Category: Germania


Un giorno a settembre (1999) - Film - Movieplayer.it

Un film di Kevin Macdonald. Titolo originale One Day in SeptemberDocumentariodurata 95 min. – Germania 1999

Si tratta di un documentario che racconta i fatti del 5 settembre 1972, quando, durante i Giochi della XX Olimpiade svolti a Monaco di Baviera, un commando dell’organizzazione palestinese Settembre Nero sequestrò ed uccise 11 atleti israeliani (Massacro di Monaco).

Paul, Mick e gli altri - Film (2001)

Regia di Ken Loach. Un film con Joe DuttineTom CraigVenn TraceySteve Huison. Titolo originale: The Navigators. Genere Drammatico, – Gran BretagnaGermaniaSpagna2001durata 96 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,00 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Sheffield, Yorkshire del Sud, 1995. Un vecchio deposito delle ferrovie britanniche è privatizzato. Una squadra di navigators – operai addetti alla manutenzione – che lavorano insieme da anni è suddivisa tra varie società: cassa integrazione, flessibilità nei licenziamenti, lavoro precario, ferie non retribuite, incentivi salariali di produttività. La generosità, la coerenza, l’insistenza sulla tematica della classe lavoratrice di K. Loach sono ripetitive soltanto in apparenza. Come mostra anche il tragico epilogo, qui il tono è più dolente e amaro. Grazie alla rinuncia agli effetti più emotivamente coinvolgenti, lo spettatore è lasciato libero di trarre conclusioni e giudizi. Al sobrio servizio di una sceneggiatura competente e precisa (scritta da Rob Dawber, ex “navigatore”, morto di cancro prima della fine delle riprese), Loach racconta la fase conclusiva dello sfaldamento sociale operato dai governi conservatori e consolidato da quello del laburista Tony Blair.

Locandina Donne senza trucco

Un film di Katja von Garnier. Con Katja RiemannNina KronjägerMax TidofGedeon Burkhard Titolo originale Abgeschminkt!Commediadurata 65 min. – Germania 1993. – IMC – International Movie Company

Divertente e arguto. Gli uomini, ancora una volta visti dalle donne, non fanno bella figura. In questo breve film tedesco due amiche molto diverse mettono ordine nella loro vita sentimentale. Vanno a una festa e una delle due tenta di sedurre un tipo attraente. Riesce ad attrarre la sua attenzione e ad avere un appuntamento. L’altra amica, disegnatrice del fumetto Ruby, la zanzara, finisce come cicerona per l’amico del bellimbusto. Nonostante la prima riesca a consumare e la seconda si limiti a un’altalena nel parco i risultati saranno sorprendenti. Vincitore dell’Oscar per la migliore opera prima straniera.

Nebbia in agosto - Film (2016) - MYmovies.it

Regia di Kai Wessel. Un film Da vedere 2016 con Ivo PietzckerSebastian KochThomas SchubertFritzi HaberlandtHenriette ConfuriusCast completo Titolo originale: Nebel im August. Genere Drammatico, – Germania2016durata 126 minuti. Uscita cinema giovedì 19 gennaio 2017 distribuito da Good Films. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,05 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Tratto dall’omonimo libro (2008) di Robert Domes, racconta la storia del piccolo Ernst Lossa, orfano ribelle, nomade di etnia Jenisch, vittima del folle e omicida programma di eutanasia infantile nazista Aktion T4: tra il 1939 e il 1945 più di 200 000 persone sono state uccise negli ospedali psichiatrici tedeschi, tra loro innumerevoli bambini. Nel riformatorio all’unità psichiatrica del dottor Veithausen, Ernst si accorge che uno per uno i suoi amici, i più deboli, i pesi per la società, muoiono improvvisamente. Si ribella. “Inventore” della dieta della fame (ai pazienti faceva mangiare 3 volte al giorno una zuppa saporita, ma priva di qualsiasi elemento nutritivo: morivano lentamente, perdendo 3 kg di peso a settimana), il dottor Veithausen ne ordina la morte. Ernst, nato nel 1929, muore nel 1944 per un’iniezione letale. Terribile storia vera del perverso sistema eugenetico, di cui, ancora oggi, non si sa abbastanza. Wessel lo racconta in modo rigoroso e coinvolgente al tempo stesso, grazie anche alla prestazione limpida e autentica degli attori. Un nuovo omaggio alla Memoria di asciutta e tremenda efficacia. Da proiettare anche nelle scuole.

Locandina Generazione 45

Un film di Jürgen Böttcher. Con Monika HildebrandRolf RömerPaul EichbaumHolger MahlichGesine Rosenberg Titolo originale Jahrgang ’45Drammaticodurata 100 min. – Germania 1965.

Una giovane coppia sposata è in crisi: lui vuole il divorzio contro la volontà di lei e inizia le pratiche con l’avvocato. Il motivo di questa sua scelta non sono le liti e neppure un’altra donna. È semplicemente annoiato dalla vita di coppia o, meglio, è deluso dalla vita stessa e dalle prospettive per il futuro.

Regia di Julian Rosefeldt. Un film Da vedere 2015 con Cate BlanchettErika BauerCarl DietrichMarie Borkowski FoedrowitzEa-Ja KimCast completo Titolo originale: Manifesto. Genere Drammatico, – AustraliaGermania2015durata 94 minuti. Uscita cinema lunedì 23 ottobre 2017 distribuito da I Wonder Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Il Manifesto del Partito Comunista raccontato da un homeless, i motti dadaisti recitati da una vedova a un funerale, il Dogma 95 descritto da una maestra ai suoi alunni e così via. 13 personaggi diversi: ogni personaggio uno scenario, ogni scenario un movimento celebrato attraverso intensi monologhi. A dare corpo a queste parole una sola attrice: Cate Blanchett calata in 12 personaggi diversi. Lo si potrebbe definire in molti modi Manifesto. Uno di questi potrebbe essere: documentario.
Definire ‘documentario’ questa opera di Julian Rosefeldt rischia di essere molto riduttivo.

Regia di Joseph Vilsmaier. Un film Da vedere 2010 con Florian StetterAndreas TobiasKarl MarkovicsSebastian BezzelVolker BruchCast completo Genere Biografico – Germania2010durata 104 minuti.

Alla fine di giugno del 1970 i fratelli Reinhold (1944) e Günther (1947) Messner, raggiunsero per primi, dopo un’estenuante salita, la vetta del Nanga Parbat (m 8125) dell’Himalaya sul versante Rupal. Nella discesa, Günther sparì, travolto da una valanga. Dopo averne cercato invano il corpo, Reinhold arrivò, dopo 6 giorni, al campo-base (già sgombrato), sfinito, con mani e piedi congelati. Vilsmaier ha fatto una docufiction ricca di temi e di conflitti: un amore fraterno estremo (aspettare le didascalie e i titoli di coda), con 2 protagonisti approfonditi anche nella psicologia e un flashback sulla loro adolescenza ribelle; i conflitti tra un rigido gioco di squadra e un individualismo imperterrito tra i fratelli e il capo della spedizione; il tenero rapporto tra i Messner e i loro genitori; la rivalità, più o meno dissimulata, tra i componenti della spedizione; l’agonia di Reinhold nel sottofinale. Insomma, con Reinhold collaboratore, Vilsmaier ha cercato di stedeschizzare il film. Ci è riuscito. Distribuito con sottotitoli italiani.

Locandina L'angelo azzurro [1]

Un film di Josef von Sternberg. Con Marlene DietrichEmil JanningsKurt GerronRosa ValettiHans Albers. continua» Titolo originale Der Blaue EngelDrammaticoRatings: Kids+16, b/n durata 104 min. – Germania 1930MYMONETRO L’angelo azzurro [1] ****1/2 valutazione media: 4,50 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il film è del 1930. È il grande momento della Germania, della Repubblica di Weimar che rappresenta la più alta manifestazione culturale del nostro secolo. Un vero fenomeno, una sorta di Rinascimento del diciannovesimo secolo. Letteratura, teatro, pittura, design, scienze, cinema: Weimar detta nuove regole al mondo. Sono invenzioni fondamentali i cui segni rimangono vivi e attivi anche nel nostro tempo. Una delle parole chiave è “espressionismo”. Un gruppo di autori di lingua tedesca come Lang, Murnau e von Sternberg trova questa nuova forma, mediata dalle arti figurative, importantissima, decisiva. Molti di questi autori, dopo il 1933, con l’avvento di Hitler, abbandoneranno il loro paese portando la corrente in tutto il mondo civile, soprattutto in America. Marlene Dietrich arrivava nel momento più opportuno, a rappresentare qualcosa di ben più vasto di una parte in un film. Catalizzava fisicamente quella tendenza. Ne era, forse inconsapevolmente, una sorta di sintesi. Veniva da ruoli insignificanti e si trovò titolare di un personaggio, Lola Lola, che avrebbe costruito un precedente imprescindibile tramandato per decenni dalla stessa Dietrich e imitato con assoluta trasparenza. I grandi segni erano: cappello a cilindro, calze e giarrettiere nere, boa di piume. Di suo l’attrice ci mise una voce roca e profonda, una carnagione bianchissima di contrasto e due gambe notevoli. L’Angelo azzurro era tratto dal romanzo di Heinrich Mann Il professor Unrath. Protagonista il grande attore tedesco Emil Jannings. Il professore si innamora della cantante e diventa letteralmente suo schiavo. Perde, insieme al lavoro, la stima dei suoi allievi e quella di se stesso. Si rende grottesco e ridicolo. Alla fine muore nell’aula in cui, anni prima, insegnava. Fra le tante imitazioni di Lola Lola una in particolare si fa ricordare: quella di Liza Minnelli in Cabaret. Emigrata in America, insieme al suo scopritore Sternberg, Marlene divenne (come la Garbo e la Bergman) una delle grandi conquistatrici europee di Hollywood, partner dei massimi divi dell’epoca. Quasi sessantenne, mostrava ancore quelle gambe.

Il film della settimana/ “Workers” di José Luis Valle (Mex) - Informamolise

Regia di José Luis Valle. Un film con Susana SalazarJesús Padilla. Genere Drammatico – MessicoGermania2013,

Rafael e Lidia vivono a Tijuana svolgendo lavori umili ma in modo dignitoso. Rafael è uomo della pulizie in una fabbrica della Philips mentre Lidia fa da governante ad una anziana e ricchissima signora, ormai gravemente malata. Sono stati sposati ed hanno avuto un figlio, ma in seguito al lutto della morte del piccolo si sono persi e non si sono più ritrovati.

Un film di Josef von Baky. Con Ilse Werner, Hans Albers, Ferdinand Marian Titolo originale Münchhausen. Fantastico, Ratings: Kids+13, durata 92 min. – Germania 1943. MYMONETRO Il barone di Münchhausen * * * - - valutazione media: 3,00 su 1 recensione.

Un anello dai poteri straordinari permette al Barone di Münchhausen di non invecchiare. Durante l’interminabile vita egli si imbatte in straordinarie avventure e finisce persino sulla Luna per non cadere nelle mani della giustizia. Tornato sulla Terra, come un mortale qualunque attende serenamente la morte.

Un film di Jonas Carpignano. Con Pio AmatoKoudous Seihon Titolo originale A CiambraDrammaticoRatings: Kids+13, durata 117 min. – Italia, Francia, Germania 2017. – Academy Two uscita giovedì 31 agosto 2017. MYMONETRO A Ciambra ***-- valutazione media: 3,47 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Pio, 14 anni, vive nella piccolo comunità Rom denominata A Ciambra in Calabria. Beve, fuma ed è uno dei pochi che siano in relazione con tutte le realtà presenti in zona: gli italiani, gli africani e i suoi consanguinei Rom. Pio segue e ammira il fratello maggiore Cosimo e da lui apprende gli elementi basilari del furto. Quando Cosimo e il padre vengono arrestati tocca a Pio il ruolo del capofamiglia precoce che deve provvedere al sostentamento della numerosa famiglia.

Locandina Il lungo coltello di Londra

Un film di John Llewellyn Moxey. Con Klaus KinskiMargaret LeeLeo GennChristopher LeeEddi Arent Titolo originale Circus of FearGiallodurata 65 min. – Gran Bretagna, Germania 1964.

Da un romanzo di Edgar Wallace. Un bandito che assieme ad alcuni complici ha rapinato una banca viene trovato ucciso nei pressi di un circo.

Regia di Jo Baier. Un film Da vedere 2011 con Bruno GanzElio GermanoErika PluharAndrea Osvárt, Nicolò Fitz-William Lay. Titolo originale: Das Ende ist mein Anfang. Genere Drammatico, – GermaniaItalia2011durata 98 minuti. Uscita cinema venerdì 1 aprile 2011 distribuito da Fandango. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,10 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Tiziano Terzani (1938-2004) si è ritirato con la moglie Angela in una casa isolata sull’Appennino tosco-emiliano. Malato di tumore, serenamente pronto a morire, chiede al figlio Folco, che non vede da anni, di raggiungerlo: gli vuole raccontare la sua vita e il senso che è riuscito a darle. Folco passa con lui 3 mesi. E nel 2006 pubblica il libro La fine è il mio inizio . Scritto da Folco e dal produttore Ulrich Limmer, girato (Cinemascope: Judith Kaufman) nella stessa casa di Terzani a Orsigna (PT). Senza flashback, consiste nel dialogo tra Ganz e Germano e, in piccola misura, con Angela, ai quali si aggiungono verso la fine la sorella di Folco, Saskia, con il piccolo Novi. Cinema di parola, dunque, film d’attori, sulla base di uno script rischioso e, in un certo senso, senza precedenti. Quella di Ganz è una interpretazione fuori dal comune. L’ha doppiato Luca Biagini, ma rimane intatto il modo con cui recita, con tutto il corpo, quello “che sta per lasciare”. Non gli sta dietro, nel suo difficile ascolto attivo, ma anche negli scontri umorali col padre, il duttile Germano, il migliore attore italiano della sua generazione. È il 1° film del bavarese Baier distribuito in Italia (Fandango). Si è messo al servizio della sceneggiatura e degli attori.

Un film di Andrei Tarkovskij. Con Anatoli Solonitsyn, Nikolaj Grinko, Aleksander Kajdanovski, Alisa Frejndlikh, Natasha Abramova. Fantascienza, durata 161′ min. – URSS, Russia, Germania 1979. MYMONETRO Stalker * * * * - valutazione media: 4,28 su 29 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Al centro di una incolta regione industriale c’è una misteriosa Zona, di accesso proibito dalle autorità, dove molti anni prima precipitò un meteorite – o un’astronave? – sprigionandovi una potenza magica capace di esaudire i desideri di chi riesce ad arrivarvi. Guidati da uno “stalker” (“to stalk” = inseguire furtivamente), uno scrittore e uno scienziato penetrano nella zona, ma giunti alla meta rinunciano a entrare nella Stanza dei Desideri. Liberamente ispirato al racconto lungo Picnic sul ciglio della strada (1971) dei fratelli Arkadij N. e Boris N. Strugackij, scrittori di fantascienza che l’hanno sceneggiato, il 5° film di Tarkovskij, e l’ultimo che girò nell’URSS, è, nella sua enigmatica compattezza, un’opera affascinante. Non è difficile riconoscere nello “stalker” e nei suoi congiunti le figure dei “poveri di spirito” dostoevskiani, degli umili evangelici che hanno bisogno della fede per mantenere accesa una scintilla di speranza e che si contrappongono agli intellettuali perché ormai, abbandonato ogni illusorio tentativo di intervento nella Storia, dei politici Tarkovskij più non si cura. Sotto il segno dell’acqua, non sembra sibillino il tema della contrapposizione tra la rigidità-forza e la flessibilità-debolezza che corrisponde alla vita. Come accade con i poeti – e Tarkovskij fa un cinema di poesia – la filosofia di Stalker passa attraverso l’emozione delle sue immagini.

Regia di Jessica Hausner. Un film Da vedere 2009 con Sylvie TestudLéa SeydouxBruno TodeschiniElina LöwensohnIrma WagnerCast completo Genere Drammatico, – AustriaFranciaGermania2009durata 99 minuti. Uscita cinema giovedì 11 febbraio 2010 distribuito da Cinecittà Luce. – MYmonetro 3,60 su 16 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È il 1° film narrativo che affronta interamente e frontalmente il santuario dei Pirenei dove da più di 150 anni si “mette in scena la commedia umana dell’estrema speranza… e si documenta, si racconta l’incapacità umana di non credere ai miracoli” (G. Imperatore). Da molti anni costretta su una sedia a rotelle, Christine va a Lourdes con altre disabili e un gruppo di infermiere dell’Ordine di Malta. Un mattino si sveglia, apparentemente guarita, attirando l’attenzione del capogruppo, l’ammirazione e l’invidia di tanti altri. Al suo 3° lungometraggio, la regista viennese si pone nell’atteggiamento critico ma oggettivo di chi non vuole suggerire risposte, ma semplicemente osservare, descrivere, constatare, documentare. E fare domande. La sua messinscena è di un rigore asciutto e, se ci si passa l’ossimoro, di un’ammirevole freddezza emotiva, qua e là permeata di una sottile ironia che può sembrare feroce. Lo ammette la stessa Hausner che ne parla come di “un racconto crudele: una fantasticheria o un incubo”. Basta leggerlo come una riflessione sul corpo femminile, imprigionato dalla divisa (cameriera, infermiera, paralitica). In fondo, è anche un discorso sulla felicità, sulle illusioni, gli strazi e le false speranze che provoca il suo desiderio.

La città perduta: Amazon.it: vari, vari, vari: Film e TV

Regia di Jean-Pierre JeunetMarc Caro. Un film con Dominique PinonRon PerlmanDaniel EmilforkJudith VittetJean-Claude DreyfusCast completo Titolo originale: La cité des enfants perdus. Genere Fantastico – FranciaSpagnaGermania1995durata 112 minuti. – MYmonetro 3,02 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

In un porto in rovina i Ciclopi, banda di criminali ciechi, rapiscono bambini per consegnarli ai Krank che ne risucchiano il cervello per ricavarne i sogni di cui per il precoce invecchiamento sono ormai incapaci. In cambio ne ottengono occhi artificiali. Tra i rapiti c’è il piccolo Denrée, fratellino adottivo del buon gigante One che, aiutato dalla vivace Miette di nove anni, lo ritrova e sconfigge i Krank. Ancor più bizzarro del precedente Delicatessen , è una favola gotica ricca di rimandi letterari e pittorici, imperniata su tipici temi della letteratura per l’infanzia. Contributi audiovisivi di prim’ordine: fotografia: Darius Khondji, musiche: Angelo Badalamenti, costumi: Jean-Paul Gaultier. Effetti speciali di insolita raffinatezza e invenzioni di sofisticata ingegnosità: le pulci assassine, i cloni che ballano la rumba, le perfide sorelle siamesi. Scritto da J.-P. Jeunet e Max Caro, che ne ha curato anche la direzione artistica, con Gilles Adrien. In concorso a Cannes, divise la critica. Inosservato in Italia.

Il fidanzato, l'attrice e il ruffiano (1968) - Drammatico

Un film di Danièle HuilletJean-Marie Straub. Con Hanna SchygullaPeer RabenRainer Werner FassbinderRudolf WaldemarIrm Hermann. continua» Titolo originale Der Bräutigam, die Komödiantin und der ZuhälterDrammaticodurata 22 min. – Germania Ovest 1968.

Cortometraggio d’autore che si snida fra cinema e teatro. Diviso in tre sequenze, collegate insieme grazie ai tre personaggi del titolo che incrociano le loro vite sia sulla scena che nella realtà. Il primo segmento è una ripresa notturna, effettuata da un’auto in movimento lungo un viale tedesco dove le prostitute lavorano; il secondo segmento riguarda un dramma inscenato da un gruppo di attori e la scena finale è quella del matrimonio dei due sposi James e Lilith.
Rielaborazione della piéce “Krankheit der Jügend” (1922) di Ferdinand Bruckner e di tre poesie di Juan de la Cruz, incastrate sapientemente l’una con l’altra, questa pellicola è firmata da quella che è considerata la “coppia terribile” del cinema europeo sperimentale: Straub e Huillet, che tentano una nuova strada espressiva miscelando vari codici e canali linguistici. Particolarmente apprezzabile il contrasto fra i luoghi: la strada aperta e illusoriamente infinita e il claustrofobico e limitato teatro. Il tutto in 22 minuti che, solo ed esclusivamente per gli addetti a lavori, possono risultare interessanti. Nel cast figura anche un giovane Rainer Werner Fassbinder, che diverrà poi uno dei pilastri del cinema tedesco. Non è decisamente un film per tutti, ma perlomeno se ne apprezza la singolarità.

Pop-Corn Day: V per Vendetta – Leggere Distopico

Un film di James McTeigue. Con Hugo Weaving, Natalie Portman, Stephen Fry, Stephen Rea, John Hurt. Titolo originale V for Vendetta. Fantascienza, durata 120 min. – USA, Germania 2005. uscita venerdì 17 marzo 2006. MYMONETRO V per vendetta * * * - - valutazione media: 3,34 su 238 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

“Remember, remember, the 5th of November”… È questo il monito di apertura di V for vendetta, ispirato all’ omonimo fumetto di Alan Moore e David Lloyd.
Diretto da James McTeigue, assistente alla regia di Lucas e dei fratelli Wachowski, il film si svolge in un’immaginaria Gran Bretagna del futuro, governata da un regime totalitario, a cui un misterioso uomo mascherato, mister V, dichiara guerra. Un anarchico radicale, desideroso di riportare libertà e giustizia, in un paese in cui vigono ormai autoritarismo e intolleranza verso chiunque non aderisca al sistema. In nome della libertà, V riuscirà a convincere la giovane e bella Evey – cui salva la vita ad inizio del racconto – a combattere al suo fianco. Scritto e prodotto dai registi di Matrix, V for vendetta è un cocktail “esplosivo” che unisce effetti speciali ad un ritmo incalzante non privo di efficacia.
Come può accadere per i film tratti da opere letterarie, resta il dubbio che il testo di partenza sia stato interpretato più o meno correttamente. Lasciamo agli esperti di fumetto l’ardua sentenza.

Regia di Jasmila Zbanic. Un film Da vedere 2010 con Zrinka CvitesicLeon LucevErmin BravoMirjana KaranovicMarija KohnCast completo Titolo originale: Na putu. Genere Drammatico, – Bosnia-HerzegovinaAustriaGermaniaCroazia2010durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 27 gennaio 2012 distribuito da Fandango. – MYmonetro 3,25 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Da due anni innamorati e amanti, Luna e Amar vivono a Sarajevo, capitale della Bosnia-Erzegovina. Uscita da una famiglia laica di ex comunisti, Luna è una donna istintiva, energica e appassionata che, dopo diversi vani tentativi, si rassegna a una fecondazione assistita. Il croato Amar, ex soldato alcolista, perde il lavoro per un grave errore, ma è assunto come docente d’informatica in una comune sul lago di Jablanica, fondata da una setta di musulmani ortodossi salafiti. Quando Luna gli fa visita, lo trova profondamente cambiato: ha smesso di bere, ha risolto i problemi psichici di ex combattente, ma è diventato un fanatico dogmatico. Coprodotto, scritto e diretto dalla 81 bani&3 , è il suo 2° film dopo Il segreto di Esma (Orso d’oro 2006). Pur toccando molti temi etici e religiosi, politici e storici, ha il merito di incanalarli nei personaggi. Il cast degli interpreti è formato da bosniaci, croati, serbi e sloveni. Quasi tutti, compreso l’ottimo Lu&9 ev/Amar, lavorano anche in teatro e in TV, ma è la bella Cviteši&3 /Luna che dà al film l’anima e la luce. Na putu (in inglese On the Path ) vuol dire in bosniaco “essere in cammino verso una meta”, ma indica anche una donna incinta: il figlio è in cammino verso la nascita. Distribuito da Domenico Procacci (Fandango). Dovrebbe circolare nelle scuole medie superiori per far capire la natura e la complessità dell’Islam. Girato in digitale.

Regia di Janos Szasz. Un film Da vedere 2013 con László GyémántAndrás GyémántPiroska MolnárUlrich ThomsenUlrich MatthesCast completo Titolo originale: Le Grand Cahier. Genere Drammatico, – GermaniaUngheriaAustraliaFrancia2013durata 113 minuti. Uscita cinema giovedì 27 agosto 2015 distribuito da Academy Two. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,86 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Estate 1944, nell’Ungheria alleata della Germania. Partito il padre per il fronte, due bambini gemelli vengono affidati dalla madre alla nonna, una contadina inacidita e crudele. Per sopravvivere, si addestrano a resistere al dolore e alla fame. Ci riusciranno, a costo di camminare sui cadaveri dei loro genitori. Tratto dal 1° romanzo omonimo della Trilogia della città di K. (1987) di Ágota Kristóf, il 4° film dell’ungherese Szász, suggestivamente fotografato da Christian Berger, è una versione storico-realistica di Hänsel e Gretel con un rovesciamento finale di ruoli tra buoni e cattivi. È la storia eterna dell’iniziazione dei bambini a un mondo adulto fatto di sopraffazione e violenza. I grandi orrori delle operazioni belliche e dei campi di sterminio non sono meno presenti perché fuori campo, a evidenziare che la guerra è fatta anche di piccoli orrori perpetrati dai civili. Vincitore del Karlovy Vary International Film Festival del 2013.