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Ti-Koyo e il suo pescecane (1962) - Film - Movieplayer.it

Un film di Folco Quilici. Con Denis PuhiraAl KauweDocumentariodurata 95 min. – Italia 1962MYMONETRO Ti-Koyo e il suo pescecane ***1/2- valutazione media: 3,67 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un bambino trascorre le sue ore in compagnia di un piccolo pescecane. Dopo alcuni anni, diventati ambedue grandi, si ritrovano e si dedicano al recupero di ostriche nella laguna. Dovranno smettere per colpa di alcuni avidi pescatori.

Regia di Francesca Comencini. Un film Da vedere 2017 con Lucia MascinoThomas TrabacchiCarlotta NatoliValentina BellèCamilla Semino FavroCast completo Genere Drammatico, – Italia2017durata 92 minuti. Uscita cinema mercoledì 29 novembre 2017 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,60 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Claudia e Flavio si sono contrastati come docenti universitari ma anche amati intensamente. Ora la storia è finita anche se Claudia non vorrebbe che fosse così conservando con determinazione la speranza che si possa ricominciare. Intanto lui viene attratto da una donna più giovane e lei prova interesse per una sua ex studentessa.

Regia di Fernando León de Aranoa. Un film Da vedere 2015 con Benicio Del ToroTim RobbinsOlga KurylenkoMélanie ThierryFedja štukanCast completo Titolo originale: A Perfect Day. Genere Drammatico, – Spagna2015durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 10 dicembre 2015 distribuito da Teodora Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,63 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal romanzo Dejarse llover ( Lasciarsi portare , 2005) di Paula Farias, attivista di Medici Senza Frontiere, sceneggiato da Diego Farias. Bosnia, novembre 1995, nei giorni in cui fu firmata la pace di Dayton. 5 assistenti umanitari di una ONG cercano una corda per tirare fuori da un pozzo un cadavere buttatovi apposta per allontanare gli abitanti del luogo. Si rivela un’impresa disperata. Quasi un documentario di una giornata qualunque di un gruppo di volontari in una zona bellica, riesce a far capire cos’è una guerra senza far sentire nemmeno uno sparo, a coinvolgere e perfino a divertire intrecciando le vicende umane dei protagonisti. Merito della regia, in primo luogo per la direzione degli attori, credibili e affiatati. Il titolo è lo stesso di una canzone di Lou Reed, che fa la parte del leone nell’incisiva colonna sonora.

Regia di Ermanno Olmi. Un film Da vedere 2011 con Michael LonsdaleRutger HauerAlessandro HaberMassimo De Francovich, El Hadji Ibrahima Faye, Souleymane SowCast completo Genere Drammatico, – Italia2011durata 87 minuti. Uscita cinema venerdì 7 ottobre 2011 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 3,64 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Girato in interni a Bari, in una brutta chiesa moderna del Nordest che viene dismessa e privata di tutti gli arredi, cinepresa sempre ferma e circa 200 primi e primissimi piani (fotografia di Fabio Olmi), è un severo e conciso apologo cristiano e poco cattolico che s’impone per la sua scrittura cui contribuisce il sagace montaggio di Paolo Cottignola. In questa chiesa smobilitata è sopravvissuto un vecchio e coraggioso parroco (l’ottimo francese Lonsdale). Quando è occupata da un gruppo di immigrati africani clandestini, li accoglie, li protegge, li sfama. Così dà un nuovo senso alla sua chiesa vuota e svuotata, una sacralità perduta. Non i riti e le cerimonie fanno la chiesa, ma le opere di bene per i miseri, i derelitti, gli sfortunati. Cambiare il mondo, d’accordo, ma prima di tutto noi stessi. Ristabilire, attraverso la carità, la giustizia e l’onestà. “Stiamo vivendo in un mondo di cartone, e di cartone è fatto il potere, e gli uomini di potere… E il cartone si scioglie come si sta sciogliendo in questi ultimi tempi tutto ciò che sembrava indistruttibile: la finta giustizia, la ricchezza, l’economia”. Prodotto dalla Edison con Rai Cinema, scritto da Olmi con l’apporto laico di Claudio Magris e quello dottrinale di monsignor Gianfranco Ravasi. Fuori concorso alla Mostra di Venezia 2011. Musiche: Sofia Gubaidulina. Scene: Giuseppe Pirrotta.

Regia di Ermanno Olmi. Un film Da vedere 2007 con Raz DeganLuna BendandiAmina SyedMichele ZattaraAndrea LanfrediCarlo FaroniCast completo Genere Commedia, – Italia2007durata 92 minuti. Uscita cinema venerdì 30 marzo 2007 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,65 su 31 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un giovane docente dell’Università di Bologna abbandona lavoro, carriera, amici e si rifugia in un rudere sulle rive del Po. Con gli abitanti del posto intreccia storie di amicizia, amore, vita quotidiana. Film epico e straordinario, apparentemente semplice e necessariamente scandaloso, che racconta la storia di un Cristo delle strade, come egli lo chiama, di una figura cristologica nel senso che diventa un Cristo, come è successo nei secoli a tutti coloro che l’hanno imitato nei fatti. È una parabola trasgressiva: sostiene la fede contro le religioni “che non hanno mai salvato il mondo e i popoli” e che, anzi, si sono spesso messe al servizio dei potenti, talvolta come potenza alternativa. Con grazia non dissacra, ma desacralizza – disincrosta – la cultura, la dottrina, i libri. Due modi per disconoscerlo: a) male interpretando la terribile e memorabile sequenza d’avvio o estrapolando battute (“Un caffè con un amico vale più di qualsiasi libro”), giustificare sé stessi e la propria rinuncia a leggere libri, alla cultura che non rende; b) accoglierlo come un’opera didattica a programma, un’allegoria edificante, rimanendo ciechi o ottusi davanti alla “follia” di Olmi, alla concisa e lucida capacità con cui cala in gesti, espressioni, volti, paesaggi, suoni, luci, il sacro (il Verbo) che s’incarna e diventa vivo nella quotidianità. Fotografia: Fabio Olmi. Montaggio: Paolo Cottignola. Suono: Francesco Liotard. Scene: Giuseppe Pirrotta. Costumi: Maurizio Millenotti. Musiche: Fabio Vacchi. Girato a Bologna, argini del Po, provincia di Mantova.

Racconto D'Estate (Nuova Edizione): Amazon.it: Poupaud, Langlet, Simon,  Nolin, Lefevre, Poupaud, Langlet, Simon, Nolin, Lefevre: Film e TV

Regia di Eric Rohmer. Un film Da vedere 1996 con Melvil PoupaudAmanda LangletGwenaëlle SimonAurélia NolinAimé LefèvreCast completo Titolo originale: Conte d’été. Genere Commedia – Francia1996durata 101 minuti. – MYmonetro 3,67 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari

Charmeur senza calcoli, seduttore suo malgrado, un po’ vigliacchetto e insicuro, studente in vacanza estiva sulla costa bretone non sa chi scegliere tra Léna, Margot e Solène. Risolve l’impiccio con la fuga. 3° film del ciclo legato alle quattro stagioni, conferma le qualità del sempreverde Rohmer, dandy della semplicità, squisito analista della banalità quotidiana, curioso della gioventù, che fa un cinema all’insegna della parola, dell’eleganza, della sobrietà e di un’ambiguità non priva di sottili perversioni.

Regia di Sang-ho Yeon. Un film Da vedere 2016 con Gong YooMa Dong-SeokJung Yu-miChoi Woo-SikAhn So-HeeKim Soo-AhnCast completo Titolo originale: Bu-san-haeng. Genere Drammatico – Corea del sud2016, Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,25 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un padre troppo occupato trascura la figlia e per farsi perdonare la porta a Busan dalla madre. Intanto un virus che trasforma in zombi si diffonde e mette in ginocchio il paese. Quel che è accaduto al paese accade in piccolo anche sul treno: una singola persona infetta scatena una reazione a catena in un ambiente ristretto e lanciato a tutta velocità verso la salvezza, e i caratteri dei personaggi emergono, le differenze sociali veicolano la lotta per sopravvivere, minacciata dall’egoismo di chi è abituato a esercitare il potere. Alcune soluzioni sono troppo facili per dare allo spettatore la possibilità di empatizzare con i buoni, sminuendo il climax emotivo. Trucco ed effetti speciali strabilianti premiati in svariati festival internazionali.

Locandina La sposa siriana

Un film di Eran Riklis. Con Hiam AbbassMakram KhouryClara KhouryAshraf BarhoumEyad Sheety. continua» Titolo originale Hacala Hasurit – The Syrian BrideDrammaticodurata 93 min. – Israele, Francia, Georgia 2004uscita venerdì 1 luglio 2005. MYMONETRO La sposa siriana ***1/2- valutazione media: 3,63

Mona, giovane donna originaria del Golan, sta per convolare a nozze combinate con un cugino siriano conosciuto solo per via epistolare. La felicità per l’evento, già di per se relativa, è soffocata dal fatto che una volta lasciato il Golan, occupato da Israele, non potrà più tornarvi né di conseguenza rivedere la propria famiglia. La ragazza verrà accompagnata al confine, per l’ultimo sofferto saluto, dal padre, attivista filo-siriano diffidato dalle forze di polizia locali, e dai fratelli, in fuga dalla cultura oppressiva e totalizzante dei propri luoghi natali.
Il confine tra Siria e Israele è terra bruciata tra etnie, gap neutrale dove ha voce solo la burocrazia militare: una girandola di umori e temi, infiammata dal contrasto tra i tempi che corrono e un ambiente conservatore, evidenzia scontri e contraddizioni da sempre presenti in corrispondenza di simili conflitti territoriali e ideologici. Riklis getta uno sguardo moderno su tematiche più che attuali, risultando efficace nella rappresentazione nonostante un tocco trattenuto, poco graffiante ma coinvolgente. Una linea morbida, anche rispetto al Loach di Un Bacio Appassionato, che ha il merito di umanizzare i caratteri, lasciando trasparire netto bisogno di apertura culturale e tolleranza.

Regia di Emir Kusturica. Un film Da vedere 1995 con Predrag ‘Miki’ ManojlovicMirjana JokovicLazar RistovskiSlavko StimacBora TodorovicCast completo Genere Fantastico, – JugoslaviaGermania1995durata 170 minuti. Uscita cinema venerdì 22 dicembre 1995 distribuito da C.G.D – Cecchi Gori Distribuzione. – MYmonetro 3,58 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel 1941, dopo il primo raid aereo tedesco su Belgrado, comincia l’ascesa del compagno Marko (Manojlovic), partigiano e borsanerista. In due anni lui e il suo amico Nero (Ristovski) accumulano una fortuna e la fama di eroi della resistenza finché convincono il loro clan a rifugiarsi in un sotterraneo e a fabbricare armi e altri prodotti per il mercato nero. Fa credere a tutti che la guerra continua, e intanto diventa un pilastro del regime socialista di Tito. L’inganno dura fino al 1961, e nel trentennio successivo muoiono di morte violenta l’attrice Natalija, Marko, l’innocente suo fratello Ivan (Stimac) e Jovan (Todorovic), figlio di Nero che, tornato nel sotterraneo, sbuca attraverso un tunnel sul Danubio dove ritrova tutte le persone scomparse che ha conosciuto. È difficile stringere in una definizione di genere un grande film visionario come il 5° lungometraggio del serbo Kusturica, che fa pensare ad Alice nel paese delle meraviglie riscritto da Kafka, con Hyeronimus Bosch come scenografo e Francis Bacon direttore della fotografia. È una tragicommedia musicale con le musiche tzigane di Goran Bregovic che di un racconto straripante di feste nuziali, riti collettivi e baccanali sono il filo conduttore e gli danno il ritmo. “C’era una volta un paese…” è il sottotitolo. La Iugoslavia, naturalmente. Kusturica dice che non è un film nostalgico, ma un necrologio. Forse il Paese di cui ha cercato di raccontare 40 anni di storia non è mai esistito. Underground è il sogno di un incubo, quello della Storia e del suo tempo sporco. 2ª Palma d’oro a Cannes dopo quella del 1985. Presentato come film della Comunità Europea. Esiste un’edizione di 7 ore, vista per la 1ª volta al Torino Film Festival.

Regia di Emir Kusturica. Un film Da vedere 2004 con Slavko StimacNatasa SolakVesna TrivalicVuk KosticAleksandar Bercek. Titolo originale: Zivot je cudo. Genere Grottesco – JugoslaviaFrancia2004durata 155 minuti. Uscita cinema venerdì 4 marzo 2005 – MYmonetro 3,62 su 15 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Luka, ingegnere serbo di Belgrado, vive con la moglie Jadranka, cantante lirica, e il figlio Milos, dotato calciatore, in un villaggio ai confini con la Bosnia per costruire una linea ferroviaria. Nel 1992 comincia la guerra. Jadranka fugge con un musicista magiaro; Milos, soldato, è fatto prigioniero dai bosniaci; Luka ospita in casa la giovane musulmana Sabaha da usare come ostaggio da scambiare col figlio. I due s’innamorano. La situazione si complica quando scoppia la pace. Per il serbo Kusturica la vita è un miracolo perché l’amore non conosce frontiere geopolitiche. Come il solito, lo fa nei modi di un realismo magico: cerca di dare un senso alla realtà che racconta, ingigantendone le dimensioni più surreali e piegandole a simboli sotto le apparenze di un caos. Questo suo 8° lungometraggio può sembrare una favola utopica, un’epopea popolare, un poema barocco, una tragicommedia romantica. Talvolta senza soluzioni di continuità, si passa dal realistico all’onirico, dalla farsa al dramma, dal lirico al grottesco. Se ne esce presi da sazietà, ripetizione, troppo pieno, eccessi, difetti, squilibri che probabilmente risalgono alla sceneggiatura, scritta dal regista con Ranko Bozic. Ma esistono anche le virtù, le invenzioni fantastiche, alcune sequenze memorabili, l’uso della musica (Dajan Sparavalo, Kusturica) e dei suoni come parte integrante del racconto. Fotografia: Michel Amathien.

Regia di Emir Kusturica. Un film Da vedere 1989 con Bora TodorovicDavor DujmovicLjubica AdzovicBranko DjuricHusnija HasimovicCast completo Titolo originale: Dom za vešanje. Genere Drammatico – Jugoslavia1989durata 142 minuti. – MYmonetro 3,64 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Figlio naturale di una zingara, il giovane Penhan (Dujmovic) è costretto a seguire il capo in Italia, a rubare e trafficare in bambini, nani, infermi. Perde l’innocenza, le illusioni, la vita. Opus n. 3 del serbo Kusturica, scritto con Gordan Mihic, è un film d’amore, di avventure e un romanzo di formazione che nell’edizione originale, destinata alla TV, durava 5 ore. La sua tumultuosa vicenda procede per accumulazione su un arco di 15 anni attraverso peripezie ora buffe, ora sanguinose in altalena tra tenerezza e ignominia. Il regista s’è immerso nel mondo e nelle cultura dei Rom con passione senza benevolenza, con una partecipazione che non esclude la lucidità, con una simpatia che non diventa idealizzazione. Sconnesso, ridondante, visionario. L’organizzazione del materiale è discutibile, ma le invenzioni strepitose abbondano. Mai vista al cinema una Milano così onirica e stralunata.

Locandina L'invenzione di Morel

Un film di Emidio Greco. Con John SteinerGiulio BrogiTina KarinaAnna KarinaValeria Sabel. continua» Fantasticodurata 110 min. – Francia, Italia 1974MYMONETRO L’invenzione di Morel ***1/2- valutazione media: 3,63 su 17 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Naufragato su un isola sconosciuta, un uomo insegue Faustina, una enigmatica figura di donna che insieme ad altre persone sembra aggirarsi senza apparente ragione attorno ad un edificio dall’insolita architettura. Dopo aver tentato invano di creare un contatto con la ragazza, l’uomo si rende conto che gli strani abitanti dell’isola sono vuote immagini registrate e proiettate da una macchina inventata da Morel che entra in funzione con la luce del sole e con le maree. Lo stravagante scienziato ha risucchiato, esponendoli ai raggi mortali della macchina, la fisionomia di un gruppo di persone capitato sull’isola e ne riproduce i simulacri, i gesti e le parole dando vita ad un frammento di ripetitiva sterile immortalità. Solo e disperato, l’uomo si pone di fronte alla macchina e, morendo, si unisce a Faustina e alla compagnia degli altri incorporei personaggi. Girando sulle spiagge di Malta, Emidio Greco trasferisce sullo schermo il romanzo di Jorge Bioy Casares con la mente volta alle lezioni stilistiche del Resnais di L’anno scorso a Marienbad. Opera insolita nel panorama della produzione italiana, il film fa uso sapiente di atmosfere surreali per invitare a riflettere sul significato della realtà, sulla consistenza dell’immagine e sulla finitezza esistenziale dell’individuo. Film che andrebbe riproposto e rivisto anche come interessante esercizio di cinema sul cinema.

Locandina Il consiglio d'Egitto

Un film di Emidio Greco. Con Tommaso RagnoSilvio RagnoRenato CarpentieriAntonio CataniaMarine Delterme. continua» Drammaticob/n durata 135 min. – Italia 2002MYMONETRO Il consiglio d’Egitto ***1/2- valutazione media: 3,63 su 6 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tratto dal libro di Leonardo Sciascia, la vicenda è ambientata nel 1782 quando un certo abate Vella (Silvio Orlando) a Palermo riesce a farsi accettare nel seguito di un importante e ricchissimo musulmano, tale Abdallah Ben Olman. L’abate intenderebbe semplicemente vivere alla grande e per farsi accreditare meglio spaccia un libretto per un testo rivoluzionario. Il lestofante inganna tutti per tredici mesi. Un film in costume dalle tematiche complesse forse difficilmente comprensibili per lo spettatore che non abbia già letto il libro. È la seconda opera di Sciascia che Santomauro porta sullo schermo. La prima era stata Una storia semplice,una delle ultime magistrali interpretazioni di Gianmaria Volontè.

Locandina italiana Source Code

Un film di Duncan Jones. Con Jake Gyllenhaal, Michelle Monaghan, Vera Farmiga, Jeffrey Wright, Brent Skagford. Thriller, durata 93 min. – USA, Francia 2011. – 01 Distribution uscita venerdì 29 aprile 2011. MYMONETRO Source Code * * * 1/2 - valutazione media: 3,69 su 120 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il capitano Colter Stevens, pilota di elicotteri e veterano della guerra in Afghanistan, si risveglia su un treno di pendolari senza avere la minima idea di dove si trovi. Di fronte a lui Christina, una bella ragazza che lo conosce ma che lui non riconosce affatto. In tasca (e nello specchio) l’identità di un giovane insegnante di nome Sean Fentress. Poi l’esplosione, che squarcia il convoglio. Ma Colter non è morto, da un monitor un ufficiale donna lo informa che dovrà tornare sul treno per identificare l’attentatore e prevenire un successivo, più micidiale attacco. Ogni volta che farà ritorno sul treno avrà solo 8 minuti a disposizione. Di più non gli è dato sapere, la missione è top-secret, il suo nome: “Source Code”.

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Regia di Dino Risi. Un film Da vedere 1977 con Vittorio GassmanCatherine DeneuveDanilo MatteiEster CarloniAnicée AlvinaCast completo Genere Drammatico – Italia1977durata 100 minuti. – MYmonetro 3,65 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Da un romanzo (1966) di Giovanni Arpino: il giovane Tino è a Venezia ospite dello zio ingegnere che vive con la moglie cagionevole di salute. Ben presto si accorge che la casa nasconde un mistero. Una notte sale in soffitta… Con questo film Risi è passato al thriller e il salto gli è riuscito. C’è più di un risvolto segreto che può offrire un’angoscia e un’inquietudine molto attuali. Gassman sulla corda tesa di un istrionismo di alta scuola.

Regia di Denis Villeneuve. Un film Da vedere 2016 con Amy AdamsJeremy RennerForest WhitakerMichael StuhlbargTzi MaMark O’BrienCast completo Titolo originale: Arrival. Genere Fantascienza, – USA2016durata 116 minuti. Uscita cinema giovedì 19 gennaio 2017 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,41 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

In 12 parti del mondo atterrano 12 astronavi aliene identiche. Il governo USA mette insieme una squadra speciale capeggiata dalla dottoressa Louise Banks, linguista di fama mondiale, in seria difficoltà a elaborare il lutto per la morte dell’adorata figlia. Mentre il mondo impazzisce e tutti le sono contro, tranne un fisico teorico che fa parte del suo gruppo e la appoggia, Louise trova il modo di comunicare con gli alieni ed evitare un conflitto globale. Villeneuve dimentica spettacolarità già vista, battaglie intergalattiche, camminate nello spazio e affini e costruisce un film intimo, profondo: quello che gli interessa è il lato “umano”, degli scienziati e degli alieni, la possibilità di comunicare, non di invadersi o farsi la guerra. È un film di fantascienza intellettuale, ingenua e interessante nello stesso tempo, ma anche un thriller psicologico appassionante. Originale e affascinante.

Regia di David Michôd. Un film Da vedere 2009 con Ben MendelsohnJoel EdgertonGuy PearceLuke FordJacki WeaverSullivan StapletonCast completo Genere Drammatico, – Australia2009durata 112 minuti. Uscita cinema sabato 30 ottobre 2010 distribuito da Mikado Film. – MYmonetro 3,62 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La madre di J non apre più gli occhi. Muore dopo una fatale overdose. Il figlio disperato chiama la nonna che lo accoglie nella sua famiglia di criminali. Fratelli di sangue e tra il sangue, in lotta senza esclusione di colpi con la polizia a Melbourne. Tra strategie processuali manipolate e vendette servite su piatti gelidi, J perderà la sua innocenza di adolescente.
David Michôd, il regista di Animal Kingdom, è al suo primo lungometraggio ma non ha tradito il suo passato di reporter d’inchiesta sulla criminalità a Melbourne. Il suo è uno sguardo da etologo del crimine: filma il sistema malavitoso come se fosse un regno degli animali (animal kingdom in inglese) dove vincono i più forti, quelli che mangiano i più deboli, ma nasconde pure, nel suo impasto tra velato doc e fiction, un’idea di critica della delinquenza come reame di selvaggi che non sono uomini né animali sociali. La condanna morale si ferma però presto, lasciando spazio ad un universo intricato dove nessuno è davvero buono o totalmente cattivo, tranne il poliziotto interpretato da Guy Pearce. Prestazione titanica per l’attore di Memento così come superba la prova della nonna ‘smurf’ (Jacky Weawer), fantastica donna attempata dai sorrisi psicotici.
Tutto il cast gira bene negli ingranaggi maligni di Animal Kingdom, più che un semplice poliziesco un “crime drama” che rifiuta l’eccesso estetico della morte, gli inseguimenti roboanti ma preferisce personaggi solidi e un “oscuro scrutare” della macchina da presa: lenta, ansiogena, torbida che ricorda il miglior Polanski o Cronenberg e trova anche il bacio accademico del Sundance Festival 2010 che lo laurea miglior film straniero.
Dopo la crime series UnderbellyAnimal Kingdom mostra al mondo un’altra faccia dell’audiovisivo made in Australia e Nuova Zelanda che non è l’autorialità di Jane Campion o i lussureggianti effetti speciali di Peter Jackson. Michôd fa un film tanto raro quanto innovativo, un lento declino in una scacchiera di colpi di scena disorientanti, in un racconto dove nemmeno l’amore e la morte sanno da che parte stare.

Regia di Danny Boyle. Un film Da vedere 2015 con Michael FassbenderKate WinsletSeth RogenJeff DanielsMichael StuhlbargCast completo Titolo originale: Steve Jobs. Genere Biografico, – USA2015durata 122 minuti. Uscita cinema giovedì 21 gennaio 2016 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,62 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Su sceneggiatura di Aaron Sorkin, dal libro di Walter Isaacson, Boyle prende un talento straordinario e potente come Fassbender, si focalizza su 3 momenti chiave nella carriera di Jobs (distinti da 3 formati diversi 16, 35mm e digitale), passando per i backstage delle presentazioni di 3 suoi prodotti di diversa fortuna in 3 momenti della sua ascesa: il primo Macintosh nel 1984, il NeXT dell’88 e l’iMac del 1998, per fare, a modo suo, il ritratto di un personaggio geniale e discusso che si barcamena tra i conflitti con la figlia Lisa e con la madre della ragazzina Chrisann Brennan, e con i problemi dell’ultimo minuto, con Steve Wozniak, suo partner fin dagli inizi, John Sculley, CEO della Apple, e Andy Hertzfeld, ingegnere del software. Madre svizzera e padre siriano, adottato in California appena nato dai coniugi Jobs di fede luterana, abbandona l’università dopo il primo semestre. Informatico, produttore cinematografico, imprenditore e inventore, fondatore di Apple Inc., arcifamoso nel mondo per aver inventato Macintosh, iMac, iPod, iPhone e iPad. Accusato di essere presuntuoso, arrogante, anticonformista, manipolatore, con una vita privata burrascosa e complicata, muore di cancro a 56 anni.

Locandina italiana Manuel

Regia di Dario Albertini. Un film Da vedere 2017 con Andrea LattanziFrancesca AntonelliRenato ScarpaGiulia Elettra GoriettiRaffaella ReaCast completo Genere Drammatico, – Italia2017durata 98 minuti. Uscita cinema giovedì 3 maggio 2018 distribuito da Tucker Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,60 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Manuel, al compimento dei diciotto anni esce dall’istituto per minori privi di un sostegno familiare e deve reinserirsi in un mondo da cui è stato a lungo lontano. Sua madre, che è in carcere, può sperare di ottenere gli arresti domiciliari solo se lui accetta di prenderla in carico. Si tratta di una responsabilità non di poco conto.
Ci sono film che ‘raccontano’ una storia. Ce ne sono altri che ‘vivono’ la vicenda che si sta sviluppando sullo schermo. È il caso di Manuel in cui Dario Albertini trasforma l’anno e mezzo di riprese in un processo esperienziale in cui la partecipazione dell’autore si è trasferita al giovane Andrea Lattanzi il quale appunto ‘vive’, non ‘interpreta’ il ruolo di Manuel.

Locandina italiana Lo sciacallo - The Nightcrawler

Un film di Dan Gilroy. Con Jake Gyllenhaal, Rene Russo, Bill Paxton, Riz Ahmed, Kevin Rahm. Titolo originale Nightcrawler. Thriller, Ratings: Kids+16, durata 117 min. – USA 2014. – Notorious uscita giovedì 13 novembre 2014. – VM 14 – MYMONETRO Lo sciacallo – The Nightcrawler * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 39 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nell’attesa di trovare un lavoro che gli dia la possibilità di emergere, Lou si guadagna da vivere rubando. Quando vede dei reporter free-lance in azione sul luogo di un incidente decide di intraprendere quella carriera e iniziare così la sua scalata verso il successo al soldo di una produttrice che intuisce il suo potenziale e gli chiede sempre di più. Se fatti cruenti e sanguinosi non accadono, basta farli accadere. Ottimo esordio per Gilroy, che sceglie di mostrarci il lato più cinico e meschino del mito americano in chiave moderna, ponendo al centro della vicenda un ragazzo venuto dal nulla (strepitoso Gyllenhaal), con un passato di disprezzi e umiliazioni, che si accultura su internet e impara tutto e in fretta. Non c’è analisi del passato, delle cause, Lou sembra essere semplicemente figlio della società odierna: ingannevole, amorale, cinica. Eccellente fotografia di Robert Elswit. Ottima anche la colonna sonora di James Newton Howard.