Category: V-W-X-Y-Z


Regia di Denis Villeneuve. Un film Da vedere 2013 con Hugh JackmanJake GyllenhaalViola DavisMaria BelloTerrence HowardMelissa LeoCast completo Titolo originale: Prisoners. Genere Drammatico, – USA2013durata 153 minuti. Uscita cinema giovedì 7 novembre 2013 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 3,47 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Pennsylvania, in una cittadina di provincia. La serena vita di Keller Dover – falegname benestante, moglie amata, erede maschio cui insegna a sparare agli animali e figlioletta deliziosa – è sconvolta quando, durante la consueta festa del Ringraziamento, la bimbetta sparisce insieme a una coetanea figlia dei vicini. Il detective Loki arresta un ragazzo ritardato che vive con una vecchia zia. Senza prove è rilasciato. Dover si scatena. Non è solo un thriller di indagine poliziesca (la sceneggiatura di Aaron Guzikowski non fa una grinza), né solo la storia di un’inarrestabile discesa all’inferno del protagonista ma anche del poliziotto – 2 non-eroi, 2 uomini molto diversi, 2 solitudini, 2 concezioni del mondo e dell’ordine -, ma un affresco moderno della provincia USA, dove la linda facciata nasconde sempre “altro”, dove il Male contagia, infetta, distrugge. Splendida fotografia (Roger Deakins).

Barbie (2011) | FilmTV.it

Regia di Sang-woo Woo. Un film con A ron KIMSae Ron KimCat TeboChun-hee Lee. Genere Docu-fiction – Corea del sud2011durata 97 minuti.

Meglio conosciuto per i suoi successi Father is a Dog e Mother is a Whore, Lee Sang-woo dirige questo grande ritratto della Corea con circa 100.000 dollari, un dramma familiare che guarda all’immagine del paese come ad un grande centro di esportazione di bambini.

Regia di Florian Zeller. Un film Da vedere 2020 con Anthony HopkinsOlivia ColmanImogen PootsRufus SewellOlivia WilliamsCast completo Titolo originale: The Father. Genere Drammatico, – Gran Bretagna2020durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 20 maggio 2021 distribuito da Bim Distribuzione. Oggi tra i film al cinema in 3 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,99 su 37 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Tra le vie residenziali della Londra benestante, Anne si reca a far visita al padre Anthony nel suo appartamento. L’uomo, ottantenne, è rammaricato quando la figlia gli annuncia un prossimo trasferimento a Parigi per raggiungere l’uomo che ama, e chiede cosa ne sarà di lui. Poco dopo, sempre in casa sua, Anthony trova un uomo seduto a leggere il giornale, il quale sostiene di essere il padrone di casa e il marito di Anne. Pur vivace e a tratti ben lucido, Anthony mostra sintomi del morbo di Alzheimer, dimenticando fatti, luoghi e persone. Nel rapporto con i suoi familiari e con la giovane badante Laura, ultima di una lunga serie, la vita di Anthony prosegue per frammenti confusi che la sua mente non riesce più a ricomporre.

Risultati immagini per Marcellino Pane e Vino

Un film di Ladislao Vajda. Con Pablito Calvo, Rafael Rivelles, Antonio Vico, Isabel De Pomes Titolo originale Marcelino pan y vino. Drammatico, Ratings: Kids, b/n durata 90′ min. – Spagna, Italia 1955. MYMONETRO Marcellino pane e vino * * * * - valutazione media: 4,06 su 20 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo di José María Sanchez Silva: nella Spagna dopo l’invasione napoleonica un bambinello, abbandonato in fasce, cresce in un convento, amorevolmente accudito dai frati, ma sente la mancanza di una vera famiglia; scopre in soffitta un crocifisso al quale parla, porta giornalmente da mangiare e chiede di poter vedere finalmente la mamma: il Cristo l’accontenta, portandolo con sé in cielo. Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. Ancor oggi rimane il film spagnolo di maggior successo nel mondo; in Italia fu visto da undici milioni di spettatori. E il piccolo Calvo divenne una star, anzi una meteora.

M - Il mostro di Düsseldorf - Film (1931) - MYmovies.it

Regia di Ladislao Vajda. Un film con Gert FröbeMichel SimonHeinz RühmannMarian Salgado. Titolo originale: Es geschah am hellichten Tag/El cebo. Genere Drammatico – SpagnaSvizzera1958durata 92 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

L’anziano commissario Matthäi indaga sull’assassinio con stupro di una bambina, commesso nei pressi di Mägendorf (Zurigo), non convinto della colpevolezza di un vagabondo che, dopo l’arresto, si impicca. Alcuni indizi e l’intuito lo portano a credere in un maniaco che ha già ucciso altre due bambine e che ci riproverà. Su sceneggiatura di Friedrich Dürrenmatt che la sviluppò nel romanzo La promessa-Un requiem per il romanzo giallo (1958) con un finale diverso. Vajda ha diretto un solido e convenzionale film d’indagine poliziesca, non privo di delicatezza (dovuta anche a ragioni di censura), bene interpretato dal famoso attore comico tedesco Rühmann (1912-94) che fu sullo schermo anche Maigret. Rifatto con La promessa (2001) di S. Penn con J. Nicholson.

Un film di Kôji Wakamatsu. Con Mimi KozahuraMichio Akiyama Titolo originale Yuke Yuke Nidome No ShojoDrammaticob/n durata 67 min. – Giappone 1969.

Poppo subisce uno stupro di gruppo sul tetto di un palazzo sotto gli occhi dell’imbelle Tsukio. Anch’egli ha subito un trauma analogo e, dalla condivisione del proprio malessere, tra i due nasce un’intesa che assomiglia a una relazione. Tutto ciò che Poppo desidera, però, è morire, ma Tsukio si rifiuta di ucciderla senza motivo.
Come è tipico del primo Wakamatsu, gli schemi sono quelli del genere pinku eiga, in termini di durata e di moderata esposizione di nudità femminili, ma i contenuti escono da qualsiasi steccato o stereotipo. Per molti il film-manifesto del primo periodo del regista nipponico, Su su, per la seconda volta vergine condensa, in un’ora abbondante di disagio palpabile, il sottile mix di esistenzialismo avant e fascinazione per le tematiche di sesso brutale e violenza efferata alla base del lato più oscuro della nouvelle vague giapponese. L’amore è lontano mille miglia, un miraggio che per un attimo sembra concretizzarsi negli sguardi dei due protagonisti, martiri e carnefici, emblema dell’impossibilità di un rapporto tra i sessi che sia paritario e reciprocamente soddisfacente. Rabbia e nichilismo che esplodono in sete di vendetta di fronte alla bestialità del (resto del)l’umanità, preda di un istinto sessuale insaziabile e perverso tanto nelle giovani generazioni (i teppisti tossici che si aggirano per il condominio in cui il film è ambientato) che nelle precedenti (gli scambisti bestiali che abusano di Tsukio). Violenza chiama violenza in un anno zero post-apocalittico che in fondo poco ha a che fare con la sua epoca di speranze (il ’68 appena trascorso) mentre molto strettamente si lega al DNA post-atomico giapponese; tutt’altro che casuale il legame con il lato più oscuro dell’era-hippie evidenziato dall’apparizione sulfurea di Roman Polanski e Sharon Tate tra le pagine di un manga.
Non è un’esagerazione definire il primo Wakamatsu Koji – e in particolare Su su, per la seconda volta vergine – come il precursore dei Noriko’s Dinner Table o dei This World of Ours che portano all’estremo il messaggio di Wakamatsu nel fosco terzo millennio del Sol Levante. Al resto ci pensano musiche suggestive, tra tradizione jazz e coraggioso sperimentalismo, e l’uso del contrasto tra bianco e nero e colore, esasperazione visiva della voglia di morte di Tsukio e del sangue come sola traccia di vita (che se ne va) tra corpi e animi vuoti, consegnati alla morte. Fulminea comparsata per un giovanissimo Takeshi Kitano.

Embrione - LongTake - La passione per il cinema ha una nuova regia

Un film di Kôji Wakamatsu. Con Hatsuo YamaneMiharu Shima Titolo originale Taji Ga Mitsuryo Suru TokiPsicologicob/n durata 72 min. – Giappone 1966MYMONETRO Embrione ***-- valutazione media: 3,17 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una commessa viene sedotta dal proprietario del grande magazzino dove lavora. L’uomo la porta in un appartamento semivuoto dove la tiene prigioniera e la sottopone a sevizie e brutalità, spinto da una psicosi che gli impedisce di avere rapporti normali con qualsiasi donna, comprese l’ex-moglie e la defunta madre. Vol. II della serie “Violence movies”. Più violento che mai, Wakamatsu è all’acme della sua visionarietà, riuscendo in un connubio tra sadismo e poesia che a parole sarebbe difficile spiegare. Disturba, e non poco, più perché spinge ad inquietanti riflessioni che non perché disgusti.

Stanotte all'01.40 su Rai 3 Una piscina senz'acqua di Koji Wakamatsu

Una piscina senz’acqua (水のないプール, Mizu no nai puuru) è un film del 1982 diretto da Kōji Wakamatsu. La pellicola appartiene al genere pinku eiga (erotico).

Una notte, tornando a casa dal lavoro, un controllore di biglietti assiste ad un tentativo di stupro ai danni di una ragazza. Dopo aver lottato con i balordi ed averli messi in fuga, l’uomo stringe amicizia con la vittima. Il giorno seguente, egli torna alla sua vita regolare, dividendosi tra la monotonia del lavoro e della famiglia, ma in lui qualcosa è cambiato; tutto ora gli appare noioso e senza senso, dopo lo squarcio di carnalità a cui aveva assistito soltanto la notte prima.Procuratosi un’ingente quantità di cloroformio, l’uomo comincia una nuova vita, volta a sfogare i propri istinti sessuali, repressi per troppo tempo: di notte, invece che andare a lavorare, si serve del cloroformio per addormentare le sue vittime e violentarle all’interno delle loro abitazioni. 

Caterpillar - Film (2010) - MYmovies.it

Regia di Kôji Wakamatsu. Un film Da vedere 2010 con Shinobu TerajimaSabu KawaharaKatsuyuki ShinoharaShima ÔnishiKeigo Kasuya. Titolo originale: Kyatapira. Genere Drammatico – Giappone2010, Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

1940. Durante la Seconda guerra sino-giapponese, il tenente Kadokawa è riportato a casa mutilato, sordomuto e ustionato in volto. La moglie Shigeko dovrà imparare a convivere con quel che resta di un eroe. Dal romanzo (1929) di Edogawa – Imomushi , in giapponese Il bruco – è una intensa e tremenda riflessione sull’insuccesso della politica marziale imperialista nipponica della prima metà del secolo scorso. Il protagonista, Tadashi, congedato con tanto di medaglie al valore e riconoscimenti sui giornali, dichiarato “Dio della guerra”, è un torso d’uomo cui mostrare riverenza al solo passaggio. Shigeko è lasciata da sola a confrontarsi con l’orrore della guerra e di un marito distrutto nel corpo e nell’anima. Ma la realtà che affiora è ben diversa: lei è l’unica a conoscerlo da prima della guerra, la sola ad aver subito le sue violenze domestiche e il suo machismo patriarcale e sfoga finalmente su di lui i suoi impulsi vendicativi. La Terajima premiata alla Berlinale come miglior attrice.

Regia di Kôji Wakamatsu. Un film con Juro KaraKeiko KoyanagiMiki HayashiShoko KidoMichiko SakamotoCast completo Titolo originale: Okasareta hakui. Genere Drammatico – Giappone1967durata 56 minuti.

Ispirato a un fatto reale di cronaca avvenuto a Chicago nel 1966, il film del cineasta giapponese Koji Wakamatsu racconta l’eccidio di un gruppo di giovani infermiere da parte di un impiegato. Nel dormitorio femminile di un ospedale di provincia, alcune donne, angeli in camice bianco, invitano un giovane uomo a entrare. Presto si rivelerà uno spietato assassino, tormentato da incubi e allucinazioni e sessualmente represso. Alla violenza inflitta con sadismo, si alterna la concessione di un amore malato. Un film girato in bianco e nero, con solo due impressionanti scene a colori, che parla di ossessioni, impotenza, volontà, lucida follia e persino amore.

25/11 Il giorno dell’autodeterminazione – Mishima e i giovani-11・25自決の日 三島由紀夫と若者たち (11.25 Jiketsu no Hi: Mishima Yukio to Wakamonotachi) è un film del 2012 diretto da Kōji Wakamatsu. Il film ha partecipato alla sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2012

Gli ultimi anni di vita di Yukio Mishima (Arata Iura), figura chiave della cultura giapponese del Novecento, dalla fondazione del gruppo paramilitare Tatenokai (Associazione degli Scudi) nel 1968 al suicidio rituale compiuto nel Ministero della Difesa giapponese il 25 novembre 1970.

Locandina Salomone e la regina di Saba

Un film di King Vidor. Con Yul BrynnerGina LollobrigidaGeorge SandersMarisa PavanDavid Farrar. continua» Titolo originale Solomon and ShebaStoricodurata 139 min. – USA 1959.

L’ultimo film di King Vidor, uno stanco kolossal girato in Spagna con un cast italo-americano sugli amori del re biblico e della fascinosa regina araba.

Locandina La cittadella

Un film di King Vidor. Con Robert DonatRex HarrisonRosalind RussellRalph RichardsonEdward Chapman Titolo originale The CitadelDrammaticob/n durata 110 min. – Gran Bretagna 1938.

Storia della vita e della carriera del dottor Andrew Manson; il suo apprendistato nei villaggi dei minatori, la carriera facile (e presto abbandonata) nelle cliniche di lusso, il matrimonio con la dolce Cristina, sino alla morte di quest’ultima. Il best-seller di Archibald Cronin portato in cinema da King Vidor.

Locandina Peccato

Un film di King Vidor. Con Joseph CottenBette DavisRuth RomanDavid Brian Titolo originale Beyond the ForestDrammaticoRatings: Kids+16, b/n durata 96 min. – USA 1949.

Nel profondo sud, una donna di quarant’anni nevrotica e passionale tradisce il marito. L’amante, un riccone di Chicago, le offre il matrimonio, ma la donna è incinta e ha paura di rivelarglielo per non perderlo. Ma si ferisce gravemente e muore all’ospedale per le ferite, nonostante le cure del marito medico.

Locandina Amore sublime

Un film di King Vidor. Con John BolesAlan HaleBarbara StanwyckAnne ShirleyTim Holt Titolo originale Stella DallasDrammaticob/n durata 106 min. – USA 1937.

Una figlia del popolo sposa un giovane aristocratico, ma presto lo disgusta con i suoi modi rozzi. Anche la vita della figlia forse sarebbe rovinata da quella madre sboccata e volgare, se questa, comprendendo i problemi della ragazza, volontariamente non si escludesse dalla sua vita, pur di farla felice

Regia di Randall Wallace. Un film con Mel GibsonMadeleine StoweGreg KinnearChris KleinSam ElliottKeri RussellCast completo Genere Guerra – USA2002durata 138 minuti. – MYmonetro 2,18 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Alla guida del mitico VII Cavalleggeri in versione high-tech, con i cavalli sostituiti dagli elicotteri, gravato dall’ombra del generale Custer, il colonnello Hal Moore (Gibson) affronta l’esercito nordvietnamita nella battaglia della Drang Valley (14/11/1965) che segnò l’inizio della guerra del Vietnam. Evita a stento il bis di Little Big Horn e incassa una vittoria di Pirro. Tratto da un libro dello stesso Moore e di Joseph L. Galloway, sceneggiato e diretto con mestiere da Wallace, ha al suo attivo alcune riprese aeree, il parallelismo tra infuriare della battaglia e vita quotidiana delle mogli rimaste a casa e soprattutto la rappresentazione, seppur parziale, del punto di vista e dei sentimenti del nemico, cui spetta anche l’onore dell’ultima, veritiera parola. È però zavorrato da una tripla retorica: patriottica, familiare, religiosa.

Locandina italiana Re della terra selvaggia

Un film di Benh Zeitlin. Con Quvenzhané Wallis, Dwight Henry, Levy Easterly, Lowell Landes, Pamela Harper. Titolo originale Beasts of the Southern Wild. Drammatico, durata 91 min. – USA 2012. – Satine Film uscita giovedì 7 febbraio 2013. MYMONETRO Re della terra selvaggia * * * 1/2 - valutazione media: 3,51 su 44 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Hushpuppy ha sei anni e vive sola con il padre Wink nelle paludi del sud della Louisiana, in una zona chiamata la Grande Vasca, per gli allagamenti a cui va incontro in occasione dei cicloni. Mentre lo spettro di un terribile uragano spaventa la comunità del luogo, mettendo in fuga molti, Wink scopre di essere gravemente malato e di dover preparare la figlia a cavarsela da sola. Il suo desiderio è che Hushpuppy non abbandoni la sua terra, ma ne diventi un giorno il re, la creatura più forte.
Re della terra selvaggia è un esordio storico, di quelli che contengono una tale potenza che rischiano di segnare la vita del suo autore per sempre. Perché è un film nel quale accade una magia, per cui le contraddizioni coesistono fruttuosamente e ciò che altrove sarebbe sembrato un difetto qui diventa una ricchezza. A partire dal budget. Piccolo, nelle coordinate della storia così come negli ambienti ritratti, il film contiene però il pathos della grande avventura, l’estetica della grande parabola mitologica sulla fine e l’inizio del mondo e nessun sentore della misura minimalista di tanti esordi. Eppure non esonda mai, non si ha mai la sensazione che sia sovraccarico o pretenzioso: la sua superficie è fatta di piccole cose, dialoghi brevi, sguardi più testardi che tristi, ma, sotto, si percepisce la presenza di un mondo sommerso, un discorso profondo sulla paura della perdita. Si dice che nella vita il destino ci riservi ciò che siamo in grado di sopportare ed è un pensiero che si addice alla perfezione al personaggio di Hushpuppy, ma anche al film nella sua globalità.
Zeitlin ha trovato in Quvenzhane Wallis un’interprete straordinaria, viatico ideale per percorrere una storia che sovrappone realtà e immaginazione. All’interno di un quadro quasi documentaristico, che il regista ha conosciuto così bene da poter restituire con una naturalezza e una verità rare, Hushpuppy è infatti una bambina che ha paura e, come tutti i bambini che provano un’emozione forte, ha bisogno di illustrarla con delle immagini. In quei momenti, il regista passa dunque a lei il testimone del film ed ecco apparire le “creature selvagge” (che già avevano visitato il piccolo Max del film di Spike Jonze), del tutto simili ai bisonti delle prime pitture rupestri e infatti protagoniste del racconto di sé che la bambina sta lasciando ai posteri (gli scienziati che arriveranno nella Grande Vasca “tra un milione di anni”).
Il passaggio all’età adulta, tema ricorrente di moltissima produzione cinematografica, qui assume i toni insoliti e le proporzioni mitiche della lotta per la sopravvivenza e della strenua resistenza alla normalizzazione. “Chi è l’uomo?” urla Wink, “Io sono l’uomo”, risponde Hushpuppy. Il bambino interiorire se ne andrà, e così il padre, ma lei lo avrà fatto suo quanto basta.

I ragazzi del capitano Nemo' di Karel Zeman - Agenda Venezia

Un film di Karel Zeman. Con Jan BorJosef StranikJan MalatCestmír RandaJan Cizek. continua» Titolo originale Ukradená VzducholodFantascienzadurata 94 min. – Cecoslovacchia, Italia 1966

A Parigi, durante i festeggiamenti per l’esposizione universale del 1889, cinque ragazzini si impadroniscono del favoloso vascello volante costruito dal professor Findeis e dopo aver sorvolato l’Europa atterrano su un’isola sconosciuta la cui strana geografia ricorda la forma di una farfalla. Inseguiti da alcune spie che vogliono rubare l’avveniristico dirigibile per usarlo come arma da guerra.
Zeman costruisce una nuova piacevolissima avventura per ragazzi ispirandosi liberamente alle pagine di Jules Verne. Gli attori in carne ed ossa si muovono su sfondi dipinti con lo stile delle incisioni di fine ‘800. Il racconto del viaggio sullo straordinario dirigibile suggerisce un elementare itinerario dei piccoli protagonisti verso una nuova consapevolezza: un percorso che inizia dalle meraviglie e dai sogni spensierati dell’infanzia e che si conclude con una raggiunta maturità, tracciato con impareggiabile gusto da un mago della cinematografia cecoslovacca. Conosciuto negli USA con i titoli: The Stolen Airship, The Stolen Balloon, Two Years Vacation, Two Year’s Holiday.In Italia ha come titolo alternativo Il dirigibile rubato.

download

Un film di Karel Zeman. Con Lubor Takos, Arnost Navratil, Miloslav Holub, Miroslav Holub, Jana Zatloukalovai, Lubor Tokos, Frantisek Cerny Titolo originale Vynález Skázy.Fantastico, b/n durata 85 min. – Cecoslovacchia 1957. MYMONETRO La diabolica invenzione * * * 1/2 - valutazione media: 3,53 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari

La vicenda narrati svolge alla fine del diciannovesimo secolo: l’inventore Roch e il suo assistente Hart sviluppano un esplosivo così potente da sostituire l’energia ottenuta da petrolio e carbone. Il conte Artigas cerca di impadronirsi del materiale e rapisce i due rinchiudendoli all’interno di un’isola vulcanica.
Karel Zeman, regista cecoslovacco e massimo esponente del genere d’animazione europeo negli anni Quaranta e Cinquanta, crea un film visionario ispirato a un romanzo di Jules Verne, “Face au Drapeau” scritto nel 1896. La diabolica invenzione costituisce una prova di grande tecnica cinematografica, nella quale attori in carne e ossa si muovono all’interno di scenografie ispirate alle incisioni di Rion e Benett, illustratori delle prime edizioni dell’autore francese. Retini e filtri sono adoperati per rendere le immagini granulate e per suggerire l’impressione di zincografie. L’effetto è quello di una patina antica e preziosa che va a stendersi su uomini, oggetti e ambienti, restituendo l’aspetto favolistico del racconto. I personaggi sono tratteggiati con tocchi essenziali: un mite scienziato che paradossalmente realizza un’arma distruttiva, un cattivo mascherato da buone intenzioni, un giovane eroe idealista e romantico. Protagonisti, che si ritrovano coinvolti all’improvviso in un avventuroso viaggio all’interno di un piccolo regno. La stessa esperienza per certi versi, onirica e sensoriale, che cattura piacevolmente lo spettatore.

Nebbia in agosto - Film (2016) - MYmovies.it

Regia di Kai Wessel. Un film Da vedere 2016 con Ivo PietzckerSebastian KochThomas SchubertFritzi HaberlandtHenriette ConfuriusCast completo Titolo originale: Nebel im August. Genere Drammatico, – Germania2016durata 126 minuti. Uscita cinema giovedì 19 gennaio 2017 distribuito da Good Films. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,05 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Tratto dall’omonimo libro (2008) di Robert Domes, racconta la storia del piccolo Ernst Lossa, orfano ribelle, nomade di etnia Jenisch, vittima del folle e omicida programma di eutanasia infantile nazista Aktion T4: tra il 1939 e il 1945 più di 200 000 persone sono state uccise negli ospedali psichiatrici tedeschi, tra loro innumerevoli bambini. Nel riformatorio all’unità psichiatrica del dottor Veithausen, Ernst si accorge che uno per uno i suoi amici, i più deboli, i pesi per la società, muoiono improvvisamente. Si ribella. “Inventore” della dieta della fame (ai pazienti faceva mangiare 3 volte al giorno una zuppa saporita, ma priva di qualsiasi elemento nutritivo: morivano lentamente, perdendo 3 kg di peso a settimana), il dottor Veithausen ne ordina la morte. Ernst, nato nel 1929, muore nel 1944 per un’iniezione letale. Terribile storia vera del perverso sistema eugenetico, di cui, ancora oggi, non si sa abbastanza. Wessel lo racconta in modo rigoroso e coinvolgente al tempo stesso, grazie anche alla prestazione limpida e autentica degli attori. Un nuovo omaggio alla Memoria di asciutta e tremenda efficacia. Da proiettare anche nelle scuole.