Category: Musicale


Regia di John Turturro. Un film con Kate WinsletJames GandolfiniSusan SarandonSteve BuscemiKumar PallanaCast completo Titolo originale: Romance & Cigarettes. Genere Musical – USA2004durata 115 minuti. Uscita cinema venerdì 5 maggio 2006 – MYmonetro 2,75 su 23 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Musical proletario imperniato su Nick Murder, operaio siderurgico di New York, quartiere Queens, che tradisce Kitty, madre delle sue tre figlie, con Tula, fulva commessa di facili costumi, finché capisce che, benché sessualmente appagante, una relazione extraconiugale non può sostituire la famiglia e l’amore che, nonostante tutto, prova per la moglie. Scritto e diretto da J. Turturro alla 3ª regia, è il film più cattolico e, nella 1ª parte, più becero tra quelli in concorso a Venezia 2005, nutrito dai dialoghi più spiritosi e scurrili mai usciti da Hollywood. Sa essere sentimentale e insolente, delicato e sciamannato, sottile e sghignazzante. Nel suo temerario miscuglio di comicità, tragedia, amore, sesso, pathos, poesia, canzoni e balletti può respingere o irritare gli spettatori bennati, ma è così ricco di invenzioni registiche da rifornire dieci commedie hollywoodiane dell’ultimo decennio. Attori strepitosi, anche K. Winslet in controparte, che cantano con le voci di Janis Joplin, Tom Jones, Connie Francis, Bruce Springsteen, Ute Lemper, Anna Identici, tranne il duetto Sarandon/Gandolfini che intona “The Girl That I Marry” di I. Berlin. Prodotto da Joel ed Ethan Coen. Non distribuito, o quasi, negli USA.

Regia di John Turturro. Un film Da vedere 2010 con MinaSpakka-Neapolis 55Avion TravelPietra MontecorvinoMassimo RanieriCast completo Genere Documentario musicale, – ItaliaUSA2010durata 90 minuti. Uscita cinema venerdì 22 ottobre 2010 distribuito da Cinecittà Luce. – MYmonetro 3,33 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Fuori concorso a Venezia 2010, Premio “Città di Roma-Arcobaleno Latino”, ideato da Gillo Pontecorvo. Documentario con cui Turturro, di origini siciliane, aggiunge un altro tassello al suo dialogo con le diverse anime della cultura italiana, esplorando la composita tradizione musicale di Napoli. È “un racconto di verità che combina un contagioso entusiasmo per… un patrimonio musicale prezioso e vitale con uno sguardo che sa soffermarsi impercettibilmente sulle ferite di una città da raccontare”. Il regista ha dichiarato di aver trascorso più di 18 mesi ad ascoltare musica, cercando di capire un po’ dell’anima di Napoli senza i cliché che la riguardano. Parlato in italiano, inglese e napoletano.

IMP The Blues Brothers – Thomann Italia

Un film di John Landis. Con Dan Aykroyd, John Belushi, Kathleen Freeman, James Brown, Henry Gibson. Titolo originale . Musicale, Ratings: Kids+16, durata 133 min. – USA 1980. – Nexo Digital uscita mercoledì 20 giugno 2012. MYMONETRO The Blues Brothers * * * * - valutazione media: 4,23 su 66 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tre anni dopo essere finito dietro le sbarre, il rapinatore armato Jake Blues viene liberato per buona condotta. Ad attenderlo fuori dal carcere c’è il fratello Elwood, una ex fidanzata inferocita, la notizia che l’orfanotrofio dove sono cresciuti sta per essere chiuso e l’illuminazione divina. Convinti di essere in missione per conto di Dio i Blues brothersriuniscono con le buone e le cattive la vecchia band e organizzano un grande concerto benefico mentre fuggono da polizia, una banda di musicisti, il proprietario di un locale e i nazisti dell’Illinois che li vogliono fare fuori.
Se con Animal House John Landis aveva già messo la sua firma nella storia del cinema, con The Blues Brothers si aggiudicò la corona di re della commedia (più tardi sarebbe stato persino chiamato dal re del pop Michael Jackson a dirigere il più famoso videoclip dell’era MTV, Thriller). Certo, era impossibile sbagliare con un duo comico delle scuderie del Saturday Night Live, una colonna sonora di lusso e irrepetibile, e la partecipazione di alcuni dei più grandi rappresentanti del soul e rhythm and blues come Ray Charles, Aretha Franklin e James Brown.
Forti dell’esperienza televisiva e dei concerti macinati in attesa di portare i due irriverenti personaggi sul grande schermo, John Belushi (Jake) e Dan Aykroyd (Elwood) fissano per sempre nell’immaginario collettivo la moda dell’abito nero completo di cravatta, cappello e occhiali da sole e si lanciano a tutto gas per le strade di Chicago a bordo della loro Bluesmobile, seminando macchine della polizia e caos in nome di Dio. La sceneggiatura scritta a quattro mani da John Landis e Dan Aykroyd si basa principalmente sulla carica comico-demenziale della coppia, la sua prepotente presenza fisica e mimica, i balli molli e disarticolati e le canzoni che sono eseguite in veri e propri videoclip d’annata – su tutte Think di Aretha Franklin – o dal vivo con la banda. È la musica che determina il ritmo dell’azione e delle gag e fa (s)correre la storia attraverso le peripezie dei due debosciati e sboccati antieroi.
Film cult per eccellenza (fosse anche solo per i tanti cameo, da John Candy a Steven Spielberg) The Blues Brothers voleva essere soprattutto un omaggio alla musica nera statunitense, ma finì per cambiare la storia del cinema. Trent’anni dopo persino l’Osservatore Romano lo ha definito “memorabile, stando ai fatti cattolico”.

Regia di Elaine Constantine. Un film con Steve CooganElliot James LangridgeJosh WhitehouseLisa StansfieldJames LanceCast completo Titolo originale: Northern Soul. Genere Drammatico – Gran Bretagna2014durata 102 minuti.

Il film è ambientato in un night club degli anni Settanta, in cui nacque la musica underground che investì come una tempesta la scena musicale dell’Inghilterra del North-West. Matt e John, adolescenti della classe operaia innamorati della Black Music americana,inseguono il sogno di viaggiare negli Stati Uniti e diventare DJ della musica che più amano, il Norhern Soul. Tra musica e droghe, la loro amicizia sarà messa a dura prova.

Locandina The Rocky Horror Picture Show

Un film di Jim Sharman. Con Susan Sarandon, Tim Curry, Barry Bostwick, Richard O’Brien, Meat Loaf.Musicale, durata 95 min. – USA, Gran Bretagna 1975. – Nexo Digital uscita martedì 30ottobre 2012. – VM 14 – MYMONETRO The Rocky Horror Picture Show * * * * - valutazione media: 4,07 su 44 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In una notte buia e tempestosa i promessi sposi Brad e Janet, due ragazzi bene della provincia nordamericana, si perdono in un bosco con l’auto in panne e decidono di cercare aiuto presso l’abitazione più vicina, un castello dall’aspetto affatto rassicurante in procinto di ospitare l’Annuale Convegno Transilvano. Una volta dentro, finiscono per diventare ostaggi dell’ambiguo Frank-N-Furter (e del suo stravagante entourage) e scoprono che il dolce travestito è alle prese con un esperimento: dare la vita al bellissimo e muscoloso Rocky Horror per convertirlo nel suo personale giocattolo del sesso.
Correva l’anno 1975 quando il regista Jim Sharman e il compositore, sceneggiatore, cantante e attore Richard O’Brien davano alla luce del proiettore la versione cinematografica del musical britannico The Rocky Horror Show, che avevano presentato con successo a teatro. Partito male al botteghino, il film diviene presto un cult raccogliendo negli anni consensi e un pubblico di veri e propri idolatri che si sarebbero riuniti regolarmente in piccoli cinema per ricreare le scene – trucco e parrucco incluso – durante la proiezione.

Sympathy For The Devil (One Plus One) (1968) - Filmaffinity

Un film di Jean-Luc Godard. Con Anne Wiazemsky, Keith Richards, Mick Jagger, Charlie Watts. Titolo originale One Plus One. Documentario, durata 99 min. – Gran Bretagna 1968. MYMONETRO I Rolling Stones secondo Godard * * - - - valutazione media: 2,00 su 1 recensione.

Una serie di brevi episodi, nel classico stile di Godard, intercalati dalle prove di registrazione dei Rolling Stones. Il gruppo è alle prese con un unico brano, Simpathy for the Devil, che avrebbe fatto parte di Beggar’s Banquet, uno dei capolavori assoluti della loro carriera. In seguito però la canzone sarebbe divenuta tristemente famosa, perché durante la sua esecuzione ad un concerto un ragazzo fu pugnalato da un “Hell’s Angels”, incaricato del servizio d’ordine. Un po’ prolisso, il film è consigliato ai fan del gruppo, quelli più resistenti.

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La canzone di Magnolia (Show Boat) è un film del 1936 diretto da James Whale. Negli Stati Uniti il film è conosciuto anche con il titolo completo Edna Ferber’s Show Boat. La regia dei numeri di danza sono di LeRoy Prinz.

Diventeranno famose le canzoni Ol’ Man River cantata dal basso Paul Robeson e Can’t Help Lovin’ Dat Man. Nel cast appare anche il nome di P.G. Wodehouse come paroliere (non accreditato) della canzone Bill. La direzione orchestrale fu affidata a Victor Baravalle.

Nel 1996 il film è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti

La storia si svolge su uno dei tanti barconi, con all’interno una sala spettacoli, veri teatri galleggianti, gli showboat che percorrevano i fiumi americani.

Locandina Rapsodia in blu

Un film di Irving Rapper. Con Charles CoburnJoan LeslieRobert AldaAlexis SmithJacqueline Wells. continua» Titolo originale Rhapsody in BlueBiograficob/n durata 139 min. – USA 1945.

Biografia di George Gershwin. Conosce inizi duri e difficili, poi si reca a Parigi per completare la sua preparazione: il successo gli arride.

La locandina di 'Saranno Famosi': 41212 - Movieplayer.it

Saranno famosi (Fame) è una serie televisiva statunitense creata da Christopher Gore e prodotta dalla Metro-Goldwyn-Mayer Television sulla scia del successo dell’omonimo film diretto da Alan Parker nel 1980. La serie, sponsorizzata dagli strumenti musicali Yamaha, che vengono mostrati in modo prominente in numerosi episodi, è andata in onda negli Stati Uniti dal 1982 al 1987 sulla rete NBC ed è composta da un totale di 136 episodi distribuiti in 6 stagioni, ricevette 34 nomination agli Emmy vincendone tre, nonché un Telegatto per la Miglior serie televisiva. Saranno famosi fu una delle prime serie televisive a rendere partecipi le famiglie americane delle dilaganti piaghe sociali che, al sorgere degli anni ottanta, si stavano diffondendo sempre più negli Stati Uniti. Ad alcuni episodi, ad esempio, si riconosce il merito di avere affrontato, specialmente all’indirizzo dei giovanissimi, all’epoca i primi esponenti della cosiddetta Generazione X, tematiche e problematiche delicate, come il consumo di stupefacenti, la discriminazione razziale, la criminalità organizzata, la prostituzione minorile e l’alcolismo.

Un gruppo di studenti e insegnanti della New York School of the Performing Arts mettono in scena i piccoli e grandi drammi personali, familiari e sentimentali in una serie di numeri musicali, in particolare coreografie e musical.

Locandina Follie di jazz

Un film di Henry C. Potter. Con Fred AstairePaulette Goddard Titolo originale Second ChorusMusicaleb/n durata 83 min. – USA 1940.

Commedia musicale brillante e dai ritmi sostenuti ben diretta da H.C. Potter, Follie di jazz propone l’inedita e frizzante coppia Fred Asaire-Paulette Goddard, ottimamente supportata dall’orchestra del grande clarinettista e sassofonista Artie Shaw. Fred Astaire conferma anche in questo film il suo ruolo di irraggiungibile icona del grande musical americano.

Burst City

Burst City (爆裂都市 BURST CITYバースト・シティBakuretsu Toshi Bāsuto Shiti) is a Japanese dystopianpunk rock musical/action film. Released in 1982, the film was directed by Sogo Ishii. Primarily a showcase for various specific punk rock bands of the time such as The RoostersThe Rockers, and The Stalin, the film is also purely demonstrative of the culture and attitude of the punk rock community of Japan in the mid-to-late 1970s and the early 1980s, and is considered a defining film of that subculture.

The plot is not very complex, as much of the action and drama of the film relies on musical interludes, character interactions, and commentary on the class system in the film’s fictional universe. What plot there is follows two different threads. In the first thread, residents in a dystopia future attempt to rebel against the construction of a nuclear power plant in their part of Tokyo. They race cars, party, and brawl to the music of The Rockers and The Stalin. In the second, a small mute and his hard-core friend ride their bikes around the city, hunting down the person who murdered the mute’s brother. The two are vigilantes. The two threads combine when the bikers meet the power plant construction workers and discover that the oppressive businessman who runs the power plant is the same man which they have been searching for. The bikers, workers, and punks all band together to take on the businessman and his yakuza buddies. The “battle police” arrive, and everything erupts into violence.

Locandina Sulle ali dell'arcobaleno

Un film di Francis Ford Coppola. Con Fred AstairePetula ClarkTommy Steele Titolo originale Finian’s RainbowMusicaledurata 145 min. – USA 1968.

Intorno ad un magico vaso, capace di soddisfare tre desideri, si intessono divertenti avventure. Dapprima un odioso razzista. Poi una ragazza muta.

Locandina italiana Quadrophenia

Un film di Franc Roddam. Con Phil Daniels, Leslie Ash, Philip Davis, Mark Wingett, Sting.Documentario, Ratings: Kids+13, durata 115 min. – Gran Bretagna 1979. – Nexo Digital uscitamercoledì 10 dicembre 2014. MYMONETRO Quadrophenia * * * - - valutazione media: 3,29 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Londra, anni sessanta. I mods e i rockers, le due principali giovanili a cui si aggregano i ragazzi britannici, si preparano al gran giorno in cui si scontreranno tra loro, alla spiaggia di Brighton, senza esclusione di colpi. Jimmy è un mod duro e puro, veste un parka e guida una lambretta, ascolta rhythm and blues e cura il proprio taglio di capelli. Dentro di sé la rabbia è pronta ad esplodere, alimentata dall’odio per un mondo incapace di comprenderlo.
Radicalmente diversa per approccio e fedeltà alla fonte rispetto alla visionaria trasposizione di Ken Russell della prima opera-rock firmata Pete Townshend, Tommy, Quadrophenia di Franc Roddam – curiosamente inventore molti anni più in là del format televisivo di MasterChef – cerca di intercettare l’angst giovanile di una intera generazione, convogliandola nei turbamenti del giovane Jimmy. Un ribelle senza causa, un eterno insoddisfatto, perso tra misoginia e anfetamine, fedele a ideali che sembrano dogmi sacri ma che si dimostrano effimeri.
Quadrophenia esce in sala nel 1979, dopo che il punk già attraversa la sua parabola discendente, ed è come se l’amaro lascito dell’ennesima occasione di rivolta mancata contro il sistema attraversi tutto il film, fino a renderlo un paradigma del romanzo di crescita di chi è incapace (o privo di volontà) di entrare in società. Un’opera criticata per la sua superficialità, che invece colpisce per il suo schietto realismo, che privilegia l’impatto emozionale agli orpelli di sceneggiatura, la scarica di adrenalina immediata alla costruzione articolata.
Proprio come i singoli degli Who, brevi e fulminanti, conclusi dalla distruzione di una chitarra o di una batteria. Is it Me for a Moment?, I’m One, I’ve Had Enough, canzoni e testi immortali, titoli in grado di sussumere l’universo egocentrico e claustrofobico di un ragazzo prigioniero delle proprie contraddizioni, desideroso di lotta e ribellione per evitare di scendere a patti con una società con cui è impossibile relazionarsi. Per evitare, forse, di guardare dentro se stesso e scoprire di non essere così speciale né così diverso dagli odiati altri. Jimmy insegue un amore e trova una delusione, insegue un ideale e trova disillusione, misurando la distanza tra l’astrazione e la miseria circostante, senza mai essere sfiorato dalla tentazione di un compromesso. Una volontà incrollabile, forse inconciliabile.
Dove Russell stravolgeva anche i brani stessi degli Who, affidandoli ad altri musicisti, Roddam riempie la colonna sonora del rock di Townshend e Daltrey e dell’R&B o Northern soul britannico amato dai mods, ricreando il microcosmo di un movimento che fu capostipite nella fusione di un modus vivendi e di un rigido codice di abbigliamento a cui attenersi. Senza indulgere oltre il necessario sull’aspetto fenotipico del movimento, ma cercando di coglierne l’essenza e di visualizzarlo dalla prospettiva, allucinata ma lucida, di Jimmy.
Al protagonista presta volto e accento cockney Phil Daniels, all’epoca una delle maggiori promesse del cinema britannico: la sua iconica interpretazione non gioverà al prosieguo della carriera, rendendolo ironicamente prigioniero di un personaggio a sua volta imprigionato da una gabbia invisibile. MaQuadrophenia era e resta uno dei più credibili manifesti generazionali, inconsueto e talora quasi grezzo – dominato dalla camera a mano – ma potente come un riff di Townshend o una rullata di Keith Moon.

Il caffè napoletano ed il cinema: Carosello napoletano con Sophia Loren -  Gran Caffè Gambrinus

Un film di Ettore Giannini. Con Paolo Stoppa, Clelia Matania, Sophia Loren, Giacomo Rondinella. Musicale, durata 129 min. – Italia 1954. MYMONETRO Carosello napoletano * * * * - valutazione media: 4,20 su 31 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal carrettino di un cantastorie si staccano i fogli degli spartiti, che vengono trasportati dal vento. Sullo schermo si susseguono una serie di episodi che prendono spunto da varie vicende ambientate in secoli diversi.

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David Lynch - Industrial Symphony No.1: The dram of the ...

Un film di David Lynch. Con Nicolas CageLaura Dern, Julee Cruise Titolo originale Industrial Symphony No.1 – The Dream of the Broken HeartedSperimentaledurata 50 min. – USA 1989.

Si tratta di un video sperimentale girato in uno studio di posa con strane strutture gigantesche e le canzoni della Cruise che ha già cantato in molti film di Lynch. La musica è di Badalamenti. Il lavoro è già stato portato in scena dalla Brooklin Academy of Music Opera.

Regia di Damien Chazelle. Un film Da vedere 2014 con Miles TellerJ.K. SimmonsMelissa BenoistPaul ReiserAustin StowellCast completo Genere Drammatico, – USA2014durata 107 minuti. Uscita cinema giovedì 12 febbraio 2015 distribuito da Warner Bros Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,90 su 6 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Andrew, 19enne apparentemente timido, frequenta il 1° anno di batteria jazz nella migliore scuola di musica di NY, viene notato dal prof. Fletcher, famoso direttore d’orchestra, ed entra nella sua band come 2° batterista. Scopre che il metodo didattico di Fletcher è brutale e spietato, e ne è attratto e respinto al tempo stesso. Si esercita fino a farsi sanguinare le mani e diventa il 1° batterista. La sua aggressività repressa esplode quando Fletcher lo sostituisce per un incolpevole ritardo. Dopo aver rischiato di morire pur di mantenere il suo posto, Andrew, prostrato, rinuncia al suo sogno di diventare un grande batterista e testimonia in giudizio contro Fletcher. Che così viene licenziato e gli offre una 2ª chance. Per vendetta. Sulla solida base di un’esperienza personale, Chazelle, anche sceneggiatore, esordisce con un dramma musicale di scrittura incalzante e priva di sbavature, di grande godimento estetico – visivo e uditivo insieme – e di straordinaria potenza emotiva. Danno un contributo essenziale l’alchimia tra Teller e Simmons, la nitida fotografia di Sharone Meir e naturalmente le musiche, di Justin Hurwitz. Per trovare un finanziatore al film (costato 3,3 milioni di dollari), Chazelle ne girò prima un estratto di 18′ che presentò con successo al Sundance 2013. Il personaggio di Fletcher è ispirato a Buddy Rich (1917-1987), grande batterista e rude direttore di jazz band. Whiplash (frustata) è una canzone jazz composta da Hank Levy (1927-2001) per la Don Ellis Orchestra. Premio Sundance per il miglior film americano e Oscar a Simmons (miglior attore non protagonista), al montaggio e al sonoro.

Regia di Damien Chazelle. Un film Da vedere 2016 con Ryan GoslingEmma StoneJ.K. SimmonsFinn WittrockSandra RoskoSonoya MizunoCast completo Titolo originale: La La Land. Genere CommediaDrammaticoMusical, – USA2016durata 126 minuti. Uscita cinema giovedì 26 gennaio 2017 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,48 su 10 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Si apre con un ingorgo a Los Angeles che si trasforma in un delizioso balletto coreograficamente perfetto nel suo disordine apparente. Lei aspira a far l’attrice e serve cappuccini al bar. Lui ama appassionatamente il jazz e sogna di aprire un locale tutto suo. Si amano e poi si lasciano. Ognuno per la sua strada. E realizzano i loro sogni. Musical eccentrico, originale e classico, romantico con una vena malinconica, mai triste. La Stone, che si aggiudica a Venezia la Coppa Volpi e l’Oscar come miglior attrice, e Gosling non sono ballerini, ma compensano con l’interpretazione, e si “inventano” ballerini: lui, con la mano in tasca, è strepitoso. La storia – come in un musical d’altri tempi che si rispetti – è esilina, ma le musiche (Justin Hurwitz), l’ambientazione (scenografie di David Wasco), i costumi (Mary Zophres), le coreografie, la versione musicale del “sognoamericano” senza lieta fine sentimentale (forse), e le numerose citazioni valgono la pena. Chi non ama i musical stia a casa. Oscar anche alla regia, alle scenografie, alla colonna sonora e alla canzone (su 14 candidature), 7 Golden Globe (su 7 candidature).

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Victor Victoria è un film di Blake Edwards del 1982, con Julie Andrews, James Garner, Robert Preston, Lesley Ann Warren, Alex Karras, John Rhys-Davies, Peter Arne. Prodotto in Gran Bretagna, USA. Durata: 132 minuti.

Un travestito, artista di cabaret, si fa credere un nobile omosessuale polacco dalle ambizioni musicali. È il successo. Ma le cose si complicano quando un boss americano inizia a girarle intorno, poco convinto dalla sua identità gay.

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Regia di Baz Luhrmann. Un film Da vedere 2001 con Nicole KidmanEwan McGregorJohn LeguizamoJim BroadbentRichard RoxburghCast completo Titolo originale: Moulin Rouge. Genere Musical – Australia2001durata 130 minuti. Uscita cinema venerdì 28 settembre 2001 distribuito da 20th Century Fox. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,43 su 180 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Parigi 1899-1900. Il giovane scrittore Christian è assunto per scrivere il nuovo spettacolo del Moulin Rouge, diretto da Harold Zidler. S’innamora della primadonna Satine di cui il duca di Worcester, finanziatore dello show, pretende il corpo e il cuore. Christian è minacciato di morte; Satine, malata di tbc, muore dopo la prima trionfale. Musical pop australiano che chiude un’ideale trilogia dello spettacolo ( Ballroom , Romeo e Giulietta ), è un film di traboccante esagerazione audiovisiva, Kitsch svergognato, vertiginoso sincretismo che tende alla leggerezza e cerca “volontariamente l’imperfezione” (S. Emiliani). Appoggiato a una storia d’amore, è un prorompente pastiche che apre il XXI secolo, raccontando la fine del XIX e riassumendo il XX. Superfluo far l’elenco di miti, citazioni, rimandi, riciclaggi, contaminazioni, anacronismi (da Méliès a Ophüls, dal can-can e Satie ai Beatles e David Bowie), scatole cinesi scenografiche, superfici, fibrillazioni. Tutto calcolatissimo, molto sembra improvvisato. Scritto dal regista produttore con Craig Pearce; fotografia: Donald M. McAlpine; scene di Catherine Martin e Brigitte Broch, costumi della stessa Martin con Angus Strathie, entrambi premiate con l’Oscar. Kidman in stato di grazia.

3.43/5

Regia di Alan Crosland. Un film Da vedere 1927 con Myrna LoyMay McAvoyAl JolsonWarner OlandEugenie BessererOtto LedererCast completo Titolo originale: The Jazz Singer. Genere Musicale – USA1927durata 90 minuti. Valutazione: 5,00 Stelle, sulla base di 5 recensioni.

Nel 1927 Jack Warner, tycoon dell’omonima major, ebbe un’intuizione semplice e geniale: la parola. La Warner, precedendo le altre grandi case hollywoodiane, aveva messo a punto la tecnica per le registrazioni audio. Mise dunque in produzione un film parlato, anzi, cantato. La sceneggiatura prevedeva per il dialogo i soliti cartelli, ma per le canzoni, una presa diretta. Warner assunse Al Jolson, cantante e divo del musical, quarantaseienne, grandissimo. Jolson aveva rivoluzionato lo spettacolo leggero americano, adattando certe novità (il palcoscenico in verticale, per essere in mezzo al pubblico) a certe regole intoccabili. Per esempio, riprendendo la secolare pratica dei menestrelli, si era dipinto la faccia di scuro. Guanti e polsini candidi, abito e faccia scura: ecco il personaggio leggendario che Jolson portò nel primo film “sonoro” della storia del cinema. Era figlio di un rabbino che lo avrebbe voluto cantore nella sinagoga. Era attaccatissimo a sua madre. Il plot del film era semplicemente la storia di Jolson. Dopo aver registrato la celeberrima canzone Mamy, alla presenza di sua madre, Jolson domandò: “Allora, mamma, ti è piaciuta?”. La macchina registrò e al visionamento la frase di Jolson fece impressione. Il cinema poteva parlare. E parlò. Il cantante di jazz è un film, oggi, quasi intollerabile: sentimentale, melenso, zuccheroso e didascalico. Vale per le canzoni di Jolson. Un ragazzo ebreo destinato dal padre alla sinagoga fugge per cantare in un teatro. Cresce, passa attraverso varie forme di spettacolo, sfonda. Trova anche l’amore, ma la carriera ha la precedenza su tutto e il successo, si sa, è foriero di sacrifici e dolore. Solo la “mamma” è un valore inamovibile. La mamma sempre pronta a piangere durante gli spettacoli del figlio. Al Jolson fu dunque, involontariamente, il fautore della rivoluzione del cinema. Dall’oggi al domani, attori che vivevano di sola presenza, che non sapevano recitare, ebbero la carriera stroncata; John Gilbert, per esempio. Lo stesso Chaplin fu il più accanito oppositore del “parlato” e continuò a fare film muti ancora per una quindicina di anni. In Viale del tramonto Gloria Swanson, nei panni della diva del muto Norma Desmond, dice: “Noi eravamo grandi, è il cinema che è diventato piccolo… ci bastavano gli occhi”. Al Jolson, col suo Il cantante di jazz,soprattutto con la “parola”, entra dunque a buon diritto nella storia. Per finire, una reminiscenza di Jolson perfettamente nel nostro tempo: lo spot pubblicitario della “Tabù”.

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