Category: Truffaut François


Tirate sul pianista

Regia di François TruffautJean-Luc Godard. Un film con Jean-Claude BrialyCaroline DimJean-Luc Godard. Genere Cortometraggio – Francia1958durata 18 minuti.

François Truffaut, colpito dagli effetti di un’inondazione nella regione di Montereau, parte con la cinepresa a bordo di un’automobile presa in prestito da Chabrol. Dopo qualche giorno ritorna a Parigi credendo di aver buttato via tempo e seicento metri di pellicola. Ma Godard, dopo aver visto i giornalieri, chiede di poter rimontare liberamente il film.
Riprese documentaristiche e di finzione raccontano una piccola storia sentimentale, le voci fuori campo (dell’attrice e di Godard) divagano e giocano fra citazioni e riferimenti dotti da Chandler, a Gordon Pym, da Baudelaire, a Balzac, a Paul Éluard, e poi Degas, Matisse, Goethe, Max Ophüls, Richard Wagner…

Tirate sul pianista

Regia di François Truffaut. Un film Da vedere 1960 con Charles AznavourMarie DuboisNicole BergerMichèle MercierSerge DavriCast completo Titolo originale: Tirez sur le pianiste. Genere Giallo – Francia1960durata 85 minuti. – MYmonetro 3,44 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Storia di un pianista dalla doppia identità (Edouard Saroyan/Charlie Kohler) che cerca di sfuggire alle sue “catene della colpa” e rimane intrappolato da un destino tragico in cui ha qualche responsabilità a causa della timidezza che diventa dissociazione psichica e della passività rispetto alle due donne amate. Sconvolto dal successo internazionale di pubblico del suo esordio, Truffaut fa un 2° film deliberatamente molto diverso, ispirato all’eccentrico romanzo noir di David Goodis Down There (1956 – poi Shoot the Piano Player – in italiano Non sparate sul pianista e nel 1989 Profondo nero ). Nel film, sostanzialmente fedele al libro (con l’aggiunta di Fido, il fratellino di Charlie), Truffaut pratica – seguendo la lezione di Jean Renoir, e quando non era ancora di moda – la mescolanza dei generi e dei toni con digressioni, spostamenti a sorpresa, sfasamento tra banda visiva e banda sonora, ricorso alla voce over con i pensieri di Charlie, dissolvenze incrociate, espedienti del cinema muto. Ne consegue un intreccio troppo complicato che allontanò il pubblico e spiazzò il più dei critici. Già il romanzo di Goodis non rispettava le regole del genere criminale. Truffaut gli fa fare qualche passo avanti, ma non dimentica mai il suo vero nucleo: l’amore legato alla morte. Mezzo secolo dopo rimane un film “di grande e ambiguo fascino, ironicamente e disperatamente vitalistico… di una malinconia luttuosa rara” (P. Malanga). Scritto, come I 400 colpi , con Marcel Moussy. Fotografia (Dyaliscope): Raoul Coutard. Musica: Georges Delerue.

Mica scema la ragazza! - Film (1972)

Regia di François Truffaut. Un film con Claude BrasseurCharles DennerBernadette LafontPhilippe LéotardGuy MarchandCast completo Titolo originale: Une belle fille comme moi. Genere Commedia – Francia1972durata 98 minuti. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Dal romanzo Such a Gorgeus Kid Like me (1967) di Henry Farrel, sceneggiato da Truffaut con Jean-Louis Dabadie. Parabola ascendente di Camille, sgualdrinella che possiede una sua allegra e vitalissima amoralità. A suo carico esiste una serie di crimini che scarica sulle spalle di uno sprovveduto sociologo. Sfonda come cantante e conquista ricchezza e popolarità. Non mancano invenzioni spiritose e figure azzeccate ma gira un po’ a vuoto. Più farsesco che satirico il sarcasmo dà nel gratuito.

Locandina Non drammatizziamo... è solo questione di corna

Un film di François Truffaut. Con Jean-Pierre LéaudClaude JadeHiroko BerghauerAda LonatiClade Vege. continua» Titolo originale Domicile conjugalCommediadurata 97 min. – Francia 1970MYMONETRO Non drammatizziamo… è solo questione di corna ***-- valutazione media: 3,30 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Antoine è sposato a Christine che gli dà un figlio. Sentendosi trascurato dalla moglie, troppo presa dai suoi compiti di madre, il giovane ha una relazione con una giapponese. Scoppia una tempesta in famiglia ma, alla fine, la coppia si rappacificherà.

Regia di François Truffaut. Un film Da vedere 1971 con Jean-Pierre LéaudKika MarkhamStacey TendeterIrène TuncSylvia MarriottCast completo Titolo originale: Les deux Anglaises (et le Continent). Genere Commedia – Francia1971durata 108 minuti. – MYmonetro 3,60 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Anne e Muriel hanno ribattezzato “Continente” un coetaneo francese, Claude, venuto a passare una vacanza nella loro casa in Cornovaglia. Claude s’innamora di Muriel, ma a Parigi diventa l’amante di Anne. Dal romanzo di Henri-Pierre Roché, l’autore di Jules e Jim , Truffaut ha tratto, ancora una volta sulla storia di un triangolo e di un fallimento amoroso, un film non romantico: crudo, materiale, mortuario. L’amore fa male. La clericale censura italiana impose l’eliminazione della sequenza in cui Muriel perde la verginità, riducendo a 108 minuti la durata di un film che già Truffaut aveva tagliato per renderlo più accessibile al pubblico.

Locandina La sposa in nero

Un film di François Truffaut. Con Michael LonsdaleJean-Claude BrialyMichel BouquetJeanne MoreauAlexandra Stewart. continua» Titolo originale La mariée était en noirDrammaticodurata 107 min. – Francia 1968MYMONETRO La sposa in nero ***1/2- valutazione media: 3,94 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Per una stupida bravata, cinque ricchi scapestrati provocano involontariamente la morte di un poveraccio che stava uscendo dalla chiesa dove si era celebrato il suo matrimonio. La sposa decide di vendicare il marito e uccide, uno dopo l’altro, quattro dei responsabili. L’ultimo è in prigione e lei, per raggiungerlo, si costituisce.

Locandina La camera verde

Un film di François Truffaut. Con François TruffautNathalie Baye Titolo originale La chambre vertDrammaticoRatings: Kids+16, durata 94 min. – Francia 1978MYMONETRO La camera verde ***1/2- valutazione media: 3,52 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Julien, giornalista di provincia, è riuscito a superare il dolore per la perdita della moglie solo onorandone in modo morboso e assurdo la memoria. Presto il suo culto si estende a quanti, fra i suoi amici, sono scomparsi nel frattempo. La sua mania gli aliena ben presto le simpatie di tutti, e alla fine anche di una fanciulla che con il suo amore lo avrebbe riportato alla vita, facendogli chiudere una volta per sempre la porta sul passato. Autore che spesso si è rivolto a personaggi afflitti da monomanie ( Adele H, La sposa in nero), François Truffaut, questa volta, ha voluto raccontare la vicenda di una danza di morte servendosi di due racconti di Henry James (e delle lettere di James alla fidanzata defunta). Il film si fa apprezzare per il gusto e la misura (non scade mai nell’horror né, come era possibile, nella macchietta jettatoria) ma spesso si riduce a una prova di equilibrismo: far sembrare interessante un personaggio che lo è solo per cinquanta minuti al massimo, perché privo di spessore psicologico.

L'Amore A Vent'anni: DVD Film di Renzo Rossellini, Shintaro Ishihara,  Marcel Ophuls, Truffaut | LaFeltrinelli

Un film di François TruffautAndrzej WajdaMarcel OphülsShintarô Ishihara. Con Barbara FreyEleonora Rossi DragoCristina GaioniMarie-France PisierJean-Pierre Léaud. continua» Titolo originale L’amour à vingt ansCommediab/n durata 118 min. – Francia 1962.

Doveva essere un concerto dedicato all’amore dei vent’anni. Purtroppo alcuni suonatori, tra cui Renzo Rossellini, non sapevano leggere la musica. Si salvano in due, Truffaut e Wajda.

Locandina Il ragazzo selvaggio

Un film di François Truffaut. Con François TruffautPierre FabreJean-Pierre CargolFrançoise SeignerPaul Villé Titolo originale L’enfant sauvageDrammaticoRatings: Kids+16, b/n durata 85 min. – Francia 1969MYMONETRO Il ragazzo selvaggio ***-- valutazione media: 3,45 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il film, tratto dalla famosa memoria del medico parigino Jean Itard, è palesemente ispirato al pensiero pedagogico del filosofo ginevrino Rousseau. Nella Francia di fine 700 alcuni contadini scoprono nei boschi dell’Aveyron un ragazzo che vive allo stato brado, semianimalesco. Lo catturano e lo affidano agli scienziati di Parigi. Tutto nel ragazzo è bestiale: ha gli artigli, si esprime a grugniti ed è mordace. In dottor Itard, figlio dei Lumi, non dispera di riuscire a “civilizzarlo” e lo conduce nella sua villa di campagna. Con metodo e pazienza inizia la sua “cura” che si protrae per settimane e settimane, registrando progressi insignificanti. Una notte, il ragazzo fugge per tornare libero nei boschi, ma imprevedibilmente ritorna e il dottore può riprendere la cura, questa volta con significativi risultati. Film di grande lirismo che testimonia dell’amore del regista per l’infanzia e della sua fredda disapprovazione dei metodi educativi invasivi.

Effetto notte (1973) | Film stranieri, Film, Poster di film

Regia di François Truffaut. Un film Da vedere 1973 con Jacqueline BissetFrançois TruffautValentina CorteseJean-Pierre AumontAlexandra StewartCast completo Titolo originale: La nuit américaine. Genere Commedia – Francia1973durata 115 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 4,25 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A Nizza, negli stabilimenti di La Vittorine, il regista Ferrand gira Je vous présent Pamela . Dal primo all’ultimo giorno delle riprese i problemi della lavorazione s’alternano con i rapporti personali tra i vari componenti della “troupe” e con la storia del film nel film. A livello aneddotico non risponde tanto alla domanda “come si gira un film?”, ma a quella “come gira Truffaut i suoi film?”. Traboccante di amore per il cinema – che nell’autore coincide con l’amore per la vita – è una sintesi felice dei temi e dei modi che attraversano i suoi 12 film precedenti. Pur costruito su incastri e incroci, ricco di citazioni, autocitazioni, allusioni, è un film che viaggia come un treno nella notte. Un successo internazionale. Oscar per il miglior film straniero e 3 nomination: sceneggiatura, regia e V. Cortese. Dedicato alle sorelle Dorothy e Lillian Gish.

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Regia di François Truffaut. Un film Da vedere 1968 con Jean-Pierre LéaudDelphine SeyrigClaude JadeMichael LonsdaleHarry-MaxAndré FalconCast completo Titolo originale: Baisers volés. Genere Commedia – Francia1968durata 92 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,76 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Congedato dall’esercito, il ventenne Antoine Doinel cerca di ricostruire il rapporto con la vecchia fidanzata, Christine, senza riuscirci. Dopo una breve esperienza come portiere d’albergo, trova lavoro come investigatore privato, attività per cui non è assolutamente portato. Tuttavia, tra un pedinamento e l’altro, tra un’indagine e l’altra, riuscirà a dare un senso alla sua ricerca di stabilità interiore, ritrovando l’amore della vecchia fiamma e una più matura consapevolezza di sé.
Diretto nei giorni della contestazione studentesca del ’68, nei giorni della destituzione di Henry Langlois, direttore della Cinémathèque Française a cui il film è dedicato, Baci rubati lascia in secondo piano il contesto politico per concentrarsi sulle avventure di un giovane imbranato in cerca di un lavoro, di un amore, di una strada da percorrere nella vita.
Alla sua terza apparizione dopo I quattrocento colpi e l’episodio Antoine e Colette diretto nel film a episodi L’amore a vent’anni, Truffaut riprende il personaggio di Antoine Doinel interpretato dal suo attore feticcio Jean-Pierre Leaud, per raccontarci una storia intrisa di malinconica dolcezza, in cui il protagonista, alla disperata ricerca di un posto nel mondo, affronta un percorso di crescita e di maturazione interiore.
Un percorso di crescita che si configura come progressiva consapevolezza di sé, determinata da ogni azione che Antoine compie: dal lavoro che sceglie, investigatore privato, metafora di una ricerca non dei fatti altrui ma della sua interiorità, fino al rapporto con le donne e con l’amore: dalla prostituta che lo rifiuta, alla fidanzata restia a lasciarsi andare, fino a Fabienne Tabard, donna dell’alta borghesia, essere celestiale, avventura di una notte, elemento cardine nel percorso di ricerca di Antoine. Dall’amore a caro prezzo con la prostituta all’amore che non a prezzo con Fabienne, Antoine approderà finalmente in un porto sicuro, il dolce abbraccio di Christine, forse transitorio, forse assoluto e definitivo.
E alla fine del tenero peregrinare di Antoine Doinel rimane nella mente dello spettatore il quesito intorno a cui ruota tutto il film, accompagnato dalle parole di Charles Trenet: “Que reste-t’il de nos amours?”.

Locandina Adele H., una storia d'amore

Un film di François Truffaut. Con Isabelle AdjaniBruce RobinsonFrançois TruffautSylvia MarriottRoger Martin. continua» Titolo originale L’histoire d’Adèle H.DrammaticoRatings: Kids+16, durata 110 min. – Francia 1975MYMONETRO Adele H., una storia d’amore ***1/2- valutazione media: 3,82 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

François Truffaut a proposito del suo cinema dichiarò: “Mi piacciono le storie normali, ma c’è anche una traccia di melodramma nei miei film. Oggi più nessuno osa amare Dickens, oppure I miserabili“. Ed è così: in molte sue opere torna a rivivere il melodramma: in L’histoire d’Adèle H più che in altre. La storia di Adèle, figlia non riconosciuta del grande romanziere ottocentesco Victor Hugo, è una storia d’amore e d’avventura in piena regola che ha come interprete una giovanissima e intensissima Isabelle Adjani, che il regista aveva visto in televisione e subito volle per questo suo film. La sceneggiatura fu tratta dalla biografia di Adèle di Frances Vernon Guille, una studiosa americana che aveva trovato il diario della figlia di Hugo in una libreria di New York. Truffaut usò i diari come spunto, distaccandosi in molti episodi dal testo per accrescere il carattetere spettacolare della vicenda. Il film è il racconto di una storia d’amore finita e del sentimento ossessivo che non dà pace alla ragazza e la spinge fino alle Barbados per riconquistare il fatuo tenente Pinson, un giovane ufficiale altezzoso che non l’ama più e la respinge. Adèle, ossessionata dall’idea fissa del matrimonio e alla ricerca di una sistemazione stabile dopo l’abbandono della casa paterna, individua nel giovane Pinson il soggetto per realizzare queste aspettative. E allora lo cerca, gli si offre, si dispera, ricorre alla finzione, al ricatto, alla menzogna pur di riconquistare il suo affetto. Il fermo rifiuto dell’uomo non fa che alimentare il desiderio fino a quando questo si trasforma in dolore fisico, malattia e infine follia. Truffaut ha paragonato la parabola di questa donna a un “pezzo musicale per un solo strumento”. In realtà il film è la metafora della spasmodica ricerca della identità di una donna respinta prima da un padre ingombrante ed estraneo (nel film non compare mai ma è sempre presente nei dialoghi e nei ricordi) e da un amante egoista e vanitoso. La ragazza troverà un equilibrio nel distacco totale da Pinson e dal padre, rifugiandosi nella solitudine più estrema: tra sé e gli amati/odiati uomini viene posto un abisso non colmabile: la follia. Si tratta di un raffinato studio di Truffaut su una monomania. Il film è, infatti, incentrato quasi interamente sulla giovane protagonista. Sono innumerevoli i primi piani del bellissimo volto dell’Adjani, colto nelle differenti espressioni e nelle diverse sfumature della pelle, degli occhi e dei capelli. Ambientato prevalentemente in atmosfere notturne, prevale il buio, il silenzio e si percepisce continuamente l’alitare della morte. Proprio per queste atmosfere Truffaut venne definito “il poeta del melodramma crepuscolare”.

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Regia di François Truffaut. Un film con Marie-France PisierJean-Pierre LéaudClaude Jade, Julien Dubois, Daniel Mesguich. Titolo originale: L’amour en fuite. Genere Commedia – Francia1979durata 94 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 6 recensioni.

Antoine Doinel ha pubblicato il libro “Insalate d’amore” e ha una relazione con Sabine, commessa in un negozio di dischi. Intanto deve occuparsi del divorzio dalla moglie Christine. Accompagnando il figlio alla stazione incontra coleì che aveva corteggiato da giovane, Colette. Decide di saltare sul suo treno senza biglietto e di raccontarle le sue vicende amorose. Colette però avverte quanto Antoine sia autoreferenziale e lo allontana da sé il che lo spinge a tirare il freno a mano e scendere precipitosamente dalla vettura. Incontrerà successivamente colui che era stato un amante della madre di cui finalmente visiterà la tomba. Intanto Sabine ha deciso di chiudere con lui.
Il ciclo di Antoine Doinel giunge alla sua conclusione grazie a una suggestione che a Truffaut giunge da lontano: “Un giorno Henning Carslen mi raccontò una cosa interessante (…) Carlsen aveva ereditato un cinema che Carl Theodor Dreyer aveva gestito fino alla morte, il Dagmar Theater, a Copenaghen (…) e aveva proiettato tutto Doinel sotto forma di ciclo (…) C’erano giovani che avevano guardato tutto il giorno Doinel crescere, amare e invecchiare: è stato quando ho sentito questo racconto che mi è venuta voglia di fare un ultimo Doinel”. Truffaut non vuole ‘chiudere’ in modo banale il percorso e non rinuncia a pensare al pubblico. Quindi si impegna in una rivisitazione dei film precedenti senza però abbandonare a se stesso l’eventuale spettatore che non li ricordasse o che addirittura non li avesse visti, L’alter ego di Truffaut resta identico a se stesso. Invecchia ma sembra fare fatica a maturare sul piano dei sentimenti.

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Risultati immagini per La mia Droga si chiama Julie

Regia di François Truffaut. Un film Da vedere 1969 con Jean-Paul BelmondoCatherine DeneuveNelly BorgeaudMartine FerrièreMarcel Berbert.Cast completo Titolo originale: La sirène du Mississippi. Genere Drammatico – FranciaItalia1969durata 120 minuti. – MYmonetro 3,17 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Coltivatore di tabacco sull’isola di Reunion, Louis Mahé (Jean-Paul Belmondo) è un giovane che non sa nulla delle vicende della vita e dell’amore. Una volta conosciuta la bella Julie (Catherine Deneuve) tramite un annuncio su un giornale e dopo una fitta corrispondenza, i due decidono di sposarsi.
Il giorno del fatidico incontro, però, all’appuntamento si presenta una Julie diversa, più bella, più affascinante, cui Louis non sa resistere. Dopo un’iniziale idilliaca convivenza, appena segnata da qualche piccola perplessità che ogni tanto turba il sentimento puro di Louis, Julie finirà per rivelarsi una persona diversa. 
Tratto dal romanzo “La sirène du Mississipi” di William Irish (edito in Italia con il titolo di Vertigine senza fine) e preannunciato nel film precedente, Baci rubati, quando Jean-Pierre Léaud tiene in mano una copia di questo libro, Truffaut realizza un giallo che strizza l’occhio alle atmosfere e alle figure hitchockiane e omaggia Jean Renoir (cui il film è dedicato) citando nella sequenza iniziale La Marsigliese
La mia droga si chiama Julie è un film sulla conoscenza della realtà attraverso l’amore. Una realtà che per il sognatore Louis si rivela più dura di quanto avesse immaginato e per Julie una piacevole scoperta di un sentimento che forse non avrebbe mai pensato di poter provare. Ma i due, per poter vivere la loro storia d’amore, devono lasciarsi alle spalle le loro vite precedenti, fatta di falsità e abitudini piccolo- borghesi per Louis, di truffe e bugie per Louis/Marion. 
Un giallo ottimamente costruito nella prima mezz’ora in cui gli indizi e i dettagli si accumulano fin dal momento in cui Luis/Marion, vera e propria Sirena che ammalia l’ingenuo Louis, scende dalla nave (la Mississipi) facendo insinuare il sospetto che dietro una relazione apparentemente perfetta si nasconda un mistero che aspetta soltanto di essere disvelato. Un giallo che perde di tensione quando, nella seconda parte, al mistero si sostituisce il bisogno l’uno dell’altra, il desiderio totalizzante di stare insieme, contro tutto e contro tutti, che finisce per trasformare il loro rapporto in una vera e propria vertigine senza fine.

Un film di François Truffaut. Con Henri Garcin, Fanny Ardant, Gérard Depardieu, Roger Van Hool, Veronique Silver. Titolo originale La femme d’à côté. Drammatico, durata 106′ min. – Francia 1981. MYMONETRO La signora della porta accanto * * * 1/2 - valutazione media: 3,83 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Bernard e Mathilde si sono amati con passione e si sono lasciati con rabbia. Si ritrovano otto anni dopo, entrambi “felicemente sposati”. Il fuoco si riaccende. Meglio durare o bruciare? Abitano in campagna, vicino a Grenoble (patria di Stendhal…). “Stupido” come una canzone di Edith Piaf o di Gino Paoli, ma dice la verità sull’amore: fa male. 20° film di F. Truffaut, il suo 6° film d’amore e, purtroppo, il penultimo. F. Ardant lo illumina come una fiamma bruna. È, a modo suo, anche un thriller: un film d’amore hitchcockiano. L’amore-passione in cifra quotidiana. View full article »

Photobucket Pictures, Images and PhotosUn film di François Truffaut. Con Cyril Cusack, Julie Christie, Anton Diffring, Oskar Werner, Alex Scott. Fantascienza, Ratings: Kids+16, durata 112′ min. – Francia, Gran Bretagna 1966. MYMONETRO Fahrenheit 451 * * * 1/2 - valutazione media: 3,70 su 23 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Da Gli anni della Fenice (1953) di Ray Bradbury: in una società del Medioevo prossimo venturo, condannata all’ignoranza da un potere dispotico che condanna i libri al rogo, il pompiere incendiario Montag incontra Clarissa che ama la lettura, comincia a leggere per curiosità e non smette più, diventando un fuorilegge. Drammaturgicamente fiacco, poco convincente come ambientazione, fredda meditazione sulla passione del fuoco e sulla contrapposizione tra gli uomini schiavi del Moloch televisivo e i liberi uomini-libro, è il film poco riuscito di un F. Truffaut che cerca di forzare i propri limiti, ma, comunque, un commosso omaggio ai libri, alla letteratura, al potere della scrittura View full article »

Locandina Gli anni in tascaUn film di François Truffaut. Con Nicole FelixChantal MercierVirginie ThevenetJean-François StéveninVirgine Thevenet Titolo originale L’argent de pocheCommediaRatings: Kids+13, durata 104 min. – Francia 1976MYMONETRO Gli anni in tasca * * * - - valutazione media: 3,42 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È la storia di alcuni bambini “irregolari”. L’ambiente è quello di un collegio in Alvernia, dove si svolgono i piccoli drammi infantili. La vicenda centrale è quella di Julien, un piccolo gitano, che ha una vita familiare infelicissima. View full article »

Risultati immagini per La calda AmanteRegia di François Truffaut. Un film Da vedere 1964 con Françoise DorléacDaniel CeccaldiJean DesaillyNelly Benedetti. Titolo originale: La peau douce. Genere Drammatico – Francia1964durata 116 minuti. – MYmonetro 3,34 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Pierre Lachenay è direttore di una rivista letteraria e gode di una certa notorietà. Ha una bella moglie, Franca, e una bambina. Un giorno si reca a Lisbona per tenere una conferenza e conosce Nicole, una giovane hostess. Tra i due inizia in breve tempo una relazione inframezzata dai reciproci impegni. Invitato a Reims per presentare un film di Yves Allegret su André Gide, Pierre porta con sé Nicole ma è poi costretto a starle lontano non potendo rendere palese la sua presenza. Sarà però proprio questo viaggio a far scoprire a sua moglie che lui le mente e questo spingerà i due a decidere di separarsi. Ma la vicenda avrà ben altro epilogo.
Truffaut scrive con Jean-Louis Richard questo film in attesa di poter realizzare Fahrenheit 451 ma ciò non significa che ci troviamo di fronte ad un’opera intermedia. Anche se la critica lo trattò severamente in occasione della sua proiezione al Festival di Cannes La peau douce (dimentichiamo l’assurdo e del tutto non corrispondente titolo datogli dalla distribuzione italiana) è un’opera importante all’interno della filmografia del regista. Truffaut decide di continuare a sperimentare sul cinema e, al contempo, su se stesso. Sul cinema perché dopo aver raccontato la vitalità del triangolo amoroso in Jules e Jim qui ribalta la situazione. View full article »

Locandina italiana Jules e Jim

Un film di François Truffaut. Con Jeanne Moreau, Oskar Werner, Henri Serre, Vanna Urbino, Boris Bassiak. Titolo originale Jules et Jim. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 100 min. – Francia 1962. MYMONETRO Jules e Jim * * * 1/2 - valutazione media: 3,88 su 35 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo di Henri-Pierre Roché. Parigi 1907. Jules, francese, e Jim, austriaco, sono molto amici. Conoscono Catherine, ambigua, affascinante, imprevedibile. I tre diventano inseparabili. Il sentimento si evolve. A tre. Catherine sposa Jim e diventa amante di Jules. Le cose sembrano funzionare. Scoppia la guerra e i due si devono separare. Ma anche da lontano il collante Catherine funziona. I tre continuano a vivere quel legame. Finita la guerra la donna tenta la ricomposizione. Ma le cose sono cambiate, Jules ha ceduto, ha un’altra, addirittura.  Uno dei manifesti della Nouvelle Vague e della trasgressione femminile. La donna conduce sempre la situazione, è lei al centro del sistema e si permette tutto. Passeggia con i suoi due uomini vestita da uomo, coi baffi. La Moreau, che canta la canzone Le tourbillon, divenne uno dei grandi segnali della mitologia femminile di quel decennio. Nel 2002 Jules e Jim è stato ridistribuito nel circuito delle sale, con grande promozione. View full article »

Locandina italiana L'uomo che amava le donneUn film di François Truffaut. Con Charles Denner, Brigitte Fossey, Nelly Borgeaud, Leslie Caron, Genevieve Fontanel. Titolo originale L’homme qui aimait les femmes. Drammatico, durata 118′ min. – Francia 1977. MYMONETRO L’uomo che amava le donne * * * - - valutazione media: 3,25 su 14 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un ingegnere che fa collezione di donne decide di scrivere le sue memorie e trova un editore: una donna, naturalmente. Il pudore, la sensibilità, la leggerezza umoristica di Truffaut _ che ha trovato in Denner l’interprete ideale _ danno il tono e il ritmo di questa commedia che giuoca sull’innamoramento perpetuo di un uomo per il quale “le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutti i sensi”. Ma c’è qualcosa di irrisolto (di troppo teorico?) che frena l’ammirazione. Rifatto da B. Edwards nel 1983 (I miei problemi con le donne). View full article »