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Risultati immagini per 13 TzametiRegia di Géla Babluani. Un film Da vedere 2005 con George BabluaniPascal BongardAurélien RecoingFred Ulysse. Genere Thriller – FranciaGeorgia2005durata 93 minuti. Uscita cinema venerdì 30 giugno 2006 – MYmonetro 3,45 su -1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sebastien è un giovane operaio georgiano emigrato di 22 anni che, nella rassicurante provincia francese, si occupa di alcune riparazioni in una villa in stato di decadenza. La persona che lo ha assunto non è in grado di pagarlo perciò lui ruba una lettera con alcune indicazioni misteriose. E’ Infatti attratto dalla chimera di un grosso guadagno: segue le indicazioni sulla lettera per una sorta di caccia al tesoro e si ritrova così coinvolto in un giro clandestino da incubo in cui gli uomini scommettono sulla vita di altri uomini. Sebastien decide di sostituirsi a un morto per overdose e di partecipare, al posto suo, al gioco della roulette russa dove l’esistenza umana dipende da un tamburo che spara alla luce di una lampadina che si accende.Il regista georgiano Géla Babluani – qui alla sua opera prima – ci mostra il mondo dal punto di vista del protagonista: la curiosità di Sebastien si trasforma in orrore; il ragazzo entra in un microcosmo dove solo il Caso decide chi deve vivere e chi deve morire. La scelta del b/n ricorda il cinema indipendente francese (quello di Mathieu Kassovitz, per esempio) che rende sullo schermo una realtà disperante e disperata: uomini alla deriva, uomini come bestie. La macchina da presa scorre lenta sui corpi e sui volti dei personaggi per scavare nelle anime spezzate di individui schiavi del denaro e della corruzione, prede dell’autodistruzione fisica e psicologica. Il montaggio dalle geometrie perfette e dal ritmo incalzante crea una situazione claustrofobica e spiazzante; la villa, il bosco, l’albergo, la stazione diventano non-luoghi, sono un universo senza futuro e senza via di uscita. Non si può non pensare a Il cacciatore. Non si può non chiedersi che cosa e chi stiamo diventando.

Regia di Benny SafdieJosh Safdie. Un film Da vedere 2019 con Adam SandlerLakeith StanfieldIdina MenzelJudd HirschEric BogosianCast completo Titolo originale: Uncut Gems. Genere CommediaDrammatico – USA2019durata 135 minuti. – MYmonetro 3,36 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Howard Ratner è un gioielliere che gestisce un negozio nel Diamond District di Manhattan. Incallito giocatore d’azzardo, marito e padre di famiglia con villa nei sobborghi, adultero con l’amante in città, Howard vive perennemente braccato dai debitori, in particolare dal cognato affiliato alla mafia italoamericana. Maneggione e bugiardo, ripone le sue speranze in un opale proveniente dall’Etiopia: ma qualche giorno prima dell’asta che dovrebbe fruttargli una somma milionaria, si fa convincere dal giocatore di basket Kevin Garnett, venuto in visita al suo negozio, a scambiare la pietra con un anello, dando così inizio a una serie infinita di traffici che segneranno il suo destino. C’è qualcosa che ricorda i personaggi di Ernest Hemingway nel Howard Ratner di Uncut Gems: un’estasi che nasce dall’umiliazione, una compassione che emerge oltre la riprovazione morale, una dimensione eroica riconosciuta a chi fa di tutto – pur sbagliando tutto – per sopravvivere agli altri e a se stesso, ai propri vizi e alle proprie tentazioni. Howard Ratner è come Francis Macomber, la sua è una vita altrettanto breve ma a suo modo felice. E Adam Sandler che gli presta il suo fisico inappropriato e nervoso, con una protesi di denti sporgenti e un’origine ebraica ingombrante (negli obblighi familiari, nel retaggio di una tradizione di commercianti), un interprete perfetto. A quanti vent’anni da Ubriaco d’amore, i fratelli Safdie hanno finalmente riscoperto il volto disperato dal comico americano, la fragilità del suo sorriso, l’incoscienza dei suoi azzardi, la stupidità dei suoi ragionamenti.Braccato dalla macchina da presa del direttore della fotografia Darius Khondji, filmato in campo lungo dentro una città caotica, Sandler si muove tra le strade, le auto, gli uffici, le case di New York come un re del sottobosco metropolitano, eccessivo, pasticcione e incosciente. Come sempre nel cinema dei Safdie (qui ancora affiancati alla sceneggiatura da Ronald Bronstein), al realismo estremo dello stile si affianca un elemento grottesco e quasi comico, qui evidente in certe situazioni (il rapimento di Howard, la sequenza dell’asta) e nel rapporto fra Howard e il mondo di vip con cui entra in contatto, guardando con referenze il cestista Kevin Garnett o il rapper Weeknd (entrambi nella parte di sé stessi) ma anche sfidandoli dall’alto (o dal basso) della sua sfacciataggine.

Locandina L'isola del diavolo [2]

Un film di Frank Borzage. Con Clark GablePeter LorreJoan CrawfordIan HunterRonald Colman Titolo originale Strange CargoDrammaticob/n durata 105 min. – USA 1940.

Max, con Giulia, sua compagna, guida un gruppo di galeotti che evadono dalla prigione dell’isola del Diavolo e che devono attraversare la giungla. Quando Max viene ripreso dalla polizia, Giulia lo convince a rassegnarsi a scontare la pena.

Desiderio (DVD) - DVD - Film di Frank Borzage Commedia | IBS

Un film di Frank Borzage. Con Gary Cooper, Akim Tamiroff, Marlene Dietrich, Ernest Cossart, John Halliday. Titolo originale Desire. Commedia, b/n durata 99′ min. – USA 1936. MYMONETRO Desiderio * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Alla dogana di frontiera tra Francia e Spagna ladra internazionale di gioielli nasconde il bottino che scotta nell’auto di un insospettabile turista americano che poi cerca di circuire per riaverlo, ma non è escluso che se ne sia innamorata, come sospettano i suoi complici. Commedia romantica che _ dall’inizio scintillante di brio sino all’ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine _ è segnata dallo stile inconfondibile di E. Lubitsch che ne fu produttore e supervisore. Secondo G. Fink fa parte _ con Angelo, L’ottava moglie di Barbablù e Ninotchka _ di un piccolo trattato di economia politica che illustra la logica del capitale. Ridistribuito come Canaglie di lusso. La Dietrich canta “Awake in a Dream”. Deriva dalla pièce Die schönen Tage in Aranjuez di Hans Székely e Robert A. Stemmle, già filmato in Germania.

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PERDUTO AMOR - Spietati - Recensioni e Novità sui Film

Un film di Franco Battiato. Con Corrado FortunaDonatella FinocchiaroGabriele FerzettiAntonino BruschettaRada Rassimov. continua» Commediadurata 96 min. – Italia 2003MYMONETRO Perduto Amor **1/2-- valutazione media: 2,67 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ettore è bambino, negli anni ’50, in Sicilia in una famiglia alto borghese, dove il padre tradisce sistematicamente la madre. Ettore si divide tra i giochi e gli insegnamenti di un colto aristocratico, figura fondamentale della storia perché introduce il ragazzo nel mondo della cultura. Dopo la morte del padre, Ettore si trasferisce a Milano. Suona e trova piacere anche nella scrittura e proprio nel capoluogo lombardo il giovane uomo fa incontri importanti per la sua completa maturazione, attraverso le varie forme d’Arte, la filosofia, la meditazione a cui si avvicina per trovare se stesso. La storia del protagonista (ovviamente l’autobiografia del regista) è il filo conduttore del film, ma il personaggio di Ettore non si impone sulla scena, ma lascia spazio alle atmosfere (del Sud e del Nord del Paese), ai luoghi, ai personaggi-guida del suo cammino interiore. Tante citazioni, tante parodie e gag surreali per un racconto che segue i pensieri, i ricordi, le emozioni del narratore.

Niente è come sembra - Film (2007)

Un film di Franco Battiato. Con Giulio BrogiSonia BergamascoDrammatico– Italia 2007MYMONETRO Niente è come sembra **--- valutazione media: 2,43 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Giulio Varga è un antropologo in pensione appassionato di feste etcnico-popolari. Abbandonato dalla moglie si reca in un piccolo villaggio del centro-sud per documentare un rituale di origini precristiane. Perso nel bosco, dietro ai ricordi e ai fantasmi del passato, trova rifugio in una casa poco lontana, dove si festeggia una curiosa festa di compleanno. Tra esoterismo e tarocchi, Varga resta coinvolto in una discussione sul senso dell’esistere e dell’esistenza.

Necropolis (1970) - IMDb

Un film di Franco Brocani. Con Tina AumontCarmelo BenePierre ClémentiPaolo GraziosiBruno Corazzari. continua» Drammaticodurata 94 min. – Italia 1970.

Psicodramma con uno scenario cimiteriale e fantasmi del passato che saltano su a rimembrare le malefatte dell’umanità. Sfilano Attila e Eliogabalo, l’imperatore Montezuma e la contessa Sanguinaria

Locandina Musikanten

Un film di Franco Battiato. Con Alejandro JodorowskySonia BergamascoFabrizio Gifuni, Juri Camisasca, Chiara ContiBiograficodurata 92 min. – Italia 2005uscita venerdì 3 marzo 2006. MYMONETRO Musikanten **--- valutazione media: 2,34 su 27 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un film che lascia senza parole e non perché si abbandoni solo alla musica, ma perché la prima reazione che suscita, per chi non abbia avuto la furbizia di fuggire dopo la prima mezz’ora, è il silenzio. Un silenzio pregno però di domande, prima fra tutte: come è possibile che un film del genere sia stato prodotto? Ancora: come hanno potuto artisti del livello di Alejandro Jodorowsky, ma anche un Fabrizio Gifuni e una Sonia Bergamasco, parteciparvi come attori? Ma soprattutto come pensare di farlo uscire nelle sale cinematografiche? Dopo il primo, ben più promettente Perduto Amor, Franco Battiato è andato a impelagarsi in una storia senza capo né coda, al limite fra verosimiglianza e comicità (ma inevitabilmente più vicino a questa). A parte la qualità (volutamente?) amatoriale della fotografia, del montaggio, le battute improbabili dei personaggi, l’imbarazzo più pesante sta nelle vicende della coppia di autori televisivi protagonista. Alla ricerca di studiosi, scienziati e filosofi da intervistare per il loro programma in giro per il mondo, i due incontrano uno sciamano che sottopone la Bergamasco a una seduta di ipnosi regressiva. Lei, nella vita ossessionata da Beethoven, scopre di esserne stata, in una vita precedente, il principe mecenate. Da qui un lungo flash back sugli ultimi anni di vita, le manie e le follie di questo Beethoven-Jodorowsky. E poi il finale: il ritorno alla “realtà” con la tv dell’albergo dove alloggia la troupe televisiva che annuncia il colpo di stato di un fantomatico partito democratico mondiale. A tratti didascalico, a tratti enigmatico, sempre pretenzioso e inutilmente intellettualistico.

Le recensioni di Robydick: I tulipani di Haarlem

Un film di Franco Brusati. Con Pierre CressoyFrank GrimesCarole AndréGianni GarkoPhilippe HersentDrammaticodurata 101 min. – Italia 1970MYMONETRO I tulipani di Haarlem ***1/2- valutazione media: 3,84 su 6 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Pierre è un giovane sereno e pieno di entusiasmo, Sara esce invece da una delusione amorosa e da un tentativo di suicidio. Tra i due nasce l’amore ma la ragazza, timorosa di perdere ancora una volta la felicità, per avere Pierre tutto per sé non trova di meglio che accecarlo.

Locandina Dimenticare Venezia

Un film di Franco Brusati. Con Mariangela MelatoErland JosephsonEleonora GiorgiHella PetriNerina Montagnani. continua» Drammaticodurata 103 min. – Italia 1978. – VM 18 – MYMONETRO Dimenticare Venezia ***-- valutazione media: 3,30 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In una vecchia casa di campagna, si ritrovano il cinquantenne Nick, la sorella di questi, due giovani parenti (legate da morbosa amicizia), l’amico-socio di Nick. Progettano una gita a Venezia, ma alla vigilia della partenza la sorella muore. Il gruppo entra in crisi, i giovani vanno a Milano, Nick rimane nella casa a cui lo legano tanti ricordi.

Regia di Alessandro Benvenuti. Un film Da vedere 1991 con Athina CenciAlessandro BenvenutiNovello NovelliAlida ValliMassimo GhiniMassimo CeccheriniCast completo Genere Commedia – Italia1991durata 100 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

In un piccolo paese vicino a Firenze si prepara il Festival dell’Unità: da una parte i vecchi comunisti delusi e disorientati per la nuova svolta del Partito; dall’altra i giovani, privi di supporto ideologico e inclini alle burle. C’è nel film dispersione narrativa, con inclinazione al bizzarro fine a sé stesso e gusto del goliardismo provinciale. C’è anche un assillo di raccontare l’Italia piccola di oggi, senza separare il pubblico dal privato, il politico dall’esistenziale con un piacevole gusto della lingua parlata in presa diretta. Commedia amarognola che ha una sua moralità ora acida ora dolente. Ottime caratterizzazioni tra le quali spicca un’infallibile Cenci in duetto con la Valli.

Regia di Francesco Bruni. Un film Da vedere 2014 con Ksenia RappoportFabrizio GifuniLucrezia Guidone, Francesco Bracci, Raffaella LebboroniMilena VukoticCast completo Genere Commedia, – Italia2014durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 20 marzo 2014 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 3,26 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Separati dopo essersi molto amati e ancora molto legati, Lara, ingegnere ansiogena, ed Ettore, artista fancazzista, sono messi continuamente in contatto dai figli – Emma, attrice occupante del Teatro Valle di Roma, e Giacomo, studente che sta preparando l’esame di terza media – che amano e seguono entrambi, ognuno a modo suo. C’è un errore di casting nella seconda regia di Bruni: la scelta sbagliata della Guidone come figlia della coppia Rappoport-Gifuni. Specialmente rispetto alla madre, non è credibile. È uno dei 2 errori del film: l’altro è l’eccessiva importanza data all’esame del ragazzo. Nonostante i suoi squilibri, il film tiene: c’è in questa famiglia di separati tutto il “consumismo dei sentimenti” così diffuso nell’Italia del primo 2000; c’è una Roma insolita che si muove tra il cantiere della linea C della metropolitana, l’occupazione del teatro e la descrizione sarcastica dei peggiori italiani.

Regia di Francesco Bruni. Un film Da vedere 2017 con Giuliano MontaldoAndrea CarpenzanoArturo BruniVittorio Emanuele PropizioDonatella FinocchiaroCast completo Genere Commedia, – Italia2017durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 11 maggio 2017 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,85 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Alessandro è un giovane disoccupato, in perenne conflitto con il padre, che trascorre il suo tempo in modo inconcludente con amici balordi e come lui nullafacenti. Costretto ad accettare un lavoro, fa da accompagnatore a Giorgio, poeta 85enne sofferente di Alzheimer: quello che inizialmente sembra essere un compito ingrato dal quale sottrarsi si trasforma in un rinnovato percorso di vita. Delicato ragionamento sulla complessità degli affetti e il senso dell’esistenza. Sono mondi apparentemente inconciliabili quelli che dialogano nella bella sceneggiatura scritta dallo stesso regista, ma sempre attraversati da quell’impalpabile cifra poetica che sottende in modo efficace tutta la narrazione. Alcune derive manichee e una lettura eccessivamente buonista inficiano, solo in parte, le intenzioni dichiarate.

Regia di Fernando Birri. Un film con Terence HillLidija JuracikIsaac Twen ObuNolika ParedaPietro SantalamazzaCast completo Genere Sperimentale – ItaliaArgentina1979durata 177 minuti.

Una poesia visiva che attraversa i tumulti del ’68 mettendo in scena il pensiero rivoluzionario attraverso il procedimento compositivo tipico della poesia sperimentale.

Regia di Federico Brugia. Un film con Sebastiano FilocamoBenn NorthoverOrsi TóthMalika AyaneMimmo CraigCast completo Genere Thriller, – ItaliaUngheria2012durata 95 minuti. Uscita cinema venerdì 24 agosto 2012 distribuito da Maremosso. – MYmonetro 2,63 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dialoghi ridotti al minimo, ma con un’assidua voce narrante, parlato in inglese e ungherese con sottotitoli, distribuito in DVD, è il LM di fiction di esordio di Brugia, autoriale, astruso, complicato e ambizioso. Fa capo a un uomo misterioso che vive molte vite con diversi passaporti, ma ha perduto la sua identità come se il suo scopo fosse quello di non esistere, ma di esserci là dove occorre. È al servizio di una società criminale ungherese che lavora sul mercato europeo della prostituzione. Gli affidano, da portare in Italia, Nora, biondina un po’ androgina e infantile, prelevata da un orfanotrofio, ma poi lo incaricano di eliminarla. Scritto dal regista con Giovanni Robbiano, è filmato in un originale colore denaturato sino al bianconero. È montato in modi allusivi, giocando sulla sottrazione, contraddetta dalla macchinosa parte criminale che pur non manca almeno di un personaggio riuscito, il potente sull’orlo del fallimento. Aspettiamo Brugia al suo 2° film.

Locandina Mille mesi

Un film di Faouzi Bensaïdi. Con Fouad LabiedNezha RahileMohamed MajdAbdelati LambarkiMohamed Bastaoui Titolo originale Mille moisDrammaticodurata 124 min. – Francia, Marocco, Belgio 2003.

Medhi è affidato alle cure della mamma Amina e del nonno Ahmed, perché suo padre lavora in Francia. O meglio, questo è quello che i due gli fanno credere per non turbare il suo fragile equilibrio – suo padre è in realtà in prigione. Medhi ha il “difficile” compito, a scuola, di custodire la sedia del maestro, e le sue relazioni con gli altri bambini ruotano attorno a questo compito.

Locandina Mar Nero

Un film di Federico Bondi. Con Ilaria OcchiniDorotheea PetreCorso SalaniVlad IvanovMaia Morgenstern. continua» Drammaticodurata 95 min. – Italia, Francia, Romania 2008uscita venerdì 30 gennaio 2009. MYMONETRO Mar Nero ***-- valutazione media: 3,26 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Angela è appena giunta in Italia dalla Romania avendo trovato un posto come badante a Firenze. La donna anziana di cui si deve occupare è Gemma che ha un figlio sposato che vive a Trieste. Il marito le è appena morto e ha bisogno di aiuto. È però una donna dal carattere molto rigido e autoritario e fa fatica ad accettare che una sconosciuta le giri per casa. Progressivamente però si affeziona alla giovane romena che desidera mettere da parte un po’ di soldi per poi poter avere un figlio dal marito Adrian. Il quale però, durante le festività natalizie, smette di rispondere alle sue telefonate. Angela, che ha saputo che l’uomo è stato licenziato, vuole tornare in Romania per affrontare la realtà.
“Gemma è mia nonna e Angela è stata la sua ‘badante'”. Così dichiara Federico Bondi. È quindi dalla costante osservazione del rapporto instauratosi tra due persone reali che nasce una sceneggiatura riveduta poi da Ugo Chiti. Alla sua opera prima il giovane regista toscano rivela già una notevole propensione alla sobrietà stilistica e, al contempo, si mostra assolutamente in grado di lavorare con gli attori ottenendo da essi il massimo. Ogni singolo gesto di quella grande attrice che è stata ed è Ilaria Occhini rivela la fiducia reciproca che è intercorsa tra regista e attrice. Qualcuno potrà trovare l’argomento un po’ d’occasione ma non è così. Lo si avverte soprattutto nell’attenzione che viene prestata all’evoluzione della dinamica del rapporto tra le due donne. Gemma rivede se stessa giovane in Angela, un po’ alla volta e superando i pregiudizi. La Romania odierna ricorda ancora troppo da vicino l’Italia del secondo dopoguerra per non indurre raffronti e la volitiva fiorentina finisce con l’apprezzare la quieta determinazione della romena che finisce con il considerare come una figlia. Il pudore dei sentimenti che si nasconde dietro un’iniziale ruvidità lascia progressivamente il passo a un’intimità che non si avvale mai della retorica dei buoni sentimenti. Un film d’esordio quindi come ce ne vorrebbero tanti nel panorama del cinema italiano.

Nove Regine - Film (2003) - MYmovies.it

Un film di Fabian Bielinsky. Con Gastón Pauls, Ricardo Darín Titolo originale Nueve Reinas. Avventura, durata 115 min. – Argentina 2003. MYMONETRO Nove Regine * * * - - valutazione media: 3,41 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Due piccoli truffatori, Juan (Gastón Pauls) e Marcos (Ricardo Darín), uniscono le proprie forze per un colpo da mezzo milione di dollari. Di mezzo c’è una serie di francobolli contraffatti, bidoni e controbidoni, personaggi dalla doppia faccia e morale: ma anche i due bidonisti non si sono detti proprio tutto… Onusto di notevole successi raccolti in vari Festival, “Nove regine” è un bel film. Se i modelli sono dichiaratissimi (dal Mamet di “La casa dei giochi” alla commedia all’italiana di Monicelli e Risi), pure la sceneggiatura è un orologio svizzero, la regia mai banale, gli attori semplicemente strepitosi. E l’intrigo giallo e picaresco viaggia che è un piacere verso un finale, se non proprio sorprendente, quanto meno più originale della media del genere.

Regia di Fabio Bobbio. Un film con Samuele BogniMatteo TurriValentina Padovan. Genere Commedia, – Italia2016durata 88 minuti. Uscita cinema giovedì 1 dicembre 2016 distribuito da Strani Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Samuele e Matteo hanno pochi anni e grandi spazi da scoprire. Boschi, fiumi, luna park, centri commerciali, strade sterrate punteggiano un territorio che percorrono a grandi falcate e prolungati silenzi. La scuola è finita e davanti c’è solo un’estate di ozio e di attesa in cui ripensare i piccoli amori conclusi, i piccoli affanni vissuti. Tra tuffi e pesca, scontri e autoscontri, Samuele e Matteo sperimentano la loro età, sfuggendo alla virilità ottusa, spiando una ‘graziosa’ e la sua rosa, tuffandosi in vasche d’acqua, permeabili come cormorani. E come i cormorani si stendono al sole, sognando di fiumi ricchi di pesci e possibilità.
L’adolescenza è un soggetto esaurito e inesauribile. L’adolescente è un personaggio tipico del cinema alla maniera di un cowboy o di un gangster. Impossibile trovare un autore che non lo abbia anche solo avvicinato, difficile trovare un’arte che non l’abbia trattato scavando nella sua enigmatica impulsività. La fascinazione deriva probabilmente dal desiderio di sondare un’età pura e refrattaria al compromesso, di approcciare un frammento che forgia per sempre la nostra esistenza. Improntato su uccelli acquatici che spiegano le ali ad asciugare, I cormorani racconta nel tempo di un’estate il percorso fisico e ideale di due adolescenti che ciondolano da un luogo all’altro, vengono alle mani per gioco e senza nemmeno sapere perché. Fabio Bobbio, montatore di Mirko Locatelli (I corpi estranei) al suo esordio, approccia questa stagione dell’anima eludendo il racconto iniziatico. Ne I cormorani non esiste un prima e un dopo, Bobbio scorre lo sguardo sul paesaggio puberale muovendosi in loop dentro un’estate infinita. Questa visione (in)interrotta della giovinezza, presentata come materia ardente confinata dalla routine, dona al film la sua delicatezza. La normalità apparente emerge i momenti di esaltazione che Samuele e Matteo condividono con la confusione e la ricerca di sé dietro a una prostituta, ai pugni al pungiball, ai pomeriggi al sole. I cormorani fugge i vizi distintivi dell’adolescenza contemporanea, dichiarazioni d’amore o di amicizia convertite in forma di emoticon, per concentrarsi sui suoi personaggi, per metterli in contatto con sé stessi.
Cinema di concentrazione, dove nessuna distrazione si interpone ad una visibilità totale dei protagonisti, dei loro pensieri e delle loro azioni, quello di Fabio Bobbio centra i sentimenti, non quelli rosa del cinema commerciale, ma quelli insondabili e inesplorati. Lo sguardo è puntato su Samuele e Matteo, approssimati per raggiungere per via epidermica il centro sconosciuto delle loro emozioni, la sceneggiatura suggestiva anziché imperativa per lasciare piena espressione alla casuale coincidenza della vita, la recitazione azzerata per vivere la situazione. Il reale innerva il racconto ma non lo struttura.
I cormorani non è un documentario sull’adolescenza, al contrario, il film attiva la grande macchina finzionale, trasformando una storia che avanza al ritmo di una promenade in un romanzo d’avventura a metà tra il corpo e la parola. Bobbio coglie l’indeterminatezza dei suoi adolescenti, ne segue la geografia e le geometrie, congedandoli a cavallo di un toro meccanico. Prima della caduta, prima che la statura cresca e il timbro della voce si abbassi, prima di afferrarsi e afferrare, prima di rovesciare dalla parte adulta e matura del mondo, dove l’impronta della fantasia e la traccia istintiva del proprio essere cede alla realtà. Tra cronaca teen rurale, la prossimità con la natura soffia sul film un respiro delicatamente primitivo, e occhi spavaldamente puntati sulla realtà, Fabio Bobbio rivela un interesse sensibile per la ‘prima età’ e le sue indistinte giornate di favole e giochi. Dinoccolati sulla soglia della maturità, Samuele e Matteo spruzzano il mondo fuori e lo sguardo dal di fuori, trattenendosi ancora un po’ nell’universo infantile delle cose. Ma nessun gioco dura a lungo
. Bobbio conserva lo sguardo in macchina di Matteo e lo converte in un bagliore di coscienza mentre il ragazzo asciuga al sole e dentro i rumori di fondo dell’epoca. Che inesorabile appressa e ingolla il mito dell’adolescenza.

Le rane del mare (1951) - MYmovies.it

Un film di Lloyd Bacon. Con Robert Wagner, Richard Widmark, Dana Andrews, Jeffrey Hunter. Titolo originale The Frog Men. Guerra, Ratings: Kids+13, b/n durata 96′ min. – USA 1951. MYMONETRO Le rane del mare * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

John Lawrence è chiamato a sostituire il comandante di una squadra di sabotatori subacquei. Militare tutto di un pezzo, si rivelerà particolarmente duro con sé stesso. Bellico Fox insolitamente scevro di sciovinismo. Senza pretese, dipinge un quadro di guerra marina con competenza.