Category: P-Q-R


Locandina Ro.Go.Pa.G.

Un film di Jean-Luc GodardRoberto RosselliniUgo GregorettiPier Paolo Pasolini. Con Ugo TognazziRosanna SchiaffinoLaura BettiJean-Marc BoryLisa Gastoni. continua» Film a episodib/n durata 110 min. – Italia, Francia 1963MYMONETRO Ro.Go.Pa.G

In quattro racconti, quattro registi di scuole e di esperienze diverse, riflettono sui condizionamenti dell’uomo nella società contemporanea e sull’angoscia di oggi e di domani.
“Il mondo nuovo”, l’episodio firmato da Godard (per l’interpretazione di Jean-Marc Bory e Alexandra Stewart, e con musiche di Beethoven) prospetta un mondo scampato alle radiazioni di un’atomica nel quale gli uomini, svuotati di ogni qualità, esprimono in un linguaggio allusivo la loro disperazione esistenziale. L’olocausto immaginato dal regista francese non reca tracce visibili sulla pelle dell’uomo, ma ne rivela il vuoto interiore e l’impossibilità del sentimento: la società immaginata da Godard è, in definitiva, il ritratto esasperato di quella moderna e la città nella quale si svolge la breve vicenda è Parigi, assunta (come sarà anche in Alphaville) a simbolo di metropoli del futuro. L’episodio è girato in puro stile “nouvelle vague”, con voce fuori campo e inquadrature dal taglio documentaristico. Il titolo con il quale la pellicola è più conosciuta è composto dalle prime sillabe dei cognomi dei registi. Gli altri episodi sono: “Illibatezza” (di Rossellini), “Il pollo ruspante” (di Gregoretti), “La ricotta” (di Pasolini).

Risultati immagini per Il MattatoreUn film di Dino Risi. Con Peppino De Filippo, Vittorio Gassman, Mario Carotenuto, Dorian Gray, Anna Maria Ferrero. Commedia, Ratings: Kids+16, b/n durata 104 min. – Italia 1960. MYMONETRO Il mattatore * * * - - valutazione media: 3,21 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un tranquillo impiegato, coniugato e pantofolaio, coglie sul fatto un ladruncolo introdottosi con l’astuzia in casa sua. Invece di farlo arrestare, gli racconta la sua vita. In passato è stato un suo collega, un grande truffatore (lo vediamo imbrogliare alti ufficiali, giornalisti, gioiellieri). Continua a leggere

Un film di Dino Risi. Con Claudio Gora, Alberto Sordi, Lea Massari, Franco Fabrizi, Lina Volonghi. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 118 min. – Italia 1961. MYMONETRO Una vita difficile * * * * 1/2 valutazione media: 4,58 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Zona del lago di Como, inverno 1944. Silvio Magnozzi, partigiano romano, sul punto di essere ucciso da un tedesco, viene salvato da Elena, figlia della proprietaria di un albergo. Silvio si nasconde per qualche tempo in un mulino abbandonato, Elena gli porta da mangiare, nasce una relazione. Una notte l’uomo sparisce e lo ritroviamo a Roma dopo la Liberazione. Lavora in un giornale comunista e un giorno viene incaricato di fare un servizio sull’oro di Dongo, che è molto vicino al paese di Elena. Silvio telefona, Elena lo insulta, ma poi si presenta all’appuntamento e i due vanno a Roma insieme. Da quel momento l'”idealista” Magnozzi vivrà tutte le vicende chiave dell’Italia di quegli anni: il referendum che vede la vittoria della Repubblica, le elezioni del 18 aprile ’48 (quelle della paura comunista), le lotte di classe che lo porteranno in prigione, l’integramento nella ditta del suo vecchio, ricco nemico. Nel frattempo il matrimonio con Elena, donna pratica, ha avuto i suoi problemi. Titolo chiave di un’epoca del nostro cinema. La guerra e il dopo immediato visti quindici anni più tardi. Altri grandi film sulla guerra, come Tutti a casa e Il generale della Rovere, sono di quel periodo. Non ci sarebbe mai più stato un Risi come quello (ricordiamo Il sorpasso e I mostri). Alcuni episodi della Vita sono nel grande libro del cinema italiano: la cena in casa dei principi proprio al momento dell’annuncio che il re ha perso il referendum; Sordi che cerca di dare, disastrosamente, un esame di ingegneria, oppure ubriaco, a Viareggio, che sputa alle macchine che gli passano vicino; e ancora la scena finale del solenne schiaffo dato al commendatore che finisce in piscina. Magnifica stagione, corale, del cinema italiano (dei Monicelli, Risi, Comencini). Certo, più tardi ci sarebbero state le grandi individualità degli autori e dei “poeti” come Antonioni, Fellini e Pasolini, ma Silvio Magnozzi è il magnifico rappresentante delle cose che noi italiani abbiamo fatto, non solo sognato. Continua a leggere

Un film di Chan-wook Park. Con Song Kang-ho, Lee Bzung Heon, Lee Yeong-ae Titolo originale Gong Dong Kyung Bi Gu Yuk Jsa. Storico, durata 110 min. – Corea del sud 2000. MYMONETRO Joint Security Area * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 2 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il Nord e il Sud della Corea si incontrano lungo una striscia di terra che è denominata Joint Security Area. Un confine che, a dispetto del nome beffardo, non è affatto un simbolo di unione, ma un baratro a due sponde, su ognuna delle quali una Corea contempla e aspetta di veder sprofondare l’altra. C’è una riga di cemento a dividere gli avamposti dei due schieramenti dove le guardie trascorrono anni a fissarsi, senza mai interagire in alcun modo se non premendo il grilletto quando cede la tensione.
È proprio uno di questi episodi che deve indagare il maggiore donna Sophie E. Jean: un soldato del Sud si è introdotto in una baracca della zona Nord e ha ucciso un ufficiale e un soldato nemici. Un folle commando “a solo”, sembrerebbe, ma la realtà nasconde un segreto insospettabile.
JSA segna alla sua uscita (2000) il record di spesa per un film coreano, ma ripaga rapidamente tale sforzo divenendo il campione d’incassi di sempre del paese asiatico, e imponendosi come il film della svolta nell’industria cinematografica della Corea del Sud. Il segreto di questo successo è frutto della convergenza virtuosa di diversi fattori: un cast di stelle tutte in stato di grazia; una cura inedita per le ambientazioni e la scenografia; una regia consapevole e finalmente capace di osare.
Ma soprattutto è la vicenda narrata a conferire a JSA la statura di un vero e proprio classico. Park Chan-wook, autore e regista, scandaglia la tensione tra Nord e Sud nel profondo, oltre la politica, oltre la storia, oltre il macroscopico conflitto, fino al punto in cui l’odio preconfezionato tra due parti di uno stesso popolo è ancora a portata di sputo, e di sorriso. Un solco divide gli uomini sia l’uno dall’altro che all’interno di ognuno di essi, dove il nazionalismo esasperato stride, con violenza, contro un riconoscimento reciproco fatto di usanze in comune, di una stessa lingua, di una fratellanza negata.
Con JSA Park Chan-wook rappresenta il clichè della guerra insensata e rapidamente lo scardina, scattando una fotografia che ha l’aria di un souvenir da gita militare ma che a guardarla meglio nasconde vicende di drammatica umanità. Continua a leggere

Risultati immagini per La Ballata di Cable Hogue

Un film di Sam Peckinpah. Con David Warner, Jason Robards, Stella Stevens, Slim Pickens. Titolo originale The Ballad of Cable Hogue. Western, durata 121′ min. – USA 1970. MYMONETRO La ballata di Cable Hogue * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un anziano cercatore d’oro conosce una prostituta, scopre una sorgente d’acqua e il profitto. È forse _ con I compari di R. Altman _ l’operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell’epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del “self-made man”, Peckinpah fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l’anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. Continua a leggere

Locandina Alfa Tau!

Un film di Francesco De Robertis. Con Liana PersiGiuseppe AddobbatiDocumentarioRatings: Kids+16, b/n durata 90 min. – Italia 1942MYMONETRO Alfa Tau!  valutazione media: 3,38 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Realizzato dal centro cinematografico del Ministero della Marina questo lungo documentario fa parte della trilogia dedicata ai “combattenti del mare”. Gli altri due film erano Uomini sul fondo dello stesso De Robertis e La nave bianca scritto e sceneggiato da De Robertis stesso ma realizzato poi da Roberto Rossellini.

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Locandina Il pianistaUn film di Roman Polanski. Con Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Frank Finlay, Emilia Fox, Maureen Lipman.Titolo originale The Pianist. Drammatico, durata 148 min. – Polonia 2002. – 01 Distribution uscita venerdì 25 ottobre 2002. MYMONETRO Il pianista * * * * - valutazione media: 4,08 su 75 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Torna l’Olocausto, e per mano di un “autore”. Pareva che Spielberg avesse detto l’ultima parola, invece ecco una storia sul ghetto di Varsavia. Siamo nel ’38.Comincia a stringersi la tenaglia nazista che produrrà le prime limitazioni per gli Ebrei: prima leggere -la stella di Davide cucita sul braccio- poi pesanti, poi intollerabili, poi mortali. Fino alla decimazione. Wladyslaw, giovane, talentoso pianista, sta suonando Chopin per una registrazione radiofonica proprio mentre arriva la notizia dell’invasione nazista della Polonia. Il giovane assiste all’orribile spirale: tutta la famiglia deportata e poi le condizioni del ghetto: bambini che muoiono di fame, gente uccisa per nulla, e una piccola parte di ebrei che tradiscono per sopravvivere. Alla fine Wladyslaw è di nuovo al piano, proprio come all’inizio. Ma naturalmente l’esperienza lo ha devastato. Niente, neppure Chopin sarà più come prima. Il film ha vinto la Palma d’oro al festival di Cannes 2002. Molti hanno disapprovato. Continua a leggere

Locandina L'uomo dal braccio d'oroUn film di Otto Preminger. Con Frank Sinatra, Kim Novak, Darren McGavin, Arnold Stang Titolo originale The Man with the Golden Arm. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 119 min. – USA 1955. MYMONETRO L’uomo dal braccio d’oro * * * 1/2 - valutazione media: 3,58 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

A Chicago, un abilissimo giocatore d’azzardo è schiavo dell’eroina e succube della moglie rimasta paralizzata in un incidente da lui provocato. Il tenero amore di una ragazza potrebbe redimerlo, ma l’uomo viene accusato di omicidio. Tratto dal romanzo di Nelson Agren sulla vita di un tossicomane, il film venne fortemente voluto dal regista Otto Preminger, che sfidò i duri dettami di quel Codice Hays, che vietava espressamente al cinema di occuparsi di droga, contribuendo alla sua modifica. Con un occhio al cinema espressionista e con una notevole attenzione ai personaggi di contorno, Preminger realizzò “un’opera in cui era presente una vigorosa lezione morale”, avvalendosi di un Frank Sinatra in stato di grazia, della partitura jazz composta appositamente da Elmer Bernstein e dei titoli firmati da Saul Bass. Da ricordare in particolare la lacerante sequenza della disintossicazione di Frankie in un minuscolo monolocale. Continua a leggere

Risultati immagini per Il Segreto di una DonnaUn film di Otto Preminger. Con José Ferrer, Gene Tierney, Richard Conte Titolo originale Whirlpool. Giallo, Ratings: Kids+16, b/n durata 98′ min. – USA 1949. MYMONETRO Il segreto di una donna * * * - - valutazione media: 3,00 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La moglie di uno psicanalista è affetta da cleptomania. L’ipnotizzatore Korvo (J. Ferrer) promette di guarirla, ma ne approfitta per commettere un delitto, addossandone a lei la colpa. Dal romanzo di Guy Endore. Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell’ipnotismo e su quello dell’impossibilità di modellare completamente un altro essere. G. Tierney è brava, ma nella parte del dottor Korvo Ferrer è superbo.

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Photobucket Pictures, Images and PhotosUn film di Jean Renoir. Con Michel Simon, Alexandre Rignault, Henri Guisol Titolo originale La chienne. Drammatico, b/n durata 100′ min. – Francia 1931. MYMONETRO La cagna [1] * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il cassiere Legrand, sposato a una megera, si fa ladro per amore di una prostituta e la uccide, dopo averla trovata fra le braccia del suo lenone che viene processato al suo posto. Diventato barbone, Legrand incontra il primo marito della moglie, intanto defunta, e con lui va a far baldoria grazie alla vendita di un suo autoritratto. Tratto da un romanzo di Georges de la Fouchardière (e dal copione teatrale di André Mouézy-Eon), è il 1° film sonoro di J. Renoir e il suo 1° capolavoro per la felice miscela di naturalismo sordido, lucido realismo psicologico, acre umorismo sardonico, bellezza figurativa, uso funzionale del suono. Grande prova di M. Simon in altalena tra dramma e grottesco. Rifatto da Fritz Lang con La strada scarlatta (1945)

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Risultati immagini per Ucciderò Willie KidUn film di Abraham Polonsky. Con Barry Sullivan, Robert Redford, Robert Blake, Susan Clark. Titolo originale Tell Them Willie Boy is Here. Western, durata 97′ min. – USA 1969. MYMONETRO Ucciderò Willie Kid * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1909, a conquista e colonizzazione ormai completate, un pellerossa (Blake) uccide per legittima difesa il padre della sua donna Lola (Ross) e fugge con lei. La caccia è guidata da un riluttante sceriffo (Redford) che non condivide il feroce isterismo della comunità bianca di cui è alle dipendenze. Tragico epilogo. 2ª regia, dopo Le forze del male (1948), dello sceneggiatore e scrittore ebreo A. Polonsky, vittima della “caccia alle streghe” maccartista. “Attraverso una lenta caccia, un lento inseguimento, si assiste a una lenta, e perciò stesso più violenta e inchiodante, messa a morte dell’americano per eccellenza: l’indiano” (G. Fofi). Dal romanzo Willie Boy di Harry Lawton uno dei western critici più lucidi della nuova Hollywood, uscito in un anno memorabile per il cinema della frontiera: Il mucchio selvaggio, Butch Cassidy, Il Grinta, La notte dell’agguato. “Non è un film sugli indiani: è un film su di me” (A. Polonsky). Originale commento musicale di Dave Grusin.

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Risultati immagini per il fiume 1951Un film di Jean Renoir. Con Adrienne Corri, Esmond Knight, Thomas Breen Titolo originale The River. Drammatico, durata 95′ min. – Gran Bretagna 1951. MYMONETRO Il fiume [1] * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel Bengala, sulle rive del Gange, due ragazze inglesi s’innamorano di un ufficiale americano, mutilato di guerra, che, piuttosto di scegliere, se ne va. La vita continua. 1° film a colori (fotografia del fratello Claude) di Renoir e opera di transizione dal realismo sociale alla ricerca di narrazione “classica”. Ingiustamente rimproverato di essere un documentario lirico mancato e di mancata critica al colonialismo, è una favola esotica (il romanzo della scrittrice Rumer Godden da cui è tratto risulta poco più di un pretesto) sul rapporto tra uomo e natura nel quadro di un panteismo pagano intinto di misticismo orientale. Ampio e solenne, chiede allo spettatore adesione contemplativa più che coinvolgimento emotivo. Vi lavorò come assistente il futuro grande regista Satyajit Ray.

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Locandina L'amante immortaleUn film di Otto Preminger. Con Henry FondaDana AndrewsJoan Crawford Titolo originale Daisy KenyonCommediab/n durata 99 min. – USA 1947.

Daisy tronca la lunga relazione con Dan, avvocato e coniugato, e si sposa con Peter. Dan tuttavia non si dà per vinto e, dopo il divorzio, ha il coraggio di chiedere a Peter di divorziare dalla moglie. Daisy, chiamata a scegliere tra i due, resta con il marito. Continua a leggere

Risultati immagini per Il Raggio verde filmUn film di Eric Rohmer. Con Marie Rivière, Amira Chemakhi, Sylvie Richez, Rosette Titolo originale Le rayon vert. Commedia, durata 98′ min. – Francia 1986. MYMONETRO Il raggio verde * * * 1/2 - valutazione media: 3,61 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È luglio e Delphine, impiegata parigina che va per i trenta, non sa dove andare in vacanza e con chi. Suo inquieto andirivieni da Parigi in Normandia, in montagna e a Biarritz dove finalmente, incontrato un ragazzo giusto, vede _ guardando il sole che tramonta nell’Atlantico _ il raggio verde, quel fenomeno di rifrazione che dà il titolo al romanzo (1882) di Jules Verne. Chi lo vede, dice Verne, riesce a leggere meglio nei propri sentimenti e in quelli degli altri. Girato in 16 mm con largo margine d’improvvisazione nei dialoghi per gli attori (soprattutto per Rivière, attrice o figura rohmeriana a 18 carati), è un film chiaro, delizioso, n. 5 della serie “Commedie e proverbi”. Leone d’oro a Venezia 1986. Diffuso in Francia su Canal+ prima che nelle sale. Continua a leggere

Un film di Eric Rohmer. Con Jess Hahn, Jean-Luc Godard, Van Doude, Stéphane Audran. Titolo originale Le signe du lion. Commedia, durata 100′ min. – Francia 1959. MYMONETRO Il segno del leone * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Pierre (Hahn), pittore squattrinato che fa la bohème a Parigi, crede di avere ereditato una grossa somma. Non è vero: l’eredità è toccata a un suo cugino. Si lascia andare nella metropoli deserta di agosto, fa amicizia con un barbone pittoresco, scivola verso la degradazione finché la sorte cambia. Da una storia che, a leggerla, potrebbe essere raccontata in cadenze di commedia ironica, l’esordiente E. Rohmer (1920) _ il più anziano, con il coetaneo Doniol-Valcroze, dei registi francesi aggregati alla Nouvelle Vague _ ha cavato un film lento, minaccioso, non poco angoscioso, dominato dall’ossessiva presenza della pietra e del marmo, che conta più per l’atmosfera di una Parigi sporca, svuotata e assolata che per i personaggi. Oltre a Godard, s’intravedono Stéphane Audran e Macha Méril. Prodotto da Claude Chabrol. Continua a leggere

Photobucket Pictures, Images and PhotosUn film di Roberto Rossellini. Con Christian De Sica, Pierre Arditi, Rita Forzano, Giuseppe Addobbati, Livio Galassi. Biografico, Ratings: Kids+16, durata 131′ min. – Italia 1971. MYMONETRO Blaise Pascal * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ventitré anni nella breve vita di Pascal (1623-62), scienziato, filosofo e scrittore francese da quando, 16enne, pubblica l’importante Saggio sulle coniche sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la “notte di fuoco” (23 novembre 1654) in cui ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un “uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori”, diviso tra l’ansia scientifica e la pietà religiosa. P. Arditi, figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d’oltralpe. Mandato in onda in 2 puntate nel maggio 1972. Continua a leggere

Risultati immagini per La mia Notte con MaudUn film di Eric Rohmer. Con Jean-Louis Trintignant, Françoise Fabian, Marie-Christine Barrault, Antoine Vitez Titolo originale Ma nuit chez Maud. Drammatico, b/n durata 110′ min. – Francia 1969. MYMONETRO La mia notte con Maud * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

A Clermont-Ferrand un ingegnere della Michelin nota in chiesa una ragazza che non osa abbordare. La sera di Natale è invitato da un amico marxista a casa di Maud, libera pensatrice e divorziata. Costretto a passare la notte da lei, non si permette che un bacio. Il giorno dopo si decide a incontrare la ragazza. Cinque anni dopo incontra Maud, ma ora è sposato con Françoise, la ragazza della chiesa. Terzo dei “racconti morali” di Rohmer, fa perno su un dilemma, fondato sulla fedeltà alla scelta più che alla persona. Il protagonista-narratore respinge la seconda donna (Maud) in virtù della sua scelta iniziale (Françoise): ha scelto quel che non ha o addirittura, come qui, quel che non conosce. Optando per Françoise, donna sognata, contro Maud, donna conosciuta, sceglie l’idealità dell’archetipo contro la pericolosità del reale. Geometrica precisione dell’intreccio, giustezza di dialoghi, fluidità della scrittura (fotografia di Nestor Almendros), verità dei personaggi. Continua a leggere

Risultati immagini per Il Ginocchio di ClaireUn film di Eric Rohmer. Con Jean-Claude Brialy, Fabrice Luchini, Beatrice Romand, Fabrice Luchini Titolo originale Le genou de Claire. Drammatico, durata 105′ min. – Francia 1970. MYMONETRO Il ginocchio di Claire * * * - - valutazione media: 3,17 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

D’estate sulle rive del lago di Annecy Jerôme, un giovane diplomatico, fa innamorare la liceale Laura, ma è attratto dal fascino di un’altra adolescente, Claire, interessata al coetaneo Gilles. Dopo essere riuscito ad accarezzare il ginocchio di Claire, Jerôme va a raggiungere la donna che deve sposare. Nello splendore calmo di un’estate lacustre, esaltato dalla fotografia di Nestor Almendros, i personaggi, lontani da ogni contingenza materiale, hanno la possibilità di ascoltare, ascoltarsi e analizzare i propri sentimenti. Una commedia di squisita eleganza rotta da fremiti erotici. Continua a leggere

Un film di Eric Rohmer. Con Renaud Verley, Zou Zou, Daniel Ceccaldi, Françoise Verley, Malvina Penne, Babette Ferrier Titolo originale L’amour l’après midi. Commedia, durata 105′ min. – Francia 1972. MYMONETRO L’amore il pomeriggio * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Felicemente sposato e in attesa del secondo figlio, Frédéric fantastica col proprio dongiovannismo represso, ma Chloé lo mette in crisi. 6° e ultimo dei “racconti morali” di Maurice Schérer. Rohmer qui si diverte più del solito, con sorniona raffinatezza, a far dell’ironia sul suo protagonista. C’è il solito giro di appuntamenti (atti sessuali?) mancati e di percorsi che non s’incrociano mai, e una magistrale sequenza finale che ribalta l’intero assunto del film, il solo di Rohmer con dei nudi. Continua a leggere

Un film di Roberto Rossellini. Con Alberto Tavazzi, Roswita Schmidt, Aldo Capacci, Piero Pastore. Guerra, b/n durata 88′ min. – Italia 1943. MYMONETRO L’uomo dalla croce * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Con interpreti non professionisti. Film a due diritti con due autori in contrasto, girato a Ladispoli e nella campagna romana circostante nell’estate ’42 in una situazione produttiva precaria, salvata dall’ENIC. Da una parte Asvero Gravelli, noto scrittore e giornalista fascista, che ne scrisse il soggetto e figura come supervisore: doveva esaltare in chiave anticomunista l’ARMIR (Armata italiana in Russia) e la morte eroica del cappellano militare Reginaldo Giuliani. La vicenda si concentra su un casolare dove si rifugiano un cappellano e un commissario politico sovietico, donne, bambini, contadini russi, mentre infuria una battaglia. “Religione e politica, patriottismo e retorica si mescolano” (G. Rondolino). Dall’altra parte c’è Rossellini che “si rivela nelle piccole cose… nei momenti di quiete, di attesa”, probabilmente improvvisando senza badare alla sceneggiatura. Distribuito soltanto nel giugno 1943. Accoglienza tiepida. Ritirato dopo il 25 luglio. Continua a leggere