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Locandina Pater familias

Un film di Francesco Patierno. Con Domenico BalsamoErnesto MahieuxMarina SumaMaria Pia CalzoneLuigi Iacuzio. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, durata 90 min. – Italia 2003MYMONETRO Pater familias ***-- valutazione media: 3,11 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un paese della cintura napoletana. Matteo torna a casa in regime di libertà provvisoria per mettere ordine nelle carte del padre deceduto.Il contatto col luogo natio è l’occasione per ricordare il suo passato e gli amici, morti tragicamente o – come nel caso di Rosa, suo segreto amore ora sposata senza amore a Giovanni e madre di Rita – condannati a un destino peggiore della morte. Mentre fervono i preparativi per la festa della Vergine Maria, il giovane elabora un piano per liberare Rosa e figlia. Il tentativo riuscirà, ma per lui resta solo il carcere.
Pater Familias è una pellicola ragguardevole. Il debuttante Francesco Patierno, proveniente dalla pubblicità, illustra una provincia napoletana purgatoriale, dove violenza e sopraffazione sono di casa e resta solo da salvare il salvabile, sapendo che i destini individuali e collettivi restano comunque segnati. E anche le numerose scene choc rispondono a un’urgenza narrativa insolita nel cinema italiano. Resta il sospetto di qualche calligrafismo, di qualche sequenza più brutalmente dimostrativa che realmente necessaria. Ma il polso del racconto non si perde mai, e il cast – con facce giuste prima ancora che azzeccate – è di quelli che non si dimenticano.

Regia di Francesco Rosi. Un film con Claudio BisioJohn TurturroMassimo GhiniRade SerbedzijaTeco CelioRoberto CitranCast completo Genere Drammatico – ItaliaFranciaGermaniaSvizzera1997durata 126 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,13 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal libro (1963) di Primo Levi, sceneggiato da F. Rosi, S. Rulli, S. Petraglia con l’apporto di Tonino Guerra. Il 27-1-1945 i soldati russi arrivano a Buna-Monowitz (Polonia), una delle 39 sezioni del lager di Auschwitz (Oswiecim). Alla fine di febbraio il chimico ebreo torinese Primo Levi (Turturro) comincia il lungo viaggio di ritorno che dura quasi otto mesi tra destinazioni incerte, derive, soste obbligate, peripezie, vagabondaggi. Dopo un viaggio in treno di 35 giorni il 19-10-1945 arriva a casa, a Torino. Era assai difficile cavare un film da un libro rapsodico e frammentario di 159 pagine con pochi dialoghi e trasferire in narrazione audiovisiva una scrittura precisa, concreta, sostenuta da riflessioni da un’alta tenuta morale, in continua oscillazione tra luce e tenebra, allegria e gravità, io e noi . Rosi e i suoi non ci sono riusciti. Quando segue il libro, il film è spesso impacciato o banale. Quando inventa, si sente il calcolo mercantile. Dove non c’è calcolo, subentra il formalismo lirico. Due volte trova la corda dell’epica, ma per rendere la dimensione di gaiezza, arguzia, gioia persino puerile che in Levi esiste si ricorre agli stereotipi della commedia italo-romanesca. Tra i personaggi le note positive sono il greco Mordo Nahum di Serbedzija, il Daniele di Dionisi e il Primo di Turturro, nonostante la differenza di età e di altezza e il fuoco interiore che cova, meridionale più che piemontese. Musiche di Luis Bacalov. Dedicato alla memoria di Pasqualino De Santis (fotografia) e di Ruggero Mastroianni (montaggio), morti durante la lavorazione e sostituiti da Marco Pontecorvo e Bruno Sarandrea.

Regia di Francesco Patierno. Un film con Roberto RosselliniAnna MagnaniIngrid Bergman. Genere Documentario – Italia2011durata 52 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Un gruppo di giovani cineasti guidati dal pioniere della cinematografia subacquea Francesco Alliata fonda una casa di produzione denominata Panaria Film. Il loro punto di riferimento sono le Eolie e presentano a Roberto Rossellini le riprese effettuate e delle idee per un film possibile. Rossellini all’epoca vive una storia d’amore con la passionale Anna Magnani. Un giorno però legge la lettera di un’attrice svedese ormai famosa ad Hollywood: Ingrid Bergman. Costei si dichiara disponibile a lavorare con lui. Il loro legame diverrà ben presto qualcosa che va oltre la professione. Rossellini si approprierà delle idee degli uomini della Panaria Film e girerà con lei Stromboli. La Magnani non starà però con le mani in mano e, con la regia di William Dieterle, girerà, sempre alle Eolie, Vulcano.
Tenendo come base il libro di Anile e Giannice dal titolo omonimo, Francesco Patierno ha realizzato un interessantissimo documentario che permetterà a chi all’epoca c’era di ripercorrere una vicenda che tenne in agitazione le cronache di mezzo mondo. Chi è venuto dopo avrà modo di venire a conoscenza di una commistione quasi irripetibile di realtà e immaginario. Grazie infatti a un amplissimo materiale di repertorio viene offerta una lettura delle vicende (che furono davvero senza esclusione di colpi) che va al di là del documentario di ricostruzione di un’epoca. Patierno riesce a far ‘parlare’ sequenze dei film delle tre dramatis personae facendoli diventare parte integrante della storia. Il cinema, con il suo carico di finzione, diventa più vero del vero grazie ad un’osmosi che si rivela al contempo efficace ed appassionante.

Un film di Francesco Barilli. Con Francisco Rabal, Luc Merenda, Leonora Fani, Jole Fierro Drammatico, durata 92 min. – Italia 1978. – VM 18 – MYMONETRO Pensione Paura * * * - - valutazione media: 3,00 su 1 recensione.

Vicino a un lago imprecisato c’è la “Pensione delle sirene”. La abitano strani personaggi (Marta, che nasconde un amante, Rosa, figlia di Marta, Rodolfo, un poco di buono, e Guido, bravo ragazzo). Rosa viene violentata da Rodolfo e un giorno arriva un misterioso vendicatore che uccide tutti coloro che in qualche modo hanno fatto del male alla ragazza.

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Regia di Francesca Archibugi. Un film Da vedere 2008 con Antonio AlbaneseKim Rossi StuartMicaela RamazzottiFrancesca InaudiAndrea CalligariCast completo Genere Drammatico, – Italia2008durata 104 minuti. Uscita cinema venerdì 17 aprile 2009 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 3,23 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Con l’8ª fiction per il cinema, la 2ª di origine letteraria (da un romanzo di Umberto Contarello del 2005), la Archibugi fa uno dei suoi film più felici, una commedia drammatica al maschile che fa ridere. Lo schema narrativo della strana coppia è antico, ma qui è messo insieme in modo insolito: un posto di pronto soccorso a Roma dove nella stessa notte arrivano due uomini in crisi cardiaca. Alberto è uno sceneggiatore di successo, sperperatore, scapolo, intelligente, nevrotico, un borghese colto del Nord. Angelo è ricco e bello, restauratore d’auto d’epoca, ex proletario, modesto evasore fiscale, incolto, padre di due figlie con bella moglie incinta. Hanno poco in comune, ma diventano amici a prima vista. In rotta con l’amante, giovane attrice da lui maltrattata, Alberto si rifugia in casa di Angelo che – come può esserlo solo un consapevole malato terminale – cerca di lasciargli in eredità, come responsabilità morale, moglie e figli. Pur non mancando di approssimazioni corrive, il film si affida al duetto amicale Albanese/Rossi Stuart che gli danno l’acqua della vita nel nascondere – con profonda tenerezza nel loro gioco quasi infantile – emozioni, sentimenti, paure, dolore, disperazione. Fotografia: F. Zamarion. Prodotto da Cattleya-Rai Cinema-Cimenello.

Regia di Francesca Comencini. Un film Da vedere 2009 con Margherita BuyGaetano BrunoGiovanni LudenoAntonia TruppoGuido CaprinoCast completo Genere Drammatico, – Italia2009durata 98 minuti. Uscita cinema venerdì 16 ottobre 2009 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 3,21 su 17 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

6° film, e il più riuscito, di una regista che dal 1995 ha diretto anche 6 documentari. È la storia di un’attesa. A 42 anni Maria vive a Napoli, insegna italiano in una scuola serale per adulti. È una donna autonoma, energica, spigolosa, che decide tutto da sola. Si trova incinta, senza volerlo, di un uomo che prende il largo, e al 6° mese ha un parto prematuro. La piccola è messa in incubatrice e Maria, da sola, aspetta che nasca o muoia. Dal romanzo (2008) di Valeria Parrella, prodotto da Fandango con Rai Cinema, adattato con Federica Pontremoli, è uscito un film intenso e originale sul tema della maternità, vario nell’azione e negli ambienti (il reparto di terapia intensiva; la scuola, mobile e precaria; lo sfondo contraddittorio di Napoli che riflette quello nazionale), ricco di figure di contorno e di lucidi agganci con la società. Prende, emoziona, inquieta, sconcerta e fa aspettare anche lo spettatore. È realistico ma anche visionario e corre via, leggero, storia di una solitudine che si apre agli altri. La Buy non è solo di una bravura interpretativa superiore a ogni elogio. Deve anche esserci stato, tra lei e la regista, un lavoro di fertile collaborazione che sfiora la simbiosi. Montaggio: Massimo Fiocchi. Scene: Paola Comencini. Fotografia: Luca Bigazzi.

Regia di Francesca Archibugi. Un film Da vedere 2015 con Alessandro GassmannMicaela RamazzottiValeria GolinoLuigi Lo CascioRocco PapaleoCast completo Genere Commedia, – Italia2015durata 94 minuti. Uscita cinema giovedì 22 gennaio 2015 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,09 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sceneggiato dalla regista con Francesco Piccolo, è il remake del riuscito, esilarante, imperdibile film di Delaporte e La Patellière Cena tra amici (2012) tratto dalla pièce Le prénom di B. Murat, con qualche inevitabile mutamento/adattamento in funzione italiana (uno per tutti: là il nome del nascituro era Adolf, qui è Benito). Invitato a cena dalla frustrata sorella Betta, sposata con il suo migliore amico Sandro, insieme all’amico di tutti Claudio, e aspettando l’arrivo di Simona, sua moglie incinta, Paolo comunica che chiameranno il nascituro Benito. Si scatena il finimondo ed emergono rancori, cose non dette, invidie e gelosie e una notizia bomba. Dopo un irritante inizio con voce off romana dove le s sono rigorosamente pronunciate come delle z, il film decolla e si allontana dal suo genitore francese e migliora progressivamente, diventando anche un altro film, arricchito e appesantito dai flashback, ma a modo suo divertente e più politicamente (s)corretto. Un terzetto di attori al meglio di sé (specie Papaleo), con un delizioso coro-balletto sulla canzone di Dalla “Telefonami tra vent’anni”. La Ramazzotti è non solo bella ma anche brava e credibile, la Golino rende bene il suo personaggio di frustrata in ombra e si prende il suo momento di sfogo sgomitando.

Regia di Phil LordChristopher Miller. Un film Da vedere 2009 con Bill HaderAnna FarisJames CaanNeil Patrick HarrisBruce CampbellAndy SambergCast completo Titolo originale: Cloudy With a Chance of Meatballs. Genere Animazione, – USA2009durata 90 minuti. Uscita cinema mercoledì 23 dicembre 2009 distribuito da Sony Pictures Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti – MYmonetro 3,23 su 13 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Flint Lockwood fin da piccolo ha avuto la passione per le invenzioni ma c’era sempre qualcosa che non andava a buon fine. Come quando aveva inventato lo spray che creava dal nulla scarpe che aderivano perfettamente al piede dimenticando però di inventare il modo per poterle sfilare. Divenuto adulto, e abitando in un’isola la cui unica produzione fonte di alimentazione sono le sardine, prova ad inventare un marchingegno che trasformi l’acqua in alimenti. Anche in questo caso sembra destinato al fallimento ma quando, per un eccesso di energia, la macchina finisce con l’essere lanciata nel cielo sopra l’isola accade un fatto mai visto prima. I fenomeni atmosferici si trasformano in precipitazioni di cibo. Flint diventa famoso e al suo fianco c’è Sam Sparks, una giornalista addetta alle previsioni meteo di una televisione. Anche lei non è mai stata una vincente e ora si troverà ad affrontare con lui un periodo di gloria che può trasformarsi in disastro.
Charles Miller e Phil Lord, basandosi sul libro illustrato di Judi e Ron Barret, hanno realizzato uno dei menù più equilibrati del cinema di animazione recente. Il loro film non solo è in grado di rivolgersi (al di là degli effetti 3D) a un pubblico sia infantile che adulto ma riesce anche ad essere un’occasione di riflessione di carattere sociale.
Ricco di colore e di trovate narrative che si susseguono con un buon ritmo Piovono polpette affronta un tema più che mai attuale (negli States ma non solo) come è quello della sovralimentazione. Il sindaco che diventa iperobeso ne è il più degno rappresentante ma è l’intera collettività che si ritrova compatta e felice in un’orgia di cibo tanto colorata quanto progressivamente pericolosa. Tutto questo viene detto e mostrato senza la minima tentazione predicatoria e rafforzato con l’inserimento di numerose sottotematiche. Si va dal rapporto con l’accigliato padre (il termine è quanto mai appropriato) che non ha mai capito e condiviso la passione del figlio per le invenzioni e grazie al quale perde il proprio lavoro alla timida love story tra i due nerds Flint e Sam.
Ma non viene dimenticata neppure l’ambivalenza dei politici pronti a cavalcare qualsiasi tigre pur di potersi ritagliare uno spazio di gloria personale. In tutto questo il divertimento non viene mai meno. A partire dall’inizio, in cui il simbolo della Columbia Pictures viene travolto da…Entrate per tempo in sala e lo saprete.

Regia di Shawn Levy. Un film con Ben StillerCarla GuginoDick Van DykeMickey RooneyBill CobbsRobin WilliamsCast completo Titolo originale: Night At the Museum. Genere Azione, – USA2006durata 108 minuti. Uscita cinema venerdì 2 febbraio 2007 distribuito da 20th Century Fox Italia. – MYmonetro 2,89 su 13 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Larry, sognatore divorziato e sempre in bolletta, accetta un lavoro di guardiano notturno al Museo di Scienze Naturali di New York. Ricevute le consegne dal trio dei suoi vecchi predecessori, Larry scopre che durante la notte l’intero museo si anima e tutti prendono vita, dalla statua del presidente Roosevelt (Williams, spassoso) al tirannosauro giocherellone, dagli antichi romani ai primi pellerossa. Le notti al museo del titolo sono tre e alla terza Larry ci porta il figlioletto, per scoprire che i cattivi sono proprio gli arzilli ex guardiani. Il romanzo di Milan Trenc, sceneggiato da Robert Ben Garant e Thomas Lennon, poteva essere un film spassoso e avvincente, invece gli effetti speciali si sprecano in un divertimento convenzionale, gradevole ma senza sorprese. E Stiller è a briglia corta. Troppo. Costato ben 110 milioni di dollari, ne ha incassati circa 550 nel mondo. Wilson non accreditato. Seguito da Una notte al museo 2 

Regia di Feng Xiaogang. Un film con Jingchu ZhangDao Ming ChenJin ChenFan XuChen LiGuoqiang ZhangCast completo Titolo originale: Tangshan Dadizheng. Genere Drammatico – Cina2010durata 135 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Dal romanzo omonimo di Zhang Ling, Aftershock . 2006, Tang shan (Cina nord-orientale). Padre, madre e due gemelli, dormono in un’afosa serata di luglio. All’improvviso uno dei più catastrofici terremoti della storia colpisce la zona: oltre 200 mila morti. Sopravvissuti ma separati, i gemelli intraprenderanno strade diverse. 2008, un altro evento sismico colpisce la Cina: il terremoto del Sichuan, meno grave per numero di vittime ma altrettanto devastante. Xiaogang costruisce un dramma che scandisce il tempo e azzera la distanza tra le 2 catastrofi, unendo idealmente gli eventi con la presenza dei protagonisti, vittime da bambini, unità di soccorso da adulti. La sequenza da brividi del terremoto iniziale ne rende perfettamente il trauma e la portata: 5 lunghissimi, duri minuti, in cui il regista non risparmia i particolari più cruenti. L’ aftershock , la scossa di assestamento, è ancora più struggente e insostenibile, mentre la disperazione è palpabile in ogni fotogramma. Buona l’ambientazione e fedele il modo in cui si racconta il cambiamento drastico avvenuto nella Cina degli ultimi 40 anni. Vincitore del Far East Film Festival di Udine nel 2011.

Regia di Federico Zampaglione. Un film con Jake MuxworthyKarina TestaOttaviano BlitchChris CoppolaNuot ArquintCast completo Genere Horror, – Italia2009durata 80 minuti. Uscita cinema venerdì 14 maggio 2010 distribuito da Ellemme Group. – MYmonetro 3,01 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Reduce traumatizzato dalla guerra in Iraq, David cerca sollievo in bicicletta attraverso i boschi in una zona dell’Europa centrale dove incontra, tra gli altri, la graziosa Angeline. La serena vacanza a contatto con la natura si trasforma per i due in un incubo con insidie allucinanti. Scritto dal regista con Domenico Zampaglione e Giacomo Gensini (un 3° Zampaglione, Francesco, firma le musiche con il gruppo The Alvarius), il film è diventato, dopo il passaggio in alcuni festival stranieri, un piccolo cult tra i cinefili italiani dell’horror: accorto nel rinverdire gli stereotipi della paura senza troppi compiacimenti intellettualistici. Prodotto con Blu Cinematografica e distribuito da Ellemme Group.

Regia di Felice Farina. Un film con Francesco PannofinoRoberto CitranCarlo Gabardini. Genere Drammatico, – Italia2014durata 87 minuti. Uscita cinema giovedì 26 febbraio 2015 distribuito da Cinecittà Luce. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Salvo Borgna, operaio siciliano trapiantato a Torino, sale sulla torre più alta della sua fabbrica quando l’azienda annuncia la chiusura e il licenziamento in tronco dei dipendenti. Giorgio Bettenello, rappresentante sindacale, segue Salvo per impedire che si butti di sotto, e finisce per diventarne ostaggio – o almeno così pensa il padrone della fabbrica. In realtà Salvo e Giorgio, che hanno etichette politiche opposte – Salvo è un berlusconiano e prima ancora un “fascista”, Giorgio un “depresso di sinistra” e prima ancora un “comunista” – sono accomunati dalla disperazione non solo per aver perso il proprio posto di lavoro, ma anche per lo stato in cui il lavoro si è ridotto, negli anni della crisi. Entrambi in qualche modo addebitano la colpa del presente allo sfacelo politico ed etico degli anni precedenti, a cominciare da quel 1978 in cui Moro fu assassinato.
Nel ’78 è anche nato Luca Ottolenghi, il guardiano ipovedente e borderline autistico che Salvo soprannomina “assunzione obbligatoria”. Luca, ispirandosi al saggio di Enrico Deaglio Patria (cui è a sua volta ispirato il film), ha memorizzato tutti gli eventi drammatici della storia italiana recente, e procede a ripercorrerli insieme a Salvo e Giorgio, dopo essere salito anche lui in cima alla torre. Noi spettatori a nostra volta rivediamo quegli eventi attraverso immagini tratte dalle Teche Rai oltre che da numerosi altri archivi e dal Centro Sperimentale di Cinematografia.
L’idea di Patria è accattivante, e la scelta di rendere protagonisti tre “sfigati di cui non importa niente a nessuno” è nobile. Purtroppo però l’esecuzione filmica della storia è debole e poco chiara nell’identificare un rapporto di causa-effetto fra gli episodi storici e la situazione dei tre uomini sulla torre. Chi non conosce il passato recente dell’Italia – leggi: i giovani – avrà difficoltà a capire a quali eventi e quali personaggi si riferiscono le tante immagini reali che inframmezzano la narrazione fictional creata da Felice Farina come filo conduttore. Le scritte sui titoli di coda come compendio storico-politico arrivano troppo tardi a sostituire un vuoto drammaturgico, così come le ipotesi sul destino futuro dei tre protagonisti fanno venire voglia di vedere quel film, invece di quello che abbiamo appena visto. Se da un lato è interessante dare una struttura teatrale (e specificamente “beckettiana”, cui contribuisce soprattutto lo stralunato personaggio di Luca) ai dialoghi fra i tre, dall’altro sarebbe necessario “usarli” meglio per spiegare i collegamenti fra i vari eventi che hanno portato allo stato di degrado contemporaneo: in questo senso La trattativa di Sabina Guzzanti compiva lo stesso sforzo in maniera più comprensibile ed efficace (benché dichiaratamente di parte).
Farina azzecca invece il tono postatomico delle inquadrature (la fotografia è di Roberto Cimatti) e l’accompagnamento musicale straniante (Valerio C. Faggioni), ricco di stridori industriali. Se la narrazione fosse rimasta altrettanto essenziale, sfrondata delle polarizzazioni ideologiche fra i personaggi e della recitazione gridata di Pannofino nei panni di Salvo, Patria ne avrebbe sicuramente giovato. Così invece la sacrosanta indignazione del regista rischia di sconfinare nel qualunquismo e nella banalizzazione di una realtà, ahimé, quotidianamente sotto gli occhi di tutti.

Regia di Fatih Akin. Un film Da vedere 2017 con Diane KrugerDenis MoschittoJohannes KrischSamia Muriel ChancrinNuman AcarCast completo Titolo originale: Aus dem Nichts. Genere Drammatico, – GermaniaFrancia2017durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 15 marzo 2018 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,11 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Germania. La vita di Katja cambia improvvisamente quando il marito Nuri e il figlio Rocco muoiono a causa di un attentato. La donna cerca di reagire all’evento e trova in Danilo Fava, avvocato amico del marito, il professionista che la sostiene nel corso del processo che vede imputati due giovani coniugi facenti parte di un movimento neonazista. I tempi legali non coincidono però con l’urgenza di fare giustizia che ormai domina Katja.
Tra il 2000 e il 2007 in Germania sono stati commessi numerosi assassinii di persone di nazionalità non germanica da parte dell’NSU (Nationalsozialisticher Untergrund) una formazione neonazista che nel 2011 è stata finalmente incriminata con prove. Fino ad allora la tendenza era stata quella di attribuire le uccisioni a problematiche interne alle comunità etniche o alla delinquenza comune.

Regia di Fede Alvarez. Un film Da vedere 2016 con Jane LevyDylan MinnetteStephen LangDaniel ZovattoJane May GravesCast completo Titolo originale: Don’t Breathe. Genere ThrillerHorror, – USA2016durata 88 minuti. Uscita cinema giovedì 8 settembre 2016 distribuito da Warner Bros Italia. – MYmonetro 3,00 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Rocky vive una situazione familiare insopportabile ed è pronta a tutto pur di abbandonare Detroit per il sole della California. Per amore, il fidanzato sbruffone, Money, e il timido Alex la aiutano a svaligiare appartamenti. Money crede di aver individuato il colpo grosso nel villino di un veterano della guerra del Golfo, rimasto cieco in seguito a una ferita, che ha incassato un risarcimento a molti zeri dopo il tragico incidente in cui ha perso l’unica figlia. I dubbi etici su un furto ai danni di una persona così vulnerabile svaniscono di fronte alla somma agognata, ma i tre scopriranno che il solitario abitante della casa è tutt’altro che indifeso di fronte a un’intrusione.
Dopo aver girato il remake de La casa, inutile come la gran parte dei remake horror odierni, le quotazioni di Fede Alvarez erano minime, per usare un eufemismo. Ma le basse aspettative sono da sempre un buon viatico nel mondo della paura, che meglio agisce quando la guardia è bassa. Man in the Dark – titolo originale Don’t Breathe, letteralmente “Non respirare” – ha le caratteristiche tipiche del debutto: budget contenuto, soggetto forte sorretto da una sceneggiatura attentamente studiata, effetto sorpresa sfruttato fino allo spasimo. È lo stesso Alvarez a dichiarare di sentirsi come se fosse al suo debutto, e forse è meglio scegliere l’empatia e dimenticare i suoi primi passi (falsi).
Man in the Dark non appartiene al sottogenere home invasion né tantomeno è uno slasher movie, ma trae ispirazione da questi come da altri tipi di horror e dosa bene gli ingredienti in un claustrofobico gioco tra il gatto e i topolini. Dove il primo è cieco ma tutt’altro che innocuo, e i secondi squassati da dubbi morali e sensi di colpa che mal si conciliano con lo spirito di sopravvivenza che dovranno mettere in atto.
Un thriller di serie B con una rara dose di coraggio, che non ha paura di mettere in scena sferzate di violenza cruda e credibile, come le scene in cui il veterano cieco calpesta con violenza le gambe di Rocky o la picchia sul volto, violando tabù che neanche Jason Voorhees o Freddy Krueger avrebbero osato intaccare (uccidere barbaramente può essere meno disturbante delle percosse inflitte a un membro del gentil sesso). Ma non esistono eroi e non esistono villain nella lotta senza quartiere che ha luogo nel villino del veterano senza nome, dove gli uomini reagiscono da animali feriti con le spalle al muro, senza lasciare nulla di intentato. Alvarez tiene alta la tensione concedendosi il giusto in termini di virtuosismi di regia e sfruttando al massimo le opportunità generae dalla sceneggiatura.
A partire dalle scene girate con camera a infrarossi, quando il padrone di casa stacca la luce e recupera una posizione di vantaggio sui fuggiaschi, dando vita a un sensazionale nascondino basato sui sensi più sottovalutati, udito e olfatto. Inutile l’appendice che chiude il film, che in genere comincia a calare man mano che aumentano i dialoghi. Tuttavia, finché conta solo trattenere il respiro per sopravvivere, l’atmosfera è di sincero terrore. Ancora una volta straordinario Stephen Lang nei panni del veterano, uno degli attori più sottovalutati di Hollywood, capace di una prova mirabile per fisicità a 64 anni compiuti.

Locandina Volevo solo dormirle addosso

Un film di Eugenio Cappuccio. Con Giorgio PasottiGiuseppe Gandini, Elizabeth Fajuyigbe, Massimo MoleaEleonora Mazzoni. continua» Drammaticodurata 97 min. – Italia 2004MYMONETRO Volevo solo dormirle addosso ***-- valutazione media: 3,17 su 33 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Marco Pressi, giovane formatore del personale di una multinazionale, si ritrova dinanzi a una sfida che accetta: deve riuscire, in un arco di tempo ridottissimo, a far uscire dalla produzione 25 dipendenti di vario livello senza creare tensioni visibili. Se ce la farà avrà un avanzamento e otterrà un cospicuo riconoscimento in denaro. In caso contrario lo attende un portasigarette. Da quel momento la vita di Pressi (già definito “il muerto”, ovunque tranne che a letto, dalla fidanzata) cambia. Dovrà attrezzarsi per convincersi che lo slogan “People First” che caratterizza la sua azienda non è altro che falsità. Lui non può e non deve provare compassione per nessuno. Dopo Risorse umane e Mobbing (per non citare che due titoli) non era facile essere originali su un tema aspro e quantomai attuale come quello dei tagli dei posti di lavoro. Eugenio Cappuccio c’è riuscito concentrandosi sull’evoluzione del protagonista che diventa lupo progressivamente sino al soprassalto dell’ultim’ora. Trova una valida collaborazione nel cast e in Pasotti in particolare. Dall’omonimo romanzo di Massimo Lolli.

Regia di Fabio Mollo. Un film Da vedere 2013 con Vinicio MarchioniMiriam KarlkvistValentina LodoviniAndrea BellisarioAlessandra CostanzoCast completo Genere Drammatico, – Italia2013durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 5 dicembre 2013 distribuito da Cinecittà Luce. – MYmonetro 3,00 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Reggio Calabria, la 17enne Grazia non ha più visto il fratello Pietro da quando ha 12 anni. Il padre, che vende baccalà in una piccola bottega alla periferia, le ha detto che è morto. Grazia rifiuta il suo corpo di femmina, nel tentativo di prendere il posto del figlio maschio nell’affetto di un padre duro e brusco, costretto a subire le angherie di un malavitoso del quartiere. Dopo una visione sul fondo del mare, Grazia si convince che Pietro sia vivo e, grazie all’amicizia con un coetaneo figlio di giostrai ambulanti, riesce a trovare la verità, un rapporto col padre e soprattutto sé stessa. 1° lungometraggio del calabrese Mollo, è un piccolo film sulla violenza del silenzio – come difficoltà di comunicazione interpersonale, come omertà – e sulla ribellione al silenzio. Marchioni è bravo, la Karlkvist da tenere d’occhio

Locandina Passione d'amore

Un film di Ettore Scola. Con Jean-Louis TrintignantLaura AntonelliBernard GiraudeauValeria D’ObiciMassimo Girotti. continua» Drammaticodurata 118 min. – Italia 1981. – VM 14 – MYMONETRO Passione d’amore ***-- valutazione media: 3,13 su 6 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Alla fine del diciannovesino secolo un giovane ufficiale di cavalleria, distaccato in un piccolo centro del Piemonte, accende una passione divorante nella brutta e malata sorella del colonnello. Per pietà non respinge totalmente la donna, e sarà questo a dare il via alla tragedia.

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Un film di John Farrow. Con Charles Laughton, Ray Milland, Maureen O’Sullivan, Rita Johnson, Elsa Lanchester. Titolo originale The Big Clock. Drammatico, Ratings: Kids+13, b/n durata 95′ min. – USA 1948. MYMONETRO Il tempo si è fermato [1] * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Da un romanzo di Kenneth Fearing, sceneggiato da Jonathan Latimer. Jannoth (Laughton), magnate della stampa, uccide per gelosia la propria amante e incarica uno dei giornalisti più brillanti (Milland) del “Crimeway Magazine” di scoprire il colpevole. L’investigatore scopre una serie di indizi che sono tutti a suo carico. Vispo thriller la cui ingegnosa vicenda criminale fa perno su un simbolico grande orologio, metafora del potere malefico di Jannoth. Notevole il personaggio eccentrico di E. Lanchester. “È uno dei thriller più vicini alla perfezione che io conosca” (Joe Dante). Rifatto con Senza via di scampo (1987).

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Regia di Ermanno Olmi. Un film Da vedere 2001 con Sandra CeccarelliChristo JivkovSergio GrammaticoDessy Tenekedjieva. Genere Storico – Italia2001durata 105 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,07 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel novembre 1526 Joanni de’ Medici, capitano di ventura al soldo di papa Clemente VII, suo zio, conduce azioni di guerriglia a nord del Po per fermare la marcia su Roma degli Alemanni dell’imperatore Carlo V, guidati da Zorzo Frundsberg. Ferito, dopo quattro giorni di agonia per cancrena muore in Mantova a soli 28 anni. Alla vigilia dei 70 anni, ribaltando la tesi di Condottieri (1937) di Trenker che fece di Joanni un precursore di Mussolini, attento alla lezione di Rossellini e Tarkovskij, trovata la Padania in Bulgaria, Olmi fa il suo 1° film “epico” in cadenze antiepiche che è, in filigrana, una meditazione sulla morte di profondo respiro religioso e di forte tensione etica, ma anche sull’onore, il coraggio, il dolore, la metamorfosi tecnologica della guerra che la rende ancora più disumana. Il film più costoso e difficile della sua quarantennale carriera è anche stilisticamente il più libero, di semplicità raffinata nella scrittura, potente nei veloci scorci di battaglie, attenta alla cultura materiale e ai volti dei bambini. Magnifica fotografia del figlio Fabio Olmi. Determinante nel condurre le immagini, soprattutto nel Requiem, l’apporto musicale di Fabio Vacchi. Premi Sacher per il miglior film dell’anno e per la Ceccarelli. 9 David di Donatello.

Regia di Eric Valli. Un film con Thilen LhondupGurgon KyapKarma Wangel. Titolo originale: Himalaya, l’enfance d’un chef. Genere Avventura – Francia1999durata 104 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

Nella regione del Dolpo, a 4500 m di altitudine nel Tibet nepalese, c’è un villaggio di pastori e contadini che per sopravvivere trasportano periodicamente il sale, merce di scambio con il grano, nelle valli del Nepal con carovane di yak (bovide dal mantello lanoso), sfidando freddo, neve, valanghe. È lo sfondo di una vicenda romanzesca, ma radicata nella cultura locale, imperniata sul conflitto tra generazioni, tra tradizioni e ragione. Prodotto da Jacques Perrin, scritto, con Olivier Dazat, e diretto da Valli, collaboratore di National Geographic , Geo e Life , autore di una decina di libri sul Nepal e il Tibet, è il frutto di 9 mesi di riprese tra il ’97 e il ’98 e di una accorta mescolanza tra documentario antropologico, racconto di formazione e film di viaggio con cadenze epiche nella 2ª parte. Interpreti non professionisti, tranne la bella vedova Lapka Tsmachoe ( Sette anni in Tibet ). Vera protagonista è la montagna. Fotografia di Jean Paul Meurisse e Eric Guichard. Doppiaggio inevitabilmente stonato.