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Locandina Il vergineUn film di Jerzy Skolimowski. Con Jean-Pierre Léaud, Catherine Duport, Jaqueline Bir, Paul Roland, Leon Dony Titolo originale Le départ. Commedia, b/n durata 89 min. – Belgio 1967. MYMONETRO Il vergine * * * - - valutazione media: 3,17 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il ventenne Marc lavora come assistente parrucchiere in un grande salone frequentato da facoltose signore, nutrendo il sogno di diventare pilota da corsa. Per essere ammesso all’imminente competizione deve, tuttavia, procurarsi una Porsche 911 S: tenterà di ottenerla con ogni mezzo a sua disposizione, anche impegnando i capelli di una ragazza, forse, innamorata di lui.
Nello stesso anno di Mani in alto!, il suo quarto lungometraggio bloccato dalla censura polacca, Jerzy Skolimowski gira in Belgio Il vergine, attirando su su di sé l’attenzione della critica internazionale. In breve, si tratta di un nuovo debutto, di una rinascita benedetta dal sole abbagliante della Nouvelle Vague, non soltanto per la presenza fisica di Jean-Pierre Léaud, perfettamente capace di comunicare insicurezza e determinazione, timidezza e una vena di sana follia.

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Locandina Senza pelle

Un film di Alessandro D”Alatri. Con Kim Rossi StuartAnna GalienaMassimo GhiniAngelo Pellegrino. continua» CommediaRatings: Kids+16, durata 100 min. – Italia 1994.

Riccardo e Gina sono felicemente sposati con un figlio. Lui fa l’autista e lei è impiegata alle poste. Vivono una vita di risparmi e di rinunce, ma sereni. Un giorno entra nella loro vita Saverio, un ragazzo dal carattere difficile e debole psicologicamente. Saverio si innamora di Gina e comincia sistematicamente una corte che diventa troppo insistente. Buona seconda prova di D’Alatri dopo Americano rosso.

6,9/10

Regia di Alessandro Di Robilant. Un film Da vedere 2009 con Giulio BeranekAnna FerruzzoSelenia OrzellaMichele RiondinoRoberto BovengaCast completo Genere Drammatico – Italia2009durata 93 minuti. Uscita cinema venerdì 6 novembre 2009 distribuito da Bolero Film.

Quartiere Paolo VI, Taranto, Italia. Tiziano vive nel lato sbagliato di una città che spoglia con prepotenza l’ambiente circostante, in una nazione in cui le regole non esistono ma esistono solo le eccezioni. Tiziano è il capofamiglia, a dispetto dei suoi 16 anni: il padre ha abbandonato moglie e figli per un’esistenza disperata cercando il colpo al videopoker; la madre è una popolana impreparata a crescere due figli da sola ma determinata a tenerli fuori dalla malavita e a proteggerli dalle prepotenze di chi vuole installare un’antenna per telefonia cellulare davanti alla scuola della sua piccola. Tiziano è troppo sveglio per andare a scuola, ma non abbastanza da restare lontano dai guai. Tiziano vuole diventare un gangster e cercherà di derubare il boss di zona. Questo, in cambio del perdono, gli ordinerà un omicidio. Se la caverà con sei mesi di riformatorio. Durante la sua mancanza, l’inquinamento della violenza si sarà preso tutto.
La lunga carrellata con cui Di Robilant apre Marpiccolo apre e chiude un mondo: Taranto e il suo entroterra è stato violentato al pari del mare che la fronteggia, stantio e soffocato dai veleni dell’industria. L’uomo ha ammalato la Natura e i suoi stessi simili. Mentre Di Robilant sorvola questo “spettacolo”, il suo intento è chiaro e ai nostri occhi tutto è già compiuto. Quando il suo occhio entra nella realtà di uno dei quartieri più degradati della città, vediamo il realismo di un mondo disperato che conosciamo bene, di cui sappiamo già l’epilogo: il destino a cui Tiziano sembra incapace di opporsi se non con la fuga verso un qualcosa di indefinito e incerto. Mentre, entriamo con Tiziano dentro la Gomorra tarantina scopriamo che le cronache disperate di cui rigurgitano ogni giorno giornali e tv del Belpaese possono essere raccontate con una nuova forza, cercando di lasciare una crepa nel muro di gomma e dare uno schiaffo al potere che vive sulla disperazione.

3,26/5

Regia di Alessandro Comodin. Un film Da vedere 2011 con Giacomo ZulianStefania ComodinBarbara Colombo. Genere Drammatico – ItaliaFranciaBelgio2011durata 78 minuti. Uscita cinema venerdì 20 luglio 2012 distribuito da Tucker Film. – MYmonetro 3,52 su 18 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Opera prima notevole di Comodin che con João Nicolau ne ha curato regia, sceneggiatura, montaggio e, con Tristan Bordman e Jean-Jacques Quinet, la fotografia. Ambientata nell’estate e in campagna lungo il fiume Tagliamento, è la storia degli adolescenti Giacomo, sordo con apparecchio acustico, e Stefania che, giocando tra innocenza e malizia, si attraggono e si respingono. Difficile distinguere tra documentario e finzione, in bilico continuo tra il timore delle parole e una tensione a fior di pelle. L’autore suggerisce quietamente che anche l’erotismo può essere una messa in scena, una recita, una strategia, come se tenesse conto della lezione dettata dal cinema di Rohmer, concisamente analitica. Distribuisce Tucker.

3,52/5

Regia di Álex De la Iglesia. Un film Da vedere 2013 con Carmen MauraHugo SilvaMario CasasCarolina BangTerele PavezGabriel DelgadoCast completo Titolo originale: Las brujas de Zugarramurdi. Genere Commedia – Spagna2013durata 112 minuti. Uscita cinema giovedì 30 aprile 2015 distribuito da Officine Ubu. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,36 su 24 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Messo a segno un colpo nel centro di Madrid, 3 rapinatori, tra cui il figlio bambino del capobanda, sequestrano un taxi, il tassista e il suo cliente, e fuggono con il bottino verso il confine con la Francia. Ma devono passare per Zugarramurdi, il paese delle streghe. 11° film del basco De la Iglesia, da lui scritto con Jorge Guerricaechevarría, nella 1ª parte è un originale, pimpante, spiritoso gangster-movie pulp a sfondo sociale, imperniato sulla rivolta maschile contro la condizione giuridica privilegiata delle mogli separate. La 2ª parte ha la pretesa antropologica di spiegare l’eterna lotta tra i sessi ma tracima nell’horror splatter e demenziale, scade in un umorismo nero triviale, si dilunga, si ripete, si intorcina, gira a vuoto, affondando sempre più nel cattivo gusto. 8 Goya tra cui costumi, effetti speciali, trucco, suoni

3,36/5

Un film di Rudolph Maté. Con Fred MacMurray, Charlton Heston, Donna Reed Titolo originale The Far Horizons. Western, durata 108 min. – USA 1955. MYMONETRO I due capitani * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1803, due ufficiali vengono mandati dal presidente degli Stati Uniti Jefferson ad esplorare la Louisiana, da poco diventata territorio della nascente confederazione americana. Sono costretti ad affrontare molte avventure a contatto con alcune tribù di pellirosse. La spedizione è resa ancora più difficoltosa dalla rivalità dei due uomini che amano la stessa donna. Una ragazza indiana, innamorata del più giovane dei due, li salverà da un agguato teso loro da un losco trafficante francese.

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Risultati immagini per Mildred PierceUn film di Todd Haynes. Con Kate Winslet, Brian F. O’Byrne, Mare Winningham, James LeGros, Melissa Leo. Formato Serie TV, Titolo originale Mildred Pierce. Drammatico, – USA 2011. MYMONETRO Mildred Pierce * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Mildred Pierce è mamma, moglie e casalinga nell’America della Grande Depressione. Tradita e abbandonata dal marito, tra una torta e l’altra cerca lavoro a Los Angeles per garantire futuro e privilegi alle sue bambine, Ray e Veda. Assunta come cameriera in una tavola calda, Mildred rivela presto il suo talento di cuoca e pasticcera, che mette in pratica aprendo un ristorante. Rialzata la testa ma segnata da un lutto profondo, Mildred prende letteralmente in mano il suo futuro e quello di Veda, musicalmente dotata e in evidente conflitto con lei. Tra una mamma indefessa e una figlia insidiosa si insinua Monty Beragorn, giocatore di polo ricco e viziato che pratica il dolce far niente.
Ambientato negli anni Trenta e nell’America in crisi del repubblicano Herbert Hoover, Mildred Pierce è un (melo)dramma in cinque atti prodotto dalla HBO e magnificamente diretto da Todd Haynes. Mildred Pierce, come Lontano dal paradiso nove anni prima, mostra un’ossessiva fedeltà formale nei confronti di un genere che viene nondimeno attualizzato e modificato. Haynes di fatto trasforma l’infiammabilità inesplosa e trattenuta dei mélo americani in un film (a puntate) che divampa sotto i nostri occhi. Un violento e viscerale congegno narrativo che non si limita a riesumare spoglie di un genere che fu per giocare col cuore e la memoria colta dei cinefili ma che affronta, sotto la compostezza della messa in scena, il sogno americano declinato al femminile. Al centro del dramma e alla periferia di Los Angeles abita una donna che sceglie di affermare la propria fermezza e il conseguente bagaglio di sofferenza. Adattamento fedele e puntuale dell’omonimo romanzo di James M. Cain, Mildred Pierce riprende un discorso cinematografico che non sembra soltanto citato e rivisitato nelle musiche, nelle scene, nei costumi e nella grafica dei titoli di testa ma pure splendidamente proseguito e aggiornato. Scegliendo il mélo come territorio della sua autopsia dell’America di quegli (e questi) anni, la mini-serie diventa una messa in discussione del presente compiuta attraverso uno sguardo predatato. Il vero dramma è che quella società è quasi uguale a questa, soltanto un po’ meno consapevole della propria stritolante violenza. Meno ‘nero’ e più ‘osservante’ della trasposizione del ’45 di Michael Curtiz (Il romanzo di Mildred) interpretata da Joan Crawford, la versione di Todd Haynes è un’esperienza emotiva purificatrice che mette in schermo il bene e il male, la luce e il buio, schierando davanti allo ‘specchio della vita’ una madre intraprendente che lotta e ‘impone’ la sua gentilezza e una figlia inappagata la cui cruda concupiscenza per la celebrità ignora tutti tranne se stessa. Black melodrama familiare, Mildred Pierce trova in Kate Winslet un’interprete mirabile nel restituire una donna che, emancipata dalla subalternità del ruolo, fa carriera nell’America ‘riformata’ e recuperata di Franklin Delano Roosevelt. Caparbia e ostinata, la sua Mildred è ‘al volante’ della vita e di quell’auto in cui trova riparo dalla pioggia e dalle afflizioni e da cui ‘riparte’ per ricominciare. Condotta via da un amante o ‘trasportata’ da un taxi è invece la Veda civettuola e crudele di Evan Rachel Wood decisa ad affrancarsi dalla provincia e dalla sua condizione a colpi di voce e di note. Insieme le due attrici daranno vita a un dramma di assordante tristezza, che non ha più i connotati fiabeschi del sogno ma quelli asfissianti di una sopportazione che diventa abitudine. Ma l’insurrezione è dietro la porta. Continua a leggere

Regia di Alessandro D’Alatri. Un film Da vedere 2005 con Fabio VoloValeria SolarinoArnoldo FoàJulie DepardieuCochi PonzoniVittorio FranceschiCast completo Genere Commedia – Italia2005durata 108 minuti. Uscita cinema venerdì 25 marzo 2005 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,39 su 38 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A Cremona il trentenne Mario Bettini, geometra e studente fuoricorso di architettura, coltiva con amici il progetto di trasformare un magazzino in locale notturno quando, a sorpresa, gli offrono un posto in Comune. Riluttante, accetta, ma si scontra con la furbizia neghittosa e la disonestà dei burocrati. Una bella ragazza che fa la cubista gli prende i sensi, gli occupa il cuore, gli cambia la testa. D’Alatri è un regista migliore delle storie che racconta, come questa scritta con l’amico Gennaro Nunziante e Domenico Starnone, anche perché, caso infrequente, sa mettere a frutto in positivo, con elegante leggerezza, la sua esperienza di pubblicitario. In linea col suo titolo polivalente, è una commedia intimistica di costume, ondivaga, diseguale, dove quasi tutto succede troppo in fretta, ricca di invenzioni stilistiche (il Quarto Stato che avanza in veste di una banda paesana sulle note di Celentano) e qualche sproporzione tra il disincanto, la suggerita denuncia sociale e il finale onirico dell’incontro col presidente della Repubblica (Foà). Contano, comunque, i personaggi, la scelta e la direzione degli attori. Bravo Volo e una nota di merito anche a Trabacchi. 2 Nastri d’argento: musica (Negramaro, Fabio Borovero, Roy Paci, Simone Fabbroni, Luis Siciliano) e canzone.

3,39/5

Risultati immagini per Il Mondo fino in fondo

Regia di Alessandro Lunardelli. Un film Da vedere 2013 con Luca MarinelliFilippo ScicchitanoBarbora BobulovaCamilla FilippiCesare SerraCast completo Genere Commedia drammatica – Italia2013durata 95 minuti. Uscita cinema mercoledì 30 aprile 2014 distribuito da Microcinema. – MYmonetro 3,38 su 26 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Figli di un industriale di Agro, paesino del Nord Italia, il 30enne Loris e il 18enne Davide vanno a Barcellona per vedere una partita dell’Inter. In Spagna Davide conosce il cileno Andy, ecologista convinto, se ne invaghisce e trova il coraggio di rivelare la sua nascosta omosessualità. Si allontana dal fratello e parte per Santiago al seguito di Andy, ed entra nel mondo delle lotte ecologiste trovando la sua identità. Loris, superato lo sgomento e la rabbia iniziali, decide di seguirlo. Esordio nel lungometraggio del genovese Lunardelli, con un film di viaggio – dagli Appennini alle Ande – che è anche un interessante doppio percorso di formazione di un giovane confuso e disorientato che sembra fragile e si scopre forte, ma anche del fratello maggiore, che sembra sicuro di sé, e scopre le sue paure e una sensibilità che non sapeva di avere. Marinelli e Scicchitano calzano i rispettivi personaggi come guanti su misura.

6,6/10

Risultati immagini per Ballata dell Odio e dell Amore

Regia di Álex De la Iglesia. Un film Da vedere 2010 con Carlos ArecesAntonio de la TorreCarolina BangSancho GraciaJuan Luis GaliardoCast completo Titolo originale: Balada triste de trompeta. Genere Drammatico – SpagnaFrancia2010durata 107 minuti. Uscita cinema giovedì 8 novembre 2012 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 3,11 su 21 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Spagna, 1937. Arruolato a forza nella milizia di Franco, il Clown Stupido fa col machete una strage di franchisti in divisa. Nel 1973, due anni prima della morte del dittatore, suo figlio Javier trova lavoro come Clown Triste in un circo dove incontra Sergio. Spinti da rabbia, disperazione, desiderio i due si battono a morte per la trapezista Natalia, bella e crudele. 7ª regia del basco de la Iglesia che l’ha scritto e prodotto, è una riflessione grottesca e parossistica sulla tetra atmosfera di morte del quarantennio franchista. In altalena tra pop e trash , melodramma, riflessione storica e humour nero, gli omaggi a Fellini e quelli a Tim Burton, non lascia scelta allo spettatore: prendere o lasciare. Leone d’argento e premio alla sceneggiatura a Venezia 2010.


Regia di Aleksej Fedorcenko. Un film Da vedere 2010 con Igor Sergeyev, Yuriy TsuriloYuliya Aug, Ivan Tushin. Titolo originale: Ovsyanki. Genere Drammatico – Russia2010durata 80 minuti. Uscita cinema venerdì 25 maggio 2012 distribuito da Microcinema. – MYmonetro 3,55 su 19 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Alla morte dell’amata moglie Tanya, Miron, proprietario di una cartiera, chiede ad un suo fidato dipendente, Aist, fotografo e scrittore, di accompagnarlo per compiere il rito di addio, secondo le tradizioni della cultura dei Merja, un’antica etnia ugro-finnica di una remota regione del centro-ovest della Russia, scomparsa circa quattrocento anni fa e di cui, come ricorda il regista, le sole tracce rimaste, sono i nomi dei fiumi. Nel corso del viaggio, il marito rivelerà, secondo le usanze merja, particolari della vita intima della donna. Silent Souls prende spunto da un racconto di Aist Sergeyev, The Buntings, la cui particolarità risiede nell’avere, come protagonista della vicenda, un uomo che è ormai “al di là dello specchio”.
Tenerezza e nostalgia si fondono in questa pellicola, dando vita ad una fiaba di struggente e raffinata poesia, dove l’acqua è l’elemento primordiale a cui fare ritorno, nel quale immergersi per ritrovare la propria amata e la propria identità. Nel rendere omaggio al popolo dei Merja e ai suoi rituali di passaggio, il matrimonio e il funerale, Aleksei Fedorchenko – che a Venezia è già stato ospite nel 2005 col mockumentary, Pervie na lune e che ha al suo attivo una discreta produzione cinematografica – mostra i luoghi in cui è ancora forte e percepibile la presenza di questa cultura, esplorandone ogni angolo remoto.
Figure fantasmatiche si muovono in uno spazio che prende vita dalle parole sussurrate in fuori campo, che si rianima, riportando alla superficie dell’acqua i ricordi, gli amori, le esperienze dei suoi protagonisti. Vite trascorse nell’osservanza di riti arcaici, come quella ad esempio di gettare nelle acque gelate del fiume l’oggetto cui si tiene di più, nella maestosa immensità di un paesaggio silente, dove appena si può udire il dolcissimo canto degli zigoli, che danno il titolo al film.

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Regia di Aleksey German Jr. Un film con Louis FranckMerab NinidzeViktoria KorotkovaChulpan KhamatovaPiotr Gasowski. Titolo originale: Pod electricheskimi oblakami. Genere Drammatico – RussiaUcrainaPolonia2015durata 138 minuti. distribuito da Movies Inspired. Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Sasha, che è tornato in Russia dall’estero, deve occuparsi dello spazio edificato ed edificabile lasciatogli in eredità dal padre. Un operaio chirghiso cerca i suoi compagni di lavoro. Un architetto si aggira per lo spazio brullo e innevato. Una guida turistica ricorda quando insorse in difesa della Patria al fianco di Boris Eltsin. Una studentessa pensa che Stalin e Hitler non fossero poi così cattivi come li si racconta. Un suo compagno si chiede ad alta voce:”Chi siamo?Chi sono io? Tutto è nel caos!”.
Alexey German Jr., forte del Premio Speciale per la Regia ottenuto a Venezia nel 2008, torna a realizzare un film “da festival” sperando di bissare il successo alla Berlinale 2015. I temi affrontati sono indubbiamente importanti e controcorrente rispetto al putinismo dominante in Russia. Ci si muove in una terra che è diventata quella che una volta si poteva considerare la Patria e dove ora una statua di Lenin con il braccio proteso verso l’avvenire serve da sedile sospeso per chi lo voglia utilizzare. Chi si aggira sulle rive di un anonimo fiume non può far altro che confrontarsi con un passato culturalmente glorioso che si è ormai corroso grazie al virus inarrestabile di un’amnesia collettiva sapientemente inoculato da chi non vuole che restino tracce di memoria. Più tutto si confonde e le distinzioni tra il bianco e il nero si fondono in un ammorbante grigiore e più chi ha il potere ha la consapevolezza di poterlo ‘democraticamente’ conservare.
Tutti argomenti di estremo interesse e di forte impegno sociale condizionati però da una struttura narrativa divisa in capitoli in cui (ancora una volta dopo Paper Soldier) un testo di impianto teatrale perde gran parte del proprio valore simbolico nel girovagare di personaggi che si muovono in una Waste Land eliottiana che German Jr. continua a percorrere in modo ripetitivo da un film all’altro. Rimanendo a distanza dalla qualità del cinema paterno. 

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Risultati immagini per E' difficile essere un Dio

Regia di Aleksey German. Un film Da vedere 2013 con Leonid YarmolnikDmitriy VladimirovLaura LauriAleksandr IlinYuriy TsuriloCast completo Titolo originale: Trudno byt bogom. Genere Fantascienza – Russia2013durata 170 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Rumata è uno scienziato inviato sul pianeta Arkanar per aiutare la sua civiltà nel processo evolutivo. Quel mondo è nel pieno dell’età medievale e, diviso tra il dover intervenire in qualche maniera e il non poter uccidere o compiere gesti troppo eclatanti, Rumata si sente come un Dio, incaricato di migliorare un popolo intero con tutte le difficoltà del caso.
Esplorando, muovendosi e camminando di borgo in borgo lo scienziato tenterà di salvare gli intellettuali come risorsa per superare la fase medievale, ma l’impresa si rivelerà decisamente più ardua del previsto.
Un film dotato delle proporzioni di un kolossal. Per quasi tre ore la steadycam accompagna i protagonisti nell’esplorazione di un vero e proprio mondo, senza mai passare due volte negli stessi luoghi, in un tripudio di dettagli di scenografia, comparse, animali, fango, pioggia, escrementi ed elementi naturali che, nel cinema del regista russo, sembrano contare tanto quanto le comparse umane. In questo senso È difficile essere un Dio prosegue il discorso iniziato con la messa in scena caotica di Khrustalyov, mashinu! ma asciugando il tono da ogni traccia di grottesco.

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Regia di Alessandro Benvenuti. Un film con Athina CenciAlessandro BenvenutiNovello NovelliIlaria OcchiniCarlo MonniCast completo Genere Commedia – Italia1990durata 90 minuti. – MYmonetro 3,65 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Siamo nel 1986, è Natale e c’è tutta la famiglia Gori riunita. Tutto si svolge in sala da pranzo dove ci sono Gino e sua moglie Adele; il nonno Annibale, Libero, ballerino di liscio, e sua moglie, Bruna; Sandra, ecologista ex comunista, e il marito Luciano, parrucchiere. Qui i problemi personali e le antiche rabbie represse hanno modo di trovare sfogo in maniera a volte comica e a volte drammatica. Anche i giovani Danilo e Cinzia con la piccola Samantha assistono a questo quadro familiare simile a molti ritratti presentati al cinema e in teatro ma a suo modo originale. Simpatica commedia, terza prova alla regia per Alessandro Benvenuti, ex Giancattivo. La produzione è di Francesco Nuti.

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Regia di Aleksej Balabanov. Un film Da vedere 2007 con Agniya Kuznetsova, Aleksey Poluyan, Alexey SerebryakovLeonid BichevinYuri Stepanov, Natalya Akimova, Mikhail Skryabin, Leonid Gromov. Genere Drammatico – Russia2007durata 89 minuti. Uscita cinema venerdì 9 maggio 2008 distribuito da Archibald Enterprise Film. – MYmonetro 3,47 su 34 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È il film più cupo e pessimista (o nichilista?) realizzato in Russia dopo il crollo dell’impero sovietico ed esportato in Occidente (a Venezia 2007 nelle Giornate degli Autori). Alcune citazioni della stampa russa: esempio dell’estetica fascista; film geniale, terribile come la morte; film non per chi comprende ma per chi ricorda; terribile rétro. 1984 a Leninsk, mentre gli aerei sovietici da carico riportano in patria le salme dei soldati morti in Afghanistan, la polizia indaga su un omicidio e sulla scomparsa di una ragazza violentata. Le indagini sui due crimini sono affidate al capo della polizia Zurov che li ha commessi. Eventi realmente accaduti, registrati dal regista/sceneggiatore che nel 1984 aveva 25 anni. Nella colonna brani musicali di gruppi rock che allora cominciavano ad affermarsi.

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Locandina AntarcticaUn film di Koreyoshi Kurahara. Con Ken Takakura, Tsunehiko Watase Titolo originale Nankyoku monogatari. Avventura, Ratings: Kids, durata 99 min. – Giappone 1983. MYMONETRO Antarctica * * * 1/2 - valutazione media: 3,80 su 33 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un gruppo di ricercatori scientifici giapponesi, per cause di forza maggiore, abbandona una splendida muta di cani da slitta in una sperduta base del Polo Sud. I quindici animali, legati tra loro, senza cibo e senza riparo, hanno ben poche possibilità di sopravvivere, ma Jiro e Taro, i due esemplari più belli e coraggiosi, riusciranno a salvarsi e a ritornare dagli uomini che li avevano dovuti abbandonare. Paesaggi splendidi e abbacinanti per una triste favola molto commovente. Continua a leggere

Regia di Aleksandr Sokurov. Un film Da vedere 2005 con Issei OgataKaori MomoiShirô SanoRobert Dawson, Shinmei Tsuji, Taijirô TamuraCast completo Titolo originale: Solntse. Genere Drammatico – RussiaItaliaFrancia2005durata 110 minuti. Uscita cinema venerdì 18 novembre 2005 – MYmonetro 3,17 su 25 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dopo Moloch (Hitler) e Taurus (Lenin) e` ora il turno di Hiro Hito in Sun. L’imperatore giapponese viene colto nella fase storica che precede la resa definitiva. Un piccolo gentleman interessato alle Scienze che alterna il cilindro da cerimonia al berretto militare e mormora tra sé fra una frase e l`altra. Il “Figlio della Dea del Sole” rinuncia alla sua divinità dopo Hiroshima ma già prima ha perso il senso di un mondo che sta fuori dalle porte del suo Palazzo, porte che lui non deve mai preoccuparsi di aprire (c’e` chi lo deve fare per lui). Quando, dopo il colloquio con il generale MacArthur, dovra` cercare la maniglia della porta sara` un mondo a crollargli intorno. Sokurov e’ pero` quasi timoroso dinanzi a questo terzo personaggio. Mentre di Hitler e Lenin sembrava in qualche misura ammirare la crudele grandezza, di Hiro Hito scruta in modo felpato l’incerto procedere. Immerge tutta la narrazione in una luce attenuata da crepuscolo senza mai consentire al sole o alle fonti artificiali di prendere possesso della scena. E’un uomo senza ombre Hiro Hito, proprio perche` l`ombra, il nascondimento, lo permeano e lo fanno essere un fantasma ante mortem. Una morte che, a differenza di quelle degli alleati Hitler e Mussolini, rinviera` a lungo il suo appuntamento con lui.

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Regia di Aleksandr Sokurov. Un film Da vedere 2015 con Louis-Do de LencquesaingBenjamin UtzerathVincent NemethJohanna Korthals Altes. Titolo originale: Le Louvre sous l’Occupation. Genere Drammatico – FranciaGermaniaPaesi Bassi2015durata 87 minuti. Uscita cinema giovedì 17 dicembre 2015 distribuito da Academy Two. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,39 su 25 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Jacques Jaujard era il conservatore in carica nel momento in cui la Francia fu occupata dai nazisti. Il conte Franziskus Wolff-Metternich era invece l’uomo mandato da Berlino per ispezionare l’inestimabile patrimonio artistico del museo parigino e trasferirne in Germania una parte. I due erano molto diversi, un funzionario e un aristocratico, e molto nemici, ma collaboreranno per preservare i tesori dell’arte e ciò che rappresentano. Sono loro a cui pensa Sokurov, nel realizzare un film sul Louvre, ma anche a Napoleone e alla Marianne, fuoriusciti dai dipinti, all’Hermitage e all’assedio di Leningrado, e a un mercantile che viaggia nella tempesta, come una moderna arca, con un carico di quadri che rischiano di finire per sempre in fondo all’Oceano. Sokurov va oltre l’idea del museo come contenitore per preservare l’arte e ne canta in questa elegia la natura di ritratto di una nazione e di un continente, codice genetico identitario.
Ci sono momenti di Francofonia in cui pare di trovarsi dentro un’histoire di Godard, per il tono assertivo delle affermazioni politiche, la gravità e l’ironia, per la combinazione dei materiali visivi e lo sconfinamento di quelli sonori. L’incedere di Sokurov attraverso il Louvre è lontano da quello dell’Arca russa e, in generale, il film che ne esce è molto diverso, meno coerente nel progetto estetico, più variamente stratificato e assemblato, così come i materiali che lo compongono, dalle foto d’epoca alle conversazioni via computer col capitano del mercantile, dalle ricostruzioni forzate, al teatro, al repertorio.

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Locandina italiana Toy Story - Il mondo dei giocattoliUn film di John Lasseter. Con Tom Hanks, Tim Allen, Don Rickles, Wallace Shawn, Jim Varney. Titolo originale Toy Story. Animazione, Ratings: Kids, durata 81 min. – USA 1995. – Walt Disney uscita venerdì 22 marzo 1996. MYMONETRO Toy Story – Il mondo dei giocattoli * * * 1/2 - valutazione media: 3,88 su 37 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nell’universo confinato che è la stanza di Andy i suoi giocattoli si autogestiscono facendo riferimento a Woody il cowboy, da sempre il preferito del bambino. Quando però una festa di compleanno porta in casa lo space ranger Buzz Lightyear, giocattolo nuovo e moderno, gli equilibri e le preferenze cominciano a cambiare. Buzz ha un carattere diverso da Woody, pensa di essere un vero space ranger e piace a tutti. Questo proprio a pochi giorni dal temutissimo grande trasloco in cui tutti i giocattoli temono di essere persi… Continua a leggere

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Regia di Aleksandar Petrovic. Un film con Bekim FehmiuOlivera KatarinaVelimir ‘Bata’ Zivojinovic. Titolo originale: Skuplja?i perja. Genere Drammatico – Jugoslavia1967durata 85 minuti. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Bora, zingaro della Vojvodina ha una moglie anziana e se ne procura una giovane, l’irrequieta Tissa che ha in Mirta un patrigno che la concupisce. Bora lo uccide, protetto dall’omertà della tribù. Film di trascinante allegria furfantesca sul folclore tzigano, piuttosto ruffiano e sopravvalutato all’epoca. Il premio speciale a Cannes favorì il suo successo internazionale e la carriera di Fehmiu. Ma l’esplicita simpatia per il popolo tzigano di Petrovi&3 (al quale dedicò un 2° film – Bi&3 e skoro propast sveta , 1968, inedito in Italia) era anche una indiretta critica al tentativo di Tito di omologare dall’alto la complessità etnica della repubblica iugoslava.

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