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Conversazioni private di Liv Ullmann - DVD

Regia di Liv Ullmann. Un film con Max von SydowSamuel FrölerPernilla AugustAnita BjörkVibeke FalkThomas HanzonCast completo Titolo originale: Enskilda Samtal. Genere Drammatico – Svezia1996durata 110 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 6 recensioni.

Scritto da Ingmar Bergman come Con le migliori intenzioni (1992) di cui è il seguito, racconta un altro decennio (1924-34) nell’infelice vita coniugale di Henryk Bergman e Anna Akerblom, genitori del regista. È la storia di un adulterio, quello che Anna commette con Thomas, studente di teologia più giovane di lei. Pur tra sconnessioni temporali e qualche taglio rispetto all’edizione televisiva, è diviso in 5 conversazioni (meglio: confessioni, nel titolo originale e nell’accezione luterana della locuzione) con epilogo-prologo nel 1907. A differenza del film precedente, la sceneggiatura di Bergman ha qui un impianto più frammentario e intimista dove si scava in profondità nel groviglio di amore-odio-senso del dovere-rivolta di Anna (P. August, qui protagonista assoluta, doppiata da Cristiana Lionello). Alla sua 3ª regia, L. Ullmann ci ha messo del suo: sensibilità, cura dei particolari, un tocco di femminilità oscuro e potente, quasi come in un processo di osmosi, identificazione, transfert tra regista, interprete e personaggio. Nell’edizione italiana manca la 3ª conversazione tra Anna e sua madre.

Regia di Liv Ullmann. Un film Da vedere 2000 con Erland JosephsonLena EndreKrister HenrikssonThomas Hanzon, Michelle Gylemo, Juni DahrCast completo Titolo originale: Trolösa. Genere Drammatico – Svezia2000durata 155 minuti. – MYmonetro 4,00 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

L’attrice Marianne e il famoso direttore d’orchestra Markus, sposati da undici anni, hanno una figlia, la piccola Isabelle. Il regista David è il loro migliore amico. Tra Marianne e David nasce una relazione che si trasforma in passione. Separazione drammatica, epilogo tragico. 4ª regia di L. Ullmann (i primi 2 film inediti in Italia), la 2ª su sceneggiatura di Ingmar Bergman, strindberghiana di ispirazione, autobiografica nella sostanza, che sul tradizionale e risaputo triangolo borghese costruisce un dramma su binari angosciosamente nuovi. Lo spunto è pirandelliano: un’attrice/personaggio (Endre) aiuta l’ottantenne Bergman (Josephson), tormentato dai rimorsi, a scrivere questa straziata storia d’amore fra tre adulti, reciprocamente infedeli, del cui gioco la vera vittima è la bambina. Cinema di parola, dunque di attori, sebbene la regia sia tutt’altro che di servizio, e non soltanto perché, pur rispettando con scrupolo il testo del maestro, amplia visivamente la presenza della figlia. Nonostante un certo ristagno drammaturgico nella 2ª parte, il film fonde estetica ed etica, colpisce per la sua sincerità, coinvolge con il suo dolore, scava impietosamente nei vizi privati e nella crudeltà irresponsabile della gente scandinava, soprattutto degli uomini che, come capita spesso in Bergman, ne escono giustamente bastonati. Perciò, forse, i 2 interpreti maschili, soprattutto il David di Henriksson, risultano opachi rispetto alla versatile e intensa Endre, doppiata da Roberta Greganti.