Category: Drammatico


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Un film di Carmelo Bene. Con Carmelo BeneLydia MancinelliWilliam SadlerPiero VidaDonyale Luna. continua» Drammaticodurata 80 min. – Italia 1972. valutazione media: 3,34 su 6 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Una delle bizzarre e geniali riduzioni di Carmelo Bene, che questa volta scompone e riduce la Salomè di Oscar Wilde.

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Risultati immagini per La Padrina lady

Un film di Giuseppe Vari. Con Anthony SteffenVenantino VenantiniLydia AlfonsiUmberto Raho. continua» Drammaticodurata 92 min. – Italia 1973. – VM 14

Vinee ucciso a New York un boss mafioso. Sua moglie sa chi è il mandante e parte per la Sicilia.

Locandina Across the RiverUn film di Lorenzo Bianchini. Con Marco Marchese, Renzo Gariup, Lidia Zabrieszach Drammatico, – Italia 2014.

Marco Contrada è un etologo che lavora nella profondità dei boschi, dove piazza delle telecamere con l’obiettivo di fotografare gli animali e monitorare a distanza il loro comportamento. Le registrazioni lo portano in un remoto villaggio, sito di un’antica maledizione, in cui viene intrappolato a causa della pioggia che ha innalzato il livello del fiume ed inondato l’unico accesso Continua a leggere

Un film di Marc Rocco. Con Kevin Bacon, Christian Slater, Gary Oldman, Brad Dourif, Embeth Davidtz. Titolo originale Murder in the first. Drammatico, durata 122 min. – USA 1995. MYMONETRO L’isola dell’ingiustizia (Alcatraz) * * * 1/2 - valutazione media: 3,66 su 30 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il principio della fine del carcere californiano sull’isola di Alcatraz, in un film di impegno ispirato a fatti realmente accaduti. Un giovane avvocato conduce in tribunale una battaglia per difendere non solo il proprio cliente, detenuto ad Alcatraz e accusato di omicidio, ma anche la dignità umana, negata in una delle prigioni più disumane d’America. Continua a leggere

Locandina italiana Un amore di gioventùUn film di Mia Hansen-Løve. Con Lola Creton, Sebastian Urzendowsky, Magne Håvard Brekke, Valérie Bonneton, Serge Renko. Titolo originale Un amour de jeunesse. Drammatico, durata 111 min. – Francia, Germania 2011. – Teodora Film uscita venerdì 22 giugno 2012. MYMONETRO Un amore di gioventù * * * - - valutazione media: 3,05 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Camille ha quindici anni e un amore grande. Sullivan ne ha diciannove ed è l’oggetto di quell’amore immaturo e totale. Innamorato perdutamente di Camille, il ragazzo è comunque deciso a partire per il Sudamerica in cerca di se stesso e lontano dall’abbraccio soffocante di lei, che non concede margini, respiro, alternativa. La partenza di Sullivan sconvolge la vita di Camille, che tenta il suicidio e poi prova a vivere la sua vita tra le braccia di un maturo architetto norvegese di cui diventa assistente e compagna. Diversi anni dopo, lungo le strade di Parigi, ritroverà Sullivan e con lui un sentimento mai sopito. Ossessionata da quell’amore, Camille si tufferà di nuovo nel suo amplesso e nelle sue promesse disattese.
Attrice ieri per Assayas (che poi la sposa), regista oggi, Mia Hansen-Løve gira il suo terzo film e alla maniera di Truffaut ricrea e reinventa sul set momenti e situazioni vissute nella vita. Come il ‘primo amore’, quello che non si scorda mai, quello esagerato, quello né con te, né senza di te, quello idealizzato che produce l’imprinting soprattutto se consumato in condizioni di ‘affetto’. Quello che Camille nutre per Sullivan e che non la fa respirare. Pedinando due adolescenti in amore, la giovanissima regista francese, classe 1981 e un passato tra le pagine dei Cahiers, racconta la quotidianità di un sentimento ossessivo, di una tempesta emozionale che prende la vita e la rivolta come un guanto.
Aderendo con grazia alla tradizione cinematografica francese, la Hansen-Løve esibisce un’idea di cinema che si nutre dei casi della vita, delle pagine dei libri letti e dei film visti (quelli di Rohmer, quelli di Bresson), restituendo all’amore l’immediatezza dei corpi. Libera dalle gabbie narrative imposte molto (e troppo) spesso dalle produzioni, l’autrice si prende tutto il tempo e i silenzi del mondo mettendo a punto una relazione dove a dire è il linguaggio fisico e materico del corpo e degli sguardi. Eppure qualcosa non va. Dentro un film che pratica con indubbio stile i topoi dell’amore in guerra e prende luce dalla freschezza e dal talento imbronciato di Lola Créton, non c’è nessuna sensibilità da incendiare, nessuna immagine da visualizzare. Il bello stile diventa maniera e la regista manca l’appuntamento con quell’età della vita che presenta in sé una natura drammatica.
Il tempo dell’adolescenza di Camille non diventa simbolo di una ‘condizione umana’ generale, di una dimensione che è insieme anagrafica ed esistenziale. Incapace di autodeterminarsi e di affrancarsi da un primo amore fallimentare, l’irritante e cocciuta protagonista della Créton governa il film fino a esasperarlo, fino a non riuscire a parlare d’altro, fino a non dire niente altro. Mai inserita in un quadro più ampio di osservazione del paesaggio umano che la circonda, delle figure che incontra e delle loro relazioni, Camille insegue testarda un ‘cappello’ e una deriva abilitata a promuovere esclusivamente la sconfitta e la negazione della maturità. Continua a leggere

Poster Oslo, August 31stUn film di Joachim Trier. Con Anders Danielsen Lie Titolo originale Oslo, 31. august. Drammatico, durata 95 min. – Norvegia 2011. MYMONETRO Oslo, August 31st * 1/2 - - - valutazione media: 1,50 su 1 recensione.

Anders ha 34 anni, è un bel ragazzo e proviene da una famiglia per bene ma è profondamente tormentato per aver sprecato molte opportunità nella vita e aver deluso le persone intorno a lui. Ora si avvia alla conclusione del suo programma di disintossicazione dalla droga, in campagna. Nell’ambito di questo programma è autorizzato ad andare in città per sostenere un colloquio di lavoro. Anders approfitta dell’occasione per trattenersi fuori la notte, girovagando e incontrando le persone che non vede da molto tempo.
Indagine emotiva e quasi fisica di una crisi esistenziale, il film di Joachim Trier, nonostante la buona regia, morbida, e la prova eccezionale del protagonista Anders Danielsen Lie, è un film sbagliato perché manca completamente l’obiettivo prefissatosi. L’intenzione di Trier è quella di mostrare come, nella verde, giovane e ricca Norvegia, dove pare che non esistano possibili storie da raccontare, i conflitti interni alla classe media esistono eccome. Le possibilità di scelta rispetto al proprio futuro, altrove negate in partenza, qui sono moltiplicate e possono sollevare aspettative non facili da soddisfare e grandi drammi. Eppure, l’impressione che non può non cogliere, alla visione di Oslo, August 31st , è proprio che la storia non ci sia, neanche tra le pieghe dell’osservazione e del pedinamento. I gesti di Anders non si scartano mai neanche un secondo da un percorso più che noto -la ribellione, l’alcool, il furto-, che sarà probabilmente obbligato nella vita ma non al cinema.
La sua lenta marcia verso l’immobilità finale viene posta a contrasto con il dinamismo sociale della città e la sua incapacità di darsi una nuova identità, pacificata e “pulita”, col suo mutare rapidamente e continuamente forma. Ma anche questo è un discorso abbozzato, col ricorso alle immagini in Super8 dell’inizio, e non portato né in lunghezza né in profondità. Un’occasione mancata. Continua a leggere

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Un film di Edward Yang. Con Elaine Jin, Nien-Jen Wu, Issei Ogata, Kelly Lee Titolo originale Yi yiDrammaticodurata 172 min. – Taiwan, Giappone 2000.

Il film di Edward Yang è ritenuto da molti un Magnolia orientale. Vi si narrano le vicende di più famiglie con la scansione della quotidianità problematica. Il padre di famiglia, socio di una ditta di computer in crisi, scopre una possibilità meno arida di lavoro (grazie, fatto eccezionale, a un giapponese) e ritrova l’antico primo amore. La moglie ha la madre in coma e scopre di non avere nulla da dirle: entra quindi in crisi esistenziale. La figlia adolescente scopre che l’amore non è facile sin dal suo primo presentarsi. Il piccolo di casa, di 8 anni, dileggiato dalle compagne a scuola ma capace di osservare il mondo e di “fotografarlo” sia con i pensieri che con la pellicola. E tanti altri personaggi. Siamo a Taiwan ma potremmo essere a Roma, Firenze, Milano. Ovunque nel mondo a chiederci se sia possibile trovare nella vita quei legami che le diano un senso. Potrete anche trovarlo un film lento, ma si tratta di una lentezza carica di sensibilità.

Locandina italiana Another EarthUn film di Mike Cahill [II]. Con William Mapother, Brit Marling, Jordan Baker, Flint Beverage, Robin Taylor. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 92 min. – USA 2010. – 20th Century Fox uscita venerdì 18 maggio 2012. MYMONETRO Another Earth * * * - - valutazione media: 3,40 su 42 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Rhoda Williams è una studentessa dalle ottime capacità tanto che è stata ammessa al MIT (Massachusetts Institute of Technology). Il suo interesse per l’astrofisica è intenso tanto che una sera provoca un drammatico incidente stradale. La causa immediata è data dal fatto che è stato scoperto un pianeta che è speculare alla Terra e che lo stesso sta iniziando a fare la sua comparsa nel cielo. Rhoda, alla guida della sua auto si distrae guardando in alto e uccide il figlio e la moglie incinta di John Burroughs, un noto compositore. La ragazza viene arrestata e quando uscirà dal carcere il suo scopo principale sarà quello di espiare ulteriormente la sua colpa aiutando Burroughs. Intanto l’altra Terra si fa sempre più grande e visibile.
Vincitore del premio speciale della giuria e del premio Sloan al Sundance Film Festival del 2011 Another Earth è un’opera prima scritta, diretta, prodotta, fotografata e montata da Mike Cahill. Ha quindi tutte le caratteristiche del film indipendente da cui ci si può attendere delle sorprese. Che infatti ci sono. Anche se l’idea di base ha qualche remoto debito nei confronti di Solaris di Tarkovskij e l’immagine del pianeta che si staglia nel cielo rimanda (involontariamente perché questo film è anteriore) a quella dell’altrimenti minaccioso Melancholia di Lars Von Trier, il suo sviluppo si rivela interessante. L’altra Terra che compare sempre più incombente nel cielo è un esatto doppio del pianeta su cui viviamo non solo sul piano morfologico ma anche su quello della popolazione. Per ognuno degli umani vi è presente un doppio. Le possibilità di sviluppo di un plot iniziale di questo tipo sono innumerevoli e Cahill prova a sfruttarle concentrando la sua storia su un doppio livello. Da un lato il rapporto tra Rhoda e Burroughs che si sviluppa sul non detto (la ragazza diviene la sua addetta alle pulizie ma non gli rivela di essere la colpevole dell’incidente) e dall’altro la richiesta che Rhoda presenta per essere ammessa al primo volo diretto verso il pianeta. La riflessione su un percorso di espiazione che si intreccia con la tensione verso un confronto con un altro sé viene sostenuta per buona parte del film grazie anche all’ottima prestazione dei due protagonisti. Peccato però che un finale pacificatorio vanifichi quanto costruito in precedenza consegnando il film a una banalità che le premesse sembravano voler evitare. Continua a leggere

Locandina La forza della volontà

Un film di Ramon Menendez. Con Andy Garcia, Edward James Olmos, Lou Diamond Phillips Titolo originale Stand and Deliver. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 92 min. – USA 1987. MYMONETROLa forza della volontà * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La storia vera di un dirigente d’azienda che, qualche anno fa lasciò il suo posto, molto remunerato, per mettersi a fare l’insegnante in una scuola zeppa di candidati al semianalfabetismo e alla delinquenza giovanile. E invece, ben diciotto della sua classe riuscirono ad avere la borsa di studio per l’università. Una storia edificante, però raccontata con stile asciutto e realistico e ottimamente recitata da Olmos (candidato all’Oscar). Continua a leggere

Risultati immagini per L'ultimo Treno della NotteUn film di Aldo Lado. Con Enrico Maria Salerno, Macha Méril, Flavio Bucci, Marina Berti. Drammatico, durata 92 min. – Italia 1975. MYMONETRO L’ultimo treno della notte * * 1/2 - - valutazione media: 2,50 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Due sadici teppisti uccidono due ragazze che viaggiano con loro su un treno internazionale. Quando credono di essere ormai sfuggiti alla giustizia, finiscono casualmente nell’abitazione del padre di una delle vittime che, scoperto quanto hanno fatto, li elimina con ferocia. Continua a leggere

Locandina Tiny Furniture

Un film di Lena Dunham. Con Lena DunhamLaurie SimmonsGrace DunhamRachel HoweMerritt WeverDrammaticodurata 98 min. – USA 2010.

Laureatasi in cinema nel Midwest, la 22enne Aura (Lena Dunham) torna a vivere nel quartiere di Tribeca, a New York. Mentre cerca il suo posto nel mondo, la ragazza sbarca il lunario come cameriera e va incontro a complicate relazioni sentimentali.

Risultati immagini per L'ultima Neve di PrimaveraUn film di Raimondo Del Balzo. Con Bekim Fehmiu, Agostina Belli, Renato Cestié, Margherita Horowitz, Margherita Melandri. Drammatico, durata 35 min. – Italia 1973. MYMONETRO L’ultima neve di primavera * * 1/2 - - valutazione media: 2,70 su 18 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il piccolo Luca, orfano di madre, non sopporta accanto al padre un’altra donna, e la rifiuta anche quando quest’ultima sembra ormai averlo conquistato con la sua dolcezza. Il padre, per recuperare l’affetto del bambino, lo porta in montagna a sciare e qui, dopo una brutta caduta, si scopre che il piccolo ha una tremenda malattia. Continua a leggere

Risultati immagini per Il Calamaro e la Balena

Un film di Noah Baumbach. Con Jeff Daniels, Laura Linney, Jesse Eisenberg, Owen Kline, Anna Paquin. Titolo originale The squid and the whale. Drammatico, durata 81 min. – USA 2005. uscita venerdì 9 giugno 2006. MYMONETRO Il calamaro e la balena * * 1/2 - - valutazione media: 2,98 su 19 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Tutto scorre apparentemente tranquillo nella vita di quella che potrebbe essere una qualsiasi famiglia di Brooklyn, padre, madre e due figli, ma a dispetto della facciata perfettamente integra le fondamenta barcollano non poco, fino a crollare fragorosamente. Così, a seguito della separazione tra Bernard, scrittore senza più editori, e l’esasperata Joan, decisa a liberarsi dall’ego e dall’ombra del marito, i figli Walt e Frank si troveranno a fare la spola tra gli appartamenti dei due genitori. Gli adulti si daranno da fare imbarcandosi in relazioni improbabili, chi con un giovane istruttore di tennis, chi con un’acerba ma smaliziata studentessa, influenzando giocoforza le vite dei ragazzi, in una girandola di confusione adolescenziale di mezza età.
Noah Baumbach scrive e dirige l’autobiografia della propria adolescenza, facendoci assistere al racconto da un punto di vista privilegiato: quello di chi lo ha vissuto. Visione cinica quanto trasparente di un particolare collasso familiare e delle sue conseguenze più immediate, Il Calamaro e la Balena (si lascia scoprire allo spettatore il perché del titolo) è un’opera che gioca sulla fragilità dell’essere umano e l’impalpabilità dei suoi sentimenti, sospesi in equilibrio improbabile tra routine, sicurezza e felicità dimenticata per strada. Si danza sull’orlo del tragicomico, su ritmi non irresistibili ma funzionali all’atmosfera straniante, per una storia che trova il proprio più grande pregio nel non andare da nessuna parte. Cast eccellente: per Jeff Daniels, chiamato a sostituire Bill Murray in extremis, è l’interpretazione della vita. Continua a leggere

Risultati immagini per Un gelido InvernoUn gelido inverno (Winter’s Bone) è un film del 2010 diretto da Debra Granik, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Daniel Woodrell.

Il film ha vinto il Gran premio della giuria: U.S. Dramatic al Sundance Film Festival 2010[1], 4 Premi al Torino Film Festival 2010, ha ottenuto 7 candidature agli Independent Spirit Awards 2011[2] e 4 candidature agli Oscar 2011, nelle categorie; miglior film, miglior attrice (Jennifer Lawrence), miglior attore non protagonista (John Hawkes) e miglior sceneggiatura non originale.

In una sperduta zona montuosa del Missouri, la diciassettenne Ree Dolly vive in condizioni disagiate gestendo la fattoria di famiglia e prendendosi cura dei fratelli minori, a causa della depressione che ha colpito la madre e che la porta a vivere in una sorta di indifferente assenza. Il padre della ragazza, coinvolto nello spaccio e nella produzione di metanfetamine, impegna la fattoria per pagarsi la cauzione e uscire di prigione, sparendo poi nel nulla. Un giorno lo sceriffo del luogo avverte la giovane Ree che se il padre non si presenterà al più presto in tribunale, la casa verrà confiscata. Ree, spinta dalla disperazione di non poter più accudire la famiglia e con forza di volontà, si muove da sola tra indifferenza e ostilità sull’altopiano d’Ozark, bussando di porta in porta alla ricerca dell’uomo. La ragazza dovrà affrontare la diffidenza e la violenza dell’intera comunità per tenere unito quello che resta della sua famiglia. Fino a una drammatica – ma solo parzialmente rivelata – verità. Continua a leggere

Un film di Michel Poulette. Con Edward James Olmos, Bruce Ramsay, Tony Nardi, Martin Landau. Drammatico, durata 91 min. – USA, Canada 2005.

Joseph Bonanno scappa dalla Sicilia e da Mussolini per trasferirsi in America, affiliandosi al clan Castellamarese e diventando il piú giovane boss malavitoso che abbia mai sfidato il clan di Gambino. La lotta contro Lucky Luciano e gli accordi segreti con Franklin Delano Roosvelt hanno fatto di lui il piú potente criminale dell’epoca, il nemico pubblico numero uno, rispettato e temuto da tutti. Continua a leggere

Un film di Denis Héroux. Con Ely Galleani, Mathieu Carrière, Christine Boisson, Carole Laure. Titolo originale Née pour l’enfer. Drammatico, durata 92 min. – Italia, Francia, Germania, Canada 1976. MYMONETRO …E la notte si tinse di sangue * * - - - valutazione media: 2,00 su 1 recensione.

Un americano reduce dal Vietnam, complessato e pieno di tare psicofisiche, viene sbarcato a Belfast. Per racimolare qualche soldo, decide di derubare certe infermiere che alloggiano in una pensioncina, ma viene colto da raptus e, anziché depredare le fanciulle, le sevizia e le uccide. Una gli sfugge: fornirà un elemento utile alla sua cattura. Continua a leggere

Un film di Antoine Fuqua. Con Richard Gere, Don Cheadle, Ethan Hawke, Wesley Snipes, Jesse Williams. Drammatico, durata 132 min. – USA 2009. MYMONETRO Brooklyn’s Finest * * * - - valutazione media: 3,42 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

A Brooklyn i poliziotti non sono tutti dei santi. C’è chi si è infiltrato troppo a lungo tra gli spacciatori e ora si è affezionato a quel criminale in cerca di redenzione che il distretto vuole incastrare, c’è chi non ha mai fatto nulla durante i suoi anni di servizio ma proprio nel primo giorno di pensione decide di agire da vero poliziotto e, infine, chi di fronte all’esigenza di comprare una casa nuova per evitare che la muffa della vecchia uccida moglie e figli è pronto ad uccidere e rubare.
Fuqua è tornato. Tornato al tempo presente, tornato alle ambientazioni metropolitane e tornato alle storie che preferisce raccontare, quelle cioè di poliziotti davanti a un bivio, uomini che hanno scelto il lavoro morale per eccellenza e che continuamente sono posti di fronte al bivio tra sentimenti ed etica.
Brooklyn’s finest è sulla carta un poliziesco, ma svela subito la sua natura di straordinaria tragedia da teatro elisabettiano dove i personaggi sembrano predestinati alla sofferenza. Per ognuno di essi infatti si tratta di scegliere tra due tipologie differenti di infelicità e il loro battersi lungo tutto il film sembra nel finale una titanica lotta contro un fato indifferente.
E Fuqua stesso è indifferente ai loro drammi. Sempre distaccato, sempre classico nel montaggio e sempre distante nei climax emotivi il regista sembra percepire i propri personaggi in quanto tali e non come fossero esseri umani. Questa caratteristica tuttavia non toglie ardore al film che anzi ha il passo sicuro dei grandissimi racconti classici e la decisione dei drammi etici, in cui l’autore si dimostra fiero nell’ostentare un’esigenza di moralità.
A Brooklyn gli uomini migliori dovrebbero essere questi eppure le scelte che fanno non li rendono tali. La violenza, le sparatorie e il sangue al pari degli inganni dovrebbero servire uno scopo più alto ma il dubbio che siano espedienti di un disperato tentativo di salvezza personale rimane sempre.
Presentato a Venezia in una versione, il film arriverà in sala con un montaggio diverso, voluto dall’autore e più fedele all’idea originale, che cambia una parte del finale accentuandone i tratti tragici. Continua a leggere

Un film di Scott Hicks. Con Anthony Hopkins, Hope Davis, David Morse, Anton Yelchin, Mika Boorem. Titolo originale Hearts in Atlantis. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 100 min. – USA 2001. MYMONETRO Cuori in Atlantide * * * - - valutazione media: 3,41 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un vecchio guantone da baseball ricevuto improvvisamente per posta costringe Bobby Garfield, affermato fotografo di mezz’età, a ritornare indietro nel tempo e nel luogo, a quella lontana estate del 1960, quando straordinari eventi segnarono la fine della sua infanzia. È la mattina del suo undicesimo compleanno quando, nella casa dove Bobby (Anton Yelchin) abita con la madre, arriva Ted Brautigan (Anthony Hopkins). L’uomo è tormentato da un passato misterioso, e da strane trance precognitive che lo angosciano, eppure è in grado di instaurare col ragazzino un profondo rapporto di amicizia, prestandogli quelle attenzioni che la madre vedova (Hope Davis), troppo amareggiata e disillusa, non è in grado di dare al figlio. È così che Bobby scopre i valori dell’amicizia e del coraggio, ed è così che si innamora per la prima volta della sua compagna di giochi, Carol. Ma gli eventi precipitano, Carol è picchiata a sangue da un ragazzetto crudele, la madre di Bobby scopre a proprie tragiche spese la verità sul suo datore di lavoro, e Ted è costretto a rimettersi in fuga: gli uomini grigi che da tempo lo stanno braccando sono ormai vicini. Solo Bobby è in grado di capire il perché e di aiutarlo. Scott Hicks, già regista del pluripremiato Shine, ci regala una convincente prova d’autore, sorretta dal racconto di Stephen King e dalla grande interpretazione di Anthony Hopkins, il cui sguardo malinconico disegna un personaggio sofferto, eppure capace di trasmettere amore e speranza. Continua a leggere

TheManWhoLovedYngve.jpgThe Man Who Loved Yngve (Norwegian: Mannen som elsket Yngve) is a Norwegian film released on 15 February 2008. It is based on a book of the same name by Stavanger author Tore Renberg. It received critical acclaim as one of the best Norwegian movies of the year. A sequel – I Travel Alone – was released in 2011[1] and a prequelThe Orheim Company – followed in 2012.

In 1989, and in the shadow of the collapse of Communism in Europe, a group of young rural Norwegians form a band. Preparations for their first gig are derailed when the lead singer, Jarle, is smitten by a new arrival, Yngve. Confused and not completely in touch with his own emotions, Jarle neglects his band, his mother and his girlfriend to spend more time with his new crush. At a party after the concert, he lashes out at Yngve but also admits he loves him. Yngve becomes depressed and flees to a bridge with the intention of committing suicide, but decides not to. He ends up in a mental hospital, and stays there until Jarle sees him again, few weeks after the incident. Continua a leggere

Un film di Luis Buñuel. Con Francisco Rabal, Marga López, Rita Macedo, Jésus Fernandez, Ignacio Lopez TarsoDrammatico, b/n durata 94 min. – Messico 1958. MYMONETRO Nazarin * * * 1/2 - valutazione media: 3,80 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nazarin è un poveraccio che vive di elemosine nel Messico prerivoluzionario. Ma è qualcosa di più del solito peone emarginato: a suo modo è un profeta, un idealista che cerca di realizzare in terra l’ideale di bontà e di carità di Cristo. Ma gli van tutte male. Dopo umiliazioni e batoste, viene condannato e mandato al patibolo. Continua a leggere