Category: Azione


Risultato immagini per Dove osano le AquileUn film di Brian G. Hutton. Con Richard Burton, Clint Eastwood, Patrick Wymark, Mary Ure Titolo originale Where Eagles Dare. Drammatico, durata 158 min. – Gran Bretagna 1969. MYMONETRO Dove osano le aquile ***-- valutazione media: 3,03 su 17 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In un castello posto sulla cima di una montagna inaccessibile, nella Germania meridionale, è tenuto prigioniero un alto ufficiale americano. Un gruppo di agenti inglesi è incaricato di penetrare nel castello e organizzare la fuga del generale. Con l’aiuto di due ragazze il capo della spedizione, John, riesce nell’impresa, ma scopre con stupore che il prigioniero non è un generale americano, e che lo scopo degli alleati era quello di scoprire l’identità di alcune spie tedesche infiltratesi nell’esercito inglese.

Risultati immagini per Rambo locandinaRambo 1 è un film di Ted Kotcheff del 1982, con Sylvester Stallone, Richard Crenna, Brian Dennehy, Bill McKinney, Jack Starrett, Michael Talbott, Chris Mulkey, John McLiam, David Caruso. Prodotto in USA. Durata: 97 minuti. Distribuito in Italia a partire dal 18.11.1982.

Giunto in una cittadina del Nord alla ricerca di un ex commilitone del Vietnam, l’eroe di guerra John Rambo è arrestato per vagabondaggio da un arrogante sceriffo. Ribellatosi alla sua brutalità, Rambo fugge sulle montagne e viene braccato dai poliziotti. La sua perfetta preparazione militare gli consente di tenere in scacco oltre duecento uomini della Guardia Nazionale.

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Lord of War è un film di Andrew Niccol del 2005, con Nicolas CageEthan HawkeJared LetoBridget MoynahanIan HolmSammi RotibiDonald SutherlandShake TukhmanyanJean-Pierre Nshanian. Prodotto in USA. Durata: 120 minuti. Distribuito in Italia da IIF a partire dal 18.11.2005.
Attraverso alcune delle zone di guerra più pericolose, il trafficante di armi Yuri Orlov lotta per stare sempre un passo avanti a un implacabile agente dell’Interpol, ai suoi rivali in affari e persino ad alcuni dei suoi clienti tra cui figurano i dittatori più noti del pianeta.

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Regia di Andrew Stanton. Un film Da vedere 2012 con Taylor KitschLynn CollinsWillem DafoeDominic WestMark StrongThomas Haden ChurchCast completo Genere Avventura – USA2012durata 132 minuti. Uscita cinema mercoledì 7 marzo 2012 distribuito da Walt Disney. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: – MYmoro 3,44 su 69 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Regista rinomato di 3 film di animazione di grande successo, Stanton è passato al cinema d’azione, attingendo a un romanzo di Edgar Rice Burroughs, il creatore di Tarzan: La principessa di Marte (1912), 1° dei 9 titoli del ciclo Sotto le lune di Marte . Protagonista il muscoloso capitano John Carter, pluridecorato ex sudista della Guerra di Secessione, inspiegabilmente teletrasportato su Marte (ribattezzato Barsoom) dove incontra un nobile e una principessa che lì abitano. Deve fare i conti con giganteschi mostri zannuti e organizzare simpatici, filiformi alieni per una tremenda guerra civile. Grazie all’inesperienza di Stanton e al suo smanioso perfezionamento che hanno prolungato le riprese, è costato 250 milioni di dollari + 100 per il lancio contemporaneo in Europa e in America e ne ha incassati 280. Prodotto da Disney-Pixar che si divideranno le perdite. Anche a livello critico le accoglienze sono state tiepide. Non mancano ovviamente i momenti e le sequenze mirabolanti e gli effetti speciali si sprecano: stupisce, affascina, diverte, ma il risultato complessivo è quello di un adrenalinico ibrido di maniaca cinefilia che denuncia prestiti da Avatar , Star Wars , Il gladiatore , Prince of Persia – Le sabbie del tempo e i western di John Ford.

3.44/5
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Marvel’s The Punisher, nota semplicemente come The Punisher, è una serie televisiva statunitense sviluppata da Steve Lightfoot per Netflix e basata sull’omonimo personaggio dei fumetti Marvel Comics. La serie è uno spin-off di Marvel’s Daredevil ed è prodotta dalla Marvel Television in associazione con gli ABC Studios, con Lightfoot nel ruolo di showrunner.Jon Bernthal interpreta il protagonista Frank Castle / The Punisher, riprendendo il ruolo dalla seconda stagione di Daredevil

Dopo aver vendicato la morte della sua famiglia, Frank Castle, noto come The Punisher, scopre una cospirazione che va ben oltre il mondo criminale di New York City.

StagioneEpisodiPubblicazione USAPubblicazione Italia
Prima stagione1320172017
Seconda stagione1320192019
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Le implacabili lame di rondine d’oro è un film di genere azione del 1966, diretto da King Hu, con Pei-Pei Cheng e Yueh Hua. Durata 90 minuti.

Il perfido Tigre Faccia di Giada e la sua feroce banda, rapisce il maestro Chang, figlio del governatore, allo scopo di far liberare il suo capo. Rondine d’Oro, sorella di Chang ed esperta di arti marziali, si traveste da uomo e si reca nella locanda dove è fissato l’incontro per trattare la liberazione del fratello.

7.0/10

Regia di Álex De la Iglesia. Un film con Rosie PerezJavier BardemHarley CrossAimee GrahamJames GandolfiniScreamin’ Jay HawkinsCast completo Genere Azione – MessicoUSASpagna1997durata 126 minuti. Uscita cinema venerdì 24 giugno 2005

Come il suo predecessore Eloy de la Iglesia, il basco A. de la Iglesia s’è fatto una nomea di regista sensacionalista, altisonante y truculento , ma con uno spessore sociologico (vedi La comunidad ) e un dinamismo stilistico che l’altro non possiede. Con questo film del ’97, recuperato dall’Istituto Luce che l’ha distribuito nell’estate 2005, ha fatto centro. Con una esagitata azione violenta on the road sul confine tra Messico e California che annovera anche il trasporto di feti umani destinati a una società di cosmetici di Las Vegas, si espongono le imprese criminali di una coppia di personaggi “più grandi della vita” che il caso ha riunito. È una storia coesa ad alta tensione le cui immagini seducono, frustano, sorprendono nel loro susseguirsi di rapine, sparatorie, bizzarri rapimenti, coiti roventi, gesti sadici, scene di finta santeria con veri sacrifici umani, violenze grottesche, non senza un risvolto di dissonante melodramma romantico che fa da malinconico alone al disperato finale. Premio Goya (gli Oscar ispanici) per la regia e retrospettiva conferma dell’eclettico istrionismo di J. Bardem. Scritto dal regista con Barry Gifford (autore del romanzo da cui è tratta la sceneggiatura), Jorge Guerricaechevarría, David Trueba.

2,5/5

Locandina italiana State of PlayUn film di Kevin Macdonald. Con Russell Crowe, Ben Affleck, Rachel McAdams, Helen Mirren, Robin Wright. Titolo originale State of Play. Azione, Ratings: Kids+13, durata 125 min. – USA 2009. – Universal Pictures uscita giovedì 30 aprile 2009. MYMONETRO State of Play * * * - - valutazione media: 3,15 su 61 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Cal McAffrey è un veterano della carta stampata, il suo è un giornalismo che va di persona alla fonte, che investiga, si pone domande, nel nome della verità e di una buona storia. Stephen Collins è stato suo compagno di studi e di stanza e ora è un giovane ed ambizioso deputato a capo di un comitato che controlla le spese per la difesa nazionale, in odore di abnormi illeciti. Quando la bella assistente nonché amante di Collins muore in un dubbio incidente, le strade dei due amici tornano ad incrociarsi tra loro e con quelle della giovane Della Frye, reginetta della blogosfera, e di Anne Collins, moglie di Stephen, alla quale Cal è tutt’altro che estraneo.
Riduzione e reinvenzione dell’omonima miniserie inglese di sei ore, State of Play sposta l’azione nel cuore simbolico del potere, Washington D.C., e racconta un’appassionante partita a guardie e ladri tra politica e giornalismo, dove ognuno dei contendenti conosce ed usa gli strumenti dell’altro e fa leva sulle sue debolezze. Arbitra Kevin McDonald, che viene dal documentario (e che documentario, Un giorno a settembre) e sa trovare la verità nell’invenzione. Il mondo del giornalismo è ritratto con l’occhio dell’insider: tra la macchina da presa e il mestiere messo in scena non c’è altro filtro che una parete di vetro, trasparente; il mondo della politica, al contrario, è il regno della mediazione: schermi televisivi, obiettivi fotografici, microfoni cui affidare frasi scelte e ponderate. L’umanità della storia s’infila nel mezzo, là dove il politico bussa alla porta del reporter e viceversa.
Tutto, qui, ha almeno una doppia prospettiva e più spesso un ventaglio di prospettive: un ventaglio di penne, una per ogni versione possibile dell’articolo da scrivere. Il film stesso raddoppia, rilanciandosi nel finale, e innestando magistralmente, sul tempo “reale” del giornale che deve andare in stampa, il tempo finzionale del genere: le intuizioni dell’ultimo minuto, l’arrivo provvidenziale della polizia.
Il risultato è un presente caricato di urgenza, una situazione in costante divenire, uno “state of play” bisognoso di costante aggiornamento, per il quale, forse, il vecchio giornalismo sporco d’inchiostro non è più adatto.
Russell Crowe e Ben Affleck hanno preso in corso d’opera il posto che doveva essere di Brad Pitt e Edward Norton e ci stanno così bene che si fatica a pensarli altrove: il primo col suo mimetismo e l’aria un poco fuori moda e fuori uso – ma la sua Saab sulla strada viaggia ancora benissimo -, e il secondo con quell’aria belloccia e compassionevole in un’era in cui i bellocci non fanno più compassione a nessuno. Al loro fianco, Helen Mirren e Jason Bateman assicurano il movimento della pagina, il tocco di stile. Continua a leggere

Locandina italiana Jack Reacher - La prova decisivaUn film di Christopher McQuarrie. Con Tom Cruise, Rosamund Pike, Richard Jenkins, David Oyelowo, Werner Herzog. Titolo originale Jack Reacher. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 130 min. – USA 2012. – Universal Pictures uscita giovedì 3 gennaio 2013. MYMONETRO Jack Reacher – La prova decisiva * * 1/2 - - valutazione media: 2,94 su 53 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Cinque persone vengono uccise apparentemente a caso da un cecchino, sulla banchina di un fiume, mentre conducono la vita di tutti i giorni. Le prove sono schiaccianti e incastrano un ex militare, un tiratore addestrato. Pestato brutalmente durante l’interrogatorio, prima di cadere in coma, l’accusato fa un solo nome: Jeack Reacher. L’avvocato difensore non sa come soddisfare la richiesta, Reacher sembra non esistere, ma ecco che è lui stesso a presentarsi, con una teoria a dir poco spiazzante: il militare è colpevole, ma non di quell’eccidio.
Ex investigatore dell’esercito americano, mosso soltanto dagli imperativi morali di giustizia e verità, e dunque al di sopra della legge, il Jack Reacher di Tom Cruise assomma tali e tante qualità mitiche da risultare quasi ridicolo. Con un piede ancora negli anni Ottanta, sul suo Top Gun, ma una lucidità mentale che non ha nulla da invidiare a Sherlock Holmes, non si può davvero prendere troppo sul serio. Dopo di che, smessa l’insana pretesa, il divertimento è innocuo e garantito.
Se non è la scrittura brillante, piena di battute, ad illuminare la vera natura del film, perché in realtà essa si affianca a tutta una serie di altri elementi, dal romance al thriller, collezionati per non farsi mancare proprio nulla, lo è però sicuramente la presenza di Werner Herzog. Il suo Zec è il personaggio chiave dell’insieme: qualcuno che si diverte a giocare al duro e lo fa con immensa classe, nessuno sforzo e il sorriso sotto la maschera. E lo stesso vale pe Robert Duvall. Tom Cruise e la malcapitata Rosamund Pike, invece, si trovano in una posizione più scomoda, perché è evidente che a lui manca qualsiasi distanza critica e lei, di conseguenza, è sua prigioniera.
Basato su “La prova decisiva”, nono romanzo della serie creata da Lee Child con protagonista Jack Reacher, il film conta una gestazione record di ben sette anni, ma il risultato, per quanto godibile, non premia affatto Christopher McQuarrie. Lo sceneggiatore dei Soliti sospetti, qui impegnato con entrambe le mani, nella scrittura e nella regia, fa la fine del presunto killer e si ritrova ad essere un burattino comandato da mani altrui. Non c’è dubbio alcuno, infatti, che il regista dell’impresa sia Cruise stesso, che si fa cucire su misura scene in cui è in grado di sedurre una ragazzina con la forza morale del suo sguardo o altre in cui, nel bel mezzo della massima urgenza, si prende il tempo di preferire ad un efficace scontro armato una bella scazzottata goliardica a mani nude.
Dimenticate le sottigliezze del metodo deduttivo e le ombre di Bourne, e piuttosto, se credete, rimpiangete Sly. Continua a leggere

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GenereAzioneDrammatico Durata95 minutiRegistaWilliam KaufmanAttoriCharlie WeberScott Adkins

Mentre svolge il suo primo incarico nei Marine, ovvero quello di proteggere un’ambasciata degli Stati Uniti in una località mediorientale, Evan e la sua squadra si fanno sorprendere da militanti armati che attaccano l’ambasciata per uccidere un informatore.

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Regia di Don Michael Paul. Un film con Jason WongJesse GarciaBokeem WoodbineEsai MoralesJosh KellyRalitsa PaskalevaCast completoGenere Azione – USA2014durata 103 minuti.

Distrutto dalle battaglie e disilluso dalla guerra, il caporale Chris Merriman viene messo a capo di un’unità la cui prossima missione è di fornire un remoto avamposto ai margini del territorio controllato dai talebani. Mentre guida attraverso l’ostile provincia di Helmand, un Navy SEAL ferma il loro convoglio e arruola l’unità per un’operazione di importanza internazionale: devono aiutare una donna afghana famosa per il suo atteggiamento di sfida nei confronti dei talebani a fuggire dal paese. Senza carri armati o supporto aereo, Merriman e il suo team avranno bisogno di tutto il coraggio e la potenza di fuoco che riusciranno a mettere insieme per aprirsi la strada attraverso il paese dilaniato dalla guerra, e portare la donna al sicuro.

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Roma (Rome) è una serie televisiva prodotta da HBOBBC e Rai Fiction dal 2005 al 2007. La serie, creata da Bruno HellerJohn Milius e William J. Macdonald, è stata girata negli studi di Cinecittà.La serie è una delle più costose della storia, tanto che le enormi spese per la realizzazione hanno costretto la produzione a limitare il numero di episodi delle due stagioni: la prima ne contava in tutto 12, mentre della seconda, la cui produzione è stata incerta fino all’ultimo momento, ne sono stati girati 10.La versione italiana, inizialmente trasmessa da Rai 2, presenta delle differenze rispetto all’originale: per ovviare a scene di sesso e violenza ritenute troppo esplicite queste sono state sostituite con scene girate appositamente per l’Italia. Inoltre, l’adattamento al doppiaggio ha eliminato molte delle scurrilità verbali presenti nell’originale. Le scene e i dialoghi modificati sono stati invece ripristinati nella loro versione originale durante la trasmissione su Rai 4.

La serie è ambientata a Roma nella seconda metà del I secolo a.C., nel periodo in cui la Repubblica, ormai morente, è scossa dalle guerre civili.

All’interno di questo contesto si alternano e si intrecciano le storie di personaggi storici realmente esistiti.

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Locandina Kill Bill - Volume 1Un film di Quentin Tarantino. Con Uma Thurman, David Carradine, Daryl Hannah, Michael Madsen, Vivica A. Fox. Azione, durata 110 min. – USA 2003. MYMONETRO Kill Bill – Volume 1 * * * 1/2 -valutazione media: 3,80 su 146 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

È tornato Quentin. La lunga e snervante attesa è finalmente finita ed il “suo” quarto film (o meglio la prima parte del suo quarto film) scorre sullo schermo. Già dai titoli di testa, i fan si tranquillizzano: l’elenco dei personaggi in stile lista della spesa, il primo piano del volto tumefatto dell’attrice con uno sparo e relativa dissolvenza in nero ci dimostrano che “colui che era conosciuto come genio” (da molti), è tornato brillante come un tempo.
Kill Bill è stancante, una piacevole fatica per lo spettatore che dovrebbe rivedere alcuni momenti in slowmotion o più volte per apprezzarli appieno. La struttura stessa del film, a episodi con continui flashback tra passato e presente disorienta e stordisce. Tarantino inonda letteralmente ogni scena di forma e contenuti: occhiali da sole disposti in ordinate file sul cruscotto d una macchina, aerei di plastica che volano su scene di cartapesta, tute gialle indossate da Bruce Lee, alluci mobili, occhi cerulei e tanto, tantissimo sangue. Kill Bill è un Helzapoppin. Ed il gusto per la battuta spiazzante, per l’umorismo cinico e beffardo è rimasta la stessa.
Se Jackie Brown voleva essere un omaggio al Blaxploitation, Kill Bill è exploitation puro e semplice. Quentin si circonda di un team che sa il fatto suo e spende parecchio: il risultato si vede. Non un’inquadratura fuori posto, non un movimento di camera infelice.Kill Bill, formalmente si avvicina alla perfezione. Gli anni hanno permesso di affinare una già ottima tecnica. Continua a leggere

Locandina Kill Bill - Volume 2Un film di Quentin Tarantino. Con Uma Thurman, Lucy Liu, David Carradine, Daryl Hannah, Michael Madsen. Hard boiled, durata 110 min. – USA 2004. MYMONETRO Kill Bill – Volume 2 * * * 1/2 - valutazione media: 3,94 su 88 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ogni inizio ha una fine.
Stavolta si comincia dalle parti di John Ford, con un esplicito omaggio a Sentieri Selvaggi e si prosegue, con salti spazio temporali e metacinematografici per la via del noir anni ’50 e dell’actionmovie orientale dei mitici seventies fino a giungere (eh già) dalle parti di Fist of the North Star. Paura&panico. Ma Tarantino conosce la scuola di Okuto? Pare di sì. E non ce ne sorprendiamo.
Formalmente Kill Bill vol.2 si mantiene sugli altissimi standard del primo tempo/episodio e alterna sapientemente fasi prettamente comiche, come l’allenamento di Uma Thurman con il maestro di arti marziali cantonese, durante il quale il regista delizia la platea con le famose carrellate avanti e indietro della telecamera, tipiche delle produzioni Shaw Brothers anni 70′, a momenti squisitamente drammatici come i ricordi, adagiati su un fondale bianco/nero/seppia della sposa promessa e oppressa dalla tragedia che l’ha colpita. Tutti coloro che avevano lamentato la mancanza di dialoghi brillanti nella prima parte del film saranno felici di sapere che lo “stile Tarantino” è stavolta pienamente soddisfatto e la lunga e delirante filippica che Bill fa alla sua killer preferita al termine della pellicola, va a mettersi a pieno merito sul podio occupato dal monologo di Samuel L. Jackson (qui presente in un cameo) in Pulp Fiction e della disquisizione del gruppo di iene sul significato di “Like a Virgin” in Reservoir Dogs. Continua a leggere

Regia di Ha Yoo. Un film Da vedere 2006 Genere Azione – Corea del sud2006durata 141 minuti. Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Padre assente, madre malata e bisognosa di cure, famiglia numerosa. Per Kim Byung-doo non ci sono molti modi di sbarcare il lunario in tempi rapidi, per sé e per i suoi cari, che non passino dalla criminalità organizzata; e così Byung-doo cresce nelle gerarchie mafiose, accettando ogni missione. Quando nella sua vita si ripresentano l’amico fraterno Min-ho, aspirante regista cinematografico, e il suo amore adolescenziale Hyeon-ju, commessa di una libreria, per Byung-doo crolleranno molte certezze.
Ignorando le ragioni precise che hanno portato a un simile titolo internazionale, A Dirty Carnival, si lavora di intuito. L’ambizione di ritrarre in un affresco il più possibile ampio e diversificato l’universo mafioso e i suoi molteplici corollari ha forse condotto il talentuoso Yoo Ha verso la visione di un grande circo, di uno spettacolo iterativo, un loop tragicomico senza via d’uscita; fatto di tradimenti, avidità, colpi bassi, violenza e servilismo. Uno sporco carnevale con mazze da baseball vere, per una maschera quasi clownesca, spesso triste e tumefatta, come quella di Byung-doo, tragico exemplum di manovalanza mafiosa. C’è qualcosa di neorealista nell’analisi compiuta da Haa, nell’annullamento dei valori nel nome del denaro, come nella fatica percepibile di tirare avanti e dare un senso a una vita che di senso non ne ha alcuno. L’uscita, un possibile piano B, sono banditi già dall’incipit, che rende evidente tanto la gabbia in cui vive Byung-doo che l’unica possibile via di fuga da essa. E se non è nuovo il fatto di mettere in scena il rapporto ambiguo tra cinema e gangster, finzione e verità (ripreso in seguito fin troppo abbondantemente in quel Rough Cut scritto da Kim Ki-duk e all’origine della crisi spirituale di Arirang), è al contrario originale la dinamica dei rapporti umani che ruotano attorno ad esso e il ruolo negativo del regista Min-ho, totalmente contiguo ai gangster per ambizione e mancanza di scrupoli. 
L’evidente cinefilia che Ha infonde in questo amaro racconto di formazione sembra richiamare il Doinel di Truffaut o il milieu zavattiniano, confermando la vocazione, già ammirata in Once Upon a Time in High School, di saper cogliere il lato più doloroso dell’adolescenza senza fermarsi alla superficie. In A Dirty Carnival Yoo Ha gioca la sua carta più ambiziosa e nichilista, consegnando un manifesto del cinema di genere destinato a resistere nel tempo, ben oltre la semplice variazione di un canone.

Locandina italiana Mad Max: Fury RoadUn film di George Miller (II). Con Tom Hardy, Charlize Theron, Rosie Huntington-Whiteley, Zoë Kravitz, Nicholas Hoult. Azione, Ratings: Kids+16, durata 120 min. – USA, Australia 2015. – Warner Bros Italia uscita giovedì 14 maggio 2015. MYMONETRO Mad Max: Fury Road * * * 1/2 - valutazione media: 3,90 su 51 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In un futuro imprecisato post-apocalittico la Terra è in mano ai predoni. Tra questi Immortan Joe, che controlla la Cittadella con il pugno di ferro, imponendo il culto della personalità. Finché la sua compagna e “Imperatrice”, Furiosa, lo tradisce, portando con sé le schiave e concubine di Immortan.
Reboot, mash up o remake sono termini che aiutano a capire ma che non inquadrano completamente l’operazione alla base di Mad Max: Fury Road. Il ritorno alla regia di George Miller, atteso quanto insperato, forse prepara a una nuova saga, tutto sembra farlo credere, ma soprattutto cerca di riscrivere l’ultimo e debole – al di là dell’impatto iconografico della sfera del tuono – capitolo con Mel Gibson e Tina Turner, riproponendo Max in un contesto come quello attuale, sovraccarico di supereroi invincibili e di action movies che dall’universo distopico di Mad Max molto hanno saccheggiato.
Come Ken il guerriero, per citare solo una delle innumerevoli visioni di medioevo prossimo venturo degli ultimi due decenni, che devono tutto all’intuizione milleriana, contestualizzata nell’ideale paesaggio intrinsecamente borderline del deserto australiano. Una società resettata, in cui benzina e cromature assumono sostanza quasi divina: un tema ripreso in Mad Max: Fury Road, con il coraggioso accostamento tra la mistica da kamikaze del terrorismo contemporaneo e un’estetica neo-ariana che inneggia al Valhalla, in una crasi impossibile tra filosofie opposte di un’ideale crociata. Miller intende riprendersi ciò che è suo e rilanciarlo nel linguaggio della contemporaneità, avvalendosi del 3D, ricorrendo probabilmente a una velocizzazione dei frame per secondo (a tratti eccessiva), ma Mad Max: Fury Road è molto più di questo. A partire dal lavoro compiuto su eroi e antieroi: il Max di Tom Hardy, perseguitato dagli incubi di una vita precedente e quasi balbuziente nella sua timida incapacità di interagire con gli altri, è lontano dal vendicatore senza nome di Mel Gibson. Un supereroe con super-problemi marveliano, more human than human, per dirla con Rob Zombie. Continua a leggere

Colpo in canna è un film del 1975, diretto da Fernando Di Leo. È una commistione tra il noir e la commedia. Nei titoli di testa appare la scritta Un divertimento in due tempi scritto da Fernando Di Leo.

Il film si distingue tra i noir del tempo, oltre per la commistione con la commedia, anche per la protagonista, Ursula Andress, che lotta e si comporta come un uomo, senza perdere però la sua prorompente femminilità.

Nora Green è una hostess statunitense che arriva a Napoli. Con la scusa di una lettera, ricevuta dall'”americano”, da consegnare a un boss della camorra, Nora si addentra nel sottobosco della malavita. S’innamora di Manuel, un ex pugile acrobata di un circo. Continua a leggere

Locandina italiana Scott Pilgrim vs. The WorldUn film di Edgar Wright. Con Michael Cera, Mary Elizabeth Winstead, Kieran Culkin, Chris Evans, Anna Kendrick. Azione, durata 112 min. – USA, Canada, Gran Bretagna 2010. – Universal Pictures uscita venerdì 19 novembre 2010. MYMONETRO Scott Pilgrim vs. The World * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 44 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Scott Pilgrim è un 23enne ancora preda di una forma di tardiva adolescenza sentimentale. Suona il basso in una band indie rock, come tutti quelli della sua generazione ha subito una severa formazione a base di videogiochi 8bit e cerca una storia d’amore “sicura” con una 17enne, esercitando nichilismo un tanto al chilo. Quando nella sua vita irrompe Ramona, newyorkese, bellissima, indie nell’animo e ribelle a modo proprio con capelli colorati, tutto passa in secondo piano, anche il piccolo particolare che, per poter davvero avere una relazione con lei, Scott dovrà combattere e soprattutto sconfiggere i suoi 7 ex, riuniti in una confraternita finalizzata ad indirizzare la vita futura della ragazza da loro (un tempo) amata.
L’attesa trasposizione della serie di 6 volumi a fumetti del canadese Brian Lee O’Malley (intitolata semplicemente “Scott Pilgrim”) dopo 7 anni di successo di nicchia arriva al cinema e non delude, anzi. La versione per il grande schermo delle avventure tra realtà e videogioco del 23enne di Toronto è uno degli atti cinematografici più violenti degli ultimi anni. E per una volta la violenza della grammatica filmica fa il paio con l’audacia di una storia che utilizza la felicissima vena ironica per prendere di mira, in primis, il protagonista e tutto il suo universo di riferimento, che poi è il medesimo del target cui il film è indirizzato. Sebbene infatti nella storia il geek, alle prese con le solite difficoltà di sentimentale subita invece che dominata, sia palesemente contrapposto ai più classici “vincenti” della cultura anglosassone, la vera ironia è nei confronti del primo e non tanto dei secondi. In parole povere Scott Pilgrim vs the World non accarezza l’ego del proprio pubblico ma lo fustiga, prima favorendo l’immedesimazione grazie ad un’aderenza totale ad un certo universo semantico generazionale e poi esplicitandone le contraddizioni. Esattamente ciò che il profluvio di film adolescenziali nostrani sembrano metodicamente rifiutarsi di fare. Continua a leggere

Locandina italiana Edge of Tomorrow - Senza domaniUn film di Doug Liman. Con Tom Cruise, Emily Blunt, Bill Paxton, Brendan Gleeson, Jonas Armstrong. Titolo originale Edge of Tomorrow. Azione, Ratings: Kids+13, durata 113 min. – USA 2014. – Warner Bros Italia uscita giovedì 29 maggio 2014. MYMONETRO Edge of Tomorrow – Senza domani * * * - - valutazione media: 3,44 su 62 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Il maggiore Cage è l’ufficio stampa dell’esercito mondiale nella più grande guerra mai sostenuta dall’umanità, quella contro gli alieni atterrati sul nostro pianeta. Reticente a misurarsi sul campo di battaglia quando viene inviato sul fronte dal generale rifiuta l’incarico e per questo viene ammanettato e spedito lo stesso a combattere come disertore, proprio nel giorno della gigantesca offensiva progettata dall’umanità. Totalmente incapace di manovrare l’esoscheletro con il quale si combatte nelle prime fasi di battaglia distrugge un alieno ma rimane contaminato dal suo sangue e da quel momento ogni volta che muore si risveglia sempre nello stesso punto, all’inizio di quella giornata da disertore, condannato a ripetere sempre gli stessi eventi.
Con il continuo ripetere comincia a conoscere bene le mosse del nemico, dimostrando un’abilità in battaglia che cattura l’attenzione di un altro soldato che sembra aver capito tutto e sostiene di poterlo aiutare.
È un felice incontro quello tra l’indole da commediante con la quale Doug Liman dirige film d’azione, la passione per le trame narrate in modo poco convenzionale di Christopher McQuarrie e la light novel “All you need is kill” di Hiroshi Sakurazaka da cui Edge of tomorrow – Senza domani prende le mosse.
Senza esplorare le implicazioni filosofiche ed etiche del vivere sempre il medesimo giorno Liman e McQuarrie si divertono molto con il montaggio, sfruttandolo per diverse gag e riuscendo a lavorare di ellisse in maniere sconosciute ai blockbuster hollywoodiani. Continua a leggere

Un film di Ringo Lam. Con Danny Lee, Sun Yueh, Roy Cheung, Chow Yun-Fat Titolo originale Longhu Fengyun. Hard boiled, durata 110 min. MYMONETRO City on Fire * * * - - valutazione media: 3,00 su 3 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Ko Chow (Chow Yun-Fat) è un poliziotto infiltrato da parecchio tempo negli ambienti criminali di Hong Kong. Fu (Danny Lee) è un rapinatore abbandonato alla malinconia con una specie di morale molto poco etica sporcata dal sangue, che accoglie Ko Chow nella sua banda per un grande colpo in gioielleria, che si trasformerà in una tragica rapina. Continua a leggere