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Gilgamesh - Scheda Gilgamesh - uBC Fumetti

Gilgamesh è una serie a fumetti argentina di genere fantascientifico ideata da Lucho Olivera esordita nel 1969. La storia si ispira liberamente al mito sumero di Gilgameš

La storia venne ideata da Lucho Olivera ed esordì nel 1969 come storia unica conclusiva ma, grazie al successo riscontrato e alle richiesta dei lettori ne venne realizzata una serie. È stato pubblicato in italiano dall’Eura Editoriale sulla rivista Skorpio, in episodi da dodici pagine, a partire dal numero 49 del dicembre 1983. Gli episodi sono stati raccolti successivamente in dodici volumi, pubblicati sia indipendentemente sia come sotto-serie della collana Euracomix

Locandina Il gigante di New York

Un film di Jacques Tourneur. Con Lucille BallLloyd NolanVictor MatureLizabeth ScottMason Alan Dinehart Titolo originale Easy LivingCommediab/n durata 77 min. – USA 1949.

Un campione di rugby scopre d’avere disturbi cardiaci. È il caso di ritirarsi dall’attività, ma il campione ha paura che la moglie vanitosa e snob lo possa abbandonare non potendo rinunciare alla bella vita dispendiosa.

Locandina La notte del demonio

Un film di Jacques Tourneur. Con Dana AndrewsNiall MacGinnisPeggy CumminsAthene Seyler Titolo originale Night of the DemonFantasticob/n durata 83 min. – USA 1957.

Uno scienziato pratica le scienze occulte. Egli predice la morte di un collega, che puntualmente si avvera. Predice che anche lo psicologo Holden morirà di lì a poco.

Parigi ci appartiene (1961) - Filmscoop.it

Regia di Jacques Rivette. Un film con Giani EspositoBetty SchneiderFrançoise PrévostFrançois MaistreJean-Claude BrialyCast completo Titolo originale: Paris nous appartient. Genere Drammatico – Francia1958durata 141 minuti.

Scritto dal regista con Jean Gruault, prodotto da F. Truffaut e C. Chabrol a basso costo. Mentre il regista Gérard sta provando a Parigi la messinscena di Pericle, principe di Tiro (1608-9) di W. Shakespeare, un suo amico chitarrista è trovato ucciso in circostanze misteriose. Ex critico dei Cahiers du Cinéma il 30enne J. Rivette esordisce con un film ermetico, stilisticamente influenzato da Fritz Lang, dove più che alla progressione della vicenda, “la suspense è affidata al confronto dei personaggi, alla creazione di un’atmosfera, all’innesto di elementi onirici o quasi, insomma a un’osmosi morale” (B. Tavernier). Già si trovano i futuri temi di Rivette: il complotto, il passaggio da un livello di realtà a un altro, la dimensione del teatro.

Locandina Ho camminato con uno zombi

Un film di Jacques Tourneur. Con James EllisonFrances DeeTom Conway Titolo originale I Walked with a ZombieHorrorb/n durata 69 min. – USA 1943.

Classico del terrore anni Quaranta, ispirato alla lontana a Jane Eyre. Una signorina viene assunta come infermiera nella casa di un ricco signore ad Haiti. La moglie di quest’ultimo mostra segni di progressiva follia.

Closed Curtain - Wikipedia

Regia di Jafar Panahi, Kambuzia Partovi. Un film con Maryam MoqadamJafar Panahi, Hadi Saeedi, Kambozia Partovi, Azadh Torabi, Zeynab Khanum, Abolghasem Sobhani. Titolo originale: Parde. Genere Drammatico – Iran2013, Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

In una casa in riva al mare un uomo arriva in taxi ed entra. Dopo poco estrae da una sacca il proprio cane. Come prima cosa tira tutte le tende ed applica su di esse dei teli neri. Il cane non può uscire neppure per adempiere ai bisogni fisiologici perché gli animali sono considerati impuri e vanno soppressi. L´uomo sta scrivendo una sceneggiatura ma non riuscirà a trovare la concentrazione necessaria.
Come tutti sanno, Jafar Panahi ha subito dal governo iraniano l’interdizione a scrivere sceneggiature, a girare film, a lasciare il Paese e a rilasciare interviste, pena la detenzione per sei anni. Questo film nasce grazie alla collaborazione del collega Kamboziya Partovi il quale a sua volta rischia sanzioni.
Panahi non nasconde, in questo film complesso in costante bilico tra realismo e astrazione, la propria condizione psicologica di artista a cui un regime teocratico impedisce di esprimersi liberamente. Il suo è quasi un rovesciamento del dilemma pirandelliano. Nella finzione teatrale erano i personaggi a cercare un autore. Qui è Panahi a cercare i propri personaggi e ad offrire loro sfaccettature della propria tormentata condizione psicologica. Lo sceneggiatore ha ormai solo un affettuosissimo cane a cui riferirsi in cerca di un’ispirazione che una realtà esteriore (la giovane donna) da cui vorrebbe rifuggire, continua a interrompere. La ragazza cerca di sfuggire a un pericolo che la minaccia all’esterno. Fino a quando ad entrare in scena è lo stesso Panahi che prende possesso della casa e rivela la presenza di una troupe impegnata nelle riprese. È qui che il discorso si fa palese. Quell’abitazione appartiene al regista. Alle pareti sono appesi i manifesti dei suoi film presentati fuori dall’Iran, è un luogo familiare in cui probabilmente sono nati alcuni dei personaggi e delle storie che lo hanno fatto conoscere al mondo. Ora la creatività, che non cede al sopruso, cerca ancora di esprimersi ma la sua articolazione è continuamente spezzata e alla ricerca di uno spazio in cui non sia più necessario occultarsi. L’augurio di trovarlo è quello che tutto il mondo del cinema invia a questo regista coraggioso.

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Ken Parker (nome completo Kenneth Parker) è un personaggio immaginario dei fumetti creato da Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo, nel 1974.[1] Personaggio particolare e atipico del genere western la cui serie a fumetti, ambientata prevalentemente in America del Nord in un arco temporale che va dal 1868 al 1908, si distingue per originalità, per la varietà delle ambientazioni e per gli argomenti trattati che, spesso, esulano dai canoni tipici del fumetto western.[senza fonte]

Il fumetto esordisce in edicola nel giugno 1977, pubblicato dalla Cepim e, tra alterne vicende, cambi di editore e di formato, sospensione delle pubblicazioni e ristampe rivedute e corrette dagli autori stessi, la storia del personaggio si conclude nell’aprile del 2015 con l’episodio Fin dove arriva il mattino.

La prima serie pubblicata dal 1977 al 1984 lo rende un personaggio di culto del fumetto italiano, sia per il realismo delle ambientazioni e per la meticolosa ricostruzione storica e filologica che per l’attenzione alle tematiche sociali.[1]

COSMO EDITORIALE - CYBERSIX 1, COSMO SERIE GIALLA 64, FANTASTICA CREATURA  DELLA NOTTE

Cybersix è un fumetto di fantascienza creato nel 1991 dagli autori argentini Carlos Meglia (disegno) e Carlos Trillo (sceneggiatura).

Cybersix nasce dagli esperimenti genetici del terribile dottor Von Reichter, ex scienziato nazista, ed è l’unica superstite dei bambini della serie cyber, distrutta dal suo creatore perché capace di un pensiero autonomo e di disobbedire.

Le avventure di arsenio lupin (1957) - Filmscoop.it

Un film di Jacques Becker. Con Sandra MiloLiselotte PulverRobert Lamoureux Titolo originale Les aventures d’Arsène LupinAvventuradurata 104 min. – Francia 1957.

Protagonista è il ladro internazionale creato dal romanziere Maurice Leblanc, che con i suoi travestimenti riesce a farsi beffa, nella Parigi di fine Ottocento, del prefetto della polizia, del Kaiser Guglielmo II e della baronessa Von Kraft, che era rimasta affascinata dalla sua astuzia e dalla sua galanteria.

Sciarada per quattro spie - Film (1966)

Un film di Jacques Deray. Con Marilù ToloLino VenturaJean ServaisJean BouiseMino Doro Titolo originale Avec la peau des autresAvventuradurata 94 min. – Francia 1966.

L’agente segreto Maurice viene inviato in missione a Vienna, dove dovrebbe mettersi in contatto con lo scomparso collega Margerie. Aiutato da altri, tra cui un avvocato e una giovane cantante, mette le mani sui documenti segreti di Margerie. Scopre a sue spese che questi è un traditore. Al suo capo consegnerà i documenti, ma non dirà del tradimento.

Regia di Jacques Becker. Un film con Lino VenturaLilli PalmerAnouk AiméeGérard PhilipeLea Padovani. Titolo originale: Montparnasse 19. Genere Biografico – ItaliaFrancia1958durata 112 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Nel 1919 Amedeo Modigliani (1884-1920), pittore ignorato dai suoi contemporanei, passa da una bettola all’altra, alcolista, drogato e miserabile. È amato da due donne, l’inglese Beatrice e Jeanne Hébuterne, giovane borghese che lascia la famiglia per vivere con lui. Muore in un ospedale di Parigi. Dedicato a Max Ophüls che ne aveva scritto la sceneggiatura, dal romanzo Les Montparnos di Georges Michel, con Henri Jeanson e che morì prima di poter incominciare le riprese. Becker ne raccolse la difficile eredità, modificando la sceneggiatura (con il dissenso di Jeanson e del costumista Georges Annenkov che si dissociarono), e approdò a un risultato riuscito a metà.

Locandina Morti sospette

Un film di Jacques Deray. Con Paul CrauchetClaudine AugerLino VenturaJean BouiseNicole Garcia. continua» Titolo originale Un papillon sur l’épauleDrammaticodurata 95 min. – Francia 1978.

Un marinaio francese, Roland, arriva a Barcellona dove sarà raggiunto dalla moglie. Si sistema in albergo, ma una sera trova un cadavere in camera e viene tramortito. Si sveglia in ospedale e si vede subito interrogato dalla polizia circa una misteriosa valigia. Da quel momento la valigia lo perseguita. Intorno a Roland accadono fatti strani e drammatici (la moglie viene rapita, si trovano altri cadaveri). Alla fine, in un deposito, l’uomo trova la famosa valigia. Forse è stata tutta immaginazione; comunque poco dopo Roland viene ucciso.

Regia di Jacques Demy. Un film con Fred WillardJean SorelHilary ThompsonDuke HobbieSevern DardenCarol ColeCast completo Titolo originale: Model Shop. Genere Drammatico – FranciaUSA1969durata 95 minuti.

Un architetto insoddisfatto del lavoro e della ragazza con cui vive, girando per Los Angeles incontra una donna che lavora come modella di foto pornografiche per raggranellare i soldi necessari a tornare in Francia. Passano una notte d’amore, poi lei parte e lui va a fare la guerra nel Vietnam.

Un film di David Fincher. Con Brad Pitt, Morgan Freeman, Kevin Spacey, Gwyneth Paltrow, John C. McGinley Poliziesco, durata 127′ min. – USA 1995. MYMONETRO Seven * * * * - valutazione media: 4,05 su 83 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Sette i peccati capitali, sette gli omicidi che uno psicopatico programma, corredati da torture efferate. Comincia con la gola e l’avarizia, continua con l’accidia. L’ultimo è la lussuria, ma l’intervento di due investigatori, uno anziano e nero, l’altro giovane e bianco, lo obbliga a modificare il piano. Tra i tanti meriti della sceneggiatura di Andrew Kevin Walker c’è anche quello di aver modificato gli stereotipi della coppia bianco-nero approfondendo i personaggi a livello psicologico e legandoli ai temi principali del film: la presenza del Male nel mondo e l’indifferenza di fronte alla caduta dei valori. Un film dal taglio espressionista (fotografia di Darius Khondji; musica di Howard Shore), ambientato in una città senza nome, ricco di citazioni letterarie che ne sono la minacciosa struttura e senza una scena di violenza, di cui sono visibili soltanto le conseguenze. Un bel cast in cui si distingue K. Spacey nel tragico epilogo.

The Dance of Reality - Wikipedia

Un film di Alejandro Jodorowsky. Con Alejandro Jodorowsky, Brontis Jodorowsky, Axel Jodorowsky, Adan Jodorowsky, Pamela Flores.  Titolo originale La danza de la realidad. Biografico, durata 130 min. – Cile 2013. MYMONETRO La danza della realtà * * * - - valutazione media: 3,00 su 1 recensione.

Figlio di emigranti ebrei ucraini esiliati in Cile, Jodorowsky reimmagina la propria infanzia, conservando la verità dei personaggi ma trasponendo gli eventi in un universo poetico. In questa biografia immaginaria, Alejandrito cresce nella merceria “Ukrania” del padre, ateo e severissimo, che lo costringe a prove di resistenza fisica e coraggio eroico, mentre la madre, le cui parole escono sotto forma di canto, rappresenta un porto sicuro e sentimentale. Ma è proprio il padre, Jaime, il vero protagonista di questo poema epico che lo vede passare dallo stalinismo convinto alla fascinazione per il dittatore don Carlos Ibañez, che si era ripromesso di uccidere, fino alla redenzione e alla riscoperta di sé.
C’è veramente tanto di tutto in questo racconto: ci sono l’Odissea di Omero, l’Amarcord di Fellini, il Vangelo (la parabola di Jaime lo vedrà prima storpio poi falegname poi martire), ci sono estratti dai libri dell’autore stesso e c’è la psicomagia da lui teorizzata (anche se qui mai nominata), affidata alla figura della madre, che guarisce il marito dalla peste e dall’infermità e il figlio dalla paura dell’oscurità. Il racconto è lungo, dunque, ma straordinariamente coerente nella resa visiva, nonostante le continue invenzioni sceniche e l’avvicendarsi di costumi fantasiosi e situazioni spettacolari (come la mostra canina o la morìa di pesci sulla battigia).
Il ritorno del regista dopo ventitrè anni di lontananza dal cinema avviene dunque nel nome del suo spirito migliore e più apprezzato, quello surrealista o, in questo caso, soprattutto simbolista, e ha tutta l’aria di un gesto psicomagico esso stesso, dall’impatto emotivo comprovato. Si ride e ci si commuove, in un film in cui la madre crede che suo figlio sia una reincarnazione di suo padre e intanto Jodorowsky stesso adopera il talento istrionico di suo figlio Brontis per fargli interpretare suo padre, a dimostrazione di una complementarietà senza contraddizioni tra esperienza artistica e esperienza di vita (come del resto ribadisce la presenza in scena del regista demiurgo, presenza comunque discreta).
Non mancano, evidentemente, le esagerazioni e gli eccessi, specie nel capitolo cristologico, o nell’evocazione del circo ma fanno parte del pacchetto e sono onorevolmente bilanciati dalla presenza di sequenze di rara bellezza (il bambino nero di lucido da scarpe) e intensità narrativa (il piccolo lucidascarpe che annega a causa della suola nuova e liscia). Jodoroswky si conferma dunque un regista che crede ancora, potentemente, nell’immagine e nella costruzione dell’inquadratura, senza però rinunciare ad una narrazione altrettanto ricca ed evocativa.

CINEMA-manifesto FUNERALE A LOS ANGELES trintignant, orsini, DERAY | eBay

Un film di Jacques Deray. Con Ann-MargretUmberto OrsiniJean-Louis TrintignantAngie DickinsonJackie Earle Haley Titolo originale Un homme est mortDrammaticodurata 105 min. – Francia 1972.

Da Parigi parte Lucien, un killer incaricato di uccidere un boss mafioso. Eseguito l’incarico, si rende conto che nell’operazione è prevista anche la sua eliminazione. Cerca di risalire ai mandanti e ci riesce, ma non gli giova perché nella sparatoria rimane ferito a morte.

Locandina La bella scontrosa

Un film di Jacques Rivette. Con Michel PiccoliJane BirkinEmmanuelle BéartMarianne Denicourt, David Bursztein, Gilles Arbona. continua» Titolo originale La Belle NoiseuseCommediadurata 130 min. – Francia 1991

La versione distribuita in Italia è quella presentata a Venezia e ha un’ora e cinquanta minuti in meno rispetto a quella presentata al Festival di Cannes. Jacques Rivette è tra i migliori registi francesi, con alle spalle una lunga carriera. Qui in Italia il pubblico lo conosce poco e quindi ben venga questo primo film distribuito. Una ragazza viene trascinata dal suo compagno al cospetto di un grande pittore schivo ed egoista. Un amico collezionista di questi suggerisce che la ragazza potrebbe essere la modella adatta per permettere al pittore di completare La bella scontrosa, un quadro incompiuto. Con un ritmo necessariamente lento e pieno di dialoghi il film può dare grandi emozioni a chi è in grado di saperle cogliere. Superlativo Michel Piccoli, brava Jane Birkin e bella la Béart. Ha vinto il Gran Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes.

Locandina La favolosa storia di pelle d'asino

Un film di Jacques Demy. Con Catherine DeneuveJean MaraisMicheline PresleJacques Perrin Titolo originale Peau d’âneFantasticodurata 89 min. – Francia 1970.MYMONETRO La favolosa storia di pelle d’asino * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

La favola della principessa troppo bella, che si nasconde sotto un’orribile pelle d’asino, è raccontata fedelmente.

Locandina Chi lo sa?

Un film di Jacques Rivette. Con Sergio CastellittoJeanne BalibarMarianne BaslerHélène De FougerollesJacques Bonnaffé Titolo originale Va savoirCommediaRatings: Kids+13, durata 154 min. – Francia, Italia, Germania 2001.

Inizia come certi film di Rivette, un po’ noiosetto e troppo precisino, nel racconto. Ma dura solo mezz’ora: poi il film si discosta – poeticamente – dalle vicende raccontate, trova altri punti di vista. Intelligenti, leggeri (nel senso più alto del termine), divertenti. Insomma, nelle due ore successive il film decolla con una progressione centellinata ma inesorabile. Senza rinunciare (anzi) a raccontare le difficoltà dello stare insieme, fra i sessi. Con il regista che si “appropria” della capacità rohmeriana di voler bene ai propri personaggi, e dell’ironia di Resnais … È attraverso queste modalità che l’ex critico cinematografico Jacques Rivette racconta la storia dell’attrice Camille. Che sta insieme al regista teatrale Ugo, recita con lui in Come tu mi vuoi di Pirandello a Parigi, il suo compagno di vita tre anni prima. Anche Ugo è del resto “insidiato” da una bella laureanda che lo sta aiutando a trovare un’opera di Goldoni mai rappresentata … La storia si conclude come una specie di vaudeville, sul palcoscenico del teatro: ci sono tutti i personaggi della storia, ogni cosa trova una sua (convincente, perchè “recitata”) conclusione, con la canzone italiana Senza fine che sparge affetto e ironia a piene mani su storia e spettatori, a rimarcare questo gioco (di coppia, di vita) appunto senza fine …

Locandina Borsalino

Un film di Jacques Deray. Con Jean-Paul BelmondoAlain DelonFrançoise ChristopheCorinne MarchandCatherine Rouvel. continua» Poliziescodurata 120 min. – Francia, Italia 1970.

Marsiglia, 1930. Due banditi, Rock e François, si associano. La città è controllata dai due gangster Poli e Marello che si spartiscono il dominio del mercato delle carni e quello delle bische e dei locali notturni. Rock e François decidono d’insidiare il monopolio di Poli e vi riescono. Poi, è la volta di Marello. Rock e François diventano così i re della “mala” marsigliese, ma altri intraprendenti malviventi si fanno sotto per usurpare il loro titolo.