Category: 3.50/3.59


Regia di Duncan Tucker. Un film Da vedere 2005 con Felicity HuffmanKevin ZegersFionnula FlanaganGraham Greene (II)Burt YoungCast completo Genere Commedia – USA2005durata 103 minuti. Uscita cinema venerdì 10 febbraio 2006 – MYmonetro 3,50 su 11 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Transessuale che vive in un quartiere povero di Los Angeles, Bree (Huffman) è costretta – per ottenere l’autorizzazione all’intervento chirurgico che la renderà femmina a tutti gli effetti – a incontrare il figlio adolescente Toby, concepito ai tempi del college quando ancora si chiamava Stanley. A malincuore, va in aereo a prelevarlo in un carcere di New York. Toby la scambia per una dama di carità e Bree, ansiosa di sbarazzarsene al più presto, gli cela la sua vera identità. Faranno il viaggio di ritorno a L.A. in auto. Esordio nella regia di Tucker che l’ha anche scritto, il film ha partecipato nel 2005 a 19 festival, vincendo 6 premi di cui 3 per la protagonista Huffman, impegnata nel difficile ruolo di un uomo affetto da GID (disforia di genere, ossia disturbi nell’identità sessuale) che diventa donna. “Non è un film su quello che hai sotto la gonna.” (D. Tucker). Sono i modi con cui è raccontata che ne fanno una commedia notevole: ritmo, sensibilità, attenzione ai particolari, fotografia funzionale (Stephen Kazmierski, polacco), dialoghi pimpanti in un saporito cocktail di dolore e ironia, amarezza e capacità di adeguamento. Attrice di teatro, tra i fondatori dell’Atlantic Theater Company (off Broadway) con il marito William H. Macy, qui anche produttore esecutivo, F. Huffman è diventata celebre come Lynette nella serie TV Desperate Housewives .

Regia di Douglas Sirk. Un film Da vedere 1955 con Rock HudsonAgnes MooreheadCharles DrakeJane WymanVirginia Grey. Titolo originale: All that Heaven Allows. Genere Drammatico – USA1955durata 89 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Ricca vedova s’innamora, ricambiata, del figlio del suo giardiniere, più giovane di lei, suscitando l’ostilità dei due figli e degli amici. Il turgore sentimentale delle situazioni e l’improbabilità melodrammatica dei loro sviluppi sono riscattati dall’eleganza della messinscena (con una straordinaria fotografia a colori di Russel Metty), la cura del particolare psicologico, la precisione sociologica nella descrizione del contesto, l’attendibilità degli interpreti. Grande ammiratore di D. Sirk, R.W. Fassbinder lo rifece con La paura mangia l’anima .

Regia di Douglas McGrath. Un film Da vedere 2006 con Toby JonesSandra BullockDaniel CraigPeter BogdanovichJeff DanielsHope DavisCast completo Titolo originale: Infamous. Genere Biografico, – USA2006durata 110 minuti. Uscita cinema venerdì 12 gennaio 2007 distribuito da Warner Bros Italia. – MYmonetro 3,58 su 13 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un altro film su Truman Capote uscito a ruota di quello di Bennett Miller (2005) ma girato l’anno prima. Philip Seymour Hoffman vinse un Oscar col suo Capote; Jones è altrettanto bravo, ma in modo diverso, più sfumato. McGrath – anche sceneggiatore di una biografia di George Plimpton – ne ha fatto un film più corale e la Warner gli ha messo a disposizione un bel gruppetto di interpreti famosi, disposti anche ad accettare parti piccole. Basta vedere quant’è sgargiante l’assolo cantato dalla Paltrow in apertura. Comincia a New York come una commedia frivola e diventa un dramma dolente negli anni di lavoro passati da Capote a scrivere A sangue freddo (1965), non fiction novel sul quadruplice omicidio commesso nel 1959. Corale e più esplicito nell’esporre l’omosessualità dello scrittore e il suo rapporto con Perry Smith (Craig), autore materiale degli omicidi. Corale e policromo: brillante nella descrizione dell’alta società di New York; pastellato per la piccola borghesia di una cittadina del Kansas; cupo, quasi bianconero nella prigione (fotografia: Bruno Delbonnel).

Risultati immagini per Terrore dallo Spazio profondo

Un film di Philip Kaufman. Con Donald SutherlandBrooke AdamsLeonard NimoyVeronica CartwrightJeff Goldblum.  Titolo originale Invasion of the Body Snatchers.FantascienzaRatings: Kids+13, durata 115 min. – USA 1978MYMONETRO Terrore dallo spazio profondo * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 5 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una forma di vita extraterrestre si riproduce sulla Terra dando origine ad una strana pianta i cui baccelli hanno la capacità di duplicare nelle fattezze e nella personalità gli esseri umani colti nel sonno e di sostituirsi ad essi. Elizabeth Driscoll che ha trovato una di queste piante e incuriosita l’ha portata a casa, comincia ad avvertire l’agghiacciante sensazione che il suo compagno Jeff sia diventato un’altra persona. La ragazza si confida con il collega Matthew Bennell. Questi, appreso dall’amico psichiatra David che numerosi pazienti lamentano le stesse ansie, si risolve ad avvertire le autorità, incontrando da un lato scetticismo e incredulità e dall’altro sospetta disponibilità. Matthew non sa più di chi fidarsi, ma è tardi. I baccelli, ormai, hanno invaso la città.

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Fuga da Hollywood | Il Cineocchio

Regia di Dennis Hopper. Un film con Dennis HopperStella GarciaJulie AdamsTomas MilianDon GordonRoy EngelCast completo Titolo originale: The Last Movie. Genere Drammatico – USA1971durata 100 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Nelle Ande, sul set di un western concluso, indiani peruviani, catturati dal fascino esercitato su di loro dalle tecniche del cinema, coinvolgono tutto il villaggio in una sorta di ricostruzione in cui mescolano finzione e realtà e fanno di Kansas (Hopper), lo stuntman che ne è il romantico protagonista, una vittima sacrificale. “In tutto il materiale girato da Dennis c’era un gran bel film” (P. Fonda). Hopper lo montò in modo sconsiderato, sabotandolo. Bizzarro, velleitario, ricco di idee registiche. Premio Fipresci a Venezia 1971.

Locandina italiana Fuochi d'artificio in pieno giorno

Un film di Yinan Diao. Con Liao Fan, Lun Mei GWEI, Xuebing Wang, Jingchun Wang, Yu Ai Lei.Titolo originale Bai Ri Yan Huo. Poliziesco, Ratings: Kids+13, durata 106 min. – Cina 2014. – Movies Inspired uscita giovedì 23 luglio 2015. MYMONETRO Fuochi d’artificio in pieno giorno * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Nell’estate del 1999 un detective della polizia indaga su uno strano caso di omicidio: brandelli della vittima vengono ritrovati contemporaneamente in diverse cave di carbone. Nel corso delle indagini però un confronto a fuoco uccide i suoi colleghi e lo lascia ferito e traumatizzato. Cinque anni dopo, in inverno, la situazione è molto peggiore per lui e per il mondo in cui vive. Lo ritroviamo ubriaco al margine della strada, non è più poliziotto ma lavora come guardia privata, e lo sconosciuto che si ferma per vedere se è ancora vivo in realtà lo fa per rubargli la moto.
Il ripresentarsi di omicidi simili a quelli del 1999 lo spinge tuttavia a ricominciare le indagini in privato.

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Regia di Derek Cianfrance. Un film Da vedere 2010 con Michelle WilliamsRyan GoslingMike VogelJohn DomanBen ShenkmanReila AphroditeCast completo Genere Drammatico, – USA2010durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 14 febbraio 2013 distribuito da Movies Inspired. – MYmonetro 3,53 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Scritto con Joey Curtis e Cami Delavigne, è una tristissima storia d’amore sotto il segno delle differenze che in una giovane coppia si acuiscono col tempo, e delle svolte che non arrivano. Si cita un blues di successo: “You Always Hurt the One Who Loves” (“Fai sempre del male a chi ama”). Gosling lo suona con l’ukulele, la Williams improvvisa un tip-tap per la strada. Pochi anni dopo i due si rinfacciano, rimpiangono, si accusano. Nel frattempo la fotografia luminosa dell’amore nascente diventa livida e cupa. Nulla da eccepire sulla bravura dei 2 protagonisti; la Williams si guadagnò anche una candidatura all’Oscar. La regia asseconda con puntiglio dolente i simboli, le allusioni, le trovate plastiche. Musiche di Grizzly Bear. Uscito in USA nel 2010, è rimasto congelato per 3 anni e distribuito da noi col contagocce (dalla meritoria Movies Inspired). Troppo sentimentale per il pubblico italiano?

Regia di David Wnendt. Un film Da vedere 2015 con Oliver MasucciFabian BuschChristoph Maria HerbstKatja RiemannFranziska WulfCast completo Titolo originale: Er Ist Wieder Da. Genere Commedia, – Germania2015durata 116 minuti. Uscita cinema martedì 26 aprile 2016 distribuito da Nexo Digital. – MYmonetro 3,58 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Adolf Hitler – Lui – si sveglia improvvisamente nella Berlino dei giorni nostri. Stranito dalla multiculturalità e dalla tecnologia, è accolto come un fenomeno da baraccone e tedeschi e turisti scattano foto con lui. Inizia una carriera in un programma TV comico. Diventa famoso. Scrive un libro. Continua a far ridere. L’unica a riconoscerlo è un’anziana ex deportata, ma dal momento che oramai è “fuori di testa”, nessuno le crede. Le cose orribili, che Lui proclama, rischiano di trovare terreno fertile in una Europa invasa da un odio xenofobo mai sopito. “Tutti mi avevano seguito perché tutti erano come me, non ci si può liberare di me perché sono una parte di voi. Ora le condizioni sono favorevoli!” Tratto dall’omonimo romanzo di Timur Vermes (oltre 2 milioni di copie solo in Germania e tradotto in 40 Paesi), già disponibile su Netflix Italia, è uscito in sala distribuito da Nexo Digital, purtroppo solo per 3 giorni. Wnendt fa interagire il suo Hitler con attori professionisti che seguono un copione e con improvvisazioni di gente vera in giro per la strada. Le 380 ore di materiale girato sono state montate in un film che fonde fiction e documentario in un’amara commedia di satira sociale. Film tedesco col maggiore incasso del 2015. Si riflette.

Regia di David Gordon Green. Un film Da vedere 2004 con Jamie BellKristen StewartRobert LongstreetTerry LoughlinDermot MulroneyCast completo Titolo originale: Undertow. Genere DrammaticoThriller – USA2004durata 108 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Dopo la morte della moglie, John Munn cresce i due figli, Chris, adolescente turbolento, e il più piccolo Tim, introverso e cagionevole, in un’isolata fattoria nei boschi della Georgia. La normalità della famiglia è interrotta dall’arrivo di Deel, il fratello di John, appena uscito di prigione e intenzionato a vendicarsi di un vecchio torto subito. In breve, la vita di Chris e Tim si trasformerà in un incubo.
Il vetro di una finestra va in frantumi, subito dopo, un uomo minaccia con il fucile un ragazzo: comincia una corsa sfrenata tra gli alberi, le baracche di un angolo rurale d’America, sopra un corso d’acqua, fino all’ufficio dello sceriffo. Chris ha una quasi-ragazza, figlia dell’uomo armato, ma non sarà la loro storia ad essere raccontata, presto rimossa dalla struttura narrativa principale. Davvero folgorante l’inizio di Undertow, quasi un saggio breve su come la macchina da presa può accarezzare la natura o sfiorare i corpi, sull’uso creativo del fermo immagine, sui modi di trasmettere inquietudine e dolore fisico, dentro e fuori lo schermo. Alcuni incipit hanno il dono di riassumere tutto il racconto con pochi, brevissimi piani d’immagini, con una giustapposizione di concetti forti, precisi, ineluttabili. E il terzo film diretto da Adam Gordon Green funziona precisamente così: sintetizza il tema nei titoli di testa, rivelando la violenza alla quale saranno sottoposti Chris e Tim, la loro, forsennata fuga verso la salvezza fino alla definitiva resa dei conti (ancora) nell’acqua. A livello macro-narrativo, il rimando ad un capolavoro come La morte corre sul fiume appare immediato, ma la sceneggiatura, firmata dal regista insieme a Joe Conway, incrocia altre ispirazioni e fonti, cerca il contemporaneo, apporta variazioni sostanziali, stagliandosi oltre il pericolo di un confronto impossibile. Dopo George Washington, l’acclamato esordio, e All the Real Girls, meno riuscito, Green indovina le giuste modulazioni di una vicenda nerissima che sa aprirsi al fiabesco (alcune intonazioni della colonna sonora di Philip Glass, le monete spagnole e il traghettatore), al riferimento biblico, all’esposizione metaforica sul corpo di una nazione nata sulla violenza fratricida.
Alcune sequenze di marchio rurale-sublime, ben servite dalla fotografia di Tim Orr, richiamano l’inconfondibile stile di Terrence Malick, che, non a caso, figura tra i produttori con Edward R. Pressman e Lisa Muskat. Ottima la prova di Jamie Bell e di Josh Lucas: il giovane eroe, che deve difendere se stesso e il fratello minore, e l’orco da abbattere. Inconsueto, prezioso e sottilmente perverso.

Regia di David Freyne. Un film Da vedere 2017 con Ellen PageSam KeeleyAmy De BhrúnTom Vaughan-LawlorStuart GrahamCast completo Titolo originale: The Cured. Genere Horror – Irlanda2017durata 95 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Quando è scoppiata una sorta di apocalisse zombie, per via di un virus detto Maze che ha trasformato le persone in folli e veloci cannibali, la situazione è stata tenuta sotto controllo in varie Nazioni, ma non Irlanda. Qui l’emergenza è finita solo quando è stata trovata una cura dalla Dottoressa Lyons, però non tutti gli infetti vengono guariti e il 25% tra loro si è rivelato resistente alla terapia ed è stato dunque imprigionato. Tra questi c’è anche una persona cara alla dottoressa, che continua a lavorare per una cura più efficace. Le persone guarite hanno poi un serissimo problema: ricordano tutto quello che hanno fatto mentre erano impazzite e il loro reintegro nella società incontra forte opposizione. La giornalista e vedova, Abbie accetta di accogliere in casa sua Senan, appartenente alla terza e ultima ondata di persone curate e che era amico di suo marito. L’ex “capo-branco” del ragazzo però continua a interferire nella vita di Abbie e Senan.

Prime Video: Prince Avalanche

Regia di David Gordon Green. Un film Da vedere 2013 con Lynn SheltonLance Le GaultPaul RuddEmile Hirsch, Juniper Smith, Savanna Porter, Morgan Calderoni, Danni Wolcott, David L. Osborne Jr., Enoch Moon, Larry Kretschmar, Gina Grande, Joyce Payne. Genere Commedia – USA2013, Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Alvin, un tipo contemplativo e affidabile, e il fratello della sua fidanzata, il giovane e irrequieto Lance, trascorrono l’estate lontani dalla città, impegnati a dipingere la striscia di mezzo di una carreggiata di campagna. Nella solitudine forzata di quei luoghi, nasce tra i due, passo dopo passo, tratto dopo tratto, un’amicizia imprevedibile, che sorge letteralmente dal nulla.
Un nulla simboleggiato dal paesaggio circostante, raso al suolo da un incendio un anno prima dell’arrivo della strana coppia, che, insieme alla striscia di mezzo, metafora chiara di una relazione in via di costruzione (con le sue intermittenze e la sua apertura a un futuro tutto da scrivere), illumina bene la cifra di un film che sa raccontare il molto con il poco.
David Gordon Green ritrova il miglior se stesso con questo remake di una pellicola islandese, dalla quale si può presumere vengano i sapori surreali e l’uso in chiave umoristica del silenzio. L’americanizzazione dello spunto, però, nelle sue mani, non solo non appare posticcia ma, al contrario, aggiunge senso al progetto, perché lo inserisce in un contesto di rimandi cinematografici e letterari tipicamente americani, che comprendono il vecchio cowboy in sella al camion, il mito del viaggio e della natura incontaminata, ripresi da una prospettiva ironica ma mai del tutto spoetizzante.
Ad un ambiente bizzarro, quasi sinistro, com’è questo parco naturale del Texas spogliato di turisti e abitato solo da alberi bruciati e carcasse, si aggiunge una componente umana non meno bizzarra, rappresentata da un gentiluomo che scrive lettere d’amore e riflessioni sulla vita ma si crede un macho, perché dorme in tenda nel bosco e mangia radici, e da un ragazzino arrapato che non ha la più pallida idea di cosa fare della propria esistenza. Pur non comprendendosi a vicenda, i due condividono un’esperienza che ha delle coordinate apparentemente assurde ma una sincerità rara. Esattamente come il film che li contiene.
Ma la bellezza maggiore di Prince Avalanche è soprattutto nella malinconia che lo permea, descritta attraverso le conseguenze della noia e nella sequenza dolorosa della donna che fruga tra le ceneri della sua casa distrutta, perché impedisce di fare dell’assurdo sopra citato un sinonimo soltanto di ridicolo e ci ricorda piuttosto che la vita è costitutivamente sconvolta e contraddittoria: l’improvvisazione di gente strana in un posto altrettanto strano.

Locandina Millions

Un film di Danny Boyle. Con James NesbittDaisy DonovanLewis McGibbonAlex EtelChristopher FulfordCommediaRatings: Kids+13, durata 98 min. – Gran Bretagna, USA 2004uscita venerdì 8 aprile 2005. MYMONETRO Millions ***1/2- valutazione media: 3,58 su 26 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Durante un tentativo di rapina ad un treno, un’enorme borsa piena di denaro cade dal cielo e finisce nella mani di due giovanissimi fratelli orfani di madre che si trovano nella curiosa situazione di miliardari “a tempo”, visto che le sterline di lì a poco andranno fuori corso, con l’arrivo dell’euro…
All’apparenza classica commedia leggera, nemmeno troppo originale, visto che la storia del cinema è piena di storie nelle quali il protagonista si trova improvvisamente ricchissimo e deve spendere tutto in breve tempo, Millions, fin dalle primissime battute, si dimostra invece una favola di incredibile attualità, capace, sotto la maschera della comicità e della leggerezza di proporre la pubblico una infinita serie di riflessioni sul denaro, il senso della vita e della famiglia, la morte, il rapporto tra società e consumi.
Un vero e proprio pamphlet che Boyle gira con mano felicissima, riuscendo ad alternare momenti di pura e dirompente ilarità ad altri, amari, sinistramente gotici e sardonicamente ironici.
Già l’incipit del film, caratterizzato da un mix felicissimo tra musica, montaggio ed effetti speciali, tre elementi che andranno a braccetto per tutta la pellicola, dà un primo segnale positivo, confermato poi dalla bellezza dei personaggi proposti, ognuno dei quali rappresenta un microcosmo da esplorare e comprendere. Sublimi, e non avrebbe potuto essere diversamente, gli interpreti: le performance dei due ragazzini (Axel Etel e Lewis McGibbon), sono semplicemente definitive, ma anche i satelliti che gli orbitano attorno, offrono una prova d’alto livello. Boyle con Millions ritrova la freschezza e l’immediatezza dei primi lavori, proponendo un linguaggio cinematografico semplice ma ricercato, fatto di inquadrature atipiche, inserti visionari (non lisergici però…), la sua abituale ossessione per i soldi e i treni, elementi presenti in tutta la sua cinematografia, riuscendo a mantenere per tutto il film un difficile equilibrio, anche quando la, peraltro eccellente, sceneggiatura di Frank Cottrel-Boyce (Benvenuti a SarajevoCodice 46Butterfly Kiss), arranca leggermente nel prefinale, riuscendo persino a rendere credibile il particolarissimo happy end che chiude il sipario sulla pellicola.

Regia di Crystal Moselle. Un film Da vedere 2015 con Mukunda AnguloBhagavan AnguloJagadisa AnguloKrsna AnguloNarayana AnguloCast completo Titolo originale: The Wolfpack. Genere Documentario, – USA2015durata 80 minuti. Uscita cinema giovedì 22 ottobre 2015 distribuito da Wanted. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,50 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

I sette fratelli Angulo, di madre statunitense e padre Inca peruviano, sono cresciuti nel Lower East Side di Manhattan come su un’isola deserta: per anni infatti hanno vissuto segregati in casa, uscendo un massimo di nove volte l’anno, e qualche anno non uscendo mai. Papà Oscar era l’unico a possedere le chiavi di casa, a decidere come e quando ci si potesse spostare all’interno dell’appartamento, ad assicurarsi che moglie e figli non venissero “contaminati” dal mondo esterno. Sui suoi famigliari l’uomo, seguace del culto Hare Krishna, aveva un potere assoluto. Del resto per i suoi sei figli maschi e la sua unica figlia femmina, nonché per la consorte, Oscar era Dio: un dio intransigente, a volte violento, spesso ubriaco e fuori controllo, sempre onnipresente.
The Wolfpack, vincitore del Gran Premio della Giuria al Festival di Sundance nella sezione Documentari, racconta – o meglio, fa raccontare ai diretti interessati – l’esistenza anomala degli Angulo e la loro graduale acquisizione di una misura di autonomia e autodeterminazione. La regista esordiente Crystal Moselle si è imbattuta per caso nei sei fratelli e li ha avvicinati a poco a poco, entrando in sintonia con quel nucleo famigliare così anomalo attraverso il comune amore per il cinema. Gli Angulo infatti hanno una vera e propria venerazione per la Settima arte, comunicata ai figli proprio dal Dio-padre: solo attraverso il cinema hanno conosciuto la realtà, e infatti quando la incontreranno “dal vivo” continueranno a paragonarla a scene delle migliaia di film cui hanno assistito, che hanno collezionato in forma di vhs e dvd, unici supporti mediatici, insieme a una videocamera, in una casa in cui televisione, computer e persino telefono erano off limits, in quanto veicoli di contaminazione col mondo.
I ragazzi Angulo, tutti incredibilmente cinegenici, si raccontano come personaggi da film, e si divertono a reinterpretare i copioni (trascritti parola per parola alla macchina da scrivere) dei loro film preferiti, creando i propri costumi con materiali di risulta. Per cinque anni Moselle ha filmato il loro cinema nel cinema, testimoniando con una sovrapposizione a matrioska la messinscena che è l’intera vita dei ragazzi. Anche la storia stessa di The Wolfpack è imbevuta di cinema, da Gli acchiappafilm a Mosquito Coast, con sfumature che ricordano, per rimanere al passato recentissimo, PartisanMiss Violence e Mustang, tutte storie di padri padroni seguaci di culti (o culture), e dei loro figli (e mogli) confinati in casa.
The Wolfpack non è un film di finzione, ma si inserisce in quel nuovo filone documentaristico che indica l’autentica direzione futura del genere: quello storytelling autoctono che non è né documentazione oggettiva della realtà, né ibridazione da docufiction (come Sacro G.R.A.The Wolfpack ricorda lo straordinario Stories We Tell di Sarah Polley, che ricostruiva la vicenda della madre dell’attrice canadese lasciando spazio a rivelazioni che si dispiegavano in tempo reale davanti agli occhi della figlia (e ai nostri). Sia in Stories We Tell che in The Wolfpack l’operazione registica è principalmente maieutica, l’intervento saggio e partecipe di una levatrice che accompagna e asseconda un parto naturale: forse non è un caso che dietro la cinepresa ci siano mani (e menti) femminili.
The Wolfpack è un’operazione metacinematografica che ha per location una camera oscura (l’appartamento a scatola cinese in cui sono rinchiusi gli Angulo, e nel quale ambientano le loro autorappresentazioni) animata da persone che sono simultaneamente esseri umani reali e interpreti cinematografici della propria esistenza. Ma è anche un commovente inno alla libertà come diritto umano inalienabile e una struggente presa di coscienza da parte di sei anime giovani (all’unica sorella andrebbe dedicato un film a parte) e una non più giovane.
Il vero salto di qualità però è compiuto dalla regista quando, dopo un’ora di documentario in cui hanno parlato i ragazzi e la moglie, dà voce anche a Oscar, contemplando la possibilità che esistano più sfumature in questa storia e più rifrazioni nel caleidoscopio umano, perché non esistono risposte semplici, né una comfort zone in cui trovare inequivocabilmente riparo. Questa si chiama onestà documentaristica, questo sì che è coraggio.

Regia di Craig Gillespie. Un film Da vedere 2017 con Margot RobbieSebastian StanAllison JanneyPaul Walter HauserJulianne NicholsonCast completo Titolo originale: I, Tonya. Genere BiograficoDrammaticoSportivo, – USA2017durata 121 minuti. Uscita cinema giovedì 29 marzo 2018 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,58 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Tonya Harding non ha avuto un’infanzia facile e le cose non le sono andate meglio crescendo. Eppure, sebbene sofferente d’asma e forte fumatrice, da sempre e per sempre poco amata dai giudici di gara, che non la ritenevano all’altezza di un modello da proporre, la Harding è stata una grande pattinatrice, la seconda donna ad eseguire un triplo axel in una competizione ufficiale e tuttora una delle pochissime ad averne avuto il coraggio, tanto che il film di Gillespie, che racconta la sua ascesa e la sua caduta, ripercorrendo la sua biografia dai 4 ai 44 anni, ha dovuto supplire con effetti speciali, non trovando nessuna controfigura disposta o capace di farlo.

Regia di Cristi Puiu. Un film Da vedere 2016 con Mimi BranescuJudith StateBogdan DumitracheDana DogaruSorin MedeleniCast completo Titolo originale: Sieranevada. Genere Drammatico, – FranciaRomaniaBosnia-Herzegovina2016durata 173 minuti. Uscita cinema giovedì 8 giugno 2017 distribuito da Parthénos. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,50 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A Bucarest, 3 giorni dopo l’attentato contro Charlie Hebdo di Parigi, il dottor Lary si riunisce con tutta la famiglia in casa di sua madre per commemorare il padre, morto 40 giorni prima, secondo l’usanza locale. Tensioni, segreti, bugie, gelosie e rancori esplodono sommessamente tra i componenti della famiglia, mentre trapelano qua e là paure, ricordi e nostalgie del regime comunista di Ceau51escu. Si fanno i conti e le verità emergono per tutti. Tutto (o quasi) si svolge all’interno delle pareti domestiche, dove tutti vanno in cucina a fumare, le porte si aprono e si chiudono continuamente su stanze più o meno illuminate, arredate in modi diversi, dove passano cibi a volontà e nessuno mangia (fino all’ultima scena). Un affresco acuto e a tratti ironico sulla società rumena 25 anni dopo la condanna a morte del dittatore. Non cercare significativi strani per il titolo: Puiu l’ha scelto – con vago sapore western – affinché non lo cambiassero all’estero.

Regia di Cristian Mungiu. Un film Da vedere 2012 con Cosmina StratanCristina FluturValeriu AndriutaDana TapalagaCatalina HarabagiuCast completo Titolo originale: Dupa dealuri. Genere Drammatico, – Romania2012durata 155 minuti. Uscita cinema mercoledì 31 ottobre 2012 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,45 su 15 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

3° film scritto e diretto dal rumeno Mungiu, ispirato a 2 romanzi non-fiction di Tatiana Niculescu Bran: Spovedanie la Tanacu (2006), poi adattato per il teatro e messo in scena a New York nel 2007, e Cartea judecatorilor (2007). È la storia vera della giovane Alina che torna dalla Germania per ricongiungersi con Voichita, conosciuta in orfanotrofio, l’unica persona che ama e da cui è stata amata. La ragazza, però, ha trovato Dio in un piccolo convento in Moldavia ed è riluttante a ricominciare la relazione. Alina si scontra con l’incapacità del prete, capo della comunità, e delle monache di capire la sua sofferenza. Dalla reciproca incomprensione si passa alla sopraffazione fisica. Inconfondibile lo stile di regia: scene lentamente dilatate nel tempo e con un unico punto di ripresa che spesso riunisce nell’inquadratura diversi personaggi. Privo di ogni pathos melodrammatico, è il realismo malinconico di una tragedia quieta. Distribuisce BIM.

Locandina Chappaqua

Un film di Conrad Rooks. Con Jean-Louis BarraultWilliam S. BurroughsRavi ShankarAllen GinsbergPaula Prichett. continua» Drammaticodurata 92 min. – USA 1966MYMONETRO Chappaqua ***1/2- valutazione media: 3,50 su 5 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Assuefatto all’uso degli stupefacenti, un ragazzo si reca da New York in Francia per farsi disintossicare. Incubi e visioni paurose sono più forti della sua volontà ed egli scappa dall’ospedale per trovare un po’ di droga. Chappaqua ha ottenuto il Leone d’Argento alla mostra di Venezia del 1966.

Locandina Io sto con gli ippopotami

Un film di Italo Zingarelli. Con Bud SpencerTerence HillJoe Bugner, May Dlamini, Hugh Rouse, Dawn Jurgens, Ben Masinga, Lee Marcowitz, Malcolm Kirk, Nick Van Rensburg, Sandy Ngkomo, Mike Schutte, Johan Naudé, Joseph Szucs Avventuradurata 109 min. – Italia 1979MYMONETRO Io sto con gli ippopotami ***1/2- valutazione media: 3,50 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un commerciante africano di pochi scrupoli cattura numerosi animali e intende spedirli in Canada. Tom e Slim, due simpatici avventurieri amici della natura (affittavano armi caricate a salve ai cacciatori), si mettono da soli contro l’organizzazione dell’uomo d’affari e riescono a liberare gli animali.

Regia di Claude Sautet. Un film Da vedere 1974 con Michel PiccoliGérard DepardieuSerge ReggianiYves MontandJean RochefortCast completo Titolo originale: Vincent, François, Paul et les autres. Genere Commedia – Francia1974durata 120 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

Ogni domenica, tre amici di vecchia data – Vincent (Montand), piccolo industriale, François (Piccoli), medico, e Paul (Reggiani), giornalista – si ritrovano con un amico più giovane, Jean (Depardieu), pugile dilettante, le rispettive consorti o amiche, ognuno con i suoi problemi. Con un taglio caloroso e nel contempo cronachistico, è un quadro tenero e intimista della Nouvelle Vague giscardiana degli anni ’70, in cui Sautet passa da un personaggio all’altro con armonia unificante. Gli interpreti sono straordinariamente efficaci e credibili. All’origine c’è un romanzo di Claude Néron che ha collaborato alla sceneggiatura con Sautet e Jean-Louis Dabadie.

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Un film di Richard C. Sarafian. Con Richard Harris, John Huston, Ben Carruthers, John Bindon Titolo originale Man in the Wilderness. Western, durata 105′ min. – Gran Bretagna 1971. MYMONETRO Uomo bianco, va’ col tuo dio! * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

1820, Canada. Ferito gravemente da un orso, abbandonato dai suoi compagni, lasciato al suo destino dagli indiani, una guida se la cava e impara a sopravvivere con lo scopo di vendicarsi. Buon western, insolito ed efficace, molto ben ambientato e con un ottimo Harris alle prese con le sue nevrosi. Indimenticabile la bellissima immagine iniziale di una nave, montata su ruote, che viaggia attraverso pianure e colline. Scritto da Jack DeWitt, basato sulla storia vera del cacciatore di pellicce Hugh Classa. Fotografia: Gerry Fisher.