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Non c'è Paragone: Le cinque giornate di Dario Argento (1973)

Regia di Dario Argento. Un film con Marilù ToloAdriano CelentanoGlauco OnoratoEnzo CerusicoLuisa De SantisCarla TatòCast completo Genere Commedia – Italia1974durata 122 minuti. – MYmonetro 2,98 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Le cinque giornate sono quelle di Milano (18-23 marzo 1848), ma raccontate alla rovescia: delinquente da strapazzo e panettiere sono coinvolti nei moti contro il dominio austriaco. In cadenze di balletto crudele, sghignazzante e qualunquista, il film oscilla tra fascismo e Potere Operaio. È fascista a livello espressivo, estremista a quello ideologico, confuso su entrambi. Sceneggiatura di D. Argento, Luigi Cozzi, Vincenzo (Enzo Ungari) e Nanni Balestrini.

Regia di Daniele Vicari. Un film con Valerio MastandreaCristiano MorroniAlessia BarelaMassimiliano VarreseIvano de MatteoCast completo Genere Drammatico – Italia2002durata 111 minuti. – MYmonetro 3,07 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A 17 anni Claudio rivela un talento naturale per la meccanica e va a bottega da Stefano, proprietario di un’officina sul lido bruttato di Ostia, fin troppo appassionato alle corse notturne clandestine. Tra i due nasce un rapporto simile a un’amicizia che s’incrina per l’intrusione di una fraschetta. 1° lungometraggio del reatino Vicari – con proficue esperienze nel documentario – giudicato a Venezia 2002 il migliore dei 3 film italiani in concorso e apprezzato come ottimo esempio di cinema medio. Sembra ma non è un film di genere: mescola con destrezza la commedia (in vernacolo romanesco stretto) con i codici del cinema d’azione e le finezze del dramma psicologico, non trascurando la tematica dell’amicizia virile. Vola basso, ma sicuro. Descrive con competenza l’ambiente delle corse clandestine, e della subcultura dell’automobile suggerisce la contiguità con la società competitiva del successo. Mostra, non dimostra. E ha il finale giusto: il gesto di congedo di Claudio è, insieme, una rivalsa del personaggio e una dichiarazione d’intenti del regista. Scritto con Maura Nuccetelli e Laura Paolucci. Musica funzionale di Massimo Zamboni (ex CCCP e CSI).

Regia di Daniele Luchetti. Un film Da vedere 2010 con Elio GermanoGiorgio ColangeliLuca ZingarettiIsabella RagoneseRaoul BovaCast completo Genere Drammatico, – ItaliaFrancia2010durata 95 minuti. Uscita cinema venerdì 21 maggio 2010 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 3,02 su 12 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Italiani brava gente. È il succo del film di Luchetti, scritto con Petraglia-Rulli. Fa perno su Claudio, muratore della periferia romana. Il suo mondo è la famiglia con l’adorata moglie, due figlioletti, la sorella, le domeniche sul litorale vicino a Roma dove vive il fratello. Quelli che lavorano sotto di lui vengono da paesi lontani, clandestini pronti a tutto per un salario. Uno di loro, rumeno, ubriaco, cade dall’impalcatura e muore. Il capo cantiere lo seppellisce all’insaputa di tutti, ma non di Claudio che sta zitto. La moglie muore partorendo il terzo figlio. Claudio non sa accettare la perdita se non riscattandola col denaro, bene supremo. Si mette in proprio ma è impreparato, gli vanno male il ricatto al suo ex capo, lo sfruttamento di clandestini, l’uso di materiali scadenti. Nel film ci sono solo personaggi che non sospettano l’esistenza di un codice morale o giuridico. Luchetti & Co. descrivono bene la loro buona coscienza. Poi risolvono la storia con un finale consolatorio (o cinico?). Tutto si accomoda, si può ricominciare. Conta solo la solidarietà della famiglia e degli amici. Tutti recitano bene, dall’irriconoscibile Zingaretti con capelli lunghi e sedia a rotelle agli stranieri. Anche Bova, in una parte insolita. E più di tutti l’eclettico Germano, premiato a Cannes ex aequo con Javier Bardem. Luce naturale nella fotografia di Claudio Collepiccolo. Guidato dal regista, il montaggio di Mirco Garrone lascia respirare storia e personaggi. Distribuisce 01

Locandina Il portaborse

Un film di Daniele Luchetti. Con Silvio OrlandoNanni MorettiAngela FinocchiaroGiulio BrogiGuido Alberti. continua» CommediaRatings: Kids+16, durata 91 min. – Italia 1991MYMONETRO Il portaborse ***-- valutazione media: 3,19 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Come a dimostrare che per fare un buon film non bisogna per forza di cose partire da un’atmosfera raccolta e oscura, alla prima sequenza gli autori ci fanno ascoltare la storica Dadaumpa interpretata dalle gemelle Kessler di televisiva memoria. Poi la bravura di Silvio Orlando e il tocco leggero della regia di Luchetti fanno il resto. Il discorso politico all’interno della storia, pur facendo riferimento a fatti precisi come le elezioni truccate, ha un valore piuttosto universale e non vengono direttamente accusati singoli personaggi della realtà. Si narra del rapporto di lavoro tra il ministro Cesare Botero e il suo portaborse che gli scrive i discorsi e che annusa aria di tradimento. Tra ironia e denuncia, tra farsa un po’ alla francese e politica, il risultato è rispettabile. Ottima l’interpretazione di Nanni Moretti che ha dimostrato di essere bravo anche al di fuori dei propri schemi recitativi. Solo la sceneggiatura presenta qua e là delle situazioni prevedibili. Accolto bene in Italia ha avuto critiche osannanti in Francia.

Regia di Daniele Luchetti. Un film Da vedere 2015 con Rodrigo De la SernaSergio HernándezMuriel Santa AnaJosé Ángel EgidoAlex BrendemühlCast completo Genere Drammatico, – Italia2015durata 94 minuti. Uscita cinema giovedì 3 dicembre 2015 distribuito da Medusa. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,11 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Jorge Bergoglio è uno studente come tanti nella Buenos Aires degli anni Sessanta, con amici e fidanzatina, quando decide di entrare a far parte dell’Ordine dei Gesuiti. Vorrebbe diventare missionario in Giappone ma non gliene viene data l’opportunità, perché da subito deve apprendere la virtù dell’obbedienza: sarà proprio questa a porlo di fronte alle scelte più importanti della sua vita, perché dovrà distinguere fra i doveri verso la propria coscienza e la sottomissione al regime dittatoriale di Videla e allo strapotere dei proprietari terrieri in una terra polarizzata fra grandi ricchezze e grandissime povertà.
Daniele Luchetti e il suo produttore, Pietro Valsecchi, si sono buttati nell’impresa di raccontare la storia di Bergoglio prima che diventasse Papa con lui ben vivo e presente in Vaticano, senza consultarlo e senza chiedere la collaborazione dell’istituzione ecclesiastica. Questo ha dato loro la (relativa) libertà di raccogliere testimonianze da una quantità di persone più o meno attendibili, di affrontare direttamente il capitolo più spinoso e controverso della vita dell’allora Responsabile provinciale gesuita, ovvero il suo rapporto con la dittatura argentina negli anni fra il 1976 e il 1981, e di prendere le sue parti dando credibilità alla versione della Storia che lo vede a fianco dei desaparecidos e dei preti militanti. 

Regia di Daniele Gaglianone. Un film Da vedere 2011 con Filippo TimiStefano AccorsiValerio MastandreaValeria SolarinoGiampaolo StellaCast completo Genere Drammatico, – Italia2011durata 109 minuti. Uscita cinema venerdì 2 settembre 2011 distribuito da Fandango. – MYmonetro 3,16 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Prodotto da Procacci/Arcopinto/Rai Cinema, distribuito da Fandango, è un film italiano di un formalismo forsennato e nocivo a sé stesso. Alla 3ª regia Gaglianone aveva 2 atout per aspirare al successo di pubblico: il tema (pedofilia) sgradevole, ma capace di solleticare le morbosa curiosità di molti spettatori, e un quartetto di attori uno più bravo dell’altro. L’azione si svolge in 2 tempi: alla fine degli anni ’70, quando i 4 personaggi sono bambini, e una trentina d’anni dopo in una città del Nord. Come si esplica il formalismo? Nell’uso insistente dello sfocato, negli inutili lavaggi della Mercedes, nel permettere al “mostro” (Timi) di strafare nel suo virtuosismo recitativo, nelle frequenti e compiaciute dissolvenze, nel modo patologico con cui Accorsi gioca col suo piccolo Michele o in quello verboso con cui Mastandrea filosofeggia sulla situazione. Ovviamente gli atti pedofili sono solo suggeriti, ma risultano compiaciuti, malati proprio perché formalistici. Chi si sottrae meglio è la bella e intensa Solarino. Tratto dal romanzo (2005) di Stefano Massaron.

Locandina L'istruttoria è chiusa: dimentichi

Un film di Damiano Damiani. Con Riccardo CucciollaFranco NeroTuri FerroGeorges WilsonFerruccio De Ceresa. continua» Drammaticodurata 106 min. – Italia 1971MYMONETRO L’istruttoria è chiusa: dimentichi ***-- valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

L’architetto Vanzi è detenuto in attesa di giudizio. Durante la prigionia ha modo di verificare sulla propria pelle tutte le brutture del carcere: la mafia comanda anche lì. Vanzi si ripromette di lottare, appena ottenuta la libertà, per denunciare il crimine ma, una volta fuori dal carcere, la tranquillità e la comodità della sua vita ritrovata gli fanno dimenticare i buoni propositi.

Locandina Una vita violenta

Un film di Paolo HeuschBrunello Rondi. Con Franco CittiSerena VerganoAlfredo LeggiBruno Cattaneo, Giorgio Santangelo Drammaticob/n durata 93 min. – Italia 1962.MYMONETRO Una vita violenta * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Il film ha per protagonista un giovane di borgata che durante una rissa ferisce a coltellate un uomo e finisce in carcere. Uscito di prigione, si ammala di tisi e viene ricoverato in sanatorio, dove un sindacalista comunista lo convince a mettere la testa a posto. Il giovane, infatti, decide di sposarsi e di sistemarsi, ma un giorno, per salvare una donna, si getta in un fiume e muore.

<a href="<a href="http://www.easybytez.com/879mm9qvxhse&quot; target=_blank>Una Vita Violenta – 1962.avi – 1.4 GB

Il Mulino Delle Donne Di Pietra

Un film di Giorgio Ferroni. Con Scilla Gabel, Pierre Brice, Dany Carrel, Wolfgang Preiss, Olga Solbelli. Drammatico, durata 100′ min. – Italia, Francia 1960. MYMONETRO Il mulino delle donne di pietra * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Da I racconti fiamminghi di Pieter Van Veigen. In Olanda giovane studioso scopre uno strano gigantesco carillon del Settecento, ricavato dal meccanismo di un vecchio mulino, di proprietà di un vecchio pazzo che trasforma le donne in statue. Gabel bruna e brava in un horror fantastico all’italiana che fa perno su una bella trovata meccanica. Splendida fotografia di P.L. Pavoni, suggestiva scenografia.

Locandina italiana Black Snake Moan

Un film di Craig Brewer. Con Samuel L. Jackson, Christina Ricci, Justin Timberlake Drammatico, – USA 2006. MYMONETRO Black Snake Moan * * * - - valutazione media: 3,04 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La giovanissima Rae (una esuberante Christina Ricci che si offre generosamente alla cinepresa) ha dei disturbi del comportamento sessuale, con un desiderio bruciante che la divora e che deve soddisfare, il che la rende un vero e proprio bersaglio per ogni uomo di un piccolo sobborgo agrario di Memphis, Tennessee, in cui vive. A salvarla da un giro di vizio e depravazione ci penserà l’anziano Laz (Samuel L. Jackson), un solitario contadino di colore nonché bluesman, abbandonato dalla moglie, che rapisce e nasconde a casa sua Rae. Il suo intento non è solo di sottrarla ad abusi più o meno consensuali, ma di renderla conscia delle proprie libertà e dignità di persona, cercando così di darle una possibilità di riscatto e salvezza. Il titolo del film è tratto da un disco blues degli anni Venti di Blind Lemon Jefferson. “Black Snake Moan”, ovvero il lamento del serpente nero, è l’immagine che si affaccia alla mente Laz per dare volto alla rabbia e al risentimento che si agitano dentro di sé per il tradimento della moglie, fuggita con suo fratello. Una pellicola totalmente dedita al culto del blues come Black Snake Moan non poteva che avere una colonna sonora calda e coinvolgente come l’ambiente agreste del Tennessie. Bravissimo Sam Jackson che entra perfettamente nel mood blues e ne cattura l’anima, dando luogo a ottime interpretazioni vocali. Il film è rimasto inedito nelle sale italiane ed è stato pubblicato solo per l’home video.

Regia di Courtney Hunt. Un film Da vedere 2008 con Melissa LeoMisty UphamCharlie McDermottMark Boone JuniorMichael O’KeefeCast completo Titolo originale: Frozen River. Genere Drammatico, – USA2008durata 97 minuti. Uscita cinema venerdì 13 marzo 2009 distribuito da Archibald Enterprise Film. – MYmonetro 3,23 su 11 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

In una zona a nord dello Stato di New York, al confine col Canada e con una riserva dei Mohawk, Ray Eddy vive con due figli e ha una casa prefabbricata da pagare a rate. Ha un lavoro saltuario e un marito scappato con il gruzzolo familiare. Convinta da una pellerossa emarginata, comincia a trasportare, nascosti nel bagagliaio dell’auto, immigrati clandestini attraverso il fiume ghiacciato San Lorenzo, favorita dal fatto che è bianca. Premiato al Sundance e a San Sebastian, vincitore al Noirfestival di Courmayeur, è stato definito da Tarantino il miglior thriller del 2008, ma quella dell’azione è solo la scorza di un film indipendente d’autore, girato in 4 settimane sotto zero, all’insegna di un microrealismo onesto, sincero e autentico in chiave femminile. Non a caso ebbe 2 candidature agli Oscar per la sceneggiatura (della stessa regista esordiente) e per l’attrice protagonista, una Leo con uno di quei volti forti, segnati dalle rughe, che raramente si vedono al cinema. Paesaggi e sentimenti contano come e più dell’azione. E c’è, nonostante tutto, una porta aperta alla speranza nel futuro.

Regia di Cosimo Gomez. Un film Da vedere 2017 con Claudio SantamariaMarco D’AmoreSara SerraioccoSimoncino MartucciNarcisse MameCast completo Genere Commedia, – ItaliaBelgioFrancia2017durata 87 minuti. Uscita cinema giovedì 19 ottobre 2017 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 3,17 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Periferia di Roma. Un mendicante paraplegico soprannominato il Papero, con la complicità di sua moglie, una bellissima donna senza braccia detta la Ballerina, del suo accompagnatore, un tossico rastaman detto il Merda e di un nano rapper il cui nome d’arte è Plissé, mette a segno una rapina nella banca dove il boss di un potente clan mafioso cinese nasconde i proventi delle sue attività illecite. Dopo il colpo però le cose si complicano.

Un film di Clint Eastwood. Con Clint Eastwood, Verna Bloom, Mariana Hill, Mitchell Ryan, Jack Ging. Titolo originale High Plains Drifter. Western, durata 105′ min. – USA 1973. MYMONETRO Lo straniero senza nome * * * - - valutazione media: 3,00 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Pistolero straniero deve difendere paesello da tre criminali che uccisero lo sceriffo a frustate. Sesso e violenza come ingredienti per C. Eastwood al suo 3° film come regista che è anche il suo 1° western. Qualche risvolto fantastico nello svolgimento del tema della vendetta.

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Locandina italiana J. Edgar

Un film di Clint Eastwood. Con Leonardo DiCaprio, Naomi Watts, Armie Hammer, Josh Lucas, Judi Dench. Biografico, durata 137 min. – USA 2011. – Warner Bros Italia uscita mercoledì 4 gennaio 2012. MYMONETRO J. Edgar * * * - - valutazione media: 3,21 su 131 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nominato capo dell’FBI dal Presidente Calvin Coolidge, J. Edgar Hoover è un giovane uomo ambizioso nell’America proibizionista. Figlio di un padre debole e di una madre autoritaria, Edgar è ossessionato dalla sicurezza del Paese e dai criminali che la minacciano a suon di bombe e volantini. Avviata una lotta senza esclusione di colpi contro bolscevichi, radicali, gangster e delinquenti di ogni risma, il direttore federale attraversa la storia americana costruendosi una reputazione irreprensibile e inattaccabile. A farne le spese sono i suoi nemici, reali o supposti, tutti ugualmente ricattabili dai dossier confidenziali raccolti, archiviati e custoditi da Helen Gandy, fedele segretaria che rifiutò il suo corteggiamento e ne sposò la causa. Quarantotto anni di ‘azioni’ (il)legali, otto presidenti e un sentimento dissimulato dopo, quello per il collaboratore Clyde Tolson, Edgar detterà la sua biografia e le sue imprese: la rivoluzione investigativa, la consolidazione del Bureau, la ‘deportazione’ dei comunisti, la cattura di John Dillinger e George Kelly, le indagini lecite sui rapitori di Baby Lindbergh e quelle illecite sulle Pantere Nere o sul Movimento per i Diritti Civili di Martin Luther King. Una vita romanzata e smascherata al tramonto dalla coscienza di Tolson e dall’incoscienza del peggiore dei presidenti.

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Regia di Claudio Giovannesi. Un film Da vedere 2012 con Nader SarhanStefano RabattiBrigitte ApruzzesiMarian Valenti Adrian. Genere Drammatico, – Italia2012durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 15 novembre 2012 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmoro 3,02 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ostia, inverno. Nader, egiziano nato a Roma, e Stefano, romano, sono amici per la pelle. Una mattina rubano un motorino, fanno una piccola rapina e alle 9 entrano a scuola. Anche Brigitte, fidanzata di Nader, è italiana e i genitori di lui sono contrari al loro rapporto. Dopo una rissa a coltello con un rumeno in discoteca, Nader scappa di casa. Dopo l’agile e promettente esordio in La casa sulle nuvole (2009), Giovannesi, cosceneggiatore con Filippo Gravino e coautore delle musiche (con Andrea Moscianese), fa un film pasoliniano non solo per il titolo, un verso di Pierpaolo: aggiorna la tematica di Accattone (1961) mezzo secolo dopo, ai tempi dell’integrazione multiculturale e multireligiosa. I 2 attori protagonisti vivono a Ostia anche nella realtà, hanno davvero vissuto alcuni degli episodi raccontati nel film. Ne nasce un intenso film d’autore a basso costo, una accorta ricostruzione antropologica della Roma dei primi anni 2000. Funzionale e inventiva fotografia di Daniele Ciprì.

Regia di Claudio Cupellini. Un film Da vedere 2010 con Toni ServilloMarco D’AmoreFrancesco Di LevaJuliane KöhlerLeonardo SprenglerCast completo Genere Noir, – ItaliaGermaniaFrancia2010durata 105 minuti. Uscita cinema venerdì 5 novembre 2010 distribuito da 01 Distribution. – MYmoro 3,23 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il passato ritorna a scompigliare violentemente la vita tranquilla che il napoletano Rosario Russo si è rifatto sotto falso nome a Francoforte, aprendo un ristorante, gestito con l’ignara moglie tedesca Renate che gli ha dato il figlio piccolo Mathias. Ritorna con l’inatteso arrivo dall’Italia di Diego, un altro suo figlio avuto molti anni prima a Napoli dove, per uno sgarro, la camorra aveva condannato a morte Rosario. Scritto con Filippo Gravino e Guido Iuculano, è un film in linea con le regole del genere criminale, diretto con accorto mestiere, che ha il suo atout nella presenza di Servillo

Regia di Claudia Llosa. Un film Da vedere 2008 con Magaly SolierMarino BallónSusi SánchezEfraín SolísBárbara LazonCast completo Titolo originale: La teta asustada. Genere Drammatico, – SpagnaPerù2008durata 103 minuti. Uscita cinema venerdì 8 maggio 2009 distribuito da Archibald Enterprise Film. – MYmoro 3,12 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È il film peruviano che a Berlino 2009, oltre all’Orso d’oro, vinse il prestigioso premio Fipresci. Titolo italiano scorretto per un film al femminile, il 2° della sceneggiatrice/regista, con molte donne nel cast e la Solier protagonista intensa e assoluta (doppiata da Cristina Rossi), nota in patria come cantante in quechua , l’antico idioma del Perú, di bellezza anomala, antica, austera. Si canta molto nel film, da non perdere i primi minuti, leggibili nei sottotitoli. Tra il 1980 e il 2000 il Perú visse una sporca guerra civile tra giunta militare e movimenti ribelli (Sendero Luminoso): quasi 70 000 morti e una cifra incalcolabile di stupri e violenze. Un’anziana india moribonda ricorda, cantando, alla figlia Fausta che fu allattata da una “tetta impaurita”, perché era stata violentata incinta di lei. Cresciuta in un povero quartiere periferico di Lima, Fausta è tanto ossessionata da quel “latte di dolore e paura” da aver messo nella vagina una patata (“Solo lo schifo ferma gli schifosi”) che le procura disturbi e infezioni. Dopo varie dolorose peripezie, si libera da quell’ossessione, aprendo uno spiraglio di speranza, riassunto in un simbolico finale: da un tubero di patata, piantato nella terra di un vaso nasce un bel fiore. Oltre ad Aida, odiosa ma non ottusa concertista che le scippa le note dei suoi canti improvvisati e nella cui villa cittadina con giardino Fausta fa da cameriera, l’altro personaggio principale è un mite giardiniere. Quella di Llosa è una scrittura che procede per sottrazioni, ellissi, allusioni, metafore, anche troppe verso la fine. Purtroppo doppiato.

Locandina Cinque matti al supermercato

Un film di Claude Zidi. Con Michel GalabruMichel SerraultLes Charlots Titolo originale Le grand bazarComicodurata 86 min. – Francia 1973.

Quattro ragazzi danno una mano ad un negoziante che teme il fallimento a causa dell’apertura di un supermercato vicino alla sua bottega. La buona volontà (e i furtarelli al concorrente) non bastano; il negoziante parte per impiantare altrove la sua attività, i quattro installano un’autofficina.

Alaska - Film (2015) - MYmovies.it

Regia di Claudio Cupellini. Un film Da vedere 2015 con Elio GermanoAstrid Berges-FrisbeyValerio BinascoElena RadonicichAntoine OppenheimCast completo Titolo originale: Alaska. Genere Drammatico, – ItaliaFrancia2015durata 125 minuti. Uscita cinema giovedì 5 novembre 2015 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,34 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Lui è un cameriere ambizioso, lei è una bellina come tante e vuole sfondare come modella. S’incontrano in un hotel di lusso, uniscono ambizioni, vite, sfortune e tra alti e bassi sempre eccessivi, distruggono la loro storia. Eccessivo tutto, in questo prolisso melodramma fin troppo italiano che tiene d’occhio le serie TV impegnate, il noir francese e il botteghino: non solo eccessivi i personaggi (tutti non simpatici) e quel che fanno, ma anche la storia, i dialoghi, le situazioni, la musica. Germano sopra le righe, la Berges-Frisbey strilla troppo.

La copertina di E' simpatico, ma gli romperei il muso (dvd ...

Un film di Claude Sautet. Con Barbara FreyUmberto OrsiniRomy SchneiderYves MontandBernard Le Coq. continua» Titolo originale César et RosalieCommediadurata 110 min. – Francia 1972.

Delusa per l’abbandono di David, una donna si sposa e dopo pochi anni divorzia. Diventa l’amante di César, un benestante affarista, ma lo lascia quando all’orizzonte ricompare l’ex fidanzato. Tra i due uomini si accende una rivalità che si trasforma in grande amicizia quando la donna, amareggiata dalla proposta di una convivenza a tre, li lascia entrambi. Ritorna poco dopo senza essere riuscita a risolvere il dilemma sentimentale.