Category: Cina


Locandina italiana Il velo dipinto

Un film di John Curran. Con Naomi Watts, Edward Norton, Liev Schreiber, Diana Rigg, Toby Jones.Titolo originale The Painted Veil. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 125 min. – USA, Cina2006. – Eagle Pictures uscita venerdì 23 febbraio 2007. MYMONETRO Il velo dipinto * * * - - valutazione media: 3,12 su 61 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Kitty, una giovane donna della borghesia inglese in età da marito, sposa Walter Fane, un medico specializzato in batteriologia che nutre per lei un sentimento profondo. Dopo il matrimonio, contratto per compiacere la madre, Kitty si trasferisce con Walter a Shangai, dove, annoiata, cede alle lusinghe di sir Charles Townsend, vice console maritato e padre di due figli. L’adulterio viene presto scoperto da Walter che, ferito, decide di rivalersi conducendo la moglie al villaggio di Mei-tan-fu colpito da un’epidemia colerica. L’isolamento forzato e le condizioni di morte e miseria in cui versa la gente del villaggio, costringono Kitty a un esame di coscienza che getta sul marito una luce nuova. Commossa dall’amorevole dedizione con cui Walter giorno e notte assiste i malati, Kitty decide di appoggiare la sua missione e di rendersi utile in ospedale. In quel luogo sperduto impareranno ad amarsi e a perdonarsi.
I romanzi di Maugham, scrittore britannico morto nel 1965, sono stati per anni la magnifica ossessione di Edward Norton. La sua scelta è poi ricaduta su “Il velo dipinto”, già trasposto sullo schermo nel 1934 da Richard Boleslawski e interpretato, nello splendore del bianco e nero, da Greta Garbo. Il risultato è un film delicato che restituisce allo spettatore l’esperienza di una lettura diretta del libro, a cui rimane fedele, almeno nelle atmosfere e nei dialoghi. A cambiare, fino a stravolgere il senso della storia, è l’epilogo, per il quale lo sceneggiatore Ron Nyswaner sceglie la più facile soluzione della riconciliazione spirituale e fisica della coppia. Se il punto di osservazione, assunto dal romanziere e dallo sceneggiatore, è lo stesso (quello di Kitty), la differenza sta nel modo di intendere il suo personaggio, che nel film viene indagato non tanto per le sue caratteristiche psicologiche e sociali, ma in base alla funzione che svolge nello sviluppo del racconto.
La Kitty letteraria, calata perfettamente nella Cina inglese degli anni ’20, è portatrice inquieta di una drammatica disparità, è un “accessorio” di famiglia da emancipare attraverso il matrimonio. I suoi viaggi, quello geografico e quello interiore, la condurranno principalmente alla scoperta di sé. La rivelazione del suo essere, niente affatto consolatoria, non fa che riconfermarle la sua vocazione all’egoismo e all’individualismo. La Kitty di John Curran, certamente più moderna e meno greve del suo doppio letterario, risolve a letto i veleni coniugali e certi vizi morali. Il regista canadese conferma Naomi Watts e torna a “giocare coi grandi” all’adulterio come conseguenza del tedio esistenziale e della caducità della passione coniugale. Su una cosa regista e scrittore sono d’accordo: l’infedeltà non comporta necessariamente la rovina. Basta s-velarsi e trovare la strada del perdono.

Regia di Liang Zhao. Un film Da vedere 2015 Titolo originale: Bei xi mo shou. Genere Documentario – CinaFrancia2015durata 95 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Nel mezzo del cammin della sua vita un uomo nudo giace ripiegato su se stesso in posizione fetale nella Cina di oggi, al confine fra due mondi: un paradiso agreste che fa già parte di un passato irreversibile e un inferno minerario creato seguendo l’istinto distruttivo della mitologica bestia Behemoth. La terra è profanata da ruspe che scavano come artigli e viene trasportata lontano dai “giocattoli del mostro”, non prima di essere stata scandagliata da mani febbrili alla ricerca di qualcosa di prezioso che non dà gioia a chi lo trova. I minatori che popolano questo girone dantesco sono sproporzionatamente piccoli rispetto a ciò che producono, e facilmente rimpiazzabili, nel caso venissero spazzati via dalle esplosioni che sventrano le montagne, o fatalmente intossicati dal fumo e dal debris che esala dalle pareti violate, o arrostiti dalla lava che scorre dalle viscere stuprate come sangue incandescente. È una Divina Tragedia la cui guida non è un compositore di endecasillabi ma un uomo comune con uno specchio appoggiato sulle spalle che riflette il disastro a ritroso, e cerca segni di vita nel deserto.

Regia di Danny Boyle. Un film con Himesh PatelLily JamesEd SheeranKate McKinnonJoel FryJames CordenCast completo Titolo originale: Yesterday. Genere CommediaFantasy, – Gran BretagnaRussiaCina2019durata 116 minuti. Uscita cinema giovedì 26 settembre 2019 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,82 su 28 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Jack Malik è un musicista di scarso successo. In lui crede solo Ellie, manager, amica e forse qualcosa in più, benché inespresso. Finché una sera, dopo che ha deciso di smettere con la musica e cercare un lavoro più regolare, Jack ha un incidente e perde coscienza durante un blackout planetario. Quando si sveglia, scopre che il mondo è stato privato delle canzoni dei Beatles e che lui è rimasto il solo a ricordarle.

Regia di Zhang Yimou. Un film con Christian BalePaul SchneiderNi NiXinyi ZhangTong Da WeiAtsuro WatabeCast completo Titolo originale: The Flowers of War. Genere Storico, – Cina2011durata 146 minuti. distribuito da Movies Inspired. – MYmonetro 2,67 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

1937, seconda guerra sino-giapponese, assedio di Nanchino. Un becchino chiamato a seppellire il prete di una chiesa cattolica, scopre una volta arrivato a destinazione che il cadavere non c’è più. In cerca del denaro che avrebbe ricevuto e stimolato dal pericolo della guerra ne assume il ruolo. Nella chiesa, oltre alle 13enni studentesse del collegio irrompono anche altrettante prostitute in cerca di un nascondiglio. Nessuno è intenzionato ad aiutare l’altro ma tutti dovranno darsi una mano.


Regia di Johnny Ma. Un film con Gang ChenNai AnWang Hong WeiZhang ZebinLuo Xue’er. Titolo originale: Lao Shi. Genere Drammatico – CinaCanada2016durata 80 minuti. Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Per colpa di un cliente ubriaco, il tassista Lao Shi investe un motociclista. Il malcapitato sembra in condizioni gravi, quindi l’autista, anziché aspettare la polizia, lo porta in ospedale; nel frattempo il cliente è fuggito. Il motociclista vivrà, ma le costose cure per tenerlo in vita sono addebitate a Lao Shi, che prova a rintracciare il cliente senza alcun successo.
Dopo Travis Bickle, ancora una volta è un tassista a superare il limite di sopportazione e affrontare la società di petto. Lo spunto di partenza è fornito da un tema di stretta attualità e di sconcertante gravità. In Cina si sono infatti verificati diversi casi di incidenti automobilistici in cui il responsabile ha infierito sulla vittima, uccidendola, per evitare di doverne coprire le spese mediche. In sostanza, in Cina è assai più conveniente l’omicidio colposo a seguito di un incidente mortale che la copertura dei danni procurati, interamente a carico di chi ha la responsabilità dell’incidente. Un grado zero della giustizia che agevola il grado zero della solidarietà umana.

Throw Down (2004) di Johnnie To - Recensione | Quinlan.it

Regia di Johnnie To. Un film Da vedere 2004 con Tony Leung Ka FaiLouis KooAaron KwokJordan ChanCherrie Ying. Titolo originale: Rudao longhu bang. Genere Azione – Cina2004durata 96 minuti. Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Sze-to, ex-campione di judo affetto da glaucoma, sopravvive a se stesso gestendo un bar malfamato e dandosi all’alcool e al gioco. Il suo destino, apparentemente segnato, si incrocia con quello di Mona, aspirante cantante squattrinata, e di Tony, giovane esuberante innamorato del judo. L’entusiasmo trasmesso dai due e la tragica morte dell’ex-maestro restituiranno a Sze-to la fiducia in se stesso e la voglia di rimettersi in gioco, senza badare alle conseguenze.

Regia di Johnnie ToWai Ka-Fai. Un film con Ka Tung LamChing Wan LauJay LauKelly LinAndy On. Titolo originale: San taam. Genere Azione – Cina2007durata 89 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Empatico e folle, Bun è un investigatore in pensione che rientra in servizio per risolvere un misterioso caso di omicidio. Lasciato dalla moglie e in fuga dalle cure psichiatriche dettategli dallo psicanalista, l’investigatore stregone (come da traduzione italiana) utilizza metodi poco convenzionali per giungere alla soluzione degli intricati delitti cui si trova a far fronte. La necessità di immedesimarsi con le vittime per provarne le ultime sensazioni, lo porta a rotolare chiuso in una valigia per una rampa di scale oppure a farsi seppellire vivo in un bosco. Ed è per questo motivo che è stato prematuramente cacciato dalle forze di polizia, soprattutto dopo essersi tagliato un orecchio per omaggiare l’incorruttibilità di un superiore sul viale del tramonto.
Grande cinema targato Hong Kong e Milkyway – l’inseparabile casa di produzione di Johnny To – per una gangster story originale e non priva di fascino. Un detective che riesce a vedere i demoni del male che governano gli esseri umani intorno a lui, un poliziotto corrotto e un intreccio dai mille volti che rimanda direttamente al genio di Orson Welles e alla sua “Lady from Shangai”, in un gioco di specchi che entusiasmerà i cinefili del sol levante: pazzi per le triadi mafiose raccontate da uno dei più prolifici registi orientali. Film d’essai che difficilmente troverà spazio, però, all’interno dei circuiti ufficiali. Non tanto per le scene di violenza di cui si nutre, ma per una difficile decodifica da parte di un pubblico poco avvezzo ai simbolismi orientali, con i suoi riconoscibili codici e le sue affascinanti peculiarità. Prendere o lasciare, questo è in fondo il cinema di Johnny To.

Recensione su Drug War (2012) di AndreaVenuti | FilmTV.it

Regia di Johnnie To. Un film Da vedere 2012 con Louis KooHonglei SunYi HuangMichelle YeSuet LamWallace Chung. Titolo originale: Du zhan. Genere Thriller – Hong KongCina2012, Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Un’unica lunga operazione antidroga, che inizia con la cattura di un gruppo di corrieri portatori di pacchetti di cocaina dentro il proprio corpo e mira ad arrivare fino alla cupola del narcotraffico. Tutto è visto attraverso le azioni di Lei, un funzionario di polizia sveglio e totalmente dedito alla causa (come il resto del suo team), e attraverso il rapporto che sviluppa con Ming, trafficante pentito che decide di fare il doppio gioco per la polizia tradendo i suoi sodali.
L’ultimo film di Johnnie To è uno dei più rigorosi e obbedienti nei confronti delle regole della censura cinese e al tempo stesso uno dei più belli. Per poter trattare il complesso tema della guerra alla (e per la) droga in Cina, il regista è dovuto passare attraverso non poche difficoltà, in primis la serie di lunghi controlli sulla sceneggiatura e sull’esito finale da parte del governo. Il risultato è un film che abbraccia il manicheismo e mostra il trionfo della giustizia sulla criminalità senza appello o ambiguità.

Regia di Johnnie To. Un film Da vedere 2005 con Nick CheungLouis KooTony Leung Ka FaiAndy OnSimon Yam. Genere Thriller – Cina2005durata 101 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Ogni 2 anni i membri anziani della triade Wo Shing, la più vecchia di Hong Kong, si riuniscono per eleggere uno dei boss più giovani come Presidente. I favoriti sono 2, molto diversi tra loro: Lok, apparentemente il più equilibrato, che si nasconde dietro una facciata di onesto padre di famiglia; e Big D, criminale senza scrupoli e senza limiti, pronto a tutto per raggiungere il suo obiettivo. Un cast stellare magistralmente diretto da To, che ritorna nel territorio delle triadi dopo l’altrettanto riuscito The mission (1999). Lo stile asciutto con cui ogni personaggio viene delineato nella sua pacata malvagità è il segno caratteristico del suo cinema. Regia consapevole, montaggio e fotografia da manuale trascinano lo spettatore nello stesso vortice di avidità e soprusi in cui finiscono i protagonisti. Largo uso di campi lunghi per mostrare le azioni dei malviventi, quasi a voler prendere le distanze da quello che viene compiuto. 1° di 2 capitoli, è stato presentato a Cannes.

Locandina italiana La battaglia dei tre regni

Un film di John Woo. Con Tony Leung, Takeshi Kaneshiro, Zhang Fengyi, Chen Chang, Wei Zhao. Titolo originale Chi bi. Azione, durata 148 min. – Cina 2008. – Eagle Pictures uscita venerdì 23 ottobre 2009. MYMONETRO La battaglia dei tre regni * * * 1/2 - valutazione media: 3,49 su 59 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

III secolo d.C.: il primo ministro Cao Cao muove guerra ai regni del sud della Cina per annetterli all’Impero: questi dovranno unire le loro forze per resistere all’invasore. Sembra che John Woo se ne sia stato assiso su un trono ad osservare una sequela di colleghi (Zhang Yimou, Chen Kaige, Ang Lee, Feng Xiaogang, Ching Siu-tung) che si cimentavano con wu xia pian sempre più imponenti e spettacolari prima di scendere in campo e rimettere ordine nelle gerarchie.
Woo torna a casa, dopo le luci e le ombre di una lunga trasferta hollywoodiana – che in fondo di film davvero destinato a restare, all’altezza dei suoi migliori, ci ha regalato solo Face Off – e lo fa da leader indiscusso.
Il romanzo dei tre regni è uno dei testi fondamentali dell’epos cinese e Woo lo affronta senza badare a spese – ottanta milioni di dollari fanno del film la produzione più costosa della storia del cinema cinese – e cercando di convogliare nel kolossal tutte le sfaccettature di uno stile peculiare, a volte discusso, ma senza dubbio unico. L’edizione internazionale è molto più corta di quella di quasi quattro ore uscita in Cina, ma i pur abbondanti tagli non snaturano il senso profondo dell’opera.
Storia di (super)uomini, di amicizie virili che nascono e si consolidano in breve tempo, eccessi affrontati senza alcun timore (lo zoom per evidenziare i timori dell’Imperatore), i consueti omaggi a Sergio Leone – fino alla goccia d’acqua che indica la direzione del vento – e a John Ford. Ma soprattutto coreografie action (supportate dalla perizia di Corey Yuen) in cui far emergere il dinamismo boccioniano degli eroi e scene di battaglia girate con una perizia e un amore per il dettaglio come non se ne vedevano dal Bondarciuk di Waterloo.
Testuggini da De bello gallico, specchi ustori memori di Archimede, assalti navali degni della flotta ateniese che imbriglia l’Impero di Serse: ovvero il John Woo che da sempre ama iniettare elementi dell’Occidente in un corpus che rimane, e non potrebbe essere altrimenti, figlio dell’Oriente. L’interpretazione dei quattro elementi fondamentali e della loro mutevole natura – uno dei topoi wu xia per antonomasia, da King Hu in poi – gioca un ruolo chiave nell’esito della battaglia, sancendo il trionfo dell’umanità capace di convivere con il mondo circostante e la sua bellezza sulla macchina mortifera del potere e della sopraffazione. E se gli effetti digitali non sempre sono all’altezza, è il fattore umano a colmare ogni lacuna. Anche in virtù di un casting all stars capace di rimettere fianco a fianco Takeshi Kaneshiro e Tony Leung, i due poliziotti innamorati di Hong Kong Express, rispettivamente nella parte dello stratega Zhuge Liang e del vicerè Zhou Yu.
Micidiali in guerra, ma che ad essa ricorrono solo per preservare i piaceri della vita, dell’amore, dell’arte e della natura dalla tirannia violenta dell’usurpatore Cao Cao; uomini che parlano per mezzo della musica o che leggono il futuro nelle nuvole, che combattono ma che pensano solo alla fine della guerra. Si vis pacem para bellum, ancora una volta.

Xiao Wu (1997) - Trama, Cast, Recensioni, Citazioni e Trailer

Regia di Jia Zhangke. Un film con Hong Wei WangHao HongjianZuo BaitaoMa JinreiLiu JunyingYonghao LiangCast completo Titolo originale: Xiao Wu. Genere Drammatico – Hong KongCina1997durata 107 minuti.

Lo straordinario film d’esordio di Jia Zhangke descrive, attraverso il personaggio complesso ed emblematico di un piccolo delinquente di provincia alla deriva di fronte a cambiamenti epocali, il faticoso ed alienante passaggio all’economia di mercato. L’affettuoso ma spassionato film di Jia Zhang-ke che narra la caduta di un incurabile perdente è uno dei film cinesi più suggestivi e compiuti degli anni Novanta. Realizzato con un budget ridotto e un cast composto interamente da attori non professionisti nella città natale di Jia, è un’ulteriore rivendicazione del cinema cinese indipendente e “underground” e il trionfo che ha lanciato la carriera del suo esordiente regista. Il film offre una osservazione fine e meticolosa delle superfici materiali e delle transazioni sociali per suggerire ciò che accade sotto quelle superfici.

Recensione di The Platform di Jia Zhangke - CinaOggi

Platform (站台S, ZhàntáiP) è un film del 2000 diretto da Jia Zhangke

Fenyang, provincia di Shanxi, 1979-1989: una compagnia teatrale itinerante segue l’evoluzione politica della Cina, dalla rivoluzione culturale agli albori della globalizzazione, e passa dai musical didattici maoisti alla breakdance. Intanto, Mingliang corteggia Ruijuan malgrado l’opposizione del padre di lei, mentre Chang Jun e Zhong Pin vanno a vivere insieme pur non essendo sposati.

9. The World (Jia Zhangke, 2004) | Good movies, Great films, Film

The World – Shijie è un film del 2004 diretto da Jia Zhangke. Il film è stato girato attorno al parco a tema esistente a Pechino che ricrea vari monumenti e ambientazioni in scala ridotta di varie parti del mondo. Il film è il primo del regista ad ottenere l’approvazione ufficiale da parte del governo cinese. Inoltre, è stato il primo dei suoi film che è stato girato fuori dalla sua Provincia del Shanxi. È stato presentato in concorso alla 61ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Dai piccoli villaggi al nord della Cina alle metropoli, il viaggio di alcuni danzatori che intrecciano una storia d’amore nel World Park di Pechino, dove sono riprodotti i maggiori monumenti del mondo. Il film riflette un intreccio di passioni e speranze.

Regia di Jia Zhangke. Un film Da vedere 2006 con Zhao TaoHan Sanming. Titolo originale: Sanxia haoren. Genere Drammatico, – Cina2006durata 108 minuti. Uscita cinema venerdì 23 marzo 2007 distribuito da Lucky Red. – MYmonetro 3,20 su 20 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Con attori non professionisti. Leone d’oro a sorpresa a Venezia 2006, il 5° film del giovane Zhang-ke (attivo dal 1998) comincia con un piano-sequenza circolare su un battello in navigazione sullo Yangtze, il più lungo fiume asiatico (6300 km) in vista di Fenjie, antica città in via di demolizione: sarà sommersa nell’ambito del progetto idrico Tre Gole che prevede la costruzione di una grande diga e la formazione di un lago di 650 kmq, rendendo obbligatorio il graduale trasferimento di un milione di cinesi. Diventerà la centrale elettrica più grande del mondo. Quel piano-sequenza è seguito da molti altri, di durata varia, tutti funzionali ai personaggi e alla narrazione. Zhang-ke è un narratore che toglie invece di mettere; ha un gusto figurativo raffinato e un passo lento, ma non è affatto un esteta esibizionista. Lavora con telecamere digitali, pochi mezzi e attenzione alla gente comune. Anche qui, come nei suoi 4 film di fiction precedenti, si cimenta con un tema centrale: il costo del progresso tecnico, le conseguenze, in termini umani, della rapida modernizzazione industriale in atto nella Repubblica Popolare. Non dimostra: mostra. Non denuncia: riflette, compiange, condivide. È un film corale con due personaggi: un minatore che si reca a Fenjie per cercare moglie e figlia che non vede da 16 anni; una giovane infermiera che vuole incontrare il marito, da due anni assente da casa. Due storie, due epiloghi diversi che permettono a Zhang-ke, anche sceneggiatore (con Sun Janmin, Guan Na) di confrontare due condizioni socioculturali, popolare e borghese, in dialoghi (sottotitolati) ridotti al minimo. Diviso in 4 capitoli (Sigarette, Liquori, Tè, Caramelle) e sostenuto da un realismo quieto e puntiglioso, ha sussulti e aperture quasi magiche. E un finale di significativa bellezza

Regia di Jia Zhangke. Un film con Wei WeiQiong WuZhao TaoDiqing FengHong Wei WangRu BaiCast completo Genere Drammatico – Corea del sudFranciaGiapponeCina2002durata 112 minuti.

In una città della Cina settentrionale, prossima al confine mongolo, Xiao Jin e Bin Bin sono due amici 19enni che sperperano le giornate delle loro giovinezze in un tedioso far niente. Xiao Jin è però innamorato della pop star locale Qiao Qiao, e la sua ostinazione rischia di far breccia nella solitudine della ragazza. Bin Bin spera invece di entrare nell’esercito, ma viene riformato per un’epatite, e di salvare la sua storia con una studentessa, ma quest’ultima deve trasferirsi per continuare gli studi.

Regia di Jia Zhangke. Un film Da vedere 2015 con Zhao TaoZhang YiJing Dong LiangZijian DongSylvia ChangHan Sanming. Titolo originale: Shan He Gu Ren. Genere Drammatico, – CinaFranciaGiappone2015durata 131 minuti. Uscita cinema giovedì 5 maggio 2016 distribuito da Cinema. – MYmonetro 3,80 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

1999: indecisa tra l’umile minatore Liangzi e il presuntuoso benzinaio Zhang, Tao sposa il secondo. 2014: ormai divorziata, Tao rivede il figlio Dollar, che vive a Shanghai con l’arricchito Zhang. 2025: il 18enne Dollar vive in Australia, dove Zhang è dovuto fuggire, e s’innamora di una donna matura che gli fa riaffiorare i ricordi dell’incontro con sua madre. Scritto dal regista, è un dramma esistenziale senza sbavature mélo , secco e doloroso come una staffilata. Ma è anche una metafora della scelta sbagliata del popolo cinese a favore del capitalismo e dei suoi pesanti costi umani. I 3 tempi del film sono scanditi da 3 formati diversi – 1,37:1; 1,85:1; 2,35:1, che corrispondono grossomodo ai cosiddetti “formato Academy” (circa 4/3), al “panoramico” e allo “scope” – realizzati in 3 differenti stili, tutti fortemente personalizzati e di raffinata eleganza formale, grazie anche alla camaleontica fotografia di Nelson Lik-wai Yu e al delicato accompagnamento musicale per sola chitarra o solo piano di Yoshihiro Hanno. La canzone “Go West” dei Pet Shop Boys, dal titolo e dal testo rivelativi, apre e chiude il film: un’apertura alla speranza o il perdurare di una nefasta illusione?

Regia di Jia Zhangke. Un film Da vedere 2013 con Zhao TaoJiang WuBaoqiang WangLanshan Luo. Titolo originale: Tian Zhu Ding. Genere Drammatico, – CinaGiappone2013durata 131 minuti. Uscita cinema giovedì 21 novembre 2013 distribuito da Officine Ubu. – MYmonetro 3,55 su 16 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Stufo di assistere impotente alla corruzione, un minatore cede a una collera incontrollabile. Il ritorno a casa di un emigrante prende una piega inaspettata per la scoperta di un’arma da fuoco. Giovane e carina, la receptionist di una sauna reagisce con estrema determinazione dopo essere stata molestata da clienti facoltosi. Un operaio cambia lavoro sperando di ottenere migliori condizioni di vita, ma finisce in un bordello. 4 storie della Cina contemporanea desunte dalla cronaca. Il paese è segnato dal boom economico, le contraddizioni diventano esplosive e la violenza sembra destinata a esplodere. E Jia Zhang-ke (che appare mentre scende una scala nell’episodio del bordello) la racconta e la mostra quasi fosse una componente del vivere, e morire, quotidiano. Premio per la sceneggiatura a Cannes. Il titolo internazionale riecheggia quello di A touch of zen , il 1° wuxia del 1971, diretto da King Hu. Distribuito da Officine Ubu.

Regia di Jean-Jacques Annaud. Un film Da vedere 2015 con Feng ShaofengShawn DouShwaun DouAnkhnyam RagchaaYin ZhuShengCast completo Titolo originale: Wolf Totem. Genere Avventura, – Cina2015durata 121 minuti. Uscita cinema giovedì 26 marzo 2015 distribuito da Notorious Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,10 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

1967, uno studente di Pechino, Chen Zhen, viene inviato per 2 anni presso una tribù nomade nella parte più interna della Mongolia, per insegnare ai bambini a leggere e scrivere. Quando arriva l’ordine delle autorità di eliminare i lupi della zona, Chen salva un cucciolo e decide di addomesticarlo. Sarà lui, attraverso l’intenso rapporto che si crea con l’animale, e la vita in una realtà tanto diversa dalla sua, a insegnargli a vivere. Il francese Annaud porta sullo schermo con 40 milioni di dollari un romanzo molto popolare in Cina ( Il totem del lupo , 2004, fenomeno letterario n. 1 dopo il Libretto rosso di Mao, firmato con uno pseudonimo da autore sconosciuto), con semplicità narrativa, spettacolarità di paesaggi di commovente bellezza e anche alcuni momenti crudeli. Adatto alle famiglie. E ha il merito “non trascurabile, di dimostrare che l’epica non è una faccenda riservata alle saghe hollywoodiane a puntate dirette da registi tutti uguali tra loro” (R. Nepoti).

Regia di Hu Bo. Un film Da vedere 2018 con Yu ZhangYuchang PengUvin Wang. Genere Drammatico – Cina2018durata 230 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

In una giornata qualsiasi nella periferia di una città della Cina settentrionale, le vite di quattro personaggi sono destinate a incontrarsi. Hoodlum Yang Cheng, che ha tradito il suo migliore amico andando a letto con la moglie, viene scoperto dall’uomo e assiste impotente al suo suicidio. Wei Bu, dopo aver reagito a un atto di bullismo, è in fuga dalla scuola inseguito dal fratello del suo aggressore. La sua compagna di classe Huang Ling ha una relazione con un uomo sposato e una madre alcolista da cui vorrebbe scappare. E l’anziano Wang Jin decide di mettersi in strada, cacciato di casa dal figlio che lo vorrebbe in un ospizio.

A unire i loro destini, il desiderio di raggiungere una città della Manciuria in cui, secondo una diceria popolare, si troverebbe un leggendario elefante che sopravvive senza nutrirsi né muoversi, dotato di un distacco quasi soprannaturale dalla realtà.

Più che un film, un monumento e un documento. Un’opera che racconta il talento post-neorealista di Hu, sfiorito prima ancora di sbocciare, e insieme la fotografia agghiacciante di una società apatica, crudele e immobile, capace di schiacciare con il suo peso gli individui che non sanno sfuggirle.

Perché se pure An Elephant Sitting Still sembra suggerire, nella toccante sequenza finale, che la speranza sia l’unica forza in grado di sostenere l’uomo durante un viaggio che è pura sofferenza (“La vita è agonia – dice uno dei protagonisti – dal momento in cui si nasce fino a quello in cui si muore”), è evidente che per lo stesso regista – morto suicida a 29 anni, poco dopo la fine delle riprese – la speranza non è che un miraggio destinato a rivelarsi un’illusione. L’elefante del titolo, non a caso, non lo mostrerà mai.

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Regia di Hu Bo. Un film Da vedere 2018 con Yu ZhangYuchang PengUvin Wang. Genere Drammatico – Cina2018durata 230 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

In una giornata qualsiasi nella periferia di una città della Cina settentrionale, le vite di quattro personaggi sono destinate a incontrarsi. Hoodlum Yang Cheng, che ha tradito il suo migliore amico andando a letto con la moglie, viene scoperto dall’uomo e assiste impotente al suo suicidio. Wei Bu, dopo aver reagito a un atto di bullismo, è in fuga dalla scuola inseguito dal fratello del suo aggressore. La sua compagna di classe Huang Ling ha una relazione con un uomo sposato e una madre alcolista da cui vorrebbe scappare. E l’anziano Wang Jin decide di mettersi in strada, cacciato di casa dal figlio che lo vorrebbe in un ospizio.