Category: Italia


LOCANDINA, I SETTE DELL'ORSA MAGGIORE, WW2, X MAS, MARINA,VALIANT, GUERRA |  eBay

Un film di Duilio Coletti. Con Pierre CressoyEleonora Rossi DragoPaul MüllerRiccardo GarroneCharles Fawcett. continua» GuerraRatings: Kids+16, b/n durata 100 min. – Italia 1953MYMONETRO I sette dell’Orsa maggiore ***-- valutazione media: 3,25 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Seconda guerra mondiale: un ufficiale della marina porta a termine pericolose e importanti missioni belliche offensive servendosi dei famosi “maiali”. Nel corso di un’azione, in cui rischia la vita, viene preso prigioniero ma si salva. A guerra terminata gli verrà conferita la medaglia d’oro.

Locandina Il lupo della Sila

Un film di Duilio Coletti. Con Vittorio GassmanAmedeo NazzariJacques SernasSilvana ManganoAttilio Dottesio. continua» DrammaticoRatings: Kids+16, b/n durata 95 min. – Italia 1949

Un giovane contadino viene ingiustamente incolpato d’un delitto, ma tace per non compromettere la ragazza con cui aveva trascorso la notte, Orsola.

Risultati immagini per Aldebaran 1934

Un film di Alessandro Blasetti. Con Doris Duranti, Gino Cervi, Gianfranco Giachetti, Evi Maltagliati, Elisa Cegani. Drammatico, b/n durata 99 min. – Italia 1935. MYMONETRO Aldebaran * * - - - valutazione media: 2,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Questo film, che segna il debutto cinematografico di Elisa Cegani e nel quale appare lo stesso Blasetti in una piccola parte, narra la storia di un ufficiale di marina che mette in pericolo la sua carriera per i capricci della moglie. Solo dopo un’importante missione si ristabilirà l’equilibrio della coppia.

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Un film di Miklós Jancsó. Con Monica Vitti, Gino Lavagetto, Pierre Clémenti, Peter Pasetti, Piero Faggioni.Drammatico, durata 85 min. – Italia 1970. MYMONETRO La pacifista * * - - -valutazione media: 2,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

 
Una giornalista svolge un’inchiesta sulla contestazione giovanile pacifista e su quella violenta degli estremisti. La protagonista appartiene idealmente al primo gruppo; tuttavia si innamora, ricambiata, di un esponente del secondo, incaricato di un omicidio politico.
Locandina Il coraggio

Un film di Domenico Paolella. Con TotòGianna Maria CanaleGino CerviIrene GalterGabriele Tinti. continua» Commediab/n durata 95 min. – Italia 1955MYMONETRO Il coraggio **1/2-- valutazione media: 2,84 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Alla base della vicenda troviamo l’incontro-scontro fra il commendator Paoloni (Gino Cervi) con Gennaro Vaccariello (Totò). Paoloni è un “esperto soccorritore” di persone finite per incidente o tentativo di suicidio nelle acque del Tevere e Gennaro diventa per lui il venticinquesimo caso di salvataggio di cui fregiarsi. Di lì a poco si pentirà del nobile gesto quando Gennaro imporrà con varie astuzie la sua presenza (con figli al seguito) in casa Paoloni, ma col passare del tempo si accorgerà che proprio Gennaro saprà essergli più amico rispetto a chi credeva erroneamente persona di fiducia e che lo aiuterà tanto nella risoluzione di problemi sentimentali quanto nel lavoro, salvando la sua azienda dal fallimento.
Sarà per la felice accoppiata di due attori del calibro di Totò e Gino Cervi, sarà per la storia ben costruita, Il coraggio colpisce e convince. Forse soprattutto perché si muove bene fra le corde del comico e quelle del drammatico, toccando con leggerezza i delicatissimi temi della vita e della morte e l’eterno gioco delle parti fra ricchezza e povertà. Il film inoltre trasmette in maniera sorridente valori profondi come quelli della generosità, della fedeltà, dell’onestà… Tutto ciò in modo originale, perché Totò non interpreta certo uno stinco di santo, ma un poveraccio che ha fatto di necessità virtù specializzandosi nell’arte di arrangiarsi per salvaguardare sé e i suoi numerosi figli. La sua furbizia, che conquista da subito lo spettatore e lo fa divertire nel corso della vicenda, è perfettamente controbilanciata dall’integrità sui generis del personaggio, che si rivela a modo suo un benefattore.
Oltre all’espressiva recitazione di Cervi e Totò (davvero efficaci certi primi piani sui loro volti) il film funziona grazie a una ben architettata sceneggiatura che dà rilievo anche a personaggi secondari (come l’amante di Paoloni) e al subplot sentimentale della storia fra il figlio di Gennaro e la figlia del commendatore. Per tutti questi motivi Il coraggio si rivela una commedia di grande spessore.

I Mostri: Amazon.it: Ugo Tognazzi, Lando Buzzanca, Vittorio Gassman, Marisa  Merlini, Marino Mase', Dino Risi, Ugo Tognazzi, Lando Buzzanca: Film e TV

Regia di Dino Risi. Un film Da vedere 1963 con Ugo TognazziVittorio GassmanLando BuzzancaMarisa MerliniRika DialinaMichèle MercierCast completo Genere Commedia – Italia1963durata 118 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,90 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Galleria di “mostri” pescati nella realtà quotidiana: dal padre che educa il figlioletto a fregare il prossimo all’avvocato cialtrone, dalla patronessa di premi letterari che mira solo a concupire i giovani letterati al pugile suonato… 20 brevi e brevissimi episodi nei quali si alternano Gassman e Tognazzi per satireggiare i miti e le contraddizioni degli anni ’60. La commedia italiana in pillole, con ferocia “all’insegna della critica più sferzante, della satira più graffiante, senza un filo di forzatura o di compiacimento o di indulgenza o di complicità” (P. D’Agostini). Soggetto e sceneggiatura: Age & Scarpelli, Elio Petri, Dino Risi, Ettore Scola, Ruggero Maccari. Fotografia: Alfio Contini.

Regia di Dino Risi. Un film Da vedere 1977 con Vittorio GassmanCatherine DeneuveDanilo MatteiEster CarloniAnicée AlvinaCast completo Genere Drammatico – Italia1977durata 100 minuti. – MYmonetro 3,65 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Da un romanzo (1966) di Giovanni Arpino: il giovane Tino è a Venezia ospite dello zio ingegnere che vive con la moglie cagionevole di salute. Ben presto si accorge che la casa nasconde un mistero. Una notte sale in soffitta… Con questo film Risi è passato al thriller e il salto gli è riuscito. C’è più di un risvolto segreto che può offrire un’angoscia e un’inquietudine molto attuali. Gassman sulla corda tesa di un istrionismo di alta scuola.

Regia di Davide Marengo. Un film Da vedere 2007 con Giovanna MezzogiornoValerio MastandreaEnnio Fantastichini, Anna Romantowska, Roberto CitranFrancesco PannofinoCast completo Genere Commedia, – Italia2007durata 104 minuti. Uscita cinema venerdì 11 maggio 2007 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 2,96 su 16 recensioni tra criticapubblico e dizionari

È un anomalo thriller divertente che fa capo a una ladra solitaria e seduttiva e a un autista d’autobus, pokerista indebitato, “normalmente vile”, troppo abituato a guardare nello specchietto retrovisore. La prima entra in possesso, senza saperlo, di un microchip concupito da molti perché vale due milioni di euro, e coinvolge il secondo in una concitata corsa d’inseguimento, seminata di morti ammazzati. È il caso raro di un film italiano difficile da etichettare perché pratica con brio la mescolanza dei generi e dei registri (thriller, noir, pulp , commedia, spionaggio, love story), frutto di una sceneggiatura riscritta più volte che mira a divertire il pubblico e ad accontentare i critici esigenti, purché svegli e senza paraocchi socio-ideologici, affidato da due produttori a un regista esordiente (nella fiction). Trasuda – a tutti i livelli – del piacere di raccontare una storia affollata di personaggi ben disegnati (un malinconico Fantastichini) senza preoccupazioni né velleità di rispecchiamento della realtà. Da ammirare la versatile Mezzogiorno che fa da motore all’azione e da traino a Mastandrea. Scritto da Fabio Bonifacci e Giampiero Rigosi, autore del romanzo omonimo (2000). Fotografia: Arnaldo Catinari che ha usato una pellicola ultrasensibile (1000 ASA) per sfruttare le luci naturali e notturne di Roma. Montaggio: Patrizio Marone. Musiche: Gabriele Coen e Mario Rivera con La Paranza e Mi persi di Daniele Silvestri.

Girotondo Giro Intorno Al Mondo: Amazon.it: Curreli,Boberg ...

Un film di Davide Manuli. Con Simona CaramelliLuciano CurreliSarah BobergDavide ManuliAlex Fetiveau Drammaticodurata 87 min. – Italia 1998.

Angelo è un orfano che è cresciuto con una donna nomade. Reagisce al dolore per la morte del più caro amico per overdose grazie all’incontro con Serena. Costei sopravvive facendo la prostituta ma non ha perso la speranza. Un’opera prima a cui non manca l’intuito visionario.

Regia di Davide Manuli. Un film con Fabrizio GifuniPaolo RossiRoberto Freak AntoniLuciano CurreliSimone MaludrottuCast completo Genere Drammatico, – Italia2008durata 80 minuti. Uscita cinema venerdì 17 maggio 2013 distribuito da Distribuzione Indipendente. – MYmonetro 2,15 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Per fare qualcosa di beckettiano non basta volerlo, ispirandosi vagamente a Aspettando Godot (1952) di Samuel Beckett. In una desertica terra di nessuno e fuori dal tempo, due uomini aspettano a una fermata un bus che arriva senza fermarsi. Decidono allora di cercare a piedi quel dio (God-ot), intuito dietro la montagna sotto forma di sonorità musicale. A cosa si affida Manuli per chiudere con un film metafisico una trilogia sul cinema della solitudine? Non alle parole: pochi dialoghi, fondati su un’accanita ripetizione di frasi neutre che dovrebbero far ridere. Non a un apologo: più che una trama, c’è una sequela di incontri con bizzarre figurine. Spinto dalla necessità di esprimersi in libertà per unire “la povertà produttiva alla ricchezza dei contenuti”, ha girato per 13 giorni (fotografia: Tarek Ben Abdallah) con una squadra di 10 persone, in suggestivi paesaggi naturali in Sardegna (Gallura, Cabras, miniera di Montevecchio, dune di Piscinas) e in Umbria (piana di Castelluccio). Senza regole né autocensura. Si vede.

Regia di Davide Ferrario. Un film Da vedere 1997 con Valerio MastandreaCarlo MonniAdriana RinaldiCaterina CaselliBenedetta MazziniCast completo Genere Commedia – Italia1997durata 94 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,41 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Rientrato in famiglia a Torino, il ventiduenne Walter Verra, figlio di un operaio, disoccupato, obiettore di coscienza, iscritto alla facoltà di filosofia per inerzia, vergine un po’ per scelta e un po’ per pigrizia, concupito dalle donne, vive alla giornata in una Torino multirazziale finché la morte di un’amatissima zia e l’incontro con una giovane gitana lo fanno passare all’età adulta. Forse. Da un romanzo (1994) di Giuseppe Culicchia una commedia acida, romantica e vitale che conta come ritratto di un personaggio (specifico più che tipico) più che come spaccato sociologico: “rivela un ritmo studiatissimo, ma frenetico … sorprende per questa sua generosità di riprese” (L. Pellizzari). Ha in Mastandrea un decontratto interprete del malessere generazionale e una colorita galleria di figure tra cui spicca una ritrovata C. Caselli come zia alternativa. Prodotto dal valente Gianfranco Piccioli. Dedicato a Lindsay Anderson. Sottovalutato da molta critica trovò il suo pubblico e 2 premi.

Regia di Davide Ferrario. Un film Da vedere 2008 con Kasia SmutniakFabio TroianoGianluca GobbiCristiano GodanoLuciana LittizzettoCast completo Genere Drammatico, – Italia2008durata 102 minuti. Uscita cinema venerdì 10 aprile 2009 distribuito da Warner Bros Italia. – MYmonetro 3,23 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Questa commedia con musica è forse il film italiano più originale della stagione 2008-09. Alla sua 9ª fiction, l’ha scritto, prodotto e diretto Ferrario, uno dei più dotati “fuori strada” del nostro cinema. Irena Mirkovic, regista teatrale serba d’avanguardia, accetta la proposta di don Iridio, cappellano in un carcere di Torino, di fare una Passione interpretata da detenuti, ma nessuno vuole impersonare Giuda Iscariota che per loro è solo un “infame”. Perché non raccontare la storia escludendo tradimento, condanna e morte di Gesù? Don Iridio si oppone a quella versione blasfema, ma Irena ha l’appoggio di Libero, direttore del carcere con cui ha una relazione amorosa. Reduce da una lunga frequentazione dei carceri milanesi, Ferrario ha fatto un film “nel” carcere, non “sul” carcere. Ateo convinto e sereno, che capisce il senso della religione come risposta alle grandi domande sulla vita, si è arrischiato in una impresa contraddittoria: trasformare una storia intellettual-filosofica in una vicenda realistica (con un certo margine di improvvisazione), in conflitto con la sua forma di musical in cui si canta e si danza. I detenuti l’hanno corrisposto con fervore: in prigione la corporalità è ridotta al minimo. Girato in digitale Genesis Panavision (D. Cecchin), sorretto dalle coreografie di Laura Mazza e dalle musiche (Marlene Kuntz, Cecco Signa, Fabio Barovero), ha fatto centro anche grazie alla scelta della Smutniak in un personaggio memorabile. Produzione: Rossofuoco. Distribuzione: Warner.

SUL 45� PARALLELO - Dalla pianura padana alla Mongolia ...

Un film di Davide FerrarioDocumentariodurata 50 min. – Italia 1997.

La storia è la seguente: finito di girare insieme Tutti giù per terra, Davide Ferrario (regista) vorrebbe seguire la tournèe in estremo oriente dei Csi (fra i protagonisti del film); per varie ragioni la tournèe diventa un molto più modesto viaggio di piacere in Mongolia per il cantante e il chitarrista della band, ovvero Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni. Ma Ferrario è impegnato nella rifinitura della pellicola e così manda un operatore, Marco Preti, a seguire i due musicisti, rimanendo però in continua comunicazione con il trio; nel frattempo il regista si ritaglia tempi e luoghi, nella pianura padana dove vive e lavora, per girare materiale sorprendentemente affine a quello che sto accadendo dall’altra parte del mondo. Sullo stesso parallelo, il quarantacinquesimo: come uno spartiacque, una linea di demarcatura (è anche il parallelo che divide a metà l’emisfero settentrionale del pianeta) che congiunge non solo idealmente luoghi fra loro remoti e in apparenza molto dissimili. Ecco così che assistiamo alle imprese di lottatori mongoli e di culturisti italiani, conosciamo un contadino emiliano che, senza essere mai stato in Asia, parla quasi cento lingue di quei luoghi, vediamo lo scorrere della vita in Asia  e in Italia “come corsi d’acqua che prendono linee impreviste e in fondo si mescolano sempre tutte”, osserviamo insomma come la natura abbia in realtà reso vicini e in un certo senso fratelli anche gli esseri umani più distanti fra loro. Il tutto amabilmente condito da una colonna sonora eccezionale: le (al momento) nuovissime canzoni di Tabula Rasa Elettrificata, disco appena finito di registrare dai Csi, che peraltro contro ogni previsione andrà filato al primo posto in classifica. Un documentario essenzialmente ‘povero’, cioè privo di grandi scene a effetto, abbastanza corto (50 minuti) e realizzato con estrema naturalezza, per di più con una piccolissima troupe, ma nel quale ciò che conta sono le idee alla base: e quelle sono ricchissime. 

Regia di Davide Ferrario. Un film con Elisabetta CavallottiFlavio InsinnaStefania Orsola GarelloYorgo VoyagisAngelica IppolitoCast completo Genere Drammatico – Italia1999durata 95 minuti. – MYmonetro 2,35 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Attrice di pornofilm, Nina ha una storia con Cristiana, redattrice di una pornorivista e madre di un bambino. Malata di linfoma, si sottopone alla chemioterapia durante la quale conosce Flavio, insegnante malato di tumore che s’innamora di lei. Nina guarisce: prima di morire, Flavio le chiede di fare l’amore con lui. Ispirato alla vicenda di Moana Pozzi, tra i film italiani della stagione 1999-2000, è il più disturbante e fassbinderiano, il meno compreso. Vale per la vivace e puntuale descrizione del microcosmo del porno cinema hard; il disegno di Nina (un’ottima e credibile Cavallotti), esibizionista, schizofrenica e beffarda nella sua strategia di potere (“Gli uomini hanno paura di me. Mi desiderano, ma io li possiedo”); il lucido e sconveniente coraggio con cui mescola il tema del porno con quello della malattia su un registro narrativo che svaria dal mélo all’ironia; il sincopato linguaggio registico ricco di invenzioni.

Regia di David Grieco. Un film Da vedere 2016 con Massimo RanieriLibero de RienzoRoberto CitranMilena VukoticMatteo TarantoCast completo Genere Noir, – Italia2016durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 24 marzo 2016 distribuito da Microcinema. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,15 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

1975. Gli ultimi mesi di vita di P.P. Pasolini, dalle elezioni di giugno, in cui il PCI ottenne 1/3 dei voti, al suo assassinio a Ostia il 2 novembre. Mentre monta Salò o le 120 giornate di Sodoma e scrive il romanzo Petrolio , che denuncia l’ex presidente dell’ENI e neopresidente della Montedison, Eugenio Cefis, come il fondatore della loggia massonica P2 e il “grande vecchio” dello stragismo italiano, ha una relazione con Pino Pelosi, un borgataro 17enne. Su mandato di Cefis, la criminalità romana, aiutata dai servizi segreti deviati, si serve di Pelosi per silenziare il poeta friulano. Dal suo libro omonimo (2015), sceneggiato con Guido Bulla, Grieco – giornalista, regista, collaboratore e amico di Pasolini – ha ricavato un film di denuncia, appassionato e interessante, che tuttavia non va molto oltre una buona docufiction se non per l’intensa interpretazione di Ranieri e l’incisiva professionalità degli altri attori principali. E scade nell’agiografico quando ci propone un Pasolini che ha una “visione” profetica dell’attuale umanità digitalizzata.

Regia di David Grieco. Un film con Malcolm McDowellMarton CsokasFrances BarberRonald PickupVernon DobtcheffCast completo Titolo originale: Evilenko. Genere Drammatico – Italia2004durata 106 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,31 su 16 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È la storia del più produttivo assassino periodico del Novecento: violentò, uccise e divorò 55 bambini o adolescenti di ambo i sessi. Si chiamava Andrej Romanovic Cikatilo. Il giornalista David Grieco fece in tempo a vederlo vivo nel 1992. Ne raccontò la storia nel romanzo Il comunista che mangiava i bambini da cui ha tratto il film, cambiando molto e ribattezzandolo Evilenko. Preside e docente nell’orfanotrofio di cui era stato ospite dopo la morte del padre, finito in un gulag, Evilenko è costretto a dimettersi dopo aver cercato di stuprare un’allieva. Iscritto al partito, ottiene un posto nelle ferrovie. Da quel momento nei boschi russi si moltiplicano i cadaveri di bambini straziati. Il caso è risolto da Lesiev, esperto investigatore che ricorre all’aiuto dello psicoanalista Aron Richter. Il film è costruito sul parallelismo dei due itinerari di caccia sino all’arresto. Nel 1994 il processo si conclude con una condanna a morte, dopo una dichiarazione di sanità mentale dell’imputato. Secondo Richter, la malattia di Evilenko nasce in un bambino costretto a odiare il padre e ad adorare Stalin, il suo simbolico assassino, ma è rafforzata da una crisi di identità collettiva quando il comunismo comincia a frantumarsi. La debolezza del film risiede nell’impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall’inquietante istrionismo ben temperato di McDowell ( Arancia meccanica ).

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Un film di Michele Soavi. Con Kim Rossi Stuart, Dino Abbrescia, Valeria Milillo, Massimo De Rossi, Luciano Curreli. Formato Film TV, Drammatico, – Italia 2001.

Rapinano banche, supermercati e benzinai, sono organizzati come terroristi ma compiono azioni che nessun criminale porterebbe a termine. Un giorno rubano cento milioni senza uccidere nessuno, il giorno dopo ammazzano un benzinaio per pochi soldi. Sono razzisti, crudeli e, soprattutto, imprevedibili. Il super pool di Bologna brancola nel buio. Una sola costante: questi delinquenti usano sempre una Uno bianca. I protagonisti sono due agenti di provincia (Kim Rossi Stuart e Dino Abbrescia), che, grazie all’intelligenza, all’intuizione e ad un lavoro capillare, riescono a mettersi sulle tracce della banda criminale. I due investigatori si troveranno in contrasto con dei loro superiori, cui devono rendere conto e per questo saranno obbligati a lavorare quasi di nascosto. Ma i sospettati non si tradiscono mai e questo costringe i nostri agenti alla mossa più rischiosa: infiltrarsi.

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Locandina Opera

Un film di Dario Argento. Con Cristina MarsillachUrbano BarberiniIan CharlesonDaria NicolodiBarbara Cupisti. continua» Horrordurata 105 min. – Italia 1987. – VM 14 – MYMONETRO Opera **1/2-- valutazione media: 2,78 su 23 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La leggenda della sfortuna che il Macbeth di Verdi porta a chi lo rappresenta sembra avverarsi durante le prove di una compagnia. La soprano ha un incidente ed è sostituita da una giovanissima cantante che ha molto successo. Ma un maniaco la perseguita. Non la uccide, ma ammazza orribilmente tutte le persone attorno a lei.

Locandina No Man's Land - Terra di nessuno

Un film di Danis Tanovic. Con Simon CallowBranko DjuricRene BitorajacFilip ŠovagovicGeorges Siatidis. continua» Titolo originale No Man’s LandDrammaticoRatings: Kids+16, durata 98 min. – Italia, Belgio, Gran Bretagna 2001. – 01 Distribution uscita venerdì 28 settembre 2001. MYMONETRO No Man’s Land – Terra di nessuno ***-- valutazione media: 3,47 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

“Qual è la differenza tra un pessimista e un ottimista? Il primo pensa che le cose non possano andare peggio di così. Il secondo è convinto di sì.” È la battuta chiave di un film comicamente amaro sulla guerra in ex Jugoslavia e, per traslato, su tutte le guerre di questi nostri tempi. Ciki e Nino, un bosniaco e un serbo, nel corso della guerra del 1993 si trovanio bloccati in una trincea nella terra di nessuno. Con loro c’è un terzo combattente che è sdraiato su una mina che rischia di esplodere a un suo minimo movimento. Le truppe dell’Onu intervengono per aiutare, ma gli alti livelli creano più problemi che soluzioni in una guerra che è vista dall’esterno o come un terreno per esercitazioni diplomatiche o un grande set ‘naturale’ da cui far provare al mondo il brivido della morte (altrui). Abbiamo visto altri film che denunciavano le guerre-spettacolo, ma pochi dotati della saldezza di conduzione (opera prima) e dell’ironia affilata di No Man’s Land. Dice Tanovic: “La lingua parlata dai Serbi, dai Croati e dai Bosniaci è di fatto la stessa. Oggi i Serbi la chiamano serbo, i Bosniaci bosniaco e i Croati croato. Ma quando parlano si capiscono perfettamente tra loro”. È una frase su cui meditare.

Locandina italiana Manuel

Regia di Dario Albertini. Un film Da vedere 2017 con Andrea LattanziFrancesca AntonelliRenato ScarpaGiulia Elettra GoriettiRaffaella ReaCast completo Genere Drammatico, – Italia2017durata 98 minuti. Uscita cinema giovedì 3 maggio 2018 distribuito da Tucker Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,60 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Manuel, al compimento dei diciotto anni esce dall’istituto per minori privi di un sostegno familiare e deve reinserirsi in un mondo da cui è stato a lungo lontano. Sua madre, che è in carcere, può sperare di ottenere gli arresti domiciliari solo se lui accetta di prenderla in carico. Si tratta di una responsabilità non di poco conto.
Ci sono film che ‘raccontano’ una storia. Ce ne sono altri che ‘vivono’ la vicenda che si sta sviluppando sullo schermo. È il caso di Manuel in cui Dario Albertini trasforma l’anno e mezzo di riprese in un processo esperienziale in cui la partecipazione dell’autore si è trasferita al giovane Andrea Lattanzi il quale appunto ‘vive’, non ‘interpreta’ il ruolo di Manuel.