Category: 3.60/3.69


Locandina italiana Manuel

Regia di Dario Albertini. Un film Da vedere 2017 con Andrea LattanziFrancesca AntonelliRenato ScarpaGiulia Elettra GoriettiRaffaella ReaCast completo Genere Drammatico, – Italia2017durata 98 minuti. Uscita cinema giovedì 3 maggio 2018 distribuito da Tucker Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,60 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Manuel, al compimento dei diciotto anni esce dall’istituto per minori privi di un sostegno familiare e deve reinserirsi in un mondo da cui è stato a lungo lontano. Sua madre, che è in carcere, può sperare di ottenere gli arresti domiciliari solo se lui accetta di prenderla in carico. Si tratta di una responsabilità non di poco conto.
Ci sono film che ‘raccontano’ una storia. Ce ne sono altri che ‘vivono’ la vicenda che si sta sviluppando sullo schermo. È il caso di Manuel in cui Dario Albertini trasforma l’anno e mezzo di riprese in un processo esperienziale in cui la partecipazione dell’autore si è trasferita al giovane Andrea Lattanzi il quale appunto ‘vive’, non ‘interpreta’ il ruolo di Manuel.

Locandina italiana Lo sciacallo - The Nightcrawler

Un film di Dan Gilroy. Con Jake Gyllenhaal, Rene Russo, Bill Paxton, Riz Ahmed, Kevin Rahm. Titolo originale Nightcrawler. Thriller, Ratings: Kids+16, durata 117 min. – USA 2014. – Notorious uscita giovedì 13 novembre 2014. – VM 14 – MYMONETRO Lo sciacallo – The Nightcrawler * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 39 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nell’attesa di trovare un lavoro che gli dia la possibilità di emergere, Lou si guadagna da vivere rubando. Quando vede dei reporter free-lance in azione sul luogo di un incidente decide di intraprendere quella carriera e iniziare così la sua scalata verso il successo al soldo di una produttrice che intuisce il suo potenziale e gli chiede sempre di più. Se fatti cruenti e sanguinosi non accadono, basta farli accadere. Ottimo esordio per Gilroy, che sceglie di mostrarci il lato più cinico e meschino del mito americano in chiave moderna, ponendo al centro della vicenda un ragazzo venuto dal nulla (strepitoso Gyllenhaal), con un passato di disprezzi e umiliazioni, che si accultura su internet e impara tutto e in fretta. Non c’è analisi del passato, delle cause, Lou sembra essere semplicemente figlio della società odierna: ingannevole, amorale, cinica. Eccellente fotografia di Robert Elswit. Ottima anche la colonna sonora di James Newton Howard.

Regia di Dalibor Matanic. Un film Da vedere 2015 con Tihana LazovicGoran MarkovicNives IvankovicMira BanjacSlavko SobinCast completo Titolo originale: Zvizdan. Genere Drammatico, – CroaziaSerbiaSlovenia2015durata 123 minuti. Uscita cinema giovedì 28 aprile 2016 distribuito da Tucker Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,63 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

3 diverse storie d’amore tra 3 giovani croati e 3 giovani serbe di una stessa area rurale: 1) nel 1991, alla vigilia della guerra, Ivan e Jelena stanno per fuggire a Zagabria, ma il fratello di lei si oppone; 2) nel 2001, dopo la fine della guerra, Nataša, tornata nella sua casa diroccata, e Ante, il muratore che la sta restaurando, si attraggono ma sono divisi dal passato; 3) nel 2011, mentre tutti vogliono dimenticare e divertirsi, Luka si pente di aver abbandonato Marija anni prima per motivi etnici. Al suo 9° LM, l’autore croato Matanic denuncia la guerra attraverso una lucida analisi della sua violenza distruttiva. Ma non di quella militare, bensì di quella, ben più sottile, pervasiva e duratura che affligge le relazioni personali. I 3 episodi sono unificati non solo dal luogo e dagli stessi 2 attori protagonisti – la Lazovic e Markovic, di eccezionale bravura – ma soprattutto perché scandiscono l’evolversi della rovina bellica dell’amore: la sua distruzione, il tentativo fallito di ricostruirlo, il pentimento che apre la porta alla sua possibile rinascita. Scrittura personale e incisiva, fotografia scintillante (Marko Brdar), musiche originali (Alen e Nenad Sinkauz) che spaziano dal folclore tradizionale al rock elettronico dei nuovi gruppi giovanili balcanici. Premio della Giuria a Cannes per la sezione Un Certain Regard e una candidatura al premio Lux del Parlamento europeo.

Z - L'orgia del potere / Z 1969 Z ou l'anatomie d'un assassinat ...

Regia di Costa-Gavras. Un film Da vedere 1969 con Irene PapasJean-Louis TrintignantCharles DennerYves MontandPierre DuxBernard FressonCast completo Titolo originale: Z. Genere Drammatico – Francia1969durata 126 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,67 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal romanzo (1966) di Vassili Vassilikos: come fu preparato e realizzato l’assassinio del deputato socialista Gregorios Lambrakis a Salonicco nel maggio 1963. Un piccolo giudice incorruttibile conduce l’inchiesta. Uno dei più famosi film politici del mondo: grande successo di pubblico in mezza Europa, 2 premi a Cannes, Oscar 1969 per il miglior film straniero e per il montaggio. Difficile distinguere dove finisce l’efficacia e dove comincia la ruffianeria. Fin dove è lecito ricorrere agli espedienti del cinema spettacolare (suspense, intermezzi comici, montaggio spezzato, effetti) al servizio di un’idea politica? Trintignant eccellente. Notevole contributo alla sceneggiatura di Jorge Semprun. Musiche di M. Theodorakis.

Risultati immagini per Flags of our Fathers

Un film di Clint Eastwood. Con Ryan Phillippe, Jesse Bradford, Adam Beach, Barry Pepper, John Benjamin Hickey. Guerra, durata 130 min. – USA 2006. uscita venerdì 10 novembre 2006. MYMONETRO Flags of Our Fathers * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 70 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È il 1° film di guerra che prende spunto da una fotografia; il 1° dove i combattimenti sono raccontati con l’ottica di un infermiere; il 1° in cui tre soldati, che negano di esserlo, recitano la parte di eroi, trasformati in simboli utili per raccogliere, in war bonds , 14 miliardi di dollari, necessari per continuare la guerra e vincerla; il 1° che, con la stessa regia, ha per gemello e contraltare un film che racconta la stessa storia dal punto di vista del nemico ( Lettere da Iwo Jima ). Ispirato a un libro (2000) di James Bradley, figlio di John “Doc” Bradley, uno dei 6 (il marinaio-infermiere, gli altri erano marines) che il 25 febbraio 1945, 4 giorni dopo lo sbarco, innalzarono (due volte) la bandiera sul monte Suribachi, gesto immortalato dal fotoreporter Joe Rosenthal, premiato con il Pulitzer. Prodotto da Steven Spielberg, sceneggiato da Paul Haggis e William Browley Jr., è un film corale scomponibile in 3 livelli temporali a incastro: a) il presente (interpretati da attori, i vecchi superstiti sono intervistati dal narratore Bradley); b) i combattimenti sull’isola vulcanica che durarono 35 giorni (e vi morirono quasi 20 000 giapponesi e più di 6000 marines); c) la tournée attraverso gli USA dei tre sopravvissuti dell’alzabandiera. Nato da uno pseudo-evento, precursore dell’era delle guerre-spettacolo condotte con la gestione delle loro immagini e l’occultamento di quelle sgradevoli, è un film labirintico e complesso nella sua semplicità, avvicinabile più che a Salvate il soldato Ryan al cinema di Samuel Fuller, secondo il quale “in guerra non esistono eroi, ma soltanto sopravvissuti”. Oltre al suo tema centrale – l’analisi dell’iprocrisia, della retorica, del patriottismo conclamato – emerge il tema, anzi il sentimento, della malinconia struggente dei tre superstiti che, trasformati in grotteschi eroi mediatici, ritornano alle loro vite banali. La vicenda del pellerossa Ira Hayes (Beach) – cui nel 1964 Johnny Cash dedicò una ballata – è eloquente. A questa materia corrispondono con ammirevole coerenza la regia di Eastwood, la trasparenza classica della sua scrittura, l’ironia riflessiva, il gusto per le ombre e le penombre.

Poster Space Cowboys

Un film di Clint Eastwood. Con Clint Eastwood, Tommy Lee Jones, James Garner, Donald Sutherland, Marcia Gay Harden. Azione, durata 129 min. – USA 2000. MYMONETRO Space Cowboys * * * - - valutazione media: 3,42 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il principale satellite russo per la comunicazione è in avaria. Rischia di precipitare sulla Terra nel giro di poco tempo. I suoi impianti ricalcano quelli dello Skylab americano, una tecnologia ormai obsoleta che nessuno sa più come riparare. Nessuno tranne i 4 vecchi componenti del gruppo Dedalus che era stato sciolto alla fine degli anni Cinquanta. Gli anzianauti si riuniscono e mostrano in fase di allenamento quello che sanno fare. La strategia del responsabile NASA, loro antico nemico, è quella di far esercitare insieme a loro dei giovani astronauti in modo da farli restare a terra all’ultimo momento. Non va così e i nostri partono. Ma una sorpresa non piacevole li attende… Clint Eastwood continua il suo percorso di rivisitazione dei miti del cinema americano. La sua però non è l’opera di un iconoclasta. Clint ama ciò che fa e ama il western. Quando ci mostra i quattro vecchietti che si preparano ad andare nello spazio lo fa con grande ironia ma anche con grande affetto. La frontiera, il nemico da sconfiggere, stanno lassù? Ecco allora i Nostri pronti a partire, con quel mix di individualismo e di spirito di squadra che costituisce la formula vincente. Il finale celebra un sacrificio ma non cerca l’applauso.

I Ponti di Madison County: Amazon.it: Clint Eastwood, Meryl Streep ...

Regia di Clint Eastwood. Un film Da vedere 1995 con Clint EastwoodMeryl StreepAnnie CorleyVictor SlezakJim HaynieSarah Kathryn SchmittCast completo Titolo originale: The Bridges of Madison County. Genere Sentimentale, – USA1995durata 135 minuti. Uscita cinema venerdì 22 settembre 1995 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,63 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nell’Iowa del 1965, un fotografo in cerca di ponti coperti da fotografare per il National Geographic incontra Francesca, casalinga di origine italiana non più giovane che si gode qualche giorno di libertà, avendo marito e figli lontani. Tra i due scocca la scintilla dell’amore destinato a durare 4 giorni. La loro storia sarà scoperta anni dopo dai figli, attraverso gli appassionati diari della madre. Ispirato al romanzo (1992) di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravenese, è il 18° film di C. Eastwood regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa M. Streep con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due “normali” persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed “eccezionalità” in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È l’unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d’amore degli anni ’90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un’altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente.

Regia di Claudio Caligari. Un film Da vedere 2015 con Luca MarinelliAlessandro BorghiSilvia D’AmicoRoberta MatteiAlessandro BernardiniCast completo Genere Drammatico, – Italia2015durata 100 minuti. Uscita cinema martedì 8 settembre 2015 distribuito da Good Films. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,64 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ostia, anni ’90. Cesare e Vittorio, amici d’infanzia, vivono e spacciano per drogarsi. Perfino il sesso non conta niente per loro. Finché Vittorio cambia vita e cerca di tirare fuori dal gorgo l’amico. Ma Cesare è spinto da una rabbia antica riaccesa dalla perdita dell’amata nipotina, che muore di Aids come la madre. 3° e ultimo film di Caligari (morto dopo averne ultimato il montaggio) da lui stesso sceneggiato con Francesca Serafini e a Giordano Meacci, è un dramma in bilico tra cinema-verità e mélo , che con un occhio guarda ad Accattone (1961) di Pasolini – per l’ambientazione, la storia, il senso – e con l’altro – per la fenomenologia della mala e le azioni violente – ammicca a Quei bravi ragazzi (1990) di Scorsese. Pur non raggiungendo né il lirismo etico-religioso del 1° né la tensione epica del 2°, vi si avvicina e colpisce come fotografia della piaga della droga. Portato a termine da amici e collaboratori, tra cui Valerio Mastandrea, che l’ha anche prodotto.

Locandina L'uomo senza sonno

Un film di Brad Anderson. Con Christian Bale, Jennifer Jason Leigh, Aitana Sánchez-Gijón, John Sharian, Michael Ironside. Titolo originale El maquinista. Horror, durata 102 min. – Spagna 2004. uscita venerdì 19 novembre 2004. MYMONETRO L’uomo senza sonno * * * 1/2 - valutazione media: 3,64 su 68 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Trevor Resnik è colpito da un attacco di insonnia particolarmente lungo: non dorme da un anno. Quando una amniotica routine fatta di lavoro e sesso a pagamento sarà perturbata da anomali accadimenti, l’uomo, già abbastanza sciupato di suo, si troverà a dubitare di chiunque: le risposte tarderanno ad arrivare. Il film non appare semplicemente lento bensì proiettato al rallentatore. Evitando battute che il titolo servirebbe su un piatto d’argento è impossibile non constatare una flemma sovrannaturale. Il tentativo di trasmettere il perenne stato di semi-coscienza in cui galleggia il protagonista è fin troppo riuscito, con la conseguenza di gettare a più riprese in uno stato di dormiveglia anche lo spettatore più “fresco” della sala, impotente dinnanzi a sequenze protratte oltre il limite del poetico. L’effetto di sospensione tra onirico e reale regala di contro al girato un’atmosfera che riesce ad essere comunque efficace, grazie anche alla buona prova di un Christian Bale ridotto all’osso ma particolarmente ispirato.

3.64/5
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Regia di Bong Joon-ho. Un film Da vedere 2006 con Song Kang-hoByeon Hee-bongKo Ah-SungDoona BaePark Hae-Il. Titolo originale: Gwoemul. Genere Horror – Corea del sud2006durata 118 minuti. – MYmoro 3,63 su 26 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un mostro marino, la cui nascita è probabilmente imputabile allo smaltimento abusivo, avvenuto anni prima, di agenti inquinanti da parte di un’equipe di scienziati, emerge dal fiume Han, a Seul, attaccando e uccidendo i villeggianti intenti a godersi una bella giornata di sole: la creatura mutante, dopo aver mietuto numerose vittime, prende prigioniera una bambina, Hyun-seo. Nonostante l’intervento militare americano, che finirà per fare più danni che altro, sarà la disastrata famiglia della piccola a risolvere la situazione…
L’impatto con The Host è al tempo stesso spiazzante ed esaltante. Sulla carta, la pellicola di Bong Joon-ho, sembra un classico “b-movie con mostro gigante e assassino”, ma mano a mano che passano i minuti, lo spettatore si rende conto di stare assistendo a uno spettacolo completamente diverso. Lo splendido script infatti, permette al film di cambiare registro narrativo con una velocità che lascia senza fiato: commedia, tragedia, azione, riflessione politico-sociale, tutti elementi mischiati assieme e atti a ottenere un genere nuovo e inclassificabile.

3.63/5
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Risultato immagini per Il Cavallo di Torino

Un film di Béla Tarr, Ágnes Hranitzky. Con Volker Spengler, Erika Bok, János Derzsi, Mihály Kormos Titolo originale A Torinói ló. Drammatico, durata 150 min. – Ungheria, Francia, Germania, Svizzera 2011. MYMONETRO The Turin Horse * * * 1/2 - valutazione media: 3,67 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il film è liberamente ispirato a un episodio che ha segnato la fine della carriera del filosofo Friedrich Nietzsche. Il 3 gennaio 1889, in piazza Alberto a Torino, Nietzsche si gettò, piangendo, al collo di un cavallo brutalizzato dal suo cocchiere, poi perse conoscenza. Dopo questo episodio, che costituisce il prologo del film, il filosofo non scrisse più e sprofondò nella follia e nel mutismo. Su queste basi, The Turin Horse racconta la storia del cocchiere, di sua figlia e del cavallo, in un’atmosfera di grande e simbolica povertà.
Il regista afferma: ‘Il film segue questa domanda: cosa accadde al cavallo? Il cocchiere Ohlsdorfer e sua figlia vivono in campagna. Sopravvivono grazie a un duro lavoro. Il loro unico mezzo di sussistenza è il cavallo con il carro. Il padre va a lavorare, la figlia si occupa delle faccende domestiche. È una vita misera e infinitamente monotona. I loro abituali movimenti e i cambi di stagione e di momento del giorno dettano il ritmo e la routine che viene loro crudelmente inflitta. Il ritrae la mortalità, con quel dolore profondo che noi tutti che siamo condannati a morte, proviamo.’

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Regia di Andrea Segre. Un film Da vedere 2017 con Paolo PierobonGiuseppe BattistonValentina CarneluttiOlivier RabourdinFabrizio FerracaneCast completo Genere Drammatico – ItaliaFranciaTunisia2017durata 112 minuti. Uscita cinema giovedì 7 settembre 2017 distribuito da Parthénos. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,66 su 20 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Corrado è un alto funzionario del Ministero degli Interni con una specializzazione in missioni internazionali legate al tema dell’immigrazione irregolare. Viene scelto per un compito non facile: trovare in Libia degli accordi che portino progressivamente a una diminuzione sostanziale degli sbarchi sulle coste italiane. Le trattative non sono facili perché i contrasti all’interno della realtà libica post Gheddafi sono molto forti e le forze in campo avverse con cui trattare molteplici. C’è però una regola precisa da rispettare: mai entrare in contatto diretto con uno dei migranti.

3.66/5

Regia di Alexander Payne. Un film Da vedere 2011 con George ClooneyShailene WoodleyBeau BridgesRobert ForsterJudy GreerMatthew LillardCast completo Titolo originale: The Descendants. Genere Commedia – USA2011durata 110 minuti. Uscita cinema venerdì 17 febbraio 2012 distribuito da 20th Century Fox. – MYmoro 3,65 su 131 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel bel film di Payne gli odierni abitanti del sedicente paradiso di Hawaii (50° Stato degli USA dal 1959) scoprono, come dice il titolo originale, di essere i discendenti di una tradizione che avevano dimenticato, padroni e custodi della terra dei loro antenati. È la storia dell’avvocato Matt King, la cui esistenza è sconvolta dal dolore: la moglie, vittima di un incidente, finisce in coma. Lui deve occuparsi del suo corpo inerte e imparare a seguire le 2 figlie. Come i precedenti, anche questo film di Payne (che l’ha scritto con Nat Faxon e Jim Rash da un romanzo del 2008 di Kaui Hart Hemmings) è un percorso di presa di coscienza. È un narratore incline a far diventare i suoi personaggi, senza giudicarli, quel che erano già, ma non sapevano o non riuscivano a essere. Nei suoi film si parla molto, ma spesso sono parole che nascondono i pensieri. In bilico tra dramma e commedia, commovente ma non sentimentale, ecologico ma non didascalico, oltre all’ottima Woodley come figlia grande di Matt King, c’è un Clooney diverso dal solito, incerto e vulnerabile ma poi deciso e consapevole. Oscar per la sceneggiatura non originale.

3.65/5

Regia di Alessandro Benvenuti. Un film con Athina CenciAlessandro BenvenutiNovello NovelliIlaria OcchiniCarlo MonniCast completo Genere Commedia – Italia1990durata 90 minuti. – MYmonetro 3,65 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Siamo nel 1986, è Natale e c’è tutta la famiglia Gori riunita. Tutto si svolge in sala da pranzo dove ci sono Gino e sua moglie Adele; il nonno Annibale, Libero, ballerino di liscio, e sua moglie, Bruna; Sandra, ecologista ex comunista, e il marito Luciano, parrucchiere. Qui i problemi personali e le antiche rabbie represse hanno modo di trovare sfogo in maniera a volte comica e a volte drammatica. Anche i giovani Danilo e Cinzia con la piccola Samantha assistono a questo quadro familiare simile a molti ritratti presentati al cinema e in teatro ma a suo modo originale. Simpatica commedia, terza prova alla regia per Alessandro Benvenuti, ex Giancattivo. La produzione è di Francesco Nuti.

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Un film di Alejandro Jodorowsky. Con Alejandro Jodorowsky, Jacqueline Luis, Mara Lorenzio Drammaticodurata 125 min. – Messico 1971. valutazione media: 3,63 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Una didascalia spiega che “topo” in spagnolo significa talpa, un animale che scava le sue gallerie nel buio e “quando arriva alla luce diventa cieco”. In questo caso l’uomo destinato a diventare cieco è una specie di eroe western che deve liberare un villaggio da quattro “maestri della pistola”.

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Un film di Alberto Bevilacqua. Con Ugo Tognazzi, Enzo Fiermonte, Romy Schneider, Marina Berti. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 99′ min. – Italia 1970. MYMONETRO La califfa * * * 1/2 - valutazione media: 3,64 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Vedova di un operaio ucciso dalla polizia durante una manifestazione s’innamora del suo nemico di classe, il padrone della ditta in cui lavora. La sorpresa di questa commedia a sfondo sociale è un Tognazzi che dà prova della sua inesauribile versatilità di attore straordinariamente padrone delle sue reazioni e dei suoi toni. Come operaia, R. Schneider convince meno. Il fico migliore nel bigoncio di Bevilacqua da Parma. Continua a leggere

Regia di Alain Resnais. Un film Da vedere 2009 con Sabine AzémaAndré DussollierAnne ConsignyEmmanuelle DevosMathieu AmalricCast completo Titolo originale: Les Herbes Folles. Genere Drammatico – FranciaItalia2009durata 104 minuti. Uscita cinema venerdì 30 aprile 2010 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,60 su 41 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Marguerite esce da un negozio di scarpe e subisce il furto della borsa. Georges trova il suo portafoglio per terra, nel parcheggio di un centro commerciale e comincia a fantasticare su di lei, ancora prima di contattarla, senza conoscerla. Il desiderio di questa donna che fa la dentista e il pilota di aerei leggeri è così forte che riempie la sua vita di padre di famiglia e di marito di pensieri e azioni irrazionali. Marguerite resiste, ma per poco. È una corsa verso l’errore, piena di vita, inarrestabile.
A quasi novant’anni, Alain Resnais, con Les Herbes Folles, tratto dal libro di Christian Gailly “L’incident”, elabora un film che si può dire virtuoso, tanto nel senso di musicalmente inappuntabile, quanto in quello di visivamente e narrativamente acrobatico.
Storia di una passione irragionevole, spuntata come l’erba che esce dall’asfalto là dove non ce la si aspetta, rigogliosa e capricciosa in età matura, l’opera di Resnais vola in alto come il velivolo di Sabine Azéma, diverte con dialoghi-piroette, fa desiderare di non scendere mai a terra, di restare in sella al film, dove tutto è sorpresa e tutto è affrontabile e affascinante, anche il disarcionamento.
Esperto di costruzioni non lineari, di realtà binarie e sovrapposizioni temporali, Resnais -che con Mon Oncle d’Amérique riscrisse le accezioni del vocabolo “sceneggiatura”, influenzando tra gli altri anche Kaufman e Gondry- continua il suo viaggio tra determinismo e aleatorietà dell’esistenza, legandolo alla forma cinema, forma a sua volta aperta e costretta insieme.

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Regia di Agnès Jaoui. Un film Da vedere 1999 con Gérard LanvinAlain ChabatAnne AlvaroJean-Pierre BacriAgnès JaouiBrigitte CatillonCast completo Titolo originale: Le Goût des autres. Genere Commedia – Francia1999durata 112 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,30 su 19 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Castella, ricco e incolto industriale, assiste di malavoglia a una recita della tragedia Berenice (1670) e s’innamora della prima attrice da cui prende lezioni di inglese. Racine cambia la sua vita e, indirettamente, quelle di sua moglie, dell’autista e della guardia del corpo al suo servizio, di una barista che spaccia marijuana. Felice esordio nella regia dell’ebrea tunisina Jaoui, sceneggiatrice emerita (l’ultimo Resnais e Aria di famiglia ) e attrice deliziosa, con un’agrodolce commedia dal titolo che significa anche il gusto per gli altri, perché vi coabitano personaggi di ambienti sociali diversi tra cui la comunicazione è difficile. Il suoi temi sono il settarismo, lo spirito di gruppo, la dittatura del gusto, le pene d’amore. Miscela rara di psicologia e sociologia, crudeltà e compassione, solidità di costruzione e cura infallibile delle sfumature, semplicità e raffinatezza. Si ride delle situazioni e dei personaggi e subito dopo si soffre con loro perché ciascuno ha le sue ragioni. Scritta in tandem con Bacri, come al solito. La regia della Jaoui è più inventiva di quel che sembra. Grande successo in Francia.

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Regia di Adam McKay. Un film Da vedere 2015 con Brad PittChristian BaleRyan GoslingSteve CarellMarisa TomeiMelissa LeoCast completo Titolo originale: The Big Short. Genere Drammatico – USA2015durata 130 minuti. Uscita cinema giovedì 7 gennaio 2016 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,64 su 77 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel 2005 il semiautistico, bizzarro amministratore di un piccolo fondo finanziario capisce che le grandi banche hanno gonfiato un’enorme bolla finanziaria manipolando i titoli di credito sui mutui immobiliari e scommette tutto sul crollo delle loro quotazioni in Borsa. Tutti lo prendono per pazzo, ad eccezione di 5 outsider : l’amministratore delegato di una piccola società finanziaria, un dirigente di Deutsche Bank, 2 giovanissimi broker e un ex broker convertito all’ecologismo. Al suo 7° LM (di cui solo 2 usciti in Italia) McKay, anche sceneggiatore con Charles Randolph, ha cavato dal romanzo The Big Short: Inside the Doomsday Machine (2010) di Michael Lewis quello che tecnicamente è un documentario sulle cause dell’attuale grande depressione mondiale. Ma è riuscito a trasformarlo in un thriller finanziario mozzafiato che è al tempo stesso un giallo a soluzione anticipata carico di suspense, una satira tagliente e arguta dei cowboy della finanza USA e un’opera di raffinata e benemerita divulgazione scientifica. Il segreto della sua magia è mostrare, in parallelo, la faccia virtuale della Borsa e la corrispondente faccia reale delle cose fisiche e delle singole vite umane. Cast formidabile e medaglia d’oro a Pitt che l’ha anche prodotto. Da vedere a scuola per far capire come va il mondo. Magari per cambiarlo.

Locandina Week-end, un uomo e una donna dal sabato alla domenicaUn film di Jean-Luc Godard. Con Mireille Darc, Jean Yanne, Jean-Pierre Léaud, Virginie Vignon Titolo originale Week-end. Drammatico, durata 95 min. – Francia 1967. MYMONETRO Week-end, un uomo e una donna dal sabato alla domenica * * * 1/2 - valutazione media: 3,60 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Film dissacratore, che si svolge in uno scenario di violenze e di orrori. Due coniugi partono per un week-end incontrando sulle strade lunghe file di vetture costrette a soste interminabili per i continui incidenti mortali. Giunti nella casa di campagna dove abita la madre della donna, i due la uccidono nel corso di una violenta lite per questioni di interesse. Poi ripartono e incappano in alcuni giovani armati che hanno abbandonato la “civiltà” tornando a una vita primitiva quanto spietata. La donna viene presa prigioniera, il marito ucciso. Continua a leggere