Category: Mizoguchi Kenji


Locandina Utamaro o Meguru Gonin No Onna

Un film di Kenji Mizoguchi. Con Kinuyo Tanaka, Eiko Ohara, Kyôko Kusajima, Toshiko IizukaHiroko KawasakiKôtarô Bandô. continua» Drammaticodurata 96 min. – Giappone 1946.

Attorno alla figura del grande pittore Utamaro Kitagawa si intrecciano le vicende di passione di alcune cortigiane. In particolare la storia di Okita, la musa dell’artista, innamorato di lei senza essere ricambiato: Okita si contende, invece, il cuore di Shozaburo con la modella Takasode.
Girato nel 1946 che vede il Giappone riprendersi dallo choc della guerra, Utamaro o meguru gonin no onna è per molti versi un’epitome della poetica di Mizoguchi Kenji. In netto contrasto con la consuetudine didascalica delle biografie, non vengono trattate vita e opere del grande pittore nipponico. Utamaro è reinventato come alter-ego del regista, come un simbolo, un catalizzatore di ribellione, che incarna la volontà di un Giappone deciso a rompere con una tradizione millenaria.

Elegia di Osaka - Wikipedia

Un film di Kenji Mizoguchi. Con Isuzu YamadaSeiichi TakegawaChiyoko OkuraShinpachiro AsakaBenkei Shiganoya. continua» Titolo originale Naniwa Hika/Naniwa ErejiDrammaticodurata 66 min.

Per aiutare la famiglia, una giovane telefonista (Isuzu Yamada) si lascia sedurre dal padrone e viene abbandonata dal giovane che ama. Ritorna allora in famiglia, ma capisce che non può viverci, e si trova sola. Il film segna una svolta decisiva nell’opera di Mizoguchi, che diventa il capo della corrente del “nuovo realismo” i cui film sono realizzati nelle difficili condizioni create da un governo militarista. In questo film, che narra il triste destino di una giovane impiegata, si vede apparire il filo conduttore della parte migliore della sua opera: un processo alla società, che ha per tema la condizione della donna.

Il mio amore brucia (1949) - Streaming, Trama, Cast, Trailer

IL MIO AMORE BRUCIA è un film di genere drammatico del 1949, diretto da Kenji Mizoguchi, con Kinuyo Tanaka e Mitsuko Mito. Durata 96 minuti.

Alla fine del 1880, Eiko Hirayama lascia Okayama per andare a Tokyo e battersi per i diritti delle donne. Inserita nel Partito Liberale, s’innamora di Kentaro Omoi, il suo leader. Entrambi vengono accusati di un incendio scoppiato in una fabbrica per opera di Chiyo, una serva della casa di Eiko a Okayama e riscattata dalla schiavitù. 

Regia di Kenji Mizoguchi. Un film Da vedere 1954 con Kyôko KagawaKinuyo Tanaka, Kisho Hayanagi. Titolo originale: Sanshô Dayû. Genere Drammatico – Giappone1954durata 124 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Nel Giappone feudale dell’XI secolo la dolorosa odissea della famiglia del governatore di una provincia, spodestato perché troppo umano. Rapiti da briganti sono ridotti in schiavitù: la moglie costretta a prostituirsi, i due figli adolescenti sottoposti a fatiche massacranti. Prodotto dalla Daiei di Kyoto, tratto da un romanzo di Mori Ogai (eminente scrittore antinaturalista), adattato da Yoda Yoshikata e Fuji Yahiro. È un racconto corale che tende all’affresco storico più che al dramma individuale in bilico tra leggenda e tragedia, biblica più che greca, sull’ingiustizia, la violenza, lo sfruttamento. La castità espressiva anche nelle scene più crude e il lirismo di alcuni momenti memorabili (il suicidio della figlia Anju, il riconoscimento finale tra Zushio e la vecchia madre cieca) ne fanno un film di alto rigore stilistico dove, una volta di più, si mette l’accento sulla forza amorosa delle donne rispetto alla debolezza degli uomini. 3° Leone d’argento consecutivo dopo La vita di O-Haru (1952) e I racconti della luna pallida d’agosto (1953).

Un film di Kenji Mizoguchi. Con Kinuyo Tanaka, Sanae Takasugi Titolo originale Yoru no onnatachi. Drammatico, durata 75 min. – Giappone 1948. MYMONETRO Le donne della notte * * * * - valutazione media: 4,00 su 1 recensione.

Fusako Owada è una donna della notte del Giappone del dopoguerra. Prostituta e amante di un pericoloso trafficante di droga, vive la sua quotidianità fra le viuzze di una città in rovina, devastata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, e il sollievo di alcuni piccoli vezzi che il suo uomo le offre. Ma a risvegliarla da questo torpore esistenziale, facendole perdere tutta la solidità e riscoprendola fragile e labile, è la scoperta che un’altra donna è nel cuore del suo amante… E questa altri non è che la sorella Kumiko.
Terribilmente contemporaneo, con una precisione antropologica e una feroce poetica, Kenji Mizoguchi firma questo piccolo gioiellino cinematografico, lontano dai suoi territori prediletti. Si parla di gagnster, violenza, donne e uomini sanguinosi, riti barocchi e miti torbidi e spietati… ma dove aleggia sempiternamente la speranza di cambiar vita. I personaggi di questa storia sembrano portare dentro di loro un inferno personale: «Donne come me», dice Fusako alla sorella «non devono più esistere». Dannati e dannate da un’esistenza vissuta nel Male. Bravissima (e meritatamente premiata in patria) l’attrice Kinuyo Tanaka, nel ruolo della protagonista, che ben disegna le iperboliche emozioni che la scuotono, facendo sciogliere quel gelo e quella metallicità che facevano parte del suo ruolo nella prima parte della pellicola. Altrettanto valente anche Tomie Tsunoda nel ruolo della sorella nervosa, pericolosa e fragile. Ottime la scenografia e la fotografia che rendono veramente mefistofelico il microcosmo in cui si sviluppa la trama (che evoca un po’ la tragedia greca), direttamente creata da un romanzo di Eijiro Hisaita e sceneggiata da Yoshikata Yoda. Lontano da preoccupazioni politiche e formali, Mizoguchi fa un film che non è dei migliori, ma senza alcun dubbio, è uno dei più fluidi della sua filmografia. Continua a leggere

Risultati immagini per La Musica di GionUn film di Kenji Mizoguchi. Con Michiyo Kogure, Ayako Wakao, Seizaburô Kawazu, Saburo Date, Sumao Ishihara, Midori Komatsu, Kanji Koshiba, Kikue Môri, Chieko Naniwa, Eitaro Shindo. Titolo originale Gion bayashi. Drammatico, durata 85 min. – Giappone 1953.

Eiko è orfana di madre, il padre si disinteressa a lei e per sopravvivere non le resta che intraprendere il mestiere di geisha, già esercitato in passato dalla madre. Miyoharu l’aiuterà in una iniziazione che metterà crudamente a nudo una condizione umana dolorosa: quella della donna in una società di uomini tesi solo al guadagno e allo sfruttamento del suo corpo. Continua a leggere

Un film di Kenji Mizoguchi. Con Kinuyo Tanaka, Ichiro Sugai, Toshiro Mifune Titolo originale Saikaku Ichidai Onna. Drammatico, b/n durata 135′ min. – Giappone 1952. MYMONETRO Vita di O-Haru, donna galante * * * * - valutazione media: 4,25 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel Giappone del XVII secolo la dolorosa istoria di O-Haru (Tanaka) di piccola nobiltà che, dopo aver dato il suo amore a un giovane (Mifune) di classe sociale inferiore, è trattata da puttana e venduta come concubina a un feudatario. Gli dà un figlio che le viene tolto. Diventa prostituta di strada, intravede per la via il figlio senza poterlo salutare. Esposto alla Mostra di Venezia, dove vinse il 2° premio internazionale, contribuì, dopo Rashomon di Kurosawa, a far conoscere il cinema giapponese in Occidente e a far scoprire la grandezza di Mizoguchi. Tratto dal romanzo La vita di una mondana (1686) di Ihara Saikaku, sceneggiato da Yoshikata Yoda, è “il primo film-somma dell’autore, compendio sintetico e geniale dei temi e delle ricerche formali di una vita intera” (J. Lourcelles). Vittima della fatalità, ma soprattutto di un sistema sociale fondato sulla soggezione della donna, la vita di O-Haru _ come lei stessa la ricorda _ è un’interminabile serie di umiliazioni da parte dell’altro sesso, sotto le diverse figure del padre, del signore, del padrone, dell’amante, del marito, del figlio e dei clienti. Mizoguchi la racconta con un linguaggio contemplativo, implacabile e tenero di una struggente intensità emotiva. Continua a leggere

Locandina Gli amanti crocifissiUn film di Kenji Mizoguchi. Con Kazuo Hasegawa, Kyôko Kagawa, Eitaro Shindo, Eitaro Ozawa, Yoko Minamida, Haruo Tanaka. Titolo originale Chikamatsu Monogatari. Storico, b/n durata 103 min. – Giappone 1954. MYMONETRO Gli amanti crocifissi * * * * - valutazione media: 4,17 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Chikamatsu Monogatari (Una storia di Chikamatsu), è tratto dal testo di uno dei più grandi drammaturghi della letteratura giapponese, Chikamatsu Monzaemon, vissuto tra il XVII e il XVIII secolo. Il film narra l’infelice sentimento fra Mohei e Osan che, presi da una ragnatela tessuta dal destino, si legano in un rapporto amoroso avversato dallo spietato Ishun, marito di Osan e padrone della tipografia nella quale lavora Mohei. Quest’opera di Mizoguchi rappresenta una delle sue pellicole più affascinanti e riuscite, condensa una miriade di tematiche care all’autore, in questo caso giocate tutte intorno al tema dell’adulterio, inteso come trasgressione della legge. Per gli amanti sacrileghi che osano consumare il loro amore al di fuori della legalità esiste un destino previsto dalla tradizione: o il suicidio affrontato insieme, oppure l’esposizione pubblica e la crocifissione. Continua a leggere

Locandina I racconti della luna pallida d'agosto

Un film di Kenji Mizoguchi. Con Machiko Kyô, Masayuki Mori, Tanaka Kinuyo, Sakae Ozawa, Mito Mitsuko Titolo originale Ugetsu monogatari. Drammatico, b/n durata 93′ min. – Giappone 1953. MYMONETRO I racconti della luna pallida d’agosto * * * * - valutazione media: 4,38 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nella regione di Omi, presso il lago Biwa, verso la fine del sec. XVI nel Giappone devastato dalla guerra civile, Genjuro, vasaio di campagna, e il fratello Tobei, che sogna di diventare samurai, abbandonano le mogli in cerca di fortuna. Continua a leggere

La Strada della Vergogna - jap subita_s.jpg

Un film di Kenji Mizoguchi. Con Machiko Kyô, Ayako Wakao Titolo originale Akasen chitai. Drammatico, Ratings: Kids+13, b/n durata 96′ min. – Giappone 1956. MYMONETRO La strada della vergogna * * * * - valutazione media: 4,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

5 ritratti di donne in una casa di tolleranza di Tokyo, nel quartiere di Yoshiwara, da 300 anni dedicato al piacere maschile, mentre alla radio si ascoltano le cronache sul dibattito in Parlamento per la legge sull’abolizione delle case chiuse che infine non sarà approvata. Ultimo film di Mizoguchi che morì a 58 anni di leucemia alla vigilia della Mostra veneziana, e uno dei più duri e pessimisti sulla condizione della donna nella società patriarcale giapponese. Polemico nell’insistenza visiva sui soldi (yen), sobrio nel realismo pietoso e severo che rifiuta ogni estetismo e schiva le secche del sentimentalismo e del melodramma, è una galleria di esemplari ritratti tra cui spicca quello della bella e proterva Michey (M. Kyo), l’unica delle 5 a liberarsi dal servaggio economico, riuscendoci con l’avidità, il calcolo, l’inganno. Finale memorabile per pacata pietà. Scritto da Masashige Narusawa, parzialmente ispirato al romanzo Susaki no Onna (Le donne di Susaki) di Yoshiko Shibaki. Prodotto dalla Daiei di Kyoto. Distribuito in Italia nel gennaio 1960. Reperibile in copia originale con sottotitoli italiani.