Category: Romero George A.


Regia di George A. Romero. Un film Da vedere 2007 con Michelle MorganJoshua CloseShawn RobertsAmy Ciupak LalondeJoe DinicolCast completo Genere Horror, – USA2007durata 95 minuti. Uscita cinema venerdì 30 ottobre 2009 distribuito da Minerva Pictures Group. – MYmonetro 3,07 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Negli USA si diffonde, veloce, un’epidemia che ridà vita a morti affamati di carne umana. Impegnati all’aperto a girare un horror con piccole cineprese a spalla, studenti di cinema e il loro docente filmano in diretta la spaventosa situazione. 5ª tappa della saga Dead che Romero iniziò nel 1968 in BN con La notte dei morti viventi , trasformandola in un serial d’autore di impietosa analisi politica della società USA dei 2 Bush. In questo 5° film il cinema, in senso tecnico-espressivo, sostituisce la denuncia. Romero affida il ruolo di regista ai suoi personaggi (agli studenti) che registrano ciò che vedono, coniugando il verbo to shoot (riprendere, ma anche sparare). Seguito da Survival of the Dead .

Locandina La città verrà distrutta all'alba

Un film di George A. Romero. Con Lane CarrollHarold Wayne JonesLloyd HollarRichard LibertiniLynn Lowry. continua» Titolo originale The CraziesDrammaticodurata 103 min. – USA 1973MYMONETRO La città verrà distrutta all’alba **--- valutazione media: 2,43 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un aereo militare che trasporta un carico pericolosissimo – un virus da impiegare come arma batteriologica – precipita al suolo. Immediatamente nell’aria si diffonde una nube tossica. A fare le spese del disastro sono gli abitanti di una piccola città che finiscono preda di una follia omicida che degenera in morte. Per arginare il pericolo, ma anche (o soprattutto?) per soffocare la notizia, le autorità isolano la regione mobilitando medici e militari in assetto di guerra. Ma la misura è in sé sterile: può servire, infatti, solo a dar tempo ai responsabili della sicurezza per valutare altre soluzioni. A niente servono la fuga di alcuni giovani (ex combattenti in Vietnam) dalla città infetta ed il lavoro febbrile di un dottore che riesce ad isolare il virus e ad approntare un antidoto … I comandi militari hanno già deciso: l’ordine è distruggere tutto ciò che si trova nella zona contaminata, abitanti compresi. Uscito nel periodo caldo della contestazione alla guerra del Vietnam, il film lancia strali su strali contro i pericoli della guerra batteriologica e contro l’ipocrisia degli alti comandi e dei politici preposti al bene della nazione. Opera robusta, ma, per opinione diffusa, fredda e formale – quasi dovuta -, priva senz’altro della sottile forza polemica del precedente originalissimo La notte dei morti viventi.

Risultati immagini per Ellery Queen locandinaEllery Queen è il titolo di una serie televisiva poliziesca statunitense, ideata nel 1974 da Richard Levinson e William Link e trasmessa dalla catena televisiva NBC dal 1975 al 1976.

La prima trasmissione in Italia è avvenuta nel 1979 sui canali della RAI. Attualmente la serie viene riproposta saltuariamente dal canale Giallo del digitale terrestre.

La serie è composta da 22 episodi, più un episodio pilota, ed è tratta dai racconti polizieschi di Ellery Queen, pseudonimo con cui erano conosciuti i due scrittori Frederic Dannay e Manfred B. Lee.

Gli autori della serie, noti anche per aver ideato Mannix, Colombo e La signora in giallo, riadattarono alcuni dei racconti brevi compresi nelle raccolte più famose dei due scrittori, in particolare Le avventure di Ellery Queen.

A interpretare il protagonista fu Jim Hutton (il padre del più famoso Timothy), mentre l’ispettore Richard Queen, padre di Ellery, fu interpretato dal caratterista David Wayne. Personaggi di contorno il fidato sergente Thomas Velie (Tom Reese), braccio destro dell’ispettore Queen, il conduttore di gialli radiofonici, nonché investigatore dilettante, Simon Brimmer (John Hillerman) e il giornalista Frank Flannigan (Ken Swofford).

In ciascun episodio compaiono celebri attori cinematografici statunitensi e britannici, che ricoprono il ruolo di guest star nel ruolo di indiziati. Sono da ricordare, fra le altre, le partecipazioni di Ray Milland, Kim Hunter, Farley Granger, Joan Collins, Dean Stockwell, Eva Gabor, Dick Van Patten, Dorothy Malone, Larry Hagman, Rhonda Fleming, Cesar Romero, Sal Mineo, Donald O’Connor, Tom Bosley, George Burns, Eve Arden, Susan Strasberg, Ida Lupino, Don Ameche, Howard Duff, Tab Hunter, Signe Hasso, Stuart Whitman, Mel Ferrer, Dana Wynter, Troy Donahue, Vincent Price, Vera Miles, Forrest Tucker, Juliet Mills. Continua a leggere

Poster La terra dei morti viventiUn film di George A. Romero. Con Asia Argento, Dennis Hopper, John Leguizamo, Simon Pegg, Simon Baker. Titolo originale Land of the Dead. Horror, durata 93 min. – Canada, Francia, USA 2005. uscita venerdì 15 luglio 2005. MYMONETRO La terra dei morti viventi * * 1/2 - - valutazione media: 2,65 su 40 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Romero, colui che attraverso una figura irreale, lo zombie, aveva negli anni ’70 demolito certezze e instillato dubbi più che concreti, torna a criticare aspramente la civiltà moderna con un film romanticamente crepuscolare e ben riuscito, per quanto non privo di insospettabili difetti.
Che Land of the Dead sia un film politico è palese: meno palese (e prevedibile) è il fatto che sia “solo” un film politico. La trama: i morti viventi vagano in una terra disabitata, mentre gli esseri umani si sono rifugiati in una città-fortezza per poter continuare a vivere le proprie vite. Ma al di fuori delle mura l’esercito dei morti viventi sta diventando sempre più numeroso
Tensione, suspance e colpi di scena sono quasi completamente assenti e poco riescono le ottime caratterizzazioni dei personaggi a supplire alle mancanze di una sceneggiatura che, se presa come pamphlet sociale risulta essere perfetta (e condivisibile, almeno da un punto di vista proletario), mostra invece le corde sia come elemento portante di uno zombie-movie classico, che come base per un film capace di regalare emozioni forti.
Romero è ancora capace di grandi suggestioni e immaginifiche trovate (i fuochi d’artificio la cui visione stordisce e ammalia per un attimo le menti ottenebrate degli zombie), ma oggettivamente qui è poco a suo agio con l’azione vera e propria. Non c’è apparizione zombesca che non appaia telefonata, non c’è personaggio che non abbia già scritto in faccia il suo destino fin dalla prima inquadratura. Sembra quasi che, troppo concentrato sull’inserire messaggi e intra-lettura nella pellicola, Romero si sia scordato la parte relativa all’intrattenimento.
L’America, che ha sostenuto ben poco il film, è distante e, probabilmente, lo è anche il resto del mondo cinematografico e non.
C’è ancora posto per il cinema di Romero nel 2005?
Forse, o forse no, sta di fatto che La Terra dei Morti Viventi è un bel film, anche se la sensazione dominante è che, anche per gli zombie, dopo notti, albe e giorni, sia arrivato davvero il tramonto. Continua a leggere

Un film di George A. Romero. Con Tom Savini, David Emge, Ken Foree, Scott Reiniger, Gaylen Ross.Titolo originale Dawn of the Dead. Horror, durata 120 min. – USA 1979. MYMONETROZombi * * * 1/2 - valutazione media: 3,71 su 38 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una misteriosa epidemia che resuscita i morti trasformandoli in mostri affamati di carne umana dilaga negli Stati Uniti senza che militari e scienziati possano opporvi rimedio. Francine, una ragazza incinta che lavora presso un’emittente televisiva di Philadelphia, insieme all’amico Stephen e ai poliziotti Peter e Roger, tenta di mettersi in salvo raggiungendo in elicottero un grande centro commerciale che potrebbe offrire sicuro rifugio e abbondante scorta di viveri ed armi. Dopo aver eliminato gli zombi che si trovano all’interno (i mostri muoiono se colpiti al cervello) Francine, Stephen e Roger (Peter è stato ucciso dopo che il morso di uno zombi lo ha irrimediabilmente contaminato), devono fronteggiare l’improvvisa irruzione di un banda di teppisti motorizzati che vogliono saccheggiare le provviste di cibo. Continua a leggere

Zombi 2 - 1979 - bdrip ita eng subita_s.jpg

Un film di Lucio Fulci. Con Richard Johnson, Tisa Farrow, Ian McCulloch, Olga Karlatos.Horror, durata 94 min. – Italia 1979. – VM 18 – MYMONETRO Zombi 2 * * 1/2 - - valutazione media: 2,87su 23 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Zombi 2 è un cult movie per eccellenza come dice Marco Giusti in “Stracult”. Un film che lo stesso Fulci amava così tanto da definirlo “un horror artaudiano”, prendendo a prestito le sue notevoli Poesie della crudeltà. Però aggiungeva che era “un horror senza crudeltà ma con molta presupposizione della crudeltà”.
La partenza è subito inquietante con una misteriosa barca a vela alla deriva nella baia di Hudson. La polizia interviene e un agente che si spinge all’interno scopre mosche, vermi e una mano mozzata in putrefazione. Una musica intensa realizzata con il sintetizzatore conduce lo spettatore verso l’inizio dell’incubo. Esce fuori uno zombi da una cabina e si divora l’agente a morsi in un trionfo di splatter, mentre l’altro poliziotto spara a ripetizione e riesce a far cadere in mare lo zombi.
Ann Boll comprende che quella barca è la stessa con la quale suo padre era partito per i Caraibi e vuole scoprire la verità. Indaga pure il giornalista Peter West che incontra sulla barca Ann Boll. Entrambi stanno cercando qualche prova, trovano una lettera del padre di Ann e alla fine devono fingere di fare l’amore per sviare i sospetti di un poliziotto che li sorprende. Nella lettera il padre parla di una misteriosa malattia che ha contratto sull’isola di Matul nella Repubblica Dominicana. Il contagio zombi intanto sta impossessandosi pure di New York e all’obitorio il poliziotto morto sta prendendo vita.
I nostri eroi decidono di andare a Matul, pure il direttore del giornale (un Lucio Fulci che ama recitare piccole parti nei suoi film) è d’accordo e incarica il reporter di fare un servizio. Una volta arrivati a Santo Domingo si fanno accompagnare sull’isola da Bryan Court e Susan Barreto che possiedono una barca. Intanto sull’isola il dottor Menard sta facendo esperimenti per combattere un terribile virus che trasforma gli uomini in zombi. Paola, la moglie del dottore, è terrorizzata ed è preda di un vero e proprio esaurimento nervoso. Nell’isola c’è qualcosa che non va. Si parla di mostri, di vudù, di un’antica maledizione e gli abitanti impauriti sono scappati via sotto la guida dello sciamano. La musica di Frizzi e Tucci fa la parte del leone e ci introduce a colpi di tamburi tribali e monotono gracchiare di corvi in un’atmosfera vudù – caraibica. Pure Fulci ci mette del suo riprendendo alcune ottime scene di vento tropicale e di sabbia che si solleva su spiagge coperte di palme. I nostri eroi arrivano sull’isola e conoscono il dottore che è all’opera in un ospedale costruito con travi di legno tra ventilatori a pala sul soffitto, caldo intenso, vento e mosche. L’atmosfera di tristezza e squallore è ben riprodotta. A questo punto si inserisce la scena per cui tutti ricordano questo film. La moglie del dottor Menard sta facendo la doccia e la scena pare più da sexy movie che da film horror, ma si sa che Fulci amava contaminare i generi, un po’ come Joe D’Amato. Uno zombi la spia a lungo dalla finestra e quindi tenta di forzare la porta, ma la donna gli rinchiude la mano e gli spezza le dita. Alla fine lo zombi riesce a sfondare tutto e afferra la donna per i capelli portandole la testa verso una scheggia di legno che le trafigge l’occhio sino in fondo. Questa scena che vede Olga Karlatos massacrata in modo bestiale sarà imitata da tutti i registi degli anni Ottanta (Joe D’Amatocompreso) ma nessuno riuscirà a farla così bene come l’originale. In queste cose Fulci ci sapeva fare e la rappresentazione della morte era la sua specialità, lui riusciva a far vedere cose davanti alle quali altri si fermavano inorriditi. Pure l’atmosfera di terrore che si vive nell’isola è resa molto bene e Fulci ci fa sentire il respiro degli zombi frammisto al vento. La stessa cosa farà D’Amato in Antropophagus e in Porno Holocaust.
Diciamo subito che questo film non ha niente a che vedere con Zombi (1979) di George Romero di cui vuol solo ricalcare il titolo e seguire le orme del successo. Zombi completa la trilogia romeriana iniziata con La notte dei morti viventi e chiusa con Il giorno degli zombi. Fulci è di sicuro ispirato dalla visione delle prime due pellicole ma costruisce una storia originale di zombi che ha una sua ragion d’essere e soprattutto una diversa localizzazione geografica. Gli zombi dominicani di Fulci hanno una derivazione soprannaturale che ricalca le leggende vudù e, pur se nella pellicola non si toccano vette di poesia e di alta cinematografia sul tipo del successivo Il serpente e l’arcobaleno (1988) di Wes Craven, il livello della narrazione resta sempre alto. Gli zombi poi sono del tutto diversi da quelli teorizzati da Romero. Per dirla con Antonio Tentori, i morti viventi di Fulci sono “orribili cadaveri in putrefazione o mummie ripugnanti”. Con il critico romano condividiamo pure l’approccio alla tecnica filmica di Fulci e la sua visione che ne fa un vero e proprio teorico dello splatter estremo.

Poster La notte dei morti viventi [1]

Screener versione dvdrip:

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Screener versione bdrip:

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Un film di George A. Romero. Con Duane Jones, Judith O’Dea, Russell Steiner, Karl Hardman, Marilyn Eastman.Titolo originale The Night of the Living Dead. Horror, b/n durata 96 min. – USA1968. – The Space Movies uscita venerdì 31 ottobre 2014. MYMONETRO La notte dei morti viventi [1] * * * 1/2 - valutazione media: 3,65 su 31 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Barbara e suo fratello Johnny stanno pregando su una tomba in un piccolo cimitero quando uno sconosciuto assale il ragazzo e lo uccide. Barbara, sconvolta, chiede aiuto in una vicina casa isolata, ma scoprendovi un cadavere crudamente mutilato cade in uno stato catatonico. Nella stessa casa, nel cui scantinato sono nascosti i coniugi Cooper e la loro figlioletta, trovano rifugio anche Ben, un commesso viaggiatore di colore e due giovani fidanzati, ciascuno in cerca di riparo dalle insensate aggressioni di alcuni esseri dall’aspetto cadaverico che si aggirano nei dintorni. Mentre scende la notte, il gruppo apprende dalla radio che una pioggia radioattiva causata dall’esplosione di una navicella spaziale di ritorno da Venere ha fatto resuscitare i morti trasformandoli in creature omicide, morte nel corpo ma vive nel cervello (possono essere distrutte soltanto con il fuoco o con una pallottola in fronte): colui che ne subisce il morso è condannato alla stessa orribile trasformazione. Asserragliati nella casa, per tutta la notte, gli uomini e le donne subiscono il furioso assalto dei morti viventi. I due fidanzati muoiono mentre tentano la fuga su un camioncino; la bambina morsa da uno zombi uccide la propria madre; Barbara è rapita dal fratello redivivo… La mattina dopo, soltanto Ben è sopravvissuto, ma mentre sta per uscire allo scoperto, lo sceriffo sopraggiunto con alcuni aiutanti, scambiandolo per uno dei mostri, lo uccide con una pallottola in fronte. Come i film di fantascienza, La notte dei morti viventi racconta di un’invasione, ma di un’invasione che scaturisce dall’interno di un contesto sociale corrodendo inesorabilmente certezze ed istituzioni. La famiglia è ridotta a nucleo devastato e cannibalesco (…la figlia massacra e divora la madre, il fratello aggredisce la sorella); l’ordine costituito è una casta di potere cieca e spietata che si abbandona ad omicidi gratuiti ai danni, preferibilmente, dei “diversi” (Ben, ultimo scampato all’incubo, è un negro); il gruppo “rappresentativo” di americani in pericolo, invece di unirsi in uno sforzo comune, è frantumato da spinte individualistiche e irrazionali che nell’eccezionalità del momento tendono a sopraffarsi (…Harry chiude fuori della casa Ben che aveva tentato di aiutare i due giovani nell’auto in fiamme, e Ben, rientrato, nella concitazione, lo uccide); la casa è un avamposto assediabile che nasconde tra le sue stesse pareti la minaccia (…dalla cantina emerge la donna con la bambina ormai contaminata e votata alla distruzione); i morti usciti dalle tombe sono simbolo di una resurrezione blasfema, ribelle, apocalittica; i vivi, infine, sono creature destinate a non sapere quando finisce la loro vita e quando comincia la loro morte. Il film è pervaso da un’angoscia indefinibile e disturbante – ancora oggi sorprendentemente avvertibile -, messa in risalto da un secco bianco e nero, dalla presenza di attori dilettanti o semisconosciuti, dalle stesse giovanili incertezze della regia. Le atmosfere agghiaccianti traggono sicuramente spunto dal romanzo “I’m A Legend” di Matheson, ma il discorso di Romero è nuovo e personalissimo. Girato con poco più di 114.000 dollari a Pittsburg, in sei mesi e (si dice) durante i fine settimana liberi della troupe, il film diventa subito un cult (R. Russ e J. Ross, in “Focus on the Horror Film”, lo definiscono con una punta di ironia un “cult movie underground”) e dà inizio ad una serie di imitazioni e ad un inteminabile filone, prevalentemente horror. Una copia è conservata al Museo di Arti Moderne di New York e nel 1986 ne è stata distribuita una versione colorizzata dagli Hal Roach Studios. Nel 1993 è uscito Nitght of the Living Dead 25th Anniversary Documentary che ricostruisce la lavorazione della pellicola e contiene interviste a famosi registi (Landis, Raimi, Craven ed altri) che il film hanno apprezzato. Romero appare brevemente nella parte di un reporter. Titoli alternativi: Night of Anubis, Night of the Flesh Eaters.