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The Millennium Trilogy (English Edition) eBook : Larsson, Stieg: Amazon.it:  Kindle Store

Millennium è una trilogia di romanzi polizieschi dello scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson. I tre romanzi che la compongono (l’autore prevedeva di scriverne 10[1]) sono tutti stati pubblicati postumi, dopo la prematura scomparsa dell’autore e sono apparsi per la prima volta in Svezia tra il 2005 e il 2007 presso l’editore Norstedts Förlag. Sono stati pubblicati per la prima volta in italiano dal 2007 presso l’editore Marsilio.

I romanzi della serie sono:

I tre romanzi sono stati tradotti e pubblicati in oltre trenta Paesi e in Europa hanno venduto oltre 8 milioni di copie[1], di cui 2,7 milioni nella sola Svezia (quasi un quarto degli abitanti del paese scandinavo) e 1,5 milioni nella sola Francia, primo paese a pubblicare la trilogia presso l’editore Actes Sud[2].

Le ragazze (film).jpg

Le ragazze (in svedese : Flickorna ) è un film drammatico svedese del 1968 diretto da Mai Zetterling , con Bibi Andersson , Harriet Andersson e Gunnel Lindblom . È una reinvenzione femminista dell’antica commedia greca Lisistrata di Aristofane e ruota attorno a un gruppo teatrale che ha allestito lo spettacolo.

Liz ( Bibi Andersson ), Marianne ( Harriet Andersson ) e Gunilla ( Gunnel Lindblom ) sono tre attrici che sono state assunte per esibirsi in una produzione itinerante di Lysistrata . Ogni donna affronta delle sfide lasciando le proprie case per andare in tournée. Marianne ha lasciato il suo fidanzato sposato e trova difficile lasciare il suo bambino nelle mani delle babysitter mentre va in tournée. Il marito di Liz ha una relazione e vuole che se ne vada mentre Gunilla, madre di quattro bambini piccoli, è esortata a non andarsene dal marito che vuole che rimanga a casa per aiutare con i bambini.

Durante il tour vengono accolti con educata indifferenza poiché i membri del pubblico non riescono a cogliere il significato del gioco o ne sono annoiati. Dopo una rappresentazione, Liz chiede ai membri del pubblico di rimanere indietro per discutere il significato dello spettacolo, ma quando cerca di parlare loro dell’importanza delle donne non reagiscono e un membro maschile della compagnia si comporta come se fosse solo una continuazione del gioco e la introduce fuori scena. 

Regia di Lukas Moodysson. Un film Da vedere 1998 con Alexandra DahlströmRebecka Liljeberg. Titolo originale: Fucking Åmål. Genere Commedia – Svezia1998durata 89 minuti. – MYmonetro 3,50 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Come l’introversa, bruna sedicenne Agnes (Liljeberg) che vive la sua infelice adolescenza ad Åmål, sonnacchiosa cittadina di provincia, trova consolazione nell’amore finalmente ricambiato per l’estroversa, bionda Elin (Dahlström). Le due escono allo scoperto, tra lo scandalo degli adulti benpensanti e l’incredulità dei compagni di scuola. Esordio di Moodysson, già autore di poesie e romanzi, con un piccolo film a basso costo e grandi ambizioni, ammirevole per la ricchezza di volti, sfumature, dettagli con cui ritrae lo spaesamento dell’adolescenza e per l’aguzza durezza con cui descrive l’omologazione ottusa di giovani e adulti provinciali. Nel 1998 fu in Svezia un evento nazionale, capace di contendere a Titanic il primato degli incassi.

Lilja 4-ever - Film (2002)

Regia di Lukas Moodysson. Un film Da vedere 2002 con Oksana AkinshinaArtyom BogucharskyLyubov AgapovaLiliya ShinkaryovaElina BenensonCast completo Genere Drammatico – DanimarcaSvezia2002durata 109 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,50 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ex-URSS: gente senza futuro farebbe di tutto per avere un’occasione. Così Lilja viene abbandonata dalla madre che fugge negli USA col suo compagno. Abbandonata, persa, Lilja crede comunque in un futuro possibile. Ha due amici: un bambino che morirà presto e un quasi fidanzato che la tradirà fingen do di aiutarla. Il regista di Fucking Amal e di Together cambia registro e ci trasporta all’inferno. Il finale con gli angeli non ha nulla della new age di riporto. E’ solo una speranza in qualcosa che va al di là dei ‘poteri’ degli esseri umani. Sui quali non si può fare alcun affidamento 

Conversazioni private di Liv Ullmann - DVD

Regia di Liv Ullmann. Un film con Max von SydowSamuel FrölerPernilla AugustAnita BjörkVibeke FalkThomas HanzonCast completo Titolo originale: Enskilda Samtal. Genere Drammatico – Svezia1996durata 110 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 6 recensioni.

Scritto da Ingmar Bergman come Con le migliori intenzioni (1992) di cui è il seguito, racconta un altro decennio (1924-34) nell’infelice vita coniugale di Henryk Bergman e Anna Akerblom, genitori del regista. È la storia di un adulterio, quello che Anna commette con Thomas, studente di teologia più giovane di lei. Pur tra sconnessioni temporali e qualche taglio rispetto all’edizione televisiva, è diviso in 5 conversazioni (meglio: confessioni, nel titolo originale e nell’accezione luterana della locuzione) con epilogo-prologo nel 1907. A differenza del film precedente, la sceneggiatura di Bergman ha qui un impianto più frammentario e intimista dove si scava in profondità nel groviglio di amore-odio-senso del dovere-rivolta di Anna (P. August, qui protagonista assoluta, doppiata da Cristiana Lionello). Alla sua 3ª regia, L. Ullmann ci ha messo del suo: sensibilità, cura dei particolari, un tocco di femminilità oscuro e potente, quasi come in un processo di osmosi, identificazione, transfert tra regista, interprete e personaggio. Nell’edizione italiana manca la 3ª conversazione tra Anna e sua madre.

Regia di Liv Ullmann. Un film Da vedere 2000 con Erland JosephsonLena EndreKrister HenrikssonThomas Hanzon, Michelle Gylemo, Juni DahrCast completo Titolo originale: Trolösa. Genere Drammatico – Svezia2000durata 155 minuti. – MYmonetro 4,00 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

L’attrice Marianne e il famoso direttore d’orchestra Markus, sposati da undici anni, hanno una figlia, la piccola Isabelle. Il regista David è il loro migliore amico. Tra Marianne e David nasce una relazione che si trasforma in passione. Separazione drammatica, epilogo tragico. 4ª regia di L. Ullmann (i primi 2 film inediti in Italia), la 2ª su sceneggiatura di Ingmar Bergman, strindberghiana di ispirazione, autobiografica nella sostanza, che sul tradizionale e risaputo triangolo borghese costruisce un dramma su binari angosciosamente nuovi. Lo spunto è pirandelliano: un’attrice/personaggio (Endre) aiuta l’ottantenne Bergman (Josephson), tormentato dai rimorsi, a scrivere questa straziata storia d’amore fra tre adulti, reciprocamente infedeli, del cui gioco la vera vittima è la bambina. Cinema di parola, dunque di attori, sebbene la regia sia tutt’altro che di servizio, e non soltanto perché, pur rispettando con scrupolo il testo del maestro, amplia visivamente la presenza della figlia. Nonostante un certo ristagno drammaturgico nella 2ª parte, il film fonde estetica ed etica, colpisce per la sua sincerità, coinvolge con il suo dolore, scava impietosamente nei vizi privati e nella crudeltà irresponsabile della gente scandinava, soprattutto degli uomini che, come capita spesso in Bergman, ne escono giustamente bastonati. Perciò, forse, i 2 interpreti maschili, soprattutto il David di Henriksson, risultano opachi rispetto alla versatile e intensa Endre, doppiata da Roberta Greganti.

Regia di Lech Majewski. Un film Da vedere 2013 con Michal TatarekElzbieta OkupskaJacenty JedrusiJan WartaSzymon BudzykCast completo Titolo originale: Field of Dogs. Genere Drammatico, – PoloniaItaliaSvezia2013durata 102 minuti. Uscita cinema giovedì 17 aprile 2014 distribuito da CG Entertainment. – MYmonetro 2,97 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Adam è sopravvissuto ad un incidente stradale in cui sono morti la sua compagna, Basia, e il suo migliore amico, Kamil. Da quel momento Adam, poeta e promettente professore universitario di letteratura, abbandona l’insegnamento e trova lavoro e rifugio in un centro commerciale. Ciò che gli dà tregua dal dolore che lo tormenta è la lettura della Divina Commedia e il dormire. Nel sonno può visitare un mondo parallelo in cui incontrare persone care e fantasmi frutto della sua immaginazione. Alla sua sofferenza privata si aggiunge quella della Polonia, sconvolta da catastrofi naturali e politiche nel corso del 2010. Adam, come Dante con Beatrice, continua ad avere dinanzi a sé una meta: ritrovare l’amata Basia.
Dopo Il giardino delle delizie (2004), ispirato all’omonimo quadro di Bosch, e I colori della passione (2011), viaggio all’interno del dipinto di Pieter Bruegel il Vecchio “La salita al calvario”, Lech Majewski conclude la sua trilogia sull’arte affrontando “La Divina Commedia”. Scevro da qualsiasi intento illustrativo l’artista polacco rilegge il testo dantesco come percorso di ricerca interiore che parte dalla ‘selva oscura’ del dolore e del dubbio nei confronti di un Dio che non può essere al contempo onnipotente e misericordioso per giungere a un lavacro purificatore finale.

I Colori Della Passione: Amazon.it: Hauer,Rampling, Hauer,Rampling: Film e  TV

Un film di Lech Majewski. Con Rutger HauerMichael YorkCharlotte RamplingOskar HuliczkaJoanna Litwin Titolo originale The Mill and the CrossDrammaticodurata 97 min. – Svezia, Polonia 2011. – CG Home Video uscita venerdì 30 marzo 2012. MYMONETRO I colori della passione * * * 1/2 - valutazione media: 3,80 su 29 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1564 Pieter Bruegel il Vecchio completa la tela intitolata “La salita al Calvario” in cui rappresenta la Passione di Cristo ambientandola nelle Fiandre del suo tempo, oppresse dalla presenza spagnola. Filippo II (salito al trono nel 1556 alla morte di Carlo V) sta conducendo una feroce repressione contro i movimenti religiosi riformistici che suscitano reazioni negli ambienti colti ispirati dal pensiero di Erasmo da Rotterdam. Il pittore viene mostrato mentre sta concependo l’opera all’interno della quali colloca se stesso e i personaggi che lo circondano nella vita quotidiana. 
Carel van Mandel, primo biografo di Bruegel agli inizi del Seicento, definisce Bruegel “pittore dei contadini” intendendo con ciò sottolineare sia le origini che il soggetto preferito dall’artista e questa lettura dell’opera impedirà una sua completa messa in luce sino alla fine dell’Ottocento. Il film di Majevski non si propone di collocare la figura di Bruegel nel filone del cinema biografico. La novità non sta neppure sul piano tecnico. Già Tarkovskij nel 1974 aveva inserito un ‘quadro vivente’ ispirato proprio a Bruegel e al suo “I cacciatori nella neve” in Lo specchio e due maestri come Kurosawa con Sogni e Rohmer con La nobildonna e il duca avevano compiuto ulteriori passi in questa direzione (grazie ai mezzi sempre più avanzati disponibili).
I colori della passione è e vuole essere al contempo un’occasione di contemplazione e di meditazione. La sofferenza di Cristo è collocata nel qui ed ora di un popolo che, a sua volta, soffre. I persecutori sono spagnoli e il Bruegel di Rutger Hauer osserva la loro protervia denunciandola nel quadro. Mentre traduce in immagini e colori il mistero della Passione il pittore non smette di riflettere sul presente osservandone i più intimi dettagli. Ci si trova così, con Majevski, a contemplare non solo il mistero nascosto nel divino ma anche quello che sottende gli aspetti più oscuri e profondi della concezione dell’opera d’arte.
Sin dal folgorante inizio in cui l’artista colloca gli esseri umani in carne ed ossa sullo sfondo del paesaggio da lui dipinto veniamo fatti partecipi della scelta stilistica del film. Verremo accompagnati in un mondo e in un tempo che forse conosciamo poco. Ne osserveremo la quotidianità e vedremo come questa si traduca in simbolo alto. A partire dal mulino che domina dalla cima di una rupe l’ambiente circostante trasformato in dimora di un Dio che offre la materia prima per un pane che si trasforma in dono di sé. La circolarità dominante nel ritmo della composizione pittorica si riflette nel film e si muove all’interno della dinamica degli opposti Vita/Morte ben rappresentati dall’albero rigoglioso sulla sinistra e il palo su cui si espongono al ludibrio della voracità dei corvi i corpi dei condannati dei quali ci viene mostrata la desolata sorte.
L’artista, ci dice Majevski, può riuscire ad entrare nei più reconditi pensieri della Madre che assiste al martirio del figlio così come è in grado di sospendere il fluire dell’azione rendendo compresente una sofferenza che si fa dono ogni giorno fino alla fine dei tempi. Bruegel esprime così il divino e la sua lettura del senso della vita osservando i bambini, gli uomini e le donne con le loro doti ma anche con le loro bassezze. Solo con un’arte che si rifà al vero del vivere è possibile tentare di comprendere il Mistero nella sua complessità. Senza avere il timore di raffigurare un Gesù che cade sotto il peso della Croce mentre la massa è attenta non a lui ma a raggiungere il luogo in cui assistere al macabro spettacolo della sua morte. Nello stesso istante la Madre, con Giovanni e le due donne, cerca di trovare una ragione a quanto accade e la camera, pennello digitale dei nostri giorni, ne contestualizza il dolore rendendolo universale.

Nei commenti anche altra versione

Regia di Lars von Trier. Un film Da vedere 2018 con Matt DillonBruno GanzUma ThurmanSiobhan Fallon HoganSofie GråbølRiley KeoughCast completo Titolo originale: The House That Jack Built. Genere ThrillerDrammaticoHorror, – DanimarcaFranciaGermaniaSvezia2018durata 155 minuti. Uscita cinema giovedì 28 febbraio 2019 distribuito da Videa. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 – MYmonetro 3,06 su 15 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Usa Anni ’70. Jack è un serial killer dall’intelligenza elevata che seguiamo nel corso di quelli che lui definisce come 5 incidenti. La storia viene letta dal suo punto di vista che ritiene che ogni omicidio debba essere un’opera d’arte conclusa in se stessa. Jack espone le sue teorie e racconta i suoi atti allo sconosciuto Verge il quale non si astiene dal commentarli.

Regia di Lars von Trier. Un film Da vedere 2006 con Jens AlbinusPeter GantzlerFridrik Thor FridrikssonBenedikt ErlingssonIben HjejleCast completo Titolo originale: Direktøren for det hele. Genere Commedia, – DanimarcaSvezia2006durata 99 minuti. Uscita cinema venerdì 5 gennaio 2007 distribuito da Lucky Red. – MYmonetro 3,15 su 16 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ravn vuol vendere la sua azienda, ma ha un problema: da quando l’ha costituita, si è inventato un falso capo irraggiungibile sul quale scaricare la responsabilità di decisioni impopolari. Poiché i futuri compratori islandesi insistono nel voler negoziare il trapasso col capo in persona, assolda per impersonarlo un attore che però gli rovina il piano. Giunto ai 50 anni, von Trier ha scritto e diretto per la prima volta una commedia che è una commedia nella commedia. Molto parlata. Lo spunto è ingegnoso e allude alla realtà, a una strategia padronale che ognuno di noi conosce. Qua e là il film è faticoso da seguire, e persino sgradevole. Nei titoli di testa il nome del direttore della fotografia è sostituito da un dispositivo tecnico: AUTOMAVISION. Siamo o no nel campo dell’informatica? Von Trier dichiara che non era lui a tenere il controllo, ma il computer. È difficile credergli; il “grande capo”, quello vero, è il regista. C’è da divertirsi, comunque, a sentire gli islandesi insultare i danesi che li hanno governati per quattro secoli. V.M. 14 anni.

Regia di Lars von Trier. Un film con Willem DafoeCharlotte Gainsbourg. Titolo originale: Antichrist. Genere Horror, – DanimarcaGermaniaFranciaItaliaSveziaPolonia2009durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 22 maggio 2009 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 – MYmonetro 2,48 su 22 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Poiché von Trier ha tra i suoi modelli Bergman, oltre a Tarkovskij cui dedica il film, diciamo che questo suo Scene da un matrimonio è discutibile sin dal titolo. Diviso in 6 capitoli: “Prologo”, “La paura”, “La pena”, “La disperazione”, “I 3 mendicanti”, “Epilogo”. L’ha ideato, scritto e diretto come terapia per uscire da una grave depressione. 2 personaggi in scena (anzi nel bosco) più 1. Lei è fuori di testa dopo aver visto, durante un coito, il suo piccolo Nic cadere dalla finestra della loro casa in città. Per curarla il marito psichiatra la porta in una capanna in mezzo a una foresta. Oltre a quella del sesso, esistono altre 2 pornografie, fondate sulla violenza e sull’imbecillità. Qui sono caoticamente fuse tutte e 3. Che cosa si proponeva l’autore con questo eurofilm dell’horror genitale, osceno e ossessivo, iperbolico e monocorde: scandalizzare il pubblico borghese? Spacciare il proprio forsennato formalismo per un discorso etico, simbolico, allegorico? Ostentare la propria misoginia? Sadicamente sottoporre a una performance estrema i 2 attori che, d’altronde, gareggiano in ardimento mimico-recitativo? Musica: G.F. Händel. Distribuzione: Lucky Red.

Regia di Lars Berg. Un film con Eirik EvjenMartin Jonny Raaen EidissenEirik StigarJonas LauritzsenIben AkerlieCast completo Titolo originale: Glasskår. Genere Drammatico – NorvegiaSvezia2002durata 76 minuti.

Viktor ha due amici, Arnor e Roger, e un idolo, il fratello Ole Kristian, detto OK, il miglior giocatore di hockey della zona. Un giorno Ok si rompe un braccio e quando torna a casa dall’ospedale non sembra piú lo stesso. Viktor. Dopo aver scoperto che suo fratello è gravemente malato e che è figlio di un amico di famiglia con il quale la madre ha avuto una breve avventura, si troverà ad affrontare una serie di situazioni difficili.

Locandina Elina

Un film di Klaus Härö. Con Natalie MinnevikBibi AnderssonMarjaana MaijalaHenrik RafaelsenTind Soneby. continua» Titolo originale As If I Didn’t ExistDrammaticoRatings: Kids, durata 77 min. – Svezia, Finlandia 2002.

Nel nord della Svezia negli anni Cinquanta Elina ha nove anni e vive con la madre, la sorella e il fratellino. La loro famiglia appartiene alla minoranza finlandese, il padre è morto di tubercolosi e la bambina sente molto la sua mancanza. Anche lei si è ammalata ed ora, guarita, dopo molti mesi deve tornare a scuola. Si trova così in una nuova classe, quella della severa Tora Holm, che costringe con severe punizioni i bambini finlandesi ad imparare lo svedese. Tra l’insegnate ed Elina le cose vanno male fin dal primo giorno perché la bambina cerca di reagire all’ingiustizia e un giorno, esasperata, fugge da scuola verso le pericolose sabbie mobili vicino al villaggio.

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Regia di Joachim Trier. Un film Da vedere 2017 con Eili HarboeOkay KayaHenrik RafaelsenEllen Dorrit PetersenGrethe EltervågCast completo Titolo originale: Thelma. Genere ThrillerFantascienza, – NorvegiaFranciaDanimarcaSvezia2017durata 116 minuti. Uscita cinema giovedì 21 giugno 2018 distribuito da Teodora Film. – MYmonetro 3,54 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Thelma ha ricevuto un’educazione rigidamente cristiana: quando finalmente si affaccia al mondo degli uomini l’impatto è complicato. Dopo aver subito una violenta crisi, apparentemente epilettica, Thelma è avvicinata dalla bella e spigliata Anja, che la aiuta a integrarsi con i propri coetanei.
L’approdo al soprannaturale non corrisponde a un mutamento di pelle per Joachim Trier. Benché Thelma mostri abbastanza presto che qualcosa di strano si nasconde sotto le pagine della sceneggiatura, i temi rimangono quelli cari al regista norvegese. A partire dalla difficile adolescenza e altrettanto ardua integrazione nella società di Thelma, cresciuta in un isolamento tale da rendere ogni approccio con altri esseri umani un azzardo, basato su un fragile equilibrio.

The Ape (2009 film) - Wikipedia

Un film di Jesper Ganslandt. Con Lennart AnderssonLena CarlssonThore FlygelNiclas GillisSamuel Haus. «continua Anders JohannissonFrançoise JoyceSean PietrulewiczEva RexedOlle Sarri Titolo originale ApanDrammaticodurata 70 min. – Svezia 2009.

Krister si sveglia un mattino nella propria abitazione con gli abiti sporchi di sangue. Dopo essersi cambiato si reca al lavoro. È un istruttore di scuola guida che cerca di mascherare la propria tensione non riuscendovi fino in fondo. Lo stesso accadrà al campo di tennis dove uno dei compagni di doccia mostrerà il risentimento che prova nei suoi confronti. Finalmente il protagonista torna a casa e lì scopriremo che cosa è veramente accaduto.

Regia di Janus Metz Pedersen. Un film Da vedere 2017 con Sverrir GudnasonShia LaBeoufStellan SkarsgårdTuva NovotnyIan BlackmanCast completo Titolo originale: Borg McEnroe. Genere DrammaticoSportivo, – SveziaDanimarcaFinlandia2017durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 9 novembre 2017 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,24 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Estate 1980. Sta per prendere il via il Torneo di Wimbledon e i due giocatori più quotati per la vittoria sono lo svedese Bjorn Borg e l’americano John McEnroe. Due tennisti, e due giovani uomini, che non potrebbero essere più diversi, almeno secondo lo storytelling dell’epoca. Borg, già quattro volte vincitore a Wimbledon, è soprannominato “Uomo di ghiaccio”: algido, apparentemente privo di emozioni, una macchina segnapunti con un rovescio a due mani che è una fucilata. McEnroe, di tre anni più giovane, è detto invece “Superbrat” perché sul campo impreca, dà in escandescenze e si accapiglia con gli arbitri.

Ole Dole Doff - Canudiani

Un film di Jan Troell. Con Erik NordigrenPer OscarssonKerstin TideliusAnn-Marie GyllenspetzHarrier Forssell Drammaticodurata 80 min. – Svezia 1968

Questo film che per intensità e profondità richiama quello del connazionale Bergman, racconta il difficile rapporto fra un maestro, che tenta di eliminare l’autoritarismo da scuola, e la moglie con cui vive senza aver voluto dei figli. Ole Dole Doff è uno scioglingua intraducibile e allude al mondo dell’infanzia a zui si rivolge questa opera seconda del regista svedese. Tormentato dalle sue incertezze, tranciato dalle contraddizioni tra “istintività” e “cultura”, diviso tra amore e odio finisce con in cadere nel delirio.

Regia di Iram Haq. Un film Da vedere 2017 con Maria MozhdahAdil HussainEkavali KhannaRohit SarafAli ArfanSheeba ChaddhaCast completo Genere Drammatico, – NorvegiaGermaniaSvezia2017durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 3 maggio 2018 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,52 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.+

Oslo. Nisha ha sedici anni e una doppia vita. In famiglia è una perfetta figlia di pachistani. Fuori casa è una normale ragazza norvegese. Quando però il padre la sorprende in casa di notte in compagnia del suo ragazzo i genitori e il fratello si organizzano per portarla, contro la sua volontà, in Pakistan affidandola a una zia. In un Paese che non ha mai conosciuto Nisha è costretta ad adattarsi alla cultura da cui provengono suo padre e sua madre.
Ci sono due modi per avvicinarsi a questo film. Uno è sbagliato e l’altro è corretto. Quello sbagliato potrebbe leggerlo come l’ennesimo attacco contro chi ha una cultura diversa finalizzato a sottolinearne solo i tratti più che negativi. Quello corretto trae origine dal sapere che la regista (nata nel 1976) all’età di 14 anni è stata rapita dai suoi familiari e lasciata in Pakistan per un anno mezzo solo perché aveva soprattutto amici norvegesi e non voleva piegarsi all’idea di non potersi comportare come loro.

Vanità e affanni - LongTake - La passione per il cinema ha una nuova regia

Un film di Ingmar Bergman. Con Borje AhlstedtMarie RichardsonErland JosephsonPernilla AugustLena Endre. continua» Titolo originale Larmar och gör sig tillDrammaticodurata 119 min. – Svezia 1997.

Nell’ottobre del 1925, all’interno dell’ospedale psichaitrico di Uppsala in Svezia, lo zio Carl (figura nota nella filmografia di Bergman) si propone di girare il primo film sonoro nella storia del cinema dedicato agli ultimi giorni della vita di Schubert e intitolato «La gioia della ragazza gioiosa». Carl è im manicomio perché accusato di aver tentato di uccidere la moglie. Il progetto piace al Professor Vogler, anch’egli internato, che decide di investirci. Si inizia così, tra le mura del manicomio, a girare il film. Tra un ciak e l’altro, si fa notare la presenza di un enigmatico clown vestito di bianco, una donna di nome Rigmor. Penultimo film di Bergman è come sospeso tra realtà e finzione/allucinazione con passaggi repentinei dall’una all’altra.

Sostituita versione vhsrip con versione dvdrip

Regia di Ingmar Bergman. Un film con Maj Britt NilssonStig OlinBirger MalmstenJohn EkmanMargit CarlqvistCast completo Titolo originale: Till glädje. Genere Drammatico – Svezia1950durata 98 minuti.

I protagonisti sono una coppia di violinisti, Marta (Nilsson) e Stig (Stig Olin) la cui relazione è nata nei ranghi dell’orchestra filarmonica di Helsingborg diretta da Sönderby (Victor Sjöström). Il film è essenzialmente basato sul contrasto tra la sublimità della musica apportatrice di gioia (l'”Inno alla gioia” di Beethoven ne è la colona sonora) e la pochezza delle vicenda umana apportatrice di dolore e miseria.