Category: 2.50/2.99


Regia di Francesco Lagi. Un film Da vedere 2011 con Silvio OrlandoFrancesco BrandiAlba RohrwacherFilippo TimiAntonella AttiliCast completo Genere Commedia, – Italia2011durata 90 minuti. Uscita cinema venerdì 28 ottobre 2011 distribuito da JP Entertainment. – MYmonetro 2,75 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il capitano Vinciguerra, veterano di missioni di pace, si vede assegnare l’incarico di catturare un criminale di guerra in una No Man’s Land dell’area balcanica. È la sua occasione per veder finalmente riconosciuti in modo ufficiale i suoi meriti. I quali sono stati sempre sottovalutati a causa delle azioni che il figlio Giacomo (acceso pacifista) continua a mettere in atto ai suoi danni. I due finiranno con il trovarsi fianco a fianco proprio nella difficile missione. Insieme a loro sarà in azione un manipolo di soldati preparati ma poco militareschi.
È una commedia farsesca su un tema di grande importanza quella che Francesco Lagi, al suo primo lungometraggio, ci propone. La scelta stilistica è quella giusta proprio perché, sul versante del dramma, Aureliano Amadei ci ha già regalato quell’interessante riflessione su una vicenda personale e collettiva al contempo che risponde al titolo di 20 sigarette. Se dovessimo cercare dei progenitori artistici a questo film dovremmo pensare a M.A.S.H.. e a Mediterraneo per l’ironica dissacrazione dell’assunto. Lagi e i suoi cosceneggiatori (fra cui Umberto Contarello) si divertono a ironizzare sulle ideologie. Giacomo è un pacifista intriso di slogan fino al midollo. La sua è sicuramente buona fede con però incorporato il vizio di voler fare la morale a tutti e su qualsiasi argomento. Dall’altra parte ci sono militari molto poco guerrafondai (hanno ricostruito pietra su pietra un’antica chiesa ortodossa) ma affezionati al loro compito. In mezzo c’è un criminale di guerra che uccide gli orsi e ne mangia il cuore.
Tra carri armati fuori controllo e graduati americani pieni di prosopopea si sviluppa, per cause di forza maggiore, un rapporto padre/figlio che inizia a ricucire i rapporti nonostante tutto. Giorgio Gaber affermava che “l’uomo è quasi sempre meglio dell’ideologia che sostiene”. Questo film ce lo ricorda con un sorriso.

Locandina Il grande cocomero

Un film di Francesca Archibugi. Con Anna GalienaSergio CastellittoAlessia FugardiVictor CavalloGigi Reder. continua» CommediaRatings: Kids+16, durata 96 min. – Italia 1993MYMONETRO Il grande cocomero **1/2-- valutazione media: 2,90 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ispirato all’esperienza di Marco Lombardo Radice, neuropsichiatra innovativo, il terzo film della giovane regista ha avuto un grande successo di pubblico e molta attenzione da parte della critica. Le strutture ospedaliere inadeguate, nel campo della malattia mentale, sono all’ordine del giorno in Italia. Sebbene il quadro negativo del film non rappresenti che un decimo del problema reale, l’operazione si può dire riuscita, se non altro per una sensibilizzazione verso il problema. Le ingenuità della sceneggiatura sono compensate da un’ottima interpretazione di Castellitto e dall’agile regia della Archibugi. Arturo è un medico di neuropsichiatria infantile sempre sottoposto a uno stress sul lavoro e con una sua crisi esistenziale. Conosce Pippi, una giovane epilettica, che ha bisogno d’aiuto. La madre, abituata alle cure convenzionali, fatica a capire il metodo di Arturo. Ma è quest’ultimo ad avere ragione: Pippi è ammalata per problemi psicologici. E la sua famiglia non ne è estranea.

Regia di Ferzan Ozpetek. Un film con Alessandro GassmannFrancesca D’AlojaMehmet Günsür. Genere Drammatico – Italia1997durata 94 minuti. – MYmonetro 2,83 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Logorato dal lavoro e da un matrimonio stanco senza figli, Francesco, giovane architetto romano, va a Istanbul dove ha ereditato una vecchia casa da un’eccentrica zia materna. Il soggiorno gli cambia la vita, facendogli scoprire nuovi valori tra cui quelli dell’Eros. Turco che ha studiato e vive a Roma, F. Özpetek ha esordito, grazie alla Sorpasso Film di Marco Risi e Maurizio Tedesco con un film puntiglioso nel disegno psicologico dei personaggi, attento alle sfumature dove il recupero dell’istintualità diventa conquista di libertà. Musiche dei Trancedental (Pivio e Aldo De Scalzi). 3 Globi d’oro a Roma, 1 Mela d’oro in Turchia.

Locandina Bronte - Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato

Un film di Florestano Vancini. Con Ivo GarraniMariano RigilloIlija DzuvalekovskiRudolf KukiéModrag Loncar. continua» StoricoRatings: Kids+16, durata 109 min. – Italia 1972MYMONETRO Bronte – Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato **1/2-- valutazione media: 2,88 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il film ricostruisce le fasi di un drammatico episodio avvenuto a Bronte, cittadina presso Catania, poco dopo l’impresa dei Mille. Centocinquanta persone furono arbitrariamente arrestate, processate in modo sommario e fucilate per ordine di Nino Bixio. La pellicola vuole dimostrare come la Sicilia sia rimasta sempre la stessa, coi suoi uomini privilegiati, i suoi nobili arroganti e lazzaroni, il suo popolo sempre sfruttato.

Regia di Federico Brugia. Un film con Sebastiano FilocamoBenn NorthoverOrsi TóthMalika AyaneMimmo CraigCast completo Genere Thriller, – ItaliaUngheria2012durata 95 minuti. Uscita cinema venerdì 24 agosto 2012 distribuito da Maremosso. – MYmonetro 2,63 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dialoghi ridotti al minimo, ma con un’assidua voce narrante, parlato in inglese e ungherese con sottotitoli, distribuito in DVD, è il LM di fiction di esordio di Brugia, autoriale, astruso, complicato e ambizioso. Fa capo a un uomo misterioso che vive molte vite con diversi passaporti, ma ha perduto la sua identità come se il suo scopo fosse quello di non esistere, ma di esserci là dove occorre. È al servizio di una società criminale ungherese che lavora sul mercato europeo della prostituzione. Gli affidano, da portare in Italia, Nora, biondina un po’ androgina e infantile, prelevata da un orfanotrofio, ma poi lo incaricano di eliminarla. Scritto dal regista con Giovanni Robbiano, è filmato in un originale colore denaturato sino al bianconero. È montato in modi allusivi, giocando sulla sottrazione, contraddetta dalla macchinosa parte criminale che pur non manca almeno di un personaggio riuscito, il potente sull’orlo del fallimento. Aspettiamo Brugia al suo 2° film.

Regia di Fariborz Kamkari. Un film con Giuseppe BattistonMaud BuquetMehdi MeskarHassani ShapiGiovanni MartoranaCast completo Genere Commedia, – Italia2015durata 92 minuti. Uscita cinema giovedì 28 maggio 2015 distribuito da Bolero Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,83 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A Venezia, Zara, avvenente islamica antitradizionalista, apre un negozio di parrucchiera nei locali prima concessi ai suoi correligionari come moschea. Aizzata da un nobile spiantato neoconvertito, la minuscola e scombinata comunità musulmana veneziana chiama in suo aiuto un improbabile imam afghano e tenta di eliminare Zara in tutti i modi. Uno più efferato, e sconclusionato, dell’altro. Film bizzarro che attinge ai modelli della commedia all’italiana, per fare la satira del fondamentalismo islamico nostrano e della sua misoginia. Scarsa comicità e carenza di ritmo compensate dal messaggio di tolleranza, da qualche buona trovata, da originali inquadrature di scorci della città lagunare e dal brio della innovativa musica multietnica dell’Orchestra di Piazza Vittorio, composta da 18 musicisti di 10 diverse nazionalità.

Regia di Felice Farina. Un film con Claudio AmendolaPaola CortellesiStefano DionisiLorenzo VavassoriLorenzo PavanelloCast completo Genere Drammatico, – ItaliaSvizzeraFrancia2009durata 76 minuti. Uscita cinema venerdì 30 aprile 2010 distribuito da Iris Film Distribution. – MYmonetro 2,88 su 11 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È un film molto intrigante e capace di coinvolgere emotivamente quello che Farina coprodusse (con Nina Film) e scrisse con Mauro Casiraghi ed Eleonora Fiorini nel 2003. Lo finì nel 2009 quando fu presentato ai Festival di Montréal e Pesaro (con premio) trovando solo nel 2010 una debole distribuzione. Orfano di padre, a 7 anni Alessandro vive con Giulia, madre apprensiva, in una villa sulla costa piemontese del Verbano. Dall’Australia torna lo zio Claudio, con cui Giulia ha un rapporto più che affettuoso. Alessandro ha un’istintiva diffidenza per lo zio, forse anche per gelosia, ed è vittima di strane “visioni” legate all’acqua, dalla quale è terrorizzato. Le sue visioni, come espressioni di un “pensiero desiderante” non si distinguono nel film dalla realtà dove il piccolo cerca di eliminare il “rivale”, prima sabotandogli i freni dello scooter, poi quelli dell’auto su cui sale anche la madre. Nell’incidente rimangono entrambi feriti, inducendolo a sentirsi un assassino, ma anche a recuperare un remoto ricordo: la morte del padre non fu accidentale, ma delittuosa. Un intelligente ispettore di polizia si interessa ad Alessandro e conquista la sua fiducia. La struttura del film è quella di un giallo a enigma visto dal punto di vista di un bambino e in cui l’ambientazione – la strana villa sul lago in cui si svolge quasi sempre l’azione, bellissima e inquietante, moderna e fatiscente – ha un ruolo importante. Pieno di sfaccettature interessanti nel disegno psicologico dei personaggi, Farina è molto attento e sensibile al mondo dell’infanzia. Gli attori lo assecondano: una Cortellesi “diversa” e credibile, il rozzo Amendola, e soprattutto l’intenso Vavassori e il suo amichetto Pavanello.

Regia di Fatih Akin. Un film con Baki DavrakNursel KöseHanna SchygullaTuncel KurtizNurgul YesilcayCast completo Titolo originale: Yasamin kiyisinda. Genere Drammatico, – GermaniaTurchia2007durata 122 minuti. Uscita cinema venerdì 9 novembre 2007 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 2,89 su 15 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

4° lungometraggio di finzione di Akin, regista turco cresciuto in Germania ( La sposa turca ). In una vicenda ricca di rime e dominata dalla fatalità (2 omicidi colposi), che si sposta da Brema e Amburgo a Istanbul e ritorno, si muovono 6 personaggi (4 turchi e 2 tedeschi: 2 figlie, 2 madri, un padre e un figlio) in cerca di perdono e redenzione, giustizia e riconciliazione. La descrizione dei 2 mondi è critica con cautela, preoccupata dalla par condicio , come quella dei personaggi, che rifiuta il manicheismo. La simpatia dell’autore va, comunque, alle donne, specialmente alle 2 giovani, che si legano in un rapporto lesbico messo in immagini con tenerezza carica di erotismo. Stilisticamente tradizionale e qua e là convenzionale. In concorso a Cannes 2007, scritto e diretto da Akin, ebbe il premio per la migliore sceneggiatura e quello della giuria ecumenica. Il paradiso sarebbe l’occidente europeo.

Regia di Eugène Green. Un film con Fabrizio RongioneChristelle ProtLudovico SuccioArianna Nastro, Hervé Compagne, Sabine Ponte, Gilles Tonnelé, Nathalie Chazeau, Irene Fittabile, Michele Franco. Genere Drammatico, – FranciaItalia2014durata 105 minuti. Uscita cinema lunedì 24 novembre 2014 distribuito da La Sarraz Pictures. – MYmonetro 2,88 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Alexandre Schmidt è un architetto di fama internazionale, sfiduciato verso la sua professione e incapace di comunicare con la moglie e psicologa Aliénor. L’incontro a Stresa della coppia con i giovani Gerardo e Lavinia, fratello e sorella, porterà a un ripensamento delle loro vite e a una nuova iniezione di fiducia.
C’è ancora qualcuno che crede al potere salvifico o terapeutico del cinema, c’è ancora qualcuno che crede nel ruolo prioritario e pedagogico del cinema. Qualcuno come Eugène Green, che appartiene alla schiatta dei Rossellini e dei de Oliveira, che professa un cinema che non si vergogna della sua antistoricità, palesandone invece l’assoluta contemporaneità attraverso insegnamenti e suggerimenti ispirati che non conoscono età. O per meglio dire illuminazioni, visto il ruolo che la luce riveste nell’ultimo lavoro di Green, in cui è centrale quanto lo è nel cinema stesso.
La lezione può essere appresa dal maestro e insegnata dall’allievo, in un ribaltamento di ruoli degno di un dialogo socratico sulle mancanze del razionalismo esasperato e sull’imprevedibilità del talento, quando questo è guidato dalla spiritualità. Alexandre e Gerardo come Bernini e Borromini, depositari di stili architettonici antitetici come le loro interpretazioni dell’esistenza, protagonisti di un susseguirsi di opposti che genera la più insperata delle osmosi creative. Una lectio moralis che Eugène Green conduce ricorrendo alle tecniche care al suo cinema: piani fissi, gesti ieratici, primissimi piani con attori che parlano rivolgendosi alla camera, inquadrature pittoriche (tra cui spicca il trittico dei severi esaminatori del progetto di Alexandre).
Per poi lasciarsi andare all’esame accurato delle architetture del Borromini, alla sua ascesa inarrestabile verso l’assoluto, in cui trascinare lo spettatore più attento e complice dell’operazione in atto. Un percorso verso la sapienza, inesorabilmente e inevitabilmente guidato dall’amore, che restituisce speranza in un’idea di cinema che non teme l’anacronismo e che rivendica la sua atemporalità.

Le rane del mare (1951) - MYmovies.it

Un film di Lloyd Bacon. Con Robert Wagner, Richard Widmark, Dana Andrews, Jeffrey Hunter. Titolo originale The Frog Men. Guerra, Ratings: Kids+13, b/n durata 96′ min. – USA 1951. MYMONETRO Le rane del mare * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

John Lawrence è chiamato a sostituire il comandante di una squadra di sabotatori subacquei. Militare tutto di un pezzo, si rivelerà particolarmente duro con sé stesso. Bellico Fox insolitamente scevro di sciovinismo. Senza pretese, dipinge un quadro di guerra marina con competenza.

Locandina Gente di Roma

Un film di Ettore Scola. Con Valerio MastandreaSabrina ImpacciatoreArnoldo FoàAntonello FassariStefania Sandrelli. continua» Commediadurata 89 min. – Italia 2003MYMONETRO Gente di Roma **1/2-- valutazione media: 2,50 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Una giornata qualunque nella città eterna. Tanti piccoli frammenti di vita si susseguono in una carrellata di personaggi attraverso le storie dei quali, dalla tragedia alla commedia, Scola ci racconta la sua amata Roma. Il filo conduttore dei tanti episodi slegati tra loro è un autobus che percorre le strade della città, dall’alba al tramonto. Per scrivere storie interessanti bisognerebbe tornare a prendere il tram (o,nel caso presente, l’autobus) come suggeriva Zavattini? Forse sì, ma di certo bisognerebbe avere interesse a narrare: interesse che Scola non sembra avere più. I bozzetti rimangono tali, qualcuno più riuscito (vedi lo sketch iniziale di Mastandrea), altri francamente inutili quando non imbarazzanti. Il racconto ne soffre fino a smarrirsi, tra paurose ovvietà, personaggi per lo più vignettistici e una regia sciatta ben oltre i limiti del televisivo. Sicuramente onesto, talmente disarmato e disarmante da non poterne parlare davvero male: ma di sicuro non se ne può parlare bene.

Regia di Eros Puglielli. Un film con Anna BastoniFederico CalistiCristiano CallegaroAlessio MuziVincenzo Ribaudo. Genere Commedia, – Italia2000durata 79 minuti. Uscita cinema venerdì 10 febbraio 2012 distribuito da Distribuzione Indipendente. – MYmonetro 2,99 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Lasciato dalla sua Anna perché troppo basso, Ruggero Acque cerca, con l’aiuto di un amico gay e drogato, di riconquistarla per telefono, ma la madre di lei risponde ogni volta che Anna dorme. Non gli rimane che affrontare lo schizofrenico teppista Riccio con cui la ragazza si è fidanzata. Realizzato nel 1994 con una telecamera Super VHS, girato senza troupe, scritto con il suo attore-feticcio C. Callegaro, interpretato da parenti e amici, gonfiato a 35 mm grazie all’Indigo Film, è il 1° lungometraggio del precoce film-maker romano Puglielli, autore di apprezzati cortometraggi. In questo ritratto del disagio adolescenziale sullo sfondo della periferia metropolitana pratica con ironia di autodidatta la commistione tra i generi (fantasy, horror, commedia, melodramma). Distribuito dalla Lucky Red.

Regia di Ettore Scola. Un film con Claudio BigagliGérard DepardieuDiego AbatantuonoSergio CastellittoAntonella AttiliCast completo Genere Commedia – Italia2001durata 100 minuti. – MYmonetro 2,50 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dopo Una giornata particolare (1977), E. Scola ritorna all’anno della promulgazione delle leggi razziali contro gli ebrei, con un film scritto da lui e da Furio Scarpelli con i due rispettivi figli Silvia e Giacomo. Storia di due commercianti di stoffe che a Roma abitano e lavorano nella stessa strada: Umberto, sarto milanese di famiglia cattolica, e Leone, merciaio ebreo. L’ignominia, non priva di particolari assurdi, del decreto-legge 1728 (17-11-1938) “Provvedimenti per la difesa della razza italiana” si riflette nelle piccole vicende quotidiane dei due protagonisti e delle loro famiglie, dei parenti e degli amici. Due i punti di forza: il set della strada-quartiere, microcosmo di una società ignara prima ancora che indifferente, distratta o solidale, che racchiude la vicenda; la capacità di illustrare una legge infame quasi articolo per articolo, calandola in personaggi, casi, aneddoti, in altalena tra commedia e dramma, tenerezza e dolore, sarcasmo e indignazione. Il bozzettismo tipico di Scola non manca; c’è un puntiglio persino eccessivo nella ricostruzione d’epoca; convenzionale e pleonastico il punto di vista infantile, ma i momenti autentici esistono e il duo Abatantuono-Castellitto è ammirevole per misura e intensità. Premio per la regia al festival di Mosca; Globo d’oro per la musica (A. Trovajoli); Donatello a L. Ricceri (scene).

Locandina Cantando dietro i paraventi

Un film di Ermanno Olmi. Con Jun Ichikawa, Sally Ming Zeo Ni, Bud Spencer, Yang Li Xiang, Camillo Grassi, Makoto Kobayashi Drammaticodurata 90 min. – Italia 2003MYMONETRO Cantando dietro i paraventi **1/2-- valutazione media: 2,85 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un giovane ed ingenuo studente si ritrova per errore in un teatrino fuori mano, tra le cui sale è possibile inoltre comprare trasgressioni e favori sessuali. Il Vecchio Capitano – un Bud Spencer inedito – dal palcoscenico situato nell’ampia sala centrale sta raccontando le gesta di Ching, piratessa ai tempi della Cina imperiale. Ching era sposa di un prode corsaro che, per aver accettato di collaborare con l’Imperatore, era stato ucciso a tradimento. La vedova, incapace di accettare questo oltraggio, si era dunque messa a capo della flotta del defunto marito ed era divenuta il pirata più temuto della Cina. Olmi torna a misurarsi con la fiaba (ricordate “Il segreto del bosco vecchio”?) ma volge lo sguardo all’Oriente. E’ una sperimentazione interessante quella che mette in atto il regista. Riaffermare l’attenzione ai temi che più gli sono congeniali esplorando un universo culturale e iconico estremamente distante. Non è un caso che il Vecchio Capitano guardi l’esterno all’inizio con un cannocchiale. Si può uscire dal chiuso del teatro solo grazie a uno sguardo inevitabilmente e consapevolmente distante da ciò che viene narrato. Questo è il pregio e un po’ il vincolo di un film esteticamente molto raffinato ma che ha come bisogno di una struttura ‘a scatole cinesi’ (la città moderna al cui interno si trova il bordello al cui interno si trova il teatro da cui ci si apre verso il mondo)e ci si perdoni l’involontario gioco di parole. Olmi affronta poi per la prima volta in modo così netto una storia al femminile (con tanto di nudo integrale per quanto stilizzato) e sembra così affascinato dal mistero della donna da quasi temere di sciuparne la profondità. Così la poesia degli aquiloni e dello sguardo dei giovani (ivi compreso il ragazzo finito per caso nel bordello che perde la verginità ma acquista la sensazione dell’ignoto) è come frenata. E’ come se quella feluca che vola via all’inizio del film fosse difficile da inseguire e raccogliere ma proprio per questo andasse comunque inseguita. Per ricordare a un mondo che lo dimentica spesso che ‘dinanzi a un gesto gentile bisogna deporre la spada’ perché la pace è un dono che si apprezza solo nell’intimità. Cantando dietro i paraventi appunto.


Regia di Eric Red. Un film con Famke JanssenBobby CannavaleEd WestwickMichael ParéJohn FallonPatricia Charbonneau. Titolo originale: 100 Feet. Genere Horror – USA2008durata 96 minuti. – MYmonetro 2,69 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Marnie Watson viene ricondotta alla sua abitazione, dopo un lungo periodo di detenzione, dal detective Shanks che è stato collega del marito Mike. È stato perché Mike è morto assassinato dalla consorte. Ora Marnie è agli arresti domiciliari con tanto di braccialetto elettronico al piede che le impedisce di lasciare l’abitazione, di andare in cantina e di presentarsi sulla soglia esterna pena l’immediata reincarcerazione. Potrebbe essere una soluzione accettabile se non ci fosse un problema: il fantasma di Mike si ripresenta deciso a vendicarsi.
Eric Red è stato l’apprezzato sceneggiatore di The Hitcher e mostra qui ancora una volta le sue doti. È servito al meglio da una Famke Janssen in grado di caricare sulle propire spalle il peso dell’intero film superando anche l’incerto esito (sul piano degli effetti speciali) degli interventi del ‘fantasma’ del coniuge ucciso per legittima difesa. Marnie diventa così un altri personaggio di film horror intrappolato da un ‘altrove’ pericoloso ma è anche (e soprattutto) una donna decisa a lottare contro l’immagine che di lei è stata costruita.
Shanks la vuole punire per ciò che ha fatto allo stimato collega (senza voler prestare fede a quanto le faceva subire), la sorella vive nei suoi confronti un forte complesso di rivalità irrisolto. L’unico che sembra comprenderla (perché attratto sessualmente dal suo ‘mistero’) è il garzone che le porta le vivande a casa.
Red riesce a far percepire quasi fisicamente la sensazione dell’isolamento psicologico e fisico di una donna confinata in un perimetro di solitudine in cui intervengono i classici elementi finalizzati a far sussultare lo spettatore. Per una volta però non sono i soli. C’è dell’altro.

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Un film di Enzo Girolami Castellari. Con Peter Hooten, Bo Svenson, Fred Williamson, Ian Bannen, Michel Constantin.Guerra, durata 98′ min. – Italia 1978. MYMONETRO Quel maledetto treno blindato * * 1/2 - - valutazione media: 2,72 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ardenne 1944: soldati americani distruggono senza volerlo squadra USA incaricata di pericolosa missione, si affiancano ai partigiani francesi e si lanciano in un’avventurosa impresa. Quasi geniale per la faccia di bronzo con cui i 5 sceneggiatori e il regista (E. Girolami alias Castellari) tirano la corda dell’improbabile, per il gusto inventivo delle gag d’azione, per l’abilità dei cascatori e degli effetti speciali. Distribuito in mezzo mondo, USA compresi, dove è piaciuto assai a Q. Tarantino.

Regia di Enrico Lando. Un film con Luigi LucianoTony SperandeoEnrico Lo VersoAntonino BruschettaDaniela VirgilioCast completo Genere Commedia, – Italia2016durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 17 novembre 2016 distribuito da Medusa. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,50 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Leone è un trentacinquenne ingenuo e romantico cresciuto nell’orfanotrofio di un paesino del sud e dedito all’attività di chierichetto. Ma un giorno il padre che Leone non sapeva di avere lo convoca accanto a se sul letto di morte e gli consegna in eredità tutti i suoi averi e la direzione delle sue attività. Peccato che Don Fedinando di professione faccia il boss mafioso e che il primo incarico di Leone come suo successore sarà partecipare a una riunione per eleggere il nuovo capo di tutti i capi. I due tirapiedi di Don Ferdinando, Vito e Salvo, e il consigliori Enrico dovranno trasformare lo “scoppiato scimunito” in un capo credibile in tempo per il grande evento, mentre la bella poliziotta Sonia cercherà di sgominare le cosche facendo leva sull’ingenuità di Leone.
Come Johnny Stecchino e Terapia e pallottoleQuel bravo ragazzo usa la mafia a scopo farsesco. Enrico Lando, già regista de I soliti idioti, fa giustamente leva sulla dolcezza naturale di Luigi Luciano, in arte Herbert Ballerina, per fare di Leone un Candide contemporaneo la cui naivete smonta le cattive intenzioni e smantella le diffidenze di chiunque gli capita a tiro. Ma Ballerina è uno store di commedia, non un comico puro, e ha dunque bisogno di una sceneggiatura molto ben costruita per mettere a frutto le sue doti di interprete. Purtroppo invece il copione (non a caso scritto a cinque mani) è il tallone d’Achille di Quel bravo ragazzo: esile, povero di eventi e di colpi di scena ed eccessivamente infantile, andrebbe bene come film per ragazzi delle scuole medie, non per un pubblico adulto abituato (anche dallo stesso Enrico Lando) a ritmi comici ben più serrati. Peccato, perché la storia e l’interpretazione di Ballerina hanno un piacevole gusto retrò da commedia anni ’80, di quelle firmate da Nuti e dal primo Pieraccioni.
Quel che funziona, e bene, è il cast di caratteristi che circondano il protagonista: Enrico Lo Verso in un insolito ruolo comico, Ninni Bruschetta nei panni del consigliori, un irresistibile Luigi Maria Burruano come Don Fedinando e soprattutto un fenomenale Tony Sperandeo che volge a effetto esilarante le sue tante interpretazioni del malavitoso sanguinario. Anche i consueti sodali di Ballerina Maccio Capatonda e Ivo Avido si ritagliano un paio di cameo divertenti: Maccio è un prete duro e puro, e Ivo un vigile rancoroso. Ma il risultato complessivo è quello di un gruppo di ottimi interpreti costretti a sostituirsi a una sceneggiatura che non ne sostiene il talento

Regia di Enrico Caria. Un film con Patrizio RispoCristina DonadioRita CorradoPietro De SilvaIsabella RosselliniCast completo Titolo originale: L’era legale. Genere Documentario, – Italia2011durata 76 minuti. Uscita cinema venerdì 13 gennaio 2012 distribuito da Bolero Film. – MYmonetro 2,92 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dopo Vedi Napoli e poi muori , il napoletano Caria, autore satirico di assidua militanza TV, torna al cinema con una scalcagnata e finta docufiction prodotta da Renzo Rossellini. Nel 2020 la camorra è stata sconfitta nel capoluogo della Campania per merito del nuovo sindaco Nicolino Amore, sottoproletario dei Quartieri Spagnoli che ha fatto carriera come un Masaniello televisivo. Con l’aiuto di una madrina, camorrista pentita, legalizza il narcotraffico su cui si fonda il potere della criminalità organizzata. A cura di testimoni come De Cataldo e Tano Grasso si rievocano con vere conversazioni registrate alcuni scandali dell’ex sindaco Iervolino. Piuttosto cialtrone, populista e retorico, è un “film che assomiglia a uno zapping fra le TV private campane (con Canale 21 a farla da padrone)” (Giona A. Nazzaro). Musiche di Pivio & Aldo De Scalzi. Distribuisce Bolero Film.

Regia di Enrico Pau. Un film con Donatella FinocchiaroBarry WardCarolina CrescentiniSara SerraioccoAnita KravosCast completo Genere Commedia, – ItaliaIrlanda2015durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 20 aprile 2017 distribuito da Koch Media. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,86 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Primi anni ’40. Annetta arriva a Cagliari alla ricerca di Tecla, di cui si è presa cura dopo che la madre della ragazza è morta. Dalla povertà del paese natìo Annetta si trasferisce al lusso del palazzo cagliaritano dove assume l’incarico di custode quando le proprietarie sfollano in campagna per sfuggire ai bombardamenti che stanno devastano il capoluogo sardo. In quella Cagliari sventrata dalla guerra Annetta si muove come un’ombra poiché si vive come un oscuro angelo della morte: ha ereditato dalla madre un compito e un destino, quello dell’accabadora, donna che nella tradizione sarda dava ai malati terminali la “buona morte”, soffocandoli con un cuscino o coprendoli con un bastone. Un ruolo che Annetta non ha scelto ma che ha accettato con la quieta rassegnazione con cui molte donne hanno acconsentito al posto loro assegnato in una società arcaica dalle tradizioni millenarie.

Regia di Emiliano Corapi. Un film con Daniele LiottiVinicio MarchioniDonatella FinocchiaroClaudia PandolfiFabrizio RongioneCast completo Titolo originale: Sulla strada di casa. Genere Thriller, – Italia2012durata 83 minuti. Uscita cinema venerdì 3 febbraio 2012 distribuito da Iris Film Distribution. – MYmonetro 2,79 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Alberto ha una moglie, due bambini e una piccola impresa che versa in cattive acque. Stimato oltremodo dalla consorte, che giudica troppo sincera e ingenua, Alberto le nasconde di ‘arrotondare’ la vita facendo il corriere per gente poco raccomandabile. Alla vigilia del secondo viaggio qualcosa però va storto e la sua famiglia è presa in ostaggio da tre malviventi interessati al prossimo carico. Partito dalla provincia ligure alla volta di Reggio Calabria, Alberto dovrà ritirare il pacco illecito e consegnarlo ai sequestratori. Ma niente andrà come previsto. Sulla strada di casa l’impresario dovrà risolvere e risolversi, salvaguardando la vita e il futuro della sua famiglia.
Opera prima e pluripremiata di Emiliano Corapi, Sulla strada avvia una biografia ordinaria e minacciata nel sogno di una vita borghese e procede nella follia e nell’angosciosa tensione di un inseguimento. Combinando fino a confondere realismo e genere, Corapi scrive e gira un racconto visivamente rigoroso, dove il budget modesto e gli schematismi dell’intreccio rendono ancora più essenziale la corsa del protagonista verso un destino ineluttabile.
L’Alberto di Vinicio Marchioni incarna l’uomo ordinario, assediato dalla vita e chiuso in primi piani claustrofobici e senza dialoghi che rimandano a un’inquietudine interiore e generano la sensazione di non essere più padroni di se stessi. La funzione opprimente della macchina da presa sul personaggio, lanciato in una corsa inquieta attraverso strade secondarie sotto il sole netto del giorno e davanti alle luci artificiali di un albergo ‘come quelli dei film americani’, rispecchia la condizione di vita all’interno di una società capitalista e indebitata, che strozza e istiga rimedi estremi. Al centro del film c’è un impresario esemplare, che ha deciso di sporcarsi le mani e rendersi complice di un meccanismo economico criminale identificato con l’Italia stessa, percorsa in tutta la sua lunghezza e la sua miseria. La strada del titolo, promessa di un altrove, diventa presto un percorso tragicamente limitato e controllato, lungo il quale (in)segue e precede il Sergio di Daniele Liotti, doppio di Alberto con cui condivide un destino disgraziato, una scelta azzardata e un viaggio che resta in fondo solitario per ciascuno di loro. Il volto di Vinicio Marchioni perde la ‘freddezza’ e la nobilitazione tragica del bandito della Magliana (la serie) e trova la pesantezza, l’anonimato e l’opacità di un personaggio di terz’ordine, avviato al riscatto esistenziale ma poi condotto all’unica sublimazione possibile.
Un debutto apprezzabile e pregiato, quello di Emiliano Corapi, che indaga la parte peggiore di noi, quella disposta a compromettersi pur di confermare agli altri la propria immagine perfetta. Un film sui falliti e i perdenti che fa il paio con L’industriale di Giuliano Montaldo e un cinema italiano aspro, sincero e non riconciliato, frequentato da attori autentici come Fabrizio Rongione e Donatella Finocchiaro. Un film, ancora, che fa i conti con un Paese che se si riconoscesse per quello che sa di essere sarebbe finalmente diverso.