Category: Francia


Regia di Leos Carax. Un film con Denis LavantMireille PerrierCarroll Brooks. Genere Drammatico – Francia1983durata 98 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Piantato dalla ragazza che gli ha preferito il suo migliore amico, il ventenne Alex, aspirante regista, incontra la bella Mireille, altrettanto disillusa e sconfortata nei confronti del mondo a causa della rottura con il fidanzato. Più incline a vivere di notte che di giorno, Alex assapora la quieta disperazione della propria giovinezza, spostandosi in una Parigi di anonime caffetterie, singolari feste per anniversari di morte e cieli stellati
Di esplosivo impatto all’epoca della sua uscita, è l’esordio dietro alla macchina da presa del poco più che ventenne Léos Carax, immediatamente entrato nel pantheon degli autori per una cifra particolarissima in equilibrio tra vecchio e nuovo, romanticismo perdente e avanguardia americana, realismo poetico e un segno grafico imparentato con l’estetica del fumetto. Misterioso, folgorante, ma anche noioso e esasperante, Boy Meets Girl va preso per quella capacità, davvero fuori dal normale, di raccontare il baratro sopra al quale prende forma la giovinezza di ognuno: l’amore per il cinema (il muto soprattutto), per la poesia o per una città, Parigi, che sembra ugualmente fatta di celluloide si imprimono in ogni immagine di questo film certamente intellettualistico, ma sempre autentico. 
Sincero fino all’autolesionismo, d’ora in poi, Carax traccia la propria autobiografia immaginaria attraverso il personaggio di Alex, ricreando un insieme di azioni e attimi di vita che assumono realtà solo perché abbozzati su un telefono pubblico, trascritte su un muro, impresse su una pellicola; dietro ad un quadro, nella camera del protagonista, c’è una carta disegnata di Parigi in cui ogni evento vissuto è connesso ad un luogo della città, come a voler ribadire una compresenza assoluta tra immagine e dato biografico, dimensione spaziale e personale. Non è un caso che il regista si servirà ancora del coetaneo Denis Lavant, chiamandolo ancora Alex, quasi volesse costruire un personaggio-specchio, un alter ego in cui potersi riconoscere sull’esempio dell’Antoine Doinel di Truffaut, sebbene il suo vero nume sia Godard, al quale rimandano l’uso del bianco e nero, la narrazione frammentata, il girare a vuoto, ancora un certo anarchismo di fondo.
Concentrato sull’amore al tempo della giovinezza, Boy Meets Girl è un film di grande atmosfera, di scorci e squarci, di momenti straordinari mischiati ad altri eccessivamente pretenziosi in cui risultano comunque chiarissime le qualità che Carax confermerà nei successivi lungometraggi, a partire dal folgorante Rosso sangue. Fotografia eccellente di Jean-Yves Escoffier.

Regia di Leonardo Di Costanzo. Un film Da vedere 2017 con Raffaella GiordanoValentina Vannino, Martina Abbate, Anna PatiernoMarcello Fonte, Gianni Vastarella, Flavio Rizzo, Maddalena StornaiuoloCast completo Genere Drammatico, – ItaliaSvizzeraFrancia2017durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 28 settembre 2017 distribuito da Cinema. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,89 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Napoli ai giorni nostri. Giovanna è una donna che lavora nel sociale e che si deve confrontare quotidianamente con le problematiche sociali della città. Il centro che dirige offre un luogo protetto in cui crescere e giocare dopo le ore di attività scolastica a bambini che potrebbero finire precocemente a far parte della manovalanza camorristica. Un giorno Maria, madre di due bambini, chiede e trova rifugio, con il consenso di Giovanna, in un monolocale che appartiene al centro. La quale però non sa che si tratta della giovane moglie di un boss della camorra ricercato per un efferato omicidio.

Regia di Léa Mysius. Un film Da vedere 2017 con Laure CalamyNoée AbitaJuan Cano. Titolo originale: Ava. Genere Drammatico – Francia2017durata 105 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Ava, 13 anni, trascorre le vacanze sulla costa atlantica della Francia con la madre quando apprende che presto perderà la vista. La madre decide di far finta di niente per trascorrere le più belle vacanze della loro vita. Ava affronta il problema a modo suo. Ruba un cane nero che appartiene a un piccolo gitano in fuga per prepararsi alla cecità, godendosi gli ultimi giorni in cui può ancora contemplare il viso di Juan.

Regia di Laurent Cantet. Un film Da vedere 2014 con Isabel SantosJorge PerugorríaFernando HechevarriaNéstor JiménezPedro Julio Díaz Ferran. Titolo originale: Retour à Ithaque. Genere Drammatico, – Francia2014, Uscita cinema giovedì 30 ottobre 2014 distribuito da Lucky Red. – MYmonetro 2,93 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Su una terrazza dell’Havana si ritrovano Aldo, Tania, Eddy e Rafa, 4 intellettuali, amici dei tempi d’oro, per il ritorno di Amedeo, il quinto della vecchia guardia, che vive in Spagna da 16 anni. Cresciuti nella Cuba castrista, hanno creduto nella rivoluzione, hanno lavorato e contribuito alla costruzione di un paese nuovo, diverso. Ora parlano, ricordano, litigano. Il passato torna prepotente e svela vecchi segreti che possono cambiare il futuro. Per chi conosce Cuba, la situazione passata e quella attuale, è uno struggente affresco, onesto, affettuoso, impietoso, che parla degli ideali e della fine delle illusioni, della paura, dello stato psicologico di chi ha vissuto una vita dove il minimo è sempre stato garantito, ma tutto è sempre stato proibito, in un paese puro e corrotto insieme, come pochi. Per chi ne sa poco di Cuba, qualcosa può imparare. In substrato è anche un film che parla della vecchiaia in arrivo e della sconfitta, ma anche della possibilità di un futuro, qualunque esso sia. Comunque. Scritto a 4 mani dal regista con lo scrittore cubano Leonardo Padura Fuentes.

Regia di Laura Betti. Un film con Paolo VolponiFrancesca ArchibugiBernardo Bertolucci, Andrea De Sica, Mimmo CaloprestiMario CiprianiCast completo Genere Documentario – ItaliaFrancia2001durata 90 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Carrellata di belle immagini di repertorio rovinate da interventi grafici e nuove riprese video non particolarmente riuscite. L. Betti illustra in maniera fedele i temi di P.P. Pasolini: il conflitto tra lo sviluppo e il progresso, l’omologazione culturale, lo spirito preistorico delle borgate, il cinema come lingua della realtà. Ma non basta averlo conosciuto e amato per aggiungere qualcosa di nuovo.

Regia di Laurent Cantet. Un film Da vedere 2008 con François BégaudeauNassim AmrabtLaura BaquelaCherif Bounaïdja RachediJuliette DemailleCast completo Titolo originale: Entre les murs. Genere Drammatico, – Francia2008durata 128 minuti. Uscita cinema venerdì 10 ottobre 2008 distribuito da Mikado Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,46 su 16 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È il film – il 4° di Cantet – che vinse la Palma d’oro a Cannes 2008, giuria unanime. Nel 2006 il libro Entre le murs di Bégaudeau – qui protagonista e cosceneggiatore – aveva vinto il premio France Culture/Télérama. In settembre Cantet gli chiese di trasporlo in un film da girare nel 2007. Decisero di farlo nel collegio Françoise Dolto, sito nel 20° Arrondissement alla periferia di Parigi, vicino alla scuola dove per 4 anni aveva insegnato. Racconta i difficili rapporti tra un prof. di francese e una classe 4ª (l’ultima) mista e plurietnica (francesi, nordafricani, europei dell’Est, cinesi), chiamati a parlare “la stessa lingua” con le sue insidie (in francese il computer si chiama “ordinateur”). Come nel libro il titolo – Tra i muri , quello della Mikado italiana è debole e ambiguo – indica che nel sistema scolastico francese la scuola è uno spazio di segregazione, non di integrazione: le differenze linguistiche e culturali diventano diseguaglianze, si aggravano invece di essere superate. In Francia discusso, attaccato da sinistra e da destra. Straordinario esempio di docufiction sociologica, girato da Cantet con un largo margine di improvvisazione, è un film onesto e autentico, sincero e coinvolgente. Pone molte domande senza pretendere di dare risposte anche nel doloroso finale in cui la finzione prevale sul documentario.

Regia di Laurent Cantet. Un film Da vedere 2001 con Aurélien RecoingKarin ViardSerge LivrozetJean-Pierre MangeotMonique MangeotCast completo Titolo originale: L’Emploi du temps. Genere Drammatico – Francia2001durata 133 minuti. – MYmonetro 3,50 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Vincent non osa dire alla famiglia (moglie, tre figli) e agli amici di aver perso il suo ben retribuito lavoro di consulente finanziario e finge di aver trovato un nuovo e più prestigioso impiego all’ONU di Ginevra, mentendo per mesi a tempo pieno. Dopo il pluripremiato Risorse umane , L. Cantet fa un passo avanti e a lato con un dramma psicologico sui temi dell’identità = lavoro, del “fare come se”, dell’orario di lavoro che diventa “impiego del tempo” in forma patologica. La conclusione è ambigua: lieta o agghiacciante? Scritto con Robin Campillo, ha due grandi meriti: si trasforma lentamente (forse anche troppo) in un thriller angoscioso che fa temere uno scioglimento cruento; fa di Vincent (un ottimo A. Recoing) un caso di ordinaria follia in maschera, ma anche un uomo vulnerabile degno di pietà.

Che cos'è Le cinque variazioni. Enciclopedia

Regia di Lars von TrierJørgen Leth. Un film con Lars von TrierJørgen LethAlexandra VandernootDaniel Hernandez RodriguezPatrick BauchauCast completo Titolo originale: De fem benspænd. Genere Documentario – DanimarcaFranciaSvizzeraBelgio2003durata 90 minuti. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Nel 2000 Lars chiede al suo vecchio amico Jørgen di girare 5 rifacimenti di Det perfekte menneske ( L’uomo perfetto , 1967), un corto sperimentale di 12 minuti, assegnandogli ogni volta compiti precisi e regole da seguire. Nell’ordine gli impone di girare a Cuba e Bombay, di filmarlo con la tecnica dell’animazione, di ambientarlo in un hotel di Bruxelles e di rinunciare a ogni regola. Per 3 anni J. Leth incontra L. von Trier 5 volte, sottoponendosi alle critiche del suo collega che gli somministra premi o punizioni in un tipico rapporto sadomasochistico. O terapeutico? In questo caso “non è chiaro chi dei due sia davvero il paziente e chi l’analista, chi la cavia e chi lo sperimentatore.” (A. Morsiani). Alla fine, nonostante tutto, i due rimangono amici. O era tutta una finzione, un giuoco? Film unico, nato da un progetto inedito, che può irritare o affascinare per le stesse ragioni. Difficile una via di mezzo: prendere o lasciare.

Regia di Lars von Trier. Un film con Willem DafoeCharlotte Gainsbourg. Titolo originale: Antichrist. Genere Horror, – DanimarcaGermaniaFranciaItaliaSveziaPolonia2009durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 22 maggio 2009 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 – MYmonetro 2,48 su 22 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Poiché von Trier ha tra i suoi modelli Bergman, oltre a Tarkovskij cui dedica il film, diciamo che questo suo Scene da un matrimonio è discutibile sin dal titolo. Diviso in 6 capitoli: “Prologo”, “La paura”, “La pena”, “La disperazione”, “I 3 mendicanti”, “Epilogo”. L’ha ideato, scritto e diretto come terapia per uscire da una grave depressione. 2 personaggi in scena (anzi nel bosco) più 1. Lei è fuori di testa dopo aver visto, durante un coito, il suo piccolo Nic cadere dalla finestra della loro casa in città. Per curarla il marito psichiatra la porta in una capanna in mezzo a una foresta. Oltre a quella del sesso, esistono altre 2 pornografie, fondate sulla violenza e sull’imbecillità. Qui sono caoticamente fuse tutte e 3. Che cosa si proponeva l’autore con questo eurofilm dell’horror genitale, osceno e ossessivo, iperbolico e monocorde: scandalizzare il pubblico borghese? Spacciare il proprio forsennato formalismo per un discorso etico, simbolico, allegorico? Ostentare la propria misoginia? Sadicamente sottoporre a una performance estrema i 2 attori che, d’altronde, gareggiano in ardimento mimico-recitativo? Musica: G.F. Händel. Distribuzione: Lucky Red.

The Smell of Us: Amazon.it: Ionesco, Lukas, Rouxel, Diane, Cholbi, Theo,  Clark, Larry, Ionesco, Lukas, Rouxel, Diane: Film e TV

Regia di Larry Clark. Un film con Dominique Frot, Christophe Beudet, Jean-Christophe Quenon, Valérie Maës, Philippe Rigot, Valentin Charles, Terin Maxime, Adrien Binh Doan, Ben Yaiche Ryan, Hugo Behar-Thinières, Diane RouxelCast completo Genere Drammatico – Francia2014, Valutazione: 1,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Gruppo di skater in un esterno: a Parigi le vite di Mat, Pacman, Marie e soci sono segnate dal bisogno di soldi e da ciò che si è disposti a fare per averli. Molti di loro scelgono la strada della prostituzione, perdendosi in una spirale nichilista e autolesionista.

Regia di Gaspar Noé. Un film con Monica BellucciVincent CasselAlbert DupontelPhilippe Nahon. Titolo originale: Irrévérsible. Genere Drammatico, – Francia2002durata 95 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 – MYmonetro 1,97 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Fin dai titoli di testa con le lettere rovesciate e dalla sublime banalità autoreferenziale del laido prologo (“il tempo distrugge tutto!”), il 2° lungometraggio dell’argentino Noé è una bischerrima scemenza con l’aggravante delle ambizioni d’autore, già evidenti nella scrittura drammaturgica che comincia dalla fine e risale all’indietro. In parallelo anche la scrittura cambia. Prima mezz’ora all’insegna di un dinamismo forsennato della cinepresa e di un montaggio altrettanto frenetico con un vendicativo assassinio a colpi di estintore. Dopo la sensazionalistica sequenza in un sottopassaggio dello stupro anale della Bellucci, poi massacrata di botte dal lurido bruto (12 minuti con cinepresa immobile e rasoterra), il racconto si disciplina nell’ambito di un convenzionale cinema della chiacchiera per chiudersi, nell’alveo di un lirismo da spot pubblicitario, con la protagonista sorridente su un prato fiorito che galleggia sulle note (Allegretto) della Settima di Beethoven. Nonostante la svergognata stamburata scandalistica dei mass media, chi se la cava meglio è proprio la Bellucci.

Regia di Kôji Fukada. Un film Da vedere 2016 con Tadanobu AsanoKanji FurutachiMariko Tsutsui. Titolo originale: Fuchi ni tatsu. Genere Drammatico – GiapponeFrancia2016durata 118 minuti. Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Toshio assume Yasaka, appena uscito dal carcere, nella sua piccola officina. Convivendo con Toshio e la sua famiglia, Yasaka si fa strada a poco a poco nelle simpatie della piccola Hotaru e la aiuta a imparare a suonare l’harmonium. Dopo qualche tempo Toshio comincia a sospettare che ci sia una complicità tra sua moglie Akie e Yasaka, mentre quest’ultimo impercettibilmente rivela di serbare del rancore nei confronti di Toshio, legato a misteriosi eventi del passato. L’instabile equilibrio è destinato ben presto a crollare.

Regia di Kiyoshi Kurosawa. Un film con Tahar RahimConstance RousseauOlivier GourmetMathieu AmalricMalik Zidi. Titolo originale: Daguerrotype. Genere Horror – FranciaBelgioGiappone2016durata 131 minuti.

Dopo la scomparsa dell’amata moglie, il celebre fotografo Stéphane ha cercato di colmare il vuoto realizzando dagherrotipi a grandezza naturale che sembrano quasi avere il dono di trattenere parte del soggetto. Quando l’acerbo Jean ne diventa l’assistente, si trova coinvolto nelle ossessioni di Stéphane e si innamora, ricambiato, di sua figlia Marie, la principale modella delle fotografie. Per vivere il loro amore, però, i due ragazzi dovranno evadere da quel mondo di immagini dalla sorprendente forza vitale.

Regia di Ken Loach. Un film con Mark WomackAndrea LoweJohn Bishop (II)Geoff BellJack FortuneTalib RasoolCast completo Titolo originale: Route Irish. Genere Drammatico, – Gran BretagnaFranciaItaliaBelgioSpagna2010durata 109 minuti. Uscita cinema mercoledì 20 aprile 2011 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,00 su 12 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Liverpool, 2007. Sulla strada del titolo originale muore il contractor (mercenario) Frankie, ex militare di carriera, scatenando il dolore, l’ira e i sensi di colpa di Fergus, da sempre suo amico, che l’aveva convinto ad accettare l’ingaggio di 10 000 sterline al mese e andare in Iraq. Benché scritto dall’ex avvocato Paul Laverty, suo assiduo collaboratore, il 21° film di Loach risulta contraddittorio, un po’ confuso, persino onirico, come se ci fosse troppa carne al fuoco: la denuncia antimilitaristica e il lavoro sporco dei mercenari ai quali una legge (valida dal 2003 al 2009) garantiva la totale impunità, il percorso psicologico di Fergus, deciso a scoprire la verità sulla morte dell’amico; la dimensione del film di vendetta; l’aspetto documentaristico che sfocia nel thriller d’azione, compresa la sequenza della tortura, definita nel gergo burocratico “tecnica avanzata di interrogatorio”. Date le premesse, la redenzione è impossibile e l’autopunizione inevitabile.

Regia di Ken Loach. Un film Da vedere 2014 con Barry WardSimone KirbyJim NortonAndrew ScottFrancis MageeMikel MurfiCast completo Titolo originale: Jimmy’s Hall. Genere Drammatico, – Gran BretagnaIrlandaFrancia2014durata 109 minuti. Uscita cinema giovedì 18 dicembre 2014 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,07 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Irlanda 1932, sullo sfondo della Grande Depressione, va al governo il partito repubblicano di sinistra (Fianna Fáil). Jimmy Gralton, piccolo proprietario di idee socialiste fuggito a New York perché nel mirino della destra durante la guerra civile del 1922, può tornare a casa. I nuovi giovani, per i quali è un eroe, gli chiedono di riaprire il capannone-balera dove organizzava feste da ballo, ma che era anche una sorta di scuola popolare con corsi di letteratura, pittura, pugilato, danze popolari. Jimmy riapre la sua hall , che diventa anche una “camera del lavoro” dei contadini affittuari, sfrattati dai grandi proprietari. È preso di nuovo di mira dai notabili di destra e soprattutto dal potente parroco che, pur stimandolo, lo considera, a ragione, un pericolo mortale per la Chiesa cattolica. 25° film di Loach, ricavato, almeno parzialmente, da una ricerca documentaria su un personaggio reale, è forse il più riuscito frutto della ventennale collaborazione alla sceneggiatura con Paul Laverty: 1) perché sublima l’ideologia nell’ideale, innalza l’impegno politico a impegno esistenziale, amplia la lotta di classe a lotta di cultura, di modo di vivere, di umanità, coniugando il pane e le rose, il politico e il privato; 2) perché, in forme classiche, rende come non mai la bellezza dell’Irlanda, quella naturale – nelle mille sfumature del suo vitale, prorompente, profondo verde (fotografia di Robbie Ryan) – e quella storico-sociale, attraverso le architetture, gli arredi, le vesti, gli ornamenti della sua civiltà contadina del primo ‘900 (scene di Fergus Clegg, costumi di Eimer Ni Mhaoldomhnaigh). La distinzione tra migliori e peggiori emerge netta, ma senza manicheismi: la figura del parroco tiene onorevolmente testa a quella di Jimmy, quasi come nelle vere tragedie, in cui si scontrano due verità equivalenti. Storicamente, fornisce un’immagine icastica della pervasività del controllo sociale esercitato dalla Chiesa cattolica. Distribuisce BiM. Presentato a Cannes 2014.

Regia di Ken Loach. Un film Da vedere 2016 con Dave JohnsHayley SquiresDylan McKiernanBriana ShannKate RunnerCast completo Titolo originale: I, Daniel Blake. Genere Drammatico, – Gran BretagnaFrancia2016durata 100 minuti. Uscita cinema venerdì 21 ottobre 2016 distribuito da Cinema. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,89 su 8 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Daniel Blake, vedovo, 59 anni, falegname, infartuato, ha bisogno di un sussidio statale perché i medici gli vietano di tornare a lavorare. Daisy, madre di 2 bambini, si trasferisce nella sconosciuta Newcastle e ha bisogno di un lavoro. Si conoscono in un centro di impiego. Inascoltati dalla burocrazia, schiacciati da moduli online e sfiniti dalle inutili code, fanno amicizia. Un film schietto e crudo che spezza il cuore e racchiude la quintessenza di Loach: l’affermazione della dignità dell’individuo, come il titolo stesso evidenzia; la lotta per i diritti, per il lavoro, per la casa e per il cibo. E anche il tema della necessità di fare squadra perché si vince insieme, la solitudine crea disagio. Semplice e politico, esemplare nel raccontare con pacifica ribellione un tema urgente, è una critica tragicomica e spietata contro una burocrazia aziendalista, contro i tagli al welfare e contro il liberismo incontrollato. Ammirevoli prestazioni degli attori protagonisti. Palma d’Oro a Cannes.


Regia di Ken Loach. Un film Da vedere 2009 con Eric CantonaSteve EvetsJohn HenshawStephanie BishopLucy-Jo HudsonCast completo Titolo originale: Looking for Eric. Genere Commedia, – Gran BretagnaItaliaFranciaBelgio2009durata 116 minuti. Uscita cinema venerdì 4 dicembre 2009 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,51 su 21 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

20° film per il cinema di Loach, è il meno realistico ma il più divertente e fantasioso. Il merito è anche di Paul Laverty che gli ha scritto in 10 anni più di 8 film e un episodio di Tickets dove si sfiora l’ambiente del calcio. In concorso a Cannes 2009, fu poco capito da molti critici, italiani e non, inclini a ritenere, specialmente ai festival, il comico inferiore al drammatico. Non è un film su Cantona, anomalo ex giocatore francese del Manchester United, famoso in campo e fuori, di cui pure si mostrano diversi strepitosi goal. È solo un fantasma che dà lezioni di etica e di comportamento al protagonista, 50enne impiegato postale che ha sbagliato quasi tutto nella vita (come innamorato, marito, padre) ma non nell’amicizia, sul lavoro. Sono i suoi colleghi che, in una sequenza di strabiliante buffoneria, lo liberano dai ricatti di un gangster psicopatico e trascinano il racconto a una clamorosa lieta fine. Distribuisce BIM, ammirevole abbonata ai film di Loach.

Regia di Ken Loach. Un film Da vedere 2006 con Cillian MurphyPádraic DelaneyLiam CunninghamOrla FitzgeraldMary O’RiordanCast completo Titolo originale: The Wind That Shakes the Barley. Genere Drammatico, – FranciaIrlandaGran Bretagna2006durata 124 minuti. Uscita cinema venerdì 10 novembre 2006 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,18 su 21 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ottimo film di controinformazione storica con radici nel passato remoto: dal XIII sec. l’Irlanda fu la prima colonia inglese. Fallita l’insurrezione armata nel 1916, nel 1920 reparti mal armati dell’IRA (Irish Republican Army) appoggiati dal partito di Sinn Fein, cominciano azioni di guerriglia contro le truppe britanniche e i Black and Tans (polizia ausiliaria) che reagiscono con una feroce repressione sui civili. Il 6-12-1921, grazie a Michael Collins, si firma un trattato che concede l’indipendenza e una sovranità limitata per 26 delle 32 contee dell’isola. Scritto da Paul Laverty, da 10 anni collaboratore di Loach, il racconto affronta la spaccatura tra riformisti e rivoluzionari (nel film: utopisti e realisti) che si condensa nel conflitto letale tra i fratelli Damien e Teddy O’Donovan. Evidenti sono le qualità che gli valsero la Palma d’oro a Cannes. Come in ogni opera valida del passato, ha palesi agganci col presente. Coniuga l’energia del cinema d’azione con l’approfondimento psicologico dei personaggi. Tutti bravi gli attori con Murphy/Damien primus inter pares . Restituisce l’aria del tempo (costumi di Eimer Ni Mhaoldomhnaigh) e riassume con efficacia l’intricato retroterra sociopolitico. Sposa l’emozione con la lucidità, il pessimismo con la volontà di lotta. Infine ha una qualità rara, una dimensione drammatica: nella 2ª parte diventa una tragedia moderna in cui la storia sostituisce il fato. Tra i due fratelli chi è Abele e chi Caino? Entrambi sono l’uno e l’altro. Loach e Laverty lasciano libero lo spettatore di scegliere e di schierarsi, se ci riesce. Titolo preso dal poeta irlandese Robert Dwyer Joyce.

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Un film di Alain Robbe-Grillet. Con Jean-Louis Trintignant, Marie-France Pisier, Nadine Verdier, Alain Robbe-Grillet Titolo originale Trans-Europ-Express. Drammatico, durata 90′ min. – Francia 1966. MYMONETRO Trans-Europ-Express – A pelle nuda * * * - - valutazione media: 3,08 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un regista, sua moglie e un amico produttore viaggiano in treno da Parigi ad Anversa. Il regista detta alla moglie il canovaccio di un film sul contrabbando di droga. Per eroe sceglie la prima persona che vede in stazione (Trintignant). È la storia di un giovane che, entrato in una banda di trafficanti, riceve come primo incarico una valigia da portare ad Anversa. Quel che succede è solo un pretesto per un esercizio su tre livelli: è un racconto poliziesco; è un poliziesco esposto con esplicita ironia (la materia “fumettistica” con i più convenzionali luoghi comuni viene rappresentata come tale); infine è il ritratto di un sadico sessuale e delle sue ossessioni (e anche l’erotomania è assunta come un stereotipo). Scrittore che è stato, a modo suo, originale, Robbe-Grillet regista è opaco e salottiero: il suo film è inerte, un esercizio intellettualistico.

Il mistero dell'acqua

Regia di Kathryn Bigelow. Un film Da vedere 2001 con Sean PennCatherine McCormackJosh LucasElizabeth HurleySarah PolleyCiarán HindsCast completo Titolo originale: The Weight of Water. Genere Thriller – FranciaUSA2001durata 110 minuti. – MYmonetro 3,47 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Col marito Thomas Janes (Penn), poeta alcolista in crisi coniugale e creativa, la fotografa Jean (McCormack) va sull’isola di Smuttynose, di fronte alle coste di New Hampshire e Maine, a fare un servizio sul misterioso caso di un duplice omicidio avvenuto nel 1873 e sanzionato con la condanna a morte di un uomo forse innocente. A portarli su una barca a vela è Rich (Lucas), fratello di Thomas, accompagnato dalla fidanzata Adaline (Hurley). Accentuate dalla forzata convivenza in barca, le tensioni tra le due coppie si alternano con la rievocazione in montaggio parallelo dell’antica vicenda. Da un romanzo di Anita Shreve, sceneggiato da Alice Arlen e Christopher Kyle, il 6° lungometraggio della californiana Bigelow è coerente col suo cinema, imperniato sul confronto etico, ma anche epico, tra mondi separati e giustapposti. Le due storie sono narrate e commentate dalla voce off di due personaggi femminili (Jean, Maren). È un film materico, pesante, in regola col titolo originale, ma anche fantasmatico, non senza risvolti onirici, dominato dalla presenza incombente degli elementi naturali. Film imperfetto, ma anche affascinante per chi sa apprezzarne l’insistenza sui dettagli, i gesti ambigui, gli slittamenti di sensibilità, i tempi sospesi. Fotografia di Adrien Biddle.