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Un film di Alessandro Blasetti. Con Doris Duranti, Gino Cervi, Gianfranco Giachetti, Evi Maltagliati, Elisa Cegani. Drammatico, b/n durata 99 min. – Italia 1935. MYMONETRO Aldebaran * * - - - valutazione media: 2,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Questo film, che segna il debutto cinematografico di Elisa Cegani e nel quale appare lo stesso Blasetti in una piccola parte, narra la storia di un ufficiale di marina che mette in pericolo la sua carriera per i capricci della moglie. Solo dopo un’importante missione si ristabilirà l’equilibrio della coppia.

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Un film di Miklós Jancsó. Con Monica Vitti, Gino Lavagetto, Pierre Clémenti, Peter Pasetti, Piero Faggioni.Drammatico, durata 85 min. – Italia 1970. MYMONETRO La pacifista * * - - -valutazione media: 2,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

 
Una giornalista svolge un’inchiesta sulla contestazione giovanile pacifista e su quella violenta degli estremisti. La protagonista appartiene idealmente al primo gruppo; tuttavia si innamora, ricambiata, di un esponente del secondo, incaricato di un omicidio politico.

Regia di Dennis Hopper. Un film con Dennis HopperSharon FarrellLinda ManzRaymond BurrDon Gordon. Titolo originale: Out of the Blue. Genere Drammatico – USA1980durata 94 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Una ragazza si ribella ai genitori: la madre è una drogata; il padre è un pregiudicato alcolizzato che la insidia. Lei evade ascoltando Elvis Presley, ma la tragedia incombe. Molto bravo Hopper disegna con livida efficacia i personaggi e crea un’atmosfera di squallore e dolore che rispecchia una parte della società americana di cui si parla poco. Ma lo fa con una crudeltà compiaciuta e una premeditata ricerca dell’eccesso su cui è legittimo avere qualche dubbio.

Regia di Davide Manuli. Un film con Fabrizio GifuniPaolo RossiRoberto Freak AntoniLuciano CurreliSimone MaludrottuCast completo Genere Drammatico, – Italia2008durata 80 minuti. Uscita cinema venerdì 17 maggio 2013 distribuito da Distribuzione Indipendente. – MYmonetro 2,15 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Per fare qualcosa di beckettiano non basta volerlo, ispirandosi vagamente a Aspettando Godot (1952) di Samuel Beckett. In una desertica terra di nessuno e fuori dal tempo, due uomini aspettano a una fermata un bus che arriva senza fermarsi. Decidono allora di cercare a piedi quel dio (God-ot), intuito dietro la montagna sotto forma di sonorità musicale. A cosa si affida Manuli per chiudere con un film metafisico una trilogia sul cinema della solitudine? Non alle parole: pochi dialoghi, fondati su un’accanita ripetizione di frasi neutre che dovrebbero far ridere. Non a un apologo: più che una trama, c’è una sequela di incontri con bizzarre figurine. Spinto dalla necessità di esprimersi in libertà per unire “la povertà produttiva alla ricchezza dei contenuti”, ha girato per 13 giorni (fotografia: Tarek Ben Abdallah) con una squadra di 10 persone, in suggestivi paesaggi naturali in Sardegna (Gallura, Cabras, miniera di Montevecchio, dune di Piscinas) e in Umbria (piana di Castelluccio). Senza regole né autocensura. Si vede.

Regia di Davide Ferrario. Un film con Elisabetta CavallottiFlavio InsinnaStefania Orsola GarelloYorgo VoyagisAngelica IppolitoCast completo Genere Drammatico – Italia1999durata 95 minuti. – MYmonetro 2,35 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Attrice di pornofilm, Nina ha una storia con Cristiana, redattrice di una pornorivista e madre di un bambino. Malata di linfoma, si sottopone alla chemioterapia durante la quale conosce Flavio, insegnante malato di tumore che s’innamora di lei. Nina guarisce: prima di morire, Flavio le chiede di fare l’amore con lui. Ispirato alla vicenda di Moana Pozzi, tra i film italiani della stagione 1999-2000, è il più disturbante e fassbinderiano, il meno compreso. Vale per la vivace e puntuale descrizione del microcosmo del porno cinema hard; il disegno di Nina (un’ottima e credibile Cavallotti), esibizionista, schizofrenica e beffarda nella sua strategia di potere (“Gli uomini hanno paura di me. Mi desiderano, ma io li possiedo”); il lucido e sconveniente coraggio con cui mescola il tema del porno con quello della malattia su un registro narrativo che svaria dal mélo all’ironia; il sincopato linguaggio registico ricco di invenzioni.

Regia di Daniele Vicari. Un film con Elio GermanoMichele RiondinoChiara CaselliValentina LodoviniDaniela PoggiCast completo Genere Drammatico, – Italia2008durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 31 ottobre 2008 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,24 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal best seller (2004) del magistrato/scrittore pugliese Gianrico Carofiglio che l’ha adattato col fratello Francesco, Massimo Gaudioso e il regista. È la storia del barese Giorgio, di buona famiglia borghese, che, alla vigilia di una laurea in giurisprudenza, fa un incontro che lo trascina nel “viaggio agli inferi” del godimento senza freni, delle azioni irresponsabili, della volontà di potenza, e scopre le sue pulsioni più violente. Lo perverte il fascinoso e manipolatore Francesco dalla doppia vita: campa come baro ai tavoli da poker e sfoga la sua misoginia in gesti di criminale violenza. Giorgio diventa suo complice a tutto campo. Oltre a mettere la storia in flashback tra prologo ed epilogo, Vicari riduce al minimo la dimensione dell’indagine poliziesca sullo stupratore periodico: fa di Francesco l’immagine speculare di Giorgio, quasi il suo doppio, con l’ambizione programmatica di farne due tipici rappresentanti dell’attuale generazione di eterni e irresponsabili adolescenti. C’è qualcosa di capzioso in questo nero effettistico. Assomiglia al suo titolo: fa colpo perché sembra poetico, ma è poetizzante. Bene i 2 protagonisti: Germano è una conferma, Riondino una sorpresa. Prodotto da R&C (G. Romoli e T. Corsi) e da Fandango (D. Procacci) con Rai Cinema.

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Regia di Dagur Kári. Un film con Tómas LemarquisThrostur Leo GunnarssonElin HansdóttirAnna Fridriksdóttir. Titolo originale: Nói albinói. Genere Drammatico – GermaniaGran BretagnaDanimarcaIslanda2003durata 90 minuti. – MYmonetro 2,38 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Abulico, indisciplinato, afflitto da un profondo malessere, a 17 anni Nói vive con la nonna a Bolungarvik (957 abitanti tra cui il padre alcolizzato) in un fiordo estremo nel Nord-ovest dell’Islanda e sogna di fuggire da questa prigione di neve con la bella Iris di cui è innamorato. Epilogo tragico, ma aperto. Esordio nel lungometraggio di Kári che ha studiato cinema a Copenaghen, autore anche delle musiche con l’amico Orri e la banda Slowblow. Versione originale per timbro, atmosfera, ambientazione della storia di un giovane ribelle che non riesce a inserirsi nel mondo in cui vive. Kári nega, però, che sia un film tipicamente islandese. Gran Premio della giuria ad Angers (Francia), Premio del pubblico a Rotterdam, 6 premi Edda. L’Islanda vanta il maggior numero di scrittori – e di registi – pro capite del mondo.

Regia di Cristina Comencini. Un film con Giovanna MezzogiornoAlessio BoniStefania RoccaAngela FinocchiaroGiuseppe BattistonCast completo Genere Drammatico, – ItaliaFranciaSpagnaGran Bretagna2005durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 9 settembre 2005 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 1,99 su 20 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sabrina (Mezzogiorno) vive nella normalità di un amoroso rapporto col compagno Franco (Boni), dal quale aspetta un figlio. Perturbata da un incubo notturno che la mette in contatto con una parte di sé che ignora, passa il Natale col fratello Daniele (Lo Cascio), che le rivela quel che successe quand’erano bambini. Al suo 8° film, scritto con Francesca Marciano e Giulia Calenda e tratto da un suo romanzo (2004), la Comencini ha messo troppa carne al fuoco: scheletri nell’armadio dell’istituto familiare, pedofilia incestuosa, crisi d’identità e di coppia, lesbismo, adulterio, incidenza del rimosso nei sogni, satira della televisione, oltre ai passaggi dal (melo)dramma alla commedia, peraltro la dimensione più riuscita del film, e non soltanto per il brio degli interpreti (A. Finocchiaro anzitutto, ma anche S. Rocca, e l’ottimo caratterista G. Battiston). Il suo è un film affetto da strabismo: un occhio al biliardo del cinema d’autore e l’altro che vorrebbe segnare i punti del successo di pubblico. Eppure aveva una bella squadra d’attori a disposizione, compresa la Mezzogiorno: se non è una delle sue migliori interpretazioni, la colpa non è sua. Scene: Paola Comencini (la sorella maggiore). Fotografia: Fabio Cianchetti. Coppa Volpi a Venezia 2005 per G. Mezzogiorno.

Regia di Cristina Comencini. Un film con Margherita BuyVirna LisiSandra CeccarelliLuigi Lo CascioRicky TognazziCast completo Titolo originale: IL PIU’BEL GIORNO DELLA MIA VITA. Genere Drammatico, – Italia2002durata 102 minuti. Uscita cinema venerdì 12 aprile 2002 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 2,42 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Due mesi nella vita di Irene, anziana signora borghese che vive sola in una vecchia villa e dei suoi tre figli: Sara, vedova e madre apprensiva dell’adolescente Marco; Rita, madre di due figlie e moglie irrequieta; Claudio, avvocato e gay tormentato. Il titolo un po’ ironico allude alla prima comunione di Chiara, figlia di Rita. Scritta dalla regista con la figlia Giulia Calenda e Lucilla Schiaffino, è una commedia drammatica sulla vita familiare, i sentimenti, il rapporto tra amore e sesso dove i risultati non corrispondono alle ambizioni. È sceneggiata con diligenza, recitata con impegno ed efficacia, ma lasca nel ritmo, indecisa tra ironia critica e complicità con i personaggi, convenzionale e qua e là incongruente nel disegno dei personaggi. Grand Prix a Montréal.

Regia di Cristi Puiu. Un film con Cristi PuiuValentin PopescuValeria SeciuLuminita GheorghiuGelu Colceag. Genere Drammatico, – RomaniaFranciaSvizzeraGermania2010durata 179 minuti. distribuito da da definire. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Viorel è un ingegnere metallurgico di 42 anni, padre di due figlie, divorziato da due anni. Il film segue il suo vagabondaggio per Bucarest, solo apparentemente senza meta, nel corso del quale Viorel si dota presto di un fucile da caccia, destinato a sparare i suoi colpi.
Appassionato fin da ragazzino di film noirs ma convinto che la missione del cinema sia quella di scandagliare la realtà, Cristi Puiu trova un terreno d’intersezione possibile tra le due idee nella fotografia in movimento del lato nero della vita e delle persone.
L’approccio rigorosamente documentaristico fa sì che gli elementi narrativi non vengano mai dati come premesse ma affiorino quando è il loro momento, alimentando il mistero e il senso di incertezza. La durata del film è quasi impietosa ma se non altro se ne vede la ragione poiché la mira dell’opera è quella di proporre un’esperienza e di proporsi in quanto esperienza, partendo e approdando (d)alla domanda: come raccontare un assassino se non sono mai stato un assassino? La risposta di Puiu è: come un uomo qualunque, che non è tale sempre e per sempre ma che ad un certo punto della vita non regge la complessità e la confusione dei pensieri e dei sentimenti e deve liberarsi delle persone che incolpa di tale confusione. Il dramma è tutto individuale, ma si svolge, quasi asintomatico, nel bel mezzo della vita quotidiana della città, tra i luoghi del lavoro e degli affetti.
Questo racconta Aurora, e il paradosso per cui il crimine viene perpetrato nella più banale fluidità degli eventi, senza reali ostacoli -un proiettile si può far costruire senza denuncia e si ha tutto il tempo di occuparsi di una macchia d’umidità sul soffitto, di mangiare e di scherzare- mentre la confessione, coinvolgendo di fatto altre persone, in una stazione di polizia, è un momento ben più caotico, grottesco, ben più irreale del delitto stesso. Certo, perché lo scollamento, a quel punto, si è già operato: tra il fatto e il racconto del fatto non c’è equivalenza possibile. Ancora una volta solo al cinema è concesso trovare una strada nell’impasse, nel momento in cui il regista si assegna il ruolo del protagonista e se ne fa interprete in entrambi i sensi.
Cerebrale che di più non si può; a discapito, troppo spesso, del piacere della visione.

Locandina L'isola

Un film di Costanza Quatriglio. Con Veronica GuarrasiIgnacio ErnandesMarcello MazzarellaErri De Luca DrammaticoRatings: Kids+16, durata 97 min. – Italia 2003.

Turi e Teresa sono figli di un pescatore che vive e lavora in un’isola siciliana. La loro è una vita semplice e pacifica, fatta di abitudini e fatiche quotidiane: accudire la nonna, pescare, gestire il bar al centro del paese.
Ma Turi, ormai, è quasi un uomo e deve iniziare ad uscire in mare con il padre.
Questo fatto finirà con il rivoluzionare per sempre i rapporti tra fratello e sorella.
Lungometraggio d’esordio di Costanza Quatriglio, trentenne palermitana la quale non dimentica le sue origini documentaristiche e le innerva con una narrazione che sembra rimandare al cinema di matrice iraniana. La trama è molto esile e il film è legato a un lavoro di ricerca di sguardi e relazioni con la scabra struttura dell’isola di Favignana. Il montaggio, perfettamente sintonizzato con la colonna sonora musicale di Paolo Fresu, prova a fornire compattezza a un’opera prima che, pur con qualche intellettualismo di troppo (vedi la presunzione di poter pensare di fare a meno di una struttura narrativa solida), lascia ben sperare per il futuro.

Brivido nella notte (1971) - Streaming | FilmTV.it

Regia di Clint Eastwood. Un film con John LarchClint EastwoodJessica WalterDonna MillsDon Siegel. Titolo originale: Play Misty for Me. Genere Giallo – USA1971durata 102 minuti. – MYmoro 2,13 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Fascinoso disc-jockey di una radio californiana si porta a letto un’ammiratrice schizoide che comincia a perseguitarlo. 1° film di Eastwood regista, su sceneggiatura di Jo Heins, scopiazzata da James Dearden per Attrazione fatale . Storia dove prevalgono atmosfere e situazioni cariche di suspense, mistero, incubo, erotismo morboso. Il regista Don Siegel appare nel ruolo di Murphy il barista. Misty è un motivo del pianista Errol Garner.

Il Signore Delle Illusioni: Amazon.it: Scott Bakula, Famke Janssen ...

Un film di Clive Barker. Con Scott BakulaKevin J. O’ConnorVincent Schiavelli Titolo originale Clive Barker’s Lord of IllusionsHorrordurata 120 min. – USA 1995.

Un detective alle prese con la strana morte di un illusionista e col terrore che suscita l’essenza soprannaturale del malefico Nix. Diretto che Clive Barker, scrittore di successo e regista di Hellraiser.

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Regia di Barbet Schroeder. Un film con Alfred MolinaLiam NeesonEdward FurlongMeryl StreepJulia WeldonDaniel Von BargenCast completo Titolo originale: Before and After. Genere Drammatico – USA1996durata 107 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

In una cittadina del New Hampshire è uccisa una ragazzina. Accusato dell’omicidio è un suo coetaneo (Furlong) che cerca di fuggire. Il padre scultore (Neeson) lo crede colpevole e cerca di aiutarlo facendo sparire le prove. La madre pediatra (Streep) lo crede innocente e vuole il processo. La sorellina (Weldon) racconta i fatti. Tratto da un romanzo di Rosellen Brown e sceneggiato da Ted Tally, è un dramma a tema, pulito, compatto, robusto, poco inventivo, la cui vera protagonista è la famiglia, intesa come comunità di affetti e cellula della società.

Risultato immagini per La Celestina locandina

Regia di Carlo Lizzani. Un film con Beba LoncarAssia NorisFranco NeroVenantino VenantiniPiero MazzarellaRaffaella CarràCast completo Genere Commedia – Italia1965durata 105 minuti. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Celestina sembra un’efficiente donna di affari, ma in realtà dirige una casa di appuntamenti. Denunciata, se la cava grazie all’intervento di potenti politici. A. Noris torna al cinema dopo vent’anni di assenza e firma il soggetto e la produzione di questa allegra commedia a risvolti satirici che il più delle volte mancano il bersaglio. Ispirata alla lontana a La Celestina (1499) di Fernando de Rojas.

2/5
Risultato immagini per Ecce Homo - I sopravvissuti

Un film di Bruno Gaburro. Con Irene PapasGabriele TintiPhilippe LeroyFrank WolffMarco Stefanelli Drammaticodurata 90 min. – Italia 1969.

Tra le macerie di una guerra atomica, una piccola famiglia composta da Jean, Anna e il figlio Patrick, crede di essere l’unica sopravvissuta del genere umano. Per casa hanno scelto una roulotte parcheggiata su una spiaggia nelle vicinanze di una città morta: il mare dà loro alimento in abbondanza e la città le necessarie suppellettili. Le giornate si svolgono in una strana serena rassegnazione fino a quando nella roulotte si affacciano altri due sopravvissuti, il soldato Len e l’intellettuale Quentin. Spiando il comportamento e i discorsi della coppia, i nuovi arrivati comprendono che Jean, apertamente ostile nei loro confronti, è diventato impotente a causa delle radiazioni e nella mente di Quentin comincia a prendere forma l’idea di servirsi di Anna nella necessità di perpetuare la razza. Quello che per l’intellettuale è un obbligo morale, per il soldato è desiderio istintivo e violento. Len possiede la donna e dopo aver ucciso Jean costringe il compagno ad allontanarsi meditando di abbandonarlo, ma durante un violento alterco egli stesso rimane ucciso. Quando anche Anna, in preda alla disperazione e all’orrore, si suicida, sulla spiaggia restano soltanto Quentin e il piccolo Patrick.
La drammatica esperienza dei quattro adulti e del bambino simboleggia l’ultimo possibile approdo dell’umanità. Il soldato e l’intellettuale sono facce dello stesso progresso folle che ha condotto all’apocalisse; l’uomo sessualmente umiliato è il residuo di una società decadente, spiritualmente debole e fisicamente impoverita; il bambino è l’innocenza calpestata dalle scelte degli uomini; la donna, il motivo scatenante di una violenza riscoperta come categoria universale. Bruno Gaburro costruisce un film senza speranze (la salvezza di Quentin e del piccolo Patrick ha il sapore tragico di un’ultima beffa del destino) prendendo ispirazione più che dai prodotti americani (La fine del mondo) dal Seme dell’uomo di Marco Ferreri.Il ritratto netto dei personaggi e l’impianto problematico della narrazione tradiscono ambizioni intellettualistiche che il regista in seguito non farà più proprie.

2/5
Locandina Premonition

Un film di Mennan Yapo. Con Sandra Bullock, Julian McMahon, Nia Long, Kate Nelligan, Amber Valletta.

Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 110 min. – USA 2007. – Eagle Pictures uscitavenerdì 7 settembre 2007. MYMONETRO Premonition * * - - - valutazione media: 2,47 su 98 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Linda Quinn Hanson è una casalinga che vive una vita di routine. La sua vita è dedicata alla casa, ai figli e all’affascinante marito fino a quando, improvvisamente, si rende conto di avere doti di chiaroveggenza: la causa scatenante è la presunta morte di quest’ultimo, defunto in un incidente stradale, ma che riappare misteriosamente il giorno successivo come se nulla fosse successo. Si tratta di vere premonizioni o di semplici incubi? È realtà o fantasia? La disperata ricerca della verità porterà Linda alla più incredibile delle risposte. Ennesima divagazione sul tema della preveggenza, Premonition riesce, per almeno un’ora, a tenere sulle spine lo spettatore, incerto, proprio come la protagonista, su dove sia posto il confine tra sogno e realtà. Purtroppo la sceneggiatura, che affastella in modo più o meno convincente colpi di scena e rivelazioni in-credibili, crolla miseramente proprio nel momento più importante e annulla buona parte del pathos pazientemente costruito in precedenza, con un finale a dir poco insulso e l’omissione di dettagli e informazioni indispensabili per dare un senso logico alla trama. La regia di Mennan Yapo si dimostra piatta e prevedibile ma tutto sommato funzionale alla causa, mentre piuttosto fuori forma appaiono i due protagonisti, Sandra Bullock e Julian McMahon (quest’ultimo col cinema ha proprio un conto aperto, visto che non riesce mai a mettere in mostra il talento dimostrato in televisione), poco credibili come marito e moglie e troppo sopra le righe nei momenti topici del film. Chi ama il genere potrebbe trovare in Premonition pane per i propri denti ma, date le lodevoli premesse, il risultato finale poteva essere decisamente migliore.

2.47/5
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Regia di Bakhtyar Khudojnazarov. Un film con Chulpan KhamatovaMoritz BleibtreuMerab NinidzeAto Mukhamedshanov. Genere Commedia – RussiaGermaniaAustralia1999durata 106 minuti. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 11 recensioni.

Commedia dell’est nello stile di Kusturica (che pare abbia apprezzato il film). Una ragazza vive col padre vedovo e il fratello reduce di guerra. Sogna di fare l’attrice e ingenuamente si fa sedurre da un giovane che si finge amico di Tom Cruise. Tra un tentativo di aborto e la caccia al seduttore una serie di discrete immagini visionarie.

2/5

Regia di Ascanio Celestini. Un film con Ascanio CelestiniAlba RohrwacherSalvatore StrianoFrancesco De MirandaVeronica CrucianiCast completo Genere Drammatico – ItaliaFranciaBelgio2015durata 85 minuti. Uscita cinema giovedì 22 ottobre 2015 distribuito da Parthénos. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 2,44 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nicola passa il tempo bevendo e fingendo che sta smettendo di bere. Questa è la storia sua e di tanti altri personaggi che incontra per un destino o per caso come in un road movie. Perciò è anche la storia di Sabatino che truffa le assicurazioni. Pure il Concellino vive truffando le assicurazioni, ma vuole fare carriera. È la storia di Salvatore, figlio di Anna e forse anche di Nicola, ma Anna è una prostituta e non lo sa chi è il padre di suo figlio. È la storia di Sofia che dice che scappa in Spagna con l’amica. Lo dice, ma poi resta a Cinecittà. È la storia dell’Abruzzese che fa il carrozziere, ma anche il parcheggiatore notturno. È la storia di Sasà che una notte finirà peggio di tutti nella stanza di una questura di periferia. E in mezzo a tutte queste storie c’è quella dell’americana che gira l’Italia vestita da sposa.
Quella di cui sopra è la sintesi della trama che si può trovare sul catalogo delle “Giornate degli Autori” del Festival di Venezia 2015 ed espone con precisione tutte le vicende che percorrono il film di Celestini. A fare da fondamentale trait d’union è appunto Nicola ma si potrebbe chiamare anche Ascanio perché lo sguardo di comprensione con cui l’attore/regista si rivolge all’umanità dolente (ma non del tutto vinta) che popola il film è il suo.
A fare da bussola e da chiave di lettura è la battuta pronunciata da Nicola/Ascanio in apertura e che ribalta il finale del Pinocchio collodiano. L’essere umano è buffo, meglio il burattino. Perché l’essere umano celestiniano è fragile e contraddittorio. Cerca il prossimo ma al contempo lo teme. Fa propositi che poi non mantiene e cerca di sopravvivere ai margini del luogo dove la finzione si fa arte (Cinecittà). Anche vivendo al limite della legalità o addirittura superandolo cercando una bellezza che è negata sia dagli esterni che dagli interni, siano essi un’abitazione/ricovero degradata o un bar di periferia ultimo approdo di chi vorrebbe raggiungere un porto sicuro. Magari con in mano una bottiglia di vino con un fiocco rosso

2.44/5

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Regia di Angelina Nikonova. Un film con Olga DihovichnayaSergey BorisovSergei GoludovGalina Koren. Titolo originale: Portret v Sumerkakh. Genere Thriller – Russia2011, Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Marina è una donna che ha tutto, la bellezza, l’amore di un marito, una bella casa nel centro della città, la passione per un lavoro socialmente utile, è assistente sociale, si occupa di bambini che vivono in famiglie problematiche. Così, almeno, è quel che dicono e pensano di lei, amici e conoscenti. In realtà la giovane sta vivendo una piena crisi matrimoniale, ma anche professionale. Una sera, di ritorno a casa, Marina viene aggredita per strada e poi stuprata. Soccorsa da un passante, la donna non fa alcuna denuncia, decide tuttavia di mettersi sulle tracce dello stupratore.

2/5
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