Category: B


Locandina Un Amleto di meno

Un film di Carmelo Bene. Con Carmelo BeneLydia MancinelliAlfiero VincentiFranco LeoBruno Minniti. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, b/n durata 70 min. – Italia 1973.

Tratto da Amleto ovvero le conseguenze della pietà filiale (1877) di J. Loforgue. Claudio uccide il re suo fratello e diviene amante della vedova. Il “re nero” non vuole vendetta, bensì mettere in scena una commedia a Parigi. Orazio racconta ad Amleto di aver visto il fantasma del re assassinato e Amleto gli raccomanda di tacere. All’incoronazione, Claudio prega Amleto di restare e gli promette di sostenere le sue imprese teatrali. Polonio, che vuole studiare il “complesso di Edipo” di Amleto, viene da questi pugnalato: il figlio di Polonio accorre allora da Parigi e uccide Amleto sulla tomba di Ofelia. E i pasticci continuano.

Bif&st 2012 | Bene! quattro diversi modi di morire in versi (Blok ...

Un film di Carmelo BeneDocumentariodurata 98 min. – Italia 1974.

Carmelo Bene legge e interpreta alcuni grandi poeti russi, Majakovskij, Blok, Esenin e Pasternak.

Regia di Carmelo Bene. Un film con Carmelo BeneLydia MancinelliOrnella FerrariSalvatore SiniscalchiAnita Masini. Genere Drammatico – Italia1968durata 125 minuti. – MYmoro 3,20 su 11 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ricordi, visioni, ossessioni di un intellettuale pugliese (Bene, nato a Campi, Lecce, nel 1937) di estrazione cattolica e piccoloborghese, di cultura decadentistica con inclinazioni verdiane. Si mette in scena, e in immagini, con una forte carica di ironia e autoironia, un farneticante furore barocco, uno sregolato umorismo irridente ora divertente ora allarmante. Il punto di fusione di questi eterogenei momenti è l’atteggiamento di ricerca di un assoluto che sa irraggiungibile. Tratto da un suo antiromanzo (1966), è il 1° dei 7 film realizzati da Bene nel periodo 1968-73. Interventi vocali di Ruggero Ruggeri (“Il trionfo di Bacco e Arianna”), Arnoldo Foà (“Il lamento” di Lorca), Indro Montanelli (dichiarazioni sul Generale della Rovere ). Impermeabile a ogni tentativo di interpretazione logica e razionale: “È tutto quel che vi piacerà” (C. Bene).

Hermitage (1968) — The Movie Database (TMDb)

Regia di Carmelo Bene. Un film Da vedere 1968 con Carmelo BeneLydia Mancinelli. Genere Cortometraggio – Italia1968durata 26 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Nella camera di un hotel un uomo gioca simbolicamente con sé stesso, con gli oggetti e le forme evanescenti che lo circondano fino a formulare quel che è radicato nel suo subconscio, l’identità uomo-donna. Basato su un testo dello stesso Bene, può essere considerato come il manifesto della sua poetica. Il nucleo centrale è l’ossessiva presenza della madre come unica immagine femminile, desiderio di un’identificazione, bisogno di un ritorno all’essere che dà la vita, per ricostituire un’identità originaria, ricomporre la propria esistenza dimezzata (gusto del trasformismo, necessità del travestimento, bisogno del narcisismo). Scrittura barocca, recupero del floreale, ricorso al melodramma e all’enfasi recitativa, usati in modo dissacrante e ironico. Fotografia: Giulio Albonico. Musiche: Vittorio Gelmetti, Giuseppe Verdi.

3.5/5
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Don Giovanni è un film del 1970, terzo lungometraggio scritto, diretto ed interpretato da Carmelo Bene,[2] tratto dalla novella di Barbey d’Aurevilly.

Il film, costato pochi milioni di lire, è girato in uno spazio interno molto angusto. Il montaggio consistette nell’elaborare una grande quantità di inquadrature, di cui diverse talmente brevi, dell’ordine di pochi fotogrammi, da essere percepibili solo a livello subliminale. Don Giovanni inizia con una scena in bianco e nero (inframezzata da due fotogrammi colorati) e poi prosegue a colori. Carmelo Bene scrive nella sua Vita :”Don Giovanni è arte fatta a pezzi, musica a brani. […] Don Giovanni è un trattato sulla morte, sulla putrefazione dei morti ancora viventi. È il momento più lirico del mio cinema.[4] La “trama” del Don Giovanni è incentrata sulla ricerca forsennata del protagonista atta a sedurre un’adolescente dispettosa, baciapile e di brutto aspetto, figlia dell’amante, consenziente,[5] usando a questo scopo ogni espediente, riproponendo anche un teatro delle marionette, tratto dal Pinocchio, arrivando ad assumere le fattezze salvifiche del redentore, ma ogni volontà sembra negata…

Capricci (1969)

Un film di Carmelo Bene. Con Carmelo BeneAnne WiazemskyOrnella FerrariPiero VidaPoldo Bendandi Commediadurata 89 min. – Italia 1969.

Ispirandosi molto liberamente a un dramma di anonimo inglese del 1600, Bene racconta due storie parallele. La prima è quella di una giovane donna, abituata a girare nuda per casa, che si innamora sempre di uomini vecchi e decrepiti e ora cerca di assassinare il marito con il suo cadentissimo amante. La seconda è quella di un uomo (interpretato dallo stesso Carmelo Bene) che, insieme a una prostituta, cerca di suicidarsi provocando incidenti d’auto.

Un film di Carmelo BeneDrammaticodurata 90 min. – Italia 1974

In merito al primo Amleto del 1961, al Teatro LaboratorioGiuliana racconta dei critici inglesi, che venuti a vederlo, giudicarono questa interpretazione di Bene migliore di quella di Laurence Olivier e di John Gielgud, aggiungendo inoltre che Carmelo Bene aveva una cura maniacale anche nelle traduzioni eseguite dai testi originali, ognuna diversa a seconda dei personaggi. Da una recensione positiva fatta da Giordano Falzoni, iniziarono ad affluire al Teatro Laboratorio nomi di intellettuali di una certa rinomanza tra cui Alberto MoraviaPier Paolo PasoliniElsa MoranteEnnio FlaianoAngelo Maria RipellinoCesare ZavattiniGianni Rodari, attori come Paola BorboniFranca Valeri, e una volta anche il regista Federico Fellini. Per quanto riguarda la critica italiana, eccetto Ennio Flaiano, Sandro De Feo, Giordano Falzoni e pochi altri, era unanimemente ostile, sarcastica e addirittura offensiva nei confronti di Carmelo Bene[1]

Locandina Se io fossi onesto

Un film di Carlo Ludovico Bragaglia. Con Vittorio De SicaMaría MercaderClelia MataniaPaolo StoppaArmando Migliari. continua» CommediaRatings: Kids+13, b/n durata 92 min. – Italia 1942

Un ricco giovanotto implicato in una faccenda di firme false riesce a farsi sostituire al processo da un tizio che per poche migliaia di lire accetta di correre il rischio dell’incriminazione. Scaduta la pena, quest’ultimo viene rilasciato ed accolto da un vecchio zio che lo crede veramente suo nipote, non avendolo mai incontrato in precedenza. Tra il supposto nipote ed una lontana cugina s’intesse un idillio mentre il vero nipote, che da due anni ha preso il posto del suo alter ego come ingegnere, riesce a far fortuna.

3/5
Locandina I quattro monaci

Un film di Carlo Ludovico Bragaglia. Con Peppino De FilippoNino TarantoAldo FabriziErminio MacarioLuciana Gilli. continua» Commediadurata 90 min. – Italia 1962.

Quattro malviventi si travestono da frati e si fanno ospitare in un convento. Tempo dopo, con la scusa di proteggere i religiosi, pretendono tangenti dai negozianti e dalle persone più in vista. I loro crimini si fanno tanto audaci da spedirli in prigione. Qui si scopre la loro vera identità.

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Un film di Carlo Ludovico Bragaglia. Con TotòLuisa FeridaLilia DaleCalisto BertramoCesare Polacco. continua» Commediab/n durata 72 min. – Italia 1939.

Il barone Tolomeo non può ricevere un’eredità se non sposa la cugina entro un tempo determinato. Aiutato da un sosia, riuscirà a prender possesso dell’eredità facendo sì che la somma non venga lasciata a una casa di cura di animali pazzi. Questo film è il secondo girato da Totò, allora alle prime armi nel cinema.

Locandina Il cane giallo della Mongolia

Un film di Byambasuren Davaa. Con Babbayar BatchuluunNansal BatchuluunBuyandulam DaramdadiBatchuluun Urjindorj Titolo originale Due Hohle des gelben HundesDrammaticodurata 93 min. – Germania 2005.

Dopo il grande successo ottenuto con “La storia del cammello che piange”, Byambasuren Davaa torna alla regia di un’altra vicenda toccante, raccontata con taglio documentaristico. Nansa è la figlia maggiore di una famiglia nomade della Mongolia. Un giorno trova un cagnolino e decide di tenerlo, contro il volere del padre. Quando giunge il momento di trasferirsi, l’animale diventa un impaccio, e il padre vorrebbe che Nansa se ne liberasse. Ma il cane riuscirà a conquistarsi l’affetto di tutti, con un vero atto di eroismo.

2.50/5
Risultato immagini per I due Compari

Un film di Carlo Borghesio. Con Peppino De FilippoAldo FabriziGermana PaolieriCarlo NinchiUgo Sasso. continua» Commediab/n durata 92 min. – Italia 1955

Giovanni Bettini, modesto commerciante di penne stilografiche, è padre di Giulietta, una dolce ragazza che viene allevata in un collegio di lusso, convinta di essere la figlia di un uomo facoltoso. Durante la cerimonia di fine anno, Giovanni fa amicizia con un industriale i cui figli sono amici di Giulietta. Ma un giorno la ragazza scopre la verità e rifiuta così l’amore del figlio dell’industriale, per vergogna. Alla fine la ragazza sposerà egualmente il giovane.

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Un film di Bruno Barreto. Con Sonia Braga, José Wilker, Mario Mendonca Titolo originale Dona Flor e seus dois maridos. Commedia, durata 106 min. – Brasile 1976. – VM 18 – MYMONETRO Donna Flor e i suoi due mariti * * * - - valutazione media: 3,38 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una donna bella e timorata, Flor, sposa Vadinho, dongiovanni e giocatore. Vadinho la tradisce in continuazione, però a letto la rende felice. Un giorno Vadinho muore per il surménage e Flor, che s’è presto risposata con un uomo dabbene, se non rimpiange i tradimenti e le mascalzonate del defunto, ha nostalgia dei suoi furori erotici. Chiede a una fattucchiera il ritorno del marito che infatti ricompare, ma solo per Flor, che ha modo di “romanzare” i mediocri amplessi del secondo marito.

3.38/5
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Risultato immagini per Allegro non troppo

Un film di Bruno Bozzetto. Con Maurizio Nichetti, Maurizio Micheli, Maria Luisa Giovannini, Néstor Garay Comico, Ratings: Kids, b/n durata 85′ min. – Italia 1977. MYMONETRO Allegro non troppo * * * - - valutazione media: 3,28 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Fantasia musicale di animazione come Fantasia di Disney, ma fatto meglio a Milano (riprese dal vivo nel teatro Donizetti di Bergamo). Le musiche tradotte in disegni animati sono di Debussy, Dvorak, Ravel, Sibelius, Vivaldi, Stravinsky. “Disney ha dato un’illustrazione essenzialmente grafica della musica, mentre io ho cercato di raccontare delle storie… è molto più difficile realizzare una storia seguendo la musica che non abbandonarsi alla fantasia grafica.” (B. Bozzetto). Costato 3 anni di lavoro, nel 3° lungometraggio del regista milanese si coniugano l’invenzione grafica, la vena narrativa e la riflessione morale, congiunte nel vincolo dell’ironia. Gustosi gli intermezzi comici dal vivo (anche con tecnica mista) di Maurizio Nichetti con un’orchestra di vecchiette truccate e vestite (da Lia Morandini) in stile art déco. Un bell’esempio di metacinema. Sceneggiatura di B. Bozzetto, G. Manuli, M. Nichetti.

3.28/5
Risultato immagini per Masahista mendoza

Un film di Brillante Mendoza. Con Martin CocoJosé JaclinPaule Alan Drammaticodurata 80 min. – Filippine 2005.

L’insegna luminosa del «Maharlika», centro massaggi riservato a una clientela omosessuale, illumina discretamente un piccolo cortile. È questo il luogo in cui lavora Iliac, giovane dai lineamenti ancora acerbi, che segue il medesimo rituale con ogni cliente: lo sveste e gli fa un massaggio con un olio, preludio di un immancabile rapporto sessuale. Ma una mattina Iliac riceve la notizia della morte del padre. Inizia allora un protocollo fatto di gesti dettati dalla tradizione che devono essere rispettati e compiuti sotto gli occhi di tutti il giorno dei funerali: vestita di nero, la vedova siede accanto al defunto, il figlio primogenito (Iliac) porta la bara al cimitero, aiutato dagli altri uomini della famiglia.

3.50/5

Regia di Brillante Mendoza. Un film con Jaclyn JoseJulio DiazFelix RocoKristoffer KingMercedes Cabral. Genere Drammatico – Filippine2016durata 110 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Ma’ Rosa Reyes e il marito Nestor gestiscono un minuscolo alimentari negli slums di Manila. Tra i dolciumi e le sigarette nascondono la droga, metanfetamina in cristalli, che spacciano nel quartiere. La soffiata di un ragazzino, una sera, li fa arrestare. Mentre scorrono le ore, con i due bloccati in un seminterrato della centrale di polizia, in balia di un manipolo di poliziotti corrotti, i loro quattro figli si dividono per la città, per cercare di raccogliere la somma che serve a liberarli, ognuno facendo o offrendo quel che può.

3/5
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Risultato immagini per Kinatay - Massacro

Un film di Brillante Mendoza. Con Mercedes CabralMaria Isabel LopezCoco MartinLauren NoveroJohn Regala Drammaticodurata 105 min. – Filippine 2009.

Peping è un giovane studente di criminologia, con un bimbo piccolo e una ragazza che ha deciso di fare sua sposa. Per guadagnare un po’ di soldi, decide di seguire il vecchio compagno di classe Abyong in una “missione speciale” particolarmente remunerativa, al servizio di una gang di malavitosi di Manila. Quello che si svolge nel tempo di una notte è il massacro –Kinatay, appunto- di una giovane prostituta, rea di aver contratto ripetuti debiti con un boss senza pietà.
Il filippino Brillante Mendoza principia il suo film letteralmente nel mezzo della via, nel caos del traffico della città, su e giù dai mezzi di trasporto, seguendo questo e quello prima di approdare sull’innocente Peping e farne un complice dell’orrore.
Non c’è inquadratura, nella prima parte del film, che non contenga almeno dieci esseri umani. Tutto cambia, in maniera fin troppo programmatica e manichea, quando cala la notte, la scena si svuota e la luce del sole lascia posto a un buio quasi pesto, che confonde le cose e lo spirito. L’orrore arriva oltre tempo massimo, sostituendo il proprio sonoro cinematograficamente codificato ai rumori diurni, raccolti come se si trattasse di un documentario. Per non farsi mancare nulla, nella ricerca del maggior contrasto, Mendoza filma il giorno in pellicola e la notte in digitale, evitando di ricorrere all’illuminazione extra-diegetica e facendosi piuttosto bastare i fari delle macchine, nelle scene girate nel pulmino, e le luci presenti nella casa, per la lunga sequenza del massacro.

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Risultato immagini per foster child mendoza

Un film di Brillante Mendoza. Con Cherry Pie PicacheEugene DomingoJiro ManioKier Segundo Drammaticodurata 98 min. – Filippine 2007.

La storia di Jhon Jhon e della sua famiglia affidataria. In un quartiere povero di Manila vivono Thelma, il marito e i loro figli Gerald e Yuri. La famiglia aderisce ad una associazione che accoglie i bambini abbonati prima della loro definitiva adozione. Thelma, Dado e i loro figli vivono così il loro ultimo giorno insieme a Jhon Jhon, prima di conoscere la famiglia adottiva, che lo porterà a vivere negli USA.

Risultato immagini per Dove osano le AquileUn film di Brian G. Hutton. Con Richard Burton, Clint Eastwood, Patrick Wymark, Mary Ure Titolo originale Where Eagles Dare. Drammatico, durata 158 min. – Gran Bretagna 1969. MYMONETRO Dove osano le aquile ***-- valutazione media: 3,03 su 17 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In un castello posto sulla cima di una montagna inaccessibile, nella Germania meridionale, è tenuto prigioniero un alto ufficiale americano. Un gruppo di agenti inglesi è incaricato di penetrare nel castello e organizzare la fuga del generale. Con l’aiuto di due ragazze il capo della spedizione, John, riesce nell’impresa, ma scopre con stupore che il prigioniero non è un generale americano, e che lo scopo degli alleati era quello di scoprire l’identità di alcune spie tedesche infiltratesi nell’esercito inglese.
Risultato immagini per i sobborghi 1933

Un film di Boris Barnet. Con Sergei KomarovElena KuzminaNikolay BogolyubovHans Klering Titolo originale OkrainaDrammaticob/n durata 98 min. – URSS 1933.

La vita di una cittadina russa alla vigilia della grande guerra e della rivoluzione del 1917, descritta con molta semplicità e in modo assolutamente privo di magniloquenza e retorica. Due fratelli partono per il fronte, il primo coscritto e il secondo volontario. Conosceranno le atrocità della guerra, vivranno la disillusione e infine prenderanno coscienza sotto la spinta della rivoluzione d’ottobre. Film corale dove si sente il respiro della storia e il palpito dei grandi paesaggi affrescati con intenso lirismo. Nella coralità della storia che sfiora e cambia i destini individuali si sente il grande insegnamento di Tolstoj. Il regista mostra una grandissima capacità di descrivere la stratificazione sociale della popolazione russa. Alla sua uscita il film fu avversato dalla critica ufficiale, probabilmente per la mancanza di realismo e per l’adesione acritica nei confronti degli avvenimenti descritti.

8.5/10