Category: Islanda


La locandina di The Bothersome Man

The Bothersome Man è un film di genere Commedia, Drammatico, Giallo del 2006 diretto da Jens Lien con Trond Fausa Aurvaag e Petronella Barker. Durata: 95 min. Paese di produzione: Islanda, Norvegia.

Il quarantenne Andreas, senza ricordare come, arriva in autobus in una città sconosciuta. Gli viene offerto un lavoro, una casa e anche una donna. Ma presto si rende conto che c’è qualcosa di strano e cercherà di fuggire.

Regia di Hafsteinn Gunnar Sigurðsson. Un film Da vedere 2017 con Steinþór Hróar SteinþórssonEdda BjörgvinsdóttirSigurður SigurjónssonÞorsteinn BachmannSelma BjörnsdóttirCast completo Titolo originale: Undir Trénu. Genere Drammatico, – IslandaPoloniaDanimarcaGermania2017durata 89 minuti. Uscita cinema giovedì 28 giugno 2018 distribuito da Satine Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,90 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Agnes e Atli sono coppia giovane con bambina. La relazione dà segni di stanchezza e si rompe quando Agnes sorprende il marito guardare un video in cui fa sesso con la sua ex. Sbattuto fuori di casa, Atli torna a vivere con i genitori, nella loro villetta con giardino. Ma sotto quell’albero, che sconfina nella proprietà dei vicini, c’è un lutto che pesa e un equilibrio apparente che è sul punto di scoppiare, con devastanti conseguenze.

Regia di Grímur Hákonarson. Un film Da vedere 2015 con Sigurður SigurjónssonTheódór JúlíussonCharlotte BøvingJon BenonyssonGunnar JónssonCast completo Titolo originale: Hrútar. Genere Drammatico, – Islanda2015durata 92 minuti. Uscita cinema giovedì 12 novembre 2015 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,91 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Gummi e Kiddi, i migliori allevatori di pecore di uno sperduto paese islandese, sono fratelli, vivono da scapoli in due fattorie confinanti, ma non si parlano da 40 anni. Lo scontro si acutizza quando Gummi scopre che il montone di Kiddi ha una malattia infettiva e il governo ordina l’abbattimento di tutti gli ovini della zona. 1° film di produzione esclusivamente islandese giunto sugli schermi italiani, sceneggiato dallo stesso regista, è un dramma psicologico – una storia d’amore/odio fraterno -, antropologico – l’analisi di una vita quasi eremitica in cui l’affetto per gli animali prevale su quello per gli umani – e sociale – la vicenda della rovina di una comunità. Con una trama semplice e lineare, senza il minimo effetto speciale, con tempi dilatati, appropriati all’ambiente descritto, un film straniante, di grande forza emotiva e di suggestivo impatto visivo per l’esotismo dei paesaggi. Premio Un Certain Regard a Cannes.

Regia di George Ovashvili. Un film Da vedere 2014 con Ilyas SalmanMariam ButurishviliTamer Levent. Titolo originale: Simindis kundzuli. Genere Drammatico, – Repubblica cecaSpagnaGeorgiaIslandaCorea del sudGran BretagnaTurchiaIsraeleUSA2014durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 20 agosto 2015 distribuito da Cineama. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,44 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il fiume Inguri segna il confine naturale tra la Georgia e la Repubblica di Abkhazia. I secessionisti hanno reclamato questa porzione del paese, cacciando brutalmente i georgiani che la abitavano. Proprio lungo questa tormentata frontiera, in primavera, lo scioglimento del ghiaccio dà vita a piccole isole itineranti, che si fanno e si disfano a seconda delle stagioni e dei capricci della natura. Un vecchio contadino e sua nipote adolescente si installano in questa terra di nessuno, costruendo una precaria baracca di legno, per coltivarvi il necessario per sopravvivere al rigido inverno. Quando sull’isola compare un ribelle ferito, il già fragile equilibrio di questa insolita coppia si spezza pericolosamente.
Quello diretto dal georgiano George Ovashvili è un film che indaga tra le pieghe dei conflitti. In primo luogo, il difficile rapporto tra uomo e natura, cristallizzato nel tentativo ancestrale di dominare, a mani nude, un ambiente riottoso, pronto a sottrarre con violenza ciò che un attimo prima aveva dato. In seconda battuta, c’è la lotta fratricida tra due popoli, che si manifesta nella presenza dei soldati georgiani che pattugliano il confine con le loro barchette, alla ricerca dei ribelli. Sopraggiungono molesti, così come il rumore degli spari nella notte, a turbare la quiete della vita del contadino, scandita solo dai ritmi di un lavoro paziente, in balia della natura. Il terzo contrasto, non meno importante, è quello tra la prudente saggezza dell’uomo anziano e l’incosciente desiderio di emozioni della nipote sulla soglia dell’adolescenza. La routine lenta e faticosa che li unisce, al contempo li divide, determinando il sentore strisciante di una deflagrazione che non si consuma mai veramente. Almeno non a parole, in un’opera dove gli sguardi, le inquadrature – carrellate o movimenti di macchina a mano – e la fotografia in 35 mm – contano molto più dei dialoghi, ridotti all’osso per l’intera durata del film.
Un film da festival, in cui la sceneggiatura è scarna, al pari delle battute, e il ritmo è dilatato. Un film dove l’immagine ha la meglio sulla parola, esibendoci, in tutto il suo crudele splendore, una natura tanto generosa quanto capricciosa. Il regista ce la mostra con estremo realismo, ai limiti del documentario. I due attori protagonisti contribuiscono a rafforzare questa poetica del reale, agendo davanti alla macchina da presa con grande naturalezza, parlando solo con gli occhi: solcato, lui, dalla fatica dell’età e dalle intemperie della vita – ma nonostante tutto determinato e teneramente preoccupato per la nipote – e animata, lei, da un bisogno di vita che la spaventa e la incoraggia al contempo. In questo deserto di comunicazione, non è tanto la parola a mancare, quanto le risposte alle domande che questa storia incompiuta di uomini suscita. Curiosità e desiderio di emozioni più forti che il regista non soddisfa, interessato più ai capricci della natura che a quelli degli uomini.

Regia di Dagur Kári. Un film Da vedere 2015 con Gunnar JónssonIlmur KristjánsdóttirSigurjón KjartanssonFranziska Una DagsdóttirMargrét Helga JóhannsdóttirCast completo Genere Drammatico, – IslandaDanimarca2015durata 94 minuti. Uscita cinema giovedì 6 aprile 2017 distribuito da Movies Inspired. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,75 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Fúsi a 43 anni vive ancora la madre e lavora come addetto ai bagagli in un aeroporto. Corpulento e introverso non ha mai avuto una fidanzata e subisce senza reagire i pesanti scherzi dei colleghi. L’attuale compagno della madre per il suo compleanno gli regala un cappello da cowboy e l’iscrizione a un corso di ballo country. Fúsi è estremamente restio alla partecipazione ma l’incontro con Sjofn, una delle corsiste, lo spinge a provare.
Ci voleva un film che arriva dalla periferica Islanda per ricordarci che si può fare un cinema intimistico (nell’accezione più positiva del termine) senza per questo dover annoiare lo spettatore con silenzi chilometrici o solipsistici intellettualismi che aspirerebbero alla dignità della cinefilia senza riuscirvi.

Noi Albinoi (Dvd): Amazon.it: Tómas Lemarquis, Thröstur Leo ...

Regia di Dagur Kári. Un film con Tómas LemarquisThrostur Leo GunnarssonElin HansdóttirAnna Fridriksdóttir. Titolo originale: Nói albinói. Genere Drammatico – GermaniaGran BretagnaDanimarcaIslanda2003durata 90 minuti. – MYmonetro 2,38 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Abulico, indisciplinato, afflitto da un profondo malessere, a 17 anni Nói vive con la nonna a Bolungarvik (957 abitanti tra cui il padre alcolizzato) in un fiordo estremo nel Nord-ovest dell’Islanda e sogna di fuggire da questa prigione di neve con la bella Iris di cui è innamorato. Epilogo tragico, ma aperto. Esordio nel lungometraggio di Kári che ha studiato cinema a Copenaghen, autore anche delle musiche con l’amico Orri e la banda Slowblow. Versione originale per timbro, atmosfera, ambientazione della storia di un giovane ribelle che non riesce a inserirsi nel mondo in cui vive. Kári nega, però, che sia un film tipicamente islandese. Gran Premio della giuria ad Angers (Francia), Premio del pubblico a Rotterdam, 6 premi Edda. L’Islanda vanta il maggior numero di scrittori – e di registi – pro capite del mondo.

Locandina 101 Reykjavik

Un film di Baltasar Kormákur. Con Victoria AbrilHilmir Snaer GudnasonHanna Maria KarlsdottirThrùdur Vilhjalmsdottir Drammaticodurata 88 min. – Islanda, Danimarca, Norvegia, Francia, Germania

Reykiavik 101 è il microcosmo sociale in cui vive Hlynus. Il giovane si rifiuta di superare i confini del mondo che si è costruito perché non vuole affrontare l’età adulta. Una bizzarra situazione lo costringerà a venire a patti con la realtà: Lola, la donna con cui ha avuto una relazione, è ora l’amante di sua madre ma aspetta un bambino da lui.

6.8/10

Locandina Reykjavik-RotterdamUn film di Óskar Jónasson. Con Baltasar Kormákur, Ingvar Eggert Sigurðsson, Victor Löw, Lilja Nótt Þórarinsdóttir. Thriller, durata 88 min. – Islanda 2008.

Come un pesce sulla terra asciutta, Kristofer è bloccato in una noiosa routine giornaliera lavorando come guardia di sicurezza. Viene licenziato dalla nave merci in cui lavora quando viene sorpreso a contrabbandare alcol. Di fronte a molti problemi viene tentato ad accettare l’aiuto di un amico, Steingrimur, che riesce a fargli riavere il suo vecchio lavoro usando la sua influenza. Kristofer decide di correre l’ultimo rischio in un tour a Rotterdam. View full article »