Category: 3.70/3.79


Un film di Milos Forman. Con Jana Brejchova, Vlamidir Pucholt Titolo originale Lásky jedné plavovlávsky. Commedia, b/n durata 82 min. – Cecoslovacchia 1965. MYMONETRO Gli amori di una bionda * * * 1/2 - valutazione media: 3,71 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Durante una festa in una cittadina di provincia una ragazza, operaia in una fabbrica, conosce un giovanotto, pianista, originario di Praga. Fanno l’amore. Poi lui se ne va. Lei lo segue a Praga ma viene accolta tiepidamente dal pianista e freddamente addirittura dalla famiglia di lui. La bionda ritorna alla fabbrica, favoleggiando con le amiche delle sue avventure nella capitale.

 

Continua a leggere

Locandina italiana Lo scafandro e la farfallaUn film di Julian Schnabel. Con Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner, Marie-Josée Croze, Anne Consigny, Patrick Chesnais. Titolo originale Le scaphandre et le papillon. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 112 min. – Francia 2007. – Bim uscita venerdì 15 febbraio 2008. MYMONETRO Lo scafandro e la farfalla * * * 1/2 - valutazione media: 3,71 su 83 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Jean-Dominique Bauby si risveglia dopo un lungo coma in un letto d’ospedale. È il caporedattore di ‘Elle’ e ha accusato un malore mentre era in auto con uno dei figli. Jean-Do scopre ora un’atroce verità: il suo cervello non ha più alcun collegamento con il sistema nervoso centrale. Il giornalista è totalmente paralizzato e ha perso l’uso della parola oltre a quello dell’occhio destro. Gli resta solo il sinistro per poter lentamente riprendere contatto con il mondo. Dinanzi a domande precise (ivi compresa la scelta delle lettere dell’alfabeto ordinate secondo un’apposita sequenza) potrà dire “sì” battendo una volta le ciglia oppure “no” battendole due volte. Con questo metodo riuscirà a dettare un libro che uscirà in Francia nel 1997 con il titolo che ora ha il film.
Julian Schnabel ha assunto sulle sue spalle un incarico gravoso perché è vero che i film che portano sullo schermo le vicende di portatori di gravi handicap (soprattutto se ispirate a storie realmente accadute) commuovono facilmente la grande platea. È però anche vero che, con una tematica in parte vicina a questa abbiamo avuto nel 2004 Mare dentro di Alejandro Amenábar con l’interpretazione da premio di Javier Bardem e la fatica di Mathieu Amalric poteva risultare improba. Sia l’attore che il regista conseguono il grande risultato di offrirci una prova di grande umanità nel contesto di un film di elevato livello artistico.
L’occhio del protagonista diventa la soglia che permette al pesante e inerte scafandro del suo corpo di liberare (anche se faticosamente) la farfalla del pensiero. La voce interiore imprigionata di Jean-Do ci rivela al contempo l’orrore della condizione e l’indomabile spinta all’espressione di sé. Il giornalista pensa, desidera, soffre, grida dentro di sé. È un grido in cerca di una bocca che possa tradurlo in suoni e parole. Il battito delle ciglia (che ricorda non a caso il battito d’ali di una farfalla) si traduce in lettere e le lettere in parole. Schnabel e Amalric riescono a non fare retorica e al contempo a commuovere profondamente liberandosi dal falso pietismo che spesso accompagna queste storie ‘vere’. Raggiungono il risultato grazie a un attento lavoro di flasback che si integra alla perfezione con la descrizione di un corpo che da apertura al mondo si è trasformato in sepolcro. Tutto ciò senza lanciare proclami né a difesa strenua della vita né a favore dell’eutanasia. Il che, di questi tempi, è già un merito di per sé. Continua a leggere

Locandina italiana The Wrestler

Un film di Darren Aronofsky. Con Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Mark Margolis, Todd Barry. Drammatico, durata 109 min. – USA, Francia 2008. – Lucky Red uscita venerdì 6 marzo 2009. MYMONETRO The Wrestler * * * 1/2 - valutazione media: 3,73 su 202 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Negli anni ’80 Randy “The Ram” Robinson era un eroe del pro wrestling all’apice della carriera. L’incontro con il rivale Ayatollah, sconfitto il 6 aprile 1989, sarebbe rimasto per sempre nella storia dello spettacolare sport. Tuttavia, venti anni dopo “l’ariete” porta sul corpo i segni della lotta. Appesantito e decaduto, lavora part time in un grande magazzino e pratica il wrestling nelle palestre dei licei, ogni fine settimana, per la gioia dei (pochi) fan che gli sono rimasti.
Il fallimento e la distruzione fisica sono temi che Darren Aronofsky aveva già esplorato in passato ma nel narrare la ballata del lottatore errante, trova il modo per estenderli a una sfera più ampia. Il personaggio di The Ram (interpretato da un Mickey Rourke in stato di grazia) rappresenta infatti l’essenza stessa del fallimento. Colpito da un infarto in seguito a un incontro mortificante, il vecchio wrestler inizia a riflettere sulla sua esistenza e trova nella spogliarellista di Marisa Tomei – una donna che per molti aspetti gli somiglia – un’affabile confidente che gli suggerisce di mettersi in contatto con la figlia. Spostando le luci di scena dal ring all’animo spezzato di un uomo, Aronofsky assume un piglio compassionevole, senza mai eccedere nei toni evitando la drammatizzazione fine a se stessa. Virando dall'”art-rock” e dal cinema artigianale e visionario al quale ci aveva abituati, per intraprendere una strada narrativamente più semplice e schematica, il regista statunitense (in)segue da vicino il wrestler, riprendendolo spesso di spalle in quello che appare un moto di deferenza, come se non volesse mostrare il declino dell’eroe.
Durante la sua personale ricerca di una rinascita, The Ram affronta a testa alta la vita fuori dal ring, provando con ogni strumento a sua disposizione a diventare l’uomo che non è mai stato. A sostenerlo è il ricordo del boato della folla, lo stesso che continua a tentarlo sebbene sia ormai un “vecchio pezzo di carne maciullata”, perché i colpi inflitti dalla realtà sono più dolorosi di quelli subiti sul palco sotto ai riflettori. L’ultima drammatica sequenza, che lo mostra di spalle, è interrotta dal nero cinematografico e dai titoli di coda accompagnati dalla toccante ballata di Bruce Springsteen scritta appositamente per il wrestler e per tutti i lottatori caduti. Continua a leggere

Risultati immagini per Galileo - 1968Un film di Liliana Cavani. Con Cyril Cusack, Gigi Ballista, Giulio Brogi, Vittorio Duse, Piero Vida. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 108 min. – Italia 1968. MYMONETRO Galileo * * * 1/2 - valutazione media: 3,77 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La vita e il dramma di Galileo Galilei. Il fisico italiano studia le stelle con un telescopio da lui perfezionato e dichiara che il Sole è posto al centro dell’universo. Processato per eresia dopo la pubblicazione delle sue teorie, Galileo preferisce ritrattare piuttosto che subire la tortura. Continua a leggere

Risultati immagini per Nightmare - Dal profondo della NotteUn film di Wes Craven. Con John Saxon, Nick Corri, Amanda Wyss, Johnny Depp, Robert Englund. Titolo originale A Nightmare on Elm Street. Horror, durata 92 min. – USA 1984. – VM 18 – MYMONETRO Nightmare – Dal profondo della notte * * * 1/2 - valutazione media: 3,78 su 60 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una notte, una ragazza si sveglia terrorizzata dopo un incubo: ha sognato che un mostro dalla mano artigliata tentava di ucciderla. Anche la sua migliore amica ha fatto lo stesso sogno e l’incubo diventa presto realtà. Il primo film della nota serie horror che ha lanciato Wes Craven come piccolo maestro del genere. Freddy Krueger, il mostro dalla mano-artiglio, è da anni lo spauracchio preferito degli americani. Continua a leggere

Era il 1934 quando l’irascibile Paperino fece la sua comparsa in una piccola parte del cortometraggio La Gallinella Saggia e cominciò a catturare l’attenzione. Da quel momento nessuno riuscì a trattenerlo e l’amato ed eccentrico personaggio finì per diventare il più prolifico dei “favolosi cinque”. Ora, per la prima volta ci si può godere Paperino in tutti i cortometraggi che lo vedono protagonista da Paperino e Pluto del 1936 a Disastri in cucina del 1941. Questo volume include anche degli approfondimenti sulle origini e il percorso del battagliero papero di Tony Anselmo, animatore Disney dal 1980 che ha lavorato a stretto contatto con Clarence “Ducky” Nash, l’ideatore della inconfondibile voce di Paperino. Continua a leggere

Risultati immagini per Fargo locandinaUn film di Joel Coen, Ethan Coen. Con William H. Macy, Steve Buscemi, Frances McDormand, Peter Stormare, Kristin Rudrüd. Drammatico, durata 98 min. – USA 1996. MYMONETRO Fargo * * * 1/2 - valutazione media: 3,74 su 63 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Jerry Lundegaard gestisce una concessionaria d’auto e ha un impellente bisogno di denaro liquido. Escogita il rapimento della moglie per ottenere un cospicuo riscatto dal suocero ostile. Ingaggia due crudeli quanto incapaci malviventi che riescono a tramutare il dramma in tragedia. Sarà l’intervento di Marge Gunderson, capo della polizia locale, in avanzato stato di gravidanza, a risolvere la situazione. I Coen, come tutti i registi di razza, si divertono a spiazzare. Se Mr. Hula-hoop aveva marcato un netto stacco dalle ricerche linguistiche di un Barton Fink pur conservando un elevato tasso di cinefilia, con Fargo, presentato a Cannes 1996 senza suscitare particolari reazioni, sembrano cambiare registro. Anzi c’è chi, in cerca di sicurezze, è andato citando il loro film d’esordio, quel Blood Simple che in realtà non ha con questo film nient’altro che una superficiale affinità. Entrambi sono dei thriller, ma se il primo si rifaceva alle atmosfere alla James M. Cain, quest’ultimo è un’analisi spietata della profonda stupidità di gran parte della violenza contemporanea. I due criminali, interpretati da Steve Buscemi e Peter Stormare, sono al contempo troppo cinematografici per essere “veri” (fanno spesso venire in mente i due ladri rapitori dei dalmata de La carica dei 101) e troppo tragicamente reali per essere solo frutto della finzione. Su quella distesa di neve senza fine, destinata a macchiarsi di sangue versato senza un briciolo di quella strategia del delitto che faceva grandi gli omicidi hitchockiani, si va a rappresentare la storia di una Twin Peaks in sedicesimo in cui i fatti sono accaduti nella realtà e che è luogo di origine dei due fratelli. Fargo è un film “congelato” come gli spazi e i personaggi che mette in scena. Le loro origini scandinave costituiscono quasi un certificato di garanzia della loro capacità di controllarsi (si veda in proposito la sequenza in cui Marge incontra nel bar il compagno di scuola di origine giapponese) e questa discendenza viene sottolineata, nell’edizione originale, dall’accento richiesto agli interpreti. È quasi come se i Coen, a dispetto del loro cognome, ci volessero parlare della loro infanzia, delle origini, della loro idea di un cinema che, per quanto onnivoro sia, ha in Kubrick e in Hitchcock dei punti di riferimento che paiono ineludibili. È il personaggio di Marge (moglie nella realtà di Joel Coen) che sfida le leggi dell’equilibrio e della gravità, che segna il film. Non è particolarmente intelligente né si avvale di grandi strategie investigative, eppure riesce a risolvere un caso che, proprio per l’ottusità che sembra connaturata all’ambiente, ha già raggiunto e superato il limite della tragedia. Ma tutto si svolge in una routine in cui, alla fine, il detective ne sa meno di noi. Eccoci allora collocati in una prospettiva hitchockiana in cui le reali dimensioni dell’accadimento sono note al nostro sguardo da voyeurs consapevoli che il bambino che si trova in quella pancia sta per entrare in un mondo ancora più tragicamente assurdo di quel che sembra. Oscar a Frances McDormand.

Continua a leggere

Locandina italiana Il grintaUn film di Ethan Coen, Joel Coen. Con Jeff Bridges, Matt Damon, Josh Brolin, Hailee Steinfeld, Barry Pepper. Titolo originale True Grit. Western, Ratings: Kids+16, durata 110 min. – USA 2010. – Universal Pictures uscita venerdì 18 febbraio 2011. MYMONETRO Il grinta * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 139 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Mattie Ross è una quattordicenne fermamente intenzionata a portare dinanzi al giudice, perché venga condannato alla pena capitale, Tom Chaney l’uomo che ha brutalmente assassinato suo padre. Per far ciò ingaggia lo sceriffo Rooster Cogburn non più giovane e alcolizzato ma ritenuto da tutti un uomo duro. Cogburn non vuole la ragazzina tra i piedi ma lei gli si impone. Così come, in un certo qual modo, gli verrà imposta la presenza del ranger texano LaBoeuf. I tre si mettono sulle tracce di Chaney che, nel frattempo, si è unito a una pericolosa banda.
“I malvagi fuggono quando nessuno li insegue”. Con questo passo dal Libro dei Proverbi si apre il film che rappresenta l’ennesima sfida dei Coen. Questa volta i due registi decidono di confrontarsi al contempo con un genere che hanno (seppure a modo loro) già esplorato (il western) e con un’icona del cinema di nome John Wayne. Non era un’impresa facile realizzare un remake del film di Henry Hathaway che fece vincere l’Oscar al suo protagonista. Ma, come sempre, i Coen riescono a costruire un’opera totalmente personale pur rispettando (più dell’originale) lo spirito del romanzo di Charles Portis a cui la sceneggiatura si ispira. Continua a leggere

Locandina Anime nereUn film di Francesco Munzi. Con Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Barbora Bobulova, Anna Ferruzzo. Drammatico, durata 103 min. – Italia, Francia 2014. – Good Films uscita giovedì 18 settembre 2014. MYMONETRO Anime nere * * * 1/2 - valutazione media: 3,79 su 44 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Leo, figlio irrequieto di Luciano, una notte spara alcuni colpi di fucile sulla saracinesca di un bar protetto da un clan locale, in quel di Africo nel cuore dell’Aspromonte. Una provocazione come risposta a un’altra provocazione. Un atto intimidatorio, ma anche un gesto oltraggioso che il ragazzo immagina come prova di coraggio e affermazione d’identità nei confronti del clan rivale e nei confronti del padre, maggiore di tre fratelli, dedito alla cura degli animali e dei morti, e lontano dalla cultura delle faide. I fratelli di Luciano hanno preso altre strade lontano da Africo, in una Milano permeata di affari criminali lungo la rotta della droga tra l’Olanda e la Calabria. Dopo la provocazione notturna, Leo deve e vuole cambiare aria, e raggiunge lo zio Luigi, il più giovane dei tre fratelli, spavaldo nel correre su e giù per l’Europa stingendo patti “commerciali” con cartelli sudamericani, e lo zio Rocco, ormai trapianto a Milano con aria e moglie borghese, arricchito proprio dai proventi di quei traffici internazionali. L’eco della bravata di Leo giunge in quel di Milano e risveglia la mai sopita attrazione per la vendetta, la faida in un misto di orgoglio represso dal benessere, o da esso alimentato sotto mentite spoglie. Il fratello maggiore infatti viene richiamato bonariamente dal boss del clan rivale, e umiliato nel suo essere uomo, primogenito, padre di famiglia. I fratelli si mettono in viaggio verso il loro Sud, la loro terra, sentendo il richiamo di una cultura antica, richiamo fatale a un destino immutabile che punta dritto verso la tragedia, senza scampo. Continua a leggere

Un film di Richard Attenborough, Sidney Hayers. Con Sean Connery, Gene Hackman, Maximilian Schell, Michael Caine, Elliott Gould. Titolo originale A Bridge Too Far. Guerra, durata 150 min. – Paesi Bassi, Gran Bretagna, USA 1977. MYMONETRO Quell’ultimo ponte * * * 1/2 - valutazione media: 3,73 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel ’44, 35.000 paracadutisti alleati scendono in Olanda con lo scopo di impadronirsi di una serie di ponti che favoriranno l’avanzata delle forze alleate. L’impresa non riesce per un ponte di troppo. Continua a leggere

Un film di Richard Thorpe. Con Joan Fontaine, Elizabeth Taylor, Robert Taylor, George Sanders, Emlyn Williams. Avventura, durata 106 min. – USA 1952. MYMONETRO Ivanhoe * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Wilfred di Ivanhoe, convinto che re Riccardo non sia morto, lo cerca per mari e per terre, finché giunge in Austria e lo trova prigioniero in un castello. Ricevuto un messaggio dal re stesso, Ivanhoe torna in Inghilterra per raccogliere duecentomila pezzi d’argento che serviranno al riscatto del re. Deve prima di tutto superare la diffidenza di suo padre Cedric, ma soprattutto deve vedersela con Giovanni, fratello di Riccardo, usurpatore al trono. Confortato dalla dolce Lady Rowena e dalla bellissima figlia di un infedele, il cavaliere si batte contro molti normanni e viene ferito. Dopo essersi consegnato ostaggio a Giovanni in cambio della vita di suo padre, con l’aiuto di Robin Hood, riesce a preparare il terreno per il ritorno di Riccardo. La MGM, era specializzata in ricostruzioni storiche nella più squisita ottica cinematografica: grandi divi, colori nettamente più fulgidi della realtà, ricerca storica e linguistica non perfettamente filologica ma credibile, intervento musicale di Miklos Rosza, che diede suono al Medioevo dei film rielaborando arie dell’epoca e ottimizzandole con cospicui interventi nei toni della grandezza e del mito. Questi film vennero spesso sottovalutati, pur essendo capolavori – seppur di mestiere -, presenti nel ricordo degli spettatori con una memoria ben più intensa di moltissimi titoli santificati dalla critica. Hollywood aveva invece una percezione più nobile rispetto al valore, anche artistico, di questi film, tant’è vero che Ivanhoe ebbe la nomination nel 1952. Continua a leggere

Poster A proposito di DavisUn film di Joel Coen, Ethan Coen. Con Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, Ethan Phillips, Robin Bartlett. Titolo originale Inside Llewyn Davis. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 105 min. – USA, Francia 2013. – Lucky Red uscita giovedì 6 febbraio 2014. MYMONETRO A proposito di Davis * * * 1/2 - valutazione media: 3,73 su 99 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

C’era una volta la capitale indiscussa del folk, quel Greenwich Village a partire dal quale Bob Dylan avrebbe cambiato la storia della musica. Ma questa storia comincia prima, quando la musica folk è ancora inconsapevolmente alla vigilia del boom e i ragazzi che la suonano provengono dai sobborghi operai di New York e sono in cerca di una vita diversa dalla mera esistenza che hanno condotto i loro padri. Llewyn Davis è uno di questi, un musicista di talento, che dorme sul divano di chi capita, non riesce a guadagnare un soldo e sembra perseguitato da una sfortuna sfacciata, della quale è in buona parte responsabile.
Anima malinconica e caratteraccio piuttosto rude, Llewyn è rimasto solo, dopo che l’altra metà del suo duo ha gettato la spugna nel più drastico dei modi, e ha una relazione conflittuale con il successo, condita di ebraici sensi di colpa, purismo artistico e tendenze autodistruttive. Appartiene alla categoria più fragile e più bella dei personaggi usciti dalla mente dei fratelli Coen, come Barton Fink o Larry Gopnik (A serious man), così come il film appare immediatamente come il ritorno ad un progetto più intimo rispetto all’ultimo Il Grinta. E tuttavia A proposito di Davis, nei confini di uno spazio limitato a pochi ambienti (l’unica possibilità di fuga si rivela un altro fallimento) e di una sola settimana di tempo (arrotolata in una circolarità tipicamente coeniana), è una celebrazione dell’arte – della musica, ma anche e più che mai del cinema – amara e sentita, tutt’altro che contenuta.
Per quanto il lavoro di rievocazione storica dell’ambiente musicale e degli ambienti in generale (è il 1961, l’anno di Colazione da Tiffany, qui omaggiato dalle finestre che si aprono sulle scale antincendio e da un gatto senza nome, destinato a riuscire nell’impresa giusto per far sentire Llewyn ancora più perdente) sia uno dei protagonisti indiscussi del film, è in un una scena molto diversa che si nasconde il suo cuore. Su un palco in penombra, senza appigli che non siano una sedia e una chitarra, e ad un certo punto più nemmeno quest’ultima, Llewyn canta la sua struggente ballata per il produttore. È un momento di emozione pura, al termine del quale, il potente interlocutore guarda il protagonista e sentenzia: non si fanno soldi con quella roba. E in questa chiusa comica e micidiale, i Coen dicono tutto, dell’arte e dell’industria, forse anche del loro stesso film, con la consueta ironia e il consueto cinismo.
Ispirato in parte al memoir del folk singer Dave Van Ronk (“The Mayor of MacDougal Street), A proposito di Davis è anche una piccola summa del cinema precedente dei fratelli di Minneapolis, fatto di incontri enigmatici, facce incredibili, bizzarre riunioni canore attorno ad un microfono, tragicomici doppi. Perché in due è meglio.

Locandina La mazzettaUn film di Sergio Corbucci. Con Nino Manfredi, Paolo Stoppa, Ugo Tognazzi, Marisa Laurito. Giallo rosa, durata 115 min. – Italia 1978. MYMONETRO La mazzetta * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sasà, finto avvocato napoletano, ha l’incarico di trovare la figlia di un industriale scomparsa. Il compenso sarà una “mazzetta” di banconote. La mazzetta si ingrossa col procedere delle indagini (e proporzionalmente al “marcio” che Sasà si trova a scoprire). Saltano fuori importanti connivenze e una corruzione che ha le sue radici molto in alto. Morti a non finire e finale che lascia tutto come prima. Continua a leggere


Un film di Francesco Rosi. Con Gian Maria Volonté, Peter Baldwin, Luigi Squarzina, Renato Romano, Dario Michaelis. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 118 min. – Italia 1972. MYMONETRO Il caso Mattei * * * 1/2 - valutazione media: 3,71 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Unendo con rigore cronaca, ricostruzione documentaria e libera rievocazione, attraverso l’utilizzo di una pluralità di fonti e punti di vista (interviste, reportage, diapositive, intervenendo talvolta in prima persona per la formulazione di domande contestuali alla realizzazione del film) Francesco Rosi realizza con notevole efficacia il ritratto di Enrico Mattei ” l’italiano più potente dopo Giulio Cesare”. Il caso Mattei è un thriller politico, dal linguaggio cinematografico anticonvenzionale e dall’originale sobrietà di stile che raggiunge lo spettatore non solo emotivamente ma soprattutto lo coinvolge nella ricerca di nessi segreti e nascosti del potere costringendolo a intraprendere un cammino di presa di coscienza. E’ l’impegno civile, il distacco critico, l’indagine sull’accertamento dei fatti e l’interrogazione sulle loro cause di un “condottiero” (così Fellini definiva Rosi) capace di rendere concreta per immagini una speculazione astratta attraverso la regia, rendendoci partecipi della sua indignazione morale e costante ricerca intellettuale.

Rosi facendo sua una suggestione che era stata dei neorealisti si occupa di temi di immediata attualità dove lo sguardo sui personaggi funziona da rivelatore della complessità storica e politica. Trattasi di cinema tutt’altro che ideologico ma in continua osservazione e ridefinizione, un cinema che offre uno scorcio eloquente della politica italiana del dopoguerra, di un’Italia dei risultati ma anche degli errori e delle contraddizioni. Sono gli anni del radicamento sociale dei partiti che si identificano nella rappresentanza popolare ma anche nei meccanismi clientelari. Nel 1953 nasce l’Eni (a cavallo appunto tra impresa pubblica e politica) grazie alle capacità di Mattei a cui era stato affidato il compito di liquidare l’Agip, una società statale istituita dal regime fascista e che Mattei amplia e riorganizza in Eni. Personaggio ambiguo e controverso, la cui influenza politica e i cui ambivalenti rapporti con la Democrazia Cristiana ne manifestavano la complessità e l’impossibilità di una sintesi univoca della sua personalità. Sotto la sua direzione vengono negoziate importanti concessioni petrolifere in Medio Oriente e conclusi accordi commerciali “scomodi” con l’Unione Sovietica portando alla rottura dell’equilibrio stabilito dalle “sette sorelle” del petrolio. Continua a leggere

Risultati immagini per Vaghe Stelle dell'OrsaUn film di Luchino Visconti. Con Claudia Cardinale, Jean Sorel, Michael Craig, Renzo Ricci, Fred Williams. Drammatico, b/n durata 100′ min. – Italia 1965. MYMONETRO Vaghe stelle dell’orsa * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sandra Luzzatti torna con il marito Andrew da Ginevra a Volterra, nella casa natale dove incontra il fratello Gianni con cui ebbe un rapporto morboso; la madre, inferma di mente, è rinchiusa in una clinica. Il passato ritorna, anche quello del loro padre, studioso ebreo morto in un lager. Andrew chiede un chiarimento e parte, invitando la moglie a seguirlo, mentre il fratello la scongiura di restare. Dramma intimista e decadente dove, tentando di conciliare Sofocle (Elettra) con D’Annunzio (Forse che sì, forse che no), Visconti si sforza di elevare a livello tragico la vicenda e si scontra con le modeste dimensioni drammatiche dei personaggi. Scritto dal regista con Suso Cecchi D’Amico e Enrico Medioli; fotografia di A. Nannuzzi con insolito uso dello zoom; musiche di C. Franck. Una fulgida Cardinale. Leone d’oro a Venezia, immeritato come sarebbero stati meritati quelli per La terra trema, Senso, Rocco e i suoi fratelli. Continua a leggere

Ragazzi, – USA .

Serie di 75 cortometraggi di animazione, prodotti dallo Studio Disney dal 1929 al 1939. L’idea di base era di fare disegni animati che si adattassero a un motivo musicale antecedente, ribaltando l’operazione fatta con i Mickeys, i film con Mickey Mouse (Topolino) protagonista dov’era la musica ad adattarsi alle immagini in movimento. Le Silly Simphonies furono anche un laboratorio di sperimentazione per nuove tecniche e soluzioni visive da applicare ai futuri lungometraggi Disney. The Skeleton Dance (1929), inventato da Ub Iwerks su musica di Carl Stalling, fu il 1° film della serie. Flowers and Trees (1932), in cui le piante prendono vita al ritmo delle musiche di Mendelssohn e Schubert, fu la 1ª a colori (Technicolor tricromico) della serie e delle produzioni Disney. Vinse 1 Oscar, il 1° dei 32 vinti dalla Disney. La più famosa è The Three Little Pigs (I tre porcellini, 1933): la canzone di Frank Churchill “Who’s Afraid of the Big Bad Wolf?” (“Chi ha paura del grosso lupo cattivo?”) vinse il 2° Oscar e fu interpretata come un messaggio di ottimismo roosveltiano dopo la Grande Depressione (politicamente, Walt Disney si dichiarò sempre repubblicano). Nel 1934 nasce un personaggio destinato a far concorrenza in popolarità a Topolino: Donald Duck (Paperino) esordì in The Wise Little Hen (La gallinella saggia). È del novembre 1934 The Goddess of Spring (La dea della primavera) la cui protagonista, Persefone, avrebbe fatto da prototipo per Biancaneve. The Old Mill (Il vecchio mulino, 1937), storia di un mulino che prende vita durante la notte, privo di dialoghi e col solo accompagnamento musicale, vinse 1 Oscar grazie all’impiego per la 1ª volta della multiplane camera, massiccia cinepresa a piani multipli che garantiva ai disegni maggiore profondità di campo e tridimensionalità. The Ugly Duckling (Il brutto anatroccolo, 1939), rifacimento a colori dell’omonimo corto in bianconero del 1913, fu l’ultima symphony prodotta. In 11 anni la serie fruttò allo Studio Disney 11 nomination e 7 Oscar.

https://en.wikipedia.org/wiki/Walt_Disney_Treasures:_Wave_One#Silly_Symphonies

Continua a leggere

Locandina CaravaggioUn film di Derek Jarman. Con Nigel Terry, Sean Bean, Tilda Swinton, Spencer Leigh, Robbie Coltrane. Drammatico, durata 97′ min. – Gran Bretagna 1986. MYMONETRO Caravaggio * * * 1/2 - valutazione media: 3,70 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Vita ribalda e vagabonda di Michelangelo Merisi (1571?-1610) detto il Caravaggio. Risse, ferimenti, omicidi, torbidi rapporti con i potenti della Chiesa e i bassifondi. Amori ambigui, morte romanzesca. Girato interamente in teatro di posa, il film attrae e respinge, affascina e irrita, talvolta sorprende. È tutto tranne che una biografia tradizionale di cui conserva tutt’al più lo schema narrativo a flashback. Continua a leggere

Locandina italiana Gente comuneUn film di Robert Redford. Con Donald Sutherland, Timothy Hutton, Mary Tyler Moore, Judd Hirsch Titolo originale Ordinary People. Drammatico, durata 123′ min. – USA 1980. MYMONETRO Gente comune * * * 1/2 - valutazione media: 3,79 su 18 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La vita ordinata e serena dei Jarrett di Chicago è devastata dalla morte di uno dei due figli. L’altro è straziato da un forte senso di colpa. Uno psichiatra li aiuta. Tenerissimo di fuori e molliccio, un po’ sfatto di dentro. Nei limiti del suo psicologismo, in bilico sul lacrimevole, è anche un film fievolmente critico che dice qualche verità. 4 Oscar: miglior film, regia, sceneggiatura (Alvin Sargent da un romanzo di Judith Guest) e Hutton. Continua a leggere

Un film di Frank Darabont. Con Tom Hanks, David Morse, Michael Clarke Duncan, Michael Jeter, James Cromwell. Titolo originale The Green Mile. Fantastico, durata 188 min. – USA 1999. MYMONETRO Il miglio verde * * * 1/2 - valutazione media: 3,73 su 102 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Da un romanzo di Stephen King.Il miglio verde è, in slang, il percorso dei condannati a morte. Soggetto che ha sempre un forte appeal cinematografico. A percorrerlo dovrà essere un gigantesco nero accusato dell’assassinio di due bambine (ma è innocente). L’uomo ha poteri quasi divini. Guarisce malati gravissimi e, in un caso, riporta alla vita un morto. La storia vive nella memoria del capo dei secondini (Hanks), che era stato a sua volta “miracolato” dal condannato. Tutto gira bene, del resto King ha spalle talmente robuste da sostenere anche qualche lentezza di troppo. Hanks, come sempre, è un protagonista credibile, appassionato e appassionante.

Continua a leggere

Locandina italiana LockeUn film di Steven Knight. Con Tom Hardy, Ruth Wilson, Olivia Colman, Andrew Scott, Ben Daniels. Thriller, durata 85 min. – USA, Gran Bretagna 2013. – Good Films uscita mercoledì 30 aprile 2014. MYMONETRO Locke * * * 1/2 - valutazione media: 3,70 su 35 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ivan Locke guida nella notte verso Londra. È un costruttore di edifici, ma questa notte si consuma la demolizione della sua vita. All’alba avrebbe dovuto presiedere alla più ingente colata di cemento di cui si sia mai dovuto occupare. Gli americani e i suoi capi hanno incaricato lui, perché per nove anni è stato un lavoratore impeccabile, il migliore: solido come il cemento, appunto. Ma la telefonata di una donna di nome Bethan riscrive l’esistenza di Locke. Prima di quella telefonata, e del viaggio che ha deciso di intraprendere di conseguenza, aveva un lavoro, una moglie, una casa. Ora, nulla sarà più come prima.
L’attesa opera seconda di Steven Knight non solo soddisfa ma supera piacevolmente le aspettative. Sceneggiatore talentuoso, per Frears e Cronenberg, con Locke eccelle nell’esercizio di scrittura, ideando un percorso di quasi novanta minuti nel quale il tempo della storia e il tempo del racconto coincidono e non c’è altro luogo al di fuori dell’abitacolo della Bmw in movimento e nessun altro personaggio oltre a quello del titolo, impegnato in un dialogo telefonico pressoché ininterrotto con gli altri nomi del copione: Bethan, dall’ospedale di Londra, la moglie Katrina e i due figli da casa, Garreth, il capo furioso, e Donal, l’operaio polacco al quale Ivan Locke ha affidato la delicata gestione di ogni preparativo in sua assenza. Continua a leggere