Bravo (1950). Attraverso la finzione romanzesca Ford e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a Custer e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l’onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. Armendariz doppiato da Alberto Sordi. Girato nella Monument Valley. Esiste in versione colorizzata.

Regia di Alfonso Cuarón. Un film Da vedere 2018 con Yalitza AparicioMarina de TaviraMarco GrafDaniela DemesaDiego Cortina AutreyCast completo Titolo originale: Roma. Genere Drammatico, – MessicoUSA2018durata 135 minuti. Uscita cinema lunedì 3 dicembre 2018 distribuito da Cineteca di Bologna. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,84 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Messico, 1970. Roma è un quartiere medioborghese di Mexico City che affronta una stagione di grande instabilità economico-politica. Cleo è la domestica tuttofare di una famiglia benestante che accudisce marito, moglie, nonna, quattro figli e un cane. Cleo è india, mentre la famiglia che l’ha ingaggiata è di discendenza spagnola e frequenta gringos altolocati. I compiti della giovane domestica non finiscono mai, e passano senza soluzione di continuità dal dare il bacio della buonanotte ai bambini al ripulire la cacca del cane dal cortiletto di ingresso della casa: quello in cui il macchinone comprato dal capofamiglia entra a stento, pestando i suddetti escrementi. Perché nel Messico dei primi anni Settanta tutto coesiste: la nuova ricchezza come la merda degli animali da cortile, il benessere ostentato dei padroni e la schiavitù “di nascita” dei nullatenenti. Tutto convive in un sistema contradditorio ma simbiotico in cui le tensioni sociali non tarderanno a farsi sentire, catapultando il recupero delle terre espropriate in cima all’agenda dei politici in cerca di consensi.

Regia di Joe Johnston. Un film con Robin WilliamsBonnie HuntKirsten DunstPatricia ClarksonJonathan HydeCast completo Titolo originale: Jumanji. Genere Fantastico – USA1995durata 100 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti – MYmonetro 3,88 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Da un romanzo (1981) di Chris Van Allsburg. Trovato in soffitta uno strano gioco da tavolo chiamato Jumanji, due bambini scoprono che le “penitenze” virtuali si trasformano in spaventose realtà e che due altri bambini, giocatori cresciuti di 25 anni prima, ne stanno ancora pagando le conseguenze. Macchinosa, ripetitiva, poco divertente fantasy di cui, con il supporto dell’Industrial Light & Magic e dei suoi effetti speciali, è responsabile Johnston, tecnico di Guerre Stellari . Persino Williams è poco buffo e, passata la prima sorpresa, le cariche casalinghe delle bestie feroci stuccano.

Regia di Jia Zhangke. Un film Da vedere 2015 con Zhao TaoZhang YiJing Dong LiangZijian DongSylvia ChangHan Sanming. Titolo originale: Shan He Gu Ren. Genere Drammatico, – CinaFranciaGiappone2015durata 131 minuti. Uscita cinema giovedì 5 maggio 2016 distribuito da Cinema. – MYmonetro 3,80 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

1999: indecisa tra l’umile minatore Liangzi e il presuntuoso benzinaio Zhang, Tao sposa il secondo. 2014: ormai divorziata, Tao rivede il figlio Dollar, che vive a Shanghai con l’arricchito Zhang. 2025: il 18enne Dollar vive in Australia, dove Zhang è dovuto fuggire, e s’innamora di una donna matura che gli fa riaffiorare i ricordi dell’incontro con sua madre. Scritto dal regista, è un dramma esistenziale senza sbavature mélo , secco e doloroso come una staffilata. Ma è anche una metafora della scelta sbagliata del popolo cinese a favore del capitalismo e dei suoi pesanti costi umani. I 3 tempi del film sono scanditi da 3 formati diversi – 1,37:1; 1,85:1; 2,35:1, che corrispondono grossomodo ai cosiddetti “formato Academy” (circa 4/3), al “panoramico” e allo “scope” – realizzati in 3 differenti stili, tutti fortemente personalizzati e di raffinata eleganza formale, grazie anche alla camaleontica fotografia di Nelson Lik-wai Yu e al delicato accompagnamento musicale per sola chitarra o solo piano di Yoshihiro Hanno. La canzone “Go West” dei Pet Shop Boys, dal titolo e dal testo rivelativi, apre e chiude il film: un’apertura alla speranza o il perdurare di una nefasta illusione?

Locandina Blue Ruin

Un film di Jeremy Saulnier. Con Eve Plumb, Devin Ratray, Amy Hargreaves, David W. Thompson, Bonnie Johnson.Thriller, – USA 2013. – Movies Inspired MYMONETRO Blue Ruin * * * 1/2 -valutazione media: 3,87 su 6 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dwight è un derelitto, fruga nella spazzatura e dorme nella sua macchina. Capiamo come sia arrivato a questa condizione solo quando viene a sapere che un uomo sta per uscire di prigione: la persona che anni prima ha ucciso i suoi genitori e che ora è di nuovo a piede libero. La notizia gli ridà forza, lo rimette in sesto, determinato a pareggiare i conti uccidendo la persona che la legge ha lasciato libera. Dwight però è anche una persona normale, che ha poca confidenza con le armi o con la violenza, ed è solo la forza del desiderio che lo anima a spingerlo.
Non è un semplice film di vendetta Blue Ruin, la sua propensione ad inseguire dalla prima inquadratura fino all’ultima il concretizzarsi di un desiderio di vendetta personale, senza fare preamboli ma anzi raccontando durante lo svolgersi degli eventi del film (e molto lentamente) i crimini originali che hanno scatenato la catena di ripicche, lo rende uno degli studi più puri sull’aberrazione umana cui questo sentimento può portare. In questo senso fa un preciso uso, quasi matematico, della più efferata violenza, non risparmiando nulla allo spettatore.
In quest’idea narrativa è contenuta anche l’essenza dello spirito di un film che intende guardare pornograficamente il suo protagonista nel suo forzarsi a portare a termine un’impresa per la quale non è tagliato. La dicotomia tra il desiderare molto qualcosa e il non è essere molto capace a portarla a termine è dunque l’espediente narrativo che Jeremy Saulnier usa per mettere in scena la follia del gesto in sè, puro nella propria inesorabile semplicità.
Uccidere a sangue freddo quando non lo si è mai fatto prima, trascinare la propria vita in un baratro ancor più profondo di quello in cui già non versi solo per desiderio di rivalsa umana. Jeremy Saulnier scrive e dirige un protagonista tanto più inadatto al vendicarsi quanto più determinato a farlo e, dei tanti possibili angoli, sceglie di mostrarci quello che più mette in luce l’investimento personale, sentimentale e carnale che la sua vendetta richiede. Cosa si deve sacrificare? Come è possibile diventare degli omicidi? Come ragiona una persona normale coinvolta in una catena di assassinii?
In questo senso Blue ruin si differenzia dal vengeance movie idealtipico, poichè la sua rivincita più viene perpetrata meno ha un sapore soddisfacente, invece che essere un lungo viaggio o una lunga pianificazione per il più clamoroso dei confronti (destinato a giungere al culmine del climax narrativo) è un lento mettere a punto il meno calcolato dei piani dal più improvvisato dei killer, tradendo qualsiasi crescendo emotivo (emblematica la bellissima scena del confronto con la sorella nel fast food, un dialogo struggente che arrivato al suo culmine è interrotto comicamente da un uomo che chiede un po’ di ketchup). Trascinati e motivati inizialmente da una spinta tra le più forti per portare rancore, gli stessi spettatori assistono all’esaurirsi e all’impoverirsi di questa, a come la propulsione della rabbia lasci il posto a una lucida follia e soprattutto alle conseguenze che un gesto di vendetta comporta.
Non è certo priva di umorismo (benchè serissima in ogni sua componente) quest’odissea nel grottesco americano, nelle case piene di armi e nelle leggi senza senso che negli Stati Uniti fanno da quadro a simili regolamenti di conti, nei vecchi amici del liceo disposti a prestare un po’ di pallottole e nei mitra nascosti nelle poltrone. Un senso dell’umorismo pacato ma acuto da cui ben si comprende la distanza che Jeremy Saulnier prende dal proprio protagonista mentre lo guarda perseverare nei suoi istinti e desideri peggiori, noncurante dei rischi a cui tutto ciò lo espone.

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Un film di Jim Jarmusch. Con Henry Silva, Forest Whitaker, Cliff Gorman, John Tormey, Frank Adonis Titolo originale Ghost Dog: The Way of Samurai. Avventura, durata 116 min. – USA 1999. MYMONETRO Ghost Dog – Il codice del Samurai * * * 1/2 - valutazione media: 3,86 su 31 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ghost Dog è il soprannome di un sicario di colore, che vive solitario in una sporca terrazza del New Jersey seguendo i precetti del Bushidō, il codice di comportamento del samurai. Vive semplicemente; l’unico piacere che si concede è l’allevamento dei suoi piccioni, servendo il suo signore, un mafioso italoamericano che gli aveva salvato la vita otto anni prima. Quando però, nell’adempimento di uno dei suoi « contratti », si viene a trovare faccia a faccia con la figlia del padrino, le cose si complicano.

Locandina Oro rosso

Un film di Jafar Panahi. Con Hossain EmadeddinKamyar SheisiAzita RayejiShahram VaziriEhsan Amani. continua» Titolo originale Talaye sorkhDrammaticodurata 95 min. – Iran 2003MYMONETRO Oro rosso ***1/2- valutazione media: 3,84 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

ATeheran, due amici sopravvivono come possono, circondati da una lussuria che non possono avvicinare. Per Hussein diviene una vera ossessione, finché non decide di rapinare una gioielleria. Vincitore della sezione Un certain regard di Cannes, è un film che ricorda la semplicità di Rossellini: inizia con un piano-sequenza a macchina fissa con l’inquadratura della porta della gioielleria per poi continuare, in un lungo flaschback, a spiegare le motivazioni del gesto del protagonista. Si vede che l’opera è stata scritta da Kiarostami: stilizzata nei tratti essenziali e centralità nella descrizione del degrado sociale. Ma importante è anche Hussein, con la sua corporeità così ingombrante, la sua timidezza, il suo sguardo perso: solo ed emarginato, Hussein sa di non potersi spingere oltre il suo piccolo mondo di povertà e tristezza; proverà a farlo, ma il prezzo da pagare sarà veramente alto.

L' ultima valle (DVD) - DVD - Film di James Clavell Avventura | IBS

Un film di James Clavell. Con Florinda BolkanMichael CaineOmar Sharif Titolo originale The Last ValleyAvventuradurata 128 min. – Gran Bretagna 1970MYMONETRO L’ultima valle ***1/2- valutazione media: 3,88 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Durante la guerra dei Trent’anni, un professore trova rifugio in un piccolo villaggio di montagna scampato miracolosamente alla distruzione. S’illude, stabilendovi un clima di pace e di solidarietà, di risparmiare il paesino dalle violenze della guerra.

Locandina Storia di Marie et Julien

Un film di Jacques Rivette. Con Emmanuelle BéartJerzy RadziwilowiczAnne BrochetBettina KeeOlivier Cruveiller. continua» Titolo originale Histoire de Marie et JulienDrammaticodurata 150 min. – Francia, Italia 2003uscita venerdì 27 agosto 2004. MYMONETRO Storia di Marie et Julien ***1/2- valutazione media: 3,84 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Igrandi vecchi del cinema sembrano sempre essere quelli con maggiori vitalità e idee. E se Manoel De Oliveira ogni anno ci regala un piccolo gioiello, anche Jacques Rivette, regista della Nouvelle Vague, con le sue settantasei primavere, torna dietro la cinepresa per il suo ultimo film, Storia di Marie e Julien. Un racconto d’amore, inutile dirlo. Un amore impossibile e intimamente oscuro, di quelli che si vorrebbero vivere almeno una volta nella vita.
Julien è un orologiaio solitario, che vive nella sua casa come se fosse l’unico mondo a interessargli. La sua anima non è pura, al punto di ricattare una donna, Madame X, per consegnarle dei documenti erroneamente capitatigli fra le mani. Nel frattempo, incontra Marie, una bella donna di cui non si era dimenticato dopo un fugace incontro l’anno prima. Fra i due rinasce l’attrazione e Julien non esita a chiederle di andare a vivere da lui. Marie sembra concedersi, ma non totalmente: nasconde un segreto e reconditi desideri di autodistruzione.
Lunghissimo (quasi due ore e mezza), ambientato nella cupa casa del protagonista, e scandito dai tic-tac degli immensi orologi che arredano la sua abitazione, il film di Rivette è un thriller atipico che nasce da un ricatto di un uomo senza più interessi e muore nell’amore malato e folle, immerso nei perché, senza risposte, della vita. La scena è solo per i due attori, che conducono con semplici movimenti l’occhio di chi guarda, in un lento e inesorabile piacere masochistico da noir esistenziale. Affascinante e inquietante.

Regia di Jaco Van Dormael. Un film Da vedere 1991 con Michel BouquetThomas GodetMichelle PerrierGisela UhlenMireille PerrierCast completo Titolo originale: Toto le héros. Genere Commedia – BelgioFranciaGermania1991durata 89 minuti. – MYmonetro 3,86 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Convinto di essere stato scambiato nella culla con un altro bambino, quindi di essere cresciuto in una famiglia non sua e di aver vissuto la vita di un altro, Thomas – chiamato con il vezzeggiativo di Toto – ospite nel 2027 di una casa di riposo, fantastica di uccidere colui che gli ha rubato la vita, Alfred, ricco e potente. Opera prima del belga Van Dormael (1957), il film è narrato con una serie di sconnessioni temporali, secondo il libero flusso dei ricordi e delle associazioni mentali di Thomas. È una storia sotto il segno della morte, ma sorvegliata dagli angeli custodi di un’allegra ironia e di un bizzarro umorismo, molto fiammingo anche nei suoi estri surreali, che le conferiscono un indubbio fascino e l’hanno reso uno dei film più premiati, ammirati e un po’ sopravvalutati del 1991.

Radiazioni BX Distruzione Uomo - Film (1957) - Foto Locandina | iVID.it -  Galleria Fotografica dei film, dei personaggi, delle serie TV

Un film di Jack Arnold. Con Grant Williams, Randy Stuart, April Kent, Paul Langton, Raymond Bailey, William Schallert.Titolo originale The Incredible Shrinking Man. Fantascienza, b/n durata 81 min. – USA 1957. MYMONETRO Radiazioni BX distruzione uomo * * * 1/2 - valutazione media: 3,88 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Scott Carey non dà molto peso ad una improvvisa nebbia che per qualche momento lo investe durante una gita in motoscafo. Ma alcuni mesi più tardi scopre che gli abiti gli stanno diventando un po’ larghi e che la statura è leggermente diminuita. E con il passare dei giorni, lo strano fenomeno diventa sempre più avvertibile. Apparentemente la sua salute è buona, gli stessi medici non riescono a trovare una spiegazione scientifica al “rimpicciolimento”. Scott finisce col perdersi in una casa che per lui è diventata un mondo gigantesco ricolmo di trappole, insidie e pericoli mortali. Mentre la moglie lo crede morto, l’uomo, finito dentro la cantina di casa, si industria per sopravvivere combattendo contro un ragno: e in questa lotta per la vita, sente di crescere moralmente e di poter rivendicare di fronte all’universo intero la sua dignità di uomo.
Da uno dei capolavori di Matheson, uno dei più bei film (se non il migliore) di un regista a lungo sottovalutato dalla critica, ma da sempre considerato un maestro dai cultori del genere.Il soggetto ha ispirato nel 1981 una versione al femminile, The Incredible Shrinking Woman.

Il grande gatsby (1974) (1974) - Filmscoop.it

Regia di Jack Clayton. Un film Da vedere 1974 con Robert RedfordMia FarrowBruce DernScott WilsonKaren BlackSam WaterstonCast completo Titolo originale: The Great Gatsby. Genere Drammatico – USA1974durata 144 minuti. – MYmonetro 3,84 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La infelice storia di Gatsby, divenuto ricchissimo dopo la prima guerra mondiale e tormentato dall’amore per Daisy che non ha saputo aspettarlo e ha sposato un altro. Riesce a riconquistarla, ma il fato vuole che lui sacrifichi la vita per lei. Il celeberrimo romanzo (1925) di Francis Scott Fitzgerald in un adattamento di Francis Ford Coppola (il terzo, dopo quello muto del 1926 e quello del 1949) costoso, fastoso, scrupoloso, ma imbalsamato, specie negli inamidati personaggi principali. Oscar per i costumi (Theoni V. Aldredge) e per la colonna sonora (Nelson Riddle).

Regia di Ingmar Bergman. Un film Da vedere 1960 con Max von SydowBirgitta PetterssonGunnel LindblomBirgitta ValbergAxel DübergCast completo Titolo originale: Jungfrukällan. Genere Drammatico – Svezia1960durata 89 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,82 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel Medioevo svedese l’adolescente Karin viene stuprata e uccisa nel bosco da tre pastori che poco dopo cercano rifugio nella fattoria di suo padre Töre. Tremenda vendetta. Sul luogo del delitto sgorga una polla d’acqua. 21° film di Bergman, il primo (il solo?) in cui l’intervento di Dio nell’azione è concreto: un miracolo. Miscuglio tra Cappuccetto Rosso e Shakespeare. Le scene dello stupro e della vendetta furono censurate. Splendido BN di Sven Nykvist. Oscar 1960 per il miglior film straniero.

Regia di Kore’eda Hirokazu. Un film Da vedere 2013 con Masaharu FukuyamaMachiko OnoYôko MakiLily FrankyJun FubukiShôgen HwangCast completo Titolo originale: Soshite Chichi Ni Naru. Genere Drammatico, – Giappone2013durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 3 aprile 2014 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,73 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari

Imprenditore di successo scopre che, nell’ospedale in cui è nato 6 anni prima, il suo bambino è stato scambiato con un altro. Conosce la famiglia, un po’ rozza e ignorante ma molto affettuosa, che ha allevato il figlio biologico, si rende conto che la moglie è molto legata al bimbo che ha creduto suo figlio e va in crisi: qual è la natura dei legami familiari? Che cosa significa essere madre o padre? È mai stato, lui, un vero padre? Con un cast di prim’ordine, uno sguardo sensibile, senza mai cadere nel melodramma o nelle trappole del sentimentalismo, Hirokazu narra la presa di coscienza di un personaggio messo in crisi da un evento “traumatico” che lo porta a rimettere in discussione l’intera sua vita, per poter poi ritrovare sé stesso nel finale non consolatorio. Takimoto Mikiya fotografa splendidamente la città e gli ambienti.

Aguirre furore di Dio: Amazon.it: Klaus Kinski, Ruy Guerra, Del Negro,  Cecilia Rivera, Helena Rojo, Werner Herzog, Klaus Kinski, Ruy Guerra: Film  e TV

Un film di Werner Herzog. Con Klaus Kinski, Helena Rojo Del Negro, Ruy Guerra, Peter Berling Titolo originale Aguirre, der Zorn Gottes. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 94′ min. – Germania, Messico, Perù 1972. MYMONETRO Aguirre, furore di Dio * * * 1/2 - valutazione media: 3,80 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1560 una spedizione spagnola, guidata da Gonzalo Pizarro, fratello di Francisco, discende la Cordigliera delle Ande alla ricerca del mitico El Dorado. La giungla inestricabile la blocca. Si invia allora un pattuglione esplorativo, munito di zattere, sul fiume Urubamba al comando di Pedro de Urrua al cui fianco è l’ambizioso e spietato Lope de Aguirre. Girato con pochi mezzi in Perú, il 5° film di W. Herzog è leggibilea 3 livelli: 1) racconto di avventure e di viaggio che ha al centro il tema di una profanazione fallita, 2) tragedia di un eroe del male (con un Kinski strepitosamente nevrotico) sui temi della ribellione e della solitudine, 3) parabola politica sull’imperialismo coloniale. Vi coabitano uno straniamento epico di timbro brechtiano e una tensione onirica, allucinata. Fotografia di Th. Mauch.

Locandina italiana La guerra dei Roses

Un film di Danny DeVito. Con Kathleen Turner, Michael Douglas, Danny DeVito, Marianne Sägebrecht, G.D. Spradlin.Titolo originale The War of the Roses. Commedia, durata 116 min. – USA1989. MYMONETRO La guerra dei Roses * * * 1/2 - valutazione media: 3,81 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un avvocato mette in guardia un cliente raccontandogli la storia di due coniugi che, all’inizio, sembrano i più felici di questo mondo, ma finiscono con l’odiarsi e desiderare la morte dell’altro. Danny De Vito, che ha sempre raggiunto appena la sufficienza come attore, dimostra con questo film che si può fare di una commedia un capolavoro, Allendocet. Già il titolo originale occhieggia ironicamente alla guerra delle due rose e di conflitto sanguinario si tratta veramente. Fino al termine della prima parte si crede di essere nel bel mezzo di una commedia hollywoodiana, anche se le carte in tavola sono già un po’ mischiate, ma ci si accorge ben presto che i due si odiano davvero e il finale non è per nulla consolatorio. Le migliori interpretazioni della carriera di Douglas e della Turner. Non adatto a chi crede nella famiglia e al lieto fine.

La congiura degli innocenti - Film (1955) - MYmovies.it

Un film di Alfred Hitchcock. Con Shirley MacLaine, Mildred Natwick, John Forsythe, Edmund Gwenn, Mildred Dunnock. Titolo originale The Trouble With Harry. Giallo, Ratings: Kids+16, durata 99 min. – USA 1955. MYMONETRO La congiura degli innocenti * * * 1/2 - valutazione media: 3,88 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un bambino scopre in un bosco il cadavere di un uomo che sarà sotterrato e dissotterrato quattro volte da quattro adulti con la coscienza sporca. Nella cornice dei paesaggi autunnali del New England la più deliziosa delle commedie nere di A. Hitchcock che si diverte a sovvertire il comportamento logico dei personaggi. Un grottesco diluito in un bicchiere di allegro cinismo. Da un romanzo di Jack Trevor. Straordinario esordio di S. MacLaine.

La Bara Volante: Il Corvo (1994): I cinema bruciano, gli attori muoiono, ma  un bel film è per sempre

Un film di Alex Proyas. Con Ernie Hudson, Brandon Lee, Michael Wincott, Rochelle Davis, Bai Ling. Titolo originale The Crow. Fantastico, durata 102 min. – USA 1994. MYMONETRO Il corvo – The Crow * * * 1/2 - valutazione media: 3,85 su 99 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

L’ultimo film di Brandon Lee, figlio di Bruce, morto sul set per un colpo di pistola. Alcune scene sono state lavorate col computer per permettere di far “resuscitare” l’attore. Tratto dal fumetto omonimo. Grande videoclip, con ottima musica che va dai Cure agli Stone Temple Pilots. Tecnicamente ineccepibile ma freddo e un tantino manieristico. Un cantante rock è stato assassinato con la propria ragazza. Torna in vita per vendicare l’amata. E a uno a uno trova i responsabili e li uccide. Ad aiutarlo ci sono un agente della polizia e la sorella dell’amata. Nonostante il personaggio non sia “morale”, è prodigo di consigli didascalici su droga e fumo. Grande successo di pubblico.