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Locandina Viaggio al pianeta Venere

Un film di Charles Lamont. Con Bud AbbottLou CostelloMari BlanchardRobert PaigeHorace McMahon. continua» Titolo originale Abbott and Costello Go to MarsComicoRatings: Kids+13, b/n durata 77 min. – USA 1949.

Coinvolti per una serie di equivoci in un volo nello spazio, i pasticcioni Gianni e Pinotto finiscono sul pianeta Venere dove hanno la gradita sorpresa di conoscere una affascinante regina (Mari Blanchard) ed una schiera di bellissime venusiane. L’accoglienza è delle più piacevoli, ma ogni mondo è paese: le donne, anche su Venere, sono pur sempre donne… e dunque, di umore molto variabile…
Tiepida parodia dei film di fantascienza giocata sui prevedibili lazzi dei due comici e sul tema del matriarcato extraterrestre.Le aspiranti al titolo di Miss Universo 1952 sono mobilitate per impersonare le abitanti di Venere.

Un film di Charles Laughton. Con Robert Mitchum, Shelley Winters, Peter Graves, Lillian Gish, Evelyn Varden Titolo originale Night of the Hunter. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 90 min. – USA1955. MYMONETRO La morte corre sul fiume * * * * - valutazione media: 4,43 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Harry Powell, pastore protestante, uccide alcune vedove per denaro. Uccide anche Willa Harper, ma i suoi due figlioletti gli danno filo da torcere. Riescono a fuggire da lui allontanandosi sul fiume con una barca. In loro soccorso giunge una cara vecchietta, Rachel, che dà rifugio ai bambini abbandonati. Grande fiaba orrorifica, più per atmosfera che per scene violente, resa convincente da una regia secca e originale. Harry come orco, Rachel come fata e i due fratelli come Hansel e Gretel. La fotografia in bianco e nero di Stanley Cortez è una festa per gli occhi. Le inquadrature grazie alle luci maniacalmente posizionate sono una rilettura dell’espressionismo. Stupenda la sequenza in cui il vecchio scopre il cadavere di Willa, interpretata volutamente sopra le righe da Shelley Winters. La donna è legata alla guida dell’auto sul fondo del fiume e i suoi capelli lunghi si confondono con le alghe. Prima e unica regia dell’attore Charles Laughton che, con grande misoginia, mostra quasi tutte le figure femminili come ingenue e stupide. Si salva solo Rachel, interpretata da una grande Lillian Gish. Atto d’accusa contro il fanatismo nella religione cristiana e i falsi profeti, con riferimento al sud degli Stati Uniti. Forse la più grande e sfaccettata interpretazione di Mitchum, che sette anni dopo, ne Il promontorio della paura, si calerà in un personaggio molto simile. Tratto dal romanzo di Davis Grubb e girato in poco più di un mese. Laughton, a causa dell’insuccesso commerciale, non poté realizzare la sua trasposizione de Il nudo e il morto di Mailer. Oggetto di culto di molti cinefili è citato apertamente da Neil Jordan nel suo In compagnia dei lupi

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Locandina Io... e il ciclone

Un film di Charles Reisner. Con Buster KeatonErnest TorrenceMarion Byron Titolo originale Steamboat Bill Jr.Comicob/n durata 70 min. – USA 1928.

Novelli Giulietta e Romeo, Marion e Willie si amano anche se i rispettivi padri si detestano per motivi di lavoro. Dopo fratture, riconciliazioni e colpi di scena gli innamorati potranno coronare il loro sogno alla fine di un ciclone durante il quale Willie avrà modo di dimostrare il suo eroismo. Uno dei capolavori assoluti di Buster Keaton, pieno di scene pericolosissime girate senza l’uso di stuntmen.

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Un film di Charles Vidor. Con Rita Hayworth, Glenn Ford, George MacReady, Joseph Calleia, Steven Geray. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 110′ min. – USA 1945. MYMONETRO Gilda * * * 1/2 - valutazione media: 3,83 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ballin Mundson, proprietario di un losco casinò di Buenos Aires, sposa un’ex ballerina, già amata da Johnny, il suo fedele collaboratore. Il triangolo che si regge su un complesso rapporto di amore-odio non si spezza nemmeno con la morte (apparente) di uno dei tre. Film di culto per i fan di Rita, corpo d’amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente “Put the Blame on Mame” e danza splendidamente “Amado mio”. L’assurdità dell’intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea.

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Locandina Warming By the Devil's Fire. The Blues

Un film di Charles Burnett. Con Tommy HicksNathaniel Lee Jr. Commediadurata 120 min. – USA 2002

La metà degli anni Cinquanta tra Los Angeles e il Mississippi nei ricordi d’infanzia del regista, tra la mamma amante del blues e la nonna, appassionata di gospel e convinta che il blues fosse “la musica del diavolo”.

Risultati immagini per Sansone e Dalila poster

Un film di Cecil B. De Mille. Con Victor Mature, George Sanders, Hedy Lamarr, Angela Lansbury, Henry Wilcoxon. Titolo originale Samson and Delilah. Drammatico, durata 128′ min. – USA 1949. MYMONETRO Sansone e Dalila * * * 1/2 - valutazione media: 3,71 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La perfida Dalila, respinta da Sansone, si vendica tagliandogli i capelli, fonte della sua forza straordinaria. Indebolito e cieco, l’uomo più forte del mondo fa crollare il tempio con tutti i Filistei. È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. Notevole il seno di V. Mature, più imponente di quello di H. Lamarr. Oscar per scene e costumi.

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Un film di John Ford, George Marshall, Henry Hathaway. Con George Peppard, Henry Fonda, Gregory Peck, John Wayne, Richard Widmark. Titolo originale How the West Was Won. Western, durata 162′ min. – USA 1962. MYMONETRO La conquista del West [2] * * * * - valutazione media: 4,01 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Da alcuni racconti di Frank J. Wilstack e da Prince of Pistoleers di Courtney Ryley Cooper e Grover Jones. La storia della colonizzazione del West in 4 episodi, dal 1830 al 1890: i primi 2 (“Rivers”, “Plains”) e l’ultimo (“Outlaws”) hanno la regia di H. Hathaway, l’altro (“Railroad”), che vanta una spettacolare carica di bisonti, è firmato da Marshall. C’è anche un interludio diretto da J. Ford con la storica battaglia di Shiloh, magnificamente raccontata di scorcio, e un breve dialogo notturno tra i generali nordisti Sherman (J. Wayne) e Grant (H. Morgan). Girato in Cinerama e trasferito su Cinemascope, è un western miliardario All Star tradizionale e spesso convenzionale della M-G-M. Pur carica di molti debiti, la sceneggiatura di James R. Webb ebbe l’Oscar, insieme al montaggio e al suono. Fotografia di prim’ordine di W. Daniels, M. Krasner, C. Lang Jr. e J. La Shelle.

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Locandina La storia del dottor Wassel

Un film di Cecil B. De Mille. Con Gary CooperDennis O’KeefeSigne HassoLaraine Day Titolo originale The Story of Doctor WassellGuerraRatings: Kids+13, durata 140 min. – USA 1944.

Un medico si innamora di una crocerossina e, per seguirla, si arruola e finisce in Cina. Poco dopo, nella marina militare, salva numerose vittime di un bombardamento giapponese. All’evacuazione di un ospedale da campo, riesce a imbarcare moltissimi feriti.

Locandina I prevaricatori

Un film di Cecil B. De Mille. Con Fannie WardJack DeanSessue HayakawaEve Francis Titolo originale The CheatDrammaticodurata 60 min. – USA 1915

AEdith viene consegnata una grossa somma per conto della Croce Rossa. Perde i soldi speculando in borsa ed è costretta a chiederli ad Aka, uno strozzino di origine orientale. Finisce malissimo. Un melodramma diretto dal grande De Mille.

I dieci comandamenti (1956) - Streaming | FilmTV.it

Regia di Cecil B. De Mille. Un film Da vedere 1956 con Charlton HestonYul BrynnerAnne BaxterEdward G. RobinsonYvonne De CarloDebra PagetCast completo Titolo originale: The Ten Commandments. Genere Storico – USA1956durata 221 minuti. – MYmoro 4,91 su 16 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Cecil Blount De Mille è un regista che ha firmato opere di grandissima popolarità che, paradossalmente, non sono le sue migliori. Tutti ricordano i suoi “colossi” come Sansone e Dalila, ma personalmente ritengo che De Mille abbia dato il meglio nei western, dove aveva una sua misura particolare e grande riconoscibilità. Basta ricordare La conquista del West, un western del ’36 già perfettamente adulto, tre anni prima di Ombre rosse, e poi La via dei gigantiGiubbe rosse e Gli invincibili, quasi tutti con Gary Cooper.
Tuttavia dicendo De Mille si dice Dieci comandamenti, che è un’opera meritevolissima, beninteso, un titolo che non ha mai trovato posto in nessuna delle classifiche nobili, proprio per le sue caratteristiche di troppa spettacolarità, popolarità, artificio. De Mille voleva soltanto piacere al pubblico, dargli ciò che voleva. John Ford riconosceva questa sua capacità, e in un certo senso gliela invidiava. Nei Dieci comandamenti tutto è perfetto: l’aspetto degli attori, i costumi, le armi, la natura, gli edifici, i trucchi, la musica, le inquadrature. È tutto così stilizzato e calligrafico da far invidia al più avanzato dei registi pubblicitari.
Ricordiamo che De Mille ha lasciato un retaggio in questo senso: il mar Rosso che si apre, che ha ispirato un noto spot pubblicitario. Mosè, ebreo, viene affidato neonato alle acque del Nilo, in un paniere. Viene raccolto dalla figlia sterile del faraone. Cresce come un principe e si distingue a scapito di Ramesse, figlio del faraone. Quando viene scoperta la sua origine, Mosè non la rinnega, diventa anzi capo del popolo ebraico, ridotto in schiavitù da trecento anni. Porta via il suo popolo dall’Egitto. Sul monte Sinai ottiene da Dio le tavole dei Comandamenti. Vaga quarant’anni nei deserti prima di arrivare alla Terra Promessa. La saga e il racconto sono grandissimi. Si rimprovera al regista una certa prolissità (quasi quattro ore la durata del film), ma ci sono momenti di alto significato, sul piano delle immagini (Mosè che chiede l’aiuto di Dio nella tempesta, l’incisione delle tavole, le scene d’esodo). Ci sono anche tratti di grande forza, quasi da tragedia greca, seppur fortemente Hollywoodiani.
De Mille era un fervente cattolico e attribuiva ai suoi film un preciso valore in quel senso. Ci fu chi disse che il regista era stato un paladino della fede più del papa.

4.91/5
Locandina Il più grande spettacolo del mondo

Un film di Cecil B. De Mille. Con Betty HuttonGloria GrahameHenry WilcoxonCharlton HestonJames Stewart. continua» Titolo originale The Greatest Show on EarthCommediadurata 153 min. – USA 1952

La storia di un grande circo, in un film rimasto famoso nel suo genere, si intreccia ai drammi personali degli attori e dei dipendenti che vi lavorano. I guai delle persone sono di scarso rilievo di fronte all’esigenza dello spettacolo che deve andare avanti a tutti i costi (e fare cassetta).

Locandina Il segno della croce

Un film di Cecil B. De Mille. Con Claudette ColbertFredric MarchCharles LaughtonDorothy GrangerElissa Landi. continua» Titolo originale The Sign of the CrossStoricob/n durata 120 min. – USA 1932.

Il primo film storico sonoro di Cecil B. de Mille. Claudette Colbert nel ruolo di Poppea fa il bagno nel latte e il trentenne Charles Laughton (Nerone) sembra un lattante un po’ troppo cresciuto.

Locandina Il re dei re

Un film di Cecil B. De Mille. Con Dorothy CummingJoseph SchildkrautErnest TorrenceH.B. Warner Titolo originale The Kings of KingsStoricodurata 157′ min. – USA 1927

I fatti più salienti della vita di Gesù visti dagli occhi di Maria Maddalena, ricca cortigiana, il cui amante Giuda Iscariota diventa uno dei seguaci di Cristo. Allora lei lo sente predicare, si pente dei suoi peccati e diventa pure sua discepola, seguendolo fino alla sua crocifissione e resurrezione.

Giubbe rosse - Film (1940)

Un film di Cecil B. De Mille. Con Gary CooperMadeleine CarrollPaulette GoddardPreston FosterLon Chaney Jr.. continua» Titolo originale Northwest Mounted PoliceWesterndurata 125 min. – USA 1940.

Le truppe inglesi di stanza nel Canada devono affrontare la ribellione di indiani e meticci. Questi ultimi sono sobillati da un evaso; lo sceriffo che gli dà la caccia si allea alle Giubbe Rosse. Dopo scontri e imboscate le sorti della battaglia volgono a favore dei militari; l’evaso è arrestato e una storia d’amore si conclude lietamente. È un classico del “genere”, anche se i toni sono più complessi. Memorabile la fotografia contrastata alla DeMille, valorizzata dal rosso sfavillante delle divise canadesi.

Locandina Beasts of No Nation

Un film di Cary Fukunaga. Con Idris Elba, Ama Abebrese, Richard Pepple, Abraham Attah, Opeyemi Fagbohungbe Titolo originale Beasts of No Nation. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 133 min. – USA 2015. MYMONETRO Beasts of No Nation * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 1 recensione.

Da ultimo di una famiglia coesa, Agu passa ad essere solo nel giro di 10 minuti. Quando la guerra civile della sua nazione arriva al suo villaggio, sua madre riesce a mettersi in viaggio ma suo padre e suo fratello vengono massacrati, lui, in fuga non ha nulla nè sa dove andare fino a che non incontra un plotone. La milizia al soldo di uno dei molti partiti politici che lottano per il potere lo arruola tra le file dei suoi bambini soldato, lo arma e lo sfama, lo educa alla violenza, lo droga e lo condiziona. A capo di tutto c’è il carismatico Commandant, assieme ad Agu amici, coetanei e più adulti, un branco di esseri umani solitari che più diventano soldati più perdono contatto con la realtà.
Per andare in Africa a filmare la guerra, i bambini soldato, la disperazione, la trucidazione e la deriva mentale, Cary Fukunaga ha portato con sè tutto il cinema hollywoodiano migliore che ha elaborato il Vietnam. In un atto di trasferimento filmico è riuscito a parlare di qualcosa di molto lontano dall’orbita statunitense con l’armamentario simbolico usato in passato per raccontare la più americana delle storie, quella di come un paese intero ha perso fiducia nel proprio ruolo nel mondo di fronte ad una guerra assurda e violenta.

3.50/5

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Un film di Cecil B. De Mille. Con Howard Da Silva, Gary Cooper, Boris Karloff, Paulette Goddard, Cecil Kellaway. Titolo originale Unconquered. Avventura, durata 146′ min. – USA 1947. MYMONETRO Gli invincibili * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Durante una delle tante guerre con gli indiani nel 1763, una ragazza condannata per aver difeso il fratello (deportata dall’Inghilterra nelle colonie dell’America settentrionale) è contesa da un ufficiale buono e uno fellone. Da un romanzo di Neil H. Swanson, con larghissimi mezzi a disposizione, De Mille ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. C’è un’emozionante discesa in canoa e Katherine De Mille, figlia del regista e moglie di Anthony Quinn, vestita da pellerossa.

Regia di Carlo Zoratti. Un film Da vedere 2013 con Alex NazziOrla HillCarlo ZorattiBruna SavorgnianCarla MeneghinCast completo Genere Commedia, – GermaniaItaliaAustria2013durata 83 minuti. Uscita cinema martedì 1 aprile 2014 distribuito da Tucker Film. – MYmoro 3,45 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

L’autismo impedisce ad Enea, ventinovenne che risiede nel piccolo centro di Terenzano (Udine), di avere quella vita affettivo-sessuale di cui sente sempre di più la mancanza. Due suoi amici, Alex e Carlo, decidono allora di aiutarlo a realizzare il desiderio di avere un rapporto, dirigendosi prima in un bordello in Austria e poi in Germania, a Trebel, dove esiste un centro in cui anche i disabili possono imparare a conoscere la sessualità.
Una problematica rimossa, quasi tabù, permea The Special Need, esordio nel lungometraggio di Carlo Zoratti. A bordo di un vecchio furgone Volkswagen, lo stesso regista guida, insieme ad Alex, l’amico Enea alla ricerca di un corpo affine, senza pietismi o eccessive accortezze, in un continuo dialogo tra pari. Si avverte empatia maschile e affetto tra i tre uomini, voglia di condividere un’esperienza e di portare a termine un obiettivo all’interno di un particolare viaggio iniziatico che apre ad inattese conquiste. Soprattutto per Carlo e Alex, messi, in conclusione, davanti ad una visione del sesso e dell’amore, e forse anche del mondo, di cui Enea è splendido e luminoso latore. Siamo dalle parti di un documentario atipico, generoso e tenero, che trova il momento poetico proprio quando non lo sta cercando, in alcuni botta e risposta genuini e spiazzanti, oltreché capace – e qui sta la sua forza – di sollevare domande importanti di cui si aspetta da troppo risposta da parte delle istituzioni. Anche nella sua costruzione (Alex è interpretato da Alex Nazzi, attore per Lorenzo Bianchini, altro esponente della new wave udinese), nel suo essere messo in pagina con qualche civetteria tecnica di troppo, conserva una freschezza che nessun montaggio o accorgimento può celare, un palpito di fragilità e tenerezza fuori dal comune. Come ha avuto modo di far intendere Zoratti, si tratta quasi di una regia condivisa, di un timone tenuto in due, da due amici uguali a mille altri: «Io ed Enea ci conosciamo da quando abbiamo quindici anni. Abbiamo deciso di fare questo documentario quattro anni fa, in piedi davanti alla fermata dell’autobus 11 a Udine. Quel giorno gli ho chiesto se aveva la ragazza: io ne avevo conosciute molte, perché lui no? Nel 2012, quando sono iniziate le riprese, non sapevamo dove sarebbe arrivata la nostra storia, quale sarebbe stata la strada. Ogni giorno Enea cambiava traiettoria e io dovevo seguirlo, accettando che fosse lui a guidarmi…».
Nonostante si focalizzi su un caso specifico, The Special Need affronta in maniera frontale e esaustiva una questione delicata e socialmente calda, strettamente connessa con quel bisogno d’amore e di condivisione che si nasconde in ognuno, molto al di là delle gabbie in cui è costretto a vivere.

Regia di David Mackenzie. Un film con Jeff Bridges, Gil BirminghamDale DickeyBen FosterChris PineWilliam SterchiBuck TaylorCast completo Titolo originale: Comancheria. Genere ThrillerDrammatico – USA2016durata 102 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 2,76 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Rapinare le agenzie della Texas Midlands, solo pezzi piccoli, solo dalle casse, la mattina presto quando non ci sono clienti. Pulire i soldi al Casinò. Pagare i debiti, estinguere l’ipoteca e lasciare il ranch dove ha appena scoperto il petrolio ai suoi due figli, per interrompere una storia di povertà famigliare durata anche troppo. È questo il piano di Toby, per il quale ha bisogno di suo fratello Tanner, da poco in libertà, dopo dieci anni di carcere. Le banche gli hanno preso quel poco che aveva e ora lui deve riprenderselo, possibilmente senza spargere sangue. Due le incognite: Tanner, che è una testa calda, e un Texas ranger a un passo dal pensionamento, che come detective sa il fatto suo meglio di tutti gli altri.
Il britannico David Mackenzie “esce” a sua volta dalla prigione del suo precedente film, “Starred Up”, con la voglia di una scorribanda. Il Texas, con il suo paesaggio geografico e umano rude e sanguigno, spesso sarcastico, gli offre lo sfondo per un western contemporaneo che riassegna i ruoli e per una storia di deserti emotivi e trivellazioni in profondità, al cuore degli affetti.
Le intenzioni sono buone, per quanto non sorprendenti, ma il film tarda a mettersi in moto, si trascina a lungo, indeciso se giocare la carta del thriller o quella del ritratto psicologico o ancora del western lirico e moderno. La colonna sonora parla allora al posto della regia, ma è invadente, chiacchierona: ha poco a che fare tanto con il lessico dei comanchi che con quello dei cowboys.
La sceneggiatura, firmata dall’autore di Sicario, parla di una violenza diversa, ma non meno disumana: quella del capitale, delle sue trappole, delle sue minacce educate ma senza sconti. E parla di uomini: diversi, ma vicini, i due fratelli; in tutto simili, ma lontani, Toby e il Ranger. C’è una linea che li divide, quella della legalità, e nessuna evenienza che uno dei due possa passare dall’altra parte. Chris Pine nei panni del primo e Jeff Bridges in quelli del secondo, trovano due ruoli che calzano loro a pennello, e li vestono al meglio. Mackenzie non li fa incontrare fino al finale, ma li accomuna con lo strumento del montaggio. Quando li mette l’uno di fronte all’altro, armati, dentro la forma a specchio del duello, confeziona un gran finale senza per questo alzare la sordina. Se ciò che lo procede avesse avuto lo stesso stampo, avremmo visto un film migliore.

3.8/5

Risultato immagini per Le strade di San FranciscoLe strade di San Francisco (The Streets of San Francisco) è una serie televisiva statunitense di genere poliziesco, trasmessa dalla ABC per 5 stagioni dal 1972 al 1977.Popolare anche fuori dagli Stati Uniti (in Italia andò in onda dal febbraio 1980), la serie, come suggerito dal titolo, è interamente ambientata nella caratteristica città di San Francisco, in California, dove avvengono spettacolari e lunghi inseguimenti in auto, ma è anche una serie “attenta alle problematiche sociali”[1]. Coprotagonisti sono Karl Malden nei panni del tenente Mike Stone e l’attore esordiente (nonché figlio d’arte e futura star di HollywoodMichael Douglas nel ruolo di Steve Keller. Douglas lasciò la serie nella penultima stagione lasciando il posto a Richard Hatch nella parte di Dan Robbins.

I protagonisti sono una coppia ben assortita di investigatori: il tenente Mike Stone è un anziano poliziotto venuto dalla gavetta, vedovo e con una figlia, Jeannie, che appare saltuariamente; si presenta indossando immancabilmente uno sdrucito trench con in testa un floscio cappello anni 50. Il giovane ispettore Steve Keller è più “intellettuale” e politically correct (infatti, al momento di uscire dalla serie, il personaggio lascia la polizia per dedicarsi all’insegnamento dopo una seria ferita rimediata in servizio).

Le vicende dei due, solitamente concluse nell’ambito di ogni episodio, si svolgono a San Francisco; anche se non mancano inseguimenti e sparatorie, le scene violente risultano contenute, considerato che la serie era rivolta a un pubblico televisivo familiare, mentre viene fatto risaltare lo spessore umano dei due detective: il loro coinvolgimento nelle indagini, soprattutto per il tenente, è frequentemente di natura emotiva.

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Risultati immagini per Pink Flamingos

Un film di John Waters. Con DivineDavid Lochary, Mary Vivian Pearce Titolo originale Pink Flamingos – 25th Anniversary EditionGrottescodurata 108 min. – USA 1972.

Nel 1997, per il 25esimo anniversario dalla realizzazione di Pink Flamingos, capolavoro “trash” assoluto di John Waters, è uscita questa videocassetta commemorativa digitalmente rimasterizzata. Al termine del film il commento di John Waters presenta alcune scene non inserite nel montaggio finale. A partire dal 1964 parallelamente ai film esistenziali e scioccanti prodotti da Andy Warhol, Waters ha portato avanti il suo stile improntato sul “cattivo gusto”, sostenuto dal Museo d’Arte Moderna di New York. La fama di Divine, considerato personaggio assolutamente disgustoso, rende gelosi Connie e Raymond. Questi ultimi rapiscono ragazze, le rendono incinte e vendono i neonati a coppie che non possono avere figli. Nel frattempo la madre di Divine, che vive in un lettino per poppanti, si innamora di un venditore di uova. Si celebra così la grande festa e un finto matrimonio. Connie e Raymond danno fuoco alla roulotte di Divine e quest’ultima li uccide davanti alla camera da presa di un regista di cinema-verità. Waters in questo film non risparmia cartucce e oltrepassa ogni limite fino allo “snuff” e al “porno”. Nonostante il film sia pieno di scene nauseanti, quella che tutti i cinefili citano è il finale in cui Divine mangia realmente le feci di un cagnolino. Pink Flamingos non può essere giudicato con i consueti parametri e viene inserito nel dizionario per un dovere storico. Solo in videocassetta di importazione.

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