Category: Giappone


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Un film di Shinya Tsukamoto. Con Kei Fujiwara, Nobu Kanaoko, Naomasa Musata, Tomoro Taguchi, Tomoroh Taguchi, Nobu Kanaoka. Horror, b/n durata 71 min. – Giappone 1989. MYMONETRO Tetsuo valutazione media: 3,92 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nella stazione della metropolitana, Tomoo Taniguchi, anonimo impiegato, fugge di fronte ad una donna sul volto della quale si contorce una indefinibile, mostruosa forma metallica. La donna lo insegue, lo assale e Tomoo una volta uscito sulla strada si accorge di correre più veloce delle macchine. Svegliatosi nel suo letto, crede di aver sognato, ma presto si accorge che tutto è accaduto davvero: vittima di una mutazione, il suo corpo pulsa ed assimila il metallo e tutto ciò che è in casa; il suo sesso si trasforma in una trivella e durante un furioso amplesso uccide la sua fidanzata. In preda ad una furia incontrollabile si imbatte in un altro mutante ed ingaggia contro di lui una lotta selvaggia. I due corpi si compenetrano fino a diventare la massa compatta di una macchina da guerra. Tetsuo è un film che prescinde dalla verità del racconto e cerca la propria ragione nell’immagine. Poco importa se il secondo mutante (impersonato dallo stesso regista) è il residuo di un uomo che il protagonista nell’antefatto aveva investito e ucciso. Tetsuo vive per la sequenza filmica che si srotola sullo schermo, per l’incubo visivo di una realtà urbana e quotidiana brutale, schizofrenica, distorta. La macchina, il cavo, il metallo (l’identità della struttura tecnologica), perdono la connotazione strumentale, si scindono in una ferraglia animalesca, acquistano un’anima ed una vita e dilagano tra gli uomini per addentare, divorare, masticare, consumare la realtà fisica dei corpi. L’indecifrabilità dell’individuo si sperde nell’esultanza di un sesso esasperato o nella carnivora scoperta di un nemico. Ma l’indecifrabilità della figura nuova e mutante si afferma come unica possibile verità dinamica destinata a trascinare il mondo verso una feroce rigenerazione. La cicatrice non nasconde più la ferita sanguinante, il metallo scopre una dionisiaca plasticità: la realtà ripensa e si riappropria di se stessa nel momento in cui si violenta. Cronenberghiano nella tematica, “estremo” e irripetibile (il successivo Tetsuo II: The Body Hammer indulge alla ricerca della spiegazione e ad un più marcato riferimento ai fumetti giapponesi della nuova generazione), il film è diventato (complice anche una scarsa distribuzione) immediatamente un cult ed ha fatto intuire, accanto all’imperante produzione della Toho, l’esistenza di una cinematografia indipendente, vitale e propositiva.

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Locandina A Snake of June - Un serpente di giugnoUn film di Shinya Tsukamoto. Con Shinya Tsukamoto, Asuka Kurosawa, Yuji Koutari, Tomoro Taguchi, Susume Terajima, Teruko Hanahara Titolo originale Rokugatsu no Hebi. Drammatico, durata 77 min. – Giappone 2002. MYMONETRO A Snake of June – Un serpente di giugno * * * 1/2 - valutazione media: 3,77 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Rinko è una giovane donna, sposata a un uomo più vecchio, col quale non ha ormai più rapporti da anni. La sua vita monotona è sconvolta dal ricatto di un maniaco, che la fotografa di nascosto in situazioni imbarazzanti e che per non diffondere le foto pretende che la donna compia gesti sempre più spregiudicati, trascinando nel gioco perverso anche il marito.
Tsukamoto è un regista di culto per diversi aspetti: temi trattati, tecniche di ripresa e poetica di base sforano i limiti (canoni) del cinema contemporaneo, palesando la marca stilistica di un autore che percorre la sua strada senza mai scendere a compromessi, e che sembra ignorare in toto il resto della produzione del pianeta. Indicativo in tal senso che sia egli stesso regista, attore, montatore, scenografo, tecnico luci, fonico e quant’altro. A snake of June è l’ennesimo suo film estremo, inquietante, perverso, disturbante, sorprendente, che si può solo amare o odiare: niente vie di mezzo.

Risultati immagini per Rupan Sansei Pāto Faibu

Lupin III – Ritorno alle origini (ルパン三世 PART5 Rupan Sansei Pāto Faibu?) è la quinta serie televisivaanime di Lupin III, nata per festeggiarne il 50º anniversario.

Lupin III e Daisuke Jigen si trovano in Francia. La storia inizia nella stanza di un appartamento nel paesino di Riquewihr dove indagano su un sito oscuro chiamato ‘Marco Polo’, dove puoi comprare qualsiasi cosa, come droga e armi da fuoco. Per rubare una moneta digitale, Lupin, invade un enorme server strettamente sorvegliato chiamato “Twin Towers” alla ricerca della misteriosa hacker Ami. Lupin affronterà la trappola di Marco Polo con Ami che però nasconde un intrigante mistero che piano piano verrà a galla.

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Risultati immagini per Interstella 5555

Un film di Kazuhisa Takenouchi. Titolo originale Interstella 5555: The 5tory of the 5ecret 5tar 5ystemAnimazionedurata 67 min. – Giappone, Francia 2003MYMONETRO Interstella 5555 – The 5tory of The 5ecret 5tar 5ystem valutazione media: 4,00 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Chiariamolo subito: Interstella 5555 è “sine ulla dubitatione” uno dei migliori film di animazione degli ultimi 20 anni, un’opera di puro genio che riesce a fondere in maniera sublime musica e animazione, patos ed emozioni, in un caleidoscopico cocktail di note e colori. L’idea del gruppo dance francese Daft Punk di arruolare il regista culto nipponico, autore di serie storiche, rimaste nell’immaginario di molti appassionati di cinema giapponese, come Galaxy Express 999 e Capitan Harlock, si dimostra felice, feconda e potenzialmente foriera di ottimi risultati anche nel lungo periodo.
Interstella 5555 riesce a essere contemporaneamente un musical, un film di fantascienza, un dramma romantico e appassionante ed una fiaba a lieto fine. La follia creativa di Matsumoto si esplica nella trama (quattro musicisti provenienti da un’altra galassia vengono rapiti da un malvagio impresario, il cui scopo è quello di manipolarli e trasformarli nel gruppo pop più noto sulla Terra, per arricchirsi alle loro spalle) e nella realizzazione tecnica che lascia sbigottiti per l’uso accecante della luce e gli onnipresenti effetti policromatici che il regista utilizza per dipingere fondali iridescenti e cascate di tinte pastello che piovono sullo spettatore attonito e stupefatto.

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Risultati immagini per Voltron: Defender of the Universe

Voltron (Voltron: Defender of the Universe) è una serie televisiva d’animazione realizzata negli Stati Uniti dalla World Events Production nel 1983 montando insieme due diverse serie di anime televisivi giapponesi del tutto indipendenti tra loro: Golion e Armored Fleet Dairugger XV, entrambe prodotte dalla Toei Animation rispettivamente nel 1981 e nel 1982.
Nel 1998 è stato realizzato un seguito in computer grafica (Voltron: The Third Dimension), mentre nel 2016 la Dreamworks ha prodotto un remake dal titolo Voltron: Legendary Defender.

La trama è incentrata sulle imprese di cinque terrestri che vengono a trovarsi in prima linea per difendere la pace interplanetaria dalle mire di conquista di una potente razza aliena belligerante. I cinque vengono chiamati a pilotare cinque grandi leoni robot che sono in grado di assemblarsi in un enorme robot chiamato Voltron. Nella seconda stagione i leoni vengono sostituiti dai quindici mezzi di Dairugger XV.

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Locandina Kamikaze Girls

Un film di Nakashima Tetsuya. Con Kyoko Fukada, Anna Tsuchiya, Miyasako Hiroyuki, Ryoko Shinohara, Abe Sadao Titolo originale Shimotsuma monogatari. Commedia, durata 102 min. – Giappone 2004. MYMONETRO Kamikaze Girls * * * 1/2 - valutazione media: 3,89 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Svampito ma non sterile questo titolo nipponico è impossibile, come da copione, da inquadrare in un genere preciso. Il filone a cui può essere assimilato è quello della sterminata cultura dei manga, nel particolare si possono individuare connessioni con la celebre serie Tank Girl. Mimiko è una stralunata ragazza che vive secondo gli ideali del rococò, ha un innato talento per il ricamo e spende tutti i soldi scuciti al padre, commerciante di marche tarocche, in costosissimi vestiti di pizzo ricamati. Conclusasi l’attività del padre, deciderà di vendere di nascosto su internet tutti i fondi di magazzino per poter svaligiare la propria boutique di abiti vittoriani di fiducia. Conoscerà così una biker mascolina di nome Ichigo, interessata all’acquisto di imitazioni Versace: le due diventeranno protagoniste di un’involontaria e tormentata amicizia. Caricatura dai colori accesi di una nazione, l’opera propone una comicità di straordinaria follia ed appare a tutti gli effetti come il più classico dei manga in versione “vivente”, grazie anche a vere e proprie trovate cartoonistiche. Immerso in una fotografia shocking, accesa e plastificata, il titolo orienta interamente all’intrattenimento un ritratto iperbolico di manie e follie di massa, rendendo l’aspetto satirico assolutamente funzionale alla condotta fresca e schizzata. In una corsa sfrenata su binari inventati al momento, si va a braccio tra assurdità e paradosso: divertimento assicurato.

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Un film di Kenji Mizoguchi. Con Kinuyo Tanaka, Sanae Takasugi Titolo originale Yoru no onnatachi. Drammatico, durata 75 min. – Giappone 1948. MYMONETRO Le donne della notte * * * * - valutazione media: 4,00 su 1 recensione.

Fusako Owada è una donna della notte del Giappone del dopoguerra. Prostituta e amante di un pericoloso trafficante di droga, vive la sua quotidianità fra le viuzze di una città in rovina, devastata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, e il sollievo di alcuni piccoli vezzi che il suo uomo le offre. Ma a risvegliarla da questo torpore esistenziale, facendole perdere tutta la solidità e riscoprendola fragile e labile, è la scoperta che un’altra donna è nel cuore del suo amante… E questa altri non è che la sorella Kumiko.
Terribilmente contemporaneo, con una precisione antropologica e una feroce poetica, Kenji Mizoguchi firma questo piccolo gioiellino cinematografico, lontano dai suoi territori prediletti. Si parla di gagnster, violenza, donne e uomini sanguinosi, riti barocchi e miti torbidi e spietati… ma dove aleggia sempiternamente la speranza di cambiar vita. I personaggi di questa storia sembrano portare dentro di loro un inferno personale: «Donne come me», dice Fusako alla sorella «non devono più esistere». Dannati e dannate da un’esistenza vissuta nel Male. Bravissima (e meritatamente premiata in patria) l’attrice Kinuyo Tanaka, nel ruolo della protagonista, che ben disegna le iperboliche emozioni che la scuotono, facendo sciogliere quel gelo e quella metallicità che facevano parte del suo ruolo nella prima parte della pellicola. Altrettanto valente anche Tomie Tsunoda nel ruolo della sorella nervosa, pericolosa e fragile. Ottime la scenografia e la fotografia che rendono veramente mefistofelico il microcosmo in cui si sviluppa la trama (che evoca un po’ la tragedia greca), direttamente creata da un romanzo di Eijiro Hisaita e sceneggiata da Yoshikata Yoda. Lontano da preoccupazioni politiche e formali, Mizoguchi fa un film che non è dei migliori, ma senza alcun dubbio, è uno dei più fluidi della sua filmografia. Continua a leggere

Risultati immagini per Tarda PrimaveraUn film di Yasujiro Ozu. Con Yumeji Tsukioka, Chishu Ryu, Setsuko Hara Titolo originale Banshun. Commedia, Ratings: Kids+13, b/n durata 108′ min. – Giappone 1949. MYMONETRO Tarda primavera * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Consapevole che sua figlia (Hara) sta diventando una zitella, un vedovo (Ryu) la esorta a sposarsi, ma contenta di prendersi cura di lui _ sa che sarebbe perduto senza una donna in casa _ la ragazza è riluttante. Per convincerla, il padre le comunica di essere in procinto di riprendere moglie. 3° film postbellico di Ozu che già negli anni ’30 s’era affermato come un regista di primo piano nel cinema giapponese. Opera mirabile nella sua spoglia semplicità con una parte finale di struggente commozione nel suo pudore. Come sempre in Ozu gli interpreti sono perfetti, di grande finezza nei particolari la descrizione della vita quotidiana. Sono già presenti _ suggeriti più che espressi _ i temi che saranno più evidenti nei film successivi: la disgregazione della famiglia nel Giappone postbellico; l’idea che i figli sposati, e soprattutto le figlie, si distaccano radicalmente dai genitori; la necessità per gli anziani di subordinare i propri interessi a quelli dei figli. Continua a leggere

Risultati immagini per Kong - Uragano Sulla MetropoliUn film di Ishirô Honda. Con Russ Tamblyn, Kipp Hamilton, Gill Simon Fantascienza, durata 80 min. – Giappone, USA 1976. MYMONETRO Kong uragano sulla metropoli * * - - - valutazione media: 2,25 su 5 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un gruppo di scienziati crea un mostro benefico dal nome di Kong. Purtroppo da una cellula di questi si genera un secondo mostro ferocissimo che semina terrore e distruzione in tutto il Giappone. Il cattivo Kong sarà sistemato alla fine dallo stesso Kong buono. Continua a leggere

Risultati immagini per Spriggan, the movieUn film di Norihiko Sodo. Ragazzi, durata 95 min. – Giappone 1998.

“Tutti noi… non siamo delle MACCHINE. Io sono un essere UMANO. Non sarò mai più uno STRUMENTO di morte a costo della mia vita stessa.”

Un film di Terence Marvin Jr. Con Thomas Lee, Peter Conway, Deborah Scott Titolo originale Uchu kaisokusen. Fantascienza, b/n durata 85 min. – Giappone 1971. MYMONETRO L’astronave fantasma * - - - - valutazione media: 1,00 su 1 recensione.

Un’astronave nettuniana tenta la conquista della Terra. Tutti i tentativi falliscono grazie all’intervento dell’Insuperabile, che si sposta a bordo di uno straordinario razzo. Continua a leggere

Zombie_Ass_Toilet_of_the_Dead_2011Noboru Iguchi è un nome assai caro agli amanti di quel cinema folle ed eccessivo di marchio strettamente nipponico. E’ infatti a lui che negli anni recenti dobbiamo il merito di aver realizzato due titoli di culto quali The Machine Girl e Robogeisha, veri e propri concentrati di nonsense e divertimento esagerato che hanno ottenuto imperituro alloggio nel Valhalla dei trash movie. Ma se una ragazza “meccanica” intenta a vendicarsi per la morte della propria famiglia e una geisha “robotizzata” alle prese con la sua personale e particolare ribellione, potevano apparire già come personaggi assurdi inseriti in contesti ancora più ironicamente surreali, la protagonista e l’ambientazione di Zombie Ass – Toilet of the Dead (che già dal titolo annuncia la sua più “pura essenza”…) varcano un nuovo limite del buon gusto, andando a rivoluzionare in chiave farsesca un filone sempre sulla cresta dell’onda come quello dei film di zombi.

L’inizio è sui generis per le produzioni sui morti viventi. Un gruppo di amici -tre ragazze e due ragazzi- si perdono in una foresta. Tra di loro vi è Megumi (Arisa Nakamura), studentessa di karate, che nasconde un drammatico segreto nel suo passato scolastico. All’improvviso i giovani vengono attaccati da uno zombi, e si avviano in una precipitosa fuga, soltanto per ritrovarsi accerchiati da altre orde di non morti. Quest’ultimi hanno però una differenza dai classici topoi del genere, e come arma per stordire le loro vittime hanno dei potentissimi… peti (!!), nonché dei lunghi vermi che escono dai loro orifizi pronti ad aggredire i malcapitati di turno. Megumi e i suoi compagni pensano di aver trovato un alleato in un mite professore e sua figlia, ma in realtà coloro che apparivano come salvatori si rivelano dei sadici assassini, loro stessi creatori del morbo zombificante.

ATTENZIONE: QUESTO FILM PUO’ ESSERE VISTO O COME UNA CAGATA PAZZESCA O COME UN MEZZO CAPOLAVORO DEMENZIALE. DIPENDE MOLTO DA QUANTO SIETE VICINI ALL’UMORISMO GIAPPONESE. Continua a leggere

Risultati immagini per Candy Candy locandinaCandy Candy (キャンディ・キャンディ Kyandi Kyandi?) è un manga di genere shōjo disegnato da Yumiko Igarashi pubblicato nel 1975, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Kyoko Mizuki. Ne venne successivamente tratta una serie televisiva anime prodotta da Toei Animation, trasmessa dal 1980 anche in Italia[1][2], inizialmente con il titolo originale, in seguito con il titolo Dolce Candy.

La storia inizia nei primissimi anni del Novecento, con l’abbandono di due orfanelle, Candy e Annie, presso l’orfanotrofio religioso Casa di Pony, retto da Miss Pony e da Suor Maria. A farle compagnia, l’animale domestico più improbabile, un procione di nome Klin (animaletto che fu aggiunto per accompagnare Candy nella serie televisiva, ritenendola troppo solitaria, era assente nel fumetto originale).

Quando Annie verrà adottata dalla ricca famiglia Brighton, Candy resterà all’orfanotrofio sentendosi sola e ferita, fino al giorno in cui, sulla collina dove era solita ritirarsi nei momenti di maggiore tristezza, incontra un giovane dai capelli biondi, vestito con un kiltscozzese, che la consola suonando per lei la cornamusa che porta con sé. Prova di questo incredibile incontro sarà per Candy la spilla a forma di aquila con sopra una lettera “A” che il giovane, da lei soprannominato il Principe della Collina, ha perso danzando. Di lì a poco anche lei sarà quindi adottata da una potente famiglia aristocratica, i Legan. Candy si troverà così in un ambiente del tutto nuovo per lei. I modi sofisticati e le convenzioni della sua nuova famiglia (ma soprattutto dei due viziati figli dei Legan, Iriza e Neal) mal si addicono al carattere spontaneo e vivace della ragazza che viene infine costretta a fare la cameriera e a dormire nelle stalle Continua a leggere

Un film di Takashi Miike. Con Ryo Ishibashi, Eihi Shiina, Tetsu Sawaki, Jun Kunimura, Miyuki Matsuda. Titolo originale Ôdishon. Horror, durata 111 min. – Giappone, Corea del sud 1999. MYMONETRO Audition * * - - - valutazione media: 2,39 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Takashi Miike, prolifico regista giapponese dalla media di quattro produzioni l’anno, è una mina vagante pronta ad esplodere con violenza pur di comunicare il proprio messaggio. Adattamento di un romanzo di Murakami Ryu, Audition, spesso indicato come capolavoro dell’autore, non fa eccezione rivelandosi un prodotto particolarmente estremo e di difficile catalogazione.
Un produttore cinematografico rimasto vedovo decide, dopo anni di solitudine, di risposarsi. Un suo collega ed amico organizza un’audizione di casting fittizia dove l’uomo, in principio riluttante, incontra una misteriosa giovane di cui si innamorerà follemente: la scelta sfortunamtamente si rivelerà infelice.
Il tema della solitudine non è che una delle molteplici chiavi di lettura possibili. Se la prima parte del film descrive, in uno sfoggio di coralità compositiva, la recondita tristezza di un uomo, la seconda ci sorprende virando verso un’immersione profonda nel lato più nero dell’animo umano. In questo contesto la situazione del protagonista accostata a quella della sua controparte femminile viene radicalmente ridimensionata: la solitudine qui non è che un elemento caratterizzante di una condizione ben più grave. La vittima diviene carnefice in un ciclo che non trova origine se non nella deviazione pura, dove follia, sadismo e perversione si confondono; il tutto senza bisogno di scomodare fantasmi o demoni. Continua a leggere

Risultati immagini per Tiger Mask WTiger Mask W (タイガーマスクWダブル Taigā Masuku Daburu?) è una serie televisiva anime basata sul manga L’Uomo Tigre di Ikki Kajiwara e Naoki Tsuji, prodotta da Toei Animation e diretta da Toshiaki Komura. È stata prodotta in 38 episodi, trasmessi per la prima volta dalla TV Asahi a partire dal 1º ottobre 2016, 47º anniversario della prima del prequel.[1] Rientra nelle iniziative per festeggiare i sessant’anni di attività della casa produttrice. La New Japan Pro-Wrestling ha partecipato attivamente al progetto e al suo interno ci sono diversi camei di atleti della federazione in versione anime

La nuova storia inizia verso la fine del 2016, quarantacinque anni dopo la fuga di Naoto Date la notte del 3 settembre 1971[3], e finisce nell’estate del 2017. Il Giappone è ora un moderno paese sviluppato e la vecchia Japan Pro-Wrestling Association dei tempi di gloria non esiste più.Racconta le vicende di Naoto Azuma, un giovane orfano che, tre anni prima, nel 2013, era unito a Takuma Fujii dalla passione per il puroresu. Per questo frequentavano entrambi la piccola palestra Zipangu Pro-Wrestling gestita da Daisuke Fujii, il padre del secondo. Tuttavia, le loro vite vengono drammaticamente sconvolte un giorno di fine marzo[4] in cui, durante un match organizzato dalla GWM (Global Wrestling Monopoly), una potente federazione di wrestling americana, il malvagio Yellow Devil sconfigge senza pietà Daisuke, lasciandolo invalido e condannando così la Zipangu alla rovina.

La stirpe delle tenebre (闇の末裔 Yami no matsuei?) letteralmente “I discendenti delle tenebre”, conosciuto anche come Eredi del buio (titolo italiano dell’anime) è uno shōnen’ai dai toni dark. È la prima opera della giovanissima e poco conosciuta in Italia Yoko Matsushita.

Composto da 11 volumi ed edito da Hakusensha dal 1996, il manga è stato sospeso nel 2002 con 11 volumi all’attivo: sembra, infatti, che Matsushita abbia smesso di disegnare per incomprensioni con l’editore giapponese. In Italia i volumi sono stati pubblicati dalla casa editrice Star Comics fra il 2003 e il 2004 per mancanza di materiale proveniente dal Giappone.

Nel 2000 lo studio di animazione J.C.Staff ha prodotto un anime in 13 episodi, trasmessi dal network giapponese WOWOW. In Italia l’anime è stato distribuito da Yamato Video per il mercato home video ed è andato in onda su Man-Ga nel 2011, ad eccezione dell’ultimo episodio. Dall’11 ottobre 2013 al 3 gennaio 2014 è stato pubblicato per lo streaming su internet sul canale di YouTube Yamato Animation.

Nel mondo dei morti, chiamato Meifu, esiste un’organizzazione, il Juohcho che giudica i peccati che i defunti commettono nella loro vita. Gli Shinigami, ossia Dei della morte, operano nell’Enma-cho, uno dei dieci uffici del Juohcho. Il loro compito è scortare le anime dalla Terra al Meifu. Nella storia i protagonisti, Asato Tsuzuki e il suo collega Hisoka Kurosaki, due shinigami diventati tali per cause misteriose, scoprono le vicende che hanno caratterizzato le loro vite passate e quelle del loro principale antagonista: un dottore psicopatico chiamato Muraki Kazutaka, il cui passato è legato soprattutto al giovane Hisoka, sedicenne dal carattere difficile. Continua a leggere

Un film di Yasujiro Ozu. Con Kinuyo Tanaka, Hideko Takamine, Ken Uehara, Sanae Takasugi, Chishu Ryu Titolo originale Munekata Kyôdai. Drammatico, durata 112 min.

Due sorelle, due caratteri a confronto: Setsuko, la maggiore, personificazione delle virtù femminili giapponesi e della forza della tradizione; Mariko – la secondogenita interpretata da Hideko Takamine – affascinata dal nuovo e desiderosa di calarsi nello spirito moderno. Insieme gestiscono un bar in gravi difficoltà economiche; oltre ai problemi finanziari, Setsuko risente di un matrimonio infelice con Ryosuke. Il padre, gravemente malato, è preoccupato per le sorti della figlia maggiore, mentre Mariko, in cerca di una soluzione valida che possa risollevare la sorella anche sul piano sentimentale, la esorta a riallacciare i rapporti con Hiroshi, suo primo amore. L’improvvisa morte di Ryosuke – dovuta a un malore – anziché essere vissuta in chiave liberatoria da Setsuko le suscita un forte senso di colpa per aver trascurato il marito, tanto da rifiutare la proposta matrimoniale di Hiroshi, scegliendo di vivere da sola.

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Risultati immagini per Falco il superbolideFalco il superbolide (マシンハヤブサ, Machine Hayabusa?) è una serie televisiva anime, di genere spokon, composta da 21 episodi prodotti dalla Toei Animation nel 1976, ideata da Mikiya Mochizuki e diretta da Yugo Serikawa. In Italia è stata trasmessa da alcune reti private locali alla fine degli anni settanta.

Ken Hayabusa è un pilota da corsa, figlio dell’Ingegner Hayabusa, progettista della macchina da corsa Hayabusa Special e dei suoi motori intercambiabili. Ken corre per la scuderia Sayongi a bordo della macchina costruita dal padre e partecipa a corse miste tra il rally e l’endurance. I suoi più accaniti rivali sono gli appartenenti alla scuderia Black Shadow (“ombra nera”) e soprattutto il suo proprietario e “patron”, il misterioso Ayab Mobil Dick: durante lo svolgimento delle gare i piloti della Black Shadow tentano con tutti i mezzi che hanno a disposizione, uno più scorretto dell’altro, di eliminare Ken e i suoi compagni di scuderia.

Lista episodi: https://it.wikipedia.org/wiki/Falco_il_superbolide#Episodi

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Capitan Harlock (宇宙海賊キャプテンハーロック, Uchū kaizoku Kyaputen Hārokku?) è un manga di fantascienza scritto e illustrato da Leiji Matsumoto nel 1976, dal quale è stata tratta anche una serie televisiva anime di 42 episodi, prodotta nel 1978 dalla Toei Animation, prima di una lunga serie di opere d’animazione ispirate allo stesso universo.

I primi 25 episodi sono stati importati in Italia e trasmessi per la prima volta su Rai 2 a partire dal 9 aprile 1979 all’interno del programma contenitore Buonasera con… Rita al circo con Rita Pavone; la serie completa è invece stata trasmessa sempre su Rai 2 a partire dal 18 settembre dello stesso anno[1][2]. Successivamente la serie è stata pubblicata dalla Yamato Video prima in VHS e quindi in DVD in versione integrale.

Capitan Harlock è la prima serie organica che ha per protagonista Capitan Harlock, il personaggio del manga scritto e illustrato da Matsumoto.[3]

Lista episodi con trama Continua a leggere

Un film di Masaki Kobayashi. Con Tatsuya Nakadai, Rentaro Mikuni, Shima Iwashita, Akira Ishihama, Shichisaburo Amatsu. Titolo originale Seppuku. Drammatico, b/n durata 135′ min. – Giappone 1962. MYMONETRO Harakiri * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1630 il rônin (samurai errante e disoccupato) Hanshiro Tsugumo chiede a un potente signore ospitalità per potere fare seppuku (ossia harakiri) secondo il rituale prescritto. Per dissuaderlo gli si racconta la storia di Motome, un altro rônin, che tempo prima aveva fatto la stessa richiesta ed era stato obbligato a darsi la morte con un pezzo di bambù, invece che con la spada che non aveva, prima di farsi decapitare come il rito prescrive. Tsugumo rivela che Motome era suo genero e che si era già vendicato, disonorandoli, dei tre responsabili della sua morte. Morirà anche lui, eroicamente. Film di prim’ordine: alla magistrale costruzione drammaturgica, incalzante nella sua solennità, e alla suggestiva tenuta figurativa, con squarci di violenza inaudita per l’epoca, unisce una forte carica di critica sociale verso il formalismo del bushido (il codice d’onore dei samurai) e una impressionante descrizione della miseria del XVII secolo attraverso la quale traspare un discorso sul Giappone moderno. Continua a leggere