Category: Drammatico


Fiamme su Varsavia

Un film di Alexander Ford. Con Wladislaw Godik, Maja Broniewska, Jerzy Leszcynski Titolo originale Ulica granicznaGuerrab/n durata 90 min. – Polonia 1948.

Varsavia viene sconvolta dall’invasione nazista. Un gruppo di ragazzi, tra i quali due ebrei, reagiscono decisamente alle persecuzioni antisemite e, dopo la distruzione del ghetto, salvano la vita ai loro amici. Mentre tutti se ne vanno uno di loro, David, decide di rimanere a combattere.

Regia di Alessandro Di Robilant. Un film Da vedere 2009 con Giulio BeranekAnna FerruzzoSelenia OrzellaMichele RiondinoRoberto BovengaCast completo Genere Drammatico – Italia2009durata 93 minuti. Uscita cinema venerdì 6 novembre 2009 distribuito da Bolero Film.

Quartiere Paolo VI, Taranto, Italia. Tiziano vive nel lato sbagliato di una città che spoglia con prepotenza l’ambiente circostante, in una nazione in cui le regole non esistono ma esistono solo le eccezioni. Tiziano è il capofamiglia, a dispetto dei suoi 16 anni: il padre ha abbandonato moglie e figli per un’esistenza disperata cercando il colpo al videopoker; la madre è una popolana impreparata a crescere due figli da sola ma determinata a tenerli fuori dalla malavita e a proteggerli dalle prepotenze di chi vuole installare un’antenna per telefonia cellulare davanti alla scuola della sua piccola. Tiziano è troppo sveglio per andare a scuola, ma non abbastanza da restare lontano dai guai. Tiziano vuole diventare un gangster e cercherà di derubare il boss di zona. Questo, in cambio del perdono, gli ordinerà un omicidio. Se la caverà con sei mesi di riformatorio. Durante la sua mancanza, l’inquinamento della violenza si sarà preso tutto.
La lunga carrellata con cui Di Robilant apre Marpiccolo apre e chiude un mondo: Taranto e il suo entroterra è stato violentato al pari del mare che la fronteggia, stantio e soffocato dai veleni dell’industria. L’uomo ha ammalato la Natura e i suoi stessi simili. Mentre Di Robilant sorvola questo “spettacolo”, il suo intento è chiaro e ai nostri occhi tutto è già compiuto. Quando il suo occhio entra nella realtà di uno dei quartieri più degradati della città, vediamo il realismo di un mondo disperato che conosciamo bene, di cui sappiamo già l’epilogo: il destino a cui Tiziano sembra incapace di opporsi se non con la fuga verso un qualcosa di indefinito e incerto. Mentre, entriamo con Tiziano dentro la Gomorra tarantina scopriamo che le cronache disperate di cui rigurgitano ogni giorno giornali e tv del Belpaese possono essere raccontate con una nuova forza, cercando di lasciare una crepa nel muro di gomma e dare uno schiaffo al potere che vive sulla disperazione.

3,26/5

Regia di Alessandro Comodin. Un film Da vedere 2011 con Giacomo ZulianStefania ComodinBarbara Colombo. Genere Drammatico – ItaliaFranciaBelgio2011durata 78 minuti. Uscita cinema venerdì 20 luglio 2012 distribuito da Tucker Film. – MYmonetro 3,52 su 18 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Opera prima notevole di Comodin che con João Nicolau ne ha curato regia, sceneggiatura, montaggio e, con Tristan Bordman e Jean-Jacques Quinet, la fotografia. Ambientata nell’estate e in campagna lungo il fiume Tagliamento, è la storia degli adolescenti Giacomo, sordo con apparecchio acustico, e Stefania che, giocando tra innocenza e malizia, si attraggono e si respingono. Difficile distinguere tra documentario e finzione, in bilico continuo tra il timore delle parole e una tensione a fior di pelle. L’autore suggerisce quietamente che anche l’erotismo può essere una messa in scena, una recita, una strategia, come se tenesse conto della lezione dettata dal cinema di Rohmer, concisamente analitica. Distribuisce Tucker.

3,52/5
Locandina Lacapagira

Un film di Alessandro Piva. Con Dino Abbrescia, Teodoro Dante Marmone, Nicola PignataroMino BarbareseTeodosio Barresi. continua» Drammaticodurata 75 min. – Italia 1999

Pellicola definita “rivelazione” dal mensile Ciak. Chissà perchè… Le rivelazioni sono ben altre. Non basta la buona volontà di chi vuole fare un film a qualunque costo, e andrebbe incoraggiato. I film prodotti sono persino troppi. Comunque il destino de La Capagira si ferma alla positiva citazione del mensile. La solita storia di droga e di piccoli delinquenti. Respiro cortissimo.

2,47/5

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Regia di Alessandro Lunardelli. Un film Da vedere 2013 con Luca MarinelliFilippo ScicchitanoBarbora BobulovaCamilla FilippiCesare SerraCast completo Genere Commedia drammatica – Italia2013durata 95 minuti. Uscita cinema mercoledì 30 aprile 2014 distribuito da Microcinema. – MYmonetro 3,38 su 26 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Figli di un industriale di Agro, paesino del Nord Italia, il 30enne Loris e il 18enne Davide vanno a Barcellona per vedere una partita dell’Inter. In Spagna Davide conosce il cileno Andy, ecologista convinto, se ne invaghisce e trova il coraggio di rivelare la sua nascosta omosessualità. Si allontana dal fratello e parte per Santiago al seguito di Andy, ed entra nel mondo delle lotte ecologiste trovando la sua identità. Loris, superato lo sgomento e la rabbia iniziali, decide di seguirlo. Esordio nel lungometraggio del genovese Lunardelli, con un film di viaggio – dagli Appennini alle Ande – che è anche un interessante doppio percorso di formazione di un giovane confuso e disorientato che sembra fragile e si scopre forte, ma anche del fratello maggiore, che sembra sicuro di sé, e scopre le sue paure e una sensibilità che non sapeva di avere. Marinelli e Scicchitano calzano i rispettivi personaggi come guanti su misura.

6,6/10

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Regia di Álex De la Iglesia. Un film Da vedere 2010 con Carlos ArecesAntonio de la TorreCarolina BangSancho GraciaJuan Luis GaliardoCast completo Titolo originale: Balada triste de trompeta. Genere Drammatico – SpagnaFrancia2010durata 107 minuti. Uscita cinema giovedì 8 novembre 2012 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 – MYmonetro 3,11 su 21 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Spagna, 1937. Arruolato a forza nella milizia di Franco, il Clown Stupido fa col machete una strage di franchisti in divisa. Nel 1973, due anni prima della morte del dittatore, suo figlio Javier trova lavoro come Clown Triste in un circo dove incontra Sergio. Spinti da rabbia, disperazione, desiderio i due si battono a morte per la trapezista Natalia, bella e crudele. 7ª regia del basco de la Iglesia che l’ha scritto e prodotto, è una riflessione grottesca e parossistica sulla tetra atmosfera di morte del quarantennio franchista. In altalena tra pop e trash , melodramma, riflessione storica e humour nero, gli omaggi a Fellini e quelli a Tim Burton, non lascia scelta allo spettatore: prendere o lasciare. Leone d’argento e premio alla sceneggiatura a Venezia 2010.

Locandina Fabiola

Un film di Alessandro Blasetti. Con Gino CerviMichel SimonMichèle MorganLouis SalouHenri Vidal. continua» Drammaticob/n durata 164 min. – Italia 1948.

Nella Roma imperiale viene misteriosamente assassinato un senatore. Fabiola, sua figlia, crede, come tutti, che i colpevoli siano i cristiani ma in seguito, imparando a conoscerli, si persuade della loro innocenza. Le persecuzioni fanno strage delle innocenti vittime; intanto Costantino, con l’armata cristiana, si sta avvicinando.


Regia di Aleksej Fedorcenko. Un film Da vedere 2010 con Igor Sergeyev, Yuriy TsuriloYuliya Aug, Ivan Tushin. Titolo originale: Ovsyanki. Genere Drammatico – Russia2010durata 80 minuti. Uscita cinema venerdì 25 maggio 2012 distribuito da Microcinema. – MYmonetro 3,55 su 19 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Alla morte dell’amata moglie Tanya, Miron, proprietario di una cartiera, chiede ad un suo fidato dipendente, Aist, fotografo e scrittore, di accompagnarlo per compiere il rito di addio, secondo le tradizioni della cultura dei Merja, un’antica etnia ugro-finnica di una remota regione del centro-ovest della Russia, scomparsa circa quattrocento anni fa e di cui, come ricorda il regista, le sole tracce rimaste, sono i nomi dei fiumi. Nel corso del viaggio, il marito rivelerà, secondo le usanze merja, particolari della vita intima della donna. Silent Souls prende spunto da un racconto di Aist Sergeyev, The Buntings, la cui particolarità risiede nell’avere, come protagonista della vicenda, un uomo che è ormai “al di là dello specchio”.
Tenerezza e nostalgia si fondono in questa pellicola, dando vita ad una fiaba di struggente e raffinata poesia, dove l’acqua è l’elemento primordiale a cui fare ritorno, nel quale immergersi per ritrovare la propria amata e la propria identità. Nel rendere omaggio al popolo dei Merja e ai suoi rituali di passaggio, il matrimonio e il funerale, Aleksei Fedorchenko – che a Venezia è già stato ospite nel 2005 col mockumentary, Pervie na lune e che ha al suo attivo una discreta produzione cinematografica – mostra i luoghi in cui è ancora forte e percepibile la presenza di questa cultura, esplorandone ogni angolo remoto.
Figure fantasmatiche si muovono in uno spazio che prende vita dalle parole sussurrate in fuori campo, che si rianima, riportando alla superficie dell’acqua i ricordi, gli amori, le esperienze dei suoi protagonisti. Vite trascorse nell’osservanza di riti arcaici, come quella ad esempio di gettare nelle acque gelate del fiume l’oggetto cui si tiene di più, nella maestosa immensità di un paesaggio silente, dove appena si può udire il dolcissimo canto degli zigoli, che danno il titolo al film.

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Regia di Aleksey German Jr. Un film con Louis FranckMerab NinidzeViktoria KorotkovaChulpan KhamatovaPiotr Gasowski. Titolo originale: Pod electricheskimi oblakami. Genere Drammatico – RussiaUcrainaPolonia2015durata 138 minuti. distribuito da Movies Inspired. Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Sasha, che è tornato in Russia dall’estero, deve occuparsi dello spazio edificato ed edificabile lasciatogli in eredità dal padre. Un operaio chirghiso cerca i suoi compagni di lavoro. Un architetto si aggira per lo spazio brullo e innevato. Una guida turistica ricorda quando insorse in difesa della Patria al fianco di Boris Eltsin. Una studentessa pensa che Stalin e Hitler non fossero poi così cattivi come li si racconta. Un suo compagno si chiede ad alta voce:”Chi siamo?Chi sono io? Tutto è nel caos!”.
Alexey German Jr., forte del Premio Speciale per la Regia ottenuto a Venezia nel 2008, torna a realizzare un film “da festival” sperando di bissare il successo alla Berlinale 2015. I temi affrontati sono indubbiamente importanti e controcorrente rispetto al putinismo dominante in Russia. Ci si muove in una terra che è diventata quella che una volta si poteva considerare la Patria e dove ora una statua di Lenin con il braccio proteso verso l’avvenire serve da sedile sospeso per chi lo voglia utilizzare. Chi si aggira sulle rive di un anonimo fiume non può far altro che confrontarsi con un passato culturalmente glorioso che si è ormai corroso grazie al virus inarrestabile di un’amnesia collettiva sapientemente inoculato da chi non vuole che restino tracce di memoria. Più tutto si confonde e le distinzioni tra il bianco e il nero si fondono in un ammorbante grigiore e più chi ha il potere ha la consapevolezza di poterlo ‘democraticamente’ conservare.
Tutti argomenti di estremo interesse e di forte impegno sociale condizionati però da una struttura narrativa divisa in capitoli in cui (ancora una volta dopo Paper Soldier) un testo di impianto teatrale perde gran parte del proprio valore simbolico nel girovagare di personaggi che si muovono in una Waste Land eliottiana che German Jr. continua a percorrere in modo ripetitivo da un film all’altro. Rimanendo a distanza dalla qualità del cinema paterno. 

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Regia di Alessandro Angelini. Un film Da vedere 2006 con Giorgio PasottiGiorgio ColangeliMichela CesconKaty Louise SaundersSergio SolliCast completo Genere Drammatico – Italia2006durata 85 minuti. Uscita cinema venerdì 5 gennaio 2007 distribuito da 01 Distribution. – MYmonetro 3,81 su 55 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È un film carcerario con un punto di vista insolito, quello dei familiari che, fuori, “scontano la condanna”. Nel carcere dove lavora come educatore volontario, Fabio incontra Sparti, suo padre, condannato a 30 anni per omicidio. Non lo vede da quando era bambino: con la sorella maggiore Cristina ha cambiato il cognome. Dapprima non si fa riconoscere da Sparti, poi, smaltito il rancore, Fabio gli si avvicina. Frutto di un’esperienza di volontariato nel carcere di Rebibbia a Roma, l’esordio di A. Angelini, scritto con Angelo Carbone, è un film a basso costo, girato con una cinepresa a spalla (Arnaldo Catinari), a ridosso dei personaggi, con una scrittura realisticamente asciutta, giocata sulla sottrazione (montaggio: Massimo Fiocchi). Di una semplicità profonda che coinvolge, è la storia di uno scontro/incontro tra padre e figlio che nel fondo si somigliano, mentre Cristina (la brava M. Cescon) rimane in disparte, angosciata dal ritorno del passato. Entrambi gli interpreti hanno il merito di recitare col corpo, con la gestualità. Lo fa con forza particolare G. Colangeli (3 premi), attore di lungo corso. Girato per 2 settimane, delle 6 complessive, nel carcere dismesso di Veneri (PT).

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Regia di Aleksej German. Un film con Andrei BoltnevNina RuslanovaAndrey MironovAleksei ZharkovZinaida AdamovichCast completo Titolo originale: Moy Drug Ivan Lapshin. Genere Drammatico – Russia1986durata 100 minuti.

Nel 1935 una compagnia di attori di teatro di propaganda arriva in tour in una cittadina di provincia, a nord di Leningrado. Qui incontrano, Ivan Lapshin, capo della polizia locale, da sempre in lotta contro una gang che terrorizza la città. Le vicende di Lapshin e quelle degli attori si intrecciano in un vortice di adrenalina, delusione, amore e morte.
Tratto da un romanzo di Jurij Guerman, padre del regista, il film venne girato nel 1982, ma uscì a Mosca solo nel 1984 per problemi di censura. Nel 1986 vinse il Pardo di Bronzo a Locarno e venne dichiarato dai critici russi “Miglior film sovietico di tutti i tempi”.

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Regia di Aleksej Balabanov. Un film Da vedere 2007 con Agniya Kuznetsova, Aleksey Poluyan, Alexey SerebryakovLeonid BichevinYuri Stepanov, Natalya Akimova, Mikhail Skryabin, Leonid Gromov. Genere Drammatico – Russia2007durata 89 minuti. Uscita cinema venerdì 9 maggio 2008 distribuito da Archibald Enterprise Film. – MYmonetro 3,47 su 34 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

È il film più cupo e pessimista (o nichilista?) realizzato in Russia dopo il crollo dell’impero sovietico ed esportato in Occidente (a Venezia 2007 nelle Giornate degli Autori). Alcune citazioni della stampa russa: esempio dell’estetica fascista; film geniale, terribile come la morte; film non per chi comprende ma per chi ricorda; terribile rétro. 1984 a Leninsk, mentre gli aerei sovietici da carico riportano in patria le salme dei soldati morti in Afghanistan, la polizia indaga su un omicidio e sulla scomparsa di una ragazza violentata. Le indagini sui due crimini sono affidate al capo della polizia Zurov che li ha commessi. Eventi realmente accaduti, registrati dal regista/sceneggiatore che nel 1984 aveva 25 anni. Nella colonna brani musicali di gruppi rock che allora cominciavano ad affermarsi.

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Regia di Aleksej Balabanov. Un film con Yrii MatveevAlexander MosinOleg GarkushaAlisa Shitikova. Titolo originale: Ja Tozhe Hochu. Genere Drammatico – Russia2012durata 89 minuti. Valutazione: 1,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Cinque sbandati si mettono in viaggio alla ricerca della felicità verso un fantomatico Campanile (della Felicità, appunto), smarrito nella desolazione radioattiva tra San Pietroburgo e Uglich. Sarà il magico edificio a stabilire chi sarà il prescelto e chi sarà destinato a rimanere ancorato alle tristezze terrene.
Noto ai più per la visione shock di Cargo 200, durissimo affresco delle nefandezze private compiute nell’Unione Sovietica brezneviana, Balabanov gioca a mescolare le carte, proponendo in Me Too stili e atmosfere difficilmente accostabili al suo precedente exploit. Ricorrendo ad attori non professionisti e a una colonna sonora rock vagamente metal-gitana, Balabanov sceglie il registro della commedia picaresca, con punte di surreale somministrato in gag da comicità demenziale (benché l’accezione russa la renda in qualche modo unica nel suo genere): donne nude che corrono sulla neve, strampalati dialoghi filosofici e vodka a fiumi fanno il resto.
L’uso delle musiche e la caratterizzazione dei personaggi rimandano immediatamente al cinema di Aki Kaurismaki, purtroppo senza la spontaneità né la maestria nel gestire gli eccessi del finlandese; e l’insistenza sul medesimo motivo musicale provoca un effetto di persistenza invasiva che, per quanto evidentemente voluto, non risulta meno fastidioso. Il ritmo incalzante non dovrebbe generarsi in modo coercitivo, bensì dovrebbe essere il risultato del giusto mix di montaggio, regia e sceneggiatura, come non avviene in Me Too, rendendo ancora più forzato il cambio di registro in favore di una parte metafisica e insolitamente tarkovskijana. Un concentrato di difetti e soluzioni discutibili, certo lontano dagli esiti sperati alla luce delle promettenti prove del recente passato. 

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Pro urodov i lyudey.jpg

Of Freaks and Men (Russian: Про уродов и людей, romanizedPro urodov i lyudey) is a 1998 Russianfilm directed by Aleksei Balabanov.

Filmed initially in black and white, then entirely in sepia tone, this film set in turn of the century Russia is centered on two families and their decline at the hands of one man, Johann, and his pornographic endeavours. Hailed by some as a masterpiece, the movie comments on the decline of Russian society as a result of the rise of capitalism.

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Regia di Aleksey Balabanov. Un film con Sergey BodrovViktor SukhorukovSvetlana Pismichenko, Mariya Zhukova, Yuriy Kuznetsov, Vyacheslav Butusov, Irina RakshinaCast completo Genere Drammatico – Russia1997durata 99 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione

Danila Bagrov viene inviato dalla madre dalla campagna a San Pietroburgo presso il fratello maggiore. Lo scopo è quello di sottrarlo a una vita dissipata. Scoprirà che il fratello è un killer che gli propone di uccidere al suo posto dietro compenso nell’ambito di una guerra tra gang per il controllo del territorio. Entrambi non sanno di essere sotto il tiro proprio di coloro che commissionano gli omicidi. Danila però scopre di essere molto abile e uccidere diventa per lui un’attività che non suscita problemi morali.
Aleksey Balabanov propone con questo film, suddiviso in brevi capitoli marcati da dissolvenze, un ritratto in grigio dell’ex Unione Sovietica sotto la presidenza di Boris Eltsin. Grigio come il clima che accompagna le vicende e come la coltre di disfacimento morale che avvolge e penetra le coscienze. Il comunismo ha fallito lasciando dietro di sé macerie ma il nuovo ordine sociale sta facendo andare alla deriva i più deboli ed emarginati e ha perso il controllo sia del mondo della criminalità organizzata sia (e forse è ancora più grave) della formazione dei giovani. Ognuno è allo sbando nella Pietroburgo di Balabanov tra sballo da droghe e fastfood. Danila viene dalla campagna (dove si entra nella Milizia solo se si hanno le conoscenze giuste) e la città dell’Hermitage (di cui i protagonisti non conoscono probabilmente neppure l’ubicazione) si presenta come una giungla in cui i più forti sopravvivono (se ci riescono) ad agguati e i più deboli trovano rifugio in capanni abbandonati nei cimiteri. Ma anche chi sembra forte come il fratello di Danila ha la vita sospesa a un filo e se si è donne o ci si lascia scorrere la vita addosso come Kat o se ne portano addosso i segni come Sveta. In questo mondo ‘libero’ non resta altro che comportarsi come il protagonista: uccidere senza porsi troppe domande e attutire il fragore degli spari con la musica. Danila è fan dei Nautilus ma ascolta di tutto, anche nei momenti in cui il pericolo sembra sovrastante. È un modo, forse, per cercare di ritrovare in sé quel residuo di umanità che il nuovo mondo di corruzione e violenza dei singoli sta progressivamente erodendo. Il fratello ha un sogno e glielo fa condividere: andare a Mosca. Ma è un sogno molto diverso da quello cecoviano.

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Locandina Padre e figlio

Un film di Aleksandr Sokurov. Con Andrej Šcetinin, Aleksej Naimšev, Aleksandr Razbaš, Marina Zasuchina Titolo originale Otets i synDrammaticodurata 83 min. – Russia, Germania, Francia, Italia, Paesi Bassi 2003.

Per molti anni Alexei e suo padre hanno vissuto come fuori dal mondo all’interno del loro piccolo appartamento: una vita fatta di piccoli riti e di ricordi. I due sono così uniti da sembrare a volte fratelli, a volte amanti. Ma arriva il momento per Alexei di lasciare il nido e la prospettiva di una vita lontano dal padre è per lui insopportabile…

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Un film di Aleksandr Sokurov. Con Gudrun Geyer, Alexei Ananishnov Titolo originale Mutter und Sohn/Mat’ i synDrammaticodurata 75 min. – Russia 1997

In una paese della Russia vivono madre e figlio. Lei è malata, lui la cura. Lei si fa domande sulla vita, lui guarda da lontano un treno e sogna di salirvi. Lirismo alla Tarkovskji. Cose conosciute. E ripetute.

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Regia di Aleksandr Sokurov. Un film Da vedere 2005 con Issei OgataKaori MomoiShirô SanoRobert Dawson, Shinmei Tsuji, Taijirô TamuraCast completo Titolo originale: Solntse. Genere Drammatico – RussiaItaliaFrancia2005durata 110 minuti. Uscita cinema venerdì 18 novembre 2005 – MYmonetro 3,17 su 25 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dopo Moloch (Hitler) e Taurus (Lenin) e` ora il turno di Hiro Hito in Sun. L’imperatore giapponese viene colto nella fase storica che precede la resa definitiva. Un piccolo gentleman interessato alle Scienze che alterna il cilindro da cerimonia al berretto militare e mormora tra sé fra una frase e l`altra. Il “Figlio della Dea del Sole” rinuncia alla sua divinità dopo Hiroshima ma già prima ha perso il senso di un mondo che sta fuori dalle porte del suo Palazzo, porte che lui non deve mai preoccuparsi di aprire (c’e` chi lo deve fare per lui). Quando, dopo il colloquio con il generale MacArthur, dovra` cercare la maniglia della porta sara` un mondo a crollargli intorno. Sokurov e’ pero` quasi timoroso dinanzi a questo terzo personaggio. Mentre di Hitler e Lenin sembrava in qualche misura ammirare la crudele grandezza, di Hiro Hito scruta in modo felpato l’incerto procedere. Immerge tutta la narrazione in una luce attenuata da crepuscolo senza mai consentire al sole o alle fonti artificiali di prendere possesso della scena. E’un uomo senza ombre Hiro Hito, proprio perche` l`ombra, il nascondimento, lo permeano e lo fanno essere un fantasma ante mortem. Una morte che, a differenza di quelle degli alleati Hitler e Mussolini, rinviera` a lungo il suo appuntamento con lui.

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Regia di Aleksandr Sokurov. Un film Da vedere 2015 con Louis-Do de LencquesaingBenjamin UtzerathVincent NemethJohanna Korthals Altes. Titolo originale: Le Louvre sous l’Occupation. Genere Drammatico – FranciaGermaniaPaesi Bassi2015durata 87 minuti. Uscita cinema giovedì 17 dicembre 2015 distribuito da Academy Two. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,39 su 25 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Jacques Jaujard era il conservatore in carica nel momento in cui la Francia fu occupata dai nazisti. Il conte Franziskus Wolff-Metternich era invece l’uomo mandato da Berlino per ispezionare l’inestimabile patrimonio artistico del museo parigino e trasferirne in Germania una parte. I due erano molto diversi, un funzionario e un aristocratico, e molto nemici, ma collaboreranno per preservare i tesori dell’arte e ciò che rappresentano. Sono loro a cui pensa Sokurov, nel realizzare un film sul Louvre, ma anche a Napoleone e alla Marianne, fuoriusciti dai dipinti, all’Hermitage e all’assedio di Leningrado, e a un mercantile che viaggia nella tempesta, come una moderna arca, con un carico di quadri che rischiano di finire per sempre in fondo all’Oceano. Sokurov va oltre l’idea del museo come contenitore per preservare l’arte e ne canta in questa elegia la natura di ritratto di una nazione e di un continente, codice genetico identitario.
Ci sono momenti di Francofonia in cui pare di trovarsi dentro un’histoire di Godard, per il tono assertivo delle affermazioni politiche, la gravità e l’ironia, per la combinazione dei materiali visivi e lo sconfinamento di quelli sonori. L’incedere di Sokurov attraverso il Louvre è lontano da quello dell’Arca russa e, in generale, il film che ne esce è molto diverso, meno coerente nel progetto estetico, più variamente stratificato e assemblato, così come i materiali che lo compongono, dalle foto d’epoca alle conversazioni via computer col capitano del mercantile, dalle ricostruzioni forzate, al teatro, al repertorio.

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Regia di Aleksandr Sokurov. Un film con Eskender Umarov, Irina Sokolova, Vladimir Zamanskiy, Kirill Dudkin, Aleksey Yankovskiy, Viktor Belovolsky, Sergei Krylov, Aleksei Ananishnov. Titolo originale: Days of Eclipse. Genere Drammatico – Russia1988durata 139 minuti.

Dal romanzo Un miliardo di anni prima della fine del mondo dei fratelli Strugackij, scrittori di fantascienza, autori di Stalker. Un giovane medico viaggia verso una città disabitata. Incomprensibili forze misteriose ostacolano la sua ricerca: un caldo opprimente, la presenza di strani personaggi, visioni terrificanti, il dialogo con un amico defunto, l’apparizione di alieni. Il dissociarsi continuo degli elementi interni alla narrazione ha un effetto straniante sullo spettatore, l’asincronia tra la colonna sonora e le scene, il cambio improvviso delle tonalità di colore e la relazione repentina tra i piani, frantumano il discorso narrativo. La metafora drammatica di un uomo si sviluppa in un rapporto sinestetico con ciò che lo circonda, dotando l’ambiente di un linguaggio che esige chiavi di lettura proprie del discorso cinematografico.

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