Category: Horror


Un film di Antonio Margheriti. Con Giorgio Ardisson, Barbara Steele, Halina Zalewska, Laura Nucci, Nello Pazzafini. Horror, durata 94 min. – Italia 1965. MYMONETRO I lunghi capelli della morte * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 2 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Siamo alla fine del XV secolo, la caccia alle streghe è aperta, una donna viene condannata a morte perché considerata l’assassina del duca regnante. Sul rogo, tra atroci sofferenze, lancia la sua maledizione a coloro che l’hanno condannata a morte e ai presenti entusiasti per l’esecuzione.
Il tempo passa ed Elizabeth (Halina Zalewska), figlia minore della donna cresciuta a corte, continua a portare in sé l’odio nei confronti del conte Kurt (George Ardisson) che le ha portato via la madre e che ora, per capriccio, la vuole in sposa. All’improvviso però le maledizioni cominciano ad avverarsi e la comparsa di una misteriosa sconosciuta (Barbara Steele) complicherà la situazione.
Un vero e proprio capolavoro del genere horror gotico, un film in cui nulla si da per scontato e in cui si respira una mistica sacralità. Merito dell’abilità di un regista (Antonio Margheriti alias Anthony M. Dawson) specializzato in horror fantascientifici, di effetti speciali ben architettati e di un cast che ai tempi dominava il genere, Barbara Steele su tutti. Anche questa volta il bianco e nero vince sul technicolor. Continua a leggere

Un film di Sergio Garrone. Con Klaus Kinski, Katia Christine, Marzia Damon, Carmen Silva, Stella Calderoni. Fantascienza, durata 87 min. – Italia, Turchia 1974.

Dopo l’infortunio che ha orribilmente sfigurato la moglie, il dottor Marshal (o Nagaski, secondo altre edizioni) tenta di perfezionare una tecnica per ricostruirle gli splendidi lineamenti mediante innesto di epidermide asportata alle sventurate ragazze che egli fa periodicamente rapire dal suo sinistro servitore. Nonostante in paese regni il terrore, Marshal è sempre sfuggito alle indagini della polizia, ma quando decide di ospitare una giovane coppia incorsa in un incidente nei pressi della sua villa, scocca per lui l’ora della giustizia. Il dottore è immediatamente turbato dal bellissimo volto della giovane sposa e decide di trapiantare il suo viso su quello della moglie: l’operazione riesce ma avrà tragiche conseguenze per tutti…
La mano che nutre la morte si accoda alle numerose pellicole orrorifiche ispirate alle situazioni degli Occhi senza volto. Pur senza spiccare per particolari qualità artistiche, vanta un convincente Klaus Kinski nel ruolo del dottore psicopatico e i buoni effetti speciali del non ancora famoso Carlo Rambaldi.Il film viene spesso confuso con Le amanti del mostro, realizzato dallo stesso Sergio Garrone nel 1974 con gran parte del medesimo cast.Conosciuto anche con ii titoli: – Ölümün nefesi- Lover of the Monster- The Hand That Feeds the Dead. Continua a leggere

Risultati immagini per Cacciatore di Vampiri - Capitan KronosCapitan Kronos è un giovane cacciatore di vampiri con un passato come guardia imperiale. Nel suo oscuro peregrinare è accompagnato dal suo assistente, il professore Grost, esperto in scienze e magia. I due che arrivano un villaggio, chiamati da un vecchio compagno d’armi di Kronos. Il mistero riguarda la sparizione di alcune fanciulle, ritrovate poi morte, prosciugate della linfa vitale… Continua a leggere

Zombie Night – dvdrip ita

Locandina Zombie NightUn film di John Gulager. Con Anthony Michael Hall, Daryl Hannah, Alan Ruck, Rachel G. Fox, Shirley Jones. Horror, durata 90 min. – USA 2013.

Al calare della notte, in una piccola città californiana i morti risorgono da tombe, mausolei e obitori. Gli abitanti del villaggio devono combattere per arrivare vivi all’alba seguente. Continua a leggere

Zombie_Ass_Toilet_of_the_Dead_2011Noboru Iguchi è un nome assai caro agli amanti di quel cinema folle ed eccessivo di marchio strettamente nipponico. E’ infatti a lui che negli anni recenti dobbiamo il merito di aver realizzato due titoli di culto quali The Machine Girl e Robogeisha, veri e propri concentrati di nonsense e divertimento esagerato che hanno ottenuto imperituro alloggio nel Valhalla dei trash movie. Ma se una ragazza “meccanica” intenta a vendicarsi per la morte della propria famiglia e una geisha “robotizzata” alle prese con la sua personale e particolare ribellione, potevano apparire già come personaggi assurdi inseriti in contesti ancora più ironicamente surreali, la protagonista e l’ambientazione di Zombie Ass – Toilet of the Dead (che già dal titolo annuncia la sua più “pura essenza”…) varcano un nuovo limite del buon gusto, andando a rivoluzionare in chiave farsesca un filone sempre sulla cresta dell’onda come quello dei film di zombi.

L’inizio è sui generis per le produzioni sui morti viventi. Un gruppo di amici -tre ragazze e due ragazzi- si perdono in una foresta. Tra di loro vi è Megumi (Arisa Nakamura), studentessa di karate, che nasconde un drammatico segreto nel suo passato scolastico. All’improvviso i giovani vengono attaccati da uno zombi, e si avviano in una precipitosa fuga, soltanto per ritrovarsi accerchiati da altre orde di non morti. Quest’ultimi hanno però una differenza dai classici topoi del genere, e come arma per stordire le loro vittime hanno dei potentissimi… peti (!!), nonché dei lunghi vermi che escono dai loro orifizi pronti ad aggredire i malcapitati di turno. Megumi e i suoi compagni pensano di aver trovato un alleato in un mite professore e sua figlia, ma in realtà coloro che apparivano come salvatori si rivelano dei sadici assassini, loro stessi creatori del morbo zombificante.

ATTENZIONE: QUESTO FILM PUO’ ESSERE VISTO O COME UNA CAGATA PAZZESCA O COME UN MEZZO CAPOLAVORO DEMENZIALE. DIPENDE MOLTO DA QUANTO SIETE VICINI ALL’UMORISMO GIAPPONESE. Continua a leggere

Un film di Takashi Miike. Con Ryo Ishibashi, Eihi Shiina, Tetsu Sawaki, Jun Kunimura, Miyuki Matsuda. Titolo originale Ôdishon. Horror, durata 111 min. – Giappone, Corea del sud 1999. MYMONETRO Audition * * - - - valutazione media: 2,39 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Takashi Miike, prolifico regista giapponese dalla media di quattro produzioni l’anno, è una mina vagante pronta ad esplodere con violenza pur di comunicare il proprio messaggio. Adattamento di un romanzo di Murakami Ryu, Audition, spesso indicato come capolavoro dell’autore, non fa eccezione rivelandosi un prodotto particolarmente estremo e di difficile catalogazione.
Un produttore cinematografico rimasto vedovo decide, dopo anni di solitudine, di risposarsi. Un suo collega ed amico organizza un’audizione di casting fittizia dove l’uomo, in principio riluttante, incontra una misteriosa giovane di cui si innamorerà follemente: la scelta sfortunamtamente si rivelerà infelice.
Il tema della solitudine non è che una delle molteplici chiavi di lettura possibili. Se la prima parte del film descrive, in uno sfoggio di coralità compositiva, la recondita tristezza di un uomo, la seconda ci sorprende virando verso un’immersione profonda nel lato più nero dell’animo umano. In questo contesto la situazione del protagonista accostata a quella della sua controparte femminile viene radicalmente ridimensionata: la solitudine qui non è che un elemento caratterizzante di una condizione ben più grave. La vittima diviene carnefice in un ciclo che non trova origine se non nella deviazione pura, dove follia, sadismo e perversione si confondono; il tutto senza bisogno di scomodare fantasmi o demoni. Continua a leggere

Locandina After LifeUn film di Kore’eda Hirokazu. Con ArataErika OdaSusumu TerajimaTakashi NaitoKyôko Kagawa.  Drammaticodurata 118 min. – Giappone 1998.

Il Limbo, da qualche parte tra cielo e terra. Un gruppo di “guide” ha il compito di aiutare le anime dei nuovi morti a ricordare un momento di gioia della loro vita. Gli istanti prescelti – il romantico primo appuntamento, l’ultima sigaretta, una semplice serata a casa – andranno a costituire il personale paradiso di ogni deceduto. Fra i trapassati e il gruppo delle guide spicca il rapporto di riluttante amicizia che nasce tra Watanabe, un settantenne triste in lotta con sé stesso per trovare un senso a una vita inerte, e Mochizuki, il giovane assegnato al vecchio per aiutarlo nella scelta del ricordo. Continua a leggere

Risultati immagini per Incubo sulla Città contaminataUn film di Umberto Lenzi. Con Mel Ferrer, Maria Rosaria Omaggio, Hugo Stiglitz, Francisco Rabal, Eduardo Fajardo. Horror, durata 91 min. – Italia, Spagna 1980. – VM 18 – MYMONETRO Incubo sulla città contaminata * * - - - valutazione media: 2,10 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dean Miller, giornalista televisivo giunto all’aeroporto per intervistare un noto scienziato, è testimone dell’atterraggio di emergenza di un aereo militare di incerta bandiera e, nonostante un cordone di militari circondi tempestivamente il velivolo sottraendolo ad occhi indiscreti, assiste ad un incredibile e sanguinoso scontro a fuoco tra i soldati e l’equipaggio atterrato, uscito all’aperto armato di coltelli e mitragliatori. Miller tenta di capire cosa stia accadendo ed affronta il generale Murchison, responsabile della sicurezza a terra, convinto che sappia qualcosa. Ma l’ufficiale non si sbottona e ammonisce il giovanotto a non tentare ulteriori indagini. Mentre una strana pioggia investe la città e le campagne, per le strade cominciano ad aggirarsi sinistri individui che, in stato di semi-catalessi, massacrano selvaggiamente chiunque capiti a tiro: se si vuole salvare la pelle, bisogna fuggire al più presto facendo massima attenzione a chi si incontra per via.
Umberto Lenzi innesta un “film di zombi” (perché tali sono i famelici assassini che fanno strage nel corso della storia) su uno spunto fantascientifico: all’origine della spaventosa mutazione ci sono misteriose radiazioni che hanno investito l’aereo militare; le conseguenze si sviluppano a catena e in maniera incontrollabile per un non meglio identificato contagio che colpisce coloro che dagli zombi sono assaliti. Nel film c’è la consueta ma superficialissima frecciatina polemica contro le manovre oscure dei militari che intendono mantenere il segreto sull’accaduto per non esporsi a critiche e per non suscitare il panico tra la popolazione (il generale Murchison è impersonato da un invecchiato Mel Ferrer), ma per il resto la pellicola è una lunga rassegna di sparatorie, accoltellamenti, sbranamenti, inseguimenti e fughe in puro stile “splatter”.In Spagna ha per titolo La Invasión de los Zombies atómicos; negli Stati Uniti è conosciuto come City of the Walking Dead o Nightmare City. Continua a leggere

Un film di Joseph Harvest. Con John Burner, Helen Harp, Brigitte Fleming Titolo originale Tombe of the Blind Dead. Horror, durata 94 min. – Gran Bretagna 1972. MYMONETRO Le tombe dei resuscitati ciechi * * 1/2 - - valutazione media: 2,58 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Alcuni templari sepolti in un cimitero a mezzanotte saltano fuori dalle loro tombe e uccidono chi si trova nelle vicinanze. Questa sorte tocca prima a una ragazza, poi ai suoi soccorritori. Una donna riesce a fuggire, ma viene inseguita fra i passeggeri di un treno, che vengono uccisi dai resuscitati ciechi.

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Un film di Armando De Ossorio. Con Tony Kendall, Fernando Sancho, Esther Roy Titolo originale El ataque de los muertos sìn ojos. Horror, durata 92 min. – Spagna 1972. MYMONETRO La cavalcata dei resuscitati ciechi * * - - - valutazione media: 2,00 su 2 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Armando De Ossorio deve la sua fama al ciclo dei resuscitati ciechi, una variante sul tema degli zombi modificata nella storia dei Templari che tornano dalla morte e chiedono un tributo di sangue. Il film è ambientato in Portogallo, per sfuggire alla rigida censura franchista che non avrebbe permesso una pubblicità negativa alla Spagna turistica. L’antefatto mostra i Templari accecati e uccisi dal popolo che promettono un ritorno a base di sangue e vendette. La promessa viene mantenuta cinque secoli dopo nel paesino di Bouzano, proprio in occasione della festa che commemora l’uccisione dei Templari. La trama horror è resa meno cruda da una storia d’amore tra Luis (Tony Kendall), incaricato dal sindaco Ortiz (Ferdinando Sancho) di occuparsi dei fuochi artificiali, e Vivian (Esperanza Roy). Vivian è fidanzata con il malvagio sindaco, ma in passato ha avuto una storia con Luis e si rende conto di amarlo ancora. La mattanza dei resuscitati ciechi comincia per colpa dello scemo del villaggio che sacrifica una ragazza sulle loro tombe e pensa di poter guidare la vendetta. I cavalieri escono dalle fosse cavalcando destrieri zombi e si impossessano della città seminando morte e terrore. Continua a leggere

www.inmondadori.itUn film di Michael Pataki. Con Gloria Grahame, Richard Basehart, Lance Henriksen, Trish Stewart, Al Ferrara. Titolo originale Mansion of the Doomed. Horror, durata 94 min. – USA 1974. MYMONETRO Terrore nel buio * * - - - valutazione media: 2,00 su 1 recensione.

ll dottor Leonard Chaney, specializzato in oftalmologia, si dedica con accanimento allo studio del trapianto di cornea nella speranza di restituire la vista alla figlia Nancy, diventata cieca a seguito di un incidente automobilistico del quale egli stesso si sente responsabile. Perfezionata la teoria, decide di applicarsi alla pratica. La materia prima – gli occhi da trapiantare – se la procura asportandola dalle vittime che periodicamente rapisce e rinchiude, al termine di drammatiche operazioni chirurgiche, nelle celle del suo laboratorio segreto. Ma gli esperimenti non producono l’effetto desiderato, poiché ad ogni trapianto fa seguito una crisi di rigetto. Trascinato alla follia dalla disperazione, l’infaticabile dottor Chaney continuerà i macabri esperimenti fino a quando le sue vittime non riusciranno a ribellarglisi contro.
Prevedibile horror dagli anacronistici risvolti fantascientifici che si riallacciano idealmente al classico Les Yeux sans visage (Occhi senza volto) del 1959. Con due star hollywoodiane – Richard Basehart e Gloria Grahame – sulla strada del tramonto e con un giovane Lance Henriksen ancora alle prime armi.Distribuito anche con i titoli:Eyes, Eyes of Dr. Chaney, Eyes of the Living Dead, House of Blood, Massacre Mansion, The Terror of Dr. Chaney. Continua a leggere

Un film di Marcello Avallone. Con William Berger, Cyrus Elias, Mariella Valentini, Antonello Fassari. Horror, durata 100 min. – Italia 1988. MYMONETRO Maya * * - - - valutazione media: 2,00 su 1 recensione.

Un vecchio archeologo trova la morte a piedi della piramide del dio Xibalbay nello Yucatán. La figlia del morto arriva da quelle parti per conoscere le cause del decesso. L’assassino non è un uomo, ma l’incarnazione dell’antico dio che si manifesterà durante la difesa dei morti (non prima d’aver eliminato con i suoi oscuri poteri un’altra mezza dozzina di persone). Continua a leggere

Locandina italiana Il labirinto del faunoUn film di Guillermo Del Toro. Con Sergi López, Maribel Verdú, Ivana Baquero, Doug Jones, Alex Angulo. Titolo originale El laberinto del fauno. Horror, durata 112 min. – Messico, Spagna, USA 2006. uscita venerdì 24 novembre 2006. MYMONETRO Il labirinto del fauno * * * - - valutazione media: 3,05 su 192 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Spagna 1944. L’esercito franchista sta piegando le ultime frange di resistenza alla “normalizzazione” del paese, ormai quasi totalmente sotto il controllo di Franco. Carmen, una giovane vedova, ha sposato Vidal, un capitano dell’esercito, e lo raggiunge assieme alla figlia dodicenne Ofelia. La bambina soffre per la presenza dell’arrogante patrigno e cerca di aiutare la madre che sta affrontando una gravidanza difficile. Il suo rifugio è costituito dal mondo delle fiabe che si materializza con la presenza di un fauno che le rivela la sua vera identità. Lei è la principessa di un regno sotterraneo. Per raggiungerlo dovrà superare tre prove pericolose.
Guillermo Del Toro lavora ormai stabilmente su due fronti. Su quello hollywoodiano (vedi Blade 2) prova a ‘inserire caviale negli hamburger’, come ama dire. Si permette di rinunciare alla chiamata per Harry Potter e il prigioniero di Azkaban per completare il progetto di Hellboy e poi torna ai suoi amati racconti che rileggono la realtà storica in chiave fantasy-horror. Il franchismo in modo particolare lo appassiona in quanto messicano cresciuto sotto il tallone di una nonna ultraconservatrice in materia religiosa. Senza i mezzi delle megaproduzioni statunitensi ma con un’ accuratezza e sensibilità che spesso a quelle dimensioni produttive finiscono con lo sfuggire, Del Toro ci parla di soprusi e di innocenza, di ricerca di un mondo ‘altro’ in cui trovare la pace senza però rinunciare alla propria integrità di essere umano in formazione. Un film per giovani-adulti e per adulti-giovani il suo, meno facile da ‘vendere’ a un pubblico ben definito ma, anche per questo, più interessante. Continua a leggere

Un film di Mark Hartley. Con Jackson Gallagher, Sharni Vinson, Charles Dance, Rachel Griffiths, Martin Crewes. Horror, – Australia 2013.

Dopo aver ucciso la madre e il suo amante alcuni anni prima, Patrick è il paziente comatoso della camera 15 in una remota clinica psichiatrica privata gestita dal dottor Roget, che lo usa come cavia nei suoi studi bizzarri sulla vita e la morte. Kathy, un’infermiera che si è da poco separata dal fidanzato, inizia a lavorare presso la clinica e viene incaricata di prendersi cura di lui. Si rende presto conto che l’assassino è in grado di comunicare, e grazie alle sue capacità psicocinetiche, cerca di manipolare gli eventi nella vita di lei. Man mano che la comunicazione di Patrick diventa più forte, strani e terrificanti eventi cominciano a verificarsi e i sentimenti che l’assassino nutre per Kathy si stanno per manifestarsi come una mortale, sanguinosa ossessione. Continua a leggere

$(KGrHqV,!qsFHMOSlT8GBR8Sh0w4vQ~~60_35Un film di Rupert Julian. Con Lon Chaney, Mary Philbin, Norman Kerry, Arthur Edmund Carewe. Titolo originale The Phantom of the Opera. Horror, b/n durata 79′ min. – USA 1925. MYMONETRO Il fantasma dell’opera [1] * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo (1910) di Gaston Leroux. Un musicista dal viso sfigurato e coperto da una maschera, che vive nei sotterranei del Teatro dell’Opera di Parigi, rapisce una giovane cantante lirica di cui s’è innamorato. È la prima versione, forse la migliore e una delle più fedeli, del romanzo e occupa un posto a parte nella carriera di Chaney. Fu giudicato uno dei dieci migliori film americani del 1925, fece entrare molti dollari nelle casse della Universal ed ebbe una grande influenza sul cinema di spavento successivo. In un seguito quasi ininterrotto di scene di bravura, il film resiste ancor oggi per il suo clima d’incubo, il ritmo alacre della narrazione, la patina mitica di cui i decenni trascorsi l’hanno incrostato come succede, per esempio, ad altri film muti, Les Vampires o Judex del francese Louis Feuillade. Alcune scene furono girate in Technicolor bicromico. Nel 1929 fu ridistribuito in due versioni, una delle quali parlata per un terzo (con la voce di Chaney doppiata da un altro attore) e allungata di una decina di minuti con scene d’opera. A causa di contrasti tra Julian e Chaney durante le riprese il primo fu costretto a lasciare il set, sostituito da Edgard Sedgwick e dallo stesso attore. Oltre ai rifacimenti sonori successivi, esiste anche una versione cinese in due parti (1937 e 1941): Yebang gesheng (Il canto di mezzanotte) di Ma-Xu Weibang. Continua a leggere

The Walking Dead è una serie mensile americana survival horror a fumetti pubblicata dalla Image Comics a partire dall’ottobre 2003, creata da Robert Kirkman ed illustrata da Tony Moore per i primi 6 numeri e da Charlie Adlard per i successivi. Tratta delle vicissitudini di un gruppo di persone che cercano di salvarsi da un’invasione di zombie, che ha portato al crollo delle istituzioni centrali e alla fine della civiltà così come la conosciamo. In Italia l’opera viene pubblicata in due diversi tipi di raccolte: il trade paperback (composto da 6 numeri regolari americani) venduto esclusivamente nelle fumetterie dal2005, e il formato bonelliano (composto da 4 numeri) ristampa venduta anche nelle edicole a cadenza mensile, a formato e prezzo ridotto dal 2012. Entrambe le pubblicazioni sono realizzate da SaldaPress. La pubblicazione dell’opera di Kirkman continua tuttora.

Photobucket Pictures, Images and PhotosUn film di Friedrich Wilhelm Murnau. Con Max Schreck, Gustav von Wangenheim, Greta Schroeder, Alexander Granach, Georg H. Schnell. Titolo originale Nosferatu, Eine Symphonie des Grauens. Horror, b/n – Germania 1922. MYMONETRO Nosferatu il vampiro * * * * - valutazione media: 4,46 su 28 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Siamo nel 1922, il cinema allora, oltre ad un’ancor immatura consacrazione, possedeva  quel merito di cui gode ciò che per primo riesce ad  esplorare, e talvolta superare,  gli argini e i limiti della sperimentazione. Il compito più difficile e apprezzato di alcuni registi del periodo, è stato indubbiamente quello di aver rapprersentato visioni e idee prima d’allora presenti solo in letteratura. In un asssurdo antropomorfismo cinematografico, potremmo affermare che in quegli anni  la settima arte, attraversava pressappoco il periodo dell’infanzia, fase che, come per l’uomo, segna e caratterizza notevolmente la propria personalità e  l’intera vita futura. Allo stesso modo, questo film segnerà e caratterizzerà molte produzioni successive, e non di meno, saprà imprimersi nella mente d’ogni spettatore. Ispirato al romanzo “Dracula” di Bram Stoker, il regista attraversò non pochi problemi legali. Variò infatti nomi, titolo e luoghi, tuttavia fu egualmente costretto a distruggere ogni copia. Per fortuna, clandestinamente Murnau ne conservò una copia, permettendo alla pellicola di sopravvivere fino ai nostri giorni. La storia racconta di Hutter, giovane impiegato immobiliare,  inviato presso il conte Orlok, affinchè permetta l’acquisto di una casa da parte di questi. Lungo il viaggio, Hutter, apprende dalla popolazione locale l’esistenza del famoso vampiro Nosferatu. Continua a leggere

Photobucket Pictures, Images and PhotosUn film di Werner Herzog. Con Klaus Kinski, Bruno Ganz, Isabelle Adjani, Jacques Dufilho Titolo originale Nosferatu, Phantom der Nacht. Drammatico, durata 107′ min. – Francia, Germania 1978. – VM 14 – MYMONETRO Nosferatu il principe della notte * * * * - valutazione media: 4,24 su 16 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dal romanzo (1897) di Bram Stoker. Jonathan Harker parte per la Transilvania per trattare un affare col conte Dracula. Riportato in vita, Nosferatu semina la peste in Olanda, ma Lucy _ la moglie di Jonathan _ lo sconfigge sacrificando la sua vita. Omaggio al capolavoro muto (1922) di Murnau, non è un film dell’orrore né del terrore: raggiunge il fantastico con le immagini della realtà e per virtù di stile, con l’uso della luce. Del suo eroe, incarnazione del Male, Herzog sottolinea la profonda, insondabile tristezza; della sua triplice qualità di Morto Redivivo, Stregone ed Entità Diabolica privilegia la prima. Leggerlo come una metafora sul Male e sulla Paura che, ieri (Hitler) come oggi, abitano la Germania (e l’Europa) sembra una forzatura. Un Kinski insolitamente sobrio e una sonnambolica, esangue Adjani. Continua a leggere

Poster La terra dei morti viventiUn film di George A. Romero. Con Asia Argento, Dennis Hopper, John Leguizamo, Simon Pegg, Simon Baker. Titolo originale Land of the Dead. Horror, durata 93 min. – Canada, Francia, USA 2005. uscita venerdì 15 luglio 2005. MYMONETRO La terra dei morti viventi * * 1/2 - - valutazione media: 2,65 su 40 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Romero, colui che attraverso una figura irreale, lo zombie, aveva negli anni ’70 demolito certezze e instillato dubbi più che concreti, torna a criticare aspramente la civiltà moderna con un film romanticamente crepuscolare e ben riuscito, per quanto non privo di insospettabili difetti.
Che Land of the Dead sia un film politico è palese: meno palese (e prevedibile) è il fatto che sia “solo” un film politico. La trama: i morti viventi vagano in una terra disabitata, mentre gli esseri umani si sono rifugiati in una città-fortezza per poter continuare a vivere le proprie vite. Ma al di fuori delle mura l’esercito dei morti viventi sta diventando sempre più numeroso
Tensione, suspance e colpi di scena sono quasi completamente assenti e poco riescono le ottime caratterizzazioni dei personaggi a supplire alle mancanze di una sceneggiatura che, se presa come pamphlet sociale risulta essere perfetta (e condivisibile, almeno da un punto di vista proletario), mostra invece le corde sia come elemento portante di uno zombie-movie classico, che come base per un film capace di regalare emozioni forti.
Romero è ancora capace di grandi suggestioni e immaginifiche trovate (i fuochi d’artificio la cui visione stordisce e ammalia per un attimo le menti ottenebrate degli zombie), ma oggettivamente qui è poco a suo agio con l’azione vera e propria. Non c’è apparizione zombesca che non appaia telefonata, non c’è personaggio che non abbia già scritto in faccia il suo destino fin dalla prima inquadratura. Sembra quasi che, troppo concentrato sull’inserire messaggi e intra-lettura nella pellicola, Romero si sia scordato la parte relativa all’intrattenimento.
L’America, che ha sostenuto ben poco il film, è distante e, probabilmente, lo è anche il resto del mondo cinematografico e non.
C’è ancora posto per il cinema di Romero nel 2005?
Forse, o forse no, sta di fatto che La Terra dei Morti Viventi è un bel film, anche se la sensazione dominante è che, anche per gli zombie, dopo notti, albe e giorni, sia arrivato davvero il tramonto. Continua a leggere

Risultati immagini per Le Lacrime di KaliUn film di Andreas Marschall. Con Pietro Martellanza, Celik Nuran, Michael Balaun, Mathieu Carrière Horrordurata 110 min.

Il misticismo dell’India. Tra le ombre diafane di un nero tugurio, corpi tremanti e umidi si contorcono vituperando il raggiungimento di un karma positivo, mentre la Divina compie l’estremo gesto sacrificale all’oscurità, nel disperato tentativo di vedere ciò che gli altri non vedono. Un incipit affascinante quello di Tears of Kali, che sarebbe piaciuto al nostro Dario Argento. Sia per la sanguinolenta passione muliebre che emana, sia per l’espressionismo visivo di una classe tutt’altro che teutonica, almeno a vedere le ultime uscite tedesche.L’opera prima di Andreas Marschall, rivela un talento decisamente superiore alla media delle recenti realizzazioni arrivateci dalla Germania. Continua a leggere