Category: 2.00/2.49


Regia di Gaspar Noé. Un film con Karl GlusmanKlara KristinAomi MuyockGaspar NoéBenoît DebieVincent Maraval. Genere Drammatico – USA2015durata 130 minuti. – MYmonetro 2,42 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Murphy ha sposato Omi con un matrimonio riparatore, poichè Omi è rimasta incinta della loro figlioletta durante un rapporto non protetto. Quel rapporto occasionale è stato la causa della drammatica rottura fra Murphy e il suo grande amore, Electra. La mattina del primo dell’anno la madre di Electra telefona a Murphy e lo informa di non avere più notizie della figlia, ed essere preoccupata perchè la ragazza soffre di tendenze suicide. Nell’arco di 24 ore Murphy ripercorrerà con la memoria le tappe della sua folle passione per la sua ex anima gemella, cercandone il perdono.
Gaspar Noé, che nel precedente Irréversible aveva filmato a lungo lo stupro della protagonista interpretata da Monica Bellucci, non è nuovo alle provocazioni, e questa volta ha deciso di raccontare una storia di “sessualità sentimentale”, come la descrive lui stesso nel film: una storia di quelle che, secondo Noé, si raccontano troppo raramente al cinema perchè la censura impone che la componente esplicitamente erotica di una relazione rimanga nascosta allo sguardo degli spettatori.
In Love Noé non nasconde proprio niente: masturbazioni, eiaculazioni verso il pubblico (che in 3D fanno un certo effetto), penetrazioni filmate dall’interno di una vagina, triangoli, fellatio, cunnilingus e chi più ne ha più ne metta (ovunque). L’intento dichiarato è raccontare con cruda onestà l’ossessione sessuale fra due corpi che si amano, quello sotteso è fare scandalo a tutti i costi.
Peccato che, quanto a cruda onestà fra due corpi che si amano, Love è stato battuto sui tempi, e di gran lunga superato in valore artistico, da, fra gli altri, La vita di Adele, che proprio l’anno scorso a Cannes vinse la Palma d’Oro. Peccato anche che la trama di Love sia una serie di siparietti melodrammatici stile fotoromanzo (o b-movie soft porn), messi lì ad intervallare le scene di sesso, e la storia resti inerte (mentre tutto il resto continua freneticamente a sollevarsi).

Regia di Gaspar Noé. Un film con Nathaniel BrownPaz de la HuertaCyril RoyOlly AlexanderMasato TannoCast completo Genere Drammatico – FranciaGermaniaItalia2009durata 154 minuti. Uscita cinema venerdì 9 dicembre 2011 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 – MYmonetro 2,03 su 43 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il ventenne Oscar e la sorella minore Linda arrivano a Tokyo. Oscar vende droga per vivere, mentre la diciottenne Linda lavora come spogliarellista in un nightclub. Una notte Oscar si reca in un locale per concludere un affare, ma gli agenti di polizia lo stanno aspettando per arrestarlo e nella colluttazione che ne segue parte accidentalmente un colpo. Oscar muore ma riemergono le memorie del passato, tra queste spiccano la morte dei genitori avvenuta in un incidente d’auto quando aveva solo cinque anni e la promessa fatta alla sorella di non abbandonarla mai.
Gaspar Noé ha colpito ancora. Uno dei più supponenti e narcisistici registi del cinema non solo francese ma mondiale, dopo lo scandalo annunciato di Irreversible torna a provocare in maniera totalmente sterile. Non avendo una storia degna di questo nome a cui affidarsi e non essendo uno di quei Maestri del Cinema in grado di trasformare un’assenza di soggetto in un’esperienza artistica di alto livello, il regista francese torna ad applicare le regolette che presiedevano alla realizzazione del suo precedente lungometraggio. Musica pulsante, luci al neon, acrobatici movimenti di macchina e scene che vorrebbero provocare sconcerto e muovono invece solo al riso o allo sbadiglio.
Perché la ripetizione del già detto protratta per la durata di 150 minuti si traduce in un’autoreferenzialità iperbolica a cui nulla, neppure alcune inquadrature ad effetto, possono porre rimedio. Noé, pretendendo anche di farci la morale, si ammira nello specchio del suo cinema. Rischia di ritrovarcisi sempre più solo

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Regia di Gabriele Salvatores. Un film con Francesca NeriSilvio OrlandoAntonio CataniaRenato CarpentieriGiorgio AlbertiCast completo Genere Drammatico – Italia1993durata 95 minuti. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

In una domenica di elezioni in un paesino del Sud, quattro disoccupati disperati – tre meridionali e un eritreo – occupano il seggio elettorale e prendono in ostaggio, per caso, la figlia del ras politico della zona. Dopo la quadrilogia del viaggio (e della fuga), il 7° film di Salvatores punta su una situazione bloccata, un assedio. È un film sul presente, senza nostalgie del passato, che ha dato la parola ai reietti, agli emarginati, ai disoccupati. Le affinità con i film precedenti esistono, anche le astuzie, gli stereotipi, il barcamenarsi tra le mode e l’impegno, tra cinema d’autore e cinema di spettacolo. Ha lasciato spazio al rap degli Assalti Frontali e dei 99 Posse. Senza la loro musica il film perde molto del suo senso e della sua forza. Nonostante errori, scompensi, ingenuità e furbizie, il film va a segno. “Salvatores ormai lo sappiamo da che parte sta. Ha fatto la cosa giusta” (D. Salvi). Scritto con Franco Bernini e Angelo Pasquini.

Regia di Dino GentiliFilippo Gentili. Un film con Giovanna MezzogiornoMassimo De SantisGuido CaprinoGiorgio ColangeliMarcello MazzarellaCast completo Genere Drammatico, – Italia2008durata 87 minuti. Uscita cinema venerdì 28 maggio 2010 distribuito da Iris Film Distribution. – MYmonetro 2,42 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Titolo antifrastico per un film a basso costo, scritto e diretto dai fratelli Gentili, ambientato in una villa isolata vicina a Roma, dove giace il cadavere della 20enne Silvia, figlia del ricco proprietario, morta da poche ore. È anche un film di suspense: come è morta? Rocco, muratore esperto ma precario e indebitato, accetta, ben pagato, di far da custode alla villa e al cadavere fino alle 8 del mattino. Tutto in una notte… Sceneggiatori di lungo corso (anche in TV: Distretto di polizia ), i Gentili hanno l’unico torto di avere – nella 2ª parte – affastellato la storia di troppi fatti, nell’intenzione di descrivere, di scorcio, il degrado etico-sociale dei tempi. Il che contraddice l’ellittica regia, tesa a togliere più che a mettere, di una interessante opera prima. All’attivo: la presenza di De Santis, attore finora sottovalutato; la fotografia di Vittorio Omodeo Zorini; le dosate musiche di Giovanni Venosta che confermano il retroterra milanese degli autori. Distribuisce, con fatica, Iris Film.

Niente è come sembra - Film (2007)

Un film di Franco Battiato. Con Giulio BrogiSonia BergamascoDrammatico– Italia 2007MYMONETRO Niente è come sembra **--- valutazione media: 2,43 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Giulio Varga è un antropologo in pensione appassionato di feste etcnico-popolari. Abbandonato dalla moglie si reca in un piccolo villaggio del centro-sud per documentare un rituale di origini precristiane. Perso nel bosco, dietro ai ricordi e ai fantasmi del passato, trova rifugio in una casa poco lontana, dove si festeggia una curiosa festa di compleanno. Tra esoterismo e tarocchi, Varga resta coinvolto in una discussione sul senso dell’esistere e dell’esistenza.

Locandina Musikanten

Un film di Franco Battiato. Con Alejandro JodorowskySonia BergamascoFabrizio Gifuni, Juri Camisasca, Chiara ContiBiograficodurata 92 min. – Italia 2005uscita venerdì 3 marzo 2006. MYMONETRO Musikanten **--- valutazione media: 2,34 su 27 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un film che lascia senza parole e non perché si abbandoni solo alla musica, ma perché la prima reazione che suscita, per chi non abbia avuto la furbizia di fuggire dopo la prima mezz’ora, è il silenzio. Un silenzio pregno però di domande, prima fra tutte: come è possibile che un film del genere sia stato prodotto? Ancora: come hanno potuto artisti del livello di Alejandro Jodorowsky, ma anche un Fabrizio Gifuni e una Sonia Bergamasco, parteciparvi come attori? Ma soprattutto come pensare di farlo uscire nelle sale cinematografiche? Dopo il primo, ben più promettente Perduto Amor, Franco Battiato è andato a impelagarsi in una storia senza capo né coda, al limite fra verosimiglianza e comicità (ma inevitabilmente più vicino a questa). A parte la qualità (volutamente?) amatoriale della fotografia, del montaggio, le battute improbabili dei personaggi, l’imbarazzo più pesante sta nelle vicende della coppia di autori televisivi protagonista. Alla ricerca di studiosi, scienziati e filosofi da intervistare per il loro programma in giro per il mondo, i due incontrano uno sciamano che sottopone la Bergamasco a una seduta di ipnosi regressiva. Lei, nella vita ossessionata da Beethoven, scopre di esserne stata, in una vita precedente, il principe mecenate. Da qui un lungo flash back sugli ultimi anni di vita, le manie e le follie di questo Beethoven-Jodorowsky. E poi il finale: il ritorno alla “realtà” con la tv dell’albergo dove alloggia la troupe televisiva che annuncia il colpo di stato di un fantomatico partito democratico mondiale. A tratti didascalico, a tratti enigmatico, sempre pretenzioso e inutilmente intellettualistico.

Regia di Ridley Scott. Un film con Orlando BloomEva GreenLiam NeesonJeremy IronsJouko AholaShane AttwoollCast completo Titolo originale: Kingdom of Heaven. Genere Drammatico – USASpagnaGran Bretagna2005durata 145 minuti. Uscita cinema venerdì 6 maggio 2005 – MYmonetro 2,41 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È un colosso storico a programma, tradito dal banale, scorretto titolo italiano e indicato da quello originale che, nel frasario del catechismo italiano, corrisponde a Regno dei Cieli. L’azione comincia nel 1184, alla fine di quel breve periodo di pace tra la II crociata (1147-49) e la III (1189-92), dovuto alla politica conciliante tra il sovrano cristiano Baldovino IV il Lebbroso e il sultano Saladino. Tipico personaggio del cinema di R. Scott (anche produttore), il protagonista è il fabbro francese e vedovo Baliano, figlio bastardo del nobile Godfrey di Ibelin e da lui promosso cavaliere. Nella sua bottega c’è una scritta: “Che uomo è un uomo che non rende il mondo migliore?”. Segue il padre verso Gerusalemme, obbedendo ai suoi insegnamenti: essere intrepido col nemico, dire sempre la verità, proteggere gli indifesi. In Terra Santa, pur facendo carriera col suo valore, non riesce a migliorare il mondo a causa dei fanatici estremisti delle due fazioni che vogliono lo sterminio del nemico al grido di “Dio lo vuole!”. Che i guerrafondai cristiani siano i Templari è probabilmente il solo grave errore storico di un film “politicamente corretto” nel miglior senso dell’abusata locuzione, che però rimane un’allusiva denuncia della politica della Casa Bianca e del Pentagono ai tempi di Bush, padre e figlio (che nel 2001 definì new crusade la guerra al terrorismo). Del film un musicista francese direbbe: lente mais allant avec une grande rigueur de rythme . Personaggi in altorilievo. Scritto da William Monahan, girato in Spagna e Marocco. Scene: Arthur Max ( Il gladiatore ); costumi: Janty Yates; fotografia: John Mathieson.

Regia di Eros Puglielli. Un film con Luigi Lo CascioLucia JiménezJosé Ángel EgidoCarmelo GómezDesislava TenekedjievaCast completo Genere Thriller, – Italia2004durata 107 minuti. Uscita cinema venerdì 26 novembre 2004 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 2,31 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Per L’impagliatore – titolo di un romanzo noir (2000) di Luca Di Fulvio, sceneggiato da Franco Ferrini e Gabriella Blasi col regista – il tempo è imprigionato negli occhi di una bambola o di un animale morto. E in quelli delle vittime di un suo progetto demente e mostruoso. La chiave sta nel passato di un bambino molto speciale. Tocca all’ispettore Giacomo Arnaldi fermarlo, risalendo la fila dei fantasmi che lo perseguitano. Incompreso dai critici che talvolta si sono ridotti a banali calembours (“più Thanatos che Eros”), è uno dei film italiani di genere più sottovalutati della stagione 2004-05. Ha un’atmosfera malata e intrigante. Specialmente nella 1ª parte la suspense tiene. C’è un lavoro sull’immagine (fotografia: Luca Coassin) persino superiore a quello che, nel thriller, esercita Alex Infascelli. Si sente al meglio l’influenza – e non soltanto per la presenza degli attori – del contemporaneo horror ispanico. Come spesso succede, il suo lato debole è la sceneggiatura: poca fiducia nell’azione e nel comportamento, sostituito dall’intento didattico di motivare e spiegare i personaggi.

Regia di Emanuele Caruso. Un film con Albino MarinoLorenzo PedrottiSimone RiccioniSara Francesca SpeltaFrancesca RisoliCast completo Genere Drammatico – Italia2014durata 110 minuti. – MYmonetro 2,49 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ad Avila, piccolo comune agricolo in provincia di Cuneo, durante la festa della santa patrona arriva dalle tv un messaggio che terrorizza la comunità: nel giro di pochi giorni il sole esploderà e il pianeta Terra verrà distrutto. Nell’imminenza della fine, ognuno nel paese reagisce a modo suo, forzato a ragionare o meno sulla propria transitorietà in questo mondo. Il parroco sui generis Don Francesco cerca di riconciliarsi con la vocazione e il passato. Gianni, il ragazzo ateo e scontroso che in seguito ad un forte trauma personale vive con il sacerdote in canonica, usa l’arma del sarcasmo e dell’indifferenza; Anna, supplente nella scuola elementare locale, è terrorizzata ma trova conforto nell’amore per Marse, compagno che convive con lei nel disprezzo di alcune malelingue. La barista Francesca nonostante tutto sogna una nuova prospettiva di vita per riscattarsi da un dolore recente. Il gruppo procede insieme verso l’ultimo giorno in una molteplicità di atteggiamenti ed emozioni, mentre i paesani si misurano con l’evento.
Si potrebbe definire “catastrofico religioso” quest’esordio ambientato e prodotto tutto tra Langhe e Roero, principalmente nel comune di La Morra (ma anche Bra, Alba, e altre location) grazie a un virtuoso e capillare processo di crowdfunding (raccolta di fondi dalla base, che non passa dai canali convenzionali di finanziamento, per cui a ogni sostenitore viene chiesta una piccola quota di partecipazione: vedi produzionidalbasso.com). L’idea di partenza è molto accattivante e ricca di spunti: come si trasforma una piccola (e in alcuni casi, molto chiusa) comunità rurale all’annuncio della fine del mondo? La perentorietà di un fatto clamoroso come l’auto-disintegrazione del sole ridimensiona meschinità e finitezze umane. La sceneggiatura infatti predispone una gamma variegata di reazioni e svela una molteplicità di atteggiamenti, paure, insicurezze insite nella natura dei mortali.Tutti elementi che implicitamente esaltano di continuo la grandezza del divino, citato già nel titolo (Genesi, 1). È un tema che avrebbe spaventato chiunque e quindi va reso merito a Caruso e alla sua crew di aver tentato un’impresa coraggiosa e anticonformista rispetto alla diffusa banalità del nostro cinema mainstream.
Parallelamente, e proprio per la sua natura libera, autarchica e fortemente radicata sul territorio, su E fu sera e fu mattina grava un’urgenza di dire tutto attraverso i dialoghi, poco aderenti al parlato e a tratti enfatici, ricalcati spesso sullo stile biblico ed evangelico (mentre molto più efficaci, perché privi di sovrastrutture, risultano quelli in dialetto). Di conseguenza la narrazione si appesantisce e viene a mancare del tutto quella spontaneità alla base del progetto. Lo script inoltre sembra non sfruttare a dovere le opportunità della premessa narrativa e si dilunga in un confronto drammatico dopo l’altro senza una reale connessione logico-causale tra le scene né un ritmo progressivo verso il finale. A ciò si aggiunge che la collaterale, volonterosa ma imbarazzata prova di numerosi attori non professionisti frena e limita fortemente l’identificazione dello spettatore.
Confonde poi la scelta di insistere molto sul commento musicale, enfatico e invadente; scelta che tradisce un’imprecisione nella direzione degli attori (elemento ricorrente, in un debutto) e che mal si sposa con il tema e la natura serena, quasi spirituale degli ambienti ripresi. Più che opera filmica riuscita in pieno, insomma, tenace e curioso esperimento sociale e produttivo.

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Un film di Alessandro Blasetti. Con Doris Duranti, Gino Cervi, Gianfranco Giachetti, Evi Maltagliati, Elisa Cegani. Drammatico, b/n durata 99 min. – Italia 1935. MYMONETRO Aldebaran * * - - - valutazione media: 2,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Questo film, che segna il debutto cinematografico di Elisa Cegani e nel quale appare lo stesso Blasetti in una piccola parte, narra la storia di un ufficiale di marina che mette in pericolo la sua carriera per i capricci della moglie. Solo dopo un’importante missione si ristabilirà l’equilibrio della coppia.

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Un film di Miklós Jancsó. Con Monica Vitti, Gino Lavagetto, Pierre Clémenti, Peter Pasetti, Piero Faggioni.Drammatico, durata 85 min. – Italia 1970. MYMONETRO La pacifista * * - - -valutazione media: 2,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

 
Una giornalista svolge un’inchiesta sulla contestazione giovanile pacifista e su quella violenta degli estremisti. La protagonista appartiene idealmente al primo gruppo; tuttavia si innamora, ricambiata, di un esponente del secondo, incaricato di un omicidio politico.

Regia di Dennis Hopper. Un film con Dennis HopperSharon FarrellLinda ManzRaymond BurrDon Gordon. Titolo originale: Out of the Blue. Genere Drammatico – USA1980durata 94 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Una ragazza si ribella ai genitori: la madre è una drogata; il padre è un pregiudicato alcolizzato che la insidia. Lei evade ascoltando Elvis Presley, ma la tragedia incombe. Molto bravo Hopper disegna con livida efficacia i personaggi e crea un’atmosfera di squallore e dolore che rispecchia una parte della società americana di cui si parla poco. Ma lo fa con una crudeltà compiaciuta e una premeditata ricerca dell’eccesso su cui è legittimo avere qualche dubbio.

Regia di Davide Manuli. Un film con Fabrizio GifuniPaolo RossiRoberto Freak AntoniLuciano CurreliSimone MaludrottuCast completo Genere Drammatico, – Italia2008durata 80 minuti. Uscita cinema venerdì 17 maggio 2013 distribuito da Distribuzione Indipendente. – MYmonetro 2,15 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Per fare qualcosa di beckettiano non basta volerlo, ispirandosi vagamente a Aspettando Godot (1952) di Samuel Beckett. In una desertica terra di nessuno e fuori dal tempo, due uomini aspettano a una fermata un bus che arriva senza fermarsi. Decidono allora di cercare a piedi quel dio (God-ot), intuito dietro la montagna sotto forma di sonorità musicale. A cosa si affida Manuli per chiudere con un film metafisico una trilogia sul cinema della solitudine? Non alle parole: pochi dialoghi, fondati su un’accanita ripetizione di frasi neutre che dovrebbero far ridere. Non a un apologo: più che una trama, c’è una sequela di incontri con bizzarre figurine. Spinto dalla necessità di esprimersi in libertà per unire “la povertà produttiva alla ricchezza dei contenuti”, ha girato per 13 giorni (fotografia: Tarek Ben Abdallah) con una squadra di 10 persone, in suggestivi paesaggi naturali in Sardegna (Gallura, Cabras, miniera di Montevecchio, dune di Piscinas) e in Umbria (piana di Castelluccio). Senza regole né autocensura. Si vede.

Regia di Davide Ferrario. Un film con Elisabetta CavallottiFlavio InsinnaStefania Orsola GarelloYorgo VoyagisAngelica IppolitoCast completo Genere Drammatico – Italia1999durata 95 minuti. – MYmonetro 2,35 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Attrice di pornofilm, Nina ha una storia con Cristiana, redattrice di una pornorivista e madre di un bambino. Malata di linfoma, si sottopone alla chemioterapia durante la quale conosce Flavio, insegnante malato di tumore che s’innamora di lei. Nina guarisce: prima di morire, Flavio le chiede di fare l’amore con lui. Ispirato alla vicenda di Moana Pozzi, tra i film italiani della stagione 1999-2000, è il più disturbante e fassbinderiano, il meno compreso. Vale per la vivace e puntuale descrizione del microcosmo del porno cinema hard; il disegno di Nina (un’ottima e credibile Cavallotti), esibizionista, schizofrenica e beffarda nella sua strategia di potere (“Gli uomini hanno paura di me. Mi desiderano, ma io li possiedo”); il lucido e sconveniente coraggio con cui mescola il tema del porno con quello della malattia su un registro narrativo che svaria dal mélo all’ironia; il sincopato linguaggio registico ricco di invenzioni.

Regia di Daniele Vicari. Un film con Elio GermanoMichele RiondinoChiara CaselliValentina LodoviniDaniela PoggiCast completo Genere Drammatico, – Italia2008durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 31 ottobre 2008 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,24 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal best seller (2004) del magistrato/scrittore pugliese Gianrico Carofiglio che l’ha adattato col fratello Francesco, Massimo Gaudioso e il regista. È la storia del barese Giorgio, di buona famiglia borghese, che, alla vigilia di una laurea in giurisprudenza, fa un incontro che lo trascina nel “viaggio agli inferi” del godimento senza freni, delle azioni irresponsabili, della volontà di potenza, e scopre le sue pulsioni più violente. Lo perverte il fascinoso e manipolatore Francesco dalla doppia vita: campa come baro ai tavoli da poker e sfoga la sua misoginia in gesti di criminale violenza. Giorgio diventa suo complice a tutto campo. Oltre a mettere la storia in flashback tra prologo ed epilogo, Vicari riduce al minimo la dimensione dell’indagine poliziesca sullo stupratore periodico: fa di Francesco l’immagine speculare di Giorgio, quasi il suo doppio, con l’ambizione programmatica di farne due tipici rappresentanti dell’attuale generazione di eterni e irresponsabili adolescenti. C’è qualcosa di capzioso in questo nero effettistico. Assomiglia al suo titolo: fa colpo perché sembra poetico, ma è poetizzante. Bene i 2 protagonisti: Germano è una conferma, Riondino una sorpresa. Prodotto da R&C (G. Romoli e T. Corsi) e da Fandango (D. Procacci) con Rai Cinema.

Noi Albinoi (Dvd): Amazon.it: Tómas Lemarquis, Thröstur Leo ...

Regia di Dagur Kári. Un film con Tómas LemarquisThrostur Leo GunnarssonElin HansdóttirAnna Fridriksdóttir. Titolo originale: Nói albinói. Genere Drammatico – GermaniaGran BretagnaDanimarcaIslanda2003durata 90 minuti. – MYmonetro 2,38 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Abulico, indisciplinato, afflitto da un profondo malessere, a 17 anni Nói vive con la nonna a Bolungarvik (957 abitanti tra cui il padre alcolizzato) in un fiordo estremo nel Nord-ovest dell’Islanda e sogna di fuggire da questa prigione di neve con la bella Iris di cui è innamorato. Epilogo tragico, ma aperto. Esordio nel lungometraggio di Kári che ha studiato cinema a Copenaghen, autore anche delle musiche con l’amico Orri e la banda Slowblow. Versione originale per timbro, atmosfera, ambientazione della storia di un giovane ribelle che non riesce a inserirsi nel mondo in cui vive. Kári nega, però, che sia un film tipicamente islandese. Gran Premio della giuria ad Angers (Francia), Premio del pubblico a Rotterdam, 6 premi Edda. L’Islanda vanta il maggior numero di scrittori – e di registi – pro capite del mondo.

Regia di Cristina Comencini. Un film con Giovanna MezzogiornoAlessio BoniStefania RoccaAngela FinocchiaroGiuseppe BattistonCast completo Genere Drammatico, – ItaliaFranciaSpagnaGran Bretagna2005durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 9 settembre 2005 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 1,99 su 20 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sabrina (Mezzogiorno) vive nella normalità di un amoroso rapporto col compagno Franco (Boni), dal quale aspetta un figlio. Perturbata da un incubo notturno che la mette in contatto con una parte di sé che ignora, passa il Natale col fratello Daniele (Lo Cascio), che le rivela quel che successe quand’erano bambini. Al suo 8° film, scritto con Francesca Marciano e Giulia Calenda e tratto da un suo romanzo (2004), la Comencini ha messo troppa carne al fuoco: scheletri nell’armadio dell’istituto familiare, pedofilia incestuosa, crisi d’identità e di coppia, lesbismo, adulterio, incidenza del rimosso nei sogni, satira della televisione, oltre ai passaggi dal (melo)dramma alla commedia, peraltro la dimensione più riuscita del film, e non soltanto per il brio degli interpreti (A. Finocchiaro anzitutto, ma anche S. Rocca, e l’ottimo caratterista G. Battiston). Il suo è un film affetto da strabismo: un occhio al biliardo del cinema d’autore e l’altro che vorrebbe segnare i punti del successo di pubblico. Eppure aveva una bella squadra d’attori a disposizione, compresa la Mezzogiorno: se non è una delle sue migliori interpretazioni, la colpa non è sua. Scene: Paola Comencini (la sorella maggiore). Fotografia: Fabio Cianchetti. Coppa Volpi a Venezia 2005 per G. Mezzogiorno.

Regia di Cristina Comencini. Un film con Margherita BuyVirna LisiSandra CeccarelliLuigi Lo CascioRicky TognazziCast completo Titolo originale: IL PIU’BEL GIORNO DELLA MIA VITA. Genere Drammatico, – Italia2002durata 102 minuti. Uscita cinema venerdì 12 aprile 2002 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 2,42 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Due mesi nella vita di Irene, anziana signora borghese che vive sola in una vecchia villa e dei suoi tre figli: Sara, vedova e madre apprensiva dell’adolescente Marco; Rita, madre di due figlie e moglie irrequieta; Claudio, avvocato e gay tormentato. Il titolo un po’ ironico allude alla prima comunione di Chiara, figlia di Rita. Scritta dalla regista con la figlia Giulia Calenda e Lucilla Schiaffino, è una commedia drammatica sulla vita familiare, i sentimenti, il rapporto tra amore e sesso dove i risultati non corrispondono alle ambizioni. È sceneggiata con diligenza, recitata con impegno ed efficacia, ma lasca nel ritmo, indecisa tra ironia critica e complicità con i personaggi, convenzionale e qua e là incongruente nel disegno dei personaggi. Grand Prix a Montréal.

Regia di Cristi Puiu. Un film con Cristi PuiuValentin PopescuValeria SeciuLuminita GheorghiuGelu Colceag. Genere Drammatico, – RomaniaFranciaSvizzeraGermania2010durata 179 minuti. distribuito da da definire. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Viorel è un ingegnere metallurgico di 42 anni, padre di due figlie, divorziato da due anni. Il film segue il suo vagabondaggio per Bucarest, solo apparentemente senza meta, nel corso del quale Viorel si dota presto di un fucile da caccia, destinato a sparare i suoi colpi.
Appassionato fin da ragazzino di film noirs ma convinto che la missione del cinema sia quella di scandagliare la realtà, Cristi Puiu trova un terreno d’intersezione possibile tra le due idee nella fotografia in movimento del lato nero della vita e delle persone.
L’approccio rigorosamente documentaristico fa sì che gli elementi narrativi non vengano mai dati come premesse ma affiorino quando è il loro momento, alimentando il mistero e il senso di incertezza. La durata del film è quasi impietosa ma se non altro se ne vede la ragione poiché la mira dell’opera è quella di proporre un’esperienza e di proporsi in quanto esperienza, partendo e approdando (d)alla domanda: come raccontare un assassino se non sono mai stato un assassino? La risposta di Puiu è: come un uomo qualunque, che non è tale sempre e per sempre ma che ad un certo punto della vita non regge la complessità e la confusione dei pensieri e dei sentimenti e deve liberarsi delle persone che incolpa di tale confusione. Il dramma è tutto individuale, ma si svolge, quasi asintomatico, nel bel mezzo della vita quotidiana della città, tra i luoghi del lavoro e degli affetti.
Questo racconta Aurora, e il paradosso per cui il crimine viene perpetrato nella più banale fluidità degli eventi, senza reali ostacoli -un proiettile si può far costruire senza denuncia e si ha tutto il tempo di occuparsi di una macchia d’umidità sul soffitto, di mangiare e di scherzare- mentre la confessione, coinvolgendo di fatto altre persone, in una stazione di polizia, è un momento ben più caotico, grottesco, ben più irreale del delitto stesso. Certo, perché lo scollamento, a quel punto, si è già operato: tra il fatto e il racconto del fatto non c’è equivalenza possibile. Ancora una volta solo al cinema è concesso trovare una strada nell’impasse, nel momento in cui il regista si assegna il ruolo del protagonista e se ne fa interprete in entrambi i sensi.
Cerebrale che di più non si può; a discapito, troppo spesso, del piacere della visione.

Locandina L'isola

Un film di Costanza Quatriglio. Con Veronica GuarrasiIgnacio ErnandesMarcello MazzarellaErri De Luca DrammaticoRatings: Kids+16, durata 97 min. – Italia 2003.

Turi e Teresa sono figli di un pescatore che vive e lavora in un’isola siciliana. La loro è una vita semplice e pacifica, fatta di abitudini e fatiche quotidiane: accudire la nonna, pescare, gestire il bar al centro del paese.
Ma Turi, ormai, è quasi un uomo e deve iniziare ad uscire in mare con il padre.
Questo fatto finirà con il rivoluzionare per sempre i rapporti tra fratello e sorella.
Lungometraggio d’esordio di Costanza Quatriglio, trentenne palermitana la quale non dimentica le sue origini documentaristiche e le innerva con una narrazione che sembra rimandare al cinema di matrice iraniana. La trama è molto esile e il film è legato a un lavoro di ricerca di sguardi e relazioni con la scabra struttura dell’isola di Favignana. Il montaggio, perfettamente sintonizzato con la colonna sonora musicale di Paolo Fresu, prova a fornire compattezza a un’opera prima che, pur con qualche intellettualismo di troppo (vedi la presunzione di poter pensare di fare a meno di una struttura narrativa solida), lascia ben sperare per il futuro.