Category: Francia


Risultati immagini per Baci rubati

Regia di François Truffaut. Un film Da vedere 1968 con Jean-Pierre LéaudDelphine SeyrigClaude JadeMichael LonsdaleHarry-MaxAndré FalconCast completo Titolo originale: Baisers volés. Genere Commedia – Francia1968durata 92 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,76 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Congedato dall’esercito, il ventenne Antoine Doinel cerca di ricostruire il rapporto con la vecchia fidanzata, Christine, senza riuscirci. Dopo una breve esperienza come portiere d’albergo, trova lavoro come investigatore privato, attività per cui non è assolutamente portato. Tuttavia, tra un pedinamento e l’altro, tra un’indagine e l’altra, riuscirà a dare un senso alla sua ricerca di stabilità interiore, ritrovando l’amore della vecchia fiamma e una più matura consapevolezza di sé.
Diretto nei giorni della contestazione studentesca del ’68, nei giorni della destituzione di Henry Langlois, direttore della Cinémathèque Française a cui il film è dedicato, Baci rubati lascia in secondo piano il contesto politico per concentrarsi sulle avventure di un giovane imbranato in cerca di un lavoro, di un amore, di una strada da percorrere nella vita.
Alla sua terza apparizione dopo I quattrocento colpi e l’episodio Antoine e Colette diretto nel film a episodi L’amore a vent’anni, Truffaut riprende il personaggio di Antoine Doinel interpretato dal suo attore feticcio Jean-Pierre Leaud, per raccontarci una storia intrisa di malinconica dolcezza, in cui il protagonista, alla disperata ricerca di un posto nel mondo, affronta un percorso di crescita e di maturazione interiore.
Un percorso di crescita che si configura come progressiva consapevolezza di sé, determinata da ogni azione che Antoine compie: dal lavoro che sceglie, investigatore privato, metafora di una ricerca non dei fatti altrui ma della sua interiorità, fino al rapporto con le donne e con l’amore: dalla prostituta che lo rifiuta, alla fidanzata restia a lasciarsi andare, fino a Fabienne Tabard, donna dell’alta borghesia, essere celestiale, avventura di una notte, elemento cardine nel percorso di ricerca di Antoine. Dall’amore a caro prezzo con la prostituta all’amore che non a prezzo con Fabienne, Antoine approderà finalmente in un porto sicuro, il dolce abbraccio di Christine, forse transitorio, forse assoluto e definitivo.
E alla fine del tenero peregrinare di Antoine Doinel rimane nella mente dello spettatore il quesito intorno a cui ruota tutto il film, accompagnato dalle parole di Charles Trenet: “Que reste-t’il de nos amours?”.

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Regia di Alejandro Amenábar. Un film con Eduardo Noriega (II)Penélope CruzChete LeraFele MartínezNajwa NimriCast completo Titolo originale: Abre los ojos. Genere Thriller – SpagnaFranciaItalia1997durata 117 minuti. – MYmonetro 3,18 su 23 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Cesàr è un giovane di successo che cambia continuamente amanti: una sera, a una festa, conosce e si innamora follemente di Sofia, ma il destino ha in serbo per lui un tragico scherzo: tornando a casa si imbatte infatti in una sua ex delusa, Nuria, che esce volontariamente di strada con la sua macchina, trovando la morte, e lasciando Cesàr sfigurato per sempre. In ospedale, il protagonista comincia però ad avere strane visioni e la sua vita cambia radicalmente quando Nuria torna a farsi viva, asserendo di essere Sofia.
Clamoroso successo di pubblico in patria, film amatissimo da Tom Cruise che girerà il remake meno riuscito Vanilla Sky (durante la cui lavorazione inizierà la liason con la Cruz che porterà alla dissoluzione del suo decennale matrimonio con Nicole Kidman), Apri gli Occhi è l’affascinante e complessa opera seconda del talentuoso Amenabar: difficile da seguire e comprendere, per il continuo alternarsi di piani narrativi differenti e passaggi tra finzione e realtà, il film rappresenta un’affascinante incursione nel mondo del subconscio, dell’amore, della sfera emozionale che ognuno di noi possiede e che spesso fatica a emergere, affossata com’è dalla banalità del quotidiano: qui un evento tutto sommato comune, ma al contempo straordinario, come una storia d’amore si trasforma in efficace volano per riflettere sulle mille maschere che indossiamo ogni giorno e sui dubbi e le incertezze che attanagliano la nostra società. Impeccabile il cast, Noriega e Cruz in testa, e grande fotografia di Hans Burmann: tra forma e filosofia, vince il sentimento.

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Un film di Abel Gance. Con Severin-Mars, Ivy Close, Gabriel De Gravone Titolo originale La roue. Drammatico, durata 260′ min. – Francia 1923. MYMONETRO La rosa sulle rotaie * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sisif, che lavora nelle ferrovie, in un incidente ferroviario, raccoglie la piccola Norma, che ha perso i suoi genitori e la fa crescere con il suo vero figlio Elie. Quando lei diventa grande, Sisif se ne innamora, ma un ingegnere la porta via per sposarla. Continua a leggere

Locandina Appuntamento a BellevilleUn film di Sylvain Chomet. Titolo originale Les Triplettes de Belleville. Animazione, Ratings: Kids+13, durata 78 min. – Francia 2003. MYMONETRO Appuntamento a Belleville * * * 1/2 - valutazione media:3,67 su 21 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

o orfano che ricorda i genitori scomparsi attraverso una fotografia che li ritrae in bicicletta, e da quella foto nasce l’unica cosa che gli dia gioia: pedalare. Quando Madame Souza, nonna e tutrice del bambino, scopre questa passione, gli regala un triciclo e diviene sua infaticabile allenatrice. Passano gli anni e Champion è pronto per entrare nella leggenda: correre – e magari vincere – il Tour de France. Madame Souza e il fedele cane Bruno gli danno il ritmo della scalata più difficile dal tettuccio del furgoncino del Pronto Soccorso, ma qualcosa va storto. Champion cede alla stanchezza e, assieme ad altri due partecipanti crollati, viene rapito da due loschi figuri e portato oltreoceano, nella megalopoli chiamata Belleville. Madame Souza e Bruno non si danno per vinti e si mettono sulle sue tracce: randagi e perduti nell’enorme città straniera, i due si imbattono in un trio di vecchiette piuttosto bizzarre che danno loro ospitalità. Le tre assurde megere sono delle vecchie glorie della rivista, il trio canterino “Le triplettes de Belleville”: Madame Souza riscopre il suo talento per la musica e si unisce a loro nelle serate musicali che tengono in giro per i ristoranti di Belleville, ed è proprio in una di queste serate che Bruno ritrova le tracce di Champion… Continua a leggere

Locandina Il grande Nord

Un film di Nicolas Vanier. Con Norman WintherMay LooAlex Van BibberKen BoltonChristopher Lewis Titolo originale Le dernier trappeurDocumentariodurata 94 min. – Francia2004uscita venerdì 28 aprile 2006. MYMONETRO Il grande Nord. Valutazione media: 3,16 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Il regista Nicolas Vanier è un artista avventuriero che sembra uscito dalle pagine di Jack London, ha scritto diversi libri e ha girato altrettanti documentari prima di incontrare Norman Winther, l’ultimo cacciatore del grande Nord, e di trasformare la sua vita in un film. Norman Winther nella finzione cinematografica è dunque se stesso, un cacciatore di pellicce che vive sulle Montagne Rocciose insieme alla sua compagna Nebaska, un’indiana Nahanni, e alla sua muta di sette cani. Al centro del film c’è l’uomo e il suo rapporto con la natura, quella indomita e selvaggia, con cui il cacciatore si confronta dominando o soccombendo, e quella addomesticata e familiare in cui si rifugia. Da una parte le foreste frequentate da grizzly, lupi e linci, i laghi ghiacciati, i precipizi rocciosi e le basse temperature, dall’altra una casa costruita con gli alberi e i cani che in queste regioni sono davvero qualcosa di più di amici fedeli, addestrati a battere le piste dei cacciatori con cui condividono rischi e successi. Norman vive in simbiosi coi suoi sette cani stabilendo il suo posto “al lato della muta e non al di sopra”. Apache è la splendida femmina husky che guida la muta, diva dai fieri occhi blu, per sua natura impellicciata, che non mancherà di conquistare il cuore di Norman e naturalmente del co-capitano, Voulk. 
Questo inno alla natura, sospeso tra documentario e fiction, riflette sul posto che l’uomo occupa nell’ambiente e sull’importanza della sua attività di predatore che, al contrario di quanto si pensi, contribuisce al ripopolamento e alla riorganizzazione delle foreste. Norman non intende riferirsi alle grandi società forestali o alle stragi indiscriminate di animali, la sua filosofia è quella della natura: “l’uomo è l’animale messo in cima alla scala evolutiva, quello cui spettava controllare il sistema intervenendo in modo intelligente e ragionato”.

Poster DogvilleUn film di Lars von Trier. Con Nicole Kidman, Stellan Skarsgård, Siobhan Fallon, Chloë Sevigny, Patricia Clarkson. Drammatico, durata 165 min. – Danimarca, Francia, Svezia, Norvegia 2003.MYMONETRO Dogville * * * 1/2 - valutazione media: 3,86 su 74 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sfuggita all’inseguimento di due killer, la bella Grace arriva nella sperduta cittadina di Dogville. Grazie all’aiuto di Tom, portavoce della comunità, Grace riesce ad ottenere protezione a patto che sia disposta a lavorare per la comunità. Ma quando si viene a sapere che la donna è una grossa ricercata, gli abitanti di Dogville avanzano nei confronti di Grace sempre maggiori pretese. Ma Grace nasconde un segreto che farà pentire tutta Dogville di aver mostrato i denti contro di lei… Lars Von Trier ha ripulito il proprio cinema da quel sospetto di manierismo autoreferenziale che lo rendeva inviso a molti. Il Dogma e’ alle spalle. Resta solo un ‘Dog’ nel titolo del film ma il regista danese, con l’avvio di questa trilogia rompe col passato confermando paradossalmente la continuita’. Niente piu’ camera a mano o sfocature estemporanee ma un’assenza quasi totale di scenografia in favore della parola e dei gesti. L’influenza di Brecht e’ dichiarata ma non si tratta di un omaggio retro. Siamo invece di fronte a una storia narrata per capitoli in cui si concretizza il bisogno di una moarle che non rinvii la punizione e che, soprattutto, non risolva tutto con un perdono generalizzato. Le colpe vanno punite. Le protagoniste ‘cuordoro’ della trilogia precedente trovano in Grace un personaggio femminile pronto a subire fino in fondo ma che alla fine sapra’ come non soccombere. Von Trier ha forse superato una volta per tutte il piacere sottile di cercarsi dei detrattori con la dimostrazione della capacita’ di valorizzare un cinema purificato dall’esibizione stilistica e capace di mettersi al servizio degli attori. Prima fra tutti una straordinaria Nicole Kidman ma senza dimenticare l’apporto di attori del calibro di Ben Gazzara o James Caan. Lauren Bacall non fa il cameo role ma e’ li’ a ricordarci che il cinema ‘classico’ non puo’ morire. Non pero’ conservarlo in una cineteca della memoria. Bisogna sapersi rimettere in gioco. Sempre. Lei lo fa da maestra. Continua a leggere

Un film di Jean Becker. Con Jacques Villeret, Josiane Balasko, André Dussollier, Sébastien Japrisot, Suzanne Flon. Titolo originale Un crime au paradis. Commedia, durata 90 min. – Francia2001. MYMONETRO Omicidio in paradiso * * 1/2 - - valutazione media: 2,88 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Jojo Braconnier è un piccolo allevatore di bestiame vessato da una moglie tirannica e vendicativa. La vita del poveretto è terribile: la moglie, che lo chiama “palle mosce”, arriva sino al punto di forargli col trapano i secchi con cui raccoglie il latte munto dalle capre per farne formaggini. Un giorno scopre in televisione un celebre avvocato che vanta l’ampio numero di assoluzioni ottenute per clienti imputati di omicidio e gli viene l’idea di andarlo a trovare. Da cosa nasce cosa…Tratto da una commedia misogina del caustico autore teatrale Sacha Guitry, il film vede all’opera un caratterista davvero esemplare come Jacques Villeret e un attore brillante come André Dussolier. Il divertimento non manca. Continua a leggere

Locandina italiana Un amore di gioventùUn film di Mia Hansen-Løve. Con Lola Creton, Sebastian Urzendowsky, Magne Håvard Brekke, Valérie Bonneton, Serge Renko. Titolo originale Un amour de jeunesse. Drammatico, durata 111 min. – Francia, Germania 2011. – Teodora Film uscita venerdì 22 giugno 2012. MYMONETRO Un amore di gioventù * * * - - valutazione media: 3,05 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Camille ha quindici anni e un amore grande. Sullivan ne ha diciannove ed è l’oggetto di quell’amore immaturo e totale. Innamorato perdutamente di Camille, il ragazzo è comunque deciso a partire per il Sudamerica in cerca di se stesso e lontano dall’abbraccio soffocante di lei, che non concede margini, respiro, alternativa. La partenza di Sullivan sconvolge la vita di Camille, che tenta il suicidio e poi prova a vivere la sua vita tra le braccia di un maturo architetto norvegese di cui diventa assistente e compagna. Diversi anni dopo, lungo le strade di Parigi, ritroverà Sullivan e con lui un sentimento mai sopito. Ossessionata da quell’amore, Camille si tufferà di nuovo nel suo amplesso e nelle sue promesse disattese.
Attrice ieri per Assayas (che poi la sposa), regista oggi, Mia Hansen-Løve gira il suo terzo film e alla maniera di Truffaut ricrea e reinventa sul set momenti e situazioni vissute nella vita. Come il ‘primo amore’, quello che non si scorda mai, quello esagerato, quello né con te, né senza di te, quello idealizzato che produce l’imprinting soprattutto se consumato in condizioni di ‘affetto’. Quello che Camille nutre per Sullivan e che non la fa respirare. Pedinando due adolescenti in amore, la giovanissima regista francese, classe 1981 e un passato tra le pagine dei Cahiers, racconta la quotidianità di un sentimento ossessivo, di una tempesta emozionale che prende la vita e la rivolta come un guanto.
Aderendo con grazia alla tradizione cinematografica francese, la Hansen-Løve esibisce un’idea di cinema che si nutre dei casi della vita, delle pagine dei libri letti e dei film visti (quelli di Rohmer, quelli di Bresson), restituendo all’amore l’immediatezza dei corpi. Libera dalle gabbie narrative imposte molto (e troppo) spesso dalle produzioni, l’autrice si prende tutto il tempo e i silenzi del mondo mettendo a punto una relazione dove a dire è il linguaggio fisico e materico del corpo e degli sguardi. Eppure qualcosa non va. Dentro un film che pratica con indubbio stile i topoi dell’amore in guerra e prende luce dalla freschezza e dal talento imbronciato di Lola Créton, non c’è nessuna sensibilità da incendiare, nessuna immagine da visualizzare. Il bello stile diventa maniera e la regista manca l’appuntamento con quell’età della vita che presenta in sé una natura drammatica.
Il tempo dell’adolescenza di Camille non diventa simbolo di una ‘condizione umana’ generale, di una dimensione che è insieme anagrafica ed esistenziale. Incapace di autodeterminarsi e di affrancarsi da un primo amore fallimentare, l’irritante e cocciuta protagonista della Créton governa il film fino a esasperarlo, fino a non riuscire a parlare d’altro, fino a non dire niente altro. Mai inserita in un quadro più ampio di osservazione del paesaggio umano che la circonda, delle figure che incontra e delle loro relazioni, Camille insegue testarda un ‘cappello’ e una deriva abilitata a promuovere esclusivamente la sconfitta e la negazione della maturità. Continua a leggere

Un film di Denis Héroux. Con Ely Galleani, Mathieu Carrière, Christine Boisson, Carole Laure. Titolo originale Née pour l’enfer. Drammatico, durata 92 min. – Italia, Francia, Germania, Canada 1976. MYMONETRO …E la notte si tinse di sangue * * - - - valutazione media: 2,00 su 1 recensione.

Un americano reduce dal Vietnam, complessato e pieno di tare psicofisiche, viene sbarcato a Belfast. Per racimolare qualche soldo, decide di derubare certe infermiere che alloggiano in una pensioncina, ma viene colto da raptus e, anziché depredare le fanciulle, le sevizia e le uccide. Una gli sfugge: fornirà un elemento utile alla sua cattura. Continua a leggere

Un film di Cristophe Barratier. Con Jean Texier, Clément Godefroy, Théophile Baquet, Louis Dussol, Harold Werner. Titolo originale La guerre des boutons. Avventura, durata 100 min. – Francia 2011.

Arriva al Festival il remake del celebre film per ragazzi diretto da Yves Robert nel 1961, che fu un incredibile successo in tutto il mondo. Il film, ispirato al romanzo di Louis Pergaud e in questa nuova versione ambientato durante la seconda guerra mondiale, racconta la storia di due bande di ragazzini in “guerra” tra loro, descrivendo l’importanza che ha nella loro vita l’amicizia. Mentre il pianeta è scosso dalla Seconda Guerra Mondiale, un’altra guerra viene combattuta in un remoto angolo della campagna francese. I bambini dei villaggi di Longeverne e Velran si sono sempre odiati gli uni con gli altri. Ma a un certo punto, la battaglia prende una nuova svolta. Posta in palio: i bottoni dei vestiti, strappati ai bambini catturati, costretti a tornare a casa umiliati. L’arrivo di Violette, di origini ebraiche, fa venire il batticuore ai ragazzi, ma solleva sospetti. Continua a leggere

Risultati immagini per La Guerra dei Bottoni - 1961Un film di Yves Robert. Con Michel Galabru, Paul Granchet, Claude Confortes, Jacques Dufilho, Antoine Lartigue Titolo originale La guerre des boutons. Avventura, Ratings: Kids, b/n durata 95 min. – Francia 1961. MYMONETRO La guerra dei bottoni * * * * - valutazione media: 4,03 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Bella storia di due gruppi di ragazzi che si fanno guerra. Agli sconfitti verranno tolti i bottoni, di modo che perderanno i calzoni. Continua a leggere

Locandina italiana Nemico Pubblico N. 1 - L'ora della fugaUn film di Jean-François Richet. Con Vincent Cassel, Ludivine Sagnier, Mathieu Amalric, Gérard Lanvin, Samuel Le Bihan. Titolo originale L’Ennemi public n°1. Azione, durata 130 min. – Francia, Canada 2009. – Eagle Pictures uscita venerdì 17 aprile 2009. MYMONETRO Nemico Pubblico N. 1 – L’ora della fuga * * * 1/2 - valutazione media: 3,79 su 17 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Seconda parte della biografia di Jacques Mesrine, il gangster più ricercato della storia di Francia. Dopo la vertiginosa ascesa nel crimine e nella violenza, Mesrine torna a Parigi e diventato ormai leggenda, intraprende una guerra mediatica e reale con la polizia. Evade due volte di prigione, gioca al gatto e il topo con il commissario Broussard al punto da brindare con lo champagne durante uno storico arresto.
Cosciente fino al ridicolo del suo potere esercitato sui media e sulla società, il secondo Mesrine è un personaggio ai limiti del grottesco, eccessivo, a volte fuori dalle righe. Il mito creato sembra sfuggirgli dalle mani, fino a prendere il sopravvento sull’individuo. La leggenda di Jacques “Jacko” Mesrine termina, o inizia, col suo assassinio da parte della polizia a Porte de Clignancourt il 2 novembre 1979. Diverso dal primo episodio, Nemico pubblico n.1 seconda parte, è più forte, e sembra affrontare la vicenda da un altro punto di vista. Senza soffermarsi sulla trama (condensata) e con la totale messa in ombra degli altri personaggi da parte di Vincent Cassel, il film di Richet è una corsa rocambolesca tra rapine, inseguimenti e sparatorie.
Ludivine Sagnier e Mathieu Amalric supportano il ruolo di Cassel senza mai invadere la scena. Con diversi richiami a Scarface di De Palma, Nemico pubblico è il racconto di un criminale che ha imboccato una strada in picchiata e senza uscita. Velatamente autoironico, a una domanda sulla vecchiaia, Mesrine risponde che non vivrà abbastanza per vederla. Richet mette allora in scena un uomo intrappolato nella caricatura del suo stesso personaggio, in parte compiaciuto, in parte colpevolmente cieco di fronte alla piega degli eventi.
In una produzione più sottile del primo episodio ma meno meditata, il regista vincitore di un César, fa dello spettacolo la sua carta vincente. E non a caso, per la storia di un personaggio in cui è difficile distinguere la realtà dal mito.
Nervoso e tragico, Nemico Pubblico lascia lo spettatore con il fiato sospeso fino a una sequenza finale da antologia. Continua a leggere

Locandina italiana Nemico pubblico n. 1 - L'istinto di morteUn film di Jean-François Richet. Con Vincent Cassel, Cécile De France, Gérard Depardieu, Gilles Lellouche, Roy Dupuis. Titolo originale L’ennemi public n°1. Azione, durata 113 min. – Francia, Canada, Italia 2008. – Eagle Pictures uscita venerdì 13 marzo 2009. – VM 14 – MYMONETRO Nemico pubblico n. 1 – L’istinto di morte * * * - - valutazione media: 3,43 su 34 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nemico pubblico n.1 inizia con l’uccisione, esecuzione, nel traffico parigino di Jacques Mesrine. Attorno alla sua figura, quella di un gangster mediatico, narcisista e violento, Richet costruisce un dittico concepito come due film autonomi, basato sull’autobiografia scritta in carcere dallo stesso Mesrine (che si legge mérin).
Tornato dalla guerra d’Algeria Mesrine rifiuta il lavoro proposto dal padre e inizia un’ascesa senza precedenti nella malavita locale, tra rapine e sparatorie. Malgrado le suppliche della moglie spagnola che gli darà tre figli, diventa, tra gli anni ’60 e ’70, il gangster più ricercato di Francia. Costretto all’esilio in Canada, sarà arrestato e fuggirà in modo rocambolesco da una delle prigioni più dure dello stato.
Il primo episodio, dalla messa in scena secca e nervosa, ha il pregio di rifarsi ai classici film d’azione degli anni ’70 all’americana, con una costruzione dei personaggi credibile e una struttura narrativa avvincente. Un Vincent Cassel con parecchi chili in più si cala nel ruolo in maniera camaleontica: più che adeguato, Cassel pare l’attore necessario alla parte di Mesrine. Gérard Depardieu e Cècile de France supportano un film completamente incentrato su una persona. Nemico pubblico n.1 – L’istinto di morte è infatti un ritratto, più che un poliziesco, che cerca nelle azioni e nei comportamenti di Mesrine una risposta alla violenza, una denuncia alla società, o il punto esatto in cui il suo percorso è divenuto una strada senza uscita. Ma sembrano più tanti piccoli cambiamenti a portare gradualmente la vita di Mesrine verso il baratro.
Nemico pubblico è riuscito appunto perché non riesce a darci alcuna risposta. Senza mitizzarlo né demonizzarlo, Richet non nasconde una profonda fascinazione per il personaggio. E in un’adeguazione del punto di vista, il film, come lo spettatore, cerca di capire qualcosa di una persona che ha suscitato fiumi d’inchiostro oltre che di sangue. Mesrine però fugge sempre, dalle prigioni come dallo schermo. Continua a leggere

Locandina italiana Foxfire - Ragazze cattiveUn film di Laurent Cantet. Con Raven Adamson, Katie Coseni, Madeleine Bisson, Claire Mazerolle, Rachael Nyhuus. Titolo originale Foxfire. Drammatico, durata 143 min. – Francia 2012. – Teodora Film uscita giovedì 29 agosto 2013. MYMONETRO Foxfire – Ragazze cattive * * 1/2 - - valutazione media: 2,94 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In una piccola città dello Stato di New York, un gruppo di adolescenti ingaggia una lotta quotidiana contro i soprusi sopportati nel pubblico e nel privato. A guidarlo è Legs, una giovane donna in conflitto col padre, pavido, gigolo e alcolizzato. Carismatica e ostinata nell’America di Eisenhower, intollerante con le donne, i neri e i comunisti, Legs fonda un movimento femminile rivoluzionario e segreto per accendere le coscienze e umiliare chi le umilia. Nominatesi Foxfire, le ragazze di Legs giurano di morire l’una per l’altra e di non tradire mai le regole redatte da Maddy, memoria storica del gruppo di cui trascrive le gesta a macchina. Molto presto però la battaglia per l’emancipazione e per i diritti delle donne degenera, trasformandosi nel suo contrario. Riunite sotto lo stesso tetto e costrette a confrontarsi frontalmente con la vita e i suoi affanni, le ragazze di Legs infileranno una discutibile scorciatoia, ‘armate’ ormai soltanto di livore e di un delirante desiderio di vendetta.
Non si spegne l’interesse di Laurent Cantet per l’adolescenza e per la rappresentazione dei suoi intensi e caotici momenti di passaggio. Così dopo La classe, documentario di finzione sulle dinamiche di gruppo dentro le mura della scuola e all’interno di un gruppo eterogeneo, realizza un dramma sociale che parla inglese e trasloca il disagio dall’altra parte dell’oceano. Adattamento del romanzo di Joyce Carol Oates (“Ragazze cattive”), Foxfire frequenta la stessa età dentro un tempo lontano, l’America degli anni Cinquanta, e dentro un diverso contesto sociale, a cui un gruppo indisciplinato di fanciulle deve far fronte, vivendolo e codificandolo. Se a condurre e a contenere gli studenti del XX arrondissement di Parigi ci pensava il professor Bégaudeau, non ci sono argini e nemmeno limiti all’esuberanza di Legs e delle sue compagne, arruolate contro il maschilismo imperante e i vizi dei valori tradizionali. Continua a leggere

Locandina italiana Un sapore di ruggine e ossa

Regia di Jacques Audiard. Un film Da vedere 2012 con Marion CotillardMatthias SchoenaertsArmand VerdureCéline SalletteCorinne MasieroCast completo Titolo originale: De rouille et d’os. Genere Drammatico – BelgioFrancia2012,durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 4ottobre 2012 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,12 su 66 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel nord della Francia, Ali si ritrova improvvisamente sulle spalle Sam, il figlio di cinque anni che conosce appena. Senza un tetto né un soldo, i due trovano accoglienza a sud, ad Antibes, in casa della sorella di Alì. Tutto sembra andare subito meglio. Il giovane padre trova un lavoro come buttafuori in una discoteca e, una sera, conosce Stephane, bella e sicura, animatrice di uno spettacolo di orche marine. Una tragedia, però, rovescia presto la loro condizione. 

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Un film di Marco Ferreri. Con Irene Papas, Philippe Léotard, Paolo Bonacelli, Massimo Foschi Storico, Ratings: Kids+16, durata 80 min. – Italia, Francia 1989. MYMONETRO Il banchetto di Platone * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Alcuni tra i maggiori autori e filosofi dell’antica Grecia – da Socrate ad Aristofane, da Febo a Pausania – disquisiscono sul dio Amore. Il film è ispirato al Simposio di Platone. Un film misconosciuto di Marco Ferreri, prodotto da France 3. Continua a leggere

Risultati immagini per Il Mistero della Camera gialla mymovies

Regia di Bruno Podalydès. Un film con Denis PodalydèsJean-Noël BroutéClaude RichScali DelpeyratSabine Azéma.Cast completo Titolo originale: Le mystère de la chambre jaune. Genere Commedia – BelgioFrancia2003durata 118 minuti.

Basato sul romanzo di Gaston Leroux, “Le mystére de la chambre jaune”, il film racconta l’indagine che il giovane reporter Joseph Rouletabill, spalleggiato dal suo amico e fotografo Sainclair, conduce nel tentativo di scoprire chi abbia cercato d’assassinare Matilde, figlia del famoso professor Stangerson. Giunto al castello di Glandier, Joseph deve risolvere alcuni complessi quesiti, tra cui quello più intrigato: come ha fatto l’omicida ad uscire dalla camera gialla, dove era stato bloccato?

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Locandina Ro.Go.Pa.G.

Un film di Jean-Luc GodardRoberto RosselliniUgo GregorettiPier Paolo Pasolini. Con Ugo TognazziRosanna SchiaffinoLaura BettiJean-Marc BoryLisa Gastoni. continua» Film a episodib/n durata 110 min. – Italia, Francia 1963MYMONETRO Ro.Go.Pa.G

In quattro racconti, quattro registi di scuole e di esperienze diverse, riflettono sui condizionamenti dell’uomo nella società contemporanea e sull’angoscia di oggi e di domani.
“Il mondo nuovo”, l’episodio firmato da Godard (per l’interpretazione di Jean-Marc Bory e Alexandra Stewart, e con musiche di Beethoven) prospetta un mondo scampato alle radiazioni di un’atomica nel quale gli uomini, svuotati di ogni qualità, esprimono in un linguaggio allusivo la loro disperazione esistenziale. L’olocausto immaginato dal regista francese non reca tracce visibili sulla pelle dell’uomo, ma ne rivela il vuoto interiore e l’impossibilità del sentimento: la società immaginata da Godard è, in definitiva, il ritratto esasperato di quella moderna e la città nella quale si svolge la breve vicenda è Parigi, assunta (come sarà anche in Alphaville) a simbolo di metropoli del futuro. L’episodio è girato in puro stile “nouvelle vague”, con voce fuori campo e inquadrature dal taglio documentaristico. Il titolo con il quale la pellicola è più conosciuta è composto dalle prime sillabe dei cognomi dei registi. Gli altri episodi sono: “Illibatezza” (di Rossellini), “Il pollo ruspante” (di Gregoretti), “La ricotta” (di Pasolini).

Locandina L'albero, il sindaco e la mediatecaUn film di Eric Rohmer. Con Pascal Greggory, Arielle Dombasle, Fabrice Luchini Titolo originale L’Arbre, le maire et la médiathèque. Commedia, Ratings: Kids+16, durata 105 min. – Francia 1993. MYMONETRO L’albero, il sindaco e la mediateca * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Girato in 16 millimetri, di fattura semplice ma frizzante e divertente. Ci troviamo nel villaggio di Saint-Jure dove il sindaco socialista spera di farsi eleggere ancora una volta. Vuole costruire un complesso multimediale che comporterebbe l’abbattimento di un albero secolare. Il maestro del paesino è contrario e coinvolge anche la figlioletta, che umilia il sindaco. I piani falliranno anche grazie a un articolo che doveva essere pro sindaco, mentre sostiene le idee del maestro. Fabrice Luchini è il più bravo tra gli attori. Continua a leggere

Risultati immagini per L'EnfantUn film di Luc Dardenne, Jean-Pierre Dardenne. Con Jérémie Renier, Olivier Gourmet, Déborah François, Jérémie Segard, Fabrizio Rongione Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 95 min. – Francia, Belgio 2005. uscita venerdì 9 dicembre 2005. MYMONETRO L’enfant * * * - - valutazione media: 3,40 su 17 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Bruno, vent’anni, e Sonia, diciotto. Dalla loro relazione nasce un bambino, Jimmy, che Bruno riconosce. Ma Bruno vive di furti che compie con la collaborazione di un ragazzino. Bruno crede di amare Sonia ma è privo di sentimenti paterni. Approfittando di un’ora in cui Jimmy è affidato a lui, va a venderlo.
Questa storia è nata, affermano i Dardenne, un giorno durante le riprese de Il figlio: “Al mattino, al pomeriggio, la sera, abbiamo visto passare e ripassare una ragazza che spingeva una carrozzina con un neonato dentro. Non sembrava avere una meta. Si limitava a camminare spingendo la carrozzina. Abbiamo spesso ripensato a questa ragazza, alla carrozzina, al suo bambino addormentato e a colui che non c’era: il padre del bambino. L’assente che sarebbe diventato importante nella nostra storia. Una storia d’amore che è anche la storia di un padre”.
I Dardenne tornano, con il loro stile inconfondibile (questa volta più frenato nell’uso della camera a mano) a raccontare degli “ultimi” della società con un occhio di riguardo per i più giovani. Qui gli “enfant” del titolo sono molti: dal neonato, al ragazzino che ruba con Bruno a Bruno stesso. Ognuno con la propria inadeguatezza al mondo e, Bruno in particolare, con un’amoralità che sfocia nella scena finale in una sorta di catarsi che lascia, come sempre nel cinema dei due fratelli belgi, un margine alla speranza. È un cinema morale e necessario, il loro, che non lascia spazio alla retorica o alla facile commozione ma pone degli interrogativi ai quali non è possibile sfuggire. Continua a leggere