Category: Western


EPIERRE - SERIE COMPLETE EPIERRE 4, PECOS BILL 1/22

Pecos Bill è un personaggio immaginario protagonista di numerose storie di genere western ambientate durante l’espansione territoriale verso occidente; si ritiene che le storie vennero inventate da Edward O’Reilly nei primi anni del XX secolo nonostante questi affermasse di averle tratte dalla tradizione orale americana e sono quindi considerate un esempio del cosiddetto fakelore (da “fake”, falso, + folklore), ovvero storie che vengono presentate in modo da essere avvolte da un’aura pseudo-folcloristica che le fa apparire come tradizionali. “Pecos Bill” fu anche il soprannome del generale William Shafter durante la guerra di secessione americana,[1] quindi precedente all’opera di O’Reilly; Shafter era considerato un eroe in Texas e gli venne dedicato qualche componimento poetico ispirato alla sua figura.[2] Il personaggio ha avuto alcune trasposizioni cinematografiche e a fumetti che, soprattutto in Italia, hanno goduto di un duraturo successo.

Secondo la leggenda, Pecos Bill nacque in Texas nel 1830 (o nel 1845 in altre versioni, l’anno di istituzione dello stato del Texas). La sua famiglia decise di trasferirsi perché la città era “troppo affollata”. Pecos Bill da bambino, mentre era in viaggio su un carro coperto, cadde senza che nessuno se ne accorgesse nelle vicinanze del fiume Pecos e venne accolto e cresciuto da un branco di coyote. Anni dopo fu ritrovato da suo fratello, che riuscì a convincerlo che non era un coyote.

Una volta cresciuto divenne un cowboy. Era in grado di usare un serpente a sonagli, Shake, come un lazo e un altro serpente come una piccola frusta; il suo cavallo, Widow-Maker (anche chiamato Lightning), era così chiamato perché nessun altro uomo poteva provare a cavalcarlo senza morire. Si narra che la dinamite fosse il suo cibo preferito ma anche che a volte cavalcava un puma invece di un cavallo. Fra le sue imprese si narra che riuscì una volta a prendere al lazo un tornado e che lottò contro il Bear Lake Monster per diversi giorni fino a quando non lo ebbe finalmente sconfitto. Aveva una fidanzata chiamata Slue-Foot Sue, la quale cavalcò un gigantesco pesce gatto lungo il Rio Grande e che lui incontrò andando a pesca.

1000 VOLTE MEGLIO PUBLISHING - MASCHERA NERA 4, I FRATELLI POKER

Maschera Nera è un personaggio immaginario dei fumetti di genere western creato negli anni sessanta da Max Bunker e dal disegnatore Paolo Piffarerio,[1] qui alla loro prima collaborazione insieme, a cui faranno seguito AtomikEl GringoMilordFouché e infine Alan Ford, dopo l’abbandono di Magnus.

Verso la fine dell’Ottocento, dopo aver completato gli studi universitari in Inghilterra, il giovane avvocato Ringo Rowandt torna negli Stati Uniti dove l’anziano padre esercita l’attività di sceriffo in una cittadina del Far West. Dinanzi ai tanti torti e soprusi che incontra nella nuova realtà decide di reagire combattendo il male su due fronti e con due diverse identità: quello della legge, più lento e dagli esiti non sempre prevedibili, come avvocato, e quello della giustizia, nelle vesti dell’avventuriero Maschera Nera.

Pin su Fumetto

Nella collana si alternano le storie di TUROK (TU) (testi Paul S. Newman, disegni di A. Giolitti, nn. 1, 5, 9, 13, 16, 19, 22, 25, 28, 30), STAR TREK (ST) (testi di Arnold Drake, disegni di A. Giolitti, nn. 2, 6, 10), MAGNUS (MA) (testi di R. Manning, R. Kyle, M. Royer, disegni di R. Manning, M. Royer, Dan Spiegle, Paul Norris, nn. 3, 7, 11, 14, 17, 20, 23, 26) e MARSHAL (MR), (testi di P. S. Newman, E. Freiwald, R. Schaefer, disegni di A. Giolitti e A. Ticci, nn. 4, 8, 12, 15, 18, 21, 24, 27, 29), che dal 1973 al 1974 avevano testate autonome sempre sotto la sigla generica di ALBI SPADA. La periodicità è spesso irregolare con lunghi intervalli di non pubblicazione.

albo MAGICO VENTO Nr. 6 Edizioni Bonelli

Magico Vento è un personaggio dei fumetti ideato da Gianfranco Manfredi nel 1997 e protagonista di due omonime serie a fumetti di genere western/horror pubblicate in Italia dalla Sergio Bonelli Editore.

Il nome di Magico Vento è Ned Ellis, un militare che perse la memoria a causa di un incidente ferroviario causato da un ufficiale corrotto che, per rubare le armi trasportate dal treno, lo fece esplodere con della dinamite; tutti i soldati morirono nell’attentato e solo Ned si salvò, rimanendo ferito alla testa da una scheggia. Lo sciamano Cavallo Zoppo mentre era in viaggio lo raccolse e lo prese come allievo a cui tramandare i suoi insegnamenti. Dato che secondo lui era stato il Grande Spirito a condurlo fino a Ned, con un vento magico, gli venne dato questo nome indiano. Magico Vento iniziò così una nuova vita con gli indiani Sioux nelle praterie del Dakota. Non ricordava nulla della sua vita precedente. Divenne un medicine man con il dono delle visioni.

Lucky Luke 40 eBook di Morris - 9783841390646 | Rakuten Kobo Italia

Lucky Luke è un personaggio dei fumetti creato nel 1946 da Morris,[1][2] protagonista di una serie a fumetti umoristica di genere western ritenuta un classico del fumetto belga

Il personaggio è un pistolero molto abile e veloce – tanto da sparare più velocemente della propria ombra – che grazie al suo ingegno riesce spesso a risolvere i suoi guai senza ricorrere all’uso delle armi e mantenendo un’assoluta imperturbabilità anche nelle situazioni più disperate[1][11]. Girovagando nel far west si ritrova nei classici scenari del genere come saloon e villaggi indiani nei quali gli autori gli fanno esplorare tutte le possibilità narrative in chiave comico-satirica.

Loveless era un americano occidentale fumetti serie per i lettori maturi pubblicati dalla DC Comics come parte di tale società Vertigo impronta . È scritto da Brian Azzarello e disegnato da Marcelo Frusin , Danijel Zezelj e Werther Dell’Edera. [1] Ci sono 24 numeri in totale.

Loveless parlava originariamente di un uomo, Wes Cutter, che ha combattuto per il Sud nella Guerra Civile ed è stato catturato. Dopo aver trascorso del tempo in un campo di prigionia, torna nella sua precedente casa di Blackwater dopo che il Nord ha vinto per trovare la città sotto il controllo dell’Unione e la sua casa occupata. Poco dopo, a Cutter viene offerto un posto di sceriffo in città. [2]

I primi numeri del fumetto esplorano la relazione dinamica tra Cutter e la gente della città (la maggior parte dei quali lo odia), il destino della moglie di Cutter, Ruth, e i persistenti sentimenti di animosità tra Nord e Sud dopo la fine della guerra.

Dalla conclusione dei suoi primi numeri, Loveless è diventato un fumetto di maggiore narrazione cronologica e tematica. Le storie all’interno di Loveless , sin dal suo inizio e soprattutto nei suoi ultimi anni, ruotano attorno al razzismo e alle realtà più grintose della storia americana.

Fumetti LA GAZZETTA DELLO SPORT, Collana LARRY YUMA

Larry Yuma è un personaggio immaginario protagonista dell’omonima serie pubblicata su Il Giornalino dal 1970 al 1992.

Il personaggio è protagonista di storie ambientate nella classica iconografia western, con praterie, piccole cittadine con saloon malfamati e banditi che assaltano banche e diligenze. Larry Yuma risulta ispirato ai personaggi interpretati da Clint Eastwood nei film di Sergio Leone, dei quali poi riprende le movenze, l’imperturbabilità, il sangue freddo, l’essere un pistolero solitario dalla mira infallibile e dal sigaro sempre tra le labbra. Con il tempo si consolideranno alcune sue caratteristiche peculiari quali la mantellina, tipica coperta messicana, sulle spalle e lo sguardo occultato dalla tesa del cappello. Le sue origini sono sconosciute, solitamente compare in una cittadina o in un villaggio, si prodiga velocemente a riparare torti e ingiustizie per poi sparire dopo aver eseguito il suo compito. Anche a causa dell’orientamento cattolico de Il Giornalino, l’abilità di Larry Yuma con le colt non è quasi mai usata per uccidere perciò, solitamente, i rivali vengono prontamente incarcerati dagli sceriffi della città visitata.

LA GAZZETTA DELLO SPORT - JIM CUTLASS 4, GLI ALBI DEL WEST 19, FINO AL COLLO

Dopo Durango e Bouncer è la volta di una nuova interessante serie western francese, i cui autori sono ben noti agli amanti della bande dessinée, per gli assidui lettori della bédé allegata alla Gazzetta dello Sport. Dal 2 giugno 2017 la collana Gli Albi del West si apre infatti a Jim Cutlass, intrigante fumetto che nasce in modo abbastanza classico nel 1978 ed intraprende successivamente percorsi meno tradizionali.

Il primo episodio di Jim Cutlass è composto da solo 17 tavole ed è pubblicato in origine sulle pagine della celebre rivista Pilote, realizzato dai creatori di Blueberry, Charlier ai testi e Giraud ai disegni. A quelle prime 17 pagine ne sono poi aggiunte ulteriori 43 per ottenere le 60 tavole che caratterizano la per la prima edizione in volume del fumetto, pubblicata l’anno successivo col titolo di Mississippi River. Dopo quest’albo Jim Cutlass assiste ad una lunga sosta tornando tra i progetti di Charlier soltanto nel 1989, per i disegni di Christian Rossi. La prematura morte dello sceneggiatore vedrà il ritorno sulla serie di Giraud, in veste di sceneggiatore, per i disegni di Rossi. La nuova coppia artistica farà approdare il numero totale di albi del personaggio a sette.

I sette episodi sono quindi ospitati sulla collana Gli Albi del West nell’arco di 5 volumi, di cui il primo e l’ultimo destinati a proporre due episodi mentre gli altri impegnati ad ospitare un’unica avventura. Il fumetto è ambientato nel Sud razzista dell’America in cui il protagonista Jim Cutlass, dagli ideali nordisti di libertà per i neri, eredita una piantagione di cotone. Il tono da western classico delle prime avventure prenderà delle direzioni insolite e persino sovrannaturali con il procedere degli episodi.

Risultati immagini per Balla coi Lupi

Un film di Kevin Costner. Con Kevin Costner, Mary McDonnell, Graham Greene, Rodney A. Grant, Floyd Red Crow Westerman. Titolo originale Dances with Wolves. Western, Ratings: Kids+13, durata 180 min. – USA 1990. MYMONETRO Balla coi lupi * * * * - valutazione media: 4,40 su 50 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

C’era stato un tempo in cui il western era uno dei generi più popolari di Hollywood. Che si trattasse di Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco o Burt Lancaster e Kirk Douglas in Sfida all’OK Corral o Clint Eastwood nella trilogia di Sergio Leone, il vecchio West era un modo sicuro per stare in testa al box office fino agli anni ’70 quando scomparve repentinamente quasi del tutto. Ma Kevin Costner nel 1990 riaprì al meglio la stagione del western e nel giro di tre anni ben due film del genere (per l’appunto Balla coi lupi e “Gli spietati”) riuscirono ad aggiudicarsi l’ambita statuetta di miglior film agli Oscar. E per la prima volta Hollywood “premiò gli Indiani” (e lo fece nella persona di Costner, un diretto discendente della tribù Cherokee) anche se non era certo il primo western della parte dei nativi americani. La pellicola si guadagna un indiscusso posto d’onore nella storia del cinema, non sfigurando di fronte ad un inevitabile confronto con i maestri di sempre. Ed è certo il solo film di questi ultimi vent’anni ad affrontare il mito del West, oggetto di tanto revisionismo annunciato, con una passione e un realismo che vanno in direzione della leggenda anziché della demistificazione. Diretto e coprodotto oltre che interpretato dallo stesso Kevin Costner è un debutto impressionante. Ne sono state più volte sottolineate le debolezze che sfiorano il manicheismo e il culto dello spettacolo, non considerando invece come riesca a coniugare i canoni propri del genere a vantaggio di una narrazione epica che conferisce un raro stato di grazia e di sentito a questo racconto elegiaco interessato più che alla fedeltà storica a una verità morale e antropologica. Ma gli intenti di Costner non rifuggono spesso dall’utopia. Balla coi lupi ha la forza e i difetti della sua semplicità e della sua programmatica generosità, conservando una qualità indiscutibilmente emozionante: quella di contribuire a trasmettere l’invito a conoscere l’altro prima di decidere di combatterlo o sterminarlo.

Amazon.it: IL PICCOLO SCERIFFO OLD AMERICA N.10 " Odio di razza " ed.Dardo  FU01 - - Libri

Serie di ventun volumi che completano la ristampa cronologica de IL PICCOLO SCERIFFO già iniziata sull’edizione mensile della Dardo, di cui escono come supplementi. Vengono ristampati gli episodi dal n. 1 (30 giugno 1948) della Serie I al n. 54 (15 aprile 1955) della Serie III o Serie Oro. Dal n. 18 (s.d.) cambia la grafica della copertina in concomitanza con la riproposta della Serie Oro, e quindi come all’epoca non hanno più titolo di copertina.

DARDO EDITORE - PICCOLO SCERIFFO 2, IL PICCOLO SCERIFFO 2

Kit Hodgkins è un personaggio immaginario noto come Il Piccolo Sceriffo creato da Tristano Torelli e disegnato da Camillo Zuffi e protagonista di una serie a fumetti di genere western pubblicata dal 1948 al 1966 dall’editore Torelli e poi dall’editore Angelo Fasani.

Kit Hodghins (o Hodgkins), rimasto orfano del padre sceriffo, cattura l’assassino del padre e diviene il nuovo sceriffo di Praire Town. I comprimari sono Piggy, la sorella Lizzie, la fidanzata Flossie figlia di Garrett, e Roki, un coyote addomesticato[1] che da quel periodo diede il suo nome a migliaia di cani in Italia.

Meek'S Cutoff [Edizione: Regno Unito]: Amazon.it: Movie, Film: Film e TV

Un film di Kelly Reichardt. Con Michelle Williams, Bruce Greenwood, Will Patton, Shirley Henderson, Paul Dano. Western, – USA 2010. MYMONETRO Meek’s Cutoff * * * 1/2 - valutazione media: 3,83 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

E’ il 1845, sono i primi giorni dell’Oregon Trail e una carovana di tre famiglie ha assunto Stephen Meek perché li accompagni fino alle montagne di Cascade. Affermando di conoscere una scorciatoia, Meek guida il gruppo su un sentiero non tracciato, attraverso un deserto sugli altipiani. Quando un nativo americano incrocia la loro via, i pionieri si troveranno a dover decidere se riporre ancora fiducia nella loro guida oppure, affidarsi al “nemico”. Firmato da una poetessa del cinema indipendente statunitense, Meek’s Catoff è una singolarissima rivisitazione del mito della frontiera che ne scardina alcuni elementi costitutivi, per creare invece un West tutto al femminile, composto di silenzi e spazi vuoti.
Significativa, a tal proposito, nelle prime battute della pellicola, la lettura da parte di una coppia di coloni del brano sulla cacciata di Adamo ed Eva. Rovesciando l’immaginario di una sorta di Eden terrestre, vagheggiato dai primi pionieri che si avviavano verso le “terre promesse”, armati di Bibbia, Kelly Reichardt, ispirandosi alla figura realmente esistita di un uomo che condusse una carovana di duecento carri in una zona priva di acqua, sceglie un paesaggio desertico. Uno scenario di antonioniana memoria, che rimanda alle atmosfere dei western esistenzialisti di Monte Hellman – Le Colline blu , La sparatoria -, e di certe pellicole di Peter Weir (Picnic a Hanging Rock, L’ultima Onda). Come sospesi nel tempo, i protagonisti intraprendono un cammino nelle viscere di un territorio alla ricerca di quel nuovo mondo, dove incessantemente si confondono i ruoli di vittima e carnefice, dove si giocano questioni identitarie, sul senso di appartenenza, di ricerca e conoscenza di sè e dell’altro…
Michelle William è perfetta nel dare corpo alle inquietudini della coraggiosa Emily, così pure Bruce Greenwood nel delineare la psicologia della guida e ancora Rod Rondeaux, nei panni dell’indiano, che si esprime in un linguaggio che resta incomprensibile per il resto del gruppo. Un film classico, essenziale, anche nella scelta del formato quadrato, 1:33, da non perdere…

CORNO EDITORIALE - EL GRINGO 1, EL GRINGO 1

El Gringo è un personaggio immaginario protagonista di una omonima pubblicazione periodica a fumetti italiana di genere western ideata negli anni sessanta da Max Bunker e dal disegnatore Paolo Piffarerio[1], edita dall’Editoriale Corno con periodicità mensile dal 1965 al 1968

I Magnifici sette

Un film di John Sturges. Con Yul Brynner, Eli Wallach, Steve McQueen, Charles Bronson, Robert Vaughn. Titolo originale The Magnificent Seven. Western, durata 126 min. – USA 1960. MYMONETRO I magnifici sette * * * * - valutazione media: 4,29 su 20 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un villaggio messicano assolda sette pistoleri americani disoccupati per proteggersi dall’avidità di una banda di fuorilegge. Rifacimento, scritto da William Roberts, di I sette samurai (1954) di Kurosawa cui è palesemente inferiore. Apprezzabili le scene d’azione – in cui Sturges mette in mostra il suo senso dello spazio – la coloritura dei personaggi, la bella colonna musicale di Elmer Bernstein, candidata all’Oscar. Ebbe tre seguiti, uno peggiore dell’altro.

Locandina italiana Stella solitaria

Un film di John Sayles. Con Kris Kristofferson, Elizabeth Peña, Chris Cooper, Frances McDormand Titolo originale Lone Star. Drammatico, durata 126 min. – USA 1996. MYMONETRO Stella solitaria * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

John Sayles continua con rigore il proprio percorso di regista indipendente. Questa volta ci racconta una storia di diseredati a cavallo della frontiera Messico-Texas. La clandestinità diventa una condizione esistenziale da combattere senza illusioni. I due amanti che scoprono… di essere figli dello stesso padre sono costretti a confrontarsi con un passato che li domina. Ma lo sguardo di Sayles giudica solo i soprusi dell’umanità.

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Un film di John Sturges. Con Walter Brennan, Ernest Borgnine, Robert Ryan, John Ericson.Dean Jagger, Lee Marvin, Spencer Tracy, Anne Francis Titolo originale Bad Day at Black Rock. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 81′ min. – USA 1955

Un giorno il treno si ferma alla stazioncina di Black Rock, inaspettatamente: scende un anziano con un braccio anchilosato che la popolazione accoglie con diffidenza. Che cosa cerca? Questo film è una macchina narrativa eccellente (con un’azione chiusa in 24 ore), un elastico teso sino allo spasimo, in attesa di uno strappo sempre rinviato. Il tema è analogo a Mezzogiorno di fuoco, ma la trama è più articolata. Grande Tracy. Dal racconto Bad Day at Hondo di Howard Breslin, sceneggiato da Millard Kaufman. Funzionale uso del Cinemascope (fotografia di William C. Mellor).

Regia di John Maclean. Un film con Michael FassbenderBen MendelsohnKodi Smit-McPheeRory McCannBrooke WilliamsCast completo Genere Western, – Gran Bretagna2015, distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 2,84 su 1 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Con il lento incedere dei cavalli al passo, il regista-musicista John Maclean realizza il suo primo lungometraggio e lo veste con i costumi del vecchio western. Jay Cavendish (Kodi Smith-McPhee) è uno smilzo sedicenne scozzese, ingenuo e senza peccato, deciso a raggiungere il lontano West per ritrovare la sua bella Rose Ross (Caren Pistorius). In questo viaggio d’iniziazione è affiancato da Silas Selleck (Michael Fassbender), un cowboy fuorilegge, senza rimorsi e senza passato, taciturno con il ragazzo, ma eloquente voce narrante, che si offre come guida protettiva in cambio di pochi soldi.

Poster Il massacro di Fort Apache  n. 0

Regia di John Ford. Un film Da vedere 1948 con Anna LeeHenry FondaJohn WayneWard BondJohn AgarShirley TempleCast completo Titolo originale: Fort Apache. Genere Western – USA1948durata 127 minuti. – MYmonetro 3,83 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Il colonnello Thursday prende il comando di un forte in territorio Apache e si porta con sé la figlia. La sua concezione della disciplina e i pregiudizi lo mettono in conflitto con il capitano York; la sua testardaggine lo porta a uno scontro con i pellerossa di Cochise e alla sconfitta. Primo western fordiano a occuparsi della Cavalleria, fa parte della trilogia militare con I cavalieri del Nordovest (1949) e Rio Bravo (1950). Attraverso la finzione romanzesca Ford e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a Custer e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l’onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. Armendariz doppiato da Alberto Sordi. Girato nella Monument Valley. Esiste in versione colorizzata.

Un film di John Ford. Con Linda Cristal, Richard Widmark, James Stewart, Shirley Jones.Titolo originale Two Rode Together. Western, durata 109 min. – USA 1961.MYMONETRO Cavalcarono insieme * * * 1/2 - valutazione media: 3,92 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un colorito e piacevole western dell’ultimo Ford che propone una situazione tipica del genere: come nel Fiume rosso di Howard Hawks, sono a confronto un vecchio e un giovane, il maturo sceriffo di Tuscosa, Guthrie McCabe, e l’impetuoso tenente Jim Gary. Insieme devono liberare i prigionieri bianchi della tribù indiana Comanches. Alcuni però si sono adattati alla vita dei pellerossa e preferiscono rimanere. Una donna, Elena, ritorna invece con loro a Tuscosa, dove sposerà McCabe.

deadwood dick bonelli fumetto landsale recensione

Deadwood Dick racconta le avventure di Nat Love – ispirato a un cowboy realmente esistito –, un giovane afroamericano che, anni dopo la fine della Guerra civile, si ritrova a dover fuggire dalla propria cittadina, abbandonando il padre, per evitare l’impiccagione in seguito a un (futile) equivoco con un gruppo di uomini bianchi. È qui che il suo nome diventa Dick, in modo da lasciar perdere le proprie tracce. Dopo aver incontrato un ex schiavo – nero come lui – che ha combattuto al fianco del proprio padrone dalla parte dei Sudisti, Dick si arruola nell’esercito.

<a href="<a href="http://www.easybytez.com/i0kj5ci1u0lv" target=_blank>Deadwood Dick.rar – 179.2 MB