Category: Jugoslavia


di Dusan Makavejev, con Milena Dravic, Ivica Vidovic, Jagoda Kaloper, Tuli Kupferberg (Jugoslavia1971)

La liberazione sessuale che era alla base delle teorie di Wilhelm Reich (allievo di Freud, tedesco e comunista, emigrato negli Stati Uniti, accusato di eresie scientifiche e di perversione morale fino all’imprigionamento ed dalla distruzione delle sue opere con il fuoco) serve al regista jugoslavo Dusan Makevejev per un parallelo, audace, insolito e per nulla gratuito, con il fascismo in tutte le sue forme e origini, il feticismo, il culto della personalità, l’oscurantismo.

Reich diceva, tra l’altro che la repressione sessuale può condurre a delle forme di violenza fascista. Makevejev riprende, quarant’anni dopo e con un linguaggio nuovo, lo stesso discorso. Partendo da uno schema egli ha fatto il film meno schematico fra quelli prodotti nei paesi dell’Est negli ultimi anni. Un film, anzi, sorprendentemente insolito e liberatore; un happening cinematografico di una fantasia spregiudicata, nel quale alterna via via la cronaca documentaristica al cinema verità alla Warhol, il lirismo poetico alla fanta-politica, lo psico-dramma all’erotismo. Makevejev non crede ai toni gravi per discutere gli argomenti gravi: e la sua opera è infatti un irrefrenabile inno di gioia, un piacere incontenibile di fare del cinema, di abbandonarsi ad un discorso scorrevole e disinvolto anche se si parla di repressione, di Stalin e di fascismo.

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Odissea, sottotitolato Le avventure di Ulisse, è uno sceneggiato televisivo a puntate coprodotto e trasmesso dalla RAI nel 1968, basato sull’omonimo poema di Omero.

Fu diretto da Franco Rossi, insieme con Piero Schivazappa e a Mario Bava. È stato uno degli sceneggiati RAI di maggior successo, per il livello di spettacolarità superiore a quello delle precedenti produzioni televisive. Di rilievo il cast, tra cui spiccano Bekim Fehmiu nel ruolo di Ulisse e Irene Papas nel ruolo di Penelope.

Traduzione dal greco dell’Odissea di Omero a cura di Rosa Calzecchi Onesti. Musiche di Carlo Rustichelli, le scenografie sono di Luciano Ricceri, i costumi su disegni di Dario Cecchi sono realizzati da Mario Carlini. Effetti speciali a cura di Mario Bava e Carlo Rambaldi. Mario Bava diresse l’episodio di Polifemo; al suo fianco, come aiuto regista, il figlio Lamberto Bava (non accreditato).

Location principale furono gli studi cinematografici di Dino De Laurentiis, a Roma, mentre le riprese in esterna si svolsero prevalentemente in Jugoslavia[1][2].

Edizioni in DVD

Nel 2002 la Elleu Multimedia lanciò in DVD due cofanetti contenenti ciascuno quattro puntate restaurate e rimasterizzate con biografie e filmografie negli extra. All’inizio di ciascun DVD vi è un prologo che narra le ragioni della guerra di Troia e nel secondo disco il viaggio e l’aspetto multiforme di Ulisse. Continua a leggere

Locandina La quinta offensivaUn film di Stipe Delic. Con Irene Papas, Richard Burton, Milena Dravic, Bata Zivojinovic. Titolo originale Sutjeska. Guerra, durata 117′ min. – Jugoslavia 1973. MYMONETRO La quinta offensiva * * - - - valutazione media: 2,29 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel maggio 1943 l’armata di liberazione iugoslava (comunista), composta di ventimila uomini agli ordini di Josip Broz, detto Tito (1892-1980), cerca di rompere l’accerchiamento delle preponderanti truppe tedesche (più di centomila soldati con carri armati e aerei) e rintuzza la quinta offensiva della Wehrmacht. Scritto da Branimir Scepanovic e realizzato con larghi mezzi. Vacua grandiosità spettacolare, tronfia vernice epica, approssimativi combattimenti più fragorosi che tatticamente verosimili, patetici intermezzi lirici. Fotografia: Tomislav Pinter. Musica: Mikis Theodorakis. Come Tito, R. Burton abita il film come un monumento dagli occhi azzurri. O. Welles si diverte nei panni e nella mole di Winston Churchill che, d’altronde, conosceva personalmente Continua a leggere

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The Marathon Family è un film del 1982, diretto da Slobodan Sijan. È uno dei film più famosi in Serbia.

1935: La famiglia Topalovic, composta da 6 uomini di altrettante generazioni (le donne sono tutte morte di parto) in continua lite tra loro, è proprietaria di una ditta di pompe funebri fondata esattamente 100 anni prima. Il giorno in cui il patriarca muore (a più 130 anni!), i parenti attendono con ansia l’apertura del testamento, sperando, ognuno di loro, di ottenere una parte dell’eredità.