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Locandina Alfa Tau!

Un film di Francesco De Robertis. Con Liana PersiGiuseppe AddobbatiDocumentarioRatings: Kids+16, b/n durata 90 min. – Italia 1942MYMONETRO Alfa Tau!  valutazione media: 3,38 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Realizzato dal centro cinematografico del Ministero della Marina questo lungo documentario fa parte della trilogia dedicata ai “combattenti del mare”. Gli altri due film erano Uomini sul fondo dello stesso De Robertis e La nave bianca scritto e sceneggiato da De Robertis stesso ma realizzato poi da Roberto Rossellini.

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Ti-Koyo e il suo pescecane (1962) - Film - Movieplayer.it

Un film di Folco Quilici. Con Denis PuhiraAl KauweDocumentariodurata 95 min. – Italia 1962MYMONETRO Ti-Koyo e il suo pescecane ***1/2- valutazione media: 3,67 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un bambino trascorre le sue ore in compagnia di un piccolo pescecane. Dopo alcuni anni, diventati ambedue grandi, si ritrovano e si dedicano al recupero di ostriche nella laguna. Dovranno smettere per colpa di alcuni avidi pescatori.

Locandina italiana Quadrophenia

Un film di Franc Roddam. Con Phil Daniels, Leslie Ash, Philip Davis, Mark Wingett, Sting.Documentario, Ratings: Kids+13, durata 115 min. – Gran Bretagna 1979. – Nexo Digital uscitamercoledì 10 dicembre 2014. MYMONETRO Quadrophenia * * * - - valutazione media: 3,29 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Londra, anni sessanta. I mods e i rockers, le due principali giovanili a cui si aggregano i ragazzi britannici, si preparano al gran giorno in cui si scontreranno tra loro, alla spiaggia di Brighton, senza esclusione di colpi. Jimmy è un mod duro e puro, veste un parka e guida una lambretta, ascolta rhythm and blues e cura il proprio taglio di capelli. Dentro di sé la rabbia è pronta ad esplodere, alimentata dall’odio per un mondo incapace di comprenderlo.
Radicalmente diversa per approccio e fedeltà alla fonte rispetto alla visionaria trasposizione di Ken Russell della prima opera-rock firmata Pete Townshend, Tommy, Quadrophenia di Franc Roddam – curiosamente inventore molti anni più in là del format televisivo di MasterChef – cerca di intercettare l’angst giovanile di una intera generazione, convogliandola nei turbamenti del giovane Jimmy. Un ribelle senza causa, un eterno insoddisfatto, perso tra misoginia e anfetamine, fedele a ideali che sembrano dogmi sacri ma che si dimostrano effimeri.
Quadrophenia esce in sala nel 1979, dopo che il punk già attraversa la sua parabola discendente, ed è come se l’amaro lascito dell’ennesima occasione di rivolta mancata contro il sistema attraversi tutto il film, fino a renderlo un paradigma del romanzo di crescita di chi è incapace (o privo di volontà) di entrare in società. Un’opera criticata per la sua superficialità, che invece colpisce per il suo schietto realismo, che privilegia l’impatto emozionale agli orpelli di sceneggiatura, la scarica di adrenalina immediata alla costruzione articolata.
Proprio come i singoli degli Who, brevi e fulminanti, conclusi dalla distruzione di una chitarra o di una batteria. Is it Me for a Moment?, I’m One, I’ve Had Enough, canzoni e testi immortali, titoli in grado di sussumere l’universo egocentrico e claustrofobico di un ragazzo prigioniero delle proprie contraddizioni, desideroso di lotta e ribellione per evitare di scendere a patti con una società con cui è impossibile relazionarsi. Per evitare, forse, di guardare dentro se stesso e scoprire di non essere così speciale né così diverso dagli odiati altri. Jimmy insegue un amore e trova una delusione, insegue un ideale e trova disillusione, misurando la distanza tra l’astrazione e la miseria circostante, senza mai essere sfiorato dalla tentazione di un compromesso. Una volontà incrollabile, forse inconciliabile.
Dove Russell stravolgeva anche i brani stessi degli Who, affidandoli ad altri musicisti, Roddam riempie la colonna sonora del rock di Townshend e Daltrey e dell’R&B o Northern soul britannico amato dai mods, ricreando il microcosmo di un movimento che fu capostipite nella fusione di un modus vivendi e di un rigido codice di abbigliamento a cui attenersi. Senza indulgere oltre il necessario sull’aspetto fenotipico del movimento, ma cercando di coglierne l’essenza e di visualizzarlo dalla prospettiva, allucinata ma lucida, di Jimmy.
Al protagonista presta volto e accento cockney Phil Daniels, all’epoca una delle maggiori promesse del cinema britannico: la sua iconica interpretazione non gioverà al prosieguo della carriera, rendendolo ironicamente prigioniero di un personaggio a sua volta imprigionato da una gabbia invisibile. MaQuadrophenia era e resta uno dei più credibili manifesti generazionali, inconsueto e talora quasi grezzo – dominato dalla camera a mano – ma potente come un riff di Townshend o una rullata di Keith Moon.

La vita è un fischio

Un film di Fernando Pérez. Con Luis Alberto GarcíaCoralia VelozClaudia RojasBébé PérezRolando Brito. continua» Titolo originale La vida es silbarDrammaticodurata 106 min.

Tre storie, tre personaggi, uno scopo comune: la ricerca della felicità ne L’Avana di oggi. È Bebé, una ragazza di 18 anni che non capisce perché gli altri non siano felici come lo è lei, a raccontarci le storie di Mariana, una giovane ballerina che pur di avere successo fa un voto assurdo, di Julia un’assistente sociale di mezz’età con un grave problema irrisolto e di Elpidio Valdés un giovane mulatto che vive alla giornata, pescando e facendo musica. Questi tre personaggi alla fine si incontrano come se avessero un appuntamento alle 4,44 del 4 dicembre in Piazza della Rivoluzione. Sarà Bebé a svelarci il segreto della felicità ne L’Avana del 2020.

Locandina Sorelle materassi

Un film di Ferdinando Maria Poggioli. Con Massimo SeratoClara CalamaiOlga SolbelliEmma GramaticaIrma Gramatica. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, b/n durata 79 min. – Italia 1943.

Due anziane zitelle, che col lavoro hanno accumulato una piccola fortuna, allevano un orfanello, e si affezionano a lui a tal punto da divenire schiave dei suoi non sempre leciti desideri. Quando il ragazzo sposa una ricca americana, e la segue oltreoceano, le sorelle rimangono sole, bersaglio di lazzi e pettegolezzi. Dal romanzo di Aldo Palazzeschi.

Regia di Eros Puglielli. Un film con Luigi Lo CascioLucia JiménezJosé Ángel EgidoCarmelo GómezDesislava TenekedjievaCast completo Genere Thriller, – Italia2004durata 107 minuti. Uscita cinema venerdì 26 novembre 2004 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 2,31 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Per L’impagliatore – titolo di un romanzo noir (2000) di Luca Di Fulvio, sceneggiato da Franco Ferrini e Gabriella Blasi col regista – il tempo è imprigionato negli occhi di una bambola o di un animale morto. E in quelli delle vittime di un suo progetto demente e mostruoso. La chiave sta nel passato di un bambino molto speciale. Tocca all’ispettore Giacomo Arnaldi fermarlo, risalendo la fila dei fantasmi che lo perseguitano. Incompreso dai critici che talvolta si sono ridotti a banali calembours (“più Thanatos che Eros”), è uno dei film italiani di genere più sottovalutati della stagione 2004-05. Ha un’atmosfera malata e intrigante. Specialmente nella 1ª parte la suspense tiene. C’è un lavoro sull’immagine (fotografia: Luca Coassin) persino superiore a quello che, nel thriller, esercita Alex Infascelli. Si sente al meglio l’influenza – e non soltanto per la presenza degli attori – del contemporaneo horror ispanico. Come spesso succede, il suo lato debole è la sceneggiatura: poca fiducia nell’azione e nel comportamento, sostituito dall’intento didattico di motivare e spiegare i personaggi.

Regia di Eros Puglielli. Un film con Anna BastoniFederico CalistiCristiano CallegaroAlessio MuziVincenzo Ribaudo. Genere Commedia, – Italia2000durata 79 minuti. Uscita cinema venerdì 10 febbraio 2012 distribuito da Distribuzione Indipendente. – MYmonetro 2,99 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Lasciato dalla sua Anna perché troppo basso, Ruggero Acque cerca, con l’aiuto di un amico gay e drogato, di riconquistarla per telefono, ma la madre di lei risponde ogni volta che Anna dorme. Non gli rimane che affrontare lo schizofrenico teppista Riccio con cui la ragazza si è fidanzata. Realizzato nel 1994 con una telecamera Super VHS, girato senza troupe, scritto con il suo attore-feticcio C. Callegaro, interpretato da parenti e amici, gonfiato a 35 mm grazie all’Indigo Film, è il 1° lungometraggio del precoce film-maker romano Puglielli, autore di apprezzati cortometraggi. In questo ritratto del disagio adolescenziale sullo sfondo della periferia metropolitana pratica con ironia di autodidatta la commistione tra i generi (fantasy, horror, commedia, melodramma). Distribuito dalla Lucky Red.

Regia di Eran Riklis. Un film con Stephen DorffAlice TaglioniAshraf BarhomAli SulimanAbdallah El AkalCast completo Titolo originale: Zaytoun. Genere Drammatico – Gran Bretagna2012durata 107 minuti.

A Beirut, in Libano, nel 1982 imperversa la guerra scatenata dall’esercito di Israele. Quando un caccia israeliano viene abbattuto dalle forze libanesi, il suo pilota David è costretto a ricorrere all’aiuto di Fahed, un ragazzino di dodici anni che vive di stenti tra i rifugiati palestinesi. Questa coppia male assortita riuscirà a superare l’iniziale ostilità, dovuta alla diversità di bandiera ed esperienze, e tenterà di mettersi in salvo cercando la strada del ritorno a casa.


RACCONTO DI PRIMAVERA, D'INVERNO, D'ESTATE, D'AUTUNNO Eric Rohmer SERIE 4  DVD | eBay

Regia di Eric Rohmer. Un film Da vedere 1990 con Hugues QuesterAnne TeyssèdreFlorence DarelEloise BennettSophie RobinCast completo Titolo originale: Conte de printemps. Genere Commedia – Francia1990durata 112 minuti. – MYmonetro 3,00 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Jeanne (Teyssedre), docente di filosofia al primo incarico, si fa ospitare da Natasha (Darel) che, in antipatia verso l’amichetta del padre (Bennett) sua coetanea, spinge la nuova amica tra le braccia del genitore (Quester). È il 1° del ciclo “Racconti delle quattro stagioni” che segue ai “Racconti morali” e a “Commedie e proverbi”. Vi succede poco sul piano dei fatti, molto su quello dei sentimenti. Gli si addice un noto detto di Hoffmanstahl: “La profondità va nascosta. Dove? In superficie”. Settantenne felice, E. Rohmer continua per la sua strada: la trasparenza dello stile, l’interesse per i personaggi giovani, la leggerezza elegante del tocco, il suo cinema fondato sulla comunicazione verbale e l’analisi psicologica.

Racconto D'Estate (Nuova Edizione): Amazon.it: Poupaud, Langlet, Simon,  Nolin, Lefevre, Poupaud, Langlet, Simon, Nolin, Lefevre: Film e TV

Regia di Eric Rohmer. Un film Da vedere 1996 con Melvil PoupaudAmanda LangletGwenaëlle SimonAurélia NolinAimé LefèvreCast completo Titolo originale: Conte d’été. Genere Commedia – Francia1996durata 101 minuti. – MYmonetro 3,67 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari

Charmeur senza calcoli, seduttore suo malgrado, un po’ vigliacchetto e insicuro, studente in vacanza estiva sulla costa bretone non sa chi scegliere tra Léna, Margot e Solène. Risolve l’impiccio con la fuga. 3° film del ciclo legato alle quattro stagioni, conferma le qualità del sempreverde Rohmer, dandy della semplicità, squisito analista della banalità quotidiana, curioso della gioventù, che fa un cinema all’insegna della parola, dell’eleganza, della sobrietà e di un’ambiguità non priva di sottili perversioni.

Regia di Eric Rohmer. Un film con Beatrice RomandMarie RivièreAlain LiboltCharlotte VéryFrederic Van Den DriesscheCast completo Titolo originale: Conte d’automne. Genere Commedia – Francia1998durata 111 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 12 recensioni.

Saint Paul Trois Chateau. Settembre. Si stanno ultimando i preparativi per il matrimonio della figlia di Isabelle, una libraia amica di Magali, una viticoltrice quarantacinquenne single con due figli lontani. Isabelle si reca a trovarla nella sua vigna e, avvertendo il disagio causato nell’amica dalla solitudine, le suggerisce di mettere un’inserzione in una rubrica di cuori solitari. Magali respinge l’idea e di lì a poco sarà Isabelle a far pubblicare l’inserzione presentandosi come fosse l’amica.
In questo film di chiusura del ciclo delle stagioni Rohmer sembra avvertire l’urgenza di rileggere il proprio lavoro per individuare dei punti fermi su cui riflettere, se non addirittura ironizzare, in attesa di ripartire per nuove esplorazioni senza sentirsi mai del tutto appagato dalle proprie opere. Accreditato di un consolatorio premio per la sceneggiatura il film trova nell’inquadratura finale (che non riveleremo) il suo senso più profondo che lo spettatore potrà cogliere con facilità.
Sul piano formale il film si presenta come un gioco di rifrazioni condotto dal regista sul suo stesso cinema. Ad esempio le chiacchierate intorno a un tavolo o la passeggiata tra le vigne, con la battuta sui sogni dei campagnoli che hanno come oggetto i soldi, ci riporta al Rohmer classico. Va rilevata poi l’autoironia del riferimento all’architettura industriale, oggetto di uno dei suoi documentari televisivi in cui studiava le metamorfosi del paesaggio o la rinnovata e speculare presenza di un insegnante di Filosofia (vedi Racconto di primavera) che qui indossa le vesti di seduttore di giovani fanciulle. Se l’intimo sentire di Isabelle, che si colloca sempre più al centro della vicenda, emerge progressivamente e si definisce, come già sottolineato, nell’ultima inquadratura, va rilevato però che abbiamo ancora tre donne presenti come nel racconto estivo. Qui però gli uomini in primo piano sono almeno due e tra loro spicca Gérald, uno dei pochi protagonisti maschili positivi del cinema rohmeriano.


Regia di Eric Red. Un film con Famke JanssenBobby CannavaleEd WestwickMichael ParéJohn FallonPatricia Charbonneau. Titolo originale: 100 Feet. Genere Horror – USA2008durata 96 minuti. – MYmonetro 2,69 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Marnie Watson viene ricondotta alla sua abitazione, dopo un lungo periodo di detenzione, dal detective Shanks che è stato collega del marito Mike. È stato perché Mike è morto assassinato dalla consorte. Ora Marnie è agli arresti domiciliari con tanto di braccialetto elettronico al piede che le impedisce di lasciare l’abitazione, di andare in cantina e di presentarsi sulla soglia esterna pena l’immediata reincarcerazione. Potrebbe essere una soluzione accettabile se non ci fosse un problema: il fantasma di Mike si ripresenta deciso a vendicarsi.
Eric Red è stato l’apprezzato sceneggiatore di The Hitcher e mostra qui ancora una volta le sue doti. È servito al meglio da una Famke Janssen in grado di caricare sulle propire spalle il peso dell’intero film superando anche l’incerto esito (sul piano degli effetti speciali) degli interventi del ‘fantasma’ del coniuge ucciso per legittima difesa. Marnie diventa così un altri personaggio di film horror intrappolato da un ‘altrove’ pericoloso ma è anche (e soprattutto) una donna decisa a lottare contro l’immagine che di lei è stata costruita.
Shanks la vuole punire per ciò che ha fatto allo stimato collega (senza voler prestare fede a quanto le faceva subire), la sorella vive nei suoi confronti un forte complesso di rivalità irrisolto. L’unico che sembra comprenderla (perché attratto sessualmente dal suo ‘mistero’) è il garzone che le porta le vivande a casa.
Red riesce a far percepire quasi fisicamente la sensazione dell’isolamento psicologico e fisico di una donna confinata in un perimetro di solitudine in cui intervengono i classici elementi finalizzati a far sussultare lo spettatore. Per una volta però non sono i soli. C’è dell’altro.

Regia di Eric Rohmer. Un film Da vedere 1983 con Arielle DombasleAmanda LangletSimon De La BrossePascal GreggoryFéodor AtkineCast completo Titolo originale: Pauline à la plage. Genere CommediaDrammaticoSentimentale – Francia1983durata 94 minuti. – MYmonetro 3,71 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La bella divorziata Marion (A. Dombasle) e sua nipote, la tredicenne Pauline, passano gli ultimi giorni di vacanza in settembre su una spiaggia della Normandia. Pauline fa il suo apprendistato amoroso, ma i modelli adulti a disposizione non sono raccomandabili. 3° episodio della serie “Commedie e proverbi” (“Chi parla troppo si danneggia”, Chrétien de Troyes), è una commedia elegante sullo sfondo di un paesaggio alla Dufy affidata interamente al dialogo. Puro teatro senz’essere teatrale. Fotografia di Nestor Almendros.

Regia di Eric Rohmer. Un film Da vedere 1984 con Tchéky KaryoChristian VadimPascale OgierFabrice LuchiniMathieu SchiffmanCast completo Titolo originale: Les nuits de la pleine lune. Genere Commedia – Francia1984durata 102 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 7 recensioni.

Novembre, Parigi. Louise è una giovane arredatrice d’interni che vive con Rémi in un appartamento a Marne La Vallée, quartiere periferico in fase di completamento. Louise, anche se ama il suo compagno, vorrebbe però conservare una parte di autonomia che le consente di uscire la sera con amici e amiche senza doversi sempre piegare a compromessi. Rémi invece pensa esattamente all’opposto. Pensa di aver già poco tempo da condividere con lei e non vuole perderne neanche un secondo. Non gli interessa nulla della vita mondana tanto che ha preferito andare ad abitare nel luogo in cui lavora anche se si trova fuori Parigi. Louise si è però lasciata uno spazio di fuga: un appartamentino in città che ha affittato ad un’amica e che ora provvede a riarredare per trasformarlo in un’isola di provvidenziale solitudine. Il primo a visitarla sarà Octave, sposato e con figlia ma innamorato (respinto) di Louise.
“Chi ha due mogli perde l’anima. Chi ha due case perde il senno”. Il proverbio che apre il film è significativo a partire dalla sua struttura. È infatti formato da due parti la prima delle quali è stata pensata da Rohmer mentre la seconda appartiene alla tradizione popolare francese. Si tratta in fondo della stessa unione di due aspetti che contrassegna la personalità della protagonista. La versione francese (“Qui a deux femmes perd son âme”) permette di ampliare ulteriormente la riflessione. La prima parte è infatti riferibile ovviamente a Octave che vorrebbe avere due donne trovandosi però anche a rappresentare il lato maschile di Louise la quale è a sua volta “deux femmes”. Una cerca la stabilità in amore e una si dà da fare per negarla.
Se si osservano con attenzione le immagini dei titoli di testa si noterà una serie di dissolvenze che offrono allo sguardo dello spettatore una panoramica a 180°, continuamente frammentata, che sposta progressivamente il suo punto di vista mostrando ulteriori porzioni di spazio. La strada, con il bivio in apertura e in chiusura, assume una valenza metaforica. È necessario confrontarsi continuamente con i bivi della vita dovendo compiere delle scelte mai facili e mai definitive.
Le protagoniste del ciclo di “Commedie e proverbi” (e Louise è una di loro) si trovano costantemente impegnate a cercare di estromettere la realtà dal loro universo ma quest’ultima si fa largo a forza e a nulla valgono gli sforzi messi in atto per tentare di arginarla. La vita per Rohmer è un flusso di relazioni in cui l’altro non può essere programmaticamente al servizio di una propria scelta per quanto valida essa sia. Non si può escludere chi ci sta accanto da una comunicazione ‘vera’. Il personaggio di Louise diventa così interessante perché è una donna che vorrebbe rimanere presente nella vita di due uomini senza però ‘esserci’ del tutto. Si tratta di un desiderio che non è legato solo alla finzione cinematografica. Ancora una volta Rohmer sa leggere nel profondo dell’animo di personaggi che sono persone.

La carriera di Susanna (1963) | FilmTV.it

Un film di Eric Rohmer. Con Catherine SéePhilippe BeuzenChristian CharrièreDiane WilkinsonPatrick Bauchau Titolo originale La Carrière de SuzanneCommediadurata 54 min. – Francia 1963.

Parigi. Bertrand, diciottenne matricola della Facoltà di Farmacia, alloggia all’Hòtel de l’Observatoire. Il suo migliore amico è Guillaume, studente come lui ma molto sicuro di sé soprattutto nei rapporti con l’altro sesso. Bertrand, a cui interessa l’irlandese Sophie, è però molto timido. Al Café de Luco i due conoscono Suzanne, una brunetta che lavora al Comitato Nazionale contro la tubercolosi frequentando dei corsi serali di lingua italiana. Guillaume si dà subito da fare con la ragazza ma una sera, nel corso di una festa nella propria abitazione, presta tutta la sua attenzione proprio a Sophie sotto lo sguardo imbarazzato dell’amico. Invitato a rimanere, dopo che gli altri se ne sono andati, Bertrand deve improvvisare una seduta spiritica in cui fa comparire Don Giovanni che invita Suzanne e Guillaume ad andare a letto insieme.

Locandina La sposa siriana

Un film di Eran Riklis. Con Hiam AbbassMakram KhouryClara KhouryAshraf BarhoumEyad Sheety. continua» Titolo originale Hacala Hasurit – The Syrian BrideDrammaticodurata 93 min. – Israele, Francia, Georgia 2004uscita venerdì 1 luglio 2005. MYMONETRO La sposa siriana ***1/2- valutazione media: 3,63

Mona, giovane donna originaria del Golan, sta per convolare a nozze combinate con un cugino siriano conosciuto solo per via epistolare. La felicità per l’evento, già di per se relativa, è soffocata dal fatto che una volta lasciato il Golan, occupato da Israele, non potrà più tornarvi né di conseguenza rivedere la propria famiglia. La ragazza verrà accompagnata al confine, per l’ultimo sofferto saluto, dal padre, attivista filo-siriano diffidato dalle forze di polizia locali, e dai fratelli, in fuga dalla cultura oppressiva e totalizzante dei propri luoghi natali.
Il confine tra Siria e Israele è terra bruciata tra etnie, gap neutrale dove ha voce solo la burocrazia militare: una girandola di umori e temi, infiammata dal contrasto tra i tempi che corrono e un ambiente conservatore, evidenzia scontri e contraddizioni da sempre presenti in corrispondenza di simili conflitti territoriali e ideologici. Riklis getta uno sguardo moderno su tematiche più che attuali, risultando efficace nella rappresentazione nonostante un tocco trattenuto, poco graffiante ma coinvolgente. Una linea morbida, anche rispetto al Loach di Un Bacio Appassionato, che ha il merito di umanizzare i caratteri, lasciando trasparire netto bisogno di apertura culturale e tolleranza.

Locandina La nobildonna e il duca

Un film di Eric Rohmer. Con Lucy RussellJean-Claude DreyfusFrançois MarthouretLéonard CobiantCaroline Morin. continua» Titolo originale L’anglaise et le DucStoricodurata 128 min. – Francia 2001. – Bim Distribuzione MYMONETRO La nobildonna e il duca ***-- valutazione media: 3,34 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Grace Elliott, è una giovane dama scozzese che si ritrova a Parigi, impossibilitata a rientrare in patria, nei giorni della Rivoluzione. Il film di Rohmer si ispira ai suoi diari, che riferiscono dei giorni del Terrore, ma anche del suo legame con Philippe “Egalité” Duca d’Orléans, cugino di Luigi XVI. I due sono stati amanti, ma un’attenzione profonda li lega ancora. Grace però, da monarchica convinta qual è, non perdona a Philippe il voto in favore della messa a morte del Re. Si ritrova poi coinvolta in un processo nel quale, a seguito di una lettera rinvenuta in un suo cassetto, viene accusata di essere una spia inglese controrivoluzionaria. Eric Rohmer affronta per la terza volta un film in costume per raccontare, dal punto di vista dell’aristocrazia, i giorni del Terrore. Lo fa tentato, più che dalla lettura ideologica, dalla possibilità di tradurre in immagini un diario e dall’uso, per lui assolutamente nuovo, del digitale. Non potendo e non volendo ricostruire la Parigi ‘com’era’, ne ha commissionato delle vedute pittoriche a un artista e le ha usate come sfondi su cui far agire gli attori nel momento in cui si trovano all’esterno. Ne risulta un film geometrico e prezioso, ma un po’ freddo. Proprio come una stampa antica.

Regia di Eric Rohmer. Un film Da vedere 1976 con Bruno GanzOtto SanderEdith CleverEdda SeippelPeter LührEduard LinkersCast completo Titolo originale: La marquise d’O…. Genere Drammatico – FranciaGermania1976durata 107 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 6 recensioni.

Da una novella (1808) di Heinrich von Kleist: nel 1799 in Lombardia una giovane vedova rischia in un assedio di essere violentata dalla soldataglia russa, ma viene soccorsa da un giovane conte che, però, mentre lei si trova priva di conoscenza, approfitta di lei. Rimane incinta, ma rifiuta l’evidenza. La sua ostinazione nel dichiararsi innocente è scambiata per impudenza dai familiari che la scacciano. Il modo con cui, sul filo di un’ironia ora comica ora tragica, Rohmer ha messo in immagini Kleist ha del miracoloso per la ricostruzione dell’epoca neoclassica, l’impassibilità con cui registra il comportamento dei personaggi, la direzione degli attori. Una commedia “lacrimosa” che non ha nulla di “sentimentale”. Fotografia di Nestor Almendros. Premio speciale della giuria a Cannes.

Regia di Eric Rohmer. Un film con Clara BellarAntoine BaslerJudith ChancelSerge RenkoAurore RauscherCast completo Titolo originale: Les rendez-vous de Paris. Genere Commedia, – Francia1995durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 5 ottobre 1995 distribuito da Sony Pictures Italia. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

Girato in 16 mm con largo uso di tecniche leggere. Rohmer fa un’altra variazione sul suo microcosmo bipolare (caso e destino, uomo e donna, verità e menzogna) dove sono i maschietti a essere quasi regolarmente sconfitti. Il 1° episodio (“L’appuntamento delle 7” con Bellar, Basler, Megard) è il più brioso, il 3° il più fievole (“Madre e bambino, 1907” con Kraft, Loyen, Johansson). Nel 2°, il più perverso (“Le panchine di Parigi” con Rauscher, Renko), si passano in rassegna i parchi parigini (Belleville, la Villette, Montsouris, Trocadero) con una sosta al Bateau Lavoir, divagazione culturale sui rapporti tra surrealismo e cubismo.

Regia di Eran Riklis. Un film Da vedere 2010 con Mark IvanirGuri AlfiNoah SilverRozina CambosJulian NegulescoGila AlmagorCast completo Titolo originale: The Human Resources Manager. Genere Drammatico, – IsraeleGermaniaFrancia2010durata 103 minuti. Uscita cinema venerdì 3 dicembre 2010 distribuito da Sacher. – MYmonetro 3,03 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Già in crisi dopo il divorzio per l’incapacità di comunicare con la figlia, il responsabile delle risorse umane di un grande panificio di Gerusalemme è accusato da un giornalista di aver trascurato la morte di una sua dipendente rumena – ingegnere, impiegata come donna delle pulizie – uccisa in un attentato e di cui nessuno ha reclamato la salma. Per rimediare, si offre di accompagnare la bara nel paese d’origine. L’unico personaggio che ha un nome in questa commedia ironica dai risvolti amari è la morta, di cui si vedono solo una fototessera e un frammento filmato su cellulare da suo figlio. Gli altri sono indicati dalla loro funzione: manager, giornalista, console israeliano, marito. Scritto da Noah Stolman, dal romanzo (2004) dell’israeliano sefardita Abraham B. Yehoshua e diviso in 2 parti (Gerusalemme, il viaggio verso la Romania), il film corale continua le tematiche dei 2 precedenti di Riklis: la forza distruttiva della violenza che induce allo sradicamento e alla rimozione del passato, esistenze allo sbando, ricerca di riscatto, denuncia delle paure da superare con la solidarietà. Il tutto immerso nell’incanto dei paesaggi (fotografia: Rainer Klausman), in una lucida malinconia di fondo. Distribuisce Sacher.