Category: Paesi Bassi



Regia di Eskil Vogt. Un film con Ellen Dorrit PetersenVera VitaliHenrik Rafaelsen. Genere Drammatico – NorvegiaPaesi Bassi2014durata 96 minuti.

Dopo aver perso la vista, Ingrid si rinchiude tra le mura della sua casa dove si sente al sicuro e protetta dal marito. Ma presto i fantasmi nascosti della donna verranno fuori in modi che non avrebbe mai pensato.

Regia di Diederik Ebbinge. Un film Da vedere 2013 con René Van’t HofTon KasKo AertsKees AlbertsLucas DijkerPorgy FranssenCast completo Genere Commedia – Paesi Bassi2013durata 87 minuti. Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

La vicenda si svolge nel presente in un piccolo centro olandese che ha conservato un’atmosfera tradizionale da anni ’50. Fred ha 54 anni e conduce un’esistenza grigia e abitudinaria. Un tipo solitario e rassegnato, dopo la morte della moglie, vittima di un incidente automobilistico, e la separazione dal figlio, trasferitosi altrove. Si attiene a consueti riti giornalieri: brevi gite in bus nella cittadina vicina per approvvigionamenti al supermarket, pulizia della casa, cene spartane, ogni sera alle 18 in punto, e presenza devota alla messa domenicale nella chiesa protestante. Un giorno si imbatte nel quarantenne Leo che gironzola tra le case del villaggio, comportandosi come un adolescente mansueto e ritardato. In effetti mormora poche parole e non si sa chi sia. Mosso da un sentimento di compassione, Fred lo accoglie in casa, ma lo obbliga a condividere la sua routine, educandolo come un padre esigente. Tra i due, poco a poco, nasce una sincera simpatia. Poi un giorno Leo, che adora le caprette e le pecore, si esibisce nella loro imitazione belante di fronte ad alcuni bambini. In breve la coppia viene ingaggiata come attrazione per feste di compleanno di ragazzini, ottiene successo ed è molto richiesta. Fred si diverte nel trascorrere il tempo con Teo, il cui comportamento imprevedibile e caotico gli ha ridato vitalità e buonumore. Quindi sfida la disapprovazione dei vicini e del pastore della chiesa che giudicano immorale la sua convivenza con Leo. Finché un giorno scopre che in realtà è sposato. Incontra la moglie dell’amico che gli racconta che Leo è regredito mentalmente all’infanzia in seguito ad un grave trauma accidentale e da allora le istituzioni a cui è stato affidato hanno fallito.
Diederik Ebbinge ha scritto e realizzato un sorprendente film di esordio. In qualche modo ricalca lo humour raffinato di Bent Hamer, quantunque la sua rappresentazione di un individuo solitario intrappolato nella routine delle abitudini, ma pronto al contatto umano e a nuove esperienze, sia meno impassibile e più briosa rispetto ai toni del geniale regista norvegese contemporaneo. E ancora, il suo stile, che descrive situazioni assurde, ricorda quello del connazionale Alex van Warmerdam, ma senza la predominante componente dark di quest’ultimo. Da un lato dimostra notevoli qualità narrative, con un sapiente inquadramento minimalista dei suoi due “eroi” poco convenzionali (che sembrano personaggi di Jaques Tati o di Aki Kaurismäki) e della morale calvinista degli abitanti del villaggio. Dall’altro costruisce un intreccio con perfetti timing comici e toccanti svolte drammatiche e sviluppa efficacemente l’itinerario di liberazione e di superamento di complessi, paure e traumi del passato da parte di Fred.
Ha dichiarato di aver concepito il film per sfruttare le doti interpretative della coppia di carismatici attori protagonisti, René van t’Hoff e Ton Kas, ben noti in Olanda per le loro performances teatrali. Da segnalare anche la brillante ambientazione del film e la scenografia, ricca di particolari retro esilaranti, curata da Elza Kroonenberg. 

Regia di Dominga Sotomayor Castillo. Un film con Santi AhumadaEmiliano FreifeldPaola GianniniFrancisco Pérez BannenJorge BeckerCast completo Titolo originale: De jueves a domingo. Genere Drammatico – CilePaesi Bassi2012durata 96 minuti.

Padre, madre e due figli in viaggio in macchina attraverso il paesaggio maestoso del Cile settentrionale. Le dinamiche familiari viste dal punto di vista dei ragazzi, narrate mettendo la macchina da presa alla loro altezza, osservando il mondo degli adulti dalla loro prospettiva.

Regia di César Augusto Acevedo. Un film Da vedere 2015 con Haimer LealHilda RuizMarleyda SotoEdison RaigosaJosé Felipe Cárdenas. Titolo originale: La tierra y la sombra. Titolo internazionale: LAND AND SHADE. Genere Drammatico, – ColombiaFranciaPaesi Bassi2015durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 24 settembre 2015 distribuito da Satine Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,44 su 13 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dopo aver saputo della grave malattia polmonare del figlio, l’ex campesino Alfonso torna dopo 17 anni nella casa dove vivono la moglie, la nuora e il nipote. Il suo podere è stretto nella morsa di un’immensa piantagione di canna da zucchero che lo sommerge di polvere e ceneri. Come salvare la famiglia? Il 28enne autore colombiano Acevedo firma, come opera prima, una tragedia senza tempo che non è solo quella dei contadini cacciati dalle loro terre dal capitalismo agrario ma soprattutto quella di due inconciliabili ragioni che dividono gli oppressi: resistere fino alla morte o fuggire sperando in una rivincita. Crudo realismo, che nulla concede al mélo , attori non professionisti e tempi quasi reali sono sublimati dalla bellezza delle inquadrature – tanto più suggestiva quanto più povera, spoglia, essenziale – che ricorda Van Gogh. Decisivi i contributi di Mateo Guzmán (fotografia), Marcela Gómez Montoya (scenografia), Maria Camila Botero (costumi) e dell’unico commento musicale, una struggente canzone popolare colombiana sull’amore che “si scrive col pianto”. Caméra d’Or per il miglior esordio e altri 3 premi minori a Cannes 2015.

Regia di Alex Van Warmerdam. Un film con Jack WouterseAnnet MalherbeRudolf LucieerAlex Van WarmerdamLoes WoutersonCast completo Titolo originale: De noorderlingen. Genere Commedia – Paesi Bassi1992durata 108 minuti.

Quando la madre scompare improvvisamente e il padre non riesce più a gestire la vita famigliare, il giovane Thomas comincia ad ossessionarsi con le notizie che vede in televisione. Quando viene a conoscenza della Liberazione del Congo, decide di ‘candidarsi’ come nuovo leader del paese. Prende questa decisione anche grazie al supporto di un postino che legge tutta la posta degli abitanti, scoprendo i segreti più reconditi e rivelandosi una spia perfetta per scoprire cosa pensano realmente i vicini di casa.
Il film è una commedia nera dai toni grotteschi, vincitrice dell’European Film Award nella categoria ‘Best Young Film’.

7.1/10

Regia di Alex Van Warmerdam. Un film con Henri GarcinKhaldoun ElmeckyFrans VorstmanIngeborg ElzevierMargo DamesCast completo Titolo originale: De Jurk. Genere Commedia – Paesi Bassi1996durata 103 minuti.

Un bel vestito estivo a fiori spinto dal vento finisce nel giardino di un’anziana signora e poi sul corpo di una giovane e bella fidanzata di un pittore, di un controllore delle ferrovie, di un autista di autobus. Di una fanciulla di nome Chantal ed anche della barbona Marie. Nel bene e nel male l’abito cambierà la vita di un gruppo di persone. Originale ed ironico film sull’esistenza, non privo di una comicità surreale alla Tati e alla Keaton

3.13/5

Regia di Alex Van Warmerdam. Un film con Jan BijvoetHadewych MinisJeroen PercevalAlex Van WarmerdamTom DewispelaereCast completo Genere Thriller – Paesi Bassi2013

La prima volta che Borgman si presenta alla porta di Richard e Marina, ha l’aspetto di un barbone sporco e malandato, appena fuggito dal suo rifugio sotterraneo nel bosco. Chiede di fare un bagno, sostenendo di conoscere la donna, e il marito, geloso, lo prende a calci e pugni. La seconda volta, Borgman fa un ingresso diverso: Marina, pentita, l’ha curato di nascosto ed è finita sotto la sua influenza. Al posto del giardiniere, che ha prontamente eliminato, Borgman e i suoi sodali entrano dalla porta principale nella vita dei due coniugi olandesi, dei loro tre figli e della ragazzina danese au pair.
/ Il regista di The last days of Emma Blank torna sul luogo del delitto, quell’apparente oasi di rispettabilità rappresentata dalla famiglia benestante e dai suoi possedimenti, per ambientarvi un’altra commedia sui generis, questa volta meno surreale e più nera.
La sequenza iniziale dà prova di un’inventiva e di un’originalità che il resto del film non riesce più a replicare, e imposta un tono oscuramente fiabesco (il bosco, il cacciatore, il fabbro e il prete, tutti armati fino ai denti) che sfortunatamente si perde strada facendo, per lasciare il posto ad un realismo più consueto e ad una più abituale critica antiborghese.
Borgman non zoppica, non puzza di zolfo, è rilassato ed elegante. Le uniche testimonianze della sua natura sono una cicatrice sulla schiena e una didascalia in apertura di film, che informa sulla natura dell’intrusione di questi “altri” nelle nostre case e nelle nostre vite, mirata ad allargare le proprie fila. Pasolini è lontano anni luce, nonostante la strategia di Borgman si basi tutta sul desiderio scatenato nella madre di famiglia, che, sotto gli abiti pastello e l’hobby dell’arte esercitato per noia, risulta di gran lunga il personaggio più diabolico. Anche Haneke non è un modello avvicinabile: nessuna violenza realmente perturbante pervade il lavoro di Van Warmerdam, ed è qui che sta il limite maggiore del film, poiché il terreno su cui il Male si ritrova ad operare è un terreno troppo fertile (come il giardino che lo ospita), che non pone alcun ostacolo. Per questo, nonostante la sceneggiatura non possieda punti di particolare fragilità e proceda dritta e coerente verso la meta, il film non provoca quanto vorrebbe e, sotto la superficie, non cela altro che una tana vuota

2.5/5

Regia di Alex Van Warmerdam. Un film con Alex Van WarmerdamHenri GarcinLoes LucaOlga ZuiderhoekAnnet Malherbe. Genere Commedia – Paesi Bassi1986durata 100 minuti.

Una commedia estremamente strana che ruota attorno alla vita di un trentunenne di nome Abel, che non ha mai lasciato la sua casa (letteralmente). Dopo aver fallito con medici e psichiatri, il padre di Abel, Victor porta a casa Christine, un’amica, nel tentativo di insegnare le competenze sociali di base ad Abel.
Ma Duif moglie di Victor lo accusa di avere una relazione con Christine, e immediatamente Abel viene buttato fuori di casa. Ma un aiuto è a portata di mano quando si imbatte in Zus una spogliarellista.

3/5
Locandina Padre e figlio

Un film di Aleksandr Sokurov. Con Andrej Šcetinin, Aleksej Naimšev, Aleksandr Razbaš, Marina Zasuchina Titolo originale Otets i synDrammaticodurata 83 min. – Russia, Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi 2003.

Per molti anni Alexei e suo padre hanno vissuto come fuori dal mondo all’interno del loro piccolo appartamento: una vita fatta di piccoli riti e di ricordi. I due sono così uniti da sembrare a volte fratelli, a volte amanti. Ma arriva il momento per Alexei di lasciare il nido e la prospettiva di una vita lontano dal padre è per lui insopportabile…

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Regia di Aleksandr Sokurov. Un film Da vedere 2015 con Louis-Do de LencquesaingBenjamin UtzerathVincent NemethJohanna Korthals Altes. Titolo originale: Le Louvre sous l’Occupation. Genere Drammatico – FranciaGermaniaPaesi Bassi2015durata 87 minuti. Uscita cinema giovedì 17 dicembre 2015 distribuito da Academy Two. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,39 su 25 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Jacques Jaujard era il conservatore in carica nel momento in cui la Francia fu occupata dai nazisti. Il conte Franziskus Wolff-Metternich era invece l’uomo mandato da Berlino per ispezionare l’inestimabile patrimonio artistico del museo parigino e trasferirne in Germania una parte. I due erano molto diversi, un funzionario e un aristocratico, e molto nemici, ma collaboreranno per preservare i tesori dell’arte e ciò che rappresentano. Sono loro a cui pensa Sokurov, nel realizzare un film sul Louvre, ma anche a Napoleone e alla Marianne, fuoriusciti dai dipinti, all’Hermitage e all’assedio di Leningrado, e a un mercantile che viaggia nella tempesta, come una moderna arca, con un carico di quadri che rischiano di finire per sempre in fondo all’Oceano. Sokurov va oltre l’idea del museo come contenitore per preservare l’arte e ne canta in questa elegia la natura di ritratto di una nazione e di un continente, codice genetico identitario.
Ci sono momenti di Francofonia in cui pare di trovarsi dentro un’histoire di Godard, per il tono assertivo delle affermazioni politiche, la gravità e l’ironia, per la combinazione dei materiali visivi e lo sconfinamento di quelli sonori. L’incedere di Sokurov attraverso il Louvre è lontano da quello dell’Arca russa e, in generale, il film che ne esce è molto diverso, meno coerente nel progetto estetico, più variamente stratificato e assemblato, così come i materiali che lo compongono, dalle foto d’epoca alle conversazioni via computer col capitano del mercantile, dalle ricostruzioni forzate, al teatro, al repertorio.

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Regia di Ágnes Kocsis. Un film con Lia Pokorny, Eva GaborIstván Znamenák, Ákos Horváth, Izabella Hegyi. Genere Drammatico – UngheriaPaesi BassiFranciaAustria2010, distribuito da da definire. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Piroska è un’infermiera decisamente sovrappeso e incapace di resistere all’attrazione esercitata dal cibo. Lavora nel reparto di terapia del dolore per malati terminali e su di lei girano voci (non comprovate) di interventi di eutanasia. Un giorno viene portata in ospedale una donna anziana che ha lo stesso nome della sua migliore amica ai tempi della scuola e di cui ha perso le tracce. Il suo più grande desiderio è ora quello di ritrovarla.
Un nome e un cognome: Adrienne Pal. Basta questo per ridare senso a una vita ormai spenta nella routine quotidiana della morte, nel percorso dal reparto, all’ascensore, al lungo corridoio che conduce all’obitorio. Piroska ha un difficile rapporto con il suo corpo nonostante il marito cerchi (anche se con una certa freddezza) di spingerla occuparsi di sé. Anche sul lavoro le cose non vanno meglio: nessuno la ostacola ma è tenuta a distanza e sospettata. Quel nome apre dinanzi a lei la possibilità di ritrovare qualcuno a cui dice di essersi sentita profondamente legata. Le tappe del percorso di ricerca la riportano a contatto con persone che le offrono punti di vista discordanti sulla grande amica che alcuni affermano non essere mai esistita. Ma Piroska non demorde anche quando scopre di avere lasciato solo una flebile traccia nella memoria di chi la conosceva se non, a volte, il vuoto totale.
È un interessante film sulla memoria e sul pre-giudizio (quello che ognuno di noi ha applicato ai compagni di un tempo e che si fa fatica ad accettare di veder modificato). Ma è anche un’agghiacciante rilevazione sul trapasso negli ospedali. I luoghi in cui abbiamo rinchiuso (per allontanarlo dalla nostra vista) il temibile mistero del morire.

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Un film di Richard Attenborough, Sidney Hayers. Con Sean Connery, Gene Hackman, Maximilian Schell, Michael Caine, Elliott Gould. Titolo originale A Bridge Too Far. Guerra, durata 150 min. – Paesi Bassi, Gran Bretagna, USA 1977. MYMONETRO Quell’ultimo ponte * * * 1/2 - valutazione media: 3,73 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel ’44, 35.000 paracadutisti alleati scendono in Olanda con lo scopo di impadronirsi di una serie di ponti che favoriranno l’avanzata delle forze alleate. L’impresa non riesce per un ponte di troppo. Continua a leggere

Un film di Peter Greenaway. Documentario, durata 86 min. – Paesi Bassi 2008. MYMONETRO Rembrandt’s J’accuse * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 1 recensione.

Rembrandt j’accuse arriva due anni dopo Nightwatching, storia romanzata della genesi del quadro omonimo, ed esibisce tutto l’orgoglio della struttura più celebre e fortunata delle narrazioni del sapere contemporaneo: quella del giallo e dell’enigma. L’ultima performance di Peter Greenaway ipotizza che Rembrandt volesse denunciare nel suo dipinto l’esistenza di una cospirazione assassina e che la caduta verticale della fama e del prestigio del pittore fiammingo, seguita alla realizzazione della “Ronda di notte”, si debba con ogni probabilità al j’accuse e alla condanna morale che i suoi contemporanei e committenti colsero nell’opera. Plausibile? Forse sì o forse no. Quello che davvero importa è lo sguardo indagatore del regista gallese che analizza, scompone e destruttura lo sguardo autoriale che aveva creato, composto e generato con la matericità del colore e la forza della luce un potente ritratto di gruppo.
Scomponendo i particolari costitutivi del quadro e ingigantendone alcune sezioni, il regista fa emergere in superficie e fuori dalla superficie dettagli inquietanti e illuminanti. “La ronda di notte”, molto studiata e variamente interpretata, riunisce dentro lo stesso dipinto la gilda degli archibugieri, “condotta” dal capitano Frans Banning Cocq e dal suo luogotenente van Ruytenburgh, per celebrarne l’immagine di baluardo della città e mostrarne i privilegi conquistati con la guerra d’indipendenza (dalla Spagna) e la fondazione della Repubblica. Se i più hanno inteso il dipinto alla luce della consolidata tradizione olandese dei ritratti delle compagnie della guardia civica, corporazioni a cui appartenevano i ricchi notabili di Amsterdam, e qualcun altro ha ipotizzato che potesse rappresentare una scena o forse un quadro vivente del dramma storico di Vondel (“Gijsbrecht van Amstel”), Greenaway trasforma il quadro in investigazione e anamnesi indiziaria.

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Risultati immagini per Kitty TippelUn film di Paul Verhoeven (I). Con Monique Van De VenAndrea Domburg, Hannah De Leevwe, Ian Blaaser, Eddy Brugman Titolo originale Keetje TippelBiograficob/n durata 100 min. – Paesi Bassi 1975MYMONETRO Kitty Tippel… quelle notti passate sulla strada * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Alla fine dell’800, una povera famiglia di contadini si trasferisce ad Amsterdam. Qui la miseria continua e la madre prostituisce la figlia Kitty. Continua a leggere

Risultati immagini per Fiore di carneUn film di Paul Verhoeven (I). Con Rutger HauerMonique Van De Ven, Mariol Flore Titolo originale Turks FruitDrammaticodurata 95 min. – Paesi Bassi 1974MYMONETRO Fiore di carne * * * - - valutazione media: 3,13 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il giovane Erik chiede un passaggio in auto: glielo offre la bella Olga. I due prima fanno l’amore, poi riprendono il viaggio. Restano però coinvolti in un grave incidente che li separa. Erik riuscirà in seguito a rintracciare la donna e a sposarla. Continua a leggere

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Un film di Woody Allen. Con Woody Allen, Jason Biggs, Christina Ricci, Danny DeVito, Stockard Channing. Commedia, durata 108 min. – Gran Bretagna, USA, Paesi Bassi, Francia 2003. MYMONETRO Anything Else * * * - - valutazione media: 3,15 su 18 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Jerry Falk è un giovane aspirante scrittore di New York. Incontra Amanda, una ragazza libera e spregiudicata, e se ne innamora pazzamente. Amore e passione, però, non bastano a tenere in piedi la relazione e Jerry chiede aiuto al suo mentore. Questo film rappresenta una svolta nel cinema di Woody Allen per più motivi. Quello più esteriore è la sua presenza (per la prima volta dopo anni e anni di programmazione dei suoi film e anche dopo l’assegnazione del Leone d’oro alla carriera che fece ritirare da Carlo Di Palma) alla Mostra del Cinema di Venezia. Quelli invece più sostanziali stanno, come è giusto che sia, sul piano dello stile e del contenuto del film. Continua a leggere