Category: Muto


Locandina Aquila nera

Un film di Clarence Brown. Con Rodolfo ValentinoVilma Banky Titolo originale The EagleAvventuradurata 89 min. – USA 1925.

Uno dei migliori film interpretati da Rodolfo Valentino. Diretto da Brown in maniera esemplare e con una sceneggiatura di tutto rispetto. La zarina si invaghisce di un luogotenente dei cosacchi e lo vuole generale. L’uomo è molto imbarazzato e trova difficoltà nel trattenere le avances della sovrana.

Locandina Io... e il ciclone

Un film di Charles Reisner. Con Buster KeatonErnest TorrenceMarion Byron Titolo originale Steamboat Bill Jr.Comicob/n durata 70 min. – USA 1928.

Novelli Giulietta e Romeo, Marion e Willie si amano anche se i rispettivi padri si detestano per motivi di lavoro. Dopo fratture, riconciliazioni e colpi di scena gli innamorati potranno coronare il loro sogno alla fine di un ciclone durante il quale Willie avrà modo di dimostrare il suo eroismo. Uno dei capolavori assoluti di Buster Keaton, pieno di scene pericolosissime girate senza l’uso di stuntmen.

Locandina I prevaricatori

Un film di Cecil B. De Mille. Con Fannie WardJack DeanSessue HayakawaEve Francis Titolo originale The CheatDrammaticodurata 60 min. – USA 1915

AEdith viene consegnata una grossa somma per conto della Croce Rossa. Perde i soldi speculando in borsa ed è costretta a chiederli ad Aka, uno strozzino di origine orientale. Finisce malissimo. Un melodramma diretto dal grande De Mille.

Locandina Il re dei re

Un film di Cecil B. De Mille. Con Dorothy CummingJoseph SchildkrautErnest TorrenceH.B. Warner Titolo originale The Kings of KingsStoricodurata 157′ min. – USA 1927

I fatti più salienti della vita di Gesù visti dagli occhi di Maria Maddalena, ricca cortigiana, il cui amante Giuda Iscariota diventa uno dei seguaci di Cristo. Allora lei lo sente predicare, si pente dei suoi peccati e diventa pure sua discepola, seguendolo fino alla sua crocifissione e resurrezione.

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Un film di Carl Theodor Dreyer. Con Johannes MeyerAstrid HolmKarin NellemoseMathilde NielsenClara Schönfeld. continua» Titolo originale Du skal aere din hustruCommediadurata 100 min.

Un dongiovanni sposa un’americana molto ricca. Questa, stanca dei tradimenti del marito e dell’inutilità dei suoi tentativi di correggerlo, chiede il divorzio. Sarà il migliore amico dei due a farli riconciliare.

Risultato immagini per Desiderio Del Cuore

Desiderio del cuore (Michael o Mikaël) è un film muto del 1924 diretto da Carl Theodor Dreyer. Il titolo originale tedesco, Michael, lo si deve al titolo Mikaël (in danese) del romanzo di Herman Bang (1904) dal quale è tratto. Il romanzo era già stato adattato per lo schermo nel 1916 con il film Vingarne, diretto da Mauritz Stiller e interpretato da Nils Asther, un attore che, in seguito, avrebbe fatto una folgorante carriera hollywoodiana.

Il titolo originale tedesco, Michael, lo si deve al titolo Mikaël (in danese) del romanzo di Herman Bang (1904) dal quale è tratto. Il romanzo era già stato adattato per lo schermo nel 1916 con il film Vingarne, diretto da Mauritz Stiller e interpretato da Nils Asther, un attore che, in seguito, avrebbe fatto una folgorante carriera hollywoodiana.

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Un film di Buster Keaton. Con Buster KeatonHoward TruesdaleKathleen MyersRay Thompson Titolo originale Go WestCommediab/n durata 61 min. – USA 1925.

Stanco della movimentata vita cittadina, Buster Keaton si trasferisce in una grossa fattoria dove viene assunto come guardiano di mandrie. Un giorno, mentre una di queste viaggia su un treno per essere venduta, alcuni banditi tentano di impossessarsene. Ma il nostro eroe riesce a impedire il furto coll’unico aiuto di una mucca! Capolavoro comico.

Locandina La stregoneria attraverso i secoli

Un film di Benjamin Christensen. Con Benjamin ChristensenMaren PedersenKaren Winther Titolo originale HäxanDocumentariodurata 105′ min. – Svezia 1922.

Mentre Sandberg si esercita con Dickens, il cinema scandinavo è daccapo a una svolta: Dreyer dirige per la Nordisk Blade af Satans Bog (1921), Christensen per la Svenska Häxan (1922; titolo danese Heksen) … Satana nei millenni, la stregoneria attraverso i secoli. Pur sopravvalutato, il film di Christensen segna, chi lo veda la prima volta, un incontro goloso e sconcertante. Ubriachezza lussuria sporcizia superstizione vi si fan beffe di un’umanità degradata e deforme; l’angolazione scientifica è appena il pretesto per un divertissement, godibilmente sordido, laido e sbracato: la cattura della strega mangiona, il sabba dei diavoli tra il fumo e i rami contorti, il volo delle megere, l’unzione della fanciulla, gli amori satireschi, le donne sui pitali, il ballo delle suore tentate. Cenci e tonache, filtri e amuleti: l’atto di accusa ai tribunali ecclesiastici passa in seconda linea di fronte al losco puntiglio di un inventario crudo e minuzioso, vittorughiano. In sostanza, Dreyer si muove già verso approdi spiritualistici; Christensen fa una natura morta. Entrambi contribuiscono a mettere il cinema scandinavo sulla strada del simbolismo. (Francesco Savio, Visione privata, Roma, Bulzoni, 1972)

Risultati immagini per La Madre - 1926Un film di Vsevolod Pudovkin. Con Vera Baranowskaja, Nikolai Batalov, Ivan Koval Samborskij Titolo originale Mat’. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 65 min. – URSS 1926. MYMONETRO La madre [1] * * * - - valutazione media: 3,33 su 5 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tratto dal romanzo omonimo del 1907 di Gor’kij, “La madre”, primo lungometraggio di Pudovkin , si inserisce nel clima politico della Russia degli inizi del XX secolo e segna l’inizio del realismo socialista. Protagonista del film è una contadina, Nilvona Vlasova, moglie del fabbro ubriacone Vlasov, la quale subisce una trasformazione caratteriale in seguito alla morte del marito. Causa del suo cambiamento è il figlio Pavel, operaio socialista e militante del movimento rivoluzionario insieme ad altri suoi amici, che verrà arrestato dopo che sua madre ha rivelato alla polizia dove Pavel ha nascosto le armi; e morirà in un tentativo di evasione durante una manifestazione per il 1 maggio. A quel punto sarà allora Nilvona a raccogliere la bandiera rossa e a farsi uccidere dai militari.
La narrazione è strettamente collegata alla dimensione psicologica dei personaggi e alla loro vita quotidiana, per evidenziare i problemi del movimento del proletariato dell’epoca. La protagonista dapprima è una donna disperata, picchiata dal marito, piena di paura, poi, spinta dall’esempio del figlio, anche lei compie una “rivolta” contro quella vita squallida ;cresce in lei un desiderio di libertà e di dignità, di combattere contro quella parte oscura, bestiale che è nell’uomo. E’ Nilvona l’eroina del film, proprio lei, umile, povera ,cosi come gli altri personaggi semplici che abitano il villaggio, immersi in una natura evocativa e mutevole che dà alla vicenda un tocco romantico perfettamente in armonia con il reale.
La madre è stato considerato per mezzo secolo un classico del cinema muto sovietico e classificato nel 1958 dai critici di Bruxelles come uno tra i 12 migliori film della storia del cinema per essere sottoposto in seguito ad alcune revisioni.

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Regia di André Sauvage. Un film Genere Documentario – Francia1928durata 80 minuti.

Parigi, anni ’20. Prendendoci per mano con la sua macchina da presa, André Sauvage ci fa conoscere la poesia di Parigi attraverso monumenti, insegne, pubblicità, vetrine di negozi, persone, dettagli di volti, corpi ed emozioni. Un poeta che, attraverso il suo sguardo visionario, ci fa dono del ritratto della sua città e della possibilità di saggiarne ed immaginarne il fermento negli anni folli che ne hanno suggellato la bellezza.

Locandina L'isola del peccato

Un film di Alfred Hitchcock. Con Carl Brisson, Malcolm Keen, Anny Ondra, Randle Ayrton, Clare Greet, Kim Peacock, Nellie Richards, Wilfred Shine, Harry Terry Titolo originale The manxmanDrammaticodurata 90 min. – Gran Bretagna 1929.

Un pescatore dell’isola di Man, Pete, ama Kate, ragazza figlia di un albergatore. Non avendo però il coraggio di andare dal padre di lei a chiedergli la benedizione per il matrimonio, prega un suo amico, Philip, di farlo al posto suo. Riceve un netto rifiuto poiché troppo povero e, col cuore a pezzi, parte alla ricerca di fortuna: Kate gli promette che lo aspetterà e Philip che veglierà su di lei fino al suo ritorno. Col passare del tempo i due giovani però si innamorano ma mostrano i loro sentimenti solo dopo la notizia della morte di Pete. La verità, invece, è che il pescatore è riuscito a scampare ad un terribile naufragio e, fatto ritorno sull’isola, ignaro della relazione tra i due, sposa comunque Kate. Il figlio che la ragazza aspetta è però di Philip, al quale Kate aveva chiesto di fuggire insieme a lei, ma dal quale aveva ricevuto un netto rifiuto a causa del timore del ragazzo di rovinare la sua carriera di magistrato. Kate non regge alla disperazione e cerca il suicidio in mare: viene salvata, ma, secondo la legge inglese, deve presentarsi in tribunale come imputata. Il giudice del suo processo è proprio Philip, che viene accusato in aula dal padre di Kate che nel frattempo ha scoperto tutto. Il ragazzo è ora costretto ad assumersi le proprie responsabilità e ad abbandonare l’isola di Man con Kate e il loro figlio, sotto lo sguardo di una folla minacciosa ed ostile

3/5
Locandina Il pensionante - Una storia della nebbia di Londra

Un film di Alfred Hitchcock. Con Ivor NovelloMarie AultArthur ChesneyMalcolm KeeneJune Titolo originale The Lodger – A Story of the London FogPoliziescob/n durata 76 min. – Gran Bretagna 1926.

Il cadavere di una ragazza bionda viene ripescato nel Tamigi: è l’ennesima vittima di un maniaco che si firma The Avenger (Il vendicatore) e che da qualche tempo terrorizza Londra. In tutta la città regna la paura: non fa eccezione la modesta pensione tenuta dai coniugi Bunting a Bloomsbury, dove si presenta un nuovo cliente, Jonathan Drew, che desta subito sospetti poiché è solito uscire nelle sere di nebbia nascondendo il volto in una sciarpa e sotto il cappello (anche il misterioso “vendicatore” è solito uccidere donne bionde nelle notti di nebbia). I Bunting si confidano con Joe Betts, un poliziotto fidanzato con la figlia Daisy: questi scopre che tra la ragazza e il pensionante c’è del tenero e non esita a trarlo in arresto. Jonathan riesce però a fuggire, ma viene inseguito e raggiunto dalla folla inferocita che vorrebbe linciarlo: a salvarlo arriva all’ultimo momento la notizia della contemporanea cattura del vero assassino. Jonathan viene scagionato e si scopre che durante le notti nebbiose usciva per dare la caccia all’assassino che aveva ucciso sua sorella. Questo thriller, ispirato al personaggio di Jack lo Squartatore, antesignano dei serial killer contemporanei, venne considerato dallo stesso Hitchcock il suo “primo vero film”, tanto che lo firmò con la prima delle sue apparizioni divenute in seguito celeberrime. Passato alla storia per alcune memorabili sequenze, Il pensionante-Una storia della nebbia di Londra anticipa uno dei temi prediletti dal regista inglese, l’incubo dell’innocente ritenuto a torto colpevole e per questo perseguitato. Del film sono stati realizzati numerosi remake, come quello dal titolo omonimo del 1944 e Una mano nell’ombra del 1954

3/5
Risultati immagini per il declino hitchcock

Il declino (Downhill) è un film muto del 1927 diretto da Alfred Hitchcock.

Roddy, primogenito di una famiglia benestante, viene espulso da scuola, accusato di un furto commesso dal suo amico Tim. La famiglia lo allontana e tutti i suoi amici lo abbandonano, così decide di andare a Parigi, dove spende i pochi soldi che ha. Roddy comincia a lavorare come ballerino, ma presto diventa vittima dell’alcolismo. Sogna di andarsene dall’Europa, verso una delle colonie inglesi, ma quando cerca di partire alcuni marinai lo riportano indietro, confidando in una ricompensa da parte dei suoi familiari…

3/5
Locandina La terra [1]

Un film di Aleksandr Dovzhenko. Con Semyon Svashenko, Stepan Skurat, Yuliya Solntseva Titolo originale ZemljaDrammaticoRatings: Kids+16, b/n durata 84 min. – URSS 1930.

Siamo in Ucraina nel 1930. Pericoloso tentativo di formare un kolchoz per alcuni giovani contadini, al fine di poter utilizzare dei macchinari più moderni. Infatti i kulak cercano di impedirlo e il figlio di Belokhov uccide Vasil che è tra i più attivi. Tuttavia alla fine giustizia sarà fatta in una lotta sanguinosa. Uno dei film della rivoluzione cinematografica russa.

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Regia di Alan Crosland. Un film Da vedere 1927 con Myrna LoyMay McAvoyAl JolsonWarner OlandEugenie BessererOtto LedererCast completo Titolo originale: The Jazz Singer. Genere Musicale – USA1927durata 90 minuti. Valutazione: 5,00 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

Nel 1927 Jack Warner, tycoon dell’omonima major, ebbe un’intuizione semplice e geniale: la parola. La Warner, precedendo le altre grandi case hollywoodiane, aveva messo a punto la tecnica per le registrazioni audio. Mise dunque in produzione un film parlato, anzi, cantato. La sceneggiatura prevedeva per il dialogo i soliti cartelli, ma per le canzoni, una presa diretta. Warner assunse Al Jolson, cantante e divo del musical, quarantaseienne, grandissimo. Jolson aveva rivoluzionato lo spettacolo leggero americano, adattando certe novità (il palcoscenico in verticale, per essere in mezzo al pubblico) a certe regole intoccabili. Per esempio, riprendendo la secolare pratica dei menestrelli, si era dipinto la faccia di scuro. Guanti e polsini candidi, abito e faccia scura: ecco il personaggio leggendario che Jolson portò nel primo film “sonoro” della storia del cinema. Era figlio di un rabbino che lo avrebbe voluto cantore nella sinagoga. Era attaccatissimo a sua madre. Il plot del film era semplicemente la storia di Jolson. Dopo aver registrato la celeberrima canzone Mamy, alla presenza di sua madre, Jolson domandò: “Allora, mamma, ti è piaciuta?”. La macchina registrò e al visionamento la frase di Jolson fece impressione. Il cinema poteva parlare. E parlò. Il cantante di jazz è un film, oggi, quasi intollerabile: sentimentale, melenso, zuccheroso e didascalico. Vale per le canzoni di Jolson. Un ragazzo ebreo destinato dal padre alla sinagoga fugge per cantare in un teatro. Cresce, passa attraverso varie forme di spettacolo, sfonda. Trova anche l’amore, ma la carriera ha la precedenza su tutto e il successo, si sa, è foriero di sacrifici e dolore. Solo la “mamma” è un valore inamovibile. La mamma sempre pronta a piangere durante gli spettacoli del figlio. Al Jolson fu dunque, involontariamente, il fautore della rivoluzione del cinema. Dall’oggi al domani, attori che vivevano di sola presenza, che non sapevano recitare, ebbero la carriera stroncata; John Gilbert, per esempio. Lo stesso Chaplin fu il più accanito oppositore del “parlato” e continuò a fare film muti ancora per una quindicina di anni. In Viale del tramonto Gloria Swanson, nei panni della diva del muto Norma Desmond, dice: “Noi eravamo grandi, è il cinema che è diventato piccolo… ci bastavano gli occhi”. Al Jolson, col suo Il cantante di jazz,soprattutto con la “parola”, entra dunque a buon diritto nella storia. Per finire, una reminiscenza di Jolson perfettamente nel nostro tempo: lo spot pubblicitario della “Tabù”.

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Un film di William A. Wellman. Con Richard Arlen, Gary Cooper, Charles Buddy Rogers, Clara Bow Titolo originale Wings. Drammatico, b/n durata 139′ min. – USA 1927. MYMONETRO Ali * * * - - valutazione media: 3,13 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Su soggetto di John Monk Saundes e regia di Wellman, entrambi ex piloti della Squadriglia Lafayette nella Grande Guerra, è un megafilm bellico della Paramount Famous Lasky Corp. Vinse la statuetta del miglior film nella prima edizione degli Oscar (1927-28), oltre quella per gli effetti meccanici (Roy Pomeroy). Nel 2010 chiuse in tripudio le Giornate del Cinema Muto di Pordenone con l’esecuzione orchestrale dal vivo della partitura di Carl Davis. Jack e David, rivali in amore, diventano amicissimi quando nel 1917 si arruolano nell’aviazione francese e sono premiati per il loro valore. C’è Mary, amata da Jack e amante di David, a sua volta incline per Sylvia che per amore li raggiunge al fronte come conducente di un’autoambulanza. Tragico epilogo. In una breve scena all’inizio un magnetico Cooper, nella parte di un veterano, sorpassa i 2 protagonisti. Storicamente fasullo, enfaticamente militarista con alcune casuali note pacifiste, parentesi di commedia brillante, è giustamente ricordato dagli storici di cinema per gli straordinari scontri aerei tra le nuvole, integrati sin dal 1928 da effetti sonori (il rombo dei motori, le raffiche delle mitragliatrici). Muto. Continua a leggere

Un film di Abel Gance. Con Severin-Mars, Ivy Close, Gabriel De Gravone Titolo originale La roue. Drammatico, durata 260′ min. – Francia 1923. MYMONETRO La rosa sulle rotaie * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sisif, che lavora nelle ferrovie, in un incidente ferroviario, raccoglie la piccola Norma, che ha perso i suoi genitori e la fa crescere con il suo vero figlio Elie. Quando lei diventa grande, Sisif se ne innamora, ma un ingegnere la porta via per sposarla. Continua a leggere

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Un film di Charles Bryant. Con Alla NazimovaMitchell Lewis, Rose Dione Storicob/n durata 75′ min. – USA 1923.

Il film, frutto della quarta collaborazione tra la Nazimova (1879-1945) e la costumista / scenografa Natasha Rambova (1897-1966), è uno dei pochi lungometraggi hollywoodiani che si possano definire, nell’accezione più rigorosa del termine, sperimentali. Nazimova era stata produttrice, attrice, ma anche regista de facto e sceneggiatrice con lo pseudonimo di Peter Winters, quando, dopo dieci anni di successi, decise di abbandonare gli studios hollywoodiani per dedicarsi alla produzione indipendente. Nazimova decise di interpretare personalmente la caparbia eroina quattordicenne del dramma originale di Wilde, pubblicato solo venticinque anni prima, confidando che la propria figura non tradisse affatto i suoi 43 anni. La sua protegée, nata Winifred Shaughnessy, usò il nome d’arte di Rambova, che aveva adottato quando era entrata a far parte della compagnia di ballo di Theodore Kosloff. Con Salomè le due intendevano dimostrare la totale compatibilità tra arte e cinema; e Rambova, per le scene e i costumi, si ispirò alle illustrazioni di Aubrey Beardsley che accompagnavano la prima traduzione in inglese del dramma di Wilde. Il budget fu di 350.000 dollari, una cifra esorbitante per un film che non era certo un kolossal, ma i soli materiali per i costumi, che dovevano evocare il fasto decadente della corte di Erode, vennero fatti arrivare appositamente dalla Francia. I dirigenti dello studio ritennero il film troppo sofisticato per i gusti delle masse; Salomè venne distribuito male, e Nazimova perdette in un colpo solo il proprio patrimonio personale investito nel film e il prestigio decennale acquisito a Hollywood. Nella cerchia internazionale che ruotava attorno a Nazimova era presente Paul Ivano (1899-1984) che, in seguito, come altri collaboratori del film, avrebbe continuato la sua esperienza nel cinema sperimentale: assistente operatore in Salomè, egli fu poi uno dei cameraman di The Life and Death of 9413 – A Hollywood Extra, il cui regista, Robert Florey, era anch’egli un entusiasta sostenitore di Salomé. 

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Un film di Mime Misu. Con Ernst Rückert, Otto Rippert, Waldermar Hecker Muto, durata 40 min. – Germania 1912.

In Nacht und Eis (titolo completo: In Nacht und Eis. Der Untergang der Titanic) è un cortometraggio muto del 1912 scritto, diretto e interpretato da Mime Misu

La storia è incentrata sull’affondamento del Titanic. Il film è conosciuto in Germania anche con il titolo Der Untergang der Titanic, ovvero “L’affondamento del Titanic”.

Le riprese del film ebbero inizio durante l’estate 1912, mentre la prima si ebbe nell’inverno dello stesso anno.

Gli effetti speciali, se confrontati con quelli odierni, sono da ritenersi primitivi, ma all’epoca suscitarono molta impressione: un modellino del Titanic colpisce un blocco di ghiaccio posto in un laghetto ed affonda.

Il film contiene molte scene non attinenti alla realtà della vicenda, come ad esempio il fuoco che fuoriesce dai fumaioli, i passeggeri che cantano alcuni inni, oppure l’esplosione delle caldaie. Continua a leggere

Risultati immagini per The Brothers Quay Collection

Made by identical twins who possess a single, and singular, vision, the stop-motion animation of the Quay brothers deserves the “astonishing” tag attached to the title of a new collection of their short films. Though born in Pennsylvania, Timothy and Stephen Quay are best known for the quintessentially European films they created in England. Inspired by Czech surrealist animator Jan Svankmajer, the brothers wear their influences on their sleeves in one of their earliest films, The Cabinet Of Jan Svankmajer, but from there they didn’t take long to refine their style. Street Of Crocodiles (1987) is an early Quay masterpiece, creating a nightmarish dystopia using actors made from found objects, wonderfully evocative miniature sets, and graceful camera techniques. (Consider the implications of performing a tracking shot with stop-motion animation and you have a sense of the craft that goes into the Quays’ work.) When these films work, as in an inexplicably moving video for the His Name Is Alive song “Are We Still Married?” (starring a melancholy, high-strung toy bunny), they work on an almost dreamlike level; trying to figure out a literal interpretation is not only difficult but distracting.

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