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Locandina Tre canti su Lenin

Un film di Dziga Vertov. Titolo originale Tri pesni o LenineMutob/n durata 58′ min. – URSS 1934.

Le due diverse date fornite qui sopra riflettono la storia della copia attualmente disponibile. La versione sonora di Tri pesni o Lenine (Tre canti su Lenin) venne approntata nel 1934, quella muta nel 1935. Nel 1938 fu richiesto a Vertov di rimontare entrambe le versioni: nel frattempo le purghe staliniane avevano raggiunto il culmine e i “nemici del popolo” che erano stati fisicamente eliminati entro i tardi anni Trenta dovevano essere cancellati anche dal film. Le versioni originali del 1934 e 1935 non esistono più, ma possiamo supporre che differissero notevolmente da quelle ora disponibili.La prima della versione sonora di Tri pesni o Lenine si tenne al festival di Venezia nell’estate del 1934; in quella stessa estate il film fu presentato a Mosca ai delegati del primo Congresso degli scrittori sovietici: distribuito a novembre (sei mesi dopo che era stato completato), ebbe un considerevole successo sia in patria che all’estero. Lo scrittore inglese H.G. Wells (che aveva conosciuto Lenin) raccontò che pur avendo visto il film senza traduzione aveva compreso ogni parola.

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Un film di Dziga Vertov. Titolo originale Celovek s kinoapparatum. Documentario, b/n durata 64′ min. – Russia 1929. MYMONETRO L’uomo con la macchina da presa * * * 1/2 - valutazione media: 3,70 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

L’uomo con la macchina da presa è il monumento del cinema costruttivista sovietico, un vorticoso mosaico sull’utopia dell’uomo-macchina e di un mondo nuovo. Nonostante la sua indiscussa reputazione, questo classico del cinema muto non è mai stato mostrato con la musica che lo stesso Vertov aveva immaginato per il film, e che fu eseguita soltanto alla sua prima uscita. I nostri agenti di Mosca hanno scovato il manoscritto negli Archivi di Stato; dopo averlo letto, abbiamo pensato che la Alloy Orchestra (già vista all’opera con Sylvester al Festival di Telluride e, lo scorso anno, con Lonesome) fosse l’approdo ideale per il visionario progetto di Vertov. Il risultato è un’abbagliante, distorta sinfonia di musica concreta, trasmissioni radio e danze popolari, un’esperienza sonora esplosiva per un film destinato a celebrare la bellezza del caos. -PCU Il suono nell’Uomo con la macchina da presa è ben più di un’illustrazione alle immagini. Nella visione futuribile di Vertov, il cinema si sarebbe fuso con la radio allo scopo di mettere in contatto i proletari di tutto il mondo, infrangendo così le frontiere e annullando le distanze: “L’uomo con la macchina da presa, scrisse lo stesso Vertov nel 1929, costituisce il passaggio dal cine-occhio al radio-occhio”. In effetti, il film diviene una sorta di radio-occhio grazie a una serie di immagini sonore durante la sequenza dedicata a un dopolavoro del futuro, con visioni sovrapposte a un altoparlante in primo piano. -NT -PCU -YT

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Amazon.com: People's Hero [VHS]: Lung Ti, Tony Chiu-Wai Leung, Tony Ka Fai  Leung, Elaine Jin, Paul Chun, Ronald Wong, Bowie Lam, To-Hoi Kong, Sabrina  Ho, Ching Tien, Wing-Cho Yip, Kit Mok, Wilson

People’s Hero is a 1987 Hong Kong thriller film written and directed by Derek Yee and starring Ti Lung. The film was nominated for three Hong Kong Film Awards, where Tony Leung Chiu-wai and Elaine Jin won the Best Supporting Actor and Best Supporting Actress awards respectively, while Ronald Wong was nominated in the former category as well.

Two dangerously incompetent youths Sai and Boney attempt to rob a bank at closing time.Unknown to them experienced criminal Sunny Koo (Ti Lung) also has plans of his own as he attempts one last heist before he flees to the Philippines.

Regia di Denis Villeneuve. Un film con Paule BaillargeonEmmanuel BilodeauPascale BussièresCraig CostinJoanne CotéCast completo Genere Drammatico – Canada1998durata 88 minuti.

La giovane Simone rimane coinvolta in un incidente d’auto che le è quasi fatale, e mentre s’interroga sulla mortalità, decide che forse è arrivato il momento di avere un bambino. Il miglior candidato per diventare padre è il suo migliore amico Phillipe che si dice subito d’accordo, a patto che concepiscano il bambino a Salt Lake City, nel deserto. Il viaggio sarà una lezione profonda e avvincente sull’amore, la solitudine, e la scoperta di sé.

Regia di Denis Villeneuve. Un film Da vedere 2015 con Benicio Del ToroEmily BluntJosh BrolinJon BernthalJeffrey DonovanSarah MinnichCast completo Titolo originale: Sicario. Genere ThrillerDrammatico, – USA2015durata 121 minuti. Uscita cinema giovedì 24 settembre 2015 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,25 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Al confine tra USA e Messico, Kate, agente dell’FBI esperta in rapimenti, è inserita in una task force speciale in missione contro i narcotrafficanti, al comando di Matt, un carismatico agente di machiavellico pragmatismo e cinico mercenario, affiancato da un enigmatico e ambiguo ex magistrato riciclato in giustiziere. Thriller d’azione, film di genere ma d’autore, con un percorso narrativo di situazioni sempre più violente che precipitano Kate in un vortice di intrighi, corruzione e degrado morale, nel quale non si fida più di nessuno, è spinta a varcare i limiti imposti dalle regole e dalla legge (ma anche dalla sua etica personale) e dal quale non sa come uscire. Splendido tema musicale di Jóhann Jóhannsson a scandire i momenti di maggiore tensione, minaccioso, lugubre, funereo, ansiogeno. Bel trio di protagonisti, funzionali.

Regia di Denis Villeneuve. Un film con Maxim GaudetteSébastien HuberdeauKarine Vanasse. Genere Drammatico – Canada2009, Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Montréal, dicembre 1989. Valérie, brillante studentessa all’École Polytechnique, sogna di diventare ingegnere aeronautico, nonostante le resistenze di superiori burocrati che ritengono incompatibili l’essere donna col fare carriera. Non la pensa diversamente ma in maniera più radicale uno studente del Politecnico, che armato di fucile e follia irrompe nell’Ateneo sparando e uccidendo soltanto le ragazze. Sopravvissuta miracolosamente all’attentato, Valérie proverà a ricostruirsi una vita in un mondo di uomini.
Michael Moore nel suo Bowling a Columbine sosteneva che gli americani si ammazzano a revolverate tra loro molto più che in qualsiasi altro posto del mondo (quaranta persone vengono uccise ogni giorno da un’arma da fuoco negli States). Aveva provato ad analizzare in profondità le cause che conducono a questo scempio: le politiche sociali USA, il razzismo latente, la cultura della violenza. Per verificare le proprie convinzioni si era addirittura spinto fino alla periferia dell'”impero”, indagando sulla presenza delle armi nel territorio canadese e scoprendo che in Canada le morti da arma da fuoco sono centonovantasei all’anno contro gli undicimila degli Stati Uniti. Curioso che nel documentario, prodotto nel 2002, il filmaker in bermuda tacesse, o peggio omettesse, l’attentato all’École Polytechnique di Montréal, così prossimo a quello compiuto nel liceo di Columbine di Littleton in Colorado. Falsificata la verità per ottenere il suo obiettivo retorico, sette anni dopo ci pensa il film di Denis Villeneuve a scoprire il dark side del Québec, raccontando una giornata terribilmente qualsiasi in un ateneo che assomiglia a troppi. Il film come il suo assassino, entra armato e disarmante in una scuola senza chiedere permesso, cammina, osserva, si insinua nelle aule dove l’attentato rivelerà il segno apertamente antifemminista e misogino. L'”elefante” nella stanza separò gli studenti dalle studentesse, rivendicando il carattere politico del suo gesto, determinato a condannare il femminismo e il femminile. Polytechnique non è soltanto la gelida cronaca del martirio di quattordici persone ma una riflessione in bianco e nero sul potere coercitivo e sulla dittatura culturale che gli uomini hanno imposto alle donne. Una violenza trasversale e globale che colpisce il terzo mondo e non risparmia affatto il democratico occidente. Ogni risultato favorevole alle donne, ogni scatto di libertà femminile coincide con una regressione e una reazione maschile. Nonostante le migliori intenzioni e la nobile volontà di tenere viva la memoria di una strage efferata, Polytechnique smette troppo presto di denunciare per dare maggiore spazio al plot e alla resa spettacolare della morte.
La morte delle protagoniste viene “esaltata” e sottolineata per lo spettatore da primi piani e dettagli, da effetti studiatissimi di luce e suoni che finiscono per mettere da parte la realtà dei fatti, producendo un vero e proprio shock. Una nota. Heidi Rathjen, una studentessa sopravvissuta del quarto anno dell’École Polytechnique, intraprese un duro braccio di ferro con il governo federale per ottenere una legge mirata allo stretto controllo delle armi da fuoco e al divieto delle armi d’assalto. La legge fu varata nel 1995 per poi essere obliata nel 2006 dal governo conservatore. In conclusione, il Canada sembra lontano dal paradiso e qualcuno dovrebbe dirlo a Michael Moore.

Regia di Denis Villeneuve. Un film con Marie-Josée CrozeJean-Nicolas VerreaultStephanie MorgensternPierre LebeauKliment DenchevCast completo Genere Drammatico – Canada2000durata 87 minuti.

Bibiane Champagne è una giovane donna di venticinque anni, bella e di successo. Proveniente da una ricca famiglia influente, frequenta diversi negozi di abbigliamento di lusso, ha un bellissimo appartamento e passa le notti in locali alla moda. Una piovosa sera d’estate, Bibiane investe accidentalmente un passante con la sua auto. Il ferito, un pescivendolo cinquantatreenne, tornato a casa, lentamente muore. La vita Bibiane scivola in un caos inimmaginabile: dopo aver cercato di cancellare ogni traccia del suo gesto gettando l’auto in un bacino portuale, cerca di saperne di più sull’uomo che ha ucciso…

Regia di Denis Villeneuve. Un film Da vedere 2010 con Lubna AzabalMélissa Désormeaux-PoulinMaxim GaudetteRemy GirardAbdelghafour ElaazizCast completo Titolo originale: Incendies. Genere Drammatico, – Canada2010durata 130 minuti. Uscita cinema venerdì 21 gennaio 2011 distribuito da Lucky Red. – MYmonetro 3,35 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Alla lettura del testamento della madre, i gemelli Jeanne e Simon scoprono di avere un fratello di cui ignoravano l’esistenza e un padre che credevano morto. Decisa a ritrovarli entrambi e a dare finalmente una spiegazione ai silenzi delle ultime settimane di vita di sua madre, Jeanne decide di partire dal Canada dove è cresciuta per il Medio Oriente, contro il parere di Simon, che ancora non riesce a perdonare la durezza e la mancanza di affettività della madre. Il viaggio di Jeanne, raggiunta in un secondo tempo dal fratello, sarà doloroso e scioccante. Tratto dall’omonima pièce di Wajdi Mouawad, è un film teso e potente come una tragedia greca trasposta nella drammatica situazione del Libano moderno, quello degli anni della guerra civile tra cristiani maroniti e arabi musulmani. Ottimi interpreti dai volti intensi, ben diretti da un Villeneuve che sa quel che fa.

Regia di Denis Villeneuve. Un film Da vedere 2016 con Amy AdamsJeremy RennerForest WhitakerMichael StuhlbargTzi MaMark O’BrienCast completo Titolo originale: Arrival. Genere Fantascienza, – USA2016durata 116 minuti. Uscita cinema giovedì 19 gennaio 2017 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,41 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

In 12 parti del mondo atterrano 12 astronavi aliene identiche. Il governo USA mette insieme una squadra speciale capeggiata dalla dottoressa Louise Banks, linguista di fama mondiale, in seria difficoltà a elaborare il lutto per la morte dell’adorata figlia. Mentre il mondo impazzisce e tutti le sono contro, tranne un fisico teorico che fa parte del suo gruppo e la appoggia, Louise trova il modo di comunicare con gli alieni ed evitare un conflitto globale. Villeneuve dimentica spettacolarità già vista, battaglie intergalattiche, camminate nello spazio e affini e costruisce un film intimo, profondo: quello che gli interessa è il lato “umano”, degli scienziati e degli alieni, la possibilità di comunicare, non di invadersi o farsi la guerra. È un film di fantascienza intellettuale, ingenua e interessante nello stesso tempo, ma anche un thriller psicologico appassionante. Originale e affascinante.

Wetlands - Film (2017) - MYmovies.it

Regia di David Wnendt. Un film con Carla JuriChristoph LetkowskiMeret BeckerAxel MilbergMarlen KruseCast completo Titolo originale: Feuchtgebiete. Genere Drammatico – Germania2013durata 109 minuti.

Helen è un’adolescente anticonformista in rapporto conflittuale con i genitori. Sta praticamente sempre con Corinna, la sua migliore amica, con la quale infrange un tabù sociale dopo l’altro. Il sesso è per lei una forma di ribellione, un modo per contrastare l’etica borghese convenzionale. Quando si taglia malamente cercando di rasarsi le parti intime, Helen finisce all’ospedale, dove in poco tempo solleva un gran polverone. E conosce Robin, un infermiere di cui si innamorerà…

Regia di David Wnendt. Un film Da vedere 2015 con Oliver MasucciFabian BuschChristoph Maria HerbstKatja RiemannFranziska WulfCast completo Titolo originale: Er Ist Wieder Da. Genere Commedia, – Germania2015durata 116 minuti. Uscita cinema martedì 26 aprile 2016 distribuito da Nexo Digital. – MYmonetro 3,58 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Adolf Hitler – Lui – si sveglia improvvisamente nella Berlino dei giorni nostri. Stranito dalla multiculturalità e dalla tecnologia, è accolto come un fenomeno da baraccone e tedeschi e turisti scattano foto con lui. Inizia una carriera in un programma TV comico. Diventa famoso. Scrive un libro. Continua a far ridere. L’unica a riconoscerlo è un’anziana ex deportata, ma dal momento che oramai è “fuori di testa”, nessuno le crede. Le cose orribili, che Lui proclama, rischiano di trovare terreno fertile in una Europa invasa da un odio xenofobo mai sopito. “Tutti mi avevano seguito perché tutti erano come me, non ci si può liberare di me perché sono una parte di voi. Ora le condizioni sono favorevoli!” Tratto dall’omonimo romanzo di Timur Vermes (oltre 2 milioni di copie solo in Germania e tradotto in 40 Paesi), già disponibile su Netflix Italia, è uscito in sala distribuito da Nexo Digital, purtroppo solo per 3 giorni. Wnendt fa interagire il suo Hitler con attori professionisti che seguono un copione e con improvvisazioni di gente vera in giro per la strada. Le 380 ore di materiale girato sono state montate in un film che fonde fiction e documentario in un’amara commedia di satira sociale. Film tedesco col maggiore incasso del 2015. Si riflette.

Regia di Daniele Vicari. Un film con Valerio MastandreaCristiano MorroniAlessia BarelaMassimiliano VarreseIvano de MatteoCast completo Genere Drammatico – Italia2002durata 111 minuti. – MYmonetro 3,07 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A 17 anni Claudio rivela un talento naturale per la meccanica e va a bottega da Stefano, proprietario di un’officina sul lido bruttato di Ostia, fin troppo appassionato alle corse notturne clandestine. Tra i due nasce un rapporto simile a un’amicizia che s’incrina per l’intrusione di una fraschetta. 1° lungometraggio del reatino Vicari – con proficue esperienze nel documentario – giudicato a Venezia 2002 il migliore dei 3 film italiani in concorso e apprezzato come ottimo esempio di cinema medio. Sembra ma non è un film di genere: mescola con destrezza la commedia (in vernacolo romanesco stretto) con i codici del cinema d’azione e le finezze del dramma psicologico, non trascurando la tematica dell’amicizia virile. Vola basso, ma sicuro. Descrive con competenza l’ambiente delle corse clandestine, e della subcultura dell’automobile suggerisce la contiguità con la società competitiva del successo. Mostra, non dimostra. E ha il finale giusto: il gesto di congedo di Claudio è, insieme, una rivalsa del personaggio e una dichiarazione d’intenti del regista. Scritto con Maura Nuccetelli e Laura Paolucci. Musica funzionale di Massimo Zamboni (ex CCCP e CSI).

Locandina L'orizzonte degli eventi

Un film di Daniele Vicari. Con Valerio MastandreaGwenaëlle SimonFrancesca InaudiGiorgio ColangeliLulzim Zeqja Drammaticodurata 115 min. – Italia 2005uscita venerdì 20 maggio 2005.

Il film racconta di due mondi, diversi e paralleli, che convivono nello stesso territorio: il Gran Sasso d’Italia. Il contatto tra le due realtà avviene attraverso i personaggi di Max (Mastandrea), ricercatore di fisica nucleare che lavora senza sosta nel laboratorio situato nel ventre della montagna, e del pastore Bajram (Lulzim Zeqja). Di fatto il pastore cammina sulla testa del fisico ma nessuno dei due lo sa. Dentro il laboratorio si sviluppa il mestiere più avanzato dell’umanità, sopra la montagna invece ci sono gli immigrati poveri che fanno il lavoro più antico del mondo. IL Gran sasso è, secondo il regista, l’immagine sintetica della globalizzazione.

Regia di Daniele Vicari. Un film con Elio GermanoMichele RiondinoChiara CaselliValentina LodoviniDaniela PoggiCast completo Genere Drammatico, – Italia2008durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 31 ottobre 2008 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,24 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal best seller (2004) del magistrato/scrittore pugliese Gianrico Carofiglio che l’ha adattato col fratello Francesco, Massimo Gaudioso e il regista. È la storia del barese Giorgio, di buona famiglia borghese, che, alla vigilia di una laurea in giurisprudenza, fa un incontro che lo trascina nel “viaggio agli inferi” del godimento senza freni, delle azioni irresponsabili, della volontà di potenza, e scopre le sue pulsioni più violente. Lo perverte il fascinoso e manipolatore Francesco dalla doppia vita: campa come baro ai tavoli da poker e sfoga la sua misoginia in gesti di criminale violenza. Giorgio diventa suo complice a tutto campo. Oltre a mettere la storia in flashback tra prologo ed epilogo, Vicari riduce al minimo la dimensione dell’indagine poliziesca sullo stupratore periodico: fa di Francesco l’immagine speculare di Giorgio, quasi il suo doppio, con l’ambizione programmatica di farne due tipici rappresentanti dell’attuale generazione di eterni e irresponsabili adolescenti. C’è qualcosa di capzioso in questo nero effettistico. Assomiglia al suo titolo: fa colpo perché sembra poetico, ma è poetizzante. Bene i 2 protagonisti: Germano è una conferma, Riondino una sorpresa. Prodotto da R&C (G. Romoli e T. Corsi) e da Fandango (D. Procacci) con Rai Cinema.

Regia di Daniele Vicari. Un film Da vedere 2012 con Claudio SantamariaElio GermanoAntonio GerardiAlessandro RojaRolando RavelloCast completo Genere Drammatico, – Italia2012durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 13 aprile 2012 distribuito da Fandango. – MYmonetro 3,49 su 13 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nella notte tra il 20 e il 21 luglio 2001 a Genova – dove si svolgeva il G8 – ci fu, secondo Amnesty International, “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la Seconda Guerra Mondiale”. Già il 20 luglio la repressione, guidata dall’alto dei poteri pubblici, aveva provocato la morte del giovane Carlo Giuliani. Frutto di 18 mesi di ricerche sugli atti processuali, appare quasi miracoloso che non si siano avuti altri decessi per le violenze esercitate da poliziotti, carabinieri, guardie carcerarie fuori controllo nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto. Girato in gran parte a Bucarest e dintorni, prodotto e distribuito dalla Fandango, scritto da Vicari con Laura Paolucci (+ Alessandro Bandinelli, Emanuele Scaringi), è costato 7-8 milioni di euro. Giustamente s’è parlato di un film “necessario e coraggioso” che invita – come dice il sottotitolo – a “non ripulire questo sangue”. Premio del pubblico alla Berlinale. Tra i circa 300 000 manifestanti, centinaia di stranieri (con molti black bloc che mettono a soqquadro la città); migliaia gli obiettivi che hanno fotografato o filmato con quale accanimento le forze dell’ordine hanno colpito per le strade il corteo dei dimostranti. Almeno 2 le riserve principali: la costruzione narrativa e le lacune. Invece di seguire l’ordine cronologico di un racconto che concentra gran parte della durata in 2 giorni, un insensato montaggio va avanti e indietro nel tempo senza plausibili ragioni espressive. Lungo l’elenco delle lacune. Non si dice che in quel luglio c’era un governo di destra, presieduto da Silvio Berlusconi. Nemmeno nei titoli di coda si citano i nomi dei politici che, già condannati per gravi reati, hanno ancor oggi ruoli di primo piano nelle forze dell’ordine. Non si spiega la funzione del Genoa Social Forum o la si deforma. Assente una qualsiasi spiegazione sui motivi che indussero 300 000 persone a radunarsi a Genova.

Locandina Io sto con gli ippopotami

Un film di Italo Zingarelli. Con Bud SpencerTerence HillJoe Bugner, May Dlamini, Hugh Rouse, Dawn Jurgens, Ben Masinga, Lee Marcowitz, Malcolm Kirk, Nick Van Rensburg, Sandy Ngkomo, Mike Schutte, Johan Naudé, Joseph Szucs Avventuradurata 109 min. – Italia 1979MYMONETRO Io sto con gli ippopotami ***1/2- valutazione media: 3,50 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un commerciante africano di pochi scrupoli cattura numerosi animali e intende spedirli in Canada. Tom e Slim, due simpatici avventurieri amici della natura (affittavano armi caricate a salve ai cacciatori), si mettono da soli contro l’organizzazione dell’uomo d’affari e riescono a liberare gli animali.

Regia di Craig Viveiros. Un film Da vedere 2012 con Tim RothTalulah RileyJack O’Connell (II)Peter MullanKierston WareingCast completo Titolo originale: The Liability. Genere Thriller – Gran Bretagna2012durata 92 minuti. – MYmoro 3,42 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Quando il figlio diciannovenne della sua donna gli distrugge l’auto, Peter ritiene che sia giunto il momento di metterlo a lavorare e gli affida un incarico di responsabilità: fare da autista ad un sicario di nome Roy. Per il giovane Adam è una gioia, fare il killer è sempre stata la sua aspirazione. Per Roy invece rischia di essere un impedimento, è ormai stanco di uccidere e tutto ciò che gli preme è fare in tempo a presenziare al matrimonio di sua figlia. Ma il bello deve ancora arrivare, anzi la bella…
Il regista di Ghosted si cimenta nel crime movie ma allo stesso tempo alleggerisce il tono, lo carica di cupo seppur mai troppo cinico umorismo, e trova un equilibrio perfetto, per un film che non aspira a riscrivere il genere ma a divertirsi al suo interno.

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Locandina Incrocio d'amore

Un film di Chin-yen Yee. Con Chen Bo-LinGuey Lun-MeyLiang Shu-Hui Titolo originale Blue Gate CrossingSentimentaledurata 85 min. – Taiwan, Francia 2002.

Le vicende sentimentali di tre adolescenti di Taiwan. Due amiche sono innamorate dello stesso ragazzo che è il bello della scuola. Storia stravista che però è vista con uno sguardo leggero e vitale dalla regia che riesce a ottenere dai suoi interpreti diciottenni il profumo della verità.

Regia di Carlo Verdone. Un film Da vedere 1996 con Carlo VerdoneAndréa FerréolClaudia GeriniNuccia FumoMino ReitanoAnna CalatoCast completo Genere Commedia – Italia1996durata 110 minuti. – MYmoro 3,17 su 12 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Una cartomante predice a un giovane pianista depresso che incontrerà la donna dei suoi sogni: porta il nome di un fiore e gli cambierà la vita. Incontra Marguerite, si convince che sia lei, ma si è sbagliato e lo scopre quando nella sua vita entra, sconvolgendogliela, la cameriera Iris. 15° film di C. Verdone attore-regista, è una commedia sentimentale in cui la musica (curata da Lele Marchitelli, con testi delle canzoni scritti da Francesca Marciano) è una componente trainante dell’azione. Sul versante comico le gag sono poche e deboli. Il film appartiene soprattutto a C. Gerini che infatti trionfa: il capocomico si è messo al servizio di un’attrice. Breve apparizione autoironica del cantante calabrese Mino Reitano.

Regia di Carlo Verdone. Un film Da vedere 1995 con Carlo VerdoneVeronica PivettiClaudia GeriniCinzia MascoliLuis MolteniCast completo Genere Comico, – Italia1995durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 15 dicembre 1995 distribuito da C.G.D – Cecchi Gori Distribuzione. – MYmoro 3,14 su 16 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

I 3 episodi hanno in comune non soltanto il matrimonio e la vita di coppia, ma, a un secondo livello, la famiglia e la società in Italia, come si vede nel 2° racconto (Verdone-Mascoli), l’unico con personaggi positivi, il più affettuoso, pur col retrogusto amaro nel disegno degli egoismi familiari. Il 1° (Verdone-Pivetti) è in chiave grottesca come il tragico epilogo comprova: intinto nel vetriolo questo Raniero, primario pignolo, ossessivo, carrierista e tronfio, che dà nel patologico come certi personaggi di Alberto Sordi che fu il modello di Verdone giovane. Il vuoto afasico di una certa gioventù è al centro del 3° episodio (Verdone-Gerini), il più divertente, sebbene crudele e quasi disperato a livello sociologico. Il tormentone dell'”Iva’, ‘o famo strano?” non sarà presto dimenticato. Qui, ben secondato dalla Gerini, l’attore-autore (con L. Benvenuti e P. De Bernardi) ha il piede pigiato sull’acceleratore del fregolismo mimico e non sbaglia una curva.

3.15/5