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Locandina M. Butterfly

Un film di David Cronenberg. Con Jeremy IronsJohn LoneBarbara SukowaIan RichardsonShizuko Hoshi. continua» Drammaticodurata 100 min. – USA 1993MYMONETRO M. Butterfly ***-- valutazione media: 3,37 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un diplomatico francese in Cina si innamora di una cantante d’opera. È convinto di aver trovato la propria Butterfly ma non si rende conto che si tratta di un uomo che, oltre a tutto, comunica quanto lui rivela al proprio governo. Cronenberg si conferma indagatore di corpi e anime e dell’ambiguità della loro interazione anche se, quando pretende di fare cronaca (un caso analogo è realmente accaduto), rischia delle incongruenze. Come nella scena rivelatrice sul furgone cellulare in cui i due detenuti possono stare insieme senza neppure una guardia che li controlli.

Regia di David Cronenberg. Un film Da vedere 1991 con Ian HolmMonique MercureJudy DavisPeter WellerJulian SandsJulian RichingsCast completo Titolo originale: Naked Lunch. Genere Fantasy – USACanadaGiappone1991durata 115 minuti. – MYmonetro 3,48 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

In preda a allucinazioni (macchine per scrivere come schifosi coleotteri pantografati; striscianti ibridati esseri sessuati; alieni dell’Interzona che secernono droga lattiginosa dai peni), un aspirante scrittore (Weller), che fa il derattizzatore a New York, uccide la moglie drogata (Davis) per sbaglio, si rifugia a Tangeri dove s’immagina coinvolto in complotti architettati da mostruosi alieni. Liberamente ispirato dal primo, infilmabile (e per molti illeggibile) romanzo (1959) di William S. Burroughs con spunti presi da altri racconti e innesti biografici dello stesso scrittore, è un film sul mestiere (pericoloso) dello scrivere, sul nesso tra scrittura e delitto, sulla paura della donna castratrice e l’omosessualità, sul viaggio nei meandri mentali sotto l’influsso della droga. D. Cronenberg ha messo in immagini il mondo delirante di Burroughs con una rappresentazione dov’è caduta ogni barriera tra finzione e realtà, mescolando, sul filo di una livida ironia, fantascienza, romanzo gotico, racconto di spionaggio, parabola grottesca, satira politica. Prodotto dall’inglese Jerry Thomas. Bella colonna musicale di Howard Shore con interventi jazzistici del trio di Ornette Coleman, funzionale fotografia di Peter Suschitzky, un’eccellente J. Davis nella doppia parte della moglie e di Joan Frost, alias Janet Bowles, sposa di Tom Frost, alias Paul Bowles ( Il tè nel deserto ), interpretato da I. Holm.

Locandina No Man's Land - Terra di nessuno

Un film di Danis Tanovic. Con Simon CallowBranko DjuricRene BitorajacFilip ŠovagovicGeorges Siatidis. continua» Titolo originale No Man’s LandDrammaticoRatings: Kids+16, durata 98 min. – Italia, Belgio, Gran Bretagna 2001. – 01 Distribution uscita venerdì 28 settembre 2001. MYMONETRO No Man’s Land – Terra di nessuno ***-- valutazione media: 3,47 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

“Qual è la differenza tra un pessimista e un ottimista? Il primo pensa che le cose non possano andare peggio di così. Il secondo è convinto di sì.” È la battuta chiave di un film comicamente amaro sulla guerra in ex Jugoslavia e, per traslato, su tutte le guerre di questi nostri tempi. Ciki e Nino, un bosniaco e un serbo, nel corso della guerra del 1993 si trovanio bloccati in una trincea nella terra di nessuno. Con loro c’è un terzo combattente che è sdraiato su una mina che rischia di esplodere a un suo minimo movimento. Le truppe dell’Onu intervengono per aiutare, ma gli alti livelli creano più problemi che soluzioni in una guerra che è vista dall’esterno o come un terreno per esercitazioni diplomatiche o un grande set ‘naturale’ da cui far provare al mondo il brivido della morte (altrui). Abbiamo visto altri film che denunciavano le guerre-spettacolo, ma pochi dotati della saldezza di conduzione (opera prima) e dell’ironia affilata di No Man’s Land. Dice Tanovic: “La lingua parlata dai Serbi, dai Croati e dai Bosniaci è di fatto la stessa. Oggi i Serbi la chiamano serbo, i Bosniaci bosniaco e i Croati croato. Ma quando parlano si capiscono perfettamente tra loro”. È una frase su cui meditare.

Regia di Danis Tanovic. Un film Da vedere 2010 con Predrag ‘Miki’ ManojlovicMira FurlanBoris LerJelena StupljaninMilan StrljicCast completo Genere Drammatico, – Bosnia-HerzegovinaFranciaGran BretagnaGermaniaSloveniaBelgioSerbia2010durata 113 minuti. Uscita cinema venerdì 27 maggio 2011 distribuito da Archibald Enterprise Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,41 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Bosnia-Erzegovina, 1991. Caduto il regime comunista, Divko Bunti&3 torna nel paese dov’è cresciuto per farsi restituire la casa di famiglia. A casa sua abitano la bella moglie legittima e il figlio Martin in piena tempesta ormonale. La situazione si complica quando nel paese dilaga il furore nazionalista, fomentato dall’arrivo dei combattimenti della guerra. Film d’apertura al Festival di Sarajevo 2010 e accolto con calore dal pubblico delle Giornate degli Autori di Venezia. Scritto dal bosniaco-erzegovino Tanovi&3 con Ivica Djiki&3 , autore del racconto omonimo, è un film complesso. Dopo una 1ª parte leggera, ironica e grottesca, “scivola nella follia più atroce e insensata” che contrappone i vicini di casa, gli amici e i familiari “in quella lotta fratricida che fu, negli anni ’90 e nel cuore dell’Europa, lo si ammetta o no, una guerra civile” (G. Imperatore). Nel finale la spiegazione del titolo. Distribuito da Archibald.

Regia di Daniele Vicari. Un film Da vedere 2012 con Claudio SantamariaElio GermanoAntonio GerardiAlessandro RojaRolando RavelloCast completo Genere Drammatico, – Italia2012durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 13 aprile 2012 distribuito da Fandango. – MYmonetro 3,49 su 13 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nella notte tra il 20 e il 21 luglio 2001 a Genova – dove si svolgeva il G8 – ci fu, secondo Amnesty International, “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la Seconda Guerra Mondiale”. Già il 20 luglio la repressione, guidata dall’alto dei poteri pubblici, aveva provocato la morte del giovane Carlo Giuliani. Frutto di 18 mesi di ricerche sugli atti processuali, appare quasi miracoloso che non si siano avuti altri decessi per le violenze esercitate da poliziotti, carabinieri, guardie carcerarie fuori controllo nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto. Girato in gran parte a Bucarest e dintorni, prodotto e distribuito dalla Fandango, scritto da Vicari con Laura Paolucci (+ Alessandro Bandinelli, Emanuele Scaringi), è costato 7-8 milioni di euro. Giustamente s’è parlato di un film “necessario e coraggioso” che invita – come dice il sottotitolo – a “non ripulire questo sangue”. Premio del pubblico alla Berlinale. Tra i circa 300 000 manifestanti, centinaia di stranieri (con molti black bloc che mettono a soqquadro la città); migliaia gli obiettivi che hanno fotografato o filmato con quale accanimento le forze dell’ordine hanno colpito per le strade il corteo dei dimostranti. Almeno 2 le riserve principali: la costruzione narrativa e le lacune. Invece di seguire l’ordine cronologico di un racconto che concentra gran parte della durata in 2 giorni, un insensato montaggio va avanti e indietro nel tempo senza plausibili ragioni espressive. Lungo l’elenco delle lacune. Non si dice che in quel luglio c’era un governo di destra, presieduto da Silvio Berlusconi. Nemmeno nei titoli di coda si citano i nomi dei politici che, già condannati per gravi reati, hanno ancor oggi ruoli di primo piano nelle forze dell’ordine. Non si spiega la funzione del Genoa Social Forum o la si deforma. Assente una qualsiasi spiegazione sui motivi che indussero 300 000 persone a radunarsi a Genova.

Un film di Carlo Lizzani. Con Antonella Lualdi, Marcello Mastroianni, Anna Maria Ferrero, Wanda Capodaglio, Ada Colangeli. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 115′ min. – Italia 1953. MYMONETRO Cronache di poveri amanti * * * - - valutazione media: 3,38 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Firenze negli anni ’20: pettegolezzi, intrighi, teneri amori e passioni politiche in via del Corno, dietro Palazzo Vecchio, mentre col manganello e l’olio di ricino i fascisti si avviano a conquistare il potere. Dal romanzo (1947) di Vasco Pratolini. Prodotto in cooperativa, è uno dei più robusti, efficaci e commossi film di C. Lizzani che, però, sacrificò un po’ la dimensione privata del libro. Una bella galleria di personaggi sullo sfondo di una Firenze suggestiva nel bianconero del grande Gianni Di Venanzo. Il governo democristiano dell’epoca intervenne per non farlo premiare al Festival di Cannes.

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Regia di Daniele Gaglianone. Un film Da vedere 2010 con Pietro CasellaFrancesco LattaruloFabrizio NicastroGiuseppe MattiaDiego CanteriCast completo Genere Drammatico, – Italia2010durata 80 minuti. Uscita cinema venerdì 20 agosto 2010 distribuito da Lucky Red. – MYmonetro 3,23 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

3° film a infimo costo (e attori sconosciuti) in 10 anni dell’anconetano Gaglianone, da affiancare, per originalità di stile, a Le quattro volte di Frammartino, ma più cupo e desolato, anche se alleggerito da una vena di gelido umorismo. Più che una storia è una situazione, anzi un personaggio: Pietro – nella finzione come nella realtà – vive con Francis, fratello tossico che lo sfrutta e lo umilia. “Non bastano due fratelli per fare una famiglia”. Ma non è vero per Pietro che lo mantiene con un umilissimo lavoro. La sequenza nel night-club dove, spinto dal fratello, si esibisce, compiaciuto, nel suo numero di smorfie, senza percepire la trivialità spregiosa di chi lo applaude, fa star male. È un personaggio difficile da dimenticare. Girato a Torino, non nominata e poco riconoscibile perché rappresenta l’Italia urbana del 2010, descritta negli aspetti peggiori dei suoi abitanti: ignoranza, arroganza, violenza latente, mancanza di solidarietà, cinismo, volgarità.

La rimpatriata - "Il Grande Inquisitore"

Un film di Damiano Damiani. Con Walter ChiariFrancisco RabalDominique BoscheroLeticia RomanJacqueline Pierreux. continua» Drammaticob/n durata 100 min. – Italia 1963MYMONETRO La rimpatriata ***-- valutazione media: 3,34 su 6 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Alcuni amici, ognuno dei quali ha trovato il suo posto nella vita, si ritrovano per passare una serata in allegria e libertà che ricordi la loro spensierata giovinezza. Ma il tempo passato crea un distacco fra di loro e si lasciano con la convinzione non manifesta, ma sentita, di non rivedersi più.

Regia di Damien Chazelle. Un film Da vedere 2016 con Ryan GoslingEmma StoneJ.K. SimmonsFinn WittrockSandra RoskoSonoya MizunoCast completo Titolo originale: La La Land. Genere CommediaDrammaticoMusical, – USA2016durata 126 minuti. Uscita cinema giovedì 26 gennaio 2017 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,48 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Si apre con un ingorgo a Los Angeles che si trasforma in un delizioso balletto coreograficamente perfetto nel suo disordine apparente. Lei aspira a far l’attrice e serve cappuccini al bar. Lui ama appassionatamente il jazz e sogna di aprire un locale tutto suo. Si amano e poi si lasciano. Ognuno per la sua strada. E realizzano i loro sogni. Musical eccentrico, originale e classico, romantico con una vena malinconica, mai triste. La Stone, che si aggiudica a Venezia la Coppa Volpi e l’Oscar come miglior attrice, e Gosling non sono ballerini, ma compensano con l’interpretazione, e si “inventano” ballerini: lui, con la mano in tasca, è strepitoso. La storia – come in un musical d’altri tempi che si rispetti – è esilina, ma le musiche (Justin Hurwitz), l’ambientazione (scenografie di David Wasco), i costumi (Mary Zophres), le coreografie, la versione musicale del “sognoamericano” senza lieta fine sentimentale (forse), e le numerose citazioni valgono la pena. Chi non ama i musical stia a casa. Oscar anche alla regia, alle scenografie, alla colonna sonora e alla canzone (su 14 candidature), 7 Golden Globe (su 7 candidature).

Regia di Damián Szifrón. Un film Da vedere 2014 con Ricardo DarínOscar MartínezLeonardo SbaragliaErica RivasRita CorteseCast completo Titolo originale: Relatos Salvajes. Genere CommediaThriller, – ArgentinaSpagna2014durata 122 minuti. Uscita cinema giovedì 11 dicembre 2014 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,28 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

6 “racconti selvaggi” (questo il significato del titolo originale stravolto in quello italiano commercialmente fantozziano): 1) i passeggeri di un aereo in volo scoprono troppo tardi di essere accomunati da relazioni con una stessa persona; 2) la cameriera di un autogrill deve servire l’usuraio che ha rovinato la sua famiglia; 3) un sorpasso ostacolato e un insulto scatenano una faida tra 2 automobilisti; 4) ingegnere esperto di demolizioni col tritolo è ingiustamente multato; 5) ricco imprenditore paga il giardiniere perché si accusi di 2 omicidi colposi commessi da suo figlio; 6) pacchiana festa di nozze si trasforma in un duello rusticano tra gli sposi. Il Leitmotiv apparentemente è la vendetta interpersonale, ma è in realtà la ribellione istintiva dell’individuo al “sistema”, alla civiltà organizzata, alle istituzioni, ai suoi costumi, ai suoi riti, alle sue false comodità tecnologiche, alla sua corruzione. Il 3° lungometraggio dell’argentino Szifrón, anche sceneggiatore, Almodóvar produttore, è un noir ibrido per registro e valore: i primi 3 relatos sono dei pulp di largo consumo, i rimanenti sono graffianti grotteschi con una potente e mirata carica satirica. Su tutti svetta il 4°, il più originale, verosimile e universale: impossibile non immedesimarsi in “Bombito”. Miglior film europeo a San Sebastián, il più visto in Argentina nel 2014

Il Cristo proibito (1951) - MYmovies.it

Un film di Curzio Malaparte. Con Rina Morelli, Raf Vallone, Elena Varzi, Anna Maria Ferrero. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 95 min. – Italia 1951. MYMONETRO Il Cristo proibito * * * - - valutazione media: 3,38 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un reduce dalla Russia torna al paese per cercare il traditore del fratello, fucilato dai tedeschi. Si trova di fronte all’omertà dei concittadini, stanchi della guerra e decisi a dimenticare. Sarà la madre del protagonista a lasciarsi sfuggire il nome del colpevole che alla fine, tuttavia, verrà perdonato. È l’unico film dello scrittore e saggista Curzio Malaparte (1898-1957).

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Regia di Cristian Mungiu. Un film Da vedere 2016 con Adrian TitieniMaria-Victoria DragusLia BugnarMalina ManoviciVlad IvanovCast completo Titolo originale: Bacalaureat. Genere Drammatico, – RomaniaFranciaBelgio2016durata 128 minuti. Uscita cinema martedì 30 agosto 2016 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,48 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Romeo Aldea è medico d’ospedale una cittadina della Romania. Per sua figlia Eliza, che adora, farebbe qualsiasi cosa. Per lei, per non ferirla, lui e la moglie sono rimasti insieme per anni, senza quasi parlarsi. Ora Eliza è a un passo dal diploma e dallo spiccare il volo verso un’università inglese. È un’alunna modello, dovrebbe passare gli esami senza problemi e ottenere la media che le serve, ma, la mattina prima degli scritti, viene aggredita brutalmente nei pressi della scuola e rimane profondamente scossa. Perché non perda l’opportunità della vita, Romeo rimette in discussione i suoi principi e tutto quello che ha insegnato alla figlia, e domanda una raccomandazione, offrendo a sua volta un favore professionale.
Il protagonista di Bacalaureat ha provato, a suo tempo, a cambiare le cose, tornando nel proprio paese per darsi e dargli una prospettiva di rinnovamento, anzitutto morale. Non ha funzionato. Tutto quello che ha potuto fare è restare onesto nel suo piccolo, mentre attorno a lui la norma era un’altra. Trasparente nel mestiere, meno nella vita sentimentale, perché la vita prende le sue strade, e non tutto si può controllare. Ora però non si tratta più di lui: le biglie dei suoi giorni trascorsi sono più numerose delle biglie nella boccia dei giorni che gli rimangono. Ora si tratta di sua figlia, di impedire che debba sottostare allo stesso compromesso, ovvero restare in un luogo in cui le relazioni tra le persone sono ancora spesso fatte di reciproci segreti, di silenzi da far crescere e redistribuire: una rete che imprigiona e “compromette” la vera vita. Ma fino a che punto si ha diritto di scegliere per i propri figli? Una rottura del proprio codice morale, per quanto occasionale e dimenticabile come una pietra che arriva improvvisa e rompe il vetro della finestra di casa, basta a mettere in discussione l’intera costruzione?
Come in Oltre le colline Mungiu s’interroga sulle conseguenza di una scelta, in un film però molto diverso dal precedente, per certi versi più freddo ma anche più morbido, in cui l’errore non è più lontano dalla presa in carico delle conseguenze e delle responsabilità che ne derivano e dove la lezione passa, aprendo forse davvero una seconda opportunità per il protagonista, proprio in quell’aspetto del suo essere che credeva di condurre al meglio: la paternità.
“Perché suoni sempre il clacson?” Domanda Eliza. “Per sicurezza.” “Sì, ma perché lo suoni anche quando non ci sono altre macchine?” L’ironia della sorte, che nel cinema rumeno degli ultimi anni non manca mai, e scorre tanto sotto le commedie grottesche che sotto i drammi più amari, fa sì che il dottor Aldea agisca quando non c’è bisogno di farlo, travolto dal terrore che il futuro di sua figlia possa andare improvvisamente in frantumi come il vetro, quando in realtà sono la sua età e la sua situazione che gli stanno domandando il conto.

Locandina Rosso come il cielo

Un film di Cristiano Bortone. Con Luca CapriottiPaolo SassanelliMarco CocciSimone ColombariRosanna GentiliDrammaticodurata 96 min. – Italia 2005. – Lady Film uscita venerdì 9 marzo 2007. MYMONETRO Rosso come il cielo ***-- valutazione media: 3,39 su 53 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Agli inizi del 1970, un bambino, Mirco Mencacci, si ferisce con un colpo di fucile e perde la vista. Costretto a frequentare le scuole per non vedenti, Mirco sviluppa la passione per il suono e nel tempo diventerà uno dei più grandi montatori cinematografici audio italiani.
Questa storia realmente accaduta è un modo, per Cristiano Bortone, di mettere in luce sia le problematiche dei non vedenti, relegati a istituti differenziati, sia le capacità artistiche di un uomo che ha costruito un successo sulla diversità. Rosso come il cielo è un film dolce e aggressivo, critico e pieno di pathos, che non deve essere valutato per la messa in scena non particolarmente innovativa e degna di nota, ma per la poesia con cui il percorso di un uomo, segnato fin dall’infanzia, rappresenti un simbolo di reazione agli accadimenti della sua vita e del nostro paese. Lo spettatore è messo di fronte alla dura realtà, alla folle politica statale di considerare i ciechi, persone non abili ad avere un’esistenza al pari degli altri, e la denuncia, grazie a una grande direzione della fotografia, si fonde molto bene con l’essere dell’individuo, mantenendo l’equilibrio fra gli aspetti istituzionali e quelli umani e personali. Questa favola moderna, che ci ha regalato un grande artista, ha il grande pregio di essere svuotato da ogni retorica e da ogni elemento compassionevole, e quando le sequenze emozionano, lo fanno con grande tatto, senza alcuna gratuità, ascoltando semplicemente il cuore.

Regia di Cristina Comencini. Un film Da vedere 2015 con Virna LisiMarisa ParedesAngela FinocchiaroValeria Bruni TedeschiCandela PeñaCast completo Genere Commedia, – Italia2015durata 114 minuti. Uscita cinema giovedì 19 marzo 2015 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,34 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

In una bella masseria pugliese si organizza la celebrazione – con tanto di targa e autorità politiche locali coinvolte – dei 10 anni dalla morte di Saverio Crispo, divo del cinema e del teatro e protagonista di spicco delle cronache mondane di una volta, 4 mogli di 4 paesi diversi e 4 figlie. La famiglia si riunisce per la commemorazione organizzata dalla prima moglie, la italiana, che se lo era anche ripreso in vecchiaia, e dalla primogenita, clandestinamente fidanzata con un buono e paziente. Arrivano la figlia francese che ha 3 figli da 3 uomini differenti, la spagnola sposata con impenitente donnaiolo e con mamma al seguito, la svedese che quasi non ha mai visto il padre e, in ultimo, la quinta figlia, riconosciuta solo con la prova del DNA. Come prevedibile, esplodono vecchi rancori, gelosie, segreti e bugie. Ma soprattutto l’arrivo della controfigura di Saverio, Pedro del Rio, darà una svolta imprevista alla vita di tutte. La Comencini conosce bene l’ambiente del cinema e lo racconta con affettuosa ironia, disegnando con acume il ritratto di un personaggio (un po’ Gassman, Mastroianni, Tognazzi, ma anche Volonté e Rossellini…) circondato da una galleria di personaggi femminili uno più riuscito e divertente dell’altro.

Dvd Betrayed - Tradita (1988)

Regia di Costa-Gavras. Un film con Tom BerengerJohn HeardDebra WingerJohn Mahoney. Titolo originale: Betrayed. Genere Drammatico – USA1988durata 127 minuti. – MYmonetro 3,34 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Una agente dell’FBI viene inviata sotto falsa identità in una comunità agricola del Colorado per indagare sull’assassinio di un giornalista radiofonico ebreo. Uno dei sospettati è un reduce dal Vietnam, vedovo, padre di due bambini, rispettabile. E se ne innamora. Non è il primo film sul Ku Klux Klan e sulla destra fascista americana, ma l’ottica è abbastanza nuova: il razzismo come malattia dell’anima, le radici della violenza e dell’intolleranza nella gente comune. Basato su una sceneggiatura di Joe Eszterhas, è di notevole respiro nella 1ª parte, esonda poi nei dilemmi individuali che nemmeno la sobria regia riesce a controllare. Illuminato dalla presenza dell’intensa D. Winger.

Locandina italiana Missing - (Scomparso)

Un film di Costa-Gavras. Con Jack LemmonSissy SpacekMelanie MayronJanice RuleJohn Shea. continua» Titolo originale MissingDrammaticoRatings: Kids+16, durata 112 min. – USA 1982MYMONETRO Missing – (Scomparso) ***-- valutazione media: 3,38 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Basato su una storia vera, vincitore a Cannes nel 1982, Missing è il primo film di Hollywood che racconta del coinvolgimento della Cia nel golpe cileno del 1973.
Charles Horman (John Shea) è uno scrittore americano trasferitosi con la moglie Beth (Sissy Spacek) nel Cile democratico di Allende. Quando Pinochet sale al potere, il clima del Paese cambia e niente è più come prima. Una notte Charles viene arrestato dai soldati dell’esercito e da quel momento nessuno avrà più sue notizie. Da New York arriva il padre di Charles, Ed Horman (Jack Lemmon) per aiutare Beth nella ricerca del marito scomparso. Ed, grazie a questa ricerca disperata e frustrante, non solo scopre le atrocità e gli orrori del golpe, ma impara a conoscere attraverso gli occhi di Beth suo figlio che pensava essere molto diverso da lui e del quale non aveva mai approvato lo stile di vita.
I fatti sono narrati con un ritmo che cattura l’attenzione dello spettatore e lo rende partecipe dell’angoscia dei protagonisti. Il realismo giornalistico del film è squarciato solo per un breve momento dall’improvvisa apparizione notturna di un cavallo bianco in fuga, trasposizione onirica della disperazione del Paese.
Beth e Ed dovranno vedersela non solo con i militari cileni, ma anche con le menzogne degli ambasciatori americani raccontate in perfetto stile CIA . L’occhio del regista Costa Gavras osserva silenzioso, rispettoso sia della storia che della Storia. Il film infatti, oltre che narrare fatti storici, ha una sottotrama, quella del rapporto padre-figlio, della conoscenza attraverso la ricerca e la perdita. Le emozioni, la tensione e lo shock sono sottolineate dalle musiche di Vangelis leggere e delicate in forte contrapposizione con le immagini dei molti cadaveri all’interno dello Stadio nazionale o con la disperazione di Ed e Beth. I tasti del piano camminano ripetitivi come una dolcissima ninna nanna riuscendo a fermare le immagini del film nella nostra mente. Un film da non perdere, lucido, vero, forte.

Locandina Mad City - Assalto alla notizia

Un film di Costa-Gavras. Con Dustin HoffmanAlan AldaMia KirshnerJohn TravoltaBill Nunn. continua» Titolo originale Mad CityDrammaticoRatings: Kids+13, durata 115 min. – USA 1997MYMONETRO Mad City – Assalto alla notizia ***-- valutazione media: 3,42 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Max Brackett (Hoffman), giornalista televisivo bravo e spregiudicato, relegato in provincia e in perenne attesa dello scoop che lo riporterà in auge, si trova in un museo proprio mentre Sam (Travolta), un guardiano licenziato, si barrica dentro con una scolaresca. Ha un fucile e della dinamite, rivuole il suo posto di lavoro. Sam non è un criminale, né un violento, è solo alterato e sprovveduto, e abusa di pillole di caffeina. Incidentalmente gli parte un colpo e ferisce un’altra guardia (che poi morirà), fuori dal museo. Max prende l’occasione al volo, organizza una diretta, intervista l’uomo, ne fa un personaggio. Pilota l’opinione pubblica, prima favorevole al poveretto poi sfavorevole. Fuori naturalmente c’è il finimondo. FBI, polizia, network. Arriva anche il grande anchor man (Alda) da New York, che stravolge di nuovo tutto. Anche Max alla fine è travolto: il meccanismo è sfuggito anche a lui che lo aveva messo in piedi. E Sam si suicida, non prima di aver detto “la televisione è bella”. Costa Gavras porta i suoi ragionamenti sul ruolo abnorme e terribile dei media. Non esiste la verità: la tv può manipolare come vuole, e la gente le crede. La tesi era straconosciuta, fin dai tempi dell’ Asso nella manica di Wilder, 1951, che aveva lo stesso impianto (là c’era l’uomo imprigionato nel cuore della montagna). Tutto già visto e conosciuto, ma Gavras merita sempre credito.

Regia di Costa-Gavras. Un film Da vedere 2002 con Ulrich TukurMathieu KassovitzMarina BertiMarcel IuresMichel DuchaussoyCast completo Genere Storico – Francia2002durata 130 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,41 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dai cinque atti di Il vicario (1963) di Rolf Hochhut, che Carlo Bo definì un dramma cristiano, adattato da Jean-Claude Grunberg col regista. È un film sull’indifferenza che non accusa soltanto il silenzio, la sordità, la smodata prudenza di papa Pio XII e delle alte gerarchie ecclesiastiche (cattoliche e non) sulla Shoah, ma anche l’omertà, il disinteresse, l’ipocrisia diplomatica dei potenti della comunità internazionale. Affida a due uomini isolati – il protestante evangelico Kurt Gerstein, chimico e ufficiale delle SS, realmente esistito, e Riccardo Fontana, gesuita italiano con aderenze in Vaticano, figura di fantasia – l’impossibile compito di avvertire il mondo e fermare l’industria della morte. Sbrigato da 9 critici su 10 per i suoi limiti e i presunti difetti, possiede molti pregi: etica di fondo inseparabile dall’estetica, ritmo alacre, austera concisione. La sua moralità sta nel levare, raffreddare, rinunciare all’oscenità di una rappresentazione diretta dei modi con cui lo sterminio di milioni di ebrei fu realizzato. Non previsto in sceneggiatura, il Leitmotiv dei treni vuoti o chiusi e piombati è una straordinaria invenzione registica che trasforma in tragedia un thriller. A differenza di altri film sulla Shoah, è la storia di una sconfitta, quella di Gerstein e Fontana, che contrappone dialetticamente la responsabilità delle istituzioni alla capacità di individui che tentarono di inceppare, se non fermare, la macchina della morte. Interni vaticani girati nel palazzo di Ceausescu a Bucarest.


Regia di Corneliu Porumboiu. Un film Da vedere 2006 con Mircea AndreescuTeo CorbanIon SapdaruTeodor CorbanMirela CioabaCast completo Titolo originale: A Fost Sau N-a Fost?. Genere Drammatico – Romania2006durata 89 minuti. Uscita cinema venerdì 6 ottobre 2006 – MYmonetro 3,33 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ci fu o non ci fu? domanda il titolo originale di quest’opera prima. Quella che scoppiò alle 12.08 del 22 dicembre 1989, travolgendo la coppia di despoti Nicolae e Elena Ceausescu e il loro regime poliziesco fu una rivoluzione? Come fu? E noi dove eravamo? Tre giorni prima del Natale 2005, in una cittadina a est di Bucarest, l’imprenditore di una rete TV locale comincia un talk show in diretta, coadiuvato da un insegnante di storia alcolista e un anziano pensionato, per rievocare quella storica giornata. Dopo un inizio descrittivo, immerso in un clima di uggiosa tristezza, si passa ai toni esplicitamente satirici con le telefonate dei telespettatori che smentiscono, raccontano, disquisiscono, minacciano querele. Il teatrino si arresta sulle parole di una donna: “Vi avverto che fuori nevica. Uscite e godetevi la neve perché domani sarà tutto fango”. Ammirevole film, quello dell’esordiente Porumboiu, che sa contemperare sarcasmo e malinconia, beffa e disincanto, pudore e raffinatezza, umorismo e poesia, rispetto e denuncia senza nostalgia verso il passato comunista né illusioni per il presente neocapitalista.

Un film di Clint Eastwood. Con Clint Eastwood, Gene Hackman, Ed Harris, Laura Linney, Scott Glenn. Titolo originale Absolute Power. Thriller, durata 120′ min. – USA 1997. MYMONETRO Potere assoluto * * * - - valutazione media: 3,20 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Al presidente degli Stati Uniti non basta portarsi a letto la moglie del suo migliore amico e sostenitore, ma la picchia. Le guardie del corpo uccidono la donna prima che sia lei a uccidere il presidente. Da una cabina-armadio, attraverso uno specchio-spia, Luther Whitney, professionista del furto, assiste al fattaccio e fugge. Comincia la caccia al ladro. Scritto dal sagace William Goldman sulla base di un romanzo di David Baldacci, è “film politico, film familiare, film sul vedere non essendo visti, film sul potersi di nuovo dare a vedere, film epifanico, film minore persino troppo perfetto” (B. Fornara). A Whitney, che disegna in un museo, una donna chiede: «Lavora con le mani, vero?». Anche C. Eastwood è un regista inserito nella tradizione artigianale del cinema, abituato a fare film come si fa un mestiere: con le mani e con gli occhi.

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