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Regia di Carlo Verdone. Un film Da vedere 1996 con Carlo VerdoneAndréa FerréolClaudia GeriniNuccia FumoMino ReitanoAnna CalatoCast completo Genere Commedia – Italia1996durata 110 minuti. – MYmoro 3,17 su 12 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Una cartomante predice a un giovane pianista depresso che incontrerà la donna dei suoi sogni: porta il nome di un fiore e gli cambierà la vita. Incontra Marguerite, si convince che sia lei, ma si è sbagliato e lo scopre quando nella sua vita entra, sconvolgendogliela, la cameriera Iris. 15° film di C. Verdone attore-regista, è una commedia sentimentale in cui la musica (curata da Lele Marchitelli, con testi delle canzoni scritti da Francesca Marciano) è una componente trainante dell’azione. Sul versante comico le gag sono poche e deboli. Il film appartiene soprattutto a C. Gerini che infatti trionfa: il capocomico si è messo al servizio di un’attrice. Breve apparizione autoironica del cantante calabrese Mino Reitano.

Regia di Carlo Verdone. Un film Da vedere 1995 con Carlo VerdoneVeronica PivettiClaudia GeriniCinzia MascoliLuis MolteniCast completo Genere Comico, – Italia1995durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 15 dicembre 1995 distribuito da C.G.D – Cecchi Gori Distribuzione. – MYmoro 3,14 su 16 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

I 3 episodi hanno in comune non soltanto il matrimonio e la vita di coppia, ma, a un secondo livello, la famiglia e la società in Italia, come si vede nel 2° racconto (Verdone-Mascoli), l’unico con personaggi positivi, il più affettuoso, pur col retrogusto amaro nel disegno degli egoismi familiari. Il 1° (Verdone-Pivetti) è in chiave grottesca come il tragico epilogo comprova: intinto nel vetriolo questo Raniero, primario pignolo, ossessivo, carrierista e tronfio, che dà nel patologico come certi personaggi di Alberto Sordi che fu il modello di Verdone giovane. Il vuoto afasico di una certa gioventù è al centro del 3° episodio (Verdone-Gerini), il più divertente, sebbene crudele e quasi disperato a livello sociologico. Il tormentone dell'”Iva’, ‘o famo strano?” non sarà presto dimenticato. Qui, ben secondato dalla Gerini, l’attore-autore (con L. Benvenuti e P. De Bernardi) ha il piede pigiato sull’acceleratore del fregolismo mimico e non sbaglia una curva.

3.15/5
Risultato immagini per Un sacco bello

Regia di Carlo Verdone. Un film Da vedere 1980 con Carlo VerdoneMario BregaRenato ScarpaVeronica MirielSandro GhianiFilippo TrinciaCast completo Genere Commedia – Italia1980durata 99 minuti. – MYmoro 3,49 su 33 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nella notte tra il 14 e il 15 agosto a Roma. Un bulletto sta per partire con la sua “sprint” in compagnia di un amico per la Polonia, in cerca di facili congressi carnali. Un capellone in tunica bianca distribuisce volantini dei Bambini di Dio ed è catturato dal padre, esuberante comunista, che lo trascina in un consiglio di famiglia. Un timido giovanotto mammone in partenza per Ladispoli è agganciato da una bella spagnola. Fortunato esordio di C. Verdone (1950) in una botte di ferro: prodotto da Sergio Leone che gli ha affiancato in sceneggiatura due vecchie volpi come De Bernardi e Benvenuti, rafforzandolo con professionisti quali Ennio Guarnieri (fotografia) e Ennio Morricone (musiche). Verdone regista è al servizio di Verdone attore e della sua capacità di trasformarsi (non solo nei 3 personaggi principali, ma anche in altri 3 gustosi personaggi minori), ma sa anche dirigere gli altri. Tutti raccontati con ironia e affetto. La volgarità è assente. David di Donatello a C. Verdone attore.

3.5/5

Regia di Carlo Verdone. Un film Da vedere 1992 con Carlo VerdoneGiancarlo DettoriMargherita BuyElisabetta PozziDidi PeregoCast completo Genere Commedia – Italia1992durata 105 minuti. – MYmoro 3,18 su 20 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Critico rock e aspirante attrice s’incontrano dallo psicanalista e nasce tra i due un’amicizia solidale. Si rincontrano a Londra e in Cornovaglia e il loro rapporto nevrotico si trasforma in amore. Una struttura narrativa ben congegnata nelle simmetrie, nei bisticci, nei colpi di scena; un’efficace direzione di attori; un’armoniosa somma di contributi tecnici (tra cui le canzoni di Jimi Hendrix nei momenti giusti) fanno approdare Verdone a una comicità agrodolce che, nonostante la lieta fine, ha uno sguardo critico e problematico sul rapporto tra i due sessi. Scritto dal regista con Francesca Marciano. 2 David di Donatello a Verdone (regia, attore).

3.18/5
Risultato immagini per Perdiamoci di vista

Regia di Carlo Verdone. Un film con Carlo VerdoneAsia ArgentoAldo MaccioneAngelo BernabucciMariangela GiordanoCast completo Genere Commedia – Italia1994durata 113 minuti.

Gepy Fuxas, presentatore di un programma TV del dolore, è smascherato da Arianna, paraplegica ribelle, e perde il posto. Tra i due nasce un rapporto di amicizia amorosa che giova soprattutto a Gepy, forse migliore di quel che sembra o di come il mestiere l’aveva ridotto. 13° film di Verdone regista, è uno dei più diseguali, incerto tra il versante satirico e quello sentimentale e appesantito da un moralismo troppo dimostrativo. Brava A. Argento, che affina di film in film il suo talento naturale. A. Maccione incide col vetriolo un impresario televisivo. David di Donatello alla regia.

3/5

Regia di Carlo Verdone. Un film Da vedere 2004 con Carlo VerdoneLaura MoranteStefania RoccaAntonio CataniaGabriella PessionCast completo Genere Commedia – Italia2004durata 108 minuti. – MYmoro 3,06 su 20 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Cacciato di casa dopo vent’anni dalla moglie (Morante premiata con un Nastro d’argento), per un tradimento più virtuale e ridicolo che accaduto, un ottico romano (Verdone) si ripara in casa del socio (Corsato). Ci rimane, sdegnato, quando scopre che lei ha da tempo una relazione con un amico di famiglia (Catania) e si guarda intorno, senza accorgersi che la donna giusta è la convivente del socio (Rocca). Scritto con Francesca Marciano e Pasquale Pastino. Pur prendendo un po’ troppo sul serio una logora tematica all’Alberoni (sindrome dei cinquantenni, coppia in crisi, usura dell’amore coniugale, ecc.) il 19° film di Verdone, orgogliosamente medio, è uno dei migliori della sua seconda maniera “malincomica” e vellutata, incline alla sottigliezza psicologica più che alla buffoneria aggressiva (il congresso carnale col cellulare è uno spasso farsesco, ma l’appuntamento dopo il concerto è umorismo fine). Non manca la dimensione sociologica. Basta leggere Uomini in fuga della psicoterapeuta Gianna Schelotto. Verdone dirige i compagni con oculata noncuranza

3.1/5
Locandina Io e mia sorella

Un film di Carlo Verdone. Con Carlo VerdoneOrnella MutiElena Sofia RicciGaleazzo BentiMariangela Giordano. continua» Commediadurata 109 min. – Italia 1987.

Un tranquillo musicista di Spoleto ha una sorella tanto inquieta e combinaguai, quanto lui è tranquillo e mite. La morte della madre riporta a casa la sorella dopo molti anni. Ne appprofitta per reclamare dal musicista la soluzione di tutti i suoi guai (ha una relazione con un uomo anziano, un figlio da un ungherese, e un giorno anche una donna gelosa le spara). La moglie del musicista, stufa della cognata invadente, se ne va. Fratello e sorella rimangono soli. Forse felici.

3/5

Regia di Carlo Verdone. Un film con Carlo VerdoneRegina OriuoliPaolo TriestinoGina RovereEnrico PozziVitoPasseriCast completo Genere Commedia – Italia1998durata 100 minuti. – MYmoro 3,09 su 12 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel mondo animale il gallo cedrone è un uccello dalle piume verde brillante sul petto, naturalmente poligamo e facile a esibizioni e parate amorose quando è in calore. Nel mondo umano Armando Feroci – “l’unico gallo che si sveglia a mezzogiorno” – è un seduttore a tempo pieno, vitellone quarantenne, fanatico di moto, fuoriserie ed Elvis Presley, un cialtrone che finisce con il reinventarsi politico alla Berlusconi, candidato a sindaco di Roma in una lista civica. Mentre, volontario della Croce rossa nel Sahara, è stato condannato a morte dagli integralisti islamici, in Italia, parenti e amici ne rievocano la vita, le imprese e gli amori. 16° – e uno dei più “cattivi” – film di Verdone, attore-regista (e sceneggiatore con Benvenuti-De Bernardi e Pasquale Plastino), “ha il coraggio di scaraventare addosso al pubblico di massa il Nulla inquietante dell’Italia delle Apparenze… Capaci di celare il Vacuo, la Mancanza, la Volgarità dei mostri anni ’90” (A. Fittante). Saga di un macchiettismo qua e là ripetitivo o datato o pleonastico, appoggiato a dialoghi in un romanesco postmoderno.

3/5

Regia di Carlo Verdone. Un film Da vedere 1988 con Athina CenciCarlo VerdoneEleonora GiorgiGianni MusyFabio TraversaPiero NatoliCast completo Genere Commedia – Italia1988durata 118 minuti. – MYmoro 3,32 su 33 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La ricca Federica decide di dare una festicciola nella sua villa al mare invitando i compagni di scuola a quindici anni dalla fine del liceo. “Momento della verità” in cui vengono a galla soprattutto aspetti negativi e amari. C. Verdone abbandona la comicità dei suoi personaggi-macchietta cercando di darci uno spaccato rappresentativo di una generazione con un film ambizioso che travalica i limiti della commedia all’italiana.

3/5
Locandina Al lupo al lupo

Un film di Carlo Verdone. Con Carlo VerdoneSergio RubiniFrancesca NeriMaría MercaderSimona Mariani. continua» Commediadurata 114 min. – Italia 1992

Vanni è un apprezzato pianista e sta eseguendo in pubblico una composizione del musicista francese Erik Satie. Essendo spesso in tournée, approfitta della tappa nella sua città per andare a trovare il padre. Non trovandolo e insospettito da alcuni indizi decide di mettersi alla sua ricerca con la sorella Livia e il fratello Gregorio. Vanni vive solo per il pianoforte, Gregorio si arrangia come dj sfruttando la grande casa paterna e Livia, sposata e con una figlia, ha un amante al quale non dà molta importanza. Girano per la Toscana, ma prima di ritrovare il genitore avranno modo di confrontarsi e di riscoprirsi. Emergono così problemi nascosti a se stessi e agli altri: Gregorio e la sua faciloneria, Vanni e il suo egoismo conformista, Livia e la sua volubilità. Film intimista meno omogeneo del precedente Maledetto il giorno che ti ho incontrato, anche se per certi versi più radicale. Opera di transizione che però fa bene sperare per il futuro del suo autore. Molto buona la direzione degli attori.

Risultato immagini per Bianco Rosso e Verdone

Regia di Carlo Verdone. Un film con Carlo VerdoneAngelo InfantiMario BregaLella FabriziAndrea AureliMilena VukoticCast completo Genere Comico – Italia1980durata 110 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,46 su 40 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sono in viaggio per andare a votare: un emigrato lucano che rientra da Monaco; un borghese torinese pignolo e nevrotico che viaggia con moglie e bambini; un ingenuo giovanottone romano che accompagna la nonna. Verdone non lascia, raddoppia. E si ripete. Piacevolmente, senza sbracare mai nella scurrilità della battutaccia e nella scelta del materiale narrativo.

3.46/5

Regia di Carlo Verdone. Un film con Carlo VerdoneAngelo InfantiEleonora GiorgiMoana PozziElisa MainardiMario BregaCast completo Genere Commedia – Italia1982durata 130 minuti. – MYmoro 3,27 su 26 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un complessato venditore a domicilio di enciclopedie, scambiato da una collega carina per un uomo di mondo, si infila in un carosello di equivoci. C’è più talco che acido borico in questa commedia che fa sorridere più che ridere; una Giorgi birichina e grintosa; un’ottima caratterizzazione di Infanti, cialtrone e malinconico. Verdone non stinge. Musica di Lucio Dalla, vero deus ex machina della storia. David di Donatello a Infanti, attore non protagonista.

3.27/5
Locandina Elvira Madigan

Un film di Bo Widerberg. Con Thommy BerggrenPia DagermarkLennart MalmerCleo Drammaticodurata 84 min. – Svezia 1967.

La storia narra un fatto veramente accaduto verso la fine del secolo scorso. Un giovane nobile diserta per stare accanto alla donna che ama. Continuamente obbligati a scappare e a vivere con mezzi di fortuna, i due non riescono a trovare la serenità.

4/5
Risultato immagini per Adalen '31

Un film di Bo Widerberg. Con Anita BjörkPeter SchildtKerstin Tidelius DrammaticoRatings: Kids+16, durata 112 min. – Svezia 1969.

Ad Adalen in Svezia cinquant’anni fa: gli operai entrano in sciopero contro i padroni. Il che non impedisce al figlio di uno dei capi della manifestazione di amoreggiare con la figlia di un industriale. Si verificano incidenti. La polizia spara. Ad andarci di mezzo è il padre del ragazzo. Finisce lo sciopero e finisce la love story. Il ragazzo d’ora in avanti penserà solo alle lotte sindacali. Una bella rievocazione delle lotte sindacali dell’anteguerra. Un’illustrazione di grosso risalto figurativo e di innegabile impatto emozionale. Migliore del Joe Hill che Widerberg realizzerà in America due anni dopo.

7.2/10
Risultato immagini per sabrina bogart mymovies

Regia di Billy Wilder. Un film Da vedere 1954 con William HoldenHumphrey BogartAudrey HepburnMartha HyerJohn Williams (III)Cast completo Genere Commedia – USA1954durata 113 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 4,09 su 35 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dalla commedia Sabrina Fair (1953) di Samuel A. Taylor, riscritta da Wilder con S.A. Taylor e Ernest Lehman per Paramount. Per dimenticare il figlio del padrone di cui è innamorata fin da ragazzina, la figlia dell’autista di una ricca famiglia americana va a studiare a Parigi. Trasformata in una donna di gran classe, torna due anni dopo e fa innamorare tutti e due i padroni, lo scapestrato e il serio. Una delle commedie meno “cattive” di B. Wilder, tra le più deboli e sicuramente la più zuccherata e convenzionale che, comunque, inietta sagacemente i suoi veleni in un contesto di squisita piacevolezza e di frivola intelligenza. Uno dei 2 protagonisti maschili è fuori parte (Bogart), l’altro (Holden) fuori tono. Consacrò A. Hepburn come star. Oscar ai costumi di Edith Head e 4 nomination: regista/sceneggiatore (Wilder), fotografia (C. Lang Jr.), scenografia (H. Pereira, W. Tyler) e la Hepburn.

4.09/5
Risultato immagini per Non per Soldi...ma per Denaro

Un film di Billy Wilder. Con Jack Lemmon, Harry Davis, Judi West, Ron Rich, Harry Holcombe. Titolo originale The Fortune Cookie. Commedia, b/n durata 125′ min. – USA 1966. MYMONETRO Non per soldi… ma per denaro * * * 1/2 - valutazione media: 3,55 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un cameraman della TV si lascia convincere dal cognato, avvocato di pochi scrupoli, a fingere un gravissimo incidente, con conseguente menomazione, per ottenere una cospicua assicurazione. Film articolato in 16 capitoletti: “16 piccole, folgoranti ‘moralità’ che percorrono un universo balzachiano del comportamento economico” (A. Cappabianca). Scritto da Wilder col fido I.A.L. Diamond, è una maligna, aguzza, amara commedia di grande interesse sul piano tematico. Lo è un po’ meno sul piano della forma per la disarmonia della struttura e l’indecisione del tono. Al suo attivo il memorabile personaggio di Willie Gingrich (Matthau, Oscar come attore non protagonista) e la partita notturna a due, nello stadio deserto, tra Harry Hinkle (Lemmon) e il giocatore nero Boom-Boom (Rich).

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Regia di Billy Wilder. Un film Da vedere 1970 con Colin BlakelyChristopher LeeGeneviève PageRobert StephensStanley HollowayCast completo Titolo originale: The Private Life of Sherlock Holmes. Genere Commedia – Gran Bretagna1970durata 125 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,50 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Una donna si presenta a Sherlock Holmes chiedendogli di ritrovarle il marito, un ingegnere belga, misteriosamente scomparso. Il celebre detective si reca in Scozia con il suo fido Watson e nelle acque del lago di Loch Ness scopre il prototipo di un sommergibile che gli inglesi hanno camuffato in mostro per impedire ai tedeschi di identificarlo. Scopre anche che la donna, che aveva denunciato la scomparsa del marito, è in realtà una spia tedesca che si è servita di lui per scoprire il nascondiglio del sottomarino. Ovviamente, il nostro farà fallire il piano della bella spia.

3.50/5
Locandina La fiamma del peccato

Un film di Billy Wilder. Con Fred MacMurrayBarbara StanwyckEdward G. RobinsonTom Powers Titolo originale Double IndemnityPoliziescoRatings: Kids+16, b/n durata 106 min. – USA 1944.

La fiamma del peccato, con la sua cupa ambientazione urbana, è sicuramente uno dei film più rappresentativi del cinema noir. Sceneggiato da Raymond Chandler e tratto da un racconto di James Cain, il primo noir americano di Wilder si caratterizza per la predilezione per gli interni, per i netti contrasti tra ombra e luce, per la ricostruzione in studio degli esterni e per l’intensa caratterizzazione dei personaggi, a cominciare dalla perfida ‘dark lady’ Barbara Stanwyck con sensuale catenella alla caviglia, divenuta in breve oggetto di culto.
L’assicuratore Walter Neff (Fred MacMurray) conosce Phyllis Dietrichson (Barbara Stanwyck), moglie di un cliente, la cui sensualità lo affascinerà a tal punto da farlo diventare prima il suo amante e poi complice nell’assassinio di suo marito. Dopo aver stipulato un’assicurazione sulla sua vita, i due mettono a punto un piano per ricevere il doppio dell’indennizzo (da qui il titolo originale, Double Indemnity) in caso di morte avvenuta in circostanze rare. Per ottenere la somma decidono prima di assassinare l’uomo in macchina, e di gettarlo in seguito sui binari, facendo così credere che la sua morte sia dovuta ad una caduta dal treno. Ma il piano troverà un ostacolo insormontabile: Walter verrà infatti smascherato dal suo grande amico e collega Barton Keyes (Edward G. Robinson)… Ambientato a Los Angeles, strutturato a flashback come il successivo Viale del tramonto, sempre di Wilder, quasi tutto il film si svolge di notte, con dialoghi scarni ed asciutti, che contribuiscono a incalzare il ritmo serrato della vicenda fino alla tragica conclusione.

9/10
Risultato immagini per Giorni Perduti

Un film di Billy Wilder. Con Howard Da SilvaRay MillandJane WymanFrank FaylenDoris Dowling. continua» Titolo originale The Lost WeekendDrammaticoRatings: Kids+16, b/n durata 101 min. – USA 1945.

Danny Berman è un alcolizzato quasi senza speranza. Sarebbe uno scrittore, ma naturalmente non ha la lucidità per fare qualcosa di buono. Sopravvive grazie al fratello che lo ospita e lo cura, e all’amore di una ragazza quasi masochista che gli perdona tutto e lo sostiene in tutti i modi. Nel suo quotidiano Danny ha un solo scopo: procurarsi liquori, con ogni mezzo. Ha messo a punto delle strategie geniali: come farsi dare dieci dollari dalla governante, come nascondere le bottiglie, come ottenere credito al bar, come sfruttare la simpatia di una donna. Naturalmente la situazione peggiora, la spirale è irreversibile. Lo si capisce quando Danny va a riscattare una pistola che aveva precedentemente impegnato. Ma, ancora una volta, l’amore della sua ragazza lo salva. Danny si riscatterà tornando a scrivere. La sua sofferenza personale sarà praticamente il soggetto del film. In prospettiva l’argomento potrebbe essere quasi una metafora della droga. Il problema alcool, per quanto presente, può essere considerato nei film obsoleto, ma allora Giorni perduti sconvolse non solo gli alcolizzati. L’efficacia impressionante del linguaggio di Wilder costrinse tutti a considerare il problema. Fra le sequenze fondamentali, mai più ripetibili, il delirio di Milland che vede scarafaggi e pipistrelli uscire da un buco nella parete. Wilder non si preoccupò di fare mediazioni a favore del pubblico, cercò di raccontare la realtà in modo crudo, quasi violento, in una chiave realistica quasi europea, con una sola eccezione: il finale davvero troppo “lieto”. Wilder lavorò alla sceneggiatura col suo scrittore preferito, Charles Brackett, sulla base del romanzo di Charles Jackson. Oscar come miglior film. Wilder ottenne la statuetta come regista e sceneggiatore. E anche Milland ebbe il premio come attore protagonista.

4.3/5
Locandina Buddy Buddy

Un film di Billy Wilder. Con Klaus KinskiJack LemmonWalter MatthauPaula PrentissDana Elcar. continua» Commediadurata 96 min. – USA 1981.

Rifacimento del francese Il rompiballe (1973). Matthau è un killer a pagamento che dalla sua stanza d’albergo sta per sparare su un testimone scomodo. Ma nella stanza attigua c’è un poveraccio che tenta il suicidio perché abbandonato dalla moglie. Il killer cerca di dissuaderlo (la faccenda richiamerebbe senz’altro l’attenzione della polizia sul posto). Ma così facendo, non riesce a togliersi dai piedi quel piagnisteo, che rischia di mandargli a rotoli il piano così bene organizzato.

6.60/10