Category: S-T-U


Locandina Il gigante di New York

Un film di Jacques Tourneur. Con Lucille BallLloyd NolanVictor MatureLizabeth ScottMason Alan Dinehart Titolo originale Easy LivingCommediab/n durata 77 min. – USA 1949.

Un campione di rugby scopre d’avere disturbi cardiaci. È il caso di ritirarsi dall’attività, ma il campione ha paura che la moglie vanitosa e snob lo possa abbandonare non potendo rinunciare alla bella vita dispendiosa.

Locandina La notte del demonio

Un film di Jacques Tourneur. Con Dana AndrewsNiall MacGinnisPeggy CumminsAthene Seyler Titolo originale Night of the DemonFantasticob/n durata 83 min. – USA 1957.

Uno scienziato pratica le scienze occulte. Egli predice la morte di un collega, che puntualmente si avvera. Predice che anche lo psicologo Holden morirà di lì a poco.

Locandina Ho camminato con uno zombi

Un film di Jacques Tourneur. Con James EllisonFrances DeeTom Conway Titolo originale I Walked with a ZombieHorrorb/n durata 69 min. – USA 1943.

Classico del terrore anni Quaranta, ispirato alla lontana a Jane Eyre. Una signorina viene assunta come infermiera nella casa di un ricco signore ad Haiti. La moglie di quest’ultimo mostra segni di progressiva follia.

Regia di Morten Tyldum. Un film Da vedere 2014 con Benedict CumberbatchKeira KnightleyMatthew GoodeMark StrongRory KinnearCast completo Titolo originale: The Imitation Game. Genere BiograficoDrammaticoThriller, – Gran BretagnaUSA2014durata 113 minuti. Uscita cinema giovedì 1 gennaio 2015 distribuito da Videa. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,35 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Vita del logico matematico inglese Alan Turing, dalle cui teorie sono nati il computer e la ricerca sull’intelligenza artificiale, basata sul montaggio a incastro di 3 momenti paradigmatici: l’arresto nel 1952 per presunta attività spionistica che sfocerà nella condanna per omosessualità; l’invenzione, durante la II guerra mondiale, di un calcolatore capace di decifrare i messaggi tedeschi crittografati dalla macchina Enigma; l’adolescenza alla Sherborne School segnata dal trauma della morte del suo unico amico. Tratto dalla biografia Alan Turing: The Enigma (1983) del matematico e attivista gay Andrew Hodges, ha l’indubbio merito di far conoscere al grande pubblico uno dei geni scientifici del ‘900 e, insieme, di denunciare il folle accanimento omofobico delle istituzioni britanniche contro un uomo che aveva abbreviato di 2 anni la guerra salvando 14 milioni di vite. Stilisticamente esce dall’angusto recinto delle irrealistiche e agiografiche convenzioni hollywoodiane del genere bio-pic solo grazie all’ispirata interpretazione di Cumberbatch che riesce a dare plastica realtà all’ideale socratico dell’uomo come essere puramente razionale. Miglior film Toronto 2014, 5 nomination ai Golden Globes 2015, tra cui una per la sceneggiatura di Graham Moore premiata poi con l’Oscar.

Regia di Jack Smight. Un film Da vedere 1966 con Shelley WintersLauren BacallJanet LeighRobert WagnerPaul NewmanHarold GouldCast completo Titolo originale: Harper. Genere Giallo – USA1966durata 121 minuti. Valutazione: 5,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Investigatore assunto da una donna per cercare il marito lo trova cadavere. Ed è solo l’inizio. Dal romanzo Bersaglio mobile (1949) di John Ross MacDonald (1° dei 20 con Lew Archer, fratello spirituale di Sam Spade di Hammett e di Philip Marlowe di Chandler). Cast di prim’ordine e ambientazione californiana suggestiva. Newman riprese il personaggio in Detective Harper: acqua alla gola (1976) con meno successo.

Locandina italiana Airport 75

Un film di Jack Smight. Con Dana Andrews, George Kennedy, Charlton Heston, Karen Black, Myrna Loy.Titolo originale Airport 1975. Drammatico, durata 106 min. – USA 1974. MYMONETRO Airport 75 * * 1/2 - - valutazione media: 2,88 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Mentre vola da Washington a Los Angeles, a causa del maltempo, un jumbo-jet viene dirottato verso un’altra località. Un aereo da turismo si schianta contro la cabina di pilotaggio del jumbo uccidendo due piloti e mettendo quindi a repentaglio il destino dei 120 passeggeri. Abilmente guidato da terra, l’aereo, pilotato per necessità dalla hostess, arriverà a destinazione.

Locandina Mephisto

Un film di István Szabó. Con Klaus Maria BrandauerIldiko BansagiKrystyna JandaKarin BoydRolf Hoppe. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, durata 138 min. – Germania, Ungheria 1981

Dal romanzo di Klaus Mann. È la storia (con i nomi cambiati) di Gustav Grundgens, attore di teatro famoso per la parte di Mefistofele, nelle rappresentazioni del Faust. Pur essendo di sentimenti antinazisti, si assoggetta a ogni compromesso pur di continuare ad essere una stella del palcoscenico (denuncia colleghi, fa pubbliche dichiarazioni di stima a Hitler). Ma la via del compromesso sembra non avere mai fine. Maiuscola prova di Brandauer che con questo film s’affermò a livello internazionale.

Apa. [Father.] da Szabó, István; [Sándor, Margit]: (1966) | Földvári Books

Un film di István Szabó. Con Klari TolnayAndras BalintMiklos GaborDániel ErdélyKati Sólyom Titolo originale ApaDrammaticob/n durata 91 min. – Ungheria 1966.

Un orfanello ha sofferto moltissimo per la morte del padre, tanto che ne ha fatto quasi un personaggio mitico, elogiandolo con i compagni e narrando loro sue immaginarie quanto eroiche imprese partigiane. Gli anni intanto passano e il protagonista, ormai adulto, sente il bisogno di liberarsi di quel mito ormai scomodo. Cerca così di dimostrare la sua maturità nuotando da una sponda all’altra del Danubio. Il film, premiato a Mosca, è un invito a vivere secondo le proprie esperienze e una condanna al culto della personalità.

Locandina La diva Julia

Un film di István Szabó. Con Annette BeningJeremy IronsBruce GreenwoodLeigh LawsonShaun Evans. continua» Titolo originale Being JuliaDrammaticoRatings: Kids+16, durata 104 min. – Canada, USA, Ungheria, Gran Bretagna 2004uscita venerdì 10 giugno 2005+

Adattamento dell’omonimo romanzo di Somerset W. MaughamBeing Julia è una piece di recitazione dai toni briosi ma malinconici, ambientata nel mondo del teatro d’epoca inglese.
ulia Lambert è primattrice nella Londra dei tardi anni ’30. Non più giovanissima e condannata a primeggiare, la donna vive una vita da star apatica, tra le solitudini dello spettacolo ed un matrimonio ‘aperto’ con il proprio marito/agente. Cedendo alle attenzioni di un giovanissimo pretendente americano, Julia ritroverà l’entusiasmo perduto e si abbandonerà senza riserve ad un amore a doppio taglio. Tra vendette e gelosie, vita reale e teatro si fonderanno per l’attrice in una inscindibile amalgama.
zabò è padrone dei ritmi del ‘teatro al cinema’ sin dai tempi di Mefisto e Tentazione di Venere, e, sfoggiando una regia sobria e lineare, con eleganza riesce a plasmare su una solida sceneggiatura un gradevole connubio dalle tinte agrodolci. La fotografia esplode negli esterni ma lascia un retrogusto di artefatto sugli interni, nonostante sia comunque impeccabile.
Inattaccabile anche il cast, con un sempre brillante Jeremy Irons al fianco di una Annette Bening che si lascia dominare dal personaggio. Incomunicabilità e solitudine si intrecciano sullo sfondo di un tipico umorismo cinico, dove finzione e realtà si compenetrano in modo istintivo, senza bisogno di scomodare quindi Pirandello e il suo cerebralismo. Uno spettacolo di spessore, degno sicuramente di visione per gli amanti del classico, in cui nemmeno un finale frettoloso intaccherà l’atmosfera “da manuale”.

I toni dell'amore: Love is strange (DVD): Amazon.it: Marisa Tomei, John  Lithgow, Alfred Molina, Cheyenne Jackson, Darren Burrows, Charlie Tahan,  Christian Coulson, John Cullum, Harriet Sansom Harris, Ira Sachs, Marisa  Tomei, John

Regia di Ira Sachs. Un film Da vedere 2014 con John LithgowAlfred MolinaMarisa TomeiCharlie TahanCheyenne JacksonManny PerezCast completo Titolo originale: Love is sSrange. Genere Drammatico, – USA2014durata 94 minuti. Uscita cinema giovedì 20 novembre 2014 distribuito da Koch Media. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,39 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ben, 80enne pittore, e George, 60enne insegnante di musica, stanno insieme da quasi 40 anni. Decidono di sposarsi. La loro scelta provoca una valanga: George è licenziato per aver ufficializzato una situazione scabrosa fino a quel momento accettata anche se non detta. L’assenza di un’entrata regolare provoca la débacle economica. Vendono la casa, non ne trovano un’altra, si fanno ospitare dagli amici. Piccolo film di scuola alleniana sulle grandi e sulle piccole difficoltà di una coppia, in ambiente gay, un po’ malinconico, mai melenso né consolatorio, ma nemmeno mai graffiante. Sachs ha la mano leggera. Troppo.

Locandina Il colonnello Redl

Un film di István Szabó. Con Klaus Maria BrandauerArmin Mueller-StahlGudrun LandgrebeKároly EperjesHans Christian Blech. continua» Titolo originale Redl ezredesDrammaticodurata 140 min. – Ungheria, Germania 1985

Ascesa e fulminea caduta nell’esercito austroungarico di Alfred Redl, perfetto ufficiale di un esercito e di una nazione che stanno disfacendosi (la prima guerra mondiale è alle porte). Diventato un capo dei servizi segreti, viene tradito dalla propria omosessualità. Ricattato, è fatto passare per spia. Verrà costretto a suicidarsi. Dopo Mephisto un altro film notevole costruito da Szabò sulla misura del suo attore feticcio Brandauer.

Regia di Italo Spinelli. Un film con Adil HussainSamrat ChakrabartiPriyanka BoseTillotama ShomeSeema Rahmani. Genere Drammatico, – IndiaItalia2010durata 91 minuti. Uscita cinema venerdì 11 marzo 2011 distribuito da Cinecittà Luce. – MYmonetro 2,61 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Inviato a Purulia (Bengala) per un servizio sullo sfruttamento e la violenza subita dalle donne nelle comunità tribali, il fotoreporter Upin è turbato dall’immagine della bella ragazza madre Gangor che allatta il suo bimbo. Pubblicata in prima pagina, la foto suscita scandalo e cambia la vita di entrambi. Dopo Roma Paris Barcelona (1990), la 2ª fiction (in bilico sul documentario) di Spinelli, regista teatrale, documentarista, conoscitore dell’India, da lui frequentata da 25 anni, scritta con Antonio Falduto, si ispira al racconto Dietro al corsetto di Mahasweta Devi, nota scrittrice indiana, impegnata nelle cause sociali e femminili. Videointerviste, sottotitoli per i dialetti, cinepresa a spalla, fotografia di Marco Onorato, montaggio di Jacopo Quadri. Il racconto segue un percorso circolare, semplice, dimostrativo, cercando un cortocircuito tra prospettiva e realtà sottoproletaria rurale, tra visibilità e verità.

Locandina A torto o a ragione

Un film di István Szabó. Con Harvey KeitelStellan SkarsgårdMoritz BleibtreuUlrich Tukur Titolo originale Taking SidesStoricodurata 100 min. – Francia 2002.

Dopo il crollo del Terzo Reich, l’ingresso delle truppe alleate in Berlino dà avvio, oltre che alla spartizione della città, al processo di denazificazione. Chiunque abbia collaborato coi nazisti deve essere epurato. Cio’ avviene in tutti i settori, nessuno escluso. Un alto graduato americano, interpretato da Harvey Keitel, ha l’incarico di occuparsi di Wilhelm Furtwangler, il famoso direttore d’orchestra. Il Maestro è principalmente accusato di aver diretto un concerto in occasione del compleanno di Hitler. Lo scontro tra l’accusatore e l’accusato occupa ampia parte del film. Ma non si tratta né di un film biografico, né, ancor meno, di una di quelle opere che mutuano dal cinema processuale le loro figure retoriche. Grazie alla recitazione dei protagonisti il confronto tra due uomini si tramuta in uno scontro tra culture. Su un tema facilmente manipolabile come è quello dell’acquiescenza alla dittatura, Szabó innesta una riflessione sulla chiusura mentale del militare statunitense. Anche nel compiere un’azione utile e necessaria dimostra i limiti di una cultura con radici troppo recenti per potersi addentrare in territori ‘alti’. Quando poi la giovane assistente dice all’americano: “Sono stata interrogata dalla Gestapo e i metodi erano come i suoi” la memoria non può non andare alla prigione di Guantanamo. Coraggiosa la Berlinale a programmarlo.

Regia di Alf Sjöberg. Un film Da vedere 1944 con Mai ZetterlingAlf KjellinStig JärrelOlof WinnerstrandGösta CederlundCast completo Titolo originale: Hets. Genere Drammatico – Svezia1944durata 102 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Un professore di latino (Järrel), detto Caligola, terrorizza gli studenti e, anche pervertito, ossessiona un’allieva (Zetterling) provocandone la morte per crisi cardiaca. Un compagno della ragazza (Kjellin) lo affronta. Scritto dal venticinquenne Ingmar Bergman, è un cupo e soffocante dramma psicologico in un linguaggio di taglio espressionista. Fece conoscere in Europa A. Sjöberg, rinomato regista teatrale che al cinema diede il meglio di sé nel dopoguerra. Nel 1946 a Cannes il film ebbe il premio internazionale della giuria.

Qui Bergman è solo sceneggiatore e aiuto regista

Regia di Robert Rodriguez. Un film con Harvey KeitelJuliette LewisGeorge ClooneySalma HayekQuentin TarantinoTom SaviniCast completo Titolo originale: From Dusk Till Dawn. Genere Horror – USA1996durata 95 minuti.

Dopo una sanguinosa rapina in una banca del Texas, i due fratelli Seth (G. Clooney) e Richard (Q. Tarantino) prendono in ostaggio un predicatore disilluso che viaggia in camper con due figli (J. Lewis e il piccolo E. Lui) e sconfinano nel Messico dove approdano al locale “Titty Twister”. Un volo finale in dolly della cinepresa svela il mistero. Basato su una vecchia (1990) sceneggiatura di Q. Tarantino, il 3° film del messicano Rodriguez ( El Mariachi ) – anche operatore alla macchina e montatore – è una sagra del tarantinismo più trash , in altalena tra la parodia cinica e l’estasi del pecoreccio. L’edizione originale era di 108′, potata vigorosamente in quella italiana, insignita tuttavia di un V.M. 18 e ancor più ridotta per farla passare in TV.

Ricaricato perchè aveva gli archivi .rar corrotti

Regia di Hong Sang-soo. Un film con Sang-Jung KimJun-sang Yu. Titolo originale: Book chon bang hyang. Genere Azione – Corea del sud2011durata 79 minuti. Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

 

Seongjun va a trovare un amico a Seoul. Dato che costui non risponde alle sue telefonate si mette a girare per il quartiere e incontra un’attrice che conosceva. Dopo poco se ne va per bere vino di riso con il quale finisce per ubriacarsi. Cercherà di raggiungere l’abitazione della sua ex fidanzata. Lo vediamo poi in un altro giorno reincontrare l’attrice, raggiungere un bar in cui la proprietaria assomiglia straordinariamente alla sua ex. Per lei suonerà il piano. La ritroverà in un’altra giornata in cui, ubriaco, la bacerà.
Si potrebbe continuare ancora nella descrizione di queste azioni quotidiane perché il cinema del regista coreano Hong Sansoo è di esse che si nutre collocandole però in una dimensione in cui la linea di dispiegamento degli eventi non segue mai un succedersi cronologico ma piuttosto un alternarsi di situazioni in cui allo spettatore non è consentito di attribuire un ‘prima’ e un ‘dopo’. Ci troviamo così dinanzi a flussi narrativi in cui l’elemento surreale mescola l’onirico con il reale, offrendo alla casualità degli eventi lo spazio per dispiegare la sua presenza.Casualità a cui il regista crede fermamente affermando: “Le cose casuali accadono senza ragione nelle nostre vite ma noi ne selezioniamo alcune per formare una linea di pensiero che costituisce ciò che chiamiamo la ragione”. Ad Hong Sansoo va dato atto di credere con grande rigore a questa modalità di narrazione che riesce indubbiamente ad offrire un forte senso di smarrimento esistenziale, conservando però un’ormai apparentemente incolmabile distanza rispetto a un pubblico che non sia di nicchia.

Locandina italiana The HousemaidUn film di Im Sang-soo. Con Jeon Do-yeon, Lee Jung-Jae, Youn Yuh-jung, Seo Woo, Park Ji-young. Titolo originale Hanyo. Thriller, Ratings: Kids+16, durata 106 min. – Corea del sud 2010. – Fandango uscita venerdì 27 maggio 2011. – VM 14 – MYMONETRO The Housemaid * * * - - valutazione media: 3,06 su 33 recensioni di critica, pubblico e dizionari. 

Euny viene ingaggiata come governante e bambinaia nella casa di una ricchissima famiglia, dove la giovane e bella moglie di un uomo d’affari aspetta il frutto della seconda gravidanza, due gemelli. Bambina a sua volta, per lo spirito ingenuo e generoso che la contraddistingue, Euny conquista tutti, dalla piccola Nami, la primogenita, alla collega anziana che ha speso la sua vita a servizio nella villa, al padrone di casa, che presto passa a chiederle ben più di quello che è stata chiamata a fare. Quando la ragazza si ritrova incinta, la padroncina e sua madre non esitano a pianificare il peggio, in nome dei privilegi da conservare, costi quel che costi.
In Corea, chi non adora Im Sang-soo lo detesta senza cordialità, ma tutti, e non solo in patria, lo attendevano al varco di questo remake di uno dei capisaldi della cinematografia nazionale, firmato da Kim Ki-young nel 1960. Il risultato è distante, già sulla carta, con lo slittamento del fuoco narrativo dall’effetto del femminile perturbante su un nucleo famigliare ad un discorso tutto incentrato sui ruoli sociali, che s’interroga su chi siano i servi e chi siano i padroni e se i primi non siano in fondo più liberi e i secondi più condannati. Discorso piuttosto facilotto, per il modo in cui viene messo in scena, ma che se non altro conserva l’idea di una protagonista fuori dalle righe (del pentagramma), che sottrae all’uomo (là compositore, qui pianista per diletto e per status) una partitura già scritta e ne infiamma (letteralmente) il finale.
Elegante ma anche volontariamente pacchiano, il set -costato una fortuna- è il luogo apparentemente ideale di un thriller da camera, tra Hitchcock e Chabrol (La Cérémonie), non fosse che è proprio il thrilling che difetta, senza che, d’altro canto, il film viri allora nella black comedy. Il ruolo dell’egocentrico unico maschio, per esempio, affidato alla star Lee Jung-jae, in bilico tra dramma e presa in giro, non raggiunge mai la profondità che sarebbe stato bello vedergli toccare. Vola alto, invece, Jeon Do-youn nel ruolo di Euny: un talento già debitamente riconosciuto a Cannes, nel 2008, per Secret Sunshine di Lee Chang-dong.
Sempre alla ricerca, più che legittima, di un modo per scuotere la platea e uso a dar luogo e a navigare nelle controversie, questa volta Im Sang-Soo veleggia su acque già solcate, tanto nell’approccio estetico che nella materia del racconto.

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Un film di Im Sang-soo. Con So-Ri MoonHwang Jung-minYun Yeo-jungKim In-mun Titolo originale Baram-Nan GajokDrammaticodurata 104 min. – Corea 2003.

Hojung, moglie di un avvocato di successo, è frustrata dalla vita casalinga; il marito la cornifica, e a lei non rimane che occuparsi del figlio adottivo e del suocero alcolizzato. Finisce così per cedere alle attenzioni di un giovanissimo vicino di casa. Ma la situazione precipita: il marito e l’amante sono coinvolti in un incidente, il suocero è moribondo, e il padre del ragazzino scopre la sua relazione con Hojung…

Locandina italiana Skeleton Key

Un film di Iain Softley. Con Kate Hudson, Gena Rowlands, John Hurt, Peter Sarsgaard, Joy Bryant.Horror, Ratings: Kids+13, durata 104 min. – USA 2005. uscita venerdì 9 settembre 2005.MYMONETRO Skeleton Key * * 1/2 - - valutazione media: 2,86 su 48 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Caroline, assistente geriatrica, trova lavoro in una villa coloniale isolata, situata nelle paludi di New Orleans: dovrà badare al vecchio proprietario, immobilizzato e reso muto da un ictus, e convivere con la bisbetica moglie. Le verrà dato un passepartout, capace di aprire tutte le porte della casa tranne una: quella di una stanza accessibile solo dalla soffitta. Quando all’ossessione per la stanza proibita si unirà la sensazione che il vecchio cerchi di chiederle aiuto, in un clima carico di superstizione la scettica Caroline cercherà di far luce sulle misteriose circostanze in cui il vecchio fu colpito dall’ictus. La soffitta potrebbe celare al suo interno le risposte ma, sfortunatamente per la ragazza, non solo quelle.
Dall’autore di K-Pax, una Kate Hudson finalmente cresciuta in un horror di impatto più psicologico che visivo e dai toni fortemente inquietanti, incentrato sulle superstizioni e i riti magici dell’hoodoo (diverso, a quanto pare, dal voodoo). Asciutta e coerente con se stessa, l’opera svolazza leggera attraverso la prima parte, nonostante sfiori molti cliché del genere e calchi visibilmente la mano sulla costruzione psicologica del carattere principale. Una protagonista troppo curiosa che compie azioni assurde, giustificate (in parte) da traumi del passato, al punto da mettersi nei pasticci da sola e servirsi su un piatto d’argento a chi di dovere: per i primi due terzi The Skeleton Key potrebbe essere dunque un banale horror supportato da una cupa, e non banale, eleganza d’ambiente. Proprio quando la speranza di intravedere un briciolo di originalità starà per spegnersi, ecco la deviazione verso territori quantomeno movimentati, per un finale decisamente al di là delle aspettative. Il cambio di marcia, per quanto rilevante, arriva troppo tardi.

Regia di Hubert Sauper. Un film Da vedere 2004 Titolo originale: Darwin’s nightmare. Genere Documentario – FranciaAustriaBelgio2004durata 107 minuti. Uscita cinema venerdì 10 marzo 2006 – MYmonetro 3,15 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Quello di Victoria è il più esteso lago tropicale del mondo (68 800 kmq), compreso tra Uganda, Kenya e Tanzania. Nel 1962, “per fare un esperimento”, vi fu introdotto qualche pesce persico del Nilo. Nel giro di venti anni il vorace predatore provocò l’estinzione di quasi tutta la fauna ittica, assunse dimensioni da squalo cannibale e trasformò l’ecosistema della regione, l’assetto sociale e le abitudini alimentari degli indigeni. Nacque un’industria che esporta i filetti di pesce persico in mezzo mondo. Quasi ogni giorno all’aeroporto di Mwanza (Tanzania) atterra un cargo russo Antonov che riparte con un carico di cinquanta tonnellate di pesce. Non è, però, un documentario ittico quello che Sauper, tirolese giramondo con casa a Parigi, ha girato tra molte difficoltà, tangenti da pagare e rischi con una piccola telecamera e un aiutoregista. Altrimenti non avrebbe vinto, dopo 3 anni di lavoro, 16 premi (uno a Venezia 2004 nelle Giornate degli Autori) e una nomina all’Oscar 2005. Il pesce persico diventa una metafora del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale. Gli aerei non arrivano vuoti a Mwanza, come i razzisti, panciuti piloti ucraini dicono: trasportano kalashnikov, napalm e munizioni per rifornire le guerre civili che dagli anni ’80 devastano il cuore (di tenebra) dell’Africa. Diseguale, sconnesso, impressionistico nella prima ora, sull’orlo del miserabilismo, diventa poi uno sconvolgente rapporto con crude immagini: sterminate distese del pesce scartato che i poveri indigeni friggono e mangiano; ragazze che campano prostituendosi per pochi dollari agli alieni della civiltà occidentale; bambini che sniffano colla; ragazzini che a nuoto spingono i pesci nelle reti; il guardiano che spera nell’arrivo di una guerra di cui profitterebbero in molti.