Category: 3.00/3.24


Regia di Ken Loach. Un film Da vedere 2002 con Michelle AbercrombieMartin CompstonWilliam RuaneAnnmarie Fulton. Genere Drammatico, – Gran Bretagna2002durata 106 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,16 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nella città costiera di Greenock, in una delle zone più depresse della Scozia (specialmente dopo il decennio neoliberista di Mrs. Thatcher), il quindicenne Liam passa dal commercio delle sigarette allo spaccio di eroina per procurarsi la somma necessaria a trovare una casa confortevole per sua madre tossicodipendente, che di lì a poche settimane uscirà dal carcere in coincidenza col suo sedicesimo compleanno. Titolo sarcastico per il 4° film di Loach scritto da Paul Laverty e il 2° di ambiente scozzese dopo My Name Is Joe . Pur condizionando vicenda e personaggi, la dimensione sociopolitica rimane sullo sfondo. Lascia in primo piano quella tragica del rapporto edipico di Liam con sua madre Jean, indegna del suo amore forsennato al quale sacrifica l’amicizia del coetaneo Pinball e l’affetto della sorella Chantelle, dedita a fermare la sua carica autodistruttiva. C’è una sorta di determinismo che può frenare l’adesione a questo film ammirevole per forza ellittica di racconto, scavo psicologico e sapiente direzione degli interpreti, tutti non professionisti tranne McCormack che fa Stan, il boy-friend della madre. Spicca il Liam del 17enne Compston, calciatore in una squadra scozzese di seconda divisione, di straordinaria intensità. Edizione originale nella parlata locale con sottotitoli inglesi. Il divieto ai minori di 18 anni ha suscitato in Gran Bretagna dure polemiche. Premiato a Cannes per la sceneggiatura.

Locandina Riff Raff

Un film di Ken Loach. Con Robert CarlyleEmer McCourtJimmy ColemanPeter MullanRicky Tomlinson. continua» CommediaRatings: Kids+16, durata 94 min. – Gran Bretagna 1991. – Bim Distribuzione MYMONETRO Riff Raff ***-- valutazione media: 3,15 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un buon film e allo stesso tempo semplice. Tra ironia e tragedia Loach mostra una visione realistica della Gran Bretagna sotto la signora Thatcher attraverso la metafora di un cantiere edile. Il protagonista è Steve che, uscito di galera, va a lavorare a Londra. Gli altri operai lo accolgono bene e lo aiutano a trovare alloggio in una casa popolare. Conosce una ragazza. I problemi di cantiere sono molti: dalla mancanza di igiene all’assenza di sicurezza. Ci sono un arresto e un licenziamento entrambi ingiusti e quando un’impalcatura cede e muore un operaio, la vendetta sarà pesante. Ottima la colonna sonora di Stewart Copeland, autore già di Rusty il selvaggio di Coppola ed ex batterista dei Police

Regia di Ken Loach. Un film Da vedere 2013 Genere Documentario, – Gran Bretagna2013durata 94 minuti. Uscita cinema giovedì 12 settembre 2013 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,17 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel 1945 finisce la Seconda guerra mondiale. La Gran Bretagna ha vinto, ma è una nazione ridotta a un cumulo di macerie. Bisogna rimboccarsi le maniche per vincere la pace. Alle elezioni il mitico primo ministro conservatore Winston Churchill è inaspettatamente sconfitto dal travolgente successo dei laburisti. Vengono così nazionalizzate le industrie strategiche del paese (miniere, ferrovie, porti, gas, elettricità ecc.), la sanità diventa pubblica e gratuita, un piano casa ricostruisce e riordina. Loach e il suo abituale sceneggiatore Paul Laverty ricostruiscono con interviste a minatori, infermiere, medici, e con avvincenti materiali di repertorio un quadro autenticamente di parte su che cosa abbiano significato quegli anni. Distribuito da Bim.

Regia di Ken Loach. Un film con Mark WomackAndrea LoweJohn Bishop (II)Geoff BellJack FortuneTalib RasoolCast completo Titolo originale: Route Irish. Genere Drammatico, – Gran BretagnaFranciaItaliaBelgioSpagna2010durata 109 minuti. Uscita cinema mercoledì 20 aprile 2011 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,00 su 12 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Liverpool, 2007. Sulla strada del titolo originale muore il contractor (mercenario) Frankie, ex militare di carriera, scatenando il dolore, l’ira e i sensi di colpa di Fergus, da sempre suo amico, che l’aveva convinto ad accettare l’ingaggio di 10 000 sterline al mese e andare in Iraq. Benché scritto dall’ex avvocato Paul Laverty, suo assiduo collaboratore, il 21° film di Loach risulta contraddittorio, un po’ confuso, persino onirico, come se ci fosse troppa carne al fuoco: la denuncia antimilitaristica e il lavoro sporco dei mercenari ai quali una legge (valida dal 2003 al 2009) garantiva la totale impunità, il percorso psicologico di Fergus, deciso a scoprire la verità sulla morte dell’amico; la dimensione del film di vendetta; l’aspetto documentaristico che sfocia nel thriller d’azione, compresa la sequenza della tortura, definita nel gergo burocratico “tecnica avanzata di interrogatorio”. Date le premesse, la redenzione è impossibile e l’autopunizione inevitabile.

Paul, Mick e gli altri - Film (2001)

Regia di Ken Loach. Un film con Joe DuttineTom CraigVenn TraceySteve Huison. Titolo originale: The Navigators. Genere Drammatico, – Gran BretagnaGermaniaSpagna2001durata 96 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,00 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sheffield, Yorkshire del Sud, 1995. Un vecchio deposito delle ferrovie britanniche è privatizzato. Una squadra di navigators – operai addetti alla manutenzione – che lavorano insieme da anni è suddivisa tra varie società: cassa integrazione, flessibilità nei licenziamenti, lavoro precario, ferie non retribuite, incentivi salariali di produttività. La generosità, la coerenza, l’insistenza sulla tematica della classe lavoratrice di K. Loach sono ripetitive soltanto in apparenza. Come mostra anche il tragico epilogo, qui il tono è più dolente e amaro. Grazie alla rinuncia agli effetti più emotivamente coinvolgenti, lo spettatore è lasciato libero di trarre conclusioni e giudizi. Al sobrio servizio di una sceneggiatura competente e precisa (scritta da Rob Dawber, ex “navigatore”, morto di cancro prima della fine delle riprese), Loach racconta la fase conclusiva dello sfaldamento sociale operato dai governi conservatori e consolidato da quello del laburista Tony Blair.

Regia di Ken Loach. Un film Da vedere 2014 con Barry WardSimone KirbyJim NortonAndrew ScottFrancis MageeMikel MurfiCast completo Titolo originale: Jimmy’s Hall. Genere Drammatico, – Gran BretagnaIrlandaFrancia2014durata 109 minuti. Uscita cinema giovedì 18 dicembre 2014 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,07 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Irlanda 1932, sullo sfondo della Grande Depressione, va al governo il partito repubblicano di sinistra (Fianna Fáil). Jimmy Gralton, piccolo proprietario di idee socialiste fuggito a New York perché nel mirino della destra durante la guerra civile del 1922, può tornare a casa. I nuovi giovani, per i quali è un eroe, gli chiedono di riaprire il capannone-balera dove organizzava feste da ballo, ma che era anche una sorta di scuola popolare con corsi di letteratura, pittura, pugilato, danze popolari. Jimmy riapre la sua hall , che diventa anche una “camera del lavoro” dei contadini affittuari, sfrattati dai grandi proprietari. È preso di nuovo di mira dai notabili di destra e soprattutto dal potente parroco che, pur stimandolo, lo considera, a ragione, un pericolo mortale per la Chiesa cattolica. 25° film di Loach, ricavato, almeno parzialmente, da una ricerca documentaria su un personaggio reale, è forse il più riuscito frutto della ventennale collaborazione alla sceneggiatura con Paul Laverty: 1) perché sublima l’ideologia nell’ideale, innalza l’impegno politico a impegno esistenziale, amplia la lotta di classe a lotta di cultura, di modo di vivere, di umanità, coniugando il pane e le rose, il politico e il privato; 2) perché, in forme classiche, rende come non mai la bellezza dell’Irlanda, quella naturale – nelle mille sfumature del suo vitale, prorompente, profondo verde (fotografia di Robbie Ryan) – e quella storico-sociale, attraverso le architetture, gli arredi, le vesti, gli ornamenti della sua civiltà contadina del primo ‘900 (scene di Fergus Clegg, costumi di Eimer Ni Mhaoldomhnaigh). La distinzione tra migliori e peggiori emerge netta, ma senza manicheismi: la figura del parroco tiene onorevolmente testa a quella di Jimmy, quasi come nelle vere tragedie, in cui si scontrano due verità equivalenti. Storicamente, fornisce un’immagine icastica della pervasività del controllo sociale esercitato dalla Chiesa cattolica. Distribuisce BiM. Presentato a Cannes 2014.

Regia di Ken Loach. Un film Da vedere 2000 con Elpidia CarrilloAdrien BrodyPilar PadillaJack McGee. Genere Drammatico, – Gran Bretagna2000durata 112 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,10 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Emigrata clandestina, la messicana Maya trova lavoro (sottopagato) come janitor (addetta alle pulizie) nell’agenzia di Los Angeles in cui lavora la sorella maggiore Rosa. Grazie a un sindacalista, impara a lottare per un salario più equo e l’assistenza sanitaria. “Volevo girare un film in USA dove una volta tanto vincessero i messicani” (K. Loach). Scritto da Paul Laverty, è un film politico più intelligente e sofisticato di quel che gli snob del disimpegno suppongono. “Entrare in territorio nemico e usare i mezzi del nemico per sputtanarlo, è un’operazione di guerriglia cinematografica…” (A. Crespi). Il sempreverde rosso K. Loach può esserne soddisfatto: è un film impegnato ma allegro, critico ma divertente, melodrammatico (la scena-madre dell’amaro sfogo di Rosa), ma con il contrappunto del “politico” che penetra nel “privato”. Condita con l’ironia, la dialettica realtà/finzione (cronaca/romanzo) è una costante del cinema di Loach. Il titolo è preso da uno slogan lanciato nel 1912 durante uno sciopero di operaie a Lawrence (Massachusetts). Il doppiaggio mortifica la mescolanza di inglese e spagnolo dei dialoghi.

Regia di Ken Loach. Un film Da vedere 2006 con Cillian MurphyPádraic DelaneyLiam CunninghamOrla FitzgeraldMary O’RiordanCast completo Titolo originale: The Wind That Shakes the Barley. Genere Drammatico, – FranciaIrlandaGran Bretagna2006durata 124 minuti. Uscita cinema venerdì 10 novembre 2006 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,18 su 21 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ottimo film di controinformazione storica con radici nel passato remoto: dal XIII sec. l’Irlanda fu la prima colonia inglese. Fallita l’insurrezione armata nel 1916, nel 1920 reparti mal armati dell’IRA (Irish Republican Army) appoggiati dal partito di Sinn Fein, cominciano azioni di guerriglia contro le truppe britanniche e i Black and Tans (polizia ausiliaria) che reagiscono con una feroce repressione sui civili. Il 6-12-1921, grazie a Michael Collins, si firma un trattato che concede l’indipendenza e una sovranità limitata per 26 delle 32 contee dell’isola. Scritto da Paul Laverty, da 10 anni collaboratore di Loach, il racconto affronta la spaccatura tra riformisti e rivoluzionari (nel film: utopisti e realisti) che si condensa nel conflitto letale tra i fratelli Damien e Teddy O’Donovan. Evidenti sono le qualità che gli valsero la Palma d’oro a Cannes. Come in ogni opera valida del passato, ha palesi agganci col presente. Coniuga l’energia del cinema d’azione con l’approfondimento psicologico dei personaggi. Tutti bravi gli attori con Murphy/Damien primus inter pares . Restituisce l’aria del tempo (costumi di Eimer Ni Mhaoldomhnaigh) e riassume con efficacia l’intricato retroterra sociopolitico. Sposa l’emozione con la lucidità, il pessimismo con la volontà di lotta. Infine ha una qualità rara, una dimensione drammatica: nella 2ª parte diventa una tragedia moderna in cui la storia sostituisce il fato. Tra i due fratelli chi è Abele e chi Caino? Entrambi sono l’uno e l’altro. Loach e Laverty lasciano libero lo spettatore di scegliere e di schierarsi, se ci riesce. Titolo preso dal poeta irlandese Robert Dwyer Joyce.

Risultati immagini per Trans-Europ-Express film

Un film di Alain Robbe-Grillet. Con Jean-Louis Trintignant, Marie-France Pisier, Nadine Verdier, Alain Robbe-Grillet Titolo originale Trans-Europ-Express. Drammatico, durata 90′ min. – Francia 1966. MYMONETRO Trans-Europ-Express – A pelle nuda * * * - - valutazione media: 3,08 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un regista, sua moglie e un amico produttore viaggiano in treno da Parigi ad Anversa. Il regista detta alla moglie il canovaccio di un film sul contrabbando di droga. Per eroe sceglie la prima persona che vede in stazione (Trintignant). È la storia di un giovane che, entrato in una banda di trafficanti, riceve come primo incarico una valigia da portare ad Anversa. Quel che succede è solo un pretesto per un esercizio su tre livelli: è un racconto poliziesco; è un poliziesco esposto con esplicita ironia (la materia “fumettistica” con i più convenzionali luoghi comuni viene rappresentata come tale); infine è il ritratto di un sadico sessuale e delle sue ossessioni (e anche l’erotomania è assunta come un stereotipo). Scrittore che è stato, a modo suo, originale, Robbe-Grillet regista è opaco e salottiero: il suo film è inerte, un esercizio intellettualistico.


Regia di Karyn Kusama. Un film con Paul CalderonMichelle RodriguezSantiago DouglasJaime TirelliRay SantiagoCast completo Genere Drammatico – USA2000durata 100 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Cresciuta in un caseggiato popolare di Brooklyn, orfana di madre (suicida) e con un padre ubriacone (Calderon), la 18enne Diana Guzman (Rodriguez) sfoga la cupa, aggressiva ira contro il mondo e la fragilità di chi cerca un’identità finché scopre nel pugilato il modo di canalizzare la rabbia. 1° film indipendente di K. Kusama che l’ha anche scritto. Prodotto da 3 donne con John Sayles tra i produttori esecutivi. Raro esempio di film nordamericano sulla boxe non violento né succubo dell’ideologia del successo: l’itinerario di Diana e il suo assillo di vincere sono di natura esistenziale più che sociale. Il versante semidocumentaristico dell’allenamento in palestra è di un realismo così puntiglioso che diventa interessante. Efficace direzione degli attori (tutti bravi, eccellente la Rodriguez con uno sguardo che buca lo schermo). Le qualità della regista emergono – grazie anche al montaggio creativo (Plummy Tucker) – nelle riprese sul ring, condotte a ritmo di balletto. Un po’ zuccherosa la parte sentimentale. 1° premio ex aequo e premio alla regia al Sundance Festival 2000.

Regia di Karin Albou. Un film Da vedere 2008 con Lizzie BrocheréOlympe BorvalNajib OudghiriSimon AbkarianKarin Albou. Titolo originale: Le chant des mariées. Genere Drammatico, – FranciaTunisia2008durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 18 dicembre 2009 distribuito da Archibald Enterprise Film. – MYmonetro 3,13 su 13 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Tunisi, 1942, durante l’occupazione della Wehrmacht tedesca. La musulmana Nour e l’ebrea sefardita Myriam sono cresciute insieme, vicine di casa e amiche. Nour è promessa sposa al cugino Khaled, ma deve rimandare le nozze. Myriam è spinta dalla madre (la stessa regista, ebrea e algerina) a un matrimonio d’interesse con un ricco e maturo medico per aiutare la famiglia, costretta dalle leggi razziali a pagare grosse multe. Il canto accompagna tre momenti del loro rapporto: la canzone delle due che giocano a fare le adulte, il canto femminile di rito durante la preparazione del matrimonio di Myriam e quello finale e disperato delle due, ormai donne, in un rifugio sotterraneo durante un bombardamento, sintesi emotiva dei vari fili del racconto. Come nel precedente La petite Jerusalem (2005), la Albou svolge la sua complessa tematica sul riscatto femminile in una società dominata dal potere maschilista con intensa e sensibile semplicità, non senza qualche schematismo, quasi inevitabile in un simile contesto. Musiche: François-Eudes Chanfrault. Presentato al Torino Film Festival 2008 e al 3° Filmfestival del Garda 2009

Nebbia in agosto - Film (2016) - MYmovies.it

Regia di Kai Wessel. Un film Da vedere 2016 con Ivo PietzckerSebastian KochThomas SchubertFritzi HaberlandtHenriette ConfuriusCast completo Titolo originale: Nebel im August. Genere Drammatico, – Germania2016durata 126 minuti. Uscita cinema giovedì 19 gennaio 2017 distribuito da Good Films. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,05 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Tratto dall’omonimo libro (2008) di Robert Domes, racconta la storia del piccolo Ernst Lossa, orfano ribelle, nomade di etnia Jenisch, vittima del folle e omicida programma di eutanasia infantile nazista Aktion T4: tra il 1939 e il 1945 più di 200 000 persone sono state uccise negli ospedali psichiatrici tedeschi, tra loro innumerevoli bambini. Nel riformatorio all’unità psichiatrica del dottor Veithausen, Ernst si accorge che uno per uno i suoi amici, i più deboli, i pesi per la società, muoiono improvvisamente. Si ribella. “Inventore” della dieta della fame (ai pazienti faceva mangiare 3 volte al giorno una zuppa saporita, ma priva di qualsiasi elemento nutritivo: morivano lentamente, perdendo 3 kg di peso a settimana), il dottor Veithausen ne ordina la morte. Ernst, nato nel 1929, muore nel 1944 per un’iniezione letale. Terribile storia vera del perverso sistema eugenetico, di cui, ancora oggi, non si sa abbastanza. Wessel lo racconta in modo rigoroso e coinvolgente al tempo stesso, grazie anche alla prestazione limpida e autentica degli attori. Un nuovo omaggio alla Memoria di asciutta e tremenda efficacia. Da proiettare anche nelle scuole.

Regia di July Jung. Un film con Doona BaeHie-jin JangSae Ron KimSeong-kun MunSae-Byeok Song. Titolo originale: Dohee-ya. Genere Drammatico, – Corea del sud2014durata 119 minuti. distribuito da Fil Rouge Media. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

La poliziotta Young-nam viene trasferita da Seoul alla stazione di una provincia remota. In paese ci sono solo anziani, pescatori e Jong-ha, un balordo che fa il bello e il cattivo tempo. Jong-ha ha una figlia, la piccola Dee-ho, solitaria e misteriosa, che picchia ogni volta che rincasa ubriaco. Finché non interviene Young-nam in difesa della ragazzina.
Se il circuito dei principali festival cinematografici europei è caratterizzato spesso da racconti di crisi, di disagio, di violenza e abusi domestici, che dividano e facciano discutere, ancor più questo discorso vale per il cinema d’autore della Corea del Sud, dopo che l’apripista Kim Ki-duk ha scioccato le platee con L’isola e in seguito ha continuamente alzato l’asticella del filmabile. Una connotazione che rappresenta anche un limite, un’etichetta forse ingombrante, che accompagna l’opera prima di July Jung, ma che le ha permesso di guadagnare immediatamente uno spazio nel circuito dei festival, agevolato dalla presenza di due volti noti presso il pubblico cinéphile come quello di Bae Doo-na (The HostCloud Atlas) e della piccola Kim Sae-ron (A Brand New Life), bambina-prodigio abbonata a ruoli di infanzia difficile e ora divenuta teenager. 

Regia di Julian Schnabel. Un film con David BowieGary OldmanDennis HopperJeffrey WrightClaire ForlaniSam RockwellCast completo Genere Biografico – USA1996durata 106 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 2,67 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Come il creolo Jean-Michel Basquiat (Wright), sconosciuto disegnatore di graffiti sui muri di Brooklyn, divenne negli anni ’80 il primo pittore non bianco che raggiunse il successo sul mercato internazionale. Quando nel 1988, a 27 anni, morì di overdose di eroina, i suoi quadri erano contesi dai musei e dai collezionisti che contano. 1° film del pittore Schnabel che racconta quel che conosce bene, evitando con passo leggero quasi tutte le trappole del genere biografico. Un cast fuori dal comune con Bowie che fa un Andy Warhol notevole, e non soltanto per il puntiglio mimetico. Colonna sonora di John Cale (rap, jazz, voci di Renata Tebaldi e Tom Waits, Rolling Stones) e un efficace ritratto di un artista predestinato all’autodistruzione, dolorosamente segnato non dall’incomprensione, ma dal successo

Regia di J.A. Bayona. Un film Da vedere 2007 con Belén RuedaFernando CayoRoger PríncepMabel RiveraMontserrat CarullaCast completo Genere Horror, – MessicoSpagna2007durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 14 novembre 2008 distribuito da Key Films. – MYmonetro 2,99 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Laura ha acquistato con il marito il vecchio orfanotrofio in cui è cresciuta per trasformarlo in un accogliente istituto per bambini bisognosi di cure, come Simon, malato di HIV, che ha adottato e che non ha molto da vivere. Il ragazzino, solitario e introverso, si è creato degli amici immaginari con i quali gioca e che terrorizzano Laura perché lasciano segni e impronte fin troppo reali. Durante la festa d’inaugurazione dell’istituto Simon scompare. Le ricerche dei genitori aiutati poi anche dalla polizia sono vane. Sergio G. Sanchez scrive, Guillermo Del Toro produce e affida la regia – con successo: 25 milioni di euro e 7 Goya (gli Oscar spagnoli) – all’esordiente Bayona che supera i limiti di un horror d’atmosfera. Come? Preferendo l’indagine psicologica, il dolore, l’analisi degli affetti rubati e delle ferite ancora aperte. Ottima interpretazione della Rueda, volto interessante, segnato e preservato da scempi di chirurgia estetica o botulino. Inquietante la presenza della scheletrica Chaplin.

Il figlio della sposa - Film (2001)

Regia di Juan José Campanella. Un film con Norma AleandroHéctor AlterioRicardo DarínClaudia Fontán. Titolo originale: El hijo de la novia. Genere Commedia – SpagnaArgentina2001durata 123 minuti. – MYmonetro 3,20 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Gestore di un ristorante di Buenos Aires ereditato dal padre, il quarantaduenne Rafael Belvedere è in crisi esistenziale, insoddisfatto di tutto, soprattutto di sé stesso e dei suoi miseri rapporti con la figlia, i genitori, la donna con cui vorrebbe risposarsi. L’offerta di una multinazionale che vorrebbe acquisire il ristorante paterno e l’improvviso ritorno di un vecchio amico gli danno l’occasione di una radicale metanoia. Mentre l’Argentina sprofonda nella recessione e nella povertà, il suo cinema rinasce. Lo prova anche questa commedia, scritta dal regista con Fernando Castets, che con finezza dosa gravità e leggerezza, pena e divertimento, passato e presente, cioè gli anni in cui i porteñi si sentivano in cima al mondo e quelli di oggi quando sono in fondo alla scala. Spiccano, in una compagnia di attori diretti con brio, la Aleandro e Alterio che già fecero coppia in La storia ufficiale (1985), contribuendo alla conquista di un Oscar. In castigliano novia significa promessa sposa.

Regia di Joshua Marston. Un film Da vedere 2011 con Tristan HalilajRefet AbaziÇun LajçiIlire Vinca ÇelajSindi LaçejCast completo Titolo originale: The Forgiveness of Blood. Genere Drammatico, – USAAlbaniaItaliaDanimarca2011durata 109 minuti. Uscita cinema venerdì 31 agosto 2012 distribuito da Fandango. – MYmonetro 3,00 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

2° film di Marston che l’ha scritto con Andamion Murataj, Orso d’argento per la sceneggiatura a Berlino. Come in Maria Full of Grace (2001), Marston torna a cimentarsi col tema del difficile passaggio dall’adolescenza all’età adulta in una società dominata da antiche regole retrive senza spazio per i giovani. L’azione è situata nell’Albania del Nord, non lontano da Shkoter. Esperti in computer – lui per fare affari, lei che vuole studiare all’università -, Nik e Rudina hanno un padre contadino, fuggitivo dopo una rissa in cui è ucciso il giovane di una potente famiglia. Nik è costretto a barricarsi in casa, Rudina si mette a vendere pane e sigarette. Raccontare l’inazione al cinema è sempre difficile. Il film ci riesce solo in parte, ma gli attori, specialmente Halilaj e la Lacej sono ben diretti (lui nel mettere, lei nel togliere) e la descrizione dell’ambiente è precisa, efficace e coinvolgente.


Regia di Josh Appignanesi. Un film con Omid DjaliliMatt LucasMiranda HartRichard SchiffIgal NaorArchie Panjabi. Titolo originale: The Infidel. Genere Commedia, – Gran Bretagna2010durata 105 minuti. distribuito da Mikado Film. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Mahmud Nasir è un musulmano che vive a Londra con la moglie e i due figli. Pur essendo intimamente devoto non è un praticante impeccabile, cede ai piaceri dell’alcool, a un linguaggio colorito e salta buona parte delle preghiere obbligatorie ma, in previsione del matrimonio del figlio più grande con la figliastra di un leader integralista, si prepara a dimostrarsi un vero musulmano, per ottenere la benedizione del futuro consuocero e far felice la sua famiglia. Peccato però che, proprio negli stessi giorni, Mahmud scopra per caso di essere stato adottato e, soprattutto, di essere nato ebreo, sotto il nome di Solly Shimshillewitz.

Un film di Josef von Baky. Con Ilse Werner, Hans Albers, Ferdinand Marian Titolo originale Münchhausen. Fantastico, Ratings: Kids+13, durata 92 min. – Germania 1943. MYMONETRO Il barone di Münchhausen * * * - - valutazione media: 3,00 su 1 recensione.

Un anello dai poteri straordinari permette al Barone di Münchhausen di non invecchiare. Durante l’interminabile vita egli si imbatte in straordinarie avventure e finisce persino sulla Luna per non cadere nelle mani della giustizia. Tornato sulla Terra, come un mortale qualunque attende serenamente la morte.

Locandina italiana Jack Reacher - La prova decisiva

Un film di Christopher McQuarrie. Con Tom Cruise, Rosamund Pike, Richard Jenkins, David Oyelowo, Werner Herzog. Titolo originale Jack Reacher. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 130 min. – USA 2012. – Universal Pictures uscita giovedì 3 gennaio 2013. MYMONETRO Jack Reacher – La prova decisiva * * 1/2 - - valutazione media: 2,94 su 53 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Cinque persone vengono uccise apparentemente a caso da un cecchino, sulla banchina di un fiume, mentre conducono la vita di tutti i giorni. Le prove sono schiaccianti e incastrano un ex militare, un tiratore addestrato. Pestato brutalmente durante l’interrogatorio, prima di cadere in coma, l’accusato fa un solo nome: Jack Reacher. L’avvocato difensore non sa come soddisfare la richiesta, Reacher sembra non esistere, ma ecco che è lui stesso a presentarsi, con una teoria a dir poco spiazzante: il militare è colpevole, ma non di quell’eccidio.