Category: Spagna


Hierro (2009) - MYmovies.it

Un film di Gabe Ibáñez. Con Elena AnayaMiriam CorreaJavier MejíaTomás del EstalMar Sodupe. continua» Thriller– Spagna 2009.

Una madre disperata, dopo aver avuto alcune informazioni, torna nell’isola di El Hierro, dove spera di ritrovare il figlio, sparito misteriosamente tre anni prima.

Regia di Paolo TavianiVittorio Taviani. Un film Da vedere 2007 con Paz VegaMoritz BleibtreuAlessandro PreziosiAngela MolinaMohammad BakriCast completo Genere Drammatico, – ItaliaBulgariaFranciaSpagna2007durata 122 minuti. Uscita cinema venerdì 23 marzo 2007 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 3,00 su 17 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È il 1° film sul massacro degli armeni cristiani (il 1° genocidio del ‘900), progettato ed eseguito nel triennio 1915-17 dal partito sciovinista dei Giovani Turchi. Le cifre dell’eccidio variano da 700 mila a un milione e mezzo di vittime. Dopo un intervallo di 8 anni, occupati da due miniserie TV, i Taviani tornano al cinema, adattando il romanzo (2002) di Antonia Arslan, italiana di famiglia armena (Arslanian) che vive e insegna a Padova. L’hanno realizzato con una larga europroduzione che fa capo a Grazia Volpi, un cast internazionale e una squadra tecnica di prim’ordine (G. Lanci, A. Crisanti, R. Perpignani, L. Merli Taviani) con esterni in Spagna, Bulgaria, Padova, Venezia. Come il libro dell’Arslan, il 16° film dei Taviani è uno di quei romanz(on)i che, alla fine, lasciano i lettori/spettatori esausti. Somiglia a quei banchetti dove sfila un gran numero di piatti, non tutti di prima qualità. Fa da architrave la famiglia Avakian della ricca borghesia armeno-turca. Si susseguono amori contrastati, tradimenti, violenze feroci, stupri virginali, sacrifici, travestimenti, fughe fallite, contrasti culturali, letali marce forzate nel deserto. Fanno spicco due personaggi non soltanto pittoreschi: Ismene (Molina), lamentatrice greca, e Nazim (Bakri) della Confraternita dei mendicanti. Musiche: Giuliano Taviani.

Regia di Francisco J. Lombardi. Un film con Salvador del SolarAngie CepedaPilar BardemPatty Cabrera. Titolo originale: Pantaléon y las visitadoras. Genere Commedia – SpagnaPerù2000durata 142 minuti. – MYmonetro 3,00 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

I soldati di stanza nella giungla amazzonica peruviana hanno fame di sesso. Per calmarli, gli alti comandi si affidano ad un giovane capitano, Pantaleon Pantoja, affidandogli il segretissimo compito di istituire un servizio di “visitatrici” che raffreddino gli ardori della truppa. L’ufficiale si applica con dedizione, e nel giro di poche settimane ottiene un successo insperato. Ma la situazione ben presto diventa complicata: la moglie di Pantaleon, una volta scoperto il suo reale incarico, lo lascia, e quel che è peggio il giovane si innamora della Colombiana, una procace prostituta da lui ingaggiata. Sarà il destino a dissipare la matassa che si va facendo sempre più intricata. Adattando uno dei primi romanzi di Vargas Llosa (già portato da quest’ultimo sul grande schermo, con esiti infausti, nel ’75), Lombardi vira dal cinema militante verso la commedia, ma non dimentica le consuete frecciate verso il militarismo. Divertente e mai volgare, il film fa scoprire al grande pubblico la sensualità prorompente di Angie Cepeda, star delle soap-operas peruviane: scommettiamo che fra un paio d’anni la vedremo a Hollywood?
Tratto dall’omonimo romanzo di Mario Vargas Llosa.

Regia di Ridley Scott. Un film con Orlando BloomEva GreenLiam NeesonJeremy IronsJouko AholaShane AttwoollCast completo Titolo originale: Kingdom of Heaven. Genere Drammatico – USASpagnaGran Bretagna2005durata 145 minuti. Uscita cinema venerdì 6 maggio 2005 – MYmonetro 2,41 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È un colosso storico a programma, tradito dal banale, scorretto titolo italiano e indicato da quello originale che, nel frasario del catechismo italiano, corrisponde a Regno dei Cieli. L’azione comincia nel 1184, alla fine di quel breve periodo di pace tra la II crociata (1147-49) e la III (1189-92), dovuto alla politica conciliante tra il sovrano cristiano Baldovino IV il Lebbroso e il sultano Saladino. Tipico personaggio del cinema di R. Scott (anche produttore), il protagonista è il fabbro francese e vedovo Baliano, figlio bastardo del nobile Godfrey di Ibelin e da lui promosso cavaliere. Nella sua bottega c’è una scritta: “Che uomo è un uomo che non rende il mondo migliore?”. Segue il padre verso Gerusalemme, obbedendo ai suoi insegnamenti: essere intrepido col nemico, dire sempre la verità, proteggere gli indifesi. In Terra Santa, pur facendo carriera col suo valore, non riesce a migliorare il mondo a causa dei fanatici estremisti delle due fazioni che vogliono lo sterminio del nemico al grido di “Dio lo vuole!”. Che i guerrafondai cristiani siano i Templari è probabilmente il solo grave errore storico di un film “politicamente corretto” nel miglior senso dell’abusata locuzione, che però rimane un’allusiva denuncia della politica della Casa Bianca e del Pentagono ai tempi di Bush, padre e figlio (che nel 2001 definì new crusade la guerra al terrorismo). Del film un musicista francese direbbe: lente mais allant avec une grande rigueur de rythme . Personaggi in altorilievo. Scritto da William Monahan, girato in Spagna e Marocco. Scene: Arthur Max ( Il gladiatore ); costumi: Janty Yates; fotografia: John Mathieson.

Regia di Adam McKay. Un film Da vedere 2018 con Christian BaleAmy AdamsSteve CarellSam RockwellTyler PerryAlison PillCast completo Titolo originale: Vice. Genere BiograficoDrammatico, – USAGran BretagnaSpagnaEmirati Arabi Uniti2018durata 132 minuti. Uscita cinema giovedì 3 gennaio 2019 distribuito da Eagle Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,51 su 11 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Negli anni Settanta Dick Cheney sta con una ragazza davvero in gamba, Lynne, che riesce a farlo ammettere all’Università, dove lui però viene travolto dal gozzovigliare da college e, tra una sbornia e l’altra, finisce per farsi espellere. Non contento, continua a bere anche mentre lavora ai pali della corrente elettrica, finisce in una rissa e viene arrestato per guida in stato di ebrezza. A quel punto Lynne gli dà un ultimatum: o diventa la persona di potere che lei in quanto donna non può essere ma può aiutare e guidare, oppure tra loro è finita. La storia è nota: i due diventeranno una “power couple” di Washington e domineranno placidamente, quasi nell’ombra, l’amministrazione di George W. Bush, tra le più devastanti per la democrazia americana.

Locandina Princesas

Un film di Fernando León de Aranoa. Con Candela PeñaMicaela NevárezMariana CorderoLlum BarreraVioleta Pérez. continua» Drammaticodurata 109 min. – Spagna 2005uscita venerdì 6 ottobre 2006. MYMONETRO Princesas ***-- valutazione media: 3,36 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il mondo della prostituzione in un quartiere degradato della capitale spagnola. Caye fa la prostituta e risparmia fino all’ultimo centesimo per rifarsi il seno per lei troppo piccolo. Zulema, anche lei prostituta, è domenicana e manda i soldi al figlio di cinque anni e alla madre. Le due, prima quasi nemiche visto che le immigrate rubano i clienti alle indigene, nella difficoltà e nella sofferenza diventano amiche. In attesa che il giorno fortunato, quello che sogni da tutta la vita, quello che la vita te la può cambiare, arrivi. E da prostitute, ogni tanto riescono a scoprirsi o a inventarsi principesse.
È la nuova pellicola di Fernando Leon de Aranoa, regista madrileno che già con I lunedì al sole aveva fatto notare la sua sensibilità sociale, il suo sguardo attento nei confronti di realtà complesse.
Incredibilmente aiutato dalla bravura delle due attrici protagoniste (l’intensa Candela Pena, già vista in Tutto su mia madre di Almodovar e la quasi esordiente Micaela Nevárez), e dalla colonna sonora in gran parte ritmata dalla musica ora malinconica ora esuberante di Manu Chao, il film, benché sembri continuamente per cadere nella banalità, riesce sempre ad aggirarne i pericoli e le insidie. Racconta così, con onestà intellettuale e freschezza visiva, la piccola storia di due giovani donne border line, a cui la vita per il momento ha regalato davvero poco.
Morbosamente attaccata ai volti delle due donne, i cui primissimi piani intimoriscono, importunano e commuovono, la macchina da presa del regista si aggira in una Madrid sconosciuta, in cui si cerca una convivenza fra diversi, siano essi immigrati, prostitute o drogati, che si ritrova nella necessità di fare unione e di creare solidarietà.

Regia di Fernando León de Aranoa. Un film Da vedere 2015 con Benicio Del ToroTim RobbinsOlga KurylenkoMélanie ThierryFedja štukanCast completo Titolo originale: A Perfect Day. Genere Drammatico, – Spagna2015durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 10 dicembre 2015 distribuito da Teodora Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,63 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal romanzo Dejarse llover ( Lasciarsi portare , 2005) di Paula Farias, attivista di Medici Senza Frontiere, sceneggiato da Diego Farias. Bosnia, novembre 1995, nei giorni in cui fu firmata la pace di Dayton. 5 assistenti umanitari di una ONG cercano una corda per tirare fuori da un pozzo un cadavere buttatovi apposta per allontanare gli abitanti del luogo. Si rivela un’impresa disperata. Quasi un documentario di una giornata qualunque di un gruppo di volontari in una zona bellica, riesce a far capire cos’è una guerra senza far sentire nemmeno uno sparo, a coinvolgere e perfino a divertire intrecciando le vicende umane dei protagonisti. Merito della regia, in primo luogo per la direzione degli attori, credibili e affiatati. Il titolo è lo stesso di una canzone di Lou Reed, che fa la parte del leone nell’incisiva colonna sonora.

La vita è un fischio

Un film di Fernando Pérez. Con Luis Alberto GarcíaCoralia VelozClaudia RojasBébé PérezRolando Brito. continua» Titolo originale La vida es silbarDrammaticodurata 106 min.

Tre storie, tre personaggi, uno scopo comune: la ricerca della felicità ne L’Avana di oggi. È Bebé, una ragazza di 18 anni che non capisce perché gli altri non siano felici come lo è lei, a raccontarci le storie di Mariana, una giovane ballerina che pur di avere successo fa un voto assurdo, di Julia un’assistente sociale di mezz’età con un grave problema irrisolto e di Elpidio Valdés un giovane mulatto che vive alla giornata, pescando e facendo musica. Questi tre personaggi alla fine si incontrano come se avessero un appuntamento alle 4,44 del 4 dicembre in Piazza della Rivoluzione. Sarà Bebé a svelarci il segreto della felicità ne L’Avana del 2020.

A Useful Life.jpg

A Useful Life (SpanishLa vida útil) is a 2010 Uruguayan drama film about the love of film, directed by Federico Veiroj and shot in black-and-white.[1] The film was selected as the Uruguayan entry for the Best Foreign Language Film at the 83rd Academy Awards[2] but it did not make the final shortlist.

Set in Montevideo‘s legendary Cinemateca Uruguaya, it is the story about the closure of a cinematheque with the same name due to financial difficulties, and how it affects its film loving middle manager Jorge (played by film critic-turned-actor Jorge Jellinek[4]), who has worked there for 25 years. At first he is overwhelmed by the prospect of having no profession or purpose, and drifts around in Montevideo. But eventually he realises that nothing can kill his love for film, so he ends the day by taking his love interest to the cinema. Although the story is fiction, Cinemateca Uruguaya, which celebrated 50 years in 2012, is besieged by financial problems, and its director Manuel Martínez Carril agreed to play himself in the film.

 

Risultati immagini per Che ho fatto per meritare questo

Regia di Pedro Almodóvar. Un film Da vedere 1984 con Carmen MauraVerónica ForquéÁngel De Andrés LópezGonzalo SuarezLuis HostalotCast completo Titolo originale: ¿Qué he hecho yo para merecer esto?. Genere Commedia – Spagna,1984durata 99 minuti. – MYmonetro 3,50 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il nucleo centrale del quarto lungometraggio del regista spagnolo Almodovar è rappresentato da Gloria, casalinga tutta casa e cucina. Vive col marito tassista un’esistenza miseranda e ha accumulato una grande frustrazione. È la sfortuna in persona. Non è però un film drammatico secondo la follia del suo autore, è una parodia che non manca di evidenziare aspetti emblematici di quotidianità, e il dramma esiste.

Regia di David Trueba. Un film Da vedere 2014 con Javier CámaraNatalia de MolinaFrancesc ColomerRamon FontserèRogelio FernándezCast completo Titolo originale: Vivir es facil con los ojos cerrados. Genere Commedia, – Spagna2014durata 104 minuti. Uscita cinema giovedì 8 ottobre 2015 distribuito da ExitMedia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,23 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nella Spagna franchista del 1966, un professore d’inglese che si serve delle canzoni dei Beatles in classe si mette in viaggio in auto per andare a cercare John Lennon che, dicono, sta girando un film in Almeria. Dà un passaggio a un ragazzino scappato di casa e da un padre poliziotto e a una fanciulla incinta in fuga da un istituto dove l’hanno rinchiusa. Tra i 3 s’instaura un legame che cambierà la vita a tutti. Ispirato alla storia vera del prof. Juan Carrión che incontrò davvero John Lennon durante le riprese di Come vinsi la guerra , è un piccolo film sulla solitudine, sulla ricerca della libertà (metafora anche della ribellione alla dittatura di Franco) e della lotta per ottenerla. Un cast perfettamente affiatato delinea con mille sfumature 3 personaggi qualunque e speciali nello stesso tempo. 6 premi Goya.

Regia di Daniel Monzón. Un film Da vedere 2009 con Luis TosarAlberto AmmannAntonio ResinesMarta EturaCarlos BardemManuel MorónCast completo Titolo originale: Celda 211. Genere Azione, – FranciaSpagna2009durata 110 minuti. Uscita cinema venerdì 16 aprile 2010 distribuito da Bolero Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,22 su 11 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Vincitore degli 8 principali premi Goya (tra cui regia, sceneggiatura, 3 attori), 15 milioni di euro di incassi in Spagna. Nella sezione di sicurezza della prigione di Zamora scoppia una rivolta, mentre un giovane agente è in visita il giorno prima di prendere servizio. Colto da malore, è messo in fretta nella cella vuota 211. Si spaccia per un detenuto nuovo, conquista la fiducia e l’amicizia di Malamadre, capo della rivolta. Passa dalla loro parte diventando un rivoltoso e difendendo le loro ragioni. Scritto da Jorge Guericaechevarría con il regista, dal 1° romanzo di Francisco Pérez Gandul, il 4° film di Monzón ha 3 pregi: autenticità di ambientazione, frutto di una puntigliosa indagine tra detenuti veri; ambizione di tragedia che impregna la metamorfosi del giovane antieroe e il suo rapporto con Malamadre; interpreti attendibili: non solo lo straordinario Tosar, ma anche le figure minori. La denuncia sui danni della detenzione carceraria non offre soluzioni: il mondo “dentro” corrisponde a quello “fuori”.

Regia di Damián Szifrón. Un film Da vedere 2014 con Ricardo DarínOscar MartínezLeonardo SbaragliaErica RivasRita CorteseCast completo Titolo originale: Relatos Salvajes. Genere CommediaThriller, – ArgentinaSpagna2014durata 122 minuti. Uscita cinema giovedì 11 dicembre 2014 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,28 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

6 “racconti selvaggi” (questo il significato del titolo originale stravolto in quello italiano commercialmente fantozziano): 1) i passeggeri di un aereo in volo scoprono troppo tardi di essere accomunati da relazioni con una stessa persona; 2) la cameriera di un autogrill deve servire l’usuraio che ha rovinato la sua famiglia; 3) un sorpasso ostacolato e un insulto scatenano una faida tra 2 automobilisti; 4) ingegnere esperto di demolizioni col tritolo è ingiustamente multato; 5) ricco imprenditore paga il giardiniere perché si accusi di 2 omicidi colposi commessi da suo figlio; 6) pacchiana festa di nozze si trasforma in un duello rusticano tra gli sposi. Il Leitmotiv apparentemente è la vendetta interpersonale, ma è in realtà la ribellione istintiva dell’individuo al “sistema”, alla civiltà organizzata, alle istituzioni, ai suoi costumi, ai suoi riti, alle sue false comodità tecnologiche, alla sua corruzione. Il 3° lungometraggio dell’argentino Szifrón, anche sceneggiatore, Almodóvar produttore, è un noir ibrido per registro e valore: i primi 3 relatos sono dei pulp di largo consumo, i rimanenti sono graffianti grotteschi con una potente e mirata carica satirica. Su tutti svetta il 4°, il più originale, verosimile e universale: impossibile non immedesimarsi in “Bombito”. Miglior film europeo a San Sebastián, il più visto in Argentina nel 2014

Regia di Cristina Comencini. Un film con Giovanna MezzogiornoAlessio BoniStefania RoccaAngela FinocchiaroGiuseppe BattistonCast completo Genere Drammatico, – ItaliaFranciaSpagnaGran Bretagna2005durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 9 settembre 2005 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 1,99 su 20 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sabrina (Mezzogiorno) vive nella normalità di un amoroso rapporto col compagno Franco (Boni), dal quale aspetta un figlio. Perturbata da un incubo notturno che la mette in contatto con una parte di sé che ignora, passa il Natale col fratello Daniele (Lo Cascio), che le rivela quel che successe quand’erano bambini. Al suo 8° film, scritto con Francesca Marciano e Giulia Calenda e tratto da un suo romanzo (2004), la Comencini ha messo troppa carne al fuoco: scheletri nell’armadio dell’istituto familiare, pedofilia incestuosa, crisi d’identità e di coppia, lesbismo, adulterio, incidenza del rimosso nei sogni, satira della televisione, oltre ai passaggi dal (melo)dramma alla commedia, peraltro la dimensione più riuscita del film, e non soltanto per il brio degli interpreti (A. Finocchiaro anzitutto, ma anche S. Rocca, e l’ottimo caratterista G. Battiston). Il suo è un film affetto da strabismo: un occhio al biliardo del cinema d’autore e l’altro che vorrebbe segnare i punti del successo di pubblico. Eppure aveva una bella squadra d’attori a disposizione, compresa la Mezzogiorno: se non è una delle sue migliori interpretazioni, la colpa non è sua. Scene: Paola Comencini (la sorella maggiore). Fotografia: Fabio Cianchetti. Coppa Volpi a Venezia 2005 per G. Mezzogiorno.

Madeinusa (2006) - Trama, Cast, Recensioni, Citazioni e...

Un film di Claudia Llosa. Con Magaly SolierYiliana ChongCarlos J. de la TorreJuan Ubaldo Huamán Drammaticodurata 100 min. – Perù, Spagna 2006.

Filmato con attori non professionisti. Vince svariati premi: *Fipresci a Rotherdam, *Malaga Miglior film. *Festival Iberoamericano, Miglior sceneggiatura. In un piccolo villaggio sperduto nelle Andes peruviane esiste una tradizione: ogni venerdì santo a partire dalle tre del pomeriggio fino alla domenica della resurrezione, periodo di tempo in cui Cristo è morto, ognuno può fare quello che vuole perché con c’è chi possa giudicare. Cristo il fustigatore dei peccati è morto, allora… Film scandalo in Perù, dove si è fatto di tutto per ostacolarne la distribuzione. Fortunatamente era una coproduzione con la Spagna e Cuba e il film non solo si è potuto vedere, ma si è coperto di premi in tutti i paesi latinoamericani e nei festivals internazionali.

Regia di Claudia Llosa. Un film Da vedere 2008 con Magaly SolierMarino BallónSusi SánchezEfraín SolísBárbara LazonCast completo Titolo originale: La teta asustada. Genere Drammatico, – SpagnaPerù2008durata 103 minuti. Uscita cinema venerdì 8 maggio 2009 distribuito da Archibald Enterprise Film. – MYmoro 3,12 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È il film peruviano che a Berlino 2009, oltre all’Orso d’oro, vinse il prestigioso premio Fipresci. Titolo italiano scorretto per un film al femminile, il 2° della sceneggiatrice/regista, con molte donne nel cast e la Solier protagonista intensa e assoluta (doppiata da Cristina Rossi), nota in patria come cantante in quechua , l’antico idioma del Perú, di bellezza anomala, antica, austera. Si canta molto nel film, da non perdere i primi minuti, leggibili nei sottotitoli. Tra il 1980 e il 2000 il Perú visse una sporca guerra civile tra giunta militare e movimenti ribelli (Sendero Luminoso): quasi 70 000 morti e una cifra incalcolabile di stupri e violenze. Un’anziana india moribonda ricorda, cantando, alla figlia Fausta che fu allattata da una “tetta impaurita”, perché era stata violentata incinta di lei. Cresciuta in un povero quartiere periferico di Lima, Fausta è tanto ossessionata da quel “latte di dolore e paura” da aver messo nella vagina una patata (“Solo lo schifo ferma gli schifosi”) che le procura disturbi e infezioni. Dopo varie dolorose peripezie, si libera da quell’ossessione, aprendo uno spiraglio di speranza, riassunto in un simbolico finale: da un tubero di patata, piantato nella terra di un vaso nasce un bel fiore. Oltre ad Aida, odiosa ma non ottusa concertista che le scippa le note dei suoi canti improvvisati e nella cui villa cittadina con giardino Fausta fa da cameriera, l’altro personaggio principale è un mite giardiniere. Quella di Llosa è una scrittura che procede per sottrazioni, ellissi, allusioni, metafore, anche troppe verso la fine. Purtroppo doppiato.

Locandina 35 Rhums

Un film di Claire Denis. Con Alex DescasGrégoire ColinNicole DogueMati DiopEriq Ebouaney. continua» Drammaticodurata 100 min. – Francia, Spagna, Germania 2008.

Dopo la perdita della moglie, Lionel cresce da solo la figlia Josephine, dedicandole ogni pensiero e ogni cura, al termine del turno di lavoro come autista della metropolitana. Jo, studentessa di antropologia, lo ricambia con devozione assoluta, ma Lionel è cosciente che è giunto il momento che si renda più autonoma e cominci a vivere la propria vita.
Ogni film ritaglia una fetta spazio-temporale dalla torta di tutte le storie possibili. 35 Rhums, di Claire Denis, ritaglia esattamente lo spazio-tempo sospeso tra il momento in cui la vita precedente dei due protagonisti si è fermata e quella nuova non è ancora cominciata e il momento in cui tutto cambia, senza far rumore. Quando li incontriamo, padre e figlia non sono pronti per il mondo esterno, si proteggono ancora l’un l’altro, cullati dalla musica dei Tindersticks, pronti a farsi famiglia allargata per ospitare il cuore solitario della vicina di pianerottolo e quello palpitante del vicino di sopra, l’unico bianco della compagnia. Jo studia il terzo mondo, ne critica la dipendenza dai paesi sviluppati, cerca tra le carte dei pensatori la via per l’autonomia. Lionel combatte con la dipendenza economica da un lavoro ipnotizzante, in bilico tra accettazione e rassegnazione. Tra loro hanno trovato un equilibrio, fatto di un amore grande e di alcuni gesti piccoli ma sempre presenti -un bacio, uno sfiorarsi di mani- potenziati da una fisicità sconosciuta alla famiglia occidentale.
È curioso, come in un film non apparentemente incentrato sulla sceneggiatura e invece fatto di interpretazione e di fotografia (Agnès Godard) dei sentimenti, il colpo di scena ci sia, centralissimo e magistrale turning point, travestito da temporale notturno che manda all’aria un concerto e riunisce i quattro personaggi in un caffé, recidendo improvvisamente la quiete precaria e liberando le passioni trattenute. La bolla che aveva tenuto protetti Jo e il padre scoppia, da un momento all’altro, e il film -fino a quel momento fatto di interni e di abitudini rassicuranti- si avventura allora in un piccolo viaggio fuori strada, sperimenta una notte all’aperto (vero addio al nido), si arrende all’epifania di un futuro che era già presente, bastava solo far scoppiare la bolla. Ma ogni film, come ogni storia d’amore, ha bisogno del suo tempo e a nulla varrebbe forzarlo.
Di amore e di libertà, disserta dunque, con profondità e delicatezza, 35 Rhums , e di come è fondamentale che procedano insieme.

Locandina Devils

Un film di Christophe Ruggia. Con Adèle HaenelVincent RottiersRochdy LabidiJacques BonnafféAurelia Petit. continua» Drammaticodurata 105 min. – Francia, Spagna 2002.

Due ragazzini, fratello e sorella, abbandonati alla nascita. Due creature perdute: Chloé è autistica, in perenne e muta lotta contro il mondo, incapace di qualsiasi relazione umana e totalmente dipendente da Joseph. Lui la ama e protegge furiosamente: terrorizzato dall’idea di separarsene organizza le loro fughe, convinto che la sorella possa ritrovare la casa dei loro genitori.

Regia di Cesc Gay. Un film Da vedere 2015 con Ricardo DarínJavier CámaraDolores FonziEduard FernándezAlex BrendemühlCast completo Titolo originale: Truman. Genere Commedia, – SpagnaArgentina2015durata 108 minuti. Uscita cinema giovedì 21 aprile 2016 distribuito da Satine Film. – MYmoro 3,71 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal Canada, dove lavora come docente, il pacato e arguto Tomás torna a Madrid per incontrare il suo amico Julián, attore argentino scapestrato e donnaiolo che, malato di cancro, ha deciso di interrompere la chemioterapia e di affrontare la morte. Passano insieme 4 giorni memorabili all’insegna degli affetti e della vita. È possibile fare un film capace di scherzare con la morte senza edulcorarla e senza chiedere allo spettatore la sospensione del principio di verosimiglianza? Il film del catalano Gay, da lui stesso sceneggiato con Tomás Aragay, ci permette di rispondere di sì. È una commedia esistenziale intrisa di sagace ironia e di umorismo non solo nero, una riflessione filosofica, non teorica ma pratica, sulla possibilità di scegliere la “libera morte” (F. Nietzsche), ma anche di vivere la vita come un gioco sempre sorprendente basato sul primato delle relazioni affettive. Fa sorridere e ridere senza banalità e facili battute; commuovere e piangere senza concedere nulla al sentimentalismo; ma sempre e soprattutto fa pensare. Regia di basso profilo funzionale a valorizzare l’interpretazione attoriale dei 2 protagonisti, stupefacente per verismo, naturalezza e simpatia. 5 Goya: film, regia, sceneggiatura originale, attore protagonista e attore non protagonista.

Questo file ha la traccia audio in italiano sfasata, e i sottotitoli in italiano spostati di qualche secondo. La traccia in spagnolo va bene.
Locandina La caccia [1]

Un film di Carlos Saura. Con Alfredo MayoIsmael MerloEmilio Gutiérrez Caba Titolo originale La cazaDrammaticob/n durata 93 min. – Spagna 1965.

Uno dei primi (e migliori) film di Carlos Saura (e un chiaro segno di rinascita del cinema spagnolo). La storia di una battuta di caccia, che finisce in un massacro, è un pretesto per un apologo sulla borghesia franchista emersa dalla guerra civile. Tre ex veterani falangisti e un ragazzo vanno a sparare alle lepri in una pianura, dove i tre combatterono trent’anni prima.