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Sherlock Holmes - Il Mastino Dei Baskerville - DVD.it

L’intellligenza deduttiva del più noto investigatore della letteratura, Sherlock Holmes, si misura contro
criminali geniali e terribili, e insieme al suo fedele assistente Watson deve affrontare intricatissimi casi
ambientati nella misteriosa Londra di fine ‘800. La migliore trasposizione cinematografica è certamente la
serie prodotta dalla 20th Century Fox, poi proseguita dalla Universal, in cui l’acume investigativo di Holems
ha il volto dell’attore inglese Basil Rathbone, accompagnato dall’amico Watson che qui ha il volto di Nigel
Bruce. Tratti dai romanzi più celebri di Sir Arthur Conan Doyle i 14 film presentati in questo imperdibile box
da collezione rappresentano l’intera serie dedicata a Sherlock Holmes.

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Locandina italiana Saranno famosi

Un film di Alan Parker. Con Lee Curreri, Irene Cara, Eddie Barth Titolo originale Fame. Musical, Ratings: Kids+16, durata 134 min. – USA 1980. MYMONETRO Saranno famosi * * * - - valutazione media: 3,38 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nella “High School of the performing di Manhattan” a New York molti ragazzi fanno le audizioni per essere ammessi. I prescelti hanno quattro anni per studiare e per specializzarsi nella loro arte preferita (danza, musica, recitazione ecc.) e anche per maturare affrontando i problemi della loro vita. Alla fine del corso un grande spettacolo dimostra la loro bravura, ma diventeranno tutti famosi? Un bel musical di successo che ha ispirato la serie di telefilm.

Locandina italiana Il mondo dei robot

Un film di Michael Crichton. Con James Brolin, Yul Brynner, Richard Benjamin, Victoria Shaw, Norman Bartold.Titolo originale Westworld. Fantascienza, durata 88 min. – USA 1973.MYMONETRO Il mondo dei robot * * * - - valutazione media: 3,27 su 17 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Se vi piacciono le vacanze all’insegna dell’imprevisto e delle forti emozioni, provate a trascorrere un fine settimana a Delos… Delos è un grande complesso turistico che fa leva sulla più avanzata tecnologia per invogliare i visitatori a calarsi in eccitanti avventure progettate in ambienti che ricreano alla perfezione scorci dell’antica Roma, del Medioevo e del Far West. Ogni sezione di Delos è resa realisticamente vera dalla presenza di robot-umanoidi programmati in modo tale da rendere l’ospite protagonista di una situazione-tipo. I robot non reagiranno mai a quanto si farà loro e l’ospite potrà convincersi per la durata di un weekend di essere un eroe di altri tempi… almeno questo garantisce la pubblicità. Due amici, Peter Martin e John Blane, decidono di trascorrere una vacanza nel Far West di Delos e dapprincipio, indossati vestiti e cinturoni da cowboy, si divertono molto a sfidare a duello il robot che impersona il pistolero. Le cose cambiano quando alcune macchine sfuggono al controllo dei tecnici. I circuiti impazziscono e gli automi non muoiono più come dovrebbero fare, anzi, cominciano ad uccidere i turisti: gladiatori, cavalieri e pistoleri meccanici si trasformano in spietati assassini. Blane è uno degli ospiti che perdono la vita. Il suo amico Martin per sopravvivere deve ingaggiare una lotta mortale contro il pistolero che implacabilmente continua a braccarlo.
Il film è dominato dalla presenza magnetica di Yul Brynner, perfetto nella parte dell’inarrestabile pistolero-robot. Sguardo glaciale, camminata minacciosa e solenne, conferiscono al personaggio un’aria di fredda determinazione e danno allo spettatore la convinzione di vedere sullo schermo il gemello cattivo di Chris dei Magnifici sette.Il successo del film giustifica il sequel Futureworld – 2000 anni nel futuro.

Locandina italiana Inside gola profonda

Un film di Fenton Bailey, Randy Barbato. Titolo originale Inside deep throat. Documentario, durata 92 min. – USA 2004. uscita venerdì 27 maggio 2005. MYMONETRO Inside gola profonda * * * - -valutazione media: 3,25 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Fenton Bailey, Randy Barbato raccontano in forma di documentario il film che nel 1972 divenne una sorta di icona della rivoluzione sessuale. Costato 25 dollari ne incassò 600 milioni diventando il film di genere erotico più visto di tutti i tempi. Inside gola profonda racconta le vicende produttive, gli aneddoti e soprattutto le conseguenze culturali che questo che può essere definito il primo film hard di tutti i tempi, determinò sulla società del tempo.

Regia di Paolo Sorrentino. Un film Da vedere 2008 con Toni ServilloAnna BonaiutoGiulio BosettiFlavio BucciCarlo BuccirossoGiorgio ColangeliCast completo Genere Drammatico, – Italia2008durata 110 minuti. Uscita cinema mercoledì 28 maggio 2008 distribuito da Lucky Red. – MYmonetro 3,47 su 22 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ritratto in piedi del divo Giulio Andreotti (1919) all’epilogo paludoso della prima Repubblica, dal 1993, inizio del suo 7° e ultimo governo, al 1996, quando comincia il processo di Palermo. È un grottesco il 4° film di Sorrentino? In parte. Non è neanche satirico, se non verso i fedeli della sua corrente. È un dramma, questo ritratto di un personaggio blindato in cui il volto e la maschera sono inscindibili. Di un politico che si assume la responsabilità di praticare il Male per difendere e promuovere il Bene in favore dei cittadini – sudditi? – ignari. Di qualcuno che chiude in sé la forza simbolica del potere, quella reale di chi ha segnato 50 anni di storia italiana e una complessità psicologica tale da renderlo enigmatico e inquietante. Con qualche forzatura espressionista Servillo lo impersona in questa direzione in bilico tra realtà e mito, tra l’immaginario popolare e il giudizio impietoso che ne dà il Moro in disparte di Graziosi. Persino le ciniche battute che snocciola a ripetizione sono enigmatiche: frutto d’intelligenza, ma non di pensiero. Escluso Aldo Moro, non a caso solo due personaggi sono rispettati in quanto umani, la moglie (Bonaiuto) e la segretaria (Degli Esposti). È un dramma dissonante: diverte in superficie, ma in profondità impaurisce. Premio Speciale della giuria a Cannes 2008. 4 Nastri d’argento: regia, sceneggiatura (Sorrentino), attore protagonista e produzione; 7 David di Donatello: attore protagonista, attrice non protagonista (Degli Esposti), fotografia, musica, trucco, acconciatore, effetti visivi.

Soldati - 365 all'alba - Film (1987)

Regia di Marco Risi. Un film con Massimo DapportoAgostina BelliClaudio AmendolaAlessandro BenvenutiIvo GarraniCast completo Genere Drammatico – Italia1987durata 116 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 3,39 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un anno di servizio militare in una caserma del Friuli. Tra le varie vicende che s’intrecciano spicca il rapporto conflittuale tra il soldato Scanna (C. Amendola) e il tenente Fili (M. Dapporto). Sorpresa finale. Prima di Mery per sempre (1989) Risi junior aveva mostrato le sue qualità con questo film corale dolceamaro, erede della migliore tradizione della commedia italiana. Attori affiatati. Qualche sbandamento per eccesso di ambizioni.

Locandina italiana La zona morta

Un film di David Cronenberg. Con Christopher Walken, Brooke Adams, Martin Sheen, Herbert Lom, Tom Skerritt.Titolo originale The Dead Zone. Drammatico, durata 103 min. – Canada, USA1983. MYMONETRO La zona morta * * * - - valutazione media: 3,25 su 20 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dopo cinque anni in coma per un incidente, Johnny Smith, prof. di letteratura, scopre di avere poteri medianici che gli permettono di “vedere” il passato e il futuro delle persone con cui entra in contatto fisico. È un ‘dono’ che gli succhia a poco a poco la vita e dal quale cerca di fuggire, specialmente quando diventa celebre perché salva vite altrui o individua un assassino periodico. In modo diverso dal romanzo (1979) di Stephen King, da cui è liberamente tratto con la sceneggiatura di Jeffrey Boam, la “zona morta” è quel tanto di imprecisione che esiste nelle sue visioni del futuro (applicazione letteraria del principio di indeterminazione del fisico tedesco Werner Heisenberg, premio Nobel 1932) e che gli dà la possibilità di cambiarlo. Come il tragico epilogo conferma. Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di Cronenberg (onore a Dino De Laurentiis che l’ha prodotto) e, tolto Shining , il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di King. È il più conciso, compatto e “classico” del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne Walken che rende con dolente intensità l’infelicità del protagonista.

Regia di Marco Segato. Un film Da vedere 2016 con Marco PaoliniLeonardo MasonLucia MascinoPaolo PierobonMaria PaiatoCast completo Genere Commedia, – Italia2016durata 92 minuti. Uscita cinema giovedì 3 novembre 2016 distribuito da Parthénos. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,40 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Anni Cinquanta. Domenico ha 14 anni e vive da solo con il padre Pietro da quando la madre è morta in circostanze misteriose. Pietro, uscito di galera, è il bersaglio della piccola comunità montana che lo considera “una bestia”. Quando in paese si ripresenta el Diàol, il diavolo, un orso che ha già mietuto vittime in passato, Pietro intuisce la possibilità del suo riscatto: dunque scommette con il padrone della cava di pietra locale, Crepaz, che ucciderà l’orso. Se riuscirà nell’impresa guadagnerà una somma enorme per l’epoca e la zona. Se invece fallirà, regalerà un anno del suo lavoro di spaccapietre a Crepaz. Anche per Domenico la caccia all’orso è un’occasione: per riavvicinarsi al padre, mettere alla prova la propria abilità con il fucile, e dimostrare che non è un bocia, ma un giovane uomo pronto ad affacciarsi alla vita adulta.

Regia di Don Hall (II)Carlos López Estrada. Un film Da vedere 2021 con AwkwafinaCassie Steele. Titolo originale: Raya and the Last Dragon. Genere AnimazioneAvventuraCommedia, – USA2021, distribuito da Walt Disney. – MYmonetro 3,27 su 18 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

500 anni fa la nazione di Kumandra univa popoli differenti sotto il pacifico presidio dei Draghi. Finché i Druun, entità malvagie, non si sono diffusi tra gli uomini, agevolati dalla loro cupidigia e discordia, finendo per trasformare ogni forma vivente in pietra. Solo il sacrificio dei Draghi permise all’umanità di salvarsi: il segreto del loro potere è rimasto racchiuso in una gemma magica, unica arma di difesa contro i Druun. Oggi Kumandra non esiste più, divisa tra nazioni belligeranti, che corrispondono ad altrettante “parti” del drago: Zanna, Artiglio, Cuore, Dorso e Coda. Raya, principessa di Cuore, prova a tendere la mano verso Namaari, giovane figlia della regina di Zanna, ma la fiducia in quest’ultima porterà a una terribile disgrazia e al ritorno dei Druun.

Locandina Difret - Il coraggio per cambiare

Un film di Zeresenay Berhane Mehari. Con Meron Getnet, Tizita Hagere, Haregewoin Assefa, Shetaye Abreha, Mekonen Laeake.Titolo originale Difret. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 99 min. – Etiopia, USA 2014. – Satine Film uscita giovedì 22 gennaio 2015. MYMONETRO Difret – Il coraggio per cambiare * * * - - valutazione media: 3,47 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

1996. Etiopia. In un villaggio nell’area di Addis Abeba la quattordicenne Hirut viene rapita e violentata da colui che la pretende come sposa nonostante l’opposizione dei genitori di lei. La ragazzina riesce a fuggire impossessandosi di un fucile e uccidendo il suo sequestratore come auto difesa. Tutto però è contro di lei, sia la legge dello stato sia le regole ancestrali delle comunità rurali. Solo Meaza Ashenafi, avvocato e leader dell’associazione Andenet (uno studio legale al femminile che assiste gratuitamente donne che altrimenti non avrebbero alcuna possibilità di difendersi dai soprusi di una società dominata dai maschi) decide di assisterla. La battaglia contro i pregiudizi non sarà facile né indolore.
“Difret” in etiope significa avere coraggio, osare. Il titolo rappresenta con efficacia il senso della vicenda anche sul piano produttivo. Alle origini del film ci sono personaggi reali: la produttrice è la sempre più impegnata sul piano sociale Angelina Jolie e alla regia c’è qualcuno che, seppur residente negli Usa, ha le proprie radici in Etiopia ed è lì che ha preteso (e ottenuto) di andare a girare un’opera che ha vinto al Sundance.
Nella vicenda di Hirut si intrecciano le due tensioni che attraversano, seppur con caratteristiche diverse, più di un Paese del continente africano. Da un lato la progressiva emancipazione delle donne che trova nelle città occasioni per affermarsi e dall’altro un mondo rurale in cui vigono regole imposte dai maschi e la più completa sottomissione della donna all’uomo. Ai tribunali previsti dall’ordinamento statale si sovrappongono le “corti di giustizia” che si riuniscono in un campo sotto un albero e in cui nessuna donna è presente. Hirut ha difeso la propria dignità di essere umano e questo la allontana dalla comunità proiettandola in una realtà aliena, quella della città in cui rumori e stili di vita la disorientano.
Accanto a lei Meaza (a cui è stato assegnato un prestigioso riconoscimento per l’attività svolta) che rivede nella ragazzina la stessa esigenza che provava lei quando aveva la sua età: il bisogno di far compiere all’intera società il passaggio necessario che porti a una trasformazione profonda dei costumi. Il magistrato che rappresenta l’accusa è una perfetta rappresentazione della difficoltà dell’impresa: vive in una realtà che dovrebbe favorirne l’apertura mentale ma resta legato ai pregiudizi maschilisti che gli sono stati inculcati. Ci vuole davvero coraggio per sfidare regole, scritte e non, come ha fatto Meaza Ashenafi riuscendo al contempo a ‘leggere’ una realtà in cui gli happy end non sono poi così happy.

Locandina Fortapàsc

Un film di Marco Risi. Con Libero de Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Massimiliano Gallo, Ernesto Mahieux. Drammatico, durata 108 min. – Italia 2008. – 01 Distribution uscita venerdì 27 marzo 2009. MYMONETRO Fortapàsc * * * - - valutazione media: 3,32 su 43 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Giancarlo Siani è un giovane praticante, impiegato “abusivo” per il Mattino col sogno di un contratto giornalistico e di un’inchiesta incriminante contro i boss camorristi e i politici collusi. Lucido e consapevole, Siani si muove tra Napoli e Torre Annunziata, un avamposto abbattuto dal terremoto e frequentato dagli scagnozzi armati di Valentino Gionta. Indaga, si informa, verifica i fatti e poi scrive pagine appassionate e impetuose sui clan camorristi e sulla filosofia camorristica. Era il 1985 quando Vasco Rossi cantava “ogni volta che viene giorno” e un giornalista di ventisei anni moriva assassinato per “ogni volta che era stato coerente”. Gli ingredienti per realizzare l’ennesima agiografia di una vittima (dimenticata) della camorra c’erano tutti. C’era la vicenda personale di Giancarlo Siani, c’erano gli Ottanta, quelli dei tangentisti e dei faccendieri, delle commesse e della corruzione, delle spese inutili e della burocrazia gonfiata, degli omicidi del generale Dalla Chiesa, c’era un Paese sordo alle idee di Siani che scriveva (e lavorava) per un’Italia migliore, c’era l’inevitabile sacrificio finale. Ma Marco Risi non ha realizzato un altro film sulla camorra, concentrandosi esclusivamente sulle tappe di avvicinamento di Siani prima a una consapevolezza di sé e della lotta politica, poi a una strategia letteraria e provocatoria. La camorra è in ogni gesto di chi si oppone a Siani, in ogni silenzio indifferente, nelle grottesche indagini dei carabinieri, nella “clemenza” della magistratura, nelle assurde pratiche rituali di “guappi” spietati e armati, che intendono porre la corruzione e la violenza come norma fondamentale di convivenza sociale. Risi, all’interno del medesimo spazio (Torre Annunziata), distingue due campi contrapposti, determinando il fronteggiarsi delle due parti: i villains che utilizzano la forza della pistola per ascendere l’empireo della carriera camorristica, l’eroe che avvia la sua opera di progressiva e inarrestabile bonifica dell’illegalità con la macchina da scrivere, puntando sul valore della persuasione. Sullo sfondo c’è Napoli e l’isteria collettiva che circondava nel 1985 Maradona, involontario capopopolo, occasione di riscatto, speranza di rivalsa calcistica e sociale, sul ricco Nord da parte del garzone del macellaio e di una città pronta ad osannare e a stritolare. Napoli come corpo corruttore e Napoli generatrice di “antidoti” capaci di riequilibrare moralmente l’ordine esistente. Napoli, ancora, sede del “Mattino”, che invia in un polveroso avamposto battuto dai fuorilegge un giornalista eroico, immagine della possibilità di progresso e fertilità contro l’aridità e l’improduttività dell’arroganza. Dopo il vuoto e la degradazione giovanile dei suoi ragazzi fuori, che hanno la Lazio come sommo ideale, che alimentano la loro forza con un linguaggio osceno, che scelgono la via dell’omologazione passiva e che hanno bisogno del branco per riconoscersi, il regista milanese si concentra su un ragazzo solare senza lati oscuri, isolato dai politici di palazzo in un non luogo sventrato e svuotato per essere riempito dall’eccitazione del business e poi affondato nei liquami chimici. Se il Maradona di Risi (Maradona – La mano de Dios) non ha mai smesso di cercare il suo pallone, Siani non ha mai smesso di cercare la verità e di morire per questo giovanissimo dentro la sua Citroën Mehari e sotto il cielo di Napoli. Risi coglie l’importanza della solitudine in cui viene abbandonato Siani e la spirale dentro cui viene fatto scivolare lentamente fino al massacro del settembre ’85. Con la linearità di un cinema che non ha tesi da dimostrare ma una bruciante urgenza di raccontare, Fortapàsc mette in piazza una classe politica che mira alla propria autoconservazione, una società incivile che chiede la legittimazione di essere incivile e un giornalismo (impiegatizio) che continua a ignorare le proprie responsabilità nel degrado sociale, etico, linguistico e culturale del Paese.

Regia di Adam McKay. Un film Da vedere 2021 con Timothée ChalametLeonardo DiCaprioMelanie LynskeyJennifer LawrenceCate BlanchettCast completo Genere Commedia, – USA2021durata 145 minuti. Uscita cinema mercoledì 8 dicembre 2021 distribuito da Lucky Red. Oggi tra i film al cinema in 4 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,28 su 20 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La dottoranda in astrofisica Kate Dibiasky e il suo docente all’Università del Michigan Dr. Randall Mindy scoprono che entro sei mesi una gigantesca cometa colpirà la Terra e provocherà l’estinzione del genere umano. Allarmati riferiscono tutto alla Presidente degli Stati Uniti Janie Orlean.

Recensione su Una storia moderna - L'ape regina (1963) di alan smithee |  FilmTV.it

Regia di Marco Ferreri. Un film Da vedere 1963 con Ugo TognazziMarina VladyRiccardo FelliniNino VingelliAchille MajeroniLinda SiniCast completo Genere Commedia – Italia1963durata 90 minuti. – MYmonetro 3,20 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Borghese quarantenne si accasa con bella, brava, illibata e cattolicissima che lo sfianca col suo desiderio ardente di avere un figlio. Ottenuto lo scopo, l’uomo, povero fuco, è messo da parte e muore. 1° film italiano di Ferreri, denunciato e sequestrato dalla censura che impose tagli, modifiche ai dialoghi e l’uscita col titolo Una storia moderna: l’ape regina . È un grottesco paradossale sulla famiglia, il matrimonio e l’ideologia clerical-borghese che impregnano l’Italia. Divertente e quietamente feroce. Sceneggiato da R. Azcona, ma il soggetto risulta firmato da G. Parise, D. Fabbri (commediografo d’area cattolica), Festa Campanile e Franciosa. Nastro d’argento del migliore attore a Tognazzi.

Chiedo Asilo: Amazon.it: Benigni,De Sapio, Benigni,De Sapio: Film e TV

Regia di Marco Ferreri. Un film con Dominique LaffinRoberto BenigniCarlo MonniChiara MorettiFranco TrevisiCast completo Genere Commedia – Italia1979durata 109 minuti. – MYmonetro 2,34 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Roberto, maestro d’asilo, è accolto bene dalle colleghe, amato dai bimbi, ma ostacolato dai genitori che non capiscono i suoi rapporti con i loro figli. Nasce un legame particolare con un bimbo psichicamente disturbato. M. Ferreri ha fatto un film aperto, una straordinaria favola che va in cerca di sé stessa passando dentro le scene del quotidiano e della finzione e seguendo la non-storia di un Benigni delicato e struggente.

Locandina Delicatessen

Un film di Jean-Pierre Jeunet, Marc Caro. Con Pascal Benezech, Dominique Pinon, Marie-Laure Dougnac, Jean-Claude Dreyfus, Karin ViardCommedia, durata 97 min. – Francia 1990.MYMONETRO Delicatessen * * * - - valutazione media: 3,33 su 21 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel condominio di una Parigi prossima ventura, dove il degrado fisico e morale troneggia su tutto, si intersecano le storie di strani personaggi: papà, mamma e figli Tapioca che sono affetti da una fame inestinguibile; la coppia benestante che è tutta presa nei progetti di fantasiose maniere per suicidarsi; i fratelli Kube che trascorrono i giorni costruendo insoliti giocattoli e souvenir; il macellaio Clapet che scambia carne umana con sacchi di lenticchie; sua figlia Julie che coltiva la passione per la musica studiando al violoncello… Un giorno Julie si innamora di Louison, clown dall’animo innocente, giunto nel caseggiato in cerca di alloggio e disposto a pagarsi il vitto occupandosi della pulizia dei locali. Quando intuisce che il padre lo ha scelto come nuova vittima per rifornirsi di carne, la ragazza non esita ad allearsi con una banda di teppisti – i “trogloditi vegetariani” che vivono nel sottosuolo – per salvargli la vita.
Atmosfere surreali sottolineate da una fotografia cupa e da un accompagnamento musicale stridente, enfatizzano le strane vicende dei protagonisti costretti a condividere un palazzo simile ad una prigione bunker, visitato da un postino pazzoide che riverbera la violenza del mondo esterno.Il pubblicitario Marc Caro e Jean-Pierre Jeunet, vignettista umoristico e futuro regista di Alien 4 – La clonazione, collaborano alla realizzazione di un film eccentrico e visionario che strizza l’occhio – con eclettica disinvoltura – a Gilliam, Fellini, Clair, Carné e ai fumetti post-apocalittici francesi. Accolto tra gli applausi della critica, il film inaugurerebbe la nuova stagione del “realismo magico o poetico” del cinema francese. Parabola feroce e amara dell’impossibilità di una convivenza civile, o sarcastica parodia degli stilemi di un certo fanta-horror, il film è senza dubbio un’opera originale e provocatoria, ma come tutti i film di esordio che ambiscono allo status di “pellicola d’autore” sfiora i difetti di un intellettualismo narcisistico che appesantisce il (possibile) racconto di troppi e cervellotici significati.

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Un film di Roberto Faenza. Con Gabriele Ferzetti, Leopoldo Trieste, Claudine Auger, Lino Capolicchio.Drammatico, durata 95 min. – Italia 1968. MYMONETRO Escalation * * * - -valutazione media: 3,25 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Luca è figlio di un ricco industriale ma non è per nulla interessato alle sorti dell’azienda: Il suo interesse è rivolto all’India e alle pratiche di meditazione trascendentale. Il padre e la sorella, che non vogliono che il patrimonio familiare si disperda, gli mettono alle calcagna una psicologa che finge di innamorarsi di lui fino a sposarlo con lo scopo di ricondurlo all’ovile. Grazie al forte richiamo di un corpo spesso proposto ma mai concesso, l’affascinante e determinata ragazza sembra riuscire nell’intento di far riconciliare Luca con il capitale. Il suo inganno però verrà scoperto e il ragazzo l’avvelenerà con i funghi decorando il cadavere con fregi pop. Dopodiché il corpo verrà fatto sparire e nel finale, dopo un falso riconoscimento, Luca parteciperà al funerale in abito nero regolamentare insieme al padre e alla sorella mentre un gruppo di jazzisti si scatena al loro passaggio.
Il venticinquenne Roberto Faenza nell’anno di grazia 1968 certifica le immense capacità di fagocitazione del capitale il quale non solo è capace di vanificare sogni e aspirazioni ma sa anche eliminare senza lasciare traccia le proprie mosche cocchiere.
Faenza va anche oltre rigirando il coltello in una piaga ancora di là da venire. Quanti Luca hippie e contestatori in quegli anni abbiamo ritrovato poi dietro le scrivanie di dirigenza delle industrie paterne, in posti manageriali di alto livello o schierati politicamente in partiti conservatori? Quello di Faenza non è però un qualunquistico pregiudizio da maggioranza silenziosa. Si tratta piuttosto di un lucido avvertimento nei confronti di un ribellismo tanto facile da indossare quanto da dismettere con tanto di viaggi in India e di evasioni prive di motivazioni consistenti. Con stile a tratti grottescamente leggero, con una macchina da presa capace di cogliere gli stordimenti collettivi così come le fredde geometrie di una lucida strategia di assuefazione alla droga-denaro, Faenza realizza un film che, provocatoriamente, lancia sassi in più di una piccionaia.

Un film di Marco Bellocchio. Con Gian Maria Volonté, Laura Betti, Jacques Herlin, Carla Tatò, Fabio Garriba.Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 93 min. – Italia 1972. MYMONETRO Sbatti il mostro in prima pagina * * * - - valutazione media: 3,32 su 33 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

 
A Milano, una studentessa liceale viene violentata e uccisa. Il redattore capo di un grande quotidiano indipendente scatena una campagna contro un extraparlamentare accusandolo del delitto. Riuscirebbe ad incastrare il poveretto, grazie alle “rivelazioni” di una sua matura ed isterica ex amante, se un giornalista più scrupoloso non individuasse il vero colpevole.
Frances (1982) - Streaming, Trailer, Trama, Cast, Citazioni

Un film di Graeme Clifford. Con Jessica Lange, Sam Shepard, Kim Stanley Drammatico, durata 140 min. – USA 1982. MYMONETRO Frances * * * - - valutazione media: 3,29 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La biografia di Frances Farmer, attrice hollywoodiana brava, ma sfortunatissima. Sedicenne, Frances turba il perbenista ambiente di Seattle, negli anni Trenta, con un saggio sulla “morte di Dio”, che la fa sospettare di filocomunismo, sospetti aggravati da un viaggio in Urss. La ragazza, che vuol diventare attrice, tenta dapprima la via del teatro, poi quella del cinema. Ma l’ambiente cinematografico, contestato, la distrugge. Frances scende sempre più in basso, sino all’alcolismo ed alla clinica psichiatrica.

Regia di Marco Bellocchio. Un film Da vedere 2015 con Roberto HerlitzkaPier Giorgio BellocchioFilippo TimiLidiya LibermanFausto Russo AlesiCast completo Genere Drammatico, – ItaliaFranciaSvizzera2015durata 107 minuti. Uscita cinema mercoledì 9 settembre 2015 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,36 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Bobbio, XVII secolo: il nobile Federico Mai s’innamora della suora che vuole far condannare come strega attribuendole la colpa del suicidio del gemello prete ma non ha il coraggio del proprio sentimento. Bobbio, XXI secolo: il finto funzionario dell’Agenzia delle Entrate Federico Mai tenta di vendere le carceri dell’antico convento di suore a un nababbo russo ma l’anziano conte Basta, che vi si nasconde, lo smaschera. Finale a sorpresa di nuovo nel ‘600. Forse il più eccentrico film, ma non il migliore, del forse più eccentrico regista italiano della generazione post-bellica. Vi si intrecciano 2 storie, che in realtà sono giustapposte, avendo in comune il luogo, la falsità, la viscida viltà e il nome dei 2 protagonisti. La 1ª vicenda, in chiave di dramma storico-romantico, con rimandi alla filmografia su Giovanna d’Arco, è di limpida e lineare suggestione; la 2ª, tra il satirico e il grottesco, è più confusa e meno riuscita, s’ingolfa in un eccesso cerebrale di simbolismo, benché non sia priva di momenti incisivi. La conclusione, pur idealmente corretta, sfiora il ridicolo miracolistico. I difetti di contenuto e di sceneggiatura sono tuttavia trascesi dalla bellezza figurativa – ispirata alla pittura secentesca di Caravaggio, Velásquez, Rembrandt, in particolare nei giochi di luce e buio – e musicale (Carlo Crivelli). Raffinata sapienza fotografica (Daniele Ciprì) e scenografica (Andrea Castorina). Girato con gli allievi del laboratorio “Fare cinema” di Bobbio, diretto da Bellocchio.

Locandina Fahrenheit 9/11

Un film di Michael Moore. Con Michael Moore, George W. Bush Documentario, Ratings: Kids+16, durata 115 min. – USA 2004. uscita venerdì 27 agosto 2004. MYMONETRO Fahrenheit 9/11 * * * - - valutazione media: 3,31 su 32 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

“Sono il più patriottico degli Americani perché credo nei principi che hanno dato vita a questa nazione e mi do da fare perché vengano ristabiliti”. Così Michael Moore in un’intervista per la ‘bibbia’ del cinema “Variety”. In effetti Fahrenheit 911 è un film patriottico perché crede nel popolo americano pur non avendo alcuna fiducia in chi lo governa in questo periodo. Moore riduce al minimo, rispetto a Bowling a Columbine, la sua presenza sullo schermo per lasciare spazio al suo nemico pubblico numero 1 George W. Bush e al gruppo che ha portato alla Casa Bianca dopo un’elezione che ha lasciato dietro di sé più di un dubbio di legittimità. Moore però non si limita a mostrare e dimostrare le bugie dell’Amministrazione Bush (dai rapporti con Bin Laden alle dichiarazioni contraddittorie nell’arco di poco tempo sull’Iraq) ma va a cercare tra il popolo i motivi dell’arruolamento dei giovani nell’esercito per giungere poi, in un’apoteosi di populismo mediaticamente efficacissimo, ad andare davanti al Senato a offrire ai senatori il modulo per l’arruolamento da consegnare ai loro figli. Una democrazia che voglia avere il diritto di proclamarsi tale ha bisogno di ‘arrabbiati’ come il premio Oscar Moore.