Category: Canada


Locandina italiana Cinderella Story

Un film di Mark Rosman. Con Hilary Duff, Jennifer Coolidge, Chad Michael Murray, Dan Byrd, Regina King.Commedia rosa, Ratings: Kids, durata 97 min. – USA, Canada 2004. uscita venerdì 20 agosto 2004. MYMONETRO Cinderella Story * * * 1/2 - valutazione media: 3,53 su 129 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Rilettura in chiave odierna della celebre favola dei fratelli Grimm. Romantica e delicata commedia per tutta la famiglia.
Nei panni della Cenerentola moderna troviamo la biondissima e frizzante Hilary Duff; giovanissima (non ancora diciottenne) star della tv americana, la cui carriera cinematografica è tutta in ascesa. Chad Michael Murray, ex star della serie tv Dawson’s Creek,, interpreta invece, il bel “principe azzurro”. Mark Rosman, noto per aver diretto alcune serie tv di successo, dirige con garbo e stile questa deliziosa fiaba.

Locandina italiana La zona morta

Un film di David Cronenberg. Con Christopher Walken, Brooke Adams, Martin Sheen, Herbert Lom, Tom Skerritt.Titolo originale The Dead Zone. Drammatico, durata 103 min. – Canada, USA1983. MYMONETRO La zona morta * * * - - valutazione media: 3,25 su 20 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dopo cinque anni in coma per un incidente, Johnny Smith, prof. di letteratura, scopre di avere poteri medianici che gli permettono di “vedere” il passato e il futuro delle persone con cui entra in contatto fisico. È un ‘dono’ che gli succhia a poco a poco la vita e dal quale cerca di fuggire, specialmente quando diventa celebre perché salva vite altrui o individua un assassino periodico. In modo diverso dal romanzo (1979) di Stephen King, da cui è liberamente tratto con la sceneggiatura di Jeffrey Boam, la “zona morta” è quel tanto di imprecisione che esiste nelle sue visioni del futuro (applicazione letteraria del principio di indeterminazione del fisico tedesco Werner Heisenberg, premio Nobel 1932) e che gli dà la possibilità di cambiarlo. Come il tragico epilogo conferma. Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di Cronenberg (onore a Dino De Laurentiis che l’ha prodotto) e, tolto Shining , il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di King. È il più conciso, compatto e “classico” del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne Walken che rende con dolente intensità l’infelicità del protagonista.

The Pit (1981) - IMDb

Un film di Lew Lehman. Con Sammy Snyders, Jeannie Elias, Sonja Smits, Laura Hollingsworth, John Auten, Laura Press, Paul Grisham, Wendy Schmidt, Andrea Swartz, Edith Bedker, Lillian Graham,Richard AldeFantascienza, durata 97 min. – Canada 1981.

Jamie Benjamin, un dodicenne introverso e solitario, ha due due soli amici: Teddy, un vecchio orsacchiotto di pezza, e i “Trogs”, misteriose creature del sottosuolo che ha sentito grugnire in fondo ad una cavità naturale, nel bosco vicino casa. Jaime si preoccupa di nutrire i “Trogs”: dapprima compra per loro pezzi di carne cruda, poi, terminati i risparmi e avendo difficoltà ad attirare nel pozzo gli animali da cortile, vi precipita le persone che gli sono antipatiche. Quando anche la baby sitter alla quale si è affezionato finisce accidentalmente nel baratro, Jaime libera avventatamente i “Trogs” causandone la strage da parte della polizia. Tempo dopo, trasferitosi dai nonni in campagna, il ragazzino incontra Alice, una bambina introversa, che, come lui, parla con amici immaginari e va in cerca di cibo da offrire ad una colonia di “Trogs”, nel fondo di un pozzo vicino casa…
L’umorismo nero usato in dose abbondante stempera i toni orrorifici del racconto incanalandolo verso una metafora sull’infanzia incompresa e trascurata. Il film non è stato particolarmente apprezzato dalla critica, ma non gli si può negare una certa originalità di ispirazione. Titolo alternativo: Teddy.

Poster Goon

Un film di Michael Dowse. Con Seann William Scott, Jay Baruchel, Liev Schreiber, Alison Pill, Eugene Levy. Titolo originale Goon. Commedia, durata 90 min. – USA, Canada 2011.

Etichettato come un reietto dalla sua famiglia di intelligentoni, un buttafuori supera le poche probabilità che aveva di condurre alla gloria una squadra di hockey di semi professionisti disadattati che da molto non vincevano, battendo tutto ciò che si trova davanti alla loro strada.

Regia di Louis Bélanger. Un film con Serge ThériaultGilles RenaudSébastien DelormeDanny GilmoreMaxime DumontierCast completo Genere Drammatico – Canada2003durata 115 minuti. Uscita cinema venerdì 15 luglio 2005 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Gaz Bar Blues è una piccola storia di periferia con il ‘Capo’, titolare di una pompa di benzina, i suoi figli e gli amici che stazionano per lungo tempo in loco magari bevendo un caffè. E’ un film sui tempi che cambiano, su un futuro immediato che spinge gli esseri umani ad isolarsi sempre di più. E’ un film sulle speranze dei giovani che cercano una loro strada nonostante tutto, con una regia capace di valorizzare le minime espressioni di un gruppo affiatato di attori tra cui spicca Serge Theriault nel ruolo del padre che vorrebbe che i suoi figli fossero così come sono e, al contempo, diversi. Pronti ad affrontare un domani in cui lui, con il suo morbo di Parkinson che cerca di rimuovere dai pensieri, potrà non essere più efficiente.

Regia di Ken Scott (II). Un film Da vedere 2011 con Patrick HuardJulie LeBretonAntoine BertrandDominic PhilieMarc BélangerCast completo Titolo originale: Starbuck. Genere Commedia, – Canada2011durata 109 minuti. Uscita cinema giovedì 29 agosto 2013 distribuito da Bolero FilmEuropictures. – MYmonetro 3,38 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il pigro 20enne David Wozniak dona per anni il suo seme a una banca in cambio di dollari facili. A 40 anni, precario nella macelleria paterna, inaffidabile nelle questioni di cuore, allergico alle responsabilità, ha sostituito lo smercio di sperma con la coltivazione di marijuana. Capita poi che 533 20enni scoprano di avere lo stesso padre e vogliano conoscerlo. È un’abile mistura di volgarità ridotta al minimo, buonismo grossolano, poesia sentimentale e morale conservatrice. Ha avuto un tale successo commerciale che Spielberg ha incaricato il canadese Scott (che l’ha scritto con Martin Petit) di farne un remake americano, Delivery Man (2013). Rifatto anche in Francia con Fonzy (2013).

Ascension (2-Disc) - DVD - Karim Hussain with Marie Josee Croze and Barbara  Ulrich .: Amazon.it: Marie-Josée Croze, Barbara Ulrich, Ilona Elkin,  Gregoire Dunlevy, Laurent-Christophe De Ruelle, Lexei Bacci, Anne  Bellerose, Emile

Ascension è un film del 2002 diretto da Karim Hussain.

Una creatura sconosciuta ha assassinato il creatore dell’universo e ha scatenato la capacità di produrre miracoli. Questa abilità è ora nelle mani di esseri umani che si sono lasciati guidare dall’invidia distruttiva e dal caos.


Regia di Johnny Ma. Un film con Gang ChenNai AnWang Hong WeiZhang ZebinLuo Xue’er. Titolo originale: Lao Shi. Genere Drammatico – CinaCanada2016durata 80 minuti. Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Per colpa di un cliente ubriaco, il tassista Lao Shi investe un motociclista. Il malcapitato sembra in condizioni gravi, quindi l’autista, anziché aspettare la polizia, lo porta in ospedale; nel frattempo il cliente è fuggito. Il motociclista vivrà, ma le costose cure per tenerlo in vita sono addebitate a Lao Shi, che prova a rintracciare il cliente senza alcun successo.
Dopo Travis Bickle, ancora una volta è un tassista a superare il limite di sopportazione e affrontare la società di petto. Lo spunto di partenza è fornito da un tema di stretta attualità e di sconcertante gravità. In Cina si sono infatti verificati diversi casi di incidenti automobilistici in cui il responsabile ha infierito sulla vittima, uccidendola, per evitare di doverne coprire le spese mediche. In sostanza, in Cina è assai più conveniente l’omicidio colposo a seguito di un incidente mortale che la copertura dei danni procurati, interamente a carico di chi ha la responsabilità dell’incidente. Un grado zero della giustizia che agevola il grado zero della solidarietà umana.

La guerra del fuoco - Film (1981)

Un film di Jean-Jacques Annaud. Con Rae Dawn ChongEverett McGillRon PerlmanNameer El KadiGary Schwartz. continua» Titolo originale La guerre du feuAvventuraRatings: Kids+16, durata 96 min. – Francia, Canada 1981. – VM 14 – MYMONETRO La guerra del fuoco ***1/2- valutazione media: 3,73 su 13 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In piena preistoria due tribù si contendono il segreto del fuoco, che può conferire la superiorità all’una o all’altra. La sopravvivenza è messa in pericolo dagli elementi, dalle fiere, dai nemici, ma l’istinto e la primitiva intelligenza avranno la meglio. Film ambizioso, splendidamente fotografato, nel quale Annaud sfugge abilmente alle trappole (il ridicolo innanzitutto) che una tale ambientazione poteva creare.

Locandina italiana Nemico pubblico n. 1 - L'istinto di morte

Un film di Jean-François Richet. Con Vincent Cassel, Cécile De France, Gérard Depardieu, Gilles Lellouche, Roy Dupuis. Titolo originale L’ennemi public n°1. Azione, durata 113 min. – Francia, Canada, Italia 2008. – Eagle Pictures uscita venerdì 13 marzo 2009. – VM 14 – MYMONETRO Nemico pubblico n. 1 – L’istinto di morte * * * - - valutazione media: 3,43 su 34 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nemico pubblico n.1 inizia con l’uccisione, esecuzione, nel traffico parigino di Jacques Mesrine. Attorno alla sua figura, quella di un gangster mediatico, narcisista e violento, Richet costruisce un dittico concepito come due film autonomi, basato sull’autobiografia scritta in carcere dallo stesso Mesrine (che si legge mérin).
Tornato dalla guerra d’Algeria Mesrine rifiuta il lavoro proposto dal padre e inizia un’ascesa senza precedenti nella malavita locale, tra rapine e sparatorie. Malgrado le suppliche della moglie spagnola che gli darà tre figli, diventa, tra gli anni ’60 e ’70, il gangster più ricercato di Francia. Costretto all’esilio in Canada, sarà arrestato e fuggirà in modo rocambolesco da una delle prigioni più dure dello stato.
Il primo episodio, dalla messa in scena secca e nervosa, ha il pregio di rifarsi ai classici film d’azione degli anni ’70 all’americana, con una costruzione dei personaggi credibile e una struttura narrativa avvincente. Un Vincent Cassel con parecchi chili in più si cala nel ruolo in maniera camaleontica: più che adeguato, Cassel pare l’attore necessario alla parte di Mesrine. Gérard Depardieu e Cècile de France supportano un film completamente incentrato su una persona. Nemico pubblico n.1 – L’istinto di morte è infatti un ritratto, più che un poliziesco, che cerca nelle azioni e nei comportamenti di Mesrine una risposta alla violenza, una denuncia alla società, o il punto esatto in cui il suo percorso è divenuto una strada senza uscita. Ma sembrano più tanti piccoli cambiamenti a portare gradualmente la vita di Mesrine verso il baratro.
Nemico pubblico è riuscito appunto perché non riesce a darci alcuna risposta. Senza mitizzarlo né demonizzarlo, Richet non nasconde una profonda fascinazione per il personaggio. E in un’adeguazione del punto di vista, il film, come lo spettatore, cerca di capire qualcosa di una persona che ha suscitato fiumi d’inchiostro oltre che di sangue. Mesrine però fugge sempre, dalle prigioni come dallo schermo.

Nemico pubblico n. 1 - Parte seconda - L'ora della fuga: Amazon.it: vari,  vari, vari: Film e TV

Un film di Jean-François Richet. Con Vincent Cassel, Ludivine Sagnier, Mathieu Amalric, Gérard Lanvin, Samuel Le Bihan. Titolo originale L’Ennemi public n°1. Azione, durata 130 min. – Francia, Canada 2009. – Eagle Pictures uscita venerdì 17 aprile 2009. MYMONETRO Nemico Pubblico N. 1 – L’ora della fuga * * * 1/2 - valutazione media: 3,79 su 17 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Seconda parte della biografia di Jacques Mesrine, il gangster più ricercato della storia di Francia. Dopo la vertiginosa ascesa nel crimine e nella violenza, Mesrine torna a Parigi e diventato ormai leggenda, intraprende una guerra mediatica e reale con la polizia. Evade due volte di prigione, gioca al gatto e il topo con il commissario Broussard al punto da brindare con lo champagne durante uno storico arresto.
Cosciente fino al ridicolo del suo potere esercitato sui media e sulla società, il secondo Mesrine è un personaggio ai limiti del grottesco, eccessivo, a volte fuori dalle righe. Il mito creato sembra sfuggirgli dalle mani, fino a prendere il sopravvento sull’individuo. La leggenda di Jacques “Jacko” Mesrine termina, o inizia, col suo assassinio da parte della polizia a Porte de Clignancourt il 2 novembre 1979. Diverso dal primo episodio, Nemico pubblico n.1 seconda parte, è più forte, e sembra affrontare la vicenda da un altro punto di vista. Senza soffermarsi sulla trama (condensata) e con la totale messa in ombra degli altri personaggi da parte di Vincent Cassel, il film di Richet è una corsa rocambolesca tra rapine, inseguimenti e sparatorie.
Ludivine Sagnier e Mathieu Amalric supportano il ruolo di Cassel senza mai invadere la scena. Con diversi richiami a Scarface di De Palma, Nemico pubblico è il racconto di un criminale che ha imboccato una strada in picchiata e senza uscita. Velatamente autoironico, a una domanda sulla vecchiaia, Mesrine risponde che non vivrà abbastanza per vederla. Richet mette allora in scena un uomo intrappolato nella caricatura del suo stesso personaggio, in parte compiaciuto, in parte colpevolmente cieco di fronte alla piega degli eventi.
In una produzione più sottile del primo episodio ma meno meditata, il regista vincitore di un César, fa dello spettacolo la sua carta vincente. E non a caso, per la storia di un personaggio in cui è difficile distinguere la realtà dal mito.
Nervoso e tragico, Nemico Pubblico lascia lo spettatore con il fiato sospeso fino a una sequenza finale da antologia.

Locandina Leolo

Un film di Jean-Claude Lauzon. Con Julien GuiomarMaxime CollinGinette RenoGiuditta Del Vecchio Titolo originale LéoloDrammaticodurata 107 min. – Canada, Francia 1992MYMONETRO Leolo ***-- valutazione media: 3,17 su 6 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Regista dallo stile scattante, Lauzon (in concorso a Cannes ’92) mette in scena le proprie ossessioni infantili senza risparmiare nulla a se stesso e al pubblico.

Regia di Jaco Van Dormael. Un film Da vedere 2009 con Jared LetoDiane KrugerSarah PolleyRhys IfansJuno TempleBen MansfieldCast completo Genere Drammatico – CanadaBelgioFranciaGermania2009durata 138 minuti. – MYmonetro 3,50 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il signor Nemo è un vecchio ultracentenario ed è il protagonista di un reality che segue in diretta gli ultimi giorni (mesi, anni) della sua vita. Perché tanto interesse? Perché Nemo è l’ultimo essere mortale rimasto sul nostro pianeta da quando le scoperte scientifiche hanno consentito di raggiungere la quasi immortalità. Nemo però ricorda ben poco della sua vita passata, una vita che non è una ma molteplice.

Locandina La diva Julia

Un film di István Szabó. Con Annette BeningJeremy IronsBruce GreenwoodLeigh LawsonShaun Evans. continua» Titolo originale Being JuliaDrammaticoRatings: Kids+16, durata 104 min. – Canada, USA, Ungheria, Gran Bretagna 2004uscita venerdì 10 giugno 2005+

Adattamento dell’omonimo romanzo di Somerset W. MaughamBeing Julia è una piece di recitazione dai toni briosi ma malinconici, ambientata nel mondo del teatro d’epoca inglese.
ulia Lambert è primattrice nella Londra dei tardi anni ’30. Non più giovanissima e condannata a primeggiare, la donna vive una vita da star apatica, tra le solitudini dello spettacolo ed un matrimonio ‘aperto’ con il proprio marito/agente. Cedendo alle attenzioni di un giovanissimo pretendente americano, Julia ritroverà l’entusiasmo perduto e si abbandonerà senza riserve ad un amore a doppio taglio. Tra vendette e gelosie, vita reale e teatro si fonderanno per l’attrice in una inscindibile amalgama.
zabò è padrone dei ritmi del ‘teatro al cinema’ sin dai tempi di Mefisto e Tentazione di Venere, e, sfoggiando una regia sobria e lineare, con eleganza riesce a plasmare su una solida sceneggiatura un gradevole connubio dalle tinte agrodolci. La fotografia esplode negli esterni ma lascia un retrogusto di artefatto sugli interni, nonostante sia comunque impeccabile.
Inattaccabile anche il cast, con un sempre brillante Jeremy Irons al fianco di una Annette Bening che si lascia dominare dal personaggio. Incomunicabilità e solitudine si intrecciano sullo sfondo di un tipico umorismo cinico, dove finzione e realtà si compenetrano in modo istintivo, senza bisogno di scomodare quindi Pirandello e il suo cerebralismo. Uno spettacolo di spessore, degno sicuramente di visione per gli amanti del classico, in cui nemmeno un finale frettoloso intaccherà l’atmosfera “da manuale”.

Locandina Trentadue piccoli film su Glenn Gould

Un film di François Girard. Con Colm Feore Titolo originale Thirty-two Short Films about Glenn Gould. Biografico, durata 90 min. – Canada 1993. MYMONETRO Trentadue piccoli film su Glenn Gould * * * - - valutazione media: 3,25 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Molto originale e particolare questa strana biografia sul pianista americano, molto famoso fra gli appassionati di musica classica. Sono trentadue cortometraggi che come flash fotografici ci restituiscono tanti piccoli pezzi di un puzzle. Ci sono le fasi della vita e della carriera di Gould ricostruite dal regista con aggiunta di interviste a persone che lo hanno conosciuto. Non si tratta però di documentario, ha piuttosto una vaga parentela con lo stile di Jarman in Wittgenstein.

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Regia di Denys Arcand. Un film Da vedere 2003 con Remy GirardStéphane RousseauDorothée BerrymanLouise PortalDominique MichelCast completo Titolo originale: Les Invasions Barbares. Genere Commedia nera, – CanadaFrancia2003durata 99 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,20 su 16 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Si può essere divertenti, raccontando di un cinquantenne che sta morendo di un tumore incurabile e decide di andarsene serenamente con l’eutanasia, circondato dall’affetto di parenti e amici? Quasi vent’anni dopo Il declino dell’impero americano (1986), campione d’incassi in Canada, di cui è l’ideale continuazione e riprende alcuni personaggi/attori, il franco-canadese Arcand ci è riuscito: diverte senza cadere nel cinismo e commuove senza cedere al facile sentimentalismo. Disinvolto maestro del cinema di conversazione, abbozza, in questo film double-face con ironia anche autoironica, un altro bilancio del declino dell’Occidente americanizzato dove l’umanità si dividerà tra cittadini col passaporto USA ed estranei non residenti: europei, latini del Sud, asiatici, africani. Sono loro i nuovi barbari invasori. Il bilancio passa in rassegna il neoliberismo rampante, la fine delle ideologie (di sinistra), l’agonia della cultura sgretolata dalla società dei consumi e del profitto, la morte di Dio (iniziata nel 1966 per il Quebec cattolico). Col protagonista morente Rémy, docente di storia che si definisce socialista edonista e lussurioso, esce di scena una generazione. Apocalittico con la sordina, Arcand dice di detestare la costante accelerazione della vita e il ronzio dei media e di amare i dialoghi e gli attori. Lo dimostra con un’intelligenza venata di autoindulgenza compiaciuta. Premi a Cannes 2003: sceneggiatura e migliore attrice (Croze). Oscar per il miglior film straniero.

Vic and Flo Saw a Bear - Wikipedia

Regia di Denis Côté. Un film con Marc-André GrondinRomane BohringerPierrette RobitailleInka MalovicMarie BrassardCast completo Titolo originale: Vic+Flo ont vu un ours. Genere Drammatico, – Canada2013durata 95 minuti. distribuito da Bolero Film. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Victoria, ex detenuta sulla sessantina, vuole rifarsi una vita nella casa di campagna di uno zio ora paralizzato. La raggiunge Florence che è stata sua compagna in prigione e che ha con lei una relazione intima. Victoria è tenuta sotto sorveglianza dal giovane agente Guillaume e la vita scorre piuttosto tranquillamente fino a quando qualcuno riemerge dal passato di Florence con l’intenzione di punirla in modo molto duro. Denis Coté è al suo settimo film che si rivela come la sua terza opera priva di elementi di cinema-verité e come quella in cui i dialoghi assumono un peso decisamente più importante rispetto ai precedenti. Avendo a disposizione due attrici con un background così diverso come Robitaille e Bohringer, ma abilissime nell’integrare le loro qualità recitative, può permettersi di realizzare un film che mescola sapientemente la riflessione sulla società canadese con l’introspezione psicologica consentendosi, nella terza parte, un’incursione (riuscita) nel cinema di genere. Perché Coté non ha mai smesso di riflettere sulle dinamiche sociali che intercorrono tra le persone in uno stato descritto dai più come quasi idilliaco in cui la natura domina e condiziona positivamente la vita degli esseri umani. È proprio in una foresta che le due donne vanno a cercare un rifugio dal loro passato per proseguire in libertà il loro rapporto. Ma le esigenze della sicurezza della collettività si fanno comunque sentire attraverso la presenza discreta di Guillaume e l’astio non celato dei paesani. A questo si aggiunge un’incrinatura nella relazione tra le due donne. Ciò che nell’universo concentrazionario del carcere si manifestava come un rapporto omosessuale chiaro e sentito da entrambe ora per Florence si sta trasformando. Continua a provare amore per Victoria ma sessualmente desidera anche l’altro sesso e questo è difficile da accettare per la sua compagna. In questa situazione si inserisce, in maniera dirompente, la vendetta. C’è qualcuno che ha rintracciato Florence con l’unica volontà di farle pagare una colpa imperdonabile. Poteva costituire un grosso rischio far comparire dei killer sulla scena spostando così il baricentro dell’azione. Ma Coté dimostra di saper gestire la materia offrendoci un finale horror degno dei maestri (Franju, Tarantino, Argento) che gli sono stati fonte di ispirazione. 

Regia di Denis Villeneuve. Un film con Paule BaillargeonEmmanuel BilodeauPascale BussièresCraig CostinJoanne CotéCast completo Genere Drammatico – Canada1998durata 88 minuti.

La giovane Simone rimane coinvolta in un incidente d’auto che le è quasi fatale, e mentre s’interroga sulla mortalità, decide che forse è arrivato il momento di avere un bambino. Il miglior candidato per diventare padre è il suo migliore amico Phillipe che si dice subito d’accordo, a patto che concepiscano il bambino a Salt Lake City, nel deserto. Il viaggio sarà una lezione profonda e avvincente sull’amore, la solitudine, e la scoperta di sé.

Regia di Denis Villeneuve. Un film con Maxim GaudetteSébastien HuberdeauKarine Vanasse. Genere Drammatico – Canada2009, Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Montréal, dicembre 1989. Valérie, brillante studentessa all’École Polytechnique, sogna di diventare ingegnere aeronautico, nonostante le resistenze di superiori burocrati che ritengono incompatibili l’essere donna col fare carriera. Non la pensa diversamente ma in maniera più radicale uno studente del Politecnico, che armato di fucile e follia irrompe nell’Ateneo sparando e uccidendo soltanto le ragazze. Sopravvissuta miracolosamente all’attentato, Valérie proverà a ricostruirsi una vita in un mondo di uomini.
Michael Moore nel suo Bowling a Columbine sosteneva che gli americani si ammazzano a revolverate tra loro molto più che in qualsiasi altro posto del mondo (quaranta persone vengono uccise ogni giorno da un’arma da fuoco negli States). Aveva provato ad analizzare in profondità le cause che conducono a questo scempio: le politiche sociali USA, il razzismo latente, la cultura della violenza. Per verificare le proprie convinzioni si era addirittura spinto fino alla periferia dell'”impero”, indagando sulla presenza delle armi nel territorio canadese e scoprendo che in Canada le morti da arma da fuoco sono centonovantasei all’anno contro gli undicimila degli Stati Uniti. Curioso che nel documentario, prodotto nel 2002, il filmaker in bermuda tacesse, o peggio omettesse, l’attentato all’École Polytechnique di Montréal, così prossimo a quello compiuto nel liceo di Columbine di Littleton in Colorado. Falsificata la verità per ottenere il suo obiettivo retorico, sette anni dopo ci pensa il film di Denis Villeneuve a scoprire il dark side del Québec, raccontando una giornata terribilmente qualsiasi in un ateneo che assomiglia a troppi. Il film come il suo assassino, entra armato e disarmante in una scuola senza chiedere permesso, cammina, osserva, si insinua nelle aule dove l’attentato rivelerà il segno apertamente antifemminista e misogino. L'”elefante” nella stanza separò gli studenti dalle studentesse, rivendicando il carattere politico del suo gesto, determinato a condannare il femminismo e il femminile. Polytechnique non è soltanto la gelida cronaca del martirio di quattordici persone ma una riflessione in bianco e nero sul potere coercitivo e sulla dittatura culturale che gli uomini hanno imposto alle donne. Una violenza trasversale e globale che colpisce il terzo mondo e non risparmia affatto il democratico occidente. Ogni risultato favorevole alle donne, ogni scatto di libertà femminile coincide con una regressione e una reazione maschile. Nonostante le migliori intenzioni e la nobile volontà di tenere viva la memoria di una strage efferata, Polytechnique smette troppo presto di denunciare per dare maggiore spazio al plot e alla resa spettacolare della morte.
La morte delle protagoniste viene “esaltata” e sottolineata per lo spettatore da primi piani e dettagli, da effetti studiatissimi di luce e suoni che finiscono per mettere da parte la realtà dei fatti, producendo un vero e proprio shock. Una nota. Heidi Rathjen, una studentessa sopravvissuta del quarto anno dell’École Polytechnique, intraprese un duro braccio di ferro con il governo federale per ottenere una legge mirata allo stretto controllo delle armi da fuoco e al divieto delle armi d’assalto. La legge fu varata nel 1995 per poi essere obliata nel 2006 dal governo conservatore. In conclusione, il Canada sembra lontano dal paradiso e qualcuno dovrebbe dirlo a Michael Moore.

Regia di Denis Villeneuve. Un film con Marie-Josée CrozeJean-Nicolas VerreaultStephanie MorgensternPierre LebeauKliment DenchevCast completo Genere Drammatico – Canada2000durata 87 minuti.

Bibiane Champagne è una giovane donna di venticinque anni, bella e di successo. Proveniente da una ricca famiglia influente, frequenta diversi negozi di abbigliamento di lusso, ha un bellissimo appartamento e passa le notti in locali alla moda. Una piovosa sera d’estate, Bibiane investe accidentalmente un passante con la sua auto. Il ferito, un pescivendolo cinquantatreenne, tornato a casa, lentamente muore. La vita Bibiane scivola in un caos inimmaginabile: dopo aver cercato di cancellare ogni traccia del suo gesto gettando l’auto in un bacino portuale, cerca di saperne di più sull’uomo che ha ucciso…