Category: Costa-Gravas


Z - L'orgia del potere / Z 1969 Z ou l'anatomie d'un assassinat ...

Regia di Costa-Gavras. Un film Da vedere 1969 con Irene PapasJean-Louis TrintignantCharles DennerYves MontandPierre DuxBernard FressonCast completo Titolo originale: Z. Genere Drammatico – Francia1969durata 126 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,67 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal romanzo (1966) di Vassili Vassilikos: come fu preparato e realizzato l’assassinio del deputato socialista Gregorios Lambrakis a Salonicco nel maggio 1963. Un piccolo giudice incorruttibile conduce l’inchiesta. Uno dei più famosi film politici del mondo: grande successo di pubblico in mezza Europa, 2 premi a Cannes, Oscar 1969 per il miglior film straniero e per il montaggio. Difficile distinguere dove finisce l’efficacia e dove comincia la ruffianeria. Fin dove è lecito ricorrere agli espedienti del cinema spettacolare (suspense, intermezzi comici, montaggio spezzato, effetti) al servizio di un’idea politica? Trintignant eccellente. Notevole contributo alla sceneggiatura di Jorge Semprun. Musiche di M. Theodorakis.

M236 MANIFESTO 4F VAGONE LETTO PER ASSASSINI SIGNORET MONTAND TRINTIGNANT GRAVAS

Un film di Costa-Gavras. Con Simone SignoretJacques PerrinCatherine AllégretMichel Piccoli Titolo originale Compartiment tueursGiallob/n durata 95 min. – Francia 1965

Uno studente in viaggio su un treno trova un cadavere e, nonostante l’assassino elimini i testimoni del suo misfatto, riesce a smascherare lui e i suoi complici.

Dvd Betrayed - Tradita (1988)

Regia di Costa-Gavras. Un film con Tom BerengerJohn HeardDebra WingerJohn Mahoney. Titolo originale: Betrayed. Genere Drammatico – USA1988durata 127 minuti. – MYmonetro 3,34 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Una agente dell’FBI viene inviata sotto falsa identità in una comunità agricola del Colorado per indagare sull’assassinio di un giornalista radiofonico ebreo. Uno dei sospettati è un reduce dal Vietnam, vedovo, padre di due bambini, rispettabile. E se ne innamora. Non è il primo film sul Ku Klux Klan e sulla destra fascista americana, ma l’ottica è abbastanza nuova: il razzismo come malattia dell’anima, le radici della violenza e dell’intolleranza nella gente comune. Basato su una sceneggiatura di Joe Eszterhas, è di notevole respiro nella 1ª parte, esonda poi nei dilemmi individuali che nemmeno la sobria regia riesce a controllare. Illuminato dalla presenza dell’intensa D. Winger.

The Colonel (2006 film) - Wikipedia

Un film di Laurent Herbiet. Con Olivier GourmetRobinson StéveninCécile De FranceCharles AznavourGuillaume Gallienne Drammaticodurata 110 min. – Francia, Belgio 2006.

L’ex colonnello Duplan viene assassinato a Parigi. La polizia e l’esercito, nella persona del tenente Galois, collaborano all’indagine. Il giovane tenente riceve ogni giorno dall’assassino le pagine di un diario che un altro giovane tenente, Guy Rossi, ha redatto durante la Guerra di Indipendenza algerina. Rossi, caduto misteriosamente in Algeria, era un avvocato e un ufficiale volontario sotto il comando del colonnello Duplan. Attraverso le pagine, Galois ricostruisce il profilo di Rossi, illuminato e sensibile, e la sua evoluzione nell’esercito dove rimase soggiogato dal carisma del suo superiore. Da avvocato umanista si trasformò nel consigliere giuridico del suo colonnello, applicando la pena di morte o la tortura pur di mantenere l’ordine. I dubbi che lo colsero non gli vennero condonati dall’esercito. Qualcuno è tornato per chiedere giustizia di quella morte e degli orrori commessi in Algeria.
Realizzato da Laurent Herbiet e sceneggiato da Costa-Gavras, Mon Colonel è un omaggio esplicito a La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo. Se il suo capolavoro, potente e moderno, resta un riferimento e un esempio inarrivabile di denuncia contro l’occupazione coloniale e la negazione dell’altro, il film di Herbiet prosegue l’impegno cinematografico e politico di quella “battaglia”. La narrazione si sviluppa su due piani temporali interpolati tra loro: il presente, l’omicidio del colonnello Duplan e l’indagine condotta dal Ministero della Difesa, e il passato, un giovane ufficiale al servizio di un colonnello e di un popolo, quello francese, che ritiene l’occupazione un proprio diritto.
Dopo una gestazione lunga sette anni, il regista e la produzione hanno ottenuto il permesso di girare nei luoghi raccontati e hanno finalmente potuto contare sulla sensibilità ritrovata di finanziatori francesi. Il valore del film di Herbiet, bianco e nero nel passato, a colori nel presente, va oltre l’obiettivo raccontato, le azioni e i metodi contenuti nella storia rimangono gli stessi indipendentemente dal luogo e dall’epoca. In questo senso Mon Colonel, frequentando criticamente il passato, denuncia gli abusi commessi nel presente. Al di là dei rapporti che il film porterebbe a stabilire con la guerra in Iraq e le presunte guerre di liberazione, l’opera di Herbiet informa e ammonisce sui pericoli che derivano dalla mancata distinzione tra potere militare e potere civile. Tre stelle al valore civile, una all’assassino che “canta”.

Locandina italiana Missing - (Scomparso)

Un film di Costa-Gavras. Con Jack LemmonSissy SpacekMelanie MayronJanice RuleJohn Shea. continua» Titolo originale MissingDrammaticoRatings: Kids+16, durata 112 min. – USA 1982MYMONETRO Missing – (Scomparso) ***-- valutazione media: 3,38 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Basato su una storia vera, vincitore a Cannes nel 1982, Missing è il primo film di Hollywood che racconta del coinvolgimento della Cia nel golpe cileno del 1973.
Charles Horman (John Shea) è uno scrittore americano trasferitosi con la moglie Beth (Sissy Spacek) nel Cile democratico di Allende. Quando Pinochet sale al potere, il clima del Paese cambia e niente è più come prima. Una notte Charles viene arrestato dai soldati dell’esercito e da quel momento nessuno avrà più sue notizie. Da New York arriva il padre di Charles, Ed Horman (Jack Lemmon) per aiutare Beth nella ricerca del marito scomparso. Ed, grazie a questa ricerca disperata e frustrante, non solo scopre le atrocità e gli orrori del golpe, ma impara a conoscere attraverso gli occhi di Beth suo figlio che pensava essere molto diverso da lui e del quale non aveva mai approvato lo stile di vita.
I fatti sono narrati con un ritmo che cattura l’attenzione dello spettatore e lo rende partecipe dell’angoscia dei protagonisti. Il realismo giornalistico del film è squarciato solo per un breve momento dall’improvvisa apparizione notturna di un cavallo bianco in fuga, trasposizione onirica della disperazione del Paese.
Beth e Ed dovranno vedersela non solo con i militari cileni, ma anche con le menzogne degli ambasciatori americani raccontate in perfetto stile CIA . L’occhio del regista Costa Gavras osserva silenzioso, rispettoso sia della storia che della Storia. Il film infatti, oltre che narrare fatti storici, ha una sottotrama, quella del rapporto padre-figlio, della conoscenza attraverso la ricerca e la perdita. Le emozioni, la tensione e lo shock sono sottolineate dalle musiche di Vangelis leggere e delicate in forte contrapposizione con le immagini dei molti cadaveri all’interno dello Stadio nazionale o con la disperazione di Ed e Beth. I tasti del piano camminano ripetitivi come una dolcissima ninna nanna riuscendo a fermare le immagini del film nella nostra mente. Un film da non perdere, lucido, vero, forte.

La piccola apocalisse (1992) | FilmTV.it

Un film di Costa-Gavras. Con Jirí MenzelPierre ArditiAndré DussollierChiara CaselliJulie Gayet Titolo originale La petite apocalypseCommediaRatings: Kids+16, durata 105 min. – Francia, Italia 1993. – Bim Distribuzione

Uno scrittore polacco che vive a Parigi viene ritenuto erroneamente un aspirante suicida. Due suoi conoscenti, ex sessantottini ora integrati, decidono di organizzargli un suicidio in grande stile. Dovrà darsi fuoco in piazza San Pietro durante una megamanifestazione per protestare contro la politica delle grandi potenze. L’uomo non è per nulla intenzionato a uccidersi anche se intorno a lui si sta costruendo tutta una struttura che dovrà “lanciare” l’evento ricavandone molto denaro. Riuscirà a salvarsi solo all’ultimo momento, mentre altri stanno “veramente” dandosi fuoco. Costa-Gavras ha spiazzato tutti i suoi estimatori con un film che “osa” riflettere sui reduci del Sessantotto per di più facendo uso del grottesco. Successo di pubblico e critica bassissimi per un film che merita invece un’attenta lettura.

L'affare della Sezione Speciale - Film (1974)

Un film di Costa-Gavras. Con Louis SeignerMichael LonsdaleIvo GarraniClaudio GoraYves Robert. continua» Titolo originale Section SpécialDrammaticoRatings: Kids+16, durata 105 min. – Francia 1975.

Nella Francia occupata viene ucciso un giovane tedesco. I collaborazionisti del generale Pétain per prevenire eventuali rappresaglie da parte tedesca istituiscono un Tribunale Speciale con il compito di processare sbrigativamente un certo numero di detenuti scomodi.

Locandina Consiglio di famiglia

Un film di Costa-Gavras. Con Fanny ArdantJohnny HallydayGuy MarchandJulien BertheauFabrice Luchini. continua» Titolo originale Conseil de familleCommediadurata 127 min. – Francia 1986.

Un grande scassinatore spera che il figlio, una volta adulto, segua le sue orme. Ma il ragazzo, dopo aver aiutato per qualche tempo il padre dichiara che non seguirà le sue orme. Il padre ci rimane male e punisce il figlio chiudendolo in camera sua. Ma il ragazzo si libera facilmente e lo denuncia. Commedia diretta con insospettabile umorismo da Costa-Gavras e interpretata con insospettabile bravura da Halliday.

Locandina Chiaro di donna

Un film di Costa-Gavras. Con Romy SchneiderLila KedrovaYves MontandRomolo ValliRoberto Benigni. continua» Titolo originale Clair de femmeCommediadurata 103 min. – Francia 1979.

Un uomo, che ha la moglie moribonda, esce di casa per non assistere all’agonia e vaga per la notte in cerca di pace e, inconsciamente, di un’altra donna. La trova in una bella sconosciuta che ha lasciato da poco il marito, ammalato senza speranza. Amandosi, litigando, consolandosi a vicenda, i due tirano l’alba. L’uomo torna a casa e trova la consorte morta. Ora è pronto a ricominciare, ma è la donna a chiedergli di starsene lontano per un po’ di tempo. Tra qualche mese, forse, se i loro sentimenti non saranno cambiati.

Locandina Mad City - Assalto alla notizia

Un film di Costa-Gavras. Con Dustin HoffmanAlan AldaMia KirshnerJohn TravoltaBill Nunn. continua» Titolo originale Mad CityDrammaticoRatings: Kids+13, durata 115 min. – USA 1997MYMONETRO Mad City – Assalto alla notizia ***-- valutazione media: 3,42 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Max Brackett (Hoffman), giornalista televisivo bravo e spregiudicato, relegato in provincia e in perenne attesa dello scoop che lo riporterà in auge, si trova in un museo proprio mentre Sam (Travolta), un guardiano licenziato, si barrica dentro con una scolaresca. Ha un fucile e della dinamite, rivuole il suo posto di lavoro. Sam non è un criminale, né un violento, è solo alterato e sprovveduto, e abusa di pillole di caffeina. Incidentalmente gli parte un colpo e ferisce un’altra guardia (che poi morirà), fuori dal museo. Max prende l’occasione al volo, organizza una diretta, intervista l’uomo, ne fa un personaggio. Pilota l’opinione pubblica, prima favorevole al poveretto poi sfavorevole. Fuori naturalmente c’è il finimondo. FBI, polizia, network. Arriva anche il grande anchor man (Alda) da New York, che stravolge di nuovo tutto. Anche Max alla fine è travolto: il meccanismo è sfuggito anche a lui che lo aveva messo in piedi. E Sam si suicida, non prima di aver detto “la televisione è bella”. Costa Gavras porta i suoi ragionamenti sul ruolo abnorme e terribile dei media. Non esiste la verità: la tv può manipolare come vuole, e la gente le crede. La tesi era straconosciuta, fin dai tempi dell’ Asso nella manica di Wilder, 1951, che aveva lo stesso impianto (là c’era l’uomo imprigionato nel cuore della montagna). Tutto già visto e conosciuto, ma Gavras merita sempre credito.

Regia di Costa-Gavras. Un film Da vedere 2002 con Ulrich TukurMathieu KassovitzMarina BertiMarcel IuresMichel DuchaussoyCast completo Genere Storico – Francia2002durata 130 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,41 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dai cinque atti di Il vicario (1963) di Rolf Hochhut, che Carlo Bo definì un dramma cristiano, adattato da Jean-Claude Grunberg col regista. È un film sull’indifferenza che non accusa soltanto il silenzio, la sordità, la smodata prudenza di papa Pio XII e delle alte gerarchie ecclesiastiche (cattoliche e non) sulla Shoah, ma anche l’omertà, il disinteresse, l’ipocrisia diplomatica dei potenti della comunità internazionale. Affida a due uomini isolati – il protestante evangelico Kurt Gerstein, chimico e ufficiale delle SS, realmente esistito, e Riccardo Fontana, gesuita italiano con aderenze in Vaticano, figura di fantasia – l’impossibile compito di avvertire il mondo e fermare l’industria della morte. Sbrigato da 9 critici su 10 per i suoi limiti e i presunti difetti, possiede molti pregi: etica di fondo inseparabile dall’estetica, ritmo alacre, austera concisione. La sua moralità sta nel levare, raffreddare, rinunciare all’oscenità di una rappresentazione diretta dei modi con cui lo sterminio di milioni di ebrei fu realizzato. Non previsto in sceneggiatura, il Leitmotiv dei treni vuoti o chiusi e piombati è una straordinaria invenzione registica che trasforma in tragedia un thriller. A differenza di altri film sulla Shoah, è la storia di una sconfitta, quella di Gerstein e Fontana, che contrappone dialetticamente la responsabilità delle istituzioni alla capacità di individui che tentarono di inceppare, se non fermare, la macchina della morte. Interni vaticani girati nel palazzo di Ceausescu a Bucarest.