Category: E-F-G


Locandina Missione in Oriente

Un film di George Englund. Con Pat HingleMarlon BrandoEiji OkadaSandra ChurchArthur Hill. continua» Titolo originale The Ugly AmericanDrammaticodurata 120 min. – USA 1963.

Carter MacWhite si insedia al consolato americano di Sarkhen, piccolo Stato del sud-est asiatico travagliato da una forte opposizione antigovernativa che unisce comunisti e antiamericani. Il nuovo ambasciatore, animato da una ferma convinzione democratica, si sforza di indurre la fazione nazionalista di Deong a collaborare nello sviluppo economico contando sull’aiuto tecnico e finanziario di Washington, ma Deong tentenna pensando che il progetto serva soltanto a legittimare a livello internazionale il regime militarista filoamericano di Kwen Sai. L’opera di mediazione di MacWhite e dell’ingegnere Atkins è resa difficile dalle rivalità interne al gruppo dei comunisti e Deong accetta l’offerta di Kwen Sai soltanto quando viene a conoscenza di un complotto ordito dai suoi contro la sua stessa persona. Ma è troppo tardi: ferito da un attentatore che vorrebbe farne un martire della causa comunista, Deong ha il tempo di denunciare, prima di morire, le oscure trame del partito e di riconoscere l’onestà morale dell’ambasciatore. MacWhite stigmatizza la dolorosa esperienza in un conferenza stampa: i potenti del mondo, egli dice, devono imparare ad aiutare i popoli deboli rispettandone l’identità politica e culturale; gli uomini di ogni paese devono uscire dal guscio del proprio egoismo ed abituarsi a guardare al futuro… Ma mentre egli parla, un telespettatore americano si avvicina al televisore per spegnerlo.
Tra i film di fantapolitica degli anni ’60, questo è uno dei meno coinvolgenti, non tanto per mancanza di spettacolo – anche se non ci sono qui bombe atomiche (Il dottor Stranamore, A prova d’errore) o protagonisti dalla coscienza condizionata (Va’ e uccidi) o fanatici militari (Sette giorni a maggio) che pensano al colpo di stato -, quanto per la fastidiosa presunzione che anima i protagonisti di capire la Storia, di dare risposte risolutive sulle cause della guerra fredda e dell’imperialismo. Voluto da Marlon Brando che già dal 1958 con Englund e Stern meditava di realizzare qualcosa sul Terzo Mondo, Missione in Oriente è un film irrisolto che tradisce nel grande attore la seriosità dell'”intellettuale” circonfuso di luce messianica. Un film freddo, oggi quasi dimenticato, che alla sua uscita alla vigilia della crisi del Vietnam, non incontrò il favore del pubblico.Il coautore del romanzo Eugene Burdick ha scritto anche il libro che ha ispirato il citato A prova di errore. Anche se Marlon Brando domina la scena, Eiji Okada nel ruolo di Deong non ne rimane soffocato. Jocelyn Brando, sorella di Marlon, interpreta la moglie dell’ingegnere Atkin al quale dà volto il bravo Pat Hingle.

Regia di Breck Eisner. Un film con Timothy OlyphantRadha MitchellJoe AndersonDanielle PanabakerChristie Lynn SmithCast completo Titolo originale: The Crazies. Genere Horror, – USAEmirati Arabi Uniti2010durata 101 minuti. Uscita cinema venerdì 23 aprile 2010 distribuito da Medusa. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,50 su 73 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Prodotto a costo medio-alto da 4 società, girato in Georgia e Iowa, è il remake dell’omonimo film (1973) di Romero, liberamente scritto da Scott Kosar e Ray Wright che ne hanno accentuato la dimensione di denuncia politica e sociologica. In una isolata cittadina del Midwest, l’acqua potabile è inquinata da un virus che provoca una forma di pazzia violenta. La cittadina è subito occupata da militari con maschera antigas che hanno l’ordine di arrestare tutti, evacuandoli con elicotteri, e di sparare a chiunque cerchi di fuggire. In 4 fuggono: lo sceriffo David, sua moglie Judy che è medico, la sua amica Becca e il vicesceriffo Russell. È il caso raro di un remake superiore all’originale (Romero fra i produttori esecutivi). Il merito è della sceneggiatura cui partecipò il regista. In bilico tra horror e thriller apocalittico, non perde mai la puntigliosa logica narrativa e resta verosimile.

3.50/5

Photobucket Pictures, Images and Photos

Un film di Jacques Feyder. Con Stacia Napierkowska, Jean Angelo, Georges Melchior, Marie-Louise Iribe, Paul Francescki, Add-el-Kadr Ben Alì Fantastico, durata 145′ min. – Francia 1921. MYMONETRO L’atlantide * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo di Pierre Benoît. Due ufficiali francesi, sperduti nel Sahara, scoprono un mondo ignorato dalle carte geografiche, dove regna su una tribù di Tuareg la bella e crudele Antinea che li irretisce. Film di altissimo costo per l’epoca, ebbe grande successo. Girato nel Sahara marocchino. Attori ridicoli.

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Locandina The Raid 2 - Berandal

Un film di Gareth Evans. Con Iko Uwais, Julie Estelle, Alex Abbad, Marsha Timothy, Mathias Muchus. Titolo originale Berandal. Azione, durata 148 min. – Indonesia 2013. MYMONETRO The Raid 2 – Berandal * * * * - valutazione media: 4,33 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dopo aver sgominato una gang e aver attirato le attenzioni della mala indonesiana, Rama è costretto a cambiare identità: dovrà trascorrere un periodo in carcere per infiltrarsi nell’organizzazione di Bangun e dell’ambizioso figlio Uco e rompere la ragnatela di corruzione estesa come un virus in tutta Djakarta.
Dopo aver sconvolto il mondo del cinema di genere con The Raid: Redemption ripetersi, anzi superarsi, pareva un compito arduo per Gareth Evans. Il gallese emigrato in Indonesia ha scelto quindi di non affrontare il medesimo schema del predecessore e prestare il fianco a paragoni scomodi, ma di costruire un action movie radicalmente differente per struttura, nonché unico per dimensioni e ambizioni. Dove The Raid: Redemption era la cronaca a colpi di arti marziali di una battaglia tra guardie e ladri svolta nell’arco narrativo di ventiquattro ore, il sequel parte da quella conclusione ma spazia su diversi anni della vita di Rama, raccontando la sua caduta negli inferi della malavita e la sua difficoltosa risalita assetata di vendetta e di giustizia. I tempi si dilatano quasi inevitabilmente, specie in una prima parte tesa a (ri)costruire il background dei personaggi e a preparare la tensione per l’escalation finale: che è progressiva, non improvvisa, ed evita fino all’epilogo il pattern marziale più consueto dell’eroe che affronta in sequenza villain di abilità crescente.

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Regia di Gareth Evans. Un film Da vedere 2011 con Iko UwaisDonny AlamsyahAnanda GeorgeYayan RuhianRay SahetapyCast completo Titolo originale: Serbuan maut. Genere Azione, – IndonesiaUSA2011durata 100 minuti. distribuito da Movies Inspired. – MYmonetro 3,37 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Un palazzone, rifugio dei peggiori criminali in circolazione, dove la polizia non mette piede da anni, una retata e un massacro. E la storia principale – quella del poliziotto Jaka che ritrova il fratello, braccio destro del criminale che possiede lo stabile – diventa in realtà una linea secondaria e parallela sopraffatta dall’azione incalzante e interminabile. Come i livelli di un videogioco, si procede di piano in piano con personaggi antagonisti sempre più forti fino al boss finale. Evans è bravo a creare e mantenere la tensione alta, attraverso un montaggio alternato alla cieca. Gioca con luci e ombre, lasciando lo spettatore in una sospensione carica di silenzi e suspense, per poi immergerlo in scontri a fuoco violenti e coreografie di lotte estreme in spazi ristretti, senza risparmio di dettagli truculenti. V.M. 18.

Regia di David Fincher. Un film Da vedere 2020 con Gary OldmanLily CollinsCharles DanceArliss HowardAmanda SeyfriedTom BurkeCast completo Titolo originale: Mank. Genere Drammatico – USA2020, – MYmonetro 4,05 su 26 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Victorville, California, 1940. Lo sceneggiatore alcolizzato Herman J. Mankiewicz, temporaneamente infermo a causa di un incidente, si isola nel mezzo del deserto del Mojave con due assistenti per dar vita a uno script commissionato da Orson Welles, ventiquattrenne talento del teatro a cui la RKO ha dato carta bianca. Mankiewicz, detto Mank, cerca ispirazione tra i ricordi e rievoca eventi degli anni precedenti, che lo hanno visto spesso ospite del magnate William Randolph Hearst e al servizio del capo della MGM Louis Mayer. Tra questi le elezioni del 1934 per il governatore dello Stato, in cui simpatizzava per il candidato democratico dalle tendenze socialiste Upton Sinclair, apertamente osteggiato da Hearst e Mayer.

Regia di Frédéric Fonteyne. Un film con François DamiensAnne PaulicevichSergi LópezJan HammeneckerZacharie Chasseriaud. Genere Drammatico, – FranciaBelgioLussemburgo2012durata 98 minuti. Uscita cinema giovedì 13 febbraio 2014 distribuito da Bolero Film. – MYmonetro 2,79 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Jean-Christophe è una guardia carceraria che conduce una vita priva di sorprese dividendosi tra il lavoro in prigione e la sua abitazione in cui ha come unica compagnia un pesce rosso. Si iscrive ad un corso di tango e lì fa la conoscenza di una giovane donna, Alice, che attrae la sua attenzione. La ritroverà nel parlatorio del penitenziario a colloquio con due detenuti. Uno, Fernand, è suo marito e l’altro, Dominic, è l’amante.
Frédéric Fonteyne fin dal suo esordio con Una relazione privata ha mostrato il suo interesse per la complessità delle relazioni amorose che si possono instaurare tra uomini e donne. Il suo pregio più rilevante, oltre a una costante ricerca estetica, era costituito dal ‘non detto’. Il passato dei personaggi e il loro stesso milieu culturale stavano sullo sfondo. Ciò che contava era il loro esserci ‘qui ed ora’ con, in quel caso, una fantasia sessuale da soddisfare della quale lo spettatore non sarebbe mai venuto a conoscenza. È un peccato che dal film successivo La donna di Gilles abbia ceduto alla tendenza del raccontare troppo; difetto presente anche in questo film, in particolare nella parte finale.
Perché fino a quel punto si è attratti da come regista e attori riescano a rendere credibile l’intreccio di relazioni che Alice gestisce con una capacità di seduzione che il tango porta all’ennesima potenza. È attraverso le sue figure e la sua conclamata carica erotica che la danza fa breccia nel grigiore dell’esistenza di Jean-Christophe finendo con il fare da ponte tra l’esterno e l’interno delle mura carcerarie. Perché Fernand, accortosi dell’interesse della guardia, vuole continuare ad essere l’uomo di Alice e quindi chiede a un detenuto argentino di insegnargli i passi. L’iniziale dileggio machista degli altri carcerati finisce con il trasformarsi in una condivisione di passi e di regole che invece che costringere lasciano spazio a una forza dirompente e liberatoria.
Fonteyne pedina le reazioni, anche violente, dei suoi personaggi ma, ancora una volta, si lascia tentare dal sovraccaricare il soggetto (scritto insieme all’attrice protagonista e basato in parte su dati biografici) inserendo la figura del figlio adolescente di Alice che sarebbe bastata da sola per un intero altro film e che finisce invece per sfiorare la retorica alterando quella che si presentava come l’intrigante ed elegante fluidità di un passo a quattro.

Regia di Dino GentiliFilippo Gentili. Un film con Giovanna MezzogiornoMassimo De SantisGuido CaprinoGiorgio ColangeliMarcello MazzarellaCast completo Genere Drammatico, – Italia2008durata 87 minuti. Uscita cinema venerdì 28 maggio 2010 distribuito da Iris Film Distribution. – MYmonetro 2,42 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Titolo antifrastico per un film a basso costo, scritto e diretto dai fratelli Gentili, ambientato in una villa isolata vicina a Roma, dove giace il cadavere della 20enne Silvia, figlia del ricco proprietario, morta da poche ore. È anche un film di suspense: come è morta? Rocco, muratore esperto ma precario e indebitato, accetta, ben pagato, di far da custode alla villa e al cadavere fino alle 8 del mattino. Tutto in una notte… Sceneggiatori di lungo corso (anche in TV: Distretto di polizia ), i Gentili hanno l’unico torto di avere – nella 2ª parte – affastellato la storia di troppi fatti, nell’intenzione di descrivere, di scorcio, il degrado etico-sociale dei tempi. Il che contraddice l’ellittica regia, tesa a togliere più che a mettere, di una interessante opera prima. All’attivo: la presenza di De Santis, attore finora sottovalutato; la fotografia di Vittorio Omodeo Zorini; le dosate musiche di Giovanni Venosta che confermano il retroterra milanese degli autori. Distribuisce, con fatica, Iris Film.

Don Milani - Il priore di Barbiana: Amazon.it: Sergio Castellitto, Arturo  Paglia, Ilaria Occhini, Roberto Citran, Mauro Marino, Gianna Giachetti,  Mario Valgoi, Fratelli Frazzi, Sergio Castellitto, Arturo Paglia: Film e TV

Un film di Andrea FrazziAntonio Frazzi. Con Sergio CastellittoIlaria OcchiniRoberto CitranMario ValgoiGianna Giachetti. continua» Biografico,

Il giovane prete Lorenzo Milani, irrequieto sacerdote fiorentino, è spinto da un forte sentimento cristiano di aiuto verso il prossimo e di contrasto alle ingiustizie. Nella parrocchia di San Donato a Calenzano si mette in luce come colui che è vicino agli ultimi, e al tempo stesso come uno scomodo sacerdote, critico verso la chiesa e lo stato. Il vescovo di Firenze, dopo avergli tolto la guida della parrocchia di Calenzano, lo trasferisce in un piccolo centro abitato in mezzo ai boschi, sul Monte Giovi : Barbiana. Un chiaro “esilio”, per mettere a tacere un prete scomodo.

Locandina Certi bambini

Un film di Andrea FrazziAntonio Frazzi. Con Gianluca Di GennaroArturo PagliaMiriam CandurroCarmine RecanoNuccia Fumo. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, durata 94 min. – Italia 2004MYMONETRO Certi bambini ***1/2- valutazione media: 3,68 su 38 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Rosario ha undici anni. Abita in un condominio di periferia di una Napoli devastata dalla camorra. Vive con sua nonna, ammalata di Roipnol e drogata di televisione. E’ la punta di diamante di un piccolo branco che passa le sue giornate trascinandosi tra sale giochi, brutte paninoteche, piccoli reati e roulette russe improvvisate sulla tangenziale. Ma c ‘è anche un sacerdote che cerca di tenere insieme i pezzi (meglio: i frammenti) di una società che non si può più definire tale. Tratto da un breve romanzo di forte impatto è un film duro e apparentemente impietoso. in realtà ricco di pietà nei confronti di un infanzia a cui è negato di fatto persino il nome. Resta il pallone: unica ancora a cui sperare di potersi un giorno aggrappare per non annegare.

Tirate sul pianista

Regia di François TruffautJean-Luc Godard. Un film con Jean-Claude BrialyCaroline DimJean-Luc Godard. Genere Cortometraggio – Francia1958durata 18 minuti.

François Truffaut, colpito dagli effetti di un’inondazione nella regione di Montereau, parte con la cinepresa a bordo di un’automobile presa in prestito da Chabrol. Dopo qualche giorno ritorna a Parigi credendo di aver buttato via tempo e seicento metri di pellicola. Ma Godard, dopo aver visto i giornalieri, chiede di poter rimontare liberamente il film.
Riprese documentaristiche e di finzione raccontano una piccola storia sentimentale, le voci fuori campo (dell’attrice e di Godard) divagano e giocano fra citazioni e riferimenti dotti da Chandler, a Gordon Pym, da Baudelaire, a Balzac, a Paul Éluard, e poi Degas, Matisse, Goethe, Max Ophüls, Richard Wagner…

Animali notturni - Recensione - Nocturno.it

Regia di Tom Ford. Un film Da vedere 2016 con Amy AdamsJake GyllenhaalMichael Shannon (II)Aaron Taylor-JohnsonIsla FisherCast completo Titolo originale: Nocturnal Animals. Genere ThrillerDrammatico, – USA2016durata 115 minuti. Uscita cinema giovedì 17 novembre 2016 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,33 su 12 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Insoddisfatta del suo lavoro di dirigente di una importante galleria d’arte a Los Angeles, in crisi con il marito, ricco, bello, di successo e algido quanto lei, Susan riceve la bozza del libro di Edward, suo primo marito che non vede da 19 anni, sposato per passione – contro il volere della famiglia – lasciato per calcolo e sfiducia nel suo talento. La lettura del dattiloscritto la coinvolge e sconvolge: un uomo in viaggio di notte con la moglie e la figlia adolescente finisce nel mirino di 3 balordi violenti. La vicenda del romanzo – brutta, sporca e cattiva – si intreccia con i flashback della sua storia d’amore e con gli eventi della vita odierna, in una cornice lussuosa, asettica, patinata, falsa. Dopo 7 anni dal suo esordio, Ford torna alla regia con una storia d’amore e di vendetta (dal libro Tony & Susan , 1993, di Austin Wright) violenta ed elegante, attraversata da alcune battute folgoranti, con un cast di prim’ordine, non solo i 2 protagonisti Gyllenhaal (nel doppio ruolo dell’ex marito e del protagonista del libro) e la Adams. Memorabili musiche hitchcockiane. Gran Premio della Giuria a Venezia 2016.

Locandina Trentadue piccoli film su Glenn Gould

Un film di François Girard. Con Colm Feore Titolo originale Thirty-two Short Films about Glenn Gould. Biografico, durata 90 min. – Canada 1993. MYMONETRO Trentadue piccoli film su Glenn Gould * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Molto originale e particolare questa strana biografia sul pianista americano, molto famoso fra gli appassionati di musica classica. Sono trentadue cortometraggi che come flash fotografici ci restituiscono tanti piccoli pezzi di un puzzle. Ci sono le fasi della vita e della carriera di Gould ricostruite dal regista con aggiunta di interviste a persone che lo hanno conosciuto. Non si tratta però di documentario, ha piuttosto una vaga parentela con lo stile di Jarman in Wittgenstein.

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Un anno di scuola - ItaIy Movie Tour

Un film di Franco Giraldi. Con Laura LenziStefano PatriziJuliette Mayniel, Mario D’Arrigo, Giovanni Visentin, Paolo Morosi, Margherita Guzzinati. continua» Drammaticodurata 120 min.

A Trieste, alla fine del secolo, la vita degli studenti di un liceo è sconvolta dall’arrivo della prima studentessa femmina ammessa a quella scuola. Affettuosa rievocazione della Trieste d’un tempo a opera di un autentico triestino, Giraldi.

La giacca verde (1980) | FilmTV.it

Un film di Franco Giraldi. Con Jean-Pierre CasselSenta BergerRenzo MontagnaniVittorio SanipoliRenzo Marignano. continua» Commediadurata 90 min. – Italia 1980. – VM 14

Durante la guerra un musicista capita in un paese pieno di gente appassionata di musica, spacciandosi per un famoso direttore. Qualche anno dopo, i due si ritrovano durante un concerto. Lo sconosciuto è uno degli orchestrali.

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Regia di Peter Glenville. Un film Da vedere 1964 con Paolo StoppaGino CerviRichard BurtonPeter O’TooleJohn Gielgud. Titolo originale: Becket. Genere Storico – Gran Bretagna1964durata 148 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 4,16 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nell’Inghilterra del XII secolo Enrico II nomina arcivescovo di Canterbury Thomas Becket, già suo cancelliere e amico. I rapporti tra i due si guastano: prima la libertà della Chiesa, poi l’amicizia. 7 nomination ma un solo Oscar per E. Anhalt che riscrisse con sagacia il noto dramma di J. Anouilh. Teatro in scatola con un superbo duetto di protagonisti. Tutti gli altri ok. Accurata la scenografia.

Regia di Francesco Ghiaccio. Un film Da vedere 2015 con Marco D’AmoreGiorgio ColangeliMatilde Gioli. Genere Drammatico, – Italia2015durata 102 minuti. Uscita cinema giovedì 3 dicembre 2015 distribuito da Parthénos. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,92 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

2011, Casale Monferrato. Luca e suo padre Eduardo non si frequentano da anni. Eduardo era operaio all’Eternit e il lavoro l’ha tenuto lontano dalla moglie e dal figlio. Luca voleva fare l’attore ma è finito a fare il pagliaccio alle feste. Ad una di queste incontra Raffaella, con cui il feeling è immediato. Ma Luca scopre che il padre sta morendo per aver contratto in fabbrica il mesotelioma, un tumore causato dall’esposizione alle fibre di amianto. E la loro vita diventa una battaglia per riavvicinarsi e ottenere un risarcimento almeno morale per l’ingiustizia subìta, mentre Raffaella viene allontanata senza spiegazioni.

Locandina Il cervello di Donovan

Un film di Felix E. Feist. Con Lew AyresGene EvansNancy ReaganSteve BrodieLisa Howard (IV). continua» Titolo originale Donovan’s BrainThrillerdurata 81 min. – USA 1953.

L’aereo che trasporta William Donovan, ricco uomo d’affari, si schianta nei pressi del laboratorio del dottor Cory. Trasportato in fin di vita nello studio del medico l’uomo è sottoposto ad un difficile intervento che tuttavia non dà i risultati sperati. Cory che insieme alla moglie Jan e al dottor Schratt ha già sperimentato la possibilità di mantenere in vita cervelli trapiantati di scimmie, decide di sottoporre Donovan ad un analogo trapianto per prolungarne la vita cerebrale. In gran segreto il cervello del milionario viene asportato e conservato in una speciale apparecchiatura. Le strumentazioni rivelano ben presto che il cervello risponde al trattamento e che è in grado di riprendere la propria attività. Inebriato dal successo Cory non esita di entrare in contatto telepatico con quello che resta di Donovan ed apprende così lati oscuri di una personalità priva di qualsiasi scrupolo, violenta e vendicativa. Diventato psicologicamente schiavo del cervello, il medico si trasforma inconsapevolmente nello strumento di un disegno criminale, fino a quando un provvidenziale fulmine distrugge per sempre la “cosa” viva nel laboratorio.
Rispetto ad altre pellicole horror e di fantamedicina degli anni ’50, Donovan’s Brain prospetta un uso assai spregiudicato della scienza: anche se il dottor Cory si ritiene uno studioso animato da alti ideali – a suo dire, i trapianti effettuati sulle scimmie dovrebbero contribuire al bene dell’umanità -, l’impiego che egli fa del proprio sapere viene di fatto piegato ed asservito alle spietate ragioni del potere economico. Felix Feist mette in scena una buona trasposizione del romanzo di Siodmak avvalendosi di attori ben calati nelle parti. Lew Ayres torna – dopo il dottor Kildare e certamente con intenti meno leciti – ad indossare il camice bianco del medico e al suo fianco è il bravo caratterista Gene Evans, attore sobrio spesso poco considerato. Nel ruolo di Jan figura Nancy Davis, futura moglie del presidente Ronald Reagan.Il film è un remake della Signora e il mostro.

Regia di Ferdinando Cito Filomarino. Un film con Linda CaridiFilippo DiniAlessio PraticòMaurizio FaninFederica FracassiCast completo Genere BiograficoDrammatico, – ItaliaGrecia2015durata 96 minuti. Uscita cinema venerdì 10 giugno 2016 distribuito da Good Films. Consigli per la visione di bambini e ragazzi:

Momenti salienti, spesso in tempo reale, degli ultimi 10 anni della vita della poetessa milanese Antonia Pozzi (1912-1938): l’amore per il suo professore di greco al liceo, stroncato dall’ingerenza paterna; il giudizio negativo alle sue poesie del suo docente universitario di letteratura; le scalate sulle Grigne; gli innamoramenti frustrati per due coetanei. Sceneggiata con Carlo Salsa, l’opera 1ª di Filomarino è un’indagine volutamente discreta e irrisolta – condotta con una scrittura asciutta ed ellittica, che lavora di sottrazione – sulla profonda ed enigmatica interiorità di un’artista. Ma è anche un tentativo riuscito di ricostruire, con acribia filologica, il suo contesto socio-ambientale, cioè la Milano degli anni ’30. Privo di colonna musicale, a eccezione della canzone “Va” di Piero Ciampi, essenziale, di grande eleganza figurativa, deve molto al nitore della fotografia di Sayombhu Mukdeeprom, ai costumi di Ursula Patzak, alle scenografie di Bruno Duarte e all’originale interpretazione di Linda Caridi. A volte, tuttavia, il regista si compiace della sua intransigente austerità e scivola nella grevità. Menzione speciale al Festival Karlovy Vary. Prodotto da Luca Guadagnino.

Regia di Felice Farina. Un film con Francesco PannofinoRoberto CitranCarlo Gabardini. Genere Drammatico, – Italia2014durata 87 minuti. Uscita cinema giovedì 26 febbraio 2015 distribuito da Cinecittà Luce. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Salvo Borgna, operaio siciliano trapiantato a Torino, sale sulla torre più alta della sua fabbrica quando l’azienda annuncia la chiusura e il licenziamento in tronco dei dipendenti. Giorgio Bettenello, rappresentante sindacale, segue Salvo per impedire che si butti di sotto, e finisce per diventarne ostaggio – o almeno così pensa il padrone della fabbrica. In realtà Salvo e Giorgio, che hanno etichette politiche opposte – Salvo è un berlusconiano e prima ancora un “fascista”, Giorgio un “depresso di sinistra” e prima ancora un “comunista” – sono accomunati dalla disperazione non solo per aver perso il proprio posto di lavoro, ma anche per lo stato in cui il lavoro si è ridotto, negli anni della crisi. Entrambi in qualche modo addebitano la colpa del presente allo sfacelo politico ed etico degli anni precedenti, a cominciare da quel 1978 in cui Moro fu assassinato.
Nel ’78 è anche nato Luca Ottolenghi, il guardiano ipovedente e borderline autistico che Salvo soprannomina “assunzione obbligatoria”. Luca, ispirandosi al saggio di Enrico Deaglio Patria (cui è a sua volta ispirato il film), ha memorizzato tutti gli eventi drammatici della storia italiana recente, e procede a ripercorrerli insieme a Salvo e Giorgio, dopo essere salito anche lui in cima alla torre. Noi spettatori a nostra volta rivediamo quegli eventi attraverso immagini tratte dalle Teche Rai oltre che da numerosi altri archivi e dal Centro Sperimentale di Cinematografia.
L’idea di Patria è accattivante, e la scelta di rendere protagonisti tre “sfigati di cui non importa niente a nessuno” è nobile. Purtroppo però l’esecuzione filmica della storia è debole e poco chiara nell’identificare un rapporto di causa-effetto fra gli episodi storici e la situazione dei tre uomini sulla torre. Chi non conosce il passato recente dell’Italia – leggi: i giovani – avrà difficoltà a capire a quali eventi e quali personaggi si riferiscono le tante immagini reali che inframmezzano la narrazione fictional creata da Felice Farina come filo conduttore. Le scritte sui titoli di coda come compendio storico-politico arrivano troppo tardi a sostituire un vuoto drammaturgico, così come le ipotesi sul destino futuro dei tre protagonisti fanno venire voglia di vedere quel film, invece di quello che abbiamo appena visto. Se da un lato è interessante dare una struttura teatrale (e specificamente “beckettiana”, cui contribuisce soprattutto lo stralunato personaggio di Luca) ai dialoghi fra i tre, dall’altro sarebbe necessario “usarli” meglio per spiegare i collegamenti fra i vari eventi che hanno portato allo stato di degrado contemporaneo: in questo senso La trattativa di Sabina Guzzanti compiva lo stesso sforzo in maniera più comprensibile ed efficace (benché dichiaratamente di parte).
Farina azzecca invece il tono postatomico delle inquadrature (la fotografia è di Roberto Cimatti) e l’accompagnamento musicale straniante (Valerio C. Faggioni), ricco di stridori industriali. Se la narrazione fosse rimasta altrettanto essenziale, sfrondata delle polarizzazioni ideologiche fra i personaggi e della recitazione gridata di Pannofino nei panni di Salvo, Patria ne avrebbe sicuramente giovato. Così invece la sacrosanta indignazione del regista rischia di sconfinare nel qualunquismo e nella banalizzazione di una realtà, ahimé, quotidianamente sotto gli occhi di tutti.