Category: Iran


Locandina Il sapore della ciliegia
 
Un film di Abbas Kiarostami. Con Homayoun Ershadi, Abdol-Hossein Bagheri, Safar-Ali Moradi Titolo originale Ta’m e guilass. Drammatico, durata 98 min. – Iran 1997. MYMONETRO Il sapore della ciliegia* * * - - valutazione media: 3,33 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
 
Iran, periferia sterrata e polverosa di Teheran. Un uomo gira con la sua automobile alla ricerca di qualcuno disposto, dietro compenso, a fare un lavoro per lui. I primi tentativi vanno a vuoto. Poi incontra un ragazzino curdo, nell’esercito per racimolare un po’ di soldi, e lo conduce davanti a una grosso buca. Il compito è quello di tornare lì la mattina successiva e chiamarlo due volte. Se non risponde, il ragazzo, aiutato da una pala, dovrà coprire il suo corpo con la terra.
È un film asciutto e rigoroso quello diretto da Abbas Kiarostami, che esige una visione impegnata. Un film con cui il cineasta iraniano si è aggiudicato la Palma d’Oro al Festival di Cannes e che è considerato da molti il suo capolavoro. Un film all’apparenza semplice, dall’intreccio esile, essenziale, ma in realtà profondamente complesso. Perché chiama in causa interrogativi esistenziali ed etici che sono antichi tanto quanto lo è la vita dell’uomo su questa Terra. Riflette sul suicidio Kiarostami e lo fa nella maniera che gli è più congeniale, con quello stile intriso di spoglio realismo e al contempo denso simbolismo. Così, mentre la macchina da presa pedina il signor Badii, che ha deciso di uccidersi ma cerca qualcuno disposto a spingerlo – o salvarlo – il regista solleva questioni che implicano riflessioni di matrice filosofica, e anche religiosa se vogliamo. Ma lo sguardo del cineasta, nel religiosissimo Iran, parte da una prospettiva chiaramente laica e di conseguenza non impone soluzioni dogmatiche precostituite.
Ispira un profondo senso di libertà il peregrinare di quest’uomo taciturno che fa gli incontri più disparati, tutti simbolo di un’Iran che, nonostante le agitazioni interne, accoglie a suo modo gli ultimi reduci di guerre più sanguinose, dal Kurdistan all’Afghanistan. Ma non è di politica che si interessa Badii, la cui vita sembra girare a vuoto, proprio come l’auto sulla quale viaggia alla ricerca di umana empatia. Una ricerca disperata, eppure stranamente calma, di qualcuno che lo convinca del perché la sua vita – di cui non conosciamo assolutamente nulla – sia o non sia così dannatamente meritevole di essere vissuta.
Ancora una volta, come spesso accade nei film del maestro iraniano, mentre ci chiediamo se la vita sia un dono, un dovere o una scelta, siamo al cospetto di pura poesia, espressa in maniera metaforica, tra le pieghe del rigore di un paesaggio scarno, arido, respingente, scavato dalle ruspe e attraversato soltanto dai camion, che vi si recano per seppellire la fine o costruire un nuovo inizio. Ma, in mezzo a tanta asprezza visiva, compare improvvisa la semplice genuinità di un sapore, appena evocato, quello della ciliegia naturalmente. Che può cambiare il corso di una vita.

I gatti persiani è un film di Bahman Ghobadi del 2009, con Hamed Behdad, Negar Shaghaghi, Ashkan Koshanejad, Hichkas, Hamed Seyyed Javadi. Prodotto in Iran. Durata: 101 minuti. Distribuito in Italia da Bim Distribuzione a partire dal 16.04.2010.

Usciti da poco di prigione, una coppia di giovani musicisti iraniani, Negar e Ashkan, decidono di formare una band. Setacciano il mondo underground della Teheran di oggi in cerca di altri musicisti. Siccome suonare in Iran è vietato, progettano di fuggire dalla loro esistenza clandestina e sognano di esibirsi in Europa, ma senza soldi e senza passaporti non sarà facile.

 

The Color of Paradise | Full Movie | Movies Anywhere

Regia di Majid Majidi. Un film con Hossein MahjoubMohsen RamezaniSalameh FeyziFarahnaz SafariElham Sharifi. Titolo originale: Rang-e-khoda. Genere Drammatico – Iran1999durata 99 minuti.

Mohammad ha otto anni ed è cieco. Durante l’estate lascia l’istituto in cui studia per ritornare al villaggio natale, dove vivono il padre vedovo, le sorelle e la nonna. Il film racconta attraverso la poesia di immagini, suoni e colori il difficile rapporto dell’uomo con il figlio che non riesce ad accettare.

Il Padre - recensioni del pubblico | MYmovies

Un film di Majid Majidi. Con Hossein AbediniMohammad KasebiParivash NazariehHassan Sadeghi Titolo originale PedarDrammaticodurata 96 min. – Iran 1996.

Mehrollah è un ragazzino di quattordici anni che, dopo la morte del padre, si trova costretto a occuparsi della famiglia. Per trovare un lavoro, si mette in viaggio verso il sud dell’Iran. Tornato nella sua città natale, scopre che sua madre si è risposata. Il confronto tra figliastro e patrigno crea una serie di situazioni tese e porta a una pericolosa avventura.

The Children of Heaven - Film (1997)

Regia di Majid Majidi. Un film con Mohammad Amir NajiAmir Farrokh HashemianBahare SeddiqiNafise Jafar-Mohammadi. Genere Drammatico – Iran1997

L’unico paio di scarpette di Zohre è in riparazione dal calzolaio; le ritira il fratellino Ali, che le perde accidentalmente. Fra i due bambini si attiva una triste e forzata complicità per tener nascosta la perdita ai genitori, poverissimi. Ma per andare a scuola dovranno condividere l’unico paio di scarpe di Ali. S’ingegneranno anche in tutti i modi per cercare di recuperare le scarpette di Zohre o per procurarne di nuove.

Baran: Amazon.it: Film e TV

Regia di Abe Levitow (II)Majid Majidi. Un film con Fouad NahasMajid Majidi. Genere Drammatico – Iran2001durata 98 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Il manovale iraniano Lateef scopre che un suo compagno afghano, e clandestino, da lui maltrattato, è una ragazza, per giunta graziosa, costretta a travestirsi per trovare lavoro. Più che la storia contano la descrizione dell’ambiente e il tema centrale su cui si chiude il racconto: “vedere l’altro, riconoscerlo” (C. Chatrian). Con qualche sospetto di poeticismo di maniera, è un film lindo e aggraziato.

Regia di Mania Akbari. Un film con Mania AkbariBijan Daneshmand. Genere Drammatico – Iran2004durata 72 minuti. Valutazione: 0,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Il cinema iraniano continua le sue acrobazie retoriche e finisce per incartarsi con 20 Angosht (“venti dita”), diretto dalla giovane Mania Akbari e vincitore della sezione Digitale a Venezia 2004. Un film in cui non accade assolutamente niente: un’esasperante parata dei volti dei due protagonisti (ed unici attori) che discutono, in successive fasi della loro relazione amorosa, del nulla più profondo. Seguire i loro primissimi piani sfocati e ballonzolanti è già difficile dopo 20 minuti; al 40mo si comincia a perdere interesse anche per i loro battibecchi; sul finale si ronfa di gusto. Questo non è cinema, non è sperimentazione, non è niente.

Regia di Asghar Farhadi. Un film Da vedere 2016 con Shahab HosseiniTaraneh AlidoostiBabak KarimiFarid Sajadi HosseiniMina SadatiCast completo Titolo originale: Forushande. Genere Drammatico – IranFrancia2016durata 124 minuti. Uscita cinema giovedì 5 gennaio 2017 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,53 su 30 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Emad e Rana sono due coniugi costretti ad abbandonare il proprio appartamento a causa di un cedimento strutturale dell’edificio. Si trovano così a dover cercare una nuova abitazione e vengono aiutati nella ricerca da un collega della compagnia teatrale in cui i due recitano da protagonisti di “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller. La nuova casa era abitata da una donna di non buona reputazione e un giorno Rana, essendo sola, apre la porta (convinta che si tratti del marito) a uno dei clienti della donna il quale la aggredisce. Da quel momento per Emad inizia una ricerca dell’uomo in cui non vuole coinvolgere la polizia.

3.53/5

Regia di Jafar Panahi. Un film Da vedere 2015 con Jafar Panahi. Titolo originale: Taksojuht. Genere Drammatico, – Iran2015durata 82 minuti. Uscita cinema giovedì 27 agosto 2015 distribuito da Cinema. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,61 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Premiato più volte a Venezia, Berlino, Locarno, Cannes, il regista iraniano è stato condannato a non poter più girare film, scrivere sceneggiature, rilasciare interviste per 20 anni, pena 6 anni di carcere. Nonostante ciò, ancora una volta Panahi sfida il divieto e si mette alla guida di un taxi – sul quale salgono e scendono diversi personaggi – per fotografare la quotidianità del suo paese, dove le contraddizioni sono sempre più forti, dove la condizione della donna è e resta sempre subalterna, sottomessa al potere maschile. Un piccolo film, ironico, leggero e duro.

Locandina Oro rosso

Un film di Jafar Panahi. Con Hossain EmadeddinKamyar SheisiAzita RayejiShahram VaziriEhsan Amani. continua» Titolo originale Talaye sorkhDrammaticodurata 95 min. – Iran 2003MYMONETRO Oro rosso ***1/2- valutazione media: 3,84 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

ATeheran, due amici sopravvivono come possono, circondati da una lussuria che non possono avvicinare. Per Hussein diviene una vera ossessione, finché non decide di rapinare una gioielleria. Vincitore della sezione Un certain regard di Cannes, è un film che ricorda la semplicità di Rossellini: inizia con un piano-sequenza a macchina fissa con l’inquadratura della porta della gioielleria per poi continuare, in un lungo flaschback, a spiegare le motivazioni del gesto del protagonista. Si vede che l’opera è stata scritta da Kiarostami: stilizzata nei tratti essenziali e centralità nella descrizione del degrado sociale. Ma importante è anche Hussein, con la sua corporeità così ingombrante, la sua timidezza, il suo sguardo perso: solo ed emarginato, Hussein sa di non potersi spingere oltre il suo piccolo mondo di povertà e tristezza; proverà a farlo, ma il prezzo da pagare sarà veramente alto.

Regia di Jafar Panahi. Un film Da vedere 2006 con Sima Mobarak ShahiSafar SamandarShayesteh IraniIda SadeghiGolnaz FarmaniCast completo Genere Drammatico, – Iran2006durata 93 minuti. Uscita cinema venerdì 8 aprile 2011 distribuito da Bolero Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti – MYmonetro 3,52 su 15 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Orso d’argento al Festival di Berlino 2006, nasce da una scommessa del regista con sua figlia che voleva andare con lui allo stadio per vedere una partita di calcio. In Iran per legge è vietato alle donne assistere alle partite. Panahi era andato da solo, ma lei era riuscita a raggiungerlo. La foto dei due insieme fu pubblicata su molti giornali. La vicenda è fatta di microeventi che descrivono la situazione delle donne in una società assai arretrata in tema di diritti civili e di libertà individuali. Anche sceneggiatore, Panahi ricorre all’arma dell’ironia con episodi divertenti. Rimane la fedeltà alla sua scrittura registica di timbro zavattiniano senza sbavature né cali di tensione narrativa. Il 1° marzo 2010 Panahi, la moglie, la figlia e altre 15 persone loro ospiti furono arrestati nella casa del regista a Teheran. Panahi è molto conosciuto e premiato nei festival europei (Leone d’oro a Venezia con Il cerchio , 2000). Il suo arresto ha provocato un intervento ufficiale del governo francese. In Italia si sono schierate le associazioni dei registi e l’ANAC

IL PALLONCINO BIANCO - DVD 1995 Jafar Panahi

Un film di Jafar Panahi. Con Mohsen KalifiAida MohammadkhaniMohammad Shahani Titolo originale Badkonak-e sefidCommediaRatings: Kids+13, durata 85 min. – Iran 1995MYMONETRO Il palloncino bianco ***-- valutazione media: 3,38 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una bambina (assomiglia drammaticamente a Enzo Stajola, il bambino di Ladri di biciclette) vuole un pesciolino rosso. La mamma le dà i soldi per comprarlo, lei li perde, li cerca e incontra i personaggi variopinti: incantatori di serpenti, vecchiette casalinghe, passanti, un ragazzo afghano che vende palloncini. Mondo minimale e poetico descritto da questo regista esordiente che ha raccolto premi dovunque. È bello esplorare queste realtà autoctone, da parte di noi occidentali. Certo, sono cose che un tempo ha descritto anche il nostro cinema. Adesso le ritroviamo nei film del terzo mondo. Ma non beatifichiamo.

Regia di Jafar Panahi. Un film Da vedere 2000 con Fereshteh Sadre OrafaiyMaryiam Parvin AlmaniNargess MamizadehElham Saboktakin. Titolo originale: Dayereh. Genere Drammatico – Iran2000durata 91 minuti. – MYmonetro 3,34 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dalla finestrella di un ospedale a quella di un carcere: in mezzo 8 storie di donne accomunate da un destino di sottomissione umiliata in una società fondata sul potere maschile. Lo sfondo è Teheran, dove incombe la presenza occhiuta e violenta della polizia. Il titolo indica la circolarità tematica – l’impossibilità di una via di fuga – ma anche la sua struttura narrativa: il movimento della cinepresa che passa da una donna all’altra, da un dolore all’altro. Gli occhi delle donne sono ora rassegnati, ora fieri e ribelli. Il 3° film di J. Panahi non ha forse il lirismo raffinato di Kiarostami o la tensione metaforica di Makhmalbaf, ma, nella durezza con cui registra la coincidenza tra oppressione politica e oppressione maschile, possiede semplicità, lucidità e fluidità ammirevoli. Coprodotto in Italia da Mikado e Lumière & c. e non distribuito in Iran. Leone d’oro e premio Fipresci a Venezia 2000.

Closed Curtain - Wikipedia

Regia di Jafar Panahi, Kambuzia Partovi. Un film con Maryam MoqadamJafar Panahi, Hadi Saeedi, Kambozia Partovi, Azadh Torabi, Zeynab Khanum, Abolghasem Sobhani. Titolo originale: Parde. Genere Drammatico – Iran2013, Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

In una casa in riva al mare un uomo arriva in taxi ed entra. Dopo poco estrae da una sacca il proprio cane. Come prima cosa tira tutte le tende ed applica su di esse dei teli neri. Il cane non può uscire neppure per adempiere ai bisogni fisiologici perché gli animali sono considerati impuri e vanno soppressi. L´uomo sta scrivendo una sceneggiatura ma non riuscirà a trovare la concentrazione necessaria.
Come tutti sanno, Jafar Panahi ha subito dal governo iraniano l’interdizione a scrivere sceneggiature, a girare film, a lasciare il Paese e a rilasciare interviste, pena la detenzione per sei anni. Questo film nasce grazie alla collaborazione del collega Kamboziya Partovi il quale a sua volta rischia sanzioni.
Panahi non nasconde, in questo film complesso in costante bilico tra realismo e astrazione, la propria condizione psicologica di artista a cui un regime teocratico impedisce di esprimersi liberamente. Il suo è quasi un rovesciamento del dilemma pirandelliano. Nella finzione teatrale erano i personaggi a cercare un autore. Qui è Panahi a cercare i propri personaggi e ad offrire loro sfaccettature della propria tormentata condizione psicologica. Lo sceneggiatore ha ormai solo un affettuosissimo cane a cui riferirsi in cerca di un’ispirazione che una realtà esteriore (la giovane donna) da cui vorrebbe rifuggire, continua a interrompere. La ragazza cerca di sfuggire a un pericolo che la minaccia all’esterno. Fino a quando ad entrare in scena è lo stesso Panahi che prende possesso della casa e rivela la presenza di una troupe impegnata nelle riprese. È qui che il discorso si fa palese. Quell’abitazione appartiene al regista. Alle pareti sono appesi i manifesti dei suoi film presentati fuori dall’Iran, è un luogo familiare in cui probabilmente sono nati alcuni dei personaggi e delle storie che lo hanno fatto conoscere al mondo. Ora la creatività, che non cede al sopruso, cerca ancora di esprimersi ma la sua articolazione è continuamente spezzata e alla ricerca di uno spazio in cui non sia più necessario occultarsi. L’augurio di trovarlo è quello che tutto il mondo del cinema invia a questo regista coraggioso.

Regia di Vahid Jalilvand. Un film Da vedere 2017 con Navid MohammadzadehAmir AghaeeHediyeh TehraniZakieh BehbahaniSaeed DakhCast completo Titolo originale: Bedoone Tarikh, Bedoone Emza. Genere Drammatico, – Iran2017durata 104 minuti. Uscita cinema giovedì 10 maggio 2018 distribuito da 102 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,33 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Kaveh Nariman è un medico legale che lavora in obitorio. Una sera investe accidentalmente con la sua auto una famiglia che viaggia in moto. Il bambino cade e batte la testa in modo apparentemente privo di conseguenze. A distanza di poche ore arriverà il suo cadavere. La diagnosi dell’autopsia parla di avvelenamento per botulismo ma il medico ha il dubbio che la causa possa addebitarsi all’incidente. Avrà il coraggio di chiarire la situazione?

Regia di Duccio Chiarini. Un film Da vedere 2014 con Matteo Creatini, Francesca Agostini, Nicola Nocchi, Miriana Raschillà, Bianca Ceravolo, Bianca NappiMichele CrestacciFrancesco AcquaroliCast completo Genere Commedia, – ItaliaIranGran Bretagna2014durata 83 minuti. Uscita cinema giovedì 23 aprile 2015 distribuito da Good Films. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,23 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Edo, 17enne riservato, riflessivo, colto e genuino, non vuole farsi tagliare il prepuzio troppo chiuso che gli rende dolorosi i rapporti sessuali. L’amore per Bianca lo convince a darci un taglio. Dopo il documentario Hit the Road, Nonna (2011), il giovane fiorentino Chiarini – anche sceneggiatore con Ottavia Maddeddu, Marco Pettenello e Miroslav Mandic – esordisce nella fiction con una storia originale, verosimile, in chiave di elegia felicemente ironica e delicatamente audace nel mettere a nudo l’intimità del corpo e della psiche maschili. È un racconto di formazione – meglio: di un rito di passaggio dall’adolescenza alla maturità – con risvolti simbolici: il pene rinchiuso nella pelle, la paura di sporgere la testa fuori dal treno in corsa. Coinvolgente, per freschezza e naturalezza, l’interpretazione di Creatini; ottimo il suo accoppiamento comico con Nocchi (l’amico Arturo). Musiche indie rock della band canadese Woodpigeon. Finanziato (150mila euro) dal Biennale College-Cinema di Venezia, che ogni anno seleziona 12 progetti di opere prime o seconde. Presentato a Venezia 2014 e a Berlino 2015.

Risultato immagini per Il piccolo Straniero

Un film di Bahram Beizai. Con Adnan AfravianParviz PurhosseiniSusan TaslimiAkbar DudkarFarrokhlagha Hushmand. continua» Titolo originale Bashù, gharibeh kuchakDrammaticoRatings: Kids+13, durata 118 min. – Iran 1989.

Uno dei primi, se non addirittura il primo in assoluto, film distribuiti in Italia del cinema iraniano. Di grande interesse artistico. Ottima l’interpretazione dell’attrice Sussan Taslimi. Un ragazzino di colore vede distruggere la propria casa. Fugge su un camion diretto verso un’altra parte dell’Iran. Qui, atterrito dalle esplosioni, scappa di nuovo.

Locandina Il tempo dei cavalli ubriachi

Un film di Bahman Ghobadi. Con Nezhad Ekhtiar-DiniAmaneh Ekhtiar-DiniMadi Ekhtiar-DiniAyoub Ahmadi Titolo originale Zamani barayé masti asbhaDrammaticodurata 80 min. – Iran 2000.

Kurdistan iraniano, nei pressi del confine iracheno. Cinque fratelli e una sorella vivono ai limiti della sopravvivenza. Uno dei fratelli è gravemente ammalato e il medico dice che deve essere operato in tempi brevi se vuole sperare di poter sopravvivere. Nonostante gli sforzi del fratello maggiore che si impegna nei lavori più duri per racimolare il denaro, la somma è inarrivabile. La sorella accetta allora di sposare un iracheno che ha promesso di aiutarla finanziariamente per curare il fratello ma, al momento di passare il confine, la famiglia dello sposo respinge il malato dandogli come indennizzo un cavallo. Il tempo ormai stringe e il fratello maggiore decide di darsi al contrabbando. È un film dolente quello del primo regista curdo iraniano che giunge a realizzare un lungometraggio. C’è l’attenzione all’inquadratura (mutuata da Kiarostami di cui è stato assistente), ma anche la passione per il dolore dei più deboli. Anche quando si tratta di animali. Perché il titolo si riferisce al fatto che i contrabbandieri, per far resistere i cavalli al freddo e alla fatica, aggiungono alcol alla biada. E se le dosi sono sbagliate i cavalli si ubriacano soffrendo molto. Da vedere. Se si ama il cinema iraniano.

3.2/5

Regia di Bahman Ghobadi. Un film Da vedere 2009 con Negar ShaghaghiAshkan KoohzadHamed BehdadAshkan KoshanejadHichkasCast completo Titolo originale: Kasi Az Gorbehaye Irani Khabar Nadareh. Genere Drammatico – Iran2009durata 106 minuti. Uscita cinema venerdì 16 aprile 2010 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmoro 3,16 su 26 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

“Nessuno conosce i gatti persiani” è la traduzione letterale del 7° film (corti compresi) di Ghobadi, di etnia curda e cittadinanza iraniana, di cui da noi era già stato distribuito Il tempo dei cavalli ubriachi . Film povero e complesso. È l’inedita descrizione di una labirintica e sotterranea Teheran che le guide e i turisti stranieri ignorano. E una docufiction sulle innumerevoli (secondo Ghobadi, più di 300) bande di musica rock, rap, punk, che pullulano nell’underground di una metropoli con circa 7 milioni di abitanti. Fanno da collante narrativo 2 giovani musicisti, una cantante e un rocker, da poco scarcerati, che cercano di mettere insieme una band per farsi conoscere all’estero e magari poter espatriare. Non vogliono fuggire dal paese, vorrebbero solo essere liberi di poter vedere, ascoltare, conoscere. È la storia di un sogno, nella speranza di una società un po’ più libera. Girato in frettolosa semiclandestinità con un finale pessimista. “Sono invecchiato 17 mesi in quei 17 giorni di riprese”, dice Ghobadi e aggiunge: “Per l’Islam la musica è impura perché fonte di allegria e di gioia. Sentire cantare una donna è considerato un peccato…”. Premio ex aequo della giuria di “Un Certain Regard” a Cannes 2009. Inedito in Iran. Scritto da Ghobadi con Hossein M. Abkenar e Roxana Saberi, la sua compagna, detenuta e condannata a 8 anni durante i giorni del festival, con l’accusa di spionaggio e per avere acquistato una bottiglia di vino. Postproduzione a Berlino. Il regista e i suoi collaboratori non possono più tornare in patria, pena l’arresto.

3.2/5
Locandina Il voto è segreto

Un film di Babak Payami. Con Nassim AbdiCyrus AbidiYoussef HabashiFarrokh ShojaiiGholbahar Janghali Titolo originale Raye MakhfiCommediadurata 105 min. – Italia, Iran, Canada, Svizzera 2001

Un soldato è di guardia su un’isola deserta. Al risveglio da un sonnellino vede paracadutare un’urna per le elezioni. Di lì a poco giunge via mare una giovane donna incaricata di farle svolgere in modo regolare. A lui toccherà accompagnarla con la sua jeep per consentirle di far votare i pochi abitanti. Attraverso un deserto in cui sorge un inutile semaforo e le strade polverose dei villaggi si sviluppa un rapporto di stima reciproca tra l’uomo e la donna e, forse, anche qualcosa di più. Film dai lentissimi ritmi iniziali superati i quali si può scoprire la delicatezza di una narrazione che non dimentica mai che la società, con le sue regole di convivenza, è composta da uomini e donne capaci di un sentire che nessuna regola di separazioni tra i sessi può elidere. Non solo il voto è segreto, a volte lo sono anche i sentimenti. Ma qualcosa può trasparire e allora la diffidenza iniziale si trasforma in apertura all’altro.