Category: Documentario


Regia di Ken Loach. Un film Da vedere 2013 Genere Documentario, – Gran Bretagna2013durata 94 minuti. Uscita cinema giovedì 12 settembre 2013 distribuito da Bim Distribuzione. – MYmonetro 3,17 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Nel 1945 finisce la Seconda guerra mondiale. La Gran Bretagna ha vinto, ma è una nazione ridotta a un cumulo di macerie. Bisogna rimboccarsi le maniche per vincere la pace. Alle elezioni il mitico primo ministro conservatore Winston Churchill è inaspettatamente sconfitto dal travolgente successo dei laburisti. Vengono così nazionalizzate le industrie strategiche del paese (miniere, ferrovie, porti, gas, elettricità ecc.), la sanità diventa pubblica e gratuita, un piano casa ricostruisce e riordina. Loach e il suo abituale sceneggiatore Paul Laverty ricostruiscono con interviste a minatori, infermiere, medici, e con avvincenti materiali di repertorio un quadro autenticamente di parte su che cosa abbiano significato quegli anni. Distribuito da Bim.

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Un film di Juraj Lehotsky. Con Peter KolesarIveta Koprdova Documentariodurata 77 min. – Slovacchia 2008.

Si tratta di un film sull’amore tra ciechi. L’amore può essere dolce, addirittura “cieco”. Trovare il proprio posto nel mondo non è facile per chi ci vede bene, ma è molto più difficile per chi non vede affatto. La percezione del mondo delle persone non vedenti è spesso più essenziale ed intuitiva. Tuttavia, proprio questa percezione, può far scoprire una nuova dimensione della felicità.

Locandina Il futuro non è scritto - Joe Strummer

Un film di Julien Temple. Con BonoSteve BuscemiTerry ChimesJohn CusackJohnny Depp. continua» Titolo originale Joe Strummer: The Future is UnwrittenDocumentariodurata 124 min. – Irlanda, Gran Bretagna 2007. – Ripley’s Film uscita venerdì 29 febbraio 2008. MYMONETRO Il futuro non è scritto – Joe Strummer ***1/2- valutazione media: 3,78 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La storia di Joe Strummer narrata da amici, parenti e colleghi – raccolti intorno a un falò – e ripresa dall’obiettivo di Julien Temple. Il futuro non è scritto celebra il ricordo di uno dei maggiori esponenti del punk attraverso video domestici, materiali d’archivio, fotografie, vignette (realizzate dallo stesso Strummer), spezzoni di film, interviste d’epoca e testimonianze di artisti che lo hanno conosciuto o ne sono stati ispirati – Bono Vox, Martin Scorsese, Johnny Depp, Steve Buscemi, John Cusack, Jim Jarmusch, Flea e Anthony Kiedis dei Red Hot Chili Peppers fra gli altri.
Il documentario di Temple ripercorre la vita del “guerrigliero” partendo dalla sua infanzia, passando dagli anni formativi (la scuola d’arte, le prime band), al successo mondiale dei Clash e il successivo allontanamento dalle scene di Strummer dopo la separazione dai suoi compagni, alle prove da solista e da attore fino al ritorno sotto i riflettori con i Mescaleros.
Il futuro non è scritto è una sorta di mosaico, un collage a più voci tenuto insieme da quel fuoco che generarono i Clash sullo sfondo sociale e politico dell’epoca – le occupazioni londinesi, la nascita della rivoluzione punk, le guerre in Vietnam e in Iraq – che offre uno spaccato reale e realistico di quegli anni pieni di contraddizioni. È anche un’opera ricca di aneddoti che aiutano a capire l’ascesa e la caduta di una band che ha fatto storia e la frustrazione dei componenti, in primis dello stesso leader, costretto a ripartire da zero per ricercare quella felicità che appariva come un miraggio. La voce di Strummer si unisce al coro dei partecipanti dando l’impressione di essere ancora fra noi e lancia un messaggio universale: “Nella vita, devi essere capace di prenderti quello che vuoi, perché nessuno te lo regalerà mai”.

Regia di Julian Rosefeldt. Un film Da vedere 2015 con Cate BlanchettErika BauerCarl DietrichMarie Borkowski FoedrowitzEa-Ja KimCast completo Titolo originale: Manifesto. Genere Drammatico, – AustraliaGermania2015durata 94 minuti. Uscita cinema lunedì 23 ottobre 2017 distribuito da I Wonder Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Il Manifesto del Partito Comunista raccontato da un homeless, i motti dadaisti recitati da una vedova a un funerale, il Dogma 95 descritto da una maestra ai suoi alunni e così via. 13 personaggi diversi: ogni personaggio uno scenario, ogni scenario un movimento celebrato attraverso intensi monologhi. A dare corpo a queste parole una sola attrice: Cate Blanchett calata in 12 personaggi diversi. Lo si potrebbe definire in molti modi Manifesto. Uno di questi potrebbe essere: documentario.
Definire ‘documentario’ questa opera di Julian Rosefeldt rischia di essere molto riduttivo.

Pioggia (1929) - il Davinotti

Un film di Joris Ivens. Titolo originale RegenDocumentariob/n durata 15 min. – Olanda 1929.

Come un archeologo che ricostruisca un’ipotesi di vita organica a partire dalle tracce fossili, il regista indaga la pioggia seguendone le impronte evanescenti, la evoca nel frullare del fogliame, nel movimento di una finestra che sbatte, nell’ingrossarsi dei tendaggi, la intuisce nelle onde circolari che si allargano sui canali, nel gesto di un passante sorpreso dalle prime gocce, nella rapida schiusa degli ombrelli, nell’affrettarsi dei carrettieri, nelle tracce fangose degli pneumatici. Non è l’evento in sé a suscitare interesse, piuttosto il tessuto di relazioni in cui è implicato; non è sulla pioggia che si concentra la partecipazione dello sguardo cinematografico, ma sulla sua espressione figurativa, che è, per natura, variegata, mutevole.tarista Ivens.

Regia di John Turturro. Un film Da vedere 2010 con MinaSpakka-Neapolis 55Avion TravelPietra MontecorvinoMassimo RanieriCast completo Genere Documentario musicale, – ItaliaUSA2010durata 90 minuti. Uscita cinema venerdì 22 ottobre 2010 distribuito da Cinecittà Luce. – MYmonetro 3,33 su 7 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Fuori concorso a Venezia 2010, Premio “Città di Roma-Arcobaleno Latino”, ideato da Gillo Pontecorvo. Documentario con cui Turturro, di origini siciliane, aggiunge un altro tassello al suo dialogo con le diverse anime della cultura italiana, esplorando la composita tradizione musicale di Napoli. È “un racconto di verità che combina un contagioso entusiasmo per… un patrimonio musicale prezioso e vitale con uno sguardo che sa soffermarsi impercettibilmente sulle ferite di una città da raccontare”. Il regista ha dichiarato di aver trascorso più di 18 mesi ad ascoltare musica, cercando di capire un po’ dell’anima di Napoli senza i cliché che la riguardano. Parlato in italiano, inglese e napoletano.

In the Realms of the Unreal - Cinematografo

Un film di Jessica YuDocumentariodurata 81 min. – USA 2004.

Chi ha conosciuto la vicenda della fotografa Vivian Maier, non potrà fare a meno di notare sorprendenti analogie con la materia narrativa di In the Realms of the Unreal (realizzato qualche hanno prima di quello sulla Maier) in cui si racconta la storia vera di Henry Darger – solitario custode d’ospedale di Chicago -rivelazione postuma di un eccentrico genio artistico, nascosto al mondo per una vita intera. Alla sua morte, nel 1972, il suo padrone di casa fece una scoperta sorprendente: un colossale e oscuro manoscritto fantasy composto di 15.143 pagine, corredato da più di 300 illustrazioni strane e affascinanti, tra collage, disegni e dipinti ad acquarello. Piuttosto che intervistare esperti d’arte e psicologi, e in mancanza di altri materiali visivi d’archivio disponibili su Darger (del quale esistono solo quattro fotografie note), la regista sceglie di osservare la sua opera dal punto di vista di coloro che lo hanno conosciuto e di raccontare il mondo epico e allucinato del suo romanzo attraverso alcune sequenze in animazione, realizzate a partire dai disegni originali del suo autore.

Sympathy For The Devil (One Plus One) (1968) - Filmaffinity

Un film di Jean-Luc Godard. Con Anne Wiazemsky, Keith Richards, Mick Jagger, Charlie Watts. Titolo originale One Plus One. Documentario, durata 99 min. – Gran Bretagna 1968. MYMONETRO I Rolling Stones secondo Godard * * - - - valutazione media: 2,00 su 1 recensione.

Una serie di brevi episodi, nel classico stile di Godard, intercalati dalle prove di registrazione dei Rolling Stones. Il gruppo è alle prese con un unico brano, Simpathy for the Devil, che avrebbe fatto parte di Beggar’s Banquet, uno dei capolavori assoluti della loro carriera. In seguito però la canzone sarebbe divenuta tristemente famosa, perché durante la sua esecuzione ad un concerto un ragazzo fu pugnalato da un “Hell’s Angels”, incaricato del servizio d’ordine. Un po’ prolisso, il film è consigliato ai fan del gruppo, quelli più resistenti.

Regia di Jean-Luc Godard. Un film Da vedere 1966 con Anny DupereyMarina VladyRoger MontsoretJean Narboni. Titolo originale: Deux ou trois choses que je sais d’elle. Genere Documentario – Francia1966durata 95 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 4,00 su 2 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

“Lei” non è una donna. Non è Juliette Manson (Vlady) che si prostituisce a ore per integrare il bilancio domestico, ma la sua città, la regione parigina, l’intera società dei consumi che l’ha ridotta a oggetto. “Lei” è la vita di oggi (nel ’67, nell’87, nel 2007), la legge terribile dei grandi agglomerati urbani, la guerra del Vietnam, la morte della bellezza, la circolazione delle idee, la Gestapo delle strutture (da un “prossimamente” del film). Uno dei più agri film di Godard dove “il paesaggio diviene il vero volto delle cose” (U. Casiraghi). Memorabile la sequenza della tazzina di caffè.

Moi, un noir - Wikipedia

Un film di Jean Rouch. Con Oumarou GandaPetit TouréAlassane MaigaAmadou DembaSeydou Guedé Documentariodurata 70 min.

Collocato nell’arco di quattro giorni, il film presenta una struttura binaria, in cui l’interesse dell’etnologo e del sociologo si intreccia con un approssimativo canovaccio narrativo.

Locandina À propos de Nice - A proposito di Nizza

Un film di Jean Vigo. Titolo originale À propos de NiceDocumentariob/n durata 27′ min. – Francia 1930.

L’intera opera di Jean Vigo, mitico enfant prodige del cinema, raggiunge una durata complessiva di 200 minuti scarsi. Il suo audace film d’esordio, À propos de Nice, un documentario muto di 25 minuti, presenta già tutta l’energia e l’abilità di un autore di grande talento. Ma À propos de Nice va ben oltre la mera curiosità biografica; si tratta infatti di uno degli ultimi exploit dell’avant-garde francese e uno dei migliori esempi in assoluto della commistione di nuovi impulsi sociali e formali che caratterizzò quel fecondo periodo della storia del cinema.

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The Human Pyramid (FrenchLa Pyramide humaine) is an 1961 Ivorian docufiction film directed by Jean Rouch.[1][2] Rouch forced black African and white French students to improvise interactions with each other at an integrated high school in Abidjan.

La prima classe al Liceo di Abidjan. Due file di banchi. Da una parte gli africani; dall’altra gli europei. Non c’è molto razzismo ad Abidjan. Soltanto ignoranza. Usciti dalla classe i due gruppi continuano la loro vita, una vita separata. Per i Bianchi c’è la “banda”. Vanno in piscina, si ritrovano al caffè, come i liceali e gli studenti di tutto il mondo. I Neri, invece, vivono a Treichville, nel luogo della loro infanzia.
Nadine è appena arrivata da Parigi. Non riesce a capire quest’ignoranza. Ne parla alla “banda”. JeanClaude e Alain sono d’accordo con lei. Perché non mescolarsi con i compagni Neri?

Locandina Gli ultimi giorni [2]

Un film di James Moll. Con Irene Zisblatt, Renée Firestone, Alice Lok Cahana, Bill Bosch, Corso SalaniMonica RamettaLorenza Indovina. continua» Titolo originale The last daysDocumentarioRatings: Kids+13, durata 86 min. – USA 1998.

James Moll e Steven Spielberg realizzano questo documentario per la “Survivors of the Shoah Visual History Foundation”. La fiction è bandita eppure questo film, che ha come protagonisti cinque ebrei ungheresi sopravvissuti alla Shoah che ripercorrono la storia di vicende che loro stessi hanno in qualche misura rimosso, colpisce dritto al cuore e al cervello. Dimostrando che documentario non significa necessariamente “noia”. Da vedere prima di “rivedere” i libri di storia.

Locandina Wisconsin Death Trip

Un film di James Marsh. Con Ian Holm, Jo Vukelich, Jeffrey Golden, Marilyn White, John Schneider (II) Drammaticodurata 76 min. – Gran Bretagna, USA 1999.

Straordinario documentario che testimonia dei disastri accaduti in una cittadina del Wisconsin durante l’ultimo decennio del Diciannovesimo secolo. Il film si ispira al libro omonimo di Michael Lesy, pubblicato nel 1973, in cui sono state messe a confronto le fotografie in bianco e nero custodite nell’archivio della cittadina di Black River Falls, risalenti al 1890, con le foto e gli articoli pubblicati sui giornali dello stesso periodo. Il risultato è sorprendente. La cittadina di Black River Falls sembrava posseduta da una strana epidemia e i giornali riportavano bizzarre storie di follia, eccentricità e violenza tra i cittadini. Suicidi e assassini divennero quotidiani, la gente era come posseduta dai fantasmi e dalle forze del male. Il film è interamente costruito a partire dalle dichiarazioni dei giornali dell’epoca e dalle registrazioni effettuate nel vicino manicomio.

Regia di Hubert Sauper. Un film Da vedere 2004 Titolo originale: Darwin’s nightmare. Genere Documentario – FranciaAustriaBelgio2004durata 107 minuti. Uscita cinema venerdì 10 marzo 2006 – MYmonetro 3,15 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Quello di Victoria è il più esteso lago tropicale del mondo (68 800 kmq), compreso tra Uganda, Kenya e Tanzania. Nel 1962, “per fare un esperimento”, vi fu introdotto qualche pesce persico del Nilo. Nel giro di venti anni il vorace predatore provocò l’estinzione di quasi tutta la fauna ittica, assunse dimensioni da squalo cannibale e trasformò l’ecosistema della regione, l’assetto sociale e le abitudini alimentari degli indigeni. Nacque un’industria che esporta i filetti di pesce persico in mezzo mondo. Quasi ogni giorno all’aeroporto di Mwanza (Tanzania) atterra un cargo russo Antonov che riparte con un carico di cinquanta tonnellate di pesce. Non è, però, un documentario ittico quello che Sauper, tirolese giramondo con casa a Parigi, ha girato tra molte difficoltà, tangenti da pagare e rischi con una piccola telecamera e un aiutoregista. Altrimenti non avrebbe vinto, dopo 3 anni di lavoro, 16 premi (uno a Venezia 2004 nelle Giornate degli Autori) e una nomina all’Oscar 2005. Il pesce persico diventa una metafora del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale. Gli aerei non arrivano vuoti a Mwanza, come i razzisti, panciuti piloti ucraini dicono: trasportano kalashnikov, napalm e munizioni per rifornire le guerre civili che dagli anni ’80 devastano il cuore (di tenebra) dell’Africa. Diseguale, sconnesso, impressionistico nella prima ora, sull’orlo del miserabilismo, diventa poi uno sconvolgente rapporto con crude immagini: sterminate distese del pesce scartato che i poveri indigeni friggono e mangiano; ragazze che campano prostituendosi per pochi dollari agli alieni della civiltà occidentale; bambini che sniffano colla; ragazzini che a nuoto spingono i pesci nelle reti; il guardiano che spera nell’arrivo di una guerra di cui profitterebbero in molti.

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Il Physical Science Study Committee (PSSC) è stato un comitato scientifico istituito presso il Massachusetts Institute of Technology di Boston nel 1956 con lo scopo di sottoporre a revisione l’insegnamento della fisica nella scuola secondaria superiore.

A promuovere l’iniziativa di innovazione didattica, nell’autunno del 1956, fu un gruppo di professori universitari di fisica guidato da Jerrold Zacharias e Francis Friedman, entrambi docenti del MIT: la fondazione del Physical Science Study Committee (PSSC) aveva l’obiettivo di esaminare le modalità di insegnamento dei corsi introduttivi di fisica nella scuola secondaria superiore dopo che molti insegnanti avevano espresso la convinzione che i libri di testo utilizzati nelle High school non fossero in grado di stimolare l’interesse degli studenti per la materia, né di insegnare loro a pensare e risolvere i problemi con l’approccio di un fisico. Nel 1957, dopo il successo sovietico dello Sputnik, negli Stati Uniti d’America era diffuso il timore che il sistema didattico statunitense non riuscisse a dare una buona preparazione in campo scientifico; interpretando questo timore, in risposta, il governo decise di aumentare i finanziamenti alla National Science Foundation a sostegno del PSSC. Negli stessi anni si andarono realizzando altri testi e manuali di fisica, di livello liceale e universitario, che intendevano innovare la presentazione nei materiali didattici dei metodi tradizionali di insegnamento: tra questi manuali, vi era l’Harvard Project Physics (destinato a un pubblico liceale, frutto di un progetto sviluppato tra il 1962 e il 1972) e testi universitari come La fisica di Berkeley (anch’esso finanziato dalla NSF-National Science Foundation[1]), affidato a un gruppo di specialisti, e La fisica di Feynman (incentrata sulla peculiare personalità di Richard Feynman).

Titolo
1Tempo e orologi
2Lunghi intervalli di tempo
3Cambiamenti Di Scala
4I Cristalli
5Eventi casuali
6Le Forze
7Inerzia e moto
8Sistemi di riferimento
9Moti periodici
10L’impulso Angolare
11Gravitazione universale
12Energia Meccanica E Termica
13Secondo Principio Della Termodinamica
14Introduzione all’ottica
15Legge di Coulomb
16L’esperimento di Millikan
18Onde elettromagnetiche
19L’atomo Di Rutherford
20La pressione della luce
21La velocita limite
22I Fotoni
23Interferenza Dei Fotoni
24L’esperimento Di Frank E Hertz
25La Dilatazione Del Tempo
Risultato immagini per Non mi basta mai guido chiesa

Un film di Guido Chiesa. Con Daniele VicariVincenzo ElafroEbe MattaPiero PerottiPasquale Salerno. continua» Documentariodurata 78 min. – Italia 1999.

Pietro è un animatore di gruppi di bambini. Ebe è sindacalista. Gianni fa parte di una cooperativa di pesca. Pasquale aiuta i ragazzi che sono stati in carcere nel reinserimento. Vincenzo fa parte di un’organizzazione non governativa per la cooperazione con il Terzo Mondo. Vivono o hanno vissuto a Torino e questo sembra, all’apparenza, l’unico dato che li accomuna. Ma nell’autunno del 1980 avevano tutti condiviso, come operai Fiat, uno dei momenti più importanti nella vita della società italiana. Per 35 giorni la Fiat non aveva funzionato a causa di uno sciopero causato da una raffica di licenziamenti. Allo sciopero si contrappose la marcia dei 40.000 che volevano invece ritornare al più presto al lavoro. Guido Chiesa ripercorre quei giorni attraverso la memoria e la vita di persone molto diverse tra loro. Chiesa con questo documentario ha realizzato un’opera sicuramente più ‘vera’ e sentita de Il partigiano Johnny

Risultato immagini per Lo Schermo a tre Punte

Un film di Giuseppe TornatoreDocumentariodurata 105 min. – Italia 1998.

Si tratta di uno “sguardo” della Sicilia con gli occhi del regista bagherese (che ha firmato anche la sceneggiatura) attraverso più di 500 brani tratti da oltre cento film girati o ambientati nell’isola, e cofinanziato dalla Regione Siciliana. Un’antologia filmica sulla storia della Sicilia divisa in 14 capitoli.

Per ragioni di diritti, mancano le immagini de Il Gattopardo di Luchino Visconti. Successivamente l’edizione senza le immagini de Il Gattopardo fu vista da Martin Scorsese che si meravigliò del fatto che mancassero immagini dell’importante film di Visconti e convinse il produttore Lombardo a concedere i diritti a Tornatore per aggiungere le sequenze che ritenesse opportune.

Locandina Pasolini prossimo nostro

Un film di Giuseppe BertolucciDocumentariodurata 63 min. – Italia, Francia 2006uscita venerdì 24 novembre 2006.

Filmati d’archivio, foto di scena e un’inedita intervista per un documentario di circa sessanta minuti su uno dei film più contestati, amati e discussi del secolo scorso. C’è un solo termine – macabro – per definire Salò o le 120 giornate di Sodoma, terminato nel 1975 e ancora in fase di montaggio quando Pasolini fu assassinato all’Idroscalo.
Ispirato al romanzo di Sade e ambientato nella cittadina protagonista dell’ultimo scampolo di guerra mondiale, la Salò di Pasolini è un mondo devastato dall’omologazione culturale, dai soprusi anarchici del potere, un ritratto cinico di partigiani inermi e giovani illibate costrette a ogni sorta di barbarie dai loro aguzzini. L’intervista raccolta da Giuseppe Bertolucci integra le tematiche del film unendole al pensiero del suo autore, rassegnato e spento. Uno sguardo al di là della cinepresa verso un mondo confuso dalle ideologie e distrutto dalla speranza, meccanismo perverso per nascondere il peso insopportabile della realtà, tramutando il sentire comune in un’attesa estenuante e senza vie d’uscita. Pasolini parla a ruota libera del suo film, del concetto d’autore, della fiducia demagogica riposta nella fede, in un ideale ecclesiastico trasformatosi improvvisamente – e in maniera impercettibile – in un bazar del libero consumo. La fine delle ideologie (che avrebbero dovuto portare alla trilogia Porno Teo Kolossal, scritta per l’interpretazione di Ninetto Davoli ed Eduardo De Filippo) o la loro trasformazione, diventano il terreno di guerra su cui scontrarsi. Un sentiero che Pasolini riassume nelle ultime scene del suo film: il rappresentante del potere – essere sadico e impunito – guarda attraverso la sua finestra, binocolo alla mano, le torture inflitte ai corpi delle giovani vittime. Uno specchio della nostra società filtrato dall’espressione artistica di un intellettuale punito dal suo stesso (pre)vedere.

Locandina Le stagioni dell'aquila

Un film di Giuliano MontaldoDocumentarioRatings: Kids+16, b/n durata 89 min. – Italia 1997.

Scorribanda attraverso la storia del glorioso istituto Luce, nato nel 1924, e testimone di tutti i fatti italiani fino alla fine della guerra (dove si ferma il film) e oltre. Presentato alla mostra di Venezia nella sezione Immagini fra cronaca e storia. Il regista e lo sceneggiatore Ernesto G. Laura non portano niente di nuovo. La loro tesi è che le immagini portano comunque una verità affrancata da regimi e condizionamenti. Ma non è una tesi nuova.