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Locandina italiana PolyesterUn film di John Waters. Con Tab Hunter, Divine, Edith Massey Commedia, durata 86 min. – USA 1981. MYMONETRO Polyester * * * - - valutazione media: 3,38 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

 

Questo film può essere considerato uno spartiacque tra la precedente (oltraggiosa e per palati forti) produzione del cineasta e quella successiva sempre spiritosa e anticonvenzionale ma con un occhio al grande pubblico. Si narrano le “normali” vicende di una famiglia “normale” con una moglie (grassa e bruttina), un marito (proprietario di una catena di cinema porno), un figlio (un delinquente denominato “l’acciaccatore”) e una figlia (di costumi facili). Il padre tradisce la madre e lei si vendica, i due figli si redimono, ma alla fine scoppia una tragedia anche se in chiave comica. La moglie è interpretata da Divine, un travestito divenuto famoso anche come cantante. La trovata pubblicitaria del film fu l’Odorama, un cartoncino con delle piastrine maleodoranti da grattare. Continua a leggere

Photobucket Pictures, Images and PhotosUn film di Francis Ford Coppola. Con Martin Landau, Jeff Bridges, Frederic Forrest, Dean Stockwell, Christian Slater. Titolo originale Tucker – The Man and His Dream. Biografico, Ratings: Kids+16, durata 111′ min. – USA 1988. MYMONETRO Tucker – Un uomo e il suo sogno * * * - - valutazione media: 3,30 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

1945, Preston Tucker, geniale e visionario inventore di tecnologie realizzate artigianalmente, rivela un suo progetto destinato a rivoluzionare il trasporto su quattro ruote. Le grandi compagnie cercano di fermarlo e ci riescono. È una storia vera, ricostruita sui ricordi del figlio di Tucker, ma è anche una metafora autobiografica. Bello da guardare (fotografia di Vittorio Storaro), ma non del tutto riuscito. Continua a leggere

Poster LolaUn film di Rainer Werner Fassbinder. Con Mario Adorf, Barbara Sukowa, Armin Mueller-Stahl, Udo Kier Drammatico, durata 115′ min. – Germania 1981. MYMONETRO Lola * * * - - valutazione media: 3,33 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Lola è l’attrazione di un bordello di provincia il cui padrone è il ricco costruttore Schuckert. Seduce un incorruttibile funzionario, lo sposa e rileva il bordello. Scritto dagli stessi sceneggiatori di Il matrimonio di Maria Braun, è meno riuscito, ma più divertente. Morale: sesso e denaro, strettamente legati, determinano la vita degli uomini. Come in Balzac. Continua a leggere

Risultati immagini per L'Uomo di KievUn film di John Frankenheimer. Con Alan Bates, Elizabeth Hartman, Dirk Bogarde Titolo originale The Fixer. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 132′ min. – Gran Bretagna 1968. MYMONETRO L’uomo di Kiev * * * - - valutazione media: 3,33 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo (1966) di Bernard Malamud sceneggiato da Dalton Trumbo. Nella Russia del 1911, un giovane artigiano ebreo è ingiustamente accusato di stupro dalla figlia del suo padrone che lui aveva respinto. Il giudice istruttore a lui favorevole viene assassinato. Interviene un onesto funzionario. Un ottimo Bates rende ancora più efficace la denuncia contro l’antisemitismo e il razzismo del romanzo, tradotta da Frankenheimer in immagini e atmosfere con grande efficacia. La M-G-M ridusse il film da 150 a 132 minuti.

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Un film di Francesca Archibugi. Con Stefania Sandrelli, Micheline Presle, Leonardo Ruta, Massimo Dapporto, Daniela Morelli. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 94′ min. – Italia 1988. MYMONETRO Mignon è partita * * * - - valutazione media: 3,29 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

A Roma la scombinata famiglia Forbicioni ospita la giovinetta Mignon che viene da Parigi. È un po’ antipatica, ma turba i sogni del cugino Giorgio cui lei, però, preferisce un ragazzo di borgata. Scritta con due coetanee (Gloria Malatesta e Claudia Sparigia), è la brillante opera prima della giovane Archibugi, premiata da pubblico e critica. Sceneggiatura sapiente in delicato equilibrio tra patetico e comico sottovoce e un’omogenea squadra di attori. 5 David di Donatello (regista esordiente, attrice protagonista, attore non protagonista, sceneggiatura, suono) e 2 Nastri d’argento. Continua a leggere

Locandina italiana Loving Vincent

Regia di Dorota KobielaHugh Welchman. Un film Da vedere 2016 con Aidan TurnerHelen McCrorySaoirse RonanDouglas BoothJerome Flynn.Cast completo Titolo originale: Loving Vincent. Genere EventiAnimazione – Gran BretagnaPolonia2016, Uscita cinema lunedì 16ottobre 2017distribuito da Nexo Digital. – MYmonetro 3,40 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Quando il cinema incontra l’arte l’esito non è mai banale ed è sempre un arricchimento. Soprattutto se, come accade in Loving Vincent, ogni singolo fotogramma del film è realizzato a mano.

Dorota Kobiela, pittrice polacca, e il regista inglese Hugh Welchman, hanno intrapreso questa avventura sei anni fa per raccontare, attraverso uno stile da cinema noir, le ultime settimane di vita del pittore olandese trasferitosi ad Arles, in Francia, nel 1888.

Vincent Van Gogh, l’artista più noto al mondo, pioniere dell’arte contemporanea e personaggio tormentato, nel luglio 1890 si spara in un campo di grano nei pressi di Arles. Il giovane Armand Roulin, figlio del postino Roulin, unico amico di Van Gogh -, non convinto del suicidio dell’artista, ripercorre le sue ultime settimane di vita incontrando le persone che, anche nei momenti più drammatici, gli sono state vicine. 

Da Adeline, la padrona di casa del pittore, a pére Tanguy, fino al pescatore o il dottore Paul Gachet e la figlia tutti rigorosamente ritratti a olio, restituendo vita all’immediato e riconoscibile stile di Van Gogh. La casa gialla, il campo di grano e i fiori azzurri, la stanza con la sedia… realizzati con pennellate vivide, colori visionari e brillanti, e quel movimento fluido tipico del tocco “vangogghiano”, si alternano al bianco e nero delle parti narrative. 

Un film prodotto con tenace e minuzioso lavorìo in cui più di 100 artisti, con la tecnica del Painting Animation Work Station hanno animato un thriller interamente costituito da pittura che coinvolge totalmente lo spettatore.

Locandina italiana I guardiani del giornoUn film di Timur Bekmambetov. Con Konstantin Khabensky, Maria Poroshina, Vladimir Menshov, Galina Tyunina, Victor Verzhbitskiy, Zhanna Friske, Dima Martynov Titolo originale Dnevnoy dozor. Fantastico, durata 132 min. – Russia 2006. – 20th Century Fox uscita venerdì 9 novembre 2007. MYMONETRO I guardiani del giorno * * * - - valutazione media: 3,38 su 31 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel mondo vige da mille anni una fragile tregua: è una pausa nella eterna lotta fra le forze del bene e quelle del male, eserciti composti da entità sovrannaturali che si battono in una dimensione parallela a quella dell’uomo. L’armistizio si regge sull’equilibrio delle forze: solo un’arma o un individuo capace di romperlo può far ricominciare la guerra. A controllare che nessuno rompa la tregua ci sono i guardiani del giorno e quelli della notte. La nascita di Egor sembra far pendere l’ago della bilancia dalla parte dell’oscurità.
Il tentativo delle forze del male di far scoppiare una guerra finale contro le forze del bene è al centro di Guardiani del giorno, il secondo capitolo della trilogia di produzione russa e diretta dal kazako Timur Bekmambetov.
La saga è tratta da una serie di libri di grande successo in Russia, scritti da Sergei Lukyanenko, che hanno venduto oltre di 2 milioni e mezzo di copie. Lo stesso autore è stato coinvolto nella stesura della sceneggiatura. Il film è girato con un grande utilizzo di effetti speciali, tutti al servizio di una storia a tratti difficile da seguire ma che si lascia consumare con piacere. Più in generale, di Guardiani del giorno stupisce la maturità del cinema russo, una scuola dalla grande tradizione e che, all’alba del XXI secolo, dimostra di potersi lanciare nel mercato globale dei grandi blockbuster d’azione fantasy, una cosa impensabile per il cinema italiano.
Colpisce anche la qualità del testo: non solo battaglie ed esplosioni pirotecniche; c’è tanto della tradizione letteraria russa: la burocrazia oscura e opprimente dei guardiani del giorno; l’ineludibilità del destino e il peso, evidente nella trama, della Guerra Fredda combattuta e perduta. Un consiglio: se lo andate a vedere assicuratevi di vedere prima il prequel, I guardiani della notte.

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Locandina Hollywood, VermontUn film di David Mamet. Con Alec Baldwin, William H. Macy, Sarah Jessica Parker, Philip Seymour Hoffman, Julia Stiles. Titolo originale State and Main. Commedia, durata 105 min. – Francia, USA 2000. MYMONETRO Hollywood, Vermont * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La troupe di una produzione arriva nella cittadina di Waterford nel Vermont. La location parrebbe ideale per la storia, ambientata alla fine dell’800. I personaggi sono: un regista sull’orlo di una crisi di nervi (naturalmente), un divo che ha una passione per le adolescenti (con relativi guai in passato), una diva emotiva con una sua problematica contorta, sempre sul punto di far saltare il contratto, lo sceneggiatore, timido e disarmato costretto, da un minuto all’altro, a stravolgere la storia dal titolo Il vecchio mulino) perché il mulino che doveva esserci, con tanto di risparmio di budget, è andato in fiamme nel 1960. Poi ci sono i locali, il sindaco, il procuratore, il medico, i contadini: tutti impazziti per il film. Infine c’è la bella autoctona, a suo modo artista, che si innamora dello scrittore. Il resto è il mondo paradossale del cinema, gli ostacoli che si pongono, insuperabili, risolti all’ultimo col colpo di genio… o di denaro. Tutto sta per crollare perché il divo si è di nuovo messo nei guai con la ragazzina. Ed ecco il “coniglio” che mette tutti d’accordo. Il cinema, – con la sua confusione, con le sue regole dove tutto va bene, tutto va male – alla fine ha sistemato tutto. Per la gioia di tutti. Il filo d’oro del genere, da Viale del tramonto ai Protagonisti, viene ripreso in tutta nobiltà. Mamet è anche lo sceneggiatore, ed è intelligente, leggero. Si sorride, si sta bene. Non c’è violenza, non c’è neppure la scappatoia del sesso. Profumo di Allen e di Cohen. E davvero non è poco. Continua a leggere

Risultati immagini per Cloud Atlas

Regia di Tom TykwerLilly WachowskiLana Wachowski. Un film con Tom HanksHalle BerryJim BroadbentHugo WeavingJim SturgessDoona BaeCast completo Genere Fantascienza – USAGermaniaSingaporeHong Kong2012durata 172 minuti. Uscita cinema giovedì 10gennaio 2013distribuito da Eagle Pictures. – MYmonetro 3,29 su 246 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sei storie si svolgono in parallelo anche se ambientate in sei epoche diverse, come se fossero presenti in un’unica dimensione senza tempo. A metà ottocento un avvocato americano si adopera contro la schiavitù, negli anni ’30 un giovane compositore bisessuale viene incastrato da un grandissimo autore presso il quale lavora, a San Francisco negli anni ’70 una giornalista cerca di svelare un complotto per la realizzazione di un reattore nucleare, ai giorni nostri in Inghilterra un anziano editore viene incastrato e internato in una casa di cura da cui cercherà di fuggire, nella Seul del 2144 un clone si unisce ai ribelli e scopre che quelle come lei sono utilizzate come cibo per altri fabbricati e infine nel 2321 in una Terra ridotta all’eta della pietra da una non ben identificata apocalisse un uomo entra in contatto con i pochi membri di una civiltà tecnologicamente avanzata e si ribella alla tribù dominante.
Il gigantesco progetto di Tom Tykwer, a cui si sono uniti in corsa (sia per la scrittura che per la regia) i fratelli Wachowsky, è il film più costoso della storia della Germania ed essendo stato realizzato senza l’aiuto di nessuna grande produzione è probabilmente anche il film indipendente più costoso di sempre.

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Risultati immagini per Il Flauto magico bergmanUn film di Ingmar Bergman. Con Ulrik Cold, Josef Kostlinger, Brigit Nordin, Irma Urrila, Elisabeth Eriksson. Titolo originale Troll flöjten. Drammatico, durata 135′ min. – Svezia 1974. MYMONETRO Il flauto magico [1] * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In un Egitto immaginario il principe Tamino, scortato dall’uccellatore Papageno, innamorato di Papagena, deve superare molte prove per essere felice con la bella principessa Pamina, la figlia della pericolosa regina della Notte. Bergman porta la cinepresa in teatro e trascrive il celeberrimo capolavoro (1791) di Mozart, cantato in svedese, con intelligenza, reverenza e garbo. Compagnia di interpreti “leggeri”, ma giovani cui il regista spiegò quel che voleva ottenere: “l’intimità, il tono umano, la sensualità, il calore, il contatto” (I. Bergman). Nel 1978 l’opera fu riportata sullo schermo in un film d’animazione di E. Luzzati e G. Gianini con un Papageno in carne e ossa che rende manifesta la morale della favola.

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Risultati immagini per L'Amico di Famiglia chabrol

Regia di Claude Chabrol. Un film con Michel PiccoliClaude PiépluStéphane AudranClotilde JoanoEliana De SantisCast completo Titolo originale: Les noces rouges. Genere Giallo – Francia1973durata 90 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Cittadina della Francia Centrale. Pierre Maury ha una moglie costantemente ammalata ed ha intrecciato una relazione con Lucienne, moglie del sindaco Paul Delamare il quale chiede a lui, uomo di sinistra, di appoggiarlo nel corso delle imminenti elezioni. Mentre gli incontri tra i due amanti si intensificano, la moglie di Pierre muore. Morte naturale? È ciò che si vuole far credere. Intanto Hélène, figlia di primo letto di Lucienne, comincia ad insospettirsi per lo strano comportamento della madre.
Vincitore del premio della critica al festival di Berlino questo film di Claude Chabrol può essere considerato un modello del suo modo di fare cinema. Il richiamo ad Eschilo con una citazione dalle “Eumenidi” (Oreste: “O Dea, a te decidere se io sono innocente o colpevole. Quale che sia il tuo verdetto io lo accetterò”. Minerva: “È difficile poter giudicare, quale mortale sarebbe in grado di farlo?”) sembra voler collocare la vicenda in un contesto tragico classico. Di fatto però ci ricorda che da sempre la rappresentazione delle vicende umane (a partire dal teatro) ha trasfigurato uomini e donne reali che qui verranno mostrati nella loro quotidianità e nelle loro meschinità. 
Perché di colpe ce ne sono in questa provincia francese. Sono quelle più eclatanti che si riassumono nell’omicidio ma anche quelle di una borghesia chiusa in se stessa e volgarmente attaccata ai propri piccoli intrallazzi. Non ci sono eroi (neanche tragici) in questa storia di tradimenti nei confronti dei coniugi ma anche nei confronti della collettività (vedi il comportamento di Delamare). Semmai c’è la speranza in una nuova generazione (rappresentata da Hélène) che non ha alcun timore reverenziale e che, soprattutto, vuole vederci chiaro. Anche a costo di far saltare tutti gli equilibri.

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Locandina italiana PrisonersUn film di Denis Villeneuve. Con Hugh Jackman, Jake Gyllenhaal, Viola Davis, Maria Bello, Terrence Howard. Titolo originale Prisoners. Drammatico, durata 153 min. – USA 2013. – Warner Bros Italia uscita giovedì 7 novembre 2013. – VM 14 – MYMONETRO Prisoners * * * - - valutazione media: 3,48 su 63 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nella (apparentemente) tranquilla provincia americana due bambine di sei e sette anni, Anna ed Eliza, escono a giocare insieme e svaniscono senza lasciare traccia. I genitori, fra di loro amici, reagiscono nei modi più disparati (e disperati): Keller, il padre della piccola Anna, comincia una caccia all’uomo senza esclusione di colpi, mentre sua moglie Grace si imbottisce di psicofarmaci per attutire il dolore e lo sgomento; Franklin, il padre di Eliza, cerca di non farsi travolgere dalla sete di giustizia di Keller, la moglie Nancy invece pare disposta ad appoggiarne i modi estremi.Il detective Loki avvia le sue indagini fra intoppi burocratici e depistaggi, e comincia a chiedersi di chi sospettare, dato che anche il comportamento di Keller si fa sempre più equivoco. E la cittadina di provincia rivela di avere più scheletri in cantina (letteralmente) di quanto si potesse immaginare.
Primo film di produzione statunitense girato da Denis Villeneuve, il regista franco-canadese che ha firmato La donna che canta (candidato all’Oscar come miglior film straniero nel 2011), Prisoners va letto, e apprezzato, più nella sua valenza allegorica che nella sua funzione di entertainment. Il film gioca infatti sui codici del genere – la caccia all’uomo, l’indagine in corsa contro il tempo – da una prospettiva “altra”, scardinando la costruzione classica dei personaggi – il padre amorevole, il poliziotto scrupoloso – per disseminarla di contraddizioni e dare spazio alla fallibilità di ognuno. La riflessione più ampia riguarda gli Stati Uniti, raccontati come un paese che ha perso la fede e la capacità di proteggere i propri “figli”, pronto a ricorrere, e a giustificare, metodi disumani che classificano il nemico come una non-persona, privandolo della sua essenziale umanità.

Un luogo in cui la paranoia ha sostituito il buon senso e il caos domina sull’ordine, al di là delle apparenze e delle false sicurezze dell’American way of life.
Ognuno dei personaggi di Prisoners è, appunto, prigioniero di qualcuno o qualcosa, in primis di se stesso, incarcerato dalla paura, dal peso del passato, dall’inconsistenza della propria fibra morale. Il sottotesto religioso (fortissimo, a volte fastidiosamente invadente, ad esempio nell’uso reiterato di “musica da chiesa”) serve ad illustrare il percorso penitenziale e la sete di redenzione di quasi tutti i protagonisti, che non sanno più distinguere fra giusto, lecito e necessario, persi nello smarrimento generale.
Prisoners è l’amara parabola di una nazione che si domanda ancora se la tortura sia un mezzo accettabile per estorcere informazioni “indispensabili alla sicurezza nazionale”, e che insegue una verità sempre più sfuggente e sempre meno assoluta. Non è un caso che il simbolo al centro della trama sia un labirinto senza apparente via d’uscita. E la componente perturbante del film, sempre pronta a sconfinare in zona horror, rimane dentro ben dopo la visione.
La durata eccessiva del film va tuttavia a scapito dell’incisività della trama, e il budget consistente (o forse il maggior controllo creativo da parte della major produttrice) sembrano limitare l’autonomia autoriale di Villeneuve, più potente e compatto ne La donna che canta. Ma l’iconoclastia dello “straniero” all’interno di un format narrativo quintessenzialmente yankee è interessante e fortemente provocatoria.
Il cast stellare mette il proprio talento, e la propria valenza iconografica, a favore di quest’opera di demolizione del mito (cinematografico) americano. Unica nota stonata il casting di Melissa Leo nei panni di un’anziana signora che, visivamente, attinge ad un archetipo cinematografico così ben consolidato da rischiare l’effetto spolier.

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Risultati immagini per Incontriamoci a Saint LouisUn film di Vincente Minnelli. Con Margaret O’Brien, Mary Astor, Judy Garland, Lucille Bremer, Leon Ames.Titolo originale Meet Me in St. Louis. Commedia musicale, durata 113′ min. – USA 1944. MYMONETRO Incontriamoci a Saint Louis * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Saint Louis (Missouri), estate del 1903. La quieta vita della famiglia Smith (genitori, quattro figlie, un figlio, un nonno e la governante) è turbata dall’annuncio del capofamiglia avvocato che ha deciso di trasferirsi a New York. 3° film di Minnelli, il primo a colori e il migliore del suo primo periodo, benché diretto per sostituire George Cukor. Meno sentimentale di quel che sembra, questa deliziosa commedia con canzoni e balli (coreografie di C. Walters) è un omaggio nostalgico alla famiglia, all’America provinciale e ai suoi valori. La raffinata cornice e la sapiente rievocazione d’epoca (apogeo nella scena conclusiva dell’Esposizione Mondiale) non schiacciano i personaggi. Spiccano la Garland e la piccola O’Brien (Oscar speciale per la migliore attrice bambina) al centro della bella sequenza notturna di Halloween. Musica di prim’ordine.

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Risultati immagini per il fiume 1951Un film di Jean Renoir. Con Adrienne Corri, Esmond Knight, Thomas Breen Titolo originale The River. Drammatico, durata 95′ min. – Gran Bretagna 1951. MYMONETRO Il fiume [1] * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel Bengala, sulle rive del Gange, due ragazze inglesi s’innamorano di un ufficiale americano, mutilato di guerra, che, piuttosto di scegliere, se ne va. La vita continua. 1° film a colori (fotografia del fratello Claude) di Renoir e opera di transizione dal realismo sociale alla ricerca di narrazione “classica”. Ingiustamente rimproverato di essere un documentario lirico mancato e di mancata critica al colonialismo, è una favola esotica (il romanzo della scrittrice Rumer Godden da cui è tratto risulta poco più di un pretesto) sul rapporto tra uomo e natura nel quadro di un panteismo pagano intinto di misticismo orientale. Ampio e solenne, chiede allo spettatore adesione contemplativa più che coinvolgimento emotivo. Vi lavorò come assistente il futuro grande regista Satyajit Ray.

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Risultati immagini per Ultima notte a WarlockUn film di Edward Dmytryk. Con Henry Fonda, Anthony Quinn, Richard Widmark, Dorothy Malone, Dolores Michaels.Titolo originale Warlock. Western, durata 121 min. – USA 1959.MYMONETRO Ultima notte a Warlock * * * - - valutazione media: 3,47 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dopo l’ennesimo attacco della banda dei banditi di McQuown e la conseguente umiliazione dello sceriffo locale, gli abitanti del piccolo villaggio di Warlock decidono di far intervenire Clay Blaisedell, noto mercenario dalla pistola d’oro le cui gesta riecheggiano anche in un libro di cronache. Clay arriva a Warlock assieme al compagno e mentore Tom Morgan, con il quale decide di far aprire un saloon per bere e giocare d’azzardo. Quando si presentano gli uomini di McQuown, i due giustizieri li minacciano e li fanno fuggire tutti, ad eccezione del giovane Johnny Gannon, che decide di restare in città e di smettere con furti, assalti e imboscate. Mentre gli abitanti del villaggio sono pronti a festeggiare il nuovo corso di pace e giustizia, non lontano Tom Morgan uccide un uomo durante un assalto alla diligenza condotto da parte degli uomini di McQuown, così che interviene lo sceriffo della contea più vicina per promuovere legalmente un nuovo amministratore della giustizia. Continua a leggere

Un film di Alex Winter. Documentario, – USA 2012.

Un documentario che esplora la rivoluzione del download e Napster, i ragazzi che l’anno creato e l’impatto sul mondo. Continua a leggere

Risultati immagini per 2022 - I SopravvissutiUn film di Richard Fleischer. Con Joseph Cotten, Edward G. Robinson, Charlton Heston, Chuck Connors, Leigh Taylor-Young. Fantascienza, durata 97′ min. – USA 1973. MYMONETRO 2022: i sopravvissuti * * * - - valutazione media: 3,38 su 20 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo Make Room, Make Room (1966) di Harry Harrison, sceneggiato da Stanley R. Greenberg. Nel 2022 New York, immersa in un’atroce calura, ha 40 milioni di abitanti che si cibano di un plancton sintetico. Di che cosa è fatto? Un poliziotto fa un’orrenda scoperta. Più che l’azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l’atmosfera splendidamente resa all’insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. Ultimo ruolo di E.G. Robinson, meraviglioso nel finale.

Locandina italiana The Tree of LifeUn film di Terrence Malick. Con Brad Pitt, Sean Penn, Jessica Chastain, Fiona Shaw, Joanna Going. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 138 min. – India, Gran Bretagna 2011. – 01 Distribution uscita mercoledì 18 maggio 2011. MYMONETRO The Tree of Life * * * - - valutazione media: 3,36 su 251 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Texas, anni Cinquanta. Jack cresce tra un padre autoritario ed esigente e una madre dolce e protettiva. Stretto tra due modi dell’amore forti e diversi, diviso tra essi per tutta la vita, e costretto a condividerli con i due fratelli che vengono dopo di lui. Poi la tragedia, che moltiplica le domande di ciascuno. La vita, la morte, l’origine, la destinazione, la grazia di contro alla natura. L’albero della vita che è tutto questo, che è di tutte le religioni e anche darwiniano, l’albero che si può piantare e che sovrasta, che è simbolo e creatura, schema dell’universo e genealogia di una piccola famiglia degli Stati Uniti d’America, immagine e realtà.
L’attesa della nuova opera di uno degli sguardi più dotati e personali dell’arte cinematografica è ricompensata da un film tanto esteso, per la natura dei temi indagati, quanto essenziale. Popolato persino da frasi quasi fatte, che la genialità del regista riesce a spogliare di ogni banalità e a resuscitare al senso. Malick parla la sua lingua inimitabile, le cui frasi sono composte di immagini (tante, in quantità e qualità) e di parole (molte meno) in una combinazione unica, senza mai pontificare. Si ha più che mai l’impressione che con questo film, che parla a tutti, universalmente, non gli interessi comunicare per forza con nessuno, ma farlo innanzitutto per sé.
Testimone di una capacità rara di sapersi meravigliare, ha realizzato un film che non si può certo dire nuovo ma nel quale Terrence Malick si ripete come si ripropone il bambino nell’uomo adulto, per “essenza” vien da dire: ci si può vedere la maniera o, meglio, ci si può vedere l’autore. Continua a leggere

Locandina italiana Soul KitchenUn film di Fatih Akin. Con Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Ünel, Anna Bederke, Pheline Roggan. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 99 min. – Germania 2009. – Bim uscita venerdì 8 gennaio 2010. MYMONETRO Soul Kitchen * * * - - valutazione media: 3,42 su 62 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ad Amburgo, un cuoco di origine greca, Zinos, gestisce un infimo ristorante denominato Soul Kitchen. La clientela abituale sono i rozzi abitanti della periferia, interessati solo a tracannare birra e ingurgitare piatti surgelati o preconfezionati. Dentro e fuori dal Soul Kitchen ruota tutto il microuniverso di Zinos e relativi problemi: l’ambiziosa e viziata fidanzata Nadine è una giornalista rampante in partenza per la Cina, il fratello Illias un ladruncolo in libertà vigilata con il vizio del gioco, la cameriera Lucia è aspirante artista che vive in un appartamento occupato abusivamente e un vecchio compagno di scuola, Neumann, è disposto a tutto pur di comprare il locale e rilevarne il terreno. Un’ernia al disco improvvisa impone a Zinos delle sedute di fisioterapia e gli inibisce l’uso cucina, così che viene assunto un nuovo cuoco esperto di haute cuisine che, dopo uno scetticismo iniziale, trasforma il ristorante in un locale molto in voga capace di offrire buon cibo e musica soul.
Fatih Akin è un abile deejay del mondo del cinema, un giovane autore che ha saputo costruire un suo linguaggio melodico a partire da un’antologia di stili della New Hollywood di Scorsese, Schlesinger e Bob Rafelson. Questa eredità del cinema americano moderno, con la quale aveva finora raccontato i margini di una società multiculturale in pieno dissidio, pervade anche nell’atmosfera conviviale e disinvolta di Soul Kitchen. Cimentandosi con una vera commedia edificante, il giovane regista turco-tedesco mette da parte il tema del viaggio e delega il percorso di emancipazione sociale e di ricerca delle origini, alla musica (come nel documentario Crossing the Bridge) e all’elogio dell’edonismo. Continua a leggere

Un film di Ulu Grosbard. Con Robert Duvall, Robert De Niro, Charles Durning, Cyril Cusack, Kenneth McMillan. Titolo originale True Confessions. Drammatico, durata 108′ min. – USA 1981. – VM 14 – MYMONETRO L’assoluzione [2] * * * - - valutazione media: 3,38 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Los Angeles, 1948: un poliziotto, indagando su un omicidio, scopre che suo fratello, prete cattolico in carriera, ne è coinvolto. Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d’aria, cadute ma l’ambiente è descritto con finezza e intorno ai fratelli protagonisti c’è un gruppo di personaggi ben caratterizzati. All’origine c’è un romanzo di John Gregory Dunne. Continua a leggere