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Regia di David Grieco. Un film Da vedere 2016 con Massimo RanieriLibero de RienzoRoberto CitranMilena VukoticMatteo TarantoCast completo Genere Noir, – Italia2016durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 24 marzo 2016 distribuito da Microcinema. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,15 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

1975. Gli ultimi mesi di vita di P.P. Pasolini, dalle elezioni di giugno, in cui il PCI ottenne 1/3 dei voti, al suo assassinio a Ostia il 2 novembre. Mentre monta Salò o le 120 giornate di Sodoma e scrive il romanzo Petrolio , che denuncia l’ex presidente dell’ENI e neopresidente della Montedison, Eugenio Cefis, come il fondatore della loggia massonica P2 e il “grande vecchio” dello stragismo italiano, ha una relazione con Pino Pelosi, un borgataro 17enne. Su mandato di Cefis, la criminalità romana, aiutata dai servizi segreti deviati, si serve di Pelosi per silenziare il poeta friulano. Dal suo libro omonimo (2015), sceneggiato con Guido Bulla, Grieco – giornalista, regista, collaboratore e amico di Pasolini – ha ricavato un film di denuncia, appassionato e interessante, che tuttavia non va molto oltre una buona docufiction se non per l’intensa interpretazione di Ranieri e l’incisiva professionalità degli altri attori principali. E scade nell’agiografico quando ci propone un Pasolini che ha una “visione” profetica dell’attuale umanità digitalizzata.

Regia di David Grieco. Un film con Malcolm McDowellMarton CsokasFrances BarberRonald PickupVernon DobtcheffCast completo Titolo originale: Evilenko. Genere Drammatico – Italia2004durata 106 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,31 su 16 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È la storia del più produttivo assassino periodico del Novecento: violentò, uccise e divorò 55 bambini o adolescenti di ambo i sessi. Si chiamava Andrej Romanovic Cikatilo. Il giornalista David Grieco fece in tempo a vederlo vivo nel 1992. Ne raccontò la storia nel romanzo Il comunista che mangiava i bambini da cui ha tratto il film, cambiando molto e ribattezzandolo Evilenko. Preside e docente nell’orfanotrofio di cui era stato ospite dopo la morte del padre, finito in un gulag, Evilenko è costretto a dimettersi dopo aver cercato di stuprare un’allieva. Iscritto al partito, ottiene un posto nelle ferrovie. Da quel momento nei boschi russi si moltiplicano i cadaveri di bambini straziati. Il caso è risolto da Lesiev, esperto investigatore che ricorre all’aiuto dello psicoanalista Aron Richter. Il film è costruito sul parallelismo dei due itinerari di caccia sino all’arresto. Nel 1994 il processo si conclude con una condanna a morte, dopo una dichiarazione di sanità mentale dell’imputato. Secondo Richter, la malattia di Evilenko nasce in un bambino costretto a odiare il padre e ad adorare Stalin, il suo simbolico assassino, ma è rafforzata da una crisi di identità collettiva quando il comunismo comincia a frantumarsi. La debolezza del film risiede nell’impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall’inquietante istrionismo ben temperato di McDowell ( Arancia meccanica ).

Amazon.com: Uno Bianca: kim rossi stuart, dino abbrescia, michele ...

Un film di Michele Soavi. Con Kim Rossi Stuart, Dino Abbrescia, Valeria Milillo, Massimo De Rossi, Luciano Curreli. Formato Film TV, Drammatico, – Italia 2001.

Rapinano banche, supermercati e benzinai, sono organizzati come terroristi ma compiono azioni che nessun criminale porterebbe a termine. Un giorno rubano cento milioni senza uccidere nessuno, il giorno dopo ammazzano un benzinaio per pochi soldi. Sono razzisti, crudeli e, soprattutto, imprevedibili. Il super pool di Bologna brancola nel buio. Una sola costante: questi delinquenti usano sempre una Uno bianca. I protagonisti sono due agenti di provincia (Kim Rossi Stuart e Dino Abbrescia), che, grazie all’intelligenza, all’intuizione e ad un lavoro capillare, riescono a mettersi sulle tracce della banda criminale. I due investigatori si troveranno in contrasto con dei loro superiori, cui devono rendere conto e per questo saranno obbligati a lavorare quasi di nascosto. Ma i sospettati non si tradiscono mai e questo costringe i nostri agenti alla mossa più rischiosa: infiltrarsi.

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Locandina Opera

Un film di Dario Argento. Con Cristina MarsillachUrbano BarberiniIan CharlesonDaria NicolodiBarbara Cupisti. continua» Horrordurata 105 min. – Italia 1987. – VM 14 – MYMONETRO Opera **1/2-- valutazione media: 2,78 su 23 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La leggenda della sfortuna che il Macbeth di Verdi porta a chi lo rappresenta sembra avverarsi durante le prove di una compagnia. La soprano ha un incidente ed è sostituita da una giovanissima cantante che ha molto successo. Ma un maniaco la perseguita. Non la uccide, ma ammazza orribilmente tutte le persone attorno a lei.

Locandina No Man's Land - Terra di nessuno

Un film di Danis Tanovic. Con Simon CallowBranko DjuricRene BitorajacFilip ŠovagovicGeorges Siatidis. continua» Titolo originale No Man’s LandDrammaticoRatings: Kids+16, durata 98 min. – Italia, Belgio, Gran Bretagna 2001. – 01 Distribution uscita venerdì 28 settembre 2001. MYMONETRO No Man’s Land – Terra di nessuno ***-- valutazione media: 3,47 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

“Qual è la differenza tra un pessimista e un ottimista? Il primo pensa che le cose non possano andare peggio di così. Il secondo è convinto di sì.” È la battuta chiave di un film comicamente amaro sulla guerra in ex Jugoslavia e, per traslato, su tutte le guerre di questi nostri tempi. Ciki e Nino, un bosniaco e un serbo, nel corso della guerra del 1993 si trovanio bloccati in una trincea nella terra di nessuno. Con loro c’è un terzo combattente che è sdraiato su una mina che rischia di esplodere a un suo minimo movimento. Le truppe dell’Onu intervengono per aiutare, ma gli alti livelli creano più problemi che soluzioni in una guerra che è vista dall’esterno o come un terreno per esercitazioni diplomatiche o un grande set ‘naturale’ da cui far provare al mondo il brivido della morte (altrui). Abbiamo visto altri film che denunciavano le guerre-spettacolo, ma pochi dotati della saldezza di conduzione (opera prima) e dell’ironia affilata di No Man’s Land. Dice Tanovic: “La lingua parlata dai Serbi, dai Croati e dai Bosniaci è di fatto la stessa. Oggi i Serbi la chiamano serbo, i Bosniaci bosniaco e i Croati croato. Ma quando parlano si capiscono perfettamente tra loro”. È una frase su cui meditare.

Locandina italiana Manuel

Regia di Dario Albertini. Un film Da vedere 2017 con Andrea LattanziFrancesca AntonelliRenato ScarpaGiulia Elettra GoriettiRaffaella ReaCast completo Genere Drammatico, – Italia2017durata 98 minuti. Uscita cinema giovedì 3 maggio 2018 distribuito da Tucker Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,60 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Manuel, al compimento dei diciotto anni esce dall’istituto per minori privi di un sostegno familiare e deve reinserirsi in un mondo da cui è stato a lungo lontano. Sua madre, che è in carcere, può sperare di ottenere gli arresti domiciliari solo se lui accetta di prenderla in carico. Si tratta di una responsabilità non di poco conto.
Ci sono film che ‘raccontano’ una storia. Ce ne sono altri che ‘vivono’ la vicenda che si sta sviluppando sullo schermo. È il caso di Manuel in cui Dario Albertini trasforma l’anno e mezzo di riprese in un processo esperienziale in cui la partecipazione dell’autore si è trasferita al giovane Andrea Lattanzi il quale appunto ‘vive’, non ‘interpreta’ il ruolo di Manuel.

Regia di Dario Argento. Un film con Rada RassimovTino CarraroJames FranciscusCatherine SpaakKarl MaldenEmilio MarchesiniCast completo Genere Giallo – ItaliaFranciaGermania1971durata 112 minuti. – MYmonetro 2,95 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Fatti misteriosi accadono in un centro scientifico dove si studiano la genetica e l’ereditarietà. Alle indagini partecipano un giornalista e un enigmista cieco. Quattro morti violente prima di identificare l’assassino. 2° film di Argento. Molti difetti nella struttura narrativa, ma la contrapposizione tra l’occhio abnorme dell’assassino e la cecità dell’investigatore e la lunga sequenza del cimitero sono le testimonianze di un talento onirico-nevrotico.

Regia di Daniele Vicari. Un film con Valerio MastandreaCristiano MorroniAlessia BarelaMassimiliano VarreseIvano de MatteoCast completo Genere Drammatico – Italia2002durata 111 minuti. – MYmonetro 3,07 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A 17 anni Claudio rivela un talento naturale per la meccanica e va a bottega da Stefano, proprietario di un’officina sul lido bruttato di Ostia, fin troppo appassionato alle corse notturne clandestine. Tra i due nasce un rapporto simile a un’amicizia che s’incrina per l’intrusione di una fraschetta. 1° lungometraggio del reatino Vicari – con proficue esperienze nel documentario – giudicato a Venezia 2002 il migliore dei 3 film italiani in concorso e apprezzato come ottimo esempio di cinema medio. Sembra ma non è un film di genere: mescola con destrezza la commedia (in vernacolo romanesco stretto) con i codici del cinema d’azione e le finezze del dramma psicologico, non trascurando la tematica dell’amicizia virile. Vola basso, ma sicuro. Descrive con competenza l’ambiente delle corse clandestine, e della subcultura dell’automobile suggerisce la contiguità con la società competitiva del successo. Mostra, non dimostra. E ha il finale giusto: il gesto di congedo di Claudio è, insieme, una rivalsa del personaggio e una dichiarazione d’intenti del regista. Scritto con Maura Nuccetelli e Laura Paolucci. Musica funzionale di Massimo Zamboni (ex CCCP e CSI).

Locandina L'orizzonte degli eventi

Un film di Daniele Vicari. Con Valerio MastandreaGwenaëlle SimonFrancesca InaudiGiorgio ColangeliLulzim Zeqja Drammaticodurata 115 min. – Italia 2005uscita venerdì 20 maggio 2005.

Il film racconta di due mondi, diversi e paralleli, che convivono nello stesso territorio: il Gran Sasso d’Italia. Il contatto tra le due realtà avviene attraverso i personaggi di Max (Mastandrea), ricercatore di fisica nucleare che lavora senza sosta nel laboratorio situato nel ventre della montagna, e del pastore Bajram (Lulzim Zeqja). Di fatto il pastore cammina sulla testa del fisico ma nessuno dei due lo sa. Dentro il laboratorio si sviluppa il mestiere più avanzato dell’umanità, sopra la montagna invece ci sono gli immigrati poveri che fanno il lavoro più antico del mondo. IL Gran sasso è, secondo il regista, l’immagine sintetica della globalizzazione.

Regia di Daniele Luchetti. Un film Da vedere 2010 con Elio GermanoGiorgio ColangeliLuca ZingarettiIsabella RagoneseRaoul BovaCast completo Genere Drammatico, – ItaliaFrancia2010durata 95 minuti. Uscita cinema venerdì 21 maggio 2010 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 3,02 su 12 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Italiani brava gente. È il succo del film di Luchetti, scritto con Petraglia-Rulli. Fa perno su Claudio, muratore della periferia romana. Il suo mondo è la famiglia con l’adorata moglie, due figlioletti, la sorella, le domeniche sul litorale vicino a Roma dove vive il fratello. Quelli che lavorano sotto di lui vengono da paesi lontani, clandestini pronti a tutto per un salario. Uno di loro, rumeno, ubriaco, cade dall’impalcatura e muore. Il capo cantiere lo seppellisce all’insaputa di tutti, ma non di Claudio che sta zitto. La moglie muore partorendo il terzo figlio. Claudio non sa accettare la perdita se non riscattandola col denaro, bene supremo. Si mette in proprio ma è impreparato, gli vanno male il ricatto al suo ex capo, lo sfruttamento di clandestini, l’uso di materiali scadenti. Nel film ci sono solo personaggi che non sospettano l’esistenza di un codice morale o giuridico. Luchetti & Co. descrivono bene la loro buona coscienza. Poi risolvono la storia con un finale consolatorio (o cinico?). Tutto si accomoda, si può ricominciare. Conta solo la solidarietà della famiglia e degli amici. Tutti recitano bene, dall’irriconoscibile Zingaretti con capelli lunghi e sedia a rotelle agli stranieri. Anche Bova, in una parte insolita. E più di tutti l’eclettico Germano, premiato a Cannes ex aequo con Javier Bardem. Luce naturale nella fotografia di Claudio Collepiccolo. Guidato dal regista, il montaggio di Mirco Garrone lascia respirare storia e personaggi. Distribuisce 01

Locandina Il portaborse

Un film di Daniele Luchetti. Con Silvio OrlandoNanni MorettiAngela FinocchiaroGiulio BrogiGuido Alberti. continua» CommediaRatings: Kids+16, durata 91 min. – Italia 1991MYMONETRO Il portaborse ***-- valutazione media: 3,19 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Come a dimostrare che per fare un buon film non bisogna per forza di cose partire da un’atmosfera raccolta e oscura, alla prima sequenza gli autori ci fanno ascoltare la storica Dadaumpa interpretata dalle gemelle Kessler di televisiva memoria. Poi la bravura di Silvio Orlando e il tocco leggero della regia di Luchetti fanno il resto. Il discorso politico all’interno della storia, pur facendo riferimento a fatti precisi come le elezioni truccate, ha un valore piuttosto universale e non vengono direttamente accusati singoli personaggi della realtà. Si narra del rapporto di lavoro tra il ministro Cesare Botero e il suo portaborse che gli scrive i discorsi e che annusa aria di tradimento. Tra ironia e denuncia, tra farsa un po’ alla francese e politica, il risultato è rispettabile. Ottima l’interpretazione di Nanni Moretti che ha dimostrato di essere bravo anche al di fuori dei propri schemi recitativi. Solo la sceneggiatura presenta qua e là delle situazioni prevedibili. Accolto bene in Italia ha avuto critiche osannanti in Francia.

Regia di Daniele Vicari. Un film con Elio GermanoMichele RiondinoChiara CaselliValentina LodoviniDaniela PoggiCast completo Genere Drammatico, – Italia2008durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 31 ottobre 2008 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,24 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dal best seller (2004) del magistrato/scrittore pugliese Gianrico Carofiglio che l’ha adattato col fratello Francesco, Massimo Gaudioso e il regista. È la storia del barese Giorgio, di buona famiglia borghese, che, alla vigilia di una laurea in giurisprudenza, fa un incontro che lo trascina nel “viaggio agli inferi” del godimento senza freni, delle azioni irresponsabili, della volontà di potenza, e scopre le sue pulsioni più violente. Lo perverte il fascinoso e manipolatore Francesco dalla doppia vita: campa come baro ai tavoli da poker e sfoga la sua misoginia in gesti di criminale violenza. Giorgio diventa suo complice a tutto campo. Oltre a mettere la storia in flashback tra prologo ed epilogo, Vicari riduce al minimo la dimensione dell’indagine poliziesca sullo stupratore periodico: fa di Francesco l’immagine speculare di Giorgio, quasi il suo doppio, con l’ambizione programmatica di farne due tipici rappresentanti dell’attuale generazione di eterni e irresponsabili adolescenti. C’è qualcosa di capzioso in questo nero effettistico. Assomiglia al suo titolo: fa colpo perché sembra poetico, ma è poetizzante. Bene i 2 protagonisti: Germano è una conferma, Riondino una sorpresa. Prodotto da R&C (G. Romoli e T. Corsi) e da Fandango (D. Procacci) con Rai Cinema.

Dillo Con Parole Mie: DVD Film di Daniele Luchetti | LaFeltrinelli

Regia di Daniele Luchetti. Un film con Stefania MontorsiGiampaolo MorelliMartina MerlinoAlberto CuccaMarco PirasCast completo Genere Commedia 2003durata 108 minuti. – MYmonetro 2,86 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La sbrigliata quattordicenne Megghy convince zia Stefania ad accompagnarla in vacanza sull’isola greca di Ios (o Nio, Cicladi) dove ha deciso di perdere a tutti i costi la verginità. Sull’isola la squinzia punta sul maturo Andrea, ignorando che è il recente ex di Stefania. 5 anni dopo I piccoli maestri , Luchetti torna al grande schermo con una commedia degli equivoci dove lo scavo psicologico dei personaggi e una certa malinconia di fondo dovrebbero sopperire all’impianto minimalista della storia. L’operazione gli riesce soltanto nel personaggio della zia, affidato a S. Montorsi, sua compagna nella vita e cosceneggiatrice con Ivan Cotroneo e il regista stesso. Sul resto è meglio tacere.

Regia di Daniele Vicari. Un film Da vedere 2012 con Claudio SantamariaElio GermanoAntonio GerardiAlessandro RojaRolando RavelloCast completo Genere Drammatico, – Italia2012durata 120 minuti. Uscita cinema venerdì 13 aprile 2012 distribuito da Fandango. – MYmonetro 3,49 su 13 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nella notte tra il 20 e il 21 luglio 2001 a Genova – dove si svolgeva il G8 – ci fu, secondo Amnesty International, “la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la Seconda Guerra Mondiale”. Già il 20 luglio la repressione, guidata dall’alto dei poteri pubblici, aveva provocato la morte del giovane Carlo Giuliani. Frutto di 18 mesi di ricerche sugli atti processuali, appare quasi miracoloso che non si siano avuti altri decessi per le violenze esercitate da poliziotti, carabinieri, guardie carcerarie fuori controllo nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto. Girato in gran parte a Bucarest e dintorni, prodotto e distribuito dalla Fandango, scritto da Vicari con Laura Paolucci (+ Alessandro Bandinelli, Emanuele Scaringi), è costato 7-8 milioni di euro. Giustamente s’è parlato di un film “necessario e coraggioso” che invita – come dice il sottotitolo – a “non ripulire questo sangue”. Premio del pubblico alla Berlinale. Tra i circa 300 000 manifestanti, centinaia di stranieri (con molti black bloc che mettono a soqquadro la città); migliaia gli obiettivi che hanno fotografato o filmato con quale accanimento le forze dell’ordine hanno colpito per le strade il corteo dei dimostranti. Almeno 2 le riserve principali: la costruzione narrativa e le lacune. Invece di seguire l’ordine cronologico di un racconto che concentra gran parte della durata in 2 giorni, un insensato montaggio va avanti e indietro nel tempo senza plausibili ragioni espressive. Lungo l’elenco delle lacune. Non si dice che in quel luglio c’era un governo di destra, presieduto da Silvio Berlusconi. Nemmeno nei titoli di coda si citano i nomi dei politici che, già condannati per gravi reati, hanno ancor oggi ruoli di primo piano nelle forze dell’ordine. Non si spiega la funzione del Genoa Social Forum o la si deforma. Assente una qualsiasi spiegazione sui motivi che indussero 300 000 persone a radunarsi a Genova.

Regia di Daniele Luchetti. Un film Da vedere 2015 con Rodrigo De la SernaSergio HernándezMuriel Santa AnaJosé Ángel EgidoAlex BrendemühlCast completo Genere Drammatico, – Italia2015durata 94 minuti. Uscita cinema giovedì 3 dicembre 2015 distribuito da Medusa. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,11 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Jorge Bergoglio è uno studente come tanti nella Buenos Aires degli anni Sessanta, con amici e fidanzatina, quando decide di entrare a far parte dell’Ordine dei Gesuiti. Vorrebbe diventare missionario in Giappone ma non gliene viene data l’opportunità, perché da subito deve apprendere la virtù dell’obbedienza: sarà proprio questa a porlo di fronte alle scelte più importanti della sua vita, perché dovrà distinguere fra i doveri verso la propria coscienza e la sottomissione al regime dittatoriale di Videla e allo strapotere dei proprietari terrieri in una terra polarizzata fra grandi ricchezze e grandissime povertà.
Daniele Luchetti e il suo produttore, Pietro Valsecchi, si sono buttati nell’impresa di raccontare la storia di Bergoglio prima che diventasse Papa con lui ben vivo e presente in Vaticano, senza consultarlo e senza chiedere la collaborazione dell’istituzione ecclesiastica. Questo ha dato loro la (relativa) libertà di raccogliere testimonianze da una quantità di persone più o meno attendibili, di affrontare direttamente il capitolo più spinoso e controverso della vita dell’allora Responsabile provinciale gesuita, ovvero il suo rapporto con la dittatura argentina negli anni fra il 1976 e il 1981, e di prendere le sue parti dando credibilità alla versione della Storia che lo vede a fianco dei desaparecidos e dei preti militanti. 

Locandina Arriva la bufera

Un film di Daniele Luchetti. Con Diego AbatantuonoMargherita BuyAngela FinocchiaroSilvio OrlandoMarina Confalone. continua» Commediadurata 105 min. – Italia 1992

Dopo i buoni risultati di critica e di pubblico riscossi da Il portaborse, Luchetti si getta in un’impresa ambiziosa. Il grottesco non è nelle sue corde. Così con gli onnipresenti Rulli e Petraglia (che in realtà hanno al loro seguito molti scribacchini) ha voluto sorprendere con alcune scene a effetto che ricordano in due casi (l’esplosione coi rifiuti che volano ovunque e la scena finale con O’sole mio) gli aspetti negativi dei film di Tornatore. Quel tentativo cioè di vendere all’estero le cose che si aspettano gli stranieri da noi. Gli echi felliniani che in La settimana della Sfinge risultavano gradevoli, qui danno fastidio. Rimangono alcune scene divertenti e la buona volontà degli interpreti. La storia è presto detta. Fortezza, giudice suo malgrado, arriva in un paesino meridionale dove abita Mario, un truffatore da quattro soldi sul quale deve indagare. In realtà i veri crimini se li spartiscono la borghesia e un procuratore. Fortezza, dopo aver mandato in carcere Mario, si innamora della sua fidanzata. Ma dopo un matrimonio posticcio li aiuterà a coronare il loro sogno d’amore.

Regia di Daniele Luchetti. Un film con Kim Rossi StuartMicaela RamazzottiMartina GedeckSamuel GarofaloNiccolò CalvagnaCast completo Genere Commedia, – ItaliaFrancia2013durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 3 ottobre 2013 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 2,84 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Guido è un artista all’avanguardia nella Roma del 1974. È sposato con Sara, bella e innamoratissima, succube e tradita. Hanno due figli. Potrebbero essere felici, ma la famiglia, troppo piccolo-borghese, sta stretta a Guido che ne entra e ne esce, sotto lo sguardo affettuosamente critico, solidale e alternativamente polemico del figlio maggiore, appassionato di cinema, che documenta tutto con la sua Super8. Ingiustamente criticato, è un film vero, sincero, che, con 2 ottimi, credibili protagonisti, riesce a rendere l’atmosfera confusa ma vitale, trasgressiva e libertaria, di un periodo di grande transizione e rimescolamenti sociali e politici. Luchetti – anche sceneggiatore con Sandro Petraglia, Stefano Rulli e Caterina Venturini – sembra raccontare solo alcuni personaggi, anche attraverso luoghi comuni o disegni schematici (la famiglia calda contrapposta a quella fredda), ma la politica affiora all’insegna del “dogma” dell’epoca: “il privato è politico”.

Un film di Carlo Lizzani. Con Antonella Lualdi, Marcello Mastroianni, Anna Maria Ferrero, Wanda Capodaglio, Ada Colangeli. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 115′ min. – Italia 1953. MYMONETRO Cronache di poveri amanti * * * - - valutazione media: 3,38 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Firenze negli anni ’20: pettegolezzi, intrighi, teneri amori e passioni politiche in via del Corno, dietro Palazzo Vecchio, mentre col manganello e l’olio di ricino i fascisti si avviano a conquistare il potere. Dal romanzo (1947) di Vasco Pratolini. Prodotto in cooperativa, è uno dei più robusti, efficaci e commossi film di C. Lizzani che, però, sacrificò un po’ la dimensione privata del libro. Una bella galleria di personaggi sullo sfondo di una Firenze suggestiva nel bianconero del grande Gianni Di Venanzo. Il governo democristiano dell’epoca intervenne per non farlo premiare al Festival di Cannes.

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Regia di Daniele Gaglianone. Un film Da vedere 2010 con Pietro CasellaFrancesco LattaruloFabrizio NicastroGiuseppe MattiaDiego CanteriCast completo Genere Drammatico, – Italia2010durata 80 minuti. Uscita cinema venerdì 20 agosto 2010 distribuito da Lucky Red. – MYmonetro 3,23 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

3° film a infimo costo (e attori sconosciuti) in 10 anni dell’anconetano Gaglianone, da affiancare, per originalità di stile, a Le quattro volte di Frammartino, ma più cupo e desolato, anche se alleggerito da una vena di gelido umorismo. Più che una storia è una situazione, anzi un personaggio: Pietro – nella finzione come nella realtà – vive con Francis, fratello tossico che lo sfrutta e lo umilia. “Non bastano due fratelli per fare una famiglia”. Ma non è vero per Pietro che lo mantiene con un umilissimo lavoro. La sequenza nel night-club dove, spinto dal fratello, si esibisce, compiaciuto, nel suo numero di smorfie, senza percepire la trivialità spregiosa di chi lo applaude, fa star male. È un personaggio difficile da dimenticare. Girato a Torino, non nominata e poco riconoscibile perché rappresenta l’Italia urbana del 2010, descritta negli aspetti peggiori dei suoi abitanti: ignoranza, arroganza, violenza latente, mancanza di solidarietà, cinismo, volgarità.

Regia di Daniele Gaglianone. Un film Da vedere 2001 con Virgilio BieiPiero FranzoGiuseppe Boccalatte. Genere Drammatico, – Italia2001durata 90 minuti. distribuito da Pablo. – MYmonetro 3,84 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Due vecchi ex partigiani piemontesi ritrovano in un ospizio, costretto su una sedia a rotelle, il capitano delle brigate nere repubblichine che torturò e massacrò i loro compagni. Che faranno? Anconetano di nascita (1966) e torinese di adozione, l’esordiente Gaglianone – anche sceneggiatore con Giaime Alonge – sfiora soltanto il tema della vendetta e si concentra su quello del tempo e della memoria, del passato che per Alberto (Biei) s’è trasformato in ossessione, mentre l’amico Natalino (Franzo) ne ha preso le distanze con malinconica serenità. Nel mescolare supporti (video, 16 mm e Super8) e vari linguaggi (fiction, flashback, documentario, intervista) il regista non ha sempre la mano felice; vezzi e scorie da dilettante non mancano. Apprezzabili la sincerità e la rozza semplicità di fondo.

La qualità è bassa nonostante sia un film recente