Category: Azione


Regia di Daniel Monzón. Un film Da vedere 2009 con Luis TosarAlberto AmmannAntonio ResinesMarta EturaCarlos BardemManuel MorónCast completo Titolo originale: Celda 211. Genere Azione, – FranciaSpagna2009durata 110 minuti. Uscita cinema venerdì 16 aprile 2010 distribuito da Bolero Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 – MYmonetro 3,22 su 11 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Vincitore degli 8 principali premi Goya (tra cui regia, sceneggiatura, 3 attori), 15 milioni di euro di incassi in Spagna. Nella sezione di sicurezza della prigione di Zamora scoppia una rivolta, mentre un giovane agente è in visita il giorno prima di prendere servizio. Colto da malore, è messo in fretta nella cella vuota 211. Si spaccia per un detenuto nuovo, conquista la fiducia e l’amicizia di Malamadre, capo della rivolta. Passa dalla loro parte diventando un rivoltoso e difendendo le loro ragioni. Scritto da Jorge Guericaechevarría con il regista, dal 1° romanzo di Francisco Pérez Gandul, il 4° film di Monzón ha 3 pregi: autenticità di ambientazione, frutto di una puntigliosa indagine tra detenuti veri; ambizione di tragedia che impregna la metamorfosi del giovane antieroe e il suo rapporto con Malamadre; interpreti attendibili: non solo lo straordinario Tosar, ma anche le figure minori. La denuncia sui danni della detenzione carceraria non offre soluzioni: il mondo “dentro” corrisponde a quello “fuori”.

Regia di Dan Trachtenberg. Un film Da vedere 2016 con Mary Elizabeth WinsteadJohn GoodmanJohn Gallagher Jr.Mat VairoCindy HoganCast completo Titolo originale: 10 Cloverfield Lane. Genere AzioneFantascienza, – USA2016durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 28 aprile 2016 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 2,83 su 4 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Dopo un incidente, una giovane donna si sveglia in una stanza semi buia con una flebo attaccata al braccio e la caviglia incatenata al letto: non sa come ci sia finita. Un uomo corpulento dai modi sbrigativi e bruschi le spiega che l’ha salvata portandola nel suo bunker. Nel mondo fuori eventi catastrofici hanno reso inabitabile la Terra. Insieme a loro c’è un ragazzo del posto che ha aiutato “il padrone di casa” a costruire il rifugio antiatomico. Alcuni episodi sembrano confermare che i due dicano la verità. Prodotta (come il similare Cloverfield ) da J.J. Abrams e diretto dal debuttante Trachtenberg con un budget di circa 15 milioni di dollari, è una sorprendente commedia thriller surreale piena di colpi di scena e segnata da un ritmo di traboccante tensione. Finale non banale. Il cast è un prezioso valore aggiunto.

Regia di Clint Eastwood. Un film Da vedere 2008 con Clint EastwoodBee VangAhney HerChristopher CarleyCory HardrictGeraldine HughesCast completo Genere Azione, – USA2008durata 116 minuti. Uscita cinema venerdì 13 marzo 2009 distribuito da Warner Bros Italia. – MYmoro 3,60 su 14 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Morta la moglie, Walter Kowalski – quasi 80enne reduce dalla guerra di Corea (1951-52), ex operaio della Ford – vive solo, con la cagna Daisy e una lussuosa auto Gran Torino modello 1972, da lui stesso assemblata, in un quartiere multietnico di Detroit, vicino di casa di una famiglia asiatica Hmong, perseguitata dai vietnamiti dopo il ritiro dei soldati USA. È cattolico, polacco di origine, malato ai polmoni, astioso contro tutti, patriota razzista, ma ancora capace di cambiare e di un ultimo atto d’amore. Scritto da Nick Schenk, non è solo, nella sua classica trasparenza, in linea con gli ultimi film di Eastwood (soprattutto Million Dollar Baby ), ma è ammirevole per la libertà con cui fa convivere la semplicità dello stile con la complessità dei temi, il pathos con l’ironia (e l’autoironia), la misantropia con lo spessore etico, l’odio con la tenerezza, la denuncia della violenza con il suo uso razionale, i rimorsi del passato con un filo di speranza nell’avvenire. Questo film che si apre e si chiude con un funerale fa riflettere sulla vecchiaia e la morte e rimane aperto alla vita e alla gioventù. Commuove senza sentimentalismi. Ricorre alle parolacce senza volgarità. Fa capire che la piccolezza umana può essere una grandezza. Fa aspettare lo spettatore con una sorta di suspense per poi sorprenderlo nel finale. L’esclusione dagli Oscar è un merito ma, come non capita spesso, non gli ha precluso il successo di pubblico. È un piccolo, grande film.

Poster Space Cowboys

Un film di Clint Eastwood. Con Clint Eastwood, Tommy Lee Jones, James Garner, Donald Sutherland, Marcia Gay Harden. Azione, durata 129 min. – USA 2000. MYMONETRO Space Cowboys * * * - - valutazione media: 3,42 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il principale satellite russo per la comunicazione è in avaria. Rischia di precipitare sulla Terra nel giro di poco tempo. I suoi impianti ricalcano quelli dello Skylab americano, una tecnologia ormai obsoleta che nessuno sa più come riparare. Nessuno tranne i 4 vecchi componenti del gruppo Dedalus che era stato sciolto alla fine degli anni Cinquanta. Gli anzianauti si riuniscono e mostrano in fase di allenamento quello che sanno fare. La strategia del responsabile NASA, loro antico nemico, è quella di far esercitare insieme a loro dei giovani astronauti in modo da farli restare a terra all’ultimo momento. Non va così e i nostri partono. Ma una sorpresa non piacevole li attende… Clint Eastwood continua il suo percorso di rivisitazione dei miti del cinema americano. La sua però non è l’opera di un iconoclasta. Clint ama ciò che fa e ama il western. Quando ci mostra i quattro vecchietti che si preparano ad andare nello spazio lo fa con grande ironia ma anche con grande affetto. La frontiera, il nemico da sconfiggere, stanno lassù? Ecco allora i Nostri pronti a partire, con quel mix di individualismo e di spirito di squadra che costituisce la formula vincente. Il finale celebra un sacrificio ma non cerca l’applauso.

Regia di Christian McIntire. Un film con Billy ZaneRay WisePamela GidleyScott WiperVal Lauren. Titolo originale: Landspeed. Genere Azione – USA2002durata 90 minuti. 

Utah, 1972. Un bolide si schianta dopo aver sfrecciato nel deserto ad una velocità incredibile. Per il pilota non c’è più nulla da fare. Vent’anni dopo due team si sfidano per battere il record di velocità su terra, utilizzando le macchine razzo e cercando di superare l’incredibile muro di 1.000 miglia all’ora. Una dei progettisti di una squadra è Linda, la figlia del pilota morto nellincidente del 1972, mentre il bolide avversario è pilotato da Michael, il figlio dellingegnere che aveva ideato la vettura andata in fiamme. Ora, fronteggiando i fantasmi del passato, i due giovani si affrontano in una sfida senza esclusioni di colpi…

Risultato immagini per Dove osano le AquileUn film di Brian G. Hutton. Con Richard Burton, Clint Eastwood, Patrick Wymark, Mary Ure Titolo originale Where Eagles Dare. Drammatico, durata 158 min. – Gran Bretagna 1969. MYMONETRO Dove osano le aquile ***-- valutazione media: 3,03 su 17 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In un castello posto sulla cima di una montagna inaccessibile, nella Germania meridionale, è tenuto prigioniero un alto ufficiale americano. Un gruppo di agenti inglesi è incaricato di penetrare nel castello e organizzare la fuga del generale. Con l’aiuto di due ragazze il capo della spedizione, John, riesce nell’impresa, ma scopre con stupore che il prigioniero non è un generale americano, e che lo scopo degli alleati era quello di scoprire l’identità di alcune spie tedesche infiltratesi nell’esercito inglese.

Risultati immagini per Rambo locandinaRambo 1 è un film di Ted Kotcheff del 1982, con Sylvester Stallone, Richard Crenna, Brian Dennehy, Bill McKinney, Jack Starrett, Michael Talbott, Chris Mulkey, John McLiam, David Caruso. Prodotto in USA. Durata: 97 minuti. Distribuito in Italia a partire dal 18.11.1982.

Giunto in una cittadina del Nord alla ricerca di un ex commilitone del Vietnam, l’eroe di guerra John Rambo è arrestato per vagabondaggio da un arrogante sceriffo. Ribellatosi alla sua brutalità, Rambo fugge sulle montagne e viene braccato dai poliziotti. La sua perfetta preparazione militare gli consente di tenere in scacco oltre duecento uomini della Guardia Nazionale.

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Lord of War è un film di Andrew Niccol del 2005, con Nicolas CageEthan HawkeJared LetoBridget MoynahanIan HolmSammi RotibiDonald SutherlandShake TukhmanyanJean-Pierre Nshanian. Prodotto in USA. Durata: 120 minuti. Distribuito in Italia da IIF a partire dal 18.11.2005.
Attraverso alcune delle zone di guerra più pericolose, il trafficante di armi Yuri Orlov lotta per stare sempre un passo avanti a un implacabile agente dell’Interpol, ai suoi rivali in affari e persino ad alcuni dei suoi clienti tra cui figurano i dittatori più noti del pianeta.

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Regia di Andrew Stanton. Un film Da vedere 2012 con Taylor KitschLynn CollinsWillem DafoeDominic WestMark StrongThomas Haden ChurchCast completo Genere Avventura – USA2012durata 132 minuti. Uscita cinema mercoledì 7 marzo 2012 distribuito da Walt Disney. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,44 su 69 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Regista rinomato di 3 film di animazione di grande successo, Stanton è passato al cinema d’azione, attingendo a un romanzo di Edgar Rice Burroughs, il creatore di Tarzan: La principessa di Marte (1912), 1° dei 9 titoli del ciclo Sotto le lune di Marte . Protagonista il muscoloso capitano John Carter, pluridecorato ex sudista della Guerra di Secessione, inspiegabilmente teletrasportato su Marte (ribattezzato Barsoom) dove incontra un nobile e una principessa che lì abitano. Deve fare i conti con giganteschi mostri zannuti e organizzare simpatici, filiformi alieni per una tremenda guerra civile. Grazie all’inesperienza di Stanton e al suo smanioso perfezionamento che hanno prolungato le riprese, è costato 250 milioni di dollari + 100 per il lancio contemporaneo in Europa e in America e ne ha incassati 280. Prodotto da Disney-Pixar che si divideranno le perdite. Anche a livello critico le accoglienze sono state tiepide. Non mancano ovviamente i momenti e le sequenze mirabolanti e gli effetti speciali si sprecano: stupisce, affascina, diverte, ma il risultato complessivo è quello di un adrenalinico ibrido di maniaca cinefilia che denuncia prestiti da Avatar , Star Wars , Il gladiatore , Prince of Persia – Le sabbie del tempo e i western di John Ford.

3.44/5
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Marvel’s The Punisher, nota semplicemente come The Punisher, è una serie televisiva statunitense sviluppata da Steve Lightfoot per Netflix e basata sull’omonimo personaggio dei fumetti Marvel Comics. La serie è uno spin-off di Marvel’s Daredevil ed è prodotta dalla Marvel Television in associazione con gli ABC Studios, con Lightfoot nel ruolo di showrunner.Jon Bernthal interpreta il protagonista Frank Castle / The Punisher, riprendendo il ruolo dalla seconda stagione di Daredevil

Dopo aver vendicato la morte della sua famiglia, Frank Castle, noto come The Punisher, scopre una cospirazione che va ben oltre il mondo criminale di New York City.

StagioneEpisodiPubblicazione USAPubblicazione Italia
Prima stagione1320172017
Seconda stagione1320192019
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Risultati immagini per Le implacabili Lame di Rondine d'Oro mymovies

Le implacabili lame di rondine d’oro è un film di genere azione del 1966, diretto da King Hu, con Pei-Pei Cheng e Yueh Hua. Durata 90 minuti.

Il perfido Tigre Faccia di Giada e la sua feroce banda, rapisce il maestro Chang, figlio del governatore, allo scopo di far liberare il suo capo. Rondine d’Oro, sorella di Chang ed esperta di arti marziali, si traveste da uomo e si reca nella locanda dove è fissato l’incontro per trattare la liberazione del fratello.

7.0/10

Regia di Álex De la Iglesia. Un film con Rosie PerezJavier BardemHarley CrossAimee GrahamJames GandolfiniScreamin’ Jay HawkinsCast completo Genere Azione – MessicoUSASpagna1997durata 126 minuti. Uscita cinema venerdì 24 giugno 2005

Come il suo predecessore Eloy de la Iglesia, il basco A. de la Iglesia s’è fatto una nomea di regista sensacionalista, altisonante y truculento , ma con uno spessore sociologico (vedi La comunidad ) e un dinamismo stilistico che l’altro non possiede. Con questo film del ’97, recuperato dall’Istituto Luce che l’ha distribuito nell’estate 2005, ha fatto centro. Con una esagitata azione violenta on the road sul confine tra Messico e California che annovera anche il trasporto di feti umani destinati a una società di cosmetici di Las Vegas, si espongono le imprese criminali di una coppia di personaggi “più grandi della vita” che il caso ha riunito. È una storia coesa ad alta tensione le cui immagini seducono, frustano, sorprendono nel loro susseguirsi di rapine, sparatorie, bizzarri rapimenti, coiti roventi, gesti sadici, scene di finta santeria con veri sacrifici umani, violenze grottesche, non senza un risvolto di dissonante melodramma romantico che fa da malinconico alone al disperato finale. Premio Goya (gli Oscar ispanici) per la regia e retrospettiva conferma dell’eclettico istrionismo di J. Bardem. Scritto dal regista con Barry Gifford (autore del romanzo da cui è tratta la sceneggiatura), Jorge Guerricaechevarría, David Trueba.

2,5/5

Locandina italiana State of PlayUn film di Kevin Macdonald. Con Russell Crowe, Ben Affleck, Rachel McAdams, Helen Mirren, Robin Wright. Titolo originale State of Play. Azione, Ratings: Kids+13, durata 125 min. – USA 2009. – Universal Pictures uscita giovedì 30 aprile 2009. MYMONETRO State of Play * * * - - valutazione media: 3,15 su 61 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Cal McAffrey è un veterano della carta stampata, il suo è un giornalismo che va di persona alla fonte, che investiga, si pone domande, nel nome della verità e di una buona storia. Stephen Collins è stato suo compagno di studi e di stanza e ora è un giovane ed ambizioso deputato a capo di un comitato che controlla le spese per la difesa nazionale, in odore di abnormi illeciti. Quando la bella assistente nonché amante di Collins muore in un dubbio incidente, le strade dei due amici tornano ad incrociarsi tra loro e con quelle della giovane Della Frye, reginetta della blogosfera, e di Anne Collins, moglie di Stephen, alla quale Cal è tutt’altro che estraneo.
Riduzione e reinvenzione dell’omonima miniserie inglese di sei ore, State of Play sposta l’azione nel cuore simbolico del potere, Washington D.C., e racconta un’appassionante partita a guardie e ladri tra politica e giornalismo, dove ognuno dei contendenti conosce ed usa gli strumenti dell’altro e fa leva sulle sue debolezze. Arbitra Kevin McDonald, che viene dal documentario (e che documentario, Un giorno a settembre) e sa trovare la verità nell’invenzione. Il mondo del giornalismo è ritratto con l’occhio dell’insider: tra la macchina da presa e il mestiere messo in scena non c’è altro filtro che una parete di vetro, trasparente; il mondo della politica, al contrario, è il regno della mediazione: schermi televisivi, obiettivi fotografici, microfoni cui affidare frasi scelte e ponderate. L’umanità della storia s’infila nel mezzo, là dove il politico bussa alla porta del reporter e viceversa.
Tutto, qui, ha almeno una doppia prospettiva e più spesso un ventaglio di prospettive: un ventaglio di penne, una per ogni versione possibile dell’articolo da scrivere. Il film stesso raddoppia, rilanciandosi nel finale, e innestando magistralmente, sul tempo “reale” del giornale che deve andare in stampa, il tempo finzionale del genere: le intuizioni dell’ultimo minuto, l’arrivo provvidenziale della polizia.
Il risultato è un presente caricato di urgenza, una situazione in costante divenire, uno “state of play” bisognoso di costante aggiornamento, per il quale, forse, il vecchio giornalismo sporco d’inchiostro non è più adatto.
Russell Crowe e Ben Affleck hanno preso in corso d’opera il posto che doveva essere di Brad Pitt e Edward Norton e ci stanno così bene che si fatica a pensarli altrove: il primo col suo mimetismo e l’aria un poco fuori moda e fuori uso – ma la sua Saab sulla strada viaggia ancora benissimo -, e il secondo con quell’aria belloccia e compassionevole in un’era in cui i bellocci non fanno più compassione a nessuno. Al loro fianco, Helen Mirren e Jason Bateman assicurano il movimento della pagina, il tocco di stile. Continua a leggere

Locandina italiana Jack Reacher - La prova decisivaUn film di Christopher McQuarrie. Con Tom Cruise, Rosamund Pike, Richard Jenkins, David Oyelowo, Werner Herzog. Titolo originale Jack Reacher. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 130 min. – USA 2012. – Universal Pictures uscita giovedì 3 gennaio 2013. MYMONETRO Jack Reacher – La prova decisiva * * 1/2 - - valutazione media: 2,94 su 53 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Cinque persone vengono uccise apparentemente a caso da un cecchino, sulla banchina di un fiume, mentre conducono la vita di tutti i giorni. Le prove sono schiaccianti e incastrano un ex militare, un tiratore addestrato. Pestato brutalmente durante l’interrogatorio, prima di cadere in coma, l’accusato fa un solo nome: Jeack Reacher. L’avvocato difensore non sa come soddisfare la richiesta, Reacher sembra non esistere, ma ecco che è lui stesso a presentarsi, con una teoria a dir poco spiazzante: il militare è colpevole, ma non di quell’eccidio.
Ex investigatore dell’esercito americano, mosso soltanto dagli imperativi morali di giustizia e verità, e dunque al di sopra della legge, il Jack Reacher di Tom Cruise assomma tali e tante qualità mitiche da risultare quasi ridicolo. Con un piede ancora negli anni Ottanta, sul suo Top Gun, ma una lucidità mentale che non ha nulla da invidiare a Sherlock Holmes, non si può davvero prendere troppo sul serio. Dopo di che, smessa l’insana pretesa, il divertimento è innocuo e garantito.
Se non è la scrittura brillante, piena di battute, ad illuminare la vera natura del film, perché in realtà essa si affianca a tutta una serie di altri elementi, dal romance al thriller, collezionati per non farsi mancare proprio nulla, lo è però sicuramente la presenza di Werner Herzog. Il suo Zec è il personaggio chiave dell’insieme: qualcuno che si diverte a giocare al duro e lo fa con immensa classe, nessuno sforzo e il sorriso sotto la maschera. E lo stesso vale pe Robert Duvall. Tom Cruise e la malcapitata Rosamund Pike, invece, si trovano in una posizione più scomoda, perché è evidente che a lui manca qualsiasi distanza critica e lei, di conseguenza, è sua prigioniera.
Basato su “La prova decisiva”, nono romanzo della serie creata da Lee Child con protagonista Jack Reacher, il film conta una gestazione record di ben sette anni, ma il risultato, per quanto godibile, non premia affatto Christopher McQuarrie. Lo sceneggiatore dei Soliti sospetti, qui impegnato con entrambe le mani, nella scrittura e nella regia, fa la fine del presunto killer e si ritrova ad essere un burattino comandato da mani altrui. Non c’è dubbio alcuno, infatti, che il regista dell’impresa sia Cruise stesso, che si fa cucire su misura scene in cui è in grado di sedurre una ragazzina con la forza morale del suo sguardo o altre in cui, nel bel mezzo della massima urgenza, si prende il tempo di preferire ad un efficace scontro armato una bella scazzottata goliardica a mani nude.
Dimenticate le sottigliezze del metodo deduttivo e le ombre di Bourne, e piuttosto, se credete, rimpiangete Sly. Continua a leggere

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GenereAzioneDrammatico Durata95 minutiRegistaWilliam KaufmanAttoriCharlie WeberScott Adkins

Mentre svolge il suo primo incarico nei Marine, ovvero quello di proteggere un’ambasciata degli Stati Uniti in una località mediorientale, Evan e la sua squadra si fanno sorprendere da militanti armati che attaccano l’ambasciata per uccidere un informatore.

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Regia di Don Michael Paul. Un film con Jason WongJesse GarciaBokeem WoodbineEsai MoralesJosh KellyRalitsa PaskalevaCast completoGenere Azione – USA2014durata 103 minuti.

Distrutto dalle battaglie e disilluso dalla guerra, il caporale Chris Merriman viene messo a capo di un’unità la cui prossima missione è di fornire un remoto avamposto ai margini del territorio controllato dai talebani. Mentre guida attraverso l’ostile provincia di Helmand, un Navy SEAL ferma il loro convoglio e arruola l’unità per un’operazione di importanza internazionale: devono aiutare una donna afghana famosa per il suo atteggiamento di sfida nei confronti dei talebani a fuggire dal paese. Senza carri armati o supporto aereo, Merriman e il suo team avranno bisogno di tutto il coraggio e la potenza di fuoco che riusciranno a mettere insieme per aprirsi la strada attraverso il paese dilaniato dalla guerra, e portare la donna al sicuro.

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Roma (Rome) è una serie televisiva prodotta da HBOBBC e Rai Fiction dal 2005 al 2007. La serie, creata da Bruno HellerJohn Milius e William J. Macdonald, è stata girata negli studi di Cinecittà.La serie è una delle più costose della storia, tanto che le enormi spese per la realizzazione hanno costretto la produzione a limitare il numero di episodi delle due stagioni: la prima ne contava in tutto 12, mentre della seconda, la cui produzione è stata incerta fino all’ultimo momento, ne sono stati girati 10.La versione italiana, inizialmente trasmessa da Rai 2, presenta delle differenze rispetto all’originale: per ovviare a scene di sesso e violenza ritenute troppo esplicite queste sono state sostituite con scene girate appositamente per l’Italia. Inoltre, l’adattamento al doppiaggio ha eliminato molte delle scurrilità verbali presenti nell’originale. Le scene e i dialoghi modificati sono stati invece ripristinati nella loro versione originale durante la trasmissione su Rai 4.

La serie è ambientata a Roma nella seconda metà del I secolo a.C., nel periodo in cui la Repubblica, ormai morente, è scossa dalle guerre civili.

All’interno di questo contesto si alternano e si intrecciano le storie di personaggi storici realmente esistiti.

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Locandina Kill Bill - Volume 1Un film di Quentin Tarantino. Con Uma Thurman, David Carradine, Daryl Hannah, Michael Madsen, Vivica A. Fox. Azione, durata 110 min. – USA 2003. MYMONETRO Kill Bill – Volume 1 * * * 1/2 -valutazione media: 3,80 su 146 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È tornato Quentin. La lunga e snervante attesa è finalmente finita ed il “suo” quarto film (o meglio la prima parte del suo quarto film) scorre sullo schermo. Già dai titoli di testa, i fan si tranquillizzano: l’elenco dei personaggi in stile lista della spesa, il primo piano del volto tumefatto dell’attrice con uno sparo e relativa dissolvenza in nero ci dimostrano che “colui che era conosciuto come genio” (da molti), è tornato brillante come un tempo.
Kill Bill è stancante, una piacevole fatica per lo spettatore che dovrebbe rivedere alcuni momenti in slowmotion o più volte per apprezzarli appieno. La struttura stessa del film, a episodi con continui flashback tra passato e presente disorienta e stordisce. Tarantino inonda letteralmente ogni scena di forma e contenuti: occhiali da sole disposti in ordinate file sul cruscotto d una macchina, aerei di plastica che volano su scene di cartapesta, tute gialle indossate da Bruce Lee, alluci mobili, occhi cerulei e tanto, tantissimo sangue. Kill Bill è un Helzapoppin. Ed il gusto per la battuta spiazzante, per l’umorismo cinico e beffardo è rimasta la stessa.
Se Jackie Brown voleva essere un omaggio al Blaxploitation, Kill Bill è exploitation puro e semplice. Quentin si circonda di un team che sa il fatto suo e spende parecchio: il risultato si vede. Non un’inquadratura fuori posto, non un movimento di camera infelice.Kill Bill, formalmente si avvicina alla perfezione. Gli anni hanno permesso di affinare una già ottima tecnica. Continua a leggere

Locandina Kill Bill - Volume 2Un film di Quentin Tarantino. Con Uma Thurman, Lucy Liu, David Carradine, Daryl Hannah, Michael Madsen. Hard boiled, durata 110 min. – USA 2004. MYMONETRO Kill Bill – Volume 2 * * * 1/2 - valutazione media: 3,94 su 88 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ogni inizio ha una fine.
Stavolta si comincia dalle parti di John Ford, con un esplicito omaggio a Sentieri Selvaggi e si prosegue, con salti spazio temporali e metacinematografici per la via del noir anni ’50 e dell’actionmovie orientale dei mitici seventies fino a giungere (eh già) dalle parti di Fist of the North Star. Paura&panico. Ma Tarantino conosce la scuola di Okuto? Pare di sì. E non ce ne sorprendiamo.
Formalmente Kill Bill vol.2 si mantiene sugli altissimi standard del primo tempo/episodio e alterna sapientemente fasi prettamente comiche, come l’allenamento di Uma Thurman con il maestro di arti marziali cantonese, durante il quale il regista delizia la platea con le famose carrellate avanti e indietro della telecamera, tipiche delle produzioni Shaw Brothers anni 70′, a momenti squisitamente drammatici come i ricordi, adagiati su un fondale bianco/nero/seppia della sposa promessa e oppressa dalla tragedia che l’ha colpita. Tutti coloro che avevano lamentato la mancanza di dialoghi brillanti nella prima parte del film saranno felici di sapere che lo “stile Tarantino” è stavolta pienamente soddisfatto e la lunga e delirante filippica che Bill fa alla sua killer preferita al termine della pellicola, va a mettersi a pieno merito sul podio occupato dal monologo di Samuel L. Jackson (qui presente in un cameo) in Pulp Fiction e della disquisizione del gruppo di iene sul significato di “Like a Virgin” in Reservoir Dogs. Continua a leggere

Regia di Ha Yoo. Un film Da vedere 2006 Genere Azione – Corea del sud2006durata 141 minuti. Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Padre assente, madre malata e bisognosa di cure, famiglia numerosa. Per Kim Byung-doo non ci sono molti modi di sbarcare il lunario in tempi rapidi, per sé e per i suoi cari, che non passino dalla criminalità organizzata; e così Byung-doo cresce nelle gerarchie mafiose, accettando ogni missione. Quando nella sua vita si ripresentano l’amico fraterno Min-ho, aspirante regista cinematografico, e il suo amore adolescenziale Hyeon-ju, commessa di una libreria, per Byung-doo crolleranno molte certezze.
Ignorando le ragioni precise che hanno portato a un simile titolo internazionale, A Dirty Carnival, si lavora di intuito. L’ambizione di ritrarre in un affresco il più possibile ampio e diversificato l’universo mafioso e i suoi molteplici corollari ha forse condotto il talentuoso Yoo Ha verso la visione di un grande circo, di uno spettacolo iterativo, un loop tragicomico senza via d’uscita; fatto di tradimenti, avidità, colpi bassi, violenza e servilismo. Uno sporco carnevale con mazze da baseball vere, per una maschera quasi clownesca, spesso triste e tumefatta, come quella di Byung-doo, tragico exemplum di manovalanza mafiosa. C’è qualcosa di neorealista nell’analisi compiuta da Haa, nell’annullamento dei valori nel nome del denaro, come nella fatica percepibile di tirare avanti e dare un senso a una vita che di senso non ne ha alcuno. L’uscita, un possibile piano B, sono banditi già dall’incipit, che rende evidente tanto la gabbia in cui vive Byung-doo che l’unica possibile via di fuga da essa. E se non è nuovo il fatto di mettere in scena il rapporto ambiguo tra cinema e gangster, finzione e verità (ripreso in seguito fin troppo abbondantemente in quel Rough Cut scritto da Kim Ki-duk e all’origine della crisi spirituale di Arirang), è al contrario originale la dinamica dei rapporti umani che ruotano attorno ad esso e il ruolo negativo del regista Min-ho, totalmente contiguo ai gangster per ambizione e mancanza di scrupoli. 
L’evidente cinefilia che Ha infonde in questo amaro racconto di formazione sembra richiamare il Doinel di Truffaut o il milieu zavattiniano, confermando la vocazione, già ammirata in Once Upon a Time in High School, di saper cogliere il lato più doloroso dell’adolescenza senza fermarsi alla superficie. In A Dirty Carnival Yoo Ha gioca la sua carta più ambiziosa e nichilista, consegnando un manifesto del cinema di genere destinato a resistere nel tempo, ben oltre la semplice variazione di un canone.