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Risultati immagini per Il Padrino - Parte IIIUn film di Francis Ford Coppola. Con Al Pacino, Diane Keaton, Andy Garcia, Talia Shire, Eli Wallach. Titolo originale The Godfather, Part III. Drammatico, durata 168 min. – USA 1990. MYMONETRO Il padrino – Parte III * * * - - valutazione media: 3,36 su 43 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Terzo capitolo della saga della famiglia Corleone diretto ancora una volta da Francis Ford Coppola. Al contrario delle prime due parti, che erano state volute espressamente dal regista, questa volta la spinta è la necessità finanziaria dettata dall’insuccesso commerciale delle sue ultime opere. Il costo rimane altissimo: 54 milioni di dollari. Ritroviamo Don Michael Corleone che nel frattempo è invecchiato e ha problemi di salute. È sempre più duro per lui mantenere il potere, inoltre ha assolutamente bisogno di un erede. Decide così, su consiglio della sorella Connie, di adottare il figlio illegittimo di Sonny, l’ambizioso Vincent. Si fa anche riferimento alla morte di papa Luciani e durante la rappresentazione della Cavalleria rusticana avverrà la strage finale. Diretto col grande senso del cinema a cui Coppola ci ha sempre abituati, è tuttavia il più debole dei tre Padrini e contiene momenti di manierismo. La palma per il più antipatico va senz’altro ad Andy Garcia, mentre quella del migliore a Eli Wallach. In ruoli di comparse troviamo Franco Citti e l’irriconoscibile Helmut Berger. Continua a leggere

Risultati immagini per 13 TzametiRegia di Géla Babluani. Un film Da vedere 2005 con George BabluaniPascal BongardAurélien RecoingFred Ulysse. Genere Thriller – FranciaGeorgia2005durata 93 minuti. Uscita cinema venerdì 30 giugno 2006 – MYmonetro 3,45 su -1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sebastien è un giovane operaio georgiano emigrato di 22 anni che, nella rassicurante provincia francese, si occupa di alcune riparazioni in una villa in stato di decadenza. La persona che lo ha assunto non è in grado di pagarlo perciò lui ruba una lettera con alcune indicazioni misteriose. E’ Infatti attratto dalla chimera di un grosso guadagno: segue le indicazioni sulla lettera per una sorta di caccia al tesoro e si ritrova così coinvolto in un giro clandestino da incubo in cui gli uomini scommettono sulla vita di altri uomini. Sebastien decide di sostituirsi a un morto per overdose e di partecipare, al posto suo, al gioco della roulette russa dove l’esistenza umana dipende da un tamburo che spara alla luce di una lampadina che si accende. Continua a leggere

Photobucket Pictures, Images and PhotosUn film di Wim Wenders. Titolo originale The Blues – The Soul of A Man. Documentario musicale, durata 100 min. – Germania 2003. MYMONETRO The Blues – L’anima di un uomo * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Wim Wenders apre la serie dei sette film, che saranno poi realizzati da Charles Burnett, Clint Eastwood, Mike Figgis, Marc Levin, Richard Pearce e Martin Scorsese, ideata per celebrare la musica blues, secondo il progetto «The Blues» prodotto da Martin Scorsese. L’anima di un uomo presenta la vita di tre grandi bluesmen all’interno di una cornice narrativa dove si mostra il Voyager, inviato dalla Nasa nello spazio nel ’77, che porta con sé, tra le testimonianze del genere umano del XX secolo, la canzone blues “The soul of man” di Blind Willie Johnson. Le tre vite narrate, tra fiction e documentario, sono quelle di Skip James, Blind Willie Johnson e J.B. Lenoir. La prima parte del film racconta, con sequenze ricostruite, le vicende che, tra la fine degli anni ’20 e gli inizi degli anni ’30, hanno coinvolto Blind Willie Johnson insieme agli esordi di Skip James. La seconda parte, ambientata invece negli anni ’60, ritrae, il ritorno sulla scena di Skip James e la vita di J.B. Lenoir, con sequenze originali del tempo tratte da filmati di due autori svedesi. Alle performance musicali dei protagonisti si alternano, con abilità registica, le esibizioni delle canzoni corrispondenti suonate da alcuni grandi del rock e del blues dei tempi più recenti, come Lou Reed, Nick Cave, Eagle Eye Cherry e John Mayall. L’ altalenarsi di interpretazioni diventa a tal punto suggestivo da rendere, oltre all’omaggio agli artisti, protagonista la musica e, allo stesso tempo, il cinema, per la sua capacità di raccontare ed emozionare. E’ infatti la sensibilità musicale e visiva di Wenders che genera la poesia di questo semi-documentario, nato dalla fedeltà del regista a ciò che più lo ha commosso di quelle canzoni, nel corso della sua vita. Il blues, si sa, narra sia la tristezza per le condizioni di vita degli schiavi d’America sia la speranza in un futuro migliore; il canto diventa dunque un mezzo per alleviare in chi canta e in chi ascolta un dolore tremendo e ingiusto; la potenza evocativa di quella musica rimane comunque sempre attuale e il ritratto compiuto da Wenders ne è certamente all’altezza. Continua a leggere

Photobucket Pictures, Images and PhotosUn film di Paul Wegener, Carl Boese, Henrik Galeen. Con Paul Wegener, Albert Steinruck, Lyda Salmonova, Carl Ebert, Jacob Tiedtke. Titolo originale Der Golem, wie er in die Welt kam. Fantastico, durata 85′ min. – Germania 1920. MYMONETRO Il Golem – Come venne al mondo * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nella Praga del Cinquecento, sotto il regno di Rodolfo II d’Asburgo, il rabbino Löw costruisce con l’argilla un potente automa, dandogli la vita _ ma non la parola _ con una formula magica. La creatura, però, si ribella al creatore. La storia è ispirata ad antiche leggende giudeo-cabalistiche che simboleggiano la creazione dell’uomo che vuole imitare Dio, creando un essere a propria immagine. Più volte rielaborate da scrittori dell’Europa centrale, furono messe a punto dal viennese Gustav Meyrink in un famoso romanzo (1915) fantastico. Sceneggiato dal regista _ che v’interpreta il ruolo del Golem _ con Henrik Galeen, rimane il miglior film sull’argomento per un concorso di fattori espressivi e tecnici: le originali scenografie di Hans Pölzig, la fotografia di Karl Freund, la potenza dinamica delle scene di massa, l’efficacia dei trucchi, la forza suggestiva del Golem stesso che influenzò non poco James Whale nel suo Frankenstein del 1931. Lo stesso Wegener aveva messo a punto storia e personaggio nei precedenti Der Golem, und wie er auf die Welt kam (1915) e Der Golem und die Tänzerin (1917). L’argomento fu ripreso nel 1935 da J. Duvivier in Le Golem e nel 1952 dal cecoslovacco Martin Fric in L’imperatore della città d’oro Continua a leggere

Risultati immagini per Da morireUn film di Gus Van Sant. Con Matt DillonNicole KidmanIlleana DouglasJoaquin PhoenixCasey Affleck.  Titolo originale To Die forCommediaRatings: Kids+16, durata 110 min. – USA 1995MYMONETRO Da morire * * * - - valutazione media: 3,36 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Suzanne Stone è una bionda e bella ragazza di Little Hope con un sogno nel cassetto: sfondare in televisione. Sposatasi all’adorante Larry Maretto, figlio di un ristoratore italo-americano in odore di mafia, si risolve a farlo fuori nel momento in cui l’uomo avanza la richiesta di un figlio e di una vita borghese e provinciale, inconcepibile ostacolo sulla strada di Suzanne per il successo. Sfruttando il suo potere di seduzione su tre adolescenti complessati, la Barbie killer mette a segno il suo colpo, ma non tutto va secondo i piani.
Tratto da un romanzo di Joyce Maynard e sceneggiato da Buck Henry, il primo lavoro di Gus Van Sant su commissione di una major non rinuncia a riflettere sulla forma, all’interno di un contesto narrativo sardonico ma non troppo originale.
Inaugurato da una straordinaria sequenza di titoli di testa, il racconto si costruisce come una serie di interviste ai congiunti di Suzanne, ripresi nei luoghi del lavoro e durante un talk show, alle quali si aggiunge un’autointervista della stessa signora Maretto, estremo e folle tentativo di ottenere l’ultima parola.  Continua a leggere

Un film di Robert Wise. Con Boris Karloff, Bela Lugosi, Henry Daniell, Russell Wade Titolo originale The Body Snatcher. Horror, b/n durata 77′ min. – USA 1945. MYMONETRO La iena – L’uomo di mezzanotte * * * - - valutazione media: 3,29 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Da un racconto di Robert L. Stevenson. Edimburgo 1831. Per le sue ricerche anatomiche il dottor MacFarlane (Daniell) ha bisogno di cadaveri. Se li procura servendosi del vetturino Gray (Karloff) che, quando non li trova nei cimiteri, ricorre all’omicidio. 2° film RKO del tandem Wise-Val Lewton (produttore e anche cosceneggiatore con lo pseudonimo di Carlos Keith), è diventato col tempo un piccolo classico dell’horror per la sobrietà di una scrittura che suggerisce invece di mostrare, l’atmosfera inquietante, il puntiglio della ricostruzione ambientale, la centralità del tema, caro a Lewton, della mescolanza di Bene e di Male, dunque della relatività dei valori morali correnti. È ispirato a un caso vero che mise a rumore l’opinione pubblica scozzese e inglese all’inizio dell’Ottocento e diede origine ad altri 2 film: Le jene di Edimburgo (1960) e Il dottore e i diavoli (1985), basato su una sceneggiatura scritta nel 1940 da Dylan Thomas.AUTORE LETTERARIO: Robert Louis Stevenson Continua a leggere

Locandina Fuga per la vittoriaUn film di John Huston. Con Sylvester Stallone, Michael Caine, Pelé, Bobby Moore, Osvaldo Ardiles. Titolo originale Victory. Guerra, Ratings: Kids+13, durata 116 min. – USA 1981. MYMONETRO Fuga per la vittoria * * * - - valutazione media: 3,48 su 24 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Seconda guerra mondiale. In un campo di prigionia tedesco, un gruppo di detenuti allenati da John Colby, famoso giocatore della nazionale inglese, viene sfidato da un ufficiale delle truppe naziste, il Maggiore Karl Von Steiner, a giocare una partita di calcio fra prigionieri alleati e soldati tedeschi. L’idea di una sfida sportiva fra fronti in guerra piace molto ai gerarchi nazisti, che decidono di far giocare la partita in un importante stadio della Parigi occupata e di renderla un grande evento di propaganda. Quando gli uomini interni al campo che lavorano segretamente con le forze della Resistenza francese vengono a sapere dell’evento, iniziano a pianificare, con l’aiuto della rude spia canadese Robert Hatch, un grande piano di fuga.
Anche se lo corteggia molto di frequente, il cinema non ama molto lo sport. Entrambi condividono infatti le potenzialità di un linguaggio semplice, diretto, che gioca su passioni genuine e sull’enfasi del movimento, ma è ovvio che il lavoro sedentario dell’illusione del cinema si adatta con non poche difficoltà alla competizione fisica e al sudore delle pratiche sportive. A fine carriera, John Huston rivolge invece la sua attenzione e l’esperienza di cineasta classico alla retorica sportiva per dare ulteriore ardore all’epica della grande Storia. Cercando di unire assieme la forza di una grande fuga alla John Sturges con la passione sportiva di Momenti di gloria e la carica ironica di Quella sporca ultima meta, Huston drammatizza un episodio realmente accaduto sul fronte orientale durante la Seconda guerra mondiale per raccontare la più grande vittoria della storia del Novecento: la sconfitta del nazi-fascismo.  Continua a leggere

finisterrae_2010Regia di Sergio Caballero Con Pau Nubiola, Pavel Lukiyanov, Santí Serra

Una notte, due fantasmi che indossano il classico cappuccio con i buchi per gli occhi, lasciano il magazzino in cui il festival musicale Sònar sta avendo luogo e decidono di incamminarsi sulla strada che va da Barcellona a Finisterre, in Galizia (ma nell’antichità visto anche come il luogo alla fine del mondo)… Continua a leggere

Un film di Joseph Kosinski. Con Jeff Bridges, Garrett Hedlund, Olivia Wilde, Michael Sheen, Bruce Boxleitner. Fantascienza, Ratings: Kids, durata 127 min. – USA 2010. – Walt Disney uscita mercoledì 29 dicembre 2010. MYMONETRO Tron – Legacy * * * - - valutazione media: 3,38 su 165 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nei quasi 30 anni che sono trascorsi dal primo Tron il mondo all’interno dei computer non è cambiato molto. Stesse voci orwelliane che parlano come da altoparlanti impartendo ordini ai programmi, stesso odio per i creativi, quasi stesse moto, stessi intercettatori e medesima passione per i videogiochi in stile Colosseo. Ad essere mutata è la leadership, non c’è più l’MCP ma C.L.U., il programma eletto e ribelle, l’angelo più vicino al Dio creativo Flynn, il quale incaricato di creare un mondo perfetto ha tradito e intrappolato il suo stesso creatore. Ora tocca al figlio di Kevin Flynn tentare di trovare e liberare il padre.
Il Tron del 1982 era un film Disney in tutti i sensi, prodotto divertente per famiglie tutto azione e fantasia. Aveva però anche la caratteristica inusuale di raccontare con rara precisione un mondo che nessuno raccontava, quello caro agli (allora pochi) appassionati di informatica. Sebbene filtrata da molte concessioni che la avvicinavano al fantasy, la storia di Tron metteva in scena piastre madri, sistemi I/O, programmi, codici, sistemi di controllo e via dicendo mantenendo inalterati i loro reali rapporti di forza. I programmi, simili ad umani che credono nei loro creatori come fossero divinità, interagivano con le componenti di un calcolatore seguendo le regole del vero mondo dell’informatica con una precisione tutta geek eguagliata solo dall’altro cult Wargames (oggi citato nella battuta: “L’unico modo di vincere è non giocare”). Continua a leggere

Locandina italiana Gli spostatiUn film di John Huston. Con Clark Gable, Marilyn Monroe, Montgomery Clift, Thelma Ritter, Eli Wallach. Titolo originale The Misfits. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 124′ min. – USA 1961. MYMONETRO Gli spostati * * * - - valutazione media: 3,42 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

A Reno (Nevada) per divorziare, Roslyn, vulnerabile showgirl di Chicago, fa amicizia con un anziano cowboy part-time, un meccanico e pilota di aereo, un cowboy da rodeo che, scandalizzando la sua sensibilità, vanno a caccia di cavalli selvaggi da vendere a peso per farne carne in scatola per cani. Lei s’innamora, ricambiata, del primo dei tre. Unica sceneggiatura scritta dal commediografo Arthur Miller con eccessi di verbosità letterale che Huston traspone in immagini con grande finezza e una sequenza (la cattura dei cavalli) da antologia. È una trenodia sulla fine dei cavalli nell’America che cambia, un ritratto indiretto di M. Monroe, la storia di una piccola comunità di sbandati che s’illudono di essere dei ribelli senza padrone, un’analisi del malessere nella società nordamericana. Ultimo film di Gable che morì il giorno dopo la fine delle riprese e di M. Monroe che, calandosi in un personaggio scrittole su misura, dà una prova del suo potenziale talento drammatico. Male accolto quando uscì, il film è cresciuto col passare degli anni. Continua a leggere

Un film di Frank Tashlin. Con Joan Blondell, Jayne Mansfield, Tony Randall, Henry Jones. Titolo originale Will Success Spoil Rock Hunter?. Commedia, Ratings: Kids+16, durata 95′ min. – USA 1957. MYMONETRO La bionda esplosiva * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Timido impiegato pubblicitario è costretto, per ragioni di lavoro e per i capricci di una top model, a esibirsi come celebre seduttore. Conciliare satira con comicità è meno facile di quel che si dice. Nell’adattare, seminandola di gag visive irresistibili, la commedia di G. Axelrod, Tashlin ci riesce. Uno dei più divertenti commenti sui costumi, la pubblicità, la TV, il sesso, il mondo degli affari americani degli anni ’50. La collinosa Mansfield marilineggia con piacere. “È il più all’avanguardia tra i film di Tashlin, e senza dubbio il più politico: di conseguenza, uno dei più incompresi” (J. Rosenbaum). Continua a leggere

Locandina La grande bellezzaUn film di Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Carlo Buccirosso, Iaia Forte. Drammatico, durata 150 min. – Italia, Francia 2013. – Medusa uscita martedì 21 maggio 2013. MYMONETRO La grande bellezza * * * - - valutazione media: 3,45 su 223 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Scrittore di un solo libro giovanile, “L’apparato umano”, Jep Gambardella, giornalista di costume, critico teatrale, opinionista tuttologo, compie sessantacinque anni chiamando a sé, in una festa barocca e cafona, il campionario freaks di amici e conoscenti con cui ama trascorrere infinite serate sul bordo del suo terrazzo con vista sul Colosseo. Trasferitosi a Roma in giovane età, come un novello vitellone in cerca di fortuna, Jep rifluisce presto nel girone dantesco dell’alto borgo, diventandone il cantore supremo, il divo disincantato. Re di un bestiario umano senza speranza, a un passo dall’abisso, prossimo all’estinzione, eppure ancora sguaiatamente vitale fatto di poeti muti, attrici cocainomani fallite in procinto di scrivere un romanzo, cardinali-cuochi in odore di soglio pontificio, imprenditori erotomani che producono giocattoli, scrittrici di partito con carriera televisiva, drammaturghi di provincia che mai hanno esordito, misteriose spogliarelliste cinquantenni, sante oracolari pauperiste ospiti di una suite dell’Hassler. Jep Gambardella tutti seduce e tutti fustiga con la sua lingua affilata, la sua intelligenza acuta, la sua disincantata ironia. Continua a leggere

Locandina Todo modoRegia di Elio Petri. Un film con Gian Maria VolontéFranco CittiMichel PiccoliMarcello MastroianniMariangela MelatoCast completo Genere Drammatico – Italia1976durata 130 minuti. Uscita cinema lunedì 13 aprile 2015Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro3,30 su 17 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Mentre nel Paese dilaga un’epidemia che causa numerose vittime nella casa per esercizi spirituali Zafer retta da gesuiti si radunano uomini politici, affaristi, banchieri tutti legati al partito dominante la Democrazia Cristiana. A condurre gli esercizi che dovrebbero far meditare gli intervenuti sui peccati commessi a causa di una distorta concezione dell’attività politica è Don Gaetano e al centro delle attenzioni di molti si trova il Presidente. Ben presto però la morte inizia a seminare la paura tra i convenuti e non si tratta delle conseguenze dell’epidemia ma di omicidi. Continua a leggere

Locandina Cristiana F. - Noi i ragazzi dello zoo di BerlinoUn film di Ulrich Edel. Con Natja Brunckhorst, Thomas Haustein, Jens Kuphal, David Bowie, Rainer Woelk. Titolo originale Christiane F. wir Kinder von Bahnhof Zoo. Drammatico, durata 124′ min. – Germania 1981. – VM 14 – MYMONETRO Cristiana F. – Noi i ragazzi dello zoo di Berlino * * * - - valutazione media: 3,29 su 55 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Storia vera di Christiane F. berlinese che diventò eroinomane a 13 anni e della sua caduta graduale agli stadi più bassi della tossicodipendenza. Tratto da un libro ricavato da 45 ore d’intervista con C.F., il film ha 2 difetti: eccesso di curiosità e distacco moralistico. Interessante come documento e testimonianza. Continua a leggere

Locandina TomboyUn film di Céline Sciamma. Con Zoé Héran, Malonn Lévana, Jeanne Disson, Sophie Cattani, Mathieu Demy. Drammatico, durata 84 min. – Francia 2011. – Teodora Film uscita venerdì 7 ottobre 2011. MYMONETRO Tomboy * * * - - valutazione media: 3,31 su 37 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Laure, dieci anni, insieme ai genitori e alla sorella Jeanne si trasferisce durante le vacanze estive. La mamma è incinta del terzo figlio (un maschio) e il padre è impegnato al lavoro. La bambina approfitta della distrazione degli adulti per prendere una decisione: nel nuovo ambiente si farà credere un maschio. E’ come Michael che farà le prime amicizie e, in particolare, attirerà l’attenzione di Lisa che finirà con l’innamorarsi del nuovo arrivato con il quale scambierà qualche bacio e momenti mano nella mano. Fino a quando potrà durare questa situazione? Céline Sciamma torna ad affrontare, dopo Water Lilies, le tematiche della scoperta della sessualità spostando però l’attenzione dalla fase adolescenziale a quella preadolescenziale. Trova in Zoé Héran l’interprete adatta per rappresentare, con la giusta dose di innocenza mista a un bisogno di esplorare, il cammino estivo di Laure. Sciamma osserva il microcosmo dei bambini con tenerezza e acume ma senza facili semplificazioni. Maschi e femmine in formazione non sono quegli esseri asessuati che gli adulti vorrebbero che fossero. Natura e società impongono le loro leggi e, in particolare la società, i loro modelli con cui confrontarsi e scontrarsi. Perché spesso sono più legati a stereotipi che a veri bisogni. Così Laure mentre decide di trasgredire facendosi passare per maschio finisce inconsciamente per aderire a quelle che ritiene debbano essere necessariamente le caratteristiche dell’altro sesso. Céline Sciamma, nel descrivere Laure, va oltre quella che avrebbe potuto costituire la gabbia episodica di un racconto di travestimento infantile e lascia lo spettatore con domande più ampie intorno alla definizione della sessualità propria di ogni individuo. In definitiva spetta a noi decidere se quell’estate sarà solo una parentesi nella vita della bambina oppure se ne segnerà il futuro. Continua a leggere

Un film di John Sturges. Con Rock Hudson, Ernest Borgnine, Lloyd Nolan, Tony Bill, Alf Kjellin. Titolo originale Ice Station Zebra. Avventura, durata 148′ min. – USA 1968. MYMONETRO Base artica Zebra * * * - - valutazione media: 3,25 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sommergibile nucleare USA parte in soccorso di una stazione meteorologica britannica al Polo Nord. Ma la missione è un’altra. Sono in lizza anche i sovietici. Tratto da un romanzo di Alistair MacLean, è un bellico-avventuroso di tempo di pace dove contano le parole più dei fatti e abbondano gli stereotipi della guerra fredda. Cast tutto maschile, molti mezzi, paesaggi suggestivi. Continua a leggere

Un film di Samuel Fuller. Con Rod Steiger, Charles Bronson, Ralph Meeker, Sara Montiel. Titolo originale Run of the Arrow. Western, durata 86′ min. – USA 1957. MYMONETRO La tortura della freccia * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dopo la guerra di Secessione un soldato sudista se ne va di casa e, rifiutando gli Yankees e gli Stati Uniti, cerca di diventare un pellerossa Sioux. Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di Fuller. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. “Per Fuller soltanto questa conoscenza degli estremi può favorire la nascita di un eventuale umanesimo” (J. Lourcelles). Prodotto dalla RKO e distribuito dalla Universal. Continua a leggere

Risultati immagini per La Donna FantasmaUn film di Robert Siodmak. Con Franchot Tone, Elisha Cook, Alan Curtis, Ella Raines Titolo originale Phantom Lady. Giallo, Ratings: Kids+13, b/n durata 87′ min. – USA 1944. MYMONETRO La donna fantasma * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Da un romanzo (1942) di Cornell Woolrich (firmato William Irish): pochi credono nell’innocenza di un uomo accusato di uxoricidio; il suo unico alibi è una misteriosa signora incontrata per caso in un bar: dov’è? Film nero coi controfiocchi che riesce a coniugare l’espressionismo tedesco e l’ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con Elisha Cook Jr. alla batteria. Il bizzarro cappello d’alta moda dell’inizio diventa il deus ex machina dell’intrigo. In una sequenza lo indossa Aurora, sorella di Carmen Miranda. Continua a leggere

Locandina Mano pericolosaUn film di Samuel Fuller. Con Thelma Ritter, Richard Widmark, Jean Peters Titolo originale Pickup on South Street. Poliziesco, Ratings: Kids+13, b/n durata 80′ min. – USA 1953. MYMONETRO Mano pericolosa * * * - - valutazione media: 3,25 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Candy, la segretaria di un avvocato che in realtà fa parte di una rete spionistica, trasporta senza saperlo un microfilm contenente formule atomiche segrete da recapitare a un laboratorio. Ma sul metro viene scippata. Con un ritmo serratissimo, Fuller ha fatto un’aspra mistura di crimine, violenza e anticomunismo. Notevoli gli interpreti. Continua a leggere

Locandina italiana Cous CousUn film di Abdel Kechiche. Con Habib Boufares, Hafsia Herzi, Faridah Benkhetache, Abdelhamid Aktouche, Bouraouïa Marzouk. Titolo originale La Graine et le Mulet. Drammatico, durata 151 min. – Francia 2007. – Lucky Red uscita venerdì 11 gennaio 2008. MYMONETRO Cous Cous * * * - - valutazione media: 3,33 su 141 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Beiji, 6o anni, lavora alla riparazione delle imbarcazioni nel porto di Sète, vicino a Marsiglia. Poco disposto alla flessibilità che la nuova organizzazione impone, viene licenziato. Beiji è divorziato e ha una nuova compagna ma non ha perso i contatti con la famiglia. Ora l’uomo vuole realizzare un sogno: ristrutturare una vecchia imbarcazione e trasformarla in un ristorante in cui proporre come piatto forte il cuscus al pesce. Nonostante le difficoltà economiche Beiji trova l’aiuto di tutti i familiari e l’impresa pare destinata al successo. Abdel Kechiche, dopo quel film particolarmente interessante e ‘nuovo’ che è stato La schivata, torna a parlare del mondo che conosce meglio e cioè di quello degli arabo-francesi integrati da decenni nella società dell’area marsigliese ma comunque, in qualche misura, visti sempre come ‘diversi’. Non c’è però alcun pietismo buonista nel suo cinema. C’è piuttosto, in particolare in questo film, la voglia di raccontare le dinamiche familiari in un ambito in cui gli uomini pongono problemi ma non li risolvono. Sono le donne, pur con le loro invidie reciproche e le frustrazioni più o meno espresse, a prendere in mano le situazioni anche nei momenti di maggiore crisi cercando una via d’uscita, talvolta traumatica e talaltra propositiva. Continua a leggere