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Un film di David Fincher. Con Brad Pitt, Morgan Freeman, Kevin Spacey, Gwyneth Paltrow, John C. McGinley Poliziesco, durata 127′ min. – USA 1995. MYMONETRO Seven * * * * - valutazione media: 4,05 su 83 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sette i peccati capitali, sette gli omicidi che uno psicopatico programma, corredati da torture efferate. Comincia con la gola e l’avarizia, continua con l’accidia. L’ultimo è la lussuria, ma l’intervento di due investigatori, uno anziano e nero, l’altro giovane e bianco, lo obbliga a modificare il piano. Tra i tanti meriti della sceneggiatura di Andrew Kevin Walker c’è anche quello di aver modificato gli stereotipi della coppia bianco-nero approfondendo i personaggi a livello psicologico e legandoli ai temi principali del film: la presenza del Male nel mondo e l’indifferenza di fronte alla caduta dei valori. Un film dal taglio espressionista (fotografia di Darius Khondji; musica di Howard Shore), ambientato in una città senza nome, ricco di citazioni letterarie che ne sono la minacciosa struttura e senza una scena di violenza, di cui sono visibili soltanto le conseguenze. Un bel cast in cui si distingue K. Spacey nel tragico epilogo.

La Kermesse eroica (1935): La scheda del film con recensione e trama, gli  attori ed il trailer di La Kermesse eroica

Un film di Jacques Feyder. Con Françoise RosayJean MuratAndré AlermeMicheline CheirelLouis Jouvet. continua» Titolo originale La kermesse héroïqueStoricob/n durata 115 min. – Francia 1935

Nel XVII secolo le Fiandre subiscono l’invasione degli spagnoli. In una cittadina posta sul loro cammino gli uomini, spaventati, decidono di chiudersi in casa temendo i massacri perpetrati in altre città. Le loro mogli, invece, muovono incontro al nemico e lo accolgono con gentilezza, invitandolo alla tradizionale festa cittadina. Evitano così il saccheggio e convincono il comandante a ripartire il giorno seguente. Uno dei capolavori assoluti del cinema. Feyder usò grandi mezzi, ispirandosi ai quadri di pittori fiamminghi come Bruegel e Vermeer, ma questo sfarzo, invece di togliere qualcosa alla robustezza del discorso, lo valorizza ulteriormente.

Locandina Mean Creek

Un film di Jacob Aaron Estes. Con Rory CulkinRyan KelleyScott MechlowiczTrevor MorganJosh Peck. continua» Drammaticodurata 87 min. – USA 2005uscita venerdì 19 agosto 2005. MYMONETRO Mean Creek ***-- valutazione media: 3,00 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Timido e minuto, Sam è vittima dell’attacco immotivato dell’arrogante Georgie, bullo della scuola. In seguito al pestaggio, Rocky, fratello maggiore di Sam, escogiterà insieme ad altri due amici un piano per punire ed umiliare il corpulento bullo: con la scusa di un falso compleanno, il gruppo inviterà Georgie a fare una gita, nel corso della quale dovrebbe consumarsi la vendetta. Resosi conto che Georgie è in realtà un ragazzo solo e disadattato, Sam chiederà al fratello Rocky di abortire il piano, ma saranno le dinamiche del gruppo a determinare gli eventi, tra pulsioni adolescenziali e dolorosa acquisizione del senso di responsabilità.
Regista e sceneggiatore qui al suo primo lungometraggio, Jacob Aron Estes sviluppa con piglio realista e notevole sensibilità un racconto incentrato sul tema della crescita. Partendo da un concept interessante, vera e propria catarsi adolescenziale, l’opera vorrebbe dipingere sfumature capaci di sublimare in arte la funzione comunicativa (con echi dell’ultimo Van Sant), effetto non sempre ottenuto a causa di una condotta a tratti indecisa tra documentarismo e fiction. Nell’economia dell’opera l’estromissione della componente adulta è un’arma a doppio taglio, capace quando ben dosata di rafforzare la focalizzazione, ma di attenuarne la potenza espressiva in caso contrario, per un risultato finale comunque di sicuro interesse.

Regia di David Fincher. Un film con Sean PennCarroll BakerMichael DouglasArmin Mueller-StahlJames RebhornMark Boone Junior. Titolo originale: The Game. Genere Drammatico – USA1997durata 128 minuti. – MYmonetro 2,84 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ricchissimo e potente consulente finanziario (M. Douglas) a San Francisco riceve in regalo dal fratello (S. Penn), alla vigilia del suo 48° compleanno, la tessera d’iscrizione a un club che organizza giochi personalizzati per animare esistenze monotone. Si mette in contatto con il club e si trova a vivere un incubo, una vita a rischio continuo. Il “gioco” ( game ) è riuscito: suspense, intensità, mistero, sorprese, disavventure ansiogene, invenzioni di regia. Ma riuscito il film non lo è: c’è un eccesso di ingegnosità di intrigo che diventa stravaganza gratuita, senza contare la madornale sproporzione tra i mezzi e il fine. Il difetto, insomma, è nel manico, nella sceneggiatura di John Brancato e Michael Ferris. Tutto è truccato in questa metafora del cinema.

Locandina Rio Bravo

Un film di John Ford. Con Victor McLaglenMaureen O’HaraJohn WayneJ. Carrol NaishChill Wills. continua» Titolo originale Rio GrandeWesternb/n durata 105 min. – USA 1950MYMONETRO Rio Bravo ***1/2- valutazione media: 3,93 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1880, un colonnello della cavalleria americano è fustrato perché non può inseguire i predoni apache oltre il confine messicano. L’ufficiale è sposato e ha un figlio, ma da quindici anni non vede la famiglia perché durante la guerra civile è stato costretto a bruciare la piantagione della moglie, simpatizzante sudista, e questa non l’ha più perdonato. Ora, però, scopre che suo figlio si è arruolato nel reggimento e ben presto giungerà la moglie per riaverlo indietro. Il colonnello riuscirà infine a sconfiggere gli indiani, a riappacificarsi con la moglie e a scoprire che il suo ragazzo è diventato un uomo, mentre la banda suona Dixie, l’inno del Sud. Terzo film della Triologia della cavalleria di Ford. Nonostante alcuni lo ritengano il meno riuscito, costituisce un’indimenticabile rassegna di personaggi e un’ottima ricreazione dell’atmosfera militare come era stata dipinta dal pittore Frederic Remington. La pellicola è una specie di seguito de Il massacro di Fort Apache: il colonnello interpretato da Wayne si chiama infatti Kirby Yorke, come il personaggio da lui interpretato nell’altro film.

Tre Samurai Fuorilegge

Three Outlaw Samurai (三匹の侍, Sanbiki no Samurai) is a 1964 Japanese chambara film by director Hideo Gosha.

Inizia con la stessa inquadratura de L’Armata delle Tenebre (per chi seguisse la continua caccia involontaria del sottoscritto a film cino-giapponesi che posseggono elementi poi apparsi magicamente nell’opera omnia di Sam Raimi) e si ritrova ad influenzare sensibilmente l’opera del nostro Sergio Leone in primis e il cinema di spada nipponico, hongkonghese e di tutta l’Asia (esiste anche una sorta di remake hongkonghese ad opera di Chang Cheh (The Magnificent Trio, 1966)) poi.
E’ l’esordio alla regia –dopo una significativa gavetta televisiva- di Gosha Hideo, maestro riconosciuto di rara caratura ma lontano, anzi lontanissimo, dalla posizione che gli spetterebbe all’interno dei libri di storia del cinema. Perché il suo è grande cinema, cristallino, perfetto, capace di produrre movimenti e inquadrature gonfie di senso e trasudanti emotività. La soglia tra bravo regista e “genio” è senza dubbio superata e Gosha andrebbe annoverato tra i grandi. Invece duole notare come il suo nome non trovi adeguato spazio nemmeno in libri specializzati (due su tutti, lo Yakuza Movie Book di Schilling e il Outlaw Masters of Japanese Film di Chris D.). Poco spazio dedicato anche in Italia (una paginetta nel bel Storia del Cinema Giapponese), mentre bisogna di nuovo guardare ai fratelli d’oltralpe per accorgersi ed avere l’ennesima conferma del fatto che in quanto a critica cinematografica i francesi sono stati sempre abbastanza ricettivi e lungimiranti. A metà dei ’60, film come questo, i successivi di Gosha e di un pugno di rivoluzionari della settima arte andavano riportando in auge il genere, riscrivendone stilemi, tematiche, stili ed estetica e creando quel lungo filo mutevole nei decenni e riflesso dei sommovimenti politici e sociali, riferito ad un senso dell’onore (dal ferreo allo sfuggevole) passando per la dicotomia giri/ninjo, fino alla distruzione senza “honour and humanity” ed oltre.
Lo stile aggressivo e sperimentale del regista regala un continuo profluvio di invenzioni, di sezioni del quadro tagliate di netto come dalle lame degli stessi samurai, carrelli arditi, primi piani fasciati da una fotografia in bianco e nero di rara intensità, giochi prospettici e formali tra i vari piani della profondità di campo, un continuo allenamento percettivo per il cervello. Non di sterile estetica stiamo parlando, ovviamente, ma di una consapevole proposizione di immagini “forti” incisive, perpetuamente capaci di donare senso ed emotività, mai svincolate dall’apparato narrativo.

Shiba (Tanba Tetsuro), Kikyo Einosuke (Hira Mikijiro) e Sakura (Nagato Isamu) sono i tre samurai del titolo, ronin vaganti pregni di un ferreo senso dell’onore capace di veicolare ogni propria scelta. Che siano con o senza padrone saranno sempre disposti a tradirlo quando questo si riveli nel torto. In questo caso la vita di tre contadini che cercano di rivendicare i propri diritti, contro le angherie di un magistrato, rapendogli la figlia. Quest’ultimo scaglierà contro i tre un piccolo esercito. E’ allora che, placidi, i tre ronin uniranno le forze per quello che per loro è ninjo, il bene comune, disposti a spezzare il giri se l’appartenenza al clan si riveli macchiata di sangue innocente.

Una visione morale monolitica ma spensierata, simile a quella dei successivi film di Chang Cheh e John Woo in parte, vicina negli angoli smussati a certo western occidentale, con i tre ronin privi di origini e di destinazione che lasciano al potere del destino la scelta della strada da intraprendere. Non sono quindi tre samurai oltre o senza legge, tutt’altro, sono tre ronin pregni di una propria legge morale, indissolubile, più forte dell’amore “virile” (come si vedrà nel film) o di ogni incatenamento sociale vincolato dal lusso (idem). Una straordinaria fetta di cinema vicina alla statura del maestro Kurosawa, un esordio di inconcepibile fulgore.

Là dove volano i corvi aka Goyôkin (1969) (Italy) | Movie titles, Comic  book cover, Comic books

Un film di Hideo Gosha. Con Tetsuro Tamba, Tatsuya Nakadai, Yoko Tsukasa Titolo originale Goyokin. Drammatico, durata 90 min. – Giappone 1974. MYMONETRO Là dove volano i corvi * * * - -valutazione media: 3,00 su 1 recensione.

Recitato come un classico del teatro Kabuki, questo film racconta la storia di un cavaliere coraggioso e leale che combatte le violenze e i soprusi dei potenti.

Les carabiniers: Amazon.it: Marino Masé, Patrice Moullet, Geneviève Galéa,  Catherine Ribeiro, Barbet Schroeder, Jean-Louis Comolli, Gérard Poirot,  Jean Brassat, Alvaro Gheri, Odile Geoffroy, Jean-Luc Godard, Marino Masé,  Patrice Moullet: Film e TV

Un film di Jean-Luc Godard. Con Albert Juross, Marino Mase, Catherine Ribeiro, Geneviève Galéa, Jean Brassat, Gérard Poirot Titolo originale . Commedia drammatica, durata 80 min. – Francia 1963.

I carabinieri del re arruolano e spediscono in guerra due sottoproletari promettendo avventure, viaggi e ricchi bottini, i due, dopo aver fatto il loro dovere uccidendo in mezzo mondo e spedendo cartoline alla madre e alla sorella, tornano in patria dove vengono uccisi mentre vanno ad esigere il tesoro che il re ha promesso ai suoi eroi. Il più dichiaratamente brechtiano tra i film di Godard, non tanto perché vicino al tema di Un uomo è un uomo la divisa che trasforma l’uomo in assassino quanto per il tentativo di applicare al cinema la tecnica dell’estraniamento: quando uno dei protagonisti, durante le sue scorrerie, capita in un cinema, prima si spaventa per l’effetto della locomotiva che si fa incontro agli spettatori, poi cerca di scoprire le nudità di una bella bagnante, di afferrarla sullo schermo; ma il cinema è finzione e tra le mani gli rimane un lenzuolo. La fotografia, il montaggio, le didascalie di Les carabiniers sottolineano continuamente la presenza del « mezzo » tecnico, chiedendo continuamente al pubblico il distacco dalla vicenda.

Regia di Robert Eggers. Un film Da vedere 2015 con Anya Taylor-JoyRalph InesonKate Dickie, Harvey Scrimshaw, Lucas Dawson, Ellie Grainger, Julian RichingsBathsheba GarnettCast completo Titolo originale: The Witch. Genere Horror, – USA2015durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 18 agosto 2016 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 3,46 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

New England, 1630. Il rigido e bigotto William, che si difende fieramente sostenendo di aver solo praticato il verbo di Cristo, viene giudicato da una corte e allontanato dalla co-munità assieme a sua moglie Katherine e ai loro cinque figli. I reietti si sistemano in una piccola fattoria solitaria ai confini di un fitto bosco. La figlia maggiore Thomasin ha dei dubbi, si sente peccatrice. Porta Sam, il fratellino neonato, a giocare vicino al bosco, ma il bambino le viene misteriosamente sottratto. Inoltre, il raccolto va male. Perciò William de-cide di cercare cibo nel bosco assieme al figlio Caleb, che, turbato dalla scomparsa del fratellino, si fa domande sul Bene e sul Male, sul peccato e su dove egli sia destinato, se Inferno o Paradiso. 

Szürkület Poster
Director:György Fehér Writers:Friedrich Dürrenmatt (as F. Dürrenmatt), György Fehér Stars:Péter HaumannJános DerzsiJudit Pogány

When a schoolgirl is found murdered in the woods, a retiring detective tries to find her murderer.

Incontro Al Central Park (1948): Amazon.it: Portier,Winters,Hartman,  Portier,Winters,Hartman: Film e TV

Un film di Guy Green. Con Shelley WintersSidney PoitierWallace FordElizabeth Hartman Titolo originale A Patch of BlueDrammaticob/n durata 105 min. – USA 1965.

Responsabile involontaria della cecità della figlia Selina, la madre si oppone al sentimento di questa verso l’amico e maestro Gordon Ralfe, un giovane di colore, incontrato al Central Park. Il giovane ama la ragazza, ma prima di rivelarle il suo sentimento, vuole che essa accetti la sua menomazione.

Regia di Guillaume Gallienne. Un film Da vedere 2013 con Guillaume GallienneAndré MarconFrançoise FabianNanou GarciaDiane KrugerCast completo Titolo originale: Les Garçons et Guillaume, à table!. Genere Commedia, – FranciaBelgio2013durata 85 minuti. Uscita cinema giovedì 23 gennaio 2014 distribuito da Eagle Pictures. – MYmonetro 3,23 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il film ha alle spalle una versione teatrale di successo (scritta dallo stesso Gallienne) che affronta l’argomento del coming out all’incontrario: è la storia di una famiglia altoborghese, con una madre vedova autoritaria che ha 3 figli maschi, uno dei quali (secondo lei, un omosessuale) è in cerca della sua identità sessuale e dovrebbe esplorare il suo percorso verso la verità, comportandosi cioè come una donna, diventando sua madre per poi riuscire a diventare sé stesso. Sul palcoscenico Guillaume forniva una prova di estremo virtuosismo interpretando tutti i ruoli: nel film si limita ai 2 principali: sé stesso e la madre. È un film almodovariano, ma senza la stessa sfacciataggine allegra. Con un occhio, dichiarato dall’autore, a Billy Wilder.

Regia di Greta Gerwig. Un film Da vedere 2017 con Saoirse RonanLaurie MetcalfTracy LettsLucas HedgesTimothée ChalametCast completo Titolo originale: Lady Bird. Genere Commedia, – USA2017durata 93 minuti. Uscita cinema giovedì 1 marzo 2018 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,50 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Christine rifiuta il nome che le è stato attribuito, per usarne uno che si è scelto: Lady Bird. Odia Sacramento, dove non succede nulla, e sogna New York. Nella lotta per affermare le proprie scelte la asseconda il padre disoccupato, ma non la madre infermiera, preoccupata per il suo futuro.
Sotto le mentite spoglie del racconto di formazione di area indie, Greta Gerwig, al suo debutto da regista in solitudine, confeziona un’opera generazionale e universale, capace di comunicare al di là delle barriere culturali.

Regia di Rupert Goold. Un film con Jonah HillJames FrancoFelicity JonesEthan SupleeGretchen MolRebecca HendersonCast completo Genere Drammatico – USA2015,

Brad Pitt e Jonah Hill hanno formato una coppia straordinaria sul grande schermo. Entrambi candidati agli Oscar 2012 per il convincente L’arte di vincere, saranno di nuovo insieme per realizzare un film basato su una storia vera. Hill vestirà i panni del protagonista insieme a James Franco, mentre Brad Pitt se ne starà dietro le quinte come co-produttore.
Jonah Hill interpreterà il giornalista Michael Finkel, un reporter statunitense del New York Times che nel 2002 scoprì che uno dei latitanti più ricercati dell’FBI, Christian Longo, aveva vissuto sotto la sua identità in Messico. Successivamente, Finkel venne accusato di aver pubblicato informazioni false. Da quel momento per il reporter iniziò la disfatta della sua carriera. Ma una possibilità di redenzione arrivò inaspettatamente quando Longo, cercando di dimostrare la sua innocenza, affermò che avrebbe parlato solo con l’unico giornalista di cui si poteva veramente fidare. Dopo il successo all’Oscar l’attore Hill sembra voler tentare la strada di ruoli variegati e sfaccettati, che non comprendano solo il genere commedia.

Regia di Giuseppe M. Gaudino. Un film Da vedere 2015 con Valeria GolinoMassimiliano GalloAdriano GianniniElisabetta MirraEdoardo CròCast completo Genere Drammatico, – Italia2015durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 17 settembre 2015 distribuito da Officine Ubu. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,32 su 11 recensioni tra criticapubblico e dizionari

Anna vive a Napoli, con marito, 2 figlie belline e 1 figlio sordomuto, fa la suggeritrice per la televisione. Schiacciata da una famiglia violenta e maschilista, ha rinunciato a sé stessa fin da piccola, quando, per evitare il carcere al fratello, la obbligarono ad assumersi una colpa da lui commessa, che le costò anni di istituto di recupero. Crede di poter trovare fuga e riscatto nella relazione con un bell’attore: un’ennesima batosta. Insopportabili il film, gli interpreti e la regia con “effetti” pittorico-folclorici. Eppure, Coppa Volpi alla Golino.


Regia di Giuseppe Gagliardi. Un film con Clemente RussoRade SerbedzijaGiorgio ColangeliCarmine RecanoSusanne WolffCast completo Genere Biografico, – Italia2011durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 6 maggio 2011 distribuito da Bolero Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,06 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Michele vive alla periferia di Caserta e sogna di fare il pugile. Si becca 8 anni di prigione per salvare l’amico Rosario, piccolo delinquente della camorra, e in galera continua ad allenarsi. Quando esce, Rosario si “occupa” di lui, coinvolgendolo in un giro di incontri venduti, di scommesse, di intrallazzi. Fugge a Berlino, scende in un girone ancora più basso dell’inferno del mondo del pugilato, ma trova una figura paterna “pulita” che lo aiuterà verso un riscatto insperato. Ispirato a un racconto del libro di Roberto Saviano La bellezza e l’inferno (2011), sceneggiato a più mani, il film è un efficace ritratto dell’ambiente, un durissimo affresco del mondo camorrista-malavitoso che gravita intorno al mondo dello sport e a quello della boxe in particolare; ma anche un omaggio a Mimmo Brillantino, allenatore di Marcianise, dove, con 3 palestre gratuite, si combatte da sempre la cultura camorrista. Gagliardi dirige con tatto i suoi non attori, che sono soprattutto volti, esseri umani realistici e dolenti. Interessante colonna musicale di Peppe Voltarelli.

Locandina Cento giorni a PalermoUn film di Giuseppe Ferrara. Con Stefano Satta Flores, Giuliana De Sio, Lino Ventura, Arnoldo Foà, Andrea Aureli. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 107′ min. – Italia 1984. MYMONETRO Cento giorni a Palermo * * * - - valutazione media: 3,06 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sono i 126 giorni (per l’esattezza) che Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale dei carabinieri, passò a Palermo prima di cadere sotto il piombo mafioso. Instant movie utile e senza stile. G. Ferrara non sa trasformare la cronaca in cinema, ma almeno fa cronaca. Ignora l’arte dei particolari e usa la mazza quando sarebbe necessario il rasoio, ma insegna molte cose sulla mafia.

 

Risultato immagini per il caso moro mymovies

Un film di Giuseppe Ferrara. Con Gian Maria VolontéMattia SbragiaMargarita LozanoNicola Di PintoAndrea Aureli. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, durata 110 min. – Italia 1986

Il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse nel 1978, nonché l’atmosfera cupa e tesa di quegli anni, sono rappresentati nel film con rigore formale e senza alcun compiacimento. Ne esce un robusto film-cronaca, costruito con lucidità e fermezza, degno di attenzione e di riflessione. Nel ruolo principale Volonté è encomiabile per misura e aderenza al personaggio dello statista.

Regia di Stephan Elliott. Un film Da vedere 1994 con Hugo WeavingGuy PearceTerence StampRebel Penfold-RussellJohn Casey (III)Cast completo Titolo originale: The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert. Genere Commedia, – Australia1994durata 103 minuti. Uscita cinema venerdì 30 settembre 1994 distribuito da Lucky Red. – MYmonetro 3,21 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A bordo di un torpedone (Priscilla) tre cantanti travestiti – due gay e un transessuale – si spostano da Sydney ad Alice Springs, al centro del continente australiano, per portarvi il loro spettacolo. Il nucleo narrativo di questa stravagante commedia su strada è il confronto dei 3 protagonisti con i provinciali che incontrano nel viaggio; quello figurativo il contrasto con la natura maestosa e inquietante dei paesaggi desertici che attraversano. Pimpante colonna musicale (Abba e G. Verdi), dialogo brioso, costumi premiati con l’Oscar, un trio eccezionale d’interpreti (con T. Stamp sopra tutti) e, tra le righe frivole, un discorso serio sulla diversità sessuale, pur con un ottimismo troppo programmatico.

Regia di Giulio Base. Un film Da vedere 2014 con Giorgio PasottiDonatella FinocchiaroNiccolò CalvagnaFabio TroianoNinetto DavoliCast completo Genere Drammatico, – Italia2014durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 27 novembre 2014 distribuito da Bea Production. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,60 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Lorenzo ha 35 anni e lavora come sommozzatore su una piattaforma petrolifera. Lavoro duro, di quelli da uomini tutti d’un pezzo. E nel suo mestiere Lorenzo è uno dei migliori. Alla sera, quando ne ha voglia, scende a terra. Lorenzo con le donne ci sa fare ma ha una regola, una notte e poi sparisce. Non si ferma a dormire, mai. È un leit-motiv che si ripete, perché così è più facile e non ci si prende troppo sul serio. E continua fino a quando incontra Claudia e la passione lo travolge. Claudia è diversa e Lorenzo lo scopre quella notte, quando sulla porta della camera accanto incontra Matteo. Ha sei anni ed è il figlio di Claudia. E si apre un vortice in cui non esistono compromessi. Impossibile amare lei e dimenticare il figlio in un angolo. È un tutto o niente, un prendere o lasciare. Un unico tuffo nel vuoto.
Giulio Base ha maturato esperienza al servizio del piccolo schermo e l’ereditarietà della fiction televisiva traspare nel linguaggio che qui ha scelto. Eppure, con Mio papà ha realizzato un film dal gusto agrodolce e leggero, in equilibrio tra le emozioni, grazie ai diversivi comici creati da Ninetto Davoli e Fabio Troiano. Un dramma familiare attuale e contemporaneo, immerso nell’aperta discussione legale, fatta di difficoltà e limiti burocratici.
Mio papà ha il suo fulcro nell’affrontare un’opportunità d’amore. Il padre è chi cresce o chi ha dato la vita. E crescere non è forse donare la vita. Amare i figli degli altri, essere padre, dunque. Essere un uomo vero, presente. In antitesi con quello naturale, completamente assente. ?Crescere, camminare insieme, condurre per mano un bimbo dall’incondizionato bisogno d’amore. Un bimbo che da grande vuole aggiustare il mare, proprio come Lorenzo.
Il piccolo Matteo ha il volto dell’eccezionale Niccolò Calvagna (classe 2006), intenso e mai in difficoltà accanto a professionisti ben più adulti. E grazie alla sua interpretazione è più facile provare empatia per Mio papà, film dalla lacrima suggerita, moderno spaccato familiare di un Italia di provincia, sincera e così lontana dal paese idealizzato che troppo spesso vediamo nelle fiction televisive