Category: S-T-U


Locandina La caccia [1]

Un film di Carlos Saura. Con Alfredo MayoIsmael MerloEmilio Gutiérrez Caba Titolo originale La cazaDrammaticob/n durata 93 min. – Spagna 1965.

Uno dei primi (e migliori) film di Carlos Saura (e un chiaro segno di rinascita del cinema spagnolo). La storia di una battuta di caccia, che finisce in un massacro, è un pretesto per un apologo sulla borghesia franchista emersa dalla guerra civile. Tre ex veterani falangisti e un ragazzo vanno a sparare alle lepri in una pianura, dove i tre combatterono trent’anni prima.

Locandina Cria cuervos

Un film di Carlos Saura. Con Geraldine ChaplinMónica RandallConchita Perez Drammaticodurata 112 min. – Spagna 1975.

Anna, una donna sulla trentina, rievoca l’infanzia funestata da morti, incubi e nevrosi. A dieci anni, dopo la morte dell’amatissima madre, aveva tentato di uccidere il padre, non riuscendovi. Costui era poi morto d’infarto, e di Anna si era occupata una zia. Solo con la fine dell’adolescenza si era poi liberata delle sue angosce.

Locandina Bombón - El perro

Un film di Carlos Sorin. Con Juan VillegasWalter DonadoRosa ValsecchiMariela DíazSabino Morales. continua» Drammaticodurata 97 min. – Spagna, Argentina 2004uscita venerdì 9 giugno 2006.

Juan Villegas ha lavorato, per quasi tutta la sua vita, in una stazione di servizio, su una strada deserta della Patagonia, ma è stato licenziato. Durante un pomeriggio assolato, il Caso offre a Juan un lavoretto: la riparazione di una vecchia automobile in una fattoria. La proprietaria è un’anziana signora che, invece di pagare Juan in denaro, gli consegna un cane – di nome Bombòn e di razza Dogo Argentino. Da quel momento la sorte di Juan comincia a cambiare: l’uomo trova un lavoro provvisorio in un magazzino di lana; in seguito, conosce Walter che prepara i cani per le esposizioni e proprio Bombòn vincerà il terzo premio. Un racconto dolce-amaro di personaggi poveri e semplici; una storia ancora minimalista e interpretata da attori non professionisti, per il regista di Piccole storie. Un road-movie dai ritmi lenti come sono i pensieri di Juan che – silenzioso – osserva il mondo disincantato e crudele che lo circonda e come Bombòn, il cane che tutti giudicano forte e aggressivo e che, invece, non riesce ad avvicinarsi ad una femmina. Dicono che i Dogo non provano neanche dolore. Ma non è così: Bombòn, come il suo padrone, è semplicemente estraneo all’insensibilità e alla volgarità.. Bombòn, Juan e tutti quelli come loro sono davvero di “un’altra razza”.

Locandina La cura del gorillaUn film di Carlo A. Sigon. Con Ernest Borgnine, Claudio Bisio, Stefania Rocca, Bebo Storti, Antonio Catania.Thriller, durata 104 min. – Italia 2006. uscita venerdì 3 febbraio 2006.MYMONETRO La cura del gorilla * * 1/2 - - valutazione media: 2,60 su 27 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Opera prima di Carlo A. Sigon tratta dal romanzo di Sandrone Dazieri. Sandrone, detto il Gorilla, soffre fin da piccolo di sdoppiamento della personalità. È Sandrone (buono, ironico, un po’ arruffato) e al contempo è Socio (razionale, freddo violento). Investigatore senza licenza, Sandrone/Socio si ritrova ad investigare sulla misteriosa morte di un albanese.
La Colorado, dopo Quo Vadis Baby? sembra ormai lanciata sulla strada dei film con “brutti (non tutti), sporchi (spesso) e cattivi (solo un po’)”. Sigon, che ha una grossa esperienza sul piano della pubblicità e dei corti, sa destreggiarsi con abilità nella materia, ben coadiuvato da attori come Bisio, Rocca e Catania. Ha poi l’asso nella manica di un Borgnine divertente e divertito in trasferta italiana per la gioia dei cinefili che ancora ne ricordano le qualità. Resta però una perplessità che non sta tanto nel fatto che ‘non c’è più religione’ (capirete il perché e vedrete però anche che la sceneggiatura cerca subito di riequilibrare) ma nella mancanza di un vero tormento esistenziale che è connaturato al noir e che qui è troppo programmatico per risultare credibile. Le riprese (la notazione è importante per un film che è molto attento ai luoghi) sono state effettuate a Milano, nelle ex cartiere Binda, fabbrica dismessa alla periferia sud della città, e a Cremona dove Dazieri è nato nel 1964.

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Locandina Lama tagliente

Un film di Billy Bob Thornton. Con Robert DuvallJ.T. WalshJohn RitterBilly Bob ThorntonDwight Yoakam.  Titolo originale Sling BladeDrammaticodurata 119 min. – USA 1996MYMONETRO Lama tagliente * * * - - valutazione media: 3,41 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Karl è un portatore di handicap psichico che uccide la madre e il suo amante. Quando esce dalla clinica psichiatrica fa amicizia con un ragazzino orfano che subisce la violenza del convivente della madre. Karl uccide ancora. Billy Bob Thornton, oltre a essere un valido attore e un interessante regista, ha vinto l’Oscar per la sceneggiatura con questo film, che mette di fronte alla follia senza paraventi e non rinuncia a insinuare qualche domanda importante. Un flop al botteghino da recuperare in video

Locandina Una domenica in campagna

Un film di Bertrand Tavernier. Con Michel AumontSabine AzémaLouis DucreuxGeneviève MnichJean-Roger Milo. continua» Titolo originale Un dimanche à la campagneCommediadurata 94 min. – Francia 1984.

Anno 1912. Un anziano pittore, Ladmiral, vive in campagna con una governante. Come spesso accade, una domenica, arrivano a fargli visita il figlio maggiore con la moglie e i tre bambini. Nel pomeriggio si fa viva anche la figlia maggiore, che completa, seppur per poco, il tranquillo e delicato quadretto familiare. Un film fatto di poco o nulla, eppure intensamente emozionante e meritatamente premiato a Cannes nel 1984.

4.2/5
Risultato immagini per Ricomincia da oggi

Un film di Bertrand Tavernier. Con Philippe TorretonDidier BezaceMaria PitarresiNadia KaciVeronique Ataly Titolo originale Ça commence aujourd’huiDrammaticodurata 118 min. – Francia 1998.

Cittadina di provincia francese con alto tasso di disoccupati. Il dirigente di una scuola materna si trova ogni giorno a confronto con una realtà difficile. Lo Stato è lontano e attento solo alle pratiche burocratiche. Bisogna allora intervenire in prima persona, rischiando magari di sbagliare. Un film ‘politico’ di un regista che non ha mai il timore di ‘scontentare’ a destra o a sinistra, ma sa fare un cinema necessario per riflettere sulla contemporaneità.

3.75/5
Risultato immagini per il quarto comandamento mymovies

Un film di Bertrand Tavernier. Con Julie DelpyBernard-Pierre DonnadieuMonique ChaumetteRobert DhéryMaxime Leroux. continua» Titolo originale La passion BéatriceDrammaticodurata 131 min. – Francia 1987.

François, un castellano dei Pirenei del 1330, torna a casa dopo una guerra rovinosa. Incupito ed esacerbato, saccheggia i villaggi vicini e tiranneggia i familiari, fra cui la bella figlia diciottenne. François un giorno la violenta e pretende di sposarla. Ottimo film di Tavernier con interpreti e personaggi eccezionali. Un Medioevo così è difficile vederlo al cinema

3.5/5
Locandina Il giudice e l'assassino

Un film di Bertrand Tavernier. Con Isabelle HuppertJean-Claude BrialyPhilippe NoiretMichel GalabruRenée Faure. continua» Titolo originale Le Juge et l’AssassinDrammaticodurata 125 min. – Francia 1976.

1893. Un ex sergente, respinto dalla ragazza di cui si è invaghito, le spara e si spara, ma entrambi non restano uccisi. Lo internano in manicomio. Quando esce comincia a vagare per la Francia alternando crisi mistiche ad orribili delitti contro fanciulle e ragazzini. Finalmente un giudice di provincia riesce a catturarlo.

3.8/5
Risultato immagini per Daddy Nostalgie

Un film di Bertrand Tavernier. Con Jane BirkinDirk BogardeOdette LaureLouis DucreuxCharlotte Kady. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, durata 108 min. – Francia 1990.

Uno dei film più belli e poetici di Bertrand Tavernier. Presentato a Cannes e ingiustamente lasciato senza premi, descrive il rapporto tra padre e figlia. Lui è anziano e molto malato, lei è tornata a trovarlo preoccupata. La moglie assiste triste e malinconica al loro rapporto sereno, dopo anni di incomprensioni. Nella versione originale Bogarde parla inglese mentre la Birkin sia inglese che francese; in quella italiana si è supplito lasciando solo l’inglese con i sottotitoli in italiano.

6.9/10
Locandina Colpo di spugna

Un film di Bertrand Tavernier. Con Isabelle HuppertPhilippe NoiretStéphane AudranJean-Pierre MarielleEddy Mitchell. continua» Titolo originale Coup de torchonDrammaticodurata 128 min. – Francia 1981.

Alla vigilia della seconda guerra mondiale, in un villaggio coloniale dell’Africa orientale, il poliziotto Cordier si trascina in un’esistenza abulica e priva di senso. Abbruttito, privo di dignità e di coraggio, non soltanto non si cura dell’ordine pubblico, ma si lascia tradire dalla moglie e beffare dai guappi locali. L’arrivo in paese di Anne, maestrina tutta candore, scatena in lui qualche insospettabile alchimia, spingendolo a dare un “colpo di spugna” nel nome di un’allucinata giustizia che lo porta a far fuori tutti i suoi nemici (o supposti tali). Da un romanzo di Jim Thompson.

3/5
Locandina Che la festa cominci...

Un film di Bertrand Tavernier. Con Philippe NoiretJean RochefortMarina VladyJean-Pierre MarielleChristine Pascal. continua» Titolo originale Que la fête commenceStoricodurata 120 min. – Francia 1975.

Dopo la morte di Luigi XIV, in Francia comanda suo fratello Filippo d’Orléans. Filippo sarebbe anche d’idee avanzate, ma è troppo condizionato dal perfido abate Dubois che fa il gioco del governo inglese. L’unico ad opporsi a Dubois è il guascone Pontcallec, che però viene catturato e mandato al patibolo. Intanto nel paese cominciano a serpeggiare i primi fermenti della rivoluzione, che però si farà aspettare settant’anni.

Risultato immagini per szabadgyalog

Prima data di uscita: 28 gennaio 1982 (Budapest)RegistaBéla TarrSceneggiaturaBéla TarrCasa di produzionePannonia Film StudioMusica composta daAndrás SzabóCastJolan FodorImre DonkoAndrás SzabóFerenc Janossy,

L’unico conforto di Andràs Szabó, giovane infermiere in un manicomio, è il violino. Intorno a sé, la realtà quotidiana e scialba di un’anonima cittadina ungherese. L’altro conforto di Andràs è l’alcool, capace di consolare la sua solitudine, i contrasti, le lotte e le sue incomprensioni con il mondo che lo circonda.

6.5/10
perdizione_1988

Un film di Béla Tarr. Con Gábor Balogh, János Balogh, Péter Breznyik Berg, Imre Chmelik, György Cserhalmi Drammatico, durata 120 min. – Ungheria 1988. MYMONETRO Perdizione * * * 1/2 -valutazione media: 3,50 su 1 recensione.

Karrer vive già da anni come tagliato fuori dal mondo, lontano da tutto. Passa il suo tempo osservando le benne della teleferica che si allontanano all’orizzonte, o vagabondando senza meta, sotto una pioggia incessante, per chiudere invariabilmente le sue giornate, qualunque sia la direzione presa la mattina, nella medesima taverna. Un giorno decide di coinvolgere nei suoi loschi affari il marito della cantante del Bar Titanic, per poter così avvicinare la giovane donna. Riesce ad allontanare l’uomo per qualche giorno, con la complicità di Willarsky, suo amico e proprietario del bar. Gli slanci affettivi mutevoli che caratterizzano i rapporti tra questi quattro personaggi indissolubilmente legati gli uni agli altri dai loro interessi e sentimenti, provocano tra di essi conflitti e ravvicinamenti disperati. Sarà Karrer a uscirne sconfitto; a lui non resterà che l’odio e il desiderio di vendetta. Le tappe del suo calvario lo porteranno non alla redenzione, ma a ciò che rappresenta il peggio per l’uomo europeo: la morte che precede la morte, la solitudine totale, il naufragio nella perdizione.

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Rapporti prefabbricati

CENEGGIATURA/AUTOREBéla Tarr FOTOGRAFIABarna MihókFerenc Pap PRODUZIONE: Ungheria GENEREDrammatico DURATA: 102 minuti

Un uomo decide di abbandonare il tetto coniugale, ma poi ci ripensa e torna a casa dalla moglie, con la quale è sposato da nove anni. Il loro matrimonio, però, si trascina stancamente tra liti e incomprensioni: lei vorrebbe che suo marito l’aiutasse a crescere i figli e a sbrigare le faccende domestiche, ma lui, pigro e indolente com’è, quando non lavora, pensa solo a riposarsi e rilassarsi, scatenando così la rabbia della sua compagna.


Regia di Béla Tarr. Un film con Laszlone HorvathLászló HorváthGábor Kun. Genere Drammatico – Ungheria1979durata 108 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Tornato dal servizio nel corpo militare di stato, Laci è costretto a vivere con la moglie operaia Irén e la figlioletta nell’angusto appartamento dei suoi genitori, in attesa che il piano alloggi gliene fornisca uno. Il padre di Laci mal sopporta la nuora, imputandole l’incapacità tanto di educare la bambina quanto di mettere da parti soldi per far fronte alle spese comuni. Le incomprensioni crescenti porteranno all’inevitabile frattura del nucleo famigliare.
Prodotto dai Béla Balázs Studio, l’esordio nel lungometraggio del giovane Béla Tarr affronta una problematica di stretto carattere politico-sociale, com’è la carenza di case nel sistema comunista ungherese, mediante il linguaggio di un cinéma-vérité aggressivamente polifonico. A conferma dell’interesse pubblico di quanto si vedrà sullo schermo, ad aprire è una didascalia inequivocabile nella sua chiarezza: «È una storia vera, non è accaduta ai personaggi del nostro film, ma sarebbe potuta accadere anche a loro».

3.0/5
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Risultato immagini per Il Cavallo di Torino

Un film di Béla Tarr, Ágnes Hranitzky. Con Volker Spengler, Erika Bok, János Derzsi, Mihály Kormos Titolo originale A Torinói ló. Drammatico, durata 150 min. – Ungheria, Francia, Germania, Svizzera 2011. MYMONETRO The Turin Horse * * * 1/2 - valutazione media: 3,67 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il film è liberamente ispirato a un episodio che ha segnato la fine della carriera del filosofo Friedrich Nietzsche. Il 3 gennaio 1889, in piazza Alberto a Torino, Nietzsche si gettò, piangendo, al collo di un cavallo brutalizzato dal suo cocchiere, poi perse conoscenza. Dopo questo episodio, che costituisce il prologo del film, il filosofo non scrisse più e sprofondò nella follia e nel mutismo. Su queste basi, The Turin Horse racconta la storia del cocchiere, di sua figlia e del cavallo, in un’atmosfera di grande e simbolica povertà.
Il regista afferma: ‘Il film segue questa domanda: cosa accadde al cavallo? Il cocchiere Ohlsdorfer e sua figlia vivono in campagna. Sopravvivono grazie a un duro lavoro. Il loro unico mezzo di sussistenza è il cavallo con il carro. Il padre va a lavorare, la figlia si occupa delle faccende domestiche. È una vita misera e infinitamente monotona. I loro abituali movimenti e i cambi di stagione e di momento del giorno dettano il ritmo e la routine che viene loro crudelmente inflitta. Il ritrae la mortalità, con quel dolore profondo che noi tutti che siamo condannati a morte, proviamo.’

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Risultato immagini per hotel magnezit mymovies

Tibi Szepesi, un operaio ormai prossimo alla pensione, viene licenziato dalla fabbrica in seguito al furto di un motore. Dovrà abbandonare anche l’alloggio riservato ai dipendenti, ma lui, che è stato tenente dell’aeronautica e ha combattuto nell’ultima guerra, si oppone disperatamente alla decisione. Primo cortometraggio di Béla Tarr.

2.5/5

Risultato immagini per L'Avvocato del Terrore"

Un film di Barbet Schroeder. Titolo originale L’avocat de la terreurDocumentariodurata 131 min. – Francia 2007.

 Film documentario del 2007 diretto da Barbet Schroeder, sulla controversa figura di Jacques Vergès.

Risultati immagini per Ha'Meshotet

Regia di Avishai Sivan. Un film Titolo originale: Ha’Meshotet. Genere Drammatico – Israele2010durata 86 minuti.

Isaac, un giovane studente di yeshiva, figlio unico nato da genitori diventati ortodossi. Intrappolato in una famiglia disfunzionale e un corpo debilitante, Isaac trova rifugio nel vagabondaggio. Tormentato dalla sterilità appena scoperta, Isaac cerca risposte nel discutibile passato di suo padre. Passeggiando per i vicoli della città cerca la liberazione.