Category: 3.25/3.49


Regia di Carlo Zoratti. Un film Da vedere 2013 con Alex NazziOrla HillCarlo ZorattiBruna SavorgnianCarla MeneghinCast completo Genere Commedia, – GermaniaItaliaAustria2013durata 83 minuti. Uscita cinema martedì 1 aprile 2014 distribuito da Tucker Film. – MYmoro 3,45 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

L’autismo impedisce ad Enea, ventinovenne che risiede nel piccolo centro di Terenzano (Udine), di avere quella vita affettivo-sessuale di cui sente sempre di più la mancanza. Due suoi amici, Alex e Carlo, decidono allora di aiutarlo a realizzare il desiderio di avere un rapporto, dirigendosi prima in un bordello in Austria e poi in Germania, a Trebel, dove esiste un centro in cui anche i disabili possono imparare a conoscere la sessualità.
Una problematica rimossa, quasi tabù, permea The Special Need, esordio nel lungometraggio di Carlo Zoratti. A bordo di un vecchio furgone Volkswagen, lo stesso regista guida, insieme ad Alex, l’amico Enea alla ricerca di un corpo affine, senza pietismi o eccessive accortezze, in un continuo dialogo tra pari. Si avverte empatia maschile e affetto tra i tre uomini, voglia di condividere un’esperienza e di portare a termine un obiettivo all’interno di un particolare viaggio iniziatico che apre ad inattese conquiste. Soprattutto per Carlo e Alex, messi, in conclusione, davanti ad una visione del sesso e dell’amore, e forse anche del mondo, di cui Enea è splendido e luminoso latore. Siamo dalle parti di un documentario atipico, generoso e tenero, che trova il momento poetico proprio quando non lo sta cercando, in alcuni botta e risposta genuini e spiazzanti, oltreché capace – e qui sta la sua forza – di sollevare domande importanti di cui si aspetta da troppo risposta da parte delle istituzioni. Anche nella sua costruzione (Alex è interpretato da Alex Nazzi, attore per Lorenzo Bianchini, altro esponente della new wave udinese), nel suo essere messo in pagina con qualche civetteria tecnica di troppo, conserva una freschezza che nessun montaggio o accorgimento può celare, un palpito di fragilità e tenerezza fuori dal comune. Come ha avuto modo di far intendere Zoratti, si tratta quasi di una regia condivisa, di un timone tenuto in due, da due amici uguali a mille altri: «Io ed Enea ci conosciamo da quando abbiamo quindici anni. Abbiamo deciso di fare questo documentario quattro anni fa, in piedi davanti alla fermata dell’autobus 11 a Udine. Quel giorno gli ho chiesto se aveva la ragazza: io ne avevo conosciute molte, perché lui no? Nel 2012, quando sono iniziate le riprese, non sapevamo dove sarebbe arrivata la nostra storia, quale sarebbe stata la strada. Ogni giorno Enea cambiava traiettoria e io dovevo seguirlo, accettando che fosse lui a guidarmi…».
Nonostante si focalizzi su un caso specifico, The Special Need affronta in maniera frontale e esaustiva una questione delicata e socialmente calda, strettamente connessa con quel bisogno d’amore e di condivisione che si nasconde in ognuno, molto al di là delle gabbie in cui è costretto a vivere.

Regia di Carlo Verdone. Un film Da vedere 1988 con Athina CenciCarlo VerdoneEleonora GiorgiGianni MusyFabio TraversaPiero NatoliCast completo Genere Commedia – Italia1988durata 118 minuti. – MYmoro 3,32 su 33 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La ricca Federica decide di dare una festicciola nella sua villa al mare invitando i compagni di scuola a quindici anni dalla fine del liceo. “Momento della verità” in cui vengono a galla soprattutto aspetti negativi e amari. C. Verdone abbandona la comicità dei suoi personaggi-macchietta cercando di darci uno spaccato rappresentativo di una generazione con un film ambizioso che travalica i limiti della commedia all’italiana.

3/5
Risultato immagini per Bianco Rosso e Verdone

Regia di Carlo Verdone. Un film con Carlo VerdoneAngelo InfantiMario BregaLella FabriziAndrea AureliMilena VukoticCast completo Genere Comico – Italia1980durata 110 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,46 su 40 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sono in viaggio per andare a votare: un emigrato lucano che rientra da Monaco; un borghese torinese pignolo e nevrotico che viaggia con moglie e bambini; un ingenuo giovanottone romano che accompagna la nonna. Verdone non lascia, raddoppia. E si ripete. Piacevolmente, senza sbracare mai nella scurrilità della battutaccia e nella scelta del materiale narrativo.

3.46/5

Regia di Carlo Verdone. Un film con Carlo VerdoneAngelo InfantiEleonora GiorgiMoana PozziElisa MainardiMario BregaCast completo Genere Commedia – Italia1982durata 130 minuti. – MYmoro 3,27 su 26 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un complessato venditore a domicilio di enciclopedie, scambiato da una collega carina per un uomo di mondo, si infila in un carosello di equivoci. C’è più talco che acido borico in questa commedia che fa sorridere più che ridere; una Giorgi birichina e grintosa; un’ottima caratterizzazione di Infanti, cialtrone e malinconico. Verdone non stinge. Musica di Lucio Dalla, vero deus ex machina della storia. David di Donatello a Infanti, attore non protagonista.

3.27/5
Risultato immagini per Banditi a Milano

Regia di Carlo Lizzani. Un film con Gian Maria VolontéDon BackyLaura SolariCarla GravinaTomas MilianRay LovelockCast completo Genere Drammatico – Italia1968durata 102 minuti. – MYmonetro 3,43 su 16 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il film racconta la rapina al Banco di Napoli (in largo Zandonai a Milano) del 25 settembre 1967 ad opera della banda Cavallero.
Banditi a Milano è una sorta di spartiacque tra il cinema neorealista e generalista e quello ricavato dall’attualità, vale a dire che nel 1968, in pieno dominio dello spaghetti-western, dopo il peplum e contemporaneamente all’esplosione del noir all’italiana, rozzo e violento, il film di Carlo Lizzani si impone per la sua secchezza e aderenza ai fatti realmente accaduti. La sanguinosa rapina messa in atto dal bandito Cavallero, interpretato con istrionico naturalismo da Gian Maria Volontè e Don Backy è un bell’esempio di instant movie, privo lodevolmente di una visione politica di parte, come accade oggi, ma ancora sufficientemente energico, tanto da consigliarne la visione, che consente di gettare uno sguardo sull’Italia di quegli anni.

3.43/5

Locandina Qualcuno da odiare

Un film di Brian Frabes. Con George SegalJames FoxJohn MillsTom Courtenay Titolo originale King RatDrammaticob/n durata 133 min. – USA, Gran Bretagna 1965.

Prigionieri inglesi in un campo di concentramento giapponese vivono di stenti. Tra loro un prigioniero americano, che traffica con i guardiani, conducendo una vita più sopportabile dei suoi più sfortunati compagni, molti dei quali muoiono a causa del clima e delle malattie. Il comportamento dell’americano attira l’odio dei suoi compagni. Quando giungono le truppe inglesi e traggono in salvo i superstiti, alcuni di loro vorrebbero uccidere l’americano. Un ufficiale inglese giustifica il suo ruolo, ricordando ai suoi commilitoni che in qualche modo sono debitori del prigioniero americano: l’odio per lui li ha tenuti in vita. Niente a che fare con il cinico umorismo di Stalag 17, né con l’epica testardaggine del protagonista de Il ponte sul fiume Kwai. È una intelligente variante tratta da un romanzo di James Clavell e diretta da Bryan Forbes, un regista inglese che prometteva più di quanto abbia mantenuto. Questo è probabilmente il suo miglior film. Girato in un crudo bianco e nero, il film si raccomanda per la partecipazione corale di un gruppo di attori straordinari, dominati dal miglior George Segal che lo schermo abbia mostrato.

3.3/5
donna_flor_e_i_suoi_due_mariti_sonia_braga_bruno_barreto_003_jpg_tjts

Un film di Bruno Barreto. Con Sonia Braga, José Wilker, Mario Mendonca Titolo originale Dona Flor e seus dois maridos. Commedia, durata 106 min. – Brasile 1976. – VM 18 – MYMONETRO Donna Flor e i suoi due mariti * * * - - valutazione media: 3,38 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una donna bella e timorata, Flor, sposa Vadinho, dongiovanni e giocatore. Vadinho la tradisce in continuazione, però a letto la rende felice. Un giorno Vadinho muore per il surménage e Flor, che s’è presto risposata con un uomo dabbene, se non rimpiange i tradimenti e le mascalzonate del defunto, ha nostalgia dei suoi furori erotici. Chiede a una fattucchiera il ritorno del marito che infatti ricompare, ma solo per Flor, che ha modo di “romanzare” i mediocri amplessi del secondo marito.

3.38/5
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Risultato immagini per Allegro non troppo

Un film di Bruno Bozzetto. Con Maurizio Nichetti, Maurizio Micheli, Maria Luisa Giovannini, Néstor Garay Comico, Ratings: Kids, b/n durata 85′ min. – Italia 1977. MYMONETRO Allegro non troppo * * * - - valutazione media: 3,28 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Fantasia musicale di animazione come Fantasia di Disney, ma fatto meglio a Milano (riprese dal vivo nel teatro Donizetti di Bergamo). Le musiche tradotte in disegni animati sono di Debussy, Dvorak, Ravel, Sibelius, Vivaldi, Stravinsky. “Disney ha dato un’illustrazione essenzialmente grafica della musica, mentre io ho cercato di raccontare delle storie… è molto più difficile realizzare una storia seguendo la musica che non abbandonarsi alla fantasia grafica.” (B. Bozzetto). Costato 3 anni di lavoro, nel 3° lungometraggio del regista milanese si coniugano l’invenzione grafica, la vena narrativa e la riflessione morale, congiunte nel vincolo dell’ironia. Gustosi gli intermezzi comici dal vivo (anche con tecnica mista) di Maurizio Nichetti con un’orchestra di vecchiette truccate e vestite (da Lia Morandini) in stile art déco. Un bell’esempio di metacinema. Sceneggiatura di B. Bozzetto, G. Manuli, M. Nichetti.

3.28/5
Risultati immagini per Il Mostro di Vigevano locandina

Un film di Elio Petri. Con Claire Bloom, Alberto Sordi, Vita De Taranto, Anna Carena, Eva Magni. Commedia, Ratings: Kids+16, b/n durata 100′ min. – Italia 1963. MYMONETRO Il maestro di Vigevano * * * - - valutazione media: 3,28 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Per soddisfare la moglie ambiziosa, un maestro elementare dà le dimissioni e investe la liquidazione in una piccola impresa artigianale. Presto gli affari vanno a rotoli e, per giunta, scopre che la moglie lo tradisce. Fuori parte in un personaggio di settentrionale, Sordi è imbarazzato e lo interpreta sul registro contraddittorio della macchietta e della commozione. Petri ci aggiunge troppo moralismo. Dal romanzo (1962) di Lucio Mastronardi, adattato dallo stesso Petri con Age & Scarpelli.

3.28
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Risultato immagini per Omicidio in diretta

Regia di Brian De Palma. Un film Da vedere 1998 con John HeardNicolas CageGary SiniseCarla GuginoLuis GuzmánKevin Dunn. Titolo originale: Snake Eyes. Genere Thriller – USA1998durata 99 minuti. – MYmoro 3,34 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Alla Boxing Arena di Atlantic City (ricostruita a Montréal), durante un incontro per il titolo mondiale dei pesi massimi, il ministro della Difesa (Fabiani) è colpito a morte, davanti a 14 000 spettatori e molte telecamere, da un terrorista arabo, subito ucciso dal responsabile dei servizi di sicurezza (Sinise). Rick Santoro (Cage), poliziotto corrotto, casinista e cafone, si trasforma in eroe, scoprendo le fila di un complotto politico-industriale. Scritto dal regista con David Koepp, ebbe accoglienze critiche disparate. Chi lo sbrigò come un esercizio di stile in cui il virtuosismo è la maschera di una artificiosa futilità di fondo e chi sostenne che, quando diventa un’ossessione spinta alle sue estreme conseguenze, l’assillo stilistico genera significato come dimostrano tanti cineasti geniali (Sternberg, Ophüls, Powell, Scorsese). Si parte con un piano-sequenza truccato (più di 15 minuti) di sovreccitato virtuosismo e si chiude con un piano finale che continua sui titoli di coda, altrettanto significativo nella sua esasperata ricerca di quel che si nasconde dietro le apparenze, la proliferazione e l’arabesco delle immagini.

3.34/5

Regia di Bonifacio Angius. Un film Da vedere 2014 con Stefano DeffenuMario OlivieriNoemi MedasAlessandro GazaleAndrea CarboniCast completo Genere Drammatico, – Italia2014durata 103 minuti. Uscita cinema giovedì 22 gennaio 2015 distribuito da Il Monello Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,49 su 19 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Angelino ha 35 anni e, dopo la morte della madre, vive con il padre Peppino. Angelino non ha un lavoro, non ha desideri e non ha una ragazza. La sua vita trascorre tra le richieste del padre, che lo vorrebbe impegnato in un’attività e magari anche sposato, e un triste bar. Intorno a loro un grigio inverno che muta i colori della Sardegna, una radio che trasmette prediche religiose e una situazione economica in cui la crisi domina.
Bonifacio Angius riesce a centrare in pieno l’obiettivo di realizzare il primo lungometraggio di finzione realizzando un ritratto complesso e amaro di una condizione esistenziale che è al contempo radicata nel territorio portato sullo schermo (un angolo di Sardegna) e rappresentativa di miriadi di situazioni analoghe italiane e non. Perché Angelino non è lo scemo del villaggio, non è un depresso né tanto meno un bamboccione da stereotipo socioeconomico.

3.49/5
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Locandina Lama tagliente

Un film di Billy Bob Thornton. Con Robert DuvallJ.T. WalshJohn RitterBilly Bob ThorntonDwight Yoakam.  Titolo originale Sling BladeDrammaticodurata 119 min. – USA 1996MYMONETRO Lama tagliente * * * - - valutazione media: 3,41 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Karl è un portatore di handicap psichico che uccide la madre e il suo amante. Quando esce dalla clinica psichiatrica fa amicizia con un ragazzino orfano che subisce la violenza del convivente della madre. Karl uccide ancora. Billy Bob Thornton, oltre a essere un valido attore e un interessante regista, ha vinto l’Oscar per la sceneggiatura con questo film, che mette di fronte alla follia senza paraventi e non rinuncia a insinuare qualche domanda importante. Un flop al botteghino da recuperare in video

Risultato immagini per l'assedio bertolucci

Regia di Bernardo Bertolucci. Un film Da vedere 1999 con David ThewlisThandie NewtonMassimo De RossiClaudio SantamariaPaul OsulCast completo Genere Drammatico – ItaliaGran Bretagna1999durata 93 minuti. – MYmoro 3,29 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A Roma l’africana Shandurai si mantiene agli studi facendo la cameriera in casa di Mr. Kinski, pianista inglese. Per comprare la liberazione del marito di Shandurai, in carcere per ragioni politiche, Kinski vende i propri preziosi oggetti antichi, pianoforte compreso. Conquistata dalla sua generosa dedizione, la giovane contraccambia. 4° film d’amore di Bertolucci. Impregnato di musica (Alessio Vlad), è un film, tratto dal racconto The Siege dell’inglese James Lasdun, che inizialmente doveva essere diretto da Clare Peploe, moglie del regista. Il suo contributo è determinante in sede di sceneggiatura, ma anche nelle fasi successive per la riflessione sui limiti dell’arte e per la sua componente femminile (e femminista). Procede per opposizioni: Africa/Europa, povertà/agiatezza, vitalità/nevrosi, cantilena africana/pianismo europeo, cinema classico/moderno, leggerezza/intensità. Coinvolgente sul piano sonoro, specialmente nella 2ª parte, è geniale su quello spaziale e scenografico. Alla verticalità dei rapporti tra i due protagonisti nella fatiscente casa liberty (il portavivande, le scale) corrisponde lo sviluppo concentrico a spirale (la tromba delle scale, il vulcano all’inizio). C’è anche l’opposizione tra l’interno (la casa in vicolo del Bottino a Trinità dei Monti) e l’esterno (una Roma africana e monumentale, calata in una luce calda). Qualche inconveniente nel disegno delle psicologie dei personaggi e in certi stilemi di scrittura (il ralenti ): sono peccati veniali in un film libero e giovane, ricco di malia, invenzioni registiche, sequenze bellissime: l’aspirapolvere di Shandurai mentre Mr. Kinski compone, il concerto privato per i bambini. Nella colonna musicale Bach, Beethoven, Chopin, Coltrane, Cooder, Grey, Mozart, Scriabin. Fotografia di Fabio Cianchetti, montaggio di Jacopo Quadri. Un film giovane anche nei collaboratori. 3 Globi d’oro 1999 (stampa estera): film, regia, musica (A. Vlad). Grolla d’oro per la regia.

3.29/5

Regia di Bernardo Bertolucci. Un film con Marisa SolinasAllen MidgetteGiancarlo De RosaAlfredo LeggiGabriella GiorgelliCast completo Genere Drammatico – Italia1962durata 100 minuti. – MYmoro 3,25 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Uccidono una mondana in riva al Tevere. La polizia comincia a tartassare le persone (ruffiani, ladri, ragazzi di vita) viste sul luogo nelle ore dell’omicidio. Accusati da un vagabondo, due minorenni sono presi dal panico e scappano. Nella fuga uno muore. Il vero colpevole verrà scoperto solo alla fine. Esordio del ventitreenne Bertolucci, sotto l’ala di Pasolini.

3.25/5


Regia di Bernardo Bertolucci. Un film Da vedere 2012 con Jacopo Olmo AntinoriTea FalcoSonia BergamascoPippo DelbonoVeronica Lazar. Genere Drammatico, – Italia2012durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 25 ottobre 2012 distribuito da Medusa. – MYmoro 3,30 su 75 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Lorenzo ha 14 anni e, come molti adolescenti, è scontroso, insofferente, perennemente isolato dalle cuffie che sembrano quasi iniettargli musica rock nel cervello. Quando la sua classe parte per la settimana bianca, lui mente alla madre, finge di aggregarsi ai compagni barricandosi invece nella cantina di casa armato di libri, generi di sostentamento e un formicaio chiuso in una teca. Ma la sua pace solitaria dura poco. All’improvviso irrompe Olivia, la sorellastra più grande, tossica arrogante e in crisi di astinenza che con la sua presenza sconvolge i piani e la vita di Lorenzo, costretto questa volta a confrontarsi con un’altra persona. Da tempo in sedia a rotelle, Bertolucci torna finalmente a dirigere dopo quasi 10 anni. Liberamente desunto dal romanzo breve (2010) di Niccolò Ammaniti, che l’ha sceneggiato con il regista, Umberto Contarello, Francesca Marciano e Barbara Melega, è forse il film più emotivo e indifeso di Bertolucci, che sceglie 2 giovani sconosciuti e li trasforma in personaggi vibranti che si stampano nella memoria. Indimenticabile il loro ballo sulle note di “Ragazzo triste”, la “Space Oddity” di David Bowie che per l’occasione canta in italiano. L’ottimo Cianchetti alla fotografia non ha puntato sul dinamismo danzante della cinepresa, ma su un chiaroscuro che trapassa dall’espressionismo al barocco, con veloci incursioni nell’astratto. Distribuito da Medusa.

3.30/5
Risultato immagini per Il Piccolo Buddha

Regia di Bernardo Bertolucci. Un film Da vedere 1993 con Bridget FondaKeanu ReevesYing RouchengChris IsaakAlex WiesendangerJo Champa. Genere Fantastico – Italia1993durata 165 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,36 su 15 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Film a 2 versanti: la favola moderna di Jesse, bambino nordamericano di Seattle che, scortato dal padre, è portato dal Lama Norbu nel Bhutan (versante sud dell’Himalaya) perché potrebbe essere il tulku , la reincarnazione del Lama Dorje, morto otto anni prima; e la favola antica del principe Siddharta Gautama (ca. 565-486 a.C.) detto il Buddha, il Risvegliato, che s’avvicenda con la 1ª, letta su un libro illustrato ora da questo, ora da quel personaggio. 1° film di Bertolucci senza conflitti drammatici, tormenti, trasgressioni. Se si toglie la lotta di Siddharta con Mara, dio del Male, non c’è una sola figura malvagia o antagonista. 1° suo film di bambini, sui bambini, per i bambini. È come se, per adeguarsi alla “via di mezzo” tra i due estremi del piacere e dell’ascetismo spinto di cui il Buddha fu un esempio, il regista avesse scelto una via stilisticamente e narrativamente intermedia, al di là dei conflitti drammatici. Persino la nascita di Siddharta è risolta in canto, con grazia delicata: il dolore esiste, ma superato e trasfigurato. Anche nel ricorso agli effetti speciali la sua cinefilia rifugge dall’esibizionismo della moderna tecnologia digitale: vicino più alla magia di Méliès che a Spielberg. Anche nella luce e nei colori, governati dalla maestria di Vittorio Storaro, c’è una ripartizione: freddi, grigiazzurri, quasi acciaiati a Seattle (Occidente); caldi, fastosi o festosi (col giallo-arancione che inclina al rosso-nero nelle scene finali di morte) nel Nepal e nel Bhutan (Oriente). Scritto con Rudy Wurlitzer, esperto di buddismo, e Mark Peploe. Musiche di Ryuichi Sakamoto, scene e costumi di James Acheson, montaggio di Pietro Scalia.

3.36/5
Risultato immagini per Gone Baby gone

Un film di Ben Affleck. Con Casey Affleck, Michelle Monaghan, Morgan Freeman, Ed Harris, John Ashton. Drammatico, durata 114 min. – USA 2007. – Buena Vista uscita venerdì 4 aprile 2008. MYMONETRO Gone Baby Gone * * * - - valutazione media: 3,46 su 86 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Patrick Kenzie è un bostoniano da sempre e questo gli ha consetito di conoscere così tante persone da fargli decidere di divenire detective privato. Nella professione è aiutato dalla sua compagna Angie Gennaro. Un giorno i due giovani investigatori si vedono contattare perché coadiuvino la polizia nelle ricerche di Amanda, una bambina di quattro anni scomparsa recentemente. Non è però la poco affidabile e tossicodipendente madre Helene a cercarli ma gli zii della bambina. Nonostante la contrarietà del capo della polizia locale Jack Doyle i due si mettono all’opera coadiuvati da due poliziotti che Doyle assegna loro come aiutanti. L’indagine non è facile anche perché finirà con il mettere in gioco delle complesse scelte morali.

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Regia di Baz Luhrmann. Un film Da vedere 2001 con Nicole KidmanEwan McGregorJohn LeguizamoJim BroadbentRichard RoxburghCast completo Titolo originale: Moulin Rouge. Genere Musical – Australia2001durata 130 minuti. Uscita cinema venerdì 28 settembre 2001 distribuito da 20th Century Fox. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,43 su 180 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Parigi 1899-1900. Il giovane scrittore Christian è assunto per scrivere il nuovo spettacolo del Moulin Rouge, diretto da Harold Zidler. S’innamora della primadonna Satine di cui il duca di Worcester, finanziatore dello show, pretende il corpo e il cuore. Christian è minacciato di morte; Satine, malata di tbc, muore dopo la prima trionfale. Musical pop australiano che chiude un’ideale trilogia dello spettacolo ( Ballroom , Romeo e Giulietta ), è un film di traboccante esagerazione audiovisiva, Kitsch svergognato, vertiginoso sincretismo che tende alla leggerezza e cerca “volontariamente l’imperfezione” (S. Emiliani). Appoggiato a una storia d’amore, è un prorompente pastiche che apre il XXI secolo, raccontando la fine del XIX e riassumendo il XX. Superfluo far l’elenco di miti, citazioni, rimandi, riciclaggi, contaminazioni, anacronismi (da Méliès a Ophüls, dal can-can e Satie ai Beatles e David Bowie), scatole cinesi scenografiche, superfici, fibrillazioni. Tutto calcolatissimo, molto sembra improvvisato. Scritto dal regista produttore con Craig Pearce; fotografia: Donald M. McAlpine; scene di Catherine Martin e Brigitte Broch, costumi della stessa Martin con Angus Strathie, entrambi premiate con l’Oscar. Kidman in stato di grazia.

3.43/5

Regia di Atiq Rahimi. Un film Da vedere 2012 con Golshifteh FarahaniHamid DjavadanMassi MrowatHassina Burgan. Titolo originale: Syngué Sabour. Genere Drammatico – FranciaGermaniaAfghanistan2012durata 103 minuti. Uscita cinema giovedì 28 marzo 2013 distribuito da Parthénos. – MYmonetro 3,43 su 28 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Afghanistan. Una giovane donna con due figlie in tenera età assiste in una misera abitazione il marito mujaeddhin, in coma in seguito a uno scontro con un compagno d’armi. La donna deve combattere con la mancanza di denaro e per questo allontana da casa le bambine affidandole a una zia che gestisce una casa di piacere. Da quel momento si sente ancora più libera di confidare al coniuge segreti inconfessabili in precedenza. Quando poi una novità irromperà nella sua vita finirà con il trovare tutto il coraggio.
La ‘syngué sabour’ nella tradizione popolare afghana è la ‘pietra paziente’ cioè una pietra magica alla quale è possibile raccontare tutti i segreti, le sofferenze, le difficoltà. La pietra si carica di queste rivelazioni fino a quando si frantuma. Atiq Rahimi nasce come documentarista per poi passare alla scrittura che si trasforma rapidamente in cinema da lui diretto. Se Terre et cendres, dal suo romanzo omonimo, presentato nel 2004 a Cannes ottiene un’ottima accoglienza in Francia, questo Come pietra paziente è destinato a ripercorrerne le orme.

3.43/5
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Regia di Antonio Pisu. Un film con Claudia CardinaleRaffaele PisuGiancarlo GianniniIvano MarescottiFederico TolardoCast completo Genere Commedia – Italia2016durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 24 maggio 2018 distribuito da Genoma Films. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,25 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sasso Marconi, 1944. In una grande villa padronale vivono il duca Pierdonato Enzo Martellini, la duchessa sua moglie Romola Valli e il loro figlio cinquantenne Jean-Jacques: due generazioni di nobili decaduti e nullafacenti, il padre dedito al gioco d’azzardo, la madre alle feste e il figlio alla squadra del Bologna. Ad accudirli sono rimasti la cuoca Giovanna, innamorata del giardiniere cieco Federico, e il tuttofare sordo Tommaso. Poiché i Martellini considerano lavorare una bestemmia e hanno già impegnato o venduto tutto quello che possiedono, il tracollo è alle porte. Ma proprio a quelle porte sontuose bussano tre ebrei in fuga dai nazisti e dotati di una borsa piena di lingotti d’oro che è il tesoro della loro comunità decimata. I Martellini li ospiteranno in cambio di un lingotto al mese, nella speranza di ritornare ai fasti del passato. Ma non è tutto oro quello che luccica, come scoprirà questa compagine di disgraziati.