Category: Serie Tv


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Sharp Objects è una miniserie televisiva statunitense del 2018, creata da Marti Noxon e diretta da Jean-Marc Vallée.La serie è l’adattamento del romanzo Sulla pelle (Sharp Objects) del 2006 scritto da Gillian Flynn

La protagonista, Camille Preaker, è una giornalista di cronaca nera, vive una vita sregolata ed è un’alcolista. A seguito della scomparsa di due ragazzine nella sua città natale, Wind Gap, il suo capo decide di mandarla come reporter sul campo.Camille è quindi costretta a tornare a vivere in casa di sua madre Adora e a conoscere la sua sorellastra più piccola Amma. Si troverà suo malgrado a dover vivere ancora una volta le dinamiche della piccola cittadina del Missouri (omofobia, razzismo, la rivalità tra le donne e il machismo degli uomini), i difficili rapporti con la famiglia e a ripercorrere i traumi del passato.Sul caso indagano lo sceriffo Bill Vickery e il detective Richard Willis. Lo sceriffo sospetta dei familiari delle ragazze, John Keene e Bob Nash, il primo perché giudicato troppo sensibile, il secondo perché burbero e attaccabrighe. Il detective, arrivato in città da Kansas City per aiutare col caso, rimane di vedute più aperte. Date le difficoltà ad ambientarsi in una piccola città rurale, con le sue tradizioni e i suoi costumi, Willis accetterà di fornire a Camille informazioni sul caso, in cambio di informazioni riguardanti la città, portando i due ad avvicinarsi col proseguire del tempo.

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Risultati immagini per Secret and LiesSecrets and Lies is an American mystery anthology television series based on the Australian television series of the same name, and developed for American television by Barbie Kligman. Secrets and Lies premiered on ABC on March 1, 2015.[1]

Set in Charlotte, North Carolina, the first season starred Ryan Phillippe as Ben Crawford, who becomes the prime suspect in the death of young boy. The second season follows Eric Warner (played by Michael Ealy), newly married man and heir to his family’s private equity firm, when his wife Kate is murdered. Juliette Lewis co-stars as Detective Andrea Cornell, who is investigating both cases.[2]

The series was renewed for a second season on May 7, 2015.[3]

The first season follows Ben Crawford, a family man who discovers the body of a young boy and quickly becomes the prime suspect in his death. Ben then goes in search of the real killer in order to clear his name. He puts up quite an effort that ends up revealing a great many secrets of the small community. Continua a leggere

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Casa Keaton (Family Ties[1]) è una sit-com statunitense sulla vita di una comune famiglia americana con le esperienze della vita di tutti i giorni. Prodotta dalla Paramount di Los Angeles, negli Stati Uniti è stata trasmessa dalla NBC per sette stagioni, dal 1982 al 1989: in Italia è stata trasmessa da Canale 5Italia 1 e Frisbee.La sigla “Without Us”, scritta da Jeff Barry e Tom Scott, era cantata da Mindy Sterling e Dennis Tufano per i primi dieci episodi e successivamente da Johnny Mathis e Deniece Williams.Rappresenta una serie pluripremiata e di culto degli anni ottanta.

I genitori Steven e Elyse Keaton, molto innamorati, appartengono alla generazione degli hippy degli anni sessanta: la madre è architetto, mentre il padre lavora per il network televisivo WKS. Essi, ancora molto attaccati ai loro ideali giovanili, costituiscono le principali figure di riferimento per i loro figli coi quali si scontrano spesso a causa del fatto che i figli sono invece a proprio agio nella società consumistica degli anni ottanta. 

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Risultati immaginiThe Big Bang Theory è una sitcom statunitense ideata da Chuck Lorre e Bill Prady e prodotta dalla Warner Bros. Television in collaborazione con la Chuck Lorre Productions. L’episodio pilota è andato in onda il 24 settembre 2007 sul canale CBS.

PasadenaLeonardSheldonHoward e Raj sono quattro brillanti giovani i quali lavorano insieme al California Institute of Technology. La grande intelligenza ne fa tra le menti più valide del Paese, ma di contro li rende socialmente degli inetti: il loro legame d’amicizia è infatti cementato dalla rispettiva condizione di nerd e geek. Fuori dal lavoro il tempo libero dei quattro trascorre principalmente tra la lettura di fumetti, partite a videogame e giochi di ruolo, e la visione di film e serie TV a tema fantascienza e supereroi; l’assenza di ragazze è sempre stata una costante nelle loro vite. Continua a leggere

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Chernobyl è una miniserie televisiva statunitense e britannica, creata e scritta da Craig Mazin e diretta da Johan Renck.I cinque episodi raccontano la storia del Disastro di Černobyl’ a oltre 30 anni dall’accaduto, e seguono gli uomini e le donne che si sono sacrificati per salvare l’Europa da un disastro nucleare.Le vicende raccontate si basano, in gran parte, sui resoconti degli abitanti di Pripyat, raccolti dalla scrittrice Premio Nobel per la letteratura Svetlana Alexievich nel suo libro Preghiera per Černobyl’

La miniserie si concentra sulla portata devastante del disastro di Černobyl’ che si verificò nell’Ucraina sovietica il 26 aprile 1986, rivelando come e perché è accaduto, e raccontando le vicende degli eroi che hanno combattuto a costo della loro vita.

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Dieci piccoli indiani (And Then There Were None) è una miniserie televisivabritannica trasmessa da BBC One nel 2015. La miniserie, composta da tre puntate, è stata scritta da Sarah Phelps ed è basata sul romanzo Dieci piccoli indiani di Agatha Christie.

Nell’agosto del 1939 otto sconosciuti sono invitati in una tenuta arroccata a Soldier Island, un’isola al largo della costa del Devon, dai misteriosi coniugi U.N. Owen, da loro mai conosciuti personalmente. Una volta giunti nel luogo dell’incontro vengono accolti da due domestici appena assunti, Thomas e Ethel Rogers, ma i padroni di casa sono misteriosamente assenti. Mentre gli ospiti cenano e discorrono tra di loro, una voce proveniente da un grammofono incolpa ciascuno dei presenti, inclusi i due domestici, di aver commesso un omicidio.

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Das Boot è una serie televisivafrancotedesca di guerrasequel del film del 1981 U-Boot 96 di Wolfgang Petersen,[1] ma è ambientata un anno dopo gli eventi del film. È basata sui romanzi Das Boot e Die Festung di Lothar-Günther Buchheim.

La serie, ambientata nel 1942, si concentra sulla resistenza francese a La Rochelle e sulla difficile vita che affronta un giovane equipaggio a bordo del sommergibile tedesco U 612 in missione in acque nemiche.

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Risultati immagini per Mildred PierceUn film di Todd Haynes. Con Kate Winslet, Brian F. O’Byrne, Mare Winningham, James LeGros, Melissa Leo. Formato Serie TV, Titolo originale Mildred Pierce. Drammatico, – USA 2011. MYMONETRO Mildred Pierce * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Mildred Pierce è mamma, moglie e casalinga nell’America della Grande Depressione. Tradita e abbandonata dal marito, tra una torta e l’altra cerca lavoro a Los Angeles per garantire futuro e privilegi alle sue bambine, Ray e Veda. Assunta come cameriera in una tavola calda, Mildred rivela presto il suo talento di cuoca e pasticcera, che mette in pratica aprendo un ristorante. Rialzata la testa ma segnata da un lutto profondo, Mildred prende letteralmente in mano il suo futuro e quello di Veda, musicalmente dotata e in evidente conflitto con lei. Tra una mamma indefessa e una figlia insidiosa si insinua Monty Beragorn, giocatore di polo ricco e viziato che pratica il dolce far niente.
Ambientato negli anni Trenta e nell’America in crisi del repubblicano Herbert Hoover, Mildred Pierce è un (melo)dramma in cinque atti prodotto dalla HBO e magnificamente diretto da Todd Haynes. Mildred Pierce, come Lontano dal paradiso nove anni prima, mostra un’ossessiva fedeltà formale nei confronti di un genere che viene nondimeno attualizzato e modificato. Haynes di fatto trasforma l’infiammabilità inesplosa e trattenuta dei mélo americani in un film (a puntate) che divampa sotto i nostri occhi. Un violento e viscerale congegno narrativo che non si limita a riesumare spoglie di un genere che fu per giocare col cuore e la memoria colta dei cinefili ma che affronta, sotto la compostezza della messa in scena, il sogno americano declinato al femminile. Al centro del dramma e alla periferia di Los Angeles abita una donna che sceglie di affermare la propria fermezza e il conseguente bagaglio di sofferenza. Adattamento fedele e puntuale dell’omonimo romanzo di James M. Cain, Mildred Pierce riprende un discorso cinematografico che non sembra soltanto citato e rivisitato nelle musiche, nelle scene, nei costumi e nella grafica dei titoli di testa ma pure splendidamente proseguito e aggiornato. Scegliendo il mélo come territorio della sua autopsia dell’America di quegli (e questi) anni, la mini-serie diventa una messa in discussione del presente compiuta attraverso uno sguardo predatato. Il vero dramma è che quella società è quasi uguale a questa, soltanto un po’ meno consapevole della propria stritolante violenza. Meno ‘nero’ e più ‘osservante’ della trasposizione del ’45 di Michael Curtiz (Il romanzo di Mildred) interpretata da Joan Crawford, la versione di Todd Haynes è un’esperienza emotiva purificatrice che mette in schermo il bene e il male, la luce e il buio, schierando davanti allo ‘specchio della vita’ una madre intraprendente che lotta e ‘impone’ la sua gentilezza e una figlia inappagata la cui cruda concupiscenza per la celebrità ignora tutti tranne se stessa. Black melodrama familiare, Mildred Pierce trova in Kate Winslet un’interprete mirabile nel restituire una donna che, emancipata dalla subalternità del ruolo, fa carriera nell’America ‘riformata’ e recuperata di Franklin Delano Roosevelt. Caparbia e ostinata, la sua Mildred è ‘al volante’ della vita e di quell’auto in cui trova riparo dalla pioggia e dalle afflizioni e da cui ‘riparte’ per ricominciare. Condotta via da un amante o ‘trasportata’ da un taxi è invece la Veda civettuola e crudele di Evan Rachel Wood decisa ad affrancarsi dalla provincia e dalla sua condizione a colpi di voce e di note. Insieme le due attrici daranno vita a un dramma di assordante tristezza, che non ha più i connotati fiabeschi del sogno ma quelli asfissianti di una sopportazione che diventa abitudine. Ma l’insurrezione è dietro la porta. Continua a leggere

Risultati immagini per Twilight ZoneAi confini della realtà (The Twilight Zone) è una serie televisiva di genere fantascientifico del 1985. La serie è ispirata alla serie classica del 1959, creata da Rod Serling e che vide tra gli sceneggiatori Richard Matheson e Ray Bradbury. La seconda serie fu trasmessa dal 1985 al 1989, e fu seguita da una terza in onda tra il 2002 e il 2003.

La nuova Ai confini della realtà debuttò il 25 settembre 1985, con la formula dei due o tre episodi da 20-25 minuti in uno show da un’ora. Molti episodi furono tratti da opere di scrittori famosi, come Ray Bradbrury, Alan Brennert, Arthur C. Clarke e Stephen King: tra questi, La stella (The Star) di Clarke, in cui un gruppo di astronauti arriva su un pianeta desolato, che da complicati calcoli si rivela essere niente meno che la stella cometa che guidò i Re Magi, e Gramma, in cui un bambino rimasto a casa con la nonna malata scoprirà che le voci di stregoneria che corrono sul suo conto non sono infondate.

Ci furono alcuni remake della serie classica, Dead Man’s Shoes, Shadow Play e Night of the Meek, mentre altri episodi andarono ad arricchire la lista dei classici. Tra di essi, The shadow man, in cui un ragazzo timido diventa coraggioso dopo l’incontro con l’uomo ombra che vive sotto il suo letto, salvo poi trovarsi di fronte all’uomo ombra di un’altra persona, Dead run, in cui un uomo si trova un lavoro piuttosto particolare, quello di portare anime morte all’inferno, The library, la storia di una biblioteca che contiene i libri con la vita di tutte le persone, e una sala dove poterli modificare, e Wordplay, la storia di un uomo che improvvisamente non comprende più il significato delle parole, ed è costretto a ricominciare ad imparare tutto, usando l’abecedario del figlio piccolo.

Nonostante il successo di molti episodi, lo show non ottenne un grande successo di pubblico, ma fu comunque confermato per la stagione successiva. Continua a leggere

Risultati immagini per Ai Confini della Realtà - Serie ClassicaAi confini della realtà (The Twilight Zone) è una serie televisiva di genere fantascientifico trasmessa in tre diversi periodi dalla televisione americana. La serie classica, creata da Rod Serling e che vide tra gli sceneggiatori Richard Matheson, Charles Beaumont e Ray Bradbury, andò in onda dal 1959 al 1964, la seconda serie fu trasmessa dal 1985 al 1989, e la terza è andata in onda tra il 2002 e il 2003.

Seppure considerata fantascientifica, la serie in realtà esplorò raramente i temi classici della fantascienza, focalizzandosi invece su storie incentrate sulle vite di normali persone che venivano radicalmente cambiate dall’incontro con l'”ignoto”, con uno squarcio nella realtà che faceva diventare credibile anche l’impossibile.

Spesso, se non sempre con una morale finale, la serie contribuì a diffondere la fantascienza. Famosi i suoi switching endings, in cui la visuale dello spettatore veniva ribaltata con un colpo di scena finale che capovolgeva la prospettiva. Ogni episodio della serie è presentato da Serling, che introduceva lo spettatore nella vita di una persona che stava per cambiare per il suo ingresso nella zona “ai confini della realtà”. Continua a leggere

Logo del programma Indietro tuttaIndietro tutta! è stata una popolare trasmissione televisiva di Renzo Arbore e Ugo Porcelli con Alfredo Cerruti e Arnaldo Santoro, condotta da Renzo Arbore e Nino Frassica, in onda in seconda serata su Rai 2 dal 14 dicembre 1987[1] all’11 marzo 1988[1], intorno alle 22.30, prima del TG2 Stasera. Vennero prodotte 65 puntate[1].

Il programma, sotto l’apparenza di un gioco a premi dove si sfidano concorrenti del Nord e del Sud Italia, è in realtà un varietà, sebbene sui generis, con forti intenti satirici verso la televisione stessa, i suoi stereotipi e i suoi contenuti. Arbore infatti, col suo programma, fra gag e personaggi curiosi, canzoni e finti giochi a premi, non fa che stigmatizzare un certo tipo di televisione, che proprio negli anni ottanta aveva iniziato ad orientarsi verso un genere di intrattenimento sempre più commerciale e di basso livello culturale, fra salotti televisivi sempre più frivoli, ragazze sempre più svestite, e giochi a premi sempre più banali che distribuivano milioni a pioggia.

Tra gli elementi satirici, oltre alle scenografie e ai costumi volutamente ed esageratamente sfarzosi e grotteschi, spiccano ad esempio le Ragazze Coccodè, che ballano vestite con costumi da galline, antesignane (come le littorine di Odiens) delle più attuali veline, letterine, letteronze, ecc., o lo sponsor immaginario della trasmissione, il Cacao Meravigliao. Memorabili alcune gag che hanno alimentato autentici tormentoni: “Volante uno Volante due” (le voci di due poliziotti, l’agente Frontone della Volante 1 e l’agente Frangipane della Volante 2 – alias Alfredo Cerruti ed Arnaldo Santoro, coautori del programma – che per un contatto “entravano” in onda durante la lettura del regolamento); “chiamo io … chiama lei” (la voce del prof. Pisapia – ancora Alfredo Cerruti – rinchiuso sotto la tolda della nave a guardare la TV, che chiosava con Arbore); “manaccia!” (l’espressione di dispiacere con cui Frassica sottolineava la risposta sbagliata da parte di un concorrente). Si ricordano anche gli sketch di Michele Foresta, più noto successivamente come Mago Forest, un esordiente Francesco Paolantoni nei panni di Cupido, il “gonghista” Fulvio Falzarano e tra le vallette del programma figuravano anche una giovanissima Maria Grazia Cucinotta e Feliciana Iaccio, entrambe nel ruolo di guardiane della cella di Pisapia, oltre alla “Miss Sud” Nina Soldano e alla “Miss Nord” Adriana Alves de Oliveira. Continua a leggere

Poirot (Agatha Christie’s Poirot) è una serie televisiva britannica, prodotta originariamente dalla London Weekend Television (attualmente dalla ITV Production and Agatha Christie Ltd), trasmessa in Inghilterra a partire dall’8 gennaio del 1989 e terminata il 13 novembre 2013 dopo 13 stagioni, per un totale di 70 episodi divisi fra 36 episodi della durata di 52 minuti ispirati ai racconti brevi di Agatha Christie pubblicati nel corso degli anni venti, e 34 episodi della durata di 103 minuti ispirati ai romanzi.

Il telefilm è stato trasmesso in Italia originariamente da Rete 4 e successivamente da Fox Crime (con inizio dalla nona e dalla decima stagione) e da DIVA Universal. Tutte le stagioni sono state pubblicate in dvd con doppio audio da Malavasi Editore, che ne ha curato l’edizione italiana. Retequattro, ad inizio 2014, ha trasmesso 4 degli ultimi 5 episodi della serie (stagione 13). L’ultimo capitolo “Sipario” che chiude l’intero ciclo, è stato posticipato al 24 maggio 2014 in quanto, dato i buoni riscontri di pubblico, si è optato per la riproposizione di alcuni vecchi episodi e di posticipare il capitolo finale per una questione di continuità narrativa.

 

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Risultati immagini per Ellery Queen locandinaEllery Queen è il titolo di una serie televisiva poliziesca statunitense, ideata nel 1974 da Richard Levinson e William Link e trasmessa dalla catena televisiva NBC dal 1975 al 1976.

La prima trasmissione in Italia è avvenuta nel 1979 sui canali della RAI. Attualmente la serie viene riproposta saltuariamente dal canale Giallo del digitale terrestre.

La serie è composta da 22 episodi, più un episodio pilota, ed è tratta dai racconti polizieschi di Ellery Queen, pseudonimo con cui erano conosciuti i due scrittori Frederic Dannay e Manfred B. Lee.

Gli autori della serie, noti anche per aver ideato Mannix, Colombo e La signora in giallo, riadattarono alcuni dei racconti brevi compresi nelle raccolte più famose dei due scrittori, in particolare Le avventure di Ellery Queen.

A interpretare il protagonista fu Jim Hutton (il padre del più famoso Timothy), mentre l’ispettore Richard Queen, padre di Ellery, fu interpretato dal caratterista David Wayne. Personaggi di contorno il fidato sergente Thomas Velie (Tom Reese), braccio destro dell’ispettore Queen, il conduttore di gialli radiofonici, nonché investigatore dilettante, Simon Brimmer (John Hillerman) e il giornalista Frank Flannigan (Ken Swofford).

In ciascun episodio compaiono celebri attori cinematografici statunitensi e britannici, che ricoprono il ruolo di guest star nel ruolo di indiziati. Sono da ricordare, fra le altre, le partecipazioni di Ray Milland, Kim Hunter, Farley Granger, Joan Collins, Dean Stockwell, Eva Gabor, Dick Van Patten, Dorothy Malone, Larry Hagman, Rhonda Fleming, Cesar Romero, Sal Mineo, Donald O’Connor, Tom Bosley, George Burns, Eve Arden, Susan Strasberg, Ida Lupino, Don Ameche, Howard Duff, Tab Hunter, Signe Hasso, Stuart Whitman, Mel Ferrer, Dana Wynter, Troy Donahue, Vincent Price, Vera Miles, Forrest Tucker, Juliet Mills. Continua a leggere

Un film di Anton Giulio Majano. Con Aldo Reggiani, Loretta Goggi, Arnoldo Foà, Glauco Onorato Avventura, – Italia 1970.

Al suo secondo teleromanzo ispirato a Stevenson, Majano fa decisamente meglio (i progressi tecnici gli consentono guizzi impossibili al tempo della sua Isola del tesoro del 1958). La storia famosa è quella del giovane Shelton che si trova a prendere partito nella guerra delle Due Rose fra York e Lancaster. Ottimi i due «vilain» di Arnoldo Foà e di Adalberto Merli (allora pressoché sconosciuto), che raffigura un malefico duca di Gloucester, il futuro Riccardo III. Continua a leggere

Risultati immagini per A come Andromeda

Un film di Vittorio Cottafavi. Con Luigi Vannucchi, Paola Pitagora, Nicoletta Rizzi, Tino Carraro, Mario Piave. Fantascienza, b/n – Italia 1972.

Il modernissimo radiotelescopio del complesso astronomico di Bouldershaw Fell, in Inghilterra, capta una misteriosa sequenza di segnali provenienti dalla Nebulosa di Andromeda: studiandoli, il professor Fleming (Vannucchi), dell’equipe del dottor Reinhart (Carraro), capisce che compongono un messaggio cifrato contenente le istruzioni per costruire un computer di tecnologia sconosciuta. Incaricati dal governo, gli scienziati realizzano il progetto e scoprono, a prezzo della tragica morte della ricercatrice Christine Flemstad, che l’elaboratore è pensato per creare una nuova forma di vita.
L’enigmatica creatura – somigliantissima a Christine e ribattezzata “Andromeda” – che prende forma nell’avveniristico sintetizzatore della macchina, possiede un’intelligenza superiore e facoltà mnemoniche eccezionali, ma appare priva di qualsiasi emozione. Mentre sul laboratorio convergono le interessate attenzioni dei servizi segreti, dei militari e delle spie che fanno capo alla multinazionale INTEL, il professor Fleming comincia a temere che il supercomputer e “Andromeda” costituiscano una minaccia per l’umanità…
Ispirato al soggetto di John Elliot e Fred Hoyle – già adattato nella miniserie inglese A for Andromeda del 1961 – lo sceneggiato di Cottafavi è uno dei pochi esempi di fantascienza adulta italiana, tanto più lodevole e singolare in quanto realizzato per il piccolo schermo, per un pubblico di famiglie abituato a seguire gli spensierati varietà del sabato sera o i melodrammatici teleromanzi a puntate della domenica. Controcorrente rispetto alla produzione del tempo e scommettendo sulla svolta filosofica e scientifica inaugurata tre anni prima dalla conquista della Luna, il film parte dall’idea di una possibile vita nell’universo e profetizza nuovi e imminenti traguardi al progresso tecnologico, intuendo il potenziale rivoluzionario dell’informatica e gli inquietanti risvolti di una ipotesi di clonazione.Una storia interessante, appena appesantita da un intreccio spionistico piuttosto ingombrante che costituisce l’unica concessione al pubblico più tradizionale.Il film – che, per la verità, non riscosse particolare successo – si avvale di un cast di ottimi professionisti e delle “realistiche” scenografie di Mariano Mercuri supportate dai computer forniti dalla Honeywell.Il ruolo di Christine/Andromeda sviluppato da Nicoletta Rizzi era stato dapprima proposto alla cantante Patty Pravo. Continua a leggere

Risultati immagini per Angels in America seriesAngels in America è una miniserie televisiva prodotta dalla HBO nel 2003, tratta dall’opera teatrale Angels in America – Fantasia gay su temi nazionali di Tony Kushner. La serie vanta un cast all-star (tra gli altri Al Pacino, Meryl Streep ed Emma Thompson) e tratta, in modo perlopiù onirico, la condizione degli omosessuali negli Stati Uniti d’America reganiani, focalizzandosi sulle reazioni a seguito del diffondersi dell’AIDS.

Con pesanti riferimenti biblici (gli angeli, la colpa e la condanna), ma con un tono anche sdrammatizzante, Angels in America vuole porre — conservando lo spirito della pièce originale — difficili interrogativi esistenziali e sociali. Le stesse apparizioni dell’angelo, nel loro essere catastrofiche, non rinunciano a una certa dose di ironia; ad esempio tramite le erezioni del protagonista o il suo rapporto sessuale con l’angelo. La miniserie consta di due parti, a loro volta divise in capitoli: Il nuovo millennio si avvicina (Millennium Approaches) e Perestroika. Continua a leggere

Freddure, parodie, gag, imitazioni, sketch: DRIVE IN – 30 ANNI è l’esclusiva raccolta che ripropone, per la prima volta in assoluto, il programma simbolo della televisione degli anni ‘80 che ha trasformato il modo di far ridere. Irriverente, nuovo, moderno, frizzante, il varietà più famoso della TV conserva ancora oggi tutto lo spirito di quei tempi. La critica della Milano da bere e dello sfrenato individualismo del bocconiano rampante Sergio Vastano, del paninaro sfigato Enzo Braschi e della top model pentita Antonia Dell’Atte. Il riflusso e l’edonismo reaganiano presi in giro da Gianfranco D’Angelo nei panni del ministro guerrafondaio Giovanni “John” Spadolini e del socialista viveur Gianni De Michelis. La satira in anticipo sui tempi di Ezio Greggio, Enrico Beruschi e della moglie dell’onorevole Coccovace (Caterina Sylos Labini) sui “furbetti del quartierino”, le comiche di Benny Hill e le curve pop delle ragazze “parlanti” Fast Food. E ancora le parodie dei film campioni d’incasso al botteghino e dei telefilm (Bold Trek con la coppia Boldi-Teocoli) , la comicità che nasce dal vissuto quotidiano (il vigilante Vito Catozzo – Giorgio Faletti, l’ambientalista Johara), i tormentoni e i modi di dire rimasti sulla bocca di tutti: “Troppo giusto!”, “A me, me pare ‘na strunzata”, “E’ chiaro ‘stu fatto”, “Ce l’ho qui la brioche!, “Has Fidanken”, “Porco il mondo che c’ho sotto i piedi”, “L’acqua è poca e la papera non galleggia”. Continua a leggere

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Un film di Cary Fukunaga. Con Heather Ashley Boyd, Bruce Elliott, Tory Kittles, David Stephen Mitchell, Michael Potts. Formato Serie TV, Thriller, durata 60 min. – USA 2014.

True Detective è una serie televisiva statunitense, ideata da Nic Pizzolatto per HBO. La serie, con protagonisti Matthew McConaughey e Woody Harrelson, è composta da otto episodi diretti da Cary Fukunaga, che sono andati in onda su HBO dal 12 gennaio 2014.[1]  True Detective è concepita come una serie antologica, che avrà per ogni stagione interpreti e storie differenti.[2]

Le vite dei detective Rust Cohle e Martin Hart si intrecciano inesorabilmente nella lunga caccia a un serial killer in Louisiana, durata diciassette anni. Attraverso archi temporali diversi, vengono raccontate le vite e le indagini dei due detective, dal 1995 al 2012, anno in cui il caso viene riaperto. Continua a leggere

David Copperfield è uno sceneggiato televisivoitaliano in otto puntate diretto da Anton Giulio Majano, trasmesso fra il 1965 ed il 1966sull’allora Programma Nazionale.

Lo sceneggiato è una fedele trasposizione televisiva dell’omonimo romanzo di Charles Dickens. La storia comincia con il racconto dell’infanzia di David con le sue dure esperienze: il secondo matrimonio della madre, i maltrattamenti del patrigno Edward Murdstone, il collegio, la morte della madre, il lavoro a Londra e la fuga dalla zia Betsey.

Seguono poi le vicende di David adulto: il lavoro, il matrimonio con Dora e, dopo la morte di lei, il secondo matrimonio con Agnese, che finalmente gli dona la tranquillità.

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Cuore è una miniserie televisiva del 1984, diretta da Luigi Comencini e liberamente tratta dall’omonimo romanzo di Edmondo De Amicis del 1886.

Già più volte portato sullo schermo, il libro Cuore di Edmondo De Amicis (1846-1908), ovvero il romanzo italiano per ragazzi più tradotto al mondo dopo Pinocchio, è alla sua prima versione televisiva.

La pubblicazione del romanzo risale al 1886 e ha come oggetto le annotazioni che un allievo di terza elementare, Enrico Bottini, espone in un diario regalatogli dal padre per l’anno scolastico 1881-82

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