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Locandina Il letto racconta...Un film di Michael Gordon. Con Rock Hudson, Thelma Ritter, Doris Day, Tony Randall, Nick Adams.  Titolo originale Pillow Talk. Commedia, Ratings: Kids+16, durata 105′ min. – USA 1959. MYMONETRO Il letto racconta… * * * - - valutazione media: 3,25 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Arredatrice trentenne e vergine detesta con tutte le sue forze il suo duplex telefonico, bello e corteggiatissimo. È la sex comedy cautamente spregiudicata, ma soltanto nei dialoghi spiritosi, che contribuì a mettere la Day e Hudson ai primi due posti della classifica dei campioni d’incasso nel 1960 e aprì la strada a molte commedie del decennio. Oscar per la sceneggiatura (Stanley Shapiro, Russell Rouse, Clarence Greene e Maurice Richlin). 1ª commedia di Hudson. Il regista ricorre spesso allo split-screen. Una volta lo fa in modo audace (per il 1959 a Hollywood): i 2 protagonisti sono immersi nelle rispettive vasche da bagno. E sembra che si tocchino con i piedi.

Un film di Nicholas Meyer. Con Malcolm McDowell, David Warner, Charles Cioffi, Mary Steenburgen, Kent Williams. Titolo originale Time after Time. Fantastico, durata 112′ min. – USA 1979. MYMONETRO L’uomo venuto dall’impossibile * * * - - valutazione media: 3,33 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nella Londra del 1893 lo scrittore H.G. Wells ha inventato la macchina per viaggiare nel tempo. Se ne serve Jack lo Squartatore per fuggire nel futuro (ai tempi nostri); Wells lo insegue. Premiato al Festival di Avoriaz del cinema fantastico, è il brioso, alacre e scattante 1° film di uno scrittore-regista che _ come dimostra il suo romanzo La soluzione sette per cento (Sherlock Holmes più Freud) _ si diverte a mettere a confronto i miti. C’è una deliziosa Steenburgen.

Locandina ScoopUn film di Woody Allen. Con Scarlett Johansson, Woody Allen, Ian McShane, Hugh Jackman, Romola Garai. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 96 min. – Gran Bretagna, USA 2006. uscita venerdì 6 ottobre 2006. MYMONETRO Scoop * * * - - valutazione media: 3,28 su 85 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sondra (Scarlett Johansson) è una giornalista in erba che riceve dal fantasma di un famoso reporter, appena morto, alcune informazioni su un serial killer ancora in libertà. Sebbene grazie a circostanze ben poco credibili, Sondra ha in mano l’occasione della sua vita. E insieme al mago da avanspettacolo Sid Waterman inizia a seguire le tracce del presunto assassino, l’aristocratico e affascinante Peter Lyman.
Woody Allen, dopo Match Point, gira ancora una volta a Londra, e si mette in gioco in prima persona, interpretando la figura di un improbabile mago dai trucchi da strapazzo.
La sua presenza è sempre ben accolta dal pubblico perché garantisce una dose di battute (almeno tre indimenticabili) che danno colore e vita a un film semplice, a una commedia-thriller dai risvolti prevedibili, con il piacere di vedere gli attori immersi alla perfezione nei ruoli. La sua nuova musa Scarlett Johansson è coccolata da Allen a tal punto da farla apparire in quasi tutte le sequenze del film. La sua è ancora una volta un’interpretazione corretta, nei dettagli e nell’insieme. Poi viene Hugh Jackman che, abituato a ruoli fantasy, si trova comunque a suo agio nei panni del Lord inglese, con un sorriso accennato che stenderebbe ogni donna. E infine Woody stesso, in equilibrio fra magia e santità, che si mette in gioco e si diverte ancora a irridersi, a scherzare con la morte, a ironizzare su ebraismo e “Union Jack”, consapevole del fatto che Scoop è un giocattolino che non ha niente della perfezione di Match Point, e proprio per questo ha un finale tradizionale. Certo che, con le parole, Woody Allen le magie le fa veramente. Continua a leggere

Risultati immagini per Milano Calibro 9Un film di Fernando Di Leo. Con Mario Adorf, Philippe Leroy, Barbara Bouchet, Frank Wolff, Lionel Stander. Poliziesco, durata 101′ min. – Italia 1972. MYMONETRO Milano calibro 9 * * * - - valutazione media: 3,35 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Regolamento di conti all’interno di una banda di criminali italoamericani che agisce a Milano, imperniato su Ugo Piazza (Moschin) che, fatti tre anni di carcere, è sospettato dai suoi compari di avere intascato 300000 dollari. Dal romanzo postumo Stazione Centrale ammazzare subito di Giorgio Scerbanenco (1911-69), sceneggiato da Di Leo, è un film d’azione violenta con risvolti di critica e denuncia sociale e almeno una battuta fatidica (“Se si va avanti così, vedrai che dovranno creare l’antimafia anche a Milano”). Bella compagnia di attori tra cui spiccano Moschin e Wolff. Continua a leggere

Zombie_Ass_Toilet_of_the_Dead_2011Noboru Iguchi è un nome assai caro agli amanti di quel cinema folle ed eccessivo di marchio strettamente nipponico. E’ infatti a lui che negli anni recenti dobbiamo il merito di aver realizzato due titoli di culto quali The Machine Girl e Robogeisha, veri e propri concentrati di nonsense e divertimento esagerato che hanno ottenuto imperituro alloggio nel Valhalla dei trash movie. Ma se una ragazza “meccanica” intenta a vendicarsi per la morte della propria famiglia e una geisha “robotizzata” alle prese con la sua personale e particolare ribellione, potevano apparire già come personaggi assurdi inseriti in contesti ancora più ironicamente surreali, la protagonista e l’ambientazione di Zombie Ass – Toilet of the Dead (che già dal titolo annuncia la sua più “pura essenza”…) varcano un nuovo limite del buon gusto, andando a rivoluzionare in chiave farsesca un filone sempre sulla cresta dell’onda come quello dei film di zombi.

L’inizio è sui generis per le produzioni sui morti viventi. Un gruppo di amici -tre ragazze e due ragazzi- si perdono in una foresta. Tra di loro vi è Megumi (Arisa Nakamura), studentessa di karate, che nasconde un drammatico segreto nel suo passato scolastico. All’improvviso i giovani vengono attaccati da uno zombi, e si avviano in una precipitosa fuga, soltanto per ritrovarsi accerchiati da altre orde di non morti. Quest’ultimi hanno però una differenza dai classici topoi del genere, e come arma per stordire le loro vittime hanno dei potentissimi… peti (!!), nonché dei lunghi vermi che escono dai loro orifizi pronti ad aggredire i malcapitati di turno. Megumi e i suoi compagni pensano di aver trovato un alleato in un mite professore e sua figlia, ma in realtà coloro che apparivano come salvatori si rivelano dei sadici assassini, loro stessi creatori del morbo zombificante.

ATTENZIONE: QUESTO FILM PUO’ ESSERE VISTO O COME UNA CAGATA PAZZESCA O COME UN MEZZO CAPOLAVORO DEMENZIALE. DIPENDE MOLTO DA QUANTO SIETE VICINI ALL’UMORISMO GIAPPONESE. Continua a leggere

Regia di Matthew Warchus. Un film Da vedere 2014 con Bill NighyImelda StauntonDominic WestPaddy ConsidineGeorge MacKayJoseph GilgunCast completo Genere Drammatico – Gran Bretagna2014durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 11 dicembre 2014 distribuito da Teodora Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,37 su 39 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Londra, 1984. Joe partecipa tra mille timidezze e ritrosie al Gay Pride e si unisce alla frangia più politicizzata del corteo, già proiettata sulla successiva battaglia in difesa dei minatori in sciopero contro i tagli della Thatcher. Guidati dal giovane Mark, i LGSM (Lesbians and Gays Support The Miners) cominciano il loro difficile percorso di protesta, che li conduce in Galles, nella remota comunità di Dulais. Superata l’iniziale ritrosia, tra attivisti gay e minatori nascerà una sincera amicizia e un’incrollabile solidarietà umana.
Uno spunto narrativo dal potenziale micidiale che ha sorprendentemente atteso trent’anni prima di essere trasposto su grande schermo. Matthew Warchus – il sottovalutato Simpatico e un notevole curriculum teatrale alle spalle – raccoglie la sfida, forzando la verità storica (la solidarietà era molto più articolata e diversificata, non coinvolgeva solo una comunità gallese e un gruppo di attivsti londinese) quel tanto che basta per rendere Pride un possibile campione d’incassi. Di quelli destinati in egual misura a essere amati e detestati, per la capacità di concentrare cliché e situazioni già viste in anni di cinema popolare britannico, con in mente solo il grande pubblico privo di pretese intellettuali.  Continua a leggere

Locandina italiana La mia vita a Garden StateUn film di Zach Braff. Con Zach Braff, Kenneth Graymez, George C. Wolfe, Austin Lysy, Gary Gilbert, Jill Flint. Titolo originale Garden State. Commedia, durata 109 min. – USA 2004. uscita venerdì 17 giugno 2005. MYMONETRO La mia vita a Garden State * * * - - valutazione media: 3,37 su 27 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Alcuni film, anche quando passano in silenzio nelle sale, o escono senza troppi clamori, stranamente finiscono per diventare dei piccoli cult (ad esempio Donnie Darko).
Garden State può idealmente rientrare tra i film generazionali, quelli dei quasi trentenni che non sanno ancora quale sia la propria strada.
Andrew Largeman (Zach Braff) torna dopo nove anni nella sua cittadina natia del New Jersey, “Garden State” d’America, per i funerali della madre. Fino a quel momento aveva vissuto imbottito di psicofarmaci prescritti dal padre psichiatra. Il tuffo nel passato, reincontrare i vecchi amici, respirare l’aria di campagna, vivere l’amore, gli apre gli occhi. Una nuova vita è davanti a lui.
Ideato, diretto e interpretato dall’attore protagonista della serie Tv Scrubs, Garden State commuove e diverte, ed è supportato da attori bravi e non troppo noti (Natalie Portman a parte). La sua forza è nelle situazioni che si vengono a creare fra i protagonisti, con le loro follie personali, le loro abitudini e le loro manie. Situazioni che costruiscono una piacevole storia di emozioni, lacrime e sorrisi. Continua a leggere

Locandina Alice non abita più quiUn film di Martin Scorsese. Con Ellen BurstynKris KristoffersonDiane LaddLane BradburyLelia Goldoni.  Titolo originale Alice Doesn’t Live Here AnymoreCommedia,durata 110 min. – USA 1975MYMONETRO Alice non abita più qui * * * - - valutazione media: 3,42 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il film narra le disavventure di Alice, una donna rimasta vedova con un figlio. Alice cerca un lavoro e nel frattempo si imbatte in una serie di personaggi negativi finché non incontra David. Suo figlio non accetta David e fugge di casa insieme a una sua coetanea. Gli agenti lo ricondurranno a casa e il ragazzo si convincerà dell’affetto di David. Per questo film, che fu diretto da Scorsese dopo MeanStreet, Ellen Burstyn ricevette l’Oscar come migliore attrice protagonista dell’anno. Continua a leggere

Un film di Christopher Nolan. Con Christian Bale, Heath Ledger, Gary Oldman, Michael Caine, Aaron Eckhart.Maggie Gyllenhaal, Morgan Freeman, Monique Curnen, Ron Dean, Cillian Murphy, Chin Han, Nestor Carbonell, Eric Roberts, Ritchie Coster, Anthony Michael Hall, Keith Szarabajka, Melinda McGraw, Joshua Harto, Colin McFarlane, Nathan Gamble, Michael VieauTitolo originale The Dark Knight. Azione, durata 152 min. – USA 2008

Il crimine organizzato a Gotham City ha le ore contate. Batman, il tenente Gordon, il nuovo Procuratore Distrettuale e alcuni improbabili epigoni dell’Uomo Pipistrello in imbottiture da hockey hanno dichiarato guerra ai criminali. La loro fortuna e i loro dollari, accumulati in una banca di massima sicurezza, vengono rubati da Joker, un pagliaccio sadico e mascherato che getterà la città nel disordine e nell’anarchia. Riempite le tasche di lame, polvere da sparo e lanugine, Joker sfiderà il cavaliere oscuro di Bruce Wayne e rivelerà il lato oscuro di Harvey Dent, l’eroe procuratore che applica la giustizia e agisce a volto scoperto. Continua a leggere

Locandina italiana Saving Mr. BanksUn film di John Lee Hancock. Con Tom Hanks, Emma Thompson, Colin Farrell, Paul Giamatti, Jason Schwartzman. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 120 min. – USA 2013. – Walt Disney uscita giovedì 20 febbraio 2014. MYMONETRO Saving Mr. Banks * * * - - valutazione media: 3,47 su 43 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Pamela Lyndon Travers è una scrittrice di romanzi per l’infanzia che vive a Londra e fa impazzire il suo editore. Da vent’anni Mr. Russell prova a convincerla a cedere i diritti di “Mary Poppins” a Walt Disney. Ossessionato dalla promessa fatta alle sue figlie, Mr. Disney sogna di realizzarne un musical in technicolor con pinguini animati e spazzacamini volteggianti. Cocciuta e ostinata a rendere la vita un inferno a chiunque, Miss Travers si persuade a partire per la California. Impermeabile agli ossequi e all’amabilità di Walt Disney e dei suoi assistenti, Pamela si siede in cattedra e passa in rassegna lo script e la sua infanzia, sublimata nei suoi romanzi. Cresciuta in Australia da una madre fragile e un padre sognatore, costretto a lavorare in banca e deciso ad affogare la propria vita nell’alcol, Pamela ha inventato Mary Poppins per salvare il suo papà e i Mr. Banks del mondo. Assediata dai ricordi e dal corteggiamento di Disney, che intuisce il dolore radicato nell’infanzia, Pamela dovrà infine decidere del suo futuro e di quello della sua celebre governante.
Alla maniera di Mary Poppins, di cui Saving Mr. Banks racconta la trasposizione dalle pagine allo schermo, il film di John Lee Hancock è coinvolgente e spruzzato di un gradevole sentimentalismo. Uno spettacolo popolare che nasconde un segreto e ribadisce il fascino inalterato di Mary Poppins, tata volante portata dal vento che inventa parole e manda giù pillole amare con lo zucchero. A ‘governare’ con meno indulgenza Saving Mr. Banks è Pamela Travers, creatrice di Mary Poppins decisa a preservare l’aura mitica della sua invenzione più felice dalla riduzione cinematografica e scintillante di Mr. Disney. Attrice di prosa convertita alla scrittura, Pamela Travers nasce a Maryborough in Australia e si trasferisce a Londra col ‘vento dell’est’ e un dolore chiuso nel cuore e nel cognome. Travers era il nome del padre, morto troppo presto venendo meno alle promesse affettive fatte alla piccola Helen Lyndon Goff. Ma Helen ha resistito dentro Pamela, risalendo il passato, alimentando la scrittura e ispirando i suoi romanzi. Romanzi in cui la Travers concentra un’intera vita e trasforma in opera la dimensione informe del suo vissuto. Continua a leggere

Risultati immagini per Giarabub locandinaUn film di Goffredo Alessandrini. Con Doris Duranti, Mario Ferrari, Carlo Ninchi, Carlo Duse.Guerra, b/n durata 85′ min. – Italia 1942. MYMONETRO Giarabub * * * - - valutazione media: 3,31 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

L’eroica resistenza del fortino di Giarabub, in un’oasi della Cirenaica (Libia) al confine con l’Egitto, che fu conquistato dalle truppe britanniche nel gennaio del 1941. “Colonnello, non voglio encomi…” diceva la canzone. Il futuro regista Beppe De Santis che nel ’42 faceva il critico divideva il giudizio in due parti: consenso per la parte di azione, dissenso per il dramma e i suoi personaggi, falsi, retorici e propagandistici. Continua a leggere

Un film di Eric Rohmer. Con Jess Hahn, Jean-Luc Godard, Van Doude, Stéphane Audran. Titolo originale Le signe du lion. Commedia, durata 100′ min. – Francia 1959. MYMONETRO Il segno del leone * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Pierre (Hahn), pittore squattrinato che fa la bohème a Parigi, crede di avere ereditato una grossa somma. Non è vero: l’eredità è toccata a un suo cugino. Si lascia andare nella metropoli deserta di agosto, fa amicizia con un barbone pittoresco, scivola verso la degradazione finché la sorte cambia. Da una storia che, a leggerla, potrebbe essere raccontata in cadenze di commedia ironica, l’esordiente E. Rohmer (1920) _ il più anziano, con il coetaneo Doniol-Valcroze, dei registi francesi aggregati alla Nouvelle Vague _ ha cavato un film lento, minaccioso, non poco angoscioso, dominato dall’ossessiva presenza della pietra e del marmo, che conta più per l’atmosfera di una Parigi sporca, svuotata e assolata che per i personaggi. Oltre a Godard, s’intravedono Stéphane Audran e Macha Méril. Prodotto da Claude Chabrol. Continua a leggere

Un film di Leo McCarey. Con Joan Collins, Paul Newman, Jack Carson, Joanne Woodward Titolo originale Rally ‘Round the Flag, Boys!. Commedia, Ratings: Kids+16, durata 107′ min. – USA 1958. MYMONETRO Missili in giardino * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nella cittadina di Putnam monta la protesta dei cittadini contro l’installazione di una base missilistica. Tra i più impegnati c’è Grace il cui marito Harry, a sua insaputa, ha avuto l’incarico dall’esercito di curarne i dispositivi più segreti. È una delle più spumeggianti e spregiudicate commedie hollywoodiane degli anni ’50. Tratto da un romanzo di Max Shulman, sceneggiato dal regista con Claude Binyon, è così ricco di umorismo, vitalità, ritmo, invenzioni sul filo di una satira sul “modo americano di vivere” che graffia senza aggredire: quasi non ci si accorge che la coppia Newman-Woodward non è adatta alle cadenze della commedia. C’è anche un’arguta definizione del Pentagono: “28 km di corridoi e 40 snack-bar”. Continua a leggere

Regia di Clint Eastwood. Un film Da vedere 1999 con James WoodsClint EastwoodDiane VenoraDenis LearyIsaiah WashingtonLisa Gay HamiltonCast completo Titolo originale: True Crime. Genere Thriller – USA1999durata 127 minuti. – MYmonetro 3,35 su 19 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Steve Everett è un giornalista che è già stato cacciato dal New York Times per la sua incapacità di tacere di fronte ai potenti. È stato un alcolista e ha una famiglia di cui si occupa poco. È questo tipo d’uomo che si trova ad affrontare il caso di un condannato a morte accusato di aver ucciso una donna incinta. A partire da un’intervista, Everett comincia a riflettere sul caso e scopre una serie di incongruenze che lo porteranno a scagionare all’ultimo momento il condannato. Eastwood spezza una lancia contro la pena di morte e lo fa rivisitando il genere e ponendo un altro mattone dell’edificio che da tempo va costruendo su personaggi che sentono su di sé il peso degli anni e delle miserie umane. Il plot sa di già visto, ma vedere Clint in azione è sempre un piacere perché la ricerca delle sfumature e l’apoteosi dell’understatement gli sono ormai connaturate Continua a leggere

Regia di Andrei Zvyagintsev. Un film Da vedere 2014 con Aleksey SerebryakovElena LyadovaVladimir VdovichenkovRoman MadyanovAnna UkolovaCast completo Genere Drammatico – Russia2014durata 140 minuti. Uscita cinema giovedì 7 maggio 2015 distribuito da Academy Two. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,44 su 20 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Kolia vive in una remota località rurale nel nord della Russia, vicino al mare. In quel piccolo paese un sindaco prepotente e corrotto ha deciso di volere per sè le terre di Kolia e cerca quindi di comprarle. Ex-militare e uomo dal temperamento violento e coriaceo, Kolia non solo non accetta ma si scaglia con violenza in una causa legale per mettere in mutande il sindaco stesso. Ad aiutarlo c’è un amico, avvocato di Mosca, con lui sotto le armi e molto determinato nel fermare quest’abuso.
Viene dritta dal libro di Giobbe questa parabola umana di disperazione ma è asciugata completamente da qualsiasi forma di speranza o fiducia in Dio (e figuriamoci nella Chiesa!). I disastri nella vita del protagonista infatti si susseguono uno dopo l’altro ma non è tanto la volontà di Satana a metterlo alla prova, quanto più prosaicamente l’accanimento del sindaco cioè della forma minore di potere statale che si possa incontrare.  Continua a leggere

Regia di D.W. Griffith. Un film Da vedere 1916 con Lillian GishDouglas FairbanksConstance TalmadgeAlfred PagetMax DavidsonCast completoGenere Muto – USA1916durata 140 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,34 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Partendo da uno spunto del poeta americano Walt Whitman sull’intolleranza si raccontano quattro storie. La caduta di Babilonia: re Baldassare credendo ormai, dopo aver vinto sull’esercito della Persia, di essere al sicuro dà il via a una celebrazione fastosissima che però dà modo al nemico Ciro di sconfiggerlo. La passione di Cristo racconta tre momenti dell’esistenza di Gesù. La notte di San Bartolomeo, tratta di una storia d’amore poco prima dell’eccidio degli Ugonotti. La madre e la legge: un povero operaio, dopo uno sciopero sanguinoso, viene ingiustamente condannato a morte per omicidio. L’uomo si salverà in extremis per via della confessione dell’assassino. Uno dei film più importanti della storia del cinema.

Locandina Una pistola per RingoUn film di Duccio Tessari. Con Fernando SanchoNieves NavarroGiuliano GemmaAntonio CasasLorella De Luca.  Westerndurata 100 min. – Italia 1965MYMONETRO Una pistola per Ringo * * * - - valutazione media: 3,44 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Mentre le forze dell’ordine falliscono, l’avventuriero Ringo riesce a sbaragliare una banda di fuorilegge che ha assaltato una banca, semplicemente infiltrandosi tra i fuorilegge e fingendosi uno di loro. Una donna lo aiuta. Continua a leggere

Un film di Steve McQueen. Con Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender, Benedict Cumberbatch, Paul Dano, Paul Giamatti. Titolo originale 12 Years a Slave. Biografico, durata 134 min. – USA 2013. – Bim uscita giovedì 20 febbraio 2014. MYMONETRO 12 anni schiavo * * * - - valutazione media: 3,18 su 78 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Stati Uniti, 1841. Solomon Northup è un musicista nero e un uomo libero nello stato di New York. Ingannato da chi credeva amico, viene drogato e venduto come schiavo a un ricco proprietario del Sud agrario e schiavista. Strappato alla sua vita, alla moglie e ai suoi bambini, Solomon infila un incubo lungo dodici anni provando sulla propria pelle la crudeltà degli uomini e la tragedia della sua gente. A colpi di frusta e di padroni vigliaccamente deboli o dannatamente degeneri, Solomon avanzerà nel cuore oscuro della storia americana provando a restare vivo e a riprendersi il suo nome. In suo soccorso arriva Bass, abolizionista canadese, che metterà fine al suo incubo. Per il suo popolo ci vorranno ancora quattro anni, una guerra civile e il proclama di emancipazione di un presidente illuminato.
Da più di un anno il cinema americano prova a fare (veramente) i conti con la mostruosità della schiavitù, peccato originale della nazione che fa il paio col genocidio indiano. Lincoln, Django Unchained e 12 anni schiavo sono opere diverse e discordanti, la cui prossimità sortisce letture maggiori ed è qualcosa di più di una coincidenza. Il soggetto, affrontato, aggredito, sfidato e condiviso, sottolinea la delicatezza di una vicenda storica lontana dall’essere assorbita nel Paese di Barack Obama. Se nel film di Steven Spielberg la figura e la condizione dello schiavo è nascosta tra discorsi, proroghe e mediazioni, in quelli di Quentin Tarantino e di Steve McQueen è un visione eversiva che sfida l’impero o lo subisce per dodici anni. Distinti nelle maniere, Django è loquace e carnevalesco, Solomon è greve e silente, l’uno abbraccia l’eroismo sonante, l’altro in sordina, uno castiga, l’altro attende, i protagonisti di Jamie Foxx e Chiwetel Ejiofor condividono nondimeno un’espressione decisiva e ambigua, un’eccezionalità. Django e Solomon sono nigger speciali, schiavi fuori dal comune che finiscono proprio per questa ragione per sfuggire al destino del loro popolo. Se Tarantino riscrive il passato e libera l’invenzione concretizzando un sogno che intercetta gli avvenimenti storici attraverso il piacere soggettivo, McQueen decide per la denuncia attraverso una rappresentazione esplicita, esibita, oscena, che mira evidentemente a risvegliare la coscienza intorpidita dello spettatore. Continua a leggere

Locandina Nascita di una nazioneUn film di David Wark Griffith. Con Mae Marsh, Henry Walthall, Violet Wilkey Titolo originale The Birth of a Nation. Storico, Ratings: Kids+16, b/n durata 38′ min. – USA 1915. MYMONETRO Nascita di una nazione * * * - - valutazione media: 3,42 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Si tratta di materiale stampato dalla Library of Congress intorno al 1970 a partire dai negativi originali. I due rulli consistono in materiale di ripresa e in immagini non utilizzate nel film. Le scritte a mano su alcuni fotogrammi indicano che le scene riguardano i rulli 2, 7, 10, 23, 28 e 29 nella loro numerazione prima del montaggio. Verso la fine della seconda bobina di questa raccolta, nel provino dei costumi e del trucco per Lillian Gish e Walter Long, si intravede ogni tanto il celebre cappello di paglia utilizzato da Griffith: lo si può scorgere nell’angolo in basso a destra dell’inquadratura Continua a leggere

Un film di Vsevolod Pudovkin. Con Vera Baranowskaja, Nikolai Batalov, Ivan Koval Samborskij Titolo originale Mat’. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 65 min. – URSS 1926. MYMONETRO La madre [1] * * * - - valutazione media: 3,33 su 5 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tratto dal romanzo omonimo del 1907 di Gor’kij, “La madre”, primo lungometraggio di Pudovkin , si inserisce nel clima politico della Russia degli inizi del XX secolo e segna l’inizio del realismo socialista. Protagonista del film è una contadina, Nilvona Vlasova, moglie del fabbro ubriacone Vlasov, la quale subisce una trasformazione caratteriale in seguito alla morte del marito. Causa del suo cambiamento è il figlio Pavel, operaio socialista e militante del movimento rivoluzionario insieme ad altri suoi amici, che verrà arrestato dopo che sua madre ha rivelato alla polizia dove Pavel ha nascosto le armi; e morirà in un tentativo di evasione durante una manifestazione per il 1 maggio. A quel punto sarà allora Nilvona a raccogliere la bandiera rossa e a farsi uccidere dai militari.
La narrazione è strettamente collegata alla dimensione psicologica dei personaggi e alla loro vita quotidiana, per evidenziare i problemi del movimento del proletariato dell’epoca. La protagonista dapprima è una donna disperata, picchiata dal marito, piena di paura, poi, spinta dall’esempio del figlio, anche lei compie una “rivolta” contro quella vita squallida ;cresce in lei un desiderio di libertà e di dignità, di combattere contro quella parte oscura, bestiale che è nell’uomo. E’ Nilvona l’eroina del film, proprio lei, umile, povera ,cosi come gli altri personaggi semplici che abitano il villaggio, immersi in una natura evocativa e mutevole che dà alla vicenda un tocco romantico perfettamente in armonia con il reale.
La madre è stato considerato per mezzo secolo un classico del cinema muto sovietico e classificato nel 1958 dai critici di Bruxelles come uno tra i 12 migliori film della storia del cinema per essere sottoposto in seguito ad alcune revisioni. Continua a leggere