Category: Muratova Kira


Sindrome astenica (in russo: Астенический синдром?traslitteratoAsteničeskij sindrom) è un film del 1990 diretto da Kira Muratova.

Il termine medico del titolo designa quella che un tempo era nota come “ipocondria” o “melancolia”. Ora ne soffre l’insegnante Nikolaj, quotidianamente impegnato a fronteggiare una schiera di studenti di rara indifferenza. Ma forse è l’intera società a esserne afflitta…

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Un film di Kira Muratova. Con Zinaida Sharko, Oleg Vladimirsky, Tatyana Mychko, Yuri Kayurov, Svetlana Kabanova, Lidiva Dranovskaya, Lidiya Brazilskaya Titolo originale Dolgie provody. Drammatico, durata 97 min. – URSS 1971. MYMONETRO Lunghi addii * * * * - valutazione media: 4,00 su 1 recensione.

È davvero un lungo addio quello fra una madre tormentosa e opprimente, divorziata dal marito archeologo, e suo figlio Ustinov, silenzioso e solitario come uno spettro, in sua presenza. Lei vorrebbe penetrare nel complicato mondo del figlio, lui dal canto suo, vorrebbe che non invadesse anche quello, tanto da costruire un muro di parole ripetute mille volte e di mutismi assordanti che si frappone nel loro rapporto, già parecchio alienante e tortuoso. Fino a quando non riemergerà la figura del padre, portando nella mente di Ustinov il pensiero di una nuova vita, lontano da gelosie, rimproveri e consigli materni inopportuni.
Censurata fino alla Glasnost del 1987 (quell’ampia riforma politica atta a rimuovere corruzioni e privilegi dell’apparato governativo sovietico), la Muratova – una delle più celebri registe russe del XX secolo, parecchio influenzata dalla Nouvelle Vague -, dimostra tutto il suo anticonvenzionale talento nel dirigere (in una Russia che deve fare ancora i conti con le revisioni dello stalinismo) una pellicola moderna e d’avanguardia come questa, ben attenta a non compiere giri di boa, attorno a randagismi sentimentali banali, che potrebbero far cadere la trama (peraltro perfetta) nei più ovvi cliché. Ottima la sceneggiatura che scava alla ricerca dello straordinario nell’ordinario di tutti i giorni; tanto appassionante che è impossibile non riuscire a comprendere le inadeguatezze, i masochismi, le depressioni e le monotonie dei personaggi, veri motivi dei comuni lunghi addii.
Un particolare plauso va all’attrice teatrale e cinematografica Zinaida Sharko (una sorta di Claudia Cardinale russa), perfettamente calata nel ruolo di una madre che alterna la civetteria con gli altri uomini alla debole gelosia per le ragazze che il figlio bacia, ma che fondamentalmente cerca, con una notevole punta di disperazione, di non farsi abbandonare per la seconda volta. Bravo anche Oleg Vladimirsky nel ruolo dello sfuggevole Ustinov, che oggi è un affermato fotografo artistico.

Locandina The Tuner - L'Accordatore

Un film di Kira Muratova. Con Renata LitvinovaGeorge DeliyevNina RuslanovaAlla Demidova Titolo originale NastroyschikCommediab/n durata 154 min. – Russia 2004

Nella Russia contemporanea, arrivare a fine mese è un miracolo, soprattutto se sei un artistoide che sopravvive di espedienti e piccoli furti come Andryusha, ebreo dalla parlantina svelta e dalla mente ancora più celere, la cui vita potrebbe essere facile, se non dovesse più badare solo a se stesso. Ora c’è di mezzo anche Lina, la sua fidanzata. Bellissima, spendacciona, materialista e gelida: sempre bisognosa e vogliosa di… denaro. E per trovarli, Andryusha si reinventa perfino accordatore di pianoforti di fronte a due anziane e agiate amiche: Anna Sergeyevna e la tonta vedova Lyuba. Sono loro i polli da spennare per i capricci di Lina… e come galline dalle uova d’oro, c’è da dirlo fanno un chiasso tremendo già di loro!!!
Una commedia molto divertente, con una sceneggiatura e una trama terribilmente spassose, nere e rapide, che si distinguono per la perfezione dei tempi comici della slapstick comedy, ottimamente sostenuta, fra l’altro, dagli interpreti del film, in particolare delle vecchie leve del cinema russo Alla Demidova e Nina Ruslanova, nella parte delle due attempate amiche. La regia di Kira Muratova è perfetta fino al più piccolo particolare, così come la fotografia in bianco e nero, dai toni leggeri. Il nome di uno dei protagonisti: Anna Sergeyevna entra simpaticamente in testa dello spettatore, dato che è ripetuto da tutti i personaggi del film. Molto Truffaut, tanta black-comedy!

Brevi incontri (1967) - Film - Movieplayer.it

Un film di Kira Muratova. Con Yelena BazilskayaKira MuratovaVladimir VysotskyNina Ruslanova Titolo originale Korotkije vstrechiDrammaticodurata 96 min. – URSS 1967.

Nadja è una semplice ragazza della campagna sovietica, una di quelle che quando si innamora segue il cuore ovunque esso la porti. E così accade quando un giorno, sul suo cammino, incrocia il geologo Maksim e, perduta la testa per lui, decide di seguirlo in città per stargli vicino. Assunta come domestica dalla signora Valentina Ivanovna, moglie di un funzionario, scoprirà ben presto che il suo non è l’unico cuore nel quale Maksim ha fatto breccia.
Una pellicola d’amore delicata e triste, ma soprattutto poetica, grazie al finale assolutamente romantico, commovente e, oltretutto, inaspettato per lo spettatore. La Muratova, qui anche in veste di attrice nel ruolo di Valentina, la moglie del funzionario, descrive i percorsi del cuore di una ragazza con un’eleganza e una limpidezza invidiabili. Nel cast, nel ruolo di Maksim, il cantante e attore teatrale e cinematografico Vladimir Vysotsky, mito della musica russa, che morì dissidente nel 1980.