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RACCONTO DI PRIMAVERA, D'INVERNO, D'ESTATE, D'AUTUNNO Eric Rohmer SERIE 4  DVD | eBay

Regia di Eric Rohmer. Un film Da vedere 1990 con Hugues QuesterAnne TeyssèdreFlorence DarelEloise BennettSophie RobinCast completo Titolo originale: Conte de printemps. Genere Commedia – Francia1990durata 112 minuti. – MYmonetro 3,00 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Jeanne (Teyssedre), docente di filosofia al primo incarico, si fa ospitare da Natasha (Darel) che, in antipatia verso l’amichetta del padre (Bennett) sua coetanea, spinge la nuova amica tra le braccia del genitore (Quester). È il 1° del ciclo “Racconti delle quattro stagioni” che segue ai “Racconti morali” e a “Commedie e proverbi”. Vi succede poco sul piano dei fatti, molto su quello dei sentimenti. Gli si addice un noto detto di Hoffmanstahl: “La profondità va nascosta. Dove? In superficie”. Settantenne felice, E. Rohmer continua per la sua strada: la trasparenza dello stile, l’interesse per i personaggi giovani, la leggerezza elegante del tocco, il suo cinema fondato sulla comunicazione verbale e l’analisi psicologica.

Racconto D'Estate (Nuova Edizione): Amazon.it: Poupaud, Langlet, Simon,  Nolin, Lefevre, Poupaud, Langlet, Simon, Nolin, Lefevre: Film e TV

Regia di Eric Rohmer. Un film Da vedere 1996 con Melvil PoupaudAmanda LangletGwenaëlle SimonAurélia NolinAimé LefèvreCast completo Titolo originale: Conte d’été. Genere Commedia – Francia1996durata 101 minuti. – MYmonetro 3,67 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari

Charmeur senza calcoli, seduttore suo malgrado, un po’ vigliacchetto e insicuro, studente in vacanza estiva sulla costa bretone non sa chi scegliere tra Léna, Margot e Solène. Risolve l’impiccio con la fuga. 3° film del ciclo legato alle quattro stagioni, conferma le qualità del sempreverde Rohmer, dandy della semplicità, squisito analista della banalità quotidiana, curioso della gioventù, che fa un cinema all’insegna della parola, dell’eleganza, della sobrietà e di un’ambiguità non priva di sottili perversioni.

Regia di Eric Rohmer. Un film con Beatrice RomandMarie RivièreAlain LiboltCharlotte VéryFrederic Van Den DriesscheCast completo Titolo originale: Conte d’automne. Genere Commedia – Francia1998durata 111 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 12 recensioni.

Saint Paul Trois Chateau. Settembre. Si stanno ultimando i preparativi per il matrimonio della figlia di Isabelle, una libraia amica di Magali, una viticoltrice quarantacinquenne single con due figli lontani. Isabelle si reca a trovarla nella sua vigna e, avvertendo il disagio causato nell’amica dalla solitudine, le suggerisce di mettere un’inserzione in una rubrica di cuori solitari. Magali respinge l’idea e di lì a poco sarà Isabelle a far pubblicare l’inserzione presentandosi come fosse l’amica.
In questo film di chiusura del ciclo delle stagioni Rohmer sembra avvertire l’urgenza di rileggere il proprio lavoro per individuare dei punti fermi su cui riflettere, se non addirittura ironizzare, in attesa di ripartire per nuove esplorazioni senza sentirsi mai del tutto appagato dalle proprie opere. Accreditato di un consolatorio premio per la sceneggiatura il film trova nell’inquadratura finale (che non riveleremo) il suo senso più profondo che lo spettatore potrà cogliere con facilità.
Sul piano formale il film si presenta come un gioco di rifrazioni condotto dal regista sul suo stesso cinema. Ad esempio le chiacchierate intorno a un tavolo o la passeggiata tra le vigne, con la battuta sui sogni dei campagnoli che hanno come oggetto i soldi, ci riporta al Rohmer classico. Va rilevata poi l’autoironia del riferimento all’architettura industriale, oggetto di uno dei suoi documentari televisivi in cui studiava le metamorfosi del paesaggio o la rinnovata e speculare presenza di un insegnante di Filosofia (vedi Racconto di primavera) che qui indossa le vesti di seduttore di giovani fanciulle. Se l’intimo sentire di Isabelle, che si colloca sempre più al centro della vicenda, emerge progressivamente e si definisce, come già sottolineato, nell’ultima inquadratura, va rilevato però che abbiamo ancora tre donne presenti come nel racconto estivo. Qui però gli uomini in primo piano sono almeno due e tra loro spicca Gérald, uno dei pochi protagonisti maschili positivi del cinema rohmeriano.

Regia di Eric Rohmer. Un film Da vedere 1983 con Arielle DombasleAmanda LangletSimon De La BrossePascal GreggoryFéodor AtkineCast completo Titolo originale: Pauline à la plage. Genere CommediaDrammaticoSentimentale – Francia1983durata 94 minuti. – MYmonetro 3,71 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La bella divorziata Marion (A. Dombasle) e sua nipote, la tredicenne Pauline, passano gli ultimi giorni di vacanza in settembre su una spiaggia della Normandia. Pauline fa il suo apprendistato amoroso, ma i modelli adulti a disposizione non sono raccomandabili. 3° episodio della serie “Commedie e proverbi” (“Chi parla troppo si danneggia”, Chrétien de Troyes), è una commedia elegante sullo sfondo di un paesaggio alla Dufy affidata interamente al dialogo. Puro teatro senz’essere teatrale. Fotografia di Nestor Almendros.

Regia di Eric Rohmer. Un film Da vedere 1984 con Tchéky KaryoChristian VadimPascale OgierFabrice LuchiniMathieu SchiffmanCast completo Titolo originale: Les nuits de la pleine lune. Genere Commedia – Francia1984durata 102 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 7 recensioni.

Novembre, Parigi. Louise è una giovane arredatrice d’interni che vive con Rémi in un appartamento a Marne La Vallée, quartiere periferico in fase di completamento. Louise, anche se ama il suo compagno, vorrebbe però conservare una parte di autonomia che le consente di uscire la sera con amici e amiche senza doversi sempre piegare a compromessi. Rémi invece pensa esattamente all’opposto. Pensa di aver già poco tempo da condividere con lei e non vuole perderne neanche un secondo. Non gli interessa nulla della vita mondana tanto che ha preferito andare ad abitare nel luogo in cui lavora anche se si trova fuori Parigi. Louise si è però lasciata uno spazio di fuga: un appartamentino in città che ha affittato ad un’amica e che ora provvede a riarredare per trasformarlo in un’isola di provvidenziale solitudine. Il primo a visitarla sarà Octave, sposato e con figlia ma innamorato (respinto) di Louise.
“Chi ha due mogli perde l’anima. Chi ha due case perde il senno”. Il proverbio che apre il film è significativo a partire dalla sua struttura. È infatti formato da due parti la prima delle quali è stata pensata da Rohmer mentre la seconda appartiene alla tradizione popolare francese. Si tratta in fondo della stessa unione di due aspetti che contrassegna la personalità della protagonista. La versione francese (“Qui a deux femmes perd son âme”) permette di ampliare ulteriormente la riflessione. La prima parte è infatti riferibile ovviamente a Octave che vorrebbe avere due donne trovandosi però anche a rappresentare il lato maschile di Louise la quale è a sua volta “deux femmes”. Una cerca la stabilità in amore e una si dà da fare per negarla.
Se si osservano con attenzione le immagini dei titoli di testa si noterà una serie di dissolvenze che offrono allo sguardo dello spettatore una panoramica a 180°, continuamente frammentata, che sposta progressivamente il suo punto di vista mostrando ulteriori porzioni di spazio. La strada, con il bivio in apertura e in chiusura, assume una valenza metaforica. È necessario confrontarsi continuamente con i bivi della vita dovendo compiere delle scelte mai facili e mai definitive.
Le protagoniste del ciclo di “Commedie e proverbi” (e Louise è una di loro) si trovano costantemente impegnate a cercare di estromettere la realtà dal loro universo ma quest’ultima si fa largo a forza e a nulla valgono gli sforzi messi in atto per tentare di arginarla. La vita per Rohmer è un flusso di relazioni in cui l’altro non può essere programmaticamente al servizio di una propria scelta per quanto valida essa sia. Non si può escludere chi ci sta accanto da una comunicazione ‘vera’. Il personaggio di Louise diventa così interessante perché è una donna che vorrebbe rimanere presente nella vita di due uomini senza però ‘esserci’ del tutto. Si tratta di un desiderio che non è legato solo alla finzione cinematografica. Ancora una volta Rohmer sa leggere nel profondo dell’animo di personaggi che sono persone.

La carriera di Susanna (1963) | FilmTV.it

Un film di Eric Rohmer. Con Catherine SéePhilippe BeuzenChristian CharrièreDiane WilkinsonPatrick Bauchau Titolo originale La Carrière de SuzanneCommediadurata 54 min. – Francia 1963.

Parigi. Bertrand, diciottenne matricola della Facoltà di Farmacia, alloggia all’Hòtel de l’Observatoire. Il suo migliore amico è Guillaume, studente come lui ma molto sicuro di sé soprattutto nei rapporti con l’altro sesso. Bertrand, a cui interessa l’irlandese Sophie, è però molto timido. Al Café de Luco i due conoscono Suzanne, una brunetta che lavora al Comitato Nazionale contro la tubercolosi frequentando dei corsi serali di lingua italiana. Guillaume si dà subito da fare con la ragazza ma una sera, nel corso di una festa nella propria abitazione, presta tutta la sua attenzione proprio a Sophie sotto lo sguardo imbarazzato dell’amico. Invitato a rimanere, dopo che gli altri se ne sono andati, Bertrand deve improvvisare una seduta spiritica in cui fa comparire Don Giovanni che invita Suzanne e Guillaume ad andare a letto insieme.

Locandina La nobildonna e il duca

Un film di Eric Rohmer. Con Lucy RussellJean-Claude DreyfusFrançois MarthouretLéonard CobiantCaroline Morin. continua» Titolo originale L’anglaise et le DucStoricodurata 128 min. – Francia 2001. – Bim Distribuzione MYMONETRO La nobildonna e il duca ***-- valutazione media: 3,34 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Grace Elliott, è una giovane dama scozzese che si ritrova a Parigi, impossibilitata a rientrare in patria, nei giorni della Rivoluzione. Il film di Rohmer si ispira ai suoi diari, che riferiscono dei giorni del Terrore, ma anche del suo legame con Philippe “Egalité” Duca d’Orléans, cugino di Luigi XVI. I due sono stati amanti, ma un’attenzione profonda li lega ancora. Grace però, da monarchica convinta qual è, non perdona a Philippe il voto in favore della messa a morte del Re. Si ritrova poi coinvolta in un processo nel quale, a seguito di una lettera rinvenuta in un suo cassetto, viene accusata di essere una spia inglese controrivoluzionaria. Eric Rohmer affronta per la terza volta un film in costume per raccontare, dal punto di vista dell’aristocrazia, i giorni del Terrore. Lo fa tentato, più che dalla lettura ideologica, dalla possibilità di tradurre in immagini un diario e dall’uso, per lui assolutamente nuovo, del digitale. Non potendo e non volendo ricostruire la Parigi ‘com’era’, ne ha commissionato delle vedute pittoriche a un artista e le ha usate come sfondi su cui far agire gli attori nel momento in cui si trovano all’esterno. Ne risulta un film geometrico e prezioso, ma un po’ freddo. Proprio come una stampa antica.

Regia di Eric Rohmer. Un film Da vedere 1976 con Bruno GanzOtto SanderEdith CleverEdda SeippelPeter LührEduard LinkersCast completo Titolo originale: La marquise d’O…. Genere Drammatico – FranciaGermania1976durata 107 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 6 recensioni.

Da una novella (1808) di Heinrich von Kleist: nel 1799 in Lombardia una giovane vedova rischia in un assedio di essere violentata dalla soldataglia russa, ma viene soccorsa da un giovane conte che, però, mentre lei si trova priva di conoscenza, approfitta di lei. Rimane incinta, ma rifiuta l’evidenza. La sua ostinazione nel dichiararsi innocente è scambiata per impudenza dai familiari che la scacciano. Il modo con cui, sul filo di un’ironia ora comica ora tragica, Rohmer ha messo in immagini Kleist ha del miracoloso per la ricostruzione dell’epoca neoclassica, l’impassibilità con cui registra il comportamento dei personaggi, la direzione degli attori. Una commedia “lacrimosa” che non ha nulla di “sentimentale”. Fotografia di Nestor Almendros. Premio speciale della giuria a Cannes.

Regia di Eric Rohmer. Un film con Clara BellarAntoine BaslerJudith ChancelSerge RenkoAurore RauscherCast completo Titolo originale: Les rendez-vous de Paris. Genere Commedia, – Francia1995durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 5 ottobre 1995 distribuito da Sony Pictures Italia. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

Girato in 16 mm con largo uso di tecniche leggere. Rohmer fa un’altra variazione sul suo microcosmo bipolare (caso e destino, uomo e donna, verità e menzogna) dove sono i maschietti a essere quasi regolarmente sconfitti. Il 1° episodio (“L’appuntamento delle 7” con Bellar, Basler, Megard) è il più brioso, il 3° il più fievole (“Madre e bambino, 1907” con Kraft, Loyen, Johansson). Nel 2°, il più perverso (“Le panchine di Parigi” con Rauscher, Renko), si passano in rassegna i parchi parigini (Belleville, la Villette, Montsouris, Trocadero) con una sosta al Bateau Lavoir, divagazione culturale sui rapporti tra surrealismo e cubismo.

Locandina Gli amori di Astrea e Céladon

Un film di Eric Rohmer. Con Stéphanie de Crayencour, Andy GilletCécile CasselVéronique ReymondRosette. continua» Titolo originale Les amours d’Astrée et de CéladonDrammaticodurata 109 min. – Francia 2007. – Bim Distribuzione uscita sabato 1 settembre 2007. MYMONETRO Gli amori di Astrea e Céladon ***-- valutazione media: 3,45 su 34 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Gallia al tempo dei druidi (V secolo d.c.). Il pastore Céladon è innamorato della pastorella Astrée la quale, per un equivoco, crede di essere stata tradita e intima all’amato di non farsi più vedere. Céladon, disperato, si getta in un fiume ma non muore. Viene salvato dalle ninfe alle quali giurerà di non ripresentarsi mai più ad Astrée. Il desiderio però è troppo forte e il giovane farà di tutto per rivedere la fanciulla senza infrangere la promessa.
Eric Rohmer torna a rileggere cinematograficamente un testo del passato, dopo le ormai lontane esperienze di Perceval le Gallois e de La marchesa von…. Lo fa con un testo di un romanzo del XVII secolo di Honoré d’Urfé nel quale trova materia per continuare, in altri termini, la sua ciclicamente ritornante riflessione formale sul ‘sentire’ della giovinezza. Interviene sul testo con una scelta di regia in cui la finzione è molteplice e dichiarata. La didascalia iniziale ci informa che non si è potuto girare nei luoghi in cui il romanzo era ambientato perché ormai deturpati dalla modernità (e subito torna alla memoria il polemico film L’albero, il sindaco e la mediateca). Inoltre ci ricorda che i costumi di scena non si rifanno al V secolo dopo Cristo in cui la vicenda si sviluppa ma al modo in cui nel XVII secolo si immaginava che i romani si vestissero. Tutto quindi ri-costruito. A quale scopo? Sembrerebbe che l’ormai anziano e sempre schivo Rohmer non si senta più in grado di raccontare i giovani d’oggi come se il gap generazionale fosse per lui ormai incolmabile. Ecco allora che si ‘rifugia’ nella rilettura ormai ‘antica’ dei miti e di un’epoca che sembra distante anni luce dal mondo odierno e chesicuramente lo è.
Però in definitiva il gioco del desiderio, del rapporto tra i sessi, dell’accecamento prodotto dall’eccesso di desiderio di possesso finiscono col ripresentarsi, anche se sotto forme diverse. Lontano dal cinema spettacolare così come da quello dell’impegno sociale Rohmer continua in perfetta solitudine la sua indagine. Con il sorridente rigore che gli è proprio.

Risultati immagini per Il Raggio verde filmUn film di Eric Rohmer. Con Marie Rivière, Amira Chemakhi, Sylvie Richez, Rosette Titolo originale Le rayon vert. Commedia, durata 98′ min. – Francia 1986. MYMONETRO Il raggio verde * * * 1/2 - valutazione media: 3,61 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È luglio e Delphine, impiegata parigina che va per i trenta, non sa dove andare in vacanza e con chi. Suo inquieto andirivieni da Parigi in Normandia, in montagna e a Biarritz dove finalmente, incontrato un ragazzo giusto, vede _ guardando il sole che tramonta nell’Atlantico _ il raggio verde, quel fenomeno di rifrazione che dà il titolo al romanzo (1882) di Jules Verne. Chi lo vede, dice Verne, riesce a leggere meglio nei propri sentimenti e in quelli degli altri. Girato in 16 mm con largo margine d’improvvisazione nei dialoghi per gli attori (soprattutto per Rivière, attrice o figura rohmeriana a 18 carati), è un film chiaro, delizioso, n. 5 della serie “Commedie e proverbi”. Leone d’oro a Venezia 1986. Diffuso in Francia su Canal+ prima che nelle sale. Continua a leggere

Un film di Eric Rohmer. Con Jess Hahn, Jean-Luc Godard, Van Doude, Stéphane Audran. Titolo originale Le signe du lion. Commedia, durata 100′ min. – Francia 1959. MYMONETRO Il segno del leone * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Pierre (Hahn), pittore squattrinato che fa la bohème a Parigi, crede di avere ereditato una grossa somma. Non è vero: l’eredità è toccata a un suo cugino. Si lascia andare nella metropoli deserta di agosto, fa amicizia con un barbone pittoresco, scivola verso la degradazione finché la sorte cambia. Da una storia che, a leggerla, potrebbe essere raccontata in cadenze di commedia ironica, l’esordiente E. Rohmer (1920) _ il più anziano, con il coetaneo Doniol-Valcroze, dei registi francesi aggregati alla Nouvelle Vague _ ha cavato un film lento, minaccioso, non poco angoscioso, dominato dall’ossessiva presenza della pietra e del marmo, che conta più per l’atmosfera di una Parigi sporca, svuotata e assolata che per i personaggi. Oltre a Godard, s’intravedono Stéphane Audran e Macha Méril. Prodotto da Claude Chabrol. Continua a leggere

Risultati immagini per La mia Notte con MaudUn film di Eric Rohmer. Con Jean-Louis Trintignant, Françoise Fabian, Marie-Christine Barrault, Antoine Vitez Titolo originale Ma nuit chez Maud. Drammatico, b/n durata 110′ min. – Francia 1969. MYMONETRO La mia notte con Maud * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

A Clermont-Ferrand un ingegnere della Michelin nota in chiesa una ragazza che non osa abbordare. La sera di Natale è invitato da un amico marxista a casa di Maud, libera pensatrice e divorziata. Costretto a passare la notte da lei, non si permette che un bacio. Il giorno dopo si decide a incontrare la ragazza. Cinque anni dopo incontra Maud, ma ora è sposato con Françoise, la ragazza della chiesa. Terzo dei “racconti morali” di Rohmer, fa perno su un dilemma, fondato sulla fedeltà alla scelta più che alla persona. Il protagonista-narratore respinge la seconda donna (Maud) in virtù della sua scelta iniziale (Françoise): ha scelto quel che non ha o addirittura, come qui, quel che non conosce. Optando per Françoise, donna sognata, contro Maud, donna conosciuta, sceglie l’idealità dell’archetipo contro la pericolosità del reale. Geometrica precisione dell’intreccio, giustezza di dialoghi, fluidità della scrittura (fotografia di Nestor Almendros), verità dei personaggi. Continua a leggere

Risultati immagini per Il Ginocchio di ClaireUn film di Eric Rohmer. Con Jean-Claude Brialy, Fabrice Luchini, Beatrice Romand, Fabrice Luchini Titolo originale Le genou de Claire. Drammatico, durata 105′ min. – Francia 1970. MYMONETRO Il ginocchio di Claire * * * - - valutazione media: 3,17 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

D’estate sulle rive del lago di Annecy Jerôme, un giovane diplomatico, fa innamorare la liceale Laura, ma è attratto dal fascino di un’altra adolescente, Claire, interessata al coetaneo Gilles. Dopo essere riuscito ad accarezzare il ginocchio di Claire, Jerôme va a raggiungere la donna che deve sposare. Nello splendore calmo di un’estate lacustre, esaltato dalla fotografia di Nestor Almendros, i personaggi, lontani da ogni contingenza materiale, hanno la possibilità di ascoltare, ascoltarsi e analizzare i propri sentimenti. Una commedia di squisita eleganza rotta da fremiti erotici. Continua a leggere

Un film di Eric Rohmer. Con Renaud Verley, Zou Zou, Daniel Ceccaldi, Françoise Verley, Malvina Penne, Babette Ferrier Titolo originale L’amour l’après midi. Commedia, durata 105′ min. – Francia 1972. MYMONETRO L’amore il pomeriggio * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Felicemente sposato e in attesa del secondo figlio, Frédéric fantastica col proprio dongiovannismo represso, ma Chloé lo mette in crisi. 6° e ultimo dei “racconti morali” di Maurice Schérer. Rohmer qui si diverte più del solito, con sorniona raffinatezza, a far dell’ironia sul suo protagonista. C’è il solito giro di appuntamenti (atti sessuali?) mancati e di percorsi che non s’incrociano mai, e una magistrale sequenza finale che ribalta l’intero assunto del film, il solo di Rohmer con dei nudi. Continua a leggere