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Locandina italiana Lo sciacallo - The NightcrawlerUn film di Dan Gilroy. Con Jake Gyllenhaal, Rene Russo, Bill Paxton, Riz Ahmed, Kevin Rahm. Titolo originale Nightcrawler. Thriller, Ratings: Kids+16, durata 117 min. – USA 2014. – Notorious uscita giovedì 13 novembre 2014. – VM 14 – MYMONETRO Lo sciacallo – The Nightcrawler * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 39 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Louis è un ladro di materiali edili quando lo incontriamo, non è chiaro cosa abbia fatto prima ma ora ruba rame, ferro e simili per rivenderli sottoprezzo ai cantieri con un obiettivo più grande: trovare un vero lavoro in una congiuntura economica non facile. Tuttavia nessuno assume un ladro. Un giorno è testimone di un incidente stradale e vede una troupe televisiva accorsa per riprendere l’accaduto, capisce che è un vero lavoro e uno che paga ma nemmeno in questo caso trova qualcuno pronto ad assumerlo così pensa di poter fare da sè e con i propri metodi (il furto) ruba il necessario per comprare un’attrezzatura di base e iniziare a girare le strade di Los Angeles in cerca di incidenti, furti e cronaca dura da rivendere ad un’emittente locale con pochi scrupoli. Quando il business si fa più serio aumenta anche la sua abilità ma non il suo senso del limite e dell’etica verso le vittime.
É molto bella la maniera in cui l’imprenditore invasato di sogno americano di Jake Gyllenhaal parla con gli occhi spalancati, ascolta quel che gli viene detto, fa tesoro di ogni batosta e ogni insegnamento per arrivare al proprio traguardo. Uno svantaggiato che non ha avuto un’educazione vera e propria ma che ha imparato a trovare su internet tutte le nozioni di cui ha bisogno. Si applica, studia e lavora senza sosta, è insomma concepito come l’ideale statunitense Louis e appare a tutti gli effetti come un personaggio positivo, non fosse per quel dettaglio della mancanza di scrupoli e della sete di ambizione che ci viene rivelata fin dalla prima scena.
Intorno a lui si muove tutto un film che quando non lo accompagna nelle lunghe nottate passate ad ascoltare la radio della polizia, lo riprende mentre lui stesso si sforza di riuscire a riprendere qualcosa o ancora lo guarda mentre gli altri gli parlano, in piani d’ascolto che sono l’arma vera di Jake Gyllenhaal. Faccia scavata e taglio di capelli che tradiscono un’origine popolare, modo di parlare controllato e un’eccessiva sicurezza in sè che tradiscono l’opposto, se la storia di Lo sciacallo è la più classica critica al cinismo dei media, nel protagonista c’è una complessità di intenti e di stimoli che non è frequente. Continua a leggere

locandinaUn film di Mikael Solomon. Con Morgan Freeman, Christian Slater, Minnie Driver, Wayne Duvall Titolo originale Hard Rain. Thriller, durata 92 min. – USA 1998. MYMONETRO Pioggia infernale * * - - - valutazione media: 2,00 su 1 recensione.

Durante un uragano due poliziotti trasportano alcuni milioni di dollari. Vengono assaliti, uno muore, l’altro fugge e si organizza. Alla fine farà giustizia. “Catastrofico” banale e prevedibile, nonostante la presenza di ottimi professionisti. Continua a leggere

Regia di José Luis Merino. Un film con Agostina BelliErna SchurerCharles QuineyChristin GalloniGiancarlo FantiniCast completo Genere Horror– Italia1971durata 96 minuti. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Nel misterioso castello del barone Janos Dalmar avvengono strane cose: numerose donne vengono barbaramente assassinate. Ivana, dottore in chimica, è l’ultima donna a recarsi nel castello ed è fermamente convinta che l’assassino sia Janos, spinto dalla licantropia. Il barone viene quindi curato da Ivana, che diventa sua sposa. La notte stessa del matrimonio appare il vero assassino: è Igor, fratello di Janos. Ivana è sul punto di essere uccisa, ma il marito la salva.

Photobucket Pictures, Images and PhotosUn film di Mario Monicelli. Con Mariangela Melato, Delphine Seyrig, Lou Castel, Aurore Clément, Adriana Innocenti. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 110′ min. – Italia 1976. MYMONETRO Caro Michele * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dopo le rivolte studentesche del ’68, Michele è esiliato a Londra, ma si mantiene in contatto epistolare con la madre e le sorelle. Un giorno arriva la notizia che Michele è morto. Tratto dal romanzo (1973) di Natalia Ginzburg, sceneggiato da S. Cecchi D’Amico e Tonino Guerra e diretto da un Monicelli maturo e impegnato, è un buon film, insolito e intelligente.AUTORE LETTERARIO: Natalia Ginzburg Continua a leggere

Un film di David Butler. Con James Dunn, Shirley Temple, Judith Allen, Lois Wilson. Titolo originale Bright Eyes. Commedia, b/n durata 83 min. – USA 1934. MYMONETRO La mascotte dell’aeroporto * * - - - valutazione media: 2,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un ricco signore, del quale i nipoti attendono la morte per entrare in possesso dell’eredità, e un asso dell’aviazione si contendono le simpatie e l’affetto di Shirley, una graziosa orfanella che vive all’aeroporto. Dopo una serie di vicende, a volte comiche a volte drammatiche, la bambina riuscirà ad assicurarsi l’affetto dei due e l’eredità. Continua a leggere

Locandina Kriminal

Un film di Umberto Lenzi. Con Helga Liné, Ivano Staccioli, Dante Posani, Andrea Bosic. Avventura, durata 98 min. – Italia 1966. MYMONETRO Kriminal * * - - - valutazione media: 2,06 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Evaso dalla galera, Kriminal viene a sapere che una certa Lady Gold sta per esportare in Turchia una grossa partita di diamanti. Cerca con ogni mezzo di impossessarsene. Continua a leggere

Un film di Henri Verneuil. Con Anthony Quinn, Michael Redgrave, Grégoire Aslan, Virna Lisi. Titolo originale La vingtcinquième heure. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 127 min. – Francia 1967. MYMONETRO La venticinquesima ora * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1940, in Romania, un contadino viene deportato come ebreo perché il capo della polizia locale vuole rubargli la giovane sposa. Il poveretto riesce a scappare a Budapest, ma, nuovamente arrestato dai nazisti, se la cava solo accettando di entrare nelle SS; Continua a leggere

Risultati immagini per L'Agnese va a morireUn film di Giuliano Montaldo. Con Michele Placido, Ingrid Thulin, Stefano Satta Flores, Dina Sassoli. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 135 min. – Italia 1976. MYMONETRO L’Agnese va a morire * * * - - valutazione media: 3,21 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una pacifica emiliana si vede portar via il marito dai tedeschi. L’uomo muore poi sotto i bombardamenti. La donna prende coscienza e si sente investita da una nuova fiamma eroica che la trasforma in una attivissima partigiana. Si rende molto utile ma alla fine diventa persino temeraria e viene uccisa. Continua a leggere

Un film di Charles Walters. Con Cary Grant, Samantha Eggar, Jim Hutton, George Takei Titolo originale Walk, Don’t Run. Commedia, durata 114 min. – USA 1966. MYMONETRO Cammina non correre * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

A Tokio, durante le Olimpiadi del ’64, Cristina, ragazza inglese, e Steve, giovane atleta americano, si conoscono, si innamorano, si sposano con l’aiuto di Sir William Rutland, ricco industriale inglese giunto in Giappone per affari. Intrattenimento arguto e di buon gusto firmato da un regista di successo. Continua a leggere

Un film di Fred Zinnemann. Con Frank Sinatra, Ernest Borgnine, Deborah Kerr, Montgomery Clift, Burt Lancaster. Titolo originale From Here to Eternity. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 118 min. – USA 1953. MYMONETRO Da qui all’eternità * * * * - valutazione media: 4,22 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Pearl Harbor, qualche giorno prima dell’attacco dei giapponesi. In una caserma americana si intrecciano le vicende di un sergente duro ma umano (Lancaster), di un trombettiere angosciato che non vuol tirare di boxe (Clift), della moglie infelice del comandante del campo (Kerr), di un soldato ubriacone (Sinatra) e di una ragazza che lavora in un locale (Reed). Il sergente si innamora della moglie del comandante e il trombettiere della ragazza del locale, l’alcolizzato muore per le botte di un sergente energumeno. Tutto questo sullo sfondo del proditorio attacco nipponico, il 7 dicembre 1941. Dal romanzo di James Jones. Che il film sia stato insignito di ben otto Oscar (al film stesso e al regista, oltre che alla musica e a Sinatra) è sicuramente un segnale significativo. Si tratta infatti di un’efficace operazione di qualità applicata allo spettacolo. Zinnemann, autore rigoroso ed equilibrato, trova tutte le giuste misure. Sicuramente film d’attori, tutti al massimo delle loro possibilità con stili a confronto. Clift, con la tensione interna di matrice Actor’s Studio, Sinatra, letteralmente miracolato da questo ruolo che lo rilanciò dopo un brutto periodo, Deborah Kerr, attrice e diva inglese affascinante e morbosa, e soprattutto Lancaster, capace di esprimersi nell’azione esattamente come in tutti gli altri esercizi di attore. Fra le tante sequenze che si ricordano una fa parte della più bella mitologia: la scena fra Lancaster e Kerr che si baciano nella risacca. Il film è un altro esempio importante di produzione hollywoodiana, tra qualità e spettacolo. Continua a leggere

Locandina Il mattatore di HollywoodUn film di Jerry Lewis. Con Brian Donlevy, Renée Taylor, Jerry Lewis, Dick Wesson Titolo originale The Errand Boy. Comico, durata 92 min. – USA 1961. MYMONETRO Il mattatore di Hollywood * * 1/2 - - valutazione media: 2,96 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Jerry Lewis ha la parte di un fattorino impiegato presso una casa cinematografica. Per le sue mille sbadataggini sta per essere licenziato. Ma un giorno, con una “gaffe” più clamorosa delle altre, suggerisce al regista di impiegarlo come attore nei film comici. Continua a leggere

Poster Amores perrosUn film di Alejandro González Iñárritu. Con Goya Toledo, Emilio Echevarria, Gael García Bernal, Alvaro Guerrero, Vanessa Bauche Commedia, durata 147 min. – Messico 2000. MYMONETRO Amores perros * * * 1/2 - valutazione media: 3,81 su 39 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tre storie si incrociano sullo sfondo di una convulsa Città del Messico. Il giovane proletario Octavio, innamorato di Susana, la moglie adolescente del fratello criminale violento, si mette in testa di fuggire con lei e prova a racimolare i soldi necessari introducendo il suo cane in un giro di combattimenti clandestini. Daniel, il direttore altoborghese di una rivista, lascia moglie e figlie per andare a vivere con il suo nuovo amore, Valeria, una bellissima modella sulla cresta dell’onda. El Chivo ha lasciato la famiglia per diventare un terrorista di estrema sinistra. Dopo anni di carcere e alcol, vive da barbone con un branco di cani randagi e, di tanto in tanto, uccide su commissione.
Quello del cineasta messicano Alejandro Iñárritu è un esordio duro, violento, disincantato, rabbioso, amaro, disperato. Aggettivi che per il regista costituiscono i tasselli del puzzle di una megalopoli, Città del Messico, che ha tante contraddizioni quanti sono i suoi oltre venti milioni di abitanti. Una pentola a pressione pronta e esplodere, sotto il peso delle diseguaglianze sociali, certo, ma non solo. Perché è soprattutto di infelicità e drammi personali che ci parla Iñárritu. Continua a leggere

Un film di David Swift. Con Maureen O’Hara, Brian Keith, Hayley Mills Titolo originale The Parent Trap. Commedia, durata 124 min. – USA 1961. MYMONETRO Il cowboy con il velo da sposa * * * 1/2 - valutazione media: 3,65 su 21 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Due gemelle straordinariamente somiglianti non si sono mai viste e nemmeno conoscono uno dei due genitori (una ha sempre vissuto col padre, l’altra con la madre). Le ragazze un giorno si incontrano per caso, simpatizzano e decidono di riunire la famiglia. Scambiano dunque i ruoli e affrontano il genitore sconosciuto. Il trucco funziona. Il padre, che tra l’altro stava per sposarsi, scopre di esser sempre stato innamorato della moglie, e viceversa. Continua a leggere

Risultati immagini per Balla coi LupiUn film di Kevin Costner. Con Kevin Costner, Mary McDonnell, Graham Greene, Rodney A. Grant, Floyd Red Crow Westerman. Titolo originale Dances with Wolves. Western, Ratings: Kids+13, durata 180 min. – USA 1990. MYMONETRO Balla coi lupi * * * * - valutazione media: 4,40 su 50 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

C’era stato un tempo in cui il western era uno dei generi più popolari di Hollywood. Che si trattasse di Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco o Burt Lancaster e Kirk Douglas in Sfida all’OK Corral o Clint Eastwood nella trilogia di Sergio Leone, il vecchio West era un modo sicuro per stare in testa al box office fino agli anni ’70 quando scomparve repentinamente quasi del tutto. Ma Kevin Costner nel 1990 riaprì al meglio la stagione del western e nel giro di tre anni ben due film del genere (per l’appunto Balla coi lupi e “Gli spietati”) riuscirono ad aggiudicarsi l’ambita statuetta di miglior film agli Oscar. E per la prima volta Hollywood “premiò gli Indiani” (e lo fece nella persona di Costner, un diretto discendente della tribù Cherokee) anche se non era certo il primo western della parte dei nativi americani. Continua a leggere

Risultati immagini per l Promontorio della paura - 1962Un film di J. Lee Thompson. Con Gregory Peck, Robert Mitchum, Polly Bergen, Martin Balsam, Lori Martin. Titolo originale Cape Fear. Giallo, b/n durata 105 min. – USA 1962. MYMONETRO Il promontorio della paura * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un cattivo soggetto vuole vendicarsi di un avvocato la cui testimonianza gli ha fatto passare molti anni in galera. È uno psicopatico e annuncia al suo nemico che, prima di fargli la festa, farà passare un brutto quarto d’ora alla moglie e alla figlioletta. L’avvocato decide di far perdere le sue tracce, portando la famigliola in un posto fuori mano. Ma il suo persecutore lo ritrova. Scontro terribile fra i due, alla fine del quale l’avvocato ha fortunosamente la meglio. Continua a leggere

Locandina I lunedì al soleUn film di Fernando León de Aranoa. Con Javier Bardem, Luis Tosar, José Ángel Egido, Nieve de Medina Titolo originale Los lunes al sol. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 115 min. – Francia, Spagna, Italia 2002. MYMONETRO I lunedì al sole * * * 1/2 - valutazione media: 3,69 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Spagna, una città del nord che deve fronteggiare i problemi della crisi industriale. Santa, Josè, Lino, Reina, Amador, Serguei: amici da sempre, che dopo aver perso il lavoro ai cantieri navali, consumano i giorni tra bevute al bar, discorsi filosofici, e improbabili ricerche di nuove occupazioni. Fra le malinconie di un futuro difficile e le gioie momentanee che scrosciano all’improvviso. Sempre pronti a non dimenticare l’unico bene prezioso che è rimasto loro: la dignità.
Investito da un diluvio di Premi Goya (l’equivalente spagnolo dei nostri David), il film è una godibile commedia che si avvale di una scrittura sapiente e, soprattutto, di una recitazione magistrale di tutti gli attori, in special modo di Bardem, giunto ormai ad una fantastica maturità espressiva. Posizionandosi fra il Loach meno manicheo (quello di Piovono pietre e Riff raff, per intenderci) ed il Kaurismaki più solare, de Aranoa confeziona un piccolo capolavoro: commuove senza indisporre, fa riflettere senza essere saccente, e talora trova anche il tempo di farci divertire. Continua a leggere

Locandina italiana Guida per riconoscere i tuoi santiUn film di Dito Montiel. Con Robert Downey Jr., Shia LaBeouf, Chazz Palminteri, Dianne Wiest, Channing Tatum. Titolo originale A Guide to Recognizing Your Saints. Drammatico, durata 98 min. – USA 2006. – Mikado uscita venerdì 9 marzo 2007. MYMONETRO Guida per riconoscere i tuoi santi * * * - - valutazione media: 3,24 su 50 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Astoria, Queens, 1986. Manhattan, ombelico del mondo, è a pochi chilometri ma temporalmente ad anni luce di distanza. Dito vive con i suoi genitori e trascorre la giornata con i suoi amici di strada, fra droga, noia e microcriminalità. Un mondo chiuso, una sorta di ghetto in cui la società wasp americana sembra aver confinato italiani, portoricani, greci, un quartiere senza via di scampo che a un certo momento inizia a stare troppo stretto a Dito che decide così di partire per la California. Per tornare poi solo quindici anni più tardi, perché il padre è malato e per affrontare definitivamente il passato, con i suoi fantasmi e il suo fardello emotivo.
Folgorante opera prima di Dito Montiel, prima scrittore che regista: il film è infatti tratto dal suo omonimo romanzo autobiografico che, a conferma del fatto che il sogno americano probabilmente ancora esiste, un giorno è capitato nelle mani dell’attore Robert Downey Jr. che ne ha subito carpito le grandi potenzialità come sceneggiatura. Un ritratto schietto e insieme raccapricciante di una comunità di giovani allo sbando, un affresco corale senza riserve, che per la spontaneità e la fresca inventiva ha tutto il sapore del geniale esordio ma per la maturità e la consapevolezza registica rimanda più volte al coppoliano I ragazzi della 56° strada, alle varie inquadrature di strada di Martin Scorsese e anche alla vena più strettamente documentaristica del Fernando Meirelles di City of God.
Con un ritmo che sempre asseconda la diegesi filmica, senza niente concedere a facili patetismi, con una fotografia dialogante e protagonista, con una colonna sonora partecipata (con tanti brani cult del tipico pop eigthies), il film da spaccato di una società si fa racconto di una vita: e così viene mostrato il ritorno di Dito a casa, la sua umiltà, la sua forza nel far vedere le proprie fragilità e debolezze, il suo mettersi in discussione fino a ritrovare l’amore. Dei genitori e degli amici, quei “santi” del titolo abbandonati e non compresi in giovinezza.
A coronare una pellicola eccellente un cast altrettanto esemplare su cui spicca un Chazz Palminteri che finalmente esce dal consueto ruolo da caratterista e, svestendo i panni appunto del mafioso, indossa quelli di un padre dall’umanità commuovente. Continua a leggere

Poster DrivenUn film di Renny Harlin. Con Sylvester Stallone, Burt Reynolds, Estella Warren, Kip Pardue, Gina Gershon. Azione, durata 116 min. – USA 2001. MYMONETRO Driven * * - - - valutazione media: 2,22 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Joe Tanto è stato un corridore della Formula Uno americana. Ha lasciato dopo un grave incidente e ora viene assunto dal proprietario di una scuderia di Formula Cart perché insegni il mestiere a un instabile campioncino, Jimmy Bly. Il ragazzo soffre della pressione psicologica del fratello e della rivalità con un forte avversario. Quando poi si innamora di Sophia, ex del rivale, le cose si fanno più complicate. Sly torna a scrivere la sceneggiatura e, come fece per Cliffhanger la affida a Renny Harlin. Il genere “corse in auto” ha i propri appassionati al di là dello spessore della storia, che qui è la solita con Sylvester a fare da padre sportivo al ragazzino irrequieto. Quello che conta però sono le riprese in allenamento e in gara, gli incidenti, le curve pericolose. Continua a leggere

Locandina italiana Correndo con le forbici in manoUn film di Ryan Murphy. Con Annette Bening, Jill Clayburgh, Brian Cox, Joseph Fiennes, Evan Rachel Wood. Titolo originale Running with Scissors. Commedia, durata 116 min. – USA 2006. – Sony Pictures uscita venerdì 2 marzo 2007. – VM 14 – MYMONETRO Correndo con le forbici in mano * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 34 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Augusten Burroughs ha un padre assente e alcolizzato e una madre ossessionata dalla scrittura e dal proprio subconscio creativo. Dopo la loro drammatica separazione, Augusten viene dimenticato e parcheggiato nella casa del dottor Finch, l’originale quanto folle psichiatra della madre. L’uomo, che pratica la scienza della psichiatria come fosse un’alchimia, esercita sui propri pazienti un forte ascendente. Derubata dei beni e della salute, Deirdre Burroughs lascia che il dottor Finch adotti Augusten. Abbandonato in una casa vittoriana tinta di rosa, Augusten si rassegna presto a convivere con la sua nuova famiglia: la signora Finch, madre affettuosa e allampanata che passa le sue giornate davanti ai B-movie horror, Hope, figlia maggiore dei Finch devota al padre e al suo gatto Freud, Natalie, figlia minore col vizio dell’elettroshock e Neil Bookman, figlio adottivo gay col complesso di Edipo. Deciso a sopravvivere all’abbandono dei suoi e alle paranoie quotidiane dei Finch, Augusten attraverserà tutto d’un fiato gli anni ’70 e l’adolescenza, approdando a New York e a una vita finalmente normale.
Dopo i televisivi Troy e Mcnamara, i chirurghi “taglia e cuci” del serial tv Nip/Tuck, Ryan Murphy debutta sul grande schermo traducendo in immagini le pagine letterarie di Augusten Burroughs e dell’impietoso memoir della sua infanzia. Partendo dall’omonimo romanzo di Burroughs e trovandosi decisamente a suo agio nell’umorismo nero della sua prosa, Murphy sembra mantenere nella sua trasposizione le suggestioni, i temi e le sottolineature glamour di Nip/Tuck. La deriva dell’esistenza, drammatizzata da un cast straordinario, è marcata dalla stessa luce e dallo stesso effetto patinato (anche se squisitamente beat) che “illumina” le performance chirurgiche e sessuali dei suoi dottori.
L’uso della canzone, allo stesso modo, inserisce i personaggi in una sorta di incantato videoclip che ridimensiona i drammi individuali ed elude le apettative della storia narrata e del genere drammatico. C’è “del marcio” nell’America e nella famiglia rappresentate da Ryan Murphy, c’è il loro volto oscuro che si esprime attraverso l’isteria, l’egoismo, la perversione psicologica come quella sessuale. Il disinteresse genitoriale produce nei figli una bulimia affettiva, il loro caos interiore un desiderio di ordine e normalità. L’adolescenza di Augusten, esattamente come quella di Matt (figlio dei due padri Troy-Mcnamara), comprende in sè il principio dell’ambiguità e del passaggio. Il regista ci mostra l’America attraverso la lente deformante di adolescenti con problemi di attenzione e genitori decisamente naif. Augusten, che ha il volto sofferto di Joseph Cross, riflette tutto il disagio del sistema che lo ha messo, in tutti sensi, al mondo.
Correndo con le forbici in mano è un album di famiglia doloroso e struggente, una dichiarazione d’indipendenza e di libertà che conduce il protagonista a un viaggio nel suo rimosso. A New York, lontano dall’affetto “negato” e dolorosamente necessario della madre. Continua a leggere

Locandina italiana Il suo nome è TsotsiUn film di Gavin Hood. Con Presley Chweneyagae, Mothusi Magano, Israel Makoe, Percy Matsemela, Jerry Mofokeng Titolo originale Tsotsi. Drammatico, durata 91 min. – Gran Bretagna, Sudafrica 2005. uscita venerdì 3 marzo 2006. MYMONETRO Il suo nome è Tsotsi * * * - - valutazione media: 3,23 su 26 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

“Tsotsi” significa “bandito” nel linguaggio di strada nella periferia di Johannesburg. Tsotsi è il soprannome di un ragazzo di 19 anni che ha rimosso ogni ricordo del suo passato, compreso il suo vero nome. Tsotsi conduce una vita all’insegna della violenza; riempie di botte un compagno della sua gang perché gli fa troppe domande, ruba un’automobile, ferendo la donna che la guidava, ma scopre sul sedile posteriore la presenza di un neonato. A modo suo Tsotsi incomincerà a prendersi cura di lui.
Il film è tratto da un romanzo – ambientato negli anni ’50 – di formazione dello scrittore e drammaturgo Athol Fugard. La storia è stata trasposta nell’attualità perché i temi affrontati sono universali e senza tempo: la consapevolezza di sé e la redenzione. Lo stile è quello di un thriller psicologico in cui il protagonista sarà costretto a confrontarsi con la propria natura aggressiva e ad affrontare le conseguenze delle proprie azioni. Gli attori parlano il linguaggio-slangs delle strade di Soweto; il mondo di Tsotsi è un mondo di contrasti: baracche/grattacieli, ricchezza/povertà, rabbia/dolore. I personaggi – o meglio, i ragazzi – hanno un’anima duplice: dietro alla corazza di rabbia e violenza si cela la loro umanità, il loro grido di aiuto, di attenzione e di rispetto. Quello vero. Continua a leggere