Category: Belgio


Regia di Ken Loach. Un film con Mark WomackAndrea LoweJohn Bishop (II)Geoff BellJack FortuneTalib RasoolCast completo Titolo originale: Route Irish. Genere Drammatico, – Gran BretagnaFranciaItaliaBelgioSpagna2010durata 109 minuti. Uscita cinema mercoledì 20 aprile 2011 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,00 su 12 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Liverpool, 2007. Sulla strada del titolo originale muore il contractor (mercenario) Frankie, ex militare di carriera, scatenando il dolore, l’ira e i sensi di colpa di Fergus, da sempre suo amico, che l’aveva convinto ad accettare l’ingaggio di 10 000 sterline al mese e andare in Iraq. Benché scritto dall’ex avvocato Paul Laverty, suo assiduo collaboratore, il 21° film di Loach risulta contraddittorio, un po’ confuso, persino onirico, come se ci fosse troppa carne al fuoco: la denuncia antimilitaristica e il lavoro sporco dei mercenari ai quali una legge (valida dal 2003 al 2009) garantiva la totale impunità, il percorso psicologico di Fergus, deciso a scoprire la verità sulla morte dell’amico; la dimensione del film di vendetta; l’aspetto documentaristico che sfocia nel thriller d’azione, compresa la sequenza della tortura, definita nel gergo burocratico “tecnica avanzata di interrogatorio”. Date le premesse, la redenzione è impossibile e l’autopunizione inevitabile.


Regia di Ken Loach. Un film Da vedere 2009 con Eric CantonaSteve EvetsJohn HenshawStephanie BishopLucy-Jo HudsonCast completo Titolo originale: Looking for Eric. Genere Commedia, – Gran BretagnaItaliaFranciaBelgio2009durata 116 minuti. Uscita cinema venerdì 4 dicembre 2009 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,51 su 21 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

20° film per il cinema di Loach, è il meno realistico ma il più divertente e fantasioso. Il merito è anche di Paul Laverty che gli ha scritto in 10 anni più di 8 film e un episodio di Tickets dove si sfiora l’ambiente del calcio. In concorso a Cannes 2009, fu poco capito da molti critici, italiani e non, inclini a ritenere, specialmente ai festival, il comico inferiore al drammatico. Non è un film su Cantona, anomalo ex giocatore francese del Manchester United, famoso in campo e fuori, di cui pure si mostrano diversi strepitosi goal. È solo un fantasma che dà lezioni di etica e di comportamento al protagonista, 50enne impiegato postale che ha sbagliato quasi tutto nella vita (come innamorato, marito, padre) ma non nell’amicizia, sul lavoro. Sono i suoi colleghi che, in una sequenza di strabiliante buffoneria, lo liberano dai ricatti di un gangster psicopatico e trascinano il racconto a una clamorosa lieta fine. Distribuisce BIM, ammirevole abbonata ai film di Loach.

Locandina Da quando Otar è partito

Un film di Julie Bertuccelli. Con Esther GorintinNino KhomasuridzeDinara DrukarovaTemur KalandadzeRusudan Bolqvadze. continua» Titolo originale Depuis qu’Otar est partiDrammaticodurata 102 min. – Francia, Belgio 2003.

Vincitore della Semaine de la Critique a Cannes -edizione 2003 – questo è un film da citare come esempio per come un tema triste e duro, quale la perdita di un proprio caro, possa essere trattato in maniera lieve ed originale. Protagonista della vicenda una madre georgiana ulraottantenne (Esther Gorintin di cui va ricordata l’interpretazione in “Voyages” di Emmanuel Finkiel film ingiustamente ignorato dalla distribuzione italiana) la quale non vive che in attesa di sentire il proprio figlio, Otar, emigrato a Parigi. Alla figlia, invece, con cui la donna convive, non resta che sopravvivere in uno scenario post-comunista a cui è difficile abituarsi. Una cattiva notizia indurrà entrambe le donne, seppure in tempi e con modalità differenti, a mentire vicendevolmente.Un finale a sorpresa, denso di lirismo, chiude questo piccolo gioiello firmato da una regista che esordisce nel lungometraggio.

Regia di Joachim LaFosse. Un film Da vedere 2006 con Isabelle HuppertJérémie RenierYannick RenierPatrick DescampsKris CuppensCast completo Titolo originale: Nue Propriété. Genere Drammatico, – BelgioLussemburgoFrancia2006durata 92 minuti. Uscita cinema venerdì 16 marzo 2007 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,08 su 18 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Pascale vive con i due gemelli ventenni, incapaci di fare una vita autonoma, in una casa di campagna. Pur divorziata da molti anni, continua a litigare con il loro padre, pronto soltanto a fornirli di soldi contanti. Di asfittica e quasi morbosa intimità, la situazione precipita quando Pascale, che si è fatta un nuovo compagno, decide di vendere la casa. 3° film, scritto con François Pirot, del belga J. Lafosse che l’ha girato in piani-sequenza fissi (con molte scene a tavola mentre si mangia). “Volevo che ogni personaggio fosse costretto a uscire dall’inquadratura se voleva allontanarsi. L’inquadratura è come la casa che non vogliamo lasciare” (J. Lafosse). Senza cadere nell’antiretorica alla Gide (“Io vi odio, famiglie”), è una storia lucida e crudele sulla vita familiare chiusa al prossimo. Personaggi disegnati bene per attori cui la regia ha lasciato spazio. I. Huppert ottima come il solito; i due J. e Y. Rénier sono fratelli anche nella vita. In concorso a Venezia 2006.

Locandina Left Luggage

Un film di Jeroen Krabbé. Con Isabella RosselliniMaximilian SchellLaura FraserJeroen KrabbéMarianne Sägebrecht. continua» Drammaticodurata 100 min. – Olanda, Belgio, USA 1997.

Figlia di due sopravvissuti al campo di concentramento Chaja, una giovane studentessa di filosofia, vive un rapporto conflittuale con i genitori e si mantiene facendo i lavori piú disparati. Quando accetta un posto come balia per i Kalman, lo spirito ribelle di Chaja entra subito in conflitto con le rigide regole che le impone la famiglia. Decide quindi di licenziarsi, ma a trattenerla è il crescente amore per il piccolo Simcha, un bambino muto di cinque anni.

Regia di Fabrice Du Welz. Un film Da vedere 2014 con Lola DueñasHelena NoguerraLaurent LucasDavid MurgiaStéphane BissotCast completo Genere DrammaticoThriller – FranciaBelgio2014durata 95 minuti. Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Gloria e Michel si conoscono tramite un sito di appuntamenti online e già la prima notte scoppia la passione. La mattina seguente Michel chiede in prestito dei soldi a Gloria e le dà un numero di telefono falso, ma la donna non si arrende e cerca di rintracciarlo.
Esponente dell’ondata del nuovo cinema estremo di lingua francese, quella che unisce Alexandre Aja, Gaspar Noè e un capolavoro come Martyrs, il belga Fabrice Du Welz conferma con Alleluia di disporre di un tocco ineguagliato per disturbare lo spettatore, trasmettergli inquietudine e trascinarlo poi con sé sui binari del delirio. 

Regia di Jaco Van Dormael. Un film Da vedere 1991 con Michel BouquetThomas GodetMichelle PerrierGisela UhlenMireille PerrierCast completo Titolo originale: Toto le héros. Genere Commedia – BelgioFranciaGermania1991durata 89 minuti. – MYmonetro 3,86 su 3 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Convinto di essere stato scambiato nella culla con un altro bambino, quindi di essere cresciuto in una famiglia non sua e di aver vissuto la vita di un altro, Thomas – chiamato con il vezzeggiativo di Toto – ospite nel 2027 di una casa di riposo, fantastica di uccidere colui che gli ha rubato la vita, Alfred, ricco e potente. Opera prima del belga Van Dormael (1957), il film è narrato con una serie di sconnessioni temporali, secondo il libero flusso dei ricordi e delle associazioni mentali di Thomas. È una storia sotto il segno della morte, ma sorvegliata dagli angeli custodi di un’allegra ironia e di un bizzarro umorismo, molto fiammingo anche nei suoi estri surreali, che le conferiscono un indubbio fascino e l’hanno reso uno dei film più premiati, ammirati e un po’ sopravvalutati del 1991.

Regia di Jaco Van Dormael. Un film Da vedere 2009 con Jared LetoDiane KrugerSarah PolleyRhys IfansJuno TempleBen MansfieldCast completo Genere Drammatico – CanadaBelgioFranciaGermania2009durata 138 minuti. – MYmonetro 3,50 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il signor Nemo è un vecchio ultracentenario ed è il protagonista di un reality che segue in diretta gli ultimi giorni (mesi, anni) della sua vita. Perché tanto interesse? Perché Nemo è l’ultimo essere mortale rimasto sul nostro pianeta da quando le scoperte scientifiche hanno consentito di raggiungere la quasi immortalità. Nemo però ricorda ben poco della sua vita passata, una vita che non è una ma molteplice.

Regia di Hubert Sauper. Un film Da vedere 2004 Titolo originale: Darwin’s nightmare. Genere Documentario – FranciaAustriaBelgio2004durata 107 minuti. Uscita cinema venerdì 10 marzo 2006 – MYmonetro 3,15 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Quello di Victoria è il più esteso lago tropicale del mondo (68 800 kmq), compreso tra Uganda, Kenya e Tanzania. Nel 1962, “per fare un esperimento”, vi fu introdotto qualche pesce persico del Nilo. Nel giro di venti anni il vorace predatore provocò l’estinzione di quasi tutta la fauna ittica, assunse dimensioni da squalo cannibale e trasformò l’ecosistema della regione, l’assetto sociale e le abitudini alimentari degli indigeni. Nacque un’industria che esporta i filetti di pesce persico in mezzo mondo. Quasi ogni giorno all’aeroporto di Mwanza (Tanzania) atterra un cargo russo Antonov che riparte con un carico di cinquanta tonnellate di pesce. Non è, però, un documentario ittico quello che Sauper, tirolese giramondo con casa a Parigi, ha girato tra molte difficoltà, tangenti da pagare e rischi con una piccola telecamera e un aiutoregista. Altrimenti non avrebbe vinto, dopo 3 anni di lavoro, 16 premi (uno a Venezia 2004 nelle Giornate degli Autori) e una nomina all’Oscar 2005. Il pesce persico diventa una metafora del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale. Gli aerei non arrivano vuoti a Mwanza, come i razzisti, panciuti piloti ucraini dicono: trasportano kalashnikov, napalm e munizioni per rifornire le guerre civili che dagli anni ’80 devastano il cuore (di tenebra) dell’Africa. Diseguale, sconnesso, impressionistico nella prima ora, sull’orlo del miserabilismo, diventa poi uno sconvolgente rapporto con crude immagini: sterminate distese del pesce scartato che i poveri indigeni friggono e mangiano; ragazze che campano prostituendosi per pochi dollari agli alieni della civiltà occidentale; bambini che sniffano colla; ragazzini che a nuoto spingono i pesci nelle reti; il guardiano che spera nell’arrivo di una guerra di cui profitterebbero in molti.

Regia di Guillaume Gallienne. Un film Da vedere 2013 con Guillaume GallienneAndré MarconFrançoise FabianNanou GarciaDiane KrugerCast completo Titolo originale: Les Garçons et Guillaume, à table!. Genere Commedia, – FranciaBelgio2013durata 85 minuti. Uscita cinema giovedì 23 gennaio 2014 distribuito da Eagle Pictures. – MYmonetro 3,23 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il film ha alle spalle una versione teatrale di successo (scritta dallo stesso Gallienne) che affronta l’argomento del coming out all’incontrario: è la storia di una famiglia altoborghese, con una madre vedova autoritaria che ha 3 figli maschi, uno dei quali (secondo lei, un omosessuale) è in cerca della sua identità sessuale e dovrebbe esplorare il suo percorso verso la verità, comportandosi cioè come una donna, diventando sua madre per poi riuscire a diventare sé stesso. Sul palcoscenico Guillaume forniva una prova di estremo virtuosismo interpretando tutti i ruoli: nel film si limita ai 2 principali: sé stesso e la madre. È un film almodovariano, ma senza la stessa sfacciataggine allegra. Con un occhio, dichiarato dall’autore, a Billy Wilder.

Regia di Govinda Van Maele. Un film Da vedere 2017 con Vicky KriepsFrederick LauPit BukowskiMartine KohnGerdy ZintMarco LorenziniCast completo Titolo originale: Gutland. Genere Drammatico – LussemburgoBelgioGermania2017durata 107 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Un vagabondo di nome Jens arriva nei pressi di un villaggio lussemburghese. È di origine tedesca e non parla la lingua del posto, pertanto viene trattato con freddezza, finché non incontra la figlia del sindaco, Lucy, che se lo porta a letto. Il mattino dopo il padre della giovane accompagna Jens in giro per il villaggio, gli trova lavoro presso un fattore e presto lo invita anche a cena. La comunità sembra accoglierlo senza fare domande e fin troppo calorosamente, anche perché Jens trova nel camper dove alloggia oggetti lasciati da qualcuno prima di lui. Si tratta dello scomparso Georges, che viveva in una casa vicina e forse aveva fotografato nude le donne sposate del paese.

Regia di Jaco Van Dormael. Un film Da vedere 2015 con Pili GroyneBenoît PoelvoordeCatherine DeneuveFrançois DamiensYolande MoreauCast completo Titolo originale: Le Tout Nouveau Testament. Genere CommediaFantasy, – LussemburgoFranciaBelgio2015durata 113 minuti. Uscita cinema giovedì 26 novembre 2015 distribuito da I Wonder Pictures. Oggi tra i film al cinema in 4 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,24 su 13 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dio è un essere volgare che tiranneggia la moglie e i figli e governa il mondo con il computer in base al principio “odia il prossimo tuo”. JC, il figlio maggiore, è fuggito e ha cercato di rimediare agli errori del padre, ma ha fallito. Ci riprova Ea, la figlia di 10 anni, che invia a tutti gli uomini una mail con la loro data di morte. “Fu giudicato da molti il film più delirante presentato quest’anno a Cannes” (Guillaume Gas). Opera d’arte cinematografica totale che fluisce e refluisce continuamente dal comico al tragico, dal dramma alla satira, dall’ironia alla poesia, dall’iperreale al surreale, dal grottesco all’epico, in un fuoco d’artificio di invenzioni narrative, figurative e registiche di altissimo livello che sorprendono e spiazzano fino a rapirti nella visione e a trasportarti nella dimensione della pura fantasia. L’assunto di partenza – l’esistenza di un Dio sadico che si diverte a torturare gli uomini – può sembrare un’idea balzana: si tratta invece di un’eresia gnostica risalente al I secolo a.C., che fu ripresa nel XII dalla chiesa dei catari, poi annientata con una crociata (1208) dalla chiesa cattolica.

Regia di Frédéric Fonteyne. Un film con François DamiensAnne PaulicevichSergi LópezJan HammeneckerZacharie Chasseriaud. Genere Drammatico, – FranciaBelgioLussemburgo2012durata 98 minuti. Uscita cinema giovedì 13 febbraio 2014 distribuito da Bolero Film. – MYmonetro 2,79 su 5 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Jean-Christophe è una guardia carceraria che conduce una vita priva di sorprese dividendosi tra il lavoro in prigione e la sua abitazione in cui ha come unica compagnia un pesce rosso. Si iscrive ad un corso di tango e lì fa la conoscenza di una giovane donna, Alice, che attrae la sua attenzione. La ritroverà nel parlatorio del penitenziario a colloquio con due detenuti. Uno, Fernand, è suo marito e l’altro, Dominic, è l’amante.
Frédéric Fonteyne fin dal suo esordio con Una relazione privata ha mostrato il suo interesse per la complessità delle relazioni amorose che si possono instaurare tra uomini e donne. Il suo pregio più rilevante, oltre a una costante ricerca estetica, era costituito dal ‘non detto’. Il passato dei personaggi e il loro stesso milieu culturale stavano sullo sfondo. Ciò che contava era il loro esserci ‘qui ed ora’ con, in quel caso, una fantasia sessuale da soddisfare della quale lo spettatore non sarebbe mai venuto a conoscenza. È un peccato che dal film successivo La donna di Gilles abbia ceduto alla tendenza del raccontare troppo; difetto presente anche in questo film, in particolare nella parte finale.
Perché fino a quel punto si è attratti da come regista e attori riescano a rendere credibile l’intreccio di relazioni che Alice gestisce con una capacità di seduzione che il tango porta all’ennesima potenza. È attraverso le sue figure e la sua conclamata carica erotica che la danza fa breccia nel grigiore dell’esistenza di Jean-Christophe finendo con il fare da ponte tra l’esterno e l’interno delle mura carcerarie. Perché Fernand, accortosi dell’interesse della guardia, vuole continuare ad essere l’uomo di Alice e quindi chiede a un detenuto argentino di insegnargli i passi. L’iniziale dileggio machista degli altri carcerati finisce con il trasformarsi in una condivisione di passi e di regole che invece che costringere lasciano spazio a una forza dirompente e liberatoria.
Fonteyne pedina le reazioni, anche violente, dei suoi personaggi ma, ancora una volta, si lascia tentare dal sovraccaricare il soggetto (scritto insieme all’attrice protagonista e basato in parte su dati biografici) inserendo la figura del figlio adolescente di Alice che sarebbe bastata da sola per un intero altro film e che finisce invece per sfiorare la retorica alterando quella che si presentava come l’intrigante ed elegante fluidità di un passo a quattro.

Regia di Luc DardenneJean-Pierre Dardenne. Un film Da vedere 2016 con Adèle HaenelJérémie RenierOlivier GourmetFabrizio RongioneThomas DoretCast completo Titolo originale: La fille inconnue. Genere Drammatico, – Belgio2016durata 113 minuti. Uscita cinema giovedì 27 ottobre 2016 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,92 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Jenny sta per lasciare l’ambulatorio presso cui lavora in seguito alla interessante e remunerata offerta di lavoro che le hanno fatto. Una notte, dopo l’ora di chiusura, decide di non aprire a chi sta imperiosamente suonando. Il giorno successivo viene trovato il cadavere senza identità di una ragazza e il video di sorveglianza mostra che era la donna a cui non ha aperto. Jenny è ossessionata dal bisogno di scoprire chi era e che cosa è successo. È il senso di colpa che muove la dottoressa protagonista – personaggio di cui non si sa pressoché nulla – di un film raccontato e sviluppato come un thriller, sullo sfondo di una società sempre più arida e individualista, dove l’umanità è indifferente (quando non cattiva), assente, priva di solidarietà. Nonostante la brava Haenel, non è del tutto riuscito. Giustamente battuto da Loach a Cannes 2016.

Regia di Jean-Pierre DardenneLuc Dardenne. Un film Da vedere 2011 con Fabrizio RongioneOlivier GourmetJérémie Renier, Egon Di Mateo, Thomas DoretCécile De France. Titolo originale: Le Gamin Au Vélo. Genere Drammatico, – BelgioFranciaItalia2011durata 87 minuti. Uscita cinema mercoledì 18 maggio 2011 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,39 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

A Liegi il 13enne Cyril Catoul vive, insofferente, in un centro di accoglienza per l’infanzia dove l’ha lasciato il padre cuoco Guy che vuole rifarsi una vita senza di lui. Cocciuto e violento, Cyril non si arrende ai fatti: vuole vivere col padre. Senza un motivo preciso, la parrucchiera Samantha gli si affeziona e lo tiene con sé nei weekend. È lei a cambiare la vita a questo ragazzino abbandonato che in bicicletta rincorre l’amore senza saperlo. È il film più semplice e luminoso dei fratelli Dardenne che preferiscono i comportamenti alla psicologia: il più tenero, quasi una favola con i “cattivi” che fanno perdere le illusioni al ragazzino e Samantha come fata benefica. È un conciso film sui sentimenti senza una briciola di sentimentalismo. Nato nel dicembre 1996, Doret è un gamin au vélo indimenticabile. La belga De France si è messa, con grazia leggera e solare, “a disposizione” del piccolo eroe fuggitivo. È una donna di classe. Distribuito da Lucky Red.

Locandina Il figlio

Un film di Luc Dardenne, Jean-Pierre Dardenne. Con Olivier Gourmet, Morgan Marinne, Isabella Soupart Titolo originale Le fils. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 103 min. – Belgio, Francia 2002. MYMONETRO Il figlio * * * * - valutazione media: 4,06 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Proprietario di una falegnameria che funziona come centro di formazione professionale, il gentile e laborioso Olivier (Gourmet) accoglie tra i suoi allievi il sedicenne Francis (Marinne), reduce da cinque anni di riformatorio che, dopo averlo conosciuto, gli chiede di diventare suo tutore, non sapendo che è il padre del ragazzino da lui ucciso cinque anni prima. L’intreccio del 3° film dei fratelli Dardenne “è il personaggio, opaco, enigmatico. Forse è l’attore stesso” (Gourmet fu premiato a Cannes 2002). Braccato dalla cinepresa (una recente A-Minima) che gli sta incollata addosso, spesso alle spalle, Olivier è il raro caso di un personaggio inseparabile dalla suspense angosciosa che imbeve lo spettatore, costretto moralmente a immedesimarsi con lui anche nella prima ora abbondante in cui ignora la natura del suo rapporto con il ragazzo. I Dardenne “continuano a togliere, ad asciugare trama, dialoghi e décor. E più tolgono, più il risultato è potente” (F. Tassi). Cinema lucido, concreto – “La verità è concreta” (B. Brecht) – preciso nei particolari, fatto di sguardi, con un uso della cinepresa a spalla che raramente è stato così fluido, funzionale, espressivo. Si chiama Il figlio . Poteva chiamarsi Il padre . Fotografia: Alain Marcoen. Senza musica.

Regia di Luc DardenneJean-Pierre Dardenne. Un film Da vedere 2014 con Marion CotillardFabrizio RongionePili Groyne, Simon Caudry, Catherine SaléeAlain EloyCast completo Titolo originale: Deux Jours, Une Nuit. Genere Drammatico, – Belgio2014durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 13 novembre 2014 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,68 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Una piccola azienda che realizza pannelli solari offre un bonus di 1000 euro agli impiegati che voteranno per il licenziamento di Sandra, anello debole della catena produttiva per trascorsi di depressione. Lei combatte, appoggiata dal marito, e contatta uno per uno i colleghi per portarli dalla sua parte. Il tema del lavoro è spesso presente nei film dei registi che qui raccontano una storia di potere subdolo che delega decisioni ingiuste alle vittime stesse, di guerra tra poveri, ma anche di solidarietà, realistica, priva di facile buonismo (alcuni degli interpellati cambiano idea, altri si irrigidiscono ancora di più contro di lei). E al centro c’è un personaggio di donna fragile, insicura, facile alle lacrime, che nel suo percorso di ricerca della solidarietà cresce facendo crescere gli altri e ne esce rafforzata senza alcun cedimento alla retorica. La Cotillard esagera in mobilità facciale, ma è perdonabile.

Risultati immagini per Angel - La Vita, il Romanzo

Un film di François Ozon. Con Romola Garai, Lucy Russell, Michael Fassbender, Sam Neill, Charlotte Rampling.Titolo originale Angel. Drammatico, durata 118 min. – Gran Bretagna, Belgio, Francia 2007. – Teodora Film uscita venerdì 5 ottobre 2007. MYMONETRO Angel – La vita, il romanzo * * * - - valutazione media: 3,06 su 56 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

1905. Angel è una ragazza orfana che vive con la madre che gestisce un negozio di drogheria nella Londra operaia. Angel ha una passione: scrivere. I suoi romanzi sono… ricchi di colpi di scena e si alimentano di una vita da lei soltanto immaginata. Un giorno riesce a trovare un editore e da quel momento per lei tutto cambia. Ogni suo nuovo libro vende copie su copie e la ricchezza diventa per lei così tangibile da consentirle di comprare la dimora dei suoi sogni “Paradise”. La sua però è letteratura popolare così come “popolari” sono i suoi gusti nell’arredare il suo “castello”. Tutto procede per il meglio finché non si innamora, ricambiata, di un pittore che vede il mondo esattamente al contrario: grigio e spento. “Angel” è il titolo di un romanzo pubblicato nel 1957 dalla scrittrice inglese Elizabeth Taylor (un puro e semplice caso di omonimia con l’attrice). Un romanzo che Ozon ha letto cinque anni fa e lo ha attratto perché nella protagonista ha rivisto le eroine di tanto cinema degli anni Trenta e Quaranta. Angel è sempre sopra le righe, manca di buon gusto o, meglio, ha dei gusti che piacciono alle masse e non all’aristocrazia. Per lei la vita è un susseguirsi di passioni intense e di note sfavillanti. Ozon si è così trovato di fronte l’occasione per rileggere un cinema che non c’è più. A differenza di Soderbergh non si è però dedicato solo a una ricostruzione filologicamente accurata (che peraltro c’è e che gli appassionati di cinema potranno gustare). Ha anche lavorato sui personaggi spingendo il pubblico a seguirne le pur esplicitamente romanzesche vicende. Questa lettura a doppio livello lo ha spinto a depurare il personaggio della protagonista di buona parte dell’ironia con cui l’autrice del libro la descriveva: “Non è possibile seguire per due ore un personaggio solo ironizzando su di lui” ha affermato. “È importante esserne anche affascinati. Scarlett O’Hara è la protagonista a cui ho pensato. Come dicono gli inglesi ‘la ami e la odi allo stesso tempo’”. Ne è nato così un film che ha il fascino del passato riletto attraverso lo sguardo lucido di un regista che ci ha abituato ormai a una sorpresa ad ogni film. Per Ozon il gusto della ricerca non ha mai fine e Romola Garai, un nome che sentiremo sempre più spesso, gli offre un importante contributo.

Regia di Felix Van Groeningen. Un film Da vedere 2012 con Veerle BaetensJohan HeldenberghNell CattrysseGeert Van RampelbergNils De CasterCast completo Titolo originale: The Broken Circle Breakdown. Genere Drammatico, – Belgio2012durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 8 maggio 2014 distribuito da Satine Film. – MYmonetro 3,40 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel quieto Belgio agreste, Didier, cantante in un apprezzato ensemble di country bluegrass, ed Elise s’incontrano, si scelgono, si amano, mettono al mondo una figlia. La loro storia procede a sbalzi tra frammenti di un passato luminoso e un presente dolente, segnato dalla leucemia che colpisce la bimba e la loro unione. Storia d’amore e di dolore che parla non tanto di malattia quanto dell’effetto che la malattia ha sugli esseri umani e sulle relazioni: Elise si rifugia nella religione e i due si allontanano irrimediabilmente l’uno dall’altra. Narrato con un intreccio di passato, remoto e prossimo, e presente, e assai bene interpretato dai 2 credibili protagonisti, fa riflettere sul senso della vita, sull’accettazione della morte, sul ruolo della religione e del “credo” nell’esistenza dei vulnerabili esseri umani.

Locandina Mille mesi

Un film di Faouzi Bensaïdi. Con Fouad LabiedNezha RahileMohamed MajdAbdelati LambarkiMohamed Bastaoui Titolo originale Mille moisDrammaticodurata 124 min. – Francia, Marocco, Belgio 2003.

Medhi è affidato alle cure della mamma Amina e del nonno Ahmed, perché suo padre lavora in Francia. O meglio, questo è quello che i due gli fanno credere per non turbare il suo fragile equilibrio – suo padre è in realtà in prigione. Medhi ha il “difficile” compito, a scuola, di custodire la sedia del maestro, e le sue relazioni con gli altri bambini ruotano attorno a questo compito.