Category: Muto


La souriante Madame Beudet (1923) - Release Info - IMDb

Un film di Germaine Dulac. Con Germaine DermozAlexandre ArquillièreJean D’YdYvette GrisierMadeleine Guitty. continua» Drammaticodurata 38 min. – Francia 1923.

Sposata a un commerciante (Alex Arquillère) ottuso e brutale, “la sorridente signora Beudet” (Germaine Dermoz) ne è così esasperata che pensa addirittura di ucciderlo. Lieto fine. André Obey e Denys Amiel avevano applicato nella commedia la loro teoria del “teatro del silenzio” in cui ciò che si dice ha assai minore importanza di ciò che si tace ma che i protagonisti sentono profondamente. Il tema dette modo a Germaine Dulac di realizzare il suo film migliore, interpretato con bella sensibilità da Germaine Dermoz, di cui è difficile dimenticare il volto avvizzito riflesso da uno specchio a tre facce. L’azione del film si svolge in una squallida cittadina di provincia. Gli oggetti servono a esprimere i conflitti, ma non assumono mai un senso simbolico: le metafore s’esprimono col montaggio: il signor Beudet arrabbiato diventa un orco, la musica di Debussy suonata al pianoforte dalla signora Beudet evoca ruscelli e stagni. Ma il film è decisamente intellettualistico e troppo spesso irritante.

Locandina La Via senza Gioia - L'Ammaliatrice

Un film di Georg Wilhelm Pabst. Con Greta GarboAsta NielsenValeska GertValéry InkijinoffWerner Krauss. continua» Titolo originale Die freudlose GasseDrammaticob/n durata 110 min. – Germania 1925.

Èl’ultimo film tedesco di Greta Garbo prima della partenza per Hollywood. Melodramma tratto da un feuilleton. In via Melchior, a Vienna, vicino a una macelleria c’è un negozio di abiti che in realtà è la copertura di un bordello.

Locandina Diario di una donna perduta

Un film di Georg Wilhelm Pabst. Con Louise BrooksAndré RoanneJosef RovenskýFritz RaspVera Pawlowa. continua» Titolo originale Das Tagebuch einer VerlorenenDrammaticob/n durata 92 min. – Germania 1929.

Una giovane, figlia di un farmacista, viene sedotta da un commesso del padre. Come se non bastasse finisce in un correzionale da cui riesce a fuggire. È costretta poi a lavorare in un postribolo ma un vecchio conte la salva sposandola. Un film anticonformista per l’epoca e, probabilmente, la seconda parte della storia ha ispirato Paprika di Tinto Brass.

Un film di Friedrich Wilhelm Murnau. Con Emil Jannings, Maly Delschaft, Emil Kurz Titolo originale Der lezte Mann. Drammatico, – Germania 1924. MYMONETRO L’ultima risata * * * 1/2 - valutazione media: 3,95 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il protagonista è il portiere del Grand Hotel Atlantic di Berlino, dapprima rispettato e riverito, e che in secondo tempo, viene degradato e confinato dalla direzione a sorvegliare i gabinetti, situati giù in basso, nel sottosuolo. Il portiere si sente crollare il mondo addosso anche perché l’ambiente in cui vive impietosamente lo deride.

Nostro pane quotidiano (1934) - MYmovies.it

Un film di Friedrich Wilhelm Murnau. Con Charles FarrellMary DuncanDavid Torrence Titolo originale City GirlDrammaticob/n durata 74 min. – USA 1930.

Disavventure di una ragazza di città trasferitasi in campagna.

Il Dottor Mabuse - 500 Film da vedere prima di morire - Recensione

Un film di Fritz Lang. Con Lil DagoverAlfred AbelRudolf Klein-RoggeAnita BerberAud Egede Nissen. continua» Titolo originale Dr. Mabuse, der SpielerHorrorb/n durata 185 min. – Germania 1922MYMONETRO Il dottor Mabuse ****- valutazione media: 4,34 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Diviso in due parti, Ein Bild der Zeit (Il grande giocatore-Un quadro dell’epoca) e Inferno-Menschen der Zeit (Inferno-Uomini dell’epoca), è il primo dei tre film che Fritz Lang ha dedicato alla figura del genio malefico del dottor Mabuse (gli altri due sono Il testamento del dottor Mabuse-1933 e Il diabolico dottor Mabuse-1960). I diversi capitoli della saga sono il prodotto di tre periodi oscuri della storia tedesca del secolo scorso: gli anni sonnambuleschi della Repubblica di Weimar, l’incubo folle del nazismo, e il terrore della guerra fredda. Mabuse, incarnazione del male assoluto e a capo di un’organizzazione criminale internazionale, è capace di provocare un crollo in borsa e di appropriarsi di enormi ricchezze grazie al suo potere ipnotico.

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Locandina Destino

Un film di Fritz Lang. Con Lil DagoverWalter JanssenBernhard Goetzke Titolo originale Der müde Tod (Ein Deutsches Volkslied in 6 Versen)Drammaticob/n durata 70 min. – Germania 1921.

Una ragazza desidera che il suo fidanzato torni in vita e fa un patto con la morte. Deve cercare di salvare la vita a un altro essere umano. Verrà inviata in tre diversi periodi storici e in tre luoghi: la Cina, Bagdad e Venezia. Gli effetti si sprecano e la visionarietà di Lang è effervescente. Uno dei primi film di Lang, nel periodo del muto. Molte delle caratteristiche delle successive opere sono già racchiuse in questa inquietante pellicola.

La première séance publique payante - La Première séance

L’uscita dalle officine Lumière (La Sortie de l’usine Lumière) è un film dei fratelli Auguste e Louis Lumière, compreso tra i dieci film che vennero proiettati al primo spettacolo pubblico di cinematografo del 28 dicembre 1895 al Salon indien du Grand Café di Boulevard des Capucines a Parigi. Fu il primo film a venire visto dal pubblico, per cui viene solitamente indicato come il punto di partenza della storia del cinema.

La Grande Sparata: Amazon.it: Harry Langdon, Priscilla Bonner, Gertrude  Astor, Robert McKim, Arthur Thalasso, Frank Capra, Harry Langdon, Priscilla  Bonner: Film e TV

Un film di Frank Capra. Con Harry LangdonPriscilla BonnerGertrude Astor Titolo originale The Strong ManCommediadurata 76′ min. – USA 1926.

Paul Bergot, soldato combattente in Belgio, e Mary Brown, americana, hanno una fitta corrispondenza epistolare durante la prima guerra mondiale, e finiscono con l’innamorarsi a distanza. Tornata la pace, Paul emigra e sbarca a New York col suo datore di lavoro, Zandow il Grande, artista circense pubblicizzato come “l’uomo più forte del mondo”, nonché uomo-cannone, e si mette alla ricerca di Mary, della quale non aveva più avuto notizie, armato solo di una sgualcita foto di lei.

Ballet mécanique Poster | Anthology film, Fantasy posters, Avant garde film

Un film di Ferdinand Leger. Con Kiki da Montparnasse Cortometraggio– Francia 1924.

Unseen Cinema – set di sette DVD con 155 film per una durata complessiva di 1200 minuti (20 ore) – ci fa conoscere le opere finora ignorate di cineasti americani che hanno lavorato negli Stati Uniti e all’estero dall’invenzione del cinema alla seconda guerra mondiale e ci propone un diverso e spesso controverso approccio al cinema sperimentale, visto come il risultato sia collettivo sia individuale dell’attività – ad ogni livello della produzione cinematografica – di artisti d’avanguardia, registi professionisti, cineasti amatoriali. Molti di questi film non sono mai stati disponibili dopo la loro realizzazione, altri non sono mai stati proiettati in pubblico, quasi nessuno si poteva vedere così bene come adesso. Sessanta fra i maggiori archivi cinematografici mondiali hanno collaborato con l’Anthology Film Archives per restituire al pubblico moderno un periodo a lungo trascurato della storia del cinema. Per ulteriori informazioni, si veda il sito http://www.unseen-cinema.com.

Variety (Varieté) (1925) by Emil Jannings: Amazon.it: Emil Jannings, Lya  De Putti, Warwick Ward, E. A. Dupont: Film e TV

Un film di Ewald André Dupont. Con Emil JanningsWarwick WardLya De Putti Drammaticob/n durata 104 min. – Germania 1925.

Huller lavora al Luna Park. Conosce Berta Maria, se ne innamora e si separa dalla moglie. Un drammone diretto con grande mestiere e pieno di suggestioni visive molto interessanti.

La Principessa delle ostriche (1919): La scheda del film con recensione e  trama, gli attori ed il trailer di La Principessa delle ostriche

Un film di Ernst Lubitsch. Con Harry LiedtkeVictor JansonOssi Oswalda Titolo originale Die AusternprinzessinCommediab/n durata 63′ min. – Germania 1919.

Gli anni che vanno dal 1919 alla sua partenza per Hollywood furono incredibilmente fecondi per Lubitsch. I suoi spettacolari ma umanizzati film storici – Madame Dubarry (1919), Anna Boleyn (1920), Das Weib des Pharao (1922) – furono inframmezzati da lavori in stile kammerspiel come Rausch (1919) e Die Flamme (1922), e da spumeggianti commedie come Die Aus-ternprinzessin (1919), Die Puppe (1919), Kohlhiesels Töchter (1920) e Die Bergkatze (1921). Nel 1947, scrivendo a Theodore Huff, Lubitsch ricordava che “Die Austernprinzessin è stato il primo dei miei film in cui fosse evidente uno stile chiaramente definito.” Qui, peraltro, la ricerca stilistica va ben oltre il “tocco alla Lubitsch”. Il movimento di danza formale e ritmico da lui elaborato per il film manca di fonti immediatamente riconoscibili, anche se anticipa la coreografia di Kurt Jooss ed i balletti eccentrici di Valeska Gert e dei suoi seguaci. Senza precedenti è anche il modo in cui Lubitsch unisce i personaggi, la coreografia e l’ambientazione. Nella stessa lettera a Huff, ricordava con soddisfazione la scena in cui l’amico e sostituto del principe Nucki, Josef, viene fatto attendere nell’anticamera del signor Quaker, “il re delle ostriche”. Josef, affascinato dalle elaborate decorazioni sul pavimento di legno, è tutto assorto nel ripercorrerle, in tutte le loro volute, finché la scena diventa un balletto per un solo danzatore. Ilona Brennicke e Joe Hembus, esaminando il modo in cui l’arredo di un set può condizionare il movimento dei suoi occupanti, indicano, acutamente, l’indovinato titolo di un film di Lubitsch molto più tardo, Design for Living.Un’influenza sicura sul film – e forse sui suoi ritmi di movimento così particolari – fu l’operetta austro-ungherese degli inizi del secolo. Die Austernprinzessin e So This Is Paris, con la deliziosa sequenza di charleston, sono i più musicali dei film muti di Lubitsch, anche se la musica sarebbe sempre stata per lui un’ispirazione fondamentale. Si dice che, avendo iniziato la sua carriera come cabarettista, amasse suonare il piano sul set e (come Chaplin) provasse lui stesso ogni ruolo. Lubitsch seppe stare comodamente a cavallo fra due mondi. Era incantato dal nuovo mondo e dalla modernità, dalle manie e dalla musica americana; eppure, allo stesso tempo, trasse un’ispirazione proficua e costante dal vecchio mondo europeo dell’operetta, della commedia musicale, delle storie della Ruritania, della commedia da boulevard francese e del teatro comico ungherese, che funse da base per alcuni dei suoi migliori film hollywoodiani. Egli portò nei film di Hollywood il mondo, lo spirito e l’eleganza di Franz Lehár, Oscar Straus e Leo Fall.Die Dollarprinzessin di Fall (presentato a Vienna nel 1907) è chiaramente collegato a Die Austernprinzessin, con una bisbetica viziata che viene domata da un aristocratico decaduto, anche se nell’operetta di Fall la storia è ambientata in America, dove il nobile batte gli americani al loro stesso gioco facendo la propria fortuna. A sua volta, Die Austernprinzessin anticipa i rapporti tra Maurice Chevalier e Jeanette MacDonald in The Love Parade, One Hour with You e The Merry Widow. Prima di partire per l’America, Lubitsch stava lavorando ad una versione muta di Ein Walzertraum (Il sogno di un valzer), di Oscar Straus, che fu in seguito realizzata da Ludwig Berger; ci si chiede però che cosa questo “musical muto” avrebbe potuto essere in mano a Lubitsch, che avrebbe infine realizzato Ein Walzertraum a Hollywood come film sonoro, The Smiling Lieutenant.Lubitsch ricordava che Die Austernprinzessin fu anche il primo film in cui decise di far evolvere il suo stile comico dallo slapstick alla satira. Qui si diverte a spese dei nuovi ricchi americani, rappresentati dal signor Quaker, che vive in un’opulenta villa di stile europeo con eserciti di servi e segretarie ossequienti che si muovono in sincrono. C’è persino un valletto che gli regge il sigaro. La ricchezza, però, non è tutto: la viziata, petulante “principessa delle ostriche” (Ossi Oswalda) diventa pazza di gelosia nell’apprendere che la principessa del lucido da scarpe sposerà un nobile. Suo padre riesce a calmare i suoi capricci solo promettendole di comperarle un principe. (Gli spiantati principi europei vengono prontamente forniti da apposite agenzie.) Il confronto tra i ricchi, chiassosi americani e l’aristocrazia europea, impoverita ma ancora orgogliosa, si fa più frizzante quando il principe Nucki, in pieno stile favola/operetta, manda l’umile amico Josef a prendere il suo posto come cortigiano al palazzo dei Quaker.Ci sono allestimenti meravigliosi, come il banchetto di nozze, per cui si dice che Lubitsch avesse assunto 300 autentici camerieri professionisti. Con le loro movenze da robot, i camerieri si susseguono ritmicamente davanti a ciascun ospite, cambiando insieme con i piatti. Dice Enno Patalas, “La presentazione dello spreco, in Lubitsch, è sempre liberatoria e divertente.” La festa diventa un foxtrot di massa che coinvolge ospiti e camerieri ed è la sequenza del film che più spesso viene menzionata. Un’altra scena memorabile è il parco coperto di neve sulle cui panchine si lasciano cadere, uno dopo l’altro, gli stanchi festaioli. Nel 1972 Friede Grafe giudicò Die Austernprinzessin “il miglior film comico mai realizzato in Germania, un’opera farsesca farsa di dirompente volgarità”.DAVID ROBINSON, CATHERINE A. SUROWIECLa partitura di Peter Vermeersch è stata commissionata come evento inaugurale dell’edizione 2005 del Festival Internazionale di Ghent, dove è stata eseguita dalla Flat Earth Society.

Anna Bolena (Anna Boleyn) – Ernst Lubitsch (1920) | E Muto Fu

Un film di Ernst Lubitsch. Con Emil JanningsHedwig PaulyHilde MullerHenny Porten Titolo originale Anna BoleynStoricodurata 136 min. – Germania 1920.

La storia della seconda moglie di Enrico VIII, madre di Elisabetta I. Sposa infelice che finisce decapitata. Questo film appartiene al periodo tedesco di Lubitsch, quello in cui realizzava storie in stile melodramma.

Sinfonia nuziale (1926) | FilmTV.it

Un film di Erich von Stroheim. Con Fay WrayMaude GeorgeGeorge FawcettCesare GravinaErich von Stroheim. continua» Titolo originale The Wedding MarchCommediadurata 109′ min. – USA 1926

The Wedding March, che costituisce con Greed una delle più significative realizzazioni di Stroheim, doveva essere proiettato in due parti, d’una dozzina di bobine ciascuna: ma, come ricorda Davide Turconi, l’insipienza e il gretto commercialismo della Paramount, che aveva assunto la distribuzione del film, rovinò tutta la seconda parte – The Honeymoon (Luna di miele) – affidandone il montaggio a von Sternberg con l’ordine di farne un film a se stante. Stroheim così estromesso non riconobbe questa arbitraria manomissione e proibì la presentazione in America di questa parte del film, che circolò solo in Europa e nel Sud America.Negli ultimi anni della sua vita, Stroheim ebbe l’opportunità di rimontare il film. Nel 1954, alla Cinémathèque française realizzò una versione della prima parte che è la stessa che viene qui proiettata. Alla Cinémathèque era conservata anche l’unica copia sopravvissuta di The Honeymoon, ma per Stroheim ciò fu unicamente fonte di imbarazzo. La pellicola andò distrutta in un incendio, cinque giorni dopo la morte del regista. Ha scritto la storica Lotte Eisner (in Von Stroheim, edito nel 1994 dalla Stiftung Deutsche Kinemathek e dal Festival di Berlino): “Avevamo iniziato a proiettare The Wedding March per Stroheim da pochi minuti, quando egli balzò in piedi dicendo: ‘È insopportabile. Il film è noioso, terribile.’ Lo guardai inorridita. Le sue parole mi sembravano quasi blasfeme. ‘A che velocità lo state proiettando?’, egli chiese. ’16 fotogrammi al secondo’, risposi, ‘la velocità giusta per i film muti.’ ‘Ma è stato girato a 24 fotogrammi al secondo. E c’erano dei dischi con l’accompagnamento musicale.’ Corsi in cabina. Ripristinato il suo ritmo originario, il film era stupendo. Eppure Stroheim non era contento.

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La Vedova Allegra (The Merry Widow) – Erich von Stroheim (1925) | E Muto Fu

Un film di Erich von Stroheim. Con Roy D’ArcyJohn GilbertMae MurrayJosephine CrowellGeorge Fawcett. continua» Titolo originale The Merry WidowDrammaticodurata 110 min. – USA 1925.

Tratto dall’operetta di Franz Lehár è stato girato in parte a colori. Il principe Mirko e suo cugino Danilo fanno la corte a Sally, una ballerina americana. Danilo decide di sposarla ma il re Nikita e la consorte Milena non vogliono. Allora Sally per ripicca sposa un vecchio ricco, il barone Sadoja, costretto sulla sedia a rotelle

Locandina Tre canti su Lenin

Un film di Dziga Vertov. Titolo originale Tri pesni o LenineMutob/n durata 58′ min. – URSS 1934.

Le due diverse date fornite qui sopra riflettono la storia della copia attualmente disponibile. La versione sonora di Tri pesni o Lenine (Tre canti su Lenin) venne approntata nel 1934, quella muta nel 1935. Nel 1938 fu richiesto a Vertov di rimontare entrambe le versioni: nel frattempo le purghe staliniane avevano raggiunto il culmine e i “nemici del popolo” che erano stati fisicamente eliminati entro i tardi anni Trenta dovevano essere cancellati anche dal film. Le versioni originali del 1934 e 1935 non esistono più, ma possiamo supporre che differissero notevolmente da quelle ora disponibili.La prima della versione sonora di Tri pesni o Lenine si tenne al festival di Venezia nell’estate del 1934; in quella stessa estate il film fu presentato a Mosca ai delegati del primo Congresso degli scrittori sovietici: distribuito a novembre (sei mesi dopo che era stato completato), ebbe un considerevole successo sia in patria che all’estero. Lo scrittore inglese H.G. Wells (che aveva conosciuto Lenin) raccontò che pur avendo visto il film senza traduzione aveva compreso ogni parola.

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Un film di Dziga Vertov. Titolo originale Celovek s kinoapparatum. Documentario, b/n durata 64′ min. – Russia 1929. MYMONETRO L’uomo con la macchina da presa * * * 1/2 - valutazione media: 3,70 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

L’uomo con la macchina da presa è il monumento del cinema costruttivista sovietico, un vorticoso mosaico sull’utopia dell’uomo-macchina e di un mondo nuovo. Nonostante la sua indiscussa reputazione, questo classico del cinema muto non è mai stato mostrato con la musica che lo stesso Vertov aveva immaginato per il film, e che fu eseguita soltanto alla sua prima uscita. I nostri agenti di Mosca hanno scovato il manoscritto negli Archivi di Stato; dopo averlo letto, abbiamo pensato che la Alloy Orchestra (già vista all’opera con Sylvester al Festival di Telluride e, lo scorso anno, con Lonesome) fosse l’approdo ideale per il visionario progetto di Vertov. Il risultato è un’abbagliante, distorta sinfonia di musica concreta, trasmissioni radio e danze popolari, un’esperienza sonora esplosiva per un film destinato a celebrare la bellezza del caos. -PCU Il suono nell’Uomo con la macchina da presa è ben più di un’illustrazione alle immagini. Nella visione futuribile di Vertov, il cinema si sarebbe fuso con la radio allo scopo di mettere in contatto i proletari di tutto il mondo, infrangendo così le frontiere e annullando le distanze: “L’uomo con la macchina da presa, scrisse lo stesso Vertov nel 1929, costituisce il passaggio dal cine-occhio al radio-occhio”. In effetti, il film diviene una sorta di radio-occhio grazie a una serie di immagini sonore durante la sequenza dedicata a un dopolavoro del futuro, con visioni sovrapposte a un altoparlante in primo piano. -NT -PCU -YT

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Locandina La sesta parte del mondo

Un film di Dziga Vertov. Titolo originale Sestaja cast’ miraDocumentariodurata 66 min. – URSS 1926.

Uno dei documentari del grande regista sovietico. Lo girò per conto dell’Ente statale per il commercio. Infatti metteva in risalto la macchina produttiva russa. Ritmo molto moderno. Le immagini sono alternate a parole, frasi, motti, un metodo utilizzato in un altro ambito da Godard.

Locandina Zingaresca

Un film di D.W. Griffith. Con W.C. FieldsAlfred LuntCarol DempsterErville AldersonEffie Shannon. continua» Titolo originale Sally of the SawdustMutob/n durata 135′ min. – USA 1925.

Sally of the Sawdust è un film curioso per molti motivi. Infatti, pur non mancando di spettacolarità, non possiede la grandeur dei precedenti film epici di D.W. Griffith. Inoltre è una commedia, un genere che, fin dai tempi della Biograph, Griffith aveva sempre preferito lasciare nelle mani di registi quali Mack Sennett o Billy Quirk. Senza considerare che, oltre alla sua supposta mancanza di talento per la commedia, Griffith affidava le sorti di Sally of the Sawdust a una inedita coppia di protagonisti formata da W.C. Fields, un clown appena arrivato dalle Ziegfeld Follies, e da Carol Dempster, unanimemente ritenuta una delle luci meno brillanti nel grande firmamento di stelle che Griffith ha lasciato al cinema. L’artista aveva debutto come comparsa in una scena danzata di Intolerance (1916) e poi Griffith le aveva affidato parti di comprimaria o di protagonista in suoi film a partire da The Girl Who Stayed at Home (1919). Nondimeno, riferendosi alla prima attrice di Sally of the Sawdust, Frederick James Smith di Motion Picture Classic ammetteva che solo con Isn’t Life Wonderful aveva pensato che “Miss Dempster fosse in grado di recitare”.Ma, cosa ben peggiore, anche il grande lustro personale del regista cominciava ad appannarsi. Se da un lato il successo di pubblico di The Birth of a Nation (1915) aveva ampiamente contribuito a diffondere in pari misura la fama e l’infamia di Griffith, non gli aveva tuttavia assicurato l’indipendenza produttiva cui egli massimamente aspirava. Il fallimento dello studio Fine Arts era stato foriero di ulteriori difficoltà.

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Locandina Agonia sui ghiacci

Un film di D.W. Griffith. Con Lowell ShermanRichard BarthelmessLillian Gish Titolo originale Way Down EastDrammaticob/n durata 148′ min. – USA 1920.

Way Down East si situa nella duplice linea di tendenza delle opere griffithiane dei tardi anni Dieci. Come True Heart Susie e A Romance of Happy Valley, è una nostalgica storia di vita rurale pre-conflitto mondiale, “una storia semplice di gente comune”. Anche Tol’able David ha pressappoco la stessa matrice; Griffith comprò i diritti della storia di Joseph Hergesheimer durante le riprese di Way Down East, rivendendoli in seguito al protagonista di Way Down East, Richard Barthelmess, per un film che verrà realizzato da Henry King nel 1921. Way Down East è il primo dei due estremamente popolari, e pertanto molto costosi, lavori teatrali di cui Griffith si assicurò i diritti cinematografici nel 1920. Romance, un dramma dell’americano Edward Sheldon, era andato in scena per la prima volta nel 1913, ma aveva riscosso un grande successo solo in Inghilterra, con Doris Keane e Basil Sydney nei ruoli principali. Il contratto Griffith/Keane, che Richard Schickel ha definito “senza precedenti per l’epoca”, stabiliva un pagamento anticipato di 150.000 dollari più una partecipazione agli utili. Way Down East si rivelò perfino più costoso, giacché Griffith dovette sborsare 175.000 dollari al produttore William Brady, oltre a dover pagare i diritti d’autore della storia originale alla scrittrice Lottie Blair Parker e a Joseph Grismer, il quale aveva riadattato per Brady il copione di Parker e scritto un romanzo ispirato alla stessa pièce. Il film tratto da Romance, e diretto dall’assistente di Griffith Chet Withey, si rivelò un fiasco, mentre Way Down East ebbe un successo enorme, tanto da ispirare a Griffith un terzo adattamento da un testo teatrale nel 1921, ovvero Orphans of the Storm, basato sul dramma The Two Orphans di Adolphe d’Ennery e Eugène Cormon (1874).

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