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Locandina italiana Lo sciacallo - The NightcrawlerUn film di Dan Gilroy. Con Jake Gyllenhaal, Rene Russo, Bill Paxton, Riz Ahmed, Kevin Rahm. Titolo originale Nightcrawler. Thriller, Ratings: Kids+16, durata 117 min. – USA 2014. – Notorious uscita giovedì 13 novembre 2014. – VM 14 – MYMONETRO Lo sciacallo – The Nightcrawler * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 39 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Louis è un ladro di materiali edili quando lo incontriamo, non è chiaro cosa abbia fatto prima ma ora ruba rame, ferro e simili per rivenderli sottoprezzo ai cantieri con un obiettivo più grande: trovare un vero lavoro in una congiuntura economica non facile. Tuttavia nessuno assume un ladro. Un giorno è testimone di un incidente stradale e vede una troupe televisiva accorsa per riprendere l’accaduto, capisce che è un vero lavoro e uno che paga ma nemmeno in questo caso trova qualcuno pronto ad assumerlo così pensa di poter fare da sè e con i propri metodi (il furto) ruba il necessario per comprare un’attrezzatura di base e iniziare a girare le strade di Los Angeles in cerca di incidenti, furti e cronaca dura da rivendere ad un’emittente locale con pochi scrupoli. Quando il business si fa più serio aumenta anche la sua abilità ma non il suo senso del limite e dell’etica verso le vittime.
É molto bella la maniera in cui l’imprenditore invasato di sogno americano di Jake Gyllenhaal parla con gli occhi spalancati, ascolta quel che gli viene detto, fa tesoro di ogni batosta e ogni insegnamento per arrivare al proprio traguardo. Uno svantaggiato che non ha avuto un’educazione vera e propria ma che ha imparato a trovare su internet tutte le nozioni di cui ha bisogno. Si applica, studia e lavora senza sosta, è insomma concepito come l’ideale statunitense Louis e appare a tutti gli effetti come un personaggio positivo, non fosse per quel dettaglio della mancanza di scrupoli e della sete di ambizione che ci viene rivelata fin dalla prima scena.
Intorno a lui si muove tutto un film che quando non lo accompagna nelle lunghe nottate passate ad ascoltare la radio della polizia, lo riprende mentre lui stesso si sforza di riuscire a riprendere qualcosa o ancora lo guarda mentre gli altri gli parlano, in piani d’ascolto che sono l’arma vera di Jake Gyllenhaal. Faccia scavata e taglio di capelli che tradiscono un’origine popolare, modo di parlare controllato e un’eccessiva sicurezza in sè che tradiscono l’opposto, se la storia di Lo sciacallo è la più classica critica al cinismo dei media, nel protagonista c’è una complessità di intenti e di stimoli che non è frequente. Continua a leggere

Un film di David Swift. Con Maureen O’Hara, Brian Keith, Hayley Mills Titolo originale The Parent Trap. Commedia, durata 124 min. – USA 1961. MYMONETRO Il cowboy con il velo da sposa * * * 1/2 - valutazione media: 3,65 su 21 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Due gemelle straordinariamente somiglianti non si sono mai viste e nemmeno conoscono uno dei due genitori (una ha sempre vissuto col padre, l’altra con la madre). Le ragazze un giorno si incontrano per caso, simpatizzano e decidono di riunire la famiglia. Scambiano dunque i ruoli e affrontano il genitore sconosciuto. Il trucco funziona. Il padre, che tra l’altro stava per sposarsi, scopre di esser sempre stato innamorato della moglie, e viceversa. Continua a leggere

Locandina I lunedì al soleUn film di Fernando León de Aranoa. Con Javier Bardem, Luis Tosar, José Ángel Egido, Nieve de Medina Titolo originale Los lunes al sol. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 115 min. – Francia, Spagna, Italia 2002. MYMONETRO I lunedì al sole * * * 1/2 - valutazione media: 3,69 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Spagna, una città del nord che deve fronteggiare i problemi della crisi industriale. Santa, Josè, Lino, Reina, Amador, Serguei: amici da sempre, che dopo aver perso il lavoro ai cantieri navali, consumano i giorni tra bevute al bar, discorsi filosofici, e improbabili ricerche di nuove occupazioni. Fra le malinconie di un futuro difficile e le gioie momentanee che scrosciano all’improvviso. Sempre pronti a non dimenticare l’unico bene prezioso che è rimasto loro: la dignità.
Investito da un diluvio di Premi Goya (l’equivalente spagnolo dei nostri David), il film è una godibile commedia che si avvale di una scrittura sapiente e, soprattutto, di una recitazione magistrale di tutti gli attori, in special modo di Bardem, giunto ormai ad una fantastica maturità espressiva. Posizionandosi fra il Loach meno manicheo (quello di Piovono pietre e Riff raff, per intenderci) ed il Kaurismaki più solare, de Aranoa confeziona un piccolo capolavoro: commuove senza indisporre, fa riflettere senza essere saccente, e talora trova anche il tempo di farci divertire. Continua a leggere

Locandina La donna del giorno [2]Un film di George Stevens. Con William Bendix, Fay Bainter, Katharine Hepburn, Spencer Tracy, Reginald Owen. Titolo originale Woman of the Year. Commedia, b/n durata 112 min. – USA 1942. MYMONETRO La donna del giorno [2] * * * 1/2 - valutazione media: 3,67 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Lui e lei fanno i giornalisti. Lei si occupa di cronaca mondana e di satira di costume, lui è corsivista sportivo. Nonostante le divergenze di carattere e d’interessi, finiscono per sposarsi. Ma il loro ménage matrimoniale è sulle prime disastroso. Disperando di poter trasformare la moglie in casalinga perfetta, l’uomo, dopo molte arrabbiature e titubanze, le consentirà di proseguire la carriera. Una commedia deliziosa. Segna lo storico incontro fra Spencer Tracy e Katharine Hepburn (avrebbero girato, in venticinque anni, nove film insieme): nessuna coppia fece sullo schermo più faville. Continua a leggere

Risultati immagini per La Donna del RitrattoUn film di Fritz Lang. Con Edward G. Robinson, Dan Duryea, Joan Bennett Titolo originale The Woman in the Window. Giallo, b/n durata 99 min. – USA 1944. MYMONETRO La donna del ritratto * * * 1/2 - valutazione media: 3,61 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

L’attempato criminologo Richard Wanley (Edward G. Robinson), rimasto solo in città mentre la famiglia è in vacanza, viene colpito dal ritratto di una donna, che finirà poi per incontrare casualmente. Suo malgrado verrà coinvolto dalla donna (Joan Bennett) nell’omicidio del suo amante, tanto da subire il ricatto di un uomo che minaccia di denunciarlo alla polizia. Disperato, l’involontario omicida sta per togliersi la vita con del veleno, quando si risveglia nella sua poltrona: la contorta vicenda di delitti e misteri era solo un incubo. Uno dei più celebri noir del periodo americano di Fritz Lang, tratto da un romanzo di J.H. Wallis, che il regista tedesco utilizza per riprendere i temi a lui cari dello sdoppiamento tra realtà e apparenza, del confine spesso labile tra innocenza e colpevolezza. Thriller inesorabile con Edward G. Robinson superlativo nel rendere la paura di un maturo borghese coinvolto in una passione che si rivelerà rovinosa, il film venne criticato per il finale apparentemente sbrigativo, in realtà fulminante, perché concentrato su di un’unica inquadratura.

Risultati immagini per La Cosa  1982 mymovies

Regia di John Carpenter. Un film con Kurt RussellWilford BrimleyT.K. CarterDavid ClennonKeith DavidRichard DysartCast completo Titolo originale: The Thing. Genere Fantascienza – USA1982durata 109 minuti. – MYmonetro 3,61 su 85 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La vita di 12 scienziati in una base militare in Alaska è in pericolo. Le radiazioni hanno dissepolto un essere mostruoso che assume sembianze animali e umane. Ad uno ad uno muoiono tutti e anche gli ultimi due superstiti sperano, terrorizzati, che i soccorsi arrivino prima della “cosa”. Remake di La cosa da un altro mondo (’51) con musiche di Morricone.

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Risultati immagini per cristo si è fermato ad eboli filmUn film di Francesco Rosi. Con Gian Maria Volonté, Irene Papas, Lea Massari, Alain Cuny. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 150′ min. – Italia 1979. MYMONETRO Cristo si è fermato a Eboli * * * 1/2 - valutazione media: 3,61 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo (1945) di Carlo Levi (1902-75): un intellettuale torinese, medico e scrittore antifascista a contatto con l’antica civiltà contadina della Lucania dov’è confinato intorno al 1935. F. Rosi mette la sordina alla dimensione antropologica e magica del bel libro di Levi e l’accento su quella sociale e politica. Un po’ raggelato nei paesaggi o lirici o didattici, ma ammirevole per l’intensità della sua delicatezza. Accanto a un G.M. Volonté introspettivo e sommesso e ad attori naturali ben guidati c’è un ottimo P. Bonacelli. La versione televisiva dura 270 minuti. Continua a leggere

Locandina Post MortemUn film di Pablo Larrain. Con Alfredo Castro, Antonia Zegers, Jaime Vadell, Amparo Noguera, Marcelo Alonso. Drammatico, durata 98 min. – Cile, Messico, Germania 2010. – Archibald Enterprise Film uscita venerdì 29 ottobre 2010. MYMONETRO Post Mortem * * * 1/2 - valutazione media: 3,61 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Santiago del Cile, 1973. Mario Corneo lavora come funzionario presso l’obitorio. Trascrive a macchina le autopsie. Si innamora di una ballerina di cabaret, Nancy, sua vicina di casa. Ma sono i giorni del colpo di stato, l’obitorio si riempie di cadaveri, della casa e della famiglia di Nancy non rimangono tracce. La ragazza si nasconde nel cortile della casa di Mario, che le porta il cibo e le sigarette. Intanto, all’obitorio, i morti riempiono le sale, i corridoi, le scalinate dell’ospedale.
Il cileno Pablo Larrain dà nuovamente prova, dopo Tony Manero, di una capacità di racconto ammirabile, perché inedita ed efficace. Il protagonista è ancora Alfredo Castro, figura ambigua, tra obbedienza e umanità (rispetto alla tragedia in atto), sentimento e istinto (nel rapporto con Nancy, e fino all’epilogo), mondo dei vivi e terra dei morti. Un essere che appartiene da subito all’universo del Post Mortem che dà al film il titolo e diversi significati. La sua esistenza squallida, priva di qualsivoglia slancio vitale, si movimenta un giorno al contatto con la morte, scuotendo improvvisamente anche il film intero e ridisegnandone le coordinate. Quel giorno, infatti, sotto gli occhi di un gruppo schierato di uomini in divisa e sotto le mani del medico con cui lavora Mario, finisce il corpo del presidente Salvador Allende, il suo cervello bucato dal proiettile. D’un tratto, non è più una storia di vita ordinaria, ma un giorno straordinario, di morte. Il dopo sarebbe stato, a lungo, un traumatico post mortem. Continua a leggere

Risultati immagini per Il Colosso d'ArgillaUn film di Mark Robson. Con Humphrey Bogart, Rod Steiger, Jan Sterling, Mike Lane, Max Baer. Titolo originale The Harder They Fall. Drammatico, Ratings: Kids+13, b/n durata 109′ min. – USA 1956. MYMONETRO Il colosso d’argilla * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ex cronista sportivo si fa coinvolgere in un’impresa disonesta da un’organizzatore per lanciare un pugile con una serie di incontri combinati. Poi si pente. Ultimo film interpretato da H. Bogart (1899-1957) che aveva già firmato per girare The God Shepherd, ma non ebbe il tempo di farlo. Un quadro realistico dell’ambiente pugilistico senza concessioni sentimentali e romantiche. Sceneggiato da Philip Yordan sulla base di un romanzo di Budd Schulberg, liberamente ispirato alla vita di Primo Carnera.

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Locandina italiana Source CodeUn film di Duncan Jones. Con Jake Gyllenhaal, Michelle Monaghan, Vera Farmiga, Jeffrey Wright, Brent Skagford. Thriller, durata 93 min. – USA, Francia 2011. – 01 Distribution uscita venerdì 29 aprile 2011. MYMONETRO Source Code * * * 1/2 - valutazione media: 3,69 su 120 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il capitano Colter Stevens, pilota di elicotteri e veterano della guerra in Afghanistan, si risveglia su un treno di pendolari senza avere la minima idea di dove si trovi. Di fronte a lui Christina, una bella ragazza che lo conosce ma che lui non riconosce affatto. In tasca (e nello specchio) l’identità di un giovane insegnante di nome Sean Fentress. Poi l’esplosione, che squarcia il convoglio. Ma Colter non è morto, da un monitor un ufficiale donna lo informa che dovrà tornare sul treno per identificare l’attentatore e prevenire un successivo, più micidiale attacco. Ogni volta che farà ritorno sul treno avrà solo 8 minuti a disposizione. Di più non gli è dato sapere, la missione è top-secret, il suo nome: “Source Code”.
Ciò che più stupisce nel film di Duncan Jones, è che dentro un’idea tanto cerebrale, dentro una messa in forma calcolata al secondo, batta un cuore davvero caldo; e non è (solo) bravura attoriale o suggestione spetattoriale: è il cuore del film, l’anelito alla vita di ciò che resta del capitano Colter Stevens. Vita è conoscenza, conoscenza di sé. Continua a leggere

Locandina italiana Once

Un film di John Carney. Con Glen Hansard, Markéta Irglová, Bill Hodnett, Danuse Ktrestova, Hugh Walsh. Drammatico, durata 91 min. – Irlanda 2006. – Sacher uscita venerdì 30 maggio 2008. MYMONETRO Once * * * 1/2 - valutazione media: 3,66 su 93 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sulla strada di Dublino un busker rivendica l’amore perduto cantando canzoni a una lei fedifraga e distante, sognando il contratto discografico e una vita a Londra. Sulla stessa strada incontra una giovane immigrata ceca, instancabile lavoratrice, ragazza madre responsabile e pianista di talento. Uniti dalla passione per la musica i due sconosciuti iniziano a raccontarsi e aprirsi fino a toccarsi (nell’anima) attraverso i testi delle canzoni.
Alcune storie d’amore sono destinate a rimanere intatte, inviolate, come se un solo bacio avesse la capacità di distruggere quella promessa che rappresenterebbe la purezza assoluta se lasciata in sospeso in eterno.
Once mette in scena l’amore illibato tra due persone che attraverso la musica si raccontano. Giocando di sottrazione, il regista irlandese John Carney confeziona una commedia semplice e piena di sentimento in cui narra di sé, della scena musicale della città che gli ha dato i natali. Dentro a un musical atipico due solitudini si incontrano per caso e per desiderio decidono di convertire il loro talento in un disco che rimanga nel tempo, oltre il tempo.
Girato con piglio documentaristico (la camera a mano sembra riprendere senza voler disturbare, le luci di scena sono limitate al minimo, il cast è formato da attori non professionisti), Once segue passo passo le fasi di creazione dei brani dell’improvvisato duo fino alla registrazione finale, coinvolgendo lo spettatore in una storia che nasce grazie alla musica e si consuma esclusivamente attraverso le canzoni. Tutto quello che non viene detto a parole viene espresso attraverso le note.
Dublino fa da sfondo con il suo cielo grigio e i suoi candidi paesaggi, con i suoi immigrati e i suoi circoli e regala alla trama una quiete necessaria allo svolgimento e compimento della relazione. L’eloquente e silente sguardo finale lascia in sospeso i destini dei due casti amanti.

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Locandina italiana American Hustle - L'apparenza ingannaUn film di David O. Russell. Con Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper, Jeremy Renner, Jennifer Lawrence. Titolo originale American Hustle. Drammatico, durata 138 min. – USA 2013. – Eagle Pictures uscita mercoledì 1 gennaio 2014. MYMONETRO American Hustle – L’apparenza inganna * * * 1/2 - valutazione media: 3,61 su 119 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Abscam era il vero nome di un’operazione dell’FBI che negli anni ’70 incastrò alcuni membri del congresso con l’aiuto di una coppia di noti truffatori.
Irving Rosenfeld che per anni aveva guadagnato promettendo a persone disperate cifre grosse in cambio di cifre piccole senza mai corrispondere nulla, fu incastrato assieme alla sua socia e compagna Sydney Prosser e costretto dall’agente Richie DiMaso ad aiutare l’FBI nell’organizzazione di una truffa ai danni di politici e mafiosi. Quello che nessuno aveva calcolato era però la devastante presenza della vera moglie di Irving, un ingestibile tornado di problemi.
La storia che David O. Russell trae dalla sceneggiatura di Eric Singer rifiuta subito qualsiasi realismo storico in stile Argo e si getta a capofitto nel tunnel del grottesco, prediligendo l’uso sfarzesco ed esagerato di costumi d’epoca e parrucche (eccezionale quella totalmente implausibile di Jeremy Renner) per conferire ai suoi personaggi quell’aura di amabile vulnerabilità con cui è solito condirli per avvicinarli al pubblico. Dunque è senza proibirsi nessuna delle sue consuete ruffianerie che Russell ha realizzato forse il suo film più convincente.
Su tutta la vicenda narrata aleggia l’ombra flebile di un conflitto tra i più comuni al cinema, ovvero il rapporto che la finzione instaura con la realtà (cosa implichi cioè per due individui l’essere uniti dal proporsi a oltranza per quello che non sono), si basasse realmente su questo però American hustle non avrebbe speranze di generare interesse, tanto è svogliata la trattazione dell’argomento. Nel dipanarsi e intrecciarsi dei rapporti tra i quattro protagonisti è infatti evidente che sono i piccoli momenti autentici in un mare di bugie quel che David O. Russell ama filmare e quindi i più sinceri da guardare. Continua a leggere

Un film di James Whale. Con Walter Brennan, John Carradine, Boris Karloff, Colin Clive, Valerie Hobson. Titolo originale The Bride of Frankenstein. Horror, b/n durata 80 min. – USA 1935. MYMONETRO La moglie di Frankenstein * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In una villa a Ginevra, Mary Shelley racconta al marito Percy e a Lord Byron il seguito della storia del dottor Frankenstein… La creatura, scampata miracolosamente all’incendio del mulino, continua a vagare per le campagne. Il dottor Henry Frankenstein, anche lui scampato alla morte, giura alla moglie di non voler più continuare i folli esperimenti, ma riceve la visita del dottor Pretorius, suo antico insegnante, che gli propone di dar vita ad una nuova razza di uomini artificiali donando alla creatura una sposa. Frankenstein, nonostante sia affascinato dalle miniature viventi che Pretorius ha creato, rifiuta di collaborare, ma dopo che il mostro gli ha rapito la moglie è costretto ad accettare. Nel laboratorio di Pretorius le macchine riprendono, dunque, a funzionare: i trasformatori convogliano potenti scariche elettriche su un corpo che attende la vita. Il corpo comincia ad animarsi e liberato dalle bende rivela il volto di una donna. La creatura guarda con affetto alla sua compagna, ma costei scorgendo le fattezze del mostro grida inorridita scatenando la sua furiosa disperazione. Frankenstein e sua moglie fuggono dal laboratorio in fiamme nel quale trovano la morte Pretorius e le due povere creature. Dopo il Frankenstein del 1931, Whale si concede un secondo appuntamento con il mostro di Mary Shelley, e proponendo un’originale rilettura del mito ne addolcisce gli elementi orrorifici con toni da commedia nera. La vicenda è idealmente scandita in tre parti, concentrate, rispettivamente, sulla creatura, su Pretorius e sulla donna artificiale. Karloff interpreta nuovamente il mostro – truccato con leggere variazioni ancora da Pierce – e ne accentua gli aspetti umani (per la prima volta, parla), facendolo più consapevole del destino che lo rende diverso: il mostro uccide ancora, ma è capace di amicizia e di premure verso il cieco solitario suonatore di violino che lo accoglie in casa (…e gli dà da mangiare, da bere e da fumare!). Continua a leggere

Risultati immagini per I ProtagonistiUn film di Robert Altman. Con Whoopi Goldberg, Dean Stockwell, Tim Robbins, Fred Ward, Greta Scacchi. Titolo originale The Player. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 123′ min. – USA 1992. MYMONETRO I protagonisti * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Minacciato da uno sceneggiatore, rampante produttore esecutivo (Robbins) di Hollywood lo uccide accidentalmente. Vivrà felice con la sua vedova (Scacchi). Titolo italiano deviante per uno dei più intelligenti, perfidi e divertenti film hollywoodiani degli anni ’90. È un falso giallo e una vera commedia. Tratto da un romanzo (1988) di Michael Tolkin e da lui stesso sceneggiato, è una satira iconoclasta di Hollywood, e la sua celebrazione: il vecchio R. Altman vi condensa il suo impietoso ma sorridente giudizio sulla “fabbrica dei sogni”, diretta da persone che, incapaci di sognare, hanno soltanto incubi di carriera. È anche un film sugli anni ’80, anni sotto il segno dell’avidità di denaro e di successo, della stupidità arrogante o dell’incompetenza al potere, dell’edonismo più becero. Vi compaiono velocemente una settantina di attori più o meno famosi nella parte di sé stessi. Il grande giocatore (player) di questo film è lui, Robert Altman, classe 1925. Nemmeno un Oscar, ovviamente. 12 premi tra New York, Londra, Cannes. Continua a leggere

Locandina Il capitale umanoUn film di Paolo Virzì. Con Valeria Bruni Tedeschi, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni, Luigi Lo Cascio. Thriller, durata 109 min. – Italia 2014. – 01 Distribution uscita giovedì 9 gennaio 2014. MYMONETRO Il capitale umano * * * 1/2 - valutazione media: 3,69 su 142 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In un paesotto della Brianza che finisce in “ate”, eretto alle pendici di una collina una volta incredibilmente boscosa, un cameriere da catering neanche più giovane torna a casa a notte fonda con la sua bicicletta, chiuso tra il gelido freddo di una curva cieca e il sopravanzare spavaldo e sparato di un Suv che lo schiaccia lasciandolo agonizzante, vittima predestinata di un pirata anonimo. Il giorno dopo, la vita di due famiglie diversamente dislocate nella scala sociale brianzola viene toccata da questo evento notturno in un lento affiorare di indizi e dettagli che sembrano coinvolgere il rampollo di quella più ricca, assisa nella villa che sovrasta il paese, e la figlia dell’altra, piccolo borghese con aspirazioni di ribalta. Uno a uno sfilano i presunti protagonisti: il padre della giovane ragazza, un ingenuo stolto e credulone, titolare di un’agenzia immobiliare, pronto a giocarsi quello che non ha per entrare nel fondo fiduciario del magnate della zona al quale accede per un eccesso di fiducia e grazie all’entratura garantitagli dalla figlia, fidanzata con il giovane rampollo della ricca famiglia; il magnate, cinico e competitivo, perfetto prodotto brianzolo, forgiato con la tempra di chi ha abbattuto ettari di bosco per costruire quell’impero economico, inno del malcostume e del cattivo gusto: le moglie dell’uno e dell’altro, la prima psicologa tutta presa dalla sua missione e dall’imminente maternità, tardiva e sofferta, la seconda sposa tonta con il sogno del teatro, obnubilata dalla ricchezza e dal troppo avere: in ultimo i rispettivi figli, non più incolpevoli, mai più adolescenti, complici dell’orrore in questa “tragedia” balzachiana che della commedia ha solo i tipi. Continua a leggere

Risultati immagini per Il Raggio verde filmUn film di Eric Rohmer. Con Marie Rivière, Amira Chemakhi, Sylvie Richez, Rosette Titolo originale Le rayon vert. Commedia, durata 98′ min. – Francia 1986. MYMONETRO Il raggio verde * * * 1/2 - valutazione media: 3,61 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È luglio e Delphine, impiegata parigina che va per i trenta, non sa dove andare in vacanza e con chi. Suo inquieto andirivieni da Parigi in Normandia, in montagna e a Biarritz dove finalmente, incontrato un ragazzo giusto, vede _ guardando il sole che tramonta nell’Atlantico _ il raggio verde, quel fenomeno di rifrazione che dà il titolo al romanzo (1882) di Jules Verne. Chi lo vede, dice Verne, riesce a leggere meglio nei propri sentimenti e in quelli degli altri. Girato in 16 mm con largo margine d’improvvisazione nei dialoghi per gli attori (soprattutto per Rivière, attrice o figura rohmeriana a 18 carati), è un film chiaro, delizioso, n. 5 della serie “Commedie e proverbi”. Leone d’oro a Venezia 1986. Diffuso in Francia su Canal+ prima che nelle sale. Continua a leggere

Un film di Robert Aldrich. Con Burt Lancaster, Jean Peters, John McIntire, Charles Bronson, John Dehner. Titolo originale Apache. Western, durata 91′ min. – USA 1954. MYMONETRO L’ultimo apache * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

1886: dopo la resa di Geronimo e dei suoi guerrieri, il giovane Massai continua da solo la lotta finché si rassegna a trasformarsi in contadino e a sposarsi. Il 1° dei 6 western di Aldrich e, forse, il più bello, certamente il più vigoroso, quello in cui il discorso filoindiano è più esplicito. Ricco di invenzioni, con un Lancaster solido come una roccia. Una delle più belle e significative carrellate del cinema hollywoodiano. Finale imposto dalla produzione, cioè da Lancaster: Aldrich lo voleva meno ottimista. Buchinsky è Bronson. Continua a leggere

Un film di Francesco Maselli. Con Gian Maria Volonté, Renato Salvatori, Annie Girardot, Gabriele Lavia. Drammatico, durata 111′ min. MYMONETRO Il sospetto di Francesco Maselli * * * 1/2 - valutazione media: 3,67 su 6 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1934 un operaio italiano comunista, fuoriuscito in Francia, viene inviato dal Partito _ da cui era stato radiato per deviazionismo _ nell’Italia fascista per prendere contatti con i compagni e, in realtà, usato come esca per stanare un infiltrato. È l’8°, il migliore, il più maturo film di F. Maselli. Raffinata ricostruzione d’epoca, sapiente tensione narrativa (sceneggiatura di Franco Solinas), personaggi credibili. Volonté straordinario con una recitazione ridotta all’osso. Musiche di Giovanna Marini. L’anomalo titolo fu imposto con arroganza padronale dalla RKO americana che pretendeva diritti d’esclusiva su Il sospetto di Hitchcock. Continua a leggere

Locandina La bocca del lupoUn film di Pietro Marcello. Con Vincenzo Motta, Mary Monaco Documentario drammatico, durata 76 min. – Italia 2009. – Bim uscita venerdì 19 febbraio 2010. MYMONETRO La bocca del lupo * * * 1/2 - valutazione media: 3,66 su 49 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Prodotto dalla Indigo film di Nicola Giuliano e Francesca Cima, da L’Avventurosa di Dario Zonta e dai gesuiti della Fondazione San Marcellino La bocca del lupo racconta amore e miseria tra gli indigenti e gli emarginati di Genova. Ad “avventurarsi” è Pietro Marcello, che approda a Quarto dei Mille scortato dal ricordo del romanzo verista di Remigio Zena e poco a poco si addentra nei vicoli, osserva, non giudica, condivide e, con questo passo, lucido e discreto ma anche libero ed evocativo, arriverà fin dentro la casa dei suoi personaggi.
Il movimento della narrazione è lo stesso: dalla fotografia corale dei genovesi di ieri e di oggi si stringe su Enzo, emigrato siciliano, e Mary, conosciuta in carcere, nella sezione dei transessuali, alla quale Enzo si è legato da vent’anni, sostenuto dal sogno comune di una casetta in campagna. Per Mary, Enzo è apparso da subito una bellezza da cinema, uno che poteva fare l’attore, in quei film western -suggerisce il montaggio- che non solo non si fanno più ma dei quali è scomparso anche l’immaginario dedicato.
La verità, direbbe Zena, è che questa è una storia di vinti e di ambizioni non soddisfabili, di gente destinata a finire sempre “nella bocca del lupo”: è così che, prima della casetta con l’orto e il camino, Enzo si è fatto quattordici anni di prigione e Mary lo ha aspettato e ora possono raccontarsi alla videocamera, come una vecchia coppia, dividendosi le frasi, dandosi ragione per amore e per pazienza. Continua a leggere

Risultati immagini per grisbi filmUn film di Jacques Becker. Con Jean Gabin, Delia Scala, Lino Ventura, Vittorio Sanipoli, Jeanne Moreau. Titolo originale Touchez pas au grisbi. Drammatico, b/n durata 94′ min. – Francia 1954. MYMONETRO Grisbi * * * 1/2 - valutazione media: 3,67 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Due gangster, vecchi amici, vogliono chiudere la carriera con un grosso colpo. Una ragazza rivela a un rivale il progetto. Raro film nero dove il ritmo spedito dell’azione coabita con la finezza dell’analisi psicologica. Un’elegia sull’amicizia virile nel mondo della malavita. Da un romanzo (1953) di Albert Simonin. Becker filma con grande discrezione senza concessioni allo spettacolo né dialoghi brillanti. La musica di Jean Wiener contribuisce all’atmosfera. Continua a leggere