Category: Ki-Duk Kim


Regia di Kim Ki-Duk. Un film Da vedere 2007 con Chen ChangPark Ji-aHa Jung-woo, Hang In-Hyung, Kim Ki-Duk, Lee Joo-Seok. Titolo originale: Breath. Genere Drammatico, – Corea del sud2007durata 84 minuti. Uscita cinema venerdì 31 agosto 2007 distribuito da Mikado Film. – MYmonetro 3,45 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

La scultrice Yeon, moglie tradita e madre riluttante di una bimbetta, comincia a far visita, spacciandosi per una sua ex fidanzata, a un condannato a morte che ha tentato due volte il suicidio. Seminvisibile demiurgo elettronico del plot, il direttore del carcere non solo la fa passare, ma gradualmente l’asseconda nelle sue bizzarrie scenografiche con cui si propone di ridare all’omicida il gusto della vita e di sedurlo. Entra in azione il marito geloso (musicista?) che vuole riconquistarne l’affetto. In concorso a Cannes 2007, quest’enigmatico film a basso costo, chiuso in 3 stanze e sul grigio percorso stradale dalla città al carcere, è piaciuto assai, forse troppo, ai critici. C’è chi l’ha definito “un kammerspiel sublime”. Anche allo spettatore medio, spiazzato dal cattolico Ki-duk che toglie più del solito (il mutismo quasi assoluto di Yeon), rimarrà nella memoria la rutilante tappezzeria mobile delle quattro stagioni (ancora…) con cui la donna arreda la stanza delle visite. Soom (titolo inglese più corretto: Breath , respiro) si presta a riserve. C’è una certa premeditazione artificiosa che qui vizia il suo indubbio talento. Riguarda soprattutto il personaggio femminile che lentamente rivela una insondabile violenza ferina.

Regia di Kim Ki-Duk. Un film Da vedere 2006 con Ha Jung-wooSung Hyun-ahJi-Yeon Park. Genere Drammatico – Corea del sudGiappone2006durata 97 minuti. Uscita cinema venerdì 25 agosto 2006 – MYmonetro 3,03 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Ossessionata dall’idea di non essere più amata come prima dal suo compagno Ji-woo, la fragile Seh-hee si sottopone a un intervento chirurgico al volto per trasformarsi in un’altra donna di cui l’altro possa innamorarsi. Dopo qualche mese di assenza gli compare davanti. Nasce tra i due una relazione, ma l’ignaro Ji-woo è turbato dal ricordo dell'”altra” Seh-hee. Scoperta la verità, sconvolto, decide a sua volta di farsi operare e sparisce. Lei cerca di individuarlo tra i volti degli sconosciuti. Il nucleo del film è l’analisi del sentimento amoroso nella vita di coppia, legato ai temi dell’identità e delle sue apparenze, al rapporto tra permanenza e trasformazione, e del tempo che passa, ma basato su una grave inverosimiglianza narrativa, quella della voce che rimane la stessa: possibile che nessuno dei due se ne accorga? Sul piano figurativo, comunque, ha molti meriti. Oltre ai due ambienti fissi che fanno da contenitore (il bar e la camera da letto), c’è quello, suggestivo nel suo erotismo, del Parco delle Sculture in riva al mare, già usato da Kim nei film precedenti.

Regia di Kim Ki-Duk. Un film con Jang Dong-GunKim Jeong-hakPark Ji-aYu Hye-Jin. Titolo originale: Hae anseon. Genere Drammatico – Corea del sud2002durata 91 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Mentre i commilitoni trascorrono le giornate tra sport e facezie, il soldato Kang Sang-byeong è sempre all’erta in vista della possibile incursione di una spia nordcoreana. Quando due giovani amanti si spingono nella zona proibita della costa Kang è di sentinella e uccide il ragazzo. La ragazza, Mi-yeong, perde il senno mentre Kang viene congedato con onore. Ma la tragedia avvenuta scatenerà un effetto domino inarrestabile.

WILD ANIMALS - Korea Film Festival

Un film di Kim Ki-Duk. Con Cho Jae-hyunJang Dong-jikRyun JangSasha RucavinaRichard Bohringer. continua» Titolo originale Yasaeng dongmul bohoguyeogDrammaticodurata 105 min. – Corea del sud 1997.

Chung-Hae è un pittore col talento del truffatore, e Hong-San un disertore dell’esercito nordcoreano col talento per la frantumazione delle ossa altrui. I due “amici” diventano i tirapiedi di un boss malavitoso, scatenando le gelosie degli altri suoi sottoposti, che daranno il via a una girandola di morti e vendette.
“Animali selvaggi”, come in Coccodrillo, sono i protagonisti del secondo lungometraggio di Kim Ki-duk, ma questa volta tra le sognanti strade di Parigi, piuttosto che sulle rive di una fogna sudcoreana. Se nell’esordio l’ex pittore ed ex-militare dava libero sfogo alla sua visionarietà creativa, qui sembra voler approcciare il linguaggio cinematografico con maggior rigore, palesando tutta la sua acerbità tecnica e narrativa. Sceneggiatura soporifera senza nessun picco, se non in poche invenzioni (il pesce surgelato, il sacco per due, il furto della statua) che ci ricordano chi c’è dietro quella macchina da presa. Puro (ed inutile) esercizio tecnico.

Locandina Indirizzo sconosciuto

Un film di Kim Ki-Duk. Con Jang Dong-GunBan Min-jungYoung-min Kim (II)Bang Eun-jinGye-nam Myeong. continua» Titolo originale Suchwiin bulmyeongDrammaticodurata 117 min. – Corea del sud 2001.

Pyongtaek, cittadina coreana contaminata dalla presenza di una base militare USA, vive di un dolore intrinseco a se stessa. Tre personaggi, a cavallo tra l’adolescenza e la maturità, diventano gli eroi di questa storia, fondendosi in sentimenti forti, per la vita e tessendo le loro avventure con o contro molti altri personaggi, specchio di se stessi e della misera realtà che li incatena. Chang-gook è un “mezzo sangue”, frutto dell’amore illegittimo tra una donna coreana e un soldato afroamericano; vive con la madre in un autobus tra i campi di periferia. Ji-hum è figlio di un reduce della guerra di Corea e vive timidamente aiutando il padre nel suo lavoro di ritrattista. Eun-ok è una studentessa in lotta con se stessa, orfana del padre e del suo occhio destro, perso da piccola per colpa di un gioco di guerra del fratello.
Degno dei suoi film di maggior successo, questo gioiello cinematografico di Kim Ki-duk è praticamente inattaccabile, a cominciare dalla recitazione, caratterizzata da forte espressività e molto “occidentale”, al ritmo cadenzato, alla struttura narrativa, capace di mettere a nudo così tante piaghe culturali, con brutalità e al tempo stesso con dolcezza, in questo aiutata dalla ricerca visiva, marchio inconfondibile e sublime dell’autore.
Violenza. Silenzi e parole che non si riescono a condividere. Mutilazioni.
Straziante il percorso che Chang-gook è costretto a viversi e che lo porta alla distruzione, narrato per inquadrature che sembrano quadri, dove la morte si mescola armonicamente al senso estetico dell’immagine per diventare poesia. Kim Ki-duk, un gioiello. Una lettera spedita. Dispersa nei campi. Racconta tristezze. A nessuno. Un omaggio alle miserie della vita. Un inno alla morte. Poesia violenta e violentata.

Regia di Kim Ki-Duk. Un film Da vedere 2004 con Uhl LeeJi-min KwakMin-jung SeoKwon Hyun-MinOh YoungGyun-Ho ImCast completo Titolo originale: Samaria. Genere Drammatico – Corea del sud2004durata 95 minuti. Uscita cinema venerdì 17 giugno 2005 – MYmonetro 3,43 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

10° film del regista coreano, è diviso in 3 parti: 1) “Vasumitra”. A Seul, figlia di un poliziotto e orfana di madre, la ragazzina Yeo-jin aiuta l’amica del cuore Jae-young a prostituirsi. Mettono da parte i guadagni per fare insieme un viaggio in Europa. Sorpresa dalla polizia con un cliente in un motel, Jae-young si butta dalla finestra. 2) “Samaria”. Yeo-jin comincia a prostituirsi, incontrando uno a uno i clienti dell’amica ai quali, invece di farsi pagare, restituisce i soldi dati a Jae-young. Il padre poliziotto la scopre e uccide uno dei clienti. 3) “Sonata”. Il poliziotto invita la figlia a far visita alla tomba della madre in campagna. Le insegna a guidare l’auto e poi si costituisce. Orso d’argento a Berlino 2004, è un film dissonante che spiazza gli spettatori e ha spaccato in due le accoglienze critiche. Disorienta, turba, sorprende. Comincia, partendo da un’antica storia indiana, con una visione idillica del sesso e della prostituzione dal punto di vista innocente di una ragazzina immatura, ma poi, attraverso la torva figura del padre poliziotto, la smentisce descrivendo la miseria meschina dei clienti, adulti della sua generazione. Pessimista, ma non nichilista alla moda, impregna il racconto di un furente moralismo che è anche un atto d’accusa contro la società del benessere. Rimane intatta la maestria stilistica del regista che l’ha anche prodotto per essere più libero.

Regia di Kim Ki-Duk. Un film con Dong-seok MaYoung-min KimYi-Kyeong LeeDong-in JoTeo YooJi-hye AhnCast completo Titolo originale: Il-dae-il. Genere Drammatico, – Corea del sud2014durata 122 minuti. Uscita cinema giovedì 28 agosto 2014 distribuito da Fil Rouge Media. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 2,72 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Una ragazzina viene uccisa. 7 colpevoli, dal sicario ai mandanti, sono catturati uno a uno e torturati da un gruppo terroristico per estorcere la confessione. Kim tratteggia personaggi semplici, caratterizzati da sentimenti primordiali e (dis)umani attraverso la negatività dei loro comportamenti. L’espediente narrativo è l’omicidio e la conseguente vendetta, ma, come sempre, il punto di arrivo non è la mera scoperta di un colpevole su cui potersi rivalere, bensì il percorso interiore che le parti sono costrette a intraprendere. I ruoli si invertono e si rincorrono: l’impunità di chi commissiona delitti e l’inconsapevolezza di chi li perpetra senza tenere conto delle ripercussioni sono contrapposte alle torture di chi si erge a giustiziere popolare, divorato e accecato dal sentimento di vendetta. Una dittatura dell’anima di cui non si scorge altra soluzione che perdersi per ritrovarsi. Vincitore a Venezia 2014 del premio Fedeora, assegnato dalla Federazione di Critici Cinematografici Europei e del Mediterraneo.

oltre il fondo: Birdcage Inn

Un film di Kim Ki-Duk. Con Lee Jae-eunLee Hae-eunJae-mo AhnHyeong-gi JeongMin-seok Son Titolo originale Paran daemunDrammaticodurata 105 min. – Corea del sud 1998.

La chiusura in realtà personali che si aprono in un corridoio che dirige verso una porta verso esterna, è un elemento ricorrente nel cinema del regista coreano, ideatore di una “violenza poetica”, blend di crudezze e sogni, privi di luoghi comuni.
La “Locanda del voliere” (anch’esso spazio definito e chiuso) è la dimora di Jina giovane prostituta e ragazza apparentemente debole, e schiava delle regole sociali che in Corea del Sud non accettano e puniscono: la “vendita dei corpi femminili” è proibita. Il motel, gestito da una famiglia nella quale la sorella Hyemi è l’estremo opposto di Jina è la scena rappresentativa di un mondo ridotto e reale. Hyemi, rigida con se stessa e gli altri e incapace di qualsiasi gesto umano nei confronti di Jina, è l’essenza della coerenza e della standardizzazione sociale di un paese molto lontano da noi. Le regole tuttavia sono fatte per essere cambiate. E dall’odio può scaturire l’amicizia.
Kim ki-duk parla per simboli e per uomini, per professioni e per famiglie, raccontando un mondo che conosce bene facendo incontrare realtà e fantasia. I suoi personaggi accettano la loro situazione e combattono in silenzio per sopravvivere nella dignità e le immagini, come sempre, parlano di più delle parole, racchiuse nell’anima dal dolore.

Real Fiction [2000]: Amazon.it: Ki-Duk, Kim: Film e TV

Un film di Kim Ki-Duk. Con Ju Jin-moKim Jin-ahSon Min-seokLee Je-rakKim Ki-yeon Titolo originale Shilje sanghwangSperimentaledurata 84 min. – Corea del sud 2000

Un ritrattista di strada viene maltrattato da tutti. Una ragazza lo riprende con la sua videocamera e lo convince a seguirla in un teatro, dove un attore lo mette di fronte a tutte le sue più profonde frustrazioni. Il ragazzo si decide a compiere così la sua vendetta, che sarà rapida, implacabile e brutale.
Scritto in pochi giorni, girato in appena 200 minuti, con l’ausilio di 11 aiuto-registi e 10 telecamere, il quarto film di Kim Ki-duk è più un’onanistica rappresentazione che non un film vero e proprio – e infatti L’isola L’isola, dello stesso anno, ha ben altro respiro. Kim Ki-duk è un artista, dunque capace di picchi di grande ispirazione come di clamorose cadute di qualità. Di un autobiografismo troppo ostentato, Real fiction appartiene alla seconda categoria, sebbene qua e là traspaia la grandezza della personalità dell’autore. Troppo poco, però, in un film noioso e banale nonostante l’originalità dell’esperimento.

Regia di Kim Ki-Duk. Un film Da vedere 2003 con Oh Yeong-su, Kim Ki-DukYoung-min Kim (II), Seo Jae-kyeong, Ha Yeo-jin, Kim Jong-ho. Titolo originale: Bom, yeoreum, gaeul, gyeoul, geurigo, bom. Genere Drammatico – Corea del sudGermania2003durata 103 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 4,01 su 11 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Cinque stagioni (tempo circolare), due personaggi principali, una casetta ancorata in un laghetto tra i monti, un’azione scandita ogni dieci anni, mezzo secolo di ascesi per diventare un vero uomo. È la storia di un bambino educato con rispetto affettuoso da un anziano monaco, dall’infanzia innocente e crudele (primavera), all’adolescenza appassionata che scopre l’amore carnale (estate), poi ossessione che sfocia nella gelosia omicida (autunno) e infine la quieta saggezza dell’ingresso nell’alta età (inverno). E il ciclo ricomincia con un bimbetto abbandonato. Opus n. 8 di un regista coreano abituato a raccontare drammi contemporanei, ribollenti di violenza e crudeltà, è un film straordinario per bellezza paesaggistica. Nei primi due capitoli può dare il sospetto di un estetismo pittorico fin troppo raffinato, come un calligrafico esercizio idilliaco di stile. Nella 2ª parte, però, quando dal mondo esterno irrompono le passioni, le invenzioni narrative e registiche si susseguono. In inverno, sul lago ghiacciato anche la natura si fa minacciosa, non più incontaminata nel suo splendore. Così infantilmente scherzosa nel 1° capitolo dov’è applicata a rane e pesci, la grossa pietra che faticosamente l’adulto e atletico monaco trascina sino alla vetta più alta diventa la metafora della pena del vivere, ma anche di un’ascesa alla conquista di una pace autentica. Premio del pubblico a Locarno 2003. Fotografia (Dong-hyeong Baek) e musica (Ji-woong Bark) di prim’ordine.

Regia di Kim Ki-Duk. Un film Da vedere 2000 con Jung SuhYoo-Suk KimSung.Hee ParkCho Jae-hyunHang-Sun Jang. Titolo originale: Seom. Genere Drammatico – Corea del sud2000durata 86 minuti. – MYmonetro 4,07 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Di giorno traghettatrice in una riserva di pesca e prostituta di notte, la silenziosa Hee-jin distoglie dal suicidio un giovane fuggiasco due volte assassino e ne diventa l’amante. L’ossessione amorosa è l’amo feroce che li conduce a fare altre vittime e a una tragica fine. In altalena fra tragico e grottesco, all’insegna di un ironico darwinismo sociale, è un crudelissimo film dove si postula una identificazione tra uomo e pesce. Interamente giocato sull’ambiguità simbolica del pesce (segreta immagine del pene, ma anche animale a sangue freddo, alieno dalle passioni). K. Kim, autore a pieno titolo, “gioca su questa doppiezza e costruisce un complesso gioco a intarsi in cui interagiscono vari gradi di ferocia e dipendenza.” (A. Morsiani). Braccato dalla polizia, lui inghiotte un mazzetto di ami. Quando se ne va, lei se li infila nella vagina. La storia termina con un ritorno nell’acqua, cioè nel liquido amniotico, che è anche un’immersione nell’inconscio. Alla Mostra di Venezia 2000 fece scalpore tra il pubblico e sconcertò i critici.

Regia di Kim Ki-Duk. Un film Da vedere 2016 con Ryoo Seung-BumLee Won-GeunChoi Gwi-HwaJo Jae-RyongWon-geun LeeCast completo Titolo originale: Geumul. Genere Drammatico, – Corea del sud2016durata 114 minuti. Uscita cinema giovedì 12 aprile 2018 distribuito da Tucker Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,48 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nam Chul-woo è un povero pescatore nordcoreano che nella sua barca ha l’unica proprietà e l’unico mezzo per dare da mangiare a sua moglie e alla loro bambina. Un giorno gli si blocca il motore mentre sta occupandosi delle reti in prossimità del confine tra le due Coree e la corrente del fiume lo trascina verso la Corea del Sud. Qui viene preso sotto controllo delle forze di sicurezza e trattato come una spia. C’è però chi non rinuncia all’idea di poterlo convertire al capitalismo lasciandogli l’opportunità di girare, controllato a distanza, per le strade di Seoul.

Locandina Dream

Un film di Kim Ki-Duk. Con Mi-hie JangTae-hyeon KimNa-yeong LeeJô OdagiriJi-a Park Titolo originale Bi-mongDrammaticodurata 95 min. – Corea del sud, Giappone 2008.

Jin si addormenta al volante e sogna un incidente stradale. Ma si tratta di un fatto reale e la responsabilità ricade su Ran, una giovane donna che si dichiara innocente. Jin si autoaccusa davanti alla polizia, ma viene considerato pazzo mentre Ran finisce in carcere. Presto si scopre che i due sono indissolubilmente lega.

Locandina Bad Guy

Un film di Kim Ki-Duk. Con Cho Jae-hyunWon SeoKim Yun-taeChoi Duek-monYoon-young Choi (II). continua» Titolo originale Nabbeun namjaDrammaticodurata 100 min. – Corea del sud 2001MYMONETRO Bad Guy ****- valutazione media: 4,13 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La sempiterna diatriba tra gli strenui difensori del cinema come Arte e quanti osteggiano una cinematografia che non diverta, trova uno stallo, di quando in quando, in prodotti come questo di Ki-duk, tutto incentrato sul “tipo cattivo” interpretato dal suo attore feticcio Cho Jae-Hyun. Perché sebbene sia questo un film tutt’altro che di facile lettura, è innegabile la sua capacità di coinvolgere fasce di pubblico di ogni provenienza. Violento, torbido, spesso al limite della decenza, Bad guy è un apice creativo dell’ex-pittore coreano, che disgusta e mette a dura prova i principi morali di chi guarda, eppure svestendolo della capacità e diritto di smettere di guardare. Cui si aggiunge, a film finito, l’ancor più viscida sensazione di aver assistito a qualcosa di grande, e al tempo stesso sporco. La trama stessa, riassunta in parole, è imbarazzante: un brutto tipo si innamora al primo sguardo di una giovane studentessa e per farla sua decide di metterla al suo livello, la rapisce, la costringe per mesi a prostituirsi, finché la ragazza non cambia completamente il proprio modo di vedere il mondo. Ma come per tutto il cinema di Kim Ki-duk, non ci sono parole adatte a descrivere ciò che solo in sé si realizza. I sentimenti protagonisti sono tutt’altro che sofisticati, ma vivi e presenti nella loro concretezza, fisici perfino. È qui che l’amore perde la sua poetica dell’Eros e diviene frenetica carnalità, così come l’amore immenso, utopico, è rappresentato dalla privazione del sesso, cosa che in questo contesto risulta ancor meno comprensibile. Tanti sono del resto i temi messi in agenda dal regista in un’opera che lascia il segno, unica nonostante gli echi del cinema classico si percepiscano bassi e continui, un vero capolavoro nel suo genere: un genere che, appunto, non esiste.

Regia di Kim Ki-Duk. Un film Da vedere 2011 Genere Drammatico – Corea del sud2011durata 100 minuti. – MYmonetro 3,17 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Kim Ki-duk vive da solo in una disordinata casa di campagna al cui interno ha installato una tenda in cui dorme. Ha lasciato il cinema dopo che, nel corso delle riprese di Dream la protagonista ha rischiato di morire impiccata. Ora Kim vive una vita di afflizione lontano dal set in cui per lui urge il bisogno di riflettere sul senso del fare cinema. Decide allora di riprendere se stesso realizzando così una lunga dichiarazione in cui si mette totalmente a nudo.
Kim Ki-duk, il prolifico regista sudcoreano che ha realizzato 15 film in 13 anni ottenendo prestigiosi riconoscimenti a Venezia, a Cannes e a Berlino, era scomparso da 3 anni. Le voci lo davano come malato e comunque ormai fuori dalla produzione di film. Stava invece realizzando questa disperata confessione che è al contempo una richiesta di aiuto. Con il solo supporto di una camera digitale Kim mette in scena tutto il suo travaglio interiore.

Regia di Kim Ki-Duk. Un film con Ye-na Kim. Titolo originale: A-men. Genere Drammatico – Corea del sud2011durata 72 minuti. Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Una giovane donna coreana arriva a Parigi, ma non trova nessuno ad attenderla all’aeroporto. Prova a chiamare l’uomo che veniva a visitare, ma il numero non è attivo. Si reca all’abitazione di costui, solo per scoprire che il connazionale è partito per Venezia. La ragazza prende quindi il treno per l’Italia. Durante la notte, una misteriosa presenza che veste una maschera a gas si manifesta nel suo compartimento. Inizia un inquietante gioco di fughe e rincorse tra la donna e l’arcana figura.

Regia di Kim Ki-Duk. Un film Da vedere 1996 con Cho Jae-hyunJeon Mu-songJae-Hong Ahn (II)Woo Yun-kyeong. Titolo originale: Ag-o. Genere Drammatico – Corea del sud1996durata 100 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

In riva al fiume Han vive una piccola comunità di senzatetto: un anziano, un ragazzino e Coccodrillo, violento e solitario individuo. Quando la giovane Hyun-jung tenta il suicidio gettandosi nel fiume, Coccodrillo la salva per fare di lei una schiava, abusandone sessualmente. Tra i due nasce una relazione di dipendenza malsana, complicata dal fatto che quello di Hyun-jung era un suicidio d’amore.
Vedere Coccodrillo con l’occhio di chi ha già vissuto la parabola autoriale di Kim Ki-duk significa probabilmente smarrire parte dell’effetto dirompente dell’opera prima del regista, ma al tempo stesso comprendere meglio l’origine di quelli che sarebbero stati di lì in avanti i punti fermi della poetica di Kim. Coccodrillo è il tipico eroe o anti-eroe kimkidukiano: animalesco, istintivo, taciturno (benché meno del mutismo dei bad guys successivi), capace di nefandezze esecrabili come di slanci di umanità inaspettati. A dargli un volto e un corpo è Jo Jae-hyeon, ossia il Bad Guy di uno dei capolavori del regista, opera che per più di un verso rappresenta una forma più compiuta, ambiziosa e meno ancorata alla semplicità dell’intreccio di quanto già espresso in Crocodile.