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Poster GomorraUn film di Matteo Garrone. Con Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra. Drammatico, durata 135 min. – Italia 2008. – 01 Distribution uscita venerdì 16 maggio 2008. MYMONETRO Gomorra * * * * - valutazione media: 4,02 su 289 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Totò ha tredici anni, aiuta la madre a portare la spesa a domicilio nelle case del vicinato e sogna di affiancare i grandi, quelli che girano in macchina invece che in motorino, che indossano i giubbotti antiproiettile, che contano i soldi e i loro morti. Ma diventare grandi, a Scampia, significa farli i morti, scambiare l’adolescenza con una pistola. O magari, come accade a Marco e Ciro, trovare un arsenale, sparare cannonate che ti fanno sentire invincibile. Puoi mettere paura, ma c’è sempre chi ne ha meno di te. Impossibile fuggire, si sta da una parte o dall’altra, e può accadere che la guerra immischi anche Don Ciro (Imparato), una vita da tranquillo porta-soldi, perché gli ordini sono mutati, il clan s’è spezzato in due. Si può cambiare mestiere, passare come fa Pasquale dalla confezione di abiti d’alta moda in una fabbrica in nero a guidare i camion della camorra in giro per l’Italia, ma non si può uscire dal Sistema che tutto sa e tutto controlla. Quando Roberto si lamenta di un posto redditizio e sicuro nel campo dello smaltimento dei rifiuti tossici, Franco (Servillo), il suo datore di lavoro, lo ammonisce: non creda di essere migliore degli altri. Funziona così, non c’è niente da fare. Continua a leggere

Risultati immagini per Rebecca - La prima MoglieUn film di Alfred Hitchcock. Con Laurence Olivier, Joan Fontaine, George Sanders, Judith Anderson, Nigel Bruce. Titolo originale Rebecca. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 130 min. – USA 1940. MYMONETRO Rebecca – La prima moglie * * * * 1/2 valutazione media: 4,57 su 28 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

A Montecarlo, una timida ragazza inglese dissuade dal suicidio Max De Winter, da poco vedovo. Max inizia a frequentarla e alla fine le chiede di sposarlo. In patria, nell’antica dimora di Menderley, sorgono le prime difficoltà: la nuova signora De Winter si rende conto che tutti la considerano inferiore a Rebecca, la prima moglie. Gli sbalzi d’umore di Max e la spettrale presenza della signora Danvers, governante che vive nel ricordo della defunta, non fanno che accentuare la sensazione di estraneità. A una festa in costume, la Danvers induce l’ignara ragazza a indossare un vestito di Rebecca, per umiliarla e spingerla a uccidersi. Ma quella sera viene ritrovato il panfilo su cui Rebecca scomparve in mare. Max racconta alla moglie che Rebecca gli era infedele e che morì accidentalmente durante un litigio, costringendolo a simulare l’affondamento. Ora le prove sono contro di lui e Jack Favell, amante di Rebecca, cerca di farlo accusare. I De Winter affrontano uniti le avversità e quando una rivelazione finale libera Max da ogni sospetto, alla signora Danvers non resta che un’ultima, disperata follia. Di fronte al divieto del produttore Selznick di alterare la trama del romanzo di Daphne Du Maurier, Hitchcock è costretto a convertire ogni dettaglio in una sorgente di suspence, per evitare la banalità del melodramma. Ecco allora l’iniziale di Rebecca diventare un’angosciante presenza su ogni oggetto, dando al personaggio di Joan Fontaine la sensazione di essere un’intrusa che può essere scoperta e punita da un istante all’altro. Perfetta è l’assoluta malvagità incarnata da Judith Anderson, alla cui ombra scura dietro le tende lo stesso Hitchcock farà riferimento girando Psycho. Quando finalmente la storia scivola nel giallo, il regista può percorrere il binario più familiare dell’innocente accusato di un crimine e condurre la vicenda alla spettacolare conclusione. L’inganno del cinema provvede a far dimenticare che la grande casa in fiamme è soltanto un modellino. Oscar al film. Continua a leggere

Risultati immagini per Storia Di PieraUn film di Marco Ferreri. Con Isabelle Huppert, Marcello Mastroianni, Hanna Schygulla, Fiammetta Baralla, Angelo Infanti. Drammatico, durata 101′ min. – Italia 1983. – VM 18 – MYMONETRO Storia di Piera * * 1/2 - - valutazione media: 2,88 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Storia di Piera (Huppert) che, ancora bambina, fa da madre e complice alla madre Eugenia (Schygulla), disinibita, amorale, non cresciuta, che ama il marito (Mastroianni), piccolo funzionario del PCI, ma lo tradisce con il primo che passa, pagando la sua irresponsabilità con depressioni profonde e gli elettroshock. Ferreri _ che nei titoli firma anche “l’ambientazione generale” _ trasferisce la Bologna del libro-dialogo (1980) di Piera Degli Esposti e Dacia Maraini, anche sceneggiatrici, alle piazze metafisiche e alle vie svuotate di Latina, Sabaudia, Pontinia e sul litorale contiguo. 19° film di Ferreri, poco ideologico e molto tattile, ricco di incanti e di immagini forti, ma anche di ellissi, accompagnate dal sax di Stan Getz. Esemplare per l’uso del fuori campo, cioè per quel che lascia fuori, tace, sottintende. Efebo d’oro 1983. Continua a leggere

Risultati immagini per C'era una volta il Westfilm di Sergio Leone. Con Charles Bronson, Henry Fonda, Claudia Cardinale, Jason Robards, Gabriele Ferzetti. Western, Ratings: Kids+13, durata 167′ min. – Italia 1968. MYMONETRO C’era una volta il West * * * * - valutazione media: 4,21 su 108 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Cinque personaggi si affrontano intorno a una sorgente: Morton (Ferzetti), magnate delle ferrovie, ha bisogno dell’acqua per le sue locomotive e fa eliminare i proprietari legittimi, i McBain, dal suo feroce sicario Frank (Fonda); Jill (Cardinale), ex prostituta, vedova di un McBain; il bandito Cheyenne (Robards), accusato della strage dei McBain; l’innominato dall’armonica (Bronson) che vuole vendicare il fratello (Wolff), assassinato da Frank e i suoi sgherri. Su un soggetto scritto dal regista con Dario Argento e Bernardo Bertolucci e sceneggiato con Sergio Donati, è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 (Fonda) scelto contro la parte. Il set non è più l’Andalusia, ma la Monument Valley di John Ford. In un film ricco di trasgressioni, Leone dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d’opera e alla sua liturgia. Dall’epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in Sam Peckinpah. Continua a leggere

Locandina italiana Azur e AsmarUn film di Michel Ocelot. Con Cyril Mourali, Karim M’Riba, Hiam Abbass, Patrick Timsit, Rayan Mahjoub. Titolo originale Azur et Asmar. Animazione, Ratings: Kids, durata 99 min. – Francia, Belgio, Spagna, Italia 2006. uscita venerdì 10 novembre 2006. MYMONETRO Azur e Asmar * * * 1/2 - valutazione media: 3,81 su 42 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Azur ha gli occhi azzurri, Asmar ce li ha neri come la notte. Il primo è figlio di un nobile gelido, il secondo di un’amorevole balia, che cresce i pargoli come fratelli, raccontando a entrambi, ogni sera, alle porte del sonno, la leggenda della fata dei Jinns, che attende, da una prigione nascosta, il giovane che la libererà. Ma un giorno il padre di Azur lo manda lontano da casa per studiare e scaccia dalla sua dimora francese la nutrice e il piccolo Asmar. Solo una volta adulto, Azur si imbarcherà in direzione dell’Oriente per ritrovare i suoi cari e liberare la fata dei Jinns.
Lo guida l’eco di una lingua a noi sconosciuta, di cui serba il ricordo infantile (l’arabo, volutamente non doppiato né sottotitolato) e lo scorta lo sgradevole Rospù, un mendicante brutto e bianco che sputa sulla terra che lo sta ospitando e che gli dà di che sopravvivere.
Prima ancora che un artista, Michel Ocelot è un incantatore, uno di quegli illusionisti capaci di magiche incongruità, come far uscire un animale da un oggetto vuoto o un film sul medioevo della civiltà islamica da un software 3D che più moderno non si può. Continua a leggere

Risultati immagini per Libera Amore mioRegia di Mauro Bolognini. Un film con Claudia CardinaleAdolfo CeliPhilippe LeroyRosalba NeriBekim FehmiuBruno CirinoCast completoGenere Drammatico – Italia1975durata 110 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Una famiglia di antifascisti è presa di mira prima e durante la guerra da un potente gerarca: dopo la guerra, Libera, la madre, che è stata mandata al confino e poi in prigione, incontra in municipio il gerarca che ha assunto una carica pubblica. Vane sono le sue proteste; un fascista l’ammazza per strada. Continua a leggere

Risultati immagini per Piccoli Omicidi tra AmiciRegia di Danny Boyle. Un film Da vedere 1994 con Kerry FoxChristopher EcclestonEwan McGregorKen StottKeith AllenColin McCredie.Cast completo Titolo originale: Shallow Grave. Genere Commedia – Gran Bretagna1994durata 95 minuti. – MYmonetro 3,39 su 18 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Tre giovani amici – il giornalista Alex, il commercialista David e la dottoressa Juliet – cercano un coinquilino con cui condividere le spese del grande appartamento in cui vivono. Finalmente un giorno trovano la persona giusta, ma, dopo la prima notte trascorsa nella casa, il nuovo inquilino viene trovato cadavere. Sembrerebbe un suicidio. I tre stanno per chiamare la polizia, quando si accorgono che l’uomo aveva con sé una valigia piena zeppa di soldi. La tentazione è troppo forte. Alex e Juliet, i più spregiudicati, convincono il più prudente e restio David a sbarazzarsi del cadavere per dividersi quella montagna di denaro.
Un esordio che lascia il segno. Quello dell’inglese Danny Boyle dietro la macchina da presa, usata deliziosamente per dirigere un piccolo gioiello della black comedy. Continua a leggere

Locandina Vita da bohèmeUn film di Aki Kaurismäki. Con Jean-Pierre Léaud, Matti Pellonpaa, Evelyne Didi, André Wilms, Kari Vaananen. Titolo originale Scènes de la vie de Bohème. Drammatico, b/n durata 100′ min. – Francia 1992. MYMONETRO Vita da bohème * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sono almeno una diecina, tra muti e sonori, i film ispirati al romanzo (1847-49) di Henri Murger che nel 1896 fu messo in musica (La Bohème) da G. Puccini su libretto di Illica e Giacosa. Il film di Kaurismäki è ambientato in una Parigi dei giorni nostri quasi astratta; i personaggi sono artisti e poveri, ma tra i 40 e i 50 anni, spesso immigrati; invece di Puccini, musica di Mozart, valzerini francesi, voci di Moulodji e S. Reggiani e una triste canzone giapponese per la morte di Mimì. I fatti sono circa gli stessi, ma privi di aura romantica, raffreddati da una recitazione atonale e da un umorismo impassibile. Citazioni a iosa e 2 comparse speciali: i registi Louis Malle e Samuel Fuller. Impregnato di un’allegria da naufraghi che non esclude né dignità né tenerezza Continua a leggere

Locandina italiana Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?Un film di Billy Wilder. Con Jack Lemmon, Juliet Mills, Pippo Franco, Gianfranco Barra. Titolo originale Avanti!. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 144′ min. – USA 1972. MYMONETRO Che cosa è successo tra mio padre e tua madre? * * * 1/2 - valutazione media: 3,90 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Industriale americano e impiegata inglese s’incontrano a Ischia dove sono arrivati per recuperare le salme rispettivamente del padre e della madre morti insieme in un incidente. Commedia sottovalutata in Italia anche per motivi nazionalistici, e negli USA per miopia critica, questo 22° film del grande B. Wilder è degno della sua fama di regista graffiante e irriverente, che va a mescolare tenerezza e cinismo. Un po’ prolisso, ripetitivo e folcloristico. Una coppia perfetta di protagonisti e una breve apparizione di Pippo Franco. Tratta da una pièce di Samuel Taylor e sceneggiata da Wilder con I.A.L. Diamond. Contributi italiani di L. Kuveiller (fotogr.), F. Scarfiotti (scene), C. Rustichelli (musica). Continua a leggere

Risultati immaginiUn film di Luigi Filippo D’Amico. Con Mario Riva, Alberto Sordi, Giancarlo Zarfati, Gianrico Tedeschi. Commedia, b/n durata 95′ min. – Italia 1955. MYMONETRO Bravissimo * * 1/2 - - valutazione media: 2,71 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel ragazzetto Gigetto si scopre un’eccezionale voce di baritono. Rimasto solo per l’arresto del padre, è affidato a un maestrino disoccupato che sfrutta l’occasione. Arriva la celebrità, seguita da parenti avidi. Film d’esordio del nipote di Silvio D’Amico, su sceneggiatura scritta con Age e Scarpelli. Commedia piacevole, in bilico tra umorismo e sentimento, ricca di delicate annotazioni d’ambiente con risvolti di un grottesco graffiante. Sordi ci dà dentro senz’argini come il Po in piena, in una affiatata compagnia di caratteristi. Azzeccata colonna sonora di A.F. Lavagnino, elaborata da A. Trovajoli. Continua a leggere

Risultati immaginiUn film di Gianni Puccini. Con Gian Maria Volonté, Don Backy, Riccardo Cucciolla, Carla Gravina, Serge Reggiani. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 105′ min. – Italia 1968. MYMONETRO I sette fratelli Cervi * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È la storia vera dei sette fratelli Cervi (Agostino, Aldo, Antenore, Ettore, Ferdinando, Gelindo e Ovidio), contadini di Campegine (RE) antifascisti e organizzatori della lotta partigiana sotto la guida del padre Alcide (1875-1970), catturati e fucilati dai tedeschi a Reggio Emilia il 28 dicembre 1943. Lungamente boicottato dalla censura preventiva, il film di G. Puccini descrive con realismo partecipe l’ambiente emiliano, facendo perno sul personaggio di Aldo Cervi, uno straordinario G.M. Volonté. Nella ricerca di un tono nazional-popolare, ma, nello stesso tempo, teso a evitare la retorica commemorativa e forse troppo preoccupato di essere fedele alla cronaca dei fatti, è un film parzialmente riuscito, più risolto e convincente nella parte rurale che nella descrizione della guerriglia sull’Appennino. Puccini morì qualche mese dopo la fine delle riprese. Aiuto regista Gianni Amelio, collaboratore alla sceneggiatura Cesare Zavattini. Continua a leggere

Un film di Alessandro D’Alatri. Con Sergio Rubini, Paolo Bonolis, Margherita Buy, Stefania Rocca, Elena Santarelli.Commedia, durata 102 min. – Italia 2006. – 01 Distribution uscita venerdì 15 dicembre 2006. MYMONETRO Commediasexi * * 1/2 - - valutazione media: 2,56 su 69 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

L’onorevole Massimo Bonfili, attualmente impegnato nell’elaborare una riforma del diritto di famiglia, ha moglie, due figlie e una abitazione altoborghese. Ha però anche un’amante, Martina, una splendida attricetta che lui ha molto aiutato a trovare un suo spazio nel mondo dello spettacolo. C’è però il rischio di essere scoperto e Bonfili non se lo può permettere, non tanto sul piano della conservazione degli affetti familiari quanto piuttosto su quello della politica. La soluzione è a portata di mano: basta chiedere all’autista Mariano di fingere di essere l’amante della ragazza.
Alessandro D’Alatri ha deciso di sfidare i cinepanettoni di Parenti e Vanzina con un, come lo chiama lui, ‘cinepandoro’. Il botteghino ci dirà se la scommessa è stata o meno vinta. Quello che però già si può affermare è che D’Alatri non smette di ragionare, anche se con il sorriso sulle labbra, sui difetti di questa nostra Italia. Con, in più, la fortuna di arrivare sugli schermi dopo che le Vallettopoli e i Lele Mora vari hanno occupato pagine e pagine di giornali e servizi televisivi a iosa.
D’Alatri ha ben presente la commedia all’italiana e, in particolare, quella che ha visto come rappresentante dell’italiano in tutte le sue sfaccettature meno nobili il grande Alberto Sordi. Ecco allora che Paolo Bonolis (un buon acquisto per il cinema) si trova in più di un’occasione ad assumere tic e toni di voce propri dell’Albertone nazionale. Questo potrebbe essere fastidioso ma finisce invece con il risultare divertente. Anche perché Rubini, Buy, Rocca, Papaleo sono tutti sintonizzati sul ritmo giusto e anche la Santarelli, che non è chiamata a fare solo la bella statuina, se la cava con dignità. Se con La febbre D’Alatri aveva denunciato la frustrazione delle iniziative individuali qui stigmatizza chi procede non per talento ma per interposte lenzuola. Lo fa divertendosi e divertendo senza mai dimenticare di infliggere stoccate al dilagante falso moralismo. Con, in più, una partecipazione davvero straordinaria di Michele Placido nei panni di un grande chef. Godetevelo nella scena della farcitura, uno dei più efficaci e divertenti esempi di rapporto tra cibo e sesso che si siano visti sul grande schermo. Continua a leggere

Risultati immagini per cane bianco filmUn film di Samuel Fuller. Con Paul Winfield, Kristy McNichol, Burl Ives, Paul Bartel Titolo originale White Dog. Drammatico, durata 89′ min. – USA 1982. MYMONETRO Cane bianco * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo Chien blanc (1970) di Romain Gary, cui è dedicato. Un’attrice prende in casa un cane bianco dopo averlo investito, scoprendo che è stato addestrato ad attaccare i neri. Apologo antirazzista quasi ingenuo nel suo schematismo senza sfumature, appeso a una suspense sottile ma assidua, con 2 o 3 sequenze notevoli tra cui quella del nero sgozzato in chiesa. Notevole fotografia di Bruce Surtees, meno la musica di E. Morricone. La Paramount non lo distribuì negli USA, ritenendolo politicamente scorretto. Continua a leggere

Un film di Billy Wilder. Con John Lund, Marlene Dietrich, Jean Arthur, Millard Mitchell Titolo originale A Foreign Affair. Commedia, Ratings: Kids+16, b/n durata 116′ min. – USA 1948. MYMONETRO Scandalo internazionale * * * 1/2 - valutazione media: 3,54 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1946 una commissione del Parlamento di Washington arriva a Berlino per un’inchiesta sulla fraternizzazione tra americani vincitori e tedeschi sconfitti. Irridente e amara commedia all’acido prussico in cui B. Wilder mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare Marlene che canta “Black Market”. Continua a leggere

Un film di Francis Lawrence. Con Will Smith, Alice Braga, Dash Mihok, Charlie Tahan, Salli Richardson. Titolo originale I Am Legend. Azione, Ratings: Kids+13, durata 101 min. – USA 2007. – Warner Bros Italia uscita venerdì 11 gennaio 2008. MYMONETRO Io sono leggenda * * 1/2 - - valutazione media: 2,98 su 708 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

New York, 2012. Un virus ha ucciso tutti gli uomini e li ha trasformati in vampiri. La città è deserta, e l’unico sopravvissuto è il Dottor Robert Neville (Will Smith), scopritore di un possibile siero che potrebbe salvare l’umanità. Neville si muove alla luce del giorno con il suo cane lupo seguendo la quotidianità, in attesa della notte, in cui i vampiri escono dalla penombra, attaccando tutto ciò che incontrano.
Will Smith sa il fatto suo. È nato come rapper, è diventato una star della televisione, e da tempo ha affrontato il cinema. Sempre da protagonista. Dopo il film diretto da Muccino dove recitava con suo figlio, adesso si confronta con se stesso e con una metropoli spettrale che mette in evidenza ogni suo movimento. Forse non sarà candidato all’Oscar, ma la sua interpretazione è degna di nota. Passando al film, il “one man show” di Smith è supportato da una scenografia incredibilmente convincente, e da una regia di mestiere.
Non è facile costruire un film su un solo attore (se si escludono il cane, i vampiri, qualche flashback e due superstiti), e il day by day del protagonista è scandito con lentezza, quasi a voler fare respirare allo spettatore il senso di solitudine. A dispetto della necessità di includere la componente horror (le scene d’azione sono presenti per coinvolgere il target giovane), a parte la mezz’ora finale, Io sono leggenda, si concentra sul singolo, sull’uomo che poteva cambiare il mondo, su chi ha la consapevolezza che è molto semplice distruggere ciò che si ha per le mani tutti i giorni.
L’11 Settembre è lì, è l’origine delle cose, e Richard Matheson che nel 1954 scrisse il romanzo omonimo, non avrebbe potuto immaginarselo così reale. Ma alla fine, la convinzione ultima, è che solo l’umanità può decidere le sorti del mondo. Continua a leggere

Un film di Mel Gibson. Con James Caviezel, Maia Morgenstern, Monica Bellucci, Rosalinda Celentano, Claudia Gerini. Titolo originale The Passion of the Christ. Religioso, durata 126 min. – USA, Italia 2004. MYMONETRO La passione di Cristo * * * 1/2 - valutazione media: 3,51 su 192 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Film impossibile da recensire, in chiave “normale”. Perché non si può non partire da due pregiudizi, quello del credente o quello del non credente. Critici e commentatori normalmente equidistanti e distaccati, molto accreditati, non hanno resistito al sentimento, al coinvolgimento, sì, al pregiudizio. La Passione è stato definito pulp, horror, e via dicendo. Vanno rilevati, prima di tutto, l’attesa e il marketing. In tutta la storia del cinema mai un film ha generato tanta attesa, da Via col vento a Ben Hur, da Otto e mezzo a Schindler’s List. Un’attesa certamente buona e benemerita, al di là di tutto. Lo si deve a Gesù, personaggio eccezionale, magari divino. Guardato al microscopio della filologia, dei vangeli, della Storia eccetera il film presenta… solo errori: il linguaggio, le omissioni, questi troppo cattivi, quelli troppo buoni, l’eccesso di violenza, i pesi del racconto, la parte di croce orizzontale, la croce intera, i buchi prefabbricati, l’invenzione del diavolo. Trattasi di un vero manifesto di tutte le licenze che può permettersi il cinema. E non vale neppure la (più o meno grande) consapevolezza di Gibson, che è comunque autore tenace e capillare e certamente ha molto ragionato su ciò che doveva fare. Il film va dunque inteso come eccesso di cinema e magari di licenze, e come iperbole generale. Col paradosso degli opposti: troppa filologia di linguaggio – aramaico e latino – troppa semplicità e sproporzione di caratteri – le facce da bestie dei torturatori, di Barabba, la crudeltà di Caifa eccetera -, 90 minuti di torture, 2 minuti di resurrezione. Continua a leggere

Locandina italiana North FaceUn film di Philipp Stölzl. Con Benno Fürmann, Johanna Wokalek, Florian Lukas, Simon Schwarz, Georg Friedrich. Drammatico, durata 126 min. – Germania, Svizzera, Austria 2008. – Archibald Enterprise Film uscita venerdì 27 agosto 2010. MYMONETRO North Face * * * - - valutazione media: 3,33 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Luglio 1936. Due militari bavaresi in licenza, Toni Kurz e Andi Hinterstoisser, decidono di affrontare l’inviolata parete nord dell’Eiger in territorio svizzero, un’impresa considerata impossibile. L’ascensione, che ha inizio il 18 luglio, attira immediatamente le attenzioni della stampa dell’epoca e viene seguita anche dalla fidanzata di Kurz, giornalista. Il regime nazista, nella persona di Goebbels, decide di utilizzare i due come strumenti di propaganda per quanto nessuno dei due sia iscritto al partito. Le cordate però saranno due perché anche gli austriaci Edi Rainer e Willy Angerer hanno deciso di tentare l’impresa.
Chi ama le montagne e le scalate non può mancare questo film spettacolare che riesce, utilizzando in parte le location reali, a portare sullo schermo con grande efficacia un evento realmente accaduto restituendoci con meticolosa precisione le stato delle cose. Perché è alta l’attenzione filologica sui mezzi utilizzati per una scalata ritenuta talmente impossibile da far comunicare alle guide dal Comitato Centrale del Club Alpino Svizzero l’avvertimento che non sarebbero state ritenute responsabili se avessero rifiutato di andare in soccorso ad eventuali scalatori che si trovassero in stato di pericolo su quella parete. È così possibile fare un confronto con le differenze abissali che sussistono tra quel non lontanissimo passato e le tecnologie attuali. Continua a leggere

Risultati immagini per La Scogliera dei DesideriUn film di Joseph Losey. Con Elizabeth Taylor, Richard Burton, Romolo Valli, Noel Coward. Titolo originale Boom!. Drammatico, durata 117′ min. – Gran Bretagna 1968. MYMONETRO La scogliera dei desideri * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In una lussuosa villa su un’isoletta del Tirreno Sissi Goforth, “mostro in agonia” con sei mariti alle spalle (cinque miliardari e un poeta), è raggiunta da Christopher Flanders, poeta vagabondo e ospite di professione, detto l'”angelo della morte” per la vocazione di aiutare il prossimo all’ultimo passo. Sceneggiato da Tennessee Williams sulla base di La carretta del latte non si ferma più qui (1962, riscritto 2 volte senza successo), è un libretto simbolista sui temi della morte e del disfacimento che J. Losey ha messo in immagini cercando di depurarlo, asciugarlo, mettere la sordina sia al torbido erotismo sia all’asprezza farsesca, e di trasformarlo in uno ieratico rito laico. Non ci è riuscito per 9 critici su 10, e per il pubblico che l’ha ignorato. Nonostante tutto, E. Taylor è superba. 13° copione di T. Williams che passò sullo schermo. Continua a leggere

Locandina La donna del banditoUn film di Nicholas Ray. Con Howard Da Silva, Jay C. Flippen, Cathy O’Donnell, Farley Granger Titolo originale They Live by Night. Poliziesco, Ratings: Kids+13, b/n durata 95′ min. – USA 1949. MYMONETRO La donna del bandito * * * - - valutazione media: 3,46 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo Thieves Like Us di Edward Anderson. Evaso dal carcere con due criminali e costretto a partecipare alle loro imprese, il giovane Bowie s’innamora di Keechie, nipote di uno dei due, e la sposa. Fuggono insieme, ma Bowie è ucciso dalla polizia. Nell’ultima scena, Keechie incinta legge una lettera del marito, si volta verso la cinepresa e dice: “I love you”. 1° film di Ray, prodotto da John Houseman per la RKO. Un noir di acceso romanticismo e di lirica tenerezza sullo sfondo di un mondo notturno, violento e ostile. Il regista trascura le scene d’azione per concentrarsi sulle figure dei due giovani “innocenti” e sulla loro estraneità all’ambiente. Rifatto da Altman con Gang (1974).AUTORE LETTERARIO: Edward Anderson Continua a leggere

Risultati immagini per Grattacielo tragicoUn film di Henry Hathaway. Con Lucille Ball, Clifton Webb Titolo originale The Dark Corner. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 99′ min. – USA 1946. MYMONETRO Il grattacielo tragico * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Scontata una pena per una colpa non commessa, detective privato si trasferisce a New York e scopre una trama ai suoi danni. Dramma svelto, efficace ed eccitante con una Ball insolita. Hathaway era nel suo periodo realistico. Continua a leggere